Diana Marcopulopulos
Brescia ” Palazzo Martinengo ” e la ”Grande mostra della pittura Italiana” da Hayez a Boldini. (Diana Marcopulopulos)
Meret, l’agente: “Al Napoli piace il ragazzo, ma mai parlato con Giuntoli”
Meret, l’agente: “Al Napoli piace il ragazzo, ma mai parlato con Giuntoli”
“Il ragazzo piace a tanti club, anche al Napoli per quanto ne so. Ma con Giuntoli non ho mai parlato direttamente. Meret non si sente secondo a nessuno in Italia, per adesso però deve restare concentrato e finire nel migliore dei modi il campionato con la SPAL, poi valuteremo il da farsi. Crescere alle spalle di un grande portiere potrebbe giovargli, visto che è ancora molto giovane e non ha ancora esordito in Serie A. Le sue capacità sono indiscutibili ed ormai ben note a tutti, non c’è fretta di approdare ad un punto di arrivo come l’imporsi subito da titolare in un top club“, ha dichiarato Pastorello, agente di Meret, giovane promessa della Spal, che tanto sta facendo bene in questa stagione con il suo club, tanto da attirare su di sé le attenzioni di Napoli e Juventus.
Tonelli, l’agente: “Il ragazzo sarà la rivelazione del Napoli 2017-2018”
Tonelli, l’agente: “Il ragazzo sarà la rivelazione del Napoli 2017-2018”
Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto l’agente di Tonelli, Marco Sommella, il quale ha dichiarato: “Tonelli è in ripresa, è pronto e carico e sarà la rivelazione del Napoli dell’anno prossimo. Il problema al ginocchio è risolto, ma Tonelli non molla mai e sono certo che si ritaglierà il suo spazio in azzurro”.
Napoli-Juventus anche sul mercato: Favilli tra i bianconeri e gli azzurri
Napoli-Juventus anche sul mercato: Favilli tra i bianconeri e gli azzurri
Il Napoli lavora in vista della prossima stagione. Gli azzurri sarebbero interessati ad Andrea Favilli, attaccante dell’Ascoli ma di proprietà del Livorno. Secondo quanto riporta Radio Crc, gli azzurri ci starebbero provando ad accaparrarsi il ragazzo, ma non è facile: anche la Juventus vorrebbe il ragazzo con sé, e riportarlo indietro, dato che Favilli è cresciuto proprio nelle giovanili bianconere.
Pepe Reina, il ritorno: questa sera contro la Juve ci sarà lo spagnolo
Pepe Reina, il ritorno: questa sera contro la Juve ci sarà lo spagnolo
Dopo essere rimasto fuori domenica scorsa per infortunio, Pepe Reina si riprende la porta del Napoli. Secondo quanto riporta Sportmediaset, il portiere azzurro sarà normalmente in campo questa sera contro la Juventus in coppa Italia. Lo spagnolo s’è ripreso dall’infortunio che l’ha tenuto fermo per una giornata. Per quanto riguarda la Juventus, Sportmediaset aggiunge che dovrebbe giocare Benatia in difesa.
Sergio Bonelli Editore presenta “Il Commissario Ricciardi a fumetti”
Ci sono personaggi immaginari i cui contorni si fanno, storia dopo storia, sempre più reali. A tal punto da trasformarsi in contorni disegnati a matita che diventano protagonisti di una serie a fumetti.
Re-immaginare in questa forma nuova le vicende del Commissario Ricciardi, ideate e scritte da Maurizio de Giovanni, è stata una sfida entusiasmante per Sergio Bonelli Editore che venerdì 7 aprile dalle h 18, nell’ambito del COMIC(ON)OFF, rassegna di eventi che si inserisce tra le iniziative di Napoli COMICON (28 aprile – 1 maggio), presenterà in anteprima al Teatro San Carlo di Napoli la serie “Il commissario Ricciardi a fumetti” con una mostra di tavole progettata in collaborazione con la Scuola Italiana di Comix. Per l’occasione è stato pubblicato uno speciale numero zero di 32 pagine a tiratura limitata, che verrà distribuito gratuitamente proprio la sera dell’evento al Teatro San Carlo fino a esaurimento copie. L’incontro sarà ad ingresso libero.
La serie
Gli albi del commissario Ricciardi di Sergio Bonelli Editore faranno il loro debutto in edicola e in libreria nell’autunno 2017 a cadenza quadrimestrale. Sono stati coinvolti nel progetto come sceneggiatori Claudio Falco, Sergio Brancato e Paolo Terracciano. Questi tre superesperti delle trame tessute da Maurizio de Giovanni hanno discusso con lui su come adattarle al linguaggio del fumetto e come ricrearle affidandole ai disegni di quattro artisti come Daniele Bigliardo, Lucilla Stellato, Alessandro Nespolino e Luigi Siniscalchi. Attraverso i loro pennelli, la Napoli degli Anni Trenta ha preso vita. I colori sono stati affidati alla Scuola Italiana di Comix di Napoli che ha animato con il suo lavoro la varia umanità che circonda il commissario Ricciardi così come la complessità della brulicante città partenopea. La squadra di coloristi è composta da Ylenia Di Napoli, Mariastella Granata, Francesca Carotenuto e Marco Matrone ed è stata coordinata da Mario Punzo e Giuseppe Boccia.
Comunicato Stampa Napoli Comicon
ViViCentro.it, la carica dei 3000… grazie a tutti di cuore!
La carica dei 3000 mila di Vivicentro.it, grazie di cuore!
Noi di ViViCentro.it stiamo crescendo e ci divertiamo nel nostro lavoro. Proviamo ad informarvi su quello che accade intorno a noi che è il nostro obiettivo primario. Il nostro lavoro, la nostra passione, la nostra voglia sono alimentate dal vostro affetto che ci dimostrate quotidianamente preferendoci a tanti altri operatori della comunicazione.
Oggi è arrivato il momento da parte nostra di dirvi grazie a tutti di vero cuore. Soprattutto ai 3000 fan della nostra pagina ufficiale facebook. In poco tempo abbiamo tagliato un altro traguardo ambizioso, cioè quello dei 3000 fan sulla nostra pagina Facebook.
È un risultato che ci rende orgogliosi e che vogliamo condividere con tutti i lettori (fan e non) che ogni giorno ci seguono sui social network, ci leggono su Internet, ci sfogliano allo stadio durante le partite casalinghe della Juve Stabia, ci guardano sul nostro canale ufficiale Youtube (https://www.youtube.com/user/ViViCentroNETWORK) o ascoltano in radio in nostri programmi. Dirette radio e programmi sportivi raccolgono l’affetto di migliaia di voi, la nostra web radio nata nel 2011 riscuote tanto successo.
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All’Acqua della Madonna si distribuiva anche erba e altro: arrestati padre e figlio
Spaccio di droga all’ Acqua della Madonna * : arrestati padre e figlio a Castellammare in ottemperanza di una Ordinanza di custodia cautelare.
In più occasioni i due, secondo i militari, avrebbero venduto marijuana e cocaina: uno dei due si trovava già ai domiciliari. Entrambi sono ritenuti responsabili di concorso in spaccio di stupefacenti
I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Castellammare hanno dato secuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Torre Annunziata, su richiesta della locale Procura, a carico di due indagati, padre e figlio (il primo è già agli arresti domiciliari per altra causa) ritenuti responsabili di concorso in spaccio di stupefacenti e li ha arrestati perché ritenuti responsabili dell’azione criminosa accertata dalle indagini condotte dalle forze dell’ordine che hanno documentato, tra l’altro, l’attività posta in essere il 29 febbraio nella località “Acqua della Madonna” dove avevano ceduto marijuana e cocaina immediatamente sequestrata all’acquirente che, oltre a confermare le circostanze dell’acquisto, ha aggiunto di essersi più volte rifornito in precedenza dagli stessi spacciatori che, per ora, sono stati tradotti nel carcere di Napoli Poggioreale.
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L’acqua della Madonna di Castellammare di Stabia, ecco perché si chiama così
Siria: a chi giova l’escalation del terrore? Questa volta l’Onu deve agire subito!
Nel suo commento Giuseppe Cucchi si chiede a “chi giovi l’escalation del terrore” e afferma che “questa volta l’Onu deve agire subito” su quanto sta accadendo in Siria dove l’opposizione denuncia l’uso di gas Sarin contro la popolazione da parte del regime di Assad che però nega affermando: “Quei missili erano delle forze ribelli”. Dall’America Trump scarica la colpa su Obama “perché si fece ingannare dal disarmo chimico di Damasco” ed afferma che “l’attacco non può essere ignorato” ma aggiunge: “Cacciare Assad sarebbe inutile”.
A chi giova l’escalation dell’orrore
Sembra che sia stato usato il Sarin, un gas nervino che risale alla Seconda guerra mondiale e che inibisce i collegamenti nervosi all’interno delle cellule. A rendere ancora più tragico il bilancio, l’ospedale in cui era stata ricoverata la maggior parte dei feriti è stato bombardato con munizioni convenzionali e parzialmente distrutto.
La notizia è orribile poiché fa rinascere nell’area lo spettro di quella guerra condotta con armi di distruzione di massa che l’accordo concluso qualche anno fa su iniziativa della Russia e sotto l’egida congiunta di Washington e di Mosca sembrava aver scongiurato.
La Siria di Assad aveva acconsentito in tale occasione a consegnare per la distruzione tutte le armi chimiche in suo possesso – e in effetti ne sono state consegnate mille e cinquecento tonnellate – nonché a ratificare la Convenzione internazionale riguardante quel tipo di armamenti, cosa che poi ha fatto. Almeno in teoria quindi le forze governative siriane non dovrebbero più disporre di armamenti del tipo di quelli utilizzati ieri.
E’ un caso doppiamente orribile anche perché l’episodio ha coinvolto militari e civili; e non poteva essere altrimenti. Come l’esperienza ci ha tristemente dimostrato gli scontri di questo conflitto avvengono quasi sempre all’interno di centri urbani che agli occhi dei combattenti hanno il pregio di risultare più efficacemente difendibili, ma che nel contempo coinvolgono quella parte della popolazione locale talmente misera da non disporre nemmeno dei mezzi che le consentirebbero di fuggire.
E si sa che in simili condizioni più grande è la miseria più elevato è il numero dei bambini.
L’episodio è poi tanto inatteso quanto assurdo. Inatteso poiché, come già detto, dopo l’entrata in vigore dell’accordo, che non era stato mai violato sino a oggi, non ci sarebbero più dovuti essere aggressivi nervini in questa parte del Medio Oriente. Assurdo in quanto non si comprende perché il regime di Assad, che ha immediatamente negato ogni responsabilità nell’accaduto, dovrebbe aver deciso di compiere un gesto tanto crudele, clamoroso e illecito proprio quando le sorti della guerra, rimaste in dubbio per anni, sembrano volgere inesorabilmente, anche se lentamente, a suo favore.
Certo, potrebbe trattarsi della decisione autonoma di un comandante locale di alto livello esasperato dalla resistenza particolarmente efficace posta in atto dai ribelli nella area chiave di Idlib e dalla incapacità delle forze di terra siriane di eliminare l’enclave. Considerato lo strettissimo controllo che la famiglia Assad e il suo immediato entourage hanno sempre esercitato su ogni aspetto rilevante della vita nazionale, l’ipotesi appare però molto azzardata. E poi potrebbero mai le forze siriane decidere un bombardamento di questo tipo senza informare preventivamente l’alleato russo, motore e garante dell’accordo che liberava la Siria dalla presenza di armi chimiche? Decisamente impensabile.
L’assurdità del caso alimenta così il proliferare di altre ipotesi, altrettanto assurde forse, ma che meglio potrebbero rispondere a quella domanda «Cui prodest?» (A chi giova?), che sempre occorre porsi allorché ci troviamo di fronte a contesti in cui anni di guerra fratricida hanno fatto saltare tutti i punti di riferimento e i valori che l’essere umano dovrebbe rispettare anche quando combatte. In particolare ciò che viene in mente è l’episodio delle recenti guerre balcaniche, cioè il bombardamento condotto con bombe di mortaio sul mercato vecchio di Sarajevo, con la strage di civili sunniti. Fu l’episodio che motivò l’intervento aereo della Nato sulle truppe serbe. Ancora anni dopo però permangono fondati dubbi sulla dinamica dell’accaduto, considerato come esistessero indizi secondo i quali i colpi di mortaio sarebbero potuti partire da zone in mano ai bosniaci e non ai serbi. Fuoco amico, dunque? Fuoco amico destinato a provocare l’intervento Nato? L’interrogativo resta aperto.
Auguriamoci comunque che, al di là di tutte le difficoltà di accertamento della verità che presentano casi del genere – anche se l’esame di tutte le possibili registrazioni, satellitari, Awacs, radar e altro della rotta seguita dall’aereo che ha compiuto il bombardamento potrebbero essere fortemente indicative -, la comunità internazionale sappia muoversi con rapidità ed efficacia per inchiodare alle proprie terribili responsabilità gli autori del misfatto.
La convocazione straordinaria del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite richiesta dalla Francia va in tale direzione. Possiamo sperare che almeno per una volta quello che dovrebbe essere il primo e più efficace baluardo della nostra sicurezza collettiva agisca in modo adeguato alla realtà e all’orrore della situazione? E questo nonostante il fatto che uno dei suoi membri permanenti, la Russia, rischi di vedersi imputata almeno di una parziale corresponsabilità?
vivicentro.it/editoriale
vivicentro/Siria: a chi giova l’escalation del terrore? Questa volta l’Onu deve agire subito!
lastampa/A chi giova l’escalation dell’orrore GIUSEPPE CUCCHI
Napoli-Juve, i convocati di Sarri: c’è Reina!
Lo riporta il sito sscnapoli.it
Napoli-Juventus alle ore 20,45 al San Paolo per il ritorno della semifinale di Coppa Italia, Tim Cup 2017. Dirige il match l’arbitro Banti di Livorno.
I convocati: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Chiriches, Ghoulam, Hysaj, Koulibaly, Maggio, Maksimovic, Strinic, Allan, Diawara, Hamsik, Jorginho, Rog, Zielinski, Callejon, Insigne, Mertens, Milik, Pavoletti.
Gas Sarin in Siria. Trump: ”l’attacco non può essere ignorato” e incolpa Obama
L’opposizione denuncia l’uso di gas Sarin contro la popolazione da parte del regime di Assad che però nega affermando: “Quei missili erano delle forze ribelli”.
Dall’America Trump scarica la colpa su Obama “perché si fece ingannare dal disarmo chimico di Damasco” ed afferma che “l’attacco non può essere ignorato” ma aggiunge: “Cacciare Assad sarebbe inutile”. Nel suo commento Giuseppe Cucchi si chiede a “chi giovi l’escalation del terrore” e afferma che “questa volta l’Onu deve agire subito”.
Trump scarica la colpa su Obama: “Ma è stupido cacciare il Raiss”
Washington: la responsabilità morale è di russi e iraniani. Vacilla il negoziato di pace. Oggi il Consiglio di Sicurezza
Il portavoce della Casa Bianca Spicer ha definito «biasimevole» la strage di Khan Sheikhoun, aggiungendo che «non può essere ignorato dal mondo civilizzato». Poi ha commentato: «Queste orribili azioni del regime di Assad sono la conseguenza della debolezza e la mancata risoluzione della precedente amministrazione», perché Obama aveva tracciato una linea rossa sull’uso delle armi chimiche, ma quando poi erano state usate nell’agosto del 2013 «non aveva fatto nulla». Spicer però ha spiegato che ora «non c’è un’opzione per il cambio di regime», dicendo che sembrerebbe «stupido» perseguirlo davanti alla realtà esistente, sullo sfondo di Trump che ripete di non essere il poliziotto del mondo.
La Francia ieri ha chiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza, ma la Russia si è opposta. Così l’ambasciatore americana Haley, presidente di turno, ha trovato il compromesso di discutere l’attacco stamattina, anticipando un incontro già previsto sulla Siria. L’obiettivo è una dichiarazione di condanna, ma non è facile, perché appena si dovesse accennare ad una responsabilità di Assad, Mosca si opporrebbe col veto.
Un’autorevole fonte del dipartimento di Stato ha spiegato il doppio imbarazzo di Washington. Gli americani avevano appoggiato il processo che si muove su due binari. Il primo è quello di Astana, dove Russia, Turchia e Iran si sono fatti garanti della tregua in Siria. Chiunque sia il responsabile dell’attacco chimico, cioè il regime o i suoi oppositori, la strage dimostra che i garanti non sono in grado o non vogliono preservare il cessate il fuoco. I l segretario di Stato Rex Tillerson ha parlato di «responsabilità morali di Russia e Iran». Poco importa infatti che non siano stati gli aerei di Mosca a sparare: ciò che conta è che il Cremlino non può, o non intende fermare i combattimenti. Questo ha un pesante riflesso sul secondo binario, cioè i colloqui di Ginevra gestiti dall’Onu per delineare il futuro della Siria, con un accordo politico sulla costituzione e la forma di governo.
Washington ha dichiarato di ammirare e appoggiare il lavoro fatto dal mediatore de Mistura, ma procedere sotto il lancio delle armi chimiche diventa quasi proibitivo. Washington continua a considerare Assad un criminale di guerra, e non crede che possa presentarsi alle prossime elezioni ma non insiste sul cambio di regime perché non aiuterebbe la soluzione del conflitto. L’attacco di Khan Sheikhoun però ha dimostrato che qualcuno questa soluzione politica non la vuole, ed è in grado di farla salt are .
vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Gas Sarin in Siria. Trump: ”l’attacco non può essere ignorato” e incolpa Obama
lastampa/Trump scarica la colpa su Obama: “Ma è stupido cacciare il Raiss” PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK
Aronica: “Tra cavani e Higuain c’è una sola differenza”
Le sue parole
Salvatore Aronica ha dichiarato a Il Roma: “Credo nella rimonta perché i presupposti non mancano. Specialmente se la Juventus, come ha fatto capire Allegri, dovesse operare diversi cambi di formazione rispetto alla partita di domenica e fare turnover. Magari però potrebbe essere soltanto pretattica. Ad ogni modo, il Napoli ha le potenzialità per ribaltare il parziale. Mazzarri e Sarri? Le origini toscane sicuramente rendono ancor più suggestivo un paragone. Vedo in loro molte somiglianze, comunque. Entrambi sono testardi e perfezionisti nel proprio lavoro, allenatori che vogliono vincere e arrivare in alto, impegnandosi tantissimo nella quotidianità. Mazzarri alla fine ce l’ha fatta, Sarri sta ripercorrendo quelle orme senza alcun problema. Da Cavani a Higuain? Verissimo, ma Edinson era molto più predisposto al sacrificio. Si abbassava, veniva ad aiutare la squadra ed era molto più mobile rispetto all’argentino. Ad entrambi, però, devo riconoscere un senso innato del gol e la cattiveria che mostrano nell’attaccare il pallone. Sono fuori dal comune in questo aspetto. Come fermare il Pipita? Il metodo è unico: tenerlo sempre spalle alla porta”.
Spalletti: “Il Napoli ha venduto Higuain, ma preso tanti giovani forti”
Spalletti: “Il Napoli ha venduto Higuain, ma preso tanti giovani forti”
Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni della Rai dopo la mancata rimonta in Coppa Italia: “Terminata questa competizione, ora dobbiamo lottare nelle restanti partite per la posizione in classifica: il secondo posto sarebbe straordinario. Quando l’anno scorso abbiamo iniziato questo percorso eravamo a -12 dal Napoli, ora ci siamo insieme e stiamo cercando di diminuire il gap con la Juventus. Complessivamente, qundi, un buon lavoro è stato fatto e non dobbiamo restare su questa eliminazione. Il mio futuro è arrivare più in su possibile. Il Napoli ha venduto Higuain, però ha comprato giocatori giovani e forti. E’ la stessa cosa che dobbiamo far noi…”
Il gas Sarin uccide i bambini in Siria
Un attacco chimico fa strage in una cittadina siriana vicino a Idlib provocando almeno 58 morti e oltre 400 feriti.
L’opposizione denuncia l’uso di gas Sarin contro la popolazione da parte del regime di Assad che però nega affermando: “Quei missili erano delle forze ribelli”. Dall’America Trump scarica la colpa su Obama “perché si fece ingannare dal disarmo chimico di Damasco” ed afferma che “l’attacco non può essere ignorato” ma aggiunge: “Cacciare Assad sarebbe inutile”. Nel suo commento Giuseppe Cucchi si chiede a “chi giovi l’escalation del terrore” e afferma che “questa volta l’Onu deve agire subito”.
Bombe su Idlib, la strage dei bambini con il gas Sarin
Khan Sheikhoun è vicina al fronte, nel Nord della provincia di Hama i ribelli hanno lanciato nelle scorse settimane una grossa offensiva, respinta. Ma non è prima linea. Il regime nega l’attacco. Fonti militari fanno sapere che le bombe utilizzabili dai Su-22 «non possono portare armi chimiche». E in ogni caso Damasco nega di averle «mai usate». E «mai le userà». Altre fonti dicono che un attacco nell’area c’è stato, con i Su-22, ma su un deposito di armi dei ribelli, «dove erano stoccati missili». E forse anche armi chimiche, lasciano intendere.
In Siria, in teoria, non dovrebbero esserci più armi di distruzione di massa, come il Sarin. Dopo la strage del Goutha un accordo fra il regime e le Nazioni Unite ha portato allo smantellamento e alla distruzione degli arsenali. Nel giugno 2015 l’agenzia Onu, l’Opcw, ha annunciato che il 99% degli stock erano stati distrutti. Potevano rimanere piccoli depositi, che gli ispettori non avevano individuato o non erano riusciti a distruggere. Sia del regime che dei ribelli. Anche la paternità dell’attacco nel Goutha non è mai stata accertata con certezza. Ora, però, la Commissione d’inchiesta Onu tornerà a indagare. Lo chiedono con forza Francia e Gran Bretagna, accusano Assad di essere responsabile dell’attacco, «un crimine di guerra». Sarà il tema di oggi alla riunione del Consiglio di Sicurezza Onu. Anche la Casa Bianca ha condannato l’attacco, ma ha ribadito che non esiste l’opzione di un «cambio di regime». È la nuova linea di Donald Trump. Assad non è mai stato così saldo in sella negli ultimi sei anni. Puntellato e sostenuto sempre dai russi. Forse però potrebbe aver prevalso la «voglia» di chiudere la partita riconquistando una volta per tutte la provincia di Idlib, ultima sotto controllo dei ribelli nell’Ovest. Chissà.
Dal punto di vista politico, un attacco con il Sarin ha dell’incredibile. Le offensive dei ribelli sono state respinte. I ribelli moderati sono deboli. La guerra contro il regime è condotta soprattutto dagli oltranzisti di Hayal al-Tahrir al-Sham, la formazione dove sono confluiti reduci di Al-Qaeda e altri gruppi salafiti. Oggi si apre a Bruxelles una conferenza che dovrebbe delineare i piani di ricostruzione. Se davvero il Raiss, o qualche alto ufficiale, ha ordinato il raid chimico, è un suicidio politico.
vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Il gas uccide i bambini in Siria
lastampa/>Bombe su Idlib, la strage dei bambini con il gas Sarin GIORDANO STABILE – INVIATO A BEIRUT
Rinnovo Insigne, dopo la Lazio l’incontro: c’è sempre il solito problema
I dettagli sul rinnovo
Il rinnovo di Lorenzo Insigne è sempre un nodo da sciogliere quanto prima per il bene di tutti. Lui ha lanciato un messaggio chiaro a De Laurentiis dal ritiro dell’Italia a Coverciano e ora attende un segnale concreto. Se ne riparlera’ dopo la Lazio, le parti si sono riavvicinate ma occorre piena convergenza per la firma. L’offerta e’ di tre milioni per i prossimi cinque anni, una cifra media: la richiesta superiore e c’e’ il nodo dei diritti d’immagine. Ma la volonta’ del club e di Lorenzo e’ la stessa, quella di proseguire il matrimonio: si andra’ avanti con la trattativa per trovare l’intesa sul rinnovo fino al 2022. Lo riporta Il Mattino.
Nuova accoglienza bollente e ostile per Higuain
Nuova accoglienza bollente e ostile per Higuain
Reina è guarito, vuole esserci con la Juve
Reina è guarito, vuole esserci con la Juve
Questa sera serve l’impresa per aggiudicarsi la finale di coppa Italia da giocare a Roma contro la Lazio. Per farlo bisogna aggrapparsi a tutto, compreso Pepe Reina che ha sofferto per diversi giorni di un indurimento del polpaccio destro. Un fastidio non da poco per un portiere che fa dell’esplosività la sua miglior dote. Come riporta il Corriere del Mezzogiorno, lo spagnolo ieri però è tornato ad allenarsi con il gruppo a Castel Volturno e potrebbe anche scendere in campo al San Paolo. Last minute si deciderà il suo impiego che però è necessario.
Analizzando l’avversario – Il rematch di Napoli Juventus
Analizzando l’avversario – Il rematch di Napoli Juventus
Sempre la Juve al San Paolo ma stavolta per la Coppa Italia, i bianconeri domenica hanno avuto un atteggiamento sottomissivo nei confronti del Napoli, il gioco dei partenopei nonostante sia stato migliore non è bastato per avere la meglio anche sul piano del risultato. La partita di Gonzalo Higuaín è stata all’ombra di Koulibaly e Albiol, mai incisivo e protagonista del match come la maggior parte dei suoi compagni, ha patito l’atteggiamento difensivo della sua squadra. La Juventus ha totalizzato un tiro nello specchio, il gol.
In questa partita il Napoli dovrà vincere 2-0 per andare in finale, deve evitare in ogni modo di prendere gol.
Questo l’undici titolare che schiererà Allegri. (4-2-3-1): Neto; Dani Alves, Barzagli, Bonucci, Alex Sandro; Pjanic, Khedira; Cuadrado, Dybala, Sturaro; Higuain.
a cura di Andrea Bosco
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Higuain: “Non sono pentito, Torino scelta perfetta: ho trovato la serenità”
Higuain: “Non sono pentito, Torino scelta perfetta: ho trovato la serenità”
La Gazzetta dello Sport riporta in anteprima alcune dichiarazioni di Gonzalo Higuain, rilasciate nel corso di un’intervista al magazine di Panorama in edicola domani: “In famiglia siamo molto uniti. O almeno ci proviamo, ma il fatto che siamo un po’ dispersi per il mondo non lo rende facile. Mia madre, poi, credo abbia sofferto molto per questa divisione: siamo spariti da un momento all’altro, io a 18 anni sono andato a giocare a Madrid, mio fratello in Turchia. Io e mia madre Nancy abbiamo un legame speciale: a dieci mesi mi salvò dalla meningite portandomi in ospedale, andando dal dottore convincendolo a curarmi senza perdere neanche un minuto. Grazie al suo coraggio tutto è andato bene. Vincere è importante, ma stare bene lo è di più”.
La scelta fatta in estate: “Ancora oggi, a 29 anni, non penso mai a quello che sono, quello che ho fatto, e questo alla lunga è ciò che ti fa andare avanti. Ho capito che è fondamentale non pensare mai di essere arrivato. O, peggio, di essere il migliore. I giornalisti sportivi parlano sempre di soldi, questo non lo capisco. Gli ingaggi sono alti, certo, ma credo però che nessun calciatore pensi solo ai soldi; quando si cambia squadra lo si fa per stare bene con se stessi, per essere felici. Io ho preso i miei rischi e non sono pentito delle scelte che ho fatto”.
La città di Torino: “Non la conoscevo: mi raccontavano che era una bella e tranquilla, e ora posso affermare che è vero. Sono felice della scelta che ho fatto perché così ho raggiunto una certa serenità dentro e fuori dal calcio, che era quello che cercavo. A livello lavorativo e a livello personale senti di aver fatto una scelta perfetta”.





