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Il Punto – 26 gennaio

Così diversi, così complementari: Italia e Germania – al di là degli stereotipi – sono una coppia di fatto sotto molti aspetti economici. Per esempio, là ci sono 1.400 imprese controllate dal nostro paese con 126 mila dipendenti; da noi 142 mila persone lavorano in mille imprese tedesche. E c’è molto di più in comune. Sullo sfondo dell’incontro Renzi-Merkel, lo scenario di una parte d’Italia – il Mezzogiorno – dove corruzione, malaffare, ospedali in cui si muore, infrastrutture fisiche e umane fatiscenti hanno finito per azzerare aspettative e ambizioni di chi ci vive. Contro la rassegnazione, il Masterplan del governo per il Sud vuole risuscitare i “patti”, iniziative decentrate che hanno spesso già palesato la loro inefficacia. Sempre nel Meridione risiede la maggioranza di quel terzo di italiani sempre più fragili economicamente per mancanza di lavoro, scarsa ricchezza familiare, cura della salute trascurata. In passato tante misure – selettive ed episodiche – contro la povertà. Per affrontare il problema in modo efficace servirebbero 7 miliardi. Nella legge di stabilità 2016 le risorse stanziate sono meno di un quarto del necessario.

Se ne è parlato poco ma è giusto ricordare che 37 su 377 banche di credito cooperativo (Bcc) hanno crediti dubbi sopra il livello di guardia. Urge quindi la riforma di questo pezzo del sistema finanziario. Da risanare con una serie di fusioni provinciali e interprovinciali senza snaturarne il radicamento nel territorio.
Gli italiani che si informano credono più alla rete che ai giornali di carta. In Europa avviene il contrario. Su internet si riversa l’informazione libera da vincoli editoriali ma anche l’antipolitica. Mentre la stampa tradizionale è percepita come veicolo di trasmissione della cultura delle élite dominanti.

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  • Diversi ma complementari: la forza dell’asse italo-tedesco
    26.01.16
    Andrea Goldstein

    Al di là degli stereotipi, Germania e Italia non sono così lontane tra loro. Anzi, le cifre rivelano l’interdipendenza tra due economie sempre più simili, con un commercio bilaterale tutto sommato equilibrato. Anche in Europa gli interessi sono spesso gli stessi. Manifatturiero e sfide del futuro.

  • Contro la rassegnazione del Sud
    26.01.16
    Maria De Paola

    Non ci sono ricette miracolose per risolvere i problemi del Meridione. È possibile però evitare di ripetere gli errori del passato. Il piano presentato dal governo demanda le scelte operative concrete ai quindici patti per il Sud. Rischia così di ricreare una frammentazione di interventi già vista.

  • Gli imprevisti che certificano la fragilità economica
    26.01.16
    Matteo D’Emilione, Giovannina Giuliano e Emiliano Mandrone

    Il 27 per cento degli intervistati dell’indagine Isfol-Plus ha difficoltà ad affrontare una spesa improvvisa di 300 euro. Ma la fragilità non è solo economica. È accompagnata da altri elementi di disagio, come cattiva salute o servizi locali scadenti. E richiede un’azione di sostegno complessiva.

  • Una soluzione provinciale per le banche di credito cooperativo
    26.01.16
    Massimiliano Ferraresi, Francesca Nordi e Leonzio Rizzo

    Il governo pensa a una riforma per le banche di credito cooperativo, che potrebbe però snaturarne l’identità. Buoni risultati si potrebbero invece ottenere con fusioni a livello provinciale. Scomparirebbero le Bcc con un rapporto tra crediti deteriorati e crediti totali oltre la soglia di allerta.

  • L’informazione attendibile? Per gli italiani è in rete
    26.01.16
    Andrea Ceron e Luigi Curini

    Più della metà degli italiani sono convinti che la rete sia una fonte di informazione credibile. E non sono pochi quelli che la ritengono molto più attendibile dei giornali. Eppure, nei momenti di crisi sono i media tradizionali a generare un circolo virtuoso della fiducia verso le istituzioni.