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Perché il nemico da abbattere per il decennale sistema sono solo i 5stelle ? Il terrore del reato ostativo

Perché quasi tutti i media, tg, giornali, ogni giorno si lanciano in avvampati strali contro i 5stelle, come se questi fossero il male dell’Italia ?

Per chi si segue più tg, cerca anche di leggere dei giornali e ascolta qualche dibattito politico in cui a giro intervengono i blasonati della trasversale politica italiana, esperti, luminari, professori e pensatori vari, appare lampante che quasi tutti mettono in guardia dal movimento 5stelle come se quest’ultimo fosse la sciagura di questa Nazione, persino il suo Reddito di cittadinanza con cui vuole aiutare le categorie meno abbiente o in difficoltà, è diventata una disgrazia nazionale.

Le motivazioni di tanta avversità tuttavia si riducono ad accademiche parole come “populismo”, “sovranisti” e similari. E tra gli ospiti dei vari talk show tali termini sono di tutta evidenza come standardizzati. Sicché anche tra la gente comune tali vocaboli sono divenuti meri motivi di scontro dialettico senza il più delle volte neanche chiedersi da dove originano e se non sono semplicemente stati manierati per spicciola propaganda.

Insomma, le medesime figure di sempre appartenenti o allineate alle stesse estrazioni che negli anni hanno causato il gravoso debito pubblico italiano, la generale condizione di sottosviluppo del Meridione, la diffusione di clientelismo, voto di scambio, nepotismo, familismo, sparsa corruzione pubblico-politica, mercimonio professionale, delinquenza e criminalità organizzate anche d’importazione, disoccupazione, assenza di manutenzione, mega remunerazioni e pensioni nella politica e nelle istituzioni a fronte di innumerevoli da fame, ecc. sono allarmate dalla presenza al Governo nazionale di questo movimento 5stelle, ufficialmente dei danni economici che starebbe provocando e che causerà se continua a rimanerci.

Come dire che il diavolo si allarma del male che altri potrebbero causare all’anima delle persone.

E non passa giorno ormai in cui dai nostri media, vari conduttori/ttrici, giornalisti, intellettuali, scrittori, ecc.  non si augurino che i 5stelle si dimettano dall’attuale Governo che il Presidente della Repubblica ne nomini uno nuovo, possibilmente di tecnici vicini alle precedenti nomenclature di centrodestra e di centrosinistra affinché ripristinino “l’ordine delle cose” per poi ritornare a nuove elezioni e reintegrare il tranquillizzante sistema governativo e maggioritario degli anni passati.

Ma cosa renderebbe così pericolosa la presenza al Governo dei 5stelle per gli appartenenti, allineati e simpatizzanti del centrodestra e centrosinistra ?

Frequentando alcuni incontri dei 5stelle ho cercato di capire quale fosse un eventuale loro problema che le controparti politiche dicono esserci seppure non in modo chiaro salvo i sofismi di cui sopra.

Essendo soggettivamente per la scienza moderna quando chiaramente quest’ultima è al servizio dell’umanità, ho trovato nei 5stelle alcune posizioni minoritarie per me incomprensibili, ma queste frange ci sono risaputamente in ogni estrazione politica e sociale e tanto più ideologica. Parecchi esagitati di sinistra e di destra vedono in modo anacronistico la scienza moderna come una nemica, salvo quando, ad esempio, stando male si lamentano che il pronto soccorso oppure l’ospedale non è attrezzato con gli ultimi ritrovamenti tecnologici o medici oppure ha specializzati sufficienti per la mente e il corpo. Quindi non mi pare possa essere questo il motivo dell’assillante avversione verso i 5stelle.

Ho notato che i 5stelle tendono a bandire nelle loro liste chiunque abbia avuto problemi con la Giustizia. Una prassi questa che notoriamente non c’è in genere nei partiti italiani. Invece questa regola appare come una garanzia per gli elettori. Di certo non ritengo ciò sia un motivo sostenibile per additare i 5stelle per questo loro principio, salvo non essere interiormente dei criminali.

Ho visto che si riuniscono spesso, quasi settimanalmente nelle loro varie circoscrizioni elettorali, per informare attraverso i rispettivi portavoce dei lavori e iniziative legislative e programmi che stanno portando avanti. Un metodo inconsueto in questa stantia Italia ove tra l’ufficioso e l’ufficiale su ciò che avviene realmente nella politica e nelle Istituzioni, c’è di mezzo il mare. Ma caso mai anche questo criterio di trasparenza dei 5stelle è un’ulteriore certezza di chiarezza per i cittadini. Non può essere neanche questo il motivo di certo lampante astio politico.

Ho partecipato alla presentazione di alcuni candidati/e alle prossime elezioni europee di maggio. Ho sentito parole favorevoli all’Europa, purché questa sia più umana, più vicino e comprensibile per i cittadini. Essendo personalmente un europeista, per il principio palese che l’unione, la socialità aiutano una comunità soprattutto in momenti difficili e tanto più in un mondo globalizzato, non credo possa essere la visione umana dell’Europa a scatenare nei confronti dei 5stelle cotanti strali.

E si potrebbe continuare senza trovare un’oggettiva e ragionevole motivazione. Ma allora qual è questo oscuro presagio che accompagnerebbe i 5stelle provocando così tanta afflizione nei nostri partiti ?

La recente condanna e reclusione dell’ex presidente della Regione Lombardia, Formigoni, condannato in via definitiva a 5 anni e 10 mesi, è il primo effetto clamoroso di un decreto voluto dai Cinquestelle e che potrebbe fornire una interpretazione realistica del perché c’è questo somigliante, come dire, quasi panico, nei partiti tradizionali e rispettivi vari seguiti.

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 13 del 16 gennaio 2019 la Legge anticorruzione intitolata “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici”. Più comunemente nota come la norma “spazzacorrotti”. Sono aumentate le pene accessorie in caso di condanna per reati contro la Pa, quali: l’incapacità di contrattare con la Pubblica amministrazione e l’interdizione dai pubblici uffici che divengono perpetue in caso di condanna superiore a 2 anni di reclusione (cosiddetto “Daspo per i corrotti”); la riabilitazione non produce effetti sulle pene accessorie perpetue: decorsi almeno 7 anni dalla riabilitazione, è prevista l’estinzione della pena accessoria perpetua quando il condannato abbia dato “prove effettive e costanti di buona condotta”; l’incapacità di contrattare con la Pa è introdotta anche come misura interdittiva, che si applica all’imputato prima della condanna. Inoltre sono cresciute le pene per i reati di corruzione per l’esercizio della funzione ex art. 318 c.p. (la fascia edittale passa da 1-6 anni a 3-8 anni) e di appropriazione indebita ex art. 646 c.p. (dalla reclusione fino a 3 anni e multa fino a euro 1032 si passa alla reclusione da 2 a 5 anni e alla multa da 1.000 a 3.000 euro). Il millantato credito (art. 346 c.p.) è abrogato come fattispecie autonoma di reato, e la relativa condotta è ora inserita all’interno del delitto di traffico di influenze illecite (art. 346-bis). È prevista una causa di non punibilità per chi collabora con la giustizia, purché vi sia confessione spontanea da parte dell’interessato prima di aver notizia delle indagini a proprio carico e comunque entro 4 mesi dalla commissione del reato. I reati di corruzione tra privati (art. 2635 c.c.) e istigazione alla corruzione tra privati (art. 2635-bis) diventano perseguibili d’ufficio. Aumenta la durata delle sanzioni interdittive a carico di società ed enti responsabili ex d.lgs. 231/2001 per reati contro la Pa. Con una modifica degli artt. 9 e 10 del codice penale, si prevede la possibilità di perseguire i cittadini italiani o stranieri che commettono alcuni reati contro la Pa all’estero, senza necessità di richiesta del Ministro della Giustizia e in assenza di denuncia di parte. Sono introdotte misure per potenziare il contrasto alla corruzione anche sul fronte delle indagini penali, quali: si estende la disciplina delle operazioni di polizia sotto copertura al contrasto di alcuni reati contro la Pa (c.d. agente sotto copertura); nei procedimenti per reati contro la Pa è sempre consentito l’utilizzo delle intercettazioni, anche mediante dispositivi elettronici portatili (cd. Trojan). Sono infine previste modifiche all’ordinamento penitenziario, sicché i condannati per alcuni reati contro la Pa non potranno accedere ai benefici carcerari e alle misure alternative alla detenzione.

Uno dei primi è più noti esempi dell’efficacia di tale norma si è appunto avuto con la conclusione in terzo grado del giudizio a carico dell’ex presidente della Regione Lombardia che se non fosse stato per il succitato “decreto spazzacorrotti” voluto fortemente dai 5stelle e in particolare dal Ministro della Giustizia Bonafede ad essi politicamente appartenente, il presidente Formiconi non avrebbe fatto un giorno di carcere, mentre in questa norma non ci sono previste pene alternative, niente arresti domiciliari, niente affidamento ai servizi sociali a chi è condannato, con una pena sopra i 2 anni, per reati che hanno a che fare con la corruzione. Come invece avveniva con le precedenti nomenclature.

Poiché questa legge ha inserito la corruzione tra i reati “ostativi” (come quelli di mafia, quelli associativi, gli omicidi, i reati sessuali gravi ecc.): “ostativi” a ottenere pene alternative. È prevedibile quindi che nel caso di caduta dei 5stelle si ritornerà alle precedenti ipocrite norme sulla corruzione. Ostativo nel linguaggio giuridico significa che costituisce motivo di impedimento a determinati effetti. Di tale aggettivo ci siamo occupati in un altro articolo “La Commissione Giustizia del Senato conferma l’ergastolo ostativo” eloquente anch’esso del perché il decennale (notorio) sistema pubblico-politico vuole eliminare i 5stelle dal Governo.

Questa norma tra l’altro prevede che la decorrenza della prescrizione scatterà dalla sentenza di primo grado o del decreto di condanna. Un’innovazione che però entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020. E nel decreto “Spazzacorrotti” (abominevole per l’annoso sistema) c’è anche una riforma dei finanziamenti ai partiti. I movimenti politici, nonché le liste e candidati sindaci che partecipano alle elezioni nei Comuni con più di 15.000 abitanti dovranno ora annotare in un registro entro il mese successivo, per ogni contributo ricevuto, l’identità dell’erogante, l’entità del contributo o il valore della prestazione e la data dell’erogazione. Questi dati dovranno essere rendicontati e pubblicati sul sito del partito.

Il conclamato sistema vede quindi la possibilità che si sbricioli “la grande manciugghia” degli ultimi cinquant’anni con la quale si è tenuto insieme un degenerato arcipelago politico-istituzionale-burocratico-professionale-associativo, con rispettive pletore di codazzi foraggiati, tutti uniti forzosamente, grazie a leggi deviate propugnate da Governi e Maggioranze parlamentari interiormente corrotte, sicché mentre si fingeva la lotta alle mafie e alla corruzione, per un altro verso s’ingozzavano e spartivano l’estorsione fiscale e il debito pubblico sulla pelle dei concittadini produttivi, lavoratori, privati e operosi, nonché sulle generazioni nascenti e future.

Tuttavia una domanda immediata sorge in una persona di trincea: noi comuni cittadini (e specialmente noi siciliani) potremmo vivere senza la culturale corruzione, cortigianeria, clientelismo, voto di scambio e mercimonio, che hanno scandito da decenni la trasversale vita pubblico-politica-sociale italiana, affetti come di tutta evidenza sembriamo dalla Sindrome di Stoccolma ? Staremo a vedere.

L’immagine di copertina è tratta da un vecchio film italiano: “Per pochi dollari ancora”. Assonante.

Adduso Sebastiano

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