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Al via Cop29, Marchetti (eCampus): “Fondamentale il contributo della ricerca”

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(Adnkronos) –
Al via oggi a Baku, in Azerbaijan, la Cop29, conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si tiene ogni anno per fare il punto sulla situazione climatica globale. “Questa è una Cop molto complessa perché si parla di finanza: si dovranno definire quali saranno i nuovi fondi che verranno messi a disposizione per affrontare la crisi climatica.La mia speranza è che si possano stabilire dei nuovi target e si possa continuare con questa azione spinta di riduzione delle emissioni in modo tale da poter rispettare quanto definito nell'Accordo di Parigi”, spiega da Baku all’Adnkronos Barbara Marchetti, professoressa presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi eCampus. 
Coordinatrice del Corso di Laurea in Ingegneria Industriale, Marchetti partecipa per il secondo anno consecutivo alla Cop come relatrice di due side event: uno organizzato per il 12 novembre dal Gse-Gestore dei Servizi Energetici e il secondo, il 13 novembre, con Rse-Ricerca sui sistemi energetici.

Nel corso dell’evento organizzato dal Gse, dal titolo ‘Il ruolo del Gse come strumento di attuazione delle politiche di decarbonizzazione del Paese’, Marchetti presenterà il lavoro di ricerca sullo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili nell’area del cratere sismico 2016 e la collaborazione con il Gse per l’implementazione delle misure di incentivazione. “Ci sono state al momento 400 domande di Cer in Italia; c'è molto interesse e questa attività ha permesso anche di poter aumentare la consapevolezza da parte dei cittadini, sia delle imprese che dei privati, perché siamo andati anche nei Comuni a spiegare cosa fossero, come funzionassero, suscitando un interesse generale e da parte di diverse categorie”, racconta.  Durante l’evento organizzato da Rse (‘Approcci innovativi alla Mitigazione dei Cambiamenti Climatici: Solar Radiation Management e Attività della Green Powered Future Mission per l’Africa’), Marchetti discuterà del ruolo delle soluzioni ad elevato albedo nell’aumento dell’efficienza nella generazione di energia.L'intervento si concentra sullo stato, le prospettive e il potenziale di tre aspetti o dimensioni dei sistemi ad elevato albedo (Has): misurazione e monitoraggio satellitare e terrestre dell'albedo terrestre; sistemi di potenziamento dell'albedo per applicazioni edilizie e agricole; materiali innovativi con potenziali applicazioni per sistemi ad alta albedo e la loro caratterizzazione ottico-energetica.  “Con un materiale ad alta riflettività o ad elevato albedo è minore il calore che viene assorbito contribuendo in modo indiretto alla riduzione delle emissioni di CO2.

Questi sono materiali, ad esempio, che si mettono nelle coperture dei tetti per fare in modo che venga assorbito meno calore, il che consente di utilizzare meno energia per la climatizzazione.Inoltre, l'uso di questi materiali, combinato con pannelli fotovoltaici bifacciali, permette di aumentare il rendimento del pannello e di ridurre le superfici necessarie a parità di energia prodotta”, spiega.  Il tema del cambiamento climatico attraversa in modo trasversale la vita e l’economia del nostro tempo, investendo molteplici campi di ricerca. “L'ingegneria meccanica fornisce gli strumenti tecnologici per la decarbonizzazione, come ad esempio la ricerca relativa alle energie rinnovabili, al Life Cycle Assessment (analisi di impatto ambientale), al nucleare, alla cattura della CO2, solo per citare alcuni temi.

Tanto che quest'anno ho fatto inserire all'interno del Corso di Laurea in Ingegneria Industriale un esame, che si chiama Transizione energetica sostenibile, che tratta tematiche relative al processo di decarbonizzazione, all'efficienza energetica legate agli obiettivi che vanno raggiunti al fine di ridurre l'incremento di temperatura per non superare 1,5°C di riscaldamento come definito dall’accordo di Parigi”, sottolinea Marchetti.  "E' importante rappresentare anche la parte scientifica, la parte della ricerca, in questi consessi – conclude Marchetti – perché alla fine qui si fanno le policy, però le policy poi devono essere supportate da una capacità, da una possibilità tecnologica di mettere a terra soluzioni che effettivamente contribuiscano alla decarbonizzazione.Non possiamo impedire alle aziende di produrre e non possiamo puntare sulla decrescita, dobbiamo continuare a crescere da un punto di vista economico, però lo dobbiamo fare in modo sostenibile e per fare questo ci vogliono gli ingegneri, gli scienziati, ci vuole la ricerca.

Quindi l'università è parte fondamentale di questo processo". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, operaio 43enne cade da impalcatura e muore

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(Adnkronos) – Tragedia in provincia di Napoli: ad Afragola un operaio di 43 anni è morto dopo essere caduto da un'impalcatura.L'uomo sarebbe precipitato dal terzo piano di uno stabile in costruzione, morendo sul colpo. Al momento i carabinieri della stazione di Afragola sono sul posto, in via Roma per ricostruire la dinamica. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, figlio di Netanyahu accusa Shin Bet: “Vuole rovesciare il governo di mio padre”

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(Adnkronos) – Accuse allo Shin Bet da Yair Netanyahu.Il figlio del premier israeliano Benjamin Netanyahu punta il dito contro l'agenzia di intelligence sostenendo stia cercando di rovesciare il governo del padre e "torturando" militari delle Idf nel mezzo di una serie di notizie che coinvolgono l'ufficio del primo ministro. "Lo Shin Bet che arresta e tortura per sciocchezze ufficiali delle Idf è lo stesso Shin Bet che alcuni mesi fa ha rilasciato il 'Dottor Mengele' di Gaza, il direttore dello Shifa Hospital, insieme con decine di terroristi con il pretesto che non c'era posto nelle carceri?", scrive in una serie di post su X rilanciati stamani dal Times of Israel. In un altro parla di "un colpo di stato contro la scelta democratica della popolazione da parte della Procura, dei media e dei tribunali", alludendo alle accuse di corruzione contro il padre.

E aggiunge: "Non c'è ancora stato un golpe contro la scelta democratica della popolazione da parte di tutti quanti sopra, più lo Shin Bet e i militari". "Una repubblica delle banane come l'America negli anni Sessanta", incalza Yair Netanyahu, a Miami da un anno.E in un altro post se la prende con le indagini che riguardano l'ufficio del premier israeliano, volte – a suo avviso – a "nascondere all'opinione pubblica le decisioni della giunta della notte del 7 ottobre che hanno escluso il premier". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ita-Lufthansa, scade termine per consegna del piano di integrazione

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(Adnkronos) – Oggi a mezzanotte scadrà il termine per la consegna alla Commissione Europea del piano finale per l'integrazione tra Ita e Lufthansa, in forse per via di disaccordi tra la compagnia tedesca e il Mef sul prezzo.Per l'esecutivo Ue, tuttavia, a quanto si apprende a Bruxelles, non si tratta di una scadenza tassativa: la Dg Concorrenza è più interessata ai rimedi che verranno messi in campo per ovviare agli effetti negativi per la concorrenza dell'integrazione tra le due compagnie che alla tempistica dell'operazione, un aspetto che riguarda più le parti in causa e gli azionisti.  Quindi, la scadenza non è tassativa e, se le parti avranno bisogno di più tempo e richiederanno una proroga, con tempi ragionevoli, può anche darsi che venga concessa: alla Commissione interessa che vengano messi in campo rimedi adeguati, se la fusione dovesse essere portata a termine. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kean, dal buio alla Juve ai gol con la Fiorentina: i segreti della rinascita

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(Adnkronos) – Nella Fiorentina che vola, l'uomo copertina è inevitabilmente Moise Kean.La tripletta di ieri contro il Verona lo ha incoronato come l'attaccante più in forma del campionato e candidato per una maglia da titolare nei prossimi impegni della Nazionale italiana contro Francia e Belgio.

Kean, arrivato in estate dalla Juventus per 'soli' 15 milioni, è già a quota 8 gol in Serie A, che si sommano ai tre segnati in Conference League, tra preliminari e fase finale, per un totale di 11 reti stagionali. Una partenza così a Firenze non la vedevano da tempo e i tifosi viola, che sognano a occhi aperti grazie al secondo posto in classifica, già scomodano paragoni eccellenti con mostri sacri come Batistuta, Toni o Gilardino.Kean in Toscana ha ritrovato forma e senso del gol, ma soprattutto fiducia, dopo anni bui in cui il suo indubbio talento era oscurato da prestazioni incolori e comportamenti spesso sopra le righe fuori dal campo. E anche Luciano Spalletti, che ieri si è gustato i tre gol rifilati all'Hellas dalle tribune del Franchi, non ha potuto ignorare la crescita esponenziale di Kean.

In un momento storico in cui in Italia non abbondano i bomber, il ct azzurro ha prima convocato Moise prima per le sfide di ottobre, salvo poi doverci rinunciare a causa di un infortunio, e ora per le partite contro Francia e Belgio.Il ballottaggio con Mateo Retegui, altro centravanti rinvigorito da Gasperini all'Atalanta e dominatore della classifica marcatori con 11 gol in Serie A, per una maglia da titolare domenica prossima contro i transalpini è aperto.  Dietro la rinascita di Kean ci sono ragioni tattiche e altre che superano il campo e abbracciano la sfera personale.

Moise ha sempre avuto un carattere particolare, che spesso gli ha causato problemi in spogliatoio e con diversi allenatori.Si diverte a fare rap e ha uno stile tutto suo, che spesso lo porta a sfoggiare outfit eclettici.

Ama essere al centro dell'attenzione, ma spesso soffre le pressioni.A Torino, con la maglia della Juventus, non sentiva fiducia, nonostante Allegri si affidasse spesso a lui per sostituire o affiancare Vlahovic.  "La maglia della Juventus", disse il tecnico livornese in una famosa conferenza stampa, "pesa molto più di qualunque altra in Serie A.

Perdere un pallone o sbagliare un gol qui, non è come farlo altrove".Si potrebbero spiegare così sia i problemi di Kean, che la sua rinascita viola.

Le tante critiche ricevute a Torino non lo aiutavano a esprimere un talento su cui nessuno ha mai avuto dubbi.A soli 24 anni Moise ha vestito la maglia bianconera, quella del Paris Saint-Germain, con ottimi risultati, ed è emigrato in Premier a suon di milioni, senza però affermarsi all'Everton. A Firenze Kean ha trovato un ambiente ambizioso e che vive di calcio, ma senza le aspettative e le pressioni dei grandi club.

La Fiorentina, dopo due finali di Conference League consecutive, sogna il grande salto e in estate si è affidata a un tecnico emergente ma che ha già accumulato esperienza in Serie A: Raffaele Palladino.L'ex Monza, dopo un inizio di stagione difficile, ha cucito un vestito su misura per sfruttare l'attacco alla profondità e l'esplosività in campo del suo attaccante, capace anche di segnare gol da rapace d'area come contro l'Hellas.

La rinascita di Kean, insomma, è frutto di lavoro e fiducia, che ora spera di godersi anche Luciano Spalletti. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tpl, il 13 novembre a Bari presentazione del Rapporto Intesa Sanpaolo – ASSTRA 2024

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(Adnkronos) –
Asstra e Intesa Sanpaolo presentano mercoledì 13 al Centro Congressi Villa Romanazzi Carducci a Bari la sesta edizione del Rapporto annuale sulle performance delle Imprese di Trasporto Pubblico Locale, un appuntamento di riferimento per il settore.L’evento sarà introdotto da Andrea Gibelli, Presidente di Asstra, e Matteo Colamussi, Presidente di Asstra Puglia, seguiti dai saluti istituzionali delle autorità locali Domenico Scaramuzzi, Assessore alla Cura del Territorio, con deleghe alle Opere Pubbliche, Reti e Mobilità Sostenibile del Comune di Bari, e Debora Ciliento, Assessore ai Trasporti e alla Mobilità Sostenibile della Regione Puglia.

L’evento vedrà inoltre l’intervento del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che offrirà una visione del Ministero sul tema della mobilità sostenibile. La presentazione del rapporto sarà curata da Laura Campanini, Responsabile Local Public Finance del Research Department di Intesa Sanpaolo, che illustrerà i principali risultati della ricerca.A seguire, un’intervista con Nicola Zaccheo, Presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), approfondirà il ruolo regolatorio e le prospettive del settore. La giornata proseguirà con una tavola rotonda moderata da Gianni Trovati, giornalista de Il Sole 24 Ore, e vedrà la partecipazione di: Fulvio Bonavitacola, Coordinatore della Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome; Michele Sperti, Vicepresidente Vicario di ANCI Puglia; Giuseppe Catalano, Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Puglia; Angelo Mautone, Direttore Generale della Direzione Generale per il Trasporto Pubblico Locale e Regionale e la Mobilità Pubblica Sostenibile del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Giuseppina Gualtieri, Vicepresidente Asstra; Massimo Nitti, Vicepresidente Asstra; Bruno Bitetti, Managing Partner di Studio Malena e Associati. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harry e l’influenza di Meghan, il principe rinuncia alla sua passione per la caccia

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(Adnkronos) –
Il principe Harry ha dovuto cambiare, e molto, dopo il suo matrimonio con Meghan Markle.Da cacciatore entusiasta qual era un tempo, il duca di Sussex – già fotografato con un bufalo d'acqua che aveva ucciso nel 2005 – prese la decisione etica di rinunciare agli sport sanguinari che la moglie non approvava, vendendo poco dopo le nozze due fucili realizzati a mano del valore stimato di 50.000 sterline (oltre 60.000 euro), rinunciando in questo modo a un regalo molto amato. La vendita avvenne prima che Meghan e Harry lasciassero il Regno Unito per il Canada e si trasferissero successivamente a Los Angeles.

Le armi da fuoco Purdey furono acquistate da un acquirente anonimo, un conoscente del quale ha riferito al Sun: "Le ha comprate perché le voleva, non perché appartenessero a Harry, ma è stato piuttosto contento quando l'ha scoperto.Sono esemplari bellissimi e lui ne è molto soddisfatto, ma non è il tipo di persona che vuole vantarsi del legame di questi oggetti con i reali". Ad aprile 2020, la primatologa britannica Jane Goodall aveva affermato di credere che Harry avrebbe rinunciato definitivamente alla caccia grazie all'influenza di Meghan.

La scienziata è un'amica della coppia ed è stata ospite nella loro ex casa, Frogmore Cottage a Windsor.Parlando a Radio Times, aveva affermato che il principe Harry e suo fratello il principe William sono paladini del mondo naturale, "tranne che cacciano e sparano.

Ma penso che Harry smetterà perché a Meghan non piace cacciare, quindi sospetto che per lui sia finita".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arriva classifica ‘Braciami Ancora’ su migliori steak house d’Italia 2025: ecco quali sono

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(Adnkronos) – I Due Cippi di Saturnia e la Braseria di Osio Sotto premiate come miglior Steak House d’Italia.La Toscana con nove ristoranti è la regione con più riconoscimenti.

E' stata pubblicata da 'Braciam Ancora', il network di riferimento per gli amanti della carne con oltre un milione di follower sui social, la classifica delle migliori 50 Steak House italiane 2025.
 Frutto di un'attenta selezione, questa classifica esalta un particolare settore dell’eccellenza gastronomica italiana, riconoscendo i locali che si distinguono per qualità, innovazione e competenza nel proporre menù dedicati alla carne.La classifica assegna ad ogni ristorante delle “fiamme” di merito.

Una fiamma è assegnata ai ristoranti di “ottimo livello”, due fiamme ai ristoranti il cui livello è considerato “eccellente” e tre fiamme ai ristoranti considerati straordinari e unici nel loro genere.  Eccellenza, ricerca e qualità come fari guida della propria mission.E ancora: studio quotidiano di un mercato in costante evoluzione e filosofia con la quale viene realizzato un menù dedicato alla carne.

Ricerca degli allevamenti virtuosi, servizio e competenza in sala, tecniche di cottura, qualità della cantina.Sono solo alcuni dei parametri che Braciami Ancora ha seguito per stilare la classifica delle migliori 50 Steak House d’Italia. “L’Italia si conferma una nazione dove, da Nord a Sud, il concept delle Steak House viene molto apprezzato.

Il livello è molto alto e cresce costantemente.Il desiderio da parte degli italiani di mangiare della carne di qualità è sempre più sentito e questa classifica vuole fornire una mappa delle eccellenze su questo settore”, racconta Michele Ruschioni, giornalista e fondatore di Braciami Ancora.  "Rispetto alle precedenti classifiche ci siamo accorti che, in questi due anni, la qualità e il livello delle steak house si è alzato moltissimo e questo ci ha portati ad ampliare il numero di attività da premiare – spiega Ruschioni – Tra i locali c'è di tutto: il ristorante storico, come ad esempio I Due Cippi che negli anni ha avuto una crescita costante, ma anche locali relativamente giovani". "La clientela delle steak house – conclude il giornalista – è molto eterogenea, ma certamente si tratta di ristoranti dove la soglia di spesa non è come quella di un fast food".   Le Tre Fiamme di Braciami Ancora, massimo riconoscimento di questa classifica, vanno a due ristoranti.

I Due Cippi di Saturnia, in provincia di Grosseto, e La Braseria a Osio Sotto, provincia di Bergamo. "Questi due ristoranti – fa sapere Braciami Ancora – hanno un menù dedicato alla carne di altissimo livello e rappresentano il top del top a livello nazionale e internazionale.Qui il culto della brace, la cura del dettaglio, le abilità nella cottura della carne e la filosofia sul quale poggiano il loro lavoro non hanno eguali".   "Sono locali – sottolineano dal network – dove il livello è molto alto e nel loro ambito possono essere definiti un punto di riferimento: Bifro' a Torino (che si porta a casa anche il premio Miglior Cantina 2025), Bifulco a Ottaviano (Napoli), Via di Guinceri a Vicariello (Livorno), Antica Trattoria del Reno a Bologna (premiato anche come ristorante con il miglior servizio 2025), Asina Luna a Peschiera Borromeo (Milano), La Griglia di Varrone a Milano, Rocco Caggiano il Sapore del Fuoco a Grottaminarda (Avellino), Matigusta a Marina di Altidona (Fermo), Trattoria dall'Oste a Firenze.   I ristoranti carnivori che vengono insigniti con una Fiamma sono locali con un livello molto buono e con una selezione di carni studiata in modo accurato e una proposta interessante e ben eseguita.

Si tratta di: Kluit – Sappada (Udine); Brace Pura a Torino; Braceria del Crotto a Morbegno (Sondrio); Braceria DaMa a Brebbia (Varese); Il Grill del Grillo a Cesate (Milano); L'Artigiano in Salice a Rivanazzano Terme (Pavia); SteakHouse Panorama a Rablà (Bolzano); Il Braciere di Eraclea ad Eraclea (Venezia); Retrò Osteria Veneta a Marcon (Venezia); Regina Bistecca a Firenze; La Locanda di Ansedonia ad Ansedonia (Grosseto); Antico Casale di Scansano a Scasano (Grosseto); Griglieria Giaccherini da Maria a Terranova Bracciolini (Arezzo); La Braceria a Cortona (Arezzo); Barroso BeefSteccheria a Pisa; Nana Meat & Wine a La Spezia; Passatempo Bbq a Perugia; Dupon Meat House a Monterotondo (Roma); Beef Bazaar a Roma; Mamma Mia a Roma; Da Lina 1905 a Stimigliano (Rieti); Lo Zio Barrett a Bussi sul Tirino (Chieti); Dogana Golosa a Caserta; La Baita a Maddaloni (Caserta); Carlino Superior Beef a Santa Maria La Carità (Napoli); Fattoria del Campiglione a Napoli; Al Vecchio Capannaccio a Ischia (Napoli); Tavernetta Colauri a Napoli; Da Gianni Braceria a Terlizzi (Bari); EnoCocus a Ceglie Messapica (Brindisi); Sa Tanca e Bore a Siniscola (Nuoro); Nerac ad Alghero (Sassari); Da Antonio il Macellaio a Panarea (Messina); Seidita Steakhouse a Palermo; La Brace Food Experience a Palermo; Chilogrammo a Catania; Ostaria a Siracusa; Cora d' Zia a Campobasso. Braciamiancora ha assegnato anche dei premi speciali individuando alcuni aspetti e settori fondamentali che contraddistinguono una Steak House, oltre a votare la miglior steak house aperta da italiani in Europa: miglior steak house italiana in Europa 2025 Era Ora (Malta); steak house con il miglior servizio di sala 2025 Antica Trattoria del Reno (Bologna); steak house con la Miglior cantina 2025 a Bifrò (Torino); miglior primo piatto carnivoro 2025 I pici all'ocio di Griglieria Giaccherini da Maria a Terranuova Bracciolini (Arezzo); miglior comunicazione social 2025 Sa Tanca e Bore Siniscola (Nuoro); miglior tartare 2025 Carlino Superior Beef a Santa Maria la carità (Napoli).   La regione più premiata à la Toscana con 9 ristoranti, segue la Lombardia con 7, la Campania con 6, la Sicilia con 5 e il Lazio con 4.Premiate due steak house rispettivamente a Ischia (Al Vecchio Capannaccio) e Panarea (da Antonio il Macellaio).  —gastronomiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ricetta medica solo elettronica, Schillaci: “Verificheremo tenuta sistemi”

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(Adnkronos) –
La ricetta medica elettronica estesa a tutte le prescrizioni, anche quelle 'bianche' che fino ad oggi erano cartacee, "è stata una misura condivisa con i medici per diminuire il carico di lavoro amministrativo.E quindi io credo che sia stato utile farlo.

Verificheremo poi se i sistemi, come crediamo, sono in grado di reggere all'incremento di questo tipo di applicazione".Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in merito alla novità sulle prescrizioni per cui i l'Ordine nazionale dei medici ha espresso perplessità relative alla tenuta dei sistemi informatici di supporto rispetto alla massa di prescrizioni previste.  Schillaci ha spiegato all'Adnkronos Salute – a margine dell'incontro 'Evoluzione tecnologica e Intelligenza artificiale in diagnostica per immagini.

Stato dell'arte e prospettive' in corso all'ospedale Isola Tiberina 'Gemelli Isola' di Roma – che si tratta di "una riforma importante che va proprio in direzione di rendere più facile e meno burocratico il lavoro soprattutto dei medici di famiglia".In tema di intelligenza artificiale e tecnologie, il ministro ha sottolineato che si tratta di "un volano, sono fondamentali per migliorare l'assistenza sanitaria per tutti.

Per questo è importante essere al passo con i tempi anche in sanità". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emmi (Cesvi): “Oltre il 60% di chi la soffre è donna”

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(Adnkronos) – "Crisi climatiche e conflitti hanno fatto aumentare i livelli di malnutrizione di oltre 200 milioni di persone.Soprattutto in Africa, Sud del Sahara e Asia meridionale.

Oltre il 60% delle persone che soffrono la fame sono donne e le donne hanno un ruolo centrale nei processi di sicurezza alimentare delle loro famiglie.lo abbiamo chiamato ‘il paradosso delle donne’”.

Lo ha ricordato all’Adnkronos Valeria Emmi, networking and advocacy manager di Cesvi intervistata in occasione della diffusione della 19esima edizione del Ghi, l’Indice globale della fame, curato ogni anno dall’organizzazione umanitaria italiana Cesvi. Il Ghi 2024 traccia i contorni di uno scenario allarmante: “L'indice globale della fame analizza 130 Paesi, quelli per cui sono disponibili i dati.In sei Paesi registriamo un livello di fame allarmante.

Tra questi anche la Somalia, Gaza.Paesi per lo più concentrati nell'Africa a sud del Sahara e nell'area asiatica – illustra Valeria Emmi di Cesvi – Stiamo vivendo un'epoca di crisi interconnesse, in aumento e permanenti.

Sono due, in particolar modo quelle che stanno accelerando l'aumento della fame nel mondo: i conflitti e i cambiamenti climatici.L'impatto del cambiamento climatico, che sperimentiamo anche nei nostri territori, sta aggravando i livelli di fame: sono 399 le catastrofi naturali che abbiamo registrato nel 2023, più di una al giorno.

Eventi che hanno provocato 86 mila morti e colpito 93,1 milioni di persone.A causa delle guerre poi, come per esempio a Gaza o in Sudan – continua – si stanno generando vere e proprie catastrofi in termini di sicurezza alimentare e aleggia lo spettro della carestia.

Nella stessa Striscia di Gaza, dove Cesvi opera, il 96% della popolazione è precipitata dell'insicurezza alimentare catastrofica o acuta”. Cesvi già da anni ha lanciato l'allarme per l’aumento della fame nel mondo: “I risultati raggiunti fino al 2015 sono in totale regressione – sottolinea la networking and advocacy manager di Cesvi – La comunità internazionale si è data l’obiettivo Fame zero entro il 2030, ma con i ritmi attuali di contrasto alla malnutrizione raggiungeremo l'obiettivo nel 2160.Non abbiamo 166 anni per poter contrastare la fame”, il suo monito. “Siamo in un momento particolarmente rilevante dal punto di vista delle politiche internazionali – fa sapere Emmi – È appena stata avviata a Baku la Conferenza sul clima, la COP 29.

Tra qualche giorno", il 20 novembre, "celebreremo la Giornata internazionale dell'infanzia.Questi sono momenti in cui gli Stati, i decisori politici, si ritrovano e possono davvero fare la differenza, perché l'azione è necessaria ed è soprattutto urgente.

Altrimenti – conclude – rischiamo di ipotecare il futuro delle delle prossime generazioni”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malavasi (Cesvi): “In Etiopia 3 progetti basati su resilienza nell’emergenza”

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(Adnkronos) – “Stiamo attuando diversi progetti nella regione meridionale dell'Etiopia, in particolare in Burkina e nella Somali Region dell'Etiopia.Si tratta di tre progetti integrati in un programma basato sulla resilienza integrata nell'emergenza”.

Lo afferma all’Adnkronos Marcello Malavasi, head of mission per Cesvi in Etiopia, a proposito della 19esima edizione del Ghi, l’Indice globale della fame curato ogni anno da Cesvi, l’organizzazione umanitaria italiana. “Il primo progetto si concentrava su una risposta immediata all’emergenza per soddisfare le esigenze e i bisogni di sopravvivenza della popolazione – spiega – come la distribuzione di denaro e di kit igienici.Il secondo progetto si è rivolto al rafforzamento dei sistemi di allerta precoce e ci ha visti lavorare con le autorità locali per mettere in piedi dei meccanismi di allerta precoce e di protezione basata sulla comunità.

Sono quindi le comunità stesse che vengono addestrate ad avere degli strumenti per rispondere alle emergenze, senza aver sempre bisogno dell'intervento di attori esterni come Cesvi ed altre organizzazioni non governative internazionali”.  “Infine c'è una terza fase del progetto, che punta a dare una resilienza di lungo periodo – aggiunge Malavasi – con interventi di restauro della rete idrica rivolti a permettere un'agricoltura di irrigazione.Si tratta infatti di zone abitate prevalentemente da pastori e in Etiopia l'agricoltura è basata sulle piogge, quindi nel momento in cui ci sono delle delle stagioni di siccità l'agricoltura diventa impossibile.

Cesvi sta realizzando dei progetti di irrigazione per permettere la pratica agricola anche in stagioni di siccità.Durante i periodi di siccità il danno maggiore per le comunità è la moria del bestiame, che comporta un disastro economico per queste comunità.

Per questo motivo stiamo mettendo in piedi anche dei sistemi di assicurazione, in collaborazione con un'agenzia delle Nazioni Unite, che possano permettere di mitigare i danni economici peggiori durante le siccità”. “La giustizia di genere è al centro dei nostri interventi – sottolinea Malavasi – Le nostre risposte danno infatti sempre priorità ai gruppi più vulnerabili, in accordo con le decisioni prese dai comitati locali, ovvero le famiglie guidate da donne e le famiglie numerose.L'unica richiesta da parte di Cesvi è appunto che ci sia una rappresentanza femminile nei comitati locali.

Quando ci sono le nostre attività di distribuzione e le attività di rafforzamento dei meccanismi di assicurazione, al centro di queste operazioni c'è sempre una rappresentanza femminile vicina e quasi mai inferiore al 60%, così da provare a dare rappresentanza e presenza alle donne di queste comunità”. “Siamo molto consapevoli che le dinamiche di potere sono difficili da modificare – puntualizza l’head of mission per Cesvi in Etiopia – Noi cerchiamo di spingere questi cambiamenti senza creare contrasti nella comunità, non vogliamo sconvolgere queste comunità ma favorire la presenza femminile nei momenti di decisione e nella gestione di quel potere che viene attribuito attraverso la distribuzione di denaro e di opportunità.Siamo ben consapevoli però che questi sono processi lenti e che accelerarli potrebbe produrre anche risultati violenti, quindi c'è una grandissima attenzione a cercare di lavorare con le comunità e con i comitati locali dando spazio alla rappresentanza di genere in un modo che non sia sconvolgente e che non produca violenza in queste in queste comunità, dove comunque la presenza dell'ingiustizia di genere è molto forte”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bolelli/Vavassori-Bopanna/Ebden: orario, precedenti e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Dopo l'esordio vincente di Jannik Sinner, scendono di nuovo in campo i tennisti italiani.Alle Finals di Torino oggi, lunedì 11 novembre, toccherà al doppio formato da Simone Bolelli e Andrea Vavassori.

Gli azzurri sfideranno la coppia composta dall'indiano Rohan Bopanna e dall’australiano Matthew Ebden nel Gruppo 'Bob Bryan'. Nell'altra partita del girone, in programma verso le 12 circa, il salvadoregno Marcelo Arevalo e il croato Mate Pavic affronteranno i tedeschi Kevin Krawietz e Tim Putz.  Il match tra Bolelli/Vavassori e Bopanna/Ebden è in programma oggi, lunedì 11 settembre, non prima delle ore 18.Le due coppie si sono affrontate per quattro volte, con gli scontri diretti che sono in perfetta parità: due vittorie per parte.  La sfida di Bolelli e Vavassori sarà trasmessa, come tutte le Finals di Torino, sui canali di SkySport, ma visibile anche in chiaro su Rai 2.

Il match sarà disponibile anche in streaming su RaiPlay, Now, Tennis Tv e l'app Sky Go.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fame, Martina (Fao): “Conflitti e crisi climatica aggravano situazione”

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(Adnkronos) – “Negli ultimi anni, purtroppo, abbiamo assistito ad uno spaventoso peggioramento delle condizioni dell'insicurezza alimentare globale per effetto di tre grandi criticità: l'impatto dei conflitti, l’effetto del cambiamento climatico e situazioni assolutamente impreviste e straordinarie come la pandemia”.Lo sottolinea all’AdnKronos Maurizio Martina, direttore generale aggiunto della Fao, l'organizzazione delle Nazioni unite per l'alimentazione e l’agricoltura, a proposito della 19esima edizione del Ghi, l’Indice globale della fame curato ogni anno da Cesvi, l’organizzazione umanitaria italiana. “Soprattutto nei paesi in via di sviluppo, siamo impegnati a lavorare con le istituzioni e con i governi all’implementazione di progetti concreti che riescano a gestire meglio la resilienza delle comunità locali – spiega Martina – Per farlo, è fondamentale impegnare più risorse finanziarie da parte dei Paesi più forti verso i Paesi più fragili, per fare in modo che questi progetti, che si focalizzano su diverse aree strategiche, possano appunto essere implementati”. “Parlo di gestione dell'acqua, di gestione delle crisi climatiche, di trasformazione dei sistemi allevatoriali e di altri interventi fondamentali al servizio delle comunità locali, come la forestazione e le politiche per la pesca sostenibile.

Non è facile, ma questo è il nostro compito fondamentale oggi – aggiunge il vice direttore generale della Fao – Stiamo lavorando anche nella Striscia di Gaza in condizioni difficilissime, grazie anche al contributo del Governo italiano attraverso l'iniziativa ‘Food for Gaza’.Fino a qualche mese fa 400.000 persone anche nella Striscia di Gaza vivevano sostanzialmente di agricoltura e di allevamento domestici.

Il nostro compito è quello di provare a supportare queste realtà con attività di emergenza, per fare in modo che non si distrugga completamente anche questa agricoltura di sussistenza, che ha sempre dato una mano alla sicurezza alimentare di quel territorio e di quelle comunità.Speriamo di poter lavorare di più e meglio, anche a partire dai prossimi giorni, ma la situazione è estremamente complicata”.  “Oggi solo il 4% circa dell'intera finanza climatica mobilitata nel mondo è destinata alla trasformazione dei sistemi agricoli alimentari. È troppo poco, se noi vogliamo in futuro dei sistemi agricoli alimentari più resilienti, più sostenibili, abbiamo bisogno di mobilitare innanzitutto più risorse finanziarie per sostenere questa trasformazione – conclude – Dalla prossima Cop 29 noi ci aspettiamo un'accelerazione degli impegni operativi concreti.

Si sono dette tante cose, si sono assunti anche importanti impegni generali.Ora bisogna concretizzarli il più rapidamente possibile.

Più noi perdiamo tempo più rischiamo di distruggere una parte dei nostri sistemi agricoli alimentari”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Olivia Rodrigo, unica data italiana agli I-Days 2025

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(Adnkronos) – Dopo Dua Lipa e Justin Timberlake gli I-Days Milano 2025 sono pronti ad accogliere Olivia Rodrigo, la cantautrice multi-platino vincitrice di 3 Grammy Award.La pop star americana, salita alla ribalta mondiale nel 2021, arriverà a Milano il 15 luglio 2025 pronta per condividere con il pubblico dell’Ippodromo Snai La Maura le sue canzoni in cima alle classifiche.

Si tratta dell’unica data in Italia del suo tour 2025.I biglietti per lo show saranno disponibili in prevendita sulla App I-Days mercoledì 13 novembre (ore 10) su My Live Nation e Comcerto Family dalle 10 di giovedì 14 novembre e in vendita generale dalle 10 di venerdì 15 novembre su Ticketmaster, Ticketone e Vivaticket.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Robbie Williams, tour fa tappa in Italia nel 2025: il concerto a luglio

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(Adnkronos) – La popstar inglese Robbie Williams arriva in Italia con un unico appuntamento nel 2025, giovedì 17 luglio allo Stadio Nereo Rocco di Trieste con il tour ‘Robbie Williams Live 2025’.  A distanza di due anni dalle due trionfali date all’Unipol Arena di Bologna, i fan italiani avranno finalmente l'opportunità di assistere dal vivo all’esibizione di una delle voci più iconiche del panorama musicale. Il tour 2025 vedrà l'icona mondiale esibirsi in città del Regno Unito, dell'Irlanda e dell'Europa la prossima estate. ‘Robbie Williams Live 2025’ si aprirà a Edimburgo il 31 maggio.Il tour toccherà poi Londra, Manchester e Bath, prima di dirigersi in Europa con date in paesi come Irlanda, Francia, Germania, Spagna, Italia e Svezia.  I titolari di carta Mastercard avranno accesso prioritario ai biglietti a partire dalle 11 di giovedì 14 novembre.

La vendita generale dei biglietti sarà aperta alle 11 di venerdì 15 novembre su ticketmaster.it, ticketone.it e vivaticket.com. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cesvi, cresce fame con eventi climatici estremi e guerre, 1 persona su 11 nel mondo la soffre

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(Adnkronos) – Eventi climatici estremi e guerre hanno fatto crescere di oltre il 26% in appena quattro anni il numero di persone che soffrono la fame e i progressi mondiali per la lotta alla malnutrizione stanno rallentando in modo preoccupante, allontanando sempre più l’obiettivo Fame Zero entro il 2030: se si manterrà questo ritmo, il mondo raggiungerà un livello di fame basso solo nel 2160, tra più di 130 anni. È quanto emerge dall’Indice Globale della Fame 2024 (Global Hunger Index – Ghi), tra i principali rapporti internazionali sulla misurazione della fame nel mondo, curato da Cesvi per l’edizione italiana e redatto annualmente da Welthungerhilfe e Concern Wordlwide, organizzazioni umanitarie che fanno parte del network europeo Alliance2015 – di cui anche Cesvi è parte – e, da quest’anno, insieme anche a Ifhv – Institute for International Law of Peace and Armed Conflict.Nel 2023 sono state 733 milioni (oltre 152 milioni in più rispetto al 2019) le persone che hanno sofferto la fame, una persona su 11 nel mondo e una su cinque in Africa.

Sono, invece, quasi 3 miliardi quelle che non hanno potuto permettersi una dieta sana a causa dell'aumento dei prezzi alimentari e della crisi del costo della vita. "L’insicurezza alimentare acuta e il rischio di carestia sono in aumento e l'uso della fame come arma di guerra sta dilagando – spiega Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi – e alla base di questi dati allarmanti c'è uno stato di crisi permanente causato da conflitti diffusi, dal crescente impatto dei cambiamenti climatici, da problemi di ordine economico, dalle crisi del debito e dalle disuguaglianze.Intervenire è ancora possibile, anche se diventa sempre più urgente farlo in maniera rapida e strutturata.

Alcuni Paesi hanno, infatti, dimostrato che il progresso è un obiettivo realizzabile: in Somalia, Bangladesh, Mozambico, Nepal e Togo, per esempio, si sono registrate notevoli riduzioni dei punteggi di Ghi sulla malnutrizione, anche se la fame resta comunque un problema serio". L’Indice Globale della Fame (Ghi) misura la fame a livello globale, regionale e nazionale basandosi su quattro indicatori: denutrizione, deperimento infantile, arresto della crescita infantile e mortalità dei bambini sotto i cinque anni.Quest’anno il punteggio Ghi del mondo è di 18.3, ovvero fame a livello moderato.

In 6 Paesi (Somalia, Burundi, Ciad, Madagascar, Sud Sudan e Yemen), nonostante i miglioramenti in alcuni di essi, è stato riscontrato un livello di fame ancora allarmante e in ulteriori 362 un livello di fame grave. "I progressi compiuti nella lotta contro la fame tra il 2000 e il 2016 dimostrano che un miglioramento sostanziale è possibile, anche in tempi ragionevoli – sottolinea Piziali – ma purtroppo dal 2016, quando il punteggio Ghi globale era 18.8, per il mondo nel suo complesso e per molti Paesi, i progressi si sono arenati e in alcuni Paesi si sono registrate addirittura delle inversioni di tendenza". In ben due terzi dei 130 Paesi esaminati nell’edizione 2024 del Ghi, la denutrizione non ha registrato miglioramenti o è addirittura aumentata.In particolare, in 22 Paesi con punteggi di Ghi 2024 moderati, gravi o allarmanti, è stato rilevato un peggioramento rispetto al 2016 e in 5 Paesi (Venezuela, Siria, Libia, Giordania e Figi) addirittura anche rispetto al 2000.

In base alle attuali proiezioni del Ghi, al ritmo attuale, sono almeno 64 i Paesi che non raggiungeranno livelli di fame bassi, tanto meno l’obiettivo Fame Zero, entro il 2030.Si stima infatti che, con il ritmo attuale, nel 2030, 582 milioni di persone saranno ancora cronicamente denutrite, la metà delle quali in Africa; un numero paragonabile alla popolazione denutrita nel 2015, anno in cui il mondo si è impegnato a eliminare la fame entro il 2030. Dal Ghi emerge, inoltre, che l'insicurezza alimentare acuta si sta rapidamente aggravando, con condizioni di carestia in crescita, in diversi Stati e territori, tra cui Gaza, Sudan, Haiti, Burkina Faso, Mali e Sud Sudan e che solo in un numero ridotto di Paesi (Bangladesh, Mongolia, Mozambico, Nepal, Somalia e Togo) sono stati registrati miglioramenti significativi, sebbene continuino ad essere presenti livelli di fame troppo elevati.

In America Latina e Caraibi il rallentamento della crescita è aumentato anche tra il 2016 e il 2023, con situazioni critiche nei territori di Haiti, Brasile e Argentina.Haiti, in particolare, è tra i paesi con i maggiori aumenti nei punteggi Ghi tra il 2016 e il 2023, principalmente a causa dell'aumento della malnutrizione: i livelli di fame stanno aumentando drasticamente, mentre il Paese affronta una serie di shock concomitanti, tra cui piogge irregolari, inflazione e turbolenze politiche che hanno generato violenze delle bande e sfollamenti interni. Oltre a valutare le tendenze e ad analizzare i livelli della fame, il report Ghi di quest'anno approfondisce l'importanza di affrontare la disuguaglianza di genere per raggiungere la resilienza climatica e l'obiettivo Fame Zero. "La disuguaglianza di genere è una delle minacce più pervasive allo sviluppo sostenibile e alla realizzazione del diritto al cibo – spiega Piziali – le donne sono infatti protagoniste di un vero e proprio paradosso: sono oltre il 60% delle persone che soffrono la fame pur essendo un pilastro della sicurezza alimentare delle loro famiglie.

Oltre il 43% della forza lavoro agricola nei Paesi in via di sviluppo è infatti femminile, anche se le donne possiedono una minima percentuale delle terre agricole e hanno accesso limitato a risorse come sementi, fertilizzanti e credito".L'insicurezza alimentare delle donne si ripercuote sui bambini.

La malnutrizione infantile è infatti strettamente correlata a quella materna, perpetuando un ciclo intergenerazionale di fame e povertà che colpisce i bambini già nei primi giorni di vita o ancor prima della nascita: oltre 94 milioni di donne e ragazze soffrono di malnutrizione acuta in gravidanza e durante l’allattamento.La situazione peggiora ulteriormente con la crescita: sono oltre 36 mln i bambini sotto i 5 anni malnutriti e tra questi oltre 9 mln soffrono di malnutrizione grave e hanno quindi bisogno di cure urgenti. "Secondo le stime della Fao, colmare i divari di genere nei sistemi agroalimentari potrebbe aumentare il PIL globale di quasi 1.000 miliardi di dollari, riducendo di 45 milioni il numero di persone afflitte dall’insicurezza alimentare.– spiega Piziali – Se ciò non dovesse accadere entro il 2030 quasi un quarto delle donne e delle ragazze di tutto il mondo (23,5%) sarà in condizioni di moderata o grave insicurezza alimentare".

Dal Ghi emerge che la giustizia di genere, essenziale per un futuro equo e sostenibile, si basa su riconoscimento (modifica delle norme di genere discriminatorie), ridistribuzione (assegnazione di risorse e opportunità per correggere le disuguaglianze di genere) e rappresentanza (ridurre il divario di genere nella partecipazione delle donne alla politica e nei processi decisionali): per ottenere un cambiamento reale, è cruciale garantire alle donne l’accesso alle risorse e affrontare le disuguaglianze strutturali come le dinamiche di classe e il controllo delle imprese sui sistemi produttivi. Mentre a Baku (Azerbaigian) è in corso la Cop29 (Conferenza Onu sui cambiamenti climatici), il GHI denuncia che la fame nel mondo si sta rapidamente aggravando anche a causa delle crisi climatiche sempre più frequenti ed estreme.Nel solo 2023 si sono verificate 399 catastrofi naturali, più di 1 al giorno.

Questi eventi hanno provocato 86.473 morti e colpito 93,1 mln di persone, causando 202,7 mld di perdite economiche.Gli eventi meteorologici estremi, in particolare, nell’ultimo anno hanno peggiorato i livelli di fame in 18 Paesi, facendo precipitare in condizioni di insicurezza alimentare acuta oltre 72 mln di persone, 15 mln in più rispetto al 20229 Nel mondo milioni di persone sopravvivono grazie all’agricoltura e sono quindi particolarmente sensibili alle variazioni climatiche.

Se non ci saranno cambiamenti di rotta, i raccolti di grano, riso e mais potrebbero ulteriormente diminuire, colpendo in particolare le comunità rurali, le famiglie a basso reddito e i gruppi già marginalizzati che sono fra i più vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici.Tra le regioni più colpite l'Africa Sub-Sahariana, il Sud-Est Asiatico e l'America Latina. La situazione è particolarmente critica nell’area del Corno d’Africa, alle prese con una crisi climatica estrema, segnata dall’alternarsi di lunghissimi periodi di siccità e devastanti inondazioni.

In Somalia, il livello di malnutrizione è ormai gravissimo e stagioni consecutive di scarse precipitazioni, problemi di sicurezza, effetti della guerra in Ucraina e conseguenze dei cambiamenti climatici hanno spinto le comunità più vulnerabili al limite; per questo Cesvi opera da molti anni nel Paese per rispondere ai bisogni nutrizionali dei più vulnerabili, attraverso 3 centri di salute nei quali si occupa di cura e nutrizione per neonati e mamme, attraverso la somministrazione di terapie nutrizionali salvavita oltre che del monitoraggio continuo delle condizioni dei pazienti.Le condizioni sono molto complesse anche in Etiopia a causa di una siccità gravissima.

Dal 2021 l’area ha saltato cinque stagioni di piogge consecutive, causando la perdita di bestiame, principale fonte di sostentamento per le comunità, e portando così ad un aumento della malnutrizione.Qui Cesvi sostiene la popolazione attraverso progetti di assistenza in denaro, riabilitazione e restauro di bacini per il raccoglimento dell’acqua, preparazione dei terreni al pascolo e attività di peacebuilding per aiutare le comunità a condividere le risorse in un’ottica di aiuto reciproco. A peggiorare la situazione alimentare mondiale anche le guerre e i conflitti armati, come dimostra il caso emblematico della Striscia di Gaza, che in meno di un anno ha visto il 96% della popolazione (2,15 milioni di persone) precipitare nell’insicurezza alimentare catastrofica o acuta.

Le operazioni militari hanno rapidamente devastato le infrastrutture agricole e di pesca del territorio e inferto un duro colpo anche all’allevamento.Quasi il 68% dei terreni agricoli di Gaza è stato danneggiato, riducendo drasticamente la produzione di cibo.

Il 52,5% dei pozzi agricoli (1.188) e 44% delle serre sono stati gravemente compromessi, le attività agricole sono quasi totalmente interrotte e molte aree sono contaminate da ordigni inesplosi: si stima che ci potrebbero volerci fino 14 anni per eliminare tutte le minacce esplosive.Le attività di pesca sono state gravemente compromesse a causa del blocco navale e degli attacchi alle imbarcazioni, riducendo notevolmente la disponibilità di pesce, una risorsa alimentare cruciale per Gaza.

Gravissima anche la situazione degli allevamenti con il 95% del bestiame andato perduto.La distruzione di infrastrutture vitali come le riserve idriche e le strutture di trattamento dell'acqua ha ulteriormente aggravato la crisi: l'accesso limitato all'acqua potabile ha aumentato il rischio di malattie legate alla malnutrizione e alle condizioni igieniche carenti. Nonostante le enormi difficoltà di accesso degli operatori umanitari, Cesvi sta sostenendo la popolazione da oltre un anno attraverso la distribuzione di acqua e cibo e con interventi, anche strutturali, per il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie nei rifugi.

Oltre a distribuire acqua potabile a oltre 100mila persone, l’organizzazione umanitaria in questi mesi ha dotato 7 accampamenti di cisterne da 1.500 litri e attivato interventi per ripristinare sistema fognari e latrine; l’obiettivo per i prossimi mesi è sostenere altre 35mila persone, tra cui 16mila bambini.Parallelamente sono state distribuite oltre 18 tonnellate di Plumpy’Nut, cibo terapeutico per la cura della malnutrizione acuta ed è in corso la consegna di pacchi alimentari alle famiglie sfollate nel nord della Striscia di Gaza, dando priorità a bambini, donne incinte, anziani e malati. Nell’ultimo anno i conflitti armati hanno peggiorato i livelli di fame in ben 20 Paesi, trascinando quasi 135 milioni di persone nell’insicurezza alimentare acuta a causa della combinazione di scontri prolungati, blocchi economici e distruzione di terreni agricoli.

La situazione è poi particolarmente critica in Sudan, Paese che sta affrontando un’emergenza fame di dimensioni mai viste dai tempi della crisi del Darfur dei primi anni 2000: l'escalation del conflitto, la distruzione deliberata del sistema alimentare del Paese, la perturbazione dei meccanismi di adattamento della popolazione e la difficoltà di accesso degli aiuti umanitari hanno portato il Paese sull'orlo della carestia.Attualmente sono oltre 20,3 milioni le persone che affrontano alti livelli di insicurezza alimentare acuta, con un aumento di 8,6 milioni in un solo anno.

Qui Cesvi sta intervenendo con l'obiettivo di fornire assistenza salvavita alle popolazioni vulnerabili colpite dal conflitto attivo garantendo sicurezza alimentare, nutrizione, acqua e servizi igienico-sanitari, oltre a fornire una programmazione integrata multisettoriale a lungo termine.Il devastante effetto dei conflitti sulla malnutrizione non risparmia l’Europa: anche l’Ucraina a causa della guerra nell’ultimo anno ha visto peggiorare il proprio punteggio Ghi sulla malnutrizione.

Sebbene i punteggi Ghi siano migliorati significativamente negli ultimi due decenni, l’Africa a sud del Sahara e l’Asia meridionale restano le regioni con i livelli di fame più alti del mondo, con punteggi GHI rispettivamente di 26,8 e 26,2 (livello grave). L'Africa subsahariana registra le percentuali più elevate di denutrizione e mortalità infantile.Tra il 2016 e il 2023, la denutrizione è aumentata soprattutto in Africa occidentale e centrale, a causa di conflitti e crisi economiche.

Nel 2022, il 72% della popolazione non poteva permettersi una dieta sana, il tasso più alto al mondo.Inoltre, in cinque Paesi della regione, oltre 1 bambino su 10 muore prima dei cinque anni, ed è l’area che detiene il più alto tasso di mortalità neonatale globale (40%).

A questo si aggiungono le conseguenze dei cambiamenti climatici che hanno ridotto la produttività agricola del 34% dal 1961 nella regione.In Zimbabwe e Zambia una delle peggiori siccità mai registrate ha devastato le colture di sussistenza.

Analogamente, molti paesi dell’Africa orientale hanno sperimentato la siccità più grave degli ultimi 40 anni, che ha portato a mancati raccolti, perdite di bestiame, riduzione della disponibilità d'acqua e un aumento dei conflitti. L’alto livello regionale di fame dell’Asia meridionale è determinato in gran parte dall’aumento della denutrizione e sottonutrizione infantile a livelli costantemente alti, provocata alla scarsa qualità della dieta, dalle difficoltà economiche e dal crescente impatto delle calamità naturali.La regione detiene il tasso più alto di deperimento infantile di tutte le regioni del mondo.

In Afghanistan, la sicurezza alimentare è peggiorata dal 2016 a causa del conflitto, dell'instabilità economica e dei disastri che hanno colpito l'agricoltura e gli aiuti.Il Paese ha registrato un aumento significativo della denutrizione e uno dei più alti tassi di arresto della crescita infantile, pari solo al Niger.

Il Pakistan è colpito da un’alta inflazione, deficit fiscali e calamità naturali.Le inondazioni estreme del 2022, legate ai cambiamenti climatici, hanno ulteriormente aggravato la crisi alimentare. "Dal Ghi emerge con forza che non c’è più tempo – conclude Piziali – è improcrastinabile agire in maniera concreta e incisiva sul problema della fame, mettendo i diritti umani in primo piano nell’attuazione delle politiche sul clima, la nutrizione e i sistemi alimentari.

In particolare, come emerge dalle raccomandazioni strategiche contenute del rapporto è fondamentale rafforzare il senso di responsabilità nei confronti del diritto internazionale e l'applicabilità del diritto a un'alimentazione adeguata, promuovere approcci trasformativi di genere ai sistemi alimentari e alle politiche e programmi climatici e fare investimenti che integrino e promuovano la giustizia di genere, climatica e alimentare, ridistribuendo le risorse pubbliche in modo da correggere le disuguaglianze strutturali". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Libano, “qualche progresso verso cessate fuoco”

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(Adnkronos) – "Qualche progresso" per il cessate il fuoco tra Israele e Libano.Lo ha riferito il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar che, rispondendo ad una domanda specifica, ha detto: "C'è stato qualche progresso, stiamo lavorando con gli americani su questo".  Sa'arha anche parlato dei fermi scattati dopo i fatti di Amsterdam. "Sono stato informato dal sindaco di Amsterdam che è stata creata una squadra investigativa apposita, ma posso dire che finora il numero degli arresti è molto basso", ha affermato, aggiungendo che Israele ha offerto il suo contributo alle indagini.  Gli Houthi dello Yemen, che da anni l'Iran è accusato di sostenere, rivendicano un attacco contro il centro di Israele.

Secondo il portavoce Yahya Saree, gli Houthi "hanno condotto un'operazione con la base militare di Nahal Sorek (a sudest di Haifa) nel mirino".Il portavoce ha parlato di "un lancio preciso e di un incendio nei pressi del sito preso di mira".   Accuse allo Shin Bet da Yair Netanyahu.

Il figlio del premier israeliano Benjamin Netanyahu punta il dito contro l'Agenzia sostenendo stia cercando di rovesciare il governo del padre e "torturando" militari delle Idf nel mezzo di una serie di notizie che coinvolgono l'ufficio del primo ministro. "Lo Shi Bet che arresta e tortura per sciocchezze ufficiali delle Idf, è lo stesso Shin Bet che alcuni mesi fa ha rilasciato il 'Dottor Mengele' di Gaza, il direttore dello Shifa Hospital, insieme con decine di terroristi con il pretesto che non c'era posto nelle carceri?", scrive in una serie di post su X rilanciati stamani dal Times of Israel. In un altro parla di "un colpo di stato contro la scelta democratica della popolazione da parte della Procura, dei media e dei tribunali", alludendo alle accuse di corruzione contro il padre.E aggiunge: "Non c'è ancora stato un golpe contro la scelta democratica della popolazione da parte di tutti quanti sopra, più lo Shin Bet e i militari". "Una repubblica delle banane come l'America negli anni Sessanta", incalza Yair Netanyahu, a Miami da un anno.

E in un altro post se la prende con le indagini che riguardano l'ufficio del premier israeliano, volte – a suo avviso – a "nascondere all'opinione pubblica le decisioni della giunta della notte del 7 ottobre che hanno escluso il premier".  Donald Trump dovrebbe "porre fine" al conflitto nella Striscia di Gaza, dove proseguono le operazioni militari israeliane contro Hamas avviate dopo l'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele.Lo ha detto il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaeil Baghaei.

Il presidente eletto degli Stati Uniti, ha affermato, dovrebbe "mettere fine al continuo genocidio" nell'enclave palestinese.       —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lecce, Giampaolo è il nuovo allenatore: l’annuncio

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(Adnkronos) – Marco Giampaolo è il nuovo allenatore del Lecce, il tecnico prende il posto dell'esonerato Luca Gotti.Dopo 12 giornate di campionato, la formazione salentina ha 9 punti, solo uno in più rispetto alla coppia Monza-Venezia che condivide l'ultima posizione in Serie A. Giampaolo, annuncia il Lecce, ha firmato un contratto valido fino al 30 giugno 2025, "con rinnovo automatico in caso di raggiungimento della salvezza".

Formeranno lo staff tecnico a disposizione di mister Giampaolo: Allenatore in seconda Francesco Conti, Collaboratore Tecnico Fabio Micarelli, Preparatore Atletico Samuele Melotto, Peparatore Atletico – recupero infortunati Giovanni De Luca (confermato), Preparatori dei Portieri Raffaele Clemente (confermato), Preparatori dei Portieri Luigi Sassanelli (confermato), Match Analyst Alcide Di Salvatore, Match Analyst Simone Greco (confermato). La ripresa della preparazione, così come già programmato, è fissata per domani pomeriggio al Via del Mare.Mister Giampaolo sarà presentato alla stampa domani mattina alle ore 10:00 dal Presidente Saverio Sticchi Damiani, dal Responsabile dell’Area Tecnica Pantaleo Corvino e dal Direttore Sportivo Stefano Trinchera, presso la sala stampa “Sergio Vantaggiato” dello Stadio Via del Mare. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, Friedkin ha due giorni per decidere: la ‘convinzione’ straniera

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(Adnkronos) – La scelta del nuovo allenatore della Roma, e più in generale la gestione di una crisi diventata grottesca, impegnano Dan e Ryan Friedkin in un passaggio chiave per il futuro della società che deve trovare rapidamente una direzione.La logica, e il calendario, dicono che hanno un tempo limitato, un paio di giorni, per sbloccare un'impasse che ora si consuma in un vuoto totale: senza Ceo, senza un direttore tecnico, senza un allenatore, con un direttore sportivo, Florent Ghisolfi, che sembra esautorato di qualsiasi potere. Sono ore di indiscrezioni, voci riportate e indizi più o meno attendibili.

Inclusa l'ipotesi, tutta da verificare, che i Friedkin siano già in Italia, blindati in un hotel di lusso di Ladispoli.  La realtà è che i contatti che ci sono stati non sono stati contatti risolutivi e che la decisione dei Friedkin è legata, ancora una volta, a valutazioni che sfuggono alle dinamiche abituali.Sarà Dan Friedkin a dire l'ultima parola e lo farà, come ha fatto in passato per tutte le scelte che ha fatto, da Mourinho a De Rossi, dando priorità alla propria convinzione personale.

Secondo quanto risulta all'Adnkronos, un criterio di valutazione che potrebbe influenzare la decisione finale è il grado di vicinanza con l'ambiente Roma del candidato a sedere sulla panchina.Che va letta, però, in senso contrario a quello che ci potrebbe aspettare.  Tra chi ha la possibilità di parlare direttamente con i proprietari della Roma, c'è chi insiste per una soluzione che possa riavvicinare la tifoseria e considerare il rischio concreto che arriva dal campo, perché la classifica dice che il tempo degli esperimenti è finito.

Tra questi anche Ghisolfi, che si sarebbe speso ancora una volta per il ritorno di De Rossi.Altre scelte in una direzione simile, sarebbero Claudio Ranieri o, con la disponibilità a fornire garanzie adeguate e un profilo più impegnativo, Roberto Mancini e Massimiliano Allegri. Stando alle interlocuzioni riportate, però, Friedkin sarebbe più convinto da una soluzione straniera.

L'idea di fondo è che serva un allenatore in grado di lavorare con la giusta distanza, con il distacco necessario a imporre una netta discontinuità.E' l'opzione opposta a quella percorsa con De Rossi, che nella valutazione della proprietà americana sarebbe stata segnata da troppo coinvolgimento e poca lucidità.

Tra i nomi che circolano ci sono quelli proposti o comunque vagliati dall'agenzia internazionale, la CAA Base di Frank Trimoboli in stretto contatto con Friedkin: su questo fronte i nomi più ricorrenti sono quelli di Edin Terzic e Frank Lampard. Si tratterebbe di una scelta azzardata, perché un allenatore che non abbia esperienza in Serie A avrebbe necessariamente bisogno di un periodo di ambientamento.E il tempo, anche in considerazione di quello perso con la fallimentare operazione Ivan Juric, resta un fattore chiave. (Di Fabio Insenga)    —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giancarlo Giannini al Teatro Supercinema in “Penziere e Musica” con la Marco Zurzolo Band

Ad inaugurare la stagione teatrale nello storico teatro stabiese uno dei mostri sacri del cinema italiano, il maestro Giancarlo Giannini, nello spettacolo “Penziere e musica” insieme al sassofonista Marco Zurzolo e alla sua Band.I più bei versi della tradizione letteraria italiana e mondiale, declamati dalla voce calda e profonda di Giancarlo Giannini, hanno commosso ed emozionato il folto pubblico in sala.

Tema dominante l’amore, in tutte le sue forme: dall’amore spirituale di Dante Alighieri in “Tanto gentile e tanto onesta pare” a quello passionale dei versi di Pablo Neruda o Alda Merini, fino all’amor filiale di Pier Paolo Pasolini in “Supplica a mia madre”.In scena i versi di poeti famosi o poco conosciuti, lontani nel tempo e nello spazio, dal Trecento ai nostri giorni e dall’ Italia alle Americhe o alla Cina, perché l’amore è un sentimento universale, che travalica ogni confine e può durare oltre la morte.

Sentimento complesso che genera gioia o dolore, nostalgia o speranza e che rivive sul palcoscenico in tutto il suo pathos, con un attore del calibro di Giancarlo Giannini.Sulla scena rinascono i pensieri d’amore di Francesco Petrarca, Cecco Angiolieri, Agnolo Poliziano, Vincenzo Cardarelli, quelli di Federico Garcia Lorca e di poeti nativi Americani e cinesi.

Nelle poesie immortali recitate dal poliedrico artista anche il rimpianto per amori mai nati, come in “A Silvia” di Giacomo Leopardi e “Bacio morto” di Ada Negri.Non poteva mancare nell’intensa interpretazione del grande maestro il discorso funebre di Marco Antonio, tratto dal “Giulio Cesare” di Shakespeare, uno dei monologhi teatrali più famoso di tutti i tempi.

Marco Antonio in esso rende gli onori alla salma di Cesare, mostrando la sua amicizia, la forma d’amore più alta che possa esistere.Basterebbe questo per definire “Penziere e Musica” uno spettacolo colto e coinvolgente, ma ciò che lo rende un evento unico è l’intreccio tra recitazione, musica e dialoghi improvvisati tra Giannini e Zurzolo.

Unico perché è uno spettacolo ogni volta diverso, in quanto Giannini non segue un ordine predefinito nelle sue letture, ma l’estro del momento, e i musicisti gli vanno dietro con incredibile maestrìa, mescolando generi diversi.Dalle struggenti melodie del repertorio classico napoletano alla musica dei Gipsy Kings, da “Quando” di Pino Daniele alla canzone “I tre porcellini” per stemperare toni troppo solenni.

Allo stesso scopo l’interpretazione musicale di canzoni dal ritmo travolgente, come “A rumba d”e scugnizze” di Viviani, e “Tammurriata nera” di Mario e Nicolardi, e tante altre.Un omaggio a Napoli, dove Giancarlo Giannini ha trascorso cinque anni della sua giovinezza, ma anche un tributo a Castellammare, per aver dato i natali a Raffaele Viviani, Annibale Ruccello e Italo Celoro (e a tanti altri artisti di fama nazionale e internazionale).

Per questo Marco Zurzolo ha giustamente definito Castellammare “la patria del teatro” ed ha affermato: “La vostra è veramente una terra magica”, perché non ci meravigliamo se tanti talenti nascono tra noi.Tra una melodia e una lettura dei versi, i dialoghi tra Giannini e Zurzolo, sono vere e proprie gag comiche, un teatro all’improvviso con esiti a dir poco esilaranti.

Il pubblico del Teatro Supercinema, in visibilio, ha lungamente applaudito Giancarlo Giannini e il quartetto di bravissimi musicisti al suo seguito: al sax Marco Zurzolo, alla batteria Vittorio Oliva, alla chitarra Carlo Fimiani e al contrabbasso Umberto Lepore.Un inizio entusiasmante per “La stagione teatrale di Luca” al Teatro Supercinema, con un mito del teatro e del cinema internazionale, in uno spettacolo emozionante, originale e coinvolgente.