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Spagna, il business dei rimpatri: Air Europa si assicura l’esclusiva sui voli dei migranti

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RIMPATRI – Le Ong li chiamano “i voli della vergogna”, ma ogni volta che si apre un bando scatta la corsa delle compagnie. Il vettore del gruppo Globalia, in tandem con Swiftair, si è assicurato un prolungamento della concessione di diciotto mesi per quasi 12 milioni di euro. Polemiche sull’assegnazione

MADRID – E’ un business che fa gola alle compagnie aeree: riportare in patria i migranti in situazione irregolare. In altre parole, gestire le deportazioni. Le Ong e le associazioni che lottano contro le espulsioni e che, da tempo, sollecitano la chiusura dei Cie (i centri d’internamento creati dal governo), li chiamano senza mezzi termini “i voli della vergogna”. Ma ogni volta che il Ministero dell’Interno lancia un bando, parte la corsa per assicurarsi il contratto. E, di nuovo, l’ha spuntata la compagnia del gruppo Globalia, Air Europa, in alleanza con Swiftair, che ha visto prolungata di diciotto mesi la concessione di cui già disponeva, sconfiggendo la concorrenza della Ute (unione temporanea di imprese) formata dalla filiale regionale di Iberia, Air Nostrum, in alleanza con Barceló Viajes.

Al precedente concorso era filato tutto liscio, essendo Air Europa l’unico candidato. Ma, in questa occasione, non è mancata la polemica, perché l’offerta di Air Nostrum era, almeno in teoria, più conveniente per lo Stato. Alla fine, invece, il governo ha scelto l’aerolinea di Globalia per un prezzo complessivo di 11,8 milioni di euro. Per i viaggi della deportazione, Air Europa incasserà da un minimo di 9000 euro per ora di volo nel caso in cui i passeggeri non superino il numero di 75, fino a un massimo di 21.300 quando si trasportino più di 200 persone.

Fra il mese di gennaio del 2010 e ottobre del 2014, il Ministero dell’Interno ha espulso 9410 migranti in 257 voli internazionali. I voli di deportazione sono considerati operazioni di polizia e, di conseguenza, hanno un carattere riservato. L’unico organismo che periodicamente pubblica dati sui cosiddetti “voli della vergogna” è il Defensor del Pueblo (l’ombudsman spagnolo), che elabora le informazioni fornite dall’agenzia europea Frontex e dallo stesso Ministero dell’Interno. Secondo l’ultimo rapporto disponibile, nel 2014 il governo di Madrid organizzò il rimpatrio di 3373 migranti su 134 voli. La maggior parte, con destinazione Ceuta o Melilla, per riconsegnare gli stranieri in situazione irregolare alle autorità marocchine. Le altre destinazioni più frequenti: Mali, Nigeria, Senegal, Colombia ed Ecuador.

Il presidente dell’aerolinea Air Nostrum, Carlos Bertomeu, ha fatto sapere che sta valutando l’ipotesi di presentare un ricorso contro l’assegnazione del contratto al consorzio concorrente, che richiederà un esborso per lo Stato superiore a quello preventivato dall’offerta della filiale di Iberia, che ha sede a Valencia. Ma il Ministero dell’Interno, nel giustificare la scelta, ha addotto una mancanza di solvenza tecnica delle aeronavi bimotore proposte da Barceló e dalla filiale di Iberia, insieme a presunte carenze nella documentazione sui titoli dei piloti.

vivicentro.it-economia / larepubblica / Spagna, il business dei rimpatri: Air Europa si assicura l’esclusiva sui voli dei migranti ALESSANDRO OPPES

Pirellone chiuso per elezioni, ai consiglieri un mese di vacanza. L’opposizione: “Inaccettabile”

Liberi tutti con la scusa della campagna elettorale per le Amministrative, cancellata l’ultima seduta prima della pausa. I consiglieri continueranno a percepire lo stipendio: circa 8mila euro al mese

Il Consiglio regionale della Lombardia si prende un mese di vacanza con la scusa della campagna elettorale per le elezioni amministrative. Il Pirellone infatti dopo la seduta di martedì 10 maggio resterà chiuso fino al 7 giugno. Lo ha deciso e comunicato il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo dell’Ncd, d’accordo con la maggioranza di centrodestra che governa la Lombardia. In pratica, un mese di vacanza per tutti i consiglieri regionali che, naturalmente, continueranno a percepire lo stipendio mensile, pari, in media, a 8mila euro al mese.

L’ultima seduta prima della pausa elettorale, infatti, è stata fissata per martedì 10, mentre non è più stata convocata quella che era in programma il martedì successivo, 17 maggio, che doveva approvare il piano pluriennale della mobilità. Nella seduta del 10 maggio, invece, all’ordine del giorno c’è il via libera alla legge di Semplificazione. Un provvedimento che contiene tra l’altro due novità. La possibilità per i lombardi di usufruire di uno sconto del dieci per cento sul bollo auto e sul canone di affitto nelle case popolari per i cittadini che sceglieranno come forma di pagamento la domiciliazione bancaria.

Una mossa che l’opposizione di centrosinistra legge come uno spot elettorale in vista delle Amministrative. “Sarà una legge mancia per ragioni elettorali”, protesta il capogruppo del Pd al Pirellone Enrico Brambilla, che aggiunge: “Il Consiglio regionale si fermerà per quasi un mese per consentire a Maroni e al centrodestra di fare campagna elettorale e questo è inaccettabile”. Tra l’altro, il governatore leghista Maroni è capolista per il suo partito a Varese dove si volta per eleggere il nuovo sindaco. La candidatura ha avuto anche come effetto quello di far sospendere il processo a suo carico per turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e induzione indebita per presunte pressioni per far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a due sue ex collaboratrici.

vivicentro.it-nord-politica / larepubblica / Pirellone chiuso per elezioni, ai consiglieri un mese di vacanza. L’opposizione: “Inaccettabile” ANDREA MONTANARI

L’unico gol azzurro di Frappampina in Napoli-Udinese 2-1 del 1984

I dettagli

Il giorno 6 maggio il Napoli ha giocato undici partite, otto in serie A, una in serie B e due in coppa Italia, ottenendo sei vittorie e due pareggi, con tre sconfitte.

Ricordiamo il 2-1 all’Udinese nella penultima giornata della serie A-1983/84

Questa è la formazione schierata da Rino Marchesi:

Castellini; Bruscolotti, Boldini; Frappampina, Krol, Ferrario; Celestini, Dal Fiume, Pellegrini, Dirceu, De Rosa (66′ Caffarelli)

I gol: 13′ Frappampina, 75′ Ferrario (rig), 86′ Pradella

A due giornate dalla fine il Napoli era quintultimo in classifica e gli azzurri centrarono la salvezza grazie anche ai due punti conquistati contro l’Udinese. Il gol che ha aperto le marcature contro i friulani è l’unico segnato in maglia azzurra da Angelo Frappampina. Il difensore vanta 28 presenze con il Napoli, 26 in serie A e due in coppa Italia.

 

Auguri a Mertens!

I dettagli

Compleanno in casa azzurra: Dries Mertens compie 29 anni. L’attaccante azzurro è nato a Lovanio (Belgio) il 6 maggio del 1987.

A Mertens vanno gli auguri di tutta la redazione di Vivicentro.it.

I giovani padrini della camorra 2.0: social usati come un’arma

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Non basta sparare, non basta uccidere, non basta comandare per strada, nel rione. Non basta. Serve un pubblico più ampio, una platea accesa giorno e notte. In una società in cui la vita viaggia su uno smartphone anche la camorra cerca i like e le condivisioni e inventa emoticon, status, datori di lavoro, identità.

Il viaggio nella “camorra social” è una discesa lenta in un inferno in cui realtà e fantasia si confondono, e i modelli da seguire passano con la velocità di un post da Totò Riina a Fidel Castro e Che Guevara. Una generazione di 20enni, che scrive: “Ho tutta la vecchiaia per essere sereno e la morte per riposarmi, ora vivo pericolosamente” (smile con occhiali da sole-bomba a mano-pistola).

Minacce, citazioni e errori di grammatica: ecco la pagina Facebook di Mallo e degli altri aspiranti boss

Avvertimenti Walter Mallo su FB

Una generazione che nella vita fa la “ricotta”, cioè che non fa nulla e usa uno slang tra napoletano e inglese con frasi tipo ”Me fort o broo my- emoticon a cuore”, che si traduce più o meno così: “Sei forte fratello mio, ti voglio bene”. Profili di ragazzi che scrivono: “La strada e lunga e tortuosa … siamo mine vaganti senza freni”, proprio come l’ultimo caso: il boss Walter Mallo. Mallo, 26 anni e una lacrima tatuata sotto l’occhio sinistro, ha due profili Facebook. Uno più romantico, per la fidanzata/e in cui dice che “dopo un adolescenza (scritto senza apostrofo ndr) vissuta per strada, un periodo passato in carcere è arrivato il momento di crearmi una famiglia voglio un figlio lo desidero”.

E un profilo (abbastanza recente) per i “fratelli”, in cui si scaglia contro gli “infami” e le “calugne” scritte dai giornali. Le foto sono quasi sempre primi piani e frasi di autoesaltazione: “Il destino non ha potuto fare altro che abbassarsi ai miei piedi cio che voglio lo riaggiungo” (testuale ndr). Tra i commenti: “Fratm sei il numer 1” e poi una pioggia di emoticon a forma di bomba o di pistola. “Pentimento”, “infami”, “disonore” sono parole ricorrenti. Mallo aspetta che “passi la tempesta” e ricorda ”La pazienza ha più potere della forza”. Di sé scrive: “Vengo dalla vecchia guardia quella fatta da uomini con valori nascosti, la loro umilta mi e stata trasmessa e la portero avanti sempre … il sangue onorato vincerà”(quasi mai le parole sono accentate). Tra i commenti c’è tutto un proliferare di “sei la mia carne”, “sei la mia vita”, “Sei il mio sangue” e giù baci e cuori, anche tra uomini, per sottolineare (nel linguaggio di Facebook) il “legame di sangue”.

E sul profilo di “WalterEmanara” scrive anche Luca Ciotola, il pregiudicato ucciso ieri, in casa sua – dove era ai domiciliari – a Fuorigrotta (linkando sul suo nome appare il suo ultimo post è una foto di una farfallina con la scritta: “Buone notizie”, poche ore prima di essere ucciso), che rivolgendosi a Mallo scrive: “Sei una bella persona, porti luce non porti ombra”.

Il 4 febbraio scorso, il giorno dell’omicidio a Miano di Giuseppe Calise, ritenuto un suo uomo, Mallo su Facebook attacca gli “infami di merda” e i “giornalisti falliti”. “Fratello mio, un’anima buona come la tua non meritava questo. Avrai potuto fare tutti gli sbagli che diranno ma sono stati infami e la pagheranno”, la promessa.

Il boss 2.0 sul suo profilo cita dal re Salomone che schiavizzava i traditori a Fidel Castro ( “O patria o morte”) o Che Guevara(“Hasta la victoria, siempre”) . Scrive che oltre ad aver studiato all’università Federico II attualmente vive a New York, creandosi un’identità virtuale, tra realtà e fantasia, tra bisogni e desideri. Mallo posta uomini incappucciati e armati e una sua foto a metà con quello che dovrebbe essere il padre Giovanni (boss ucciso negli anni ‘90) e la scritta: “Il meglio di me”. Un eroe nero, che vive ”in un era (senza apostrofo ndr) nella quale gli interessi prevaricano i sentimenti, gente che si reputa onorata e lega in stretto contatto con gente disonorata, noi sempre a testa alta”, e ancora : “Questa è la nuova era le nuove leve con il codice della vecchia guardia w.m”.

Un eroe di una generazione perduta, anche in rete.E il caso di Mallo non è il primo. Anche Giovanni Tabasco, accusato dell’omicidio di Vincenzo Amendola (il ragazzo trovato sepolto a San Giovanni a Teduccio, lo scorso febbraio) sul suo profilo scriveva frasi da duro come “Ottengo sempre ciò che voglio” o “Niente è proibito”. Andrea Saraiello, di Secondigliano, ucciso a 26 anni nel settembre 2015, aveva un profilo con un nome inglese e la sua foto mentre si puntava alla tempia una pistola d’oro e la scritta: “Rispetto chi mi odia, non chi finge di amarmi”. Per finire ai ”Barbutos” di Forcella che avevano postato su Facebook il bacio in bocca tra affiliati per giurarsi eterno silenzio.

vivicentro.it-sud-cronaca / larepubblica / I giovani padrini della camorra 2.0: social usati come un’arma CRISTINA ZAGARIA

Giuntoli vola ad Amsterdam per Klaassen…dopo il Frosinone

Lo riferisce Il Mattino

Il Napoli potrebbe incassare cifre molto alte al punto da mettere in cima alla lista dei desideri il gioiellino dell’Ajax Davy Klaassen. I sondaggi con l’Ajax non sono mancati in queste ultime settimane e l’affare sembra in dirittura d’arrivo, ma non ancora concluso. La missione ad Amsterdam di Giuntoli partirà solo dopo la gara con il Frosinone.

GIRO D’ITALIA – Il Giro prende il via oggi con una Cronometro Individuale di 9,8 km

Buongiorno dalla prima tappa del Giro d’Italia, in programma dal 6 al 29 maggio e organizzato da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport, la Cronometro Individuale di Apeldoorn – Provincia del Gelderland – di 9,8 km.

La prima tappa scatterà all’interno del velodromo di Apeldoorn, già sede dei Mondiali su Pista del 2011.

Il primo atleta in gara, Fabio Sabatini (Etixx – Quick Step), partirà alle ore 13.45. Gli altri atleti seguiranno con intervalli di 1 minuto, con l’ultimo atleta, Michael Hepburn (Orica GreenEdge), che partirà alle 17.02.

Favoriti di giornata lo svizzero Fabian Cancellara (Trek – Segafredo), l’idolo locale Tom Dumoulin (Team Giant – Alpecin), il lussemburghese Bob Jungels (Etixx – Quick Step) e vari altri specialisti delle prove contro il tempo.

METEO
Apeldoorn (13.45 – Partenza): Soleggiato, 20°C. Vento: moderato – 18kmh.
Apeldoorn (17.15 – Arrivo): Soleggiato, 23°C. Vento: moderato – 18kmh.

ORARIO E PROGRAMMA
Partenza: Apeldoorn, Omnisportcentrum
Arrivo: Apeldoorn, Loolan
Rilevamento Cronometrico – km 4,8 – Apeldoorn, General Van Heutszlaan
Arrivo previsto ultimo corridore: 17.15
Quartiertappa: Apeldoorn, Omnisportcentrum

PERCORSO
Tappa 1 – Apeldoorn (Cronometro individuale) 9,8 km
Cronometro interamente cittadina che si snoda lungo ampi viali rettilinei con poche curve ad angolo retto. Lungo il tracciato si incontrano dossi, rotatorie e altri tipici ostacoli stradali dell’arredo urbano. Rilevamento cronometrico intermedio al km 4,8.

Ultimi km
Ultimi chilometri perfettamente pianeggianti caratterizzati da due curve verso destra connesse da tre rettilinei. L’ultima curva immette nel rettilineo di arrivo in asfalto di 600 m (larghezza 6,5 m).

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Insigne vuole l’Europe, ma ieri è stata una giornata no!

I dettagli

L’ipotesi che Lorenzo Insigne possa non far parte del gruppo azzurro di Antonio Conte non ha certamente fatto piacere al calciatore del Napoli, come riferisce la Gazzetta dello Sport: “Hai voglia a dire che i calciatori non leggono i giornali. Lorenzo Insigne ha saputo ieri di prima mattina quanto è stato scritto di lui, a proposito della sua presenza all’Europeo in dubbio. Non si è mai sentito sicuro del posto, neppure dopo lo splendido gol alla Spagna, ma non l’ha presa bene e questo farà felice Antonio Conte che vuole portare in Francia soltanto gente altamente motivata”.

Pinotti: “Verità sul parà morto a Pisa nella caserma Gamerra 17 anni fa”

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Il ministro alla commissione che indaga sulla fine del parà Emanuele Scieri: “Ci furono inaccettabili ritardi”

Ci sono voluti 16 anni e 10 mesi perché un ministro della Repubblica collegasse la parola nonnismo al caso della morte del parà Emanuele Scieri nella caserma Gamerra di Pisa. Lo ha fatto ieri mattina Roberta Pinotti, titolare della Difesa, durante un’audizione davanti alla commissione parlamentare di indagine sul caso del militare ventiseienne di Siracusa morto in Toscana il 13 agosto del 1999 in circostanze mai chiarite. “Sentiamo forte il dovere – ha detto Pinotti – di rifiutare la prospettiva che la scomparsa di un giovane, innamorato della vita, presenti ancora oggi diverse circostanze non chiarite. Già allora evidente come quel drammatico fatto non potesse in alcun modo essere derubricato ad un ‘tragico evento’, e neppure ad un mero fatto di bullismo”.

La storia della morte di Emanuele Scieri è rimasta un buco nero. Malgrado le molte richieste non si è mai riusciti, fino ad ora, a mettere in piedi una commissione parlamentare sul caso. “Diversi deputati, di tutte le estrazioni politiche, hanno richiesto dal ’99 in poi e fino al 2009 che il Parlamento approfondisse il caso. Ma tutte le volte che si presentava il progetto alla Commissione Difesa non si raggiungeva la maggioranza – spiega Sofia Amoddio (Pd), presidente della Commissione d’inchiesta – Finalmente noi ci siamo riusciti”. La Commissione ha chiesto una serie di documenti al ministero della Difesa e all’Esercito. Pinotti ieri è stata molto disponibile a collaborare. “non troverete porte chiuse, e neppure socchiuse. Sono a vostra disposizione tutti gli atti in possesso dell’Amministrazione necessari ai vostri lavori, anche quelli più sensibili – ha detto Pinotti – La morte di Lele è una ferita ancora aperta anche per le forze armate: è un vulnus inaccettabile da noi e da tutte le istituzioni dello Stato, occorre ricercare tenacemente la verità”.

Emanuele Scieri cadde dalla torre di asciugatura dei paracadute, alta 12 metri, il 13 agosto. Nessuno lo cercò per due giorni. Come mai? Questo è uno dei misteri di questa storia. “L’inaccettabile e colpevole ritardo nel rinvenimento del corpo di Emanuele Scieri chiamava in causa responsabilità diverse da quelle attribuibili a coloro che, presumibilmente, potevano essere stati i diretti responsabili”, ha detto ieri Pinotti. Il ministro ha commentato anche il cosiddetto “Zibaldone”, una sorta di manuale del parà con la descrizione di vari scherzi ai quali sottomettere le reclute. “Un insieme inquietante di scritti di circa 120 pagine, in cui si mescolavano citazioni auliche con prescrizioni su una quantomeno opinabile ‘disciplina perfetta’; materiale certamente non rispondente, anche all’epoca, all’etica militare, assemblato dal Generale Celentano, allora comandante della Brigata Folgorè. Un compendio che letto con gli occhi di oggi suscita perplessità e sconcerto”.

La Difesa fece un’indagine interna in cui si accertò che “il giovane militare era caduto da quella scala ed era restato per un tempo incredibilmente lungo in un angolo della caserma, senza che nessuno sentisse l’obbligo di avviare delle ricerche”. In quel delicato passaggio storico, ha proseguito Pinotti, “quando si introducevano importantissime riforme in un settore rimasto per decenni uguale a se stesso, ogni sforzo doveva essere fatto per estirpare definitivamente il fenomeno nonnismo, quale forma di gerarchia parallela e di riproposizione di ‘riti di iniziazionè che, dalla goliardia, potevano scivolare facilmente nella violenza”. Sofia Amoddio inoltre ha spiegato di avere “bisogno urgente di una serie di atti. Dobbiamo accedere prima possibile agli archivi della caserma Gamerra”.

vivicentro.it-centro-cronaca / larepubblica / Pinotti: “Verità sul parà morto a Pisa nella caserma Gamerra 17 anni fa” MICHELE BOCCI

Fulvio di Giuseppe: “Contro la Juve Stabia una partita da vincere, senza fare calcoli”

Le parole di Fulvio di Giuseppe al Pungiglione Stabiese

Nel corso della trasmissione radiofonica di ViviRadioWeb, “Il Pungiglione Stabiese”, abbiamo avuto in collegamento Fulvio di Giuseppe collega di Foggia Città Aperta; con lui si è parlato del match di sabato pomeriggio tra Juve Stabia e Foggia.

Ecco le sue dichiarazioni.

Il Foggia è reduce dalla vittoria contro il Martina Franca per 4-0. Ai rossoneri basterebbe un punto per ottenere il secondo posto matematico: Il Foggia giocherà per vincere. Con un pari si, i rossoneri sarebbero matematicamente secondi nel proprio girone non a livello globale. Quindi è giusto che a Castellammare si giochi per vincere senza fare calcoli. La squadra ha dimostrato di vincere e perdere contro tutti. Già alla vigilia contro il Martina, il tecnico De Zerbi ha spronato la squadra ad ottenere 6 punti in queste ultime due gare, per entrare di diritto nella griglia come migliore seconda. Tra l’altro De Zerbi in sala stampa al termine della partita contro il Martina ha voluto sottolineare di essere intenzionato di giocarsi la partita per avere poi la certezza di giocare in casa l’eventuale semifinale/finale la gara di ritorno, sfruttando così il fattore ambientale da parte dei rossoneri. Discorsi leciti, ma indubbiamente sarà comunque difficile espugnare il catino del Menti, visto che non ci saranno tifosi rossoneri al seguito.

La debacle inattesa al San Vito di Cosenza è stata fatale per il primato: In parte si, non proprio se guardiamo i risultati altrui, visto che il Benevento non ha perso colpi. I satanelli hanno tramontato il sogno di agganciare il primato dopo le due sconfitte in esterna contro la Fidelis Andria e in casa del Messina. Il Benevento invece pur vincendo di misura, è stata dunque, la squadra più costante del campionato. A mio giudizio il Foggia è la compagine che gioca meglio a calcio nel girone, dimostrando di poter giocare tranquillamente in serie B visto che ha perso un grappolo di partite per assenza di cattiveria pur disponendo un organico superiore alle altre compagini.

Il Foggia è forte dal centrocampo in su, ma la retroguardia lascia qualche varco di troppo: Si esattamente. Ha alternato momenti da squadra solida e imbattuta per diverse partite, pagando poi una mini crisi di risultati. Il tecnico ha cambiato anche diversi schieramenti in corso d’opera alternando la difesa a quattro o a tre qualora decideva di spostare Coletti sulla mediana. Ha inciso anche l’assenza del portiere titolare Narciso, sostituito con Micale non proprio esente da varie colpe; tanto da beccarsi diverse critiche dagli addetti ai lavori. I rossoneri hanno sempre dimostrato di poterci fare in area di rigore, dotati di un attacco esplosivo con Iemmello che è il bomber del girone. La difesa è il vero tallone d’achille; non sempre la retroguardia riesce a reggere gli urti, e sistematicamente la squadra viene punita ad ogni piccola disattenzione.

Chi reputi possa essere la squadra più temuta nei play-off: Il Foggia tenendo in considerazione il suo atteggiamento, senza voler peccare di presunzione. Ripeto il concetto che ho già espresso, durante l’anno la squadra ha dimostrato di poter vincere e perdere contro chiunque. Staremo a vedere, spero che si faccia trovare in forma ottimale e in campo possa giocare con grinta e cattiveria. D’altronde contro il Cosenza pur dominando la partita, non ho visto la giusta cattiveria, i silani ci hanno punito di misura realizzando gol concretizzando l’unico tiro in porta. È mancata la convinzione dei propri mezzi, la superiorità non si è notata ed infatti Iemmello e compagni non hanno avuto la forza di rimettere in sesto la partita.

Si potrebbe fare un parallelismo con il secondo Foggia targato Zeman tecnico che disponeva di un forte attacco composto dal tamdem Insigne-Sau, ma poco efficace coralmente: Non direi. Zeman gioca un calcio spregiudicato, mister De Zerbi invece predilige la fase difensiva, poi purtroppo la difesa subisce gol su situazioni particolari. Sicuramente ci sono stati momenti del campionato dove c’era molto equilibrio, si segnava tanto con pochi gol subiti. Ma il calcio di De Zerbi è nettamente differente dal credo e dall’impostazione tattica di Zeman. Poi si tende a fare confusione quando si da un’occhiata ai tanti gol messi a segno e quindi per forza di cose, visto che anche questo Foggia ha offerto spettacolo, qualcuno ritiene opportuno fare un simile parallelismo.

Qualche news sulla formazione foggiana, quale sarà lo schieramento: Il tecnico ha sciolto solo quei pochi dubbi che aveva a riguardo le condizioni atletiche di calciatori preferibilmente da non rischiare proprio per evitare ulteriori infortuni in ottica play-off. Ha già detto che non farà calcoli, sarà intenzionato a schierare i titolari. Bomber Iemmello in attacco sarà assistito da tre mezzepunte. A centrocampo giocherà di sicuro Agnelli. Angelo è infortunato, ha dei problemi fisici e De Zerbi ha già detto di non voler rischiare il calciatore sul campo in erba sintetica. Stesso dicasi anche per Vacca che oltre ad avere problemi fisici è anche in diffida. La formazione potrebbe essere influenzata da questi particolari e ovviamente anche tenendo conto delle scelte di Zavettieri.

Arcidiacono e Lazzaro due ex gialloblu, entrambi approdati in puglia al termine della sessione invernale di mercato. Sono stati funzionali al progetto: Arcidiacono ha dimostrato di essere molto importante per la squadra, è stato fermo per infortunio ma determinante contro il Melfi. Biccio si è ritagliato poco spazio nonostante abbia indiscusse qualità. Al contrario Lanzaro è stata una mina vagante, inizialmente prometteva bene, pur giocando pochi minuti. Poi ha decisamente deluso le attese, dispiace perché con la sua esperienza poteva dare molto al cammino del Foggia. Ci auguriamo che possa riscattarsi e magari risultare determinate proprio nei play-off.

Bologna, abbattuta la storica sede Maserati. Ira di Italia Nostra: “Uno scempio”

La storica sede di via Oretti, culla del Tridente, è stata demolita per far posto ad appartamenti. Il Comune e la ditta coinvolta: “La struttura era pericolante”. L’associazione: “Epilogo indegno”

BOLOGNA – Nello stesso giorno in cui il premier Matteo Renzi e Sergio Marchionne provano a rassicurare lavoratori e sindacati sul futuro dello stabilimento modenese della Maserati, a Bologna, città dove la mitica casa del Tridente è nata nel 1914, scoppia il caso della vecchia fabbrica sulla via Emilia, che è stata demolita in questi giorni per far posto ad appartamenti. A denunciarlo con una lettera al sindaco Virginio Merola sono Italia Nostra, l’Associazione per il Patrimonio archeologico industriale e il Comitato Bologna storico-artistica, che accusano Comune e costruttore di non aver rispettato gli accordi presi nel 2014 per la salvaguardia di quanto era rimasto dello stabilimento dove nacquero i primi modelli da gara Maserati, tra il 1919 e il 1939.

“La targa commemorativa che forse verrà affissa sulla nuova palazzina di certo non porrà rimedio alla scomparsa di una significativa testimonianza della nostra identità“, lamentano le associazioni. Il Comune e l’impresa di costruzioni, la Pavirani, minimizzano: “Rimaneva in piedi solo una piccola parte della fabbrica, due muri verranno ricostruiti con i materiali originali”.

Nell’edificio eretto tra Ottocento e Novecento a Pontevecchio, oggi via Oretti, i fratelli Maserati decisero di spostarsi quando la sede di via Pepoli diventò troppo piccola. Scelsero dunque questa fabbrica sulla via Emilia dove rimasero fino a quando non si trasferino definitivamente a Modena, e questi spazi vennero occupati e ampliati da un’altra azienda bolognese, la Cattabriga, che produce macchine per gelato. Qualche giorno fa, sul posto dove sono da poco cominciati i lavori per la costruzione di tre palazzine, la sorpresa. “Le ruspe hanno completamente e irrimediabilmente distrutto l’edificio – attaccano le associazioni – Un indegno epilogo per le celebrazioni dei 100 anni dell’azienda”.

Comune e Pavirani frenano. “Della fabbrica rimaneva in piedi ben poco ed era pericolante – spiega Francesca Pavirani, titolare dell’impresa – Abbiamo salvato gli elementi di pregio e li ricostruiremo in loco con i materiali originali. Non c’era nessun vincolo e nemmeno la Maserati, da noi contattata, era interessata”.

vivicentro.it-nord-cronaca / larepubblica / Bologna, abbattuta la storica sede Maserati. Ira di Italia Nostra: “Uno scempio” MARCO BETTAZZI

Parte il piano Champions, c’è mobilitazione a Castel Volturno

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C’è mobilitazione generale a Castel Volturno per la Champions. Gli azzurri stanno facendo quadrato per spazzare via pure questo tabù, con la mobilitazione generale di questi giorni a Castel Volturno. Nel doppio allenamento di ieri, molto intenso, Sarri si è concentrato in modo particolare sul reparto arretrato: provando e riprovando gli schemi difensivi. Non prendere reti sarebbe fondamentale, domenica sera: per una squadra che ha già tagliato il traguardo dei cento gol segnati e può contare su un bomber fantastico come Higuain. Lo riferisce La Repubblica.

La trappola dei tempi per il premier

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Gli elettori delle nostre democrazie stanno diventando sempre più impazienti: i problemi vogliono vederli risolti immediatamente. Le strutture decisionali dell’Unione Europa sono macchinose e pachidermiche: le soluzioni magari le trovano, ma con una lentezza esasperante. Il tempo insomma – la mancata corrispondenza fra quello lungo di Bruxelles e quello breve di Roma, Parigi, Berlino – è uno dei problemi cruciali dell’Europa. L’ipotesi austriaca di chiudere la frontiera al Brennero, a ben vedere, non è altro che un tentativo di trovare una soluzione al problema del tempo: di dare una risposta immediata a un’opinione pubblica che col voto di dieci giorni fa ha mostrato di ritenere che la politica non sia abbastanza rapida ed efficace nel proteggerla.

Questa «trappola temporale» rappresenta un pericolo serio anche per Renzi. E lo è proprio sull’immigrazione. Il Presidente del Consiglio, com’è ben noto, dovrà affrontare nei prossimi sei mesi due prove elettorali: una importante in giugno, le elezioni amministrative; una cruciale in ottobre, il referendum sulla riforma costituzionale.

Fra Renzi e l’opinione pubblica italiana si stendono almeno tre ostacoli. La situazione economica, innanzitutto. Ma è un terreno sul quale il governo può vantare dei risultati. Poi la questione giudiziaria, che proprio in questi giorni s’è fatta incandescente. Era prevedibile, a ben vedere, che la ferita più che ventennale dello squilibrio fra politica e magistratura ricominciasse a sanguinare, in concomitanza con riforme istituzionali che potrebbero cambiare in profondità la geografia italiana dei poteri. Il fatto che l’insorgere della questione non sia affatto inatteso, d’altra parte, non toglie che questa per Renzi sia con ogni probabilità la sfida più insidiosa. Il terzo ostacolo – appunto – è la questione migratoria.

Il «migration compact» – la proposta che il governo italiano ha presentato tre settimane fa, che l’Europa aiuti i Paesi d’origine dei migranti in cambio di collaborazione nella gestione dei flussi – è senza alcun dubbio ambizioso e lungimirante. Non sarebbe facile per le altre forze politiche italiane attaccarlo: il leader leghista Salvini, ad esempio, ha sempre sostenuto la tesi che i migranti debbano esser soccorsi a casa loro. Il «compact», poi, è stato ben accolto dagli altri Paesi dell’Unione. Nell’incontro che ha avuto con Renzi ieri a Roma, tuttavia, la Cancelliera tedesca Merkel s’è detta d’accordo con la proposta italiana sui principi generali, ma non sul punto qualificante del finanziamento: la Germania non ha la minima intenzione di accettare gli eurobond previsti nel piano – l’emissione di titoli di debito pubblico comuni agli Stati dell’eurozona. E questa non è altro che una delle molte spie della grande complessità dell’operazione. Del tempo che sarà necessario per portarla – se ci si riuscirà – dalla carta al mondo reale.

Ma il tempo di Renzi non è il tempo di Bruxelles. È il tempo di Roma. Delle elezioni amministrative di giugno e del referendum di ottobre, nel quale il Presidente del Consiglio si gioca tutto. Di un’opinione pubblica sempre più preoccupata per l’immigrazione, sempre più ansiosa che il problema sia affrontato qui e ora, e che per il momento dall’Europa, in concreto, vede venire quasi soltanto segnali negativi. Un’opinione pubblica che arriverà al voto sulla riforma costituzionale dopo l’estate, la stagione nella quale i flussi migratori sono più intensi. Agli italiani Renzi potrà pur sempre cercar di spiegare che le istituzioni devono esser riformate proprio perché siano più rapide ed efficienti nel gestire le emergenze, e più autorevoli in Europa. Ma far passare il messaggio non sarà facile nemmeno per un comunicatore come lui.

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Gargano, la moglie risponde: “Non ho detto mai niente di male su Napoli”

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Su Twitter è tornata a rispondere Miska, la moglie dell’ex centrocampista azzurro e sorella del capitano Marek Hamsik, Walter Gargano dopo le sue dichiarazioni di qualche giorno fa. Ecco alcune risposte scritte agli utenti: “Sentito tutta la intervista? O solo 2 parole che erano interpretate male? Non ho detto mai niente male di Napoli e mai lo farò…..il mio tweet non c’entra niente con Napoli! Già avere 2 figli napoletani dice tutto. L’intervista è durata un’ora e mezzo! Parlava di Nazionale Uruguaiana, di Monterrey, famiglia, amici. Mille cose…e voi pensate che sto offendendo subito Napoli…..mai l’ho fatto e mai lo farò!! Chi mi conosce lo sa molto bene che ci tengo a Napoli”.

Smessa in piega

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Francesca Lattante e Michela Pulieri sono due ragazze leccesi in cerca di rogne. Leggono di un concorso riservato a giovani donne con l’uzzolo dell’imprenditoria: l’idea più originale riceverà ventimila euro per l’avviamento. Si presentano in 141, vincono loro. L’idea in effetti non è male. Parrucchiere ambulanti. Con i soldi del premio comprano un furgone e lo attrezzano come si deve. Caschi, poltrone. Persino la toilette, obbligatoria per gli esercizi commerciali. Il piano delle ragazze consiste nel solcare il Salento durante l’estate, catturando clienti di ritorno dalla spiaggia o dedite all’aperitivo. Per non arrugginire i bigodini, in bassa stagione si muoveranno tra i Comuni peggio serviti della Puglia, facendo la permanente a domicilio. Lieto fine? In America, Germania e probabilmente Papuasia sì. Qui no. Qui un artigiano non può avere un luogo di lavoro semovente. Dev’essere il cliente a scomodarsi per andare da lui, giammai il contrario. La Camera di commercio nega l’iscrizione alle parrucchiere motorizzate e le rimbalza sul Comune. Ma al Comune non sanno che fare. Le leggi parlano chiaro (insomma): un itinerante può vendere oggetti e cucinare pietanze, anche scotte. Ma non può tagliare capelli. Non è previsto da alcun tabulato x al comma y del paragrafo z.

Riassumo per puro sadismo: in un Paese con il 40% di disoccupazione giovanile, due ragazze del Sud hanno un’idea brillante e i soldi per realizzarla. Ma non possono, perché manca un timbro. Vogliamo evitare che vadano a sforbiciare all’estero anche loro? Allora mettiamo questo benedetto timbro. E se qualche lobby della messa in piega si offende, facciamole uno shampoo.

vivicentro.it-opinione / lastampa / Smessa in piega MASSIMO GRAMELLINI

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Sarri e la squadra vogliono De Laurentiis a Torino

Lo riporta La Repubblica

Otto giorni di passione per la Champions League, determinante per il futuro del Napoli e per gli sviluppi che potrebbe avere il mercato. Trasferta a Torino domenica sera, anticipo con il Frosinone per chiudere la stagione al secondo posto che varrebbe l’accesso diretto ai gironi della coppa dalla grandi orecchie: “Tutta la squadra dovrà tenersi pronta per dare il massimo e fare quadrato, in uno sprint finale in cui dovrà fare la sua parte anche Aurelio De Laurentiis. La sua presenza nella trasferta di Torino è indispensabile e sarebbe molto gradita da tecnico e giocatori. Uniti è più facile vincere”.

Il Napoli non vuole adeguare il contratto ad Insigne, tante big su di lui

I dettagli

A fine stagione il Napoli di Aurelio De Laurentiis dovrà fare i conti con diversi contratti da rinnovare ed adeguare ed uno di questi è quello di Lorenzo Insigne. La Gazzetta dello Sport scrive: “la società non sente come impellente la necessità di adeguargli un contratto che è stato prolungato nel 2014 ma che prevede uno stipendio non da top player (circa 1.2 milioni di euro)”. Lorenzo Insigne, cresciuto nel settore giovanile azzurro, vuole continuare la sua avventura con il Napoli “ma non mancherebbero eventualmente le squadre straniere, di alto livello, interessate a lui”.

 

Ischia, a Cosenza prove di formazione in vista dei play-out

AllenamentiIschia2015

L’Ischia Isolaverde dopo la settima sconfitta subita,al Mazzella contro il Catanzaro,continua la preparazione ai Camaldoli ,al campo sportivo Kennedy A, in vista di sabato,ultimo impegno di questo campionato contro il Cosenza. Alla ripresa degli allenamenti mister Porta ha potuto contare sull’intera rosa a disposizione,nonostante le squalifiche di Spezzani e Kanoute che salteranno la trasferta in terra calabrese. Buone notizie dall’infermeria: è tornato ad allenarsi con il gruppo il difensore Liberato Filosa,dopo l’intervento chirurgico al menisco. Il difensore dopo il periodo di riabilitazione,sabato le speranze di vederlo in campo dal primo minuto sono in crescita. L’ex Vigor Lamezia se dovrebbe scendere in campo anche per pochi minuti,dovrà stare attento ai cartellini gialli,essendo in diffida. Anche perchè perderlo proprio per la prima partita dei play-out sarebbe una doppia beffa,dopo quasi tutto il campionato fermo ai box per il problema al menisco. Per la trasferta di sabato,Porta potrebbe addirittura cambiare il modulo passando al 3-5-2. La retroguardia isolana,sarà composta da Moracci,Vandam e con Savi e Sirigu al ballottaggio per una maglia da titolare. A centrocampo ci sarà qualche novità con Bruno che agirà sulla fascia sinistra con Porcino che ancora una volta dovrebbe partire titolare,per Florio soltanto panchina. In cabina di regia,vista la squalifica di Spezzani,sarà Giorgio Di Vicino a prendersi la squadra sulle spalle. L’ex centrocampista del Napoli,nell’ultima partita contro il Catanzaro ha dimostrato che può essere una pedina fondamentale per questo finale di stagione,grazie anche alla sua esperienza. Ai lati dell’esperto calciatore,agiranno Acampora e il capitano Armeno. Per Palma si presuppone l’ennesima bocciatura,anche se quando è stato chiamato in causa ha dimostrato tanto. Sul fronte d’attacco,mister Porta dovrà fronteggiare l’assenza dell’attaccante senegalese Kanoutè,che dovrà scontare l’ultima giornata di squalifica inflitta dal giudice sportivo. Spazio quindi ancora una volta a Vincenzo Pepe. L’ex Messina tornato in campo soltanto nello scorso turno,dopo un problema muscolare che lo ha costretto a stare fermo ai box per oltre un mese. In avanti con lui ci sarà l’attaccante Alberto Gomes,un giocatore un pò lento e macchinoso nei movimenti,ma nelle ultime partite si è dimostrato,che può davvero fare male sotto porta. L’Ischia dovrà cercare almeno di conquistare un punto in quel di Cosenza,per cercare di evitare nei play-out ,il blasone Catania.

Internazionali, il grande tennis a Roma per la 73esima edizione

Internazionali Tennis 2016

Internazionali Tennis 2016: in corso le pre-qualificazioni del torneo. Venerdì pomeriggio il sorteggio in piazza del Popolo

ROMA – Anche quest’anno Roma farà da sfondo al grande tennis. La 73esima edizione degli Internazionali BNL d’Italia partirà da domenica 8 maggio. Il sorteggio si terrà in Piazza del Popolo venerdì alle ore 18.30. Nel weekend ci saranno gli incontri delle qualificazioni.

PRE-QUALIFICAZIONI – Ultima giornata di pre-qualificazioni per l’eccesso al torneo di Roma. Le prime due wild card del campo principale sono state già assegnate a Marco Cecchinato eSalvatore Caruso: i due siciliani hanno centrato l’obiettivo vincendo le rispettive semifinali del torneo maschile delle pre-qualificazioni. La terza ed ultima wild card per il tabellone principale se la giocano oggi i due sconfitti delle semifinali, Andrea Arnaboldie Lorenzo Sonego. Sempre in campo maschile assegnale anche le prime due wild card per le qualificazioni, a Lorenzo Giustino eThomas Fabbiano. La terza sarà assegnata oggi al perdente della sfida tra Arnaboldi e Sonego (il vincente avrà quella per il main draw) mentre la quarta se la giocano Andrea Vavassori ed Omar Giacalone.

LE WILD CARD FEMMINILI – L’unica wild card femminile per il tabellone principale se la giocano sempre oggi Nastassja Burnett eClaudia Giovine, finaliste del torneo donne delle pre-qualificazioni (alla giocatrice sconfitta andrà la wild card per le qualificazioni). Altre due wild card per le qualificazioni sono state assegnate mercoledì ad Alberta Brianti e Martina Di Giuseppe, sconfitte nelle semifinali. La quarta ed ultima wild card per le qualificazioni se la giocano oggi Martina Colmegna e Martina Caregaro. Per la gara di doppio, la wild card per il tabellone principale maschile è in ballo tra Arnaboldi/Giannessi e Fabbiano/Gaio; per il tabellone femminile tra Caregaro/Matteucci e Giovine/Moratelli.

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Teatro Sociale di Brescia: MACBETH, di William Shakespeare con Franco Branciaroli.

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Martedì 10 maggio 2016, in prima nazionale, alle ore 20.30 debutta al Teatro Sociale di Brescia MACBETH, di William Shakespeare con la regia e l’interpretazione di Franco Branciaroli.

Lo spettacolo, che chiude la stagione di prosa 2015/2016, è prodotto dal Centro Teatrale Bresciano e dal Teatro de Gli Incamminati.

Macbeth, presentazione con Bandera, Boroni, BranciaroliAccanto a Franco Branciaroli, nel ruolo di Macbeth, Valentina Violo vestirà i panni di Lady Macbeth. Gli altri  interpreti  sono Tommaso Cardarelli (Malcom), Enzo Curcurù (Banquo), Stefano Moretti (Ross), Fulvio Pepe (Macduff), Livio Remuzzi (Lennox), Giovanni Battista Storti (Re Duncan).

Le scene portano la firma di Margherita Palli, i costumi sono di Gianluca Sbicca e le luci sono disegnate da Gigi Saccomandi.

Dopo i successi ottenuti su tutti i palcoscenici italiani con le produzioni CTB Servo di scena, Il Teatrante, Don Chisciotte, Enrico IV e Dipartita finale, Franco Branciaroli porta in scena MACBETH.

La tragedia è tra le più cupe e cruente del drammaturgo inglese, ed è quella che più di ogni altra racconta della seduzione al male dell’uomo, delle violazioni delle leggi morali e naturali, e del caos e dello stravolgimento che ne conseguono.

Secondo la suggestiva interpretazione sulla quale Franco Branciaroli ha impostato la regia e la messinscena dello spettacolo, la natura di Macbeth non è tanto la brama di potere, quanto piuttosto la propensione alla fantasia, che lo rende prigioniero dell’immaginazione. Macbeth avanza nel sangue come dentro un sogno dal quale non ci si desta più.

Da ciò deriva la difficoltà e la sfida per l’attore cui tocca affrontare questo grande ruolo; Macbeth è il personaggio più problematico e in qualche modo il più sfortunato dell’opera shakespeariana, poiché chi lo interpreta deve saper comunicare allo spettatore un senso di compassione.

L’incubo in cui Macbeth imprigiona sé stesso e coloro che lo circondano deriva dalla paura della vita, dalla paura della realtà. Macbeth non ama il mondo, non sta bene nella creazione. Per questo è un distruttore della vita: perché ne ha paura.

Questo fa di lui un sanguinario, ma un sanguinario speciale. Macbeth infatti non è un uomo crudele alla maniera di altri grandi personaggi shakespeariani, teorici del crimine o della frode, come Iago o Riccardo III. Non è sanguinario per un progetto di potere, ma per terrore.

In tale prospettiva la funzione di Lady Macbeth e le streghe è quella di far procedere questa sua immaginazione dentro la realtà e trasformare la realtà in una sorta di continuazione del sogno: un procedere che però non ha nulla di fiero, di spavaldo, ma è piuttosto come una continua caduta in avanti.

Nella lettura di Branciaroli Macbeth è dunque una grande, vertiginosa indagine sul male dell’uomo, sull’ambizione, la paura e la solitudine che smarriscono l’anima e disgregano l’ordine naturale del mondo.

Non è la prima volta che Franco Branciaroli si confronta con Macbeth, avendolo interpretato nell’edizione diretta da Giancarlo Sepe nel 1994.  Nel corso della sua carriera Ha interpretato anche altri protagonisti hakespeariani: Otello, con Umberto Orsini, per la regia di Gabriele Lavia, La Bisbetica domata, con Mariangela Melato, per la regia di Marco Sciaccaluga e Riccardo III, diretto da Antonio Calenda.

A margine dello spettacolo sono stati programmati due appuntamenti nel foyer del Teatro Sociale, inseriti nel ciclo di incontri I POMERIGGI AL CTB. Il primo in calendario, è stato condotto da Franco Lonati, docente di Letteratura inglese all’Università Cattolica del Sacro Cuore, dal titolo “Una corona infeconda. Ordine, caos e potere in Macbeth.” Il 6 maggio si svolgerà il secondo incontro dal titolo “Le radici di una storia: regalità, potere, impero” e “Il Principe di Niccolò Macchiavelli: un potere lontano dalla morale?” proposti rispettivamente da Guido Milanese, docente di Cultura classica e da Andrea Canova, docente di Letteratura Italiana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Martedì 10 maggio 2016 alle ore 20.00 nella galleria esterna del Teatro Sociale, in occasione del debutto dello spettacolo MACBETH, un gruppo di giovani artisti che hanno partecipato al laboratorio di “WRITING: UN OMAGGIO UNDERGROUND AL DEBUTTO DI MACBETH” , organizzato dalla Cooperativa Il Calabrone (nell’ambito dei laboratori esperienziali del “Progetto Shakespeare Imago Mundi”), realizzeranno su pannelli appositamente predisposti alcuni murales dedicati al grande drammaturgo inglese. Gli spettatori avranno così il piacere di vedere i creativi all’opera e, all’uscita dallo spettacolo, potranno ammirare i lavori ultimati.

Lo spettacolo replica fino al 22 maggio 2016 feriali ore 20.30 · domenica ore 15.30 · lunedì riposo.

Il 17 maggio 2016, è inserito nella rassegna ALTRI PERCORSI promossa dalla Regione Lombardia e Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo

La stagione di Prosa 2015/2016 è realizzata grazie al sostegno del Gruppo A2A e della Fondazione ASM Gruppo A2A di Brescia.

VENDITA BIGLIETTI

  • Platea Intero € 26,00 · Ridotto gruppi € 23,00 · Ridotto speciale € 18,00
  • Galleria centrale Intero € 18,00 · Ridotto Gruppi € 16,00 · Ridotto speciale € 13,00
  • Galleria laterale Intero € 12,00 · Ridotto Gruppi € 11,00 · Ridotto speciale € 10,00

TEATRO SOCIALE

I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale dalle 16.00 alle ore 20.00

Via Felice Cavallotti, 20 – 25121 Brescia – Biglietteria tel. 030 2808600 · sociale.biglietteria@ctbteatrostabile.it

SEDE PIAZZA LOGGIA

nella sede del CTB in Piazza Loggia, 6 da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00

ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it

LIBRERIA SERRA TARANTOLA

Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171

Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)

NOTE DI REGIA

Franco Branciaroli conferenza Macbeth“ Il Macbeth inizia da un mondo esterno in guerra, dove caratteristiche come efferatezza e sete di sangue, al pari del coraggio, sono ritenute virtù, in quanto preservano il mondo interno della corte, una società patriarcale civilizzata regolata da leggi divine. La violenza che si applica all’esterno non vale per l’interno, altrimenti tutto salta e tra il dentro e il fuori non c’è più differenza, tutto diventa guerra. Macbeth a un certo punto sceglie di portare la violenza all’interno e a questo si somma il fatto che anche la Lady, la sua parte femminile, si snatura e prende caratteristiche maschili: allora il caos è totale. Macbeth viene infatti “sedotto” all’ambizione dalle streghe, che storicamente rappresentano la minaccia al mondo patriarcale, e indotto all’assassinio da sua moglie, che viola il suo ruolo sociale di donna agendo come agirebbe un uomo. Al caos generato da donne che sono uomini (ovvero da una natura femminile perversa) solo un “non nato di donna” potrà porre fine. Ma il dramma è ancora più complesso e tremendo:  Macbeth, uccidendo il re, simbolo del padre e del divino, uccide la sua stessa umanità ed entra in una dimensione di solitudine dove perde tutto, amore, ragione, sonno, scopo di vivere. In più, la sua vittoria è sterile perché non ha eredi, e questa sua rinuncia alla sua umanità servirà solo a passare il trono al figlio di un altro. Il Macbeth è la tragedia del male dell’uomo, della violazione delle leggi morali e naturali.

vivicentro.it-nord-terza-pagina / Intorno all’inquietante parabola di seduzione dell’anima al male pulsa l’enigmatico cuore di questa tragedia.

Franco Branciaroli