Oggi pomeriggio visite mediche per Alberto Grassi a Castel Volturno. A riportare la notizia è Radio Kiss Kiss Napoli. Il centrocampista arriva a titolo definitivo dall’Atalanta per una cifra complessiva tra gli 8 e i 10 milioni e dovrebbe firmare un contratto fino al 2021.
‘Operazione Fuorigioco’, l’avv. Chiacchio: “Ecco cosa rischiano i club coinvolti”
I colleghi di Radio Kiss Kiss Napoli hanno intervistato l’avvocato Eduardo Chiacchio in merito alle possibili sanzioni: “Siamo in una fase embrionale, bisogna prima chiudere le indagini, poi tutto andrà alla Procura Federale. Ci vorrà almeno un anno, anche due. Gli eventuali illeciti certificati non riguarderanno la classifica, ma solo multe o ammende ai club”.
REVENANT- REDIVIVO (critica di Patricia Santarossa) TRAILER
North Dakota, 1823: una spedizione di caccia è attaccata dagli indiani; la sua guida Hugh Glass è straziata da un grizzly. E’ lasciato per poi essere ripreso. Dato per morto, è tradito da colui che doveva proteggerlo. Ma Hugh non è morto…
REVENANT- REDIVIVO (critica di Patricia Santarossa) TRAILER
Il film (USA, 16) è tratto da un romanzo (di Michael Punke) che narra avvenimenti storicamente documentati: che, tra l’altro, sono alla base di in altro fortunato film: l’indimenticabile “Corvo Rosso non avrai il mio scalpo” (USA, 72) di Sidney Pollack, con Robert Redford.
Il regista, anche sceneggiatore (insieme a Mark L. Smith) e produttore, è il geniale e visionario messicano Alejandro Gonzàles Inarritu, che è stato Premio Oscar 15 per “Birdman” (USA,14). Decisamente il Western è tornato di moda.
Questo è il genere narrativo che ha rappresentato l’epopea costitutiva della stessa creazione degli Stati Uniti d’America; ne ha raffigurato la sua mitologia. Ed è nato, si può dire, insieme allo stesso cinema statunitense. Ma l’approccio non è, né poteva essere soprattutto epico, considerando i tempi e la stessa formazione del regista non statunitense. Cioè la storia di “resistenza-ritorno-vendetta”, perché è questa la sua ossatura narrativa, è letta non al modo tradizionale, come ci ha abituati il cinema, con i suoi momenti di acme e di partecipazione drammatica, ma in una chiave che lo stesso Inarritu ha definito “metafisica”.
Voglio dire: non è che questi motivi narrativi non ci siano. Anzi: essi sono contrassegnati da un’evidenza drammaturgica forte e tenebrosa, a dispetto degli immensi panorami naturali, bellissimi e incontaminati, in cui si svolge, che sostiene magnificamente le oltre 2 ore e 30minuti di proiezione. Ma è il tipo di confronto con la natura che rende il film del tutto particolare. Leonardo Di Caprio, che interpreta con forza commovente il revenant, diventa parte integrante della natura: in realtà lui lo era già da prima; e molto più dei cacciatori, avidi e, per quanto incalliti, degli sprovveduti, di fronte alla complessità dell’ambiente. Non solo dal punto di vista naturale, ma anche umano.
Infatti la Guida era divenuta parte, non solo di quei posti che conosceva perfettamente, ma anche dell’umanità che già abitava quei territori, della tribù Pawnee, essendone stato accettato e sposato una nativa, poi uccisa a freddo dai soldati USA, che volevano, con questi massacri di genocidio mirato, “liberare” i territori da colonizzare successivamente. Egli sia nel corso di questa vendetta, ma soprattutto dopo, si sente solo: come una piccola variante trascurabile di quell’universo. Il film si chiude con dettaglio impressionante, ma anche difficile da sostenere, perché è stravolgente: lo sguardo del protagonista verso la Macchina da Presa, verso di noi spettatori. Come se ci chiamasse a testimoniare insieme a lui, la nullità della sua impresa in quanto tale: di quanto poco abbia contato la sua indicibile fatica rispetto all’ambiente, alla storia. E quindi ci invita a ri-riflettere su tutto quanto abbiamo visto: al suo valore che coinvolge tutta la nostra emotività; ma la fa prescindere dalla banalità, per quanto violenta e riuscita nella rappresentazione dello scontro. Perché Inarritu, nello sconvolgere le leggi della sintassi spettacolare della narrazione, prima le rispetta e le applica: invitandoci a guardare tutto e tutto insieme. Perciò si può “permettere”, non velleitaristicamente, di darci altre e ulteriori chiavi di lettura. Come ha fatto, ad esempio, nello stesso “Birdman”, dove, nel sottofinale, sembra che veramente Michael Keaton possa aver realmente volato, e che quindi sia tutto un sogno: non solo del protagonista, ma anche di noi spettatori. Del resto lo stile adottato nell’esplorare il selvaggio West, proprio quello delle origini, dei primi scontri di “civiltà”, ricorda Terrence Malick, in particolare di “The new world- il mondo nuovo” (05), in cui affronta una delle leggende-mito, quella di Pocahontas, la regina che si innamorò di uno dei primi coloni nel 1607.
Anche se la naturalità ritratta dal maestro messicano ha più valenze rispetto all’assoluto storico di Malick: riesce ad essere un personaggio, in un certo senso, attivo e presente: poderoso, infinito, mutevole. E lirico anche. Ma dipende dall’occhio che la guarda. Che non casualmente è lo stesso: parlo del direttore della fotografia del film odierno, che è lo stesso del film di Malick: il grande Emmanuel Lubetzki. L’ambiente naturale, in cui il film è stato realmente immerso, con temperature vicine allo zero, nel mentre rendeva disperata, di una portata intensamente, immediatamente fisica, la lotta per la sopravvivenza, ci rendeva parte di un processo sofferto di immedesimazione non solo cogli umani, ma con esso: non era affatto solo uno scenario, per quanto splendido. Alla fine prevaleva su tutto. E questo miracolo si deve alla fotografia, che illuminava con diverse e numerosissime sfumature l’apparente piatta cromaticità invernale. Accogliendo e amplificando anche testimonianze storiche al suo interno: come quella Chiesetta dirupata, segno di una documentata presenza di missionari gesuiti francesi da quelle parti.
Paticia Santarossa
Di Marzio: “A giugno sfida tra Napoli e Roma per un centrocampista dell’Udinese”
Il gol al Milan è stata solo l’ultima soddisfazione di un campionato che finora ha regalato molte gioie a Piotr Zielinski, centrocampista dell’Udinese in prestito all’Empoli. In Toscana il polacco classe 1994 sta giocando con continuità, e il suo allenatore, Giampaolo ne sta esaltando le qualità tecniche e fisiche. Facendolo diventare, di conseguenza, uomo mercato, con Napoli e Roma già al lavoro per accaparrarsi il talento polacco per giugno. Un’idea per il futuro più che per il presente, ma ben precisa: Zielinski in una grande, con Napoli e Roma pronte a fare offerte all’Udinese, che, intanto, gongola, per l’ennesimo talento esploso. Stavolta, però, non al “Friuli”, ma al “Castellani”. Lo riferisce Gianluca Di Marzio.
Il Punto – 26 gennaio
Così diversi, così complementari: Italia e Germania – al di là degli stereotipi – sono una coppia di fatto sotto molti aspetti economici. Per esempio, là ci sono 1.400 imprese controllate dal nostro paese con 126 mila dipendenti; da noi 142 mila persone lavorano in mille imprese tedesche. E c’è molto di più in comune. Sullo sfondo dell’incontro Renzi-Merkel, lo scenario di una parte d’Italia – il Mezzogiorno – dove corruzione, malaffare, ospedali in cui si muore, infrastrutture fisiche e umane fatiscenti hanno finito per azzerare aspettative e ambizioni di chi ci vive. Contro la rassegnazione, il Masterplan del governo per il Sud vuole risuscitare i “patti”, iniziative decentrate che hanno spesso già palesato la loro inefficacia. Sempre nel Meridione risiede la maggioranza di quel terzo di italiani sempre più fragili economicamente per mancanza di lavoro, scarsa ricchezza familiare, cura della salute trascurata. In passato tante misure – selettive ed episodiche – contro la povertà. Per affrontare il problema in modo efficace servirebbero 7 miliardi. Nella legge di stabilità 2016 le risorse stanziate sono meno di un quarto del necessario.
Se ne è parlato poco ma è giusto ricordare che 37 su 377 banche di credito cooperativo (Bcc) hanno crediti dubbi sopra il livello di guardia. Urge quindi la riforma di questo pezzo del sistema finanziario. Da risanare con una serie di fusioni provinciali e interprovinciali senza snaturarne il radicamento nel territorio.
Gli italiani che si informano credono più alla rete che ai giornali di carta. In Europa avviene il contrario. Su internet si riversa l’informazione libera da vincoli editoriali ma anche l’antipolitica. Mentre la stampa tradizionale è percepita come veicolo di trasmissione della cultura delle élite dominanti.
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- Diversi ma complementari: la forza dell’asse italo-tedesco
26.01.16
Andrea GoldsteinAl di là degli stereotipi, Germania e Italia non sono così lontane tra loro. Anzi, le cifre rivelano l’interdipendenza tra due economie sempre più simili, con un commercio bilaterale tutto sommato equilibrato. Anche in Europa gli interessi sono spesso gli stessi. Manifatturiero e sfide del futuro.
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Contro la rassegnazione del Sud
26.01.16
Maria De Paola
Non ci sono ricette miracolose per risolvere i problemi del Meridione. È possibile però evitare di ripetere gli errori del passato. Il piano presentato dal governo demanda le scelte operative concrete ai quindici patti per il Sud. Rischia così di ricreare una frammentazione di interventi già vista. -
Gli imprevisti che certificano la fragilità economica
26.01.16
Matteo D’Emilione, Giovannina Giuliano e Emiliano MandroneIl 27 per cento degli intervistati dell’indagine Isfol-Plus ha difficoltà ad affrontare una spesa improvvisa di 300 euro. Ma la fragilità non è solo economica. È accompagnata da altri elementi di disagio, come cattiva salute o servizi locali scadenti. E richiede un’azione di sostegno complessiva.
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Una soluzione provinciale per le banche di credito cooperativo
26.01.16
Massimiliano Ferraresi, Francesca Nordi e Leonzio Rizzo
Il governo pensa a una riforma per le banche di credito cooperativo, che potrebbe però snaturarne l’identità. Buoni risultati si potrebbero invece ottenere con fusioni a livello provinciale. Scomparirebbero le Bcc con un rapporto tra crediti deteriorati e crediti totali oltre la soglia di allerta. -
L’informazione attendibile? Per gli italiani è in rete
26.01.16
Andrea Ceron e Luigi CuriniPiù della metà degli italiani sono convinti che la rete sia una fonte di informazione credibile. E non sono pochi quelli che la ritengono molto più attendibile dei giornali. Eppure, nei momenti di crisi sono i media tradizionali a generare un circolo virtuoso della fiducia verso le istituzioni.
CAMPIONATO BERRETTI, ISCHIA SOLO UN PAREGGIO CON LA LUPA ROMA
LUPA ROMA 0 – ISCHIA ISOLAVERDE 0
LUPA ROMA: Cianfriglia, Losi (1’ s.t. Borelli) , Masotina, Mileto, Blasi, Caputo, Petrini, Oliviero (1’ s.t. Vespasiani), Delvecchio, Ippoliti, Perfetti (30’ s.t. Bernardotto). A disp. Chingari, Colicchio, Labagnara, Bellistri, Cucciari, Rita, Gambale, Ferrarini. All. Carboni.
ISCHIA ISOLAVERDE: D’Errico, De Palma (27’ s.t.Parisi), Pistola, Esempio, Todisco, Vincenzi (11’s.t. Caracciolo), Petruccio, Borrelli, D’Angelo, Belmonte (36’ s.t. Gonzales), Coppola. A disp.: Di Donato, Numerato, Agrillo. All. Porta.
ARBITRO: Battaglia di Albano Laziale (ass. Pepe di Ciampino e Ferrera di Albano Laziale).
NOTE: ammoniti Oliviero, Ippoliti, Blasi, De Palma, Todisco, Parisi, Borrelli, Pistola, D’Angelo. Al 27’ s.t. espulso Pistola per doppia ammonizione.
Un’Ischia in formazione assai rimaneggiata (tra convocazioni in prima squadra e infortuni), impatta sul campo della Lupa Roma. I capitolini recriminano per i due calci di rigore parati dal portiere D’Errico, dal canto loro i gialloblù si mordono le mani per almeno quattro occasionissime non sfruttate. Dopo l’espulsione rimediata da Pistola, i ragazzi di mister Porta hanno badato a portare a casa il risultato, il secondo consecutivo dopo la vittoria casalinga sull’altra Lupa.
Nel primo tempo Ischia pericolosa con D’Angelo (20’) che da ottima posizione calcia addosso al portiere. Alla mezzora Belmonte, servito da Coppola, si presenta a tu per tu col Cianfriglia ma tira male. Lupa mai insidiosa. Secondo tempo rocambolesco. Al 10’ Coppola calcia a botta sicura ma un difensore salva sulla linea. Poco dopo sugli sviluppi di una rimessa laterale, l’arbitro si inventa letteralmente un calcio di rigore. Todisco colpisce nettamente di testa ma, tra lo stupore generale, il fischietto di Albano Laziale indica il dischetto: D’Errico para il tiro di Blasi. Al 25’ Coppola, di nuovo a due passi dalla, porta manda il pallone clamorosamente sul fondo. 2’ più tardi, Pistola dà vita ad un corpo a corpo con un avversario, almeno due metri fuori area: anche stavolta il direttore di gara si inventa un rigore ma D’Errico si erge a protagonista, negando il gol ad Ippoliti. Pistola esulta per l’impresa del compagno e…si becca la seconda ammonizione: da non credere! Sul finire, D’Angelo si libera il palo e calcia: il pallone “scheggia” il palo e si spegne sul fondo. Prossimo turno sabato al “Kennedy” contro la Salernitana.
Risultati Girone C
- Lupa Castelli-Avellino 1-2
- Lupa Roma-Ischia 0-0
- Arezzo-Paganese 1-1
- Salernitana-Pisa 2-2
- JuveStabia-Siena 1-0
- Tuttocuoio-Teramo 1-2
- Pontedera-Lanciano 2-2
CLASSIFICA Gir. C:
- Arezzo 44;
- Tuttocuoio 32;
- Teramo 31;
- L’Aquila 27;
- Paganese, Juve Stabia e Lupa Roma 24;
- R.Siena 23;
- Pisa 20;
- Ischia Isolaverde 19;
- V.Lanciano* 16;
- Lupa Castelli Romani 15;
- Salernitana 12;
- Pontedera* 10;
- Avellino 2.
(* una gara in meno)
de Guzman-Swansea, se l’affare salta l’olandese resta in Italia
Secondo Il Corriere dello Sport, il Napoli sta ultimando anche alcune cessioni. Gnahorè, centrocampista appena acquistato dalla Carrarese, sarà ceduto al Carpi in prestito. Carpi che potrebbe prendere anche un altra pedina del Napoli, vale a dire Jonathan de Guzman: se l’olandese non riuscirà a trovare l’accordo con la sua ex squadra, lo Swansea, allora si trasferirà al Carpi. E’ già tutto scritto.
SSC Napoli, la radio ufficiale: “Barba-Napoli, entro 48 ore importanti novità”
I colleghi di Radio Kiss Kiss Napoli danno le ultime di mercato azzurre con un tweet: “Barba-Napoli, entro 48 ore importanti novità sul futuro del difensore dell’Empoli che piace ai partenopei ma non solo”.
Maksimovic-Napoli, ecco la controproposta di Cairo
Secondo La Gazzetta dello Sport il Torino sta giocando con il Napoli per il cartellino di Maksimovic. Urbano Cairo vorrebbe cedere una prelazione a De Laurentiis sul centrale serbo in cambio del ritorno di Omar El Kaddouri in granata ed anche di Mirko Valdifiori. Il marocchino ha al momento un contratto fino al 2017 con il Napoli, ma al momento non ci sono novità in tal senso con il club di De Laurentiis. Per quanto riguarda Valdifiori, l’ex Empoli sembra destinatoa rimanere a Napoli almeno fino a giugno.
Dybala: “Higuain è più forte di me, gli invidio due cose…”
La Gazzetta dello Sport riporta alcune dichiarazioni di Paulo Dybala: “Il mercato? Non mi interessa, sono felice a Torino, non ci penso nemmeno a lasciare la Juve, ho anzi trovato un ambiente bellissimo, che mi fa sentire come a Palermo. Tecnicamente, credo che la Juve sia perfetta, sono felice del mio rendimento e voglio aiutare la squadra a raggiungere il quinto scudetto consecutivo. Messi è inimitabile – continua -, e comunque io voglio essere Dybala, e basta. Poi, naturalmente, lavoro sodo ogni giorno per arrivare più vicino possibile ai livelli di Leo. Higuain? E’ più forte di me, l’ho visto anche da vicino, in Nazionale: grande attaccante. Siamo amici, ci sentiamo spesso telefonicamente, è stato così anche sabato sera. Gli auguro il meglio, ma con noi non deve segnare. Gli invidio il destro, la sua capacità di trovare la porta avversaria da ogni posizione. Allegri mi sta martellando in allenamento: lui crossa e io calcio sempre più spesso di destro. Conto di migliorare presto, per ora faccio però pochi gol e rompo invece parecchie finestre”.
Shoah, l’incredulità dei bambini è più forte del male GABRIEL LEVI *
La memoria è un motore della individualità umana. Finché posso giocare con i miei ricordi, scomponendoli e ricomponendoli, sento di essere una persona.
La memoria condivisa è il collante di ogni relazione umana. Finché so che tu ti ricordi di me e finché tu sai che io mi ricordo di te, noi siamo noi. Siamo qualcosa in più.
La memoria è il contenitore collettivo di ogni gruppo, piccolo o grande. Finché scambiamo e confrontiamo ricordi comuni, possiamo pensare ad una storia che sa usare i ricordi del passato per costruire un futuro comunque migliore.
La potenza di tutte queste memorie sta nel riuscire ad essere memorie aperte. Sempre innovative e mai celebrative.
Possiamo identificarci con le nostre foto di quando eravamo bambini, se sappiamo che stiamo guardando con gli occhi di adesso. Possiamo comprenderci meglio, se possiamo immaginare di guardarci adesso con gli occhi che avevamo allora. Questo doppio confronto è emozionante, perché in fondo in fondo è il confronto tra ricordare e progettare.
L’emozione del ricordo che si rinnova e si confronta con altri ricordi è la stessa emozione del sogno, che cerca sempre la strada per trasformare il passato in una nuova realtà.
In sintesi: la memoria può essere maestra di libertà soltanto se non è una memoria prigioniera, perché dolorosamente ripetitiva.
Questo discorso è particolarmente valido quando lavoriamo con la memoria traumatica, con la memoria etica e con la memoria educativa.
Siamo davanti alla scommessa e alle domande che ci pone ogni anno la Giornata della Memoria.

Giornata della Memoria. L’olocausto: 71 anni dopo. (Vincenzo Pellegrino)
Dopo la catastrofe universale della Shoah, causata volontariamente dalla mano dell’uomo, è possibile guardare dentro la malvagità umana? E cioè, senza fuggire dichiarandoci subito buoni?
Dopo un trauma subito quasi passivamente, è possibile usare la memoria attivamente? Per documentare il trauma e non per fissarlo, per combattere il trauma oggettivamente e non per riprodurlo soggettivamente.
Nel conflitto quotidiano che ogni persona ha, quando deve scegliere tra bene e male, è possibile costruire un patto educativo fra una generazione e l’altra?
Non penso che queste domande debbano e possano avere una risposta. Credo che queste domande debbano rimanere domande tanto inquietanti quanto fiduciose. I superstiti della Shoah tuttora viventi hanno guardato in faccia il male, allora, quando erano bambini. Con occhi di bambino. Adesso i superstiti della Shoah ragionano e soffrono con la forza e con lo sfinimento di una vita combattuta, per capire e contrastare l’esistenza del male assoluto.
Allora guardavano e capivano il male come i bambini guardano il dolore e l’ingiustizia: con lo stupore assoluto e con il rifiuto più totale. Non è così, non può essere così, non sarà cosi… un giorno sarò grande, non farò e non farò fare così…
Se vogliamo comprendere e sgretolare il male della Shoah, forse possiamo immaginare e introiettare quegli sguardi di bambini. Quell’incredulità totale è veramente più forte del male, perché nasce dalla speranza e dalla certezza che il male può non esistere. Non deve esistere.
*Professore emerito Sapienza Università di Roma / lastampa
“Golzalo” Higuain, numeri da capogiro
Il Pipita, si sa, il gol l’ ha sempre avuto nel DNA ma questa stagione si sta realmente superando. Numeri straordinari che stanno facendo la fortuna del Napoli e la gioia di un popolo intero. Numeri fantastici che si aggiornano partita dopo partita dato che ormai il suo nome è diventato una costante nel tabellino dei marcatori. 21 gol in 21 partite di campionato su 1785 minuti giocati, 7 doppiette e mai due gare consecutive senza segnare; percentuale di tiri nello specchio pari al 54,65% e percentuale realizzativa pari al 24,42%. Numeri stratosferici se si considerano le difficoltà di un campionato molto tattico come quello italiano. Numeri che gli stanno facendo scalare le gerarchie dei bomber nei maggiori campionati europei, considerato che il Pipita è avanti a tutti gli altri nel rapporto gol fatti minuti giocati.
a cura di Pasquale Ammora
Il canto del Grillo. MASSIMO GRAMELLINI*
Il passo indietro, di lato o semplicemente il contrappasso di Beppe Grillo, che scende dal palcoscenico della politica per tornare a calcare quelli dei teatri, si presta a una doppia lettura. Qualcuno ha creduto di scorgervi la malizia strumentale di un comico in declino che utilizza la visibilità del ruolo di leader (ormai ex) per riproporsi al pubblico in una tournée da tutto esaurito. Ma questa dietrologia, per certi versi molto grillina, non mi trova d’accordo. In Grillo preferisco vedere l’uomo di spettacolo che prevale su quello di potere. Due anni fa aveva un bel pezzo d’Italia ai suoi piedi. Avrebbe potuto trasferirsi a Roma ed ergersi ad anti Renzi: non solo a chiacchiere sul suo blog, ma nei comportamenti politici. Non lo ha fatto perché non ne è stato capace e forse anche perché non ne ha avuto voglia. Il potere è un coacervo di relazioni, interessi, compromessi, ricatti, mediazioni, favori e transazioni non necessariamente sporche, ma sempre un po’ opache e comunque noiose, specie per un guitto di talento che dà il meglio di sé nella denuncia sbeffeggiante. D’Azeglio, scrittore e pittore, si lasciò sfilare di buon grado la poltrona di primo ministro da Cavour, riconoscendo in quel professionista della politica un piacere morboso per i meccanismi del potere che a lui invece annoiavano mortalmente.
Quando Freccero propone Grillo in prima serata sulla Rai come Fiorello non sta lanciando una provocazione. Sta chiudendo un cerchio. Alla fine del viaggio l’eroe torna sempre nel luogo da cui era partito. «Te la do io la politica». A farla ci pensi pure Casaleggio con tutti i suoi associati.
*lastampa
Se la politica dimentica le condanne in Iran. MATTIA FELTRI*
Soltanto tre giorni fa qualche centinaio di migliaia di italiani era in piazza per manifestare a favore dei diritti omosessuali, non ancora riconosciuti in Italia, non a sufficienza. Si parla con agio di medioevo, si definiscono trogloditi gli oppositori, ci si infiamma di sdegno perché sul Pirellone a Milano compare la scritta «Family Day». Poi arriva in visita ufficiale il presidente iraniano Hassan Rohani (è arrivato ieri) e tutto questo fermento è già indolenzito nel torpore dei giorni feriali.
I rutilanti caroselli di sabato sono spenti, la riprovazione per l’arretratezza culturale italiana è evaporata, non importa che Rohani sia presidente di una Repubblica islamica nella quale gli omosessuali vengono impiccati in piazza, appesi alle gru. Ieri abbiamo aspettato da mattina a sera che qualcuno dicesse qualcosa, in fondo sono i giorni perfetti, di mobilitazione, di preparativi alla battaglia parlamentare che forse introdurrà le unioni civili. Ecco il resoconto: Fabrizio Cicchitto ha espresso soddisfazione per gli sviluppi dei rapporti economici con l’Iran purché non prevedano «reticenza sulle libertà»; Maurizio Gasparri si è chiesto dove siano gli inorriditi dalla tenda di Muhammar Gheddafi piantata a Villa Pamphili; il senatore Lucio Malan vorrebbe sapere se Matteo Renzi approvi il regime di Teheran; il più franco è stato Daniele Capezzone: «L’Iran di Rohani è uno Stato campione mondiale di pena di morte, è uno Stato che tuttora vuole cancellare Israele dalla faccia della terra, è uno Stato che (al di là dei recenti accordi) lavora a minacciosi obiettivi nucleari. Che quasi tutti tacciano su queste realtà la dice lunga sul triste stato del dibattito politico e civile in Italia. E dopodomani, 27 gennaio, è il Giorno della memoria…». Quattro voci da destra e fine, mentre la questione non è parsa interessante a sinistra, né fra le associazioni più specificamente combattive a favore dei gay. Molte notizie, invece, sui primi vantaggiosi affari, di un giro totale che è stato stimato in 17 miliardi di euro.
Sono tanti soldi, ce ne rendiamo conto, ma bisognerà pur ricordare che pochi anni fa, alla domanda di un ragazzo americano, l’allora presidente Mahmud Ahmadinejad rispose che la malattia era debellata, «in Iran non esistono gli omosessuali». Il che è anche vero, perché appena ne viene scoperto uno si prende cento frustate (se il rapporto era casto e si pente) oppure viene messo a morte (se il rapporto era completo). Purtroppo non ci sono statistiche sulle esecuzioni, perché è capitato che i gay, anche minorenni, venissero condannati sotto voci più generiche. Gli amanti del dettaglio troveranno soddisfazione nell’ultimo report di Nessuno tocchi Caino, associazione della galassia radicale: 980 condanne capitali soltanto nel 2015, soprattutto per traffico di droga e omicidio ma anche per reati politici e – come detto – di natura sessuale. E poi lapidazioni, torture, mutilazioni cioè l’intera casistica delle pene inflitte per dare soddisfazione a Dio. Le ragioni di una così straordinaria indifferenza sono difficili da comprendere. C’entrerà il rilievo economico dei patti che si vanno definendo con Teheran; c’entrerà una certa deferenza verso l’Islam, e il timore di cedere al «noi e loro»; c’entrerà un incrollabile provincialismo per cui si pensa che quello che succede nell’altra pagina dell’atlante continui a non riguardarci. Comunque: stamattina al Pantheon, a Roma, è prevista una manifestazione della comunità islamica ostile al regime teocratico. In perfetta intesa, non ci saranno né i partiti (tranne i radicali) né la sempre più mitica società civile.
*lastampa
E ORA? TUTTI SUL CARRO DEI PRESUNTI VINCITORI…
Precisiamo sin da subito: siamo appena alla seconda giornata di ritorno, il campionato cadetto è ancora apertissimo, e se ci sono delle lepri, queste sono il sorprendente Crotone, primo in classifica a quota 51 punti, e la corazzata Cagliari, l’autentica “Ferrari” del campionato, per usare un termine molto caro al ragioniere Sebastiani, che non sta tradendo di certo le aspettative riposte alla vigilia sul suo conto: i sardi sono secondi in classifica con 49 punti nel proprio carniere.
E il Pescara? La squadra di Massimo Oddo, reduce da sei successi di fila, e dalla debordante vittoria di Perugia, si è momentaneamente issata al terzo posto, eccellente posizione, a quota 43 punti. La promozione diretta dista 6 lunghezze, e considerando che gli scontri diretti contro le due corazzate del campionato saranno giocati fuori casa, la promozione diretta in A, senza passare per le forche caudine dei play-off, fatali l’anno scorso alla squadra di Massima Oddo, sembra un traguardo non proprio imminente, anche se non impossibile.
Ma a Pescara c’è grandissimo entusiasmo, e lo stesso mister Massimo Oddo, il quale è stato ospite del prestigioso salotto della trasmissione “tiki taka”, alla vigilia del match contro gli umbri aveva detto: “Se battiamo il Perugia, il Pescara andrà in serie A.” Un’affermazione netta e decisa, da parte di un mister che incarna alla perfeziona l’anima di una piazza che ha sempre fatto dell’ostentazione dei propri mezzi, il suo marchio di fabbrica. “Carpe diem”, recita un motto latino, ed ecco che in molti, dagli addetti ai lavori ai semplici simpatizzanti, non stanno perdendo l’occasione per cavalcare l’onda dell’entusiasmo, salendo sul carro dei presunti, è proprio il caso di dirlo, vincitori. Presunti, perché nessuno ha vinto ancora niente. Anche chi ha sempre criticato questa società per la sua gestione, come d’incanto, ne sta cominciando a decantare le gesta. Miracoli dello sport.
Qualcuno “rispolvera” dei filmati con dei format piuttosto vintage e non proprio originali, invitando la tifoseria definita “occasionale” a recarsi in massa sabato allo stadio per sostenere i colori della propria squadra, usando un linguaggio folkloristico, praticamente autoctono. Anche questo è un modo per fare comunicazione, e, come molti si augurano, un metodo per riportare la gente allo stadio. A proposito, il pubblico pescarese, almeno nelle ultime uscite casalinghe, non ha risposto in maniera soddisfacente al richiamo dei propri beniamini. Che con il Bari sia la volta buona? Molto dipenderà anche da quanti supporters arriveranno dalla Puglia. Non è escluso che a loro possa essere riservato l’intero settore ospiti: la Curva Sud. Per il resto, non ci rimane che augurare a tutti una buona passeggiata sul carro dei presunti vincitori: ci auguriamo per i vecchi e i nuovi passeggeri, che il loro viaggio sia lungo… Avversari permettendo…
CHRISTIAN BARISANI
Firenze: omicidio Meredith, Raffaele Sollecito chiede 500 mila euro per ingiusta detenzione
L’istanza presentata alla Corte d’appello per i quasi quattro anni passati in carcere. L’ingegnere pugliese nel settembre 2015 è stato assolto dalla Cassazione insieme ad Amanda Knox.
Raffaele Sollecito chiede allo Stato italiano oltre mezzo milione di euro per “l’ingiusta detenzione” subita nell’indagine sull’omicidio di Meredith Kercher. L’istanza è stata depositata oggi alla Corte d’appello di Firenze dai suoi legali, gli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori.
I legali hanno deciso di rivolgersi all’ultimo giudice di merito che si è occupato del processo. In particolare hanno chiesto un risarcimento di 516 mila euro per la detenzione alla quale Sollecito è stato sottoposto dal 6 novembre del 2007 al 4 ottobre del 2011. L’ingegnere pugliese che si è sempre proclamato estraneo all’omicidio è stato definitivamente assolto per l’omicidio Kercher dalla Cassazione insieme ad Amanda Knox
Giornata della Memoria. L’olocausto: 71 anni dopo. (Vincenzo Pellegrino)
Il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, si celebra il “Giorno della Memoria”, ricorrenza riconosciuta dalle Nazioni Unite e istituita anche in Italia con la Legge n. 211 del 20 luglio 2000, per non dimenticare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale.
In occasione di tale giornata, numerose sono le iniziative, le cerimonie, gli incontri, per narrare i fatti e per riflettere, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto nei campi nazisti, per conservare sempre la memoria di un periodo così oscuro della nostra storia e affinché simili eventi non possano ripetersi mai più! Anche il Comune di Napoli ha organizzato un fitto programma di eventi e iniziative culturali che saranno realizzati nell’arco di un’intera settimana, ed in collaborazione con tante associazioni e soggetti culturali.
La giornata della memoria vuole ricordare le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, la prigionia, la morte nei campi di concentramento, ma vuole ricordare anche tutti coloro che si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
I pochi sopravvissuti a questo orrore hanno faticato a raccontare la loro esperienza, portandosi dentro una ferita indelebile per tutta la vita.
Ma questa deve essere anche l’occasione per riflettere su ciò che accade ancora oggi nel mondo, basti pensare alla complessa situazione in Medio Oriente.
Viviamo in un’epoca così tormentata, e proprio per questo è necessario sensibilizzare le future generazioni circa i principi di solidarietà e rispetto reciproco fra i popoli; sono i giovani il nostro presente ed il nostro futuro, e la scuola deve educarli e formarli ai diritti umani, trasmettere loro valori universali, al fine di battersi contro ogni forma di segregazione e discriminazione.
Il ricordo della Shoah deve essere sempre vivo nella nostra memoria, un monito, per non dimenticare gli indicibili orrori di cui si è macchiata l’intera umanità, poiché se tutto questo è stato possibile è perché migliaia di persone che sapevano hanno preferito non guardare, voltare le spalle, non porsi il problema della loro responsabilità.
Col silenzio si sono resi complici; ed è per questo che bisogna parlare, leggere, narrare, riflettere, ricordare.
Solo comprendendo tutti questi aspetti si può costruire un domani migliore per tutti noi, e far sì che la storia sia un progressivo cammino di evoluzione e civiltà.
Il filosofo George Santayana diceva, infatti, “Se non si impara dalla storia, siamo condannati a ripeterla”.
Ecco l’anticiclone, nebbie al Nord, clima mite al Sud e sulle Alpi
Settimana di clima mite su Alpi e Centro-Sud. Nebbia al Nord e pioviggine su Liguria e Toscana
E’ arrivato l’Anticiclone. Nebbie al Nord, Toscana e Umbria. Pioviggine in Liguria e Toscana. Clima mite sulle Alpi e al Centro-Sud e fino a 16/17°. GELO fino al 23 Gennaio
NORD
Nebbia in Pianura Padana, occasionali piovaschi sul basso Piemonte. Pioggia debole sulla Liguria, soleggiamento prevalente altrove.
Temperature
In aumento
CENTRO e SARDEGNA
Pioggia sulla Toscana con debole foschia mattutina nell’entroterra; tempo buono altrove.
Temperature
In aumento.
SUD e SICILIA
Poco nuvoloso ovunque, occasionale pioviggine sulla Calabria Tirrenica.
Temperature
In aumento.
NORD
Sole sulle Alpi. Nebbia o nubi basse sulla Pianura Padana con pioviggine sparsa. Piogge deboli in Liguria.
Temperature
In leggero aumento.
CENTRO e SARDEGNA
Nubi lungo le coste tirreniche. Piogge deboli su alta Toscana, foschia e sole sul resto delle regioni.
Temperature
In aumento.
SUD e SICILIA
Nubi sulle coste campane con occasionale pioviggine. Sole altrove.
Temperature
In aumento ove soleggiato.
APPROFONDIMENTO anche per singole Regioni e Città su:
Nave Dattilo soccorre 124 migranti (VIDEO)
Nave Dattilo della Guardia Costiera ha portato a termine, nella giornata di oggi, il soccorso a un gommone con a bordo 124 migranti, in difficoltà al largo delle coste libiche. Tra le persone salvate, tutte di nazionalità subsahariana, ci sono anche 6 donne e un minore. Al momento Nave Dattilo sta navigando verso il porto di Lampedusa, con arrivo previsto nella tarda serata di oggi.
Complessivamente, da venerdì fino ad oggi, la Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha coordinato 10 operazioni di soccorso a migranti: 1211 le vite umane salvate dal mare.
Si fa riserva di inviare eventuali immagini delle operazioni.
UFFICIALE ISCHIA, RESCISSO IL CONTRATTO CON L’ATTACANTE ORLANDO
La Società Sportiva Ischia Isolaverde comunica che in data odierna è stato risolto consensualmente il contratto con il giocatore Luca Orlando. La società ringrazia l’attaccante classe ’90 per l’operato svolto e gli augura le migliori fortune



