Eโ scontro aspro nel Pd sul referendum di dicembre. Il partito รจ vicino alla frattura e oggi, in direzione, il premier Matteo Renzi dovrร decidere se rompere con i dissidenti o provare a tendere la mano. Intanto iniziano a circolare i nomi di possibili successori al premier in caso di una vittoria del No. Sfida a tre: Franceschini, Padoan o Calenda.
Il Pd vicino alla rottura e il dilemma di Renzi
Oggi in direzione deve scegliere se usare il bazooka o tendere la mano ai dissidenti, tra i quali avanza Marino
Questo anticipo rispetto alla liturgia ha consentito a Matteo Orfini, presidente del Pd, di infilzare lโex segretario: ยซNon รจ scandaloso che Bersani voti Noยป, ma sulle riforme ยซรจ sbagliato che invece di cercare fino alla fine una soluzione si lavori per la spaccaturaยป. Ma la sostanza non cambia: oggi nulla vieta a Renzi di presentare la propria proposta di mediazione, provando a mettere in difficoltร la minoranza con proposte โragionevoliโ, come lโabolizione dei capolista bloccati. Ma lo farร ? Oppure preferirร caricare il bazooka contro la propria minoranza, evidenziandone le contraddizioni? Ieri sera Renzi non aveva deciso quale privilegiare tra le due opzioni e allโultimo momento potrebbe decidere per una sintesi.
Vicenda significativa, quella interna al Pd, perchรฉ la minoranza potrebbe trascinare sulla propria posizione una quota significativa dellโelettorato democratico (un quinto? Un quarto?), anche se la partita per la vittoria al referendum sembra destinata a giocarsi in un campo piรน vasto. E da questo punto di vista nelle ultime ore sono emerse due novitร : da una parte la decisione di Renzi di personalizzare ancora di piรน la campagna referendaria, dallโaltra lโemersione dellโex sindaco di Roma Ignazio Marino. liberato dal peso processuale, come possibile alfiere-portavoce del No.
La super-personalizzazione da parte del presidente del Consiglio รจ stata confermata con la decisione di accettare anche lโinvito dellโโArenaโ, il talk show della domenica su RaiUno, Incalzato dalle domande e dalle interruzioni di Massimo Giletti, che non ha voluto smentire il ruolo di intervistatore scomodo, il presidente del Consiglio ha lanciato due messaggi. Il primo: ยซSe vince il No, non cambia niente per il Paese. Continueremo con il Parlamento piรน costoso e piรน numerosoยป. Il secondo mirato contro la minoranza del Pd: ยซNel partito รจ un anno e mezzo che mi danno contro, lโunico obiettivo รจ attaccarmiยป, ยซma quando uno vota per antipatia mostra di avere scarsa visione per il Paese. Bersani ha votato sรฌ tre volte a questa riforma. Ma se lui cambia idea per il referendum, ciascuno se ne farร una opinioneยป. Altrettanto significativo il โritornoโ di Ignazio Marino. Intervistato da Lucia Annunziata su RaiTre, lโex sindaco, oltre a picchiare duro su Renzi e i renziani, si รจ riproposto con un profilo ยซliberalยป, da alfiere dei diritti civili, da sostenitore tradito dei valori meritocratici del primo Renzi. Un profilo diverso da quello โcomunistaโ della minoranza Pd e anche per questo piรน temibile. Come conferma la grandinata di richieste di partecipare ad iniziative, piovute su Marino da tutta Italia.
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lastampa/Il Pd vicino alla rottura e il dilemma di Renziย FABIO MARTINI




