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Verso Monopoli- Ischia, mister D’Adderio

Mister D'Adderio Monopoli Calcio
Mister D’Adderio Monopoli Calcio

Una certa innovazione in casa Monopoli con l’arrivo di mister D’Adderio è rappresentata dalla conferenza stampa pre-partita, prima d’ora mai attuata in stagione. Il neo tecnico biancoverde in vista dell’importante match esterno di domenica ad Ischia si è concesso ai microfoni della stampa.

Primo quesito è quello su come si sta provando per intervenire mentalmente sulla comitiva per motivare la squadra, visto soprattutto il periodo e la delicatissima settimana in corso. “I fatti dicono questo. Negli ultimi anni è capitato che sia subentrato a stagione in corso. Ho anche questo tipo di esperienze, visto che sono subentrato altre 3-4 volte nei 20 anni di carriera da allenatore”. – Sul compito di fare leva psicologicamente sui ragazzi – “Certamente non ho la velleità di sostituirmi per fare lo psicologo. Però, l’esperienza ci aiuta in queste situazioni. Trovare una squadra che subisce un cambio di allenatore, una squadra che fino a qualche tempo fa era sempre stata sopra questa linea di demarcazione. Trovarsi ora in zona play-out ho trovato una squadra un po’ in difficoltà sotto il profilo psicologico. Bisogna intervenire anche su questo, bisogna essere sinceri e dire agli altri realmente come stanno le cose. Bisogna agire sulle potenzialità della squadra, anche perché la squadra fino a un certo punto ha fatto qualcosa di buono, anche se pian piano si è spenta. Dobbiamo ritrovare quella verve che ha caratterizzato quel periodo senza però stravolgere gli equilibri”. – Tornando a cose prettamente di campo. Il punto sulla situazione attuale, sulle situazioni incontrate durante gli allenamenti – “La prima cosa che abbiamo voluto individuare è la compattezza di squadra. La quadra deve essere più corta, più omogenea, per consentire di attaccare meglio e difendersi meglio. Ci dev’essere un gioco di squadra in tutto e per tutto. Tutti devono partecipare a qualsiasi fase di gioco, responsabilizzando tutti gli effettivi”. – Sulla condizione atletica dei ragazzi – “Mi dicono che sotto il profilo fisico stanno bene. Per me la verifica non è in allenamento. Anche se i ragazzi in questi giorni hanno dato di più nelle sedute e ho, anzi, dovuto frenarli sotto cerri punti di vista. Conta anche come corre la squadra. Per cui deve correre e non rincorrere”. – Sull’Ischia, avversario di domenica prossima – Ho visto un’Ischia in ottima salute. Ha messo in difficoltà prima la Paganese e poi la capolista Benevento. In tutte le squadre di bassa classifica ho visto solo la Lupa Castelli quella meno competitiva di tutte. L’Ischia è un mix di calciatori d’esperienza e di altri pur sempre di valore (vedi ad esempio Di Vicino che ha 36 anni, Kanoute o Gomez…)”. – Sul modulo da adottare – “Ormai ho scelto gli uomini. Posso avere un dubbio, ma non più d’uno. Se la squadra ha fatto le cose in un certo modo è giusto che si continui su quella strada. Ho quasi sempre fatto il 3-5-2, partendo lo scorso anno anche con il 4-3-3. Contano soprattutto gli interpreti”.

Napoli, report dell’ allenamento e convocati: novità importanti su Reina

Allenamento pomeridiano per il Napoli a Castel Volturno. Gli azzurri preparano il match con il Verona al San Paolo per la 32esima giornata di Serie A.

La squadra ha svolto la prima fase di attivazione e successivamente partitina a campo ridotto. Chiusura con lavoro tecnico tattico.

Reina ha fatto la prima parte di allenamento differenziato con il preparatore dei portiere Nista, poi ha giocato l’intera partitina.

La sue condizioni verranno valutate domani mattina.

I convocati: Reina, Gabriel, Rafael, Hysaj, Maggio, Ghoulam, Strinic, Regini, Albiol, Chiriches, Luperto, Valdifiori, Allan, Jorginho, Hamsik, David Lopez, Grassi, Chalobah, El Kaddouri, Callejon, Insigne, Gabbiadini.

Da sscnapoli.it

V. Lanciano – V. Entella 1-2: frentani ancora sconfitti

                                                                                                   Terzo ko di fila per i frentani.

Una generosa V. Lanciano, incassa la terza sconfitta di fila. I frentani vedono la zona play-out avvicinarsi ulteriormente, al termine di una gara combattuta e ricca di emozioni, contro la V. Entella, squadra che con il successo in Abruzzo ha rinforzato le proprie ambizioni in chiave play-off. 2-1 il risultato finale in favore della formazione di Aglietti.

LA CRONACA – La 35esima giornata del campionato cadetto, propone la sfida tra la V. Lanciano, a quota 39 punti, e la Virtus Entella, che di punti ne ha 51, e dista appena due lunghezza dalla zona play-off. 4-3-2-1, il modulo proposto da Maragliulo, con Di Francesco e Marilungo alle spalle dell’unico terminale offensivo, Nicola Ferrari. Risponde la formazione di Aglietti, con un 4-3-1-2: Caputo e Cutolo formano il tandem offensivo. Arbitra Pinzani di Empoli.

Al  4’ corner per gli ospiti, colpo di testa di Caputo che colpisce la traversa, nella confusione che si crea in area, il più lesto ad insaccare è Pellizer, con un gran terzo tempo. Entella in vantaggio. Al 6’ percussione di Costa Ferreira, che trova una conclusione che finisce fuori target. Liguri scatenati: all’8’ è Caputo ad impegnare con una parata a terra il portiere Cragno.

All’11’ Di Francesco anticipa un difensore ligure, e trova uno shot da fuori area che batte il portiere Iacobucci, per il pari abruzzese. Goal da cineteca per il figlio d’arte.

Al 15’ ottimo cross di Rocca per Vitale, il quale conclude con un sinistro che termina di poco sul fondo. Ottimo momento per la squadra frentana.

Al 21’ azione sulla catena di sinistra sull’asse, Caputo-Cutolo, con quest’ultimo che da posizione defilata verso la sinistra, trova una conclusione sulla quale si oppone molto bene il portiere Cragno. Buona chance per i liguri.

Al 26’ Caputo entra in area, dopo un dribbling ai danni di Di Filippo, servendo un ottimo pallone per Cutolo, il quale sigla la rete del nuovo sorpasso ligure. V. Lanciano – Entella 1-2.

Al 35’ tiro da fuori area da parte di Palermo, con Cragno che risponde alla grande, deviando in corner. Al 41’ ci prova Vitale a scuotere i suoi, ma la conclusione del centrocampista frentano termina alta sopra la traversa.

Sul finire di parziale, azione personale di Marilungo in area ligure, ma Iacobucci para a terra. La prima frazione termina con la Virtus Entella in vantaggio per 2-1, al termine di un primo tempo emozionante e ricco di occasioni da rete.

Il secondo tempo inizia con un contropiede orchestrato dalla coppia Cutolo – Caputo, con quest’ultimo che impegna con i piedi il sempre attento Cragno.  Al 60’ ottima verticalizzazione di Caputo per Cutolo, la cui conclusione viene parata a terra dal portiere Cragno.

La formazione di casa si getta in avanti alla ricerca della rete del pari, ma i liguri non si lasciano sorprendere, rendendosi piuttosto insidiosi in contropiede. Al 71’ sinistro di Vitale da fuori area, con Iacobucci che si supera, deviando la conclusione sul palo.

Al 75’ tiro franco di Cutolo, con la palla che fa la barba al palo. Al 78’ Bacinovic entra in maniera assolutamente scomposta sul polpaccio di Costa Ferreira, e l’arbitro Pinzani non può fare altro che espellerlo. Lanciano in dieci.

All’86’ il neo-entrato, Turchi, impegna Iacobucci. Sul rovesciamento di fronte, è Caputo ad andare vicino alla rete del 3-1. Nei minuti finali, vibranti proteste da parte dei frentani, per un presunto fallo da rigore in area ai danni di Turchi. Nel finale è ancora Turchi a creare qualche apprensione alla difesa ligure. La gara finisce con i liguri che espugnano il “Biondi” con il risultato di 2-1, al termine di un match molto emozionante.

 

LANCIANO: (4-3-2-1): Cragno; Aquilanti, Rigione (15′ Di Filippo), Amenta, Di Matteo; Rocca (9′ st Bonazzoli), Bacinovic, Vitale; Marilungo, Di Francesco; Ferrari (24′ st Turchi). All. Maragliulo
ENTELLA: (4-3-1-2): Iacobucci; Iacoponi, Ceccarelli, Pellizzer, Sini; Palermo (37′ st Coppola), Jadid (20′ st Di Paola), Volpe; Costa Ferreira; Cutolo (31′ st Di Carmine), Caputo. All. Aglietti
Arbitro: Riccardo Pinzani di Empoli (Fiore di Barletta, Lanza di Nichelino; De Remigis di Teramo)
Reti: 4′ pt Pellizzer, 11′ pt Di Francesco, 26′ pt Cutolo
Note: espulsi: 32′ st Bacinovic; 43′ st allontanato Luca Leone; ammoniti: Aquilanti, Costa Ferreira, Amenta

CHRISTIAN BARISANI

 

 

Convocati Juve Stabia – Messina

                                             Convocati Juve Stabia

 Convocati Juve Stabia.  Al termine dell’allenamento di rifinitura, svolto questa mattina presso lo Stadio “Romeo Menti”, il tecnico Nunzio Zavettieri ha reso nota la lista dei nr. 23 calciatori convocati per il match Juve Stabia – Messina, valevole per la 30^ giornata del campionato di Lega Pro Unica Girone C, in programma domenica 10 aprile, con inizio alle ore 17,30 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Portieri: Mascolo, Polito, Russo
Difensori: Atanasov, Cancellotti, Carillo, Contessa, Liotti, Navratil, Polak, Romeo, Rosania.
Centrocampisti: Carrotta, Favasuli, Izzillo, Maiorano.
Attaccanti:  Del Sante, Diop, Gatto, Gomez, Grifoni, Lisi, Nicastro
Squalificato: Obodo

Infortunato: Ripa

vivicentro.it-sport-juvestabia / Convocati Juve Stabia – Messina

NOTE:

Juve Stabia

La Società Sportiva Juve Stabia, abbreviata in Juve Stabia, è una società calcistica italiana con sede nella città di Castellammare di Stabia che milita in Lega Pro. Il simbolo del club è la vespa, mentre i colori sociali sono il giallo e il blu.  
Anno di fondazione: 1907

Messina

L’Associazioni Calcio Riunite Messina 1947, abbreviato in A.C.R. Messina o più semplicemente Messina, è una società calcistica italiana con sede nella città di Messina, in Sicilia. 
Anno di fondazione: 1 dicembre 1900

Napoli-Hellas Verona, probabili formazioni: scelte obbligate per Sarri

Dopo il brutto scivolone di Udine il Napoli torna in campo, domani ore 15:00, al San Paolo contro l’ Hellas Verona. Settimana molto movimentata in casa Napoli in seguito agli episodi di Udine, tante le polemiche soprattutto per la decisione del giudice sportivo Tosel di comminare 4 turni di squalifica a Gonzalo Higuain. In attesa del ricorso torna a parlare il campo: gli azzurri hanno il bisogno assoluto di centrare la vittoria per difendersi dalle insidie della Roma, distante solo 4 punti, e blindare il secondo posto che varrebbe l’ accesso diretto alla prossima Champions.
Dall’ altro lato vi è un Verona fanalino di coda ma non ancora spacciato, che nell’ ultimo periodo sembra aver trovato gli stimoli giusti. La bella vittoria maturata sul campo del Bologna ha riacceso le speranze salvezza per gli uomini di Del Neri; al momento la diciassettesima posizione dista solo 6 lunghezze.

QUI NAPOLI – Scelte obbligate per Maurizio Sarri che non siederà in panchina per scontare il turno di squalifica, a farne le veci il suo vice Francesco Calzona. Squalifiche pesanti per Koulibaly, Mertens e soprattutto Higuain a cui si somma il problema al polpaccio di Pepe Reina; lo spagnolo è fortemente in dubbio, Gabriel potrebbe ancora partire titolare. In difesa Chiriches prende il posto di Koulibaly, possibile ballottaggio tra Ghoulam e Strinic. Nessuna novità in mezzo al campo mentre nel tridente offensivo sarà compito di Manolo Gabbiadini non far rimpiangere l’ assenza del pipita.

QUI VERONA – Del Neri si affida ancora al 4-2-3-1 ma dovrà fare a meno di Fares ed Helander per infortunio. Non convocati Romulo e ancora una volta Toni per scelta tecnica, tocca a Pazzini fare il terminale offensivo supportato da Wszolek, Gomez e Rebic. A centrocampo sicuro Ionita, ballottaggio tra Marrone e Viviani. In difesa dovrebbe essere confermato il giovane Samir, autore del gol vittoria contro il Bologna.

PROBABILI FORMAZIONI:

NAPOLI (4-3-3): Gabriel; Hysaj, Albiol, Chiriches, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Gabbiadini, Insigne. All: Calzona

HELLAS VERONA (4-2-3-1): Gollini, Pisano, Bianchetti, Samir, Albertazzi; Ionita, Marrone; Wszolek, Gomez, Rebic; Pazzini. All: Del Neri

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L’avversario, DelNeri: “I nostri tifosi si faranno sentire più del San Paolo”

Nella consueta conferenza stampa pre-partita, ha parlato il tecnico del Verona DelNeri, in vista del match dei suoi ragazzi contro il Napoli: “Stadio San Paolo pieno? Sono contento perché ci darà più energia. Quei nostri 200 tifosi che ci raggiungeranno si faranno sentire più dei 45 mila napoletani. Lo striscione -Perdi a Napoli e poi…- esposto in settimana dai tifosi a Peschiera? Credo che al posto dei puntini di sospensione dovevano esserci quelli esclamativi. Samir? Giocherà lui visto l’ottima partita di Bologna. Sono vecchio non pazzo (ride, ndr). Come terzino sinistro giocherà Albertazzi, Souprayen lo stiamo recuperando piano piano al cento per cento, ma a Bologna ha comunque fatto bene”. Viviani? “Ha caratteristiche per giocare da solo davanti alla difesa, credo che il suo ruolo ideale sia quello, senza nessuno accanto”. Toni? “Non è stato convocato per scelta tecnica, così come Romulo. Luca non verrà con noi perché a Napoli avrò bisogno di un attacco con caratteristiche diverse dalle sue. Confermo comunque di non essere d’accordo con le sue dichiarazioni post Carpi, ma la sua non convocazione è per pura scelta tecnica. Andremo a Napoli comunque per fare una partita aggressiva e intensa”.

Lettera aperta a Crocetta. Autorità portuale, sì alla moratoria di 36 mesi

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                                             Lettera aperta a Rosario Crocetta

Riceviamo e pubblichiamo, Lettera aperta al Presidente della Regione Rosario Crocetta: “Caro Crocetta, ora tocca a te!”

Presidente Crocetta,

come a Lei ben noto, l’Autorità Portuale di Messina viene soppressa dal decreto sulla “riorganizzazione delle Autorità portuali e il piano strategico della portualità e della logistica”.

In occasione della Conferenza Unificata e la Conferenza Stato-Regioni del 31 marzo, dalle quali è arrivato il via libero allo stesso decreto, un emendamento, sponsorizzato da Liguria e Campania, proroga “in fase transitoria e per un periodo non superiore a 36 mesi dall’entrata in vigore del decreto, l’autonomia amministrativa di Autorità Portuali già costituite ai sensi della legge 184″. Messina, quindi, rientra di diritto in tale eventualità.

Per accedere a tale moratoria, le Regioni che intendono farvi ricorso, dovranno formalizzare motivata richiesta al Ministero dei Trasporti, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il quale, a seguito di adeguata valutazione, potrà di conseguenza proporre uno specifico decreto del Presidente del Consiglio.

A questo punto, l’iniziativa spetta a Lei caro Crocetta, chiamato a mettere in pratica la previsione contenuta nell’emendamento, perché Messina non può permettersi di lasciarsi scappare un’opportunità come quella offerta dal Governo.

Si tratta della concreta possibilità di tenere in vita l’Authority e la sua autonomia per 36 mesi in modo tale che Messina possa avere tempo e possibilità di lavorare sulla definizione del futuro assetto dello scalo in termini di governance e di azioni di rilancio, tanto sul fronte del traffico dei passeggeri che su quello del traffico delle merci.

Inoltre, elemento non secondario, ci sarà il tempo perché si definiscano, in loco, i percorsi del bando per la Cittadella fieristica e la riqualificazione della zona falcata.

In caso contrario, qualora cioè tale strada non dovesse essere seguita, il futuro della città di Messina e del suo sistema portuale, sarebbe in mano, da subito, a una neonata struttura cogestita da Gioia Tauro e un numero imprecisato di piccoli porti calabresi.

Ecco il motivo per il quale Le chiediamo, nell’interesse del nostro territorio, di inoltrare immediata istanza al ministro dei Trasporti Graziano Delrio.

  • CapitaleMessina:
  • Il Presidente Arch. Pino Falzea
  • Il Vicepresidente Dott. Gianfranco Salmeri

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  • Rosario Crocetta è un politico italiano. Il 28 ottobre 2012 venne eletto Presidente della Regione Siciliana, entrando in carica il 10 novembre successivo. Dal 28 gennaio 2013 è inoltre membro del Comitato delle Regioni

PROGETTO SMONTA IL BULLO

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                                              SMONTA IL BULLO, il manifesto

PROGETTO “ SMONTA IL BULLO ” a cura dell’Associazione Città dei Bambini (componente dell’Osservatorio Permanente per l’infanzia e l’Adolescenza di San Benedetto del Tronto)

L’Associazione Città dei Bambini, con il patrocinio del Comune e dell’Osservatorio Permanente di San Benedetto del Tronto per la prossima (VII) Festa dei Bambini, intende realizzare un percorso laboratoriale di approfondimento sul tema del bullismo. Sono pertanto previsti una serie di incontri con professionisti della “Didattica Teatrale”, una metodologia operativa: metodologia operativa prevalentemente ludica che permetterà ai minori partecipanti di produrre uno spettacolo recitato e danzato.

L’Associazione Città dei Bambini da sempre si pone come obiettivo Il miglioramento della qualità di vita dell’infanzia e dell’adolescenza, favorendone la socializzazione e la crescita. Essa non poteva quinditralasciare di porre l’attenzione ad uno dei più sentiti ed ahinoi diffusi problemi che affliggono i bambini in età scolare, ovvero il bullismo.

Da quasi due anni la nostra associazione si è dedicata ad una profonda riflessione sul tema, cercando di individuare un modo efficace con il quale contribuire ad un approccio costruttivo, informativo e formativo dei diretti interessati che non fosse un convegno, una conferenza o qualcosa che comunque, data l’età in questione, non si presentasse come scarsamente fruibile proprio da coloro che maggiormente ne dovrebbero essere coinvolti.

Si è quindi pensato alla produzione di uno spettacolo di teatro-danza con i bambini protagonisti attivi, come per altro è nostro costume in ogni iniziativa da noi promossa, seguiti da due realtà locali di comprovata esperienza e professionalità, e la compagnia teatrale 7/8 chili (Giulia Capriotti, Davide Calvaresi) di Offida per il teatro e la Scuola di danza Prima Musa di Adriana Posta per la danza di San Benedetto del Tronto.

Tali compagnie, basandosi sull’interpretazione delle bambine e dei bambini produrranno uno spettacolo recitato e danzato da offrire ad un pubblico loro coetaneo. In particolare la compagnia teatrale opererà con questo percorso: 12 incontri di 2 h ciascuno con un gruppo di 20/ 30 elementi in età compresa tra gli 8, 9 e i 10 anni, durante i quali si affronterà il tema del bullismo attraverso una serie di esercizi e giochi teatrali liberamente ispirati alla loro interpretazione. Tale laboratorio è tenuto nella struttura scolastica IscCentro di via Asiago 7 – (Classe 3°A insegnante Taffora Maria), dotata di una sala di dimensioni adeguate.

La Scuola di ballo Prima Musa inserirà invece il balletto a tema nella propria programmazione interna.

Lo spettacolo teatrale con balletto sarà rappresentato al Palariviera di San Benedetto del Tronto il 12 aprile 2016 dalle ore 10 alle ore 11,30.

Lo spettacolo sarà ripetuto al Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto il 28 aprile ore 9.

La Festa dei bambini è un grande evento culturale promosso dall’Associazione Città dei Bambini e patrocinato dall’amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto, ed è rivolto alle bambine, ai bambini, alle giovane e ai giovani dai zero ai 100 anni. Dedicato al mondo della scuola, al turismo, alle famiglie e a tutti quelli che amano la cultura e i linguaggi delle arti. La festa si articola in vari appuntamenti tra il Teatro e la Palazzina Azzurra: dal concorso “Se S. Benedetto fosse mia” alla Mostra Mercato dei libri invisibili, dalla lettura alla musica, allo sport e ai giochi, dal teatro al cinema e alla danza, in un’emozionante atmosfera piena di palme, colori, magie e suggestioni

vivicentro.it-nord-terza-pagina / PROGETTO SMONTA IL BULLO

Zavettieri: In settimana voci infondate sul confronto tra me ed i tifosi. Domani l’imperativo è vincere..

Alla vigilia dell’importante match contro il Messina, il tecnico della Juve Stabia, Nunzio Zavettieri, si è soffermato ai microfoni di ViViCentro.

Ecco le dichiarazioni dell’allenatore.

Domani arriva il Messina in un match fondamentale in chiave salvezza: Sicuramente sì. Dopo il buon punto conquistato ad Andria, la squadra ha lavorato bene in settimana e tutti insieme ci siamo preparati per affrontare al meglio una partita nella quale l’imperativo sono i tre punti.
Il Messina è ormai salvo, quindi avrà probabilmente meno motivazioni della Juve Stabia: Il dato sulla classifica dei siciliani è vero ma non mi fido assolutamente del Messina. Si tratta di una squadra ben costruita e che sta facendo un campionato importante. Starà a noi mettere in campo tutta la grinta, tanta, che abbiamo dentro; senza una prova di carattere sarà impossibile fare risultato. Mi aspetto una Juve Stabia decisa e grintosa.
In settimana ci sono state voci circa un suo confronto con i tifosi durante gli allenamenti: Ci tengo a smentire categoricamente quanto affermato da una testata locale. Io non ho parlato con nessun tifoso né ho avuto confronti o discussioni con esponenti della tifoseria. Durante la partitella infrasettimanale i tifosi sono venuti a Casola ad incitarci in vista di questo match importante, tutto qui. Mi stupisco che ci siano spesso voci infondate con cui non si fa altro che destabilizzare l’ambiente.
Mancherà Obodo per squalifica, i tre centrali rimasti si giocano due maglie: Sì, rispetto ad Andria giocheremo in modo diverso e più offensivo. Vedremo solo due in campo dall’inizio tra Izzillo, Favasuli e Maiorano. Devo valutare chi far scendere in campo, ma mi aspetto grandi cose a prescindere dagli uomini.
In questo momento decisivo della stagione ci si aspetto qualcosa in più dai giocatori di maggiore esperienza: Certo, in questo gruppo ci sono giocatori dal grande spessore caratteriale e mi aspetto tanto da loro. Quello che voglio, però, è una squadra decisa a far bene in tutti i suoi elementi. Ognuno di noi deve dare il massimo per raggiungere l’obiettivo salvezza.
Le condizioni di Lisi, non al meglio e quindi entrato solo nella ripresa ad Andria: Francesco ha recuperato bene e domani scenderà in campo dal primo minuto. Il suo è un rientro importante per noi.

Raffaele Izzo

SCHERMA – Mondiali Giovani BOURGES2016 – Italia a quota 15

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                     Bourges2016 : squadra fioretto femminile under20

CAMPIONATI DEL MONDO CADETTI E GIOVANI BOURGES2016 BOTTINO AZZURRO A QUOTA QUINDICI: ARGENTO PER L’ITALIA DI SCIABOLA MASCHILE, BRONZO PER LE FIORETTISTE

BOURGES2016 – E’ iniziato oggi il programma riservato alle squadre under20 ai Campionati del Mondo Cadetti e Giovani Bourges2016. L’ottava giornata di gare porta altre due medaglie per l’Italia che sale quindi a quota quindici medaglie.

Bourges2016 : squadra sciabola maschile under20L’Italia di sciabola maschile conquista la medaglia d’argento, mentre la squadra azzurra di fioretto femminile sale sul terzo gradino del podio.

Giornata dall’amaro in bocca per i colori italiani. La Nazionale di sciabola maschile sfiora l’oro. Dopo il titolo  europeo continentale conquistato a Novi Sad, il quartetto composto da Dario Cavaliere, Federico Riccardi,  Leonardo Dreossi ed Eugenio Castello, si arrende in finale solo alla Russia col punteggio di 45-43, subendo la  rimonta degli avversari nell’ultimo parziale.

Gli azzurri avevano staccato il pass per la finalissima, grazie al successo contro la Cina col netto punteggio di 45-36.

La squadra azzurra, aveva iniziato il suo cammino vincendo il match del turno dei 16 contro Hong Kong per 45-28, proseguendo poi avendo la meglio ai quarti di finale contro l’Ucraina col punteggio di 45-34.

Bourges2016 : squadra fioretto femminile under20Medaglia di bronzo invece per l’Italia di fioretto femminile Giovani. La squadra azzurra composta dalla vicecampionessa del Mondo Erica Cipressa, da Camilla Rivano, Elisabetta Bianchin e Serena Rossini, dopo essere  stata sconfitta per 45-38 dagli Stati Uniti in semifinale, ha vinto per 45-30 la finale per il bronzo contro la Romania.

In precedenza, le azzurre avevano superato per 45-29 l’Ungheria nell’assalto dei quarti di finale, dopo aver esordito  nel turno dei 16 contro la Cina, superando la squadra asiatica per 45-33.

Domani, nella nona giornata di gara, prosegue il programma riservato alle gare a squadre, con le prove di spada  maschile e di sciabola femminile.

Nella prima l’Italia sarà in pedana col quartetto formato da Valerio Cuomo, Davide Canzoneri, Federico Vismara e Gabriele Risicato.

Nella sciabola femminile, invece, la squadra azzurra sarà composta da Flaminia Prearo, Rebecca Gargano, Michela Battiston e Lucia Lucarini.

CAMPIONATI DEL MONDO GIOVANI – SCIABOLA MASCHILE – PROVA A SQUADRE – Bourges, 08 Aprile 2016

Finale

  • Russia b. ITALIA 45-43
  • Finale 3°-4° posto
  • Cina b. Corea del Sud 45-31

Semifinali

  • Russia b. Corea del Sud 45-30
  • ITALIA b. Cina 45-36

Quarti

  • Russia b. Ungheria 45-43
  • Corea del Sud b. Francia 45-44
  • Cina b. Giappone 45-43
  • ITALIA b. Ucraina 45-34

Tabellone delle 16

  • ITALIA b. Hong Kong 45-28

Classifica (27): 1. Russia, 2. ITALIA, 3. Cina, 4. Corea del Sud, 5. Ungheria, 6. Ucraina, 7. Giappone, 8. Francia.

ITALIA: Dario Cavaliere, Eugenio Castello, Federico Riccardi, Leonardo Dreossi

CAMPIONATI DEL MONDO GIOVANI – FIORETTO FEMMINILE – PROVA A SQUADRE – Bourges, 08 Aprile 2016

Finale

  • Polonia b. Usa 43-42

Finale 3°-4° posto

  • ITALIA b. Romania 45-30

Semifinali

  • Polonia b. Romania 45-32
  • Usa b. ITALIA 45-38

Quarti

  • Polonia b. Giappone 41-26
  • Romania b. Russia 37-30
  • ITALIA b. Ungheria 45-29
  • Usa b. Francia 45-31

Tabellone delle 16

  • ITALIA b. Cina 45-33

Classifica (24): 1. Polonia, 2. Usa, 3. ITALIA, 4. Romania, 5. Ungheria, 6. Russia, 7. Francia, 8. Giappone.

ITALIA: Erica Cipressa, Serena Rossini, Elisabetta Bianchin, Camilla Rivano

vivicentro.it-sport / SCHERMA – Mondiali Giovani BOURGES2016 – Italia a quota 15: ARGENTO Sciabola maschile, BRONZO per le fiorettiste

Il Mezzogiorno di SuperMatteo

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                                             Il Mezzogiorno o Meridione d’Italia *

Supermatteo è tornato e protegge con il suo mantello la ancora fragile candidatura di Valeria Valente. Due volte a Napoli in quattro giorni: mai visto un Renzi così concentrato sul Sud. Trasuda adrenalina meridionale. Il Vesuvio ormai gli è familiare e dopo l’annuncio sulla nuova Bagnoli, alle elezioni comunali si apre una partita diversa, che potrebbe mutare pronostici e sondaggi, per quel che valgono. Mercoledì il presidente del Consiglio si è occupato della bonifica dell’ex area industriale, partecipando alla “cabina di regia” in prefettura.

Oggi a Pietrarsa, assieme al ministro Dario Franceschini, il capo del governo si dedica al turismo, la principale risorsa di cui dispone il Mezzogiorno. È la riconversione, lenta ma necessaria, dall’industria pesante, spazzata via dalla competizione globale, all’arte, alla cultura, al paesaggio, alla ricerca, alle imprese “leggere” dell’innovazione e del digitale, innestate nel già robusto tessuto delle piccole e medie aziende e dell’agricoltura.

L’assiduità di Renzi colpisce ma non sorprende. Non è storia di oggi. Da almeno un anno, per rispondere a chi lo accusa di guidare un governo sbilanciato sul centro-nord, il presidente del Consiglio ha lanciato l’offensiva Mezzogiorno. Sul palco della Leopolda non è salito il giovane sindaco di Ercolano, simbolo di una terra in bilico tra criminalità e desiderio di rinascita? Nulla è casuale nella regia mediatica renziana. Tra qualche tempo tornerà da queste parti per la rimozione dei primi carichi di “ecoballe” di rifiuti.

Il capo del governo sa che, se non si irrobustisce lo sviluppo nelle regioni più povere del Sud, l’Italia stessa non crescerà oltre una certa soglia. Dunque la battaglia di Renzi nel Mezzogiorno è cruciale e non si fermerà, almeno fino alle prossime elezioni politiche. Ora ci sono le tappe intermedie, anch’esse centrali nei disegni del leader. Ovvero le elezioni amministrative di giugno.

In questa strategia, la riconquista del Comune di Napoli non è affatto secondaria. Il Pd di Renzi considera già persa la sfida? Ha sacrificato la città più importante del meridione agli accordi tra le correnti del partito? Può darsi, ma i fatti sembrano andare in direzione esattamente contraria. Il premier è interessato a Napoli al punto da sembrare lui stesso il candidato sindaco, in contrapposizione a Luigi de Magistris. Il quale, consapevole del disegno, punta sull’anti-renzismo radicale e lo cavalca fino a commettere l’errore, di oscurare le questioni concrete e quotidiane della vita cittadina.

Sul risanamento dell’ex Italsider il premier ha “scavalcato a sinistra” il sindaco, gli ha spuntato le armi con una svolta ultra-ambientalista («Toglieremo la colmata») che ha sorpreso perfino il primo cittadino. Non a caso, nella raffica quotidiana di accuse e insulti a Renzi, de Magistris ha infilato il timido riconoscimento che, se questo è il piano per Bagnoli, allora con il presidente del Consiglio si può perfino dialogare. Ma non è lo stesso sindaco che, appena una settimana fa, aveva denunciato le nuove “mani sulla città”? Quello che prima infiammava la piazza e poi invitava a “protestare con tenerezza”? Al de Magistris “zapatista” il presidente del Consiglio ha contrapposto il piano per Bagnoli di Vezio De Lucia, incentrato sul grande parco urbano. Meno cemento, più verde.

Bisognerà verificare, ovvio, che tenga fede alla promessa. Che ci siano le risorse e che le scelte fatte sappiano generare ricchezza in tempi certi. Che vengano chiariti tutti gli aspetti, a cominciare da quelli, ancora vaghi, sull’area “industriale- servizi”, che passa da 165 mila a ben 506 mila metri cubi. Nulla è scontato, quindi. Tuttavia è la prima volta che un presidente del Consiglio si impegna così, in prima persona, per Bagnoli e per Napoli, mettendo a rischio la propria credibilità.

Dentro uno scenario che guarda con necessitato interesse al Sud, Renzi si comporta come se facesse la campagna elettorale accanto a Valeria Valente, anzi al posto suo. Combatte per se stesso quasi sostituendosi a lei. Le dissoda il terreno. Le indica la strada, nella consapevolezza che il germoglio piantato nel terreno politico con una candidatura tardiva può diventare una pianta robusta, ma anche appassire se la Valente non saprà dimostrarsi all’altezza. Renzi scandisce perfino cronologicamente le tappe fino alle amministrative di giugno: la “cabina di regia” per Bagnoli si riunirà da metà aprile a metà maggio, poco prima del voto. È come se il segretario del Pd volesse farsi perdonare il “peccato originale” di una classe dirigente democratica inesistente sul piano locale.

Così torna SuperMatteo, che è certo un vantaggio per la Valente, ma può anche attestarne la debolezza politica, se la candidata non riuscirà a proporre un suo profilo robusto e autonomo. Antonio Bassolino fa trapelare ogni giorno sdegno per le contestate primarie del centrosinistra? Ecco Renzi offrirgli, incontrandolo, un riconoscimento impensabile per lo stesso Bassolino fino all’estate scorsa, quando maturò in lui il proposito di tornare in campo.

Tutto questo attenuerà l’ostilità di Bassolino verso gli ex figliocci Valente e Andrea Cozzolino? Lo spingerà ad impegnarsi? Presto per dirlo, intanto Bassolino ha abbandonato ogni proposito di rottura. Basterà per spodestare de Magistris? Renzi ha riaperto i giochi a Napoli, ma l’esito elettorale non è scontato. Di certo le sue sortite ridanno fiato alla Valente e perfino a Gianni Lettieri, candidato del centrodestra di fede renziana. Ma al premier e al nuovo sindaco, chiunque sarà, la città chiede in primo luogo che Bagnoli risollevi Napoli come l’Expo ha trascinato Milano.

vivicentro.it-sud-opinione / larepubblica /  Il Mezzogiorno di SuperMatteo di OTTAVIO RAGONE

*  Il Mezzogiorno o Meridione d’Italia è una macro-regione economica comprendente l’Italia Meridionale e quella insulare.

Storicamente corrisponde con buona approssimazione alle regioni comprese nell’ex Regno delle Due Sicilie (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia) più la Sardegna, ed includendo nella definizione storica anche una parte del Basso Lazio ed il Circondario di Cittaducale.

Renzi al Museo di Pietrarsa, e a Capodimonte con Franceschini

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                                              Museo di Pietrarsa

Il premier è atteso al Museo di Pietrarsa per le 11.30, imponente lo spiegamento di forze dell’ordine

Museo Capodimonte
Museo Capodimonte

PORTICI – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi torna a Napoli a distanza di tre giorni. Il premier è partito da Roma alle 9, poco dopo le 10 è arrivato al Museo di Capodimonte*: insieme al ministro Dario Franceschini, il presidente del Consiglio ha visitato il museo in compagnia del direttore Silvayn Bellenger. Una tappa a sorpresa, prima dell’annunciato appuntamento al Museo ferroviario di Pietrarsa* gli Stati generali del turismo, inaugurati giovedì proprio da Franceschini. L’intervento di Renzi è previsto per le 11.30.

A Pietrarsa Renzi sarà ricevuto dal governatore della Campania Vincenzo De Luca, dal sindaco di Portici Nicola Marrone, dal prefetto Gerarda Pantalone, dal sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, dall’eurodeputato Pina Picierno e da Mauro Moretti, presidente di Fondazione Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti.

L’EDITORIALE/IL MEZZOGIORNO DI SUPERMATTEO di Ottavio Ragone

Imponente, fin dalle prime ore della mattina, lo spiegamento di forze dell’ordine: carabinieri, polizia e unità cinofile. Su alcuni tetti sono appostati dei tiratori scelti.

vivicentro.it-sud-cronaca / larepubblica / Renzi a Capodimonte con Franceschini, imponente lo spiegamento di forze dell’ordine OTTAVIO LUCARELLI

COLLEGATA:

MUSEO NAZIONALE DI CAPODIMONTE

Il Museo nazionale di Capodimonte è un museo di Napoli, ubicato all’interno della reggia omonima, nella località di Capodimonte: ospita gallerie di arte antica, una di arte contemporanea e un appartamento storico.

Indirizzo: Via Miano, 2, 80137 Napoli – Orari: · 08:30–19:30 – Telefono: 081 749 9111

MUSEO FERROVIARIO DI PIETRARSA 

Come arrivare al Museo di Pietrarsa

Il Museo ferroviario di Pietrarsa,  è uno dei fiori all’occhiello del quartiere di San Giovanni a Teduccio. Costituito da 7 padiglioni per un’estensione complessiva di circa 36.000 metri quadrati, ospita locomotive a vapore, locomotive elettriche trifase, locomotive a corrente continua, locomotori diesel, elettromotrici, automotrici e carrozze passeggeri.

Come arrivare al Museo di Pietrarsa in treno

A pochi passi dal museo c’è la stazione Pietrarsa-S.Giorgio a Cremano servita ogni giorno da quasi 50 treni.

Come arrivare al Museo di Pietrarsa in automobile

Per chi proviene dalla A1 Roma Napoli imboccare uscita Napoli Centro – Via Marittima direzione Portici, alla fine di Via San Giovanni a Teduccio svoltare a destra in Traversa Pietrarsa. Da Salerno, percorrendo l’autostrada A3, imboccare l’uscita Ercolano – Bellavista o S. Giorgio a Cremano in direzione Napoli. Per carenza di aree destinate a parcheggio (sono presenti solamente i posti auto sulle strade principali) Trenitalia sconsiglia l’uso delle automobili per raggiungere il Museo.

Come arrivare al Museo di Pietrarsa in autobus

Per arrivare al Museo di Pietrarsa con i mezzi dell’Anm: da Piazza Garibaldi prendere gli autobus 254 e 256 direzione San Giorgio a Cremano; da Via Marina/Viale Amerigo Vespucci gli autobus 157, 254, 255 e 256 direzione San Giorgio a Cremano.

Come arrivare al Museo di Pietrarsa per i visitatori diversamente abili o con mobilità ridotta

Il Museo predispone di un accesso facilitato per tutti i visitatori diversamente abili o con mobilità ridotta. Per l’accesso al sito si prega di telefonare preventivamente al numero 081-472003 (opzione 1 o 2), per prenotare l’ingresso dedicato dal cancello carrabile, con attraversamento a raso, a cura del personale di stazione.

/diario partenopeo

Il Napoli crede nella rimonta e rimarrà in silenzio stampa

I dettagli

Il Corriere del Mezzogiorno scrive sul Napoli: “Il Napoli crede nella rimonta e rimarrà i silenzio stampa per ritrovare concentrazione e soprattutto il filo interrotto ad Udine, dove la squadra è apparsa in netto calo sia fisico che mentale. La rimonta non è poi tanto impossibile, visto che la Juventus sarà impegnata contro il Milan a San Siro, mentre gli azzurri avranno sulla carta una gara abbordabile”.

C’è Calzona dietro l’esordio di Sarri

I dettagli

Un curioso retroscena lega Maurizio Sarri e Francesco Calzona, il vice allenatore del Napoli che domenica guiderà la squadra contro il Verona. Il Corriere dello Sport riferisce nel lontano 1999-2000 fu proprio il secondo a consigliare al Tegoleto di ingaggiare il tecnico toscano. All’epoca Calzona ricopriva il ruolo di allenatore-giocatore e soprattutto lavorava come venditore ambulante di caffé: un binomio perfetto – scherza il quotidiano – con le sigarette del suo collega col quale proseguirà un percorso lungo 16 anni. Poi c’è una curiosità: Calzona insieme a Frustalupi, il vice di Walter Mazzarri, da ottobre ha cominciato a Coverciano il Master Uefa pro.

Attesi mille veronesi al San Paolo: domenica sfida tra la tensione

I dettagli

Il Corriere del Mezzogiorno scrive su Napoli-Verona: “Una sfida carica di tensioni: da una parte il pubblico napoletano a dir poco arrabbiato per la squalifica di Higuain (previste proteste civili allo stadio di Fuorigrotta), dall’altra i tifosi del Verona in ambasce per le sorti della squadra del cuore che è ultima a sei punti dalla zona salvezza. I supporters veneti sono attesi in mille, ma finora solo 200 sono stati i biglietti venduti in Veneto (la Digos ne prevede almeno 300)”.

A L’ Orda Azzurra si fa chiarezza: dossier sui favori arbitrali concessi alla Juventus

A L’ Orda Azzurra, programma in onda su Vivi Radio Web, il giornalista Ciro Novellino ha presentato un dossier sui favori arbitrali ricevuti dalla Juventus in questa stagione.
GIORNATA 3: Juventus-Chievo 1-1, arbitra Guida. Al minuto 62 viene annullato il gol del raddoppio del Chievo, regolare. Rigore inesistente concesso ai bianconeri per un tuffo di Cuadrado in area.
GIORNATA 4: Genoa-Juventus 0-1, arbitra Valeri. Mancata espulsione a Leminà, rigore inesistente fischiato
a Chiellini e rigore netto non concesso al Genoa.
GIORNATA 5: Juventus-Frosinone 1-1, arbitra Cervellera. Rigore per parata di Barzagli e mancata espulsione.
GIORNATA 7: Juventus-Bologna 3-1, arbitra Celi. Rigore inesistente assegnato ai bianconeri per il gol del 2-0.
GIORNATA 8: Inter-Juventus 0-0, arbitra Valeri. Rigore negato all’ Inter per fallo di mano di Bonucci.
GIORNATA 9: Empoli-Juventus 1-3, arbitra Massa. Mancata espulsione per Buffon che travolge fuori area Pucciarelli, terzo gol in palese posizione irregolare.
GIORNATA 13: Juventus-Milan 1-0, arbitra Mazzoleni. Rigore netto non assegnato al Milan con conseguente rosso a Bonucci.
GIORNATA 19: Sampdoria-Juventus 1-2, arbitra Mazzoleni. Altro rigore netto non concesso ai blucerchiati.
GIORNATA 26: Bologna-Juventus 0-0, arbitra Irrati. Mancato giallo a Bonucci, che era diffidato, e rigore netto non assegnato al Bologna per doppio fallo di mano.
GIORNATA 27: Juventus-Inter 2-0, arbitra Rocchi. Segna Bonucci che non avrebbe dovuto giocare per squalifica e rigore inesistente per il gol del 2 a 0.
GIORNATA 28: Atalanta-Juventus 0-2, arbitra Valeri. Mancata espulsione a Alex Sandro per gomitata.
GIORNATA 29: Juventus-Sassuolo 1-0, arbitra Celi. Espulsione non assegnata a Marchisio e rigore netto non assegnato al Sassuolo.
GIORNATA 30: Torino-Juventus 1-4, arbitra Rizzoli. Mancato secondo cartellino giallo con conseguente espulsione ad Alex Sandro per aver causato fallo da rigore, gol annullato al Torino per presunto fuorigioco ed espulsione non data a Bonucci per proteste.

Queste, al termine, le considerazioni del direttore Mario Vollono al riguardo:
Sbagliare è umano ma per dare una certa trasparenza al campionato bisogna abbandonare le designazioni e ritornare al sorteggio. Come emerge dal dossier sono sempre gli stessi gli arbitri designati per dirigere i match della Juve. Se fossi tifoso della Juventus tutta questa situazione mi darebbe anche fastidio: i bianconeri, su 18 elementi, sono superiori al Napoli; hanno delle risorse economiche superiori per creare una rosa ampia e competitiva. Tutti questi episodi vanno a sminuire il valore di una rosa che, anche senza “l’ aiutino”, avrebbe potuto raggiungere gli stessi risultati: c’è bisogno di uniformità. Nulla toglie che anche al Napoli sono stati concessi alcuni favori, ma non hanno influito in questo modo sulla classifica”.

La Chiesa non condanna il peccatore

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Ritengo sia lo stile e l’impianto generale l’aspetto più importante nel valutare a caldo un testo di 250 pagine riguardo al quale molti, nell’opinione pubblica dentro e fuori la chiesa, parevano interessati solo alla presenza o meno di poche righe su un paio di problematiche specifiche.

Ed è anche l’aspetto più originale per un documento papale, come già ci aveva abituato papa Francesco con la Evangelii gaudium e la Laudato si’. Frutto dell’ascolto e del discernimento da parte del Papa dei dibattiti e dei testi emersi da due sinodi dei vescovi che hanno ritrovato la loro natura di dialogo franco e fraterno, l’esortazione «sull’amore nella famiglia» riprende e approfondisce il paziente lavoro, proprio dei pastori.

«È comprensibile – annota papa Francesco – che non ci si dovesse aspettare dal sinodo o da questa esortazione una nuova normativa generale di tipo canonico applicabile a tutti i casi» ma, piuttosto, «un nuovo incoraggiamento a un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari» (§ 300). Così essa appare come il primo documento del magistero papale rivolto alla Chiesa universale presente ovunque nel mondo che non consegna un messaggio globalizzato, ma che tiene conto delle diversità delle aree culturali e della complessità degli itinerari di umanizzazione percorsi dai popoli. Il messaggio del vangelo richiede sempre di essere inculturato, come lo è stato già nei primi secoli: la Chiesa nell’annunciarlo deve quindi essere attenta alle tradizioni, alle sfide, alle crisi presenti nei diversi luoghi. Non ci sono infatti solo «segni dei tempi», ma anche «segni dei luoghi» da discernere con sapienza e impegno, perché in ogni cultura e nel suo evolversi sempre permangono dei semina verbi, la parola di Dio a livello di seme.

In quest’aria nuova, che si arricchisce di contributi provenienti dall’intera cattolicità, due convinzioni evangeliche sembrano orientare l’intera riflessione: il primo è che non ci sono cristiani «irregolari» e cristiani cosiddetti «giusti», ma che tutti sono chiamati costantemente a convertirsi e a ritornare al loro Signore. L’altro è che «nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo!» (§ 297). Ecco il cuore ardente che dovrebbe irrorare tutte le considerazioni di fronte all’avventura del matrimonio, alla realtà non sempre riuscita delle storie d’amore e della vita familiare e, più in generale, della vita umana e cristiana: «la logica del Vangelo». Le diverse situazioni, le singole persone, le stagioni culturali e i segni dei tempi, le sofferenze e gli errori, le fatiche e le incomprensioni, ma anche gli slanci generosi e la paziente fedeltà quotidiana, tutto dovrebbe essere riletto secondo «la logica del Vangelo».

È in questa ottica che papa Francesco chiede alla chiesa tutta di avere lo sguardo di Gesù anche sulle diverse situazioni dette «irregolari» (termine che non piace al Papa) o non conformi alla volontà di Dio: uno sguardo che non condanna in modo definitivo perché solo il Signore potrà giudicare nel giorno della sua venuta il peso delle responsabilità di ciascuno e la sua colpevolezza. La Chiesa non è autorizzata neppure a dichiarare qualcuno «in stato di peccato mortale», privo della grazia di Dio che può santificare anche chi oggettivamente vive una situazione contraddittoria al vangelo. Sì, come Gesù così la Chiesa giudica il peccato, condanna il peccato ma non condanna e non giudica in modo definitivo il peccatore. Ogni persona che pecca resta più grande del peccato commesso.

Allora il capitolo ottavo, che tenta di leggere le diverse contraddizioni – presenti nel mondo e nella vita cristiana stessa – al disegno divino sul matrimonio, offre novità di accenti ai quali il popolo cristiano non è abituato. Nella consapevolezza che tutti, anche i cristiani, restano peccatori per tutta la vita perché «non è il bene che vogliono fare che fanno, bensì il male che non vogliono» (come confessa per sé san Paolo nella Lettera ai Romani) la Chiesa non può far altro che annunciare la misericordia, non a basso prezzo, non svuotando la grazia, ma operando un discernimento e aiutando i cristiani a fare essi stessi discernimento attraverso la loro coscienza. Va riconosciuto: mai in nessun documento magisteriale si era giunti a evidenziare in modo così chiaro il ruolo della coscienza, una coscienza formata, che sa ascoltare la parola di Dio e i fratelli, ma una coscienza che è istanza centrale e ultima, patrimonio di ciascuno come luogo della verità cercata sinceramente. In questa prospettiva cade ogni muro tra giusti e ingiusti, tra peccatori manifesti e peccatori nascosti, e tutti stiamo come disobbedienti sotto il giudizio di Dio. E da questa operazione di discernimento, compiuta in modo serio, impegnato, ecclesiale, si potrà anche in casi personali particolari valutare l’eucaristia come alimento per i deboli, mendicanti dell’amore di Dio, e non premio per i giusti.

Questo e non altro mi sembra vogliano dire le ponderate e sapienti parole usate da papa Francesco per ricordare la logica del Vangelo e per narrare una sollecitudine che è quella di Gesù verso i suoi discepoli, tutti «duri di cuore e lenti a credere», tutti bisognosi di una misericordia più grande del loro pensare umano, più equa di ogni giustizia, più feconda di ogni rigidità.

In modo sintetico e lapidario potremmo affermare che con questa esortazione papa Francesco ha reso «gioiosa notizia», evangelo, la coppia, la sessualità, il matrimonio, la famiglia e la fedeltà. Chi temeva che il Papa cambiasse la dottrina o contraddicesse la grande tradizione cattolica e ha diffidato del suo magistero e dei sinodi, deve ricredersi radicalmente. Quello che è mutato, infatti, è lo sguardo della Chiesa: è caduta ogni visione cinica e angosciata della sessualità e l’annuncio dell’amore tra uomo e donna ha ripreso il suo splendore di verità senza abbagliare. Certo, questo testo spiacerà ai «giusti incalliti», a quelli che il Vangelo denuncia come sedicenti «vedenti» ma che in realtà sono «ciechi». Attirerà invece a Cristo, medico delle vite umane, quelli che si sanno peccatori, umiliati dai loro peccati, bisognosi della misericordia del Signore. La santità, infatti, non è una virtù che sta dietro a noi e che smarriremmo andando avanti, il cammino della santità è davanti a noi: è il cammino in cui, passo dopo passo, diventiamo più capaci di amare e di essere amati.

vivicentro.it-editoriale / lastampa / La Chiesa non condanna il peccatore ENZO BIANCHI

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Fare il DS a Napoli non è semplice, Giuntoli se ne sta accorgendo

La Gazzetta dello Sport scrive sul Napoli

“Fare il direttore sportivo nel Napoli non è affatto semplice. Se ne sta accorgendo anche Cristiano Giuntoli, l’unica figura dirigenziale vicina a Sarri nella gestione dello spogliatoio. De Laurentiis delega ma vuole essere messo a conoscenza dei dettagli di ogni affare, la contrattualistica del club è molto particolare. Non per questo, però, il d.s. ha un ruolo meno importante. Deve solo sapersi ritagliare con pazienza i propri spazi. Giuntoli ha cominciato a farlo ed avrà tempo per ampliare il raggio d’azione”.

Il numero svedese

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Componendo il numero +46 771 793 336, una voce registrata avverte che a breve ci risponderà un cittadino svedese, scelto a caso tra coloro che hanno aderito alla proposta del governo di diventare ambasciatori telefonici del proprio Paese. Chi telefona chiede dritte sugli alberghi e sugli itinerari, discute di immigrazione, cerca semplicemente compagnia. L’iniziativa sta riscuotendo un successo straordinario (più di seimila chiamate il primo giorno), tanto che qualcuno potrebbe essere tentato di introdurla in Italia, meta turistica per eccellenza. Sarebbe con ogni evidenza una sciagura.

Intanto chi chiama troverebbe sempre occupato: gli italiani sono perennemente al telefono. Nei rari casi in cui la linea è libera, prende male e cade di continuo (solo le intercettazioni della ministra Guidi sembrano sfuggire a questa regola). Nell’eventualità mirabolante che al sedicesimo tentativo il turista riuscisse a stabilire un contatto, si troverebbe di fronte allo scoglio della lingua. Gli svedesi parlano tutti benissimo l’inglese. Gli italiani parlano tutti abbastanza male l’italiano. Qualcuno anche l’inglese. Ma se l’interlocutore straniero avesse la disgrazia di conoscere la nostra lingua, si sentirebbe rispondere con una di queste formule di cortesia a scelta: «Non ho bisogno di nulla, riprovi quando c’è mia moglie»; «Robé, sei tu? Basta con ’sti scherzi, dai»; «E a me che me ne viene in tasca?»; «Se cerca un ristorante le consiglio quello di mio cugino, dica che la mando io»; «Come ti chiami? Jessica… Ma quale albergo, vieni a dormire da me… Prima però per sicurezza mandami una foto».

vivicentro.it-opinione / lastampa / Il numero svedese MASSIMO GRAMELLINI

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ESCLUSIVA – Bordin: “Ionita che numeri e Jorginho è il top. Gabbiadini? Determinante”

Queste le sue dichiarazioni

L’ex calciatore del Napoli ed attuale allenatore della Triestina, Roberto Bordin è intervenuto, in esclusiva, a L’Orda Azzurra, il programma che va in onda sulle frequenze di Vivi Radio Web la radio ufficiale di Vivicentro.it. Queste le sue dichiarazioni:

Come si spiega questa scelta tecnica nei confronti di Luca Toni?

“Toni era ideale per il gioco di Mandorlini. Ho letto qualche intervista e non so se la sua esclusione sia per scelta tecnica. La squadra ha fatto una bella prestazione a Bologna riaccendendo qualche briciolo di speranza anche se sarà molto difficile raggiungere la salvezza”.

Ionita piace e tanto al Napoli, che calciatore è?

“Ionita sta facendo un grande percorso per raggiungere obbiettivi importanti, dalla Nazionale a squadre che lottano per grandi obbiettivi. E’ un centrocampista moderno: usa entrambi i piedi e ha il vizio del gol, cosa che non guasta mai per un centrocampista; sarebbe un grande acquisto”.

Jorginho, si aspettava questa esplosione?

“Mi aspettavo la crescita di Jorginho, è un ragazzo che vuole sempre maturare per ambire a grandi risultati. Negli ultimi anni ha fatto fatica in un centrocampo a due, ma diventa determinante nel centrocampo a tre perchè ha grandi doti sia in fase offensiva che difensiva. La sua crescita gli ha consentito di raggiungere anche la Nazionale”.

Non ci sarà Higuain ma a Napoli c’è un calciatore in grado di sostituirlo…

“Gabbiadini ha sempre dimostrato di essere determinante ma è sempre difficile sostituire un campione come Higuain. Al di là degli attaccanti Sarri ha fatto un grandissimo lavoro con tutta la squadra”.

Scudetto, la differenza la fa solo l’abitudine alle presioni?

“La Juventus ha vinto tanto ed è abituata a molte pressioni, hanno recuperato tanti punti contro i pronostici di tutti. Il Napoli ha le carte in regola per lottare fino alla fine, peccato per lo scivolone di Udine”.

La stagione negativa del Verona…

“Il Verona è partito molto male, ci sono stati diversi infortuni: questo ha condizionato molto il rendimento di tutta la squadra. Si è sentita molto la mancanza di una rosa più ampia”.

a cura di Ciro Novellino

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