Di Simone Vicidomini
La Nuova Ischia vince lo scontro diretto a Monte Di Procida e conquista il secondo posto e si porta a solo quattro lunghezze dal Bacoli. Un Monte Di Procida che non perdeva da 16 partite consecutive,ma grazie a una grande prestazione,i gialloblu sono riusciti a portare a casa il massimo risultato,sfatando anche questo tabù. Una vera impresa quella della formazione di Mister Isidoro Di Meglio che a fine partita è molto soddisfatto della gara dei suoi ragazzi. ” Sì, il nostro campionato passava da questa partita dove si sono affrontate due squadre che, credo, abbiano espresso chi in un modo e chi in un altro un calcio bellissimo, penso sia difficile trovare due squadre che riescano a proporre prestazioni del genere in un campionato di Promozione”. Alla vigilia della gara il tecnico isolano aveva dichiarato che si doveva sfruttare al meglio tutti gli episodi a favore e cercare di limitare il più possibile gli avversari. “Sì era il tipo di partita che dovevamo fare. Sapevamo di affrontare una squadra ostica e sul loro campo le hanno vinte quasi tute. I ragazzi oggi hanno fatto una buona prestazione e sono contento “. Una vittoria arrivata con i gol di Ciro Saurino che ritorna a segnare,con Camorani e questo giovane ragazzo Filosa un classe 2000 alla sua prima da titolare trova un gol importantissimo in uno scontro diretto. “Filosa, io l’ho visto crescere perché l’ho avuto un anno con me nei Giovanissimi e l’anno scorso con mio fratello come allenatore. Ha avuto una crescita incredibile in questi due anni, complimenti ma non dobbiamo mettergli pressione. Filosa si va ad aggiungere ad un gruppo di ragazzi isolani su cui puntare per quello che sarà il futuro dell’Ischia.” La Nuova Ischia vince quindi lo scontro diretto,dopo quel ko nel big match con il Bacoli perso soltanto da un episodio dopo aver dominato l’intera gara. Tra le tre squadre in lotta per il campionato cosa ci dobbiamo aspettare? ” Per le altre non so dire, ma so quello che dobbiamo fare noi, dobbiamo far 18 punti nelle prossime partite.”

Spesso i sogni si avverano. Soprattutto se coltivati con l’impeto e il furore del desiderio di acciuffarli. E se a sognare è Gianni Sasso allora vuol dire dal sogno alla realtà il passo è breve. Gianni sogna e ci lascia sognare nel tentativo di realizzare il tempo record mondiale nella maratona con stampelle. Primato da lui stesso detenuto nella maratona di New York, 2009, migliorato ad Amsterdam 2012 e, purtroppo, solo inseguito alla Zurich Maratò di Barcellona.
Gianni Sasso, con il pettorale numero 16379 ha sentito il vento fischiargli nelle orecchie, lui che ormai è abituato alle imprese difficili ci ha entusiasmato fino alla fine. Un ostacolo imprevisto. Una caduta, Sfuma per questa volta il sogno ma non cuore. Un cuore grande che batte con furore nel petto. E che fa emergere le grandi potenzialità di un atleta che potremmo paragonare, per la sua dedizione all’atletica, a Pietro Mennea. Consociamo già le vicende umane e le avversità che hanno infranto i sogni giovanili di Gianni Sasso, con rilevanti opportunità per diventare ottimo calciatore, quando a seguito di un incidente stradale, gli fu amputata la gamba sinistra. Ma ciò non lo scoraggiò. Anzi lo fece emergere, in altre discipline sportive come l’atletica, il nuoto e la bici. La tenacia, la resilienza, la forte tempra interiore gli permisero di superare quello che lui stesso definisce una disabilità mentale. Quella di non riuscire a portare a termine un progetto che ci si prefigge, perché volere è potere e tra i ventimila al nastro di partenza di Avenida Reina Maria Cristina, passando davanti al Camp Nou, alla Casa Batlló, e alla Sagrada Famiglia, Gianni Sasso è stato acclamato a furore di popolo dalle migliaia di spettatori. La squadra, guidata dal tecnico Emanuel Scotto D’Abusco, corre insieme con lui, facendogli da scudo, e lui vola sui quaranta chilometri che si snodano dalle 08.30 fino al traguardo nella metropoli di Barcellona La città catalana ospita ogni anno una maratona che la vede inondata di runners da tutto il mondo. Il percorso si presenta veloce, con passaggi all’interno del cuore del centro storico che permette di ammirare i più importanti monumenti. Nell’intervista che ci ha gentilmente concesso, prima della partenza per la gara, Gianni Sasso si è raccontato. Ed è emerso l’uomo-atleta, che reagisce con vigore e furore alle difficoltà dell’ambiente e della disabilità.
Durante la conferenza stampa di presentazione della gara abbiamo applaudito l’atleta. Cercheremo ora di fotografare la personalità di Gianni Sasso. Come ha reagito l’uomo Gianni Sasso alle difficoltà derivate dalla sfortunata vicenda?










