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Samuel Peron torna Ballando con le stelle, prende il posto di Angelo Madonia

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(Adnkronos) –  Samuel Peron torna a 'Ballando con le stelle' e scende in pista al posto di Angelo Madonia.E' quanto comunica in una nota la Rai che annuncia il nuovo partner di Federica Pellegrini. "Siamo felici di annunciare il ritorno di Samuel Peron, uno dei maestri più amati della storia di 'Ballando con le Stelle'", si legge nella nota.  "A partire dalla prossima puntata, Samuel sarà al fianco di Federica Pellegrini, portando la sua esperienza e il suo entusiasmo nella competizione. È una gioia riaverlo nella grande famiglia di Ballando, certi che il suo talento contribuirà a rendere questa edizione ancora più speciale", conclude la nota Rai.  E' di ieri la notizia che Angelo Madonia non fa più parte del cast di Ballando Con le Stelle 2024.

A renderlo noto è stata la Rai in una nota.Il maestro di ballo era partner – nel dance show di Rai 1 condotto da Milly Carlucci – di Federica Pellegrini.

Madonia è stato protagonista di un acceso scontro con Selvaggia Lucarelli dopo l'esibizione nell'ultima puntata. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Juve Stabia in prima linea contro la violenza sulle donne partecipa all’evento “Io c’entro”.

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La S.S. Juve Stabia si conferma ancora una volta una squadra non solo sul campo, ma anche impegnata nella lotta contro le ingiustizie sociali. In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la società stabiese ha partecipato all’evento “Io c’entro”, organizzato presso il Circolo Internazionale di Castellammare di Stabia.

Ad aprire la serata, la proiezione del toccante cortometraggio “Piccole cose da un valore non qualificabile” ha offerto uno spaccato crudo della realtà che molte donne vivono quotidianamente. L’opera, ambientata nel 1999, racconta la storia di una donna che, dopo anni di soprusi, trova la forza di denunciare il suo carnefice.

Il capitano della Juve Stabia, Alberto Gerbo, ha sottolineato l’importanza di un impegno attivo da parte del mondo del calcio nella lotta alla violenza di genere: “A nome di tutta la Juve Stabia sono onorato di partecipare a questo evento. Il mondo del calcio è un mondo ancora troppo maschilista. Molte sono state le occasioni in cui, calciatori, tesserati o membri delle società, si sono resi protagonisti di eventi spiacevoli riguardanti proprio la violenza di genere e spesso, questi, sono stati in qualche assurdo modo giustificati per le loro azioni con il solo motivo di avere un certo tipo di ruolo. Bisogna assumersi le proprie responsabilità. Io, assieme a tutti i miei compagni, siamo a completa disposizione per supportare qualsiasi tipo di azione di contrasto a questa brutta piega che è la violenza contro le donne”.

A testimonianza dell’impegno della società stabiese, è stato donato al Circolo Internazionale il pallone speciale, realizzato dalla Kappa per la Lega B, e utilizzato durante la partita Juve Stabia-Brescia. Il pallone, contraddistinto dalle strisce rosse simbolo della lotta alla violenza, rappresenta un ulteriore segnale della volontà della Juve Stabia di schierarsi al fianco delle donne.

L’iniziativa della S.S. Juve Stabia è un esempio concreto di come lo sport possa diventare uno strumento di cambiamento sociale.

Balsamo (Zambon): “Da 10 anni nel Parkinson per migliorare qualità vita”

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(Adnkronos) – “Come azienda sono ormai 10 anni che Zambon concentra i propri sforzi nelle neuroscienze, soprattutto in termini di ricerca e, nell'ambito delle neuroscienze, appunto, nella malattia di Parkinson con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita dei pazienti”.Lo ha detto Rossella Balsamo, Medical Affairs & Regulatory Zambon Italia e Svizzera, all’Adnkronos Salute, per la presentazione della nuova campagna Confederazione Parkinson Italia lanciata in occasione della Giornata nazionale, che si celebra il 30 novembre, con il supporto non condizionante della farmaceutica. “La malattia di Parkinson – continua Balsamo – ha dei numeri che sono veramente allarmanti poiché mostrano quella che è l'urgenza di dare risposte concrete all'impatto che questa patologia ha sul paziente, sul caregiver e sulla socialità che circonda il paziente”.

La prevalenza è “raddoppiata negli ultimi vent'anni è quello che è l'indicatore della gravità globale di malattia è cresciuto di circa l'81% in soli vent'anni.Ci rendiamo conto che è una malattia appunto fortissima e debilitante e quindi è importante trovare delle soluzioni che supportino la convivenza quotidiana del paziente con la malattia.

Quindi, oltre alle terapie, e quindi all'impegno di Zambon in termini di innovazione nella ricerca scientifica”, l’azienda “fornisce anche il supporto e gli strumenti a servizi utili per i pazienti”. È importante “contribuire” a ridurre “l'impatto di una malattia così complessa come il Parkinson che, ancora oggi, si accompagna purtroppo a delle false convinzioni che minimizzano quali sono le reali difficoltà della patologia – sottolinea Balsamo – La campagna della Confederazione Parkinson Italia va perfettamente in questa direzione e da qui parte quindi il nostro impegno a supportarli in questo viaggio.Questo è un primo passo importante di un percorso sinergico di comunicazione tra Zambon e Confederazione Parkinson Italia che, mi auguro – conclude – possa continuare anche nei prossimi anni”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Calabresi (Gemelli): “Nel Parkinson importante approccio olistico”

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(Adnkronos) – “L'approccio al paziente con malattia di Parkinson deve essere olistico.Non c’è solo la pillola: intorno a questa pillola ci deve essere qualcuno che integra, che facilita l'interazione del paziente con l'ambiente circostante, occupandolo in terapie che” non sono solo “semplicemente stare insieme e non essere da soli”.

Così Paolo Calabresi, ordinario di Neurologia, Università Cattolica e direttore della Uoc Neurologia al Policlinico Universitario A.Gemelli Irccs, Roma, spiega all’Adnkronos Salute, il contenuto della nuova campagna istituzionale della Confederazione Parkinson Italia, lanciata per la Giornata nazionale del 30 novembre, con il supporto non condizionante di Zambon. “È importante – continua – informare i pazienti e i caregiver di quanto sia” fondamentale “l'attività fisica, soprattutto nelle fasi iniziali di malattia di Parkinson.

Ad esempio, le camminate aerobiche, 3 volte a settimana di 30-45 minuti, hanno un ruolo fondamentale, addirittura paragonabile all'effetto terapeutico dei farmaci che somministriamo quotidianamente”. Un aspetto fondamentale “è curare l'interazione sociale – aggiunge Calabresi – L'isolamento e la depressione hanno un ruolo negativo e quindi è importante l'attività in famiglia ma anche la vita associativa che permette a questi pazienti di stare insieme: la danza, l'attività teatrale, alcune forme di sport, ascoltare la musica e dipingere hanno un impatto notevolmente importante per la qualità di vita”.  Il Parkinson “è una malattia multiforme dove dominano i sintomi motori come il tremore, la rigidità, la lentezza nei movimenti, ma questi disturbi si associano anche dei disturbi non motori – chiarisce il neurologo – Qualcuno dice addirittura che ci sono 40 segni e sintomi alla base della malattia: disturbi di tipo dell'umore, maggiore tendenza alla deflessione, alla depressione del tono dell'umore.Ci sono anche disturbi di tipo gastrointestinali e neurovegetativi, come alterazioni nella regolazione della pressione.

In realtà è tutto un corteo di manifestazioni motorie e non motorie che hanno un effetto importante sulla qualità di vita di questi pazienti.Alcune di queste manifestazioni – precisa – come il disturbo del sonno Rem o dell'olfatto possono presentarsi anche prima della stessa malattia motoria”. Il Parkinson “è in rapida crescita: negli ultimi 20 anni c'è stata una crescita esponenziale con una prevalenza che addirittura si stima essere raddoppiata negli ultimi 20-25 anni – sottolinea Calabresi – Si calcola che in Italia ci siano 300mila pazienti colpiti da questa malattia neurologica multiforme che è correlata con l'età – l’esordio in genere è sopra i 50 anni – ma c'è un 10% dei pazienti che ha un esordio giovanile: in genere queste sono forme genetiche.

In particolare, si stima che l’indicatore della gravità globale di malattia” (Daly, Disability-Adjusted Life Years) “sia cresciuto dell’81% in soli 20 anni: questo di riferisce alle limitazioni del paziente nella vita quotidiana, nell'interazione con l'ambiente, con i familiari e il lavoro.Anche per questo è una malattia dove tanti operatori, non solo neurologi, ma anche psicologi, esperti in terapie occupazionali e, ovviamente, la famiglia, devono giocare un ruolo importante”. Tornando sui fattori non farmacologici, il professore precisa che “ci sono dati scientifici che dimostrano” l’effetto protettivo “dell'attività fisica sulle cellule dopaminergiche” e come la solitudine aumenti “il rischio di ammalarsi di malattia di Parkinson”.

D’altro canto però, “c’è uno studio della New York University, dove la risonanza magnetica funzionale evidenzia come il cervello di questi pazienti, dopo un'attività artistica guidata da artisti professionisti, porti a un'evoluzione cognitiva nel percepire il mondo esterno.Il bello – conclude Calabresi – cura anche le malattie neurodegenerative”.   —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milesi (Parkinson Italia): “Parlare al plurale almeno 40 sintomi oltre tremore”

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(Adnkronos) – “Il Parkinson non è una malattia”, bisogna parlare “di Parkinson al plurale, perché ci sono almeno 40 modi diversi di manifestarsi di questa malattia e di incrociarsi fra le malattie, quindi è una malattia di grande complessità”.Così Giangi Milesi, presidente Confederazione Parkinson Italia commenta all’Adnkronos Salute la nuova campagna lanciata in occasione della Giornata nazionale, che si celebra il 30 novembre, con il supporto non condizionante di Zambon.  “Stiamo concentrando da alcuni anni la comunicazione su questo aspetto proprio perché – continua Milesi – uno dei pregiudizi sul Parkinson è che sia una malattia degli anziani e del tremore, che quindi abbia solo queste due facce.

Invece, ha tantissime facce che noi vogliamo metterle in evidenza perché, più c'è competenza, conoscenza della malattia, più c'è la possibilità di fare una diagnosi precoce.La nuova campagna forza molto su questo aspetto della complessità della malattia perché appunto avere la consapevolezza di questa molteplicità ci aiuta a far suonare dei campanelli d'allarme fra la popolazione.

La diagnosi di Parkinson è relativamente semplice” e, se viene fatta all'inizio, “consente di avere un'aspettativa di vita lunga e di qualità possibilmente più simile a quella di chi non ha la malattia”.  In questa campagna si mette in evidenza “la possibilità di reagire al dolore, alle sofferenze, con l'iniziativa, con le attività generative, con le attività sportive – elenca Milesi – Si tratta di tirar fuori gli interessi che magari abbiamo abbandonato da bambini.Abbiamo tante storie di persone che reagendo alla malattia scoprono delle qualità e riescono a essere più creative.

Noi raccontiamo un po' queste storie.In questa campagna ci sono degli esempi concreti di una persona che, nonostante il Parkinson si arrampica, fa attività di climbing, ci sono le persone che, colpite in giovane età dalla malattia, decidono di continuare la propria vita e di fare un figlio proprio perché la salute glielo sta permettendo.

Abbiamo la storia di un altro giovane con Parkinson, un mio collega, che lavora in associazione e che, oltre al proprio lavoro, ha fatto diventare l'attività di resistenza alla malattia, un lavoro vero e proprio che comincia all'alba con una trasmissione radiofonica.C'è persino chi – conclude – grande viaggiatore, grande motociclista, ha dovuto abbandonare questa passione e ha trovato nel simulatore di volo la possibilità di continuare a girare il mondo: tutti gli aeroporti del mondo lo conoscono perché è sempre in viaggio col simulatore di volo”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Campagna Parkinson Italia, oltre il tremore la malattia che è 100 patologie

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(Adnkronos) – Il Parkinson non è una malattia, ma cento.Accanto al tremore, che è di gran lunga il sintomo più conosciuto, ne esistono altri – oltre 40 – che si combinano tra di loro in modo e con intensità differente in ogni persona.

Si può quindi affermare che oggi, in Italia, ci sono almeno 300 mila Parkinson: uno per ciascun paziente.Ne possono risentire così anche l’umore, il sonno e la digestione, ma in tutti i casi emerge un punto fermo: la voglia di reagire alla malattia.

Così al centro della nuova campagna istituzionale della Confederazione Parkinson Italia – lanciata in occasione della Giornata nazionale, che si celebra il 30 novembre, con il supporto non condizionante di Zambon – ci sono Carla che si dedica all’arrampicata sportiva e Paolo che ha imparato a volare ovunque con il suo simulatore, mentre Valentina è diventata mamma e Massimiliano diffonde musica e idee nuove alla radio.Sono alcune delle storie vere di reazione di pazienti che testimoniamo come il Parkinson sia ‘Una malattia che è 100 malattie’ e che ispirano la campagna, i soggetti pubblicitari e lo spot sociale che andrà in onda nel 2025 con le voci di Claudio Bisio e Lella Costa. La maggior parte delle persone – si legge in una nota – sottovaluta la complessità del Parkinson e lo etichetta come ‘malattia del tremore’, una semplificazione che la nuova campagna punta a sfatare. “Ancora oggi c’è molta confusione sul Parkinson e si pensa che le sue uniche conseguenze siano i tremori, i problemi di movimento e di equilibrio – osserva Giangi Milesi, presidente Confederazione Parkinson Italia – false convinzioni con cui io stesso mi sono scontrato quando – dopo la diagnosi – ho sperimentato le tante e diverse manifestazioni della malattia.

Eppure, in questa molteplicità di situazioni c’è un minimo comune denominatore: la voglia di reagire e di perseguire i proprio obiettivi di vita e le proprie passioni.Da qui la scelta di dar vita a una campagna istituzionale che grazie al racconto di storie vere di reazione possa rivelare i tanti, diversi volti del Parkinson e sfatare così i luoghi comuni che lo caratterizzano”.  Il Parkinson è la malattia neurodegenerativa a più rapida crescita, con una prevalenza che è raddoppiata negli ultimi 25 anni e caratterizzata da una molteplicità di sintomi che rendono difficile la sua gestione. “Ad oggi la comunità medica identifica molteplici sintomi del Parkinson, che spaziano dalla rigidità muscolare, alla lentezza e al tremore a riposo fino agli effetti sull’umore, sul sonno, sulla digestione, sulla pelle e sull’olfatto.

Una complessità di manifestazioni che rende difficile la diagnosi e la gestione quotidiana della malattia.Come medici – afferma Paolo Calabresi, ordinario di Neurologia, Università cattolica e direttore della Uoc Neurologia al Policlinico Universitario A.

Gemelli Irccs – siamo dunque chiamati ad aiutare le persone con Parkinson a trovare la chiave giusta per poter affrontare al meglio la propria situazione.In questo senso è molto importante che i pazienti continuino a coltivare le proprie passioni e le proprie relazioni: ciò, infatti, può contribuire ad andare oltre gli ostacoli della malattia e a mantenere un atteggiamento attivo e positivo verso il futuro”.  Le testimonianze di reazione di Carla, Paolo, Valentina e Massimiliano sono immortalate nelle fotografie di Giovanni Diffidenti e sono protagoniste dei soggetti pubblicitari e dello spot sociale con le voci di Claudio Bisio e Lella Costa che andrà in onda nel 2025.

La campagna della Confederazione Parkinson Italia è stata sviluppata dai creativi Roberto Caselli, che convive con la malattia da 16 anni, e da Elisa Roncoroni. “C’è Carla che sfida i limiti dell’altezza e del Parkinson con l’arrampicata sportiva, mentre Paolo usa il simulatore di volo per librarsi sempre più in alto – racontano – Valentina si accarezza la pancia durante la maternità, mentre Massimiliano guarda dritto negli occhi, senza paura, la malattia.Per portare alla luce i veri, molteplici volti del Parkinson e sfatare i falsi miti che lo accompagnano abbiamo scelto di concentrarci su ciò che li accomuna tutti.

Ci siamo dunque focalizzati su storie vere di coraggio e di reazione dei pazienti per mostrare la vera natura della malattia e restituirne la complessità”.  L’impatto del Parkinson sulla qualità di vita è in costante aumento: infatti, si stima che l’indicatore della gravità globale di malattia (Daly, Disability-Adjusted Life Years) sia cresciuto dell’81% in soli 20 anni, numeri destinati ulteriormente ad aumentare a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. “Le malattie neurodegenerative come il Parkinson sono al centro dell’impegno di Zambon per migliorare la qualità di vita di chi è costretto a conviverci.In questo senso – dichiara Rossella Balsamo, Medical Affairs & Regulatory Zambon Italia e Svizzera – si inserisce il nostro lavoro a fianco delle associazioni pazienti per identificare strumenti e servizi in grado di alleviare l’impatto delle malattie.

Siamo quindi molto orgogliosi di supportare la Confederazione Parkinson Italia in questa campagna istituzionale che, facendo chiarezza sui veri volti del Parkinson, restituisce il reale impatto della patologia”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lucca, rimprovera vandali in azione e viene accoltellato: grave 62enne

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(Adnkronos) –
Un uomo di 62 anni è stato accoltellato nelle vicinanze della sua abitazione a Lucca ieri sera, lunedì 25 novembre, intorno alle 22.Soccorso dai sanitari del 118, è stato trasportato in ambulanza in codice rosso all'ospedale San Luca di Lucca.

L'uomo sarebbe stato colpito con tre coltellate all'addome ed è stato operato d'urgenza.Sull'episodio accaduto nella frazione di Massa Pisana sono in corso le indagini dei carabinieri. Sempre una prima ricostruzione, il 62enne avrebbe notato due giovani che stavano danneggiando una staccionata e li avrebbe rimproverati.

Per tutta risposta uno dei due avrebbe tirato fuori da una tasca un coltello per colpire il 62enne con più fendenti.L'episodio è avvenuto nella zona tra San Lorenzo a Vaccoli e Massa Pisana, nella periferia a sud di Lucca.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pakistan, scontri tra polizia e sostenitori ex premier Khan: 4 morti

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(Adnkronos) – Caos in Pakistan dove "quattro paramilitari pakistani sono stati uccisi'' a Islamabad negli scontri con i sostenitori dell'ex primo ministro Imran Khan, attualmente in carcere.Lo ha annunciato il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi. Il primo ministro Shebhaz Sharif ha affermato che i quattro paramilitari sono stati "travolti da un veicolo durante un attacco 'guidato' dai manifestanti", arrivati a migliaia nella capitale pakistana blindata per chiedere la scarcerazione di Khan.

La polizia ha inoltre confermato che circa cinquanta manifestanti e una ventina di poliziotti sono stati feriti e stanno ricevendo cure mediche.  Gli scontri hanno coinvolto anche le regioni nordoccidentali, dove è saltata la tregua faticosamente raggiunta tra sunniti e sciiti e sono ripresi i combattimenti settari che la scorsa settimana avevano causato la morte di oltre 80 persone.Domenica era infatti stata concordata una tregua di sette giorni tra sunniti e sciiti nel distretto di Kurram, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, ma “da diverse aree continuano a giungere notizie di scontri tribali e spari”, ha dichiarato all'Afp il vice commissario di Kurram, Javedullah Mehsud. Proprio dal Khyber Pakhtunkhwa, regione roccaforte del Pakistan Justice Movement (Pti) di Khan, sono arrivati gran parte dei manifestanti guidati dalla moglie dell'ex premier Bushra Bibi che stanno assaltando Islamabad, chiedendo il rilascio dell'ex leader.

La capitale è isolata da sabato, ossia da quando i manifestanti hanno dichiarato la propria intenzione di liberare Khan con la forza.  A Islamabad la scorsa settimana i lavoratori del Pakistan Tehreek-e-Insaf (Movimento pakistano per la giustizia, Pti) di Khan si erano scontrati con la polizia antisommossa e avevano manifestato contro la partecipazione del Paese al vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco).Venerdì scorso, almeno 32 persone sono state uccise e 47 ferite in scontri settari nel nord-ovest, solo due giorni dopo attacchi a convogli di passeggeri sciiti che avevano causato 43 morti.  
Khan è in carcere dall'agosto 2023 e sta affrontando un processo per presunta istigazione alla violenza riguardo ai fatti del 9 maggio 2023, quando i suoi sostenitori attaccarono in massa installazioni militari.  
L'attuale premier ad interim, Anwaar-ul-Haq Kakar, è sunnita, così come la netta maggioranza della popolazione.

Sebbene mantenga una posizione tutto sommato neutrale sul piano religioso, la sua vicinanza all'establishment militare e le sue posizioni nazionaliste sollevano dubbi tra i critici sull'inclusività del suo governo, anche nei confronti delle minoranze religiose, tra cui quella sciita. Durante il governo di Khan, invece, il suo partito ha spesso cercato di adottare un’immagine di unità nazionale includendo le minoranze e impegnandosi a porre un freno agli scontri settari.   Gli Stati Uniti hanno lanciato un appello alla moderazione da parte delle autorità pakistane e delle migliaia di manifestanti. “Chiediamo ai manifestanti di avanzare pacificamente e di astenersi dalla violenza e, allo stesso tempo, chiediamo alle autorità pakistane di rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali e di assicurare il rispetto delle leggi e della Costituzione del Pakistan mentre lavorano per mantenere l'ordine pubblico”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia presente all’International Sport Film Festival: Leone e Andreoni incontrano i giovani studenti

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La S.S. Juve Stabia 1907 è stata presenta alla giornata inaugurale della terza edizione dell’International Sport Film Festival di Castellammare di Stabia. L’evento, che vedrà la partecipazione di oltre 150 cortometraggi provenienti da tutto il mondo e la proiezione di oltre 40 pellicole a tema sportivo e sociale, offrirà un’occasione unica per i giovani studenti di incontrare da vicino i loro beniamini.

Giuseppe Leone e Cristian Andreoni, rispettivamente centrocampista e difensore della Juve Stabia, hanno incontrato gli studenti dei plessi del Liceo Scientifico Francesco Severi, dell’I.C. Panzini e dell’Istituto San Marco-Bonito-Cosenza, condividendo con loro aneddoti, esperienze e consigli. I ragazzi, entusiasti, hanno posto numerose domande ai due calciatori, che hanno firmato autografi e scattato foto.

Giovedì 28 novembre, alle ore 20:30, sarà il turno del presidente Andrea Langella che, in occasione della proiezione del film dedicato a Romeo Menti, discuterà della storica cavalcata trionfale dello Stabia e della richiesta per il riconoscimento onorifico dello scudetto del 1945.

“Indossare la maglia della Juve Stabia è un onore” – ha dichiarato Giuseppe Leone – “è stata un’emozione grandissima far gioire i tifosi come abbiamo fatto l’anno scorso e come stiamo cercando di far fare quest’anno. Ricordo ancora la sera dopo l’acquisizione della B a Benevento vedendo realizzarsi un piccolo sogno per me e per tutti i miei compagni. Ai ragazzi dico che i miei genitori mi hanno chiesto prima di studiare e fare il mio a scuola poi ho avuto la fortuna di entrare in una società che mi consentiva di poter fare entrambe le cose al meglio. Nel ruolo di centrocampista il mio consiglio ai ragazzi che sono presenti e di allenarsi sempre a guardare dove sono i compagni sia prima che arriva la palla sia chi c’è attorno per poter poi servire al meglio il compagno di squadra sapendo già dov’è”.

Cristian Andreoni: “Le sensazioni di giocare in Serie B che è una categoria dal livello altissimo è bellissimo. Vincere l’anno scorso e conquistare la promozione in una sorta di serie A 2 mi ha dato tanta soddisfazione. Un sogno che si è avverato l’anno scorso. Sono contento del premio ricevuto da Giuseppe Leone che è un’atleta fortissimo. A scuola ho scelto un indirizzo che permetteva di potermi allenare per far combaciare lo studio con lo sport, soprattutto quando sono andato al Milan e quando c’è passione per quello sport, si possono fare entrambe le cose benissimo”.

La presenza della Juve Stabia all’International Sport Film Festival è un segnale importante dell’impegno del club nel territorio e della sua volontà di essere un punto di riferimento per i giovani.

Roma, incidente tra scooter e scuolabus a Tor Cervara: morto 53enne

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(Adnkronos) – Un uomo di 53 anni, che viaggiava in sella a uno scooter, è morto stamattina in un incidente stradale avvenuto, intorno alle 6, all'incrocio tra via Eneide e via di Tor Cervara, a Roma.Sul posto sono intervenute le pattuglie del IV Gruppo Tiburtino della polizia locale di Roma Capitale.

Secondo una prima ricostruzione, l'incidente è avvenuto tra lo scooter e un Fiat Ducato, adibito al trasporto scolastico, ma senza alcun bambino a bordo.Il 53enne, nonostante i tentativi di rianimazione del personale sanitario, è deceduto. La conducente dello scuola bus, una donna italiana di 37 anni, è stata accompagnata all’ospedale Pertini per gli accertamenti di rito.

Sono tuttora in corso le indagini da parte della polizia locale per ricostruire la dinamica di quanto accaduto.Per consentire gli accertamenti del caso è stata chiusa momentaneamente via di Tor Cervara, nel tratto compreso via Tiburtina e via di Cervara. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Municipio I Roma, ecco la prima palestra pubblica all’aperto

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(Adnkronos) – Sorgerà alle pendici della Riserva di Monte Mario, in Via Gomenizza, nel quartiere Della Vittoria di Roma, e sarà la prima area verde di Roma pensata come luogo di socializzazione sportiva e wellness, inclusiva e intergenerazionale "in cui i cittadini di tutte le età potranno condividere attività fisiche all’aria aperta, giocare a scacchi, a ping-pong, ma anche utilizzare un tracciato naturale alberato lungo cui poter correre e fare ginnastica in movimento", spiega Lorenza Bonaccorsi, Presidente del Municipio I Roma Centro. "Questa palestra outdoor – prosegue – sarà un luogo dove far avvicinare e far dialogare sul campo, utilizzando i temi universali di sport e salute, giovani, meno giovani e persone con diverse abilità".Il progetto si sviluppa su cinque postazioni in cui possono lavorare fino a 50 persone contemporaneamente.

Svolgendo esercizi che coprono le esigenze di più discipline tra cui Corsa, Ciclismo, Beach Volley, Sci, Tennis e Padel. "Mi emoziona non poco pensare che questo parco, che insieme ad altri volontari abbiamo pulito per anni sottraendolo all’abbandono e al degrado, diventerà, nell’anno del Giubileo, luogo di aggregazione, riassumendo la sua vera funzione pubblica", dice Renato Sartini, Consigliere della Lista Civica Gualtieri, ideatore dell'iniziativa, "così i bambini potranno osservare incuriositi i più grandi ‘giocare allo sport’.E magari apprendere l’importanza che l’allenamento può avere per la propria salute".

La struttura sarà dotata di cinque postazioni di allenamento, di cui due attrezzate per over 65 e persone con disabilità motorie e cognitive. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hamas sotto pressione, da tregua in Libano speranza per ostaggi Gaza

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(Adnkronos) – Un accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah in Libano può portare anche a una svolta nei negoziati con Hamas per la liberazione degli ostaggi ancora nella Striscia di Gaza.A dichiararlo fonti dell'establishment della sicurezza israeliana a Walla, secondo cui la pressione militare esercitata su Hamas e sui suoi alleati ha reso più vicina che mai la possibilità di raggiungere un accordo per la restituzione degli ostaggi. L'agenzia di stampa israeliana ha riferito inoltre che i funzionari della sicurezza ritengono che la capacità di Hamas di coordinare le proprie attività con Hezbollah sia stata interrotta, sottoponendo l'organizzazione che controlla Gaza a un'enorme pressione.  Le notizie su una possibile svolta nel Paese dei cedri scontinuano a rincorrersi.

Secondo fonti ben informate citate dal quotidiano Asharq Al-Awsat, oggi il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il capo dell'Eliseo Emmanuel Macron "annunceranno la cessazione delle ostilità tra Libano e Israele per un periodo di 60 giorni".I media israeliani sostengono che il gabinetto di sicurezza si riunirà per approvare il testo dell'accordo.

Channel 12 riferisce che l'intesa sia stata finalizzata nelle scorse ore e che dovrebbe succedere "qualcosa di drastico" per far naufragare l'accordo.Lo stesso portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, ha confermato che l'accordo è "vicino", ma "non ci siamo ancora".

Insomma tutti i segnali puntano in un'unica direzione.  Secondo il ministro per la sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, l'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah in Libano è "un errore storico".Riferendo in un'intervista a radio Kan di aver chiesto spiegazioni al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Ben-Gvir ha aggiunto che ''è possibile che qualcuno non voglia ascoltare le mie obiezioni''. "Abbiamo un'opportunità storica di agire in modo deciso a sud e a nord.

Sarà un'opportunità storica mancata se fermiamo tutto e torniamo indietro", ha sostenuto.  "Non ci sono scuse per non attuare un cessate il fuoco altrimenti il Libano crollerà".Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante per la Politica estera dell'Ue, Josep Borrell, auspicando che "oggi il governo Netanyahu approvi il cessate il fuoco" proposto da Stati Uniti e Francia. "Ci sono 100mila abitazioni distrutte" e migliaia di persone sfollate in Libano, ha proseguito Borrell, che ha chiesto a Tel Aviv di non avanzare "nuove richieste". "Basta combattimenti, basta uccisioni, è tempo di pensare alla pace", ha aggiunto.  Un cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele è ''imminente'' e ''l'Iran è stato informato'' di questo, riferiscono due membri dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, al New York Times.

Hezbollah ha ricevuto il via libera per un accordo sul cessate il fuoco dal Grande Ayatollah iraniano Ali Khamenei.  Intanto Hezbollah ha lanciato questa mattina una raffica di razzi su Nahariya, nel nord di Israele, ferendo una donna di 70 anni e un uomo di 80 anni.Lo riferisce il Times of Israel.

Secondo quanto riporta il servizio Magen David Adom, la donna è ferita in modo grave.Le Idf ha spiegato che Hezbollah ha lanciato una decina di razzi, alcuni dei quali sono caduti all'interno della città.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, attacco record della Russia con quasi 200 droni

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(Adnkronos) –
Lancio 'record' di droni russi contro l'Ucraina.Secondo quanto denunciato da Kiev, Mosca ha condotto nella notte un attacco con 188 aerei senza pilota.

Lanciati anche 4 missili balistici 'Iskander-M'. "Durante l'attacco notturno il nemico ha lanciato un numero record di droni Shahed e di droni non identificati”, ha dichiarato l'aeronautica ucraina in una nota, stimando che siano stati 188 gli aerei senza pilota usati per i raid.Di questi almeno 76 sono stati abbattuti. "Purtroppo sono stati colpiti impianti infrastrutturali critici e sono stati danneggiati edifici privati e appartamenti in diverse regioni a causa dei massicci attacchi dei droni.

Non ci sono state vittime o feriti", si legge in un comunicato.I droni distrutti sono stati intercettati nelle regioni di Kiev, Cherkasy, Kirovohrad, Chernihiv, Sumy, Kharkiv, Poltava, Zhytomyr, Khmelnytsky, Vinnytsia, Chernivtsi, Ternopil, Rivne, Zaporizhzhia, Dnipro, Odessa e Mykolaiv.  
La Gran Bretagna non invierà truppe in Ucraina.

Lo ha annunciato il ministro degli Esteri britannico David Lammy in una intervista a La Repubblica, Le Monde e Die Welt. "Siamo molto chiari sul fatto che continueremo a sostenere gli ucraini con l'addestramento e l'assistenza militare, ma da tempo affermiamo che non impiegheremo truppe britanniche sul terreno.Questa è la posizione della Gran Bretagna, e al momento resta la posizione della Gran Bretagna'', ha dichiarato Lammy. ''Non ci sono piani per l'invio di truppe britanniche'' in Ucraina, quindi, ma "il sostegno del Regno Unito è incrollabile e ovviamente vogliamo mettere l'Ucraina nella migliore posizione possibile con l'avvicinarsi dell'inverno".

Per cui, ''abbiamo addestrato decine di migliaia di soldati ucraini oltremanica e continueremo a farlo''. ''Come Regno Unito, siamo convinti di mettere l’Ucraina nella miglior posizione possibile prima che arrivi l’inverno e per il 2025.Abbiamo promesso tre miliardi di aiuti militari all’anno, per ogni anno che sarà necessario.

Dobbiamo continuare così nel 2025 e lo dirò ai miei colleghi del G7'', ha aggiunto Lammy. ''Non vedo alcuna voglia di negoziare da parte di Putin'' e ''assistiamo a una ennesima escalation'', ha proseguito citando ''l'utilizzo di missili balistici iraniani o l'inquietante coinvolgimento nel conflitto di truppe nordcoreane.E' vitale che noi Alleati sosteniamo più che mai l’Ucraina in questa guerra''.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Cecchettin, difesa Turetta prova a evitare ergastolo: sentenza il 3 dicembre

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(Adnkronos) – E' una missione impossibile quella che attende la difesa di Filippo Turetta per provare a evitare una sentenza all'ergastolo che sembra già scritta per l’imputato accusato di omicidio volontario aggravato, sequestro di persona e occultamento di cadavere di Giulia Cecchettin.Oggi davanti alla corte d'Assise di Venezia, gli avvocati Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, si apprestano – in un’arringa che durerà un paio di ore – a ricostruire quanto accaduto l’11 novembre 2023 quando lo studente di Torreglia (Padova) uccide, con 75 coltellate, l’ex fidanzata ventiduenne.   I legali proveranno a ribattere alla tesi dell’accusa di un delitto premeditato, con tanto di lista delle cose da fare e piano di fuga appuntate da Turetta in una nota sul telefono creata quattro giorni prima; di un femminicidio crudele in tre atti: iniziato nel parcheggio di Vigonovo, proseguito in auto dove continua a colpire e finito nell’area industriale di Fossò (Venezia) dove una telecamera inquadra gli ultimi atti di vita della laureanda; di un’ossessione che per oltre un anno spaventa la ragazza – vittima di minacce e di un controllo asfissiante – e costa all’imputato anche l’aggravante dello stalking.   Contro Turetta "le prove sono talmente evidenti – ha spiegato ieri il pm Andrea Petroni nella sua requisitoria – che c'è l'imbarazzo delle scelta".

C’è la prova scientifica come le macchie di sangue della vittima trovate nell’auto dell’imputato; ci sono le telecamere che permettono di ricostruire la fuga su strade secondarie fino al lago di Barcis dove si disfa del corpo di Giulia Cecchettin; c’è la confessione resa durante l’arresto in Germania (dopo una fuga di sette giorni), ripetuta lo scorso dicembre nel carcere di Verona e nell’interrogatorio incerto in aula.  Nel processo ‘lampo’ la difesa, che ha scartato la carta della perizia psichiatrica, chiederà per Turetta – anche oggi atteso in aula – la condanna che gli spetta con la speranza che il carcere assuma la sua funzione di rieducazione permettendo al ventiduenne di capire il disvalore del suo gesto e dandogli la possibilità di riscattarsi.La sentenza è attesa il 3 dicembre.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lucilla Agosti è la Talpa, Alessandro Egger è il vincitore

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(Adnkronos) –
Alessandro Egger è il vincitore de La Talpa 2024.La proclamazione nella puntata andata in onda lunedì 25 novembre.

I tre finalisti erano Egger, Andrea Preti e Lucilla Agosti.Dopo un percorso ricco di tensioni, prove spettacolari e colpi di scena, il montepremi finale è arrivato a 38.000 euro. “Ho dato tutto quello che potevo e quello che mi sentivo di dare.

Nulla è stato qualcosa di costruito.Ho cercato di usare qualche strategia, però ho giocato davvero con gusto”, ha dichiarato Alessandro Egger.  La Talpa di questa edizione è invece Lucilla Agosti che ha raccontato il suo percorso nel programma in onda su Canale5, svelando le difficoltà incontrate nell'interpretare il ruolo segreto: "È stato snervante.

La cosa più difficile è stata il non poter entrare nel gruppo per paura che qualcosa trapelasse da me.Dovevo sempre essere sotto controllo, pur cercando di mostrarmi, di fare qualcosa che potesse far percepire il mio carattere e la mia struttura, ma mantenendo il focus sulla missione". La conduttrice ha ammesso di aver vissuto una continua "spaccatura interiore" a causa del suo compito di sabotare le missioni del gruppo senza farsi scoprire. “Man mano che il gioco andava avanti, ci si conosceva sempre di più e si condivideva di più.

Ma io dovevo sempre sabotare, e questa cosa mi procurava una spaccatura profondissima", ha affermato Lucilla che ha poi confessato che il momento più difficile è arrivato dopo un’accesa discussione con Veronica Peparini, quando si è sentita "terribilmente sola". "Le ho detto: se iniziamo già così, non riesco ad arrivare fino alla fine.Però mi sono auto-supportata, mi sono ricordata che ho passato ben di peggio", ha sottolineato. "È stata un’esperienza che mi ha dato tanto.

Mi sono sentita tagliata fuori, ma allo stesso tempo parte di un meccanismo che portava il mio nome", ha quindi commentato.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump minaccia: “Da gennaio dazi contro Cina, Messico e Canada”

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(Adnkronos) –  Dazi contro Cina, Messico e Canada.In un post su Truth social, Donald Trump anticipa che già dal primo giorno della sua presidenza imporrà tariffe contro i beni in arrivo da quei tre Paesi. "Il 20 gennaio, fra i miei primi ordini esecutivi, firmerò tutti i documenti necessari per far pagare a Messico e Canada una tariffa del 25% su TUTTI i prodotti che entrano negli Stati Uniti, e sui loro ridicoli confini aperti”, ha scritto il presidente eletto degli Stati Uniti, aggiungendo che rimarranno in vigore "fino a quando la droga, in particolare il Fentanyl, e tutti gli stranieri illegali non fermeranno questa invasione del nostro Paese".  Secondo Trump, “sia il Messico che il Canada hanno il diritto e il potere assoluto di risolvere facilmente questo problema che si trascina da tempo…chiediamo che usino questo potere e, finché non lo faranno, è ora che paghino un prezzo molto alto!”.  Quindi il presidente eletto si è rivolto alla Cina, minacciando ulteriori dazi del 10% fino a quando la droga non smetterà di “riversarsi nel nostro Paese, soprattutto attraverso il Messico”. “Ho avuto molti colloqui con la Cina sulle massicce quantità di droga, in particolare di Fentanyl, che vengono mandate negli Stati Uniti, ma senza alcun risultato”, ha denunciato Trump.

Nel lungo post, il presidente eletto sostiene di aver ricevuto rassicurazioni dalle autorità di Pechino che "avrebbero applicato la loro massima pena, quella di morte, per qualsiasi trafficante di droga sorpreso a fare questo, ma, purtroppo, non hanno mai dato seguito alla loro richiesta, e la droga si sta riversando nel nostro Paese, soprattutto attraverso il Messico, a livelli mai visti prima”.  Pechino replica a Trump: "Non ci sono vincitori in una guerra commerciale – ha ammonito in un post su X il portavoce dell'ambasciata cinese a Washington, Liu Pengyu – Né il mondo ne beneficerà".Liu ha quindi assicurato che la Cina "è pronta a lavorare con tutte le parti a sostegno di un vero multilateralismo, per costruire un'economia mondiale aperta, sostenere lo sviluppo sostenibile e unire i Paesi per affrontare le sfide, raggiungere la prosperità comune e costruire una comunità con un futuro condiviso per l'umanità”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, ministri Difesa Nato: “Minacce Russia rivolte anche a noi”

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(Adnkronos) – Non solo all'Ucraina: le minacce della Russia sono rivolte anche ai paesi Nato allo stesso tempo.Dopo il lancio del nuovo missile a medio raggio, è questa la convinzione dei ministri della Difesa di Germania, Francia, Polonia, Italia e Regno Unito, che ieri si sono incontrati a Berlino per discutere le misure per rafforzare la sicurezza e la difesa in Europa.

Il Ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov è intervenuto in videocollegamento. Pistorius, il francese Sébastien Lecornu, il britannico John Healey, il polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz e il sottosegretario italiano Isabella Rauti in rappresentanza del ministro Guido Crosetto si sono incontrati sullo sfondo dell'incombente presidenza statunitense di Donald Trump, notoriamente critico della Nato che ha chiesto all'Europa di investire molto più denaro nella propria sicurezza e che si prevede che taglierà gli aiuti militari all'Ucraina.La Germania e altri Paesi della Nato intendono incrementare la produzione di armi all'interno dell'Ucraina in risposta all'escalation delle azioni di guerra della Russia, ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius.

Lo sviluppo e l'acquisto di droni controllati dall'intelligenza artificiale è una priorità, ha detto, così come una migliore cooperazione per aiutare la produzione di munizioni.  “L'Ucraina deve essere in grado di agire da una posizione di forza”, ha detto Pistorius, sottolineando che l'invasione russa ha “assunto una dimensione internazionale”, riferendosi ai circa 10.000 soldati della Corea del Nord che il Presidente russo Vladimir Putin ha fatto entrare nel Paese per addestrarsi e combattere. "La Russia ha preso di mira l'Ucraina con un nuovo missile a medio raggio, che ha implicazioni di sicurezza per tutta l'Europa, ha avuto un ruolo durante le discussioni – ha detto Pistorius – Le minacce russe sono sempre rivolte a noi allo stesso tempo”.  E mentre aumenta la pressione delle forze armate russe nel Donetsk e le difficoltà ucraine a tenere botta, secondo Le Monde torna d'attualità la discussione sull'ipotesi di intervento di soldati di altri paesi. "Sono in corso discussioni tra Regno Unito e Francia sulla cooperazione in materia di difesa, in particolare con l'obiettivo di creare un nucleo di alleati in Europa, concentrato sull'Ucraina e sulla sicurezza europea in generale", riferisce a Le Monde una fonte militare britannica.   La Germania, davanti all'ipotesi di un'escalation della guerra tra Kiev e la Russia, comincia a pensare ai bunker antiatomici.Berlino sta stilando una lista di bunker che potrebbero rappresentare un rifugio di emergenza per i civili, come ha annunciato il ministero degli Interni, specificando che l'elenco includerebbe stazioni ferroviarie sotterranee, parcheggi, edifici statali e proprietà private. Un portavoce del ministero ha dichiarato che verrà redatto un elenco digitale di bunker e rifugi di emergenza, in modo che le persone possano trovarli rapidamente utilizzando un'app telefonica.

Il portavoce ha inoltre incoraggiato la popolazione a creare rifugi nelle proprie case, convertendo scantinati e garage. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, asse Mosca-Pyongyang allarma Cina: silenzio su soldati Nordcorea

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(Adnkronos) –
La Cina non vede di buon occhio il riavvicinamento e la crescente cooperazione tra Corea del Nord e Russia.A dirsene convinto è stato il vicesegretario di stato americano Kurt Campbell, dando il proprio contributo al dibattito tra i partner asiatici degli Stati Uniti sulla posizione cinese.

Il silenzio di Pechino, secondo il ministero degli Esteri giapponese, sarebbe un chiaro segnale di questo disagio e del timore che la collusione militare sull'Ucraina possa favorire la spinta americana a tessere una rete di alleanze con la Corea del Sud e il Giappone in Asia orientale.Finalizzata, per la Cina, a limitare il suo potere. Il gesto conciliante recentemente compiuto da Pechino nei confronti del Giappone – cui ha annunciato l'intenzione di rimuovere una boa di segnalazione installata all'interno della zona economica esclusiva giapponese vicino alle isole Senkaku, amministrate da Tokio, nel Mar Cinese Orientale – viene visto come il segno di uno sforzo volto a incoraggiare quanti in Giappone non vogliono essere coinvolti in un conflitto con la Cina diretto dagli Usa.

Un passo piccolo, ma che riguarda un tema delicato. "Il tema che sta diventando sempre più scomodo per gli interlocutori cinesi è l'impegno della Corea del Nord con la Russia", ha dichiarato Campbell – citato dal Guardian – nel corso di un recente seminario presso il Center for Strategic and International Studies, un thinktank di Washington. "In alcune discussioni che abbiamo avuto, sembra che li stiamo informando di cose di cui non erano a conoscenza sulle attività della Corea del nord, e sono preoccupati che l'incoraggiamento russo possa portare Pyongyang a contemplare mosse o azioni militari che potrebbero non rientrare nell'interesse della Cina". "La Cina non è intervenuta direttamente per criticare la Russia, ma crediamo che il crescente coordinamento tra Pyongyang e Mosca li stia innervosendo", ha aggiunto.  Ma gli analisti non sono unanimi sull'esistenza di una frattura tra Cina e Russia.Per l'ammiraglio Samuel Paparo, a capo del Comando indo-pacifico degli Stati Uniti, nelle relazioni tra Russia, Cina e Corea del Nord c'è una "certa simbiosi transazionale". "La Corea del Nord – ha dichiarato al forum sulla sicurezza di Halifax – soddisfa le richieste di artiglieria e missili della Russia e la Russia in cambio fornirà probabilmente tecnologia missilistica e sottomarina alla Corea del Nord".

La Cina da parte sua avrebbe fornito alla Russia il 90% dei suoi semiconduttori e il 70% delle sue macchine utensili per ricostruire la sua macchina da guerra. Anche Andrew Shearer, direttore generale dell'Office of National Intelligence australiano, si è detto scettico sulla portata del disagio della Cina. "L'idea di ampliare presunte divisioni tra Putin e Xi è piuttosto fantasiosa e se non affrontiamo la realtà che Putin è ancora in guerra in Ucraina oggi solo grazie al sostegno militare, diplomatico e di tecnologia dual use della Cina, non riusciremo a elaborare strategie efficaci".  
I dubbi sull'atteggiamento della Cina si riflettono anche tra gli osservatori in Giappone. "Non è possibile che la Cina non sapesse cosa stava progettando la Russia.La Cina non può permettersi di vedere la Russia perdere contro l'Occidente, e se la Russia contribuisce a creare una propaganda" di successo, "sarà un precedente per la Cina nel tentativo di controllare Taiwain", ha dichiarato la professoressa Emi Mifune, della facoltà di legge dell'Università di Komazawa.  E per Hideya Kurata, dell'Accademia Nazionale di Difesa del Giappone, la posizione di Pechino non è di approvazione o disapprovazione, ma di disagio e difficoltà.

Il conflitto – ha sottolineato – deve essere visto nel contesto della decisione della Corea del Nord di abbandonare gli sforzi per riunificare la penisola coreana.Pyongyang sta cercando di definire e impostare una escalation a tappe, progressiva, che parte dalle armi nucleari tattiche, si estende ai missili balistici a raggio intermedio diretti in Giappone, quelli a medio-lungo raggio diretti a Guam e ai missili balistici intercontinentali che potrebbero colpire la terraferma degli Stati Uniti.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, tregua in Libano vicina. G7 cerca sintesi su richiesta arresto Netanyahu

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(Adnkronos) – La notizia di un'intesa che mai come stavolta sembra vicina su un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah piomba sul G7 Esteri a Fiuggi, dove i sette Grandi continuano a lavorare per trovare una sintesi sulla spinosa questione del mandato d'arresto spiccato dalla Corte penale internazionale (Cpi) per il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. "Siamo forse vicini a un cessate il fuoco in Libano, speriamo che sia vero e che non ci sia qualche marcia indietro dell'ultimo minuto", ha confermato il 'padrone di casa', il ministro degli Esteri Antonio Tajani, aprendo ieri la sessione della ministeriale con i rappresentanti del Quintetto arabo (Arabia Saudita, Qatar, Emirati, Giordania e Egitto). Le notizie su una possibile svolta nel Paese dei cedri si sono rincorse per tutto il giorno.Secondo fonti ben informate citate dal quotidiano Asharq Al-Awsat, oggi il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il capo dell'Eliseo, Emmanuel Macron, "annunceranno la cessazione delle ostilità tra Libano e Israele per un periodo di 60 giorni".

I media israeliani sostengono che il gabinetto di sicurezza si riunirà per approvare il testo dell'accordo.Channel 12 riferisce che l'intesa sia stata finalizzata nelle scorse ore e che dovrebbe succedere "qualcosa di drastico" per far naufragare l'accordo.

Lo stesso portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, ha confermato che l'accordo è "vicino", ma "non ci siamo ancora".Insomma tutti i segnali puntano in un'unica direzione.  L'accordo prevede che l'esercito di Beirut entri nel sud del Libano per un periodo di 60 giorni, mentre l'Idf si ritira.

Il coordinamento con la parte libanese avverrà attraverso l'ufficio del capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, il generale Michael E.Kurilla.

L'organo di coordinamento includerà la Francia, il cui coinvolgimento è stato voluto da Washington e Beirut.Secondo la fonte, Israele si sarebbe convinto ad accettare il coordinamento di Parigi solo dopo che la Francia ha indicato di non voler procedere all'applicazione della sentenza della Corte penale internazionale sull'arresto di Netanyahu. L'Idf potrà agire non solo nel caso di attacchi a Israele, ma anche contro i tentativi di Hezbollah di accrescere la propria potenza militare. È una “guerra tra le guerre” in Libano, ha spiegato la fonte, facendo riferimento agli sforzi fatti da Israele per impedire che le armi iraniane raggiungessero i proxy attraverso attacchi aerei e operazioni di intelligence, principalmente in Siria.   "Prima di concludere bisogna avere tutti gli accordi definitivi.

Siamo fiduciosi, siamo qua, vediamo che accade", ha detto cautamente il titolare della Farnesina, secondo cui in ogni caso da Fiuggi "parte un messaggio forte a favore del cessate il fuoco".L'Italia, ha ribadito, è "pronta a fare la sua parte proprio per il grande impegno che abbiamo profuso in Libano in questi anni" e a giocare un ruolo "non secondario" nel futuro del Paese.

Le ultime resistenze al tavolo delle trattative arrivano dall'Iran, ha osservato il vice premier, che in mattinata ha anche incassato la solidarietà del suo omologo libanese Abdallah Bou Habib per gli attacchi contro i militari italiani di Unifil. La Repubblica islamica è "un po' contraria" all'intesa "o quanto meno vuole allungare i tempi", ha spiegato Tajani, che già guarda al giorno dopo in Libano, immaginando una presenza di primo piano dell'Italia. "Per quanto riguarda il Libano ho dato la piena disponibilità dell'Italia ad essere protagonista, se ci sarà l'accordo ovviamente con i libanesi, per sorvegliare l'applicazione dell'accordo insieme agli Stati Uniti ed altri Paesi", ha scandito il ministro che auspica anche "un'Unifil più forte", con "diverse regole di ingaggio".  
A Fiuggi, come annunciato nei giorni scorsi, è stata affrontata anche la questione del mandato di arresto spiccato dalla Cpi per crimini di guerra e contro l'umanità nei confronti di Netanyahu, dell'ex ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, e del leader di Hamas, Mohammed Deif.I sette ministri delle economie più avanzate del mondo non hanno ancora maturato una posizione univoca e si continua a limare il testo della dichiarazione finale, ma i rispettivi direttori politici lavorano per una sintesi ed evitare che si proceda in ordine sparso su un tema su cui l'attenzione di Tel Aviv è massima. "Nessuno è al di sopra della legge", ha indicato a Fiuggi la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock, mentre il suo omologo britannico, David Lammy, ha assicurato che il Regno Unito seguirà i principi del "giusto processo" se Netanyahu dovesse mettere piede oltremanica. Nella prima sessione della ministeriale G7 "ho detto che bisognava avere una posizione univoca sulla decisione della Cpi.

Abbiamo parlato, vediamo se si potrà avere nel comunicato finale una parte dedicata a questo", ha riferito Tajani, mentre da Teheran la Guida Suprema, Ali Khamenei, ha condito della consueta retorica anti-israeliana le sue dichiarazioni.Secondo l'ayatollah, che si è rivolto ai paramilitari Basij, contro i leader israeliani dovrebbero essere emesse condanne a morte, non mandati di arresto.  Quella in corso a Fiuggi, che vede nel programma della prima giornata anche l'inaugurazione di una simbolica panchina rossa per dire no ai femminicidi nella giornata internazionale contro la violenze sulle donne, è la seconda ministeriale Esteri sotto presidenza italiana, dopo quella di Capri dell'aprile scorso, e l'ultima riunione prima della consegna del testimone al Canada, presidente di turno del G7 nel 2025. "L'unità in questo momento è la nostra forza", ha detto all'inizio della riunione Tajani, sottolineando come l'Italia, tra l'evento a Fiuggi ed i Med Dialogues in corso a Roma, "è protagonista e al centro del dibattito politico internazionale". Dopo una prima giornata di lavori dedicata quasi esclusivamente alle crisi in Medio Oriente, oggi il focus si sposterà sull'Ucraina (sarà presente il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha) e sulla situazione nell'Indo-Pacifico.

Sullo sfondo, ma neanche troppo, c'è quanto accade sull'altra sponda dell'Atlantico, con gli occhi di tutti puntati sulle prossime mosse del presidente eletto, Donald Trump, che a gennaio entrerà alla Casa Bianca e ha già promesso che non avrà mezze misure su tutti i principali dossier internazionali.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Cecchettin, oggi parola alla difesa e Turetta torna in aula

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(Adnkronos) – Dopo la richiesta di ieri di una condanna all'ergastolo a Filippo Turetta da parte del pm di Venezia Andrea Petroni, oggi la parola nel processo per l'omicidio di Giulia Cecchettin passa alla difesa.Gli avvocati Giovanni Caruso e Monica Cornaviera terranno la loro arringa davanti alla corte d'Assise di Venezia e per il 22enne chiederanno la pena che gli spetta con la speranza che il carcere assuma la sua funzione di rieducazione e possa permettere al giovane, accusato dell'omicidio dell'ex fidanzata, di capire il disvalore del suo gesto e avere la possibilità – data sua giovane età – di riscattarsi.

Non chiederanno altro i difensori, l'avvocato Giovanni Caruso e la collega Monica Cornaviera, che domani terranno la loro arringa davanti alla corte d'Assise di Venezia.  Secondo indiscrezioni, la difesa parlerà un paio di ore per rispondere alla richiesta di ergastolo formulata dal pm Andrea Petroni.Oggi l'imputato, che ieri ha assistito all'intera udienza quasi immobile e sempre a testa bassa, dovrebbe tornare in aula per l'ultima udienza prima della sentenza prevista il 3 dicembre.  "Mi aspetto solo che vengano applicate le leggi.

Io sono già morto dentro di fatto, la mia battaglia, ma preferirei chiamarla il mio percorso ,è fuori dall'aula.Per me non cambierà nulla, Giulia non la rivedrò più.

L'unica cosa che posso fare è prodigarmi, come farebbe Giulia, per fare in modo che ce ne siano il meno possibile di casi come il suo, di genitori che debbano piangere una figlia morta.Io so cosa vuol dire e lavorerò per questo", ha affermato Gino Cecchettin, il papà della ventiduenne di Vigonovo uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta, ospite a Rai Radio2, ai microfoni di Serena Bortone e del 'consigliere' Francesco Cundari a '5 in Condotta'. Nel corso dell'intrevento Cecchettin ha annunciato che "con il ministro Valditara ci incontreremo i primi di dicembre.

Vorrei portare dei dati concreti insieme al nostro comitato scientifico e vorrei confrontarmi in modo costruttivo.Ognuno ha le sue opinioni ma penso che si possa cercare di trovare un percorso sulle parti condivisibili.

La scuola dovrebbe continuare il percorso di formazione verso l’affettività, dare come valori fondamentali il rispetto della vita altrui e l’amore verso gli altri, e condannare la violenza in tutte le sue forme e da ovunque arrivi". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)