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Operaio edile cade da 5 metri d’altezza e muore, l’incidente nel Trevigiano

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(Adnkronos) –
Incidente sul lavoro mortale nel primo pomeriggio di oggi a Refrontolo, in provincia di Treviso, all'interno di un cantiere edile per la ristrutturazione di un fabbricato civile, sito in via Mulinetto.Un uomo di 69 anni, dipendente di una società edile di Altivole, è precipitato da un'altezza di circa 5 metri, morendo sul colpo per trauma cranico.

Inutili i soccorsi del Suem 118.Sul posto, per le indagini del caso, i carabinieri e i tecnici dello Spisal.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, 3.200 casi l’anno al polmone in Emilia R., oncologi ‘migliorano diagnosi e terapie target’

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(Adnkronos) – Ogni anno nella regione Emilia Romagna più di 3.200 uomini e donne vengono colpiti da tumore polmonare.In totale i nuovi casi l'anno in tutta Italia ammontano a più di 44mila e la probabilità di sopravvivenza a 5 anni si attesta al 16% negli uomini e al 23% nelle donne.

Stanno comunque continuamente migliorando le possibilità diagnostico-terapeutiche grazie ai progressi della ricerca scientifica.Oggi gli specialisti sono in grado di ottenere informazioni più precise sul singolo caso di tumore e in particolare sulle sue caratteristiche molecolari.

Sono state così messe a punto terapie che agiscono in modo mirato (target therapy) e farmaci immunoterapici che attivano il sistema immunitario verso le cellule tumorali.A questa malattia è dedicato il convegno 'Excellence in Lung Cancer', in corso da ieri a Bologna e che vede la partecipazione di oltre 50 tra i massimi esperti nazionali.  La patologia si divide in 2 sottogruppi.

Uno è il carcinoma a piccole cellule (o microcitoma), che rappresenta il 15% di tutte le neoplasie polmonari e in cui, salvo casi diagnosticati in fase molto precoce, la chirurgia non ha alcuna indicazione.E' una neoplasia molto aggressiva e rapidamente metastatica, caratterizzata, dal punto di vista microscopico, da cellule di piccole dimensioni.

Il carcinoma non a piccole cellule (Nsclc) rappresenta invece circa l'85% dei casi di tumore polmonare.  "Nella regione Emilia Romagna sono presenti diversi centri di riferimento nazionale per la gestione di tutti i casi di neoplasia – afferma Andrea Ardizzoni, direttore Oncologia medica dell'Irccs Aou di Bologna, Policlinico di Sant'Orsola – Sono inoltre attivi 12 Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali che garantiscono, ad ogni singolo paziente, una presa in carico completa dalla diagnosi fino alla riabilitazione successiva alle cure".  'Excellence in lung cancer' è il terzo e ultimo appuntamento nazionale in cui gli esperti si confrontano sulle più recenti novità sul fronte delle cure. "Le terapie a bersaglio molecolare hanno rappresentato una svolta importante per pazienti e clinici – sottolinea Marcello Tiseo, professore di Oncologia medica all'Università di Parma e direttore dell'Oncologia medica dell'Aou di Parma – Tra queste terapie, alectinib rappresenta un'opzione terapeutica standard per la malattia Alk positiva in stadio avanzato: l'impiego in pratica clinica del farmaco in questi anni ha confermato quanto ottenuto nello studio registrativo Alex, consentendo tassi di sopravvivenza superiori ai 5 anni.All'evento di oggi discutiamo anche dello studio Alina, che è un ulteriore passo in avanti nella gestione dei pazienti con tumore polmonare in stadio precoce.

Per la prima volta lo studio dimostra l'utilità di una terapia mirata nella malattia precoce resecata Alk positiva.Il farmaco nello studio ha portato ad una riduzione di circa l'80% del rischio di recidiva di tumore rispetto al trattamento standard chemioterapico, dato statisticamente significativo e clinicamente molto rilevante.

In altre parole, il paziente può ricevere per 2 anni un farmaco biologico che prolunga il tempo libero da malattia e che presenta, inoltre, una migliore tollerabilità rispetto alla chemioterapia tradizionale".  "Anche l’immunoterapia ha rivoluzionato i percorsi di cura per i pazienti con tumore polmonare – prosegue Ardizzoni – Se facciamo riferimento ai pazienti colpiti da microcitoma, l'aggiunta di atezolizumab alla chemioterapia ha dimostrato anche in questa patologia estremamente aggressiva, un aumento sensibile dei lungosopravviventi a 5 anni (tasso di sopravvivenza del 12%) come emerso dallo studio Imbrella A.Inoltre, il farmaco è attualmente disponibile (GU n°263 del 9/11/2024) anche nella formulazione sottocutanea somministrabile in pochi minuti in regime ambulatoriale e, per questo, preferibile dalla maggior parte dei pazienti rispetto alla somministrazione endovenosa".  "Il mondo della medicina di precisione e delle target therapy per il tumore polmonare è destinato a crescere – afferma Silvia Novello, Università di Torino Aou San Luigi Gonzaga, Orbassano – La sfida maggiore, per questa tipologia di trattamenti, continuerà ad essere lo studio dei meccanismi di resistenza per poter offrire migliori opportunità ai pazienti.

Per quanto riguarda l'immunoterapia, la vera rivoluzione è stata la sua adozione nelle fasi precoci di malattia, sia nel setting perioperatorio, ovvero prima e dopo l’intervento chirurgico, sia nel setting adiuvante, ovvero dopo l'intervento chirurgico.Questa tipologia di trattamento è inserita in uno schema nuovo, che vede la combinazione e l'integrazione delle due tipologie di cure.

Gli eventi di aggiornamento come questo che si apre oggi a Roma sono di fondamentale importanza, perché le novità scientifiche sono tante ed incalzanti e il confronto costruttivo tra i diversi specialisti è ormai imprescindibile".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cesara Buonamici, il fratello si difende: “Mai stalkerizzato nessuno”

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(Adnkronos) – Cesare Buonamici, il fratello di Cesara, giornalista del Tg5, interviene oggi, dopo il rinvio a giudizio, "per replicare alle accuse di stalking". "Sono state inventate circostanze prive di fondamento – accusa -.Non ho mai stalkerizzato nessuno, tanto meno mia sorella".  Il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Firenze, Agnese Di Girolamo, ha rinviato a giudizio Buonamici, fondatore dell'azienda agricola che porta il nome di famiglia e presidente di Coldiretti Firenze e Prato, per atti persecutori continuati nei confronti della sorella e del marito Kalman, fissando l'inizio del processo per il 2 ottobre 2025. "Le notizie pubblicate non corrispondono alla realtà dei fatti e mi impongono una replica, nonostante fossi deciso a mantenere il silenzio", afferma Cesare Buonamici in un lungo comunicato. "Solo oggi ho avuto modo di raccontare la mia versione, poiché fino ad ora non sono mai stato interrogato.

Ritengo di aver sempre agito nel rispetto di tutti, in particolare di mia sorella, che, nonostante i dissidi attuali, resta tale.Sono sempre andato d'accordo con lei, tranne negli ultimi tre anni, per una disputa patrimoniale che riguarda la villa di Montebeni". L'imprenditore respinge con decisione le accuse: "Non ho mai utilizzato telecamere per spiare: le videocamere installate nella villa sono autorizzate e pensate per la sicurezza di tutti.

Non ho mai occupato stanze o spazi della casa senza diritto o consenso, né ho impedito la celebrazione del matrimonio di mia sorella, che si è svolto nella villa anche grazie al mio sostegno.Non ho mai stalkerizzato nessuno, tanto meno mia sorella, ed è profondamente ingiusto che il mio lavoro e la mia reputazione di una vita vengano messi in discussione da queste accuse infondate". Cesare Buonamici, presidente del distretto biologico di Fiesole, fondatore e unico socio dell’azienda agricola di famiglia, sottolinea il valore del suo impegno per il territorio. "Dal 1990 dedico la mia vita all'agricoltura ecosostenibile, ho creato il frantoio ipogeo più innovativo, con macchinari di ultimissima generazione che consentono la produzione di oli biologici di eccellenza – afferma -.

Ho fatto mio il progetto sull'oleoturismo, fortemente voluto dall'assessorato regionale all'agricoltura, rappresentato da Stefania Saccardi, dedicandomi così alla promozione dell'olio di qualità anche ai turisti stranieri, che vengono nella nostra regione a degustare un'eccellenza del nostro territorio", sottolinea Buonamici, che sostiene anche associazioni toscane (ultimamente al frantoio è stato organizzato il burraco solidale per la Fondazione Galli ed è stato fornito gratuitamente l'olio all'ospedale pediatrico).Grazie al suo lavoro di olivicoltore e alla sua dedizione, Fiesole è diventata Città dell'olio ed è entrata nel circuito delle Città dell'olio italiano. "È doloroso vedere il lavoro di una vita sporcato da una disputa sul patrimonio che riguarda la villa di famiglia, una questione ancora tutta da dimostrare". L'imprenditore si dice amareggiato anche per l'impatto della vicenda sulla sua famiglia. "Mio figlio, unico nipote Buonamici, è profondamente scosso e turbato. È molto legato a sua zia e a suo zio, e vedere il padre descritto in una cattiva luce lo colpisce profondamente.

Questo conflitto nasce da una lite di tre anni fa, strumentale a spingermi a cedere senza corrispettivo la mia metà della casa, l’unica che possiedo e nella quale vivo". Cesare Buonamici si riserva di fornire prove nelle sedi opportune e ribadisce la sua volontà di trovare una soluzione amichevole: "Spero ancora che si possa giungere ad un accordo che soddisfi entrambe le parti, e che mia sorella possa tornare a dedicarsi al suo mestiere di giornalista, magari raccontando anche della natura e dell'olio che tanto rappresentano il nostro territorio".  "Ho sempre agito nel rispetto di tutti, le porte dell’azienda e della mia casa sono e saranno sempre aperte per mia sorella" afferma, in una nota. “Sono amareggiato per l’impatto della vicenda sulla mia famiglia.Mio figlio, unico nipote Buonamici, è profondamente scosso e turbato. È molto legato a sua zia e a suo zio e vedermi messo in una cattiva luce lo colpisce profondamente – dice Cesare Buonamici -.

Questo conflitto nasce da una lite di tre anni fa, strumentale a spingermi a cedere senza corrispettivo la mia metà della casa, l’unica che possiedo e nella quale vivo con mio figlio". “Non ho mai stalkerizzato nessuno.Sono sempre andato d’accordo con Cesara, fatta eccezione per gli ultimi tre anni, per una disputa patrimoniale che riguarda la villa di Montebeni – spiega Cesare Buonamici -.

Non ho mai utilizzato telecamere per spiare: le videocamere installate nel giardino della villa, a protezione degli accessi, sono autorizzate e pensate per la sicurezza di tutti.Non ho mai occupato stanze o spazi della casa senza diritto o consenso, né ho impedito la celebrazione del matrimonio di mia sorella, che si è svolto nella villa anche grazie al mio sostegno e con tanto di mio regalo, ovviamente". “E’ profondamente ingiusto che il mio lavoro e la reputazione di una vita vengano messi in discussione da queste accuse infondate.

Ho dedicato la mia vita all’azienda e alla famiglia – dice l’imprenditore -.Sono presidente del distretto biologico di Fiesole, fondatore e unico socio dell’azienda agricola di famiglia.

Dal 1990 dedico la mia vita all’agricoltura ecosostenibile, ho creato il frantoio ipogeo più innovativo, con macchinari di ultimissima generazione che consentono la produzione di oli biologici di eccellenza.Ho fatto mio il progetto sull’oleoturismo, fortemente voluto dall’assessorato regionale all'agricoltura, rappresentato da Stefania Saccardi, dedicandomi così alla promozione dell’olio di qualità anche ai turisti stranieri, che vengono nella nostra regione a degustare un’eccellenza del nostro territorio". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni: “Musk? Ha costretto sinistra a difendere sovranità, più difficile che andare su Marte”

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(Adnkronos) – "Mi fa sorridere la sinistra che si straccia le vesti dopo aver chiesto a Olaf Scholz di dire come votare o aver chiesto alla Commissione europea di sanzionare l'Italia…".Così la premier Giorgia Meloni, in un punto stampa a Rio de Janeiro, a margine dei lavori del G20, torna sulla vicenda di Elon Musk contro i giudici italiani. "Tra le tante imprese portate a casa da Elon Musk c'è pure quella di far rivendicare la sovranità nazionale alla sinistra: credo sia più difficile che andare su Marte", ironizza.  E a una domanda sul botta e risposta tra Musk e il capo dello Stato, Sergio Mattarella, Meloni risponde: "Penso che le parole del Presidente della Repubblica siano state importanti, sono sempre contenta quando sento difendere la sovranità nazionale". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nadal, quanto ha guadagnato in carriera: i premi e il patrimonio

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(Adnkronos) –
Rafa Nadal oggi potrebbe giocare la sua ultima partita prima del ritiro dal tennis.Lo spagnolo sarà in campo contro l'Olanda nei quarti di finale di Coppa Davis, in quello che sarà l'ultimo torneo della carriera.

Lo spagnolo ha conquistato 92 titoli, di cui 22 negli Slam, e accumulato, ovviamente, guadagni stellari. Sebbene i soldi non possano quantificare il valore che Nadal ha avuto come icona del tennis a livello globale, possono dare un'idea.Oltre ai premi sportivi, Nadal ha infatti contato anche contratti di sponsorizzazione e diversi investimenti con la sua holding.  Considerando soltanto i premi di campo, Nadal ha intascato ben 135 milioni di euro, piazzandosi così al secondo posto nella classifica dei tennis con il montepremi più alto conquistato in carriera alle spalle di Novak Djokovic (184 milioni). Come detto però quelli provenienti dal campo sono solo una parte dei guadagni di un tennista.

Nadal in carriera ha sponsorizzato aziende come Nike, Babolat, Kia, Tommy Hilfiger e Amstel ottenendo un totale, nel corso della carriera, di circa 225 milioni.In media, è stato stimato che Rafa abbia guadagnato un totale di 20 milioni l'anno, con il suo patrimonio che è arrivato a superare i 500 milioni di euro.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ia: cambia tutto, dai nuovi modelli business a trasformazioni mercati e organizzazione lavoro

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(Adnkronos) – I fruitori dell’informazione digitale percepiscono l’Intelligenza Artificiale come un fattore ormai consistente nella propria quotidianità ma sentono di non essere ancora adeguatamente preparati al suo impiego; permangono paure sulla possibilità di perdere il lavoro e anche la convinzione che occorra introdurre norme e limiti.Queste le indicazioni degli utenti del sito e dei canali social Adnkronos che hanno risposta all’indagine non statistica sul tema dell’evento Adnkronos Q&A 'Trasformazione digitale, dentro l’Ai' che si è svolto oggi al Palazzo dell’Informazione di Roma, dedicato agli effetti dell’accelerazione sull’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nella società e soprattutto nell’economia moderna.

L’Intelligenza artificiale si nutre e si alimenta anche grazie alla corretta informazione e alla formazione di una forte coscienza civile nei cittadini.Un principio, questo, fortemente evidenziato da Alberto Barachini, Sottosegretario Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, nel suo intervento. “Il Governo ha lavorato e sta lavorando per allinearsi alle iniziative europee e, in alcuni casi, per anticipare alcuni contenuti per quel che riguarda le norme di difesa del copyright e del mondo editoriale in genere. È molto importante rendere edotti e consapevoli i cittadini su quello che è prodotto dall’uomo e quello che è algoritmico.

Un giovane su tre, oggi, non riconosce una fake news”. “Le aziende editoriali – continua Barachini- si sostengono non solo grazie agli introiti pubblicitari ma anche grazie alla capacità di creare contenuti protetti dal diritto d’autore.Se salta questa garanzia si mettono in difficoltà tutti i sistemi editoriali.

La destrutturazione della capacità informativa si trasforma in una decostruzione della capacità di formarsi una coscienza civile”. “Per anni l’Intelligenza artificiale è stata sottovalutata dalle istituzioni, sia a livello nazionale che internazionale.Oggi abbiamo finalmente messo l’Ia al centro dell’agenda politica e strategica -ha dichiarato Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica e transizione digitale – Oltre 53 università offrono corsi specializzati in Ia e un dottorato nazionale attivo.

Stiamo lavorando per attrarre investimenti strategici nelle infrastrutture digitali.Grandi aziende hanno scelto l’Italia per i loro data center, con investimenti complessivi di oltre 5,5 miliardi di euro.

Il nostro obiettivo è garantire che questa rivoluzione tecnologica sia un’opportunità per tutti, sviluppata in modo etico, sicuro e inclusivo.Grazie all’impegno del Governo, siamo pronti a guidare questa trasformazione”. “Non credo che l’Ia potrà avere un futuro distopico, credo invece che sia una risorsa fondamentale per competere sulla scena internazionale ma che vada governata – ha esordino Nunzia Ciardi, Vicedirettore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale – È necessaria una transizione ma, nel caso dell’Italia, con un algoritmo che parli la nostra lingua, addestrato con dati propri, con un’autonomia tecnologica che l’Italia e l’Europa devono sviluppare per ridurre la dipendenza tecnologica.

L’agenzia della cyber sicurezza ha a cuore tutti questi temi ma in particolare quello della sicurezza, perché è evidente che l’applicazione dell’IA può diventare una minaccia ma può servire anche a difendersi, perché si può monitorare in tempo reale una grande quantità di dati che possono prevedere gli attacchi informatici”. Oltre alla sicurezza, il settore a cui guardare con attenzione è sicuramente il mondo del lavoro, delle imprese e della competitività. "Nei prossimi anni oltre il 40% delle ore lavorate sarà supportato dall'intelligenza artificiale – ha spiegato Maximo Ibarra, Ceo Engineering – Questo ci fa capire che nell'evoluzione tecnologica, che corre velocemente e non è destinata a fermarsi, l'essere umano che non usa l'Ai sarà sostituito dall'essere umano che usa l'Ai. È fondamentale, quindi, investire in formazione, per fare in modo che i vantaggi generati dalle tecnologie all'avanguardia siano alla portata di tutti". Una trasformazione che, tuttavia, richiede cautela e senso di responsabilità, come raccomanda e spiega nel suo intervento Luciano Floridi, filosofo, founding director del Digital Ethics Center all’Università di Yale. “L'intelligenza artificiale oggi nel business si sta rivelando disruptive, perché incide soprattutto su alcuni equilibri con una trasformazione continua dei mercati e con una forte ibridizzazione dell’offerta, oltre che sulle aspettative di tutti gli stakeholder che sono notevolmente cresciute.Oggi tra le opportunità c’è sicuramente l’integrazione, ossia la capacità di conciliare in un’azienda tutte le nuove opportunità e soluzioni, mentre tra i rischi c’è quello di lavorare soltanto sui dati, perdendo di vista chi c'è dietro, ossia l’individuazione di clienti, fornitori, competitor”. “Si potrebbe definire l’eclisse dell’analogico – chiosa Floridi – A questo si può rimediare solo se non si perdono mai di vista le reali esigenze della propria azienda e partendo da quello che si può già fare ad intelligenza zero, in modo che il controllo umano e la visione di dove si vuole arrivare sia di tipo manageriale”. Cautele e dubbi che si percepiscono nelle risposte degli utenti, divisi a metà su alcuni aspetti rilevanti, come la piena presenza dell’AI nella vita di tutti i giorni, sia pur in maniera invisibile (48%) e la paura che possa far perdere il posto di lavoro (52%); quasi 9 utenti su 10 ritengono che occorra introdurre norme e limiti al suo utilizzo, mentre soltanto 1 utente su 5 si sente adeguatamente informato su come l’AI influenzerà la propria vita.

In pochi dichiarano di utilizzare in maniera stabile piattaforme come Chatgpt (16%) e 3 utenti su 10 non ritengono di dover migliorare le proprie competenze digitali. “La trasformazione digitale riguarda tutti noi: istituzioni, aziende, giornalisti, lavoratori -ha concluso Fabio Insenga, Vicedirettore Adnkronos – La diffusione dell’intelligenza artificiale, in particolare, sta cambiando le regole del gioco.C’è un tema politico, perché Governo, Parlamento e Istituzioni europee incidono sul piano delle norme.

C’è un tema di sicurezza, legato alla gestione dei dati.C’è un tema di competitività, legato alle capacità del sistema economico e delle imprese di gestire il digitale.

C’è un tema strettamente legato alle informazioni, a come vengono prodotte e a come vengono diffuse”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, console Milano: “Piani Russia invariati da mille giorni, armi lungo raggio priorità”

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(Adnkronos) – Sono passati mille giorni da quando, il 20 febbraio 2022, la Russia ha invaso l'Ucraina.Da allora "i piani di Mosca rimangono invariati", così come il sostegno dell'Europa e dell'Italia, che Kyiv ringrazia per non aver mai cambiato posizione, nonostante "i tentativi di disinformazione e manipolazione degli agenti del Cremlino".

Dalla lotta a chi elude le sanzioni europee alla necessità di armi a lungo raggio; dalle conseguenze della vittoria di Donald Trump alla telefonata di Olaf Scholz a Putin; dalle difficoltà sul campo di battaglia fino al futuro sognato per l'Ucraina quando la guerra sarà finita è un bilancio a tutto campo quello che il console generale d'Ucraina a Milano, Andrii Kartysh, traccia in un'intervista concessa all'Adnkronos in occasione dei mille giorni da quando ha avuto inizio l'invasione su larga scala da parte della Russia.  'RUSSIA NON CONSIDERA NEANCHE RITIRO TRUPPE' Una ricorrenza in cui innanzitutto bisogna "essere onesti" e riconoscere che dal 20 febbraio 2022 "i piani della Russia nei confronti dell'Ucraina rimangono invariati.La Russia rimane costante nelle sue azioni da ormai mille giorni e non sembra nemmeno lontanamente che stia considerando l’idea di ritirare le proprie truppe dall’Ucraina e di porre fine agli attacchi".

La Russia – spiega il diplomatico – "avanzando richieste evidentemente inaccettabili dimostra il proprio disinteresse verso possibili negoziati", come "conferma l’attacco russo del 17 novembre, tra i più massicci e più pericolosi fino ad ora".Per questo "è evidente che abbiamo necessità di difenderci. È necessario vincere per costringere la Russia a porre fine alla guerra.

La nostra priorità sono le armi a lungo raggio e i sistemi di difesa per proteggere i nostri cieli", ribadisce Kartysh.  'ULTIMI ATTACCHI RISPOSTA A CONTATTI TRE LEADER OCCIDENTE E PUTIN'  'L'attacco della Russia dello scorso fine settimana, secondo il console generale d'Ucraina a Milano, "è una chiara risposta ai leader occidentali che negli ultimi tempi hanno cercato un contatto con Putin con l’augurio di pace.E' naturale che Putin cerchi un modo per porre fine all’isolamento politico del suo Paese.

Tuttavia, è evidente che la Russia non sia realmente interessata a porre fine alla guerra che ha iniziato", osserva il diplomatico di Kyiv, sottolineando che "ogni tentativo di riappacificazione da parte della comunità internazionale è percepito dalla Russia come un’ulteriore prova della debolezza delle democrazie".  'SEGUIAMO VICENDE USA, MA CERTI DEL CONTINUO SOSTEGNO' Quanto al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, "l’Ucraina segue attentamente quanto avviene negli Stati Uniti, ma resta certa del suo continuo sostegno.La difesa della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina è sempre stata sostenuta da entrambi i partiti americani", dice Kartysh, ricordando che "Volodymyr Zelensky è stato tra i primi leader ad essersi congratulato con Donald Trump dopo la sua vittoria alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti" e che tra i due "sono già state instaurate delle relazioni positive e costruttive.

Le squadre dei due presidenti stanno già lavorando attivamente sull’organizzazione di un prossimo incontro tra i leader.Tuttavia un commento più approfondito" sulle conseguenze del cambio di amministrazione alla Casa Bianca sul conflitto tra Russia e Ucraina "potrà essere fatto dopo l’inaugurazione ufficiale della nuova presidenza". Anche "il presidente Zelensky ha di recente ipotizzato che con il supporto dell’amministrazione del presidente Trump la guerra potrebbe terminare prima del previsto", ricorda Kartysh, evidenziando che "l’Ucraina, più di chiunque altro, vuole che questa guerra finisca", perché "stiamo pagando un prezzo troppo alto per la nostra libertà, per difendere l’integrità territoriale del nostro Stato", però – ribadisce il rappresentante di Kyiv – "una cosa è certa: il termine della guerra deve essere giusto, e le trattative di pace devono portare ad un risultato concreto" e "alla base di ogni piattaforma per i negoziati sta la riconoscenza del fatto che la Russia sia un Paese aggressore, che ha violato le norme del diritto internazionale, violando l’integrità territoriale dell’Ucraina".

Insomma la posizione della parte ucraina resta quella "espressa nella formula di Pace in dieci punti proposta dal presidente Zelensky, già nota alla comunità internazionale". 'IN ITALIA AGENTI CREMLINO SFRUTTANO DIBATTITO SU LIBERTA' ESPRESSIONE' Preoccupano i "tentativi di disinformazione e manipolazione" da parte di Mosca delle opinioni pubbliche occidentali. "La Russia rappresenta una grave minaccia non solo per l’Ucraina, ma per tutte le democrazie.I suoi agenti all’estero hanno molta esperienza nell’analisi e nel conseguente indirizzamento dell’opinione pubblica, di cui percepiscono molto bene le tendenze e in cui trovano molto velocemente i punti deboli.

In Italia, tra le altre cose, hanno deciso di sfruttare la sensibilità del dibattito sull’accettabilità della limitazione della libertà personale di espressione al fine di salvaguardare l’ordine pubblico", spiega Andrii Kartysh.  "Ogni giorno – racconta – riceviamo nuove segnalazioni riguardanti i risultati dell’operato degli agenti del Cremlino.Spesso sembra che si tratti di provocazioni volte a 'tastare' fino a dove possano spingersi.

Come nel caso di quei semplici ma potenti manifesti con la scritta 'La Russia non è nostra nemica'", fa sapere il console generale d'Ucraina a Milano, precisando che "la garanzia dell'ordine pubblico e della sicurezza è competenza esclusiva dello Stato italiano.A noi non resta che avvisare dell’esistenza di tali forze e contribuire a spargere quanta più luce possibile su ciò che realmente accade in Ucraina, confidando nella capacità dei cittadini italiani ed europei di discernere i tentativi di disinformazione e manipolazione". 'POSIZIONE ITALIA INVARIATA, LE SIAMO RICONOSCENTI' Ciò che rassicura Kyiv è il fatto che da mille giorni la posizione di Roma nei confronti dell'Ucraina "è invariata e questa è una delle cose per cui siamo maggiormente riconoscenti all’Italia.

L’Italia è al nostro fianco sin dall’inizio dell’invasione su vasta scala da parte della Russia e, sono sicuro, sarà assieme a noi quando la Russia si ritirerà, ponendo fine alla guerra".  In particolare "quello che di nuovo percepiamo è una crescente volontà degli italiani di partecipare attivamente alla costruzione del futuro dell’Ucraina e dell’Europa, iniziando già ora", dice Kartysh, ricordando che "una conferenza di rilievo sull’argomento è prevista per il mese di luglio 2025 a Roma, come preannunciato dal presidente Giorgia Meloni" e "sono già in corso le conversazioni riguardanti la ricostruzione dell’Ucraina, che non riguarda solamente una mera sistemazione dei danni causati dalla Russia, ma anche la creazione di una realtà nuova, partendo da quella che è la nostra visione del futuro, del mondo in cui vorremmo vivere e crescere i nostri figli".  'AL LAVORO PER COSTRUIRE UCRAINA SICURA E LIBERA'
 Guardando a cosa sarà l'Ucraina tra altri mille giorni, "ci stiamo muovendo verso la costruzione di un Paese a misura d’uomo, in cui la sicurezza, la libertà, e la giustizia siano una stabile garanzia; che renda propizio il clima di investimenti, perché chiunque abbia delle idee all’avanguardia possa implementarle con facilità e confidenza.Al contempo, siamo interessati al ritorno degli ucraini in patria.

La nostra intenzione è quella di creare le condizioni perché le persone possano sentirsi protette e libere di esprimere le proprie idee, dare sfogo ai propri talenti e applicare le proprie conoscenze". "Si tratta – spiega il diplomatico di Kyiv – di ricostruire, riformare e insieme modernizzare l’Ucraina, con particolare attenzione all’adeguamento all’acquis communautaire, alla garanzia della sicurezza e facilità della conduzione del business, alla creazione di un’infrastruttura di un livello superiore, all’avanguardia, all’utilizzo sempre maggiore di strumenti digitali.Uno sviluppo basato sulla sostenibilità e sul rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

Quello che avviene ora in Ucraina sta modulando l’architettura globale mondiale negli anni a venire". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Casette da Giardino: Il Segreto Nascosto per Scegliere lo Spessore Perfetto delle Pareti!

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Il Primo Passo Verso la Casetta Perfetta: Considerazioni Fondamentali

La scelta dello spessore delle pareti di una casetta da giardino è un fattore fondamentale che influisce sul comfort, sull’efficienza energetica e sulla durata della struttura.Tenere conto delle condizioni climatiche della regione e dell’uso previsto della casetta permette di creare le migliori condizioni per l’abitazione o per la conservazione degli oggetti.

Una scelta appropriata dello spessore delle pareti può aiutare a ridurre i costi di riscaldamento e raffreddamento, garantendo un livello di comfort adeguato durante tutto l’anno.

Proprietà Isolanti delle Pareti

Le proprietà isolanti delle pareti dipendono dalla resistenza termica (R), che è correlata allo spessore della parete e al coefficiente di conducibilità termica del materiale.Per le pareti in legno senza isolamento aggiuntivo, il valore di R è circa 0,187 m²·K/W per uno spessore di 28 mm, 0,227 m²·K/W per 34 mm e 0,293 m²·K/W per 44 mm.

Più è grande lo spessore delle pareti, migliori sono le loro proprietà isolanti, riducendo i costi di riscaldamento in inverno e di condizionamento in estate.Anche un piccolo aumento dello spessore delle pareti può migliorare significativamente l’efficienza energetica della casetta.

Scelta dello Spessore delle Pareti in Base al Clima

Nelle zone pianeggianti, dove gli inverni sono freddi, per le casette da giardino destinate ad abitazione si raccomanda uno spessore delle pareti di 44 mm, che assicura una temperatura confortevole durante tutto l’anno.

Questo è particolarmente importante per mantenere un’adeguata isolazione termica nei mesi freddi, aiutando a ridurre i costi di riscaldamento.Per le strutture destinate alla conservazione di attrezzi e macchinari, come una casetta da giardino porta attrezzi, uno spessore delle pareti di 34 mm è sufficiente a proteggere dalle variazioni di temperatura, fornendo la giusta protezione senza costi eccessivi.

Nelle zone montane, dove le condizioni invernali sono più rigide, per le casette da giardino destinate ad abitazione si consiglia uno spessore delle pareti di 44 mm per garantire un’efficace isolazione termica.

Questo permette di evitare perdite significative di calore e garantire il comfort anche nei mesi più freddi.Per le strutture destinate allo stoccaggio, uno spessore di 34 mm offrirà un’adeguata protezione dalle basse temperature, garantendo un ambiente sicuro per la conservazione degli oggetti.

Nelle zone costiere, dove il clima è più mite, uno spessore delle pareti di 34 mm è ideale per una casetta da giardino in legno ad uso abitativo, offrendo un buon isolamento termico e riducendo al contempo i costi di costruzione.

Per le strutture destinate alla conservazione degli attrezzi, uno spessore di 28 mm rappresenta una scelta economica per lo stoccaggio in un clima mite.

L’Impatto dell’Umidità e del Vento

È importante considerare anche fattori come l’umidità e le precipitazioni, che possono influire sulla durata delle strutture in legno.L’elevata umidità può danneggiare il legno, quindi è necessario fornire una protezione adeguata contro l’umidità e i funghi utilizzando prodotti specifici e assicurando una buona ventilazione.

L’umidità può causare la decomposizione del legno, riducendo la sua resistenza e durabilità.

Nelle zone costiere, è necessario considerare l’impatto dei venti forti, e si consiglia di utilizzare ancoraggi aggiuntivi e rinforzare la struttura.I venti forti possono deformare le pareti o il tetto, quindi la loro resistenza deve essere migliorata.

Durante l’estate, l’irraggiamento solare può surriscaldare la casetta, pertanto è necessario installare sistemi di ventilazione.

Protezione e Trattamento del Legno

Un altro aspetto fondamentale è la scelta dei materiali per il trattamento e la protezione del legno.L’uso di prodotti specifici come antisettici e vernici protettive aiuta a rendere il legno di una casetta porta attrezzi da giardino resistente all’umidità, ai funghi e ai parassiti.

Questo aumenta significativamente la durabilità della casetta e mantiene il suo aspetto esterno attraente.L’applicazione di materiali di qualità per la protezione del legno riduce anche la necessità di riparazioni regolari, risparmiando tempo e denaro per la manutenzione a lungo termine.

Tipo di Fondazione e il Suo Impatto

Anche il tipo di fondazione svolge un ruolo importante nell’isolamento termico della casetta da giardino.

La scelta di una fondazione adeguata contribuisce a ridurre le perdite di calore e a garantire la stabilità della struttura.Ad esempio, fondazioni in blocchi di cemento o su pali possono ridurre il contatto con il terreno umido e mantenere il calore all’interno. È importante anche considerare il tipo di terreno, poiché può influire sulla conducibilità termica della fondazione.

Il terreno argilloso ha un’elevata conducibilità termica e può favorire le perdite di calore, mentre il terreno sabbioso ha migliori proprietà isolanti.

Ventilazione per il Comfort e la Conservazione del Legno

Le soluzioni ottimali per la ventilazione sono un altro fattore importante da considerare quando si acquista una casetta da giardino.Una corretta ventilazione non solo aiuta a mantenere una temperatura confortevole all’interno, ma protegge anche il legno dall’accumulo di condensa, che potrebbe causare la formazione di muffa o funghi.

L’installazione di aperture di ventilazione in una casetta di legno da giardino o di un sistema di ventilazione forzata contribuirà a garantire un flusso d’aria costante, riducendo il livello di umidità e preservando la struttura del legno.La ventilazione è particolarmente importante nelle regioni umide, dove l’umidità può raggiungere livelli elevati e favorire l’accumulo di condensa.

Vantaggi Economici della Scelta dello Spessore delle Pareti

È importante considerare anche i vantaggi economici della scelta dello spessore delle pareti.

Le casette con pareti più spesse possono ridurre i costi di riscaldamento a lungo termine, anche se il costo iniziale di costruzione potrebbe essere leggermente più alto. È fondamentale trovare un equilibrio tra i costi iniziali e i benefici a lungo termine, scegliendo l’opzione migliore per le proprie esigenze.Ad esempio, se la casetta viene utilizzata solo durante il periodo estivo, si può optare per uno spessore inferiore delle pareti, riducendo così i costi complessivi di costruzione.

Tuttavia, per un uso durante tutto l’anno, è consigliabile investire in pareti più spesse per ridurre i costi di riscaldamento e garantire un microclima confortevole.

Conclusioni: Trova lo Spessore Perfetto per la Tua Casetta

La scelta dello spessore delle pareti di una casetta da giardino è una delle decisioni più importanti che influenzano la funzionalità, la durabilità e la comodità d’uso della struttura.Dekalux offre una vasta gamma di casette da giardino con diversi spessori di pareti, per soddisfare le esigenze di ogni cliente e adattarsi alle diverse condizioni climatiche e necessità.

Lo spessore delle pareti determina quanto bene la casetta è protetta dalle variazioni di temperatura esterne, dall’umidità e da altri fattori atmosferici.Ad esempio, uno spessore di 44 mm è ideale per un utilizzo durante tutto l’anno, soprattutto in condizioni climatiche più rigide, grazie alle eccellenti proprietà isolanti.

Uno spessore di 34 mm è una buona scelta per climi più miti e per chi cerca un equilibrio tra costo ed efficienza.Uno spessore di 28 mm è la soluzione più economica per un uso temporaneo e per la conservazione degli attrezzi, quando un alto livello di isolamento non è una priorità.

Ia, Marco Re (Tor Vergata): “Microelettrica fulcro ‘creativo’ del settore”

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(Adnkronos) – "L'intelligenza artificiale nasce dal punto di vista degli algoritmi negli anni '40 in realtà, il machine learning è stato usato nelle nostre aziende per tanti anni, il vero elemento che ha portato a questo veloce e molto veloce incremento dell'applicazione è la microelettronica, cioè la convergenza in particolare di due tecnologie, tutte e due dipendenti dalla microelettronica.La convergenza di queste due tecnologie ha consentito di arrivare a prendere gli algoritmi magari nati 15 anni fa o 20 anni fa dai nostri ricercatori del settore della fisica e dell'ingegneria, e della matematica, e metterli su un hardware.

Quindi è fondamentale sempre porre l'attenzione sul fatto che, oggi, in questo strumento, noi abbiamo l'implementazione dell'intelligenza artificiale perché abbiamo un cosiddetto hardware accelerator, cioè un oggetto hardware, un circuito integrato specifico che svolge queste funzioni con grande efficienza energetica".A dirlo Marco Re, professore Elettronica digitale Università Tor Vergata, intervenendo all'evento Adnkronos Q&A, 'Trasformazione digitale, dentro l'AI'. "Nel futuro – spiega – avremo anche la possibilità di non dover accedere alla rete, al cloud o al fuoco per fare il learning, ma avremo un learning locale.

Ma questo sarà il risultato della convergenza di dati trasferiti e microelettronica molto spinta.Allora bisogna poi capire bene qual è la situazione della microelettronica mondiale, che è centrale per l'intelligenza artificiale.

E quali sono le sue criticità?Il problema è che la microelettronica moderna è estremamente complessa.

Noi lavoriamo attualmente su nodi, si chiama nodo l'elemento 3D, il transistor singolo, e si va verso tecnologie più spinte.Questo ha significato che negli ultimi vent'anni la concentrazione del Fab, del cosiddetto firmware Fab, è assolutamente diventata necessaria per poter sfruttare i costi di produzione di oggetti così sofisticati.

Quindi noi abbiamo della produzione di cibi integrati di ultima generazione fatta sostanzialmente in Sud Corea, in Taiwan".  "Questo – assicura – fa venire in mente un po' di 'problemini', perché Taiwan è ovviamente in una situazione geopolitica molto complessa, la South Korea non sta proprio vicino ad un paese calmo, come si dice, e quindi il problema è che queste forti concentrazioni sono estremamente rischiose, costituiscono un punto critico che può interrompere la catena di produzione di circuiti integrati.E questo è il problema.

Ergo, la gran parte dei paesi sta cercando di spostare la produzione in loco.Quindi gli Stati Uniti stanno investendo, con il National Science Chips Act, 280 milioni di dollari per rifare i circuiti integrati negli Stati Uniti, l'Europa sta facendo qualcosa, anche l'Italia sta facendo qualcosa".  "C'è il rischio – si chiede il professore Marco Re – che sia la geopolitica a fermare questa corsa tecnologica che stiamo vivendo?

C'è un rischio reale?Questo secondo me è un rischio reale, ma insieme a questo rischio ci sono ulteriori rischi.

Questo non è l'unico rischio della criticità della catena di produzione di circuiti conduttori; è molto interessante questo, perché è talmente sofisticata e spinta la tecnologia, che ad esempio i macchinari per la produzione di circuiti integrati che oggi abbiamo nei nostri iPhone, sono costruiti in un solo paese del mondo che è l'Olanda con Asml".  "In Ucraina – prosegue – vengono prodotti la gran parte dei gas nobili che sono utili nelle industrie sui produttori, come l'Argon e altri gas nobili.Per fare la futura classe di circuiti integrati dell'intelligenza, ci vogliono non solo le tecnologie, ma ci vogliono gli uomini per gestire le tecnologie e anche uomini che progettino i nuovi sistemi di intelligenza artificiale".  "Non ci sono più iscritti – ammette – nei corsi di ingegneria elettronica a livello mondiale.

C'è un incremento degli iscritti nei corsi di computer science, cioè chi fa il software, non ci sono iscritti nei corsi di electrical engineering, che sono quelli che progettano i circuiti integrati, che sono gli acceleratori che ci consentono di fare l'inferenza a basso costo energetico". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giallo di via Poma, richiesta archiviazione nuova inchiesta: attesa decisione gip

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(Adnkronos) – Giallo di Via Poma, il gip di Roma si è riservato di decidere sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura capitolina dell’inchiesta sul delitto di Simonetta Cesaroni, uccisa con 29 coltellate nell’agosto del 1990.Il nuovo procedimento, in cui si procedeva per omicidio volontario a carico di ignoti, era stato avviato nel marzo del 2022, in seguito a un esposto presentato dai familiari di Simonetta, i quali chiedevano di verificare gli alibi di alcuni soggetti che erano stati già coinvolti nelle indagini precedenti. “Oggi abbiamo discusso chiedendo che i quattro esposti che sono stati oggetto della richiesta di archiviazione non solo non vengano archiviati ma che vengano date delle linee guida per ulteriori investigazioni – spiega l’avvocata Federica Mondani, legale della famiglia Cesaroni –.

Nel corso dell’udienza abbiamo portato elementi nuovi, presenti in altri due esposti che non erano oggetto di archiviazione e che sono oggetto di due nuovi filoni di indagine.Una tranche riguarda le firme nel foglio delle presenze di alcuni impiegati dell’ufficio dove venne uccisa Simonetta e tutte le contraddizioni sugli alibi”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tlc, Musumeci: “Danno a cavi nel Baltico? origine incerta, Marina tutela infrastrutture”

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(Adnkronos) – “Non è ancora certa la responsabilità" del danneggiamento dei cavi di telecomunicazione nel Mare Baltico, ma è una vicenda che testimonia il ruolo strategico delle comunicazioni e degli scambi marittimi.Così Nello Musumeci, ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, a margine del secondo Forum Space&Blue, sottolinea la necessità di tutelare questi scambi – di merci come di dati – ricordando che “non è vero che la circolazione del mare sia scontata per sempre e ovunque, lo abbiamo capito proprio negli ultimi mesi”. Ad esempio, spiega, nel Mar Rosso è minacciata "dai ribelli houti: ma da questo punto di vista se ancora il fenomeno non ha assunto proporzioni allarmanti lo dobbiamo al ruolo di deterrenza svolto dalla nostra Marina Militare”.

Una Marina che – aggiunge – ha un ruolo cruciale nel difendere i nostri asset strategici, visto che "sta svolgendo un ruolo importante vicino al Medioriente, nell’Indopacifico".D'altronde se al momento le vicende legate al Mar Rosso "hanno determinato una leggera flessione dell’attività dei nostri porti nel Mediterraneo" questo calo "dobbiamo necessariamente impedirlo, con l’impegno diplomatico e con la capacità di mediazione.

Nel frattempo – conclude il ministro – dobbiamo difendere i nostri legittimi interessi”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Confindustria: “Blue economy è 10% Pil, con Spazio grande opportunità”

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(Adnkronos) – L’economia del mare, in Italia, “ha un valore considerevole, di quasi 180 miliardi di euro, rappresentando circa il 10% del nostro pil nazionale.La nostra forza risiede proprio nell’abilità di integrare settori e competenze diverse, creando prospettive di sviluppo fondamentali per il nostro Paese”.

L’interconnessione tra mare e spazio “rappresenta una vera opportunità strategica per l’Italia”.Lo ha sottolineato Mario Zanetti, delegato di Confindustria per l’economia del mare, nel suo intervento al 2° Forum Space&Blue al Mimit.  “Il nostro ruolo a livello globale non può prescindere dalle peculiarità e dalle risorse di cui disponiamo e la nostra propensione mediterranea insieme alla lunga esperienza tecnologica nel settore spaziale costituiscono un patrimonio ineguagliabile.

Il sistema industriale marittimo è pronto, quindi, a raccogliere questa sfida dell’interconnessione tra Spazio e Mare”, ha evidenziato Zanetti, invocando una collaborazione “non solo a livello tecnologico, ma anche a livello normativo”.  Il delegato di viale dell’Astronomia si riferisce alla Convenzione di Montego Bay, “un’esperienza importante nella definizione delle collaborazioni in ambito spaziale e al Piano del Mare e alla Legge sullo Spazio che rappresentano rilevanti passi avanti in questa direzione.Sono convinto che il rafforzamento del legame tra il Mare e lo Spazio sia una chiave di sviluppo strategico per l’Italia e che, quindi, sia nostro compito alimentare questa consapevolezza a livello nazionale.

Solo così – conclude – potremo moltiplicare le potenzialità che queste economie da sole offrono, contribuendo in maniera essenziale al futuro e alla competitività del nostro Paese”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Spazio, Confindustria: “Space e blue economy cruciali per autonomia strategica”

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(Adnkronos) – “La space economy così come la blue economy non rappresentano solo un’opportunità di sviluppo tecnologico ed economico ma, se integrate e in sinergia, sono anche cruciali per la nostra autonomia strategica”.Così Giorgio Marsiaj, delegato di Confindustria per l'Aerospazio, al 2° Forum Space&Blue al Mimit, spiegando che in quei settori ad alto contenuto tecnologico, infatti, “è necessario andare oltre il tradizionale rapporto cliente-fornitore e adottare un modello di partnership strategica.

Questo approccio, basato sulla collaborazione tra grandi imprese e Pmi, deve essere accompagnato dal sostegno a investimenti a lungo termine.In questo modo possiamo stimolare l’innovazione e offrire nuove prospettive di lavoro solide e sicure ai nostri giovani”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pulsee Luce e Gas raddoppia i clienti e punta a crescita del 65% in 3 anni

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(Adnkronos) – Pulsee Luce e Gas, operatore nazionale di energia domestica che fa capo al Gruppo Axpo in Italia, annuncia nuovi piani di espansione per il prossimo triennio.Dopo il raddoppio dei clienti digital in poco più di un anno, Pulsee Luce e Gas conta oggi un portafoglio complessivo, distribuito in tutta Italia, di 200mila clienti (Pod, Point of Delivery) e stima una crescita del +65% entro il 2027.

Alta stima di crescita anche per il fatturato (più del 50%), che oggi vale oltre 150 milioni di euro.  "In Pulsee Luce e Gas abbiamo sempre puntato su innovazione, politiche Esg e qualità del servizio – ha dichiarato Alicia Lubrani, amministratore delegato di Pulsee Luce e Gas – Siamo determinati a crescere nel mercato energetico italiano, offrendo soluzioni all’avanguardia che migliorino la vita dei nostri clienti e contribuiscano a un ecosistema più sostenibile continuando ad investire in tecnologie e in design al passo con l’evoluzione dei consumatori".  Pulsee Luce e Gas punta a crescere facendo leva su un’offerta completamente digitale e su una capillare rete fisica distribuita su tutto il territorio nazionale che conta oggi più di 200 agenzie presenti da Nord a Sud.Promuove soluzioni che semplificano la gestione energetica, come l’Energimetro, il servizio di Pulsee Energy che permette di monitorare i consumi dei propri elettrodomestici di casa in un ecosistema completamente digitale.

Inoltre, secondo un’indagine di NielsenIQ nel 2024, Pulsee Luce e Gas ha raggiunto un Nps di +13 contro una media di mercato di -12 (Net Promoter Score, ovvero la disponibilità dei clienti a consigliare l’azienda stessa ad amici o conoscenti). Consapevole dell’importanza di una cultura dell’efficienza e della sostenibilità, Pulsee Luce e Gas ha sviluppato piattaforme educative come l’Energipedia, uno strumento pensato per essere vicini al consumatore, fornendogli gli strumenti per leggere la bolletta in modo semplice, efficace e trasparente, semplificando un linguaggio complesso come quello del settore energetico.Secondo una ricerca Landor condotta a ottobre 2024, Pulsee Luce e Gas è riconosciuta dai consumatori per il suo Dna digitale e un importante ruolo del fattore tecnologico della sua proposta.

A piacere è la convenienza da un punto di vista di prezzo e la semplicità nella comprensione dei servizi e prodotti offerti.  Per garantire un supporto completo ai clienti, Pulsee si avvale di un servizio clienti gestito da personale interno al 75%, che include un call center e un customer service in grado di rispondere tempestivamente alle esigenze dei consumatori.Le persone dedicate a questi servizi hanno registrato ottime valutazioni nell’indagine di customer satisfaction.

Due dati su tutti: l’82% del campione intervistato ha dichiarato di essere riuscito a parlare con un operatore Pulsee Luce e Gas al primo tentativo effettuato, entro pochi secondi e comunque in meno di due minuti.E l’85% del campione ha dichiarato di aver risolto la propria richiesta con una sola telefonata.

Inoltre, secondo una ricerca di Nielsen di ottobre 2024, Pulsee Luce e Gas vanta una soddisfazione del 70% da parte dei consumatori, contro una media di mercato al 61%. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Spazio, Urso: “Con legge su space economy Italia protagonista”

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(Adnkronos) – “In queste ore è in discussione in Parlamento la nostra legge quadro sulla space economy: per la prima volta questo Paese avrà una legge nazionale sullo spazio”.Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al 2° Forum Space&Blue al Mimit, sottolineando che si trattava di “una lacuna diventata oggi una assoluta e impellente necessità, perché occorre regolamentare le attività dei privati nello spazio”.

Infatti, ha spiegato il ministro, la legge in esame tocca sia la certificazione prodotti sia le autorizzazioni al volo ed eventuali incidenti. “Mi auguro che la nostra legge nazionale sia ispiratrice per la nuova Commissione europea” per fare a sua volta “una legge europea sullo spazio.L’Italia può svolgere ruolo protagonista, anche principale”, ha aggiunto Urso. L'economia dello spazio e quella del mare sono "due comparti del futuro su cui il made in Italy sta investendo". “L'Italia può dire molto, sulla base delle sue tradizioni millenarie”, in questi due settori, capaci di rendere il Paese “protagonista nel Mediterraneo e nell'Europa".

In particolare, per la space economy “investiamo 7,3 miliardi di euro da qui al 2026", ha ricordato il ministro, osservando che si tratta di "un balzo in avanti molto significativo".Allo stesso modo, "la cantieristica e la nautica, con le sue eccellenze, rappresentano settori emergenti e trainanti del made in Italy", ha aggiunto Urso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kings League Italia: cos’è, quando inizia, le regole, i presidenti e dove vederla

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(Adnkronos) – La Kings League arriva in Italia.Dopo le prime edizioni del torneo in Spagna e Sudamerica, il format creato dall'ex calciatore del Barcellona Gerard Piqué approda nel nostro Paese.

Ieri, lunedì 18 novembre, la competizione è stata presentata a Milano in mezzo a tanti campioni.Da Buffon a Totti e Del Piero.

Ecco tutte le cose da sapere. C'è ancora mistero sul calendario della Kings League, ma nella giornata di ieri è stata presentata una parte del palinsesto, che vedrà impegnate dodici squadre.Le date del campionato in Italia non sono ancora note ma è stato invece ufficializzato lo stadio che ospiterà la finale della Kings World Cup Nations League il 12 gennaio 2025: sarà l'Allianz Stadium di Torino, casa della Juventus.

La Kings World Cup Nations vedrà sfidarsi le migliori nazioni delle varie Kings League in 12 giorni: sono 16 i Paesi che si giocheranno il titolo di campioni del mondo. Qualche altra coordinata?Quelle della Kings League sono partite di calcio a 7 suddivise in due tempi regolamentari da 20 minuti l’uno.

Durante i 40 minuti di gioco, ci sono però eventi particolari che possono cambiare il risultato.Il bello è che si parte con una palla che cade da una gabbia fissata in alto e con le due squadre che schierano un solo giocatore: può essere un portiere, un difensore, un centrocampista o un attaccante.

Dopo ogni minuto trascorso, entra un altro elemento, fino ad arrivare al completamento delle due formazioni entro i primi 5 minuti di gioco.La sfida 7 contro 7 cambia al minuto 18: è lì che viene messa in pausa la sfida e viene lanciato in campo un grande dado per stabilire il numero dei calciatori che si affronteranno negli ultimi due minuti prima del'intervallo.

Gli ultimi due minuti di primo e secondo tempo sono di solito fondamentali per il risultato, perché i gol segnati valgono doppio.L'altra particolarità è che non si può finire in parità: in quel caso, ci saranno gli saranno gli shootout a sancire il vincitore.

Non solo: ogni squadra ha modo di far entrare il proprio presidente per tirare un rigore, una volta per partita.E ci sono poi le carte segrete: ogni team ne potrà pescare una e poi usarla durante la sfida. I presidenti delle squadre sono 12 top streamer e content creator.

Tra questi spicca
Fedez
, che ieri ha anche nominato Luciano Moggi come vicepresidente del suo team.Tra gli altri ci sono: Blur (streamer), Grenbaud (streamer), Damiano “Er Faina” e ManuXO. Altro capitolo sui canali che trasmetteranno gli incontri.

La Kings League Italia sarà visibile in streaming sui canali della competizione, tra cui Twitch, TikTok, YouTube e X.Le partite verranno trasmesse anche dai canali dei presidenti delle varie squadre, che si sostituiranno ai classici telecronisti che invece animeranno le dirette ufficiali del torneo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da De Rossi e Pirlo fino a Gilardino: la maledizione in panchina degli eroi del 2006

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(Adnkronos) –
Eroi da giocatori, flop (almeno finora) da allenatori.Quella che stanno vivendo i campioni del Mondo del 2006 sta assumendo i contorni di una vera e propria maledizione.

Il trionfo di Berlino, che valse agli Azzurri il quarto titolo iridato, è lontano ormai 18 anni e molti dei calciatori che erano in campo quel 9 luglio oggi si sono reinventati allenatori, ma con scarsi risultati. È di oggi la notizia dell'esonero di Alberto Gilardino dalla panchina del Genoa.L'ex attaccante, che aveva esordito in panchina proprio con il Grifone ottenendo una promozione in Serie A e una salvezza tranquilla nella scorsa stagione, sarà sostuito da Patrick Vieira, in campo proprio nella finale dell'Olympiastadion con la maglia della Francia.

Gilardino però è soltanto l'ultimo dei campioni del Mondo del 2006 a essere esonerato o ad aver vissuto un'esperienza deludente in panchina.Resiste, per ora, Alessandro Nesta, ancora alla guida del Monza nonostante il penultimo posto in classifica a quota 8 punti.  L'esperienza di Daniele De Rossi alla Roma ha vissuto due vite.

Subentrato a Mourinho lo scorso gennaio, l'ex centrocampista giallorosso ha chiuso il campionato al sesto posto e sfiorando la finale di Europa League.I risultati gli sono valsi il rinnovo triennale, ma a settembre, dopo sole quattro giornate, è arrivata la rottura con la dirigenza e il conseguente esonero, che ha creato tensioni e polemiche nell'ambiente, poi sfociate in aperta contestazione.  Altro addio discusso è stato quello di Fabio Cannavaro, che dopo le esotiche esperienze in Arabia e Cina e la deludente parentisi alla guida del Benevento nella scorsa stagione è riuscito a salvare l'Udinese, vincendo all'ultima giornata a Frosinone e condannando così i ciociari alla B.

Cannavaro però non è stato confermato: "Mi dispiace non poter continuare questo breve ma intenso viaggio", ha scritto amareggiato l'ex Pallone d'Oro, "da parte mia c'era la volontà di rimanere". Diverso percorso, ma stesso finale per Andrea Pirlo.L'ex centrocampista ha iniziato la sua carriera da allenatore con la Juventus vincendo, nella stagione 2020-21, Coppa Italia e Supercoppa, ma venendo poi sostituito a fine anno da Massimiliano Allegri.

Il 'Maestro' è quindi volato prima in Turchia, dove ha guidato il Karagumruk, e poi a Genova, mail suo anno e mezzo alla Sampdoria si è concluso con un altro esonero. L'esperienza in Serie A è stata breve ma intensa anche per Filippo Inzaghi.L'ex attaccante del Milan ha iniziato nel 2014 ad allenare proprio in rossonero, senza molta fortuna, per poi tornare nella massima serie per quache mese con la Salernitana.

La carriera di SuperPippo si è sviluppata soprattutto in Serie B, dove oggi guida il Pisa, attualmente al primo posto in classifica.Nel campionato cadetto allena anche Fabio Grosso, che dopo la promozione conquistata con il Frosinone e l'esperienza negativa a Marsiglia è approdato al Sassuolo. Nel Milan ha iniziato ad allenare anche Gennaro Gattuso, che dopo un lungo girovagare ha trovato casa in Croazia.

Rino oggi è tecnico dell'Hajduk Spalato, dopo aver seduto sulle panchine di Napoli, Valencia e Marsiglia. È senza squadra invece Massimo Oddo, nel 2006 barbiere d'eccezione per il celebre taglio di capelli a Camoranesi, esonerato lo scorso anno dal Padova dopo le esperienze, disastrose, in A con Udinese e Pescara.La carriera da allenatore di Gianluca Zambrotta è durata soltanto tre anni: dopo aver guidato Chiasso e Delhi Dynamos in India, l'ex terzino è stato brevemente assistente di Fabio Capello in Cina prima di dire basta nel 2018. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malore mentre è in viaggio con i genitori, muore a 9 anni in autostrada

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(Adnkronos) – Tragedia a Taverna, piccolo centro del Lametino.Una bambina di 9 anni è morta, questa mattina, durante il viaggio in autostrada con i genitori verso l'ospedale 'Gaslini' di Genova, dove doveva effettuare dei controlli.  La piccola si trovava in auto, nei pressi di Arezzo, quando ha avvertito un malore che non le ha lasciato scampo.

Inutile l'intervento dei sanitari che, una volta sopraggiunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ia, Pozzi (Edulia dal sapere Treccani): “Scuola al centro del cambiamento”

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(Adnkronos) – "Noi di Edulia facciamo parte appunto del mondo Treccani e ci occupiamo principalmente di creare contenuti e strumenti digitali per l'educazione e la formazione a vari livelli, lavorando moltissimo con le scuole, con gli insegnanti e quindi ci poniamo un po' la questione di come l'intelligenza artificiale intervenga e possa intervenire all'interno di quello che è un processo educativo".A dirlo Cristina Pozzi, ceo Edulia dal sapere Treccani, intervenendo in video collegamento all'evento Adnkronos Q&A, 'Trasformazione digitale, dentro l'Ai'. "La scuola in particolare nel mondo di oggi – spiega – sta sempre un po' al centro di qualunque cambiamento, è una vera e propria officina del futuro dove tutto ciò che riguarda la nostra cultura e la nostra società in qualche modo entra e riesce rielaborato.

Alla rivoluzione digitale, all'intelligenza artificiale e alle nuove esigenze che questi strumenti portano con sé nella nostra società, di fatto viene poi ricondotta a un tema che la scuola deve sviscerare e quindi la scuola cerca di farsi carico di tutti questi pesi interrogandosi un po' da tutti i punti di vista".  "Ci sono gli strumenti necessari – afferma – per vivere nel mondo di oggi, per comprendere la cultura nella quale sono inseriti, che può significare linguaggi, può significare saper farvi conto, scrivere, quindi anche gli strumenti base, ma significa poi anche conoscere la storia, la cultura, i valori e tutto ciò che sta loro attorno, proprio per poter comprendere quel mondo e vivere al suo interno". "Tutta la nostra cultura oggi – prosegue – è filtrata dall'Ia, perché qualunque cosa facciamo che riguardi risolvere un problema, comunicare, interagire con altri, andare magari su un social network, scegliere un film o addirittura la trama del film che stiamo vedendo, sicuramente è stata creata tenendo conto di tutta una serie di parametri che spesso sono portati anche all'intelligenza artificiale, le stesse pubblicità spesso sono fatte in questo modo, una ricerca, un'analisi per trovare un dato e cercare di comprendere qualcosa".  "Poi ci si fa notare che se hai fatto shopping, se sei andato a fare una ricerca online, se hai interagito con qualcuno, strumento nel tuo telefonino, l'intelligenza artificiale stai usando l'Ia.Quindi oggi ci concentriamo molto di solito sulla generativa come applicazione perché è quella che nell'ultimo anno e mezzo ci sta facendo parlare di più, però ricordiamoci che sono cose che stiamo usando tantissimo.

C'è dunque da farsi tante domande e portarle nella scuola in modo tale da uscirne tutti più consapevoli, più formati e ricordandoci che di fatto l'intelligenza artificiale stessa è un fatto culturale a 360 gradi, è un sogno, un'aspirazione che portiamo avanti da millenni", sottolinea.  "Troviamo descrizioni di automi e di strumenti che ci facilitano la vita nel modo in cui oggi robot, automazione, intelligenza artificiale fanno, fin da migliaia di anni fa in tutte le forme e in tutti i paesi e le geografie del mondo e capirlo in questo modo può aiutare ad avere una visione a 360 gradi che riesca a non trattare le cose in parallelo e separatamente, da una parte gli strumenti, dall'altra parte le competenze, la capacità di governare, l'etica, queste cose stanno tutte insieme.La scuola può essere il luogo dove farlo", conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ia, Pisino (Cim4.0): “Ci troviamo in posizione svantaggiata come italiani e come europei”

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(Adnkronos) – "Nell'Ia ci troviamo in una situazione svantaggiata, sia come italiani che come europei.Ormai è un fatto bipolare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale: da una parte c'è il solito Stati Uniti che dominano tecnologicamente lo sviluppo, dall'altra parte ci troviamo chi era abituato e capace soltanto a copiare, ma di fatto sta cavalcando con entusiasmo questa rivoluzione digitale.

Quindi parlo dell'Asia, in particolare della Cina.E poi ci troviamo noi a dover capire come, in qualche modo, governare le dinamiche con i due poli e non soltanto con un polo.

Perché è vero che oggi il business è, magari, ancora a favore degli Stati Uniti, ma se io guardo gli investimenti in ricerca, se guardo le pubblicazioni fatte sull'intelligenza artificiale generativa, scopro che nelle prime 10 università, 9 sono cinesi e la decima è l'Mit".A dirlo Enrico Pisino, ceo del Competence center nazionale Cim4.0, intervenendo all'evento Adnkronos Q&A, 'Trasformazione digitale, dentro l'Ai'. "Abbiamo bisogno – avverte – di nuovi leader, di nuovi modelli di leadership, abbiamo bisogno di cambiare radicalmente l'approccio al business e all'organizzazione del mondo del lavoro.

Banalmente tutti parlano di grandi vantaggi che ci portiamo a casa con l'intelligenza artificiale in termini di produttività.Ma questo bene come viene redistribuito?

Quali sono le regole?E i giovani dove sono?

I giovani sono l'elemento importante per approcciare in maniera 'disruptive' questa transizione, questa rivoluzione digitale.I giovani devono essere responsabilizzati non per entrare in azienda e portare la tecnologia, ma per fare anche le scelte, per definire gli sviluppi di un'azienda".  "Se io 20-24 anni fa- commenta – entravo in un'azienda che fabbricava automobili e trovavo, come dire, corridoi e aree piene di tecnigrafi in cui il disegnatore progettava a manina, con la matita, le automobili, oggi gli stessi spazi sono vuoti, perché il knowledge è ovunque.

La gente può progettare la carta, l'automobile e i componenti anche al mare.Questo è un dato di fatto.

Si sono svuotati i centri tecnici, ma si sono riempiti altri luoghi.E' cambiato completamente il mondo del lavoro.

Chi è rimasto al palo sono le piccole e le medie imprese.Le piccole e le medie imprese sono state chiamate dai grossi player a contenere esclusivamente i costi, non a innovarsi, ma a contenere i costi.

E quando tu contieni i costi cosa fai?Riduci ai minimi termini il personale, annulli quella che è la salvezza, la formazione continua che dal mio punto di vista deve diventare un diritto del lavoratore, non una buona pratica, un diritto.

Chi entra in azienda deve avere il diritto di potersi ammodernare come competenza.Facciamo in modo che le piccole e medie imprese siano supportate non con i tempi della ricerca, ma con i tempi del trasferimento tecnologico.

Tempi del trasferimento tecnologico significano settimane, mesi con cui si possono recuperare gap e poi avviare delle procedure che tendono a migliorare il posizionamento di queste piccole e medie imprese". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)