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Zelig 2025, al via stasera 15 gennaio la nuova edizione: tutto quello che sappiamo

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(Adnkronos) –
Zelig torna stasera, mercoledì 15 gennaio, in prima serata su Canale 5 con la nuova edizione.A condurre lo show targato Mediaset torna la storica coppia formata da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada.  Nel corso della serata, si alterneranno sul palco del TAM Teatro degli Arcimboldi: Francesco Migliazza, Nikolas Albanese, Virgigno, Maurizio Lastrico, Paolo Cevoli, Federica Ferrero, Lunanzio, Aurelio Sechi, Antonio Ornano, Davide Paniate, Silvio Cavallo, Max Angioni, Andrea Di Marco, Vincenzo Comunale, Maria Pia Timo, Oblivion, Ippolita Baldini e Assane Diop.

Un connubio tra nomi affermati della risata e nuovi talenti emergenti.  Guest star del primo appuntamento il cantante e artista più certificato del 2024 con un disco di diamante appena conquistato: Lazza.  Tra le novità, il corpo di ballo di DanceHaus Hip Hop Department di Susanna Beltrami, formato da 18 ballerini professionisti, e la band The Pax Side of the Moon, composta da 8 musicisti dallo stile originale e irriverente che nel 2018 hanno vinto il contest di Zelig “Fun Cool Music Award” e che accompagneranno i conduttori con un ritmo coinvolgente, rendendo ogni momento dello show dinamico.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Bologna: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Dopo il successo di misura strappato al Penzo contro il Venezia, l’Inter torna in campo oggi, mercoledì 15 gennaio, contro il Bologna.Nel recupero del 19° turno di campionato, la squadra di Inzaghi dovrà tenere il passo del Napoli capolista (primo a 47 punti, +4 sui nerazzurri).

I rossoblù sono invece chiamati alla reazione in seguito al pari subito nel finale contro la Roma. Per la partita, in programma stasera a San Siro alle 20:45, Inzaghi dovrà fare a meno di Calhanoglu, out per un infortunio al polpaccio.Dall'altra parte, Italiano non avrà invece a disposizione lo squalificato Lucumì.

Ecco le probabili formazioni della sfida:  
Inter (3-5-2): Sommer; Pavard, de Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Asllani, Zielinski, Dimarco; Lautaro, Thuram.All.

Inzaghi.   
Bologna (4-2-3-1): Skorupski; Holm, Beukema, Casale, Miranda; Pobega, Freuler; Orsolini, Ferguson, Ndoye; Castro.All.

Italiano. Inter-Bologna, recupero del 19° turno di campionato, sarà trasmessa da Dazn in esclusiva.Per gli abbonati, il match sarà visibile sul canale 214 di Sky (Dazn 1). —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Gaza, media: Hamas chiede di rivedere diverse clausole dell’accordo

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(Adnkronos) – Hamas ha chiesto qualche ora in più per rivedere diverse clausole nell'accordo per il cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi, prima di presentare la sua risposta finale.Lo ha riferito la rete televisiva saudita Al Arabiya, citando fonti.

I colloqui sono ancora in corso. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corea del Sud, arrestato il presidente Yoon Suk-yeol

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(Adnkronos) – Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol è stato arrestato alle 10.33, ora locale (1.33 Gmt), nella residenza presidenziale.Le riprese televisive hanno mostrato che un veicolo nero con a bordo Yoon è arrivato all'ufficio del Cio a Gwacheon, appena a sud di Seul, prima di essere trattenuto al centro di detenzione di Seul a Uiwang, a soli 5 km dall'ufficio.

Il Cio ha 48 ore di tempo per richiedere un mandato separato per trattenere Yoon fino a 20 giorni per ulteriori interrogatori o se rilasciarlo.Yoon è il primo presidente in carica ad essere arrestato nella storia moderna del Paese.  Yeol, accusato di impeachment, è stato interrogato in merito alla sua dichiarazione di legge marziale il mese scorso.

Lo hanno reso noto gli inquirenti, aggiungendo che il capo dello Stato "sta esercitando il suo diritto a non rispondere". In un videomessaggio rivolto alla nazione prima del suo arresto, Yoon aveva detto di aver accettato di comparire davanti al Corruption Investigation Office (Cio) per essere interrogato. "Ho deciso di comparire davanti al Cio anche se si tratta di un'indagine illegale, per evitare qualsiasi spargimento di sangue", aveva dichiarato il presidente sudcoreano.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Corea del Sud e Russia: che fine fanno i soldati di Kim Jong-un?

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(Adnkronos) –
Tutti, o quasi, vogliono i soldati di Kim-Jong un catturati dall'Ucraina.Da giorni, Kiev diffonde video e news relativi ai due militari nordcoreani ora prigionieri: le forze armate ucraine li hanno bloccati nella regione russa di Kursk, dove reparti asiatici affiancano le forze armate di Vladimir Putin.  Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, convinto che altri nordcoreani verranno fatti prigionieri, è pronto a consegnare i soldati a Pyongyang se Kim Jong-un favorirà la liberazione di militari di Kiev attualmente nelle mani della Russia. 
In scena, però, entra anche la Corea del Sud.

Il governo di Seul intende consultarsi con le autorità ucraine sull'eventuale trasferimento dei soldati nordcoreani se questi ne faranno richiesta.A darne notizia è stato un portavoce del ministero degli Esteri sudcoreano. "Essendo i soldati nordcoreani, il governo intende consultarsi con l'Ucraina nel caso in cui questi chiedessero di fare defezione in Corea del sud", ha affermato, con riferimento alla Costituzione del paese, riferita all'intera penisola coreana, e che riconosce di fatto tutti i residenti nella penisola come cittadini. Al momento, ha poi precisato il portavoce, questa richiesta non è arrivata, ma le autorità di Seul sono in contatto con l'Ucraina sulle questioni di loro pertinenza.

La cattura dei due militari era stata anche confermata dall'agenzia di intelligence della Corea del sud che si è impegnata a garantire una stretta cooperazione con l'Ucraina.  Domenica Zelensky ha pubblicato un post su X con il video in cui si vedono i due militari feriti rispondere ad alcune domande. "Dopo i primi soldati catturati dalla Corea del Nord, ce ne saranno senza dubbio altri. È solo questione di tempo prima che le nostre truppe riescano a catturarne altri.Non dovrebbe esserci alcun dubbio nel mondo che l'esercito russo dipende dall'assistenza militare della Corea del Nord", ha scritto, spiegando poi che "l'Ucraina è pronta a consegnare i soldati di Kim Jong Un a quest'ultimo se riuscirà a organizzare il loro scambio con i nostri soldati tenuti prigionieri in Russia". "Per quei soldati nordcoreani che non desiderano tornare, potrebbero esserci altre opzioni disponibili.

In particolare, coloro che esprimono il desiderio di avvicinare la pace diffondendo la verità su questa guerra avranno questa opportunità". I militari catturati spiegano nel video diffuso da Zelensky di non sapere dove si trovano. "Sapevi che stavi combattendo una guerra contro l'Ucraina?", viene chiesto a uno di loro. "No", risponde. "Cosa ti hanno detto i tuoi comandanti quando ti hanno mandato in guerra?". "Mi hanno detto che era solo un'esercitazione".Il militare ha raccontato poi di un'offensiva del 3 gennaio, di aver visto "i suoi soldati morire", di essersi nascosto e di essere stato trovato il 5 gennaio.

Uno dei due militari ha risposto poi affermativamente alla domanda sulla volontà di tornare in Corea del nord, l'altro ha dichiarato che vorrebbe rimanere in Ucraina ma che farà quello che gli viene chiesto, tornare o – se gliene sarà data l'opportunità, restare.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Focus sull’energia e Piano Mattei, Meloni torna ad Abu Dhabi

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(Adnkronos) – L'Italia come grande "hub" mediterraneo e snodo per i flussi energetici tra l'Europa e Africa.Ad Abu Dhabi, nel giorno del suo compleanno, Giorgia Meloni tornerà oggi a ribadire uno dei capisaldi della politica estera ed energetica del suo governo in occasione della Sustainability Week 2025, evento che si svolge da oltre quindici anni per promuovere il dialogo e la collaborazione tra governi, settore privato e società civile sullo sviluppo sostenibile.

La premier è arrivata nella capitale degli Emirati, anche per rafforzare le relazioni bilaterali e commerciali con uno dei player più importanti della regione.Per Meloni si tratta della terza visita nel Paese del Golfo dall'inizio del suo mandato, dopo il bilaterale del marzo 2023 e la partecipazione alla Cop28 a Dubai nel dicembre dello stesso anno. Un rapporto, quello con gli Emirati, a cui il governo italiano tiene moltissimo.

La visita nel 2023 a Mohammed bin Zayed Al Nahyan servì a riallacciare i rapporti con gli emiratini dopo le forti frizioni legate alla vicenda Etihad-Alitalia e lo stop all'export di armi deciso durante il secondo governo Conte.Un lavoro di ricucitura che ha dato i suoi frutti, tant'è vero che – sottolineano fonti italiane – le relazioni tra i due Paesi stanno attraversando una fase di particolare crescita.

Il rilancio del partenariato strategico con gli Emirati "è tra le priorità dell'agenda di politica estera" del governo Meloni, viene spiegato: gli scambi commerciali hanno toccato quota 8,8 miliardi di euro nel 2023, con ulteriore crescita registrata nei primi nove mesi del 2024.E i due governi sembrano intenzionati a rafforzare ulteriormente la partnership economica e commerciale.  L'energia rappresenta ovviamente uno dei principali tasselli della cooperazione bilaterale, come testimonia la presenza negli Emirati di grandi aziende italiane.

Governo italiano ed emiratino, spiegano le stesse fonti, "condividono un approccio pragmatico alla transizione energetica, ispirato al principio di neutralità tecnologica".Davanti alla platea del Summit, Meloni si concentrerà sulla "strategicità delle interconnessioni per la transizione energetica" e insisterà sul ruolo dell'Italia come collegamento energetico tra l'Europa e l'Africa.

Traguardo a cui il governo sta lavorando anche attraverso l'attuazione del Piano Mattei e progetti infrastrutturali (tra questi, l'elettrodotto sottomarino Elmed tra Italia e Tunisia).  A margine del suo speech, Meloni assisterà alla firma di un'intesa quadro per lo sviluppo di una nuova infrastruttura di produzione e distribuzione di energia verde.Nel 2023 in occasione della prima visita di Meloni, Eni e Adnoc (la compagnia statale petrolifera degli Emirati) siglarono un accordo strategico per accelerare la riduzione delle emissioni e rafforzare la cooperazione nei settori dell'energia pulita e della sostenibilità.

Alla missione partecipano anche i ministri dell'Agricoltura e dell'Ambiente, Francesco Lollobrigida e Gilberto Pichetto Fratin. La visita ad Abu Dhabi sarà anche l'occasione per un nuovo incontro bilaterale con il presidente bin Zayed.Sul tavolo, i futuri investimenti nei settori innovativi ma anche temi caldi di politica estera, dall'Ucraina al Medio Oriente.

Secondo quanto si apprende, Meloni e bin Zayed approfondiranno, inoltre, le possibilità di potenziare la cooperazione tra Italia e Uae "nel quadro del Piano Mattei e del Processo di Roma su migrazioni e sviluppo".Gli Emirati sono stati, infatti, i primi a contribuire al fondo fiduciario multi-donatore creato dall'Italia presso la Banca Africana di Sviluppo.  Tra l'altro, la questione migranti è stata affrontata ieri in Consiglio dei ministri dalla premier, che ha voluto ricordare i dati Frontex relativi al netto calo degli ingressi irregolari nella Ue nel 2024.

Riduzione, ha spiegato Meloni, "dovuta principalmente al drastico calo degli ingressi sulla rotta del Mediterraneo centrale, grazie al crollo delle partenze da Tunisia e Libia.E questo – ha rivendicato la presidente del Consiglio – è sicuramente un risultato dovuto all'azione dell'Italia". (dall'inviato Antonio Atte) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Consulta, centrodestra in affanno: Forza Italia tra veti incrociati e fuoco amico

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(Adnkronos) – Il centrodestra si impantana sulla Consulta.Sembrava cosa fatta fino a ieri mattina, poi qualcosa è cambiato.

La scheda bianca ha tolto tutti dall'impaccio poco prima del voto delle 13.E' la quattordicesima fumata nera, se ne riparla forse giovedì, poi si capisce che nella maggioranza non è aria e si preferisce rinviare tutto alla prossima settima anche se l'ufficialità di uno slittamento potrà arrivare solo alla Conferenza dei capigruppo di questa mattina, alle 9. Dalle opposizioni raccontano che i maggiori problemi sono in casa Forza Italia, dove nessuno parla apertis verbis e trapela poco.

Ma una cosa è certa, come sempre capita in questi casi, da tempo è partito tra gli azzurri il gioco dei veti incrociati, e soprattutto la mannaia del 'fuoco amico'.  Fino ad ora tutti hanno scritto di una partita a due, tra Francesco Paolo Sisto e Pierantonio Zanettin, entrambi avvocati penalisti ed esponenti storici del partito (il primo è viceministro alla Giustizia, il secondo capogruppo in commissione Giustizia del Senato e 'padre' della riforma sulle intercettazioni).Ma alla fine potrebbero elidersi a vicenda e favorire la corsa di un outsider, che non sia politico e neanche parlamentare in carica, come il professore Andrea Di Porto, consulente da anni della Fininvest (noto alle cronache soprattutto per il ricorso vinto al Consiglio di Stato sulla vicenda Mediolanum che permise al Cavaliere di non cedere quote come invece obbligava Bankitalia).

Ma sulla sua candidatura ci sarebbero le resistenze di chi nel centrodestra lo considera troppo riconducibile alla famiglia Berlusconi.Altro papabile azzurro, che circola in queste ore, sarebbe quello dell'avvocato genovese Roberto Cassinelli, esperto di diritto societario e finanziario, tra i fondatori di Fi in Liguria sin dal '94, già parlamentare azzurro e del Pdl.  C'è chi dice che c'è un altro nome in ballo che i vertici forzisti tengono coperto.

Comunque, dentro il partito, in tanti sono pronti a scommettere che la spunterà un 'terzo' tra Sisto e Zanettin perché la comune volontà nella maggioranza (che nessuno vuole dire pubblicamente) è quella di non candidare parlamentari, forse per evitare rivendicazioni e pretese.  Dalle parti di via in Lucina assicurano che ''alla fine si troverà la quadra anche con le forze dell'opposizione per chiudere sui quattro giudici''.Resta blindato, invece, in quota Fdi il nome del consigliere giuridico di palazzo Chigi, Francesco Saverio Marini.

Intanto, la premier Giorgia Meloni è volata ad Abu Dhabi per un vertice sull'energia e ci resterà per due giorni.Altro segnale, raccontano, che l'accordo sulla Consulta è lontano e le trattative proseguiranno senza sosta sotto traccia.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Titoli Stato fuori da Isee, i benefici da assegno inclusione a bonus bollette

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(Adnkronos) – A partire dal 2025 sarà possibile escludere i titoli di Stato dall'Isee, fino a un massimo di 50.000 euro.Con la manovra di bilancio 2024 è stata introdotta la misura che consente di non calcolare, per determinare l'Indicatore della situazione economica equivalente, bot, ctz, btp, cct, buoni postali fruttiferi e libretti di risparmio postale, prevedendo una copertura di 44 milioni di euro.

La norma però, per entrare in vigore, aveva bisogno di un dpcm attuativo, che è arrivato ieri mattina.L'Isee serve per valutare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale agevolata.  L'accesso a queste prestazioni, infatti, come ai servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate (telefono fisso, luce, gas, ecc.) è legato al possesso di determinati requisiti soggettivi e alla situazione economica della famiglia.

Grazie al decreto del presidente del Consiglio dei ministri diventa così operativa la possibilità per le famiglie italiane di escludere dal calcolo dell’Indicatore della situazione economica equivalente.Il provvedimento, spiega Palazzo Chigi in una nota, fissa le regole per la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee).  Tra le principali novità, l’esclusione dalla determinazione dell’Isee, fino ad un massimo di 50.000 euro, del valore dei titoli di Stato e dei prodotti finanziari di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato, come i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postale. ''Il nuovo decreto, nell’ottica di garantire una maggiore certezza del diritto a contribuenti ed enti, recepisce una lunga serie di novità intervenute nel tempo e che hanno modificato il testo del Regolamento che disciplina lo strumento utilizzato dalle famiglie italiane per accedere a misure sociali e di assistenza agevolate erogate dallo Stato e dagli enti locali'', spiega palazzo Chigi.  Inoltre, per i nuclei familiari aventi tra i componenti persone con disabilità o non autosufficienti, sono esclusi dal computo del reddito di ciascun componente del nucleo familiare i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, comprese le carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche in ragione della condizione di disabilità.

Viene, inoltre, attribuita una maggiorazione, pari a 0,5, al parametro della scala di equivalenza per ogni componente (del nucleo familiare) con disabilità media, grave o non autosufficiente. Il decreto prevede comunque una disciplina transitoria di validità delle attestazioni Isee già rilasciate e che resteranno valide ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali agevolate fino alla naturale scadenza.Resta comunque la possibilità per le famiglie di richiedere una nuova attestazione Isee calcolata secondo le regole fissate dal nuovo dpcm che ora sarà inviato alla Corte dei conti per la registrazione e la sua successiva pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump presidente e anche Musk lavorerà alla Casa Bianca

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Elon Musk avrà un suo ufficio nel complesso della Casa Bianca, da dove dirigerà il dipartimento per l'efficienza governativa che il presidente Donald Trump gli ha affidato.E' quanto rivela il New York Times, spiegando che l'uomo più ricco del mondo, che possiede società che hanno contratti miliardari con il governo federale, avrà il suo ufficio nell'Eisenhower Executive Office Building, edificio adiacente alla Casa Bianca che ospita uffici governativi.  Musk, quindi, opererà nel cuore dell'amministrazione guidata da Trump, che ufficialmente si insedia lunedì 20 gennaio.

Il numero 1 di X, Tesla e Space X si sarebbe già informato con i funzionari della transizione sul tipo di accesso potrà avere alla West Wing, ma non è ancora chiaro che tipo di risposta ha ottenuto.I membri dello staff devono avere uno special pass per entrare liberamente nell'ala dove si trova lo Studio Ovale e gli altri spazi del presidente.  
La presenza di Musk alla Casa Bianca è un segnale chiaro del peso che il magnate potrà avere nei prossimi 4 anni.

Eppure, nell''inner circle' di Trump c'è chi ridimensiona il ruolo dell'uomo più ricco del mondo.Steve Bannon, il guru dell'estrema destra che è stato il capo stratega della prima Casa Bianca di Trump, a Politico afferma che Musk ha avuto una certa influenza su nomine e politiche ma "non ha l'abilità di prendere effettivamente le decisioni, e di guidare sulla base di queste". Bannon, una voce importante nell'universo 'Maga' con il suo podcast 'War Room', evidenzia il braccio di ferro sui visti H-B8: i documentipermettono alle società come quelle di Musk di far entrare negli Usa lavoratori specializzati, in particolare nel settore informatico, a basso costo.

Ebbe, i permessi sono finiti nel mirino della campagna anti-migranti del Maga. "Stiamo vincendo questo round, e stiamo vincendo alla grande" dice Bannon a proposito della disputa sui visti H-1B, dicendo di credere di poter portare Musk sulle sue posizioni. "Più in fretta riuscirò a trasformare Elon Musk da un tecno-futile in un populista nazionalista, prima riusciremo a fare veri progressi", aggiunge Bannon, sicuro che la Casa Bianca di Trump 2.0 sarà ben diversa da quella "litigiosa, con scontri aperti" in cui lo stesso Bannon operò per soli sette mesi.Questa volta sarà nelle "mani sicure" della "fantastica" capo dello staff Susie Wiles. Dopo aver donato centinaia di milioni di dollari per aiutare Trump a vincere le elezioni, soprattutto con una campagna capillare negli stati chiave, dove ha letteralmente versato somme agli elettori in cambio del sostegno ad una petizione pro Maga, Musk è stato praticamente una presenza fissa al fianco del presidente eletto dal 5 novembre ad oggi. In questi mesi il miliardario, che ha spesso pernottato in uno dei cottage che si possono affittare nella tenuta di Trump a Mar a Lago, ha partecipato ad incontri ufficiali e almeno una delle telefonate tra il presidente e leader stranieri.

Ed ha avuto un ruolo attivo, e secondo alcuni insistente, nel processo di scelta di ministri e staff, cosa che, stando a quanto rivelato dai media americani, non ha mancato di creare tensioni e problemi con l'entourage dei consiglieri di Trump.  Non è chiaro se anche Vivek Ramaswamy, l'altro miliardario ex candidato alle primarie repubblicane e ora messo alla guida del Doge avrà anche un ufficio alla guida del Doge, l'acronimo del dipartimento affidato a Musk.In realtà, l'organismo non sarà un dipartimento in senso proprio della parola, cioè autorizzato dal Congresso come parte effettiva del governo. La natura ibrida dell'ufficio ha sollevato una miriade di problemi sul fatto che degli outsider, uno dei quali è l'uomo più ricco del mondo, abbiano il compito di aiutare a rendere più efficiente il governo, promettendo di usare l'accetta sulla spesa pubblica.

Basti pensare che lo staff già scelto per il Doge al momento sta lavorando negli spazi che la società di Musk SpaceX ha a Washington.E il lavoro che viene portato avanti al momento appare coperto dal segreto, con la squadra di transizione che ha rivelato poco o nulla su come funzionerà il Doge o come verrà finanziato.  Senza contare che rimane ancora senza risposta l'incognità più grande, quale sarà lo status di Musk che secondo alcuni membri dello staff di transizione potrebbe essere definito "dipendente speciale del governo", una posizione che potrebbe essere retribuita o no, anche se molto probabilmente il miliardario rinuncerà al salario, e potrebbe essere più flessibile per quanto riguarda la dichiarazione delle personali finanze di quanto richiesto agli altri dipendenti federali.  Questo certo, sottolinea il Times, non elimina il problema più importante, quello del conflitto di interessi, dal momento che tutti i dipendenti governativi, in particolare quelli temporanei speciali, non possono essere parte di questioni ufficiali in cui loro, le loro famiglie o società hanno interessi finanziari.

Considerato che le società di Musk hanno diversi contratti con il governo federale, sulla base di queste regole il Doge non dovrebbe potersi occupare delle questioni relative a questi contratti.  In ogni caso, se Musk e i suoi collaboratori diventeranno dipendenti governativi speciali, dovranno presentare le loro dichiarazioni finanziarie, anche se, soprattutto se decideranno di rinunciare ai salari, l'amministrazione Trump potrebbe imporre il segreto su questa documentazione.Musk, affermano comunque fonti vicine al miliardario, non ha ancora deciso se accetterà lo status di dipendente governativo speciale con gli obblighi che comporta, tra i quali anche quello di rispettare le leggi che garantiscono la trasparenza degli atti governativi.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, le condizioni di Putin: “Negoziati solo tra Usa e Russia”

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(Adnkronos) – Vladimir Putin non si fida dell'Ue e si affida a Donald Trump per eventuali negoziati sull'Ucraina, che "devono tenersi fra Russia e Stati Uniti senza la partecipazione di alcun altro Paese occidentale".Queste le condizioni di Mosca secondo il Consigliere del Cremlino, Nikolai Patrushev, spiegate in una intervista a Kp.Ru dopo che il presidente eletto Usa ha anticipato la sua intenzione di incontrare l'omologo russo "molto rapidamente" dopo l'insediamento alla Casa Bianca. "Non abbiamo nulla di cui parlare con Londra o Bruxelles", ha sottolineato Patrushev, aggiungendo: "In merito alle prospettive specifiche di ulteriori sviluppi considerando il fattore Trump, rispettiamo le dichiarazioni fatte".

Mentre "la leadership dell'Ue non ha il diritto di parlare per molti dei Paesi che ne fanno parte, come Ungheria, Slovacchia, Romania e altri interessati alla stabilità in Europa e in una politica equilibrata sulla Russia", ha aggiunto.  "Non è escluso che l'Ucraina cessi di esistere completamente come Stato quest'anno", ha poi affermato Patrushev durante l'intervista, in cui ha minacciato anche la Moldova che, ha detto, "probabilmente sarà annessa a un altro Paese o cesserà di esistere completamente".  Patrushev è stato uno dei 'siloviki' più ascoltati da Vladimir Putin.Al Cremlino ora ha la sola delega per le politiche per la navigazione.

Patrushev ha anche sottolineato che la Russia accetterà un accordo sull'Ucraina solo se potrà mantenere non solo la Crimea ma anche le altre quattro regioni del sud est annesse nel 2022.  Intanto anche il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha accolto con favore i segnali provenienti dal presidente Trump sul conflitto in Ucraina, a meno di una settimana dal suo insediamento.Trump si è impegnato a porre fine rapidamente al conflitto durato quasi tre anni, ha espresso scetticismo sul sostegno militare di Washington a Kiev e ha simpatizzato con le preoccupazioni di Mosca sull'alleanza militare Nato.  Parlando in una conferenza stampa a Mosca, il ministro Lavrov ha detto che "il fatto stesso che le persone stiano iniziando a parlare di più delle realtà sul campo probabilmente merita di essere accolto con favore". La Russia occupa quasi un quinto del territorio internazionalmente riconosciuto dell'Ucraina e ha affermato di aver annesso cinque delle sue regioni: la Crimea nel 2014 e le regioni di Donetsk, Kherson, Lugansk e Zaporizhia nel 2022.

Il presidente Putin ha chiesto all'Ucraina di ritirarsi da tutti questi territori, compresi quelli significativi ancora sotto il controllo delle forze di Kiev, come precondizione per i colloqui di pace. Nonostante abbia appoggiato la posizione pubblica di Trump, Lavrov ha affermato che la Russia non ha ancora ricevuto proposte specifiche su come intende portare le due parti al tavolo dei negoziati. "Aspetteremo iniziative concrete", ha detto Lavrov. "Una volta che diventerà presidente e formulerà una posizione definitiva sugli affari ucraini, ovviamente la studieremo", ha aggiunto.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atalanta-Juventus 1-1, Retegui risponde a Kalulu

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(Adnkronos) – Ennesimo pareggio della Juventus in questo campionato, il 13esimo.La squadra di Thiago Motta non va oltre l'1-1 a Bergamo contro l'Atalanta di Gasperini, al terzo pari consecutivo, nonostante una buona gara e il vantaggio firmato da Kalulu al 54'.

I nerazzurri trovano il pari con Retegui al 78' e sfiorano il successo nel finale con Zaniolo.Con questo pari nel recupero della 19esima giornata di Serie A, i bianconeri salgono a 34 punti mentre l'Atalanta va a 43 e aggancia l'Inter al secondo posto, anche se la squadra di Inzaghi deve recuperare due partite. Per la sfida Gasperini, in difesa senza Hien, sceglie dentro Scalvini con Djimsiti centrale.

In avanti rientra Lookman dal primo minuto, con De Ketelaere e Pasalic.Nella Juventus Savona e Cambiaso terzini con McKennie alto a sinistra, e in attacco Nico Gonzalez il riferimento più avanzato con Yildiz a supporto.

Subito ritmi alti e continui capovolgimenti di fronte nel primo tempo.Al 21' Koopmeiners vince un contrasto al limite dell'area e prova la conclusione ad incrociare ma il pallone esce alla sinistra di Carnesecchi.

Al 25' Lookman scatta e dal limite fa partire una conclusione potente ma Di Gregorio è attento.Ancora Atalanta pericolosa al 40' con un triangolo tra Lookman e Pasalic con il croato che al momento del tiro si fa murare da Thuram.

Poi tocca alla Juve al 44' con Nico Gonzalez che conclude dal limite, ma la palla esce di un soffio alla destra di Carnesecchi.Nel recupero del primo tempo tiro cross di Yildiz dalla sinistra, Koopmeiners la sfiora, ma Carnesecchi con un balzo devia in angolo. Ad inizio ripresa ancora Yildiz protagonista dal limite, palla deviata.

Juve ad un passo dal vantaggio al 50' con la spizzata di Kalulu da calcio d'angolo che termina sul palo, Carnesecchi è bravissimo a togliere la palla dalla linea di porta con l'Atalanta che riparte in contropiede e Pasalic si fa tutto il campo, arriva al limite e prova a piazzarla ma il pallone esce di poco sopra la traversa.Al 54' Juve in vantaggio: McKennie prende palla a metà campo, con il tempo giusto serve in area Kalulu che d'infilata batte Carnesecchi per l'1-0.

L'Atalanta non ci sta e prova subito a riprendere la sfida.Al 60' Lookman prova la conclusione in area ma Gatti sulla linea salva la propria porta.  Al 65' Ederson riceve palla al limite e conclude ma la palla termina di poco alta sopra la traversa.

Al 78' la squadra di Gasperini pareggia: sul cross di De Roon dalla sinistra, Bellanova fa da sponda per Retegui, da poco entrato, che anticipa Savona e di testa trafigge Di Gregorio per l'1-1.Reazione della Juventus, all'83' con Yildiz che serve in area Locatelli che di testa prova ad angolarla, ma Carnesecchi è attento.

All'84' Atalanta vicina al colpo con Zaniolo che parte in velocità, entra in area dalla destra, sterza sul sinistro prendendo il tempo a Kalulu e calcia sul primo palo, ma Di Gregorio manda in angolo.Infine al 92' con l'Atalanta sbilanciata, la Juve parte in contropiede con Yildiz la cui conclusione in diagonale esce di poco alla sinistra di Carnesecchi. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente 14 gennaio

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' nell'estrazione del Superenalotto di oggi, 14 gennaio 2025.Sono stati, invece, centrati dieci '5' che vincono 18.016,32 euro ciascuno.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 59,4 milioni di euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.

In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è una colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.

Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.

In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Ecco la combinazione vincente del concorso del Sueperenalotto di oggi, 14 gennaio 2025: 4, 15, 17, 40, 64, 75.

Numero Jolly: 23.Numero SuperStar: 80.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Samuele Romeo: “Palermo merita palcoscenici ben più importanti. Domenica spero in un pareggio”

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Samuele Romeo, ex calciatore della Juve Stabia e palermitano DOC, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì sui canali social ViViCentro dalle 20:30.Le dichiarazioni di Samuele Romeo sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

“Il successo della Juve Stabia non è dovuto ad un lavoro di quest’anno, ma è un qualcosa di costruito durante gli anni passati.

Brava la società e il direttore a scegliere gli uomini giusti.Non mi aspettavo quello che stanno dimostrando quest’anno.”

Il pronostico su Palermo – Juve Stabia

“Se mi chiedete un pronostico per Domenica, da neutrale, opto per un pareggio, sarà una gara ricca di spunti, di alta classifica.

Non conosco bene le dinamiche della società siciliana, ma di certo non è una corazzata.Può vincere e perdere contro chiunque.

Palermo città merita la Serie A ed oltre.”

Il giudizio su Juve Stabia e Palermo

“Ho visto poche partite di entrambe le compagini, ma ho notato che entrambe hanno difese lente che muovendo la palla velocemente possono andare in difficoltà.Anche con lo Spezia il pacchetto difensivo della Juve Stabia ha sofferto, grazie anche all’ottimo lavoro di Pio Esposito.

Il Palermo è una squadra molto imprevedibile, quindi.

La differenza la fanno come sempre i campioni, soprattutto negli ultimi 20\25 metri, lo dimostra la prestazione di Henry nella gara d’andata.”

Pagliuca – Sarri

“La storia di mister Pagliuca è molto simile a quella di Maurizio Sarri, partire da zero dà ancora più soddisfazione perché tutto è conquistato col cuore.L’allenatore dello Stabia ha già dimostrato di valere con la vittoria dello scorso Campionato e i primi posti in B di questa stagione.”

Il miglior allenatore avuto a Castellammare

“Il miglior allenatore che ho avuto a Castellammare è stato Pippo Pancaro con il quale facevamo giocate di enorme spessore con l’epilogo sfortunato a Bassano.”

Calzona

“Anche Calzona meriterebbe altre chance in Serie A, oltre che con la Slovacchia.

Quando ci ho lavorato con Sarri, facevamo di più con lui che con lo stesso mister toscano.”

L’umore della piazza di Palermo

“La piazza di Palermo non è contenta dei risultati perché vorrebbe che la squadra lasciasse la Serie B.Non capisco gli obiettivi della società, ma posso sperare che investano perché Palermo non può essere la società satellite di nessuno.”

La serie B

“La classifica di B è molto corta, con il Sassuolo che fa un campionato a parte.

Vedo molto bene il Pisa, il Brescia e le stesse Palermo e Juve Stabia per un piazzamento Playoff.Se perdi o vinci puoi trovarti all’improvviso nelle prime e nelle ultime posizioni.”

Il ricordo di Castellammare

“Dell’esperienza a Castellammare ricordo la doppia gioia provata alla fine della partita vinta allo scadere con il Catania con il mio assist a Bombagi; da Palermitano è stata una grande gioia.

Spero che Domenica sia una grande giornata di sport.Abbraccio simbolicamente tutto il pubblico stabiese”.

Como-Milan 1-2, Conceicao torna a vincere con Theo Hernandez e Leao

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(Adnkronos) – Il Milan torna a vincere in Serie A.I rossoneri battonoin rimonta il Como, nel recupero della 19esima giornata, per 2-1 al Sinigaglia grazie ai gol di Theo Hernandez e Leao, che ribaltano il vantaggio iniziale di Diao.

La squadra di Conceicao rilancia così le proprie ambizioni Champions volando a quota 31 punti in classifica, a -5 dalla Lazio quarta e una partita da recuperare contro il Bologna.Il Como rimane invece fermo a 19 punti.  Il Milan prende subito in mano il pallino del gioco, mentre il Como aspetta compatto provando a giocare palla a terra.

I padroni di casa alzano il ritmo e collezionano occaasioni: Kempf non inquadra la porta di testa, il tiro da fuori di Strefezza è bloccato da Maignan e Theo Hernandez è fondamentale ad anticipare il tap-in di Diao.La risposta del Milan è affidata a Leao, che strappa e serve Reijnders in profondità, con il centrocampista olandese che si fa murare da Butez in uscita.

Il Como non riesce a contratizzare un altro paio di occasione il contropiede, mentre i rossoneri sono scollati tra i reparti e non riescono a essere incisivi in fase offensiva.Il primo tempo finisce quindi senza reti. I cambi danno nuova energia al Milan, che si rende pericoloso con Jimenez in ripartenza, ma il vantaggio lo trova il Como.

Al 60' i lombardi ripartono in contropiede con Diao, che salta Theo Hernandez e incrocia il sinistro, battendo Maignan.La reazione del Milan è rabbiosa.

I rossoneri chiudono il Como nella propria metà campo e al 71' trovano il pari: Theo Hernandez colpisce al volo in mischia da corner e firma il suo 30esimo gol in Serie A.Il sorpasso della squadra di Conceicao arriva al 76': Abraham regala una bella palla filtrante per Leao, che batte in pallonetto il portiere avversario in uscita.

Nel finale Maignan salva i suoi sul tap-in di Cutrone e Belotti non inquadra la porta di testa.Termina quindi 2-1 per il Milan al Sinigaglia. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio-suicidio a Rivoli, ottantenne spara alla convivente e si uccide

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(Adnkronos) – Dramma a Rivoli, alla periferia Torino, dove nel tardo pomeriggio un uomo ultra ottantenne, secondo i primi accertamenti, con un fucile da caccia regolarmente detenuto avrebbe sparato alla donna che viveva con lui, una 58enne di origine straniera, e poi avrebbe rivolto l’arma contro di sé.Sul posto sono in corso i rilevi dei carabinieri per accertare le cause e la dinamica dell’accaduto.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Venezuela, cooperante arrestato: chi è Alberto Trentini

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(Adnkronos) – Su Linkedin si definisce un "professionista con oltre dieci anni di esperienza nei settori dello sviluppo e umanitario con Ong internazionali in Sud America, Etiopia, Nepal, Grecia e Libano", con "esperienza comprovata nella gestione di progetti e uffici, coordinamento, progettazione e budget di proposte, risorse umane e logistica.Madrelingua italiana, fluente in spagnolo, inglese e francese".

Lui è Alberto Trentini, il cooperante italiano della Ong Humanity & Inclusion, di cui non si hanno più notizie dallo scorso 15 novembre, dopo l'arresto da parte delle autorità venezuelane scattata durante la missione umanitaria.Fondata nel 1982, la Ong lavora in una sessantina di Paesi "al fianco delle popolazioni vulnerabili, specialmente quelle con disabilità".  Laurea in storia moderna e contemporanea all'Università Ca' Foscari, prima di collaborare con Humanity & Inclusion Trentini, di origini veneziane, ha lavorato nel campo della cooperazione internazionale in tutto il mondo: fra il 2023 e il 2024, con il Consiglio danese per i rifugiati, a Barbacoas, località della Colombia.

Per gli ultimi 4 mesi del 2022 invece, sempre in Colombia, è stato, per l'Ong francese Solidarités International, field coordinator; stessa mansione che ha ricoperto per Première Urgence Internationale.  Tra il 2017 e il 2020, Trentini ha collaborato con l'organizzazione Coopi in Ecuador, Perù, Libano e Etiopia.Tra gli altri paesi dove ha compiuto missioni umanitarie Grecia, Nepal, Paraguay e Bosnia-Erzegovina.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Treni sospesi a Roma Termini, da M5S a Italia Viva opposizione contro Salvini: “Si dimetta”

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(Adnkronos) – Circolazione dei treni sospesa e poi ripartita oggi alla stazione Roma Termini per un guasto tecnico, con conseguenti deviazioni e ritardi per i convogli.E, così come era stato per il caos ferroviario di Milano nei giorni scorsi, anche lo stop alla principale stazione della Capitale diventa un caso politico con l'opposizione all'attacco del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, della premier Giorgia Meloni e del governo. "Aggiorniamo il governo, chiuso nelle sue stanze dorate, su quel che sta accadendo nel mondo reale: buio pesto per pendolari e viaggiatori anche a Roma Termini dove ci sarebbe un guasto della linea elettrica.

Alcuni pendolari sono rimasti per minuti al buio dentro i treni, altri sono in fila davanti alla tabella dei ritardi aspettando notizie su tempi e sulle cancellazioni.Tutti i treni fermi e circolazione paralizzata: un altro disastro.

Meloni non aveva due minuti da dedicare alle bollette, ce l'ha un minuto per questa emergenza?Quando ci proporranno soluzioni dignitose per un Paese civile?

Sveglia!", scrive sui social Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle. "A Termini la circolazione è sospesa per accertamenti tecnici: questo è quanto campeggia sul sito di Trenitalia.E’ il completamento di una giornata indecente sul fronte del trasporto ferroviario, ormai definitivamente tracollato nel nostro paese.

La stazione romana è diventata ormai un 'hub dell’imprecazione' per i passeggeri: Salvini comprenda che la sua avventura da ministro dei Trasporti è arrivata al capolinea.Game over, si dimetta.

Forse è giunta l’ora che anche Meloni provi a metterci la faccia, perché le nostre stazioni stanno diventando lo zimbello d’Europa in tema di disagi causati a chi viaggia in treno.Nell’anno del Giubileo la situazione è fuori controllo, bisogna ormai salvare il salvabile", commentano in una nota i parlamentari M5s delle commissioni Trasporti di Camera e Senato Antonino Iaria, Luciano Cantone, Roberto Traversi, Giorgio Fede, Gabriella Di Girolamo, Elena Sironi e Luigi Nave. "Stamani Firenze, oggi Roma.

Il trasporto su rotaia sembra impazzito.Ma che sta succedendo in Italia?

Salvini venga in Senato a riferire: noi siamo pronti a presentare la mozione di sfiducia.Così non si può più andare avanti", scrive quindi sui social Matteo Renzi, leader di Italia viva. “Basta disagi e ritardi nei trasporti, basta incompetenza: Matteo Salvini deve dimettersi!”, quanto chiede intanto una petizione di Italia Viva, i cui primi due firmatari sono la senatrice Raffaella Paita e il deputato Francesco Bonifazi. “La rete ferroviaria nazionale è ormai al tracollo.

Ogni giorno – afferma ancora la raccolta firme promossa da Iv – migliaia di italiani devono subire ritardi insopportabili, guasti continui, treni cancellati e condizioni di viaggio degradanti.Questa situazione non è più tollerabile e rappresenta un fallimento evidente della gestione del settore dei trasporti.

I disagi colpiscono i pendolari, lavoratori, studenti, aziende e turisti, con un impatto devastante sull’economia e sulla qualità della vita di milioni di persone.Il responsabile di questa crisi è il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che invece di affrontare il problema si è dimostrato assolutamente incapace e incompetente. È ora di dire basta.

Matteo Salvini deve dimettersi al più presto". "Nessun tweet, nessun post, nessuna sparata oggi da parte del ministro Matteo Salvini, che ha regalato all’Italia un’altra giornata di passione sui treni.Adesso un altro stop della circolazione a Termini.

Salvini è desaparecido, mentre gli italiani ci sono, ma sono fermi nelle stazioni aspettando invano un ministro dei trasporti che pensa a tutto tranne che a fare il suo lavoro.Salvini vada a casa, se ci riesce almeno lui”, scrive su X il segretario di Più Europa Riccardo Magi. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Treni, accertamenti tecnici a Roma Termini: riprende circolazione

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(Adnkronos) – La circolazione dei treni, sospesa per accertamenti tecnici a Roma Termini, è in graduale ripresa dopo la disconnessione degli impianti. I treni a media e lunga percorrenza hanno subito variazioni di percorso e i treni del trasporto Regionale hanno subito ritardi, variazioni e cancellazioni.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lezioni private, quando gli studenti diventano tutor: L’indagine di Ripetizioni.it

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Le ripetizioni private sono tra i lavoretti da studenti più diffusi: si inizia quasi per gioco ma per alcuni può diventare un’attività di rilievo.Gli alunni delle superiori – coinvolto circa 1 su 10 – si specializzano soprattutto nelle materie scientifiche, gli universitari in quelle umanistiche.

Come trovano i “clienti”?Tramite il passaparola e le piattaforme specializzate.

Si può essere studente e insegnante nello stesso momento?

Assolutamente sì: magia delle ripetizioni private.Sono tanti, infatti, i giovani che proprio mentre vestono i panni del discente – a scuola come all’università – si adoperano per “aiutare” altri colleghi in difficoltà a fronte di un compenso.

Un lavoretto che, soprattutto per i più grandi, può diventare un vero e proprio aiuto finanziario: basti pensare che, in Italia, se in media uno studente-tutor si porta a casa oltre 200 euro al mese, il 5% di loro riesce a superare anche la quota dei fatidici 1.000 euro.Si inizia già alle superiori.

Qui circa 1 su 10 tiene (o ha tenuto in passato) lezioni private nelle materie in cui va più forte.E tra chi insegue l’obiettivo laurea la quota raddoppia, coinvolgendo 2 studenti su 10, che nella metà dei casi proseguono quanto iniziato sin dai banchi di scuola.

A delineare questo scenario, che osserva da un punto di vista inedito la figura del docente personale, è una ricerca condotta da Ripetizioni.it – portale di riferimento in Italia per le lezioni private e il supporto allo studio – raccogliendo le testimonianze di oltre 3.500 giovani, tra alunni della scuola secondaria superiore e iscritti all’università.Mostrando, tra le altre cose, quanto sia grande il potenziale di questo mercato.

Visto che, oltre ai docenti in erba già “attivi”, molti altri si mostrano perlomeno incuriositi: circa 1 intervistato su 3 vorrebbe provare a fare ripetizioni ma non ha ancora trovato l’occasione giusta.Ma come si organizzano gli studenti per riuscire a sdoppiarsi?

Le modalità di svolgimento del “tutoraggio”, la clientela e i contenuti delle lezioni cambiano a seconda del livello formativo in cui ci si trova.Per quanto riguarda, ad esempio, i momenti dell’anno in cui si è operativi: alle superiori la platea si divide equamente tra chi fa ripetizioni solo durante i periodi di lezione (34%), chi le tiene solamente quando ci sono pause e vacanze (32%) e chi lo fa continuativamente (34%); la maggior parte degli universitari (46%) è, invece, disponibile lungo tutti i dodici mesi.

Che i ragazzi più adulti siano quelli che affrontano l’impegno con un approccio più strutturato lo si capisce anche da un altro dettaglio: la quantità di studenti “gestiti” nello stesso momento.Mentre tra gli “scolari” si preferisce affiancare un alunno per volta (così per il 60%), tra gli “accademici” è elevata la quota di chi ne riesce a supportate anche due in parallelo (41%) che di fatto si allinea a quella di chi lavora in esclusiva (44%).

Un ulteriore elemento di differenziazione tra studenti di scuola e universitari è rappresentato dalle materie in cui si specializzano in qualità di “insegnante”.Tra i più giovani, la forte richiesta di ripetizioni in discipline scientifiche ha prodotto soprattutto tutor di matematica, fisica, chimica e similari: quasi un terzo (31%) opera in questo settore.

E solo in subordine in area umanistica: è circa un quinto (21%) a prestare una mano in italiano.Mentre al terzo posto – con il 16% delle candidature – ci sono i docenti junior di una o più lingue straniere.

Minoritaria la proposta nelle lingue classiche (10%) o in storia, geografia, filosofia (10%).Che hanno la stessa diffusione dell’aiuto compiti (9%).

Se, invece, il tutor-studente è iscritto a un corso di laurea, ci sono alte probabilità che fornisca supporto in materie umanistiche (italiano, lingue classiche, storia, filosofia, ecc.): è il focus del 40% del campione di riferimento.Ma, tra gli universitari, è comunque facile trovare pure un insegnante in area STEM (matematica e dintorni): a offrire questa tipologia di ripetizioni è oltre un terzo dei “docenti” (34%).

Gradino più basso del podio, anche qui, per le lingue straniere: specialità del 17%.Mentre il 7% si è orientato sulle discipline più tecniche – come economia, diritto e quant’altro – che magari sono le stesse che caratterizzano il proprio percorso di studi.

Quello che accomuna i due gruppi di insegnanti è l’utenza a cui si rivolgono.In cima alla lista ci sono gli alunni praticamente prossimi al diploma di Maturità.

Quasi la metà degli studenti delle superiori (47%) fa ripetizioni ad alunni di tutte le età, compresi quelli della secondaria superiore; l’altra metà si concentra sui più piccoli, delle elementari (24%) o delle medie (23%); il 6% si rivolge a entrambe le ultime due categorie.Tra gli universitari, altresì, è il 33% a preferire ragazze e ragazzi delle superiori, il 17% punta sulle elementari, il 22% sulle medie, il 24% accetta un po’ di tutto, il 6% si dedica ad aiutare altri “accademici”.

Un discorso simile si può fare anche riguardo ai canali attraverso cui ci si promuove come tutor: il passaparola resta la via maestra, scelta da circa 6 su 10, sia per gli studenti di scuola sia per chi è all’università.Vanno però sempre più considerate le piattaforme specializzate nel far incontrare domanda e offerta di lezioni private.

Come, ad esempio, Ripetizioni.it.Queste vengono scelte come vetrina da quasi 1 candidato su 10.

Su tali piattaforme, infatti, è possibile candidarsi facilmente come tutor per dare lezioni private, semplicemente cliccando su un pulsante.Dopo un rapido processo di verifica dell’identità e del curriculum, si può immediatamente iniziare a proporsi al mercato.

“Le ripetizioni private sono quei ‘lavoretti’ spesso dati per scontati nell’immaginario collettivo, quando in realtà rappresentano una straordinaria opportunità per acquisire soft skills che poi saranno fondamentali nel mondo del lavoro, dall’orientamento al servizio al problem solving passando per la leadership e la capacità di lavorare in un team come quello docente-discente.

In più, permettono agli studenti di accedere a un’attività lavorativa flessibile e gratificante, che si può coniugare con le proprie esigenze accademiche o scolastiche.Ed è per questo che continua ad essere una pratica molto diffusa.

Anche in questo settore, inoltre, la digitalizzazione dei servizi come quella offerta da Ripetizioni.it abbatte le barriere un tempo esistenti: oggi chi vuole iniziare da zero non deve andare in giro a tappezzare le bacheche di quartiere, bastano pochi click per connettersi con studenti e famiglie in tutta Italia, risolvendo due problemi”, così Marco Sbardella, founder e Chief of Marketing & Business Development di Ripetizioni.it.

Intramontabile Kazu Miura: meteora in Serie A, ancora in campo a 58 anni

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(Adnkronos) –
Kazu Miura non ha ancora intenzione di fermarsi.Il leggendario calciatore giapponese, meteora in Italia con la maglia del Genoa, oggi ha 58 anni e continuerà a giocare (almeno) per un'altra stagione.

Con il pizzetto bianco in bella vista, il capello sempre pettinato e la solita voglia di inseguire un pallone, l’attaccante nipponico ha firmato il rinnovo di contratto con l’Atletico Suzuka, club di quarta divisione con cui nell'ultimo periodo si è divertito in patria. La sua storia parte da lontano.All’epoca dell’esordio tra i professionisti, Miura aveva 19 anni.

Era il 1986, la maglia indossata quella dei brasiliani del Santos.Una vita fa.

Il 28 febbraio compirà 58 anni, avvicinandosi alla 40esima stagione tra i “grandi”.E dunque, record (già suo dal 2018) ritoccato: resterà il giocatore in attività più longevo nella storia del calcio professionistico. "Vorrei mettere a disposizione la mia esperienza e lavorare al fianco di tutti i miei sostenitori” ha spiegato in un comunicato pubblicato sui social dall’Atletico Suzuka. “Ringrazio il club per l’opportunità, farò del mio meglio per ottenere i migliori risultati.

Grazie del vostro continuo supporto” si legge a corredo della foto, con il suo inconfondibile sorriso stampato sul volto.Gli appassionati ricorderanno che Miura è anche passato dalla Serie A.

Diventando, tra l’altro, il primo giapponese nella storia del calcio italiano.Era il 1994 e ad acquistarlo fu il Genoa del presidente Aldo Spinelli, che lo portò in Italia – grazie a vari sponsor – dopo quattro stagioni con il Verdy Kawasaki.

Miura segnò anche un gol, nel derby del 4 dicembre 1994 contro la Sampdoria. "Il suo arrivo in Liguria?Ricordo il povero Franco Scoglio, al tempo tecnico del Genoa, sempre preoccupato.

Cercava in tutti i modi di togliergli pressione".Antonio Manicone, ex compagno di Miura in rossoblù e oggi nello staff tecnico della nazionale iraniana, ricorda così all’Adnkronos i pochi mesi vissuti dal giapponese in Italia. "In quel periodo era una star, il calciatore più famoso di tutta l’Asia.

A ogni passo, era assediato da fotografi e giornalisti e a livello mediatico era una cosa incredibile.C’era una fila assurda per ogni spostamento".

L'ex centrocampista ricorda modi gentili: "È sempre stato un tipo molto educato e la sua immagine ne riflette un po’ le origini.Sapeva di essere bravo, ma in campo era altruista e aiutava sempre gli altri.

Penso che con la sua cultura abbia lasciato il segno anche da noi".Oltre al gol nel derby contro la Samp, Manicone cita un atteggiamento positivo nei confronti del gruppo:"Kazu arrivò per darci una mano nella corsa salvezza e non si risparmiò.

Ci provammo in ogni modo, anche quella rete arrivò in un momento particolare".Il commento finale è su un presente da record: "Se fisicamente è a posto e si diverte, perché non può giocare?

Il ritiro è una decisione individuale, dipende dalle motivazioni".Quelle per andare avanti, a Kazu Miura, non mancano. (di Michele Antonelli) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)