No Maria, io escoÂ
“Ti faccio il cucchiaio” e poi figuraccia, palla a lato e un rigore che entra di diritto nella top ten dei piĂą grotteschi degli Europei. ChissĂ cosa passa attualmente nella testa di Graziano PellĂ©, poche ore dopo la partita piĂą importante della sua vita, persa per un gesto incomprensibile, dettato dalla paura, che ha compromesso il percorso della nazionale ad Euro2016. Ci aveva giĂ provato PellĂ© a fare il cucchiaio, era il 2007, in una partita di under 21; quella volta andò bene. A guardare quelle immagini, ci si domanda perchĂ© PellĂ© non l’abbia davvero fatto anche in questa circostanza. Che se sbagli, almeno sei coerente e ci hai provato, comunque vada. RimarrĂ il rimpianto, per quel tiro balordo, per quella tensione accumulata, per quello sbaglio. A 31 anni, PellĂ© molto probabilmente non avrĂ piĂą tempo a disposizione per rifarsi. Con Ventura, spazio ai giovani: il suo tempo è andato e l’amarezza cresce ancora di piĂą. Non bisogna etichettarlo come il “poco umile”, però. Se quel pallone fosse andato in porta, si starebbe parlando di altro.
In una intervista recente, rilasciata ai microfoni di Vivo Azzurro, PellĂ© ha commentato il cucchiaio di 10 anni fa, agli Europei. “Avevo fatto una scommessa con Chiello(Chiellini ndr) e Montolivo. “Se hai coraggio fallo”, dicevano. Poi l’adrenalina della partita ha fatto il resto. Rivendendo il rigore mi è venuta ancora piĂą tensione di quando l’ho calciato.” Attuale, attualissime le sue parole, potremmo dire. Peccato per quel epilogo così diverso. Il rigore non toglie, ad ogni modo, l’ottimo Europeo disputato dall’attaccante. Non si tratta di arroganza, ma di agonismo, di voglia di vincere, di quel troppo che stroppia, di quella paura celata dietro un gesto con la mano, davanti al portiere piĂą forte del Mondo. PellĂ© avrĂ pure la faccia da tronista, ma rimane comunque pulito.
Non merita nemmeno il trono, invece, Simone Zaza. Inspiegabile la corsetta prima di tirare uno dei calci di rigori più importanti della tua carriera, “tutta estetica e zero concretezza“, inspiegabile il suo atteggiamento, quella voglia di essere protagonista a discapito degli altri. Imbarazzante Zaza, entrato alla fine del 120esimo, al posto di Chiellini, accasciato a terra proprio per permettere il cambio. Conte credeva in lui, ci sperava, poi la grottesca ricorsa e il tiro sparato fuori. Non si tratta di paura, né di agonismo, ma di presunzione, assoluta presunzione, per chi si crede come Pogba, ma non lo è. A 25 anni, Simone Zaza ha il tempo di rimediare, di continuare la sua carriera e di poter scrivere altre pagine di storia. Opportunità che difficilmente avrà il suo collega Pellé. Peccato Graziano, peccato davvero.
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