Un punto che muove la classifica, ma anche la consapevolezza che c’è ancora da lavorare. Pietro De Giorgio lascia il “Romeo Menti” con sentimenti contrastanti dopo l’1-1 contro il Cesena, anticipo della quinta giornata del campionato di Serie BKT 2026-2027. La Juve Stabia ha dovuto ancora una volta rincorrere, andando sotto per la rete di Cristian Shpendi, prima di trovare nella ripresa il gol del definitivo pareggio con Antonio Di Nardo, al suo terzo centro in quattro partite con la maglia gialloblù.
Un risultato che, secondo il tecnico, fotografa fedelmente quanto accaduto nei novanta minuti: «È un pareggio che è lo specchio della partita». Ma dentro l’analisi di De Giorgio c’è soprattutto la volontà di correggere alcuni aspetti emersi nella prima frazione.
«Il primo tempo non mi è piaciuto nell’atteggiamento. Abbiamo palleggiato troppo dietro e verticalizzato poco. Nel secondo tempo loro sono calati e noi siamo saliti in cattedra. Dobbiamo imparare a non prendere prima gol per poi reagire e dobbiamo migliorare nei passaggi, perché siamo stati poco incisivi».
È proprio questo uno dei temi sui quali il tecnico intende lavorare durante la lunga pausa. La squadra ha dimostrato ancora una volta di avere la forza per reagire alle difficoltà, ma l’obiettivo è evitare di concedere agli avversari il vantaggio prima di mostrare la propria identità.
Di Nardo, Sibilli e Maistro, recuperi importanti
Il pareggio ha avuto ancora una volta la firma di Di Nardo, sempre più centrale nelle dinamiche offensive della Juve Stabia. De Giorgio, però, sottolinea anche il percorso di recupero di Fabio Maistro, entrato nella ripresa e capace di aumentare la qualità della manovra.
«Li stiamo recuperando. Li stiamo aspettando e gli stiamo dando minutaggio partita dopo partita. Adesso con la sosta mi auguro di mettere a regime l’intera squadra».
Un lavoro che coinvolgerà anche gli altri elementi arrivati tardi o non ancora al massimo della condizione. L’idea dell’allenatore è arrivare alla ripresa del campionato con una rosa maggiormente omogenea dal punto di vista atletico e con più alternative a disposizione.
«Shpendi è un giocatore importante, ma abbiamo difeso bene»
Il gol del Cesena è arrivato al primo vero tiro nello specchio della porta, una situazione che De Giorgio ha già evidenziato anche in altre occasioni.
«Loro hanno un giocatore importante che è Shpendi. Abbiamo anche fatto bene in fase di non possesso, ma è vero che ad ogni primo tiro in porta prendiamo gol».
Il tecnico, tuttavia, non vuole ridurre la prestazione a questo dato: «Mi aspettavo una bella partita, con due squadre che hanno giocato a viso aperto. Alla fine il pareggio è stato giusto».
Scuderi out in rifinitura, Fernandes scelta tecnica
Sul fronte delle assenze, De Giorgio ha fatto chiarezza sulle scelte effettuate contro il Cesena.
«Scuderi ha avuto un problema in rifinitura. Domani mattina farà degli accertamenti».
Diverso il discorso per Saná Fernandes, rimasto fuori dall’undici iniziale: «È stata una scelta tecnica. Ho preferito premiare Sandrucci perché ha fatto una buona settimana».
Candellone esterno? «Cerco gli equilibri giusti»
Uno dei temi tattici più discussi riguarda Leonardo Candellone, schierato ancora in una posizione non propriamente da attaccante centrale.
De Giorgio non nasconde le caratteristiche del numero gialloblù: «È un ragazzo di cuore, sicuramente è più attaccante centrale. Candellone è un ottimo calciatore, ma con caratteristiche diverse da quelle che secondo me dovrebbe avere un esterno. Piano piano sto cercando di trovare gli equilibri giusti».
E non esclude soluzioni differenti per il futuro: «Si può pensare anche di giocare con due punte insieme a Di Nardo».
Una possibilità che potrebbe essere valutata proprio durante la sosta, quando il tecnico avrà più tempo per lavorare sulle diverse soluzioni tattiche.
Difesa a cinque, De Giorgio spiega la scelta
La scelta di utilizzare una linea a cinque continua a essere al centro del dibattito, ma il tecnico respinge l’idea che possa esserci confusione tattica.
«Non è confusione. Credo che a livello tattico sia importante. Oggi si è preso gol anche per bravura del Cesena».
La presenza di Patanè come quinto di centrocampo nasce da precise esigenze: «Avevo chiesto un po’ di sacrificio a Patanè e facendo il quinto, che in passato ha già fatto, escono fuori anche le sue caratteristiche. Ha bisogno di molti metri per esprimere il suo passo. Sicuramente è un giocatore diverso dall’esterno puro».
La spiegazione riguarda anche gli altri esterni, arrivati tardi e ancora non pienamente pronti per sostenere determinati compiti nella fase di non possesso.
«La mia scelta l’ho resa pubblica. Si sono presi gli esterni tardi, non sono in condizione di supportare nella fase di non possesso. Ecco perché ho optato per Patanè come quinto. In questo momento la squadra non può supportarli. Non sono integralista. Ho provato anche altre opzioni che hanno comunque creato cose buone».
E dopo la pausa potrebbero arrivare nuove sperimentazioni: «Vorrei provare anche gli altri».
«La cosa positiva è che non ci arrendiamo mai»
De Giorgio guarda anche al percorso complessivo delle prime giornate. La sconfitta interna contro il Pisa resta una macchia pesante, ma il tecnico vede comunque segnali incoraggianti.
«Fino a questo momento il cammino che stiamo facendo è positivo, al di là della sconfitta con il Pisa che è stata pesante. La cosa positiva di stasera è che siamo riusciti a pareggiare».
E resta anche il rammarico per l’occasione avuta nel finale: «Mi spiace perché con Battistella su un calcio d’angolo potevamo anche vincerla. Tutto sommato la striscia resta positiva, dobbiamo continuare sull’approccio del secondo tempo».
Il concetto viene ribadito con ancora maggiore chiarezza: «Prevalgono entrambi» i sentimenti, tra soddisfazione per la reazione e rammarico per l’approccio iniziale.
«Nel primo tempo non c’è stata la personalità giusta, sbagliando scelte e passaggi. Paradossalmente in trasferta questo deficit non c’è stato. La cosa da cui ripartire è questa voglia di non arrendersi mai».
Poi l’indicazione che deve diventare il prossimo passo della Juve Stabia: «Non siamo mai riusciti ad andare in vantaggio. Va bene riprenderle, ma non dobbiamo prendere lo schiaffo prima di svegliarci».
Contro il Cesena, però, è arrivato anche un altro piccolo segnale di crescita: «Oggi abbiamo fatto anche gol su azione, quindi è stato fatto un passo in avanti».
Il “Menti” e l’abbraccio della Curva
Un passaggio significativo è dedicato anche al rapporto tra la squadra e il pubblico stabiese. De Giorgio considera il sostegno del “Menti” un elemento distintivo del percorso gialloblù.
«Credo che abbiamo un vantaggio a Castellammare rispetto agli altri. Qui conoscete prima gli uomini; quelli che ci sono da tanto tempo sono una garanzia per la volontà di restare in B».
E sulla Curva: «Dimostra ogni giorno l’affetto e la passione, che viene ricambiato dai ragazzi».
Un legame che, nella serata del pareggio, ha accompagnato la squadra fino al triplice fischio, sostenendola soprattutto nella rincorsa al pareggio.
«Siamo stati nella loro area 60 volte, loro 35»
L’ultima riflessione di De Giorgio riguarda proprio la capacità della squadra di aumentare la propria presenza offensiva nella ripresa.
«I cambi, Sibilli e Maistro, lo diciamo da sempre hanno fatto la differenza. Oggi comunque siamo stati nella loro area 60 volte, loro solo 35. La qualità ha fatto la differenza».
Numeri che, nelle parole dell’allenatore, raccontano una Juve Stabia cresciuta con il passare dei minuti e capace di mettere alle corde il Cesena dopo un primo tempo più timido.
Il punto conquistato non era l’obiettivo dichiarato alla vigilia, ma consente alle Vespe di muovere la classifica prima della sosta. Ora arrivano tre settimane nelle quali De Giorgio avrà l’occasione di lavorare con maggiore continuità sul gruppo.
«Il punto di stasera è importante. Volevamo la vittoria ma non ci siamo riusciti. Però almeno è un punto che muove la classifica. In queste tre settimane lavoreremo forte».
E il messaggio finale è semplice, quasi programmatico: «Per migliorare c’è solo un metodo: lavorare. Ed è quello che faremo in questa sosta».