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Star Wars, in arrivo una nuova trilogia ma non continuerà la saga degli Skywalker

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(Adnkronos) – Una nuova trilogia di 'Star Wars' è in arrivo.Lo sceneggiatore e produttore statunitense Simon Kinberg ha firmato un ampio accordo per scrivere e mettersi alla guida della nuova era di 'Guerre Stellari'.   I tre nuovi film avranno una storia tutta nuova che non proseguirà la saga degli Skywalker, la famiglia protagonista dei sei episodi ideati da George Lucas e degli ultimi tre (il 7, l'8 e il 9) realizzati dalla Disney dopo l'acquisizione della Lucasfilm.

Secondo le fonti di 'The Hollywood Reporter', l'intento è quello di sviluppare nuovi personaggi e una nuova trama, ma non si esclude che alcuni personaggi già noti non possano in qualche modo apparire anche nei nuovi film.Kathleen Kennedy, capo della Lucasfilm, produrrà la nuova trilogia insieme a Kinberg. Cinquantuno anni, nato a Londra ma cresciuto negli Stati Uniti, Simon Kinberg ha già dato un importante contributo a 'Star Wars'. È stato lui a co-creare la serie animata 'Star Wars: Rebels' con Dave Filoni e Carrie Beck, nominata agli Emmy e durata quattro stagioni, dal 2014 al 2018.

Inoltre ha collaborato al rilancio di Star Wars dopo l'acquisizione di Lucasfilm da parte di Disney, svolgendo il ruolo di consulente per il film 'Il risveglio della forza' del 2015. 
Simon Kinberg è poi una presenza consolidata nel genere fantascientifico.Innanzitutto sta contribuendo per la Paramount allo sviluppo del franchise cinematografico rivale 'Star Trek', un accordo in cui è entrato la scorsa primavera, e poi sta per entrare in produzione per la trasposizione di Edgar Wright del racconto "L'uomo in fuga" di Stephen King. "Le fonti dicono che manterrà questi compiti, tenendo una mano sulla spada laser e l'altra sul phaser", commenta ironicamente 'The Hollywood Reporter'.  In passato poi ha lavorato ai film della Fox sugli 'X-Men' con diversi ruoli creativi e in qualità di produttore di 'Logan' e dei primi due film di 'Deadpool'.

E ha già lavorato anche a 'Star Wars'.  
Questo segna tutto un nuovo corso per la Lucasfilm che negli ultimi anni aveva già cercato di tracciare una strada per il futuro, ma senza successo.La presidente Kathleen Kennedy aveva ingaggiato il regista Rian Johnson (già autore di 'Gli ultimi jedi') per sviluppare una trilogia e i creatori di 'Game of Thrones – Il trono di spade' David Benioff e D.B.

Weiss.Nessuno di questi progetti è stato portato a termine e la società ha dovuto affrontare occasionali critiche nel corso degli anni.

Ora è tutto nelle mani si Simon Kinberg. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Raimo sospeso da insegnamento: “Traumatizzato, mai detto lurido a Valditara”

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(Adnkronos) – "Sono traumatizzato".Reagisce così Christian Raimo dopo la notizia della sospensione di tre mesi dall’insegnamento con lo stipendio dimezzato per le dure critiche espresse in tv contro il ministro dell’Istruzione, Valditara. “E’ un provvedimento sproporzionato” dice intervistato a The Breakfast Club su Radio Capital.  “Sto ancora cercando un senso a questa sospensione ma non è facile”. È pentito per aver dato del lurido al ministro? “Io non ho mai detto lurido a Valditara, ho detto che tutto ciò che dice Valditara è lurido ma non lui.

E questo è decisivo per capire il senso delle mie dichiarazioni. È stata una sintesi giornalistica sbagliata”. “Detto questo”, aggiunge Raimo, “vorrei capire la ragione per cui se un docente esprime una critica al governo al di fuori della scuola, può essere sospeso dall’insegnamento con stipendio dimezzato per tre mesi”.Farà ricorso? “Non lo so ancora.

Ora devo pensare a come vivere con 600 euro al mese per i prossimi tre mesi”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carenza personale e attese sulle barelle, il report sui problemi del pronto soccorso

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(Adnkronos) – Quali sono i principali problemi del pronto soccorso? "Carenza di personale" (29%), "il boarding" – ovvero le attese dei pazienti, spesso sulle barelle, per avere un posto letto – (26%), "accessi impropri" (26%) e "aggressioni" (19%)".E' la fotografia dei 'mali' del pronto soccorso scattata dalla rilevazione della Simeu, la Società italiana di Medicina emergenza-urgenza, presenta a Roma dove si sta svolgendo l'Accademia dei direttori Simeu, appuntamento in cui si affrontano i problemi più cogenti dei pronto soccorso.

I risultati della rilevazione condotta dalla società scientifica nei giorni 3, 4 e 5 novembre 2024 hanno lo scopo di descrivere – attraverso dati concreti – la situazione attuale inquadrata nel generale contesto del Servizio sanitario nazionale.Hanno risposto 80 centri rappresentativi di un numero di accessi di pronto soccorso nell’intero 2023 pari a 3.957.321, ovvero il 22% dei totali secondo i dati di confronto da Agenas.  "I temi maggiormente dibattuti, come gli accessi 'impropri' o le aggressioni, sono considerati dai professionisti di minor importanza rispetto alla necessità di rinforzare gli organici con lo scopo di garantire una migliore qualità di cura ed assistenza e di diminuire il carico di lavoro sui singoli operatori e, di conseguenza, anche lo stress psicofisico dei professionisti – spiega Beniamino Susi, vice presidente Simeu.

La rilevazione della Simeu ha anche indagato i motivi di disaffezione dei medici: 1) Stress lavoro-correlato, (29%); 2) Insufficienza valorizzazione economica, (26%); 3) Qualità della vita, (23%); 4) Rischio medico-legale, (22%).Secondo Antonio Voza, segretario nazionale Simeu: “Lo stress correlato ad un’attività intensa è anche l’elemento più critico in assoluto che definisce la disaffezione dei medici al lavoro in pronto soccorso prima ancora che la valorizzazione economica”. Per quanto riguarda il boarding, i direttori dei Dea, dipartimenti di emergenza-urgenza, hanno dichiarato che nel 2024 rispetto al passato: "Il 10% delle strutture non costituisce un problema; nel 54% si registra un incremento; nel 30% l’incremento avviene, nonostante siano stati presi provvedimenti organizzativi; nel 36% il boarding è diminuito, grazie a specifici provvedimenti organizzativi; nel 24% non è stato preso alcun provvedimento". "Il dato confortante è che il 36% dei centri registra una diminuzione, il che dimostra che esistono margini di miglioramento che devono essere maggiormente esplorati.

Nonostante il problema continui ad essere in sostanziale crescita nella maggioranza dei casi questo valore, associato all’incremento degli accessi, delinea un futuro di maggior impegno per le strutture dell’Emergenza urgenza", afferma Andrea Fabbri, ufficio di presidenza Simeu. Sempre dalla rilevazione i direttori dei pronto soccorso chiedono: "1) Maggior attività di filtro da parte della Medicina generale, (28%); 2) Attivazione di ambulatori ad accesso diretto, (25%); 3) Più efficace e precoce presa in carico di pazienti dimissibili, (24%): 4) Diminuzione dei tempi d’attesa per esami diagnostici, (23%)". "Si evidenzia come le liste d’attesa, argomento centrale degli ultimi anni, siano considerate meno impattanti rispetto ad altri elementi quali la possibile azione di filtro della Medicina generale o la presa in carico precoce di pazienti in uscita dall’ospedale" avverte Fabio De Iaco, Presidente Simeu. Tra le necessità più importanti "anche la possibilità di indirizzare altrove, sin dal triage, pazienti a minor priorità e la gestione separata dei codici minori affidata ad altre figure professionali", ribadisce la Simeu.Nel dettaglio, i direttori di pronto soccorso ritengono urgenti: "1) Rinforzo degli organici, (28%); 2) Diminuzione del boarding, (26%); 3) Possibilità di indirizzare altrove i pazienti a minor priorità, (24%); 4) Gestione separata dei codici minori, (22%)".

Per quanto riguarda la tipologia di paziente si è rilevato che "il maggior impegno gestionale – inteso come peso organizzativo, necessità di risorse, tempi di permanenza, carico assistenziale – è rappresentato da: 1) Pazienti cronici multi patologici, (27%); 2) Pazienti a prevalente componente assistenziale, (26%); 3) Pazienti a patologia prevalente oncologica, (25%); 4) Pazienti a patologia prevalente psichiatrica, (22%)".  In conclusione per la Simeu, "emerge con grande evidenza che i pronto Soccorso italiani stanno funzionando da tampone dell’intero sistema, reggendo il peso di condizioni di cronicità e socio-assistenzialità che non avrebbero alcun motivo di essere gestiti dalla Medicina d’emergenza urgenza se non per l’insufficienza delle strutture che dovrebbero essere deputate a tali scopi".  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Reggio Emilia, incidente mortale a Montecavolo: morto un 86enne

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(Adnkronos) –
Un anziano di 86 anni ha perso il controllo dell’auto e ha centrato un pilone in cemento armato, perdendo la vita nella serata di ieri a Montecavolo, nel comune di Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia.La vittima è il signor Gianfranco Morini, pensionato, molto conosciuto nella frazione e nei paesi vicini per l’attivismo che lo ha sempre caratterizzato, facendolo apprezzare dai tanti amici e conoscenti. Stava guidando nel centro della frazione in mezzo a una fitta nebbia, attorno alle ore 18.30.

Era al volante della sua Opel e stava percorrendo via Papa Giovanni, tra la chiesa e le reti del campo sportivo.La tragedia si è consumata all’incrocio con via Mascagni: all’altezza della strettoia Gianfranco Morini ha tirato dritto, centrando in pieno il manufatto e rimanendo accasciato nell’abitacolo.

Poco dopo un passante ha lanciato l’allarme, chiamando il 118 e segnalando la presenza di un ferito.Sul posto sono arrivati i carabinieri e una squadra dei vigili del fuoco da Reggio Emilia, credendo di dover estrarre il conducente dall’abitacolo.

Cosa che però avevano già provveduto a fare alcun residenti, che si sono subito resi conto delle condizioni estremamente critiche dell'anziano.Poco dopo, mentre i carabinieri eseguivano i dovuti rilievi per chiarire la dinamica dell'incidente, il personale sanitario ha confermato come non ci fosse nulla da fare.

A stretto giro sono sopraggiunti i familiari della vittima, addolorati e increduli, tra cui il figlio. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, al via l’era digitale dei rifiuti: sfide e opportunità

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(Adnkronos) –
Rentri al via.Sfide e opportunità del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti sono state al centro di una tavola rotonda a Ecomondo 2024 dal titolo ‘Rentri: dove eravamo rimasti?’, a cura di Ricicla.tv. “Il Rentri è una sigla, un acronimo che sta per Registro Elettronico Nazionale di Tracciabilità dei Rifiuti.

Quindi, la parola chiave è 'elettronico', perché il registro è una fattispecie già utilizzata nella tracciabilità dei rifiuti regolarmente, solo che avviene in larga parte in formato cartaceo.Ora, così come è accaduto per la fatturazione elettronica, qualche anno fa, e che sta funzionando bene, accadrà lo stesso nel mondo dei rifiuti, cioè si passa al digitale”, spiega Antonino Rapisardi, direttore commerciale Omnisyst, azienda con trent'anni di esperienza nella gestione circolare dei residui industriali, partecipata dal Green Transition Fund di Algebris.  Si parte a breve: l'avvio è previsto per il 13 febbraio. “C’è una finestra che si apre il 15 dicembre e termina il 13 febbraio, che darà la possibilità alle aziende di iscriversi e di cominciare a far girare il sistema.

Dal 13 febbraio ci auguriamo tutti di essere in questa nuova era molto importante, un'era digitale per la tracciabilità e la gestione dei rifiuti”.   Omnisyst ha chiarito il proprio approccio proattivo in vista dell’avvio del sistema. “In questo periodo di transizione, il nostro impegno è supportare i clienti con una strategia basata su preparazione ed esperienza, automazione e supporto costante”, spiega Rapisardi.L’azienda ha già aggiornato la propria piattaforma, predisposto l’interoperabilità col Rentri, facendosi carico di tutta la complessità burocratico-amministrativa (es.

iscrizione al portale del ministero in video call con tecnici Omnisyst, Fir e registro di carico e scarico precompilati, ecc…). “Gestiamo circa 130mila tonnellate di rifiuti all'anno e serviamo oltre 700 aziende in tutta Italia e in tutti i settori.Questo ci permette di affrontare rapidamente i cambiamenti e di far sì che i nostri clienti non risentano dell’aumento della complessità”, rimarca il direttore commerciale.  Uno dei punti chiave emersi durante la tavola rotonda, dove sono intervenuti anche rappresentanti dal ministero dell'Ambiente, da Herambiente, A2A, Cna, Conftrasporto, Assintel e dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, riguarda i 'nodi da sciogliere'. “Molte delle funzionalità e casistiche pratiche non sono state ancora testate e convalidate”, osserva Rapisardi. “Un’altra criticità riguarda l’incremento dei dati richiesti per la compilazione dei formulari e dei registri elettronici.

Dalla nostra esperienza, abbiamo rilevato che, mediamente, le aziende che gestiscono autonomamente i propri rifiuti, presentano un'incidenza di non conformità per oltre il 10% dei documenti prodotti.Con l’arrivo del Rentri, questi errori potrebbero aumentare proprio a causa della maggiore complessità”, aggiunge.  Dal punto di vista normativo e tecnico, una delle criticità maggiori evidenziate da Omnisyst durante la tavola rotonda riguarda l’opportunità persa di una vera digitalizzazione completa: Rentri è un’aggiunta rispetto al registro di carico e scarico, con molte informazioni che sono sostanzialmente raddoppiate, questo significa che un soggetto deve adempiere al registro di carico scarico e adempiere anche al Rentri.

Secondo Rapisardi, “l'implementazione di un unico sistema centralizzato avrebbe semplificato le procedure”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump nomina Susie Wiles Chief of Staff, prima donna a ricoprire incarico

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(Adnkronos) – Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha nominato Susie Wiles sua Chief of Staff alla Casa Bianca.Co-presidente della campagna di Trump e considerata la vera regista della sua vittoria, Wiles sarà la prima donna a ricoprire il ruolo di capo di gabinetto della Casa Bianca, ovvero il più importante membro dell'ufficio esecutivo del presidente americano. ''Susie Wiles mi ha aiutato a ottenere una delle più grandi vittorie politiche nella storia americana ed è stata parte integrante delle mie campagne elettorali sia nel 2016, sia nel 2020'', ha scritto Trump in una nota. ''Susie è tenace, innovativa, intelligente, rispettata e ammirata da tutti'', ha proseguito Trump, sottolineando che ''Susie continuerà a lavorare senza sosta per 'Make America Great Again'''.

Insomma, ha detto Trump, "non ho dubbi che renderà orgoglioso il nostro Paese". Trump si aggiudica intanto anche il Navada, conquistando uno Stato che aveva perso sia nel 2016, sia nel 2020.Lo riferiscono la Nbc News e la Cbs.

Trump portando il suo collegio elettorale a 301 voti, contro i 226 di Kamala Harris.E' la prima volta che un candidato repubblicano vince in Nevada dal 2004. Decine di migliaia di persone sono intanto attese a Washington il 18 gennaio, due giorni prima dell'Inauguration Day, la cerimonia di insediamento del nuovo presidente americano, per protestare contro Trump e le priorità politiche che, hanno riferito gli organizzatori, comprometteranno i diritti delle donne, degli immigrati, della comunità Lgbtq+ e delle minoranze razziali e religiose.

Lo scrive il Washington Post spiegando che la manifestazione, chiamata "People's March on Washington", è stata indetta da organizzazioni per i diritti civili, per la giustizia razziale e la salute riproduttiva, tra cui la Women's March e Abortion Access Now, Planned Parenthood e il National Women's Law Center. Gli organizzatori stimano che a scendere in piazza saranno circa 50mila persone.Secondo il Washington Post gli attivisti di sinistra stanno cercando di convertire i manifestanti occasionali in un'opposizione più organizzata all'Amministrazione Trump. I dettagli esatti della marcia del 18 gennaio sono ancora in fase di pianificazione, ma gli organizzatori hanno affermato al Washington Post che le persone sono motivate a partecipare da una serie di questioni, tra cui i diritti all'aborto, il cambiamento climatico, la parità di retribuzione e il congedo parentale retribuito garantito a livello federale, salari equi, prevenzione della violenza armata, un piano che accoglie gli immigrati negli Stati Uniti e fornisce un percorso verso la cittadinanza. "Stiamo organizzando una marcia per continuare a lottare per la nostra libertà, le nostre famiglie, il nostro futuro e anche per assicurarci che sia chiaro di fronte al crescente autoritarismo che non ci arrenderemo preventivamente", ha affermato Rachel O’Leary Carmona, direttrice esecutiva della Women’s March, aggiungendo che sono previste marce gemelle in tutto il paese. "La gente potrebbe essere triste e la gente potrebbe essere esausta", ha detto Timmaraju, che è anche presidente e amministratore delegato di Reproductive Freedom for All. "Ma questo non impedisce loro di dire, 'Cosa c'è dopo?

Voglio combattere'", ha concluso.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Temporali, freddo e neve: arriva il ribaltone meteo, le previsioni

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(Adnkronos) – Temporali, ma anche freddo e neve.Dopo giorni di caldo, ecco arrivare il ribaltone meteo sull'Italia.

Secondo i meteorologi il netto cambio di clima inizierà nel fine settimana, per poi 'aggredire' da martedì prossimo.Con il rischio di fenomeni meteo intensi sulla Penisola.

Queste le previsioni degli esperti per la giornata di oggi, 8 novembre 2024, e per i giorni a venire. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, conferma che il Mar Mediterraneo, a causa dell’anomala temperatura delle sue acque in pieno Autunno, sta ancora letteralmente evaporando con la formazione di intensi temporali in mare aperto, più frequenti nelle ultime ore tra Sicilia, Sardegna e Baleari. Il Riscaldamento Globale, che spingerà quasi certamente il 2024 sul gradino più alto del podio (sarà l’anno più caldo della storia superando il 2023), ha ‘scaldato' tutti gli oceani, e anche il Mediterraneo, fino a valori estremi: tutto il calore viene liberato ancora in queste ore e in questi anomali giorni autunnali. In sintesi, corriamo il rischio di fenomeni intensi nel weekend a causa del calore e della formazione di temporali sul Mar Tirreno, intorno alle Baleari e sullo Stretto di Sicilia: qualche nubifragio potrebbe colpire anche le coste adiacenti a questi bacini. Nel dettaglio, prevediamo per venerdì 8 novembre, ancora la possibilità di temporali su Sicilia e Sardegna e localmente su tutte le coste tirreniche, isole comprese.Sabato e domenica la situazione resterà simile con instabilità molto accesa sul Tirreno e locali fenomeni anche su entroterra siculo, sardo e zone tirreniche, specie del Sud.

Al Nord avremo ancora nebbie diffuse, poi dalla prossima settimana cambierà tutto. Da lunedì 11 novembre, ‘Estate di San Martino’ (giorno del vescovo Martino di Tours), arriverà, contro ogni credenza popolare, l’Inverno di San Martino: lo zero termico, dai 3000 metri attuali, crollerà gradualmente fino a 800 metri sul Nord-Ovest italiano. Tra martedì e mercoledì l’Inverno di San Martino potrebbe portare la neve fino a quote collinari, con la probabilità piuttosto elevata di osservare anche dei temporali di neve sulle regioni settentrionali: per temporale di neve si intende la precipitazione nevosa associata a fulmini e rovesci intensi, un fenomeno che può portare la quota neve molto più in basso del previsto. In sintesi, da martedì non si escludono nevicate a bassa quota o piogge gelate in pianura; assisteremo ad un cambiamento così repentino che ci farà dimenticare 2 mesi, come se non fossero mai esistiti: da Agosto a Novembre in un soffio, il soffio polare in arrivo dalla Scandinavia ad inizio della prossima settimana. Venerdì 8.Al Nord: locali nebbie, ma cielo poco nuvoloso.

Al Centro: nubi sparse, qualche pioggia lungo le coste tirreniche e in Sardegna.Al Sud: nubi sparse con temporali in Sicilia. Sabato 9.

Al Nord: locali nebbie, tante nuvole in cielo.Al Centro: nubi sparse, qualche pioggia lungo le coste tirreniche, temporali in Sardegna.

Al Sud: nubi sparse con temporali in Sicilia. Domenica 10.Al Nord: locali nebbie, sole prevalente.

Al Centro: nubi sparse, qualche rovescio in Sardegna.Al Sud: nubi sparse con rovesci in Sicilia. Tendenza: da martedì 12 ciclone invernale con pioggia e neve. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti Albania, nave Libra arrivata al porto di Shengjin: 8 a bordo

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(Adnkronos) – La nave italiana Libra è arrivata questa mattina nel porto albanese di Shengjin.Lo riferisce il canale albanese Report TV.

A bordo della nave della Marina Militare ci sono otto migranti intercettati in acque internazionali a sud di Lampedusa lunedì scorso dalle autorità italiane.  In Europa c'è "una trappola", che si chiama "attivismo giurisdizionale".Per "non citare solo l'Ungheria", è "la stessa storia quello che sta succedendo in Italia.

E' la stessa situazione: i governi prendono decisioni, poi una Corte a livello europeo decide negativamente", ha detto intanto ieri il primo ministro ungherese Viktor Orban, a Budapest al termine del summit dell'Epc, con un evidente riferimento all'accordo tra Italia e Albania sui migranti. In questo modo, ha continuato, "gli sviluppi nazionali seguono non le leggi nazionali, ma le decisioni europee, così l'intero sistema di difesa contro l'immigrazione nazionale collassa.Questa è la prassi che sperimentiamo regolarmente, che paralizza il governo nazionale.

I governi nazionali in queste circostanze non possono dare leadership ai loro Paesi, perché in quasi tutti i Paesi la maggioranza delle persone è contraria all'immigrazione illegale". "E i governi nazionali – aggiungeva – non possono soddisfare le richieste della gente: invece, devono spiegare che non possono agire a causa di leggi internazionali che sono al di sopra di loro.Questo pone un grosso punto di domanda sulla loro capacità di leadership.

E chi diavolo voterebbe per un governo che non può guidare un Paese?Gli elettori non possono accettarlo: eleggono i leader perché li servano.

Se gli attivisti giudiziari li fermano, questo è contro la democrazia.E' una questione di sovraregolazione", che sposta il piano decisionale "dal livello nazionale a quello europeo", diceva Orban. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maccabi-Ajax, Netanyahu invia aerei in soccorso dei tifosi israeliani

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(Adnkronos) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha inviato due aerei di soccorso nei Paesi Bassi dopo che alcuni tifosi di calcio israeliani del Maccabi sarebbero rimasti feriti durante gli scontri ad Amsterdam, nel corso della partita contro l'Ajax. "Il Primo Ministro Netanyahu considera con estrema gravità l'orribile incidente e chiede al governo olandese e alle forze di sicurezza di intervenire con decisione e rapidità contro i rivoltosi e di garantire la sicurezza dei nostri cittadini", ha affermato il suo ufficio in una nota. L'ufficio del primo ministro non ha spiegato cosa abbia portato al "violentissimo incidente contro i cittadini israeliani", ma il media olandese AT5 ha riferito che ieri sera sono scoppiate delle risse tra i tifosi durante una partita di Europa League tra Maccabi Tel-Aviv e Ajax.Il rapporto afferma che nel centro della città si sono verificati numerosi scontri e atti vandalici. "Sono presenti numerosi veicoli delle unità mobili e sono stati richiesti anche rinforzi", ha affermato. L'ambasciata israeliana negli Stati Uniti ha dichiarato che "centinaia" di tifosi del Maccabi sono stati "attaccati e colti in un'imboscata ad Amsterdam stasera mentre uscivano dallo stadio dopo una partita".

In un post pubblicato su X, l'ambasciata ha attribuito l'incidente a una "folla che ha preso di mira israeliani innocenti".  Un portavoce della polizia olandese ha dichiarato all'agenzia di stampa Anp che sono state arrestate 57 persone.Il nuovo ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha dichiarato in una nota di aver chiesto l'assistenza del governo olandese per garantire che i cittadini israeliani possano lasciare in sicurezza i loro hotel per raggiungere l'aeroporto.

Le immagini di AT5 mostrano la polizia olandese che scorta i tifosi ai loro hotel.  Sono ancora tre israeliani di cui si sono perse le tracce, ha reso noto il ministero degli Esteri olandese, aggiungendo che sono state attivate ulteriori linee telefoniche presso l'ambasciata israeliana nel Paese e presso la sala operativa del Ministero degli Esteri. I tifosi israeliani che ieri erano nei Paesi Bassi per assistere alla partita sono stati aggrediti in diversi punti della città dopo la partita da persone che gridavano "Palestina libera" e lanciavano insulti in arabo.Il Ministero degli Esteri israeliano afferma che le autorità nei Paesi Bassi hanno riferito che 10 israeliani sono rimasti feriti.

Le loro condizioni non sono note. Il Consiglio per la sicurezza nazionale israeliano ha invitato gli israeliani che soggiornano ad Amsterdam a evitare di spostarsi all'interno della città, a rimanere nelle loro stanze d'albergo e ha raccomandato di modificare l'organizzazione del viaggio per tornare in Israele al più presto.  Secondo i tifosi che hanno parlato con Haaretz, sembra che almeno in alcuni casi si sia trattato di imboscate pianificate, con aggressori che aspettavano in vari punti della città mentre i tifosi tornavano in treno dalla partita.I video che circolano online mostrano gli aggressori che gridano "Liberate la Palestina", chiedono alla gente per strada da dove vengono e poi picchiano chiunque credano sia israeliano. Secondo il leader dell'estrema destra olandese Geert Wilders, il cui partito è membro del governo olandese, si è trattato di "un pogrom" con "musulmani con bandiere palestinesi che danno la caccia agli ebrei.

Non lo accetterò.Mai", ha detto, aggiungendo che le autorità competenti saranno "ritenute responsabili per la loro incapacità di proteggere i cittadini israeliani" e parlando dell'Olanda come "la Gaza d'Europa". Netanyahu ha intanto parlato con il suo omologo olandese Dick Schoof, ha reso noto l'ufficio del primo ministro israeliano, aggiungendo che il premier sottolinea l'importanza che il governo olandese garantisca la sicurezza di tutti gli israeliani nel Paese e di prendere sul serio l'attacco.

Netanyahu chiede anche una maggiore sicurezza per la comunità ebraica nei Paesi Bassi.Il premier israeliano ha ringraziato Schoof per le sue dichiarazioni sull'attacco, definito da quest'ultimo "antisemita". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’ombra del clan sulle forniture pubbliche, blitz dei carabinieri a Pagani

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(Adnkronos) – Il clan condizionava l'attività amministrativa per ottenere forniture pubbliche in provincia di Salerno: blitz dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore.I militari hanno eseguito un'Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia salernitana, dal Gip del Tribunale di Salerno nei confronti di soggetti indagati per reati contro la Pubblica Amministrazione, aggravati delle finalità di agevolare un sodalizio mafioso.

L'indagine ha riguardato il condizionamento da parte del clan camorristico Fezza-De Vivo dell'attività amministrativa del Comune di Pagani per l'ottenimento di forniture pubbliche.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Tale e Quale Show’, stasera il gran finale su Rai 1

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(Adnkronos) – Stasera ultima puntata di 'Tale e Quale Show', il varietà condotto da Carlo Conti e prodotto in collaborazione con Endemol Shine Italy.Sul palco si esibiranno gli undici protagonisti che, settimana dopo settimana, hanno conquistato il pubblico con le loro imitazioni e trasformazioni all’interno di un programma che anche in questa edizione si è confermato leader indiscusso del venerdì sera, con numeri altissimi anche per le interazione social.  Stasera sarà scelto il 'Campione di Tale e Quale Show 14esima edizione' e il premio finale di 30.000 euro sarà devoluto all’Airc, nella settimana di raccolta fondi per la ricerca sul cancro. 
Una settimana fa Amelia Villano è stata proclamata vincitrice di puntata, grazie a una magistrale interpretazione di LP con 'Lost on you'.

La classifica generale, invece, vede attualmente in testa Verdiana.Al secondo posto Feisal Bonciani, seguito da Kelly Joyce.

Ma con pochi punti di differenza tra gli artisti in gara, la classifica potrebbe subire notevoli cambiamenti. Le esibizioni saranno come sempre dal vivo, con le basi e gli arrangiamenti del maestro Pinuccio Pirazzoli, cercando di replicare al meglio i grandi nomi della musica nazionale e internazionale.Questi gli abbinamenti della serata: Simone Annicchiarico sarà Elton John, Massimo Bagnato interpreterà Drupi, Thomas Bocchimpani si calerà nei panni di Michael Bublé, Feisal Bonciani renderà omaggio a R
ay Charles, Kelly Joyce avrà le sembianze di Sade, Justine Mattera si immedesimerà in Cyndi Lauper, Giulia Penna se la vedrà con Alexia, Roberto Ciufoli imiterà Adriano Celentano, Amelia Villano tenterà il bis con Loredana Bertè, Verdiana proverà a confermarsi leader indiscussa con Mina, Carmen Di Pietro, colpo a sorpresa, vestirà i panni di Cristiano Malgioglio.

Proprio a quest’ultimo, insieme agli altri giudici Alessia Marcuzzi e Giorgio Panariello, il compito di valutare tutte le esibizioni. Quarto giurato, Paolo Bonolis, mentre i coach sono Maria Grazia Fontana, Dada Loi, Matteo Becucci, Antonio Mezzancella, l’actor coach è Emanuela Aureli.Naturalmente anche il pubblico da casa, tramite i social del programma, potrà dire la propria.  L'appuntamento per la finale è stasera, venerdì 8 novembre alle 21.30 su Rai1.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni alle prese con nodo canone, Lega vuole taglio ma Forza Italia fa muro

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(Adnkronos) –
Continua il muro contro muro tra Lega e Forza Italia sul canone Rai.Oggi, nel silenzio di Giorgia Meloni, si è consumato un nuovo duello a distanza tra alleati. "La proposta del Carroccio non fa parte del programma di governo del centrodestra e quindi non la condividiamo", taglia corto da Pechino Antonio Tajani.

Secca la replica a stretto giro del partito di via Bellerio per bocca della deputata Elena Maccanti, membro della Vigilanza Rai: "Sorprendono le parole di Tajani, anche perché si tratta di confermare una misura approvata, nella manovra dell'anno scorso, anche con i voti di Fi". In Transatlantico, a Montecitorio, girano due versioni sullo stato dei rapporti all'interno della coalizione.C'è chi sostiene che Giorgia Meloni abbia lasciato fare Matteo Salvini, quando quest'ultimo ha deciso di far presentare ai suoi l'emendamento ad hoc al decreto fiscale sul taglio a 70 euro del canone Rai.

Una mossa, quella della premier, per capire l'effetto che fa, ma anche per non creare frizioni ora con l'alleato, su un tema considerato dal Carroccio un cavallo di battaglia elettorale e non solo.C'è chi, invece, ritiene – e secondo i boatos, la maggioranza nel centrodestra la penserebbe così – che Salvini voglia andare fino in fondo su un tema prioritario per lui.

Insomma, il suo puntare i piedi sarebbe una sorta di clava da agitare per alzare il prezzo.Da qui la scelta di presentare un emendamento nonostante i dubbi di Fratelli d'Italia e il secco no di Forza Italia.  
In casa Lega non vogliono sentire ragioni. "Penso che la Rai più che spendere troppo spende male, il nostro obiettivo è di diminuire le tasse agli italiani e quindi proseguiremo su questa strada", la posizione espressa dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio e senatore Alessandro Morelli, fedelissimo di Salvini.

Ma gli azzurri non ci stanno e mantengono il punto.Per il partito di Silvio Berlusconi, raccontano fonti autorevoli, "è una follia pensare di farsi finanziare dagli italiani il taglio del canone da 90 a 70 euro come è successo l'anno scorso".

Nel 2023, infatti, fanno notare le stesse fonti, i 420 milioni di euro che non sono stati recuperati dalle bollette sono stati prelevati dalla fiscalità generale e "questo non deve ripetersi".  Alessandro Cattaneo, responsabile nazionale dei Dipartimenti di settore di Forza Italia, sottolinea: "La domanda di fondo dovrebbe essere se e come manteniamo un presidio pubblico nel comparto televisivo.La nostra risposta è che questo presidio, al pari di altri Paesi, compreso il Regno Unito con la Bbc, è opportuno mantenerlo e quindi, di pari passo, va conservato un finanziamento congruo che oggi ritengo adeguato con un canone a 90 euro".  Da Fratelli d'Italia viene accolta con freddezza la richiesta leghista di tagliare ulteriormente il canone. "Questo taglio non è una nostra priorità, ora bisogna trovare una sintesi in maggioranza, evitando strappi senza senso", dice all'Adnkronos il senatore di Fdi Raffaele Speranzon, membro della Vigilanza Rai e vicepresidente vicario del gruppo di Fratelli d'Italia a palazzo Madama. "La proposta della manovra – aggiunge Speranzon, a proposito della legge di bilancio – è arrivata dal governo, immagino che al di là delle dichiarazioni fatte attraverso i media, il Consiglio dei ministri nella sua interezza abbia già definito in modo coeso le linee guida principali che riguardano la manovra.

Ora, se c'è qualche aggiustamento da fare lo farà il Parlamento".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Trump prepara piano. Putin: “Parliamo”. Zelensky: “Decide Kiev”

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(Adnkronos) –
Donald Trump lavora ad un piano per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia.Vladimir Putin è pronto a parlare con il nuovo presidente degli Stati Uniti.

Volodymyr Zelensky, intanto, scuote l'Europa e rifiuta l'idea di accontentare il leader del Cremlino.  Il quadro internazionale, compreso quello del conflitto in corso da quasi 1000 giorni, è radicalmente cambiato con il verdetto delle elezioni americane.Trump arriva alla Casa Bianca dopo aver ripetuto per mesi che avrebbe favorito un rapido accordo tra Putin e Zelensky.

Il piano del nuovo presidente americano ancora non c'è, anche se il Wall Street Journal delinea l'impalcatura a cui stanno lavorando i consiglieri del tycoon: una zona demilitarizzata di 1300 km lungo l'attuale linea del fronte.
 Nessuna presenza militare americana e, soprattutto, l'impegno dell'Ucraina a non entrare nella Nato per almeno 20 anni.La rinuncia all'ingresso nell'Alleanza Atlantica, che Zelensky inserisce tra le priorità del proprio Piano per la vittoria, verrebbe ricompensata con la fornitura di armi americane: Kiev fuori dalla Nato ma in grado di combattere in caso di nuovo conflitto.

Tra le opzioni proposte a Trump dal suo staff ci sarebbe anche il congelamento del conflitto: la decisione del nuovo presidente ancora non c'è.  La posizione potenziale di Trump, ribadito per mesi durante la campagna elettorale, ovviamente non passa inosservata né a Mosca né a Kiev.Putin, dopo un paio di giorni di silenzio rispetto alle elezioni americane, rompe il ghiaccio in tutti i sensi.

Al club Valdai, il think tank russo, il presidente parla per oltre 4 ore.Arrivano le congratulazioni a Trump e il messaggio: "Sono pronto al dialogo", dice in sintesi il leader del Cremlino. Il motivo non è un mistero: le parole ripetute da Trump sull'Ucraina nell'ultimo anno "meritano attenzione". "Se qualcuno vuole riprendere i contatti, non mi dispiace.

Sono pronto", dice Putin. "La Russia è pronta a ripristinare i rapporti con gli americani, ma la palla è nel loro campo", aggiunge.Quando avverrà il contatto diretto? "Non si sa", dice il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che non esclude una telefonata da Mosca a Washington. Nel suo lunghissimo intervento, Putin ribadisce concetti che, ad un tavolo di trattativa, diventerebbero condizioni: "Sono pronto a colloqui partendo dalla realtà attuale e dagli accordi già raggiunti a Istanbul", dice riferendosi ai contatti avvenuti nel 2022, nella fase iniziale della guerra.

Mosca, come è noto, considera annesse al proprio territorio le regioni ucraine occupate anche solo parzialmente e ritiene indispensabile la neutralità di Kiev rispetto alla Nato: un punto che, secondo il Wall Street Journal, verrebbe accolto d Trump. L'obiettivo di eventuali colloqui "non dovrebbe essere una tregua di un'ora o di 6 mesi, che servirebbe solo per riarmare Kiev".La Nato, secondo il presidente russo, con la sua "espansione verso est si è trasformata in un'alleanza militare che mira alla distruzione della Russia.

E la Russia, che ha sempre fermato chi puntava al dominio mondiale, si difenderà e difenderà i propri cittadini".  Nelle stesse ore, a Budapest, Zelensky prova a scuotere i leader europei.Fare "concessioni" a Putin, dice, sarebbe "inaccettabile" per l'Ucraina e "suicida" per l'Europa.

Il presidente finora non si è mai spostato da una posizione che esclude mutilazioni territoriali per il suo paese a favore di Mosca e che, allo stato attuale, è inconciliabile con i paletti che Putin fissa in maniera esplicita. "Quale sarebbe il passo successivo?L'Europa dovrebbe cercare il favore di Kim Jong Un, nella speranza che anche lui lasci l'Europa in pace?", dice riferendosi alla presenza di soldati nordcoreani al fianco dei russi. "Noi abbiamo bisogno di armi, non di sostegno nei colloqui.

Gli abbracci con Putin non aiuteranno.Alcuni di voi lo abbracciano da 20 anni e le cose non fanno che peggiorare.

Pensa solo alla guerra: non cambierà.Solo la pressione può mettergli dei limiti". Quind, il messaggio indirizzato anche – se non soprattutto – a Trump: la guerra con la Russia si svolge "sul suolo ucraino", quindi spetta a Kiev decidere che cosa sarà o meno sul tavolo, per mettervi fine.

L'Ucraina in passato "ha già avuto un cessate il fuoco" con Mosca, che è stato seguito da uno "scambio di prigionieri".Eppure, "la guerra non si è fermata".    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero trasporti oggi 8 novembre, nuovo venerdì nero: durata e fasce garanzia

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(Adnkronos) – Bus, tram, metro.Lo stop a tutto tondo del trasporto pubblico locale in tutte le città italiane di oggi venerdì 8 novembre è confermato.

Lo sciopero nazionale – proclamato unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna a settembre – durerà 24 ore, funzionerà a fasce di garanzia ridotte e farà da ‘sfondo’ alla manifestazione organizzata a Roma, davanti alla sede del ministero dei Trasporti, a cui i sindacati torneranno a chiedere il rinnovo del contratto nazionale e più risorse per il comparto, una riforma del settore e interventi concreti su salute e sicurezza sul lavoro, anche alla luce della scia di aggressioni ai danni del personale tpl, l’ultima proprio pochi giorni fa ai danni di un capotreno accoltellato mentre controllava i biglietti su un regionale a Genova.   A differenza dei precedenti scioperi, l’8 novembre non si prevede la garanzia totale del servizio nelle fasce orarie che tutelano la mobilità dei viaggiatori, dunque fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20.Quindi le cosiddette 'fasce di garanzia' ci sono, ma con un taglio del personale operativo, presente solo al 30%, come prevede la legge che disciplina il diritto di sciopero nell’ambito delle vertenze di rinnovo di un contratto collettivo nazionale.

Personale ridotto significa non solo meno corse, ma anche meno linee: solo alcune, infatti, saranno in funzione, diverse di città in città.Salvi invece – sempre durante gli orari ‘protetti’ – i “servizi assolutamente indispensabili per la generalità degli utenti come collegamenti con porti e aeroporti nonché quelli specializzati di particolare rilevanza sociale quali trasporto dei disabili e scuola bus per materne e elementari”, assicurano le sigle dei trasporti. Da Milano a Napoli, tutti i lavoratori del tpl incrociano le braccia per l’intera giornata lavorativa, ma le modalità e gli orari cambiano di città in città.

A Milano saranno garantite le metro e alcune linee di superficie da inizio servizio alle 8:45 e dalle 15 alle 18, mentre a Torino funzioneranno alcune corse bus e alcune linee della metro dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15.A Genova saranno garantiti alcuni bus dalle 6 alle 9 e dalle 17.30 alle 20.30, a Bologna servizio ridotto da inizio turno fino alle 8.30 e dalle 16.30 alle 19.30.

A Firenze alcune corse partiranno garantite tra le 4:15 e le 8:14 e tra le 12:30 e le 14:29, mentre Roma garantisce sia le linee A e B della metro sia alcune linee di superficie da inizio servizio fino alle 8:30 e dalle 17 alle 20.A Napoli servizio limitato di bus dalle 6.30 fino alle 9.30 e dalle 17 fino alle 20, a Bari bus garantiti solo in forma ridotta tra le 5.30 e le 8.30 e tra le 12.30 e le 15,30.

Coinvolto nello sciopero di 24 ore anche il personale di Ferrovie del Sud Est, dalla mezzanotte alle 23:59.A Cagliari il servizio di bus sarà solo parzialmente assicurato in tre fasce orarie: dalle 7:30 alle 9:30, dalle 12:45 alle 14:45 e dalle 18:30 alle 20:30.

Infine, a Palermo numero ridotto di corse di alcune linee di bus dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 17.30-20.30. Alla base della mobilitazione unitaria, l’infinita vertenza per il rinnovo del contratto.I lavoratori chiedono “migliori condizioni di lavoro” e “una profonda riforma del settore che possa garantire un servizio pubblico di qualità da offrire alla cittadinanza, anche in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale”, hanno spiegato i sindacati in una lunga lettera all’utenza, registrando però un sostanziale “disinteresse delle istituzioni e l’inadeguatezza delle controparti”.

Ragioni, queste, che hanno spinto le sigle a proclamare “l’unico strumento legittimo per far sentire la nostra voce”: lo sciopero. L’ennesimo, secondo le associazioni dei consumatori. ''Si tratta del decimo sciopero nazionale nel Tpl indetto da inizio anno dai sindacati di categoria, praticamente uno al mese, mentre se si analizzano le proteste indette a livello locale dalle varie sigle sindacali del comparto che hanno incrociato le braccia da un minimo di 4 ore a un massimo di 24 ore, il numero di scioperi da gennaio a oggi sale a 44, con una media di più di 4 serrate al mese'' denuncia il Codacons. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump torna alla Casa Bianca, ecco il programma: cosa farà dal primo giorno

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(Adnkronos) –
Donald Trump il prossimo 20 gennaio tornerà da presidente degli Stati Uniti alla Casa Bianca con la promessa di "salvare l'America" e riportarla "all'età dell'oro", con un'agenda che potrebbe trasformare il governo, la politica estera e di sicurezza, la politica economica ed interna come non è stato fatto mai da nessun presidente dell'era moderna.  Trump, che ha vinto con un'ampia maggioranza le elezioni dopo essere stato messo sotto impeachment due volte durante il suo primo mandato, una volta per aver cercato di sovvertire i risultati elettorali del 2020, ed è stato il primo ex presidente ad essere condannato in un processo penale statale, ha detto chiaramente che il programma della sua seconda amministrazione sarà più radicale di quello della prima.  Senza contare le 'vendette' che intende attuare contro tutto il 'deep state' che lo ha contrastato durante il suo primo mandato, e perseguito negli ultimi quattro anni. "Vendetta per me significa che metà del dipartimento di Giustizia sarà licenziato, non che sarà messo in prigione", ha detto un ex collaboratore di Trump.E il primo della lista sarà il procuratore speciale, Jack Smith che lo ha incriminato.  Anche perché con ogni probabilità non avrà accanto esponenti del vecchio establishment repubblicano che hanno resistito alle sue idee più estremiste.

E perché con un Senato controllato dai repubblicani, e forse anche la Camera dove ancora però i risultati sono incerti, potrà avere mano libera al Congresso.Ecco i principali cambiamenti che Trump potrà fare sin dal primo giorno della sua amministrazione, giorno in cui ha detto che vorrebbe comportarsi "da dittatore" con un riferimento ad un uso aggressivo dell'autorità esecutiva.  Dopo una campagna elettorale incentrata sul pugno di ferro contro l'immigrazione, con toni razzisti e xenofobi, la questione sarà dal primo giorno al centro della presidenza Trump. "Tutte le politiche che il presidente Trump aveva adottato per assicurare il confine, lui potrà semplicemente rimetterle in vigore, non sarà necessario un atto del Congresso", ha già detto subito dopo la vittoria il suo consigliere Jason Miller, riferendosi a misure tese a chiudere il confine, come la deportazione dei minori non accompagnati, e al Remain in Mexico che imponeva ai richiedenti asilo di aspettare in Messico la risposta.

E persino il muslim ban, il divieto di ingresso legale a cittadini di Paesi a maggioranza islamica, oltre che, naturalmente, la ripresa della costruzione del Muro.  
Trump stesso poi ha promesso ad ogni comizio che "dal primo giorno avvierà il programma più ampio di deportazioni della storia americana".Cosa che intende fare ampliando i procedimenti veloci, senza possibilità di appello, di rimpatrio, ora possibili solo per chi viene fermato sul confine, per deportare chiunque venga fermato in tutto il Paese che non può dimostrare di essere stato più di due anni negli Usa.

Verranno poi utilizzati fonti del bilancio del Pentagono per costruire dei grandi campi di detenzione in Texas dove rinchiudere i migranti prima della deportazione.  La massiccia campagna di deportazioni – Trump parla di 13 milioni di migranti senza documenti – avrebbe infatti enormi costi finanziari, è stato stimato almeno 315 miliardi di dollari, e logistici.E richiederebbe la collaborazione delle autorità locali con quelle federali, cosa che potrebbe creare problemi in città e stati a guida democratica.

Nei giorni scorsi, è stato rivelato che il team di Trump sta valutando misure per negare fondi federali ai dipartimenti di polizia con non collaboreranno con le politiche di deportazioni.  Infine Trump ha più volte detto che firmerà un ordine esecutivo per vietare la concessione automatica della cittadinanza americana ai figli di migranti senza documenti che nascondo negli Usa, un tentativo di cancellare con un colpo di penna secoli di 'ius soli', essenza stessa della storia dell'America terra di immigrati ed opportunità, che sicuramente provocherebbe ricorsi legali.  "Drill, baby, drill": questo, ha promesso Trump, sarà il suo slogan sin dal primo giorno per aumentare le trivellazioni e la produzione petrolifera americana, che è già a livelli record.Per quanto riguarda le politiche ambientali e di lotta ai cambiamenti climatici, il suo sito parla di "abrogare tutte le misure di Biden che stanno brutalizzando i lavoratori del settore auto americano", riferendosi all'abolizione dei limiti delle emissioni delle auto che incentivano la produzione delle auto elettriche e anche di quelli per gli impianti industriali.

Trump intende anche smontare i progetti per lo sviluppo dell'energia eolica.Infine, visto che l'ha già fatto una volta Trump potrebbe di nuovo ritirare dagli accordi di Parigi, svincolando gli Stati Uniti dal patto globale per la riduzione delle emissioni.  
Con la promessa di tornare ad "una politica estera che metta gli interessi dell'America al primo posto", Trump farà un'inversione netta della politica dell'amministrazione Biden, orientata alle alleanze internazionali ed al sostegno dell'Ucraina nella sua guerra contro la Russia.

Durante la campagna elettorale ha detto che potrà negoziare un accordo per mettere fine alla guerra ancora prima dell'Inauguration Day, con negoziati che lui potrà concludere – ripete dallo scoppio della guerra – in appena 24 ore.  Affermazioni che sono fonte di preoccupazione per gli alleati europei e per Kiev che temono che Trump possa spingere per una pace con Vladimir Putin, da lui in diverse occasioni lodato come "un genio", che permetta alla Russia di mantenere il territori conquistati.Trump intende poi usare anche il suo personale rapporto ed intesa politico-ideologica con Benjamin Netanyahu per accelerare la conclusione dei conflitti in Medio Oriente.  Gli alleati occidentali sono anche molto preoccupati per la ripresa del rapporto conflittuale che Trump ha avuto con la Nato, soprattutto per la questione del mancato rispetto del vincolo del 2% del pil per la Difesa da parte di Paesi che, ha detto recentemente, non si sentirebbe tenuto a difendere in caso di attacco.

Bisogna notare che il Congresso, uscente, che lo scorso anno ha approvato una legge che impedisce al presidente di ritirarsi dall'Alleanza Atlantica senza l'approvazione del Senato o un atto del Congresso.Infine, c'e' la questione dei dazi che Trump intende mettere sui prodotti non solo della 'competitor' Cina, anche su quelli degli alleati Gb e della Ue, che sta creando grande nervosismo in Europa. Il ritorno di Trump al potere potrà avere un enorme impatto per i milioni di americani che hanno l'assistenza sanitaria grazie all'Obamacare, che Trump cercò di abrogare durante la sua prima amministrazione.

I costi dell'Obamacare potrebbero andare alle stelle se Trump o il Congresso repubblicano non rinnoveranno i sussidi federali.  Inoltre potrebbero esserci anche limitazioni al Medicare, l'assistenza sanitaria per i pensionati, e il Medicaid, quella per i più poveri che dovranno dimostrare di lavorare o studiare per poter avere l'assistenza.Si sta anche valutando di abrogare anche una delle misure con cui Biden ha dato a Medicare il potere di rinegoziare il prezzo dei medicinali, per tutelare malati e casse pubbliche.

Con un gesto teso a soddisfare la destra cristiana che l'ha sostenuto in massa, Trump potrebbe dal primo giorno anche adottare misure contro quella che ha definito "la follia transgender", revocando le misure varate da Biden per proteggere gli studenti transgender e vietando alle donne transgender di competere negli sport femminili.  Sul fronte della Sanità, che secondo alcuni Trump potrebbe affidare a Robert Kennedy noto per le sue tesi complottiste antivax, c'e' tra gli esperti di Sanità pubblica il timore che Trump possa, come ha minacciato di fare, tagliare i fondi alle scuole che impongono l'obbligo vaccinale.Infine, la grande incognita dell'aborto: anche se si è detto contrario ad una legge che lo restringa a livello nazionale, Trump avrà ampio potere di limitarlo anche solo con ordini esecutivi, o facendo vietare dalla Fda i farmaci usati per l'interruzione di gravidanza.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero trasporti oggi, stop 24 ore bus e metro: orari e fasce di garanzia

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(Adnkronos) –
Sciopero nazionale di 24 ore del trasporto pubblico locale oggi, venerdì 8 novembre, da Roma a Milano, da Firenze a Napoli: metro, autobus e tram a rischio per prestazioni ridotte nelle fasce di garanzia.Nella capitale, dalle 10.30, manifestazione davanti al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.  La protesta è stata proclamata unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna "per il rinnovo del contratto nazionale, per la carenza di risorse, per la mancanza di politiche di programmazione, per la riforma del settore e per la salute e sicurezza sul lavoro". A differenza dei precedenti scioperi – riferiscono le organizzazioni sindacali – oggi non si prevede, nel rispetto della legge 146 che regolamenta il diritto di sciopero e una volta sola nell’ambito della vertenza di rinnovo di un contratto nazionale, la garanzia totale del servizio nelle fasce orarie che tutelano la mobilità dei viaggiatori ma sarà garantito, durante le fasce orarie previste a livello locale, l’utilizzo del 30% del personale viaggiante e inoltre i servizi assolutamente indispensabili per la generalità degli utenti come collegamenti con porti e aeroporti nonché quelli specializzati di particolare rilevanza sociale quali trasporto dei disabili e scuola bus per materne e elementari. A Milano le modalità di esercizio del servizio delle aziende di trasporto Autoguidovie e ATM saranno modificate.

Autoguidovie ha pubblicato sul proprio sito web l'elenco delle corse garantite durante la giornata.Si consiglia di consultare l'allegato al presente avviso per un dettaglio completo delle corse garantite.

Per informazioni aggiornate, si invita a consultare la sezione news del sito web di Autoguidovie. Per quanto riguarda ATM, le linee M1, M2, M3, M5 e la tratta M4 San Cristoforo-San Babila saranno garantite fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18.La tratta M4 San Babila-Linate sarà garantita per l'intera giornata.

I tram e gli autobus 45, 54, 56, 57, 58, 60, 74, 81, 90, 91, 95 e 98 saranno garantiti fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18.Tutte le altre linee, comprese B10 e B12, non saranno garantite.

Si consiglia ai viaggiatori di consultare la sezione news del sito web di ATM per informazioni aggiornate. A Firenze all’interno delle fasce orarie individuate, saranno garantiti solo i servizi indispensabili, per la tramvia di Firenze con corse ogni 15/20 minuti durante le fasce garantite 6:30- 9:30 e 17:00-20:00.Sul sito di Gest sono pubblicate tutte le corse. In tutta la regione Toscana in accordo con i sindacati, tra le fasce orarie 4.15-8.14 e 12.30-14.29 sarà garantito solo il 30% delle corse, definite come servizi indispensabili.

Le corse garantite saranno consultabili nell’apposita pagina dedicata allo sciopero sul sito at-bus.it/sciopero. Lo sciopero coinvolgerà sia il personale viaggiante che gli impiegati, compresi quelli delle biglietterie.Per operai ed impiegati lo sciopero è previsto per l’intero turno di lavoro.

La regolarità del servizio dei bus – escluse le corse garantite nelle due fasce orarie – nonché la presenza di personale alle biglietterie, dipenderà dalle adesioni allo sciopero. Autolinee Toscane avvisa che le corse previste saranno sicuramente insufficienti rispetto alla consueta domanda, ed invita a trovare altre soluzioni.Per informazioni si invitano i passeggeri a consultare il sito www.at-bus.it o la app at bus, oppure a chiamare il numero verde di Autolinee Toscane: 800 14 24 24 (Lun-Dom 6-24).

Si possono anche seguire le informazioni pubblicate sui canali social di Autolinee Toscane: X: @AT_Informa; Facebook: Autolinee Toscane. Sarà sicuramente un venerdì nero quello di oggi a Roma dove saranno assicurati solo alcuni servizi essenziali dall'inizio del servizio diurno e sino alle 8.30 e dalle 17 alle 20. A Roma, l'agitazione interessa la rete Atac, comprese le linee gestite da altri operatori in sub-affidamento, e le linee bus periferiche gestite da Sap, Autoservizi Troiani e Autoservizi Tuscia/Bis.La protesta interesserà anche le linee Cotral-Astral.

A tal proposito Cotral fa sapere che "saranno garantiti soltanto alcuni servizi essenziali tra i quali collegamenti prioritari con stazioni ferroviarie, aeroportuali, marittime e il trasporto disabili su prenotazione.Sul sito del Cotral è possibile consultare l’elenco delle corse bus e treno individuate come indispensabili".

Saranno regolari, invece, i collegamenti ferroviari regionali di Trenitalia. Dall'inizio del servizio fino alle 8.29 e dalle 17 alle 20, comunica Roma servizi per la mobilità, saranno garantite esclusivamente la linea A e B della metropolitana e 48 linee del servizio di superficie.Altri collegamenti, in caso di adesione del personale allo sciopero, non saranno effettuati.

Tra questi per la metro la linea B1 Ionio-Laurentina, la linea C Pantano-San Giovanni e la ferrotramvia Termini-Centocelle.  A Napoli sono annunciati disagi per metropolitane, funicolari e bus.L’Ente Autonomo Volturno (Eav, che gestisce i mezzi che collegano Napoli alla provincia, sia Nord che Sud, all'area Vesuviana e alla Penisola Sorrentina, come Cumana, Circumflegrea e Circumvesuviana) ha indicato le fasce di garanzia di alcune linee consultabili sul sito tra le 5.30-8.30 e le 16.30-19:30, mentre per la Linea 1 della metro, gestita da Anm, saranno aperte soltanto quattro stazioni, garantendo solo la tratta Policlinico-Garibaldi: previste quindi le fermate nelle stazioni di Policlinico (prima alle 6.35, ultima alle 9.15, mentre nel pomeriggio la prima è alle 17.05 e l’ultima alle 19.45), Rione Alto, Municipio e Garibaldi (la prima mattutina alle 7.10, l’ultima alle 9.50, poi nel pomeriggio la prima alle 17.40 e l’ultima alle 20.20).  Il servizio sarà garantito soltanto nella fascia oraria mattutina e in quella pomeridiana.

Sulla Linea 6, mezzi in azione soltanto di mattina nelle stazioni di Mostra (prima partenza alle 7.16, ultima alle 8.40), Mergellina e Municipio (prima alle 7.36, ultima alle 9).Per quanto riguarda bus e funicolari – servizi gestiti dall’Anm – c’è stata la comunicazione di fasce di garanzia, assicurando il servizio solo di alcune linee.

Per gli autobus: Alibus; 116; 130; 151; 175; 196; 254; 412; 421; R2; R5.Il servizio sarà garantito tra le 6 e le 9, poi tra le 17 e le 20.

Sulle funicolari: solo corse dirette, da capolinea a capolinea, senza stop intermedi, per quella Centrale e di Montesanto.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, la vittoria di Trump spaventa Kiev. E se fosse una buona notizia?

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(Adnkronos) –
Timori e incertezza incombono sul futuro dell'Ucraina e sulla guerra con la Russia.Le congratulazioni arrivate da Kiev al presidente eletto Donald Trump non sono riuscite a mascherare la realtà.

Da un lato, evidenzia il Washington Post, ci sono molti parlamentari ucraini che riconoscono che bisognerà cercare di convincere il tycoon a sostenere una battaglia che sembra considerare troppo dispendiosa per avere certezza della fornitura di armi americane necessarie nel conflitto contro la Russia. Dall'altro ci sono funzionari ucraini che sperano che il cambiamento alla Casa Bianca possa essere a vantaggio di Kiev, perché nonostante i ripetuti ringraziamenti per gli aiuti militari in oltre due anni di guerra con la Russia restano le critiche per la lentezza nelle forniture e le restrizioni sull'uso degli armamenti.C'è anche chi è convinto che la guerra in Ucraina sia entrata in una nuova fase.

E ci sono le promesse che il leader russo, Vladimir Putin, potrebbe fare a Trump, che potrebbero comunque essere difficili da tradurre in realtà.  Sabato il comandante delle Forze Armate ucraine, Oleksandr Syrskyi, parlava di una situazione al fronte che "resta difficile".Intanto la Russia rafforza le sue fila con truppe nordcoreane (fino a 10.000 sarebbero nel Kursk).

La guerra va avanti dall'avvio dell'invasione russa su vasta scala il 24 febbraio del 2022. E' probabile, ha scritto il Guardian, che le conseguenze per l'Ucraina della seconda Amministrazione Trump possano essere difficili.Orysia Lutsevych, a capo dello Ukraine Forum di Chatham House, teme che la vittoria di Trump possa essere un "regalo al Cremlino" se Zelensky non riuscirà a convincere il tycoon della sua visione, ma ammette anche che a Kiev c'è molta frustrazione e la speranza che "le cose possano cambiare a favore dell'Ucraina" con una improvvisa politica più interventista da parte di Trump. Resta da vedere quanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che insiste per proseguire nei combattimenti senza compromessi territoriali, e Trump, che ha promesso di fermare la guerra in Ucraina il prima possibile affermando persino che potrebbe farlo in "24 ore", riescano a trovare terreno comune.

Zelensky, lo stesso che di recente ha bollato come "troppo estremista" JD Vance, si è affrettato a congratularsi con Trump per quella che ha definito una "vittoria storica".Ha subito ricordato "il bell'incontro" di settembre negli Usa per parlare di "come porre fine all'aggressione russa contro l'Ucraina".

Ha riferito di "un'eccellente telefonata" con Trump, con il quale ha detto di aver "concordato di mantenere un dialogo stretto e di far progredire la nostra cooperazione".Gli ha fatto eco Andriy Yermak, capo dell'ufficio della presidenza ucraina e consigliere di Zelensky, convinto che sia "cruciale che l'Ucraina abbia un sostegno bipartisan negli Stati Uniti".  
"Non avvierò guerre, le fermerò", ha detto mercoledì Trump, dopo aver di recente definito Zelensky "il più grande venditore della storia", pur precisando che questo "non significa che non voglio aiutarlo".

La 'storia' di Trump con Zelensky e l'Ucraina è stata a volte complicata.Nel 2019 Trump bloccò gli aiuti militari a Kiev.

Una telefonata, in quell'anno, tra il tycoon e il presidente ucraino divenne materia del primo impeachment dell'allora presidente americano.E i repubblicani, per molte settimane, alla fine dello scorso anno, hanno bloccato gli auti per l'Ucraina. "Ora che Trump è di nuovo presidente, l'Ucraina diventa questione di successo o fallimento.

Ora è una questione personale", commenta Oleksandr Merezhko, presidente della Commissione Esteri del Parlamento di Kiev, citato dal Post, convinto che le parole arrivate da Trump in campagna elettorale "non vadano prese sul serio".Perché, osserva, la retorica di Trump di queste settimane è stata "pensata per la vittoria" e "solo ora inizierà a riflettere".

A Politico lo stesso Merezhko precisa di non credere che la nuova Amministrazione Trump "sarà negativa per l'Ucraina, forse difficile, ma non necessariamente negativa" perché Trump è "un imprenditore pragmatico" che "ragiona in termini di costi e benefici". Per Pavlo Klimkin, ex ministro degli Esteri ucraino intervenuto ai microfoni della radio ucraina Nv, Trump, "da uomo d'affari, vede la geopolitica come 'mi dai questo, ti garantisco questo in cambio'".Resta da capire, evidenzia il Post, cosa l'Ucraina possa offrire a Trump.

Intanto, è la constatazione di Oleksiy Honcharenko, parlamentare ucraino dell'opposizione, il mondo sta passando "da un ordine internazionale basato sulle regole a un ordine internazionale basato sugli accordi" e "con Trump l'ordine globale sarà basato su accordi e non su regole". L'ex capo della diplomazia ucraina, Dmytro Kuleba, è convinto che "questa sia la fine di un'era e l'inizio di una nuova".E avverte: "Sarebbe un grave errore credere che l'Ucraina ora corra al tavolo dei negoziati".

Mentre da Budapest il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ricorda che se Mosca dovesse "avere successo in Ucraina, avremmo una Russia imbaldanzita, con più territorio" e non sarebbe una "minaccia" solo per l'Europa, "ma anche per gli Stati Uniti".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caldo addio, prove di inverno: freddo, pioggia e neve in arrivo

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(Adnkronos) –
Dal caldo anomalo al freddo, dall'estate infinita all'antipasto di inverno.Il quadro meteo di novembre 2024 cambia radicalmente la prossima settimana, con un brusco calo delle temperature legato ad un''irruzione polare' che sarà seguita anche da un'intensa fase di maltempo, con pioggia e neve anche a quote basse. Già da lunedì 11 novembre una vasta area di bassa pressione, ricolma di aria polare, localizzata tra Norvegia e Svezia, piloterà correnti d'aria molto fredde e instabili verso il bacino del Mediterraneo.

Temperature giù, quindi, e rischi di fenomeni estremi per l'ingresso dell'aria fredda che favorirà la formazione di un vero e proprio ciclone sui nostri mari. Gli esperti di ilmeteo.it accendono i riflettori in particolare sulle giornate di martedì 12 novembre e mercoledì 13: il vortice ciclonico potrebbe verosimilmente approfondirsi tra Sardegna e mar Tirreno, dando il via ad una fase di maltempo decisamente intensa, con ipotesi di nubifragi in particolare al Centro e al Nord. Visto l'atteso calo delle temperature, sono previste pure delle nevicate fin verso i 700 metri di quota in Piemonte/Liguria e poco sopra i 1300/1400 metri sull'Appenino centro-settentrionale.Al Sud e sulle due Isole Maggiori invece sarà in azione un secondo ciclone (martedì 12) che provocherà non pochi temporali prima di spostarsi verso oriente.

Si tratterebbe di una svolta simil invernale a tutti gli effetti dopo un lungo periodo di dominio anticiclonico. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conference League, Apoel Nicosia-Fiorentina 2-1

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(Adnkronos) – L'Apoel Nicosia batte 2-1 la Fiorentina in un match valido per la terza giornata di Conference League, disputato al Neo Gsp Stadium della città cipriota.Per i padroni di casa in gol nel primo tempo Donis al 37' e Abagna al 46', per gli ospiti a segno Ikoné al 29' della ripresa.

In classifica i viola restano fermi a quota 6, mentre l'Apoel sale a quota 4.Tra tre settimane altro avversario cipriota per i gigliati che affronteranno in casa il Pafos, mentre l'Apoel farà visita ai norvegesi del Molde.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europa League, Lazio-Porto 2-1: i gol biancocelesti di Romagnoli e Pedro

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(Adnkronos) – La Lazio batte 2-1 il Porto in un match valido per la quarta giornata di Europa League, disputato allo stadio Olimpico di Roma.Per i padroni di casa a segno Romagnoli al 50' del primo tempo e Pedro al 92', momentaneo 1-1 per gli ospiti con Eustaquio al 66'.

In classifica i biancocelesti sono al primo posto solitario con 12 punti, mentre il Porto è fermo a quota 4.Tra tre settimane la Lazio affronterà in casa il Ludogorets, mentre il Porto sfiderà l'Anderlecht in trasferta.  Per la Lazio si tratta della quarta vittoria in quatto partite, un risultato avvicina considerevolmente la squadra alla qualificazione diretta agli ottavi di finale.

Tra le mura amiche dello stadio Olimpico i biancocelesti superano 2-1 il Porto grazie ai gol di Romagnoli al 50' del primo tempo e Pedro al 92'.Inutile per gli ospiti il gol di Eustaquio al 66'.

In classifica i capitolini si portano così a 12 punti in prima posizione solitaria, mentre i portoghesi restano fermi a quota 4.Tra tre settimane la Lazio affronterà in casa il Ludogorets, mentre il Porto sfiderà l'Anderlecht in trasferta. Arriva al 7' la prima occasione della partita e la costruiscono i padroni di casa.

Break di Tchaouna, che sorprende Moura e scappa in velocità, buono il filtrante per Castellanos che prende la mira ma manda alto.Passa un minuto e il Taty si vede annullare per fuorigioco un gol.

L'argentino parte leggermente alle spalle della linea avversaria, inutile il destro batte Diogo Costa.Al 12' provvidenziale chiusura di Marusic, che usa il fisico per ostacolare Omorodion lanciato verso la porta.

Al quarto d'ora cartellino giallo per Namaso, che entra con la gamba troppo alta su Guendouzi.Al 18' pericolosa mischia nell'area del Porto dopo il destro di Tchaouna: non arriva però il tocco decisivo.

Al 21' destro insidioso di Vecino, Diogo Costa para a terra. Al 28' ammonito Zaccagni per gioco pericoloso su Martim Fernandes.e poco dopo si becca il giallo Omorodion per proteste.

Al 34' contropiede quasi perfetto del Porto, concluso da Vieira che colpisce la traversa con la deviazione di Tavares.Al 37' sugli sviluppi di un calcio d'angolo colpo di testa di Perez che termina a lato.

Un paio di minuti dopo lo stesso ex Udinese viene ammonito per un'entrata dura su Zaccagni.Al 45' Omorodion manca la deviazione su assist di Martim Fernandes.

Tra i portoghesi ammonito anche Djalò.All'ultimo pallone del primo tempo, i biancocelesti passano dagli sviluppi di calcio d'angolo.

Torre di Castellanos e colpo di testa vincente di Romagnoli, che anticipa anche Vecino e supera Diogo Costa rimasto fuori posizione. Nella ripresa si riparte senza cambi.All'8' minuto grande azione in coast to coast di Djalò.

L'ex Juve parte dalla propria metà campo e arriva al tiro da buona posizione mandando però alto.All'11' grande percussione di Tavares che però si perde al limite dell'area avversaria.

Al 17' triplo cambio per gli ospiti: dentro Pepé, Gonzalez e Joao Mario.Escono Namaso, Varela e Martim Fernandes.

Al 19' Pedro strappa un'ovazione ai tifosi dell'Olimpico per un ripiegamento difensivo in area su Eustaquio pronto alla conclusione. Al 21' lo stesso Eustaquio di riscatta trovando il gol del pari.Vieira verticalizza sulla sinistra per Galeno, bravo ad alzare la testa e servire Eustaquio sulla corsa.

Piattone vincente e Mandas è battuto.Baroni corre ai ripari e inserisce Dia, Rovella e Gila al posto di Castellanos, Tchaouna e Gigot, passando al 4-3-3.

Al 23' Vecino svetta di testa ma manda alto.Dopo 4 minuti entra Isaksen per Zaccagni.

Alla mezz'ora inserimento di Gila su azione d'angolo e colpo di testa di poco fuori.Al 32' finisce la partita di Omorodion, entra Gul. Al 36' giallo per Guendouzi per una trattenuta ai danni del neo entrato Gul.

Al 39' Franco sostituisce Vieira.Al 43' Baroni termina i cambi con Pellegrini al posto di Tavares.

All'ultimo respiro i biancocelesti tornano in vantaggio.Al 47' cross di Isaksen dalla trequarti, non la tocca nessuno e ne approfitta Pedro: bravissimo lo spagnolo a sgusciare in posizione regolare, controllare e battere Diogo Costa da pochi passi.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)