Napoli-Spezia 1-0, l’occhio indiscreto di Natale Giusti

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Spalletti decide di cambiare cinque undicesimi della squadra che ha annichilito il Liverpool con un risultato finale di 4-1 che poteva essere anche più ampio a favore degli azzurri. Ma sin dal fischio finale di mercoledì sera della gara Champions si sapeva e l’avevamo scritto a chiare lettere che la partita con lo Spezia sarebbe stata molto più complicata.

Il Napoli ha un difetto cronico che si porta dietro dalla stagione scorsa e non solo ed è quello delle gare interne soprattutto con le formazioni medio-piccole di questo campionato che vengono a Napoli rinunciando a giocare arroccandosi dietro la linea della palla e badando solo a non prenderle.

Contro queste squadre il Napoli va sistematicamente in chiara difficoltà come è già avvenuto in questo torneo contro il Lecce e gli stessi problemi si sono ripetuti anche contro la Spezia che tuttavia la sua azioni le ha create e una addirittura clamorosa nel secondo tempo con Mario Rui che per poco non combinava la frittata con un retropassaggio suicida verso Meret.

Vuoi mettere in difficoltà il Napoli? Metti 8-9 uomini dietro la linea della palla a chiudere tutti gli spazi ed il gioco è fatto. Se a questo aggiungiamo l’ennesimo troppo spinto turnover di Spalletti (con i 5 cambi iniziali rispetto a mercoledì scorso, perché non iniziare con i migliori cercando di schiodare il risultato e poi gestire nella ripresa?) e che mancava anche la profondità di Osimhen, ecco spiegate le difficoltà del Napoli oggi.

Solo chi non capisce di calcio può mancare di evidenziare che il calcio è soprattutto occupazione degli spazi e che se gli altri te li concedono gli spazi (Lazio, Liverpool) le partite le vinci ma se gli altri si arroccano (Lecce, Spezia) iniziano i problemi. Anche perché davanti non hai Maradona che il gol te lo creava dal nulla.

Spalletti anche nel post-gara non ha mancato di evidenziare che in questo Napoli devono giocare tutti anche per fare minutaggio ed entrare in forma ma ripetere l’errore per esempio di schierare Ndombele che appare ancora sovrappeso e lontano dalla migliore condizione fisica è stato un errore che poteva diventare diabolico. Così come rinunciare dal primo minuto sia a Zielinski che a Lobotka ci è sembrato un azzardo da parte del tecnico di Certaldo.

Meno male che ad un minuto dalla fine Raspadori, fino a quel momento autore di una prova non eccezionale, ha tirato fuori dal cilindro il jolly da tre punti che ha coperto molte magagne del Napoli messo in campo da Spalletti oggi.

Si apre ora una settimana importante, prima i Rangers e poi il Milan prima della sosta per le nazionali. Un bivio di gare che ci dirà molto sulle potenzialità del Napoli in questa stagione.

 


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