Un punto conquistato con i denti, ma anche e soprattutto un’occasione mancata. Il pareggio per 1-1 contro il Cesena lascia in casa Juve Stabia una sensazione inevitabilmente agrodolce: da una parte la soddisfazione per una reazione di carattere, dall’altra il rammarico per una partita che, soprattutto per quanto prodotto nella ripresa, avrebbe potuto regalare alle Vespe qualcosa in più.
La fotografia della serata è quella di una squadra capace di cambiare completamente volto nel corso dei novanta minuti. Timida, poco incisiva e troppo attendista nella prima frazione; arrembante, intensa e padrona del campo nella seconda. Una trasformazione che alimenta inevitabilmente qualche rimpianto.
Un primo tempo con il freno a mano tirato
La Juve Stabia ha approcciato la partita con troppa prudenza, lasciando al Cesena campo, tempi di gioco e soprattutto la possibilità di prendere fiducia. La squadra di De Giorgio ha faticato a trovare distanze e automatismi, mostrando qualche difficoltà soprattutto nel contenere la mobilità di Cristian Shpendi.
L’attaccante romagnolo ha subito rappresentato un problema serio per la retroguardia gialloblù: movimento continuo, profondità e capacità di attaccare gli spazi hanno costretto la difesa di casa a una partita di grande attenzione. Il gol dello 0-1 è arrivato a certificare una fase nella quale il Cesena sembrava avere il controllo della partita.
Ed è proprio l’approccio iniziale a lasciare qualche interrogativo. La sensazione è che la Juve Stabia abbia avuto bisogno di troppo tempo per trovare le contromisure, pagando ancora una volta un avvio nel quale è mancata quella personalità necessaria per imporre immediatamente il proprio ritmo.
Poi la svolta: le Vespe cambiano marcia
Nella ripresa, però, tutto cambia.
La Juve Stabia prende progressivamente le misure agli avversari, migliora le distanze tra i reparti e comincia a spingere con una continuità completamente diversa. La difesa trova maggiore sicurezza grazie anche alla personalità di Pietrangeli, mentre Bellich e Maggioni crescono sensibilmente con il passare dei minuti.
In mezzo al campo aumenta il ritmo di Pierobon, inesauribile nel lavoro tra costruzione e pressione. Sulle corsie cresce invece la spinta della squadra, mentre l’ingresso di forze fresche contribuisce ad aumentare qualità e pericolosità.
La svolta arriva con il solito Antonio Di Nardo. Il centravanti gialloblù conferma ancora una volta di avere un rapporto privilegiato con i momenti decisivi: la sua rete dell’1-1, la terza in quattro gare di campionato, riaccende il Menti e restituisce convinzione a tutta la squadra.
Dopo il pari, una sola squadra in campo
Da quel momento la Juve Stabia prende definitivamente il controllo della sfida. Il Cesena arretra, le Vespe aumentano pressione e intensità e il pubblico percepisce chiaramente che la partita può essere ribaltata.
La squadra di De Giorgio attacca con maggiore convinzione e costruisce le condizioni per cercare il gol del sorpasso. Pierobon continua a macinare chilometri, Di Nardo resta il punto di riferimento offensivo e anche Douglas, al suo debutto dal primo minuto, offre segnali incoraggianti per personalità e applicazione.
Il Cesena resiste e il risultato non cambia.
Il verdetto lascia comunque un rimpianto
Il punto muove la classifica, ma non cancella la sensazione di un’opportunità sfumata. La Juve Stabia ha dimostrato nella ripresa di avere gli strumenti per mettere in difficoltà una squadra organizzata e pericolosa come il Cesena. Il problema è che questa versione delle Vespe si è vista soltanto dopo l’intervallo.
La squadra ha mostrato di poter essere dominante, ma deve imparare a esserlo prima. Perché in Serie B rincorrere le partite significa spesso spendere energie preziose per recuperare ciò che si sarebbe potuto evitare nei primi quarantacinque minuti.
Il pareggio di Di Nardo ha salvato una serata che rischiava di diventare amara. Ma proprio la reazione delle Vespe lascia in eredità il rimpianto maggiore: con maggiore coraggio, lucidità e convinzione fin dal primo minuto, questa Juve Stabia avrebbe potuto guardare alla classifica con due punti in più.