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Professore di Castellammare accusato di pedofilia, viene arrestato dopo 14 anni

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Castellammare di Stabia – Alfonso S., professore e dottore commercialista stabiese, è stato arrestato con l’accusa di pedofilia, 14 anni dopo l’avvenimento dei fatti incriminanti.

Precisamente era l’estate 2003 quando fu denunciato alla polizia da un gruppo di ragazzini per molestie sessuali. L’uomo li avrebbe avvicinati mentre facevano il bagno nelle acque di Meta di Sorrento, per poi palpeggiarli nelle parti intime.

Ci fu una vera e propria caccia all’uomo, e con l’aiuto dei gestori degli stabilimenti balneari si arrivò ad indicare Alfonso S. come il colpevole del riprovevole atto.

Sono stati 14 anni lunghi per l’insegnante, il quale si è sempre dichiarato innocente. Sebbene la sua vita si sia divisa tra aule di tribunali e accuse infamanti, ha continuato ad avere una condotta impeccabile. Corretto professore nell’istituto superiore del comune di Gragnano dove insegnava, fidato dottore commercialista per i tanti avvocati, notai e professionisti stabiesi.

La Procura generale aveva richiesto la prescrizione del caso, visto il lungo arco di tempo trascorso da quell’agosto 2003. Ma una madre in particolare ha insistito e combattuto affinché quello che lei considera un mostro fosse punito.

E così dopo 14 anni, a 59 anni, Alfonso S., viene condannato in via definitiva a 6 anni e 6 mesi di reclusione e condotto dai carabinieri al carcere di Poggioreale.

Hamsik resta in dubbio, 48 ore per decidere: Zielinski l’arma in più di Sarri

Hamsik resta in dubbio, 48 ore per decidere: Zielinski l’arma in più di Sarri

Si comincia col Cagliari e Zielinski ha diverse possibilità di essere confermato dopo l’Inter. Potrebbe giocare come mezzala destra oppure traslocare a sinistra, qualora Hamsik non dovesse farcela: le prossime 48 ore saranno decisive. Allan e Rog scalpitano per una maglia da titolare, così come Jorginho, in ballottaggio con Diawara. L’altro dubbio, invece, è in difesa: Maksimovic spera di spuntarla su Chiriches per sostituire lo squalificato Koulibaly. Lo riporta l’edizione napoletana de La Repubblica.

AIDS: ecco una nota a firma del Dott. Parruti, esperto in malattie infettive

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Ecco una nota sulla Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, diffusa dagli uffici ASL di Pescara, a cura del Dott. Giustino Parruti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive e Tropicali del Presidio Ospedaliero di Pescara.

 

 

 

 

Nel 1981 fu descritta in modo definito la “nuova” sindrome da immunodeficienza in giovani adulti, all’epoca nella quasi totalità omosessuali o tossicodipendenti, che si andava diffondendo nel Nord America ed in Europa. Le morti dall’oscura sindrome divenivano in quell’anno ogni giorno più numerose negli Stati Uniti, tanto da muovere un enorme interesse di ricerca su una questione che sembrava mettere seriamente a repentaglio la salute delle giovani generazioni americane. Dopo soli 2 anni giungeva la prima importante scoperta: quella del virus che causa la Sindrome da immunodeficienza acquista, che in inglese si abbrevia AIDS (Acquired Immunodeficiency Syndrome). Il virus lento scoperto fu battezzato HIV (Human Immunodeficiency Virus). L’HIV causa prioritariamente una progressiva riduzione del numero e della qualità dei linfociti del tipo “CD4”, che sono essenziali per una buona regolazione ed un corretto funzionamento del nostro sistema immune, cioè di quel complesso di meccanismi che in modo meraviglioso ci difende dai microorganismi residenti nel nostro corpo o provenienti da mondo esterno. Quando a seguito dell’azione distruttrice dell’HIV i linfociti CD4 sono francamente insufficienti a svolgere le loro funzioni di difesa e coordinamento, l’infetto diviene incapace di difendersi dalla continua aggressione batterica, virale e protozoaria da tutti i fronti e finisce per sviluppare una serie di infezioni che progressivamente crescono in numero ed intensità, fino a causarne la morte. Le malattie opportunistiche più frequenti nella sindrome da immunodeficienza acquisita nel nostro ambiente europeo sono la pneumocistosi polmonare, l’encefalite da toxoplasma, la leishmaniosi viscerale, le parassitosi intestinali che causano severa perdita di peso, la malattia disseminata da citomegalovirus e la tubercolosi atipica extrapolmonare.

 

In generale, tra l’ingresso del virus HIV nel nuovo infetto e l’inizio della fase delle infezioni opportunistiche passano almeno 10 anni ma più spesso 15 anni ed oltre di vita pressoché normale, durante la quale l’infetto mantiene una normale attività e generalmente diffonde ad altri il virus HIV o tramite il suo sangue (scambio di siringhe) o per via sessuale, essendo i rapporti omosessuali molto più rischiosi di quelli eterosessuali, che sono comunque a rilevante rischio a loro volta. In realtà, già nei primi mesi dall’infezione, l’HIV determina una maggiore tendenza a sviluppare eventi cardiovascolari precoci, perché il virus attiva le cellule che pavimentano tutti i vasi sanguigni del nostro organismo, specie quelli di piccolo calibro, aumentando il rischio di eventi da occlusione vascolare. In generale, è stato stimato che l’infezione da HIV dopo 10 anni circa causa un invecchiamento dei vasi di quasi 10 anni in più negli infetti rispetto ai non infetti. Questa infiammazione dei vasi sanguigni si traduce talora anche in una precoce riduzione della funzione renale e cerebrale rispetto alla popolazione generale. Un altro effetto precoce della infezione da HIV è rappresentato da una maggiore gravità di importanti e frequenti co-infezioni, come quelle da virus epatite C, virus epatite B e tubercolosi.

 

Un grosso problema della diagnosi di infezione da HIV nei primi anni dopo la scoperta del virus era rappresentato dal fatto che alla diagnosi non potessero far seguito cure efficaci. In altri termini, scoprire di avere l’infezione non poteva aiutare a prevenire la fase di immunodeficienza finale, e quindi contribuiva solo ad “avvelenare” gli ultimi anni di vita “normale” degli infetti. Inoltre, poiché la maggioranza di infetti era rappresentata da omosessuali e tossicodipendenti, la diagnosi di infezione da HIV sembrò dovesse rappresentare un problema o una priorità eventualmente circoscritta a tali ambiti. Gli anni sono passati però, ed il contesto attuale è divenuto assolutamente diverso. Nel contesto attuale la più frequente modalità di trasmissione dell’HIV nel mondo è il contatto sessuale frequente e promiscuo, cioè con tanti e diversi partner, e gli eterosessuali con tali comportamenti sono egualmente a rischio degli omosessuali, specie se coesistano altre infezioni sessuali facilitanti, come Herpes genitale, Clamidia o Sifilide. Più rischiosi sono i rapporti sessuali che coinvolgano aree non protette naturalmente da mucosa adeguata, come il canale anale, o che siano compiuti con ritualità o dinamiche violente o impersonali. Ogni rapporto che interessi la regione anale ha un rischio di trasmissione circa 100 volte più alto di un rapporto vaginale, che come tale è naturalmente protetto. Sono inoltre circa tre volte meno rischiosi i rapporti sessuali quando il partner maschile è circonciso. La micro-trasfusione di sangue tramite scambio di siringhe contaminate rimane invece una modalità di trasmissione molto importante in Russia e nell’Est Europa, mentre in Occidente l’efficienza dei servizi per le dipendenze ne ha molto ridotto la rilevanza.

L’infezione da HIV per via di trasfusioni di sangue od emoderivati, infine, non è più stata riportata nel mondo occidentale da oltre 15 anni, perché le fonti a rischio vengono individuate con pressoché assoluta certezza dagli attuali metodi di controllo del sangue da trasfondere. In contesto mutato, si capisce come il rischio di essere infetti dipenda essenzialmente dai comportamenti sessuali promiscui di qualsiasi orientamento, e quindi riguarda tutta la popolazione generale, specie quella dell’età di mezzo. Inoltre, nel contesto attuale, ci sono farmaci efficaci per bloccare l’HIV e ridare all’infetto che scopra senza sintomi di immunodeficienza una piena aspettativa di vita normale.

 

La diagnosi della infezione da HIV in una persona che non ha ancora alcun sintomo rappresenta pertanto oggi una delle più importanti azioni di prevenzione in medicina. Nei paesi occidentali, la prevalenza dell’infezione da HIV è stata misurata tra lo 0.2 e lo 0.8%, il che significa che ogni milione di persone che vivono tranquille nell’età media, circa 3000 persone sono infette da HIV e non consapevoli del proprio stato d’infezione, contribuendo al 60% circa delle nuove trasmissioni di HIV ogni anno. L’individuazione precoce delle persone con infezione da HIV che non sanno di essere infette e senza alcun sintomo permette di avviare la terapia contro il virus prima della comparsa dei sintomi. La terapia in questa fase risulta molto semplice da assumere (1 o poche compresse al dì in 1 o 2 assunzioni quotidiane) e molto ben tollerata, tanto che la stragrande maggioranza di quelli che sono curati assumono effettivamente tutte le dosi prescritte senza importanti effetti collaterali.

Dalla costante assunzione della terapia conseguono due fatti estremamente importanti: innanzitutto quasi il 100% dei trattati non perde più cellule CD4, anzi comincia a recuperarle e non sviluppa più la fase di immunodeficienza acquisita; la vita delle persone trattate torna praticamente identica in termini di salute fisica e psichica rispetto a quella dei non infetti. In secondo luogo, poiché la replica del virus viene bloccata dai farmaci assunti nel sangue ed in tutti i tessuti, anche se in modo non completo e non definitivo, le persone che assumono con regolarità la terapia non trasmettono più l’infezione da HIV per via sessuale. Questa seconda conseguenza riduce fortemente la diffusione dell’epidemia.

 

Pertanto quando facciamo diagnosi precoce di un infetto da HIV senza sintomi abbiamo la pressoché totale certezza di aver prevenuto in lui la progressione dell’infezione verso l’AIDS, e la ragionevole certezza di avergli restituito un’attesa di vita normale rispetto ai non infetti. Inoltre, se tutti gli infetti residenti in una zona scoprissero precocemente la propria condizione, in quella zona non potrebbe più esserci trasmissione di HIV.

 

Ci sono molte modalità con cui una persona può essere studiata per sapere se è infetta o no dal virus HIV. Alcuni metodi usano la saliva, la cui raccolta non richiede di effettuare un prelievo di sangue. La modalità più sicura e completa è però rappresentata da un prelievo di sangue periferico di pochi millilitri (3-5 in genere), dal quale viene separata la quota senza cellule, cioè il siero; sul siero è ricercata la presenza degli anticorpi anti HIV. La specificità del metodo è superiore al 98% nella prima fase di screening; ciò vuol dire che solo un positivo su cento può essere falso. La sensibilità del metodo è invece praticamente perfetta già un mese dopo una esposizione a rischio. Ciò vuol dire che la possibilità che un siero risulti negativo se invece la persona è infetta è praticamente nulla. Tutti i sieri positivi per HIV nella fase di screening vengono confermati mediante un secondo metodo, cercando il DNA del virus. Dopo tale conferma la certezza dell’informazione è piena. Il test è quindi una procedura molto semplice e sicura, ma per tanti è inaccessibile per invisibili va fortissime barriere psicologiche. Domina infatti ancora il timore di esporsi facendo il test, cioè che il test possa far sapere ad altri che si è avuto un comportamento a rischio. Per questo, in tutto il mondo occidentale è stato notato che quanto più complessi sono i passaggi da compiere per poter giungere a fare il test, e tante più persone sono implicate nella procedura, tanto più facile risulta che le persone non si sottopongano al test.

 

La Regione Abruzzo ha sperimentato e reso sistematico un sistema innovativo di accesso al test proattivamente offerto, col concorso di amministratori, medici specialisti ospedalieri e territoriali, medici di medicina generale e da uno staff multidisciplinare di supporto. L’accesso al test è stato ed è sistematicamente proposto in ambiti “insoliti”, come quelli del lavoro e del sistema produttivo, le farmacie e le parafarmacie della rete farmaceutica regionale, ed altre simili infrastrutture. Elemento innovativo fondante è il ruolo della rete informatica nell’accesso. Il sito che è stato generato si chiama www.failtestanchetu.it Tramite l’accesso alla specifica sezione prenota il test presente nel sito, chiunque intenda effettuare il test ha potuto e potrà prenotarsi autonomamente, anche utilizzando anziché il proprio nome un nomignolo che tuteli l’anonimato nei confronti degli operatori che provvederanno ad eseguire il counselling ed il prelievo per il test. Inoltre, essendo il progetto regionale, con la partecipazione di tutti i centri della regione, ognuno può scegliere liberamente quello che tuteli al meglio la sua riservatezza. I campioni di sangue prelevati vengono processati settimanalmente a Pescara, ed includono anche il test per HBV, HCV e sifilide, molto spesso diagnosticati con ritardo nella popolazione della nostra area. Poiché infatti sul sangue prelevato per lo screening dell’HIV possono essere ricercati anche gli anticorpi per i virus dell’Epatite B e C e per la Sifilide con un piccolo costo aggiuntivo, la Regione Abruzzo ha autorizzato sperimentalmente anche tale azione, che verrà effettuata con metodiche parallele e sovrapponibili in termini di sicurezza, sensibilità e specificità.

 

Un’occasione da non perdere: in assenza di una diagnosi precoce, che permetta l’avvio della terapia antiretrovirale prima della destrutturazione del sistema immune, la diagnosi legata all’insorgenza delle infezioni opportunistiche presenta minori aspettative di vita sana.

Capitolo terzini, spunta il giovane napoletano Pezzella: in pole restano Grimaldo e De Sciglio

Capitolo terzini, spunta il giovane napoletano Pezzella: in pole restano Grimaldo e De Sciglio

Mario Rui, ma anche Giuseppe Pezzella, classe ‘97, uno dei pochi a salvarsi nel Palermo di quest’anno nelle sue dieci apparizioni in campo. L’agente Beppe Galli ne ha parlato con Giuntoli. Come riporta Il Mattino: “In lizza anche Barreca del Torino. Sono sempre alte le quotazioni di Andrea Conti, che l’Atalanta gia’ valuta attorno ai 20 milioni. Il punto e’ che il terzino in pole, Grimaldo, il Benfica non lo da’ via per meno di 35 milioni ed e’ quella una cifra che il club azzurro considera sproporzionata. C’e’ l’offerta al club lusitano, ma non va oltre i 17 milioni. Mattia De Sciglio, in rotta con il Milan, sogna la Premier: ma il Napoli e’ alla finestra, ha gia’ sondato il suo agente e si fara’ trovare pronto nel caso in cui davvero i rossoneri decidessero di darlo via. Attenzione a fare bene i conti: gli italiani nella rosa dei 25 devono essere 4, cosi’ come 4 devono essere quelli cresciuti nel vivaio azzurro”.

E’ asta per Schick, Ferrero è ormai rassegnato

E’ asta per Schick, Ferrero è ormai rassegnato

Ferrero ha confermato che anche il Napoli ha chiesto informazioni per Patrick Schick sul quale c’è una clausola da 25 milioni di euro. Il numero uno della Samp vorrebbe alzare la cifra mentre l’entourage ha fatto capire che non ha nessuna voglia di discutere. Come riporta La Gazzetta dello Sport su di lui ci sono Napoli, la Juve, la Roma e l’Inter. Proprio i nerazzurri sarebbero in pole.

Ghoulam può restare, ma l’entourage lo offre a mezza Europa

Ghoulam può restare, ma l’entourage lo offre a mezza Europa

Ghoulam può restare in azzurro. Il ds Giuntoli ha definito l’offerta massima per il rinnovo del terzino: 1,6 milioni con l’aggiunta di bonus. L’affollata schiera di intermediari che, al momento, pare abbia preso il posto del suo legale, l’avvocato Marco Sommella, e’ convinta che altrove il terzino riuscira’ a guadagnare di piu’. Ne e’ convinto soprattutto Samir, il fratello del terzino azzurro, che piu’ di tutti e’ sicuro che Faouzi sia stato maltrattato dal club azzurro sotto il profilo economico: a gennaio, infatti, la prima offerta di rinnovo ha superato di poco 1,2 milioni di euro (oltre i premi). Samir in queste ore continua a offrire Ghoulam a mezza Europa. Giuntoli offre 1,6 + bonus. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.

Altra legge italiota: si potrà sparare ai ladri, ma in casa e di notte (sic!)

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Dopo due anni di discussione oggi la Camera voterà le nuove misure sulla legittima difesa. La principale novità è che i padroni di casa potranno sparare se aggrediti dai ladri di notte o in presenza di “violenze, minacce o inganno”.

Licenza di sparare se aggrediti di notte e in casa propria

Pd e centristi trovano il compromesso, ma la reazione dovrà essere proporzionata. Oggi l’accordo alla Camera. Per le opposizioni, però, la legge è ancora troppo timida

ROMA – Raggiunto l’accordo di maggioranza martedì sera, oggi le modifiche sulla legittima difesa saranno approvate alla Camera. Dopo due anni di discussione, periodicamente riaccesa da fatti di cronaca, oggi arriverà il voto finale di un provvedimento che, comunque la si pensi, è destinato a far discutere. Un primo ok che però non spedisce la legge in Gazzetta Ufficiale: manca ancora l’approvazione del Senato.

Nodo chiave della legge, su cui Pd e centristi di Alfano si sono confrontati e scontrati a lungo, salvo poi trovare la quadra grazie alla mediazione del ministro Anna Finocchiaro, è l’articolo 52 del codice penale. A sigillare il compromesso è un emendamento messo a punto dalla Commissione per stabilire che si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione «in tempo di notte» o avvenuta dopo che una persona si è introdotta a casa propria «con violenza alle persone o alle cose» o «con minaccia o con inganno». Il tutto, però, è specificato, «fermo restando quanto previsto dal primo comma»: cioè che sussistano i criteri di necessità, attualità e proporzione tra offesa e difesa.

Una formula che permette così ad Ap di cantare vittoria, giurando, come fa Maurizio Lupi, che «ora la reazione a chi entra in casa mia di notte, con violenza, per attentare alla mia sicurezza e alla mia proprietà è tutelata come legittima difesa», e al responsabile giustizia del Pd, David Ermini, relatore della legge, di sottolineare che viene lasciato «al giudice un margine per decidere e valutare quella condotta», senza fughe in avanti da Far West o, come le chiama, «follie leghiste».

Soddisfatta la maggioranza, per qualche ora sembra che persino una parte dell’opposizione possa convergere sulla legge. Mentre il M5S resta defilato rispetto al dibattito di giornata e oggi voterà contro («una norma tecnicamente aberrante che dice tutto e niente, forse con profili di incostituzionalità», la boccia Vittorio Ferraresi), in mattinata ci sono contatti tra i capigruppo di Pd e Forza Italia, Rosato e Brunetta, con i berlusconiani tentati di votare a favore. Proprio per dare un segnale di apertura, nella sua introduzione in aula il relatore Ermini parla del lavoro della commissione e di criteri presi in considerazione da emendamenti di vari colleghi, citando volutamente anche la forzista Maria Stella Gelmini. A quel punto però si tiene una riunione tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Con il Carroccio che riesce a imporre la sua linea: all’uscita, la proposta che arriva ai democratici è irricevibile, ovvero adottare l’emendamento firmato dal leghista Nicola Molteni.

E così, Pd e centristi vanno avanti, mentre Forza Italia si sfila per amor di alleati e oggi voterà contro. «Il Pd e le altre forze di maggioranza non hanno saputo o voluto scrivere una legge che rispondesse davvero alle esigenze dei cittadini onesti, una legge in grado di tutelare le persone perbene quando sono aggredite», interviene Silvio Berlusconi con una nota, «noi non siamo certo per la difesa “fai da te”, ma di fronte al pericolo dev’essere garantito il diritto alla difesa», mentre «il testo non dà risposta, lascia alla discrezionalità del giudice margini eccessivi». Critiche che in maggioranza leggono come tattica: «Questo testo è equilibrato, e ricalca le stesse proposte delle opposizioni – valuta il ministro degli Affari regionali Enrico Costa, Ncd, che molto ha lavorato alla legge – Mi dispiace che per calcolo politico ne prendano le distanze».

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lastampa/Licenza di sparare se aggrediti di notte e in casa propria FRANCESCA SCHIANCHI

Insigne e il dato record nei dribbling riusciti contro l’Inter: nessuno meglio di lui

Insigne e il dato record nei dribbling riusciti contro l’Inter: nessuno meglio di lui

I numeri di Lorenzo Insigne sono straordinari in questo campionato. La Gazzetta dello Sport scrive: “Grande partecipazione all’azione, ma anche una maggiore propensione al tiro, al punto tale che ha battuto il record personale di marcature fissando il nuovo alle 14 attuali. Numeri che potrebbero anche variare mancando ancora 4 giornate al termine del campionato, come potrebbe aumentare anche la cifra degli assist vincenti, ferma a quota 6. Ma ci sono nuovi spunti che vanno ad impreziosire lo score personale. A San Siro, per esempio, ha stabilito un altro record, quello dei dribbling riusciti che sono stati 12. E negli ultimi 10 anni nessuno ha fatto meglio in una partita di Serie A”.

Insigne, nel contratto c’è una clausola morale chiesta al club

Insigne, nel contratto c’è una clausola morale chiesta al club

La Gazzetta dello Sport scrive su Lorenzo Insigne: “C’è una clausola morale che il giocatore ha chiesto al club, a prescindere dal rinnovo: l’impegno a costruire un Napoli sempre più competitivo e, possibilmente, vincente. Lorenzo Insigne vuole essere il simbolo del nuovo corso napoletano, quello che dovrebbe portare al terzo scudetto anche se Maurizio Sarri ha dichiarato che, al momento, non è programmabile. Di certo, Insigne avrà avuto garanzie precise sul potenziamento della squadra, perché lui vuole vincere per sé stesso e per la città”

Stabia Amore premia Sebastiano Somma stabiese vero

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Castellammare di Stabia – L’Associazione Stabia Amore ha premiato Sebastiano Somma per il lustro che ha dato alla città di Castellammare di Stabia grazie al suo lavoro e al suo talento, facendola conoscere all’Italia intera come la sua terra di appartenenza, quella a cui è legato da un amore che va oltre le distanze.

L’evento si è svolto alle 17 di oggi presso la sede dell’Associazione in via Denza. Sebastiano Somma è stato accolto in un salottino privato, un ambiente familiare che ha contribuito a rendere il momento piacevole e cordiale.

Il primo a ringraziare l’attore per la sua presenza è stato il tesoriere di Stabia Amore, Alfonso Raffone. “Abbiamo deciso di premiare un nostro concittadino che ha dato tanto alla nostra terra e per il quale proviamo una grande stima e un profondo affetto. Sebastiano siamo orgogliosi e fieri di te perché non hai mai dimenticato la nostra cara Castellammare”, dice rivolgendosi direttamente all’invitato.

Applauso e poi la parola passa al presidente di Stabia Amore, Gianfranco Piccirillo, il quale ha ricordato di cosa si occupa l’associazione, impegnata ormai da dieci anni sul territorio: “Abbiamo organizzato vari eventi per mettere in risalto le eccellenze della nostra città, dopo lo sport abbiamo deciso di premiare l’arte”.

Infatti tanti sono stati i campioni stabiesi che hanno avuto un riconoscimento ufficiale dall’associazione da Gennaro Iezzo a Roberto Fiore, dall’ex condottiero gialloble Piero Braglia a l’assistente arbitrale Di Vuolo.

“Ci vuole più Stabia anche tra i suoi cittadini – prosegue Piccirillo – e tu Sebastiano hai sempre portato avanti il nome di Castellammare, in ogni intervista, in ogni trasmissione ovunque”.

Il presidente consegna la targhetta all’attore sulla quale si legge: “Sebastiano Somma, eccellenza stabiese che ha saputo valorizzare la nostra Castellammare attraverso il suo talento e le numerose espressioni artistiche”.

L’attore ringrazia per il riconoscimento e aggiunge: “Quando c’è un gruppo che vuole fare il bene della città io non posso fare altro che ringraziarlo. Io sono di quelli che ha vissuto l’infanzia qui, conosco il passato e il valore della nostra città. E vi sono grato per fare tanto per il bene comune”.

Nonostante la vita l’abbia portato lontano da Castellammare lui non perde occasione per ritornarci: “La fortuna è stata avere una famiglia che mi ha inculcato l’amore per questa terra. Ancora oggi, sebbene trascorra la maggior parte del tempo a Roma, non smetto di informarmi su quello che accade qui. Il mio sogno sarebbe quello di smuovere le zone più popolari, come quella del centro antico o delle varie periferie stabiesi. Sarebbe bello dare premi a chi si dedica a tutto ciò”. Afferma di essere pronto a venire a questa ipotetica premiazione e magari fare anche da rappresentante per l’evento. L’Associazione ha colto il suggerimento e a breve stilerà un programma, come ha sottolineato Piccirillo.

Foto Ciro Bergamasco

Dopo i ringraziamenti Sebastiano ci informa sugli ultimi lavori e quelli che verranno: un inverno e una primavera che l’hanno visto impegnato in due rappresentazioni teatrali: “Uno sguardo dal ponte”, messo in scena da Enrico Lamanna e che racconta il sogno americano descritto da Arthur Miller, e, a 25 anni dall’inchiesta Mani pulite, lo spettacolo “Tangentopoli”.

Il 18 maggio ritornerà al cinema con “My Italy”, una commedia di Bruno Colella e un cast d’eccezione: Rocco Papaleo, Luisa Ranieri, Eugenio Bennato, Serena Grandi, Alessandro Haber, Nino Frassica e tanti altri. Lui sarà per la prima volta nelle vesti di un omosessuale.

“È un periodo che mi sto divertendo a fare cose diverse – dichiara l’artista – ma sempre con la consapevolezza che il mio compito è quello di emozionare il pubblico”.

Per concludere l’evento la scrittrice stabiese Maria Antonia Muccio regala il proprio libro a Sebastiano, libro che presenterà sabato 13 maggio al grande pubblico. Ha letto a voce alta la dedica: “Grande stima e affetto a Sebastiano nostro concittadino per il suo imperterrito impegno nell’approfondire e perfezionare sempre e senza sosta il dono che gli ha regalato madre natura, utilizzandolo in tutti i modi e in ogni occasione per mettere in luce la nostra amata e maltrattata Castellammare. Il simbolismo del suo percorso lo pone sugli altari dei privilegiati”.

Dopo un brindisi e varie foto con i membri dell’Associazione, Sebastiano saluta calorosamente i suoi concittadini con l’augurio di ritornare al più presto possibile, magari per premiare quel qualcuno che si distinguerà operando per il bene delle periferie e del centro antico stabiese.

 

 

Clemente Filippi: “Testa ai play-off, ma guai a snobbare il Taranto”

In esclusiva le dichiarazioni di Clemente Filippi

Nel corso della trasmissione Il Pungiglione Stabiese 2.0, abbiamo ascoltato in esclusiva il Direttore Generale della Juve Stabia Clemente Filippi con il quale abbiamo fatto un punto sull’ultima gara di campionato contro il Taranto e sulle aspettative per i play-off.

Direttore una partita importante ad Agrigento, in tanti avevano avuto dubbi sulla vittoria della Juve Stabia perchè di fronte c’era l’Akragas che aveva voglia di ottenere punti importanti per la salvezza. La Juve Stabia ha ottenuto questa vittoria con il risultato di 3-1 che possiamo dire meritata?

Sì sicuramente, una vittoria meritata e importante su un campo difficile contro una squadra che comunque è sempre problematica da incontrare soprattutto quando vi è in palio qualcosa di importante come la salvezza. Le squadre che lottano per salvarsi sicuramente hanno cattiveria e stimoli importanti. In tanti magari pensavano erroneamente che in Sicilia la Juve Stabia non avesse nulla da chiedere al campionato, invece non è stato così perchè noi avevamo deciso di voler riprendere quel percorso interrotto bruscamente nella fase che tutti noi conosciamo, e poi perché no, ai fini della classifica cercare di avvicinarsi al terzo posto in segno di prestigio in un campionato laddove ci sono comunque tante potenze che portano il nome di Foggia, Lecce, Matera, Catania a altre.

Mister Carboni diceva proprio questo a fine partita, adesso affronteremo il Taranto, guai a sottovalutarlo visto che nessuno ci ha mai regalato nulla sebbene sarà una partita che non avrà storia:

Non è vero che si tratta di una partita che non avrà storia, perché sarà comunque una partita a cui noi  teniamo a far bene per chiudere la stagione con una vittoria. Abbiamo fatto arrabbiare troppo i nostri tifosi non riuscendo a vincere diverse partite al Menti.  Poi ci serve per prepararci al meglio in attesa dei play-off. Vi do un’anteprima, proprio in vista di questa post-season la società ha deciso di applicare prezzi stracciati per la gara con il Taranto. Ci sarà un’iniziativa anche con il Forum dei giovani, con  biglietti a €5 per le curve e a €7 per le tribune. Più altre iniziative che saranno specificate con un comunicato nelle prossime ore. Tutto ciò proprio perché vogliamo riportare di nuovo l’entusiasmo allo stadio e far capire alla gente di Castellammare che i play-off restano comunque un obiettivo importante. Sarà un campionato a parte, definito da me come una specie di mondiale, visto che ci saranno 28 squadre e dove noi sicuramente proveremo a non lasciare nulla di intentato. Ovviamente sapendo che ci sono altre squadre degli altri gironi come il Parma, la Reggiana, Livorno e forse Alessandria, dobbiamo sicuramente metterci “l’elmetto” rimboccandoci le maniche per cercare di far sognare noi e i nostri tifosi. Sarà importante garantire un buon afflusso di tifosi allo stadio, per far salire l’entusiasmo, in quanto una squadra che viene sollecitata e incitata da un pubblico caloroso sicuramente rende qualcosa in più.

Direttore una curiosità; lei si aspettava un Ripa in stato di grazia, ora è arrivato a ben quota 15 gol:

Ho sempre creduto in lui, tant’è che come può testimoniare l’agente del calciatore e lo stesso ragazzo, mi reputo un tifoso di Ripa e lo considero anche una persona vera, una persona passionale che in campo da sempre il massimo. Sono stato un buon profeta, su di lui parla anche la carriera, un ragazzo che in Lega Pro ha sempre fatto gol. L’incognita poteva essere l’infortunio che aveva patito, però ero certo che dal momento in cui si fosse operato poteva poi ritornare più forte di prima per la sua tenacia che ha sempre  dimostrato nel corso della sua carriera e della sua vita.

In alcuni nostri editoriali, citando anche l’ultimo uscito in settimana, abbiamo sottolineato riferendoci alle parole di Carboni come fondamentale sia stato ritrovare nel momento decisivo della stagione uomini più importanti e al top della forma, su tutti Ripa che si è ripreso al massimo dall’infortunio, Mastalli che è tornato sui suoi livelli, Matute e altri. Secondo lei, è un fattore importante e se in questo aspetto lei si auspica qualcosa in più magari da quei calciatori che nelle ultime partite si sono visti un po’ meno, come Izzillo, Marotta, e Atanasov che è stato fermo ai box:

La nostra rosa è composta da 24/25 calciatori che sono più o meno tutti sullo stesso livello. Quindi è importante, sicuramente è un obiettivo quello di poter contare su tutta la rosa a disposizione del mister. Adesso abbiamo visto che si è ripreso Mastalli, confermandosi sui suoi livelli, domenica ho avuto modo di apprezzare l’ottima prestazione fatta da Santacroce, il quale ha giocato in un ruolo non suo. Liviero anche ha fatto un’ottima prestazione se si pensa che gioca nonostante abbia dei problemi al ginocchio e sta dando tanto alla causa sottoponendosi anche a delle terapie per poter stare in campo. Complimenti a tutta la squadra per la gara di domenica, perché non era facile arrivare ad Agrigento, considerata da tutti una trasferta insidiosa, c’è stato uno spirito di gruppo complessivo, sebbene abbia citato i nomi di Santacroce e Liviero, in quanto hanno giocato in condizioni non ottimali.

Fermo restando le ottime prestazioni di Allievi, (che a nostro avviso è un calciatore di cui si parla molto poco, ma è stato forse l’acquisto migliore come rendimento nel mercato invernale), vogliamo sapere se ci sono novità sulle condizioni di Atanasov e se per il 14 maggio lo possiamo ritenere recuperato?:

Atanasov è reduce da due brutti infortuni a seguito nella gara contro la Paganese, uno strappo addominale e un problema all’inguine. É in fase di recupero tant’è vero che adesso dovrebbe iniziare a fare un lavoro più duro rispetto a quello che ha fatto finora, in pratica dovrebbe cercare di aggregarsi per la gara del 14 maggio. Ovviamente non sarà nelle condizioni ottimali perché comunque manca dalla gara contro la Paganese, però sicuramente confidiamo di recuperarlo perché potrebbe rivelarsi un’arma importante, al pari di quei difensori che si sono cimentati in questo momento come lo stesso Allievi, Morero e Camigliano.

Invece in ottica play-off, tra Fondi, Fidelis Andria e Catania chi vorreste evitare nella prima fase?

Innanzitutto partiamo dal presupposto che tutte le gare nei play-off diventano gare a parte da non sottovalutare. Statistiche alla mano, la Juve Stabia potrebbe anche incontrare la Casertana e quindi non è scontato che si possano incontrare le squadre da lei menzionate. Saranno partite sicuramente difficili, è vero che abbiamo il vantaggio di due risultati su tre, ma questo è un vantaggio che non dovrà condizionare, comunque non bisogna sottovalutare l’avversario, sicuramente un vantaggio ma da sfruttare solo al novantesimo. Prima della gara bisogna sempre valutare bene l’avversario. La prima gara sarà sicuramente più difficile, perché c’è l’impatto con i play-off. Noi abbiamo puntato di ottenere una posizione importante in campionato proprio per avere il vantaggio di giocare la prima dei play-off in casa e poi nel secondo turno giocare la seconda in casa con il vantaggio per la migliore classificata. Questo è l’obiettivo che ci avevamo prefissato e quindi adesso ci dobbiamo solo concentrare ad affrontare la gara contro il Taranto perché non bisogna mai abbassare la tensione in quanto la nostra è una squadra che deve sempre stare al 100%, poi solo domenica pomeriggio più o meno intorno alle 19:30, scopriremo chi sarà il nostro avversario.

Sarà il quinto play-off della storia per la Juve Stabia per quanto riguarda il recente passato, un pensiero per la finale di Firenze che ci ricorda quella vinta negli anni’ 50 lo state facendo?

Prima di parlare della finale di Firenze ci sono altre 6 partite da disputare, noi adesso dobbiamo pensare alla gara del 14 di maggio perché diventa importante. Ripeto, è un esordio, sarà una competizione nuova e questi play-off allargati a 28 squadre diventano qualcosa di bello, ma allo stesso tempo di estremamente difficile, e speriamo di essere attrezzati per poter ben figurare.

Intanto dobbiamo dire che questa è stata una stagione importante per la Juve Stabia, in quanto il 6 di maggio iniziano i play-off anche per le giovanili; con tutte e tre le categorie partendo dalla Berretti, passando per gli Under 17 e Under 15. Quindi cosi come per la prima squadra tutte le formazioni andranno ad affrontare i play-off e chissà se magari si realizzi l’en plein:

Magari! Sarebbe un motivo di vanto per qualcosa di storico! Sicuramente il settore giovanile ha raggiunto già qualcosa di importante visto che è riuscito a centrare i play-off con tutte e tre le formazioni partecipanti ai Campionati Nazionali e con gli Under 16 che hanno vinto il proprio girone di appartenenza anche se fuori classifica. Questi meriti vanno attribuiti sicuramente a chi sta gestendo in questo momento il settore giovanile; mi riferisco al Presidente De Lucia e al Direttore Turi, che comunque nonostante tutte le difficoltà sono riusciti ad ottenere risultati importanti. Per blasone la Juve Stabia non può confrontarsi con tante altre realtà nazionali, quindi va dato merito a loro in quanto sono riusciti sicuramente ad ottenere risultati importanti che sono sotto gli occhi di tutti. Sono riusciti a fare un miracolo sotto questo punto di vista, un miracolo preparato con programmazione che dà lustro sicuramente anche alla prima squadra. In occasione della gara di sabato, giocando l’esordio al Menti, ne abbiamo agevolato la disputa anticipando l’allenamento di rifinitura della prima squadra al mattino e quindi speriamo vivamente che il nome di Castellammare possa essere portato in alto da questi ragazzi che comunque lo stanno facendo già in maniera brillante.

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Rai – Berchiche nome nuovo per il Napoli, la Real Sociedad chiede 15-20 milioni: affare complicato

Ciro Venerato, giornalista Rai ed esperto di calciomercato, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Crc. Ecco quanto evidenziato:

“Schick piace al Napoli ma anche ad altri club. Il problema è anche tecnico, se si vuole prenderlo va trovata una squadra a Pavoletti.
Yuri Berchiche? , Giuntoli ha avuto un colloquio col suo entourage e con la Real Sociedad. Affare molto complicato perché 15-20 milioni per un giocatore classe ’90 difficilmente il Napoli li spenderà. Stasera Giuntoli sarà a Montecarlo per seguire Monaco-Juventus, ieri invece era a Madrid. E’ anche un modo per scambiare qualche chiacchiera con dirigenti di altre società”.

Ferrero: “Schick? Quando De Laurentiis chiama, vuol dire che è interessato. Non c’è solo il Napoli”

Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso della trasmissione ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Schick? Lo segue mezza Europa, c’è il Napoli  ma anche la Juventus e la Roma. E’ un talento e vogliamo tenerlo. Se De Laurentiis mi chiama vuol dire che è molto interessato, ma vi assicuro che non è l’unico. Mi chiedo come mai solo noi abbiamo creduto in questo ragazzo, tutti lo volevano ma nessuno lo ha acquistato. Gli ho dato fiducia e ora me lo tengo stretto. Ha una clausola e vedremo quello che succederà, l’ importante è essere sereni”.

Ssc Napoli, la radio ufficiale: “Rinnovo Mertens? Le parti continuano a lavorare ma non è ancora fatta”

A Radio Kiss Kiss Napoli, emittente ufficiale della società partenopea, è intervenuto il direttore Valter De Maggio rilasciando alcune dichiarazioni:

“Rinnovo Mertens? C’è chi ha dato tutto per fatto, mi risulta che non sia proprio così. Giuntoli continua a discutere con gli avvocati del belga per limare alcuni dettagli. Meglio essere cauti, la trattativa non è ancora chiusa”.

Insigne, l’agente: “Il rinnovo è stato il coronamento di un sogno. Vuole giocare con questa maglia per tutta la carriera”

Antonio Ottaiano, agente di Lorenzo Insigne, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso di ‘Radio Gol’. Ecco quanto evidenziato:

“Indubbiamente Lorenzo sta facendo molto bene. Sta dimostrando tutto il suo valore crescendo con il resto della squadra. Il rinnovo è il coronamento del suo sogno, vorrebbe trascorrere tutta la carriere con la maglia del Napoli. Sono state messe le basi per far sì che accada, ora è al centro del progetto. Per lui è un’ emozione enorme veder realizzato il suo sogno da bambino.
Capitano? Hamsik è un napoletano acquisito, è giusto che vengano rispettate le gerarchie. Quest’ anno forse è mancata un po’ di cattiveria agonistica, questione dettata da un po’ di inesperienza. Possiamo dire che i ragazzi stiano migliorando anche sotto questo punto di vista. Il secondo posto è alla portata degli azzurri, la Roma non riuscirà a vincerle tutte”.

Zielinski: “Napoli città stupenda, vorrei restare a lungo. Il San Paolo regala emozioni forti”

Tramite l’ hashtag #AskPiotr, Piotr Zielinski ha risposto in diretta alle domande dei tifosi azzurri sui social della Ssc Napoli.

Perché il numero 20? “Era l’unico che mi piaceva tra quelli rimasti, gli altri erano già tutti occupati”.

Che emozioni ti ha dato giocare Napoli-Real? “Emozioni forti nel vedere il San Paolo pieno. E’ bello per noi calciatori vedere tante persone anche molte ore prima dell’inizio della gara”.

Cosa ti piace più di Napoli? “Tante cose, è una città di mare con tanti posti da visitare e delle isole bellissime”.

Con quale compagno hai un rapporto speciale? “Ho un ottimo rapporto con tutti, ma in particolare con Arek Milik. Ci conosciamo da molti anni, anche per la nazionale”.

Ti piace la città? “Sì, come ho detto prima è molto bella. Ci sono tanti posti belli tra i quali le isole ed il centro”.

Cosa hai provato quando il San Paolo ha urlato il tuo nome? “Una bella emozione sentire tutti i nostri calorosi tifosi, anche per la mia famiglia e la mia ragazza che è sempre allo stadio”.

Come ti parlavano di questa città? “Prima di arrivare qui non sapevo molto, sentivo che era una bella città. Ora penso che tutti quelli che me ne parlavano bene non avevano torto. E’una città stupenda, si vive bene e vorrei restare a lungo”.

La gara più emozionante? “Con l’Inter all’andata, ho fatto il primo gol in azzurro e un assist vincendo per 3-0. Di sicuro fu una partita emozionante”.

Quando ho iniziato a giocare a calcio? “Fin da piccolo quando ho imparato a camminare. A 5-6 anni papà mi portava
sempre a giocare con mio fratello”.

“Vi saluto e forza Napoli sempre!”

La legittima difesa divide il Pd

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La legge sulla legittima difesa arriva alla Camera e il clima dentro il Pd è tutt’altro che tranquillo. Renzi spinge per la linea dura e cioè chiede di tutelare chi si difende in casa propria mentre Andrea Orlando (e non solo) frena rispetto a ipotesi troppo generose con chi usa le armi.

Legittima difesa, Pd spaccato. Renzi spinge per la linea dura

Oggi battaglia in aula alla Camera, compromesso ancora lontano

ALESSANDRO DI MATTEO
ROMA – È la prima prova di tenuta del Pd dopo le primarie, la legge sulla legittima difesa arriva in aula oggi e dentro al partito di Matteo Renzi il clima è tutt’altro che tranquillo. Il tema è di quelli che scaldano le campagne elettorali e per tutta la giornata di ieri si sono susseguite riunioni e telefonate tra il relatore Pd del provvedimento, Davide Ermini, il governo e i membri della commissione Giustizia per evitare una spaccatura che attraverserebbe innanzitutto il partito.

Renzi infatti chiede di tutelare di più chi si difende in casa propria mentre Andrea Orlando, ma non solo, frena rispetto a ipotesi troppo generose con chi usa le armi per difendersi. Fratelli d’Italia, ieri, probabilmente proprio per giocare sulle divisioni della maggioranza, aveva chiesto di iniziare subito l’esame del ddl in aula, ma la proposta è stata bocciata e solo oggi la Camera affronterà la questione. La scorsa settimana era stato proprio il neo-segretario Pd, durante il confronto su Sky, a chiedere di più: «Un passo è stato fatto, ma dobbiamo fare altro. Il problema sicurezza dobbiamo porcelo, la legge sulla legittima difesa va fatta molto più seria di come è adesso», aveva spiegato Renzi. Peraltro Angelino Alfano aveva già detto chiaro e tondo che il testo Pd così com’è, i centristi al Senato, dove sono determinanti, non lo avrebbero votato.

In sintesi, il testo Ermini prevede l’errore indotto da «turbamento grave» come attenuante per chi spara per difendersi in casa propria. Verrebbe però affidata al giudice la valutazione del «turbamento» che, appunto, deve essere anche «grave». Il giorno dopo le parole di Renzi, la scorsa settimana, sono arrivati gli emendamenti di Franco Vazio, renziano, che andavano proprio nella direzione indicata dal leader del partito: «Non possiamo gravare il giudice di una valutazione circa il grado del turbamento. Il giudice non può e non deve stabilire ex post se e quanto sia necessario e giusto avere paura per difendersi legittimamente».

L’accordo non è facile e ieri sera Ermini ha lavorato a lungo con la presidente della Commissione Ferranti, con gli esponenti di Ap e con il ministro Anna Finocchiaro per arrivare a una sintesi che non faccia saltare i nervi all’ala più garantista del partito. Il ministro Enrico Costa, di Alternativa popolare, spiega: «È importante che cambi questa legge, non c’è più il topo di appartamento, c’è una criminalità che entra in casa armata, consapevole della presenza dei proprietari».

Walter Verini, capogruppo Pd in commissione, è uno di quelli che lavorano alla mediazione. Ha presentato un emendamento che pone a carico dello Stato le spese legali per chi deve affrontare un processo per eccesso di legittima difesa e poi viene riconosciuto innocente. Ma agli emendamenti di Vazio anche Verini aveva reagito con freddezza la scorsa settimana: «Lasciamo la demagogia delle armi e le strumentalizzazioni di paure – in parte vere, in buona parte percepite, in tanta parte indotte – a politici come Salvini». Critiche che Vazio non accetta: «Io voglio una legittima difesa, non una legittima vendetta. È il modello che è in vigore in Francia…».

Al compromesso che dovrebbe essere presentato questa mattina prima dell’inizio dell’esame in aula si è lavorato fino a tarda serata. Il tentativo è quello di rafforzare il concetto di «presunzione di legittima difesa», come chiedono i centristi, mantenendo comunque il potere del giudice di valutare se si è verificato invece un eccesso di reazione: «Dobbiamo tutelare chi si difende, senza abdicare ai principi di civiltà giuridica del nostro ordinamento», spiega Verini. Anche perché senza la sintesi il Pd tornerebbe a spaccarsi e ne risentirebbe pure la maggioranza di governo.

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Juve Stabia – Allievi: Battere il Taranto per prepararci bene ai playoff (VIDEO)

Ha parlato in conferenza stampa Nicholas Allievi, difensore della Juve Stabia.

Di seguito le parole del centrale delle Vespe: 

Sapevamo che contro l’Akragas sarebbe stata una gara difficile, vista l’importanza della posta in palio,soprattutto per la squadra siciliana. Siamo contenti di aver ben figurato, conquistando tre punti meritati.

Dobbiamo affrontare la gara di domenica col Taranto allo stesso modo, senza pensare alla classifica o a risparmiare le forze. Crediamo ancora nel terzo posto e vogliamo conquistarlo, magari festeggiando con i nostri tifosi.

Sono felice dello spazio che mi sto ritagliando. Cerco di farmi trovare sempre pronto e la fiducia di Mister Carboni non può che farmi piacere. Il rientro di Atanasov non mi “spaventa”, anzi spero che possa concretizzarsi al più presto così da poter contare su un altro difensore di livello.

Sono contentissimo della scelta fatta; a Castellammare sto benissimo e non guardo al passato. La Fieralpisalò è il passato e la possibilità di incontrare la mia ex squadra nella fase finale dei playoff rappresenta per me uno stimolo in più.
Un appello ai tifosi? Spero che domenica siano numerosi, spingendoci alla vittoria.

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Juve Stabia – Marotta: Futuro? Mi farebbe piacere restare! (VIDEO)

Per la consueta conferenza stampa settimanale, in casa Juve Stabia ha parlato Mario Marotta.

Queste le dichiarazioni del numero 10 stabiese:

Veniamo da due vittorie consecutive e ne siamo felici. Ad Agrigento non è stata una gara facile e per questo il nostro risultato assume ancor più valore.

Personalmente sono super contento della mia prima stagione tra i professionisti; credo che tutta la squadra abbia fatto bene ma non dobbiamo accontentarci: ci aspettano dei playoff da vivere assolutamente da protagonisti.

Saranno spareggi molto complicati e con squadre davvero importanti ma noi daremo il massimo per regalare un risultato importante ai nostri tifosi.
Già domenica speriamo di festeggiare con loro una bella vittoria..glielo dobbiamo dopo tanti risultati non positivi al Menti.

Futuro? Sono in scadenza ma mi farebbe molto piacere rimanere alla Juve Stabia, a prescindere dalla categoria.

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Roma, presentazione Monchi: “Non abbiamo un cartello al collo con scritto ‘si vende’ ma ‘si vince’. Al denaro si supplisce con il lavoro”

NOTIZIE AS ROMA – È il giorno della presentazione alla stampa del nuovo ds giallorosso Ramon Monchi. Prende la parola Gandini, che afferma: “Vorrei mandare un sentito e forte ringraziamento a Pallotta che si è adoperato personalmente asffinché Monchi ci raggiungesse a Roma e vorrei ringraziare Massara che ha gestito molto bene questo periodo tra Sabatini e Monchi. Rimarrà con noi”.

Queste, invece, le prime parole ufficiali di Monchi da ds:

In Spagna si dice che lei sia considerato uno dei migliori ds al mondo. Perché la scelta di venire a Roma?
“Buongiorno a tutti. Vorrei innanzitutto dire che mi scuso con chi negli ultimi 3 o 4 mesi mi ha cercato e a cui non ho risposto con l’educazione dovuta ma dovevo concentrarmi sul mio lavoro. Non mi considero il miglior ds del mondo, ma una persona fortunata nella carriera a cui ho decdicato tantissima dedizione. é vero, avevo l’interesse di molti club ma qui c’è un margine di crescita molto grande. Non ricominceremo da 0 per l’ottimo lavoro di Sabatini e Massara. So inoltre che qui avrò la possibilità di lavorare essendo me stesso, essendo Monchi”.

Lei è qui per preparare il futiuro che però dipenderà anche dal presente fatto di 4 partite fondamentali. Cosa dirà alla squadra?
“Totalmente d’accordo. La mia influenza in questo periodo non sarà forte perché non avrò molto tempo, sono arrivato nel finale di stagione, pensando più al futuro che al presente ma è vero che questo futuro dipende dal presente quindi per il poco o molto che possa contare sono a disposizione in tutto e per tutto. Mi sento una parte integrante del club da quando ho messo piede qui”.

La Juve si appresta a vincere il sesto scudetto consecutivo con un blocco di giocatori sempre uguale negli anni. Lei pensa che alla Roma basteranno pochi ritocchi per vincere o servirà una rivoluzione?
Sono concentrato sul futuro ma preoccupandomi su ciò su cui posso intervenire. Sono ambizioso per natura ma non vuol dire vendere fumo. Superare il divario con la Juve è difficile ma non impossibile: sarà necessario lavorare molto ma la cosa è realizzabile sulla base della rosa di oggi la quale contiene ottimi argomenti per il futuro”.

I “buu” razzisti si sentono anche in Spagna?
“È un tema che mi preoccupa come credo tutti voi. In Spagna la cosa si sta trattando bene grazie al contributo di tutti perché tutti hanno la medesima ossessione. Perché un professionista deve uscire dal campo arrabbiato pewrché ha perso la partita e non perchéP offeso per il colore della pelle. Ho parlato con Tony che sta soffrendo questa situazione quindi dobbiamo proteggere lui, Muntari e tutti gli altri quindi con la modestia dell’ultimo arrivato chiedo a tutti di contribuire e denunciare”.

Vede delle analogie tra Roma e Siviglia? C’è un modo per trasformare il DNA di una società in vincente?
Non credo ci siano segrati, diversamente avrei cercato di venderli. Quale fosse il segreto del Siviglia? Me lo hanno chiesto tante volte, ma la risposta non è originale. Il segreto è il lavoro. Questo è stato fatto a Siviglie e io sono qui per aiutare a realizzare i sogni dei tifosi. La direzione verso cui vogliamo andare è unire tutti verso un unico obiettivo che è quello di vincere”.

Questo inizia ad essere il periodo delle scelte per la prossima stagione… Cosa pensa della situazione dell’allenatore?
“Voglio raccontare una storia,anzi un segreto. La prima voltaq che sono stato contattato dalla Roma, l’unico vero contro era lasciare Siviglia, che è stata casa mia per 29 anni ma avevo voglia di lavorare con Spalletti, che considero un allenatore importante ma in questo momento non possiamo permetterci di distrarci e dobbiamo pensare a Milan, Juve, Chieco e Genoa ma spero di poter lavorare con lui”.

Come sarà lavorare in un club in cui non c’è un vincolo emotivo come a Siviglia? A Siviglia non le era più permesso di essere se stesso?
“È la prima volta che esco da Siviglia in tutti i sensi. All’inizio si ha paura dell’ignoto ma devo dire che neanche nei miei auspici migliori avrei potuto immaginare un’accoglienza migliore. Approfitto per ringraziare tutti coloro che della Roma hanno contribuito a rendere più semplice questo passaggio. A Siviglia avevo tutte le xondizioni più favorevoli, da 1 a 10 20 ma nel momento in cui si doveva cambiare non avrei potuto trovare di meglio”.

Rinnoverebbe il contratto a Totti? E la situazione De Rossi?
Su De Rossi l’interesse reciproco è il medesimo, dovremmo essere imbranati per non raggiungere un accordo. é un bravo ragazzo. Sapevo già che Totti ha un contratto che l’anno prossimo gli permetterà di fare il dirigente. Vorrei che lui mi fosse vicino per imparare anche solo l’1% di ciò che lui sa della Roma, perché Francesco è la Roma”.

Nella sua scelta di venire a Roma quanto ha influito Franco Baldini?
“Non saprei quantificare. Quello che mi ha convinto è stata lka Roma, Baldini è la persona che ha ricevuto mandato da Pallotta di contattarmi ma io non sono innamorato di Baldini, sono innamorato della Roma”.

C’è un piano mercato diverso a seconda che si raggiunga il secondo o il terzo posto?
“Sto facendo un corso accelerato in italiano e in ambizioni. é evidente che l’accesso diretto alla Champions dà dei vantaggio ma il denaro non è tutto. Dobbiamo impegnarci ad ottenere il secondo posto più per il prestigio che per il denaro. Al denaro si può  supplire con il lavoro”.

Lei in un’intervista ad un giornale spagnolo ha detto che a Siviglia era costretto a vendere e comprare per mantenere sotto controllo il monte ingaggi ma anche che era una situazione pericolosa. Alla Roma pensa di dover ripercorrere la stessa strada o prima vanno risistemati i conti?
“Questa strategia al Siviglia era necessaria per cercare di lottare per gli obiettivi posti. Siamo riusciti a realizzare anche plusvalenze ma ciò che ha reso buona la gestione sono stati i successi sportivi. Anche alla Roma lavoreremo in questo senso. Dico subito che il problema non è vendere, ma comprare male. Tutti insieme lavoreremo per raggiungere questi successi. Sono io a fare a lei una doamda: crede che io abbia lasciato a casa mia per non vincere?”.

Per lei esistono incedibili? Come si sviluppa il processo di selezione di un giocatore?
“La risposta tipo che insegnano i manuali è che esistono calciatori incedibili ma non sono qui per vendere fumo e quindi dico che non ci sono incedibili ma hgiocatori più o meno importanti. La Roma valuterà tutte le proposte perchè non ha un cartello appeso al collo con scritto ?si vende’ ma uno con scritto ‘si vince’. Per quanto riguasrda la seconda domanda, risponderò più diffusamente in un’intervista a tu per tu, oggi dobbiamo far presto e rischierei di essere superficiale”.

Lei ha comprato Dani Alves e Sergio Ramos quando ancora non erano ancora Dani Alves e Sergio Ramos. Il primo acquisto potrebbe essere Kessie dell’Atalanta?
“Ramos era un prodotto del settore giovanile del Siviglia. A me piace lavorare con i giovani ma non è un’ossessione. A me preme comprare calciatori forti e che abbiano voglia di vincere. Kessie è una possibilità, un giocatore che già conoscevo e che la Roma segue ma siamo ancora agli albori”.

 

 


Diretta testuale e foto dell’inviato Claudia Demenica  copyright-vivicentro