Allegri-Hamsik, le strade potevano incontrarsi per ben due volte

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Il Corriere dello Sport fa il nome e il cognome in codice: mister X. Per restare nella privacy, per tutelare le proprie idee, per non avventurarsi in quei sentieri «scabrosi» del mercato: però ci fu un’estate, ed ormai è soltanto un ricordo, in cui si restò aggrappati a quel segreto (pubblico) che aiutò a trascorrere il tempo, ad ingannarlo con l’ironia di cui Massimiliano Allegri sa sempre fare sfoggio. «Vi possono dare un indizio: il numero delle scarpe». C’è stato un Hamsik alla «diavola» e anche uno alla «giovin signore», c’è stata un’epoca – ed in realtà sono state due – in cui Hamsik andava veramente al Max nella lista privilegiata di un allenatore nato per vincere, che con quel centrocampista-incursore-mezzala si sarebbe inventato uno schema sempre diverso. Il talento non ha età e quando Allegri arriva alla Juventus e vince il suo primo scudetto in bianconero, ci riprova con le stesse modalità: nell’elenco dei top players infila (ancora) il vanto dell’Est, un prototipo di calciatore dal quale è intrigato e stavolta la manovra di avvicinamento resta avvolta nelle tenebre sino a quando non viene rivelata direttamente da Aurelio De Laurentiis («ho ricevuto almeno dieci telefonate da Marotta») e confermata dal direttore generale della Juventus. Ma è un’impresa vana, titanica, perfettamente impossibile, praticamente irrealizzabile: casa-Napoli è casa-Hamsik.


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