Giornata della Memoria. L’olocausto: 71 anni dopo. (Vincenzo Pellegrino)

Il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, si celebra il “Giorno della Memoria”, ricorrenza riconosciuta dalle Nazioni Unite e istituita anche in Italia con la Legge n. 211 del 20 luglio 2000, per non dimenticare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale.

Auschwitz 675In occasione di tale giornata, numerose sono le iniziative, le cerimonie, gli incontri, per narrare i fatti e per riflettere, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto nei campi nazisti, per conservare sempre la memoria di un periodo così oscuro della nostra storia e affinché simili eventi non possano ripetersi mai più! Anche il Comune di Napoli ha organizzato un fitto programma di eventi e iniziative culturali che saranno realizzati nell’arco di un’intera settimana, ed in collaborazione con tante associazioni e soggetti culturali.

La giornata della memoria vuole ricordare le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, la prigionia, la morte nei campi di concentramento, ma vuole ricordare anche tutti coloro che si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

I pochi sopravvissuti a questo orrore hanno faticato a raccontare la loro esperienza, portandosi dentro una ferita indelebile per tutta la vita.

Ma questa deve essere anche l’occasione per riflettere su ciò che accade ancora oggi nel mondo, basti pensare alla complessa situazione in Medio Oriente.

Viviamo in un’epoca così tormentata, e proprio per questo è necessario sensibilizzare le future generazioni circa i principi di solidarietà e rispetto reciproco fra i popoli; sono i giovani il nostro presente ed il nostro futuro, e la scuola deve educarli e formarli ai diritti umani, trasmettere loro valori universali, al fine di battersi contro ogni forma di segregazione e discriminazione.

Il ricordo della Shoah deve essere sempre vivo nella nostra memoria, un monito, per non dimenticare gli indicibili orrori di cui si è macchiata l’intera umanità, poiché se tutto questo è stato possibile è perché migliaia di persone che sapevano hanno preferito non guardare, voltare le spalle, non porsi il problema della loro responsabilità.

Col silenzio si sono resi complici; ed è per questo che bisogna parlare, leggere, narrare, riflettere, ricordare.

Solo comprendendo tutti questi aspetti si può costruire un domani migliore per tutti noi, e far sì che la storia sia un progressivo cammino di evoluzione e civiltà.

Il filosofo George Santayana diceva, infatti, “Se non si impara dalla storia, siamo condannati a ripeterla”.

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