SANREMO – Si è aperta con due delle Nuove proposte la seconda serata del Festival di Sanremo, dopo una prima serata benedetta da ottimi ascolti. La gara riprende, in campo gli altri dieci Campioni, dopo i Dieci già ascoltati ieri sera, e quattro Nuove proposte che si confrontano in una sfida a coppie. E’ la serata di Nicole Kidman, superospite all’Ariston, ma ci saranno anche Eros Ramazzotti, Nino Frassica, il maestro Enzo Bosso e la cantante Ellie Goulding.
Casertana-Juve Stabia, parte la prevendita
Teatro Elfo Puccini di Milano: stagione da febbraio a giugno 2016
Nuovi incontri quelli con Stefano Bollani e Valentina Cenni, un pianista eclettico e un’attrice-danzatrice nel surreale La regina Dada (5 – 10 aprile); con Ugo Dighero diretto da Giorgio Gallione nell’Apocalisse da Nicolò Ammaniti (18 – 22 aprile); con Eros Pagni nel Sindaco del rione sanità (8 – 14 febbraio) di Eduardo e con Saverio Marconi nel “romanzo in forma drammatica” di Cormac McCarthy Bianco o Nero (6 – 10 giugno). Tra teatro e musica si muovono Paolo Sassanelli, Luciano Scarpa e l’Orchestra Musica da Ripostiglio (reduci dal successo di Servo per due con Pierfrancesco Favino) che propongono La leggenda del Favoloso Diango Reinhardt (6 – 10 giugno).
ISCHIA RIPRESA DEGLI ALLENAMENTI A CASAMICCIOLA, IN VISTA DELLA TRASFERTA DI AGRIGENTO
Dopo la vittoria contro il Catania, l’Ischia Isolaverde ieri ha svolto la seconda seduta di allenamento in vista del match con l’Akragas, la prima settimanale in terra isclana. I gialloblu agli ordini di Mister Di Costanzo hanno lavorato al campo “Monti-Di Meglio” di Casamicciola.
Agli ordini del tecnico ex Messina e del suo staff c’erano ieri tutti gli elementi in rosa, ad esclusione dell’infortunato Giampaolo Sirigu (sempre alle prese con problemi alla coscia sinistra) e del portiere Rino Iuliano, messo KO dalla febbre. Davanti ad un gruppetto di tifosi, i gialloblu hanno lavorato su una metà campo della struttura del Monte Tabor, impegnati in gruppi in esercitazioni di potenziamento con le bande elastiche e con ostacoli, e in veloci partite cinque contro cinque. Dopo un’ora di lavoro intenso sotto gli occhi attenti del preparatore Argano e del collaboratore Aldo Silvano, i gialloblu si sono cimentati – sempre sulla metà campo – in una partita undici contro undici: Mister Di Costanzo ha letteralmente mischiato le carte, con Kanoute e Pablo “Cavani” Barbosa da un lato e la coppia Manna-Gomes dall’altra. Durante questa fase dell’allenamento i giocatori hanno seguito le chiare direttive del tecnico , che ha chiesto ai suoi ritmo e fraseggi veloci, con massimo due tocchi nella fase di costruzione del gioco e tocchi liberi nell’area avversaria. Tra i giocatori ieri al lavoro al campo “Monti” spiccavano il centrocampista Manuele Blasi ,apparso in crescita dal punto di vista fisico e già a suo agio con i nuovi compagni di squadra e il terzino sinistro Giuseppe Pugliese, ex Verona e Monza in prova dalla giornata di lunedì.
Individuati 2 scafisti. Consegnati alle autorità greche (VIDEO)
Sono 2 gli scafisti individuati e consegnati alle autorità greche la scorsa notte dall’equipaggio della motovedetta CP 322 della Guardia Costiera italiana, al termine di un soccorso ad un natante alla deriva con a bordo 18 migranti nelle acque a nord di Samos. I due, di sedicente origine turca, erano alla guida di un’unità priva delle dotazioni di sicurezza, sulla quale trasportavano altre 16 persone di dichiarata origine siriana, quando a poche miglia dalla costa l’unità ha avuto un’avaria. A soccorrere i migranti in difficoltà è stata la motovedetta della Guardia Costiera italiana, in quel momento impegnata in attività di pattugliamento. Dopo aver raggiunto il natante, l’equipaggio della CP 322 ha tratto in salvo tutte le persone a bordo, tra cui donne e bambini. A bordo dell’unità, i militari della Guardia Costiera hanno individuato i due probabili scafisti, i quali – secondo quanto dichiarato dai migranti soccorsi – sarebbero stati intenzionati ad abbandonare tutti su una scogliera nei pressi dell’isola.
Notte impegnativa anche nelle acque prospicienti l’isola di Kos, dove l’equipaggio della motovedetta CP 292 della Guardia Costiera italiana ha tratto in salvo 10 migranti, tutti uomini di sedicenti origini afghane e pakistane. I migranti navigavano a bordo di una piccola unità gonfiabile a remi.
Ad oggi sono complessivamente 285 i migranti soccorsi dalle due unità della Guardia Costiera italiana, presenti dallo scorso 25 gennaio nel Mar Egeo su richiesta dell’agenzia europea Frontex.
De Magistris: “Napoli non è soltanto baby gang, no ai militari in strada ma più poteri al sindaco”. CONCHITA SANNINO*
L’ex pm d’assalto che dal 2011 guida Palazzo San Giacomo: “La battaglia contro la camorra passa dal Comune. Dal Viminale un aiuto, ma non basta”.
- Così gli adolescenti perduti di Napoli vivono come sicari adulti. E controllano la città. DARIO DEL PORTO
- Franco Roberti: “Napoli, così una generazione di ventenni spietati ha rimpiazzato i boss”. DARIO DEL PORTO
- Mitra, magnum e calibro 9: l’arsenale delle baby gang che tiene in scacco Napoli. DARIO DEL PORTO
- Napoli, le pistole dei ragazzi invisibili e quelle vittime senza colpa. ROBERTO SAVIANO*
Leicester, Ranieri: “Juve-Napoli? Il fattore campo peserà ”
Al Corriere dello Sport ha parlato Claudio Ranieri, allenatore del Leicester City ed ex Juventus e Napoli:
Juventus-Napoli è decisiva per lo scudetto?
«No, non lo è in nessun caso. Sarà invece uno scontro bellissimo. Il Napoli è avvantaggiato dai due punti in più in classifica, ma dall’altra parte c’è una squadra abituata a lottare e stare sempre ai vertici, in più gioca in casa e in certe partite il fattore-campo pesa. E’ una gara da tripla».
Fattore-campo… doppio, visto il divieto per i tifosi napoletani.
«E’ un peccato che non possano andare a Torino, allo spettacolo mancherà qualcosa. Sono decisioni difficili da comprendere perché non si dovrebbe mai privare una partita della gente e la gente della partita. Lo sport è la felicità di chi tifa».
Morgan è il suo Koulibaly?
«No, non si somigliano. E’ capitano della nazionale giamaicana ed è un altro giocatore di grande esperienza con una forza fisica spaventosa. Dalla stagione scorsa a oggi non si è mai fermato”.
Sarri e squadra hanno scelto un approccio diverso dalla città in vista della Juve
La Repubblica scrive su Sarri e squadra: “Sarri e i giocatori, invece, hanno scelto un approccio diverso, improntato alla massima concentrazione. Il messaggio è stato recepito dagli appassionati: ieri pomeriggio l’esterno del centro tecnico di Castel Volturno ha offerto la solita piccola cornice dei fedelissimi a caccia di autografi. Nessun esodo, dunque, quasi a voler rimarcare la scelta di lasciare serena la squadra che sembra avvolta da una coltre impercettibile ma allo stesso tempo impermeabile alla febbre azzurra che si respira ovunque”.
Callejon a luglio era in procinto di lasciare Napoli per la Spagna, ma ha ritrovato la fiducia
La Gazzetta dello Sport scrive su Callejon: “Rispetto alle previsioni estive, è tutt’altro Napoli. Ed è anche un altro Callejon che a luglio era stato in procinto di lasciare, avrebbe voluto ritornare in Spagna. Ma le pressioni di Sarri sono servite a restituirgli fiducia, a trasmettergli gli stimoli necessari per affrontare la terza stagione napoletana. Dopo 7 mesi, lo scenario è cambiato. A Torino, il Napoli si giocherà una percentuale importante delle sue possibilità di vincere lo scudetto. Da queste parti ci credono, eccome”.
CURIOSITA’ – Koulibaly ha voluto conservare la sua maschera indossata dai tifosi contro il Carpi
Come riferisce la Gazzetta dello Sport ieri Kalidou Koulibaly era il più sorridente di tutti a Castel Volturno. Il difensore centrale ieri ha voluto conservarsi una maschera che i tifosi hanno indossato in suo onore contro il Carpi per zittire i cori razzisti che hanno colpito il centrale senegalese all’Olimpico contro la Lazio, un modo per legarsi per sempre alla città al di là di quello che può riservare il futuro professionale. Intanto l’agente di Koulibaly è sbarcato a Napoli per iniziare i contatti con il club di De Laurentiis per prolungare il contratto. I primi approcci ci sono stati, ma si vedrà più avanti. Nella testadi Kalidou c’è solo la sfida contro la Juve adesso.
Juve-Napoli, botte di mercato per tre gioielli
Juve-Napoli non finirà sabato sera alle 22.30 allo Stadium ma proseguirà in futuro. Soprattutto sul mercato dove le due società seguono e inseguono giovani talenti che piacciono a tutti e due. A dire il vero è Beppe Marotta che ha virato su giocatori che Aurelio De Laurentiis ed i suoi più stretti collaboratori stanno corteggiando da diverso tempo. Insomma, aspettiamoci di tutto e di più. I tre nomi sono: Klassen e Bazoer dell’Ajax e poi Kramer del Bayer Leverkusen. Ip rimi due sono valutati complessivamente quasi 40 milioni dal club olandese mentre Kramer ad oggi costa almeno 18 milioni. A riferirlo è Tuttosport.
Maxi schermi per Juve-Napoli in città : l’idea non è decollata
La Repubblica non è ottimista sull’idea del Comune di Napoli di piazzare tre maxi-schermi in città per trasmettere il big match tra Juve e Napoli: “Il count-down è già cominciato: ieri in mattinata si è diffusa la voce di un possibile maxischermo a Piazza Plebiscito. L’ipotesi piacerebbe al Comune ma non è decollata per due motivi: la mancanza di fondi (servirebbe uno sponsor) ma anche il rifiuto di Sky e Mediaset che trasmettono la grande sfida in esclusiva”
Del Bosque: “Felice che Reina sia in testa al campionato”
Il Corriere della Sera ha intervistato Vicente Del Bosque, Ct della nazionale spagnola, su Juve-Napoli:
Del Bosque, la sfida di Torino per alcuni è una sorta di Clasico come Barça-Real, che ne pensa? “Sarà una sfida spettacolare, molto incerta. Il Napoli gioca bene, la Juve è solida, esperta. Però lasciare fuori Inter o Milan dai grandi classici italiani mi sembra esagerato”.
Sarà spettatore interessato? “Certo. Reina è stato una figura importante per noi e sono felice che sia in testa al campionato. Callejon segna con regolarità. Anche Lopez sta facendo bene. E poi c’è Morata, con i suoi alti e bassi: un chico molto forte, che deve dare ancora di più”.
Sarà anche la sfida tra Higuain e Dybala: un ex madridista e un giovane che piace al Barça. “Gonzalo ha mantenuto le promesse da grande giocatore. Ha entusiasmo, aggressività e molta sicurezza davanti alla porta. Dybala sta facendo benissimo: fortunato chi ce l’ha”.
Ilva, operai in sciopero in tutti gli stabilimenti. Corteo a Taranto: “Chiarezza sulla vendita”
Anche a Novi Ligure, Racconigi e Marghera manifestazione in concomitanza della scadenza relativa alle manifestazioni di interesse per la cessione del siderurgico.
TARANTO – L’ilva è in sciopero. Si sono fermati per quattro ore i lavoratori del primo turno degli stabilimenti di Taranto, Novi Ligure, Racconigi e Marghera indetto da Fim, Fiom, Uilm, Usb e Flmu in concomitanza della scadenza relativa alle manifestazioni di interesse per l’affitto o la vendita del siderurgico.
Sono terminati i 30 giorni previsti dalla procedura di cessione per presentare la manifestazione di interesse all’acquisizione dell’Ilva. Sinora hanno reso nota la presentazione della propria manifestazione di interesse il gruppo siderurgico Marcegaglia e la Cassa Depositi e Prestiti. Entro giugno prossimo, dice la legge, andrà individuato il nuovo soggetto gestore dell’Ilva.
I lavoratori del secondo turno sciopereranno dalle 19 alle 23. A Taranto un corteo da ponte di pietra Sant’Egidio fino alla prefettura, dove è in programma il sit in programmato.Sono coinvolti anche gli operai dell’appalto e dell’indotto. Alla mobilitazione aderiscono anche alcuni Comuni e associazioni e ha annunciato la sua presenza il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Le condizioni del tempo non sono delle migliori: c’è un forte vento e pioviggina.
In merito all’adesione alla manifestazione annunciata da Confindustria le organizzazioni sindacali precisano che “se qualsiasi imprenditore vorrà prendere parte all’iniziativa potrà liberamente farlo: in qualità di cittadino sarà accolto benevolmente. Al contrario non consentiremo la presenza di alcun logo e striscioni di qualsiasi associazione datoriale”.
“I lavoratori – viene sottolineato nel documento che annuncia la manifestazione – ritengono fondamentale ottenere garanzie sull’ambientalizzazione del sito produttivo Ilva e la bonifica del territorio di Taranto” e “ritengono indispensabile porre delle migliorie sulle strutture sanitarie. Chiedono altresì la tutela degli attuali livelli occupazionali dell’intero tessuto industriale tarantino”.
Il calo del petrolio fa bene agli automobilisti
Mercati internazionali dei prodotti petroliferi di nuovo in picchiata e prezzi raccomandati sulla rete carburanti italiana che registrano oggi la sforbiciata di 2 cent di Eni sulla benzina il ribasso di 1 cent sempre sulla verde di TotalErg e Q8-Shell.
MILANO – Terzo ribasso consecutivo ieri per la quotazione della benzina, questa volta un vero e proprio tonfo, che ha effetti immediati sui listini dei prezzi alla pompa. Continua a scendere anche il Gpl, mentre si registra un movimento al rialzo sul diesel. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha ridotto i prezzi consigliati della benzina di due centesimi al litro. Mettono mano ai listini anche IP (-1 cent sul Gpl), Q8/Shell (-1 cent sulla benzina, +1 cent sul diesel, -2 cent sul Gpl), e TotalErg (-1 cent sulla benzina e -2 sul Gpl).
Queste le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 12mila impianti:
- benzina self service a 1,396 euro/litro (-0,1 cent, pompe bianche 1,374),
- diesel a 1,191 euro/litro (-0,1 cent, pompe bianche 1,169).
- Benzina servito a 1,485 euro/litro (-0,1 cent, pompe bianche 1,407),
- diesel a 1,282 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,203).
- Gpl a 0,555 euro/litro (-0,2 cent, pompe bianche 0,543), metano a 0,983 euro/kg (invariato, pompe bianche 0,976).
Se si guarda ai dati pubblicati dal Mise, in particolare alle medie settimanali, si ottiene il grafico di seguito a indicare il calo del prezzo della benzina. Ben più marcata, dall’estate del 2014, la discesa del prezzo del greggio.

Fulvio Pea: Le Vespe sono in difficoltà ma si possono salvare senza problemi
Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese” programma radiofonico a cura della nostra redazione e in onda ogni lunedì sulle onde di ViviRadioWeb, è intervenuto l’ex allenatore, nella stagione della clamorosa retrocessione dalla B alla Lega Pro della Juve Stabia, Fulvio Pea. Ecco le sue dichiarazioni:
“Quando arrivai sulla panchina della Juve Stabia nel novembre del 2013 la situazione era oramai compromessa. Le vespe erano ultime in classifica per distacco e c’era poco da fare. Abbiamo provato a fare qualcosa e c’è stato qualche sussulto d’orgoglio come la vittoria contro il Pescara al Menti, ma ripeto che ormai non c’era praticamente niente da fare.
Ora la situazione è diversa, le vespe sono in difficoltà ed è noto ma si possono salvare senza problemi, la classifica è corta e con qualche vittoria si possono tirare fuori. È tutt’altra storia rispetto alla Juve Stabia che ho trovato io in B.
Per quando riguarda la vittoria del campionato penso che vinca il Foggia perché è la squadra più attrezzata. Fa sempre gol e ne prende pochi.
Zavettieri non lo conosco di persona, ma so che lavora molto sulla fase difensiva e infatti i gialloblù, a parte qualche partita che non fa testo, hanno subito pochi gol.
La svolta, però, deve arrivare dagli attaccanti e credo che un attaccante promettente come Guido Gomez possa e debba fare molto di più.
La mia avventura a Castellammare come sapete non è stata positiva ma a livello umano posso solo parlare bene della Juve Stabia e del Presidente Manniello di cui avrò sempre un ottimo ricordo per come si è comportato con me durante la mia esperienza in gialloblu.
Ripeto che credo possano salvarsi senza particolari patemi, bisogna lavorare duro.”
Strippoli di Bari dirige il derby del Pinto
Per la quinta giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà domenica alle ore 15 allo stadio “Alberto Pinto” di Caserta è stato designato Giuseppe STRIPPOLI della sezione di Bari a dirigere la gara tra Casertana e Juve Stabia.
Strippoli, nato a Bari il 30 dicembre 1983, è al suo terzo campionato in Lega Pro, l’unico precedente con la squadra stabiese risale allo scorso 4 novembre quando il team di Zavettieri affrontò nei sedicesimi di finale di coppa Italia di Lega Pro allo “Zaccheria” di Foggia i satanelli perdendo per tre reti ad uno, per i rossoneri ci fu la tripletta ad opera di Viola mentre per i gialloblù il gol fu messo a segno su calcio di rigore da Alessandro PADOVANI CELIN.
L’assistente numero uno sarà: Davide ARGENTIERI della sezione di Viterbo, mentre il numero due Andrea DESSENA della sezione di Ozieri.
Giovanni MATRONE
A chi dà fastidio il superministro Ue. EUGENIO SCALFARI
Domenica scorsa avevo anticipato la notizia che i due governatori delle Banche centrali di Germania e Francia avevano proposto la creazione d’un ministro del Tesoro unico per i paesi dell’Eurozona, ipotesi già formulata da Mario Draghi e motivata dalla situazione di crisi economica e sociale non soltanto europea ma di tutto il mondo. Per l’Europa tuttavia quella proposta aveva ed ha una motivazione aggiuntiva e ancora più determinata: un ministro del Tesoro unico non è limitato a render più forte la politica di crescita ma rappresenta anche un passo avanti verso gli Stati Uniti d’Europa, obiettivo fondamentale per affrontare i problemi d’una società globale come quella nella quale ormai da tempo viviamo.
Quando ho anticipato la notizia del documento stilato e firmato da quei due governatori disponevo soltanto d’una sintesi dell’articolo da loro pubblicato sulla Süddeutsche Zeitung e su Le Monde, ma ora ne ho sottomano il testo integrale, ufficialmente tradotto anche in italiano ed anche nelle altre lingue dei principali paesi dell’Ue. Vale la pena dunque di ritornarvi poiché approfondisce, dal punto di vista dei due banchieri in questione, la nostra crisi in corso e le varie possibilità di porvi riparo.
È opportuna tuttavia un’osservazione preliminare: il governatore della Banca centrale tedesca (Bundesbank) non è affatto un fautore della politica monetariamente espansiva adottata da Draghi; nel Consiglio della Bce rappresenta la minoranza dissenziente. Quanto al banchiere francese, il suo Paese continua ad essere dominato da quel mito della “grandeur” ormai terribilmente invecchiato ma al quale la Francia non sa e non vuole rinunciare; nonostante quel mito, la Banque de France sponsorizza la creazione del ministro del Tesoro europeo che comporterebbe per il suo governo una rinuncia di sovranità mai pensata.
La cosa che mi ha stupito in questi ultimi tre giorni è il silenzio totale delle varie stazioni televisive su questo tema e così pure quella di quasi tutti i giornali. Siamo stati i primi e i soli a dare la notizia e ad esaminarla. Ci fa piacere ma è comunque stupefacente.
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Il testo integrale dell’articolo firmato dai due governatori, pubblicato integralmente nel nostro giornale di ieri, esamina meticolosamente la natura e le cause della crisi che sta ormai dilagando non solo in Europa ma anche in Russia, in Cina, in Brasile, in India, in Giappone, in Indonesia. E poi lancia la proposta del Tesoro dell’eurozona.
La materia è molto complessa e la riassumo così: questo rafforzamento dell’eurozona consentirebbe una politica di crescita diffusa in tutti i paesi che ne fanno parte. Quella politica cioè che la Bundesbank e il governo della Merkel hanno fin qui avversato. Questo passo dell’articolo merita una citazione.
“Si tratta d’un programma ambizioso di unione dei finanziamenti e degli investimenti. Infatti una delle sfide principali riguarda il prodursi d’un risparmio abbondante che non viene sufficientemente mobilitato per investimenti produttivi. L’Europa può fare di più per colmare questo divario. L’emissione di azioni come strumento di finanziamento delle imprese sembra l’evoluzione più promettente. Oggi è la metà degli Stati Uniti mentre il debito è il doppio… L’asimmetria tra sovranità nazionale e solidarietà comune costituisce una minaccia per la stabilità della nostra Unione monetaria. Una maggiore integrazione e una condivisione di sovranità e dei poteri a livello europeo dell’eurozona comporta una più grande responsabilità democratica”.
I due firmatari della proposta in questione non si nascondono tuttavia che potrebbe non essere accettata dai diciannove governi dell’eurozona e ancor di più se fossero chiamati a valutarla anche i ventotto membri dell’Unione europea.
Qual è in tal caso l’alternativa? Eccola: “Un apparato decentralizzato, fondato sulla responsabilità individuale dei singoli Stati nazionali comporterebbe regole più stringenti, a cominciare dal fiscal compact e così pure il rischio delle esposizioni debitorie degli Stati… Andare in questa direzione consente di conservare la sovranità nazionale, con un livello di solidarietà inevitabilmente più basso e un riequilibrio tra responsabilità e controllo”.
È un po’ oscura la descrizione di questa alternativa al ministro del Tesoro unico, ma la sostanza comunque è chiarissima: se non si vuole rinunciare alla sovranità nazionale, allora le regole europee sui debiti sovrani e sulla flessibilità dovranno inevitabilmente diventare più rigide. Addio crescita diffusa, rigore e austerità torneranno ad imporsi.
Quale sarà la scelta tra queste due opzioni?
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Se facciamo funzionare la logica e una certa conoscenza della crisi che ci circonda e ci incalza, credo che il governo tedesco sia favorevole al Tesoro unico dell’eurozona. Gli consentirebbe di uscire dalla politica del rigore che attualmente la Germania non adotta per la propria economia ma di fatto impone alle altre nazioni.
Il governatore della Bundesbank lo fa capire nel finale del documento. Finora la Merkel gli ha lasciato carta bianca ma di fatto è stata d’accordo con Draghi. Adesso sta con tutti e due perché su questo punto hanno lo stesso obiettivo. Attenzione però: se l’obiettivo non sarà raggiunto, allora la diatriba tra Bundesbank e Draghi tornerà e in questo caso la Bundesbank sarà più forte e la cancelliera l’appoggerà.
E Renzi? Che cosa farà il nostro presidente del Consiglio finora è un mistero. È impegnato sulla legge per le unioni civili, materia anch’essa molto importante che lo mette alla testa del fronte laico. L’esito è incerto ma il Pd è compatto con lui. Il fatto è positivo e per quel che vale gli auguriamo piena vittoria. Verrà però il momento – subito dopo – d’affrontare il tema del Tesoro unico per i paesi membri dell’eurozona. Ci auguriamo che Renzi faccia proprie le proposte di Draghi e dei due capi della Bundesbank e della Banque de France, ma temiamo di no. Il presidente del gruppo socialista al Parlamento europeo, che è l’italiano Pittella, ci ha mandato una lunga lettera nella quale, apparentemente, plaude alla creazione del ministro del Tesoro unico. Ma la sostanza di quella lettera (probabilmente concordata con Palazzo Chigi) è del tutto diversa. Il ministro del Tesoro unico non riguarda l’eurozona ma tutta l’Unione e altro non è che uno dei commissari della Commissione che dovrebbe avere le mansioni di Moscovici lievemente rafforzate. I suoi poteri sarebbero comunque di competenza della Commissione, del Parlamento di Bruxelles e, ovviamente, dei 28 paesi che siedono nell’Ecofin. Il fatto che gli diano quel nome non conta niente. Sarebbe più o meno, in fatto di economia, quello che la Mogherini è in fatto di Difesa e politica estera: consulente, presente ad alcune riunioni dei ministri nazionali. Ma Gentiloni gestisce la politica estera italiana e non certo la Mogherini.
Insomma non volete perdere un grammo di sovranità. Piuttosto sia lui, quel finto ministro del Tesoro, ad aiutarvi per ottenere maggiore flessibilità.
Attento però, egregio premier: il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, è stato molto chiaro su questo punto: il rigore imposto dalla Germania aumenterà, il debito sovrano sarà più sorvegliato e le procedure contro le infrazioni aumenteranno. Pagheremo un prezzo alquanto salato per consentire che la sovranità italiana non venga minimamente toccata.
Un dibattito fuori dalla Storia MASSIMO GRAMELLINI*
Da oggi il Senato si esprime sulle unioni civili e si divide sull’adozione del figliastro, che gli ossessionati dall’inglese chiamano stepchild adoption. Renzi, qui in versione di sinistra, ha deciso di non stralciarla dal disegno di legge Cirinnà, affidando la responsabilità di una eventuale bocciatura ai cattolici intransigenti del suo partito e a quelli del movimento Cinquestelle, cui Grillo ha lasciato libertà di coscienza.
Il rispetto per la buona fede di chi avversa l’adozione del figliastro è fuori discussione. Accanto agli opportunisti, ai moralisti incoerenti e ai talebani, la piazza del Family Day ospitava tante persone che sono sinceramente e profondamente convinte che i figli possano crescere solo con genitori di sesso diverso. Riconoscono che le famiglie cosiddette naturali non siano esenti da disfunzioni in grado di dare lavoro a psicanalisti e cronisti di nera, ma difendono il principio della loro unicità.
E in nome di quel principio ritengono giusto vietare l’estensione di certi diritti, cioè di certe possibilità, ad altri esseri umani.
I fautori della conservazione parlano, però, come se il disegno di legge in votazione al Senato plasmasse dal nulla una nuova realtà. Non è così. La «Cirinnà», con grave ritardo rispetto al resto d’Europa, si limita a regolare una situazione già esistente. In Italia ci sono centinaia di creature con un solo genitore biologico che ha un compagno o una compagna del suo stesso sesso. Cosa succederebbe se il genitore morisse e l’adozione del figliastro da parte del partner non entrasse in vigore? Che quei bambini e adolescenti verrebbero strappati alla famiglia che li ha cresciuti e ributtati sulla giostra degli orfanotrofi.
Prima di dare qualsiasi risposta è sempre utile capire quale sia la domanda. E qui la domanda è: quei bambini vanno tutelati, sì o no? Se uno ha la forza di dire no, ha una posizione diversa dalla mia – il che può essere un titolo di merito – ma anche da quella della stragrande maggioranza delle nazioni occidentali, dove l’adozione del figliastro è da tempo un’ovvietà che non ha affatto disintegrato la famiglia tradizionale, tanto è vero che in quei Paesi nascono molti più figli che nel nostro. E forse nascono perché l’attenzione verso la famiglia tradizionale si esprime in politiche fiscali e servizi sociali adeguati. Non limitandosi a impedire ad altre famiglie di esistere.
La contrapposizione tra guelfi e ghibellini del sesso è fuori dalla Storia e ormai anche dalla cronaca. In una democrazia i diritti non si elidono, si aggiungono. Concederne alle coppie gay non significa sottrarne a quelle etero. Significa prendere atto della vita vera e delle sue diversità. Avendo coscienza che certi processi sono ineluttabili e vanno solo armonizzati e regolati. La macchina dei diritti civili prevede il freno, ma non la retromarcia.
*lastampa
Iene…. Ridens. (Lo Piano – Santarossa)

Le immagini riportate dalle tv nazionali fugano ogni dubbio, un reality show di immagini riprese negli asili nido, dove maestre, educatrici, insegnanti materne, picchiano in maniera brutale bambini in eta’ compresa fra due e quattro anni. Per non parlare delle punizioni a cui erano sottoposti bambini piu’ vivaci, messi al freddo solo perche’ non avevano mangiato nei tempi previsti.





























