Stabile e Lovisa, le strade si rincrociano: Dalla Juve Stabia, passando per il Bari e arrivando al Südtirol

Il calcio non è fatto soltanto di novanta minuti, gol e classifiche. Attorno al rettangolo verde si intrecciano vicende umane, decisioni societarie, rapporti professionali e colpi di scena che spesso finiscono per essere ricordati quanto una vittoria o una sconfitta. Se il campo emette i verdetti, è il calciomercato a regalare ogni estate e ogni inverno le storie più sorprendenti, tra addii improvvisi, ritorni inaspettati e trattative che sembravano impossibili.

È proprio in questa categoria che rientra la vicenda di Giacomo Stabile, difensore di proprietà dell’Inter che ha nuovamente incrociato il proprio destino con quello di Matteo Lovisa. Dopo la parentesi negativa vissuta a Bari, culminata con la retrocessione dei biancorossi, il centrale riparte da Bolzano, dove ritrova l’ex direttore sportivo della Juve Stabia, oggi protagonista del progetto del Südtirol. Il calciatore ritroverà anche un suo ex compagno alla Juve Stabia: Marco Varnier.

Una destinazione che, inevitabilmente, riporta alla memoria quanto accaduto pochi mesi fa a Castellammare di Stabia.

Una crescita costante con la maglia delle Vespe

Nella prima parte della scorsa stagione Stabile aveva saputo conquistarsi spazio all’interno della rosa gialloblù. Arrivato senza particolare clamore, il giovane difensore aveva sfruttato ogni occasione concessagli, crescendo partita dopo partita e guadagnandosi progressivamente la fiducia dello staff tecnico.

Le prestazioni convincenti e il minutaggio sempre più consistente lasciavano immaginare un futuro da protagonista nella seconda parte del campionato. Per questo motivo, quando durante la finestra di mercato invernale arrivò la decisione di interrompere anzitempo l’esperienza stabiese, la notizia colse di sorpresa non soltanto i tifosi, ma anche chi lavorava all’interno del club.

Il passaggio al Bari rappresentò una svolta inattesa, destinata però a non produrre i risultati sperati. L’avventura in Puglia si concluse infatti con una stagione complicata, terminata con la retrocessione della formazione biancorossa.

L’irritazione di Matteo Lovisa

La cessione del difensore non fu un’operazione vissuta serenamente dalla dirigenza della Juve Stabia. Anzi, fu uno dei temi più discussi di quel mercato di gennaio.

Matteo Lovisa, che allora rivestiva la carica di D.S. della Juve Stabia, non nascose il proprio disappunto durante la conferenza di presentazione di Zeroli e Dos Santos per una partenza che avrebbe voluto evitare e espresse apertamente tutta la sua amarezza.

Il passaggio più caldo di quella conferenza riguardò il mercato in uscita. Lovisa non usò mezzi termini per spiegare l’addio di Stabile, lanciando un monito preciso. “Nonostante le 13 presenze su 18 gare, il giocatore ha chiesto la cessione lamentando scarsa fiducia”. La replica del DS è lapidaria e tracciò una linea rossa invalicabile: “Gente che ha malumori non ne vogliamo. Fin quando sarò io qui, la Juve Stabia verrà prima di tutto.”

Parole che fotografavano perfettamente il momento: la Juve Stabia perdeva un calciatore che stava diventando sempre più importante negli equilibri della squadra e il direttore sportivo non fece nulla per nascondere il proprio rammarico.

Sei mesi dopo il destino cambia ancora

Nel calcio, però, gli scenari cambiano con una rapidità sorprendente. Quello che sembra un rapporto destinato a interrompersi definitivamente può riaprirsi nel giro di pochi mesi.

Ed è esattamente ciò che è accaduto tra Stabile e Lovisa.

A distanza di circa sei mesi dalla separazione, i due si ritrovano nuovamente dalla stessa parte. Questa volta non a Castellammare di Stabia, ma a Bolzano, dove il dirigente ha deciso di puntare ancora sulle qualità del giovane difensore.

Un segnale di fiducia che dimostra come la stima professionale nei confronti del calciatore non sia mai venuta meno, nonostante gli eventi che avevano portato alla conclusione anticipata della precedente esperienza.

Il dibattito tra i tifosi gialloblù

La notizia del nuovo incontro tra Lovisa e Stabile non è passata inosservata tra i sostenitori della Juve Stabia.

Molti hanno ricordato quanto accaduto durante il mercato invernale, interrogandosi su come una vicenda che sembrava aver lasciato qualche strascico possa essersi trasformata in una nuova collaborazione professionale.

Per alcuni si tratta di una scelta sorprendente, per altri della dimostrazione che nel calcio le valutazioni vengono fatte esclusivamente sul valore tecnico e sulle prospettive di un giocatore, senza lasciarsi condizionare dagli episodi del passato.

Del resto, il mercato è ricco di esempi di allenatori, dirigenti e calciatori che, dopo separazioni anche difficili, hanno scelto di lavorare nuovamente insieme.

Il calcio insegna che nulla è definitivo

La storia di Giacomo Stabile rappresenta l’ennesima conferma di una delle regole non scritte del calcio: non esistono addii irreversibili.

Le dinamiche del mercato, le esigenze delle società e l’evoluzione delle carriere possono ribaltare in pochi mesi situazioni che sembravano ormai definite. Un trasferimento che aveva generato polemiche e lasciato l’amaro in bocca a una parte dell’ambiente stabiese oggi lascia spazio a un nuovo capitolo professionale.

Cosa si siano detti in privato Matteo Lovisa e Giacomo Stabile resterà probabilmente un segreto. Quello che è certo è che il dirigente ha deciso di concedere nuovamente fiducia a un calciatore che aveva apprezzato durante l’esperienza alla Juve Stabia.

Perché il calcio, più di ogni altro sport, continua a dimostrare che le strade possono separarsi all’improvviso, ma con la stessa rapidità sono capaci di incrociarsi ancora. E il ritorno di Stabile al fianco di Lovisa ne rappresenta una delle testimonianze più significative di questa sessione di calciomercato.

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