Organizzato dallāAssociazione culturale A.N.T.A.R.E.S ETS presso lāIstituto Italiano per gli Studi Filosofici a Palazzo Serra di Cassano in Via Monte di Dio a Napoli, si ĆØ svolto giovedƬ 19 marzo u.s. un interessante incontro dedicato alla Famiglia Farnese.
La conferenza, intitolataĀ “Venite a l’ombra de’ gran gigli d’or”, ha messo in evidenza il legame storico tra questa potente casata e Napoli, approfondendo il ruolo dei Farnese come antenati diĀ Carlo di BorboneĀ e la loro ereditĆ artistica e politica, che ha segnato la cittĆ .
L’evento ĆØ stato un omaggio alla memoria dellaĀ dott.ssa Adriana Carnevale, recentemente scomparsa, figura storica della Soprintendenza Archivistica di Napoli, la cui passione per questi temi ha pervaso l’intera discussione.
A relazionare sullāargomento tre figure di spicco del panorama culturale, che hanno approfondito con i loro interventi il legame tra Napoli e la Tuscia attraverso l’architettura, l’arte e i documenti storici.
LāArch. Prof. Teresa LeoneĀ (Presidente dellāAssociazione A.N.T.A.R.E.S. ETS), ha avuto il ruolo di introdurre e concludere i lavori, coordinando gli interventi sullaĀ famiglia FarneseĀ e il loro immenso lascito artistico e architettonico tra la Tuscia e Napoli.
LāArch. Margherita EichbergĀ (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Prov. di Viterbo e per lāEtruria Meridionale), massima autoritĆ nella tutela di monumenti iconici farnesiani, nel suo intervento si ĆØ soffermata sull’importanza della famiglia Farnese come committente di opere d’arte e architetture straordinarie che, partendo dal Lazio settentrionale, hanno poi arricchito Napoli.
Il Dott. Gaetano DamianoĀ (Archivio di Stato di Napoli) ha relazionato sullāimportanza dei documenti storici del “Fondo Farnesiano” presenti nellāarchivio del capoluogo campano.
I relatori, con la narrazione degli eventi e la presentazione delle opere dāarte, hanno catalizzato lāattenzione del folto pubblico presente; l’affluenza allāevento e l’interesse suscitato confermano quanto la storia deiĀ FarneseĀ sia ancora sentita parte integrante dell’identitĆ napoletana.
L’attenzione del pubblico ĆØ stata catturata dalla narrazione ricca di aneddoti dellāArch. Prof. Teresa Leone, che ha trasformato i nomi storici e le opere dāarte in figure vive. Il suo intervento si ĆØ incentrato su Elisabetta, madre di Carlo di Borbone, Paolo III, il Gran Cardinale e altri illustri rappresentanti della famiglia Farnese.
Lāintervento si ĆØ poi incentrato sulla descrizione delle proprietĆ più importanti come Palazzo Farnese di Roma, considerato “la più bella reggia del Rinascimento”, la Villa Farnesina alla Longara, gli Horti Farnesiani, Villa Falconieri a Frascati, un tempo detta La Rufina, e sulle collezioni che oggi ammiriamo al Museo di Capodimonte e al MANN, nate proprio dal genio e dal collezionismo dei Farnese.
L’ereditĆ dei Farnese a Napoli ĆØ immensa: si tratta di una delle collezioni d’arte più importanti al mondo, giunta in cittĆ nelĀ 1734Ā grazie aĀ Carlo di Borbone, che la ereditò dalla madre Elisabetta, ultima della dinastia.
Oggi questo tesoro ĆØ diviso tra ilĀ Museo Archeologico Nazionale (MANN)Ā e ilĀ Museo di Capodimonte;Ā al MANN ĆØ possibile ammirare, tra lāaltro, l’Ercole Farnese, Il Toro Farnese, il più grande gruppo scultoreo dell’antichitĆ giunto fino a noi da un unico blocco di marmo, e l’Atlante Farnese, celebre per il globo celeste che regge sulle spalle.
A Capodimonte si trova il cuore pittorico della famiglia, con capolavori assoluti del Rinascimento come ilĀ Ritratto di Paolo III con i nipoti (Tiziano), la Danae (Tiziano), commissionata dal cardinale Alssandro Farnese, e La Cassetta Farnese, un capolavoro di oreficeria in argento dorato, cristallo di rocca e lapislazzuli.
Ć l’aspetto architettonico a svelare la grandezza politica della famiglia, veri pionieri di quello che potremmo definire il “marketing del potere” attraverso la pietra.
Nel suo intervento, lāArch. Margherita EichbergĀ ha magistralmente guidato il pubblico in un tour virtuale tra le “perle” architettoniche della Tuscia, evidenziando come ogni edificio non fosse solo una dimora, ma un manifesto di legittimazione dinastica.
La relatrice ha approfondito alcuni simboli cardine del dominio farnesiano, che rappresentano l’evoluzione della famiglia da nobiltĆ locale a dinastia europea, come ilĀ Palazzo Farnese di CaprarolaĀ e le numerose architetture della famiglia sparse nel viterbese.
Il Dott.Ā Gaetano DamianoĀ ĆØ stato ilĀ terzo relatore chiave dell’incontroĀ “Venite a l’ombra de’ gran gigli d’or”. Il suo contributo ĆØ stato fondamentale per illustrare la dimensione documentale e archivistica dellaĀ famiglia Farnese. Nel suo intervento ha toccato un punto doloroso della storia di Napoli: la tragedia diĀ San Paolo BelsitoĀ del settembre 1943.
Per proteggere i documenti più preziosi dai bombardamenti su Napoli, l’Archivio di Stato trasferƬ 866 casse di documenti (tra cui il nucleo farnesiano, angioino e aragonese) in una villa a San Paolo Belsito. Per rappresaglia dopo l’insurrezione di Napoli, i soldati tedeschi appiccarono il fuoco alla villa ilĀ 30 settembre 1943.
Il riferimento alĀ “Fondo Farnesiano”Ā assume un valore quasi sacro, proprio perchĆ© ciò che ĆØ giunto a noi ĆØ il risultato di un recupero miracoloso dopo la barbarie nazista.
Gran parte della memoria amministrativa e diplomatica del Regno e della famiglia Farnese andò letteralmente in fumo. Fu una perdita incalcolabile per la storiografia europea. L’intervento del Dott.Ā Gaetano DamianoĀ all’incontro ha sottolineato l’importanza di studiare ciò che resta come atto di resistenza culturale contro quella distruzione.
La conferenza sulla Famiglia Farnese āVenite a lāombra deā gran gigli dāorā ĆØ stata sicuramente un evento di alto profilo, considerando sia lo spessore culturale dell’Associazione AntaresĀ sia la prestigiosa cornice dell’Istituto Italiano per gli Studi FilosoficiĀ a Palazzo Serra di Cassano.
Un plauso all’Arch. Prof.Ā Teresa Leone, presidente diĀ A.N.T.A.R.E.S. ETSĀ (Associazione Napoletana Territorio Arte Restauro Ecologia SocietĆ ) per lāimportante iniziativa di valorizzazione del patrimonio storico e artistico napoletano.
Per approfondire gli studi sui Farnese, l’associazione organizza incontri e itinerari che collegano la storia napoletana ai luoghi d’origine della famiglia nellaĀ Tuscia. Le visite guidate mirano a mostrare come le architetture e le opere create per i Farnese siano oggi un ponte storico tra il Lazio settentrionale e la Campania. Per conoscere le prossime partenze verso il viterbese o le visite tematiche a Napoli, ĆØ possibile contattare lāassociazione via email aĀ antarescampaniaecultura@gmail.com.




