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Papa Francesco invoca più tasse per i ricchi: “Dovrebbero fare di più”

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(Adnkronos) –
Il Papa invoca più tasse per i Paperoni. "Dicono che dovrebbero esserci più tasse per i milionari, davvero!", ha detto il Papa nel discorso a braccio, incontrando i Movimenti popolari in Vaticano.Per il Pontefice, infatti, "le persone economicamente forti dovrebbero fare di più, dovrebbero aprirsi a condividere i beni che hanno.

E' difficile che questo avvenga, ma per Dio tutto è possibile".  "Se questa piccolissima percentuale di miliardari, che accumulano la maggior parte della ricchezza del pianeta, fossero propensi a condividerla, non a cederla, a condividerla in modo fraterno, sarebbe un bene per tutti, ma anche per loro stessi in primis".Da qui l'appello: "Chiedo dunque ai privilegiati del mondo che facciano questo passo per essere molto più felici loro stessi".

Bergoglio ha, poi, confidato che qualche confratello lo rimprovera sostenendo che dovrebbe essere meno "duro coi ricchi.Ma Gesù- ha detto – lo è stato di più".   In una lettera al Collegio cardinalizio Papa Francesco tira poi le somme sulle riforme in corso, dicendo che "è doveroso uno sforzo ulteriore da parte di tutti affinché un 'deficit zero' non sia solo un obiettivo teorico, ma una meta effettivamente realizzabile". "La riforma – scrive – ha posto le basi per l’attuazione di politiche etiche che consentano di migliorare il rendimento economico del patrimonio esistente.

A ciò si accompagna l’esigenza che ciascuna Istituzione si adoperi per reperire risorse esterne per la propria missione, facendosi esempio di una gestione trasparente e responsabile al servizio della Chiesa”.  "Sul versante della riduzione dei costi, – osserva il Papa – occorre dare un esempio concreto affinché il nostro servizio sia realizzato con spirito di essenzialità, evitando il superfluo e selezionando bene le nostre priorità, favorendo la collaborazione reciproca e le sinergie.Dobbiamo essere consapevoli che oggi siamo di fronte a decisioni strategiche da assumere con grande responsabilità, perché siamo chiamati a garantire il futuro della Missione.

Le Istituzioni della Santa Sede hanno molto da imparare dalla solidarietà delle buone famiglie". Il Papa, nella lettera ai cardinali indica la strada da seguire: "Gli Enti che registrano un avanzo dovrebbero contribuire a coprire il deficit generale.Questo significa avere cura del bene della nostra comunità, agendo con generosità, nel senso evangelico del termine, come presupposto indispensabile per chiedere generosità anche all’esterno".  In conclusione, Bergoglio chiede "di accogliere questo messaggio con coraggio, spirito di servizio e di sostenere con convinzione, lealtà e generosità le riforme in corso, contribuendo in modo propositivo con le Vostre conoscenze ed esperienze al processo di riforma.

Ciascuna delle Istituzioni della Santa Sede forma con tutte le altre un unico corpo: pertanto, la collaborazione autentica e la cooperazione verso l’unica meta, il bene della Chiesa, rappresenta un requisito essenziale del nostro servizio". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Modena, Bisoli: Juve Stabia squadra organizzata che gioca un calcio molto aggressivo

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Pierpaolo Bisoli, allenatore del Modena, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con la Juve Stabia in programma sabato 21 settembre 2024 alle ore 18 allo stadio “Alberto Braglia” e valevole per la sesta giornata del campionato di serie B 2024-2025.

Le dichiarazioni di Bisoli, allenatore del Modena, sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Il sentimento che ha prevalso maggiormente dopo il derby è stato il rammarico, con un pizzico di fortuna avremmo vinto.Io però devo prendere il lato positivo, trovarsi sotto a fine primo tempo in quel modo poteva farci crollare il mondo addosso, invece abbiamo avuto una reazione da grande squadra, cercando di vincere senza paura anche in dieci.

La Juve Stabia?

Affrontiamo una squadra molto organizzata, che gioca un calcio molto aggressivo e ti viene a prendere in ogni zona del campo, dovremo stare attenti alle ripartenze e ai duelli individuali.Le squadre che partono con questo entusiasmo sono molto pericolose, sarà una partita difficile e starà a noi metterla sul nostro piano di confort“.

Domani mi aspetto una prestazione ancora più importante della scorsa, stiamo crescendo sul piano fisico ma possiamo farlo anche su quello tecnico, a Cesena abbiamo commesso qualche errorino di troppo.

La scintilla sta scattando, ho percepito che i giocatori stanno prendendo consapevolezza: proseguiamo il percorso intrapreso che è quello giusto“.

Carcere: Un Luogo di Pena o di Rinascita? Il Dibattito è Aperto

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Il convegno organizzato dallo studio legale Paolillo&Partner, incentrato sulla grave situazione delle carceri italiane, ha messo in luce l’urgenza di un intervento risolutivo. L’evento, che ha visto la partecipazione di esperti del settore e rappresentanti istituzionali, ha evidenziato come il sovraffollamento carcerario, la carenza di personale e le condizioni di detenzione inumane siano problemi cronici che minano il principio di rieducazione e reinserimento sociale.

Le testimonianze presentate hanno sottolineato la necessità di un approccio multidisciplinare, che coinvolga sia la politica che l’amministrazione penitenziaria, per garantire il rispetto dei diritti dei detenuti e promuovere una giustizia più equa e umana.

L’incontro di discussione ha avuto luogo nella sala convegni dell’hotel Stabia a Castellammare. Un incontro, visibile anche da remoto sulla piattaforma zoom, formativo per gli addetti ai lavori del diritto, che «si è reso necessario – ha spiegato l’avvocato Andrea Paollilo – per i crescenti episodi gravi di cronaca che si sono verificati nelle carceri».

Negli ultimi mesi infatti la politica e il dibattito pubblico si è concentrato sulla questione della qualità di vita all’interno delle case circondariali. «Poggioreale è un girone dell’inferno – ha commentato la deputata Annarita Patriarca, intervenuta al convegno – Nei mesi scorsi abbiamo visitato gli istituti penitenziari nel sud Italia. A Poggioreale ci sono stanze con 12-13 detenuti, con letti a castello da tre. Una situazione da migliorare. Il problema numero uno è sicuramente il sovraffollamento. A Poggioreale ci sono attualmente 2.060 detenuti per un carcere che ne può contenere 1300 considerando la chiusura di un padiglione per lavori che si concluderanno tra tre anni».

Una situazione di emergenza che interroga sia la politica che tutta la macchina della giustizia, da sempre alla ricerca di un sistema per bilanciare la necessità di certezza della pena che di garantire il rispetto umano per i detenuti.

Sul tema è intervenuta anche Irma Conti, garante nazionale delle persone private della libertà: «La situazione precaria delle carceri è cronica e non è una emergenza solo di questi ultimi anni – ha detto l’avvocato Conti – vanno implementate le assunzioni nella polizia penitenziaria, anche perché quelle fatte in questi anni servono solo a coprire i pensionamenti. Attualmente in Italia ci sono 61mila detenuti, un numero sproporzionato rispetto agli addetti alla sicurezza. Il carcere deve essere un luogo per il recupero, e questo non va mai dimenticato. Tempo fa ho incontrato un ergastolano ad Oristano che si era laureato. Mi disse che il carcere aveva fatto il suo dovere ed ora, grazie a questa possibilità, i suoi figli l’avrebbero ricordato non solo per quello che ha fatto ma soprattutto perché si era laureato. Oggi occorre puntare sull’implementazione della giustizia riparativa. Bisogna farlo per le carceri, per i detenuti e soprattutto per la società».

Criminalità tra carcere violenza e giustizia riparativa (2)

Presente anche la direttrice del centro penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano, la dottoressa Giulia Russo: «Nelle carceri noi dobbiamo rieducare e risocializzare e per essere credibili bisogna puntare da una cosa semplice: la quotidianità – ha detto Russo – A Secondigliano abbiamo distribuito 300 frigoriferi, cambiato le televisioni e sostituito 680 materassi. Per il reinserimento abbiamo allestito delle sale di formazione lavorativa e nel 2018 abbiamo firmato un protocollo d’intesa con la Federico II. Oggi sono iscritti ai corsi 80 detenuti e 8 di questi sono laureati».

Qualcosa lentamente si sta muovendo su questo fronte, ma non si riesce ancora a far fronte al numero di reati commessi, che ha fatto registrare anche un aumento dovuto alle nuove tecnologie.

Il professore Giacomo Di Gennaro, esperto in scienze criminologiche, investigative e cybercrime, e direttore del master in criminologia e diritto penale presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Napoli Federico II, ha tenuto un approfondimento sulle statistiche riguardanti i numeri dei detenuti e la commissione di reati negli ultimi 50 anni: «Stiamo vivendo uno iato estremo della diseguaglianza sociale. I minori commettono sempre più reati perché, anche attratti dai clan, vogliono fare di tutto per uscire dalle situazioni di povertà. Oggi rischiamo, per colpa delle scelte della politica di ritornare indietro di cinquanta anni».

A rappresentare le forze dell’ordine il comandante Pierluigi Rizzo, comandante del Nucelo Investigativo della Polizia Penitenziaria della Campania, e Gesuela Pullara, comandante del reparto di Polizia Penitenziaria della casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento. Il primo è intervenuto sulle disposizioni di legge per i detenuti dell’ideologia anarchica, mentre Pullara ha illustrato le tecniche di recupero per i detenuti che hanno commesso reati di natura sessuale e di violenza sulle donne.

La dottoressa Loredana D’Alessandro, Funzionario della professionalità pedagogica del ministero della giustizia, e mediatore esperto e formazione ingiustizia riparativa, ha tenuto una lezione sui caratteri generali della giustizia riparativa. Regolata in Italia per la prima volta nel 2022 con la cosiddetta riforma Cartabia, la giustizia riparativa consiste nel tentativo di risanamento del legame tra vittime, colpevoli e comunità, dopo che quel legame è venuto a mancare con il compimento del reato. Riparazione del danno, riconciliazione tra le parti e rafforzamento del senso di sicurezza sono gli scopi della giustizia riparativa.

Criminalità tra carcere violenza e giustizia riparativa (1)

A concludere la dottoressa Angelica Di Giovanni, già presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli: «Nel 2010 scrivevo che la confusione totale che accompagna le istituzioni del diritto penale risolvendosi in un’incertezza del diritto della pena costituisce il nocciolo della crisi che il nostro sistema del diritto penale sta attraversando. Non è cambiato molto da allora. Resta immutata la domanda di base ancora oggi: stare dalla parte di Abele o recuperare Caino? In questo paese tutti hanno ragione e tutti hanno diritto a tutto. Per dirla alla giuridichese: nella corsa all’ultima garanzia, l’unico a non essere garantito è lo Stato».

Una realtà emersa nel corso di un convegno che ha dato la possibilità a tutti gli operatori della giustizia di approfondire tematiche attuali e di fondamentale importanza. Un impegno che lo studio Paolillo&Partner sta portando avanti già da anni, affrontando questioni come la violenza di genere o la giustizia riparativa che necessitano di studio e confronto con chi ogni giorno le affronta sul campo.

Conclusioni:

Il convegno ha posto l’accento su un tema di grande attualità e complessità. La situazione delle carceri italiane richiede un intervento urgente e strutturale, che coinvolga tutti gli attori istituzionali e la società civile. La giustizia riparativa può rappresentare uno strumento innovativo per affrontare la criminalità e promuovere la riconciliazione, ma è necessario un dibattito approfondito e un’attenta valutazione delle sue potenzialità e dei suoi limiti.

As Roma, la lunga estate dei Friedkin: Everton, ipotesi cessione e caso De Rossi. E ora?

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(Adnkronos) – Una lunga estate quella della As Roma e dei suoi proprietari, Dan e Ryan Friedkin.Con alcuni passaggi che hanno modificato, rispetto alle intenzioni e ai piani iniziali, il percorso della società.

L'Adnkronos lo ricostruisce incrociando diverse fonti: dalla trattativa per l'acquisizione dell'Everton, all'ipotesi di cessione di una quota o della maggioranza della società, fino al caso De Rossi e a tutte le conseguenze sulla gestione sportiva.Con una domanda che aleggia: cosa vogliono fare ora della Roma i Friedkin?
 Per provare a capire una serie di scelte che possono sembrare solo una confusa sequenza di ripensamenti è indispensabile però riavvolgere il nastro all'esonero di José Mourinho.

E' a gennaio del 2024 che matura la decisione della proprietà di cambiare strada.Non solo perché sceglie di prenderne una impopolare, il divorzio dall'allenatore più carismatico della storia della Roma, ma perché fa questo passo nella prospettiva di cambiare la natura dell'investimento nella società.

Nonostante siano stati raggiunti alcuni risultati, sul campo con la vittoria della Conference League e la finale di Europa League e nel coinvolgimento della piazza con lo stadio sempre esaurito e un rilancio pieno del 'romanismo', i Friedkin sono insoddisfatti.E' un'insoddisfazione che viene dal campo, il gioco che non c'è e i risultati altalenanti in campionato, ma è soprattutto un'insoddisfazione industriale: senza Champions League i ricavi non bastano e senza stadio l'intera operazione Roma rischia di diventare un buco nero.  
Via Mourinho e dentro Daniele De Rossi, l'unico uomo capace di tenere una piazza che ha bisogno di metabolizzare un passaggio complicato.

Si punta a chiudere la stagione con il miglior risultato possibile e si utilizzano i mesi che mancano fino a maggio per valutare le reali potenzialità di un allenatore che non ha esperienza nel ruolo ma che rappresenta una certezza identitaria per tutti, o quasi, i romanisti.  Intanto, però, i Friedkin iniziano a guardarsi intorno con più attenzione sul piano finanziario.Gli advisor, ne lavorano diversi in questa fase intorno alla Roma, propongono più opzioni.

Una diventa con il passare delle settimane più concreta di altre.Prevede, in estrema sintesi, l'acquisto dell'Everton, la seconda società di Liverpool, lo sbarco in Premier League e un progressivo ridimensionamento dell'impegno sulla Roma.

C'è pronta l'offerta del Public Investment Fund (Pif) dell’Arabia Saudita
.Come in tutte le operazioni del genere, tutto ruota intorno al prezzo giusto.

Si ragiona sia sulla cessione della società, ma serve più di un miliardo di euro per far quadrare i conti, sia sulla cessione di una quota nell'ottica di lavorare sull'asse Roma-Liverpool (e Cannes, altra squadra controllata dal gruppo) con le spalle coperte da un socio di minoranza e con più liquidità a disposizione.  Mentre tutto questo si muove, e con il silenzio che resta il marchio di fabbrica della proprietà, a Trigoria c'è una totale impasse.Lo stesso contratto di Daniele De Rossi già annunciato prima del ritorno dei quarti di finale di Europa League, a metà aprile, viene ufficializzato solo il 25 giugno, a pochi giorni dal raduno per il ritiro estivo.

Il passo è comunque significativo.Il contratto è triennale, a cifre importanti, e sembra il segnale di una progettualità ritrovata.

I Friedkin immaginano per la Roma un nuovo corso, con un respiro diverso e hanno l'intenzione di cambiare anche la natura degli investimenti, anche grazie all'uscita dai vincoli imposti dall'Uefa.Si può costruire acquistando giocatori giovani, e di prospettiva, senza ricorrere più a calciatori a parametro zero.

Il disegno è chiaro e coerente.Più investimenti sui cartellini a fronte di una riduzione del monte ingaggi, più valore alla rosa e risultati da consolidare in tre anni.

In questa fase sono ancora in piedi le diverse opzioni sul piano finanziario. Un momento di svolta è il 19 luglio.E' il giorno in cui viene dichiarata ufficialmente saltata la trattativa per l'acquisizione dell'Everton: "Dopo un periodo di trattativa in esclusiva, le discussioni tra Blue Heaven Holdings e The Friedkin Group su una potenziale vendita di una quota di maggioranza nell’Everton si sono concluse e The Friedkin Group non procederà con l’acquisto del Club".

Lo scenario cambia ancora.Si pensa che i Friedkin vogliano tornare a concentrare i loro sforzi solo sulla Roma.  Senza l'Everton, anche se potrebbero esserci ancora sviluppi in vista, ma sempre con gli arabi alla finestra, la società affronta il mercato e continua la sua metamorfosi.

I Friedkin investono, e tanto, ma lo fanno con una serie di frizioni con la guida tecnica che hanno scelto.I rapporti tra la Ceo Lina Souloukou e Daniele De Rossi si complicano soprattutto quando le scelte gestionali entrano in conflitto con le esigenze del campo.

I casi di Paulo Dybala e Nicola Zalewski, diversi per proporzioni, cifra tecnica e ricadute ambientali, hanno la stessa matrice.Quanto pesa la voce della Ceo, che è quella della proprietà, e quanto pesa quella dell'allenatore?

Fino a che punto il progetto industriale può funzionare senza le garanzie tecniche? A questo punto, e siamo agli ultimi giorni, entrano in gioco direttamente Dan e Ryan Friedkin.Già prima di arrivare in Italia, quando danno il via libera alla Ceo per iniziare a sondare profili che possano sostituire De Rossi.

Poi, ci sono le ore trascorse a Roma.Quelle che servono per ascoltare le parti e comunicare una decisione che avevano già preso.

Il progetto triennale con De Rossi non c'è più, svanisce dietro una svolta a cui contribuiscono una indole 'padronale' e un calcolo che, un'altra volta, sembra avere poco a che fare con il campo. Ora, è tutto profondamente diverso.Non c'è solo un nuovo allenatore, Ivan Juric, che deve ripartire da capo.

I Friedkin hanno fatto una scelta che va oltre l'esonero di un allenatore e che va anche oltre l'esonero di un grande allenatore come José Mourinho.Hanno bruscamente interrotto una relazione profonda.

Rompere in questo modo il legame con Daniele De Rossi vuol dire anche rompere la connessione con una tifoseria e una città.Le prossime settimane diranno se i proprietari americani della Roma avranno solo clamorosamente sottovalutato le conseguenze di una scelta sbagliata, per molti versi irreversibile, o se avranno fatto il primo passo verso quel disimpegno che già da qualche mese hanno messo in conto. (Di Fabio Insenga) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Festa cinema Roma, a Johnny Depp e Viggo Mortensen i premi alla carriera

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(Adnkronos) – La 19esima edizione della Festa del Cinema di Roma, in programma dal 16 al 27 ottobre 2024, assegnerà il Premio alla carriera a Viggo Mortensen e a Johnny Depp.Il riconoscimento a Mortensen verrà assegnato in occasione della presentazione del suo nuovo film, 'The Dead Don’t Hurt' (I morti non feriscono), da lui scritto, diretto e interpretato.

L’attore, artista, regista e produttore statunitense sarà inoltre protagonista di una masterclass con il pubblico della Festa.  Ambientato a metà Ottocento, 'The Dead Don’t Hurt' (secondo film di Viggo Mortensen come regista e sceneggiatore dopo 'Falling – Storia di un padre' – 2020) è un raffinato western femminista con protagonisti lo stesso Mortensen e Vicky Krieps nei panni di due immigrati che cercano di costruirsi una vita in una cittadina corrotta del Nevada.Vivienne, una fioraia franco-canadese, indipendente e ribelle, vede la sua vita stravolta quando il suo compagno si unisce alla guerra civile.

Rimasta sola, deve affrontare le violente attenzioni indesiderate del figlio di un potente allevatore locale.Con una struttura narrativa che alterna passato e presente, tra paesaggi mozzafiato e interpretazioni eccellenti, Mortensen si serve del western per restituirci il ritratto appassionato di una donna forte e determinata.  Premio alla carriera anche a Johnny Depp che, in occasione della Festa del Cinema di Roma, presenterà al pubblico 'Modì', la sua seconda opera da regista dopo l’esordio nel 1997 con 'Il coraggioso'.

Nel cast del nuovo film Riccardo Scamarcio, Antonia Desplat, Bruno Gouery, Ryan McParland, Stephen Graham, Luisa Ranieri, Al Pacino.  La pellicola non è una biopic, ma solo 72 ore nella vita di Amedeo Modigliani, Modì per i francesi che nel 1916 è in fuga dalla polizia, a Parigi.Il pittore vorrebbe abbandonare la città dove è vissuto a lungo, mentre gli amici Utrillo e Soutine e la musa Beatrice Hastings cercano di convincerlo a restare e a continuare a dipingere.

Attraverso una notte di allucinazioni e di incontri, con l’amico mercante d’arte e con un collezionista americano, la sua storia cambia.Il progetto, basato sulla commedia Modigliani di Dennis McIntyre, nasce decenni fa, proposto ad Al Pacino, rimandato, sospeso, dimenticato, ritornato con Johnny Depp alla regia, Pacino tra i produttori e nei panni del collezionista, Mary e Jerzy Kromolowski alla sceneggiatura e Riccardo Scamarcio protagonista.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

McLaren, arriva l”ordine’: ala posteriore va modificata

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(Adnkronos) – La McLaren deve modificare la propria ala posteriore.La Federazione internazionale dell'automobile (Fia) chiede al team di cambiare il design dell'ala dopo i sospetti di irregolarità alimentati anche da alcuni video negli ultimi giorni.

La flessibilità dell'ala posteriore, evidenzia Autosport, è stata documentata da alcuni video realizzati durante il Gp dell'Azerbaigian vinto da Oscar Piastri. In sostanza, la McLaren sarebbe in grado di procurarsi un vantaggio anche senza attivare il Drs, il dispositivo che migliora la performance aerodinamica delle monoposto.La scuderia, che comanda il Mondiale costruttori, dovrà intervenire per evitare che l'elemento superiore dell'ala si pieghi come è accaduto sinora..  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rod Stewart torna in Italia, unica data il 10 maggio a Milano

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(Adnkronos) – Sir Rod Stewart, il leggendario cantante e cantautore due volte inserito nella Rock & Roll Hall of Fame, ha annunciato oggi un unico concerto italiano presso l'Unipol Forum di Milano che si terrà sabato 10 Maggio 2025.Il concerto promette una serata senza precedenti con i brani iconici di uno degli artisti più amati di tutti i tempi. Con successi in cima alle classifiche che coprono oltre cinque decenni di carriera ineguagliabile, fan e critici hanno definito l'ultimo tour di Stewart un evento imperdibile.

La scaletta ricca di successi include canzoni come 'You Wear It Well', 'Maggie May', 'Da Ya Think I'm Sexy', 'The First Cut is the Deepest', 'Tonight's the Night', 'Every Picture Tells A Story', 'Infatuation', 'Forever Young', 'Ooh La La (I Wish That I Knew What I Know Now)', 'Young Turks', 'Have I Told You Lately That I Love You', 'Rhythm of My Heart', 'Broken Arrow' e 'Forever Young'.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, il Gruppo Casa di Cura Maria Rosaria è un Premium Sponsor delle Vespe

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La S.S.Juve Stabia 1907 comunica che il Gruppo Casa di Cura Maria Rosaria è ufficialmente nostro Premium Sponsor come Official Medical Center della Juve Stabia per la stagione 2024/25, che vede le Vespe protagoniste nel prestigioso palcoscenico della Serie B.

Nell’ambito della partnership il Gruppo Casa di Cura Maria Rosaria acquisisce l’esclusiva per la fornitura delle prestazioni sanitarie verso la prima squadra della Juve Stabia.La storica Casa di Cura di Pompei supporterà la Juve Stabia fornendo indagini diagnostiche, visite mediche ed analisi ematiche periodiche che contribuiscono a valutare la condizione atletica dei calciatori.

Il Gruppo Casa di Cura Maria Rosaria confezionerà inoltre offerte e promozioni per i tifosi gialloblù durante la stagione 2024/25 per permettere loro di accedere alle sue strutture in maniera più agevole e conveniente.Più di 70mila pazienti ogni anno sono seguiti dai centri afferenti al Gruppo Casa di Cura Maria Rosaria. 300 addetti, 9 reparti di degenza convenzionati con il SSR – Servizio Sanitario Regionale, 25 ambulatori (di cui 9 convenzionati col SSR), 8 centri di emodialisi e 300mila esami all’anno: sono i numeri del più grande gruppo sanitario del territorio.

Le parole di Andrea Langella sull’accordo siglato dalla Juve Stabia con il Gruppo Casa di Cura Maria Rosaria.

Il presidente Langella entusiasta del prestigioso accordo siglato dichiara: “Siamo molto felici di stringere questa nuova partnership con il Gruppo Casa di Cura Maria Rosaria. È per noi motivo di grande soddisfazione che uno dei più grandi gruppi sanitari del territorio abbia deciso di intraprendere questo percorso al nostro fianco ed essere nostro partner per questa entusiasmante stagione in Serie B oramai alle porte, a testimonianza del grande appeal che la Juve Stabia riveste sul territorio.

Casa di Cura Maria Rosaria per noi è un partner di grande valore in quanto contribuisce a garantire il benessere dei nostri atleti, aspetto per noi di fondamentale importanza.Benvenuti nella nostra grande famiglia”.

Alle parole del nostro patron, si aggiungono quelle del direttore generale della Casa di Cura Maria Rosaria, dottor Luca Empireo, che afferma: “La combinazione di medicina e tecnologia è centrale nelle attività del Gruppo Casa di Cura Maria Rosaria e siamo orgogliosi di mettere la nostra esperienza al servizio di una squadra ai massimi livelli del calcio campano e italiano.Grazie alle nostre tecnologie di ultima generazione ed al nostro know-how in campo medico, lo staff medico e tecnico della Juve Stabia riceverà un supporto prezioso per monitorare l’andamento dei giocatori durante l’intera stagione e a prevenire l’insorgenza di infortuni muscolari”.

Kadyrov usa i cybertruck di Musk in guerra – Video

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(Adnkronos) –
Ramzan Kadyrov e i soldati ceceni usano i Cybertruck di Tesla, e quindi di Elon Musk, nella guerra che la Russia conduce contro l'Ucraina da oltre 2 anni e mezzo.I superveicoli sono i protagonisti di un video che il leader ceceno pubblica sui suoi profili social.

Sono almeno 2 i cybertruck che vengono utilizzati per attività di controllo e ricognizione.Il video, come accade spesso quando i protagonisti sono soldati ceceni, è teatrale e coreografico.

Non si vedono nemici, non è chiaro quale sia la zona in cui vengono compiute le operazioni. 
Il filmato, al di là del contesto, documenta la capacità di Kadyrov di ottenere le supercar prodotte dalla Tesla.Il tema è diventato d'attualità alcune settimane fa, quando Kadyrov ha annunciato di aver ricevuto un cybertruck in dono da Musk.

Il magnate ha negato categoricamente di aver fatto il regalo speciale, definendo "ritardato" chiunque pensi che "io abbia donato cybertruck a un generale russo".  I video diffusi da Kadyrov, però, alimentano ulteriormente le discussioni sulla posizione di Musk in relazione al conflitto.In passato, il boss di X si è espresso negativamente sull'invio di aiuti militari dagli Usa a Kiev giudicando inutile il sostegno americano: "I soldi non aiutano l'Ucraina.

Prolungare la guerra non aiuta l'Ucraina", ha detto a febbraio. A settembre dello scorso anno, Musk si è difeso dalle accuse ucraine secondo cui non avrebbe fornito la copertura con la rete satellitare Starlink all'attacco che Kiev avrebbe voluto sferrare contro la flotta russa nel Mar Nero: "I termini di servizio proibiscono chiaramente l'uso di Starlink per operazioni militari offensive, dato che siamo un sistema civile.Loro chiedevano qualcosa che era espressamente vietato". Ora, i cybertruck in mano ai ceceni, che non sembrano avere problemi a procurarsi i veicoli nonostante le sanzioni.

Se i cybertruck funzionano regolarmente, inoltre, significa che Tesla non è intervenuta per disattivare i veicoli e per inibirne l'utilizzo.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

UniCamillus presente 14 volte nella classifica dei migliori scienziati al mondo

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(Adnkronos) – L’
Università UniCamillus
è presente nella classifica 2024 del 2% dei migliori scienziati al mondo, stilata dall’
Università di Stanford
e appena pubblicata da
Elsevier
, la nota casa editrice olandese specializzata in medicina e scienza: un grande vanto per l’Ateneo Medico di Roma, Venezia e Cefalù.A livello mondiale gli scienziati sono classificati in 22 campi scientifici e 174 sottocampi sulla base della classificazione standard Science-Metrix, e tutti i ricercatori con almeno cinque articoli vengono inseriti in percentili specifici per campo.

I dati offrono sia una panoramica sull'intera carriera di uno scienziato, sia una valutazione delle citazioni ricevute nel solo anno solare
2023. Quest’anno UniCamillus contribuisce a portare nel mondo l’elevata qualità accademica italiana, vantando nella lista dieci docenti presenti in ben quattordici posizioni: quattro sono presenti nell’elenco riferito alla carriera globale, dieci nella lista riferita all’anno solare 2023.Nel campo 'Salute Pubblica' compare la professoressa Maria Rosaria Gualano, associata di Igiene presso UniCamillus. Nella sezione 'Odontoiatria' ci sono la professoressa Paola Cozza, Ordinaria UniCamillus per il settore scientifico delle malattie odontostomatologiche, il professore Ugo Covani, docente straordinario e specialista in Chirurgia e Stomatologia, direttore di vari master di Chirurgia Orale dell’Ateneo, e il professore Adriano Piattelli, docente straordinario di Odontoiatria e Protesi Dentaria.

Nel campo 'Ostetricia e Medicina Riproduttiva' compaiono il professore Ermanno Greco e il professore Vittorio Unfer, entrambi docenti di Ginecologia e Ostetricia. Il professore Giuseppe Ippolito, Ordinario di Malattie Infettive, è presente nella categoria Microbiologia.Nella sezione Salute Ambientale e Occupazionale c’è il professore Antonio Pietroiusti, Ordinario di Medicina del Lavoro.

Il professore Francesco Prati, docente di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare, è presente nel settore Sistema Cardiovascolare ed Ematologia.Il professore Gianfranco Peluso, ordinario di Scienze Tecniche e Dietetiche Applicate, è menzionato nella categoria Biochimica e Biologia Molecolare.

La classifica è stilata in elenchi pubblici, i 'Database aggiornati di indicatori di citazioni standardizzate relativi ad autori che operano in ambito scientifico'. "Non possiamo che essere entusiasti – commenta Gianni Profita rettore dell’Ateneo – nel vedere i membri della Comunità Accademica di UniCamillus consolidare la loro presenza tra i migliori scienziati al mondo Questi numeri riflettono la passione e l'impegno dei nostri docenti e testimoniano la qualità della nostra ricerca che è impegnata a lasciare un segno significativo nel panorama scientifico internazionale". "La ricerca – afferma Emiliano Maiani, delegato alla Ricerca UniCamillus – è una colonna portante dello sviluppo della società e noi, come UniCamillus, siamo fieri di contribuire attivamente a questo progresso I nostri ricercatori, oltre a produrre eccellenza scientifica, trasferiscono in aula le loro competenze e scoperte, formando gli studenti e preparando le future generazioni di professionisti a fronteggiare le sfide globali con competenza e spirito critico.Questo ci rende estremamente orgogliosi". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Processo Open Arms, naufrago chiede risarcimento di 50mila euro a Salvini

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(Adnkronos) –
Un naufrago chiede 50mila euro di risarcimento a Matteo Salvini nel processo Open Arms.La somma è stata chiesta nell'udienza di oggi del processo a carico del leader della Lega, imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio, dall'avvocata Serena Romano, legale di parte civile di Musa, uno dei naufraghi soccorsi dalla Open Arms nell'agosto del 2019. "La condotta dell'imputato ha aggravato i danni già subiti in Libia da Musa, che aveva 15 anni, per le sofferenze fisiche ed emotive e per l'ingiustificato prolungamento della permanenza in mare, per il timore di essere riportato in Libia, per la violazione di tutti i diritti riconosciuti dalla nostra carta costituzionale che tutelano l'infanzia, che andava tutelata", ha detto Romano.  "Una volta soccorso dall'ong, Musa ha trascorso 17 giorni a bordo della Open Arms prima di poter sbarcare per decisione del Tribunale dei Minori. 17 giorni che sono stati un inferno, senza possibilità di avere un supporto psicologico, senza poter provvedere a cure mediche o all’igiene personale", ha aggiunto. "Al tempo Musa aveva 15 anni, viaggiava solo, senza familiari, su una barca piccolissima di legno, di 12 metri per 2 di larghezza, con 55 persone sopra.

Il motore dell’imbarcazione era in avaria.Questa barca imbarcava acqua, era inclinata sul davanti: come abbiamo avuto modo di vedere nelle udienze precedenti si trattava di una barca a rischio altissimo di ribaltamento sulla quale oltre a Musa viaggiavano 20 minori e 2 neonati – ha detto la legale – Il ragazzo ha lasciato il paese a 12 anni, è arrivato in Libia con suo zio, che è poi venuto a mancare.

La tutrice ci ha detto che le sue condizioni non erano buone: aveva cicatrici in tutto il corpo. È stato ripetutamente colpito con bastoni sulla pianta dei piedi fino a rompergli le ossa".  "Una volta arrivato, Musa voleva giocare a calcio, ma le fratture fatte nei campi di concentramento libici glielo impedivano.Ha cicatrici sulle mani dovute all’applicazione degli elettrodi, si è trovato in una stanza, a sentire le urla per la tortura sapendo che poi sarebbe toccato a lui.

Ha vissuto per 3 anni in Libia in queste condizioni.Musa ha terrore del mare: perché ha rischiato di morire- ha detto ancora Romano – È stato costretto dalle decisioni dell’imputato a restare 17 giorni, ingiustificati, in mare con la paura di essere riportato in Libia.

Oltre alle richieste fatte precedentemente, chiedo anche che l'imputato provveda a un risarcimento economico". La nave della ong spagnola Open Arms "ha salvato decine di migliaia di persone" e nell'agosto 2019 , quando il ministro dell'interno di allora Matteo Salvini impedì lo sbarco di 147 persone a bordo della imbarcazione, "la ong si è trovata non solo a non avere il supporto che avrebbe dovuto avere e che è previsto dalla convenzione Sar da parte dello Stato rivierasco, ma si è trovata di fronte a questo muro", ha detto ha detto l'avvocato Arturo Salerni, legale di parte civile della ong spagnola Open Arms.  "E' evidente il danno che si è creato all'armatore umanitario Open Arms, il danno prodotto al suo equipaggio alla sua funzionalità, alle attività che perseguono con un fine esclusivamente umanitario che tanti frutti ha dato", ha aggiunto. "L'udienza di oggi del processo Open Arms a Palermo conferma la totale insussistenza delle tesi dell’accusa, che pure ha chiesto 6 anni per Matteo Salvini perché ha difeso i confini: nell'indifferenza clamorosa degli immigrati presunti sequestrati, sarà interessante verificare quanti finanziamenti pubblici hanno incassato le realtà, a partire da Legambiente e Arci, che hanno speso soldi e tempo per partecipare a questo teatrino.Verificheremo con grande attenzione.

E ancora: quanto sta costando ai contribuenti questo processo, voluto dalla sinistra contro Salvini?", la posizione espressa dalla Lega in una nota. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cercapersone e walkie talkie esplosi, Libano nel panico: la reazione della popolazione

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(Adnkronos) – Una psicosi collettiva sta dilagando in Libano dopo le due ondate di attacchi contro Hezbollah con walkie talkie e cercapersone esplosivi che hanno causato decine di morti e migliaia di feriti.L'operazione non rivendicata, ma che in molti hanno attribuito al Mossad, ha anche provocato danni gravissimi agli occhi di molti sopravvissuti, tra cui l'ambasciatore iraniano a Beirut, Mojtaba Amani.

Gli ospedali sono saturi e il Paese – già da tempo alle prese con una devastante crisi economica e politica – è in preda al panico. I civili sono terrorizzati dal fatto che dispositivi di uso quotidiano possano esplodere in qualsiasi momento.E le voci girano ormai senza alcun freno causando ancora più caos. "Si dice che potrebbero esplodere i pannelli solari, le batterie, i frigoriferi, qualsiasi cosa", ha scritto il giornalista Hassan Harfoush sul Daily Mail. "Ho persino detto ai miei genitori di prendere un estintore, nel caso in cui qualcosa esplodesse in casa", ha aggiunto Harfoush che ha descritto le scene dell'orrore – con corpi e volti dilaniati – a cui si è assistito negli ultimi giorni. I libanesi, scrive la stampa locale, hanno iniziato ad adottare misure drastiche per proteggersi, spegnendo i cellulari, gettando via i dispositivi elettronici e strappando le batterie dai walkie-talkie per il timore che possano essere stati manomessi con esplosivi.

In alcuni casi, le persone hanno staccato gli elettrodomestici, persino spento i router wi-fi.Intanto una fonte dell'intelligence statunitense ha rivelato ad Abc News che l'operazione per fabbricare i device esplosi era stata pianificata da almeno 15 anni, coinvolgendo società fittizie. Una delle principali conseguenze a lungo termine di quanto accaduto sarà che Hezbollah "ora dovrà condurre una caccia alle streghe all'interno dell'organizzazione", ha commentato a Sky News il ricercatore su terrorismo e politica mediorientale, Magnus Norell, evidenziando come la "vittoria tattica per Israele" sia stata "l'interruzione dei sistemi di comunicazione di Hezbollah in un colpo solo". Ma i nervi dei libanesi sono messi a dura prova anche dal rischio concreto che le esplosioni dei walkie talkie e dei cercapersone siano, come molti osservatori sostengono, il preludio a un'operazione militare su larga scala dello Stato ebraico contro Hezbollah.

Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha parlato di una "nuova fase" della guerra, il cui baricentro si sposterà inevitabilmente da Gaza verso il confine nord con il Libano.Il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, nel suo atteso intervento ieri ha definito l'operazione di Israele "un'operazione di guerra".  La tensione è altissima.

Aerei militari israeliani hanno sorvolato Beirut, a bassa quota e a velocità superiori di quella del suono, mentre Nasrallah teneva il suo discorso.Negli stessi minuti Hezbollah ha colpito almeno quattro nel nord dello Stato ebraico.

Nella notte, poi, c'è stato uno dei più intensi attacchi israeliani nel sud del Libano dal 7 ottobre.L'agenzia libanese Nna sostiene che siano stati condotti 52 raid e le Idf hanno comunicato di aver colpito 100 lanciatori di razzi.  L'escalation sembra davvero un passo, ma nella comunità internazionale si ritiene ci sia ancora una finestra di opportunità per risolvere la crisi pacificamente. "Abbiamo parlato a lungo di ciò che accade in Medio Oriente, con grande preoccupazione, ma anche convinti che ci possa ancora essere lo spazio per iniziative diplomatiche'', ha dichiarato ieri sera a Parigi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al termine della riunione del formato Quint – con i rappresentanti di Usa, Germania, Francia e Gb – incentrata sulla crisi in Medio Oriente. "Una strada diplomatica esiste", ha confermato il presidente francese, Emmanuel Macron, rivolgendosi ai libanesi e sottolineando che "la guerra non è inevitabile". Mosca, invece, ha messo in guardia dagli "effetti catastrofici" dell'attacco che ha falcidiato Hezbollah, dicendosi "profondamente preoccupata dai pericolosi sviluppi" in Libano. "Siamo convinti che l'avvio di una operazione militare su vasta scala in Libano avrebbe le conseguenze più distruttive per la sicurezza dell'intero Medio Oriente.

E' necessario evitare tale scenario catastrofico", ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Dall'Iran – che non dimentica anche l'uccisione a luglio del leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh – è arrivata invece l'ennesima minaccia di rappresaglia contro Israele, stavolta attraverso il potente capo dei Guardiani della Rivoluzione.Israele riceverà una "risposta terribile" per i suoi attacchi contro Hezbollah, ha tuonato Hossein Salami, denunciando "il crimine atroce commesso dal regime sionista a causa della sua disperazione e dei suoi fallimenti". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro ovaio Bianca Balti, esperte: “Interventi preventivi unica scelta efficace”

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(Adnkronos) – "Ho un lungo viaggio davanti a me, ma so che ce la farò".E' di domenica scorsa il post con il quale Bianca Balti su Instagram ha rivelato di aver subito un intervento chirurgico contro un cancro ovarico, dopo la doppia mastectomia nel dicembre 2022, decisa poiché portatrice della mutazione genetica Brca1 che aumenta il rischio di sviluppare tumori al seno e alle ovaie.

Nella Giornata mondiale dei tumori ginecologici (World Gynecological Cancer Day) aBRCAdabra Ets, prima associazione nazionale nata per sostenere tutti i portatori della variante patogenetica dei geni Brca1 e Brca2 e le loro famiglie, e che da anni collabora con sanitari e istituzioni per promuovere la corretta informazione sui tumori Brca-associati, ricorda che la prevenzione, soprattutto in questi tumori, è fondamentale. "Purtroppo per i tumori ovarici non esistono ancora dei test di screening efficaci in termini di diagnosi precoce e riduzione della mortalità, e questo tumore ancora oggi è al primo posto tra le cause di morte per tumore ginecologico – spiega Chiara Cassani, ginecologa dell'Università degli Studi di Pavia – Fondazione Irccs Policlinico San Matteo, e membro del Comitato tecnico scientifico dell'associazione – L'unica strategia di prevenzione efficace per ridurre i rischi oggi è l'asportazione preventiva di tube e ovaie perché le ecografie e i controlli clinici non sono sufficienti a dare le stesse sicurezze e nell'80% dei casi si scopre il tumore già ad uno stato diffuso, quindi con più zone già colpite come per esempio peritoneo, intestino, fegato, diaframma, omento".  
Le linee guida "a questo proposito parlano chiaro – sottolinea Cassani – Ci sono età differenti in cui l'intervento chirurgico è raccomandato: 35-40 anni per la mutazione Brca1, 40-45 per la mutazione Brca2.In casi come questi però tanto dipende anche dalla volontà della donna.

Si tratta comunque di interventi chirurgici con delle conseguenze definitive, come l'impossibilità di avere figli in maniera naturale o le conseguenze legate ad una menopausa precoce".Di fronte alla notizia di un tumore, "ogni donna fa un percorso unico e personale di accettazione – evidenzia la specialista – che tanto dipende anche dal carattere e dalle proprie scelte di vita.

Non è un percorso facile, né per quanto riguarda la chirurgia, né per la successiva terapia o i controlli che verranno, che sono spesso e giustamente accompagnati da stress e paure.E' qualcosa che richiede impegno e costanza e non  E' quindi fondamentale, "soprattutto in questa giornata, ricordare l'importanza dei percorsi consigliati dalle linee guida – afferma Ketta Lorusso, responsabile Ginecologica oncologica Humanitas San Pio X Milano, ordinaria di Humanitas University e membro del comitato tecnico scientifico di aBRCAdabra – Io credo che il caso Balti accenda ancora di più le luci sull'importanza della prevenzione primaria che nel tumore ovarico si può fare solo nelle donne Brca mutate.

Scoprire di avere una mutazione che rappresenta un aumentato rischio di contrarre il tumore ovarico come il Brca non deve essere un'informazione che ci schiaccia e che non sappiamo gestire; al contrario va gestita, perché sapere di avere una maggiore predisposizione (il gene non trasmette la malattia ma una maggiore predisposizione ad ammalarsi) ad ammalarci ci deve indurre a mettere in atto delle strategie di riduzione del rischio". Il messaggio da far arrivare, secondo Lorusso, "è molto chiaro: in un tumore che purtroppo non ha prevenzione secondaria, perché i sintomi sono aspecifici e arriviamo sempre molto tardi a diagnosticare la malattia e perché lo screening non funziona, non c'è altra prevenzione che quella primaria, che riusciamo a fare solo nelle donne Brca-mutate.Nel caso Balti – rimarca l'oncologa – Bianca si è ammalata prima di poter fare la chirurgia di rischio riduzione e ha trovato la malattia già ad un terzo stadio.

E' importante non perdere le speranze, perché oggi per le pazienti con mutazione Brca abbiamo una nuova classe di farmaci portentosa, i Parp inibitori, usati come terapia di mantenimento al termine della chemioterapia di prima linea e aumentano la sopravvivenza.Non stiamo parlano solo di farmaci che rallentano solo la recidiva di malattia, ma proprio di farmaci che ci aiutano a curare e a guarire una quota maggiore di pazienti". La decisione personale su tempi e modi di intervento di ogni donna Brca-mutata è sicuramente una tematica centrale quando si parla di interventi preventivi. "La donna portatrice può scegliere di sottoporsi all'asportazione di due principali organi bersaglio, ovvero mammelle e ovaio, in determinate fasce d'età e dopo una valutazione multidisciplinare.

E' una scelta consapevole che una donna si cuce addosso e matura col tempo e non è né giusta né sbagliata, è la propria scelta – conclude Ornella Campanella, presidente di aBRCAdabra – L'idea di vivere con questo rischio può fare grande paura, ma se ci pensiamo per un attimo è un'opportunità straordinaria perché permette veramente di giocare d'anticipo sul cancro e trasformare una pesante eredità in una straordinaria opportunità di vita.Facciamo un grandissimo in bocca al lupo a Bianca e lei sa che aBRCAdabra è sempre al suo fianco".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manageritalia, educazione finanziaria per le famiglie e la crescita del Paese

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(Adnkronos) – Come diffondere una migliore cultura finanziaria e favorire una maggiore conoscenza nella gestione del proprio portafoglio azionario tutelando le finanze familiari e salvaguardandole dall’inflazione e dalla perdita del potere d’acquisto.Sono queste alcune delle tematiche affrontate 'Dal cigno nero al rinoceronte grigio – L’educazione finanziaria per prevenire le minacce che mettono a repentaglio i nostri risparmi', l’incontro organizzato oggi, da Manageritalia Executive Professional, in occasione della seconda edizione della Roma Future Week 2024.  “L'educazione finanziaria è essenziale ed imprescindibile – ha sottolineato Donatello Aspromonte vicepresidente Manageritalia Executive Professional – per consentire alle famiglie e alle imprese di prendere decisioni consapevoli riguardo agli investimenti e alla pianificazione del futuro, in modo da garantire una maggiore stabilità economica e sociale.

Per la nostra missione associativa non potevamo non avere un vertical, ossia un’area dedicata ai manager e ai consulenti di questo di questo importante settore, che lanciamo proprio oggi”. L’incontro, infatti, è stata anche l’occasione per presentare la nascita dell’area dell’associazione espressamente dedicata ai Wealth Manager i professionisti della gestione finanziaria che vogliono valorizzare e diffondere la cultura della moderna consulenza finanziaria presso le Istituzioni, le ebusiness community nonché difendere il ruolo e le funzioni del consulente finanziario e patrimoniale anche attraverso la certificazione delle competenze e delle esperienze a garanzia delle tante aziende e realtà private e pubbliche che oggi richiedono sempre più personale e competenze qualificate. Oggi in Italia, secondo i dati dell’ultimo rapporto Edufin, le conoscenze finanziarie percepite dalle famiglie rimangono molto basse.Nell’ultimo anno è aumentata la familiarità con i concetti di inflazione (73,8%) e di tasso di interesse semplice (46,5%).

Diminuisce la conoscenza dei concetti di diversificazione del rischio (54,6%), relazione tra rischio e rendimento (46,6%) e tasso di interesse composto vero sconosciuto per le famiglie italiane (lo conosce solo il 38,1%).Il mutuo è l’argomento maggiormente conosciuto (79,3%) ma meno della metà dei decisori economici delle famiglie (44,3%) conosce i concetti di base della finanza.

Numeri che dimostrano, ancora una volta, come sia necessaria la diffusione di una più amplia cultura finanziaria per aiutare i cittadini verso scelte consapevoli magari supportati da professionisti del settore. “Nel Paese manca una diffusa educazione finanziaria e assicurativa non solo nelle nuove generazione ma soprattutto tra i lavoratori e molti professionisti, solo un italiano su sette ha competenze di base su queste tematiche” cosi Renato Loiero, consigliere economico Presidenza del Consiglio dei Ministri che prosegue: “Dobbiamo favorire il dialogo con aziende e imprese private per portare l’educazione finanziaria sul posto di lavoro per tutelare soprattutto quella fascia di italiani, tra i 40 e 60 anni, oggi maggiormente esposta al rischio di truffe sui propri risparmi”. “Avere i professionisti della gestione del patrimonio – conclude Loiero – all’interno di Manageritalia, aiuta il Governo e gli organi decisori a fare sinergia con chi nel concreto conosce come si fa educazione finanziaria all’interno delle aziende e nei luoghi di lavoro”. “Come parlamentare abbiamo il dovere di attivarci per favorire l’inserimento dell’educazione finanziaria all’interno dei percorsi scolastici e formativi.Di certo non basta formulare leggi, piattaforme o trovare i finanziamenti necessari ad hoc, bisogna in primis, trovare gli insegnanti e i professionisti capaci di divulgare questa nuova cultura a tutela dei nostri risparmi” così il deputato Luigi Marattin che prosegue: “La nascita di questo nuovo vertical dedicato ai professionisti agli educatori finanziari non può che essere accolta con positività, perché consente di avere un nuovo soggetto con cui interloquire, confrontarsi nonché accogliere proposte dai chi, per professione gestisce i risparmi degli italiani”. “I consulenti e i professionisti che operano negli ambiti chiave della nostra economia, sono manager che hanno l’obbligo di assicurare serietà professionale, deontologia e competenze specifiche – spiega Carlo Romanelli, Presidente Manageritalia Executive Professional – ecco perché abbiamo attenzione a professionalità come quelle richieste dall’educazione finanziaria che sarà oggetto di uno specifico vertical come risposta alle esigenze dell'attuale al mercato del lavoro.” I cigni neri in finanza indicano eventi di grande impatto, ma altamente improbabili.

L’unico modo per affrontarli è quello di lavorare perché i sistemi (economici, aziendali e le società) siano antifragili: solidi, ma flessibili, in grado di rafforzarsi in seguito alle scosse politico-economiche.I rinoceronti grigi, al contrario, sono eventi molto probabili e ad alto impatto: ecco perché meritano la massima attenzione e priorità. 
L’incontro voluto per diffondere una nuova cultura finanziaria oltre ad una maggiore comprensione del panorama economico e politico nazionale ha messo a confronto manager, imprese, istituzioni territoriali, mondo accademico e del lavoro tra cui Carlo Romanelli, presidente Manageritalia executive professional, i parlamentari Renato Loiero, consigliere economico Presidenza del Consiglio dei Ministri e Luigi Marattin, componente Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, oltre a Elena Cardella, head of GFI Product strategist team in Amundi – Carlo Melchiorri, docente di Statistical Data Analysis Università degli Studi Guglielmo Marconi – Rita Palumbo, vicepresidente Manageritalia Executive Professional – Filippo Salone, responsabile Advocacy Fondazione Prioritalia, delegato consulta ASviS – Paola Soccorso, consigliere presso Uffi¬cio Studi Economici CONSOB moderati da Jonathan Figoli, responsabile  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Come nascondere la gravidanza”, le ricerche di Chiara prima di partorire

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(Adnkronos) – Sul web Chiara Petrolini ha fatto delle ricerche su ''come nascondere la gravidanza'', su ''come indurre o accelerare il parto'', ma anche sulla ''decomposizione del corpo''.Una ricostruzione che secondo l'accusa dimostra che Chiara ''aveva già deciso che il bambino non sarebbe sopravvissuto al parto''.

E' quanto spiega la Procura di Parma sul caso della ragazza di 22 anni, finita agli arresti domiciliari con l'accusa di aver ucciso i suoi due neonati, dopo averli partoriti in casa, per poi seppellirli nel giardino della sua abitazione a Traversetolo, in provincia di Parma.  Ricerche che ''non sono affatto neutre'' ma ''funzionali al disegno che Chiara ha maturato sin dalle prime battute della gravidanza o comunque da quanto ha iniziato a prendere coscienza della gravidanza stessa: la soppressione del proprio figlio, prima, in occasione, o dopo il parto".

 Il 7 agosto 2024 alle ore 7:03:40, ''ovvero poco dopo il parto Chiara interroga nuovamente il web con una ricerca che non richiede né commenti né spiegazioni: 'dopo quanto puzza un cadavere'.Questa ricerca finisce per essere la cartina al tornasole di tutta la vicenda, nel senso che essa sembra dimostrare che l'obiettivo di Chiara, nel portare avanti la gravidanza, era solo quello di sopprimere il proprio figlio''. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, Conte: “Auguro il meglio a Thiago Motta, no nelle partite contro di noi!”

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Ecco alcune dichiarazioni rilasciate dal tecnico partenopeo Antonio Conte alla viglia di Juventus Napoli.

Un pensiero su Totó Schillaci

“Prima di iniziare l’intervista vorrei dedicare due parole sulla scomparsa Totó Schillaci.A soli 59 anni ci viene a mancare un calciatore che per noi che veniamo dal Sud è stato un emblema,sopratutto durante il mondiale si vedeva una persona che ce l’aveva fatta ad arrivare in alto,ho avuto il piacere di aver giocato con lui nel 91 alla Juventus, il pensiero va anche alla famiglia, sono davvero dispiaciuto e rattristato.

Il match contro una big arriva troppo presto o troppo tardi per testare la vera forza del Napoli?

“Penso che un po’ tutte le squadre stiano attraversando un periodo di assestamento per via del mercato chiuso a campionato in corso.

Noi stiamo lavorando sodo per trovare la giusta quadra, aldilà delle difficoltà stiamo cercando di fare punti partita per partita, mi aspetto di dare continuità e crescita sotto tutti i punti di vista”

Questa sfida sarà il vero esame del Napoli?

“Io penso che ogni match sia un esame, a volte può essere un esame a livello tecnico, a livello mentale, quindi ogni partita rappresenta un test che noi dobbiamo affrontare con la miglior lucidità possibile”

Che sfida sarà quella di sabato?

“La sfida di sabato ha sicuramente un valore importante per entrambe le squadre, entrambe abbiamo voglia di dimostrare il nostro valore, la Juventus non ha sicuramente voglia di chiudere il campionato al 3 posto e noi non vogliamo chiudere il campionato con 40 punti di distacco dalla prima, partiamo sicuramente da due livelli differenti, ci auguriamo che quando la Juventus ci affronterà al ritorno in casa nostra potremo avere più certezze alla mano”

Le sensazioni di affrontare una ex squadra

“La mia storia parla chiaro.Parla di 13 anni trascorsi alla Juventus da calciatore, dove sono stato anche capitano, abbiamo vinto praticamente tutto, ho avuto la possibilità di fare 3 anni da allenatore con la Juventus in un momento molto difficile per il club, aprendo un ciclo che è diventato storico di 9 anni di vittoria dello scudetto.

Faccio parte della storia della Juventus sicuramente è inevitabile che da calciatore è più semplice scegliere la propria strada quando inizia la carriera da allenatore al contrario è molto difficile dove andare e con chi rimanere, la carriera d’allenatore mi ha sempre portato in altre piazze che non siano la Juventus, le ho rispettate e onorate sono stato sempre il primo a difendere i colori di queste squadre, oggi ho il piacere immenso di difendere i colori del Napoli, per me che sono una persona del Sud è un orgoglio, la storia non me la può cancellare nessuno, ci sarà grande emozione per me ritornare allo Stadium dove si era tenuta l’inaugurazione dello stadio quando io ero allenatore, sarà la prima volta andare da avversario con i tifosi presenti, quando ci andai con l’Inter c’era il Covid, quindi ci sarà grande emozione, come sarà fra tanti anni mi auguro sfidare il Napoli da avversario”

Che “abito” indosserà il Napoli contro la Juventus?

“Come dico sempre noi dobbiamo indossare un bell’abito, abbiamo il piacere e la voglia di offrire un bello spettacolo a livello calcistico con la consapevolezza di sporcarlo nei momenti di difficoltà, bisogna avere la giusta cattiveria e concentrazione per essere competitivi, faccio l’esempio dell’Inter che è andata in casa del Manchester dove ha alternato momenti di bel gioco e momenti in cui si è dovuta difendere con tutti i 10 i calciatori dietro la linea della palla dimostrando di essere una squadra con la “S” maiuscola.

L’anno scorso si pensava molto alla fase di possesso e spesso e volentieri c’erano fasi di non equilibrio.”

Una previsione sulla Juventus di Thiago Motta

“Thiago Motta raccoglie un eredità pesante di un allenatore importante come Massimiliano Allegri, Thiago è stato un mio calciatore quando allenavo in Nazionale, questo mi fa ridere e allo stesso tempo mi fa tristezza, perché penso che sto invecchiando (dice ridendo) è un ragazzo molto serio e molto bravo lo ha dimostrato a Bologna, gli auguro il meglio dal punto di vista umano, ovviamente no nelle partite contro di noi”

A che punto è la preparazione dí Mctominay e Gilmour?

“Più tempo passa e più entrano nella nostra idea di calcio, in questi giorni ho avuto un riscontro positivo con entrambi, hanno iniziato ad adattarsi alla tipologia di lavoro e su quello che voglio da loro, sono contento perché ho dei ragazzi che apprendono subito”

Come si tutelano i top Player come Kvara dove subiscono falli ogni partita

“Io sono contro il gioco violento, anche da calciatore non mi sono mai permesso di fare un entrata per far male a una persona, anche da allenatore non mi sono mai permesso di dire ad un mio calciatore di fare male all’avversario non è da uomini.

In quel caso gli arbitri non devono avere paura di sanzionare dopo 30 secondi di gara, se c’è un fallo intenzionale dove metti a rischio l’incolumità di un calciatore va sanzionato.”

Un aneddoto fra mister Conte e Totó Schillaci

“Ricordo che arrivai alla Juventus da Lecce, avevo legato molto con lui si dimostrò molto disponibile, ero così rispettoso che davo del “voi” ai calciatori, era un ambiente così grande per me che non mi sembrava vero, mi fece meraviglia la sua disponibilità verso di me”

Ricordiamo ai nostri lettori che il match fra Juventus e Napoli si terrà sabato alle ore 18:00

Capo Gendarmeria francese: “Cooperazione con l’Arma”

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(Adnkronos) – "Conosciamo solo il 20 per cento di quello che avviene nel cybercrime.I criminali del cybercrime sono molto duttili e dinamici, dobbiamo trovare il modo per potere rispondere adeguatamente.

Il cybercrime non ha confini, è fondamentale lavorare in cooperazione con l'Italia per potere contrastare adeguatamente questi crimini.Tra i Carabinieri e la gendarmeria francese c'è una relazione quotidiana.

Con degli scambi regolari".Lo ha detto il direttore generale della Gendarmeria francese Gen.

Christian Rodriguez, parlando a Palermo con i giornalisti, durante un incontro con il Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, generale di corpo d'armata Teo Luzi. "Bisogna lavorare insieme per contrastare i gruppi criminali che operano in diverse zone del mondo- dice ancora Rodriguez – Per questo abbiamo una formazione condivisa con scambi regolari.E' fondamentale per cercare di contrastare questi fenomeni riuscire a gestire i Big Data". "Con la gendarmeria condividiamo i valori.

L'unico grande limite è la lingua.Per il resto c'è grandissima intesa.

Noi abbiamo mandato per la formazione una compagnia di marescialli in Francia e una compagnia di marescialli francesi è venuta in Italia.La stessa cosa la facciamo con la guardia civil spagnola e con la gendarmeria portoghese – ha spiegato il generale Luzi – C'è un network che di chiama Fiep un'associazione internazionale della gendarmerie a cui partecipano 21 paesi che si scambiano tra loro informazioni in modo constante.

Quest'anno il presidente sono io e a ottobre cederò la guida alla Francia.Un modo anche per tessere delle visioni di lotta al crimine e assistenza alle rispettive popolazioni con questi apparati, che hanno molto in comune".  "Abbiamo molto in comune con la Francia – ha detto ancora il genarel Luzi -.

Ad esempio il quartiere palermitano dello Zen, che conosco bene.L'idea di aprire lì una caserma, dove non si riusciva ad entrare, è stata del generale Vittorio Tomasone, poi io l'ho portata avanti e non è stato semplice e per lungaggini amministrative e gli ostruzionismi che ci sono stati.

Dopo oltre 10 anni, si può dire che è stato uno dei piccoli segnali vincenti in questa città.Il fatto che 70/80 mila persone ora accettino lo Stato è importante.

La Francia ha le Banlieues, che sono tanti Zen messi insieme dove la gendarmerie riesce a farsi accettare per cultura e umanità".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pagliuca: “Juve Stabia, è ora di ritrovare la cattiveria agonistica già dalla gara con il Modena”

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Guido Pagliuca, allenatore della Juve Stabia, ha incontrato i giornalisti alla vigilia della sfida contro il Modena.

Il tecnico ha analizzato la sconfitta contro il Palermo e ha delineato le prospettive per il futuro.

“La partita contro il Palermo ci ha lasciato l’amaro in bocca – ha esordito Pagliuca –. Abbiamo commesso degli errori che ci sono costati cari. Dobbiamo ritrovare la cattiveria e la determinazione che ci hanno contraddistinto nelle prime giornate. Non possiamo permetterci di sottovalutare nessuno, soprattutto in un campionato così equilibrato”.

L’allenatore ha poi sottolineato l’importanza del lavoro difensivo e della finalizzazione:

“La fase difensiva è fondamentale. Dobbiamo essere più compatti e aggressivi. In attacco, invece, dobbiamo essere più concreti. Abbiamo creato molte occasioni, ma non siamo riusciti a concretizzarle. Domani recuperiamo forse Varnier mentre dovremo ancora fare a meno di Andreoni e Morachioli alla prese con fastidi di vario genere”.

Sulla firma del contratto fino al 2026 questa è la risposta del Mister

“Sono estremamente soddisfatto di aver firmato il rinnovo del contratto con la Juve Stabia. Desidero ringraziare sentitamente il presidente Andrea Langella per la fiducia che ha riposto in me. La stima è reciproca e apprezzo profondamente tutto ciò che sta facendo per la nostra squadra e per i nostri tifosi. Un ringraziamento speciale va anche a Lovisa e Polcino per la loro vicinanza e per il supporto quotidiano che offrono alla squadra. Ora tocca a noi dimostrare sul campo tutto il nostro impegno e la nostra determinazione. Ringrazio inoltre tutti i ragazzi della squadra per il loro sacrificio e la loro professionalità.”

Cambi tardivi?

“Le scelte di effettuare cambi tardivi sono state dettate da una valutazione attenta delle dinamiche di gioco. Nel finale, con il risultato ancora in bilico, abbiamo ritenuto opportuno non toccare nulla per non compromettere un equilibrio che si era creato e che stava dando la sensazione che avremmo potuto trovare il gol del pareggio. Siamo consapevoli dell’importanza di far ruotare la rosa e tutti i giocatori avranno il loro spazio anche quelli che finora non si sono ancora messi in mostra”.

Pagliuca ha poi parlato del mercato e dei nuovi arrivi:

“Sono molto contento dei nuovi acquisti. Si sono integrati benissimo nel gruppo e sono sicuro che ci daranno una mano importante”.

Su Bisoli allenatore del Modena il tecnico della Juve Stabia si è espresso così:

Bisoli è un allenatore con una lunga e solida esperienza alle spalle. Ha dimostrato in più occasioni la sua capacità di costruire squadre competitive. Per noi sarà fondamentale alzare l’asticella dell’aggressività e dell’impatto fisico. La Juve Stabia ha mostrato nelle prime partite di avere un approccio molto deciso, e dovremo essere pronti a rispondere colpo su colpo.”

Infine, il tecnico ha rivolto un appello ai tifosi:

“I nostri tifosi sono il nostro dodicesimo uomo. Ci danno una grande carica e ci spingono a dare sempre il massimo. Sono sicuro che anche domani saranno numerosi al nostro fianco”.

Israele-Libano, rischio escalation preoccupa Usa e Russia: “Conseguenze catastrofiche”

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(Adnkronos) –
Crescono i timori per l'avvio di una operazione militare di terra delle forze israeliane nel sud del Libano nel prossimo futuro.Ad essere preoccupati sono non solo gi Usa, ma anche la Russia, che parla di "conseguenza catastrofiche". Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, nei giorni scorsi ne ha parlato il segretario della difesa Lloyd Austin e l'attacco contro Hezbollah con cercapersone e walkie talkie esplosivi dà sostanza a tali timori.

Austin e il dipartimento di stato hanno insistito nel sollecitare Israele a dare più tempo alla diplomazia, ma gli Stati Uniti temono che la situazione possa andare fuori controllo.   Da Mosca a parlare è la portavoce del ministero degli esteri russo, Maria Zakharova. "Date le dimensioni e le potenziali conseguenze degli eventi in corso, siamo profondamente preoccupati dai pericolosi sviluppi in Libano", ha affermato, denunciando le esplosioni dei dispositivi in dotazione agli esponenti di Hezbollah come "cyber attacchi di terrorismo". "Siamo convinti che l'avvio di una operazione militare su vasta scala in Libano avrebbe le conseguenze più distruttive per la sicurezza dell'intero Medio Oriente.E' necessario evitare tale scenario catastrofico", ha aggiunto.

Mosca esprime la sua disponibilità per "strette interazioni con partner regionali e internazionali per ridurre le tensioni e stabilizzare la situazione militare e politica".   Intanto, sempre dalla pagine del Wall Street Journal, alti funzionari statunitensi hanno ammesso che è "improbabile" che Israele e Hamas raggiungano un accordo prima della fine del mandato del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.Questo dopo che per mesi diversi esponenti dell'Amministrazione hanno indicato che un cessate il fuoco e un accordo per il rilascio degli ostaggi sia a portata di mano. La Casa Bianca ha precedentemente affermato che le parti in conflitto hanno già accettato il "90%" del testo dell'accordo, quindi ci sarebbe la speranza di una svolta.

Ma diversi funzionari di alto livello della Casa Bianca, del Dipartimento di Stato e del Pentagono sono piuttosto scettici in merito a un via libera definitivo. "Nessun accordo è imminente" e "non sono sicuro che verrà mai raggiunto", ha affermato uno dei funzionari statunitensi.  Le fonti hanno spiegato che dietro il loro pessimismo ci sono diversi motivi.Il numero dei prigionieri palestinesi che Israele dovrebbe rilasciare in cambio degli ostaggi era uno dei nodi principali, ma si è ancora più complicato dopo la morte di sei rapiti, tra cui un cittadino americano.

E l'attacco di due giorni a Hezbollah con cercapersone e walkie-talkie esplosivi, seguito da raid aerei israeliani, ha reso molto più probabile la possibilità di una guerra totale, complicando la strada per una soluzione diplomatica con Hamas. Un altro problema è che, secondo i funzionari dell'Amministrazione Biden, Hamas prima avanza delle richieste e poi si rifiuta di dire "sì" dopo che gli Stati Uniti e Israele le accettano.L'intransigenza ha frustrato i negoziatori, che ritengono sempre di più che la fazione palestinese non sia seriamente intenzionata a concludere un accordo.

I critici hanno anche accusato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di sabotare il processo, in parte nel tentativo di placare l'estrema destra della sua coalizione di governo. Di conseguenza, l'umore all'interno dell'Amministrazione e in Medio Oriente è cupo come non lo è mai stato negli ultimi mesi. "Non c'è alcuna possibilità che accada ora – ha aggiunto un funzionario di un Paese arabo poco dopo l'operazione contro Hezbollah – Tutti sono in modalità attesa fino a dopo le elezioni.L'esito determinerà cosa può accadere nella prossima Amministrazione".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Totò Schillaci, gremita la Cattedrale di Palermo per i funerali

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(Adnkronos) – Un lungo applauso ha accolto l'ingresso in una Cattedrale di Palermo gremita del feretro di Totò Schillaci, il bomber di Italia '90 morto, dopo una lunga malattia.  In tanti non hanno voluto rinunciare a dare l'ultimo saluto all'eroe delle Notti magiche.Tifosi ma anche semplici cittadini, visibilmente commossi, alcuni in lacrime per testimoniare l'amore non solo di Palermo all'ex attaccante azzurro. "Ciao Totò, figlio di Palermo", si legge su uno striscione della Curva nord.  In chiesa sono circa mille le persone presenti, 800 posti a sedere e 200 in piedi nei transetti, la maggior parte delle persone è rimasta fuori, oltre le transenne.

A officiare il rito delle esequie monsignor Filippo Sarullo, parroco della cattedrale.Al termine della celebrazione, la benedizione delle spoglie sarà impartita dall'arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)