La Gazzetta dello Sport commenta così Napoli-Villarreal: “Eh sì, ha ragione Sarri: di questi tempi al Napoli manca anche un po’ di c…. Per credere, rivedersi il gol del pareggio del Villarreal che ha spintonato il Napoli fuori (anche) dall’Europa League: un cross di interno sinistro di Pina diventato un arcobaleno impazzito e andato a spegnersi troppo lontano alle spalle di Reina. Se manca quello, manca anche la vittoria: una separazione che dura ormai da quattro partite (due sconfitte e due pareggi), le stesse del digiuno di Higuain. Ecco cos’altro manca al Napoli: lo squarcio sulla tela avversaria dell’argentino. E l’altra foto nitida di questa partita è l’occasione capitata sul suo sinistro al 29’ della ripresa, ancora in tempo per rimettere il Villarreal spalle al muro: il Pipita – tampinato per tutta la partita da Musacchio – ha mirato alto e i sassolini gli sono rimasti nelle scarpe, dove non c’è più la pozione magica dei giorni d’oro”.
Delitto Agostino, all’Ucciardone confronto all’americana fra il padre dell’agente ucciso e “faccia da mostro”. SALVO PALAZZOLO*
Giovanni Aiello, al suo arrivo nell’aula bunker dell’Ucciardone
All’aula bunker del carcere palermitano l’incidente probatorio per il delitto del poliziotto e della moglie incinta il 5 agosto 1989. Giovanni Aiello, ex della squadra mobile, accusato di essere un sicario.
Giovanni Aiello, l’ex poliziotto della squadra mobile di Palermo accusato di essere un sicario al servizio delle cosche, arriva intorno alle 8,45 all’aula bunker dell’Ucciardone con il suo avvocato, a bordo di un’auto. Davanti al cancello, c’è Vincenzo Agostino, il papà di Nino, l’agente ucciso nel 1989 insieme alla moglie incinta. Uno sguardo veloce fra i due. Alle 9,30 inizia l’udienza. Ora, sono uno davanti all’altro all’interno dell’aula, in un confronto all’americana disposto dal gip Maria Pino, su richiesta dei pubblici ministeri Nino Di Matteo, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia. Accanto ad Aiello, che ha sempre negato di essere un killer, alcune comparse truccate per sembrare simili a lui. Alle 11,30, però, il confronto non si è ancora tenuto ufficialmente.
Vincenzo Agostino, che da 27 anni non si taglia la barba e ha giurato di non farlo fino a quando non saranno in cella gli assassini del figlio e della nuora, viene chiamato a riconoscere l’uomo che qualche giorno prima dell’omicidio del 5 agosto venne a casa sua. “Cercava Nino – ha sempre raccontato – era insieme ad un altro giovane. Mi dissero che erano colleghi. Uno aveva la faccia butterata, soprattutto sul lato destro. Una faccia da mostro”. Di un uomo con la faccia deturpata hanno parlato anche alcuni collaboratori di giustizia. “Era un sicario a disposizione della mafia”.
Fuori dal bunker, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, rappresentanti di movimenti e associazioni della società civile. Da qualche giorno, dopo la scarcerazione di Gaetano Scotto, il boss accusato dell’omicidio, a Vincenzo Agostino è stata recentemente assegnata la scorta
Bel gesto del San Paolo al triplice fischio finale per far riprendere il Napoli
La Gazzetta dello Sport scrive sul momento del Napoli: “Gli applausi finali di ieri sono una iniezione di fiducia che il pubblico ha voluto trasmettere alla squadra, ora però urge una reazione sin dalla trasferta di Firenze. Imprecare con la malasorte è legittimo. Al Napoli è un periodo che non gira bene. Anche stavolta, come lunedì, gli azzurri sono andati in vantaggio per poi subire la rimonta degli avversari. Manca il killer instinct o forse manca il killer dell’aria di rigore, quel Gonzalo Higuain che è a secco da Napoli-Carpi (non a caso l’ultima vittoria degli azzurri)”.
Fiorentina-Napoli, queste le probabili formazioni
La Gazzetta dello Sport pubblica le probabili formazioni di Fiorentina-Napoli. Maurizio Sarri farà alcuni cambi rispetto all’undici titolare che ha pareggiato contro il Villarreal. In difesa rientrano Kalidou Koulibaly e Faouzi Ghoulam. A centrocampo Jorginho per Valdifiori e Allan per David Lopez. In attacco ai lati di Higuain ci saranno Callejon e Insigne. Paulo Sousa si affida al 4-2-3-1. In porta Tatarusanu; la difesa sarà composta da: Roncaglia, Gonzalo Rodriguez, Astori e Marcos Alonso. A centrocampo Badelj e Vecino. Tello, Borja Valero e Bernardeschi alle spalle di Kalinic.
Hamsik: “Non mi vergogno dell’eliminazione, dobbiamo alzare la testa”
Marek Hamsik, ha parlato tramite il suo sito ufficiale della sconfitta del Napoli contro il Villareal: “Avremmo potuto segnare più goal nel primo tempo. Abbiamo creato tante occasioni, ma siamo stati un po’ sfortunati nel finale di gara. Non dobbiamo mica vergognarci dell’eliminazione, abbiamo tenuto testa al Villareal. Da oggi in poi ci concentreremo sul campionato”.
Unioni civili, Cirinnà: “Quasi pronto un ddl sulle adozioni gay”
La senatrice: “Tradita dai 5 Stelle, Alfano e Lorenzin dicono cose gravissime”. Serracchiani: “L’Italia entra in una nuova epoca”
ROMA – Nonostante la travagliata approvazione da parte del Senato, il dibattito sulla legge sulle Unioni civili non si è ancora spento. “Un ddl sulle adozioni per le coppie omosessuali è quasi pronto. Verrà incardinato alla Camera, dove i numeri sono sicuri, in modo che arriverà al Senato blindato” ha annunciato la senatrice Pd Monica Cirinnà intervenendo ad Agorà su Rai Tre.
“Questo è un paese arretrato, con discriminazioni profonde – ha poi sottolineato la Cirinnà – questo nuovo Parlamento, con molte donne e giovani, si è dimostrato più attento dei precedenti. Io sono stata tradita dai colleghi del M5S, con cui ho condiviso un lavoro per due anni”. “Qualcuno ha giocato con la vita delle persone – ha aggiunto la Cirinnà – io non potevo esporre la mia legge alla falcidia del voto segreto. La nostra è una vittoria a metà, manca ancora la parte sulle famiglie”.
La senatrice ha criticato anche anche l’atteggiamento di Ncd: “Quella di Alfano non è una svista. Il suo partitino dello zero virgola ha la necessità di ritagliarsi uno spazio politico, rivolgendosi a quella parte dell’Italia ancora arretrata e medievale. Dove vivono Alfano e la Lorenzin? Dicono cose gravissime, ma – ha sottolineato – non hanno vinto loro. Ieri ha vinto l’Italia migliore. E’ che hanno inserito questa cosa vergognosa della cancellazione di obbligo alla fedeltà, ma la toglieremo anche dal matrimonio civile. La verità è che Ncd si è dovuto piegare, perchè loro non volevano riconoscere diritti alle coppie omosessuali. Comunque, sapendo che non c’erano i numeri siamo dovuti tornare nelle braccia di Alfano, un alleato di governo scomodo, retrivo, che speriamo presto di non avere più”.
“Il dato certo e innegabile è che da ieri l’italia entra in un’epoca nuova, in cui ha trovato cittadinanza il diritto a uno degli elementi più importanti e semplici della vita: amarsi e stare insieme indipendentemente dal sesso”, ha commentato su Facebook il commento di Debora Serracchiani, presidente della regione Friuli Venezia Giulia e vice segretario del Pd. Per l’esponente dem “nonostante tutti gli inghippi tentati e i voltafaccia dell’ultimo minuto il Pd ha mantenuto saldi i nervi e ferma la rotta: l’obiettivo da raggiungere era rendere legge le unioni civili e noi ci siamo riusciti. Altri non ci hanno nemmeno provato o hanno fallito. Chiaramente non smetteremo di lavorare per colmare le lacune rimaste in tema di adozioni ma da oggi potrà cambiare la vita di moltissime persone e da qui si parte, non da zero”.
L’atto di accusa di Roberto Saviano: “Napoli buco nero del Pd, qui la politica non si è rinnovata”. CONCHITA SANNINO*
A pochi mesi dalle comunali lo scrittore denuncia la mancanza di rinnovamento della politica. Compresi i 5Stelle: “Sono una estensione della volontà di Casaleggio”
“Napoli ha bisogno di altro, di trasparenza, di idee. E di un radicale rinnovamento politico, a cominciare dal Pd”.
Era il 2011, Roberto Saviano intervenne – come al solito senza mediazioni – dopo le primarie democrat dei veleni, la consultazione rimasta per sempre nel limbo e che avrebbe inesorabilmente inciso su quella tornata per il Comune di Napoli. Cinque anni e una “svolta arancione” dopo, Repubblica ragiona con l’autore di Gomorra e di Zero zero zero sul panorama che offrono queste amministrative: il percorso (non) compiuto dal Pd a Napoli e in Campania, i limiti dell’esperienza di de Magistris, le defaillance della proposta grillina evidentemente ancora segnata dal caso Quarto.
Saviano, leviamoci un pensiero.Cinque anni fa, dopo il caos, lei propose il nome di Raffaele Cantone, ora in trincea nell’Anticorruzione.
Augurandoci che le primarie a Napoli siano una sana e serena giornata di partecipazione, non avrà mica un nome in mente?
“Le do la risposta che qualche mese fa diede un napoletano che stimo moltissimo a chi lo indicava come il candidato ideale a sindaco di Napoli. Si tratta di Paolo Siani, fratello di Giancarlo, professionista stimato, persona perbene. Siani, lo sintetizzo così, rispose: “Sono lusingato per la proposta avanzata dal Pd, ma voglio continuare ad impegnarmi a tempo pieno come pediatra e sul versante della legalità”. Ecco: non basta essere una persona perbene per essere anche un buon sindaco”.
Cosa salva e cosa boccia dell’esperienza de Magistris?
“Il sindaco aveva una missione, l’ha fallita. Alla fine di un mandato non è importante isolare cosa vada salvato o cosa vada bocciato, bisogna capire che città si è ereditata e che città si lascia in eredità. Oggi a Napoli si spara in pieno centro. E si spara per le piazze di spaccio. Questa è la realtà. Invece. Non una parola sulla genesi degli agguati, delle morti e dei ferimenti. Fare politica a Napoli e in Campania dovrebbe voler dire essere l’avanguardia della politica in Italia, dovrebbe voler dire avere idee, proposte e tenersi lontani il più possibile dalle logiche delle consorterie”.
Sui democrat, a “Ballarò”, è stato durissimo. Il Pd più credibile, ha detto, è quello vecchio “delle clientele”, di Bassolino.
“Il Pd nazionale della Campania e di Napoli si lava continuamente le mani. Lo sa come percepiscono a Roma queste realtà tanto difficili da gestire? Come buchi neri: posti dove secondo i vertici c’è solo da perdere la faccia. Nulla di buono, secondo loro, può venire da realtà tanto compromesse e così poco studiate e approfondite. Ecco perché non c’è nessuna proposta nuova, nessun percorso alternativo, ma tutto è sempre abbandonato ad assetti già esistenti. Cosa c’è da spiegare? È tutto così evidente”.
Cosa succede al Movimento 5 Stelle? A Napoli non riescono ancora a indicare un candidato sindaco, e a sedare malumori interni dopo i 36 espulsi di poche settimane fa.
“Il Movimento 5 Stelle, che sul Sud poteva fare davvero la differenza, sconta un vizio di forma: essere sempre meno un partito e sempre più un’estensione della volontà di Gianroberto Casaleggio, al secondo esperimento politico dopo l’Italia dei Valori. Il codice d’onore, la multa per chi non segue la linea e – anche con riferimento al caso Quarto – le espulsioni, assumono un profilo pericoloso perché antidemocratico, quello della cessione di sovranità attraverso la negoziazione privata. Per logica dovrebbe essere: se vengo democraticamente eletto, credo di poter amministrare secondo le specificità del mio territorio. Ma al M5S questo non basta, perché invece dovrò seguire delle linee guida che non possono essere le stesse ovunque”.
Lei non parla del codice etico, ovviamente…
“Ovviamente. Non parlo di concetti come l’onestà, o dell’assenza di procedimenti penali a carico di chi si candida o viene eletto, ma delle specificità territoriali: che non possono avere le espulsioni o le multe come conseguenza di posizioni prese in disaccordo con il direttorio. Per cui basta prendere una decisione in dissenso e sei cacciato. Mi domando se gli iscritti al Movimento questa cosa l’abbiamo compresa, se la ritengano giusta o se la subiscano. La mia sensazione è che anche per loro politica ormai sia solo comunicazione, senza nessun cambiamento concreto”.
Casalesi e Terra dei Fuochi. Il sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, ha cancellato la presentazione del libro del boss Gaetano Vassallo per non offendere la sensibilità di famiglie colpite dalla camorra, e perché ha saputo che era retribuito dalla casa editrice come la legge prevede. Gesto coraggioso?
“Coraggiosissimo e coerente. Tanto più coraggioso perché va nella direzione opposta rispetto all’ordinamento giuridico italiano che non contempla, da parte di chi ha commesso un reato, anche gravissimo, una seria assunzione di responsabilità. Faccio un esempio perché si comprendano le ragioni di Natale: che sono concretissime. Jordan Belfort è l’autore di Wolf of Wall Street, il libro da cui è tratto l’omonimo film di Scorsese, interpretato da Di Caprio. Belfort è stato uno dei più abili broker che Wall Street ricordi, ma anche un truffatore colossale. Fu arrestato nel 1998 per frode e riciclaggio, aveva venduto azioni di piccole società ingannando gli investitori. Il governo statunitense non si è limitato ad accogliere la piena collaborazione di Belfort e a infliggergli 22 mesi di carcere, ma ha preteso, perché è la legge statunitense a prevederlo, che risarcisse in denaro le sue 1.513 vittime, per un importo pari a 110,4 milioni di dollari”.
Vuol dire che Belfort ora lavora per risarcire le vittime?
“Appunto. Scrive e lavora per ripagare le sue vittime, non solo per lucrare. Vassallo, boss casalese, non sta lavorando per risarcire le sue vittime, ma per guadagnare una seconda volta su un reato perpetrato per 20 anni che ha devastato intere aree, compromesso la salute di cittadini, rafforzato il potere del clan dei casalesi. Oggi è intollerabile che possa godere dei benefici che derivano dal racconto di quell’odioso reato. E dove fallisce lo Stato, in questo caso per mancanza di pragmatismo del sistema giuridico, provano a porre rimedio quegli amministratori come Renato Natale a cui va tutto il mio appoggio”.
*larepubblica
- Il j’accuse di Saviano: “Napoli senza futuro, per il Pd è un buco nero e De Magistris ha fallito”. CONCHITA SANNINO*
Il j’accuse di Saviano: “Napoli senza futuro, per il Pd è un buco nero e De Magistris ha fallito”. CONCHITA SANNINO*
L’intervista. A pochi mesi dalle comunali lo scrittore denuncia la mancanza di rinnovamento della politica. Compresi i 5Stelle.
ROMA. “Lo sa il Pd nazionale come tratta i posti difficili del sud? Come buchi neri. E difatti tende a lavarsene continuamente le mani”. Roberto Savianonon ha smesso di scagliare le sue analisi indigeste. “Quello che accade a Napoli e in Campania è esemplare, basta osservare l’offerta politica, l’assenza di un autentico rinnovamento, proprio quando si decide il destino di una capitale del Mezzogiorno sempre più povera, e più preda del crimine”. Ma ne ha anche per gli altri. “I Cinque Stelle sono un’estensione della volontà di Casaleggio. E il sindaco de Magistris ha fallito l’unica missione che aveva”. Uno sguardo non addomesticato né dalla fama, né dalla (periodica) lontananza. Lo scrittore guarda dall’America al Mezzogiorno e alla sua Napoli, una delle metropoli che a giugno va al voto amministrativo in una sfida che non si annuncia semplice per il Pd di Matteo Renzi.
Saviano, cos’è cambiato cinque anni dopo la svolta arancione che accomunò Napoli a Milano, Genova e Cagliari? Con quale animo andrebbe a votare, se fosse rimasto in città?
“Io non voto a Napoli perché da dieci anni vivo sotto scorta. Forse bisognerebbe chiederlo a chi vive in una città dove si spara quotidianamente, dove è quasi impossibile trovare lavoro, dove non si investe più. Purtroppo, ciò che opprime la vita di tanti cittadini, o li costringe ad andare via, non è cambiato”.
De Magistris si ricandida: si è paragonato al Che, poi a Zapata. Cosa salva e cosa boccia della sua “rivoluzione”?
“Il sindaco aveva una missione e l’ha fallita. A fine mandato non è importante isolare cosa va salvato e cosa no, ma quale città si è ereditata e quale città si lascia. L’evoluzione delle organizzazioni criminali a Napoli non ha vita propria, ma si innesta nel tessuto cittadino e in quello politico e imprenditoriale. Se fino a qualche anno fa era quasi solo la periferia a essere dilaniata da continui agguati di camorra, ora si spara in pieno centro. E si spara per le piazze di spaccio. Non una parola sulla genesi di agguati e ferimenti. Non una parola sul mercato della droga che in città muove capitali immensi. Fare politica a Napoli e in Campania dovrebbe voler dire essere l’avanguardia della politica in Italia, avere idee, proposte, e tenersi lontani il più possibile dalle logiche delle consorterie”.
Sul Pd ha detto, a Ballaró, che la “più credibile è la vecchia generazione, che con Bassolino ha clientele”. Ma lui, osteggiato dai renziani, può raccontarsi come nuovo.
“Lo ripeto. Io vedo che il Pd nazionale si lava continuamente le mani della Campania e di Napoli. Buchi neri, così percepisce le realtà tanto difficili da gestire. Ecco perché non c’è nessuna proposta nuova, nessun percorso alternativo, ma tutto è lasciato ad assetti già esistenti. Cosa c’è da spiegare? È tutto evidente”.
Il Movimento 5 Stelle appare ancora segnato dal caso Quarto: da 20 giorni non riesce a indicare il candidato sindaco di Napoli e a sedare malumori.
“Il Movimento 5 Stelle, che sul Sud poteva fare la differenza, sconta un vizio di forma: essere sempre meno un partito e sempre più un’estensione della volontà di Casaleggio. Così il codice d’onore, la multe e – vedi Quarto – le espulsioni assumono un profilo pericoloso perché antidemocratico: quello della cessione di sovranità attraverso la negoziazione privata. Per logica dovrebbe essere: se vengo eletto, credo di poter amministrare secondo le specificità del territorio. Ma nel M5S non è così, perché basta invece prendere una decisione in disaccordo col direttorio per essere cacciato via. Mi domando se gli iscritti al Movimento questa cosa l’abbiano compresa, se la ritengano giusta o la subiscano. La mia sensazione è che anche per loro la politica ormai sia solo comunicazione”.
Cosa serve di più al futuro sindaco di Napoli?
“Attenzione costante. E progetti veri: da Roma, dall’Europa. Nessun politico, nessun partito può farcela senza un progetto nazionale e internazionale che sostenga la riforma della città. Chiunque creda di potercela fare inganna se e gli elettori”.
Nella città dove i killer sono sempre più “bambini”, gli intellettuali si dividono sulla temporanea esposizione a Roma d’una splendida opera del Caravaggio. Ha vinto il no. Lo chiedo a lei che ha fondato una corrente narrativa: ma Gomorra si può esportare e i capolavori d’arte no?
“Capisco la provocazione: un Caravaggio esposto a Roma avrebbe agito ottimamente da marketing per il turismo. Se poi è vero quanto ho letto, e cioè che il prestito avrebbe garantito fondi per una casa rifugio al rione Sanità per donne e bambini, allora credo che certe polemiche non solo siano sterili, ma anche dannose. Il Il Pio Monte della Misericordia, dove si trova il Caravaggio, è in via dei Tribunali, a due passi da Forcella, dove a Capodanno è stato ucciso un innocente. Mi viene da sorridere quando oltre al vincolo di inamovibilità si fa appello alla comprensione dell’opera solo nel contesto che in cui è inserito. Perché quel contesto è terribile e difficile per chi ci vive e per chi resiste”.
*larepubblica
Il Punto – 26 febbraio
Il presidente della Commissione europea Juncker incontra il premier Renzi dopo mesi di polemiche e un inizio di ricucitura dei rapporti all’insegna di cinque proposte del governo italiano. Nelle quali si vuole più Europa, proprio mentre decolla il referendum sulla Brexit che – comunque vada – metterà in soffitta la Ue di oggi. Prevale l’opinione che l’eventuale uscita inglese dalla Ue sarebbe una iattura. Ma c’è anche chi pensa che un Regno Unito fuori dalla Ue non potrà più minarne la coesione. Indebolito, dovrà bussare per negoziare un accordo commerciale. E l’Unione ne uscirebbe più forte.
Nelle primarie americane, Hillary Clinton è in difficoltà con l’elettorato femminile tanto che la parità di genere – il suo cavallo di battaglia – è uscita dall’agenda politica. In attesa del Super Tuesday del primo marzo, una “Lettera dagli Usa” ci racconta come Obama le dia una mano imponendo alle imprese di fornire i dati (segreti) sugli stipendi di uomini e donne alla Commissione per le pari opportunità.
Il tanto richiesto taglio della produzione del petrolio per riequilibrare i prezzi potrebbe arrivare non dai paesi Opec o dall’Arabia Saudita ma dalle sabbie bituminose del Nord America. Dove i piccoli produttori di shale oil si sono indebitati enormemente con le banche che già fanno scattare l’allarme contagio.
Con la fine del patto di stabilità interno, i comuni possono sbloccare i pagamenti delle spese in conto capitale e utilizzare risorse finora rimaste dormienti. La maggiore capacità di spesa (stimata oltre 4 miliardi) potrebbe però non essere veramente destinata agli investimenti e perdersi in altri rivoli. Sarebbe un peccato.
In Europa oltre il 20 per cento, in Italia quasi doppia, la disoccupazione giovanile può essere contrastata – suggerisce un raffronto con altri paesi – con un mix tra programmi di accompagnamento al lavoro e incentivi occupazionali. La formazione professionale per tutti è un bluff: funziona solo su obiettivi specifici.
Abbiamo raccolto in un Dossier le analisi dettagliate che abbiamo pubblicato nelle ultime due settimane sui primi due anni di governo Renzi: che cosa ha fatto, le occasioni mancate, quel che c’è da fare.
- Le proposte fuori tempo dell’Italia all’Europa
26.02.16
Francesco DaveriNon si può andare a Bruxelles, come ha fatto l’Italia, a proporre più Europa proprio nel momento in cui decolla il referendum sulla Brexit, che comunque cambierà tutto. L’esigenza di ripartire da Eurozona e dai suoi meccanismi per non sprecare i risultati raggiunti finora. Anzi per consolidarli.
- E se la Brexit facesse bene all’Unione?
26.02.16
Paul De GrauweIl 23 giugno nel Regno Unito si terrà il referendum sulla permanenza nella UE. E per l’Unione è meglio una vittoria dei sostenitori della Brexit. Perché non è nell’interesse dell’Europa mantenere tra i suoi membri uno stato ostile allo spirito comunitario. E che persegue strategie volte a minarlo.
- Un taglio allo shale oil
26.02.16
Jacopo Brilli
Saranno gli Usa e non i paesi Opec a ridurre la produzione di petrolio? L’industria dello shale oil ha costi elevati e i piccoli produttori si sono indebitati enormemente per finanziare le campagne di perforazione. Intanto, si pensa a inasprire la legislazione per limitare l’impatto ambientale.
- Spese dei comuni: quanto vale il pareggio di bilancio
26.02.16
Massimiliano Ferraresi, Patrizia Lattarulo e Leonzio RizzoLa fine del patto di stabilità per i comuni permette di superare il blocco dei pagamenti delle spese in conto capitale e di utilizzare risorse che altrimenti sarebbero state risparmiate. La maggiore capacità di spesa sarà effettivamente destinata agli investimenti? Una stima delle cifre in ballo.
- Politiche efficaci per i giovani in cerca di lavoro
26.02.16
Francesco Giubileo e Francesco PastoreLa disoccupazione giovanile è un problema di tutta Europa. In Italia si assesta tra il 40 e il 50 per cento. Su quali servizi investire per aiutare i giovani a trovare lavoro? Vantaggi e svantaggi di programmi di accompagnamento, formazione, incentivi occupazionali e posti finanziati dallo Stato.
Siluri…..Nostrani. (Mauro Lo Piano)
Lunedi’ 22 Febbraio anno astrale 2016, costellazione Palazzo D’Orleans, giorno nero per Governo Crocetta, di festa per il Centrodestra, e il M5S.
Sorpresa, gli Usa difensori della privacy MASSIMO RUSSO*
Il nome è in apparenza neutro, «legge sul ricorso giurisdizionale». Ma la norma approvata dal Congresso degli Stati Uniti ci riguarda da vicino e ha in sé l’affermazione di una leadership economica e culturale planetaria. Non attraverso la forza, ma con l’allargamento dei diritti. Il terreno su cui si dispiega questo disegno è costituito dai dati personali. Il riconoscimento dell’habeas data– il diritto del singolo a disporre delle informazioni che lo riguardano – significa per il 21° secolo quel che l’habeas corpus fu nel Medio Evo.
Allora il diritto a non essere privati della libertà senza il pronunciamento di un giudice naturale significò la fine dell’arbitrio. Oggi la legge firmata dal presidente Barack Obama riconosce ai cittadini delle nazioni alleate la medesima tutela della privacy prima accordata ai soli americani. D’ora in poi noi europei potremo far causa alle agenzie governative Usa qualora esse ci abbiano spiato o abbiano utilizzato i nostri dati in modo improprio. Il provvedimento nasce dalla necessità di ristabilire la fiducia sulle due sponde dell’Atlantico dopo il caso di Edward Snowden, che con le sue rivelazioni tre anni fa rese ufficiale ciò che da tempo era voce corrente: la pratica delle intercettazioni, del monitoraggio e della raccolta di dati personali a strascico provenienti da conversazioni e posta elettronica da parte della National security agency (Nsa) e di altri organismi federali. Uno scandalo di cui si è tornati a parlare proprio in questi giorni, con la pubblicazione da parte di Wikileaks dei rapporti che provano come anche Silvio Berlusconi e il suo staff di governo fossero intercettati.
L’apertura, vista dalla prospettiva americana, è un deciso cambio di tendenza rispetto al passato e comporta alcuni rischi: ora uno straniero avrà una base giuridica per portare in giudizio l’amministrazione. Inoltre diventeranno più difficili gli accertamenti nei confronti degli europei sospettati di terrorismo, verso i quali prima esisteva una sorta di libera licenza di intercettazione. Tuttavia la legge risponde a un chiaro disegno strategico: in un’economia globalizzata, garantire diritti anche a non cittadini rende più appetibile per le grandi aziende multinazionali e per gli over the top, le grandi piattaforme digitali, insediarsi negli Stati Uniti. Il provvedimento inoltre toglie forza e ragioni a quanti in Europa si erano battuti affinché gli Usa non fossero più considerati safe harbor, un porto sicuro per la conservazione e il trattamento delle informazioni di milioni di clienti delle multinazionali.
Il messaggio è semplice: se vuoi cogliere le straordinarie opportunità offerte dalla digitalizzazione dell’economia, il tuo orizzonte non sono più i confini nazionali. Dunque il soggetto destinatario dei diritti non sono più i tuoi cittadini, ma i potenziali consumatori globali. Che devi conquistare con la moneta della fiducia.
Ribaltando il punto di vista, le prerogative di cui godiamo noi singoli non sono più determinate solo dal passaporto che abbiamo in tasca, ma anche dalle nostre scelte di consumo. Un tema tanto più rilevante in vista dell’approvazione del nuovo Accordo transatlantico sul commercio e gli investimenti (Ttip), che tra Europa e Usa formerà il più grande spazio di commercio e scambio al mondo.
A questa sfida il Vecchio Continente si presenta in ordine sparso. Il commissario Ue per la Giustizia Vera Jourová ha plaudito alla legge, definendola «un progresso storico degli sforzi per ripristinare la fiducia nei flussi di dati transatlantici». Ma l’Unione arriva all’appuntamento ancora frammentata in 28 ordinamenti, con altrettante autorità di garanzia, e addirittura con l’ipotesi di ricostituire i confini interni. Un ritardo reso ancor più grave dal fatto che protagonisti della partita non sono più solo gli Stati ma anche le imprese. Il conflitto tra Apple e Fbi di questi giorni, con la società che resiste alla richiesta di rendere accessibili le informazioni contenute nei nostri telefoni, ci parla proprio di questo. Su dati personali, diritti e fiducia, si gioca uno scontro chiave. Lo vincerà chi riuscirà a convincerci di garantirli meglio.
* @massimo_russo / lastampa
Sostituzione arbitrale a Cosenza: Viotti di Tivoli sostituisce Rossi di Rovigo
Per la settima giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà domenica alle ore 14 allo stadio “San Vito – Gigi Marulla” di Cosenza, il designatore Antonio Giannoccaro per motivi influenzali ha dovuto sostituire Luigi ROSSIdella sezione di Rovigo con Daniele VIOTTI della sezione di Tivoli per la direzione di gara tra Cosenza e Juve Stabia.
Viotti, nato a Roma il 12 settembre 1986, è al suo secondo campionato in Lega Pro e non ha alcun precedente con la Juve Stabia.
Invariati gli assistenti che restano Michele FALCO della sezione di Bari e Giuliano PARRELLA della sezione di Battipaglia.
Giovanni MATRONE
VIDEO ViViCentro – Valdifiori: “E’ solo sfortuna, peccato! Ora testa a Firenze”
Il Napoli pareggia 1-1 allo stadio San Paolo contro il Villarreal ed è costretto a dire addio all’Europa League. Quel traversone sbagliato di Pina si insacca alle spalle di Reina ed è l’ennesimo episodio sfortunato di un periodo particolare. Nel post partita è intervenuto ai nostri microfoni Mirko Valdifiori.
dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino
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Napoli-Villareal, Insigne: “Bisogna mantenere la tranquillità”
E’ intervenuto, ai microfoni di Sky, Lorenzo Insigne, che ha dichiarato: “Un po’ di sfortuna ma dobbiamo guardare avanti. testa a lunedì, con la Fiorentina sfida importante. È un momento così in cui dobbiamo mantenere la tranquillità e continuare a lavorare. Il mister sa che mi esprimo meglio a sinistra ma cerco di mettermi a disposizione in ogni posizione. Siamo consapevoli che la Fiorentina è una grande squadra, sarà una partita molto difficile ma dobbiamo fare il nostro gioco”.
Napoli-Villareal, Sarri: “Momento sfavorevole, ma i ragazzi hanno dato il massimo. Higuain? Deve continuare a lavorare”
E’ intervenuto, ai microfoni di Sky, mister Sarri, al termine del match tra suoi ragazzi e il Villareal: “Momento sfavorevole ma i ragazzi hanno dato il massimo. Nulla da dire su Higuain, deve continuare a lavorare: momenti così capitano a tutti. Per quanto riguarda Gabbiadini non possiamo fare una partita intera col 4-2-4, il cambio modulo va fatto a partita in corso per necessità. Devo ringraziare questo splendido pubblico e i ragazzi che hanno dato il massimo. È un periodo così ma non bisogna piangersi adosso, se continuiamo con queste prestazioni e i risultati arriveranno. L’ aspetto positivo è che possiamo prepare meglio le partite di campionato ma dispiace interrompere il cammino europeo. Rispetto a prima siamo più frenetici nelle azioni decisive, è frutto del momento; serve solo il risultato per rimettere le cose a posto. “
Napoli-Villareal, Valdifiori: “Gli episodi ci hanno penalizzato, bisogna lavorare”
Valdifiori è intervenuto nel post partita a sky, queste le sue parole:
“Ci tenevamo a fare bene, è un periodo in cui gli episodi ci penalizzano. Bisogna uscire da questo momento e lunedì dobbiamo dimostrare la nostra personalità. Dobbiamo continuare a lavorare per lasciarci alle spalle questi risultati e ripartire già da Firenze. Abbiamo avuto diverse occasioni contro una squadra importante tenendo il piglio del gioco, ciò denota che siamo una grande squadra” .
Napoli-Villareal, Hamsik: “Abbiamo dato il massimo, adesso testa al campionato”
E’ intevenuto, ai microfoni di Sky, subito dopo il fischio finale del match, Marek Hamsik: “Grande prestazione ma la sfortuna ci perseguita. Tanta sfortuna, abbiamo fatto una grande gara e dopo il gol subito non era facile fare due gol al Villareal. Ci dispiace per l’ eliminazione ma abbiamo fatto il massimo. Ora testa al campionato “.
Europa League, Napoli-Villarreal, i voti di Vivicentro: peccato!
Il Napoli non va oltre al pari con il Villarreal e dice addio all’Europa League. Questi i voti di Vivicentro.it:
Reina 5.5, Hysaj 6, Albiol 6.5, Chiriches 5.5, Strinic 5.5, David Lopez 6, Valdifiori 6, Hamsik 6.5, Insigne 7, Mertens 6.5, Higuain 5.5. A disp. Gabriel, Allan, Callejon, Jorginho 6, Maggio 6, Gabbiadini 6, Koulibaly. All. Sarri 5.5
dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino
LIVE, SAN PAOLO- Accorsi numerosi i tifosi del Villareal
Gol di Marek Hamsik, il Napoli sull’uno a zero non molla e lotta per la qualificazione. Live dal San Paolo, con il nostro Ciro Novellino, ecco i tifosi del Villareal, accorsi in tanti per supportare la squadra. In attesa di un secondo tempo che si prospetta ricco di emozioni.
Migranti, Grecia: “Non diventeremo magazzino di anime”. Ue: “Riduzione flussi in 10 giorni o sarà collasso”
Un campo di profughi e migranti al confine tra Macedonia e Grecia, dove sono bloccate migliaia di persone (afp)
L’Unione europa rafforzerà controlli a frontiere esterne. Dopo il controvertice tra Austria e Stati balcanici, Atene richiama il proprio ambasciatore a Vienna per “consultazioni”. Summit Ministri dell’Interno a Bruxelles. Alfano: “Va cambiato il sistema di Dublino”. Nuovo incontro il 7 marzo per fare il punto
BRUXELLES – Tensione sempre altissima all’interno dell’Unione europea sul delicatissimo tema dei migranti, all’indomani del “controvertice” tra Austria e Paesi balcanici che ha escluso la Grecia. E mentre a Bruxelles si riuniscono i ministri dell’Interno dell’Unione, Atene richiama per consultazioni il proprio ambasciatore a Vienna, Chrysoula Aleiferi, “al fine di preservare le relazioni amichevoli tra i popoli e gli Stati di Grecia ed Austria”. L’obiettivo prioritario del governo ellenico è ben sintetizzato dal vice ministro per l’Immigrazione Ioannis Mouzalas: “La Grecia non accetterà azioni unilaterali. Anche noi possiamo farne. Non accetteremo di diventare il Libano d’Europa e di diventare un magazzino di anime, anche se questo comporta un aumento di fondi”.
Prima intesa sul rafforzamento dei controlli. In questo clima incandescente, con l’Ue che chiede chiarimenti all’Ungheria sull’ipotesi di indire un referendum sulle quote obbligatorie, la riunione di Bruxelles ha raggiunto un primo risultato con un’intesa sul rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dell’Ue. I ventotto riuniti a Bruxelles dovranno ora negoziare col Parlamento le loro proposte che prevedono, in particolare, “l’obbligo” per gli Stati membri responsabili delle frontiere esterne (Italia e Grecia, soprattutto) di condurre “controlli sistematici di tutte le persone, incluse quelle che godono di libertà di movimento in base alle regole Ue quando attraversano le frontiere esterne” dell’Unione in ingresso e in uscita. I controlli si applicano dunque anche ai cittadini europei. Si prevede anche la possibilità di applicare simili controlli anche per quanto riguarda lo spazio aereo.
Onu preoccupata per nuovo sistema di controlli. E sul tema dei controlli la Commissione diritti umani dell’Onu ha espresso “seria preoccupazione” per le misure decise la scorsa settimana a Zagabria dai capi della polizia di Macedonia, Serbia, Croazia, Slovenia e Austria. L’accordo per un nuovo sistema di controlli, selezione e registrazione dei migranti che verranno eseguiti una sola volta, al confine tra Grecia e Macedonia, comporta “conseguenze negative per i diritti umani dei migranti”, sottolinea l’Alto commissario Zeid Ràad Al Hussein in un comunicato. Attualmente al confine tra i due Paesi sono bloccati migliaia di profughi e migranti.
Il commissario Avramopoulos: riduzione flussi in 10 giorni o rischio collasso. L’Unione europea ha ancora 10 giorni per vedere una riduzione significativa del flusso di migranti e rifugiati dalla Turchia “altrimenti vi è il rischio che tutto il sistema collassi completamente”, ha detto il commissario europeo alla migrazioni Dimitris Avramopoulos dopo il summit. “La situazione sulla rotta dei Balcani occidentali è molto critica. La possibilità di una crisi umanitaria su larga scala è molto reale e molto vicina. Non si può andare avanti con atti unilaterali, bilaterali o trilaterali; i primi effetti negativi sono già visibili”. La “scadenza” entro la quale l’Europa deve avere ottenuto “risultati tangibili” è quella del prossimo 7 marzo, giorno in cui è in programma un vertice dei capi di Stato e di governo Ue con il premier turco Ahmet Davutoglu, per fare il punto della situazione sullo stato dell’attuazione delle misure decise dall’Ue e nel piano di azione congiunto Ue/Turchia. Riuscirci, secondo Avramopoulos, “è un crash test per l’Europa, le sue istituzioni, i governi nazionali e la società europea”, ha osservato. “Occorre tornare al più presto alla piena operatività del sistema Schengen di libera circolazione e applicare tutte le misure prese: gli hotspot, la redistribuzione, senza mai dimenticare che quello che è in gioco sono le vite umane. L’emergenza profughi non è un problema di questo o quel paese, ma un problema paneuropeo”. Quanto ai piani di emergenza sui quali la Commissione sta lavorando in collaborazione con l’Unhcr “non devono sostituire l’attuazione degli impegni già presi”.
Alfano: “Cambiare sistema di Dublino”. A margine del Consiglio di Giustizia e Affari Interni a Bruxelles, il ministro degli Interni italiano Angelino Alfano si è detto in linea con la posizione Ue, ribadendo che però vanno cambiate le regole: “La nostra posizione è chiara e coincide esattamente con quella della Commissione Europea, cioè realizzare quanto si è detto. Chi ha da fare gli hotspot li faccia, chi ha da prendersi i migranti con il ricollocamento lo faccia. E, al tempo stesso, c’è il problema dei rimpatri, di cui si deve fare carico l’Europa. Bisogna applicare le misure decise, tuttavia – ha aggiunto – le regole vanno cambiate. Crediamo che una delle prime cose da fare sarà riorganizzare il sistema di Dublino, che non funziona più perché pensato per un’Europa che non c’è più. Occorre aggiornarlo. Non si è parlato specificatamente del Brennero, ma del tema generale delle frontiere. È emerso con grande evidenza il dissenso della Commissione, ma anche di altri Paesi, circa le soluzioni nazionali, individuali, solitarie, che si possono rivelare una grave illusione controproducente, mentre la strada giusta è lavorare insieme, perchè solo così – ha concluso Alfano – si può salvare l”Europa dinanzi a questo bivio decisivo”.
Cinque nuovi hot spot in Grecia. Il governo greco sta allestendo cinque nuovi centri di accoglienza per le migliaia di rifugiati bloccati sul suo terrotorio dopo la chiusura delle frontiere dei Paesi della cosiddetta ‘rotta balcanica’. Ad annunciarlo il ministro della Difesa, Panos Kamenos, spiegando che le forze armate stanno costruendo una tendopoli in un ex aeroporto militare e in un campo vicino al valico di frontiera di Idomeni, che nei prossimi giorni saranno pronti ad accogliere i profughi. Altri tre accampamenti militari nella stessa zona, non utilizzati dall’esercito, saranno trasformati in centri di accoglienza. Fino a quando non saranno pronti i nuovi centri, il Governo ha chiesto ai comuni di offrire riparo e aiuti ai migranti. Si prevede che nel campo di Idomeni arrivino più di 3mila persone, rispetto alle 1.500 di capienza massima, e altre mille in una stazione di servizio al confine tra Grecia e Macedonia.



