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La Lega lancia dalla Sicilia la sua campagna elettorale con il suo leader Salvini in tour

Bagni di folla e contestazioni hanno caratterizzato il tour siciliano del leader della Lega. Un momento di vita politica ed economica incognito per l’Italia.

Seduta del Parlamento prima possibile per dichiarare istituzionalmente la crisi e voto immediatamente dopo. Matteo Salvini lo ripete senza sosta mentre prosegue il suo tour in Sicilia e taglia corto “Prima si vota e meglio è”.

Matteo Salvini adesso si appella a Sergio Mattarella. Lo evoca sperando in lui. “Ho totale fiducia e rispetto del presidente Mattarella, che mi sembra abbia ben chiaro il bene dell’Italia. Ha in mano la situazione”, dice Matteo Salvini in costume dall’assolata Sicilia.

“Ci affidiamo alle decisioni del Presidente della Repubblica”, scrive su Facebook anche Luigi Di Maio.

Mattarella, l’evocato capo dello Stato, passeggia a La Maddalena per andare a messa. E riflette. Pensa di certo anche sullo scontro senza limiti fra i due ex vicepremier.

Salvini a Catania ha trovato partiti e associazioni a Piazza Duomo quando è uscito dal municipio di Catania, dove aveva incontrato la Giunta. Oltre un centinaio di persone ha iniziato a gridare slogan e poi hanno cantato «Bella ciao». Poco prima hanno gridato “Siano tutti antifascisti”, “Catania non si Lega” e altro. Oltre alla grida, sono stati lanciati oggetti e bottiglie di plastica contro l’auto del vicepremier. Immediato l’intervento dei poliziotti in tenuta antisommossa.

Dal palco il leader della Lega ha risposto ai quesiti della giornata: le alleanze? “Sicuramente mai nella vita con il Pd”. Gli alleati? “Li vedrò già la prossima settimana”. Nei prossimi giorni vedrà Forza Italia e Fratelli d’Italia. La riunione dovrebbe tenersi martedì e servirà per fare il punto sulle prossime elezioni regionali, ma il leader della Lega ammette che al vertice si parlerà “anche di altro” che con ogni probabilità, saranno le richieste di chiarezza su un accordo pre-elettorale giunte dalle altre anime del centrodestra.

Diverso il clima nelle spiagge assolate di Taormina. Lo ha atteso un bagno di folla al Lido Caparena. Selfie e applausi per il ministro dell’Interno che ai giornalisti ha ribadito che “l’Italia verrà salvata da 60 milioni di abitanti che voteranno, a meno che qualcuno non pensi che sia popolata da barbari, in democrazia la parola spetta al popolo”.

“Macchè dittatore, chiedo le elezioni…” ha detto Salvini rispondendo a una domanda sui “pieni poteri” che ha chiesto nei giorni scorsi agli italiani “I dittatori non vogliono le elezioni, io voglio le elezioni. Poi c’è una Costituzione che regola i poteri, io voglio un Governo stabile per cinque anni, non un esecutivo che litiga. Sono quelli che non vogliono le elezioni a non amare la democrazia. Più che chiedere le elezioni, più che dare la parola al popolo, più democratico di così cosa puoi volere dalla vita…”.

“Un governo Renzi-Grillo-Boschi-Fico? – rispondendo Salvini alle domande dei giornalisti – Ma dai, siamo seri, ogni giorno che si perde è un danno per l’Italia. Prima si fissa la data delle elezioni più si fa il bene dell’Italia. Prima il popolo decide, prima c’è il nuovo Parlamento, prima si fa la manovra economica e prima l’Italia riparte. Chi perde tempo tifa per l’aumento delle tasse e per il caos. Chi perde tempo è perché vuole conservare la poltrona, da Renzi me lo aspettavo, da Grillo un po’ meno…”.

Salvini ha commenta anche il comportamento di Nicola Zingaretti definendolo “coerente”. “Tutto il Pd ha insultato per un anno Di Maio, Conte, Fico, è coerente dire che dopo questo governo c’è il voto. Se comanda sempre Renzi nel Pd? L’intervista – continua – oggi l’ha fatta lui, però c’è un segretario di partito che conto rispetti la democrazia”.

Di tutta evidenza Salvini vuole andare al voto e pertanto è favorevole in atto verso chi vuole fare altrettanto e contrario al resto.

Anche nell’ultima tappa a Siracusa del tour in Sicilia, Salvini è stato accolto da gruppi con fischi, slogan e urla “fuori da Siracusa”. Prima del comizio la Polizia è intervenuta per allontanare dal palco i manifestanti, in gran parte giovanissimi. Dai manifestanti erano anche stati esposti dei cartelli: “Salvini fascista, historia docet” e “olocausto mediterraneo”. Durante il comizio, iniziato con circa un’ora di ritardo, in un’atmosfera di caos tra urla in favore e urla contro il ministro, Salvini ha ironizzato, definendo i contestatori “nostalgici della falce e martello”.

“Siete liberi di ospitare cento migranti a testa a casa vostra”. “Se dipendesse da me reintrodurrei un bel po’ di servizio militare, rispetto e disciplina. Altrimenti qua l’ultimo arrivato vuole solo diritti” ha detto Salvini rivolgendosi ai manifestati. Alle urla “scemo scemo”, Salvini ha risposto dal palco: “Scemo scemo lo dicevo alle elementari”.

Alcuni sostenitori della Lega lo hanno invece incitato gridando “Matteo, Matteo”. Il leghista ha dovuto alzare la voce in più occasioni per sovrastare le grida dei contestatori. In tema migranti ha sottolineato: “Sono contento che grazie alla politica dei porti chiusi abbiamo più che dimezzato i morti in mare”.

Salvini ha poi concluso il comizio mostrando un rosario ai sostenitori in piazza e baciando un santino che gli è stato passato dal pubblico. Alle telecamere Salvini prima del comizio aveva detto “Si parla di dittatura ma io chiedo le elezioni. Non rispondo agli insulti, stiamo già lavorando alla prossima manovra economica. Ma durante il suo discorso ha detto rivolgendosi in modo ironico ai contestatori che a decine per tutto il discorso lo avevano coperto di insulti “Se fate i bravi li faccio anche con voi”.

Poi ha continuato il suo attacco a Di Maio e Grillo “Capisco Renzi che vuole salvare la poltrona, è umano ma capisco meno Di Maio e Grillo che fino a ieri parlavano di rivoluzione mentre adesso è diverso. A me interessa che si faccia in fretta, poi se qualcuno va in Parlamento e trova il Pd, il M5S, profughi e transfughi che fanno un governo lo spiegheranno agli italiani”.

Se questo è solo l’assaggio, si deve prevedere una campagna elettorale infuocata. Ma intanto si è aperta una crisi politica in un momento economicamente instabile a livello globale, mentre c’è una commissione europea a cui indicare i propri candidati, con una guerra alle porte (in Libia) e altre potenziali in oriente, con impegni di investimenti di cui si dovevano trovare i fondi specialmente per il Sud e che rischiano di essere ancora rinviati.

Non solo, da quando la BCE ha ripreso il Quantitàtive Easing (poiché anche la Germania annaspa economicamente), i rendimenti, ovverosia gli interessi sui titoli di Stato, sono persino in negativo, praticamente scesi sotto zero, tranne in Italia ove sono in salita e oltre il 2%.

L’opinione.

Ma come si è arrivati a questo stadio di crisi politica ? Non è mai così scontato riuscire a comprendere nelle dinamiche umane come si giunge in certe situazioni, tanto più quando i cambiamenti investono la collettività. Di solito si individua un pregresso, ma spesso è un dettaglio che si ricorda o si ha interesse a rammentare. In genere tutto comincia sempre molto prima e senza per molti neanche accorgersene. Tuttavia osservando con un approccio socio-psicologico-umano, seppure da profani, il consenso popolare che improvvisamente, quasi inaspettatamente, ha favorito la Lega di Salvini negli ultimi tempi, si ritiene, che dopo alcuni decenni (o quanto meno da Monti in poi) di ostentata costituzionale oppressione politica-giuridica-burocratica-fiscale, ecc. nonché generalizzata corruzione e criminalità, molta popolazione elettrice, ormai frustrata e avvilita, ha finito con lo sviluppare la speranza, o se si preferisce l’illusione, del “salvatore” (come d’altronde è sempre più o meno avvenuto nella Storia umana). Coincidenza vuole e/o forse anche sciagura (staremo a vedere) che ora circa il 35% di popolazione lo ha politicamente identificato in Salvini. I motivi saranno vari. Ma uno è certamente dovuto ai media nazionali (notoriamente allineati al vecchio trasversale sistema destra-sinistra) che hanno talmente aggredito e vituperato nell’ultimo anno i 5stelle, da gonfiare di contro l’alleato di Governo ovverosia Salvini. Ora, forse potrebbe essere tardi per tutti. Ma se i nostri (pagati anche per questo) Parlamentari sono ancora capaci, scendano tutti in mezzo alla gente  (che se la sono come scordata) e non solo tra i propri sostenitori, attivisti o iscritti, per ascoltare e dare risposte (per carità non per fare i soliti monologhi). Altrimenti continuino a celebrare la retorica messa pedagogica all’italiana ai concittadini e così Salvini arriverà da solo al 40% prendendo anche il premio di maggioranza.

Adduso Sebastiano

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Sebastiano Adduso

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