(Adnkronos) – Sarebbe stato il caso di Cecilia Sala "il vero motore" della visita lampo, tenuta super segreta, di Giorgia Meloni a Mar-a-Lago per incontrare Donald Trump la notte scorsa.E' quanto apprende l'Adnkronos da fonti informate, secondo cui è stata "l'escalation" delle ultime ore, con l'Iran che ha collegato ufficialmente la detenzione della giornalista a Teheran all'arresto a Malpensa di Mohammed Abedini su richiesta degli Stati Uniti, a spingere per "un'accelerazione" del contatto diretto tra la premier ed il presidente eletto. Di una missione in Florida in effetti si parlava da qualche giorno, una volta emerso che la Meloni non sarebbe andata a Washington per l'insediamento alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio, ma la tempistica è stata poi dettata dagli ultimi sviluppi di quella che il "Wall Street Journal" ha definito la "guerra ombra tra Stati Uniti e Iran in cui è rimasta coinvolta l'Italia". Già nella notte, il New York Times aveva citato una fonte al corrente dell'incontro secondo cui la premier avrebbe "fatto pressioni in modo aggressivo" per parlare della questione. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sardegna, Guzzetta: “Pronuncia Consiglio regionale è sempre sindacabile”
(Adnkronos) – Una pronuncia del Consiglio regionale della Sardegna sulla decadenza della presidente della Regione Alessandra Todde per presunte irregolarità sul rendiconto delle spese elettorali non è ipotizzabile nell'immediato. "Secondo la Corte costituzionale (sent. 387/1996) la questione della pronuncia del Consiglio regionale sulla decadenza si porrà solo nel momento in cui il provvedimento diventerà 'definitivo'".A indicare la significativa sentenza della Consulta è il professore ordinario di Diritto pubblico all'università di Roma Tor Vergata, Giovanni Guzzetta che, analizzando all'Adnkronos una vicenda ingarbugliata sia sul fronte politico che giudiziario, rileva anche che
"il giudizio del Consiglio regionale è sempre sindacabile in sede giurisdizionale". Pertanto, "immaginando che la Presidente della Regione Sardegna impugni effettivamente l’atto, sul piano giudiziario i tempi non saranno brevi: la lunghezza dei tempi si trasforma in una prolungata spada di Damocle 'politica' sulla Presidente e sulla sua legittimazione.
E qui, subentrano tutte le valutazioni di opportunità che non spetta a me fare". Secondo il costituzionalista, "la vicenda è molto complessa perché ha evidentemente implicazioni politiche e giuridiche ma le letture appaiono molto semplificate e assertive". "Sul piano politico – analizza – ci troviamo di fronte ad una ordinanza-ingiunzione che contesta gravi violazioni della disciplina in materia di spese elettorali e relativa rendicontazione.In base alla legislazione vigente applicabile anche alla regione Sardegna, a seguito dell’accertamento di tali violazioni consegue anche la sanzione accessoria della decadenza, in quanto si concretizza una causa di ineleggibilità del consigliere regionale che si riflette sulla carica di presidente della Regione, perché, in base alla disciplina vigente ribadita dalla stessa legislazione sarda, il Presidente non può non essere anche membro del consiglio regionale.
Sul piano politico la rilevanza della questione, e quindi le conseguenze in termini di opportunità, sono rimesse alle valutazioni degli interessati e al dibattito politico". "Sul piano giuridico quello che succede è che il provvedimento, che è immediatamente esecutivo, è comunque un provvedimento amministrativo, sebbene adottato da un organo particolarmente autorevole in quanto istituito presso la Corte d’Appello e presieduto dal Presidente della Corte d’Appello.A tale provvedimento si può fare opposizione davanti al giudice ordinario, cui spetta anche decidere se sospenderne o meno l’esecutività.
Secondo la Corte costituzionale
(sent. 387/1996) la questione della pronuncia del Consiglio regionale sulla decadenza si porrà nel momento in cui il provvedimento diventerà “definitivo” (cioè una volta esauriti i gradi di giudizio di impugnazione dell’ordinanza o qualora tale impugnazione non ci sia, nei termini di 30 giorni dall’adozione del provvedimento).Da questa sentenza della Corte costituzionale sembrerebbe dunque che fino a quel momento il Consiglio non possa pronunciarsi, anche se il provvedimento del Collegio regionale di Garanzia rimanesse esecutivo". Guzzetta osserva che "in questa prospettiva, immaginando che la Presidente della Regione Sardegna impugni effettivamente l’atto bisognerà attendere i vari gradi di giudizio e potrebbero passare mesi
.
Nel momento in cui il provvedimento, confermato dai giudici, divenisse effettivamente definitivo spetterebbe al Consiglio regionale dichiarare la decadenza.Sui poteri del Consiglio in questa materia c’è molta confusione, perché si tende a pensare in modo analogo a quello che vale per le Camere.
Ma c’è una fondamentale differenza.Le Camere sono organi costituzionali e la Costituzione riserva a esse in via esclusiva la valutazione della decadenza.
Lo stesso principio non vale per i Consigli regionali, le cui deliberazioni sono impugnabili davanti al giudice ordinario secondo i principi generali che valgono in questa materia, peraltro ribaditi dalla stessa legge statutaria della regione Sardegna 2007 articolo 26 comma 9.Questo vuol dire che i margini di valutazione dei Consiglio regionale sono comunque più ristretti, perché le loro scelte sono sindacabili quanto al rispetto delle norme sulla decadenza".
"Il controllo del Consiglio regionale, dunque, è vincolato dal quadro normativo e non può ritenersi politicamente libero.
Il che non vuol dire che il suo voto sia una formalità (possono essere rilevati vizi procedurali ad esempio), ma certo la valutazione non è meramente politica.Né la legge ordinaria potrebbe riconoscere ai consigli regionali quella garanzia di insindacabilità degli atti che è assicurata dalla Costituzione alle Camere – sottolinea il professore di Tor Vergata – Questo peraltro vale per tutti i casi in cui i Consigli regionali accertino cause di decadenza.
Le dichiarazioni di decadenza sono impugnabili davanti al giudice ordinario.Al limite possono ipotizzarsi anche dei conflitti di attribuzione davanti alla Corte costituzionale tra Regione e autorità giudiziaria". "Sul piano giudiziario, dunque, i tempi non saranno brevi.
Sul piano politico, ovviamente, la lunghezza dei tempi si trasforma in una prolungata spada di Damocle 'politica' sulla Presidente e sulla sua legittimazione.E qui, subentrano tutte le valutazioni di opportunità che non spetta a me fare", conclude il costituzionalista. (di Roberta Lanzara) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mattarella al Parco Verde di Caivano, a messa da don Patriciello
(Adnkronos) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato stamani a sorpresa nella chiesa del Parco Verde a Caivano.Il capo dello Stato ha preso parte alla messa officiata dal parroco anti camorra, don Maurizio Patriciello. Mattarella è stato a Villa Rosebery in visita privata dove ha ricevuto il sindaco di Napoli e presidente dell'Anci, Gaetano Manfredi. Ieri il capo dello Stato si è recato al centro storico di Napoli e anche alla chiesa di Santa Chiara. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Jeff Baena, confermate ipotesi sulla morte: “Suicidio mediante impiccagione”
(Adnkronos) –
Suicidio mediante impiccagione: è questa la causa della morte del regista e sceneggiatore statunitense Jeff Baena, 47 anni, autore di film indie come "Un weekend al limite" e "The Little Hours", il cui cadavere è stato trovato nella serata di venerdì 3 gennaio nella sua casa di Los Angeles.I dettagli sono stati resi noti dall'ufficio del coroner della contea di Los Angeles, con la ricognizione cadaverica compiuta dal medico legale Brice Hunt e le investigazioni con il sopralluogo del poliziotto Philip Kim.
Il corpo appeso ad una corda, già privo di vita, è stato trovato da un assistente dell'attore che ha chiamato la polizia. Al momento sono ignoti i motivi che hanno portato Baena a togliersi la vita.Dal 2021 Baena era sposato con l'attrice e produttrice statunitense Aubrey Plaza, che nel 2022 è stata tra i protagonisti della seconda stagione della serie ambientata a Taormina "The White Lotus". Nato il 29 giugno 1977 a Miami, in Florida, dopo essersi laureato alla New York University Film School, Baena si era trasferito a Los Angeles per iniziare la sua carriera a Hollywood.
Diventato assistente di produzione per il regista Robert Zemeckis, lavorando a diversi film, poi ha lavorato come assistente al montaggio per lo sceneggiatore e regista David O.Russell.
La svolta di Baena è arrivata quando ha co-sceneggiato "I Heart Huckabees – Le strane coincidenze della vita" (2004) insieme a Russell.Il film, candidato al Gotham Award per il miglior film, seguiva due "detective esistenziali" che cercavano di risolvere il significato di una serie di strane coincidenze.
Baena ha debuttato alla regia con "Life After Beth – L'amore ad ogni costo" (2014), che ha anche scritto.Il film, interpretato da Aubrey Plaza nel ruolo della protagonista, è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival dello stesso anno, dove ha ricevuto una nomination al Gran Premio della Giuria ed è stato distribuito nelle sale da A24.
Il suo progetto successivo, "Un weekend al limite" (2016), con Thomas Middleditch, ha debuttato anch'esso al Sundance Film Festival con una nomination al Gran Premio della Giuria prima di essere distribuito da Lionsgate.Baena ha anche scritto e diretto il film "The Little Hours" (2017), interpretato da Plaza e candidato al premio del pubblico al Festival internazionale del cinema di Edimburgo, e ha co-sceneggiato, diretto e prodotto "Horse Girl" (2020), interpretato da Dave Franco e Allison Brie.
Entrambi i film hanno debuttato anche al Sundance.Ha poi co-sceneggiato e diretto la commedia romantica "Spin Me Round – Fammi girare" (2022), con Brie e Plaza.
Per quanto riguarda la televisione, Baena ha creato, diretto e prodotto "Cinema Toast" (2021).La serie antologica di Showtime ha messo insieme filmati di film ormai di dominio pubblico.
Brie, Christina Ricci, Da'Vine Joy Randolph e Jake Johnson sono stati tra i protagonisti dello show. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Rete antisionista in corteo a Basilica di San Paolo: “Giubileo contro genocidio e guerre”
(Adnkronos) – Decine di studenti si sono dati appuntamento questa mattina davanti alla fermata della metropolitana San Paolo di Roma per chiedere maggiore attenzione alla questione palestinese, nel giorno in cui è stata aperta la Porta Santa nella vicina Basilica. "Non voltatevi dall'altra parte, fermiamo Israele, per un Giubileo contro genocidio, massacri e guerre", si legge sul lungo striscione che i ragazzi hanno portato in corteo. Alla Rete Antisionista, creata in seguito ad una assemblea tenutasi il 9 novembre scorso, partecipano, fra le altre sigle, Rete dei comunisti, Osa, Cambiare Rotta, il Movimento degli studenti palestinesi, Associazione Palestinesi in Italia e Arci. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Perugia, marito e moglie trovati morti in casa a Gualdo Tadino: ipotesi omicidio-suicidio
(Adnkronos) – Marito e moglie sono stati trovati morti nell'abitazione nella quale vivevano a Gualdo Tadino, in provincia di Perugia.Sul posto sono intervenuti i carabinieri che indagano sull'ipotesi di omicidio-suicidio.
Da una prima ricostruzione si tratta di una coppia giovane, i due avevano una trentina di anni.L'uomo, dai primissimi accertamenti, avrebbe ucciso la donna per poi togliersi la vita. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fiorentina – Napoli (0-3), Mister Stellini: I ragazzi devono essere orgogliosi di quanto fatto da inizio anno
La conferenza stampa nel post partita di Napoli – Fiorentina sarà tenuta dal vice allenatore del Napoli Christian Stellini.Nicola Lombardo ovvero il responsabile della comunicazione della SSC Napoli, spiega ai microfoni l’assenza del tecnico Antonio Conte a causa della scomparsa del piccolo Daniele, tifoso del Napoli a cui Anguissa aveva dedicato il goal a Udine.
Il tecnico azzurro quindi era troppo provato per intervenire davanti ai microfoni.Queste sono state le parole di Mister Stellini in conferenza stampa:
“La gioia della vittoria è offuscata da una profonda tristezza.
Abbiamo perso un piccolo tifoso, Daniele, che ci ha lasciato oggi.La sua malattia lo ha reso un guerriero, e la sua forza ci ha ispirati.
Il mister, profondamente toccato da questa perdita, non è presente.Dedichiamo questa vittoria a lui, alla sua famiglia e a tutti i bambini che combattono contro la malattia.”
Questa vittoria concretizza le ambizioni di questo club?
“Si, giusto definirla una vittoria molto importante per molti aspetti.
Il primo perchè giocavamo su un campo difficile contro una squadra molto forte e dalla rosa molto ampia.Il secondo perchè giocavamo con qualche defaiance e volendo dimostrare l’importanza del nostro lavoro e quanto ci seguono i ragazzi, è ancora più importante.
Siamo molto contenti e vogliamo ringraziare tutto il gruppo lavoro che ha dato solidità alla squadra e ci ha permesso questa vittoria nonostante qualche assenza”
La squadra corre molto.
“Ci portiamo con noi grande energia dalla vittoria, i ragazzi devono essere orgogliosi di quanto fatto da inizio anno.Siamo contenti perché anche chi ha giocato meno ha fatto una grande partita.
Oggi ci sentiamo addosso questa maturità ma dovremo dimostrarla di partita in partita.C’è ancora tanto da lavorare”.
La differenza è tanta con la squadra dell’anno scorso.
“Eravamo consapevoli di dover ricostruire qualcosa di importante e il merito va ai ragazzi, dal primo giorno hanno dato grande disponibilità, con voglia di tornare ai livelli abituali del Napoli.
Non facciamo paragoni con le stagioni passate: stiamo guidando la squadra in un bel lavoro, che riempie di orgoglio.La partita di oggi dimostra che i ragazzi ci seguono”.
L’opzione Spinazzola servirà in futuro?
“Abbiamo tanti giocatori, non avendo tante partite non è facile farli ruotare e utilizzarli tutti.
Per questo bisogna fare tanti complimenti a questi ragazzi: Juan Jesus, Spinazzola e Rafa Marin anche.Lavorano per migliorare loro stessi e la squadra, queste prestazioni danno senso.
Spinazzola in quel ruolo ci è cresciuto, noi crediamo in tutti i nostri giocatori dando loro dei compiti che svolgono alla grande”.
Caso Todde, ex presidente Solinas: “Caos senza precedenti, tutte le forze si accordino per voto subito”
(Adnkronos) – "Sotto il profilo politico questa vicenda sgretola definitivamente la narrazione autoreferenziale dell’asserito primato della competenza, delle capacità e della legalità della presidente Todde e del M5S rispetto agli altri partiti".L'ex presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, in carica dal 20 marzo 2019 al 20 marzo 2024, fa sentire la sua voce dopo il terremoto in Regione che ha investito chi ha preso il suo posto alla guida dell'isola, la pentastellata Alessandra Todde.
L'ex senatore leghista del partito sardo d'Azione, che non è stato ricandidato per lasciare il posto al meloniano Paolo Truzzu, non nasconde la sua preoccupazione, nel corso di una intervista all'AdnKronos. "Se fosse confermato il tentativo di aggirare i rilievi della Commissione Elettorale di garanzia con la commistione tra finanziamenti e spese del candidato, del partito e delle liste del movimento, con ampie zone grigie, e la difformità tra spese realmente effettuate e dichiarate, ci troveremmo di fronte a metodi degni di un goldoniano Truffaldino", sottolinea il 50enne politico cagliaritano. "Ed anche in questo caso parrebbe lecito domandarsi se questi stessi metodi non siano applicati nel governo del quotidiano, nei tanti procedimenti amministrativi in capo alla Regione a guida pentastellata", è il dubbio che avanza Solinas. Il cagliaritano entra nel merito 'tecnico' della vicenda: "Sotto un profilo squisitamente giuridico le leggi applicate al caso, proprie della materia elettorale, rappresentano lex specialis ed in quanto tali in esse va ricercata la disciplina complessiva.Pertanto, la mancata designazione del mandatario elettorale e la conseguente impossibilità di ricevere e spendere fondi e tanto meno di certificarne la regolarità è sanzionata con la decadenza ope legis", è il suo ragionamento.
Per Solinas quindi "a nulla vale sostenere che sia sanzionata la mancata presentazione del rendiconto mentre un rendiconto la Todde lo avrebbe presentato a sua firma.Infatti, tale documento non ha alcun valore in quanto la norma prescrive il deposito di un rendiconto nelle forme di legge e cioè redatto e sottoscritto da un mandatario elettorale.
In questo caso, non essendo stato nominato per tempo il mandatario, non è in alcun modo sanabile ipso iure, a posteriori, la presentazione nei termini di un valido rendiconto". Solinas ricorda che "la disciplina del 1993, figlia del clima di Tangentopoli, fu molto rigida ed esigente in materia di spese elettorali ed introdusse un organo collegiale ad hoc -la Commissione elettorale di Garanzia, composta in maggioranza da togati- per il controllo e l’accertamento delle violazioni.Non si deve confondere questa ineleggibilità con le altre cause di ineleggibilità e/o incompatibilità disciplinate specialmente in altre leggi il cui apprezzamento e valutazione a seguito di azione popolare sono riservati al Tribunale Ordinario". "In questo caso specifico, la legge prevede puntualmente che la Commissione Elettorale di Garanzia accerti 'in modo definitivo' la violazione -dice ancora il leghista sardo-.
Tale accertamento determina la decadenza e non è impugnabile ulteriormente altrove.La norma prevede infatti che siano impugnabili solo le sanzioni pecuniarie.
Peraltro, essendo pacificamente esclusa da una giurisprudenza costante, al contrario di quanto accade per Camera e Senato, l’autodichia in capo al Consiglio regionale, il presidente dell’Assemblea sarda non potrà che comunicare all’Aula quanto prima la presa d’atto della decadenza.In quello stesso momento, in forza del principio del 'simul stabunt aut simul cadent' introdotto con l’elezione diretta, si determinerà la decadenza automatica dell’intero Consiglio Regionale". Solinas vede di fronte "uno scenario complesso" perché "la Sardegna non ha una legge statutaria vigente e il caso di scioglimento anticipato del Consiglio per via della decadenza non è disciplinato esplicitamente dall’ordinamento regionale.
Certamente chi viene dichiarato decaduto non può continuare nell’esercizio dei poteri in regime di prorogatio neppure per l’ordinaria amministrazione e la convocazione dei comizi elettorali.Restano solo alcune ipotesi, ma io ritengo personalmente che, per analogia, si debba fare riferimento all’art. 50 dello Statuto speciale, norma di rango costituzionale, che prevede con il decreto di scioglimento del Consiglio la nomina di 'una Commissione di tre cittadini eleggibili al Consiglio regionale, che provvede all'ordinaria amministrazione di competenza della Giunta ed agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo Consiglio.
Essa indice le elezioni, che debbono aver luogo entro tre mesi dallo scioglimento.Il nuovo Consiglio è convocato dalla Commissione entro venti giorni dalle elezioni'. "In definitiva, rimane comunque un dato: il dilettantismo, l’approssimazione e l’incompetenza di una presidente, del suo staff raccogliticcio e del M5S condannano la Sardegna ad un caos istituzionale senza precedenti nella storia autonomistica.
Credo che tutte le forze democratiche, civiche, autonomiste e sardiste dovrebbero riflettere su questo punto, da sinistra a destra, e valutare l’opportunità di risanare al più presto con nuove elezioni senza inutili dilazioni un vulnus istituzionale di metodi e slogan che non appartengono alla normale e positiva dialettica tra parti introdotto da chi ha finalmente gettato la maschera e rivelato l’insofferenza verso le tanto brandite regole, evidentemente solo per gli altri", conclude. (di Francesco Saita) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Juve Stabia: il calciomercato infiamma il mese di gennaio 2025, mentre le vespe si preparano a sfide cruciali
La Juve Stabia ritornerà al Menti a quasi un mese di distanza dall’ultima gara di campionato.Nel mezzo però ci saranno due trasferte davvero molto impegnative per i colori gialloblu.
Saranno tre le partite in questo mese di Gennaio per la Juve Stabia che andranno ad aprire il 2025.Non si parlerà solo di calcio giocato ma anche di calciomercato che ha aperto i battenti il 2 gennaio e che sarà sicuramente uno dei piatti forti ed argomento di discussione durante tutto il mese.
l mese di dicembre appena concluso ha offerto il classico calendario intasato e ricco di impegni ma con l’inizio del nuovo anno è arrivata la pausa con la ripresa fissata per il giorno 12 gennaio 2025.Sarà un inizio tutto il salita per la Juve Stabia con la doppia trasferta contro due squadre di assoluto livello: lo Spezia prima ed il Palermo poi.
La prima gara del nuovo anno si giocherà allo stadio Alberto Picco mentre la seconda tappa di questo mini viaggio è fissata per il giorno 19 gennaio ed il teatro di questa importante sfida sarà lo stadio “Renzo Barbera”.Non sono due sfide inedite queste perchè la squadra di Castellammare è stata spesso protagonista a La Spezia per non parlare delle tantissime trasferte a Palermo, un capitolo importante nel corso dei colori gialloblu sia nel vissuto recente che negli anni della Presidenza Roberto Fiore.
Sarà invece una sfida nuova quello dello Stadio Romeo Menti fissata per il 25 gennaio quando arriverà la Carrarese.Questa partita sarà importante non solo perchè andrà ad aprire il nuovo anno tra le mura amiche ma anche perchè è la classica partita dove i punti in classifica possono valere il doppio visto il sapore dello scontro diretto.
I tifosi gialloblu andranno a ripopolare lo Stadio dopo quasi un mese ossia dalla partita del giorno 29 dicembre 2024 l’ultima gara che ha chiuso quello che sarà ricordato per sempre come l’anno magico della promozione in Serie B delle vespe terribili di Guido Pagliuca capaci di
scrivere record su record.Per quanto riguarda il calciomercato il D.S.
Lovisa ha già la lista della “spesa” pronta ed elaborata.Ad ora saranno tre gli acquisti certi: a Sgarbi che sarà ufficializzato ne seguiranno altri due.
In questa prima parte del campionato è palesata la necessità di sistemare difesa, centrocampo e attacco.Tolto quindi Sgarbi gli altri due acquisti interesseranno difesa e centrocampo.
In uscita ufficializzato Piovanello ci saranno altre cessioni per diversi motivi (mancanza di utilizzo, caratteristiche, volontà del calciatore, ecc.).Sulla lista delle cessioni rumors di mercato dicono che ci sono: Andreoni, Baldi, Zuccon, Di Marco, Morachioli e Artistico.
In caso di cessione di Artistico le Vespe saranno costrette a prendere un suo sostituto perchè il solo Adorante non potrebbe bastare.Capitolo a parte sono Folino, Leone e Adorante che sono considerati inamovibili dalla Juve Stabia ma che sono calciatori attenzionati da piazze importanti (ne parleremo in un altro articolo n.d.a.).
L’obiettivo del calciomercato sarà quello di abbassare il tetto ingaggi assicurandosi al contempo una serie di calciatori dal sicuro impiego e utili alla causa.
Sinner si allena con Wawrinka: “Grazie Stan, un onore condividere il campo con te”
(Adnkronos) –
Jannik Sinner corre verso gli Australian Open e continua ad allenarsi dall’altra parte del mondo con sparring partner d'eccezione.Dopo il primo allenamento dell’anno con il figlio d’arte Cruz Hewitt, figlio di Lleyton, il numero uno del ranking nella notte ha condiviso il campo con Stan Wawrinka.
Il campione svizzero che, curiosità, trionfò a Melbourne 10 anni prima dell'azzurro, nel 2014.E che, a 39 anni e con una wild card in tasca per il primo Slam stagionale, ha ancora voglia di battagliare. Jannik arriva in Australia per bissare il successo dello scorso anno, da numero uno al mondo e dopo la stagione della consacrazione, seguito dal tecnico Darren Cahill.
Lo stesso che ha condiviso sui social una foto dell’allenamento con Wawrinka (con cui pochi giorni fa si è allenato Matteo Berrettini), ringraziando il campione svizzero e ricordando la sua vittoria agli Australian Open del 2014: “Grazie Stan.Sempre un piacere condividere il campo con te".
In attesa del primo impegno stagionale, il match di esibizione contro Popyrin del 7 gennaio, Sinner si allenerà anche con un altro sparring partner di livello.Frances Tiafoe, battuto nell’ultima finale del Masters 1000 di Cincinnati, con cui Jannik condividerà il campo il 6 gennaio. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ucraina, Kiev ammette: Russia ha conquistato 3.600 kmq nel 2024
(Adnkronos) – La Russia ha conquistato quasi 3.600 chilometri quadrati di territorio ucraino nell'anno appena concluso.Lo rivela il blog militare ucraino Militarnyi, che cita i dati di un altro blog, DeepStateMap, confermando di fatto l'analisi dei giorni scorsi dell'Istituto di studi di guerra (Isw), secondo cui le forze russe sarebbero avanzate di quasi 4mila kmq nel 2024.
Secondo i blog di Kiev, l'Ucraina ha subito le perdite territoriali più pesanti a novembre, perdendo 610 kmq, quasi 20 kmq al giorno. Zelensky: "Attacco con 103 droni nella notte, alleati facciano rispettare le sanzioni" Nella notte l'Ucraina è stata attaccata "da 103 droni Shahed, che contenevano 8.755 componenti di fabbricazione estera – ha denunciato in un post su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky – Nell'ultima settimana, la Russia ha utilizzato più di 630 droni d'attacco, circa 740 bombe aeree di precisione e quasi 50 missili di vario tipo, per un totale di oltre 50.000 componenti sanzionati provenienti da tutto il mondo".Zelensky sottolinea che "la pressione delle sanzioni sulle catene di fornitura per i componenti stranieri rimane insufficiente". "La Russia continua ad acquisire i componenti e gli strumenti di produzione di cui ha bisogno, quasi a livello globale, e li usa nelle armi che impiega per terrorizzare l'Ucraina", attacca Zelensky, che quindi esorta a "continuare a rafforzare la cooperazione con tutti i nostri partner su sanzioni, sistemi di difesa aerea, armi a lungo raggio e supporto per i nostri soldati: queste priorità ci aiuteranno a proteggere le nostre città, i nostri villaggi e le nostre posizioni in prima linea.
Sono grato a ogni partner che ci aiuta". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Iran, al Papa targa con riflessioni di Khamenei su Gesù
(Adnkronos) – Papa Francesco ha ricevuto una targa con riflessioni su Gesù da parte della Guida suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei.Secondo quanto rende noto l'agenzia di stampa Irna, la targa è stata consegnata al Pontefice dall'ambasciatore iraniano presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari, ricevuto nei giorni scorsi. ''Se Gesù fosse tra noi oggi – scrive Khamenei – non esiterebbe un attimo a combattere i leader dell'oppressione e dell'arroganza globale.
Non tollererebbe la fame e lo sfollamento di miliardi di persone spinte dalle potenze egemoniche verso la guerra, la corruzione e la violenza". Partendo dal fatto che ''l'importanza di Gesù per i musulmani non è senza dubbio inferiore alla sua importanza e stima agli occhi dei devoti cristiani'', il testo sottolinea che ''questo grande profeta divino ha trascorso tutto il suo tempo tra il popolo in lotta per opporsi all'oppressione, all'aggressione e alla corruzione'' e ''a coloro che usavano la loro ricchezza e il loro potere per schiavizzare le nazioni e trascinarle nell'inferno di questo mondo e dell'aldilà''. Nelle riflessioni di Khamenei è contenuto un invito ai ''cristiani e musulmani che credono in questo grande profeta devono rivolgersi ai suoi insegnamenti per stabilire un giusto ordine mondiale.Devono promuovere le virtù umane come sono state insegnate da questi maestri dell'umanità''.
Quindi, prosegue il testo, ''per essere un seguace di Gesù Cristo bisogna sostenere la verità e rifiutare i poteri che vi si oppongono.Si spera che i cristiani e i musulmani in ogni angolo del mondo manterranno viva questa profonda lezione del profeta Gesù nelle loro vite e azioni'', auspica il leader iraniano. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Charlie Hebdo a 10 anni dalla strage: “Non ci hanno ucciso”
(Adnkronos) – ''Non hanno ucciso Charlie Hebdo''.Questo il messaggio dell'edizione speciale di 32 pagine che sarà in edicola, per due settimane, a partire da martedì 7 gennaio, a dieci anni dalla strage costata la vita a 12 persone nella redazione parigina della rivista satirica francese e rivendicata dall'Aqap, al-Qaeda nella Penisola Arabica.
Quando i fratelli franco-algerini Chérif e Said Kouachi, 32 e 34 anni, spararono con i loro kalashnikov all'impazzata mentre era in corso la riunione di redazione, uccidendo ''12 giornalisti che avevano preso in giro l'Islam per vendicare il Profeta'' Maometto, come sostenne l'Isis, lo Stato islamico, che li definì due ''eroi jihadisti''. I loro nomi erano nella "no fly list" americana, la lista nera in cui sono inseriti i sospetti terroristi a cui gli Stati Uniti vietano l'ingresso nel proprio territorio.Il minore dei due fratelli, Cherif, era stato in Siria, condannato a metà degli anni 2000 per crimini collegati al terrorismo, ulteriormente radicalizzato in carcere.
I due erano sotto sorveglianza dell'intelligence francese fino al luglio del 2014, poi non più perché considerati ''a basso rischio''. Uscendo della redazione, la mattina del 7 gennaio 2015, i due urlarono ''Abbiamo ucciso Charlie Hebdo!''.Furono poi uccisi loro, dalle teste di cuoio francesi in un blitz nel paesino di Dammartin en Goele, una cinquantina di chilometri a nord est da Parigi, dove si erano asserragliati in una tipografia tenendo in ostaggio il titolare.
A 10 anni da allora, nonostante il trasferimento della sede della rivista in un luogo segreto e altamente protetto, il caporedattore della rivista, Gerard Biard, afferma che no, "non hanno ucciso Charlie Hebdo" e "noi vogliamo che duri mille anni".Fondato nel 1970 sulle ceneri della rivista Hara-Kiri, anarchico e anticlericale, Charlie Hebdo è stato oggetto di minacce jihadiste dopo la pubblicazione delle caricature del profeta Maometto nel 2006. A perdere la vita durante l'assalto sono stati il direttore della rivista Stephane Charbonnier e i vignettisti Cabu, Honoré, Tignous e Georges Wolinski, la psichiatra e psicoanalista Elsa Cayat, l'economista e consigliere della Banca di Francia Bernard Maris e il correttore di bozze Mustapha Ourrad.
Lo scorso ottobre 2024 è morto a 40 anni Simon Fieschi, il primo a essere colpito dai fratelli jihadisti e rimasto gravemente ferito alla colonna vertebrale.A quasi un mese dall'attacco, il 31 gennaio 2015, è stato invece ucciso nel raid di un drone americano sullo Yemen l'imam Harith al-Nazari, leader spirituale di al-Qaeda nella Penisola araba, tra i primi a rivendicare a nome di al-Qaeda, con un file audio, l'attacco contro la sede della rivista satirica. Charlie Hebdo, uscito una settimana dopo l'attacco il 14 gennaio con una tiratura di 7 milioni di copie e in 16 lingue, sospese le pubblicazioni fino al 25 febbraio successivo.
L'attentato fece emergere una solidarietà mondiale e diede origine al famoso slogan: "Je suis Charlie".L'11 gennaio quattro milioni di persone scesero in piazza in Francia a sostegno della rivista e della libertà di espressione, con numerosi capi di Stato e di governo presenti al corteo a Parigi. Dieci anni dopo, l'attentato "è una pagina di storia", ma c'è ancora un problema di "comunicazione", ha dichiarato il direttore editoriale di Charlie Hebdo, Riss, che vive ancora sotto scorta della polizia. ''Esiste un prima e un dopo Charlie'', sostiene Laurent Bihl, specialista in satira e docente alla Sorbona. ''La paura è evidente'', afferma in una intervista all'Afp citando la decapitazione, cinque anni dopo nel 2020, del docente di Storia Samuel Paty da parte di un estremista islamico ceceno per aver mostrato in aula una caricatura di Maometto. ''Oggi non è più un inasprimento della legge che porta all'autocensura dei vignettisti.
La pressione viene dalla vendetta paventata sui social network e dalla minaccia terroristica, non solo in Francia'', spiega Bihl. Ma Charlie Hebdo va avanti per la sua strada, non cambia linea come dimostra l'edizione speciale che sarà in edicola martedì e che conterrà vignette e caricature selezionate durante un concorso internazionale che si è concluso a metà dicembre intitolato 'Ridere di Dio'.L'obiettivo è quello di denunciare ''l'influenza di tutte le religioni'' sulla società, come ha spiegato la rivista. Però dal 2015, dall'attentato a Charlie Hebdo, gli spazi di satira e libera espressione si sono man mano ridotti, invece di aprirsi.
Il primo luglio del 2019, ad esempio, il New York Times ha deciso di non pubblicare più vignette satiriche.Restando in Francia, un anno prima, nel giugno del 2018, è stato chiuso Les Guignols de l'info, programma satirico sul canale privato francese Canal+.
Eppure, ''la caricatura è un occhio sociale, il suo ruolo è combattere l’indifferenza'', sottolinea lo scrittore Bihl. ''Chi si oppone alle caricature non capisce che la cultura della risata prevede di ridere insieme al prossimo e non di lui'', aggiunge, affermando che ''al contrario la cultura del proibizionismo finisce per denunciare il prossimo in modo anonimo su Internet'', da lui definito ''il nostro inconscio collettivo''.Il docente riflette anche su altro ostacolo alla ''libertà di espressione'', ovvero ''un problema a livello economico, con i media che sono molto ricchi e ai quali non possiamo rispondere da pari a pari.
I media satirici sono per la maggior parte molto fragili economicamente e questa è l'altra grande minaccia, prima ancora che terroristica, che grava sulle piccole testate". ''Sono e sarò sempre Charlie''.Così, a dieci anni dall'attentato.
l'Imam Chalghoumi riprende il famoso slogan con cui l'opinione pubblica mondiale si schierò a sostegno delle 12 vittime e della libertà di espressione. ''Dieci anni dopo, il ricordo di questa tragedia rimane inciso nei nostri ricordi.Questi eventi, seguiti dagli attentati al Bataclan, a Nizza e altri, hanno traumatizzato profondamente la nostra società'', dice all'Adnkronos l'imam del comune di Drancy, già presidente della conferenza degli imam di Francia. ''E' triste notare che questa violenza ha lasciato parte della nostra società paralizzata dalla paura e dal terrore.
E questo ci impedisce di andare avanti.Una società paralizzata non può progredire'', nota l'imam tunisino.
Il cui appello è a una ''lotta comune, per proteggere la nostra libertà, i nostri valori e la nostra umanità''. Promotore del dialogo interreligioso, costretto a vivere sotto scorta perché considerato un ''traditore'' dai fondamentalisti islamici, che lo definiscono ''l'imam degli ebrei'', Chalghoumi ritiene ''fondamentale comprendere che la lotta contro l'estremismo, contro l'islamismo radicale e contro l’odio verso gli altri deve diventare una priorità assoluta per tutti noi''.Naturalizzato francese, il religioso afferma che ''la nostra Repubblica garantisce la libertà di credere o di non credere e tutela i diritti e le libertà di ognuno.
Ma va difesa anche contro chi cerca di imporre il terrore''.Insomma, insiste, ''ogni cittadino, in particolare i francesi di fede musulmana, devono prendere coscienza dell'importanza di questa lotta.
All'arte dobbiamo rispondere con l'arte, alla critica con la critica, ma mai con la violenza, e ancor meno con il sangue''. Lui stesso minacciato di morte innumerevoli volte da quando ha condannato la strage di Charlie Hebdo, Chalghoumi ritiene che ''gli attacchi commessi con armi o altri strumenti di terrore hanno un unico obiettivo: seminare paura e dividere la nostra società.Questa è la loro ideologia''.
E oggi, ''dieci anni dopo, la lotta al terrorismo è ancora lunga, ma è necessaria.Questo non è solo il ruolo delle istituzioni o delle forze dell’ordine.
E' una lotta che riguarda tutti noi: cittadini, educatori, religiosi e leader politici''.Un pensiero particolare viene rivolto al docente di storia decapitato nel 2020 da un estremista ceceno, ''a Samuel Paty, a questi insegnanti, uomini e donne, che sono in prima linea nell'educazione dei nostri figli.
L'istruzione deve essere la nostra arma principale contro la radicalizzazione e l'odio''. Infine, Chalghoumi afferma: ''Dobbiamo denunciare il ruolo dei discorsi vittimistici e conflittuali propagati da organizzazioni come il movimento dei Fratelli Musulmani e altre correnti dell'Islam politico.Queste ideologie hanno seminato odio nei cuori dei giovani nati in Europa, manipolandoli per attaccare i simboli della Repubblica e dell'Occidente.
Ecco perché, dieci anni dopo, lo dico con forza: siamo tutti nella stessa lotta, per proteggere la nostra libertà, i nostri valori e la nostra umanità''. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cecilia Sala, domani comunicazioni del sottosegretario Mantovano al Copasir
(Adnkronos) – Domani, alle 14, nell'aula del VI piano di palazzo San Macuto, il governo renderà, attraverso il sottosegretario Alfredo Mantovano, comunicazioni al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir).Mantovano si era reso disponibile a riferire sul caso di Cecilia Sala, la giornalista detenuta in Iran dal 19 dicembre scorso. Giorgia Meloni e Donald Trump hanno parlato del caso di Cecilia Sala nel corso del loro incontro a Mar-a-Lago.
Lo ha rivelato il New York Times, citando una fonte informata sull'incontro, secondo cui Meloni "ha premuto in modo aggressivo" su questo. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Giubileo, aperta ultima Porta Santa nella Basilica di San Paolo fuori le Mura
(Adnkronos) – Aperta l'ultima Porta Santa nella Basilica di San Paolo fuori le Mura.A presiedere la cerimonia, su disposizione del Papa, il card.
James Harvey. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Butler-Miami, è rottura: da Golden State a Phoenix Suns, il futuro della stella Nba
(Adnkronos) – La storia tra Jimmy Butler e Miami è ai titoli di coda.Gli Heat hanno annunciato in un comunicato ufficiale di aver sospeso la loro stella per sette partite, "per molteplici episodi di condotta dannosa per la squadra nel corso della stagione e in particolare nelle ultime settimane".
Adesso, uno dei giocatori migliori dell’Nba è ufficialmente sul mercato perché – spiega la società – "con le sue azioni e dichiarazioni, ha dimostrato di non voler più far parte di questa squadra.Jimmy Butler e il suo rappresentante hanno indicato che desiderano essere scambiati, quindi ascolteremo le offerte". La cattiva condotta costerà a Jimmy Butler (in scadenza a fine stagione, ma con opzione per rinnovo) oltre 2 milioni di dollari di stipendio da versare agli Heat (ne percepisce circa 52 a stagione), ma la mossa lo porterà a diventare free agent dopo che Miami ha rifiutato di concedergli il rinnovo alle condizioni richieste.
E così, la stella Nba potrà andar via prima del tempo e strappare un contratto migliore sul mercato.Sul 35enne non manca l’interesse e in questo senso per Miami la situazione è complicata perché la cessione dovrà avvenire entro il 6 febbraio, data di scadenza degli scambi stagionali.
Pochi margini di negoziazione, dunque. Le squadre che prenderebbero Butler di corsa sono diverse, tutte con ambizioni importanti ma in un momento di difficoltà.Golden State, per esempio, che avrebbe giocatori interessanti da mettere sul tavolo come contropartita (Kuminga su tutti).
E poi, gli Houston Rockets e i Phoenix Suns.Franchigie che potrebbero virare su Butler per puntare al titolo.
In fondo, l’americano – a Miami dal 2019 – ha trascinato i suoi alle Finals nel 2019-20 e nel 2022-23.Sempre da protagonista.
Particolare da non sottovalutare. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Grecia, morto l’ex premier Simitis
(Adnkronos) – L'ex premier greco Costas Simitis, artefice dell'ingresso del Paese nell'eurozona, è morto all'età di 88 anni.Lo ha annunciato il ministro della Sanità Adonis Georgiadis su X.
Leader del Pasok, a capo del governo di Atene dal 1996 al 2004, promosse la modernizzazione del Paese e le riforme con l'obiettivo di portare la Grecia nell'euro.Ma il suo esecutivo fu poi accusato di aver falsificato i dati statistici per rispettare l'impegno a entrare nella moneta unica il primo gennaio del 2002. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Siria, oltre 100 morti in scontri tra curdi e filoturchi
(Adnkronos) – Sono oltre 100 i combattenti rimasti uccisi negli ultimi due giorni di scontri nel nord della Siria tra i combattenti filoturchi e le milizie curdo-arabe.Lo ha detto all'Afp Rami Abdel Rahmane, direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui da venerdì sera i combattimenti intorno alla città di Manbji hanno fatto 101 morti, 85 tra i gruppi filoturchi e 16 tra le Forze democratiche siriane (Sdf).
Che in una nota rivendicano di aver respinto "tutti gli attacchi dei mercenari della Turchia appoggiati dai droni e dall'Aeronautica turca". I combattenti filoturchi hanno ripreso l'offensiva contro le forze curde dopo l'avvio dell'offensiva dei ribelli contro il regime di Damasco il 27 novembre scorso, conquistando finora Manbij e Tal Rifaat, nella parte settentrionale della provincia di Aleppo.Secondo il direttore della ong con sede a Londra, l'obiettivo adesso è prendere le città di Kobane e Tabaqa, proseguendo poi fino a Raqqa, per espellere le Sdf da tutto il territorio che controllano.
Ankara considera le forze curde siriane un'estensione del Partito dei lavoratori curdi (Pkk) e teme la creazione di una regione indipendente tra il nord della Siria, il sudest della Turchia e il nord dell'Iraq. Oggi almeno due forti esplosioni sono state registrate a Damasco, dove sarebbero stati colpiti depositi di munizioni appartenenti al regime di Bashar al-Assad.Lo riferiscono i media siriani.
Secondo alcune fonti, le esplosioni sarebbero state causate da raid aerei condotti da Israele. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Israele-Gaza, Netanyahu convoca ministri mentre proseguono negoziati a Doha
(Adnkronos) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato per oggi pomeriggio nel suo ufficio di Gerusalemme un piccolo gruppo di ministri per un incontro sulla sicurezza, mentre a Doha proseguono i negoziati per il cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi.Lo ha detto un consigliere di uno dei ministri al Times of Israel, senza precisare se il tema al centro della riunione sarà quello degli ostaggi.
Secondo la radio israeliana, all'incontro ci saranno anche Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir, i due ministri dell'estrema destra che si oppongono ad ogni accordo. Intanto su Telegram le Idf hanno scritto che l'Aeronautica israeliana ha colpito oltre 100 "obiettivi terroristici" nella Striscia di Gaza durante tutto il weekend.Secondo le Idf, sono stati "eliminati" nel corso degli attacchi decine di terroristi di Hamas.
Le Forze di difesa israeliane hanno anche riferito di aver colpito numerose basi di lancio per i razzi sparati da Gaza contro Israele.Le Forze armate e i servizi di intelligence "continueranno a operare contro le organizzazioni terroristiche nella Striscia in difesa dei cittadini di Israele", affermano le Idf. Le Forze di difesa israeliane oggi hanno inoltre riferito di aver intercettato un missile dallo Yemen, il cui lancio è stato rivendicato dagli Houthi.
In un post su Telegram, le Idf hanno scritto: "Dopo che le sirene sono suonate a Talmei Elazar, un missile lanciato dallo Yemen è stato intercettato prima che entrasse in territorio israeliano".In una nota, i miliziani sciiti hanno rivendicato di aver sparato "un missile balistico ipersonico" contro una centrale elettrica a sud di Haifa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Da noi… a ruota libera, ospiti di oggi Marisa Laurito e Raz Degan
(Adnkronos) – Primo appuntamento del 2025, oggi domenica 5 gennaio alle 17.20 su Rai 1, con Francesca Fialdini e 'Da noi…a ruota libera', il programma realizzato dalla direzione Intrattenimento Day Time in collaborazione con Endemol Shine Italy.
Tra gli ospiti, aprirà la puntata Marisa Laurito, attrice, cantante e direttrice artistica del teatro Trianon di Napoli, tra le artiste più amate da sempre dal pubblico. Ci sarà Raz Degan, new entry nel cast della fortunata serie di Rai1 'Un passo dal cielo', che torna con la nuova stagione, l’ottava, dal 9 gennaio.E poi Alessio Boni, tra i protagonisti dell’attesa miniserie 'Leopardi – Il Poeta dell'infinito', in onda su Rai 1 il 7 e l’8 gennaio, e don Davide Banzato, sacerdote e volto televisivo, che ha recentemente pubblicato un nuovo libro 'Un pezzo di cielo solo per te', in cui racconta la sua storia. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)



