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Sotto la Lente – Juve Stabia: alla scoperta di Francesco Favasuli

Nuovo appuntamento con la rubrica di ViViCentro, “Sotto la Lente”, con la quale cerchiamo di farvi conoscere meglio i calciatori della Juve Stabia.

Oggi la nostra lente si posa su Capitan Francesco Favasuli. Il centrocampista è nato nel 1983 a Locri, in provincia di Reggio Calabria. Favasuli ha iniziato la carriera proprio nella squadra della sua città e, nel corso degli anni ha indossato, tra le altre, le maglie di Ascoli, Teramo, Cavese, Pisa, Salernitana fino ad approdare alla Juve Stabia nell’estate 2015.

Centrocampista di grande qualità e visione di gioco, Favasuli vanta oltre 300 presenze e 46 gol tra i professionisti; alla Juve Stabia Francesco ha preso il ruolo di leader carismatico e di esperienza, cui affidare i palloni che scottano, che era di Fabio Caserta. Non a caso, Favasuli ha ereditato, proprio da Caserta, la fascia di Capitano.

Tra i sui gol più belli c’è il pallonetto da quasi 30 metri con cui nel 2009 beffò proprio le Vespe, e l’allora portiere Soviero, quando vestiva la maglia della Cavese.

Con la maglia della Juve Stabia, Favasuli ha vissuto la sua miglior prestazione nel fondamentale match interno contro il Messina. Nella ripresa una doppietta del centrocampista, freddissimo per due volte dagli undici metri, ha permesso alle Vespe infatti di ribaltare il risultato e di fare un passo importante verso la salvezza. Durante i festeggiamenti per le sue reti, Favasuli ha abbracciato il D.G. Clemente Filippi, confessando poi la grande amicizia, che va oltre il calcio, nata con lo storico dirigente della Juve Stabia.

Il centrocampista calabrese è inoltre un Atleta di Cristo; la scoperta della Fede, come ha confessato più volte lo stesso Favasuli, ha totalmente cambiato la sua vita.

Al di fuori del rettangolo di gioco, Francesco ama dedicarsi alla sua famiglia ed ai suoi affetti; tra le sue passioni ci sono la lettura, religiosa e non, la Play Station e le passeggiate con gli amici, meglio ancora se accompagnate da un buon gelato.

Raffaele Izzo

Napoli, continua la preparazione in vista del Torino: il report della giornata

Gara delicata per il Napoli a Torino: gli azzurri devono centrare la vittoria per difendere il secondo posto e l’ accesso alla fase a gironi della prossima Champions League dagli attacchi della Roma. Continua la preparazione per gli uomini di Maurizio Sarri, ecco il report della giornata:

“Doppia seduta per il Napoli a Castel Volturno.

Gli azzurri preparano il match di domenica sera (ore 20,45) a Torino per la penultima giornata di Serie A.

Al mattino allenamento dedicato alla linea difensiva che dopo il riscaldamento ha svolto lavoro tecnico tattico specifico sul campo 2.

Sul campo 1, invece, differenziato per Chiriches.

Nel pomeriggio il gruppo al completo ha svolto circuito di forza e partitina a metà campo. Poi il gruppo di difensori ha terminato la seduta mentre centrocampisti e attaccanti hanno svolto allenamento tecnico tattico.

Chiriches ha lavorato col gruppo per l’intera seduta”.

Domani allenamento di pomeriggio.

Da sscnapoli.it

Juve Stabia vs Foggia, parte la prevendita

S.S. Juve Stabia rende noto che da oggi, giovedì 5 maggio, sono disponibili in prevendita, fino alle ore 16,00 del 7 maggio, i tagliandi di ingresso per assistere alla gara Juve Stabia vs Foggia, che si disputerà sabato 7 maggio alle ore 16,00 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, valevole per la 34a giornata del Girone C della Lega Pro Divisione Unica 2015/2016.

Juve Stabia vs Foggia 2016In occasione di questa gara, resterà chiusa la Tribuna Varano (distinti) 

Di seguito i prezzi relativi agli altri settori:

  • Curva San Marco € 8 + € 2 diritti di prevenditaTribuna Quisisana (scoperta) € 12 + € 2 diritti di prevendita

    Tribuna Monte Faito (coperta) € 18 + € 2 diritti di prevendita

    Tribuna Panoramica VIP € 80

I punti vendita abilitati all’erogazione dei tagliandi d’ingresso sono:

  • Bar Dolci Momenti – Via Cosenza
    Bar Gialloblù – Viale Europa
    Light Break – Corso Vittorio Emanuele
    Centro Ricreativo Juve Stabia – Via Bonito
    Internet Cafè – Via Napoli
    Ti Assicuriamo – Via Tavernola

I botteghini dello stadio “Romeo Menti” saranno aperti al pubblico secondo i seguenti orari:

  •  Venerdì 6 maggio dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle ore 15,30 alle 19,00
    Sabato 7 maggio dalle ore 9,00 alle 13,00

S.S. Juve Stabia rende noto inoltre che sono disponibili in prevendita anche i BIGLIETTI ROSA e i RIDOTTI (per bambini fino a 12 anni) per assistere alla gara Juve Stabia-Foggia.

I Biglietti Rosa sono acquistabili solo ed esclusivamente presso i botteghini dello Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Di seguito i prezzi dei Biglietti Rosa relativi ad ogni settore:

  • Curva San Marco € 5 + € 2 diritti di prevendita
    Tribuna Quisisana (scoperta) € 7 + € 2 diritti di prevendita
    Tribuna Monte Faito (coperta) € 10 + € 2 diritti di prevendita

I Ridotti per i bambini fino a 12 anni, previsti dalle nuove norme ministeriali per la sicurezza, avranno un costo simbolico di 3 € per tutti i settori dello Stadio “Romeo Menti” e saranno in vendita esclusivamente presso i botteghini dello Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Juve Stabia-Foggia, parte la prevendita

Venerato: “C’ è il rinnovo per 4 azzurri, ma Insigne…”

Radio Crc, nel corso della trasmissione Si Gonfia la Rete di Raffaele Auriemma, è intervenuto Ciro Venerato, giornalista di Rai  Sport ed esperto di calciomercato. Queste le sue dichiarazioni riguardo alla situazione rinnovi in casa Napoli:

“Per Mertens si attende solamente la certezza del secondo posto, poi il suo procuratore tornerà in italia e vi sarà il prolungamento del contratto fino al 2020. Lo stesso vale per Koulibaly, Albiol e Callejon: si attende il termine della stagione anche se le trattative sono già state intavolate da diverso tempo.

Per Insigne le cose stanno diversamente: le sue condizioni per il rinnovo sono troppo elevate, forse al di sopra dei parametri della società”.

Avanti Higuain: difficile ma non impossibile

Sono quasi le 21:00 di lunedì sera quando l’ arbitro Gervasoni fischia la fine dell’ incontro tra Genoa e Roma. I giallorossi riescono, con una rimonta, a portare a casa i tre punti collocandosi momentaneamente al secondo posto in classifica in attesa che al San Paolo il Napoli giochi la sua partita.
Al San Paolo, dopo tre turni di squalifica, si rivede un certo Gonalo Higuain a caccia di gol decisivi sia per la squadra sia per ambire a prestigiosi traguardi personali. E’ un ritorno col botto: il pipita realizza entrambe le reti che consentono al Napoli di battere l’ Atalanta e di riagguantare la seconda posizione. Nona doppietta in questo campionato e gol numero 32 in 33 partite giocate: una media spaventosa. Non vi sono più aggettivi per descrivere la sua stagione che in termini di rendimento è , senza dubbio, la migliore della sua carriera. Un’ autentica forza della natura che trasforma in oro qualsiasi pallone giunga sui suoi piedi e non solo: il pipita sente la porta come pochi e riesce a segnare in qualsiasi maniera.
Il gol numero 32 non è un gol come tutti gli altri, ha un sapore diverso in quanto gli consente di entrare di diritto nella storia del nostro campionato: l’ argentino è diventato il miglior marcatore della Serie A da quando ci sono i 3 punti superando il record precedente stabilito da Luca Toni che, nella stagione 2005-2006, ne aveva realizzati 31. Ma non finisce qui, il pipita ha fame e vuole fare veramente la storia: quando mancano solo due gare al termine del campionato nel mirino c’è  Gunnar Nordahl detentore , con 35 reti messe a segno nella stagione 1949-1950, del  record assoluto di gol in un singolo campionato di Serie A.
35 proprio come le reti siglate da Luis Suarez con la maglia del Barcellona, in testa, al momento, nella speciale classifica per la “Scarpa D’ Oro”. Nonostante le tre giornate di squalifica, con la doppietta di lunedì, Higuain si rilancia prepotentemente nella rincorsa allo scettro di re dei bomber: il pipita si trova al secondo posto, subito alle spalle di Suarez autore di ben 9 reti in sole tre partite ( 4 al Deportivo La Coruna, 4 allo Sporting Gijon, 1 al Betis Siviglia), e con un gol di vantaggio su Cristiano Ronaldo.
Una ulteriore montagna da scalare, una vera e propria impresa da compiere quando mancano solo 180 minuti alla fine dei giochi che sarebbe il coronamento di una stagione meravigliosa dal punto di vista realizzativo: certamente difficile ma non impossibile.

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SERATA STRAVINSKY ARENA DI VERONA TEATRO FILARMONICO 5,6,7,8 MAGGIO 2016

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Giovedì 5 maggio alle 20.30 al Teatro Filarmonico debutta Serata Stravinsky, terzo spettacolo coreutico della Stagione Opera e Balletto 2015-2016 della Fondazione Arena di Verona.

Le coreografie, sulle musiche dell’Apollon Musagète e L’uccello di fuoco di Igor Stravinsky, sono firmate da Renato Zanella e riprese da Gaetano Petrosino.

Étoile ospite nel ruolo di Apollo è Mick Zeni, con i Solisti ed il Corpo di Ballo accompagnati dall’Orchestra dell’Arena di Verona diretta dal M° Roman Brogli-Sacher.

Lo spettacolo replica venerdì 6 maggio alle 20.30, sabato 7 e domenica 8 alle 15.30.

Dopo i fortunati Omaggio a Stravinsky del 2011 e il Gala di Mezza Estate del 2015, la danza torna protagonista al Teatro Filarmonico con un altro appuntamento dedicato al compositore russo: Serata Stravinsky.

L’Orchestra dell’Arena di Verona è diretta dal M° Roman Brogli-Sacher, recentemente impegnato in occasione dell’ultimo concerto al Teatro Ristori e che tornerà sul palcoscenico del Teatro Filarmonico in occasione del prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica.

Renato Zanella, le cui coreografie sono riprese da Gaetano Petrosino, confessa un rapporto particolare per il compositore russo: «la sua musica mi ha accompagnato per tutta la carriera ed è una fonte di ispirazione continua ed inesauribile». Del resto Zanella ha già firmato importanti produzioni de La Sagra della Primavera, Movements per piano e orchestra, Duo concertante e la Sinfonia in tre movimenti. «Quelle di Stravinsky sono partiture scritte per la danza e ne rispettano perfettamente le esigenze»: per Zanella il punto di partenza di ogni creazione è la musica, che ne suggerisce intrinsecamente la coreografia, e il legame tra la danza e la musica di Stravinsky dà vita ad un lavoro che non si distacca mai dalla compiutezza tecnica e da una precisa scelta estetica, dettata dalle potenzialità dei corpi ed espressività dei ballerini.

Serata StravinskySerata Stravinsky è un dialogo a distanza tra il compositore russo ed il coreografo veronese, ma non mancano i legami anche con Djagilev, che con il suo lavoro ha saputo sottolineare l’importanza della danza nel mondo della cultura.

Il dittico Apollon Musagète (1928) e L’uccello di fuoco (1910) è un ritorno alle origini: da una parte il mondo della mitologia greca classica, dall’altra la dimensione favolistica del primitivismo russo.

Uno l’opposto dell’altra e, per usare le parole del coreografo, «entrambi sono l’esasperazione di due dimensioni mitiche da rappresentare con carature differenti, ma anche da equilibrare fra loro rispettando la musica e quanto c’è di sotteso tra entrambi».

Nell’Apollon Musagète la reintroduzione del prologo, che narra del parto di Leto, dà forza espressiva ad un’apertura teatrale, addentrandosi fin da subito più in profondità nel mito. Nuove anche le figure delle Echos, moltiplicazioni della ninfa dei monti obbligata da Zeus ad intrattenere la consorte Era durante le scappatelle amorose. Con la figura di Tersicore Zanella restituisce il suo “omaggio alla danza”: qui è la Musa a trascinare Apollo, interpretato dall’Étoile veronese Mick Zeni, in un «vero fuoco d’artificio di danze», che accompagna il dio verso una maggiore maturità.

Obiettivo è quindi sottolineare l’alto valore pedagogico dell’Arte: come Apollo raggiunge una dimensione più alta grazie alle Muse, così lo spettatore si arricchisce culturalmente e spiritualmente grazie al Teatro; a riprova la presenza di due sipari che invitano ad oltrepassare una duplice soglia: «dalla quotidianità all’arte, dall’arte ad una dimensione superiore».

E l’arte è essa stessa in scena, con le tre colonnine di plexiglas associate alle Muse che riproducono le opere di tre pittori contemporanei: Hermann Nitsch, Gerhard Richter e Christian Ludwig Attersee.

A fianco del primo ballerino ospite Mick Zeni danzeranno i primi ballerini dell’Arena di Verona Alessia Gelmetti, Teresa Strisciulli, Amaya Ugarteche ed Evghenij Kurtsev.

Nel corso della seconda parte viene proposto L’uccello di fuoco e, anche in questo caso, la pittura riveste primaria importanza grazie all’acquarello di Léon Bakst accostato ai simboli chiave della narrazione: l’albero, la mela d’oro, la gabbia, l’uovo che riportano alla dimensione fiabesca della storia. Il brano, già nel repertorio della Fondazione Arena di Verona, è il pezzo maggiormente ispirato dalla tradizione dei balletti russi per i simbolismi delle favole e il rispetto del linguaggio classico.

Protagonisti di questa seconda parte saranno i primi ballerini dell’Arena di Verona Alessia Gelmetti, Amaya Ugarteche ed Antonio Russo.

Lo spettacolo rientra nel progetto Ritorno a Teatro, l’iniziativa promossa della Fondazione Arena di Verona per accostare i più giovani al mondo del Teatro.

Giovedì 5 e  venerdì 6 maggio i ragazzi delle classi elementari, medie e superiori potranno assistere allo spettacolo al prezzo speciale di € 4,00; l’adulto accompagnatore (familiare, insegnante, dirigente scolastico, personale ATA) di ciascuno studente potrà usufruire della tariffa di € 8,00.

Alle ore 19.30, presso la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico, i protagonisti di Serata Stravinsky presenteranno lo spettacolo in un breve incontro.

Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima del Balletto.

Si ricorda che anche per questo balletto la Fondazione Arena di Verona offre ad insegnanti e allievi delle Scuole di Danza la possibilità di acquistare i biglietti per lo spettacolo al prezzo speciale di € 15,00 per la platea ed € 10,00 per la galleria (previa esibizione della propria tessera associativa).

Per informazioni e prenotazioni:

Ufficio Formazione della Fondazione Arena di Verona tel. (+39) 045 8051933 – fax (+39) 045 590638 – scuola@arenadiverona.it

INFORMAZIONI

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona – Via Roma 7/D, 37121 Verona tel. (+39) 045 805.1861-1905- 1891-1939 – fax (+39) 045 803.1443 ufficio.stampa@arenadiverona.it – www.arena.it

BIGLIETTI

Prezzi Balletto Teatro Filarmonico da € 10,00 a € 30,00

Biglietteria di via Dietro Anfiteatro Via Dietro Anfiteatro 6/b, Verona – Tel. 045 596517 – Fax 045 8013287 – biglietteria@arenadiverona.it

Orari 

da lunedì a venerdì 9:00-12:00 15:15-17:45 – sabato 9:00-12:00

Biglietteria del Teatro Filarmonico Via dei Mutilati 4/k, Verona – Tel. 045 8002880 – Fax 045 8013266

Orari

da lunedì a venerdì 12:00-17:45 – sabato 10:00-12:45

nei giorni di spettacolo 12:00-fino a inizio spettacolo

sabato 10:00-12:45 17:00-fino a inizio spettacolo

domenica 10:00-fino a inizio spettacolo

TEATRO FILARMONICO

  • Giovedì 5 maggio 2016, ore 20.30
  • Venerdì 6 maggio 2016, ore 20.30
  • Sabato 7 maggio 2016, ore 15.30
  • Domenica 8 maggio 2016, ore 15.30

SERATA STRAVINSKY

Balletto su musica di Igor Stravinsky

Direttore d’orchestra: Roman Brogli-Sacher

Coreografie di Renato Zanella riprese da Gaetano Petrosino

Apollon musagète – prima parte

Ed. Boosey & Hawkes

Rappresentante CASA RICORDI, Milano

Primo ballerino

ospite Mick Zeni

Primi ballerini 

Alessia Gelmetti

Teresa Strisciulli

Amaya Ugarteche

Evghenij Kurtsev

L’Uccello di fuoco – seconda parte

Primi ballerini

Alessia Gelmetti

Amaya Ugarteche

Antonio Russo

Direttore allestimenti scenici: Giuseppe De Filippi Venezia

Orchestra, Corpo di ballo e Tecnici dell’Arena di Verona

vivicentro.it-nord-terza-pagina / SERATA STRAVINSKY PER LA STAGIONE DI BALLETTO FONDAZIONE ARENA DI VERONA TEATRO FILARMONICO 5,6,7,8 MAGGIO 2016

ESCLUSIVA – A lavoro, sabato potrebbero esserci anche i tifosi del Foggia

La presenza dei tifosi sugli spalti è il sale di ogni partita di calcio

In questa stagione, dalla gara con l’Akragas, il settore ospiti è stato chiuso facendo perdere incassi al club: il maltempo, in particolare il vento forte, creò problemi.

Con il Benevento e il Matera ci sono state perdite economiche ingenti per il club che proprio con il Matera, anche se c’era la possibilità di aprire il settore ospiti, ma non c’era l’agibilità, mentre con i campani fu il Gos a decidere sull’assenza dei tifosi, lo stesso che ha deciso, anche per la gara di sabato con il Foggia, di chiuderlo nuovamente. Il Prefetto Vaccaro, molto disponibile nei confronti delle Vespe, ha deciso di abbonare il canone di affitto di 1000 euro per la gara disputata contro la Lupa Castelli Romani, ma oggi, però, come raccolto in esclusiva da Vivicentro.it, si è tornati a lavoro per evitare che le Vespe perdano ulteriori incassi dalla vendita dei tagliandi ai tifosi ospiti. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Mercatelli, ex consigliere al Comune di Castellammare di Stabia e autore dell’incontro con il commissario Vaccaro, che ci ha rivelato: “Il commissario non si è dimenticato della squadra, ma è con lei. Dico di più, l’impegno preso è che con il Foggia si possa giocare con il settore ospiti aperto”. I tempi sono strettissimi ma questa mattina si è cominciato a lavorare affinchè ciò avvenga e si possa dare il via alla vendita dei tagliandi anche per i tifosi rossoneri.

a cura di Ciro Novellino

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Ayrton Senna nei ricordi di Carlo Ametrano

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Ayrton Senna uno dei simboli della Formula Uno moderna

Vogliamo iniziare il nostro articolo, che racconterà dell’amore che Carlo Ametrano nutre nei confronti di Ayrton Senna, con le parole di una canzone del celebre cantante Antonello Venditti: “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano…”

Mesi fa vi abbiamo raccontato del successo editoriale del primo libro scritto da Carlo Ametrano “Ayrton per sempre nel cuore…”, successo possiamo dire internazionale. Il libro è stato consegnato nelle mani di Bruno Senna, nipote di Ayrton e attuale pilota endurance in Messico, che ha ricevuto una copia del suo libro che ha esposto al circuito di Città del Messico. Un’altra copia è custodita nel museo in Brasile dedicato alle gesta del campione Carioca.

Carlo Ametrano ad ImolaAlcuni giorni fa invece vi abbiamo informato del viaggio che lo stesso Carlo avrebbe intrapreso, direzione Imola, per onorare ancora una volta la memoria del pilota brasiliano deceduto il 1 maggio del 1994.

Carlo ogni anno ha questo appuntamento fisso, quest’anno però la sua emozione prima della partenza era maggiore: avrebbe portato con se l’esperienza di questo suo primo libro e sarebbe stato uno dei protagonisti di questa giornata di ricordi.

Angelo Orsi con Carlo AmetranoCarlo ci racconta di aver incontrato tanti tifosi e addetti ai lavori che si sono complimentati con lui per la sua opera editoriale. Di tutte le persone incontrate, Carlo però non dimenticherà mai l’abbraccio con Angelo Orsi, fotografo ufficiale di Ayrton Senna, immortalato da un’istantanea che resterà come prova di quello che è accaduto inaspettatamente nella Trattoria del Sig. Paolo Liverani.

Carlo, come tanti tifosi,non potrà più abbracciare Ayrton Senna come fatto con la statua che riproduce il campione brasiliano di Formula Uno, ma è sicuro che il suo ricordo di questo ennesimo viaggio sarà per lui uno stimolo ulteriore per continuare a tramandare ai posteri la memoria di colui che è stato tra i simboli della Formula Uno moderna.

Ayrton Imola meeting dal 30 aprile al 1 maggio 2016

Ayrton Senna nei ricordi di Carlo Ametrano

Ayrton Senna nei ricordi di Carlo Ametrano

Marchionne e Elkann in Giulia a Palazzo Chigi, Renzi li ringrazia

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Il premier Renzi: “Esprimo tutta la gratitudine del governo per gli investimenti di Fca in Italia”

Roma, 5 mag. – Sono arrivati a Palazzo Chigi a bordo di una fiammante Giulia rossa John Elkann e Sergio Marchionne, per la presentazione a Matteo Renzi dell’ultima nata in casa Alfa Romeo. E il premier, nel corso dell’incontro, li ha ringraziati pubblicamente per gli investimenti che Fca sta facendo in Italia. “Esprimo tutta la gratitudine del governo per gli investimenti che Fca sta facendo in Italia, siamo molto molto orgogliosi di questo” ha detto Renzi presentando la nuova Giulia. “E’ un settore che sta trainando l’economonia nel nostro Paese – ha aggiunto – i segnali positivi vengono innanzitutto da questo. I settore positivi che vengono rilanciati non sono solo quelli dell’auto ma pensate anche ai porti del Sud. Nel momento in cui le Jeep si fanno in Basilicata o queste Alfa avranno un successo straordinario, ne sono convinto, anche in America, vi rendete conto che c’è tutto un indotto che sta dietro all’ingegneria, al talento, alla qualità e all’innovazione italiana e che nel mondo sarà sempre più forte”. Marchionne da parte sua, ha risposto con una battuta alle domande dei cronisti su come si guida la Giulia: “In città si guida malissimo perché vorrebbe fare molto di più di quel che sta facendo però la mettiamo sull’autostrada e poi vediamo”.

vivicentro.it-economia / Int9 / askanews / Marchionne e Elkann in Giulia a Palazzo Chigi, Renzi li ringrazia

Tutto su Planet Nine, il pianeta che non dovrebbe esistere

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Planet Nine, scoperto a gennaio, fa emergere diversi scenari su sistema solare

Lo scorso gennaio la notizia, da parte di un team di scienziati del Caltech: è possibile l’esistenza nel nostro sistema solare di un nono pianeta, soprannominato appunto Planet Nine. Secondo i calcoli dovrebbe avere all’incirca la massa di Nettuno e dovrebbe muoversi lungo un’orbita ellittica, 10 volte più lontana dal Sole rispetto a quella di Plutone. Fin dalle prime ore che hanno seguito l’annuncio, si è acceso nella comunità scientifica il dibattito su come un pianeta di quelle dimensioni potesse trovarsi così lontano.

Ora uno studio condotto da due ricercatori dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) e dell’Università del Michigan prende in esame una serie di scenari e dimostra che la maggior parte di questi ha una bassa probabilità di verificarsi. Il mistero che avvolge la presenza del Planet Nine nel nostro sistema solare continua dunque ad infittirsi.

“Ci sono forti indicazioni a favore dell’esistenza di Planet Nine, ma non è possibile spiegare con certezza come questo pianeta sia stato prodotto”, dice Gongjie Li, astronomo presso il CfA e primo autore dell’articolo, accettato per la pubblicazione su Astrophysical Journal Letters.

Ciò che sappiamo di questo esotico pianeta, ricorda Media Inaf, il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica, è che orbita attorno al Sole a una distanza che va da 400 a 1.500 unità astronomiche (un’unità astronomica è la distanza media tra la Terra e il Sole, ovvero circa 150 milioni di km). Considerando che Plutone si trova a circa 40 unità astronomiche, questo significa che Planet Nine è molto più lontano di qualunque altro pianeta del Sistema solare. Ora viene da domandarsi se si sia formato in quella regione, oppure ci sia arrivato in un secondo momento.

Li e il suo co-autore Fred Adams, ricercatore presso l’Università del Michigan, hanno condotto milioni di simulazioni al computer prendendo in considerazione essenzialmente tre possibilità. La prima e più probabile riguarda il passaggio di una stella che ha tirato gravitazionalmente verso l’estero Planet Nine. Un’interazione di questo tipo non solo avrebbe spinto l’orbita del pianeta più lontano, ma l’avrebbe anche resa molto ellittica. Siccome il Sole si è formato in un ammasso popolato da diverse migliaia di stelle, un incontro di questo tipo non è da escludersi nelle fasi iniziali di vita del Sistema solare.

Tuttavia, è più probabile che l’esito di un’intrusione simile sia l’espulsione di un pianeta da un sistema stellare anziché il suo allontanamento. I ricercatori hanno stimato che la probabilità di trovare Planet Nine nella sua orbita attuale a seguito di un’interazione stellare si aggira attorno al 10%. Inoltre, il pianeta avrebbe comunque dovuto avere una posizione di partenza molto lontana dal Sole rispetto agli altri.

Scott Kenyon, ricercatore presso il CfA, ritiene comunque di avere una soluzione a questo dilemma. Insieme al collega Benjamin Bromley dell’Università dello Utah ha sviluppato simulazioni in grado di ricostruire scenari plausibili per la formazione di un pianeta simile al Planet Nine lungo un’orbita ampia. La loro proposta è che il Planet Nine si sia formato in una regione molto più vicina al Sole, e che poi siano state le interazioni con altri giganti gassosi, come Giove e Saturno, a deviare la sua orbita con una serie di spinte successive.

Kenyon e Bromley hanno esaminato anche la possibilità che il Planet Nine si sia formato a grande distanza agli albori del Sistema solare. Ciò che i due scienziati hanno scoperto è che, con la giusta combinazione di massa iniziale del disco protoplanetario e la sua durata di vita, si potrebbe ottenere la formazione del Planet Nine in tempo utile per ricevere lo strattone giusto dalla stella invocata da Li e Adams.

Il lavoro di Li e Adams permette anche di restringere i tempi per la formazione e/o la migrazione di Planet Nine. Il Sole è nato in un ammasso all’interno del quale le interazioni con altre stelle erano piuttosto frequenti. Un incontro di questo tipo, però, esporrebbe un ipotetico pianeta all’espulsione dal Sistema solare. Pertanto è più probabile che Planet Nine si sia unito al nostro sistema in un secondo momento, dopo che il Sole si era allontanato dal suo luogo di nascita.

Le altre due possibilità esaminate da Li e Adams, infine, sono le seguenti: Planet Nine è un pianeta extrasolare, catturato da un sistema stellare di passaggio, oppure un pianeta che vagava libero e che è stato catturato dopo essersi avvicinato al nostro Sistema solare. Tuttavia, le probabilità che uno di questi due scenari sia quello giusto è inferiore al 2%.

vivicentro.it-scienze / (askanews) / Tutto su Planet Nine, il pianeta che non dovrebbe esistere

ISTAT. L’Italia non decolla e il ritmo di crescita rallenta

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Istat: a febbraio battuta d’arresto dell’indicatore anticipatore dell’economia

Roma, 5 mag. – Rischi di rallentamento per l’economia italiana. E’ quanto segnala l’Istat nella nota mensile sottolineando che a febbraio l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato una battuta d’arresto, suggerendo un rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine. Nei primi mesi dell’anno la dinamica dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane si mantiene altalenante. In aprile – si legge nella nota dell’Istat – si è registrato un sensibile miglioramento della fiducia nei servizi di mercato e nelle costruzioni cui si è accompagnato un aumento moderato nella manifattura; per contro il commercio al dettaglio ha segnato un ulteriore peggioramento dopo la flessione in marzo. In un contesto europeo caratterizzato da una crescita significativa del Pil nel primo trimestre dell’anno, l’economia italiana presenta segnali positivi associati al miglioramento della produzione industriale, al consolidamento dell’occupazione permanente, alla riduzione della disoccupazione e alla crescita del potere di acquisto delle famiglie. Tuttavia l’evoluzione del clima di fiducia rimane incerta e l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana segnala rischi di un rallentamento dell’attività economica nel breve periodo.

vivicentro.it-economia / Did-Int5 / (askanews) / L’Italia non decolla e la il ritmo di crescita rallenta

Napoli e Leicester tra fatturato e innesti…

I dettagli sul confronto

Napoli e Leicester hanno qualcosa in comune. Ecco cosa scrive il Corriere del Mezzogiorno: “Napoli e Leicester hanno quasi gli stessi colori sociali, azzurro e blu reale. Ma qualcosa cambia: un giorno all’improvviso le foxes si ritrovano campioni in Premier League per la prima volta nella storia mentre ai partenopei, già campioni d’inverno della Serie A e quindi 5 mesi fa lanciatissimi verso il titolo, oggi resta «solo» da difendere la piazza d’onore. Andiamo sul 2-1 per gli inglesi. I nuovi innesti, il fattore mercato: rispetto alla scorsa, pessima, stagione Ranieri ha messo in campo 3 nomi nuovi al pari di Sarri (Reina, Allan, Hysaj). E lo stato di grazia di Vardy, il loro bomber per caso da 22 reti, equivale a quello di Higuain, per ora vice-Scarpa d’Oro. Restiamo sul 2-1. Altra sfida sul fatturato: la vulgata vuole il Leicester povero e il Napoli benestante, il che ingigantirebbe l’impresa dei blu. Mito da sfatare. Il fatturato annuo della società del miliardario Srivaddhanaprabha è di 135 milioni, appena otto in meno del club di De Laurentiis. Rigore neutralizzato: si resta sul 2-1. Pare inoltre, scrive Il Foglio , che gli inglesi abbiano sforato il fairplay finanziario con 100 milioni di perdite in 4 anni, laddove proverbiale è l’attenzione dell’uomo Filmauro sui conti. Gol per noi: 2-2. Va detto a onor del vero che il fatturato delle «volpi» si ridimensiona se parametrato ai paperoni Chelsea (280 milioni), United (264) e City (251). I soldi per fortuna non sono sempre tutto, c’è uno spazietto per le imprese sportive. Almeno sotto la Regina. In Italia invece è stato Totti l’ultimo outsider a vincere uno scudetto nel lontanissimo 2001. Altra musica dall’83 al ‘91 quando Eupalla – il dio del pallone secondo Gianni Brera – baciò Verona, Roma, Napoli e Samp. Dopo hanno cantato solo Milan, Inter e Juve. Ora scorriamo il curriculum sportivo dei due club. La Ssc Napoli fondata nel 1926 vanta una storia platinata anche da una Coppa Uefa, con 2 scudetti e diversi titoli sfiorati. Il Leicester City Football Club invece è sì più longevo (nasce nel 1884) ma scarseggia quanto a blasone; è tornato in Premier nel 2014 dopo 10 anni di assenza e s’è salvato per il rotto della cuffia. Quest’anno l’exploit. Un po’ come se in Serie A avesse vinto il Bologna (al netto, ribadiamo, di un fatturato notevole). Se non una favola almeno un’enorme sorpresa. Per paradosso il loro trionfo nasce da una sconfitta atroce, rimediata nel 2013 col gollonzo subito dal Watford di Zola nell’ultimo secondo dei playoff di Championship, dopo aver sbagliato un rigore. Quell’abisso ha fortificato i foxes. Tre a due per loro. Manca poco, si può recuperare nell’unico modo a noi noto: col Pibe de oro. Sapete chi è il calciatore più illustre nato a Leicester city? Gary Lineker. Ebbene Lineker segnò nella partita più famosa degli anni ‘80, Argentina-Inghilterra. Non bastò: prima di lui l’argentino-partenopeo Maradona aveva gareggiato con Eupalla, prima di pugno e poi riducendo l’Azteca a una milonga. Punto agli azzurri. E questa platonica Napoli-Leicester finisce 3-3”.

Fincantieri, Castellammare, Salvatore Vozza: ”Riprendiamo il piano per il bacino”

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Salvatore Vozza *: ”No al risiko della politica, Castellammare merita rispetto”

Castellammare, Vozza, elezioni“L’attenzione che la Regione Campania dimostra nei confronti di Castellammare conferma che la linea da me perseguita di chiedere un patto per la città è un primo passo importante. Sulla vicenda Fincantieri, infatti, anche alla luce delle dichiarazioni del Governatore De Luca, posso dire di essere pronto da subito a collaborare per dare risposte chiare al futuro del nostro stabilimento”. 

Sono le parole di Salvatore Vozza *, candidato a sindaco di Castellammare, che interviene sulla complessa e delicata vicenda che coinvolge il comparto produttivo stabiese.

“Rispetto a fondi previsti, si programmi per valutare quanti dei 400 milioni andranno al cantiere di Castellammare. Io sono pronto a dare risposte, lo so fare e l’ho già fatto da sindaco della città promuovendo un accordo tra Comune, Regione, Autorità portuale, Fincantieri e Governo. Ci sono gli atti sottoscritto e le ipotesi tecniche elaborate da Fincantieri. Nell’attesa che nel principale partito di governo cessino le guerre per il candidato, io sono già al lavoro per trovare una soluzione con le autorità competenti allo stallo che vive lo stabilimento di Castellammare. Perché la nostra città non può essere merce di scambio sul tavolo del risiko della politica, ma orgogliosamente rivendichiamo la  centralità di un discorso e di un futuro per lo sviluppo del territorio”.

  • Salvatore Vozza (Castellammare di Stabia, 13 gennaio 1953) è un politico italiano, deputato tra il 1992 e il 2001, sindaco di Castellammare di Stabia dal 2005 al 2010, città in cui tuttora vive.

Diplomato geometra e impiegato come operaio, fin da giovanissimo si è avvicinato alla politica entrando nelle fila del Partito Comunista Italiano. Nel 1975, a soli 23 anni, è stato eletto consigliere provinciale e poi nominato come Assessore allo Sport e Turismo a Napoli, nella giunta provinciale presieduta dal socialista Giuseppe Iacono, prima esperienza nel dopoguerra dell’ente partenopeo guidato da una coalizione di sinistra. Con il Partito Comunista ha vissuto da protagonista, con la mozione Ingrao, il confronto che animò la discussione sulle trasformazioni che portarono alla svolta della Bolognina e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra, di cui è stato segretario provinciale di Napoli e regionale in Campania per alcuni anni, diventando poi componente della direzione nazionale dei DS, dopo essere stato già componente del comitato centrale del PCI.

Franco Gatti lascia I Ricchi e Poveri

       Franco Gatti si ritira dalla scena

Il baffone (Franco Gatti), la moretta (Angela Brambati), il biondo (Angelo Sotgiu). Un titolo da spaghetti western? Ma che! Sono I Ricchi e Poveri.  La storica band italiana sulle scene di tutto il mondo da quasi 50 anni adesso è un duo in quanto Franco Gatti, dopo l’ultimo concerto  tenutosi a Mosca pochi giorni fa, ha deciso di lasciare il trio per dedicare più tempo alla famiglia.

I Ricchi e Poveri si formano nel 1968 a Genova. Allora erano quattro. Due voci maschili e due voci femminili. Angela Brambati, Angelo Sotgiu, Franco Gatti e Marina Occhiena.  Quest’ultima lascerà il gruppo nel 1981 forse per il troppo attrito con la compagna/rivale Angela.

Fanno la loro prima apparizione al Festival di Sanremo del 1970, sostituendo Gianni Morandi, con la canzone “La prima cosa bella” in coppia con Nicola di Bari (che sarà anche l’autore della canzone). Arrivano secondi e da allora una scalata alle hit italiane ed internazionali inarrestabile.

Prodotti inizialmente da Franco Califano che suggerisce, appunto, il nome alla band.  “Siete ricchi di idee e poveri di soldi” le parole del califfo romano.

L’anno seguente (1971) un’altra partecipazione al Festival di Sanremo con la canzone “Che sarà” ed ancora arrivano secondi. Secondi si. Al festival. Ma primi nelle classifiche italiane.

Da allora un crescendo incredibile. “Se m’innamoro”, “Mamma Maria”, “Sarà perché ti amo”, “Voulez vous danser” vere e proprie pietre miliari della storia della musica italiana.

L’idea di Franco di lasciare il trio è stata una scelta valutata da diversi anni soprattutto da quando nel 2013, sempre al Festival di Sanremo per ritirare un premio alla carriera, arriva la notizia choc che Alessio, il figlio 23enne di Franco, è stato trovato senza vita nella sua casa di Nervi a Genova.

Quindi, dopo la scelta di ritirarsi dalle scene, il baffone si congeda dal gruppo con queste testuali parole: “Dopo tanti anni di splendido lavoro insieme ho deciso di dedicarmi di più alla mia famiglia, una semplice scelta di vita. Auguro ai miei meravigliosi compagni ancora tanti anni di successi“.

A questa scelta, Angelo Sotgiu sottolinea: “Continuiamo a percorrere la strada della musica senza Franco che, in totale armonia con il resto del gruppo, ha deciso di fermarsi. Noi restiamo sul palco perché questa è la nostra vita”.

I Ricchi e Poveri sono tra i gruppi più longevi della musica italiana insieme ai Pooh, ai Nomadi e agli Stadio. Ora è difficile immaginare come oggi, possiamo vedere I Ricchi e Poveri senza Franco. I Ricchi e Poveri ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Sono parte del nostro patrimonio pop ma anche del nostro patrimonio culturale. Da oggi i Ricchi e Poveri non sono più tre ma due. Angela e Angelo. Chissà se sarà il loro nuovo nome.

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Patrizia Esposito

Camorra, confiscato a Roma “impero” da 80 milioni

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Roma – Colpo a clan di camorra. Confiscati dai Carabinieri a Roma, beni per 80 milioni di euro a quattro imprenditori ritenuti coinvolti in traffici legati alla camorra operante nella Capitale. La confisca e’ il frutto dell’operaizone “Margarita” meglio conosciuta come “Pizza Ciro” che nel gennaio 2014 porto’ all’arresto di 20 persone. Il decreto di confisca e’ stato emesso dal Tribunale di Roma nei confronti degli imprenditori Luigi, Antonio e Salvatore Righi e di Alfredo Mariotti, i primi tre arrestati appunto nel gennaio 2014. La confisca riguarda 28 esercizi commerciali quali bar, ristoranti -pizzerie; 41 beni immobili; 385 rapporti finanziari-bancari; 76 veicoli; 77 societa’ titolari di parte dei suddetti beni; 300mila euro di denaro contante rinvenuti nel corso delle operazioni. Il provvedimento si basa sull’accertata pericolosita’ sociale degli arrestati, fondata sul loro coinvolgimento in traffici gestiti dalla camorra napoletana.

Dalle indagini dei Carabinieri, i fratelli Righi sono emersi come stabili riciclatori per conto della camorra napoletana, al servizio, in particolare, del clan Contini. I beni confiscati, gia’ sottoposti a sequestro di prevenzione nel 2014 su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono attualmente gestiti dagli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale. Le indagini dirette dalla DDA di Roma e condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno dimostrato che l’impero economico dei fratelli Righi, diventati proprietari di fatto di una holding di societa’ attive nella gestione di numerosissimi ristoranti-pizzeria che si trovano nelle principali vie di pregio del centro storico della Capitale, con un volume d’affari palesemente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, veniva gestito con modalita’ illecite attraverso una rete di societa’ intestate a prestanome per il reimpiego e l’occultamento di ingenti risorse economiche di provenienza illecita.

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Napoli-Frosinone, i biglietti in vendita: le info

I dettagli

Da oggi alle ore 15 saranno in vendita i biglietti per Napoli-Frosinone, anticipo dell’ultima giornata di Serie A di sabato 14 maggio al San Paolo (ore 20.45) I biglietti sono acquistabili nelle abituali ricevitorie autorizzate.

Questi i prezzi

SETTORE          Prezzo

Tribuna Posillipo Euro 50

Tribuna Nisida     Euro 40

Distinti                 Euro 25

Tribuna Family       Euro 10

Curve Euro 14

Ridotti: Tribuna Family Euro 5

Camorra: arrestato Walter Mallo, boss clan emergente

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Napoli – Il 26 aprile scorso Walter Mallo era stato ferito in modo non grave, probabilmente in un agguato nell’ambito della ‘guerra’ che contrappone il suo gruppo a quello dei Lo Russo nel quartiere di Napoli di Miano, teatro poi il 28 aprile dell’omicidio di Aniello Di Napoli, un pregiudicato con legami con quel clan. Ora i carabinieri, su provvedimento del gip partenopeo richiesto dalla Direzione distrettuale antimafia napoletana, hanno arrestato Walter Mallo, elemento al vertice di una delle piu’ agguerrite cosche di giovani camorristi in espansione nel capoluogo campano. Mallo era a casa di un suo fedelissimo, anch’egli arrestato, Paolo Russo, 25 anni, e nell’abitazione i carabinieri hanno trovato un rettilario con un pitone, uno degli animali che gli uomini di camorra amano esibire. In manette anche Vincenzo Danise, 25 anni, altro suo fedelissimo. I reati contestati ai tre soni a vario titolo di associazione di tipo mafioso e di detenzione e porto illegale di armi, aggravatindall’aver agito per finalita’ mafiose. il provvedimento, emesso con urgenza, ha permesso di evitare il proseguire dello scontro armato fra gruppi criminali del capoluogo campano, sottolineano militari dell’Arma.

Walter Mallo e’ ‘figlio d’arte’,e lo zio Giovanni, fedelissimo del ‘re del contrabbando’ Costantino Sarno, e’ stato ucciso a 42 anni negli anni ’90. Da Miano il suo gruppo ha gestito anche ‘affari’ nel rione Sanita’, insieme al clan Esposito, senza entrare in contrasto con i Lo Russo che li’ sono vicini ai Vastarella, storicamente radicati nel quartiere; ma, di recente, nei Lo Russo si e’ creato un vuoto di potere, specie dopo l’arresto il mese scorso di Carlo Lo Russo, fratello del boss Antonio, per l’omicidio a Miano di Pasquale Izzi. Walter Mallo ha iniziato una serie di atti intimidatori tra Sanita’ e Miano, nonche’ agguati, per affermare la sua superiorita’, entrando in contrasto con i Vastarella nel centro citta’ e probabilmente con i Licciardi nell’area Nord, tradizionali alleati dei Lo Russo.

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ESCLUSIVA – Il viale della Tribuna dello stadio Menti sarà dedicato a Nicola De Simone

Oltre alla sostituzione del manto erboso c’è una novità per il viale antistante la tribuna dello stadio Menti

Nella lunga intervista rilasciata ai nostri microfoni, Peppe Mercatelli, ci parla di importanti novità che riguarderanno anche il viale antistante la tribuna dello stadio Menti, ecco le sue parole:

“Sono felice, anche perchè riusciremo a mettere una lapide e intitolare il viale antistante alla Tribuna a Nicola De Simone. Un atto mio politico che è andato avanti e portato avanti grazie all’ok della precedente giunta e al si definitivo del prefetto. Nicola De Simone, uno stabiese doc che ha perso la vita, sarà ricordato per sempre nello stadio della sua città. Il tutto avverrà in una cerimonia che si terrà il 27 maggio”. Sono queste le parole di Giuseppe Mercatelli che, ai microfoni di Vivicentro, in esclusiva, rivela cosa sta per accadere in memoria dello sfortunato Nicola De Simone. Il tutto è stato ratificato nella giornata di ieri durante l’incontro dei dirigenti della Juve Stabia con il commissario Vaccaro al quale erano presenti anche lo stesso Giuseppe Mercatelli e Alberico Turi, direttore del settore giovanile gialloblè.

a cura di Ciro Novellino

RIPRODUZIONE RISERVATA previa citazione della fonte

 

CENNI STORICI

Lo stadio comunale Romeo Menti è il maggior impianto sportivo di Castellammare di Stabia. È uno dei tre stadi di calcio italiani dedicati a Romeo Menti, attaccante del Grande Torino scomparso nella Tragedia di Superga: gli altri due sono quelli di Vicenza e di Montichiari. Ospita le partite interne della Juve Stabia e possiede una capienza complessiva di 13.000 posti a sedere.

Costruito nel 1984, fu intitolato a Romeo Menti prendendo il nome da una lapide commemorativa, posta nel vecchio impianto sportivo nel 1949, per volere della tifoseria stabiese, a memoria e ricordo delle gesta sportive del calciatore, a seguito della sua prematura scomparsa nella Tragedia di Superga, avvenuta nello stesso anno (il nome originario dello stadio è “stadio San Marco” ed è ancora così registrato al comune di Castellammare di Stabia).

Fu inaugurato nel 1985 con un’amichevole contro l’Avellino che militava in Serie A: la Juve Stabia si impose per 3-1 davanti ad oltre 15.000 spettatori.

Soru, prima condannato a tre anni ora assolto. Sentenza senza dubbi

AGGIORNAMENTO 28 maggio 2020: Il  patron di Tiscali che era stato condannato, in primo grado, a 3 anni per evasione fiscale è stato ora assolto in appello:

“Non ho mai voluto sottrarre soldi al fisco – aveva detto Soru nelle dichiarazioni spontanee nel corso del primo processo – ero così tranquillo che non ho nemmeno usufruito dello scudo fiscale, che mi avrebbe consentito di risolvere in poco tempo e con molto meno denaro questa situazione. Ho fatto le cose senza cercare vantaggi fiscali, dimostrando di non mettere il denaro al primo posto. Ma questa vicenda si è trasformata in un incubo”.

ed ora, dopo la nuova sentenza, visibilmente scosso e teso, ha così sintetizzato il suo pensiero:

“Questa sentenza ricostruisce i fatti con oggettività e senza pregiudizi, domani è un altro giorno”

Quello che segue è il precedente articolo da noi pubblicato, su lancio dell’AGI, dopo la sentenza di primo grado ed oggetto dell’email con richiesta di aggiornamento fattoci pervenire dalla Dott. Avv. Ilenia Loi:

Vi scriviamo per chiedervi la rimozione o l’aggiornamento e la deindicizzazione di un articolo da voi pubblicato nel 2016, che fa riferimento al processo che vedeva Renato Soru, attualmente Amministratore Delegato di Tiscali S.p.A., imputato per evasione fiscale”

e che, con questa nota, aggiorniamo.

Soru, segretario del Pd sardo: “Dimissioni? Penso a tante cose, è un momento molto grave della mia vita”

Cagliari – Renato Soru, europarlamentare e segretario del Pd in Sardegna, è stato condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale. “Una sentenza ingiusta da mio punto di vista”, ha commentato l’ex presidente della Regione e fondatore di Tiscali appena uscito dall’aula del tribunale di Cagliari. E ai cronisti che gli chiedevano se si sarebbe dimesso ha risposto: “Penso a tante cose, tra cui questa: è un momento molto grave della mia vita”.

“Non ho mai voluto sottrarre soldi al Fisco. Ho dimostrato di aver investito su un progetto industriale, quello di Tiscali, e non sul volermi arricchire”. Così Soru si era difeso il 28 gennaio scorso al processo, chiuso oggi, per evasione fiscale per flussi di denaro passati attraverso la società Andalas, con sede a Londra e riconducibile allo stesso patron di Tiscali, come da lui sempre dichiarato alla Consob. Stando alle accuse, legate a una complessa ed estremamente tecnica controversia fiscale, nel 2004 la società londinese, avrebbe concesso un prestito di oltre 27 milioni di euro alla Tiscali finance. La società con sede a Cagliari, a Sa Illetta, nei cinque anni successivi avrebbe restituito parte del debito versando anche gli interessi alla Andalas. Soldi che non sarebbero stati mai dichiarati al fisco nè inglese nè italiano. Da qui le contestazioni che Soru, presidente della Regione Sardegna dal 2004 ai primi del 2009, aveva cercato di respingere punto per punto.

I suoi legali avevano sostenuto che Soru, all’epoca dei fatti contestati, svolgeva il suo ruolo di presidente della Regione Sardegna in modo maniacale che lo portava, inevitabilmente a trascurare le sue aziende. “Sono chiamato in causa per un’operazione che solo per motivi formali da perdita, quale è stata, figura come un utile che però non ho realizzato”, aveva spiegato l’europarlamentare “Non sapevo e non pensavo che quella operazione potesse essere rilevante. Ho fatto le cose senza cercare vantaggi fiscali, dimostrando di non mettere il denaro al primo posto. Ma questa vicenda si è trasformata in un incubo”. In tribunale Soru aveva spiegato che, visto il suo ruolo pubblico, aveva deciso di non impelagarsi in una controversia fiscale ma di pagare quanto gli veniva chiesto. La sua pratica però era già finita ad Equitalia con tutti i meccanisimi di moltiplicazione degli importi che hanno portato la cifra da versare, a poco meno di dieci milioni di euro. “Non è stato facile. Mi hanno preso un terzo dello stipendio e messo la casa in vendita”. La sua villa di Cagliari sul colle di Bonaria è stata ipotecata da Equitalia.

vivicentro.it-isole-politica /  Soru, tre anni per evasione fiscale. “Sentenza ingiusta”

Football Leader 2016, Corsi e l’Empoli ma anche Orsato, Tosel e Pisacreta relatori

Il Football Leader riparte

A meno di 20 giorni dall’inizio di Football Leader 2016 si sta componendo il parterre di premiati. Fabrizio Corsi, presidente dell’Empoli FC, ha vinto il riconoscimento Football Leader-Fair Play, assegnato in base ai voti dei 118 espressi a Coverciano dai tecnici iscritti all’Assoallenatori (AIAC). Il massimo dirigente toscano e il rispettivo club hanno vinto con la seguente motivazione: “Per essersi particolarmente distinti, nel corso della stagione 2015-2016, per la correttezza e la lealtà sportiva dei comportamenti di tutti i tesserati. L’Empoli ha inoltre promosso i valori più alti dello sport attraverso diverse iniziative sociali”. Il club del presidente Fabrizio Corsi ha investito tempo e risorse nel progetto “Empoli Fc per il sociale”. “Metti in campo il cuore” del Movimento Shalom, il “naso bianco” per la lotta al diabete sono alcune delle iniziative promosse e lo stesso ”Empoli Giovani Camp” propone il calcio ai giovani come attività associativa e formativa. ll Premio Fair Play di Football Leader 2016 verrà consegnato al presidente dell’Empoli Fc Fabrizio Corsi nel corso della manifestazione in programma il 24, 25 e 26 maggio nella splendida cornice del Grand Hotel Il Saraceno di Amalfi. Un meeting nel quale ci saranno i protagonisti del calcio italiano: l’apertura di FL2016 è dedicata al convegno promosso dall’Aiac “Il rapporto tra arbitri e allenatori. Riflessioni e approfondimenti” al quale parteciperanno prestigiosi relatori: il presidente dell’Assoallenatori Renzo Ulivieri, il vicepresidente dell’Aia (Associazione Italiana Arbitri) Narciso Pisacreta, l’arbitro internazionale Daniele Orsato, il giudice sportivo Gianpaolo Tosel, il celebre dirigente Pierpaolo Marino e alcuni allenatori di serie A. Un parterre de roi per Football Leader che può vantare, tra i partner commerciali di questa edizione, anche il marchio Miriade, azienda leader nel licensing per la pelletteria di famosi brand.