Un filo gialloblù che si intreccia con la storia della città e con uno dei simboli più prestigiosi della tradizione marinara italiana. La visita a bordo dell’Amerigo Vespucci si è trasformata in una significativa occasione di incontro tra la S.S. Juve Stabia 1907 e il comandante della nave scuola della Marina Militare, Nicasio Falica, originario proprio di Castellammare di Stabia.
A rappresentare il club è stato il Vice Presidente Antonello Amabile, accompagnato dal team della Comunicazione della società. Un momento dal forte valore simbolico, nato nel segno di quel legame indissolubile tra la città stabiese e il veliero che, da quasi un secolo, porta il nome di Castellammare in ogni angolo del mondo.
Nel corso della visita, il Vice Presidente Amabile ha consegnato al comandante Falica una maglia celebrativa della Juve Stabia, personalizzata con il numero 1931, l’anno in cui l’Amerigo Vespucci venne varato proprio presso il Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia.
Una maglia che diventa così molto più di un semplice omaggio sportivo: un simbolo capace di unire calcio, mare, tradizione e identità cittadina.
Due realtà apparentemente distanti, ma accomunate da una stessa radice e dalla capacità di rappresentare Castellammare ben oltre i confini della città.
L’Amerigo Vespucci, infatti, continua ancora oggi il suo viaggio attraverso i mari del mondo, portando con sé il nome della città nella quale prese forma.
E proprio per questo l’incontro con il comandante Falica assume un significato particolare: un ideale ponte tra passato e presente, tra la storia dei cantieri stabiesi e il patrimonio sportivo e identitario rappresentato dalla Juve Stabia.
La società gialloblù ha infine voluto rivolgere un sentito ringraziamento al Luogotenente della Capitaneria di Porto, Raffaele Mellone, per la disponibilità, l’accoglienza e la preziosa collaborazione che hanno contribuito a rendere possibile questo momento di incontro.
Un appuntamento speciale, dunque, nel quale i colori della Juve Stabia hanno incontratoil prestigio dell’Amerigo Vespucci, nel nome di una città che continua a custodire nella propria storia un legame unico con il mare.
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