È arrivato a Castellammare di Stabia con l’etichetta di giovane talento da valorizzare e con la curiosità tipica che accompagna ogni giocatore chiamato a misurarsi per la prima volta con una realtà importante della Serie B. Per Saná Fernandes, però, l’avvio dell’avventura con la Juve Stabia non è stato finora quello immaginato.
L’attaccante esterno portoghese classe 2006, approdato in gialloblù in prestito dalla Lazio, ha trovato poco spazio nelle prime settimane della stagione, complice un percorso di inserimento condizionato anche da episodi particolari e da precise scelte dell’allenatore Pietro De Giorgio. Un inizio in salita, dunque, ma che non deve necessariamente rappresentare un giudizio definitivo sulle qualità del giovane calciatore.
Dalla serata di Frosinone a un percorso da ricostruire
Il primo capitolo dell’esperienza stabiese è stato scritto in Coppa Italia, sul campo del Frosinone. Fernandes è entrato nella ripresa provando a lasciare il segno con qualche iniziativa offensiva, ma la sua partita si è conclusa nel modo peggiore.
A pochi minuti dal termine, infatti, un intervento giudicato inizialmente da cartellino giallo è stato sottoposto alla revisione del VAR. La decisione è quindi cambiata, con l’espulsione diretta del portoghese. Un episodio che ha inevitabilmente condizionato il suo debutto e che ha lasciato in eredità una prima esperienza tutt’altro che semplice.
Da quel momento, il giovane esterno ha dovuto necessariamente ripartire, cercando di trasformare quell’episodio in esperienza e consapevolezza.
In Serie B pochi minuti e tanta concorrenza
Anche l’inizio del campionato non ha ancora restituito a Fernandes la continuità che probabilmente avrebbe desiderato. Il classe 2006 ha raccolto finora soltanto spezzoni di gara, per un minutaggio complessivo che si aggira sui 35 minuti.
La concorrenza nel reparto offensivo è importante e De Giorgio ha dovuto individuare, partita dopo partita, gli interpreti ritenuti più funzionali all’equilibrio della squadra. Nelle ultime uscite, compresa la gara del Romeo Menti contro il Cesena, Fernandes non ha trovato spazio nell’undici iniziale, restando fuori dalle scelte definitive del tecnico.
Una situazione che va letta soprattutto all’interno di un processo di costruzione della squadra e non necessariamente come una bocciatura tecnica.
Adattamento, tattica e pazienza
Il salto dal calcio giovanile a un campionato fisico, intenso e tatticamente esigente come la Serie B rappresenta un passaggio importante nella crescita di qualsiasi giovane calciatore. Per un attaccante esterno, inoltre, non conta soltanto la capacità di saltare l’uomo e creare superiorità numerica: sono fondamentali anche i movimenti senza palla, i ripiegamenti, la capacità di mantenere le distanze e la disponibilità al sacrificio.
Sono aspetti sui quali Fernandes dovrà continuare a lavorare quotidianamente, mettendo a frutto le indicazioni dello staff tecnico e trasformando ogni allenamento in un’occasione per guadagnare posizioni nelle gerarchie.
La concorrenza, del resto, può rappresentare anche uno stimolo. La Juve Stabia dispone di diverse soluzioni offensive e il tecnico è chiamato a scegliere di volta in volta gli uomini più adatti alle caratteristiche dell’avversario e alle esigenze della partita.
Il talento c’è, ora serve trasformarlo in continuità
Il percorso di Saná Fernandes è appena cominciato. Pochi minuti, un’espulsione in Coppa Italia e qualche esclusione non cancellano le qualità che hanno accompagnato il suo arrivo a Castellammare.
Adesso il giovane portoghese è chiamato a rispondere nel modo più semplice e concreto: lavorando, aspettando la propria occasione e facendosi trovare pronto quando arriverà.
La Serie B può essere una palestra importante per la sua crescita. La Juve Stabia, dal canto suo, può diventare il contesto nel quale trasformare il talento in continuità e concretezza. Per riuscirci serviranno tempo, pazienza e soprattutto la capacità di trasformare le difficoltà iniziali in un ulteriore passo avanti.