CāĆØ lāamarezza per una finale sfumata a novanta minuti dal traguardo, ma anche lāorgoglio di aver costruito qualcosa che resterĆ nella storia recente della Juve Stabia. Dopo la sconfitta per 2-1 contro il Monza nella semifinale di ritorno dei play off di Serie BKT 2025-2026, maturata dopo il 2-2 dellāandata, Mister Ignazio Abate si ĆØ presentato in sala stampa con la luciditĆ di chi sa di aver guidato un gruppo oltre ogni aspettativa.
Le sue parole raccontano orgoglio, appartenenza, crescita e anche un pizzico di rammarico per una qualificazione sfuggita dopo una doppia sfida giocata alla pari contro una delle corazzate del campionato.
Il tecnico gialloblù ha innanzitutto voluto esaltare lo spirito della squadra, sottolineando il carattere mostrato fino allāultimo secondo della partita:
āSono orgoglioso del mio gruppo, un gruppo che mi ha fatto vivere emozioni incredibili. Abbiamo giocato per noi stessi, abbiamo giocato per la nostra gente che ringrazio. Ć un anno che mi ha fatto crescere tantissimo, un anno che difficilmente dimenticherò per tutto quello che ho vissuto. Stasera lāabbiamo dimostrato: non volevamo morire. Dopo un campionato logorante e la terza partita in una settimana, questo gruppo ha lavorato sempre con grande serietĆ e dedizione, coltivando giorno dopo giorno lāambizione di essere protagonista. Il risultato finale ĆØ importante, ma bisogna dare valore anche al percorso e il nostro ĆØ stato davvero importanteā.
Parole profonde anche sul rapporto creato con Castellammare di Stabia e con il popolo stabiese, diventato un elemento centrale della stagione della Juve Stabia:
āSono tanto legato alla mia gente. Abbiamo cercato di rappresentarli in tutto e per tutto. Questa ĆØ una piazza di persone per bene, una piazza passionale che ti entra dentro. Adesso la cosa più importante credo sia trovare stabilitĆ , persone che portino progettualitĆ , perchĆ© Castellammare merita rispetto e merita tutto questoā.
Inevitabile poi la domanda sul futuro e sulla possibilità che quella di Monza possa essere stata la sua ultima partita sulla panchina stabiese. Abate però ha preferito non sbilanciarsi:
āPenso a tutto tranne a questo adesso. Bisogna digerire il boccone amaro e smaltire la delusione. Poi con serenitĆ e luciditĆ capire il futuro, capire chi arriverĆ e che progetti avrĆ . Ora ho bisogno di ricaricare le pileā.
Nel corso della conferenza si ĆØ parlato anche della sua crescita personale e professionale. Lāallenatore ha riconosciuto quanto lāesperienza di Castellammare lo abbia arricchito:
āMi sento un uomo migliore. Questa stagione mi ha arricchito tantissimo, abbiamo vissuto qualcosa di nuovo e non abbiamo mai cercato alibi. Questo gruppo ha lavorato ogni giorno con grande dedizione e ambizione. Devo ringraziare i miei ragazzi. Per quanto riguarda il futuro, io cerco solo di lavorare dalle otto di mattina alle otto di sera. Credo che uno sia pronto solo quando gli viene data la possibilitĆ . Ho avuto un direttore che ha avuto il coraggio di darmi questa opportunitĆ e devo solo ringraziarloā.
Abate ha poi rivendicato il lavoro svolto in una squadra profondamente rinnovata rispetto alla passata stagione:
āTante volte ho sentito dire che avevamo una base giĆ pronta dallāanno scorso, ma abbiamo cambiato 12-13 giocatori in estate e altri a gennaio. Credo che siano state gettate le basi per un bel futuro. I giovani sono cresciuti ed era il nostro obiettivo. Abbiamo fatto una grandissima stagione. Mi dispiace perchĆ© dopo la gara dāandata resta un poā di amaro in bocca: sul 2-0 potevamo gestirla diversamente. Però siamo il terzo gruppo più giovane del campionato e i giovani ti danno tantissimo, ma hanno bisogno di crescere anche nella maliziaā.
Interessante anche il passaggio dedicato a Castellammare e ai giovani talenti cresciuti durante lāanno:
āCastellammare ĆØ difficile da spiegare: ĆØ una piazza calda e calorosa, ma allo stesso tempo ti lascia lavorare e crescere. Ho trovato uno zoccolo duro di giocatori di altissimo livello morale e questo permette ai giovani di crescere con tranquillitĆ . Io non ho mai regalato niente a nessuno perchĆ© questa ĆØ la strada giusta per creare unāanima nel gruppoā.
Infine, il tecnico ha ricordato come lāobiettivo iniziale fosse semplicemente la salvezza, sottolineando quanto straordinario sia stato il percorso compiuto dalle Vespe:
āQuando parlavo di salvezza, parlavo realmente di salvezza. Bastava vedere le squadre coinvolte nella lotta retrocessione per capire il livello del campionato. Per noi non essere mai stati nelle sabbie mobili ĆØ motivo dāorgoglio. Questa squadra ha sempre cercato di proporre calcio e di essere protagonista. I giovani sono cresciuti, abbiamo trovato maturitĆ e questi sono i risultatiā.
Si chiude cosƬ una stagione che lascia dolore per lāeliminazione, ma anche la consapevolezza di aver visto una Juve Stabia capace di giocarsela contro tutti, con identitĆ , coraggio e appartenenza. E nelle parole di Ignazio Abate cāĆØ tutta lāessenza di un gruppo che, anche nella sconfitta, ĆØ uscito dal campo a testa altissima.




