Il Cesena lascia il “Romeo Menti” con un punto e con la consapevolezza di aver avuto tra le mani la possibilità di portare a casa l’intera posta in palio. L’1-1 contro la Juve Stabia, nell’anticipo della quinta giornata del campionato di Serie BKT 2026-2027, nasce da due tempi profondamente diversi: i romagnoli avanti nel primo tempo grazie alla rete di Cristian Shpendi, le Vespe capaci di reagire nella ripresa con il solito Antonio Di Nardo, al suo terzo gol nelle prime quattro partite di campionato.
Al termine della gara, Mister Alessandro Diamanti ha analizzato con lucidità la prestazione della sua squadra, senza nascondere un pizzico di rammarico per non aver saputo chiudere la partita quando ne aveva l’opportunità.
«Nel primo tempo abbiamo fatto bene, speso tanto e potevamo gestire meglio. Il gol era meritato. Nel secondo tempo è cambiata la partita e alla fine il pareggio è giusto, perché la partita doveva essere chiusa. Abbiamo fatto qualche errore di troppo, abbiamo dato spazio e regia alla Juve Stabia. Lo stadio è caldo e loro sono riusciti a pareggiare».
Un’analisi che fotografa una partita nella quale il Cesena ha avuto il controllo soprattutto nella prima frazione, prima di subire il ritorno dei padroni di casa. Diamanti individua proprio nella gestione del vantaggio uno degli aspetti sui quali lavorare maggiormente, soprattutto in vista della sosta.
«Meriterebbe di più? Meriterebbe di più non esiste. Si vince quando si vince. Dobbiamo imparare a gestire di più il risultato. Questa sosta sarà fondamentale, soprattutto perché abbiamo tanti giocatori che sono venuti fuori forma. Adesso qualche giorno di riposo e poi ricominciamo ad allenarci forte».
Il tecnico bianconero si è soffermato anche sulla preparazione tattica della sfida del “Menti”, spiegando la strategia adottata per limitare la costruzione della Juve Stabia e impedire ai gialloblù di imporre il proprio gioco.
«Avevo preparato la partita per non dare gioco a loro, perché sappiamo che volevano vincere. Non c’era altra strada se non quella di essere più forti degli avversari. Nel secondo tempo c’è un po’ di rammarico perché ci siamo abbassati un po’ troppo».
Parole che evidenziano il cambiamento del copione nella seconda parte della gara, quando la Juve Stabia ha preso campo e fiducia, trovando nel calore del “Romeo Menti” l’energia necessaria per riaprire definitivamente la sfida. Il gol di Di Nardo ha così rimesso tutto in equilibrio, confermando ancora una volta l’impatto dell’attaccante gialloblù in questo avvio di stagione.
Diamanti ha poi risposto anche sul futuro di Shpendi, protagonista del vantaggio del Cesena e ancora una volta uomo copertina della squadra romagnola. Alla domanda sulla possibilità che l’attaccante possa essere ancora a Cesena a gennaio, il tecnico ha preferito non entrare nei temi di mercato.
«Io sono un allenatore e del mercato non posso rispondere. È un giocatore importante, per il momento lui sta bene qui, la società non vuole venderlo e io non mi pongo il problema».
Un concetto ribadito anche quando si è parlato degli obiettivi stagionali. Diamanti non ha voluto fissare traguardi a lungo termine, preferendo concentrarsi sulla crescita quotidiana del gruppo e sulla costruzione di una precisa identità di squadra.
«Il Cesena è stato fatto per provare a vincerle tutte. Non ho un obiettivo a lungo termine, mi interessa che i ragazzi trovino un regime, un’idea. L’importante è questo».
Infine, uno sguardo più ampio al calcio italiano e alla presenza dei giovani, tema tornato al centro dell’attenzione anche alla luce delle recenti convocazioni in Nazionale.
«Ci sono tanti giovani italiani in B, mi piacerebbe ce ne fossero di più, ma sarà un processo per il quale ci vorrà tempo. In Italia il talento non è finito, bisogna dargli tempo».
Dal “Romeo Menti”, dunque, il Cesena porta via un punto e diverse indicazioni su cui lavorare durante la sosta. Per Diamanti il messaggio è chiaro: il potenziale c’è, ma per trasformare le buone prestazioni in vittorie occorre imparare a controllare meglio le partite, soprattutto quando il vantaggio è già nelle proprie mani.