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Renzi vince nei circoli Pd

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Matteo Renzi incassa la vittoria nei circoli: “Stavolta hanno capito, sono con me”, dice l’ex premier parlando con i suoi fedelissimi. Renzi è vicino al 69%, Andrea Orlando si avvicina al 25%, Michele Emiliano è tra il 6 e il 7%. Il partito è nelle mani di Renzi, commenta Federico Geremicca.“L’interrogativo è ora se sia ancora lui l’uomo con le maggiori possibilità di portare il Pd alla vittoria contro Grillo e Salvini”.

Renzi e la riconquista del Partito Democratico: “Stavolta hanno capito, sono con me”

Orlando e il rischio flop ai gazebo: Sotto i due milioni un male per tutti

ROMA – «Siamo riusciti a farci capire, comprendere e apprezzare dalla “Ditta”, in posti storicamente difficili come Bologna e Roma». Matteo Renzi coglie il senso politico di quanto successo ieri nella partita tutta interna al Pd e come al suo solito, nelle chiacchiere con i suoi colonnelli, guarda già oltre, ai gazebo del 30 aprile. «Ora dobbiamo riuscire in poco tempo a fare sapere agli italiani come partecipare a questa che è l’unica e vera festa della democrazia». Un’esortazione che svela quanto l’ex premier voglia impegnarsi per la riuscita dell’appuntamento per lui più importante nella logica di legittimazione della sua leadership, ma puntando sul nuovo corso di un gioco di squadra, senza sovraesporsi a senso unico. Del resto, nel giorno in cui per la prima volta può davvero dire di aver conquistato la «Ditta», con iscritti e dirigenti di ogni ordine e grado che lo acclamano come capo del partito, perfino nella Liguria di Orlando e nella Puglia di Emiliano, Renzi passa il tempo a twittare su Equitalia e le tasse tenendosi fuori dalle beghe congressuali. Il nuovo profilo, poche uscite tv, Martina in campo alla pari, continuerà a caratterizzare la sua campagna congressuale, che si chiuderà il 26 aprile con un duello su Sky costruito con luci e palco stile XFactor: una sola uscita che a sentire i suoi strateghi garantirà tre giorni di primo piano su giornali, siti e tv, in modo da costruire una specie di manifesto «per l’invito a votare, perchè la gente non sa ancora delle primarie».

Dalle Alpi alle Piramidi

A urne appena chiuse, i cellulari dei colonnelli renziani impegnati a sminare l’infido terreno del voto tra gli iscritti, sono già bollenti: e diffondono nel quartier generale una musica soave, dove il titolo dello spartito è «la paura di non prendere il 50% dei voti il 30 aprile alle primarie aperte oggi è svanita». Forse, visto che non c’è partita, va esorcizzata quella di primarie del 30 aprile con scarsa partecipazione, anche se a drammatizzare il rischio flop è Andrea Orlando, «sotto i due milioni di votanti sarebbe un problema enorme», avverte. Denunciando pure scarsa partecipazione tra gli iscritti. Ma a infiammare il clima facendo da traino alla partecipazione ci penserà Emiliano, che nelle previsioni «alzerà il tiro e dunque è meglio che sia in campo anche lui», tirano il fiato i renziani. Che nelle loro telefonate si scambiano le note dolenti per gli avversari del loro leader. «Emilia?» «Siamo al 64-65 per cento». «Dai e allora la storiella che i compagni della sinistra votavano Orlando è finita». «Vinciamo pure in Puglia dove stacchiamo Emiliano dieci punti, che perde pure nella Taranto dell’Ilva». «E qui a Roma Orlando prende una botta…E con lui Zingaretti, Bettini, tutti quelli lì». Con i cronisti i big faticano a contenere il trionfalismo: «Il dato è che tra gli iscritti Matteo stravince», esulta Guerini, quasi incredulo per i venti punti in più incassati nella base rispetto all’altra volta, quando Renzi prese il 46%.

Il test nella capitale  

Un risultato conquistato ovunque nelle grandi città. Perfino a Roma, quella che davvero preoccupava il leader Pd: avvertito dalle sue sonde capitoline che la capitale potesse essere espugnata dal Guardasigilli con l’aiuto di tutto il vecchio apparato ostile a Orfini. Eppure anche a Roma vince Renzi col 60%, anche se Orlando esulta per il suo miglior risultato, un 36% tondo, che avrebbe voluto prendere in tutta Italia per poter eguagliare Cuperlo del 2013. E invece Orlando si ritrova a duellare con Bersani e compagni, incolpandoli di aver portato via la sua base elettorale, «Speranza e co. tifano per Renzi». E loro lo accusano di aver attaccato Renzi solo in zona Cesarini.

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lastampa/Renzi e la riconquista del Partito Democratico: “Stavolta hanno capito, sono con me” CARLO BERTINI

Il cuore nero della Slovacchia

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L’inviata de La Stampa, Francesca Paci, racconta i neonazisti della Slovacchia. Abbiamo scelto questo Paese perché è nel Nord-Est dell’Europa che il populismo spesso coincide con gli estremisti di destra.

Tra i filo nazisti della Slovacchia: “Vinceremo noi, l’Europa sparirà”

Viaggio nel cuore del Paese dove l’estrema destra cresce nei consensi. Ronde anti immigrati e rabbia contro comunità rom e politici corrotti

BANSKA BYSTRICA (SLOVACCHIA) – La strada che allontana la Slovacchia dall’Europa è quella che da Bratislava corre verso Banska Bystrica attraversando Nitra, Vranov, Ziar nad Hronom, l’est rurale del Paese dove il partito popolare di estrema destra Slovacchia Nostra (LSNS) governa dal 2013 e dove alle elezioni parlamentari dello scorso marzo ha incassato la maggior parte di quell’oltre 8% con cui ha guadagnato i suoi primi 14 deputati. È un viaggio nel tempo, alle radici di un nazionalismo che oltre all’era pre-global rimpiange monsignor Tiso, il primo cattolicissimo presidente slovacco nonché il collaborazionista sotto cui furono deportati 70 mila ebrei. Alle spalle restano la capitale, le fabbriche di automobili straniere, l’agricoluta meccanizzata, la centrale nucleare di Mochovce: davanti c’e qualche ciminiera locale sopravvissuta al 900, tanti campanili, pile di alberi tagliati in barba all’ambientalismo che l’LSNS considera vezzo intellettuale al pari dell’«arte degenerata».

Cosa farebbero i durissimi, rispetto ai quali i bulgari del BnoShpka si considerano a sinistra, se a fine anno il loro leader Marian Kotebla fosse riconfermato governatore o se, come ipotizza il politologo Jaroslav Nad, alle prossime parlamentari arrivassero al 16% avvelenando di populismo tutti gli altri partiti? Ci risponde il numero due Milan Uhrik, 32 anni, studi di economia, camicia viola, l’unico che mastichi l’inglese e voglia parlare: «Non abbiamo fretta, non entreremo in nessuna coalizione, se tra due o tre tornate avremo la maggioranza e se l’UE esisterà ancora faremo un referendum per uscire e poi un altro contro i criminali dell’Allenza Atlantica». Nel 2014 il gia’ presidente regionale Kotebla espose al balcone del suo ufficio sulla bella piazza di Banska Bystrica lo striscione “Fuori dalla Nato, Yankee go home” e due anni dopo, sempre qui dove il monumento alla memoria dell’armata rossa affianca la statua della Madonna e la frequentatissima cattedrale, srotolò una grande bandiera russa accanto a quella slovacca. Non c’e traccia del vessillo europeo.

«Tutto e’ iniziato nei primi anni ’90 come controcultura giovanile, il rock, gli skinheads neri moltiplicatisi dopo la caduta del regime, ci sono ancora molti gruppi cosi ma Kotleba, dopo averci provato più volte cozzando contro la Costituzione, è riuscito a crearsi uno spazio politico che raccoglie varie sigle e risulta convincente per il 25% dei giovani», spiega l’esperto di estremismo ed ex consulente del ministero dell’interno Daniel Milo. Uhrik ignora le critiche del «sistema», giura che la simpatia per Tiso non c’entra con l’Olocausto ma è «devozione per il primo presidente slovacco», minimizza il passato da miliziani dei compagni di partito e liquida con un sorriso il fatto che tra i candidati non eletti dell’LSNS ci fosse il cantante della band Juden mort, morte agli ebrei.

L’identikit dell’elettorato di Kotebla è più complesso di quello della giovane famiglia con tre bambini a passeggio domenicale per Banska Bystrica che capisce solo il nome del governatore e fa un ok compiaciuto con la mano. Secondo i sondaggi il 70% ha meno di 40 anni, l’8% ce l’ha con i migranti e oltre l’80% compara il proprio stipendio da 600 euro al mese ai “corrotti” dei partiti mainstream. C’è in giro «un’insicurezza sociale e economica cronica», dice la sociologa Zuzana Kusá, che forse spiega anche quel 28% di nostalgici del socialismo e quel 40% desideroso di un leader forte (sebbene solo il 35% voglia uscire dalla UE di cui la Slovacchia e’ membro dal 2004).

«Due vettori danno linfa a questi nazi-fascisti, la rabbia contro quella parte di sistema corrotta che è passata indenne dagli anni ’30 al socialismo alla democrazia mantenendo tutti i suoi privilegi e il problema reale dei rom, il 10-15% della popolazione divenuto in tempo di crisi il paradigma dello straniero» nota lo studioso del radicalismo di destra Radovan Branik al PantaRehi di Bratislva, uno dei caffe della capitale che l’LSNS addita come l’alterego del popolo, la quintessenza dell’intellighenzia, l’abisso crescente tra città e provincia.

A Banska Bystrica, la capitale della regione in cui vive la maggior parte dei rom e la disoccupazione è al 18% (il doppio della media nazionale), le contraddizioni vengono al pettine. La citta’ e’ ordinata, pulita, accanto al museo dell’insurrezione slovacca ci sono le foto degli ebrei deportati: rom, in realtà non se ne vedono, ma sono ovunque nell’aria. «Non vogliamo migranti perché dobbiamo gia pensare ai rom, un corpo asociale che non vuole lavorare e vive facendo figli e prendendo sussidi», continua Uhrik, essenziale come il suo capo notoriamente allergico alle cravatte e poco attento alle belle parole. A Banska Bystrica ricordano Kotebla quando, ancora lontano dalla politica, faceva il buttafuori alla birreria Checova, dall’altro lato della piazza rispetto al palazzo della regione. Un anno fa hanno i capi dell’LSNS hanno lanciato le ronde sui treni per proteggere i connazionali «ignorati dalla polizia». Sarebbero fuorilegge adesso, ma Uhrik fa spallucce: «Non ci possono impedire di salire a bordo, portiamo la maglietta verde con il nostro simbolo e la gente è felice di vederci, avremo fatto 500 pattugliamenti in un anno».

Dal 2014 il tema dei migranti è esplosivo in Slovacchia e l’identità cristiana, già parecchio forte, si è accentuata per paura dell’islam. Ma le richieste di asilo sono una trentina l’anno e i musulmani meno di 5 mila senza neppure una moschea: una delle rarissime ragazze velate di Bratislava e’ stata attaccata sei volte nel 2016. «Abbiamo un grosso problema giovanile, un’altissima fuga di cervelli che lascia qui solo i piu chiusi di mente, il vento anti sistema galoppa e il 25% dei partiti in parlamento è già populista», ragiona il 26enne giornalista del quotidiano Sme Roman Kuprik, bravissimo analista del fenomeno che lavora anche per il periodico Spectator.

L’LSNS fornisce un’identità, conferma chi lo vota. Viliam, 22 anni, operaio, vorrebbe che le industrie straniere se ne andassero perche «sono qui solo per pagare meno la manodopera locale». Dagmar, 38 anni, impiegato alle poste, è un ex elettore deluso del partito socialdemocratico Smar. Ivan, 24 anni, ha paura che la ragazza sia molestata «dai rom o dai musulmani». Milan Uhrik li conosce tutti, seppure non direttamente, conosce il loro disagio: «Pare che quanto di peggio ti possa capitare oggi e’ essere uomo, bianco, eterosessuale. Adesso basta».

Cresceranno? I sondaggi suggeriscono di fare attenzione a quel 40% di astensionisti, l’orizzonte dei pionieri. E non tanto perché, com’è convinto Branik, «la Russia soffia sul fuoco dell’anello debole dell’est europeo». Un rapporto dei servizi segreti polacchi parla di soldi arrivati a Kotebla da Mosca, ma per ora di certo ci sono solo i fondi pubblici ottenuti con il governatorato prima e con le ultime elezioni, da cui l’LSNS ha avuto 5 milioni di euro. «Per la loro storia specifica, i giovani slovacchi non possono avere uno sfogo ribelle a sinistra e il bisogno di essere controcorrente, alternativi, imprevedibili, trova sbocco solo nella destra estrema», chiosa Tomas Nociar, docente di scienze politiche a Bratislava. Al cimitero Martinsky c’è la lapide di monsignor Tiso, una pietra nera con l’epitaffio in memoria dell’uomo «sacrificatosi tutta la vita per la patria» in cui corpo però è stato sepolto in un luogo segreto dopo l’impiccagione nel 1947: ci sono tanti fiori freschi, «ogni giorno ne portano di nuovi» dicono. Una corona recita «Avanti insieme», il simbolo e’ quello dell’LSNS.

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last ampa/Tra i filo nazisti della Slovacchia: “Vinceremo noi, l’Europa sparirà” FRANCESCA PACI – INVIATA A BANSKA BYSTRICA (SLOVACCHIA)

Boschi replica ad Appendino: niente soldi, ”l’accordo con l’Anci sana tutto”

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Botta e risposta tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, e il sindaco di Torino, la pentastellata Chiara Appendino, sui 61 milioni che il capoluogo piemontese dovrebbe ricevere dal fondo perequativo Imu-Ici. “La richiesta non sarà esaudita”, ha anticipato l’esponente Pd nel corso dell’Intervista con Maria Latella su Sky Tg24, “la sindaca sa che il governo ha un confronto con il comune e che i 61 milioni non sono dovuti”.

Boschi gela Appendino: “Roma non deve più altri soldi ai Comuni sulla questione Imu”

Torino richiede 61 milioni di euro. Il sottosegretario: “L’accordo con l’Anci sana tutto”

TORINO – Altro che trattativa. Sarà battaglia, durissima. Chiara Appendino, la sindaca di Torino, vuole 61 milioni dal governo, frutto di una battaglia avviata nel 2013 dal suo predecessore Piero Fassino. Il governo non ci sente, e dopo settimane di melina – e giorni di silenzi, gli ultimi, seguiti alla dichiarazione di guerra pubblica della sindaca Cinquestelle – lo dice apertamente: «La sindaca sa bene che non sono dovuti», spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, intervistata da Maria Latella su Sky.

La contesa riguarda i mancati versamenti dello Stato ai Comuni nel passaggio dall’Ici all’Imu e poi ancora alla Tasi, al tempo dei governi Monti e Letta. Torino reclama circa 60 milioni, forte di due sentenze della giustizia amministrativa che ne riconoscono le ragioni ma senza stabilire quale sia la cifra dovuta. Appendino annuncia un nuovo ricorso, che verrà depositato in settimana, per ottenere l’esecuzione delle sentenze.

Per replicare all’offensiva di Torino, il governo Gentiloni sceglie il sottosegretario. Probabilmente non è un caso. Boschi nell’esecutivo ha mantenuto un ruolo centrale e resta il riferimento di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Da giorni il network dell’ex premier, «In cammino», ha cominciato a cannoneggiare la sindaca di Torino rilanciando le battaglie del Pd locale. Per di più tra Boschi e Appendino non corre buon sangue: un anno fa, in piena campagna elettorale – sempre su Sky e sempre con Maria Latella – l’allora ministro per le Riforme ingaggiò un corpo a corpo con l’allora candidata sindaco che contestava il progetto della Città della Salute, un piano da 600 milioni, in parte statali, per un polo ospedaliero e scientifico. Per Boschi modificarlo significava azzerare i fondi e ricominciare daccapo. Il Movimento 5 Stelle lo definì un ricatto ma alla fine, per non perdere il finanziamento, ha confermato il progetto.

Ora la partita è altrettanto delicata. I milioni che Torino reclama salverebbero il bilancio di Appendino dai tagli imposti a scuole paritarie, cultura e turismo, famiglie a basso reddito che non avranno più l’agevolazione sulla tassa rifiuti. Ma il governo non ha intenzione di intavolare una trattativa con Torino e con un sindaco in ascesa che a molti osservatori pare proiettato verso una vetrina nazionale. Non a caso Boschi butta la palla verso lidi più confortevoli, l’associazione dei Comuni guidata da un renziano come il sindaco di Bari, Antonio De Caro: «Torino, come altri, ha ottenuto le risorse stanziate in un accordo complessivo con l’Anci. Per Appendino valgono le stesse regole di tutti i suoi colleghi. E dire che Torino sia penalizzata, dopo che ha ricevuto i soldi per il metrò e le periferie, è falso».

Per la sindaca: «Il governo dovrebbe avere con le amministrazioni locali un rapporto istituzionale e non legato all’appartenenza politica». Tesi che Boschi boccia: «Non c’è alcuna questione politica in ballo. I funzionari governativi si sono incontrati più volte a Palazzo Chigi con quelli di Torino e si è registrata una diversa interpretazione tecnica della vicenda, tutto qui».

Annacquare le rivendicazioni di Torino nel calderone di qualche decina di altre città, però, è proprio ciò che la sindaca non vuole. L’avvocatura del Comune è già allertata, quella dello Stato anche.

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lastampa/Boschi gela Appendino: “Roma non deve più altri soldi ai Comuni sulla questione Imu” ANDREA ROSSI

VIDEO ViViCentro – Jorginho: “Possiamo raggiungere il secondo posto. Juve? Abbiamo creato tanto”

VIDEO ViViCentro – Jorginho: “Possiamo raggiungere il secondo posto. Juve? Abbiamo creato tanto”

Al termine del match giocato dal Napoli allo stadio San Paolo, contro la Juventus, ha parlato, in mixed zone, Jorginho, centrocampista della squadra guidata da Sarri.

dal nostro inviato, Ciro Novellino

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Jorginho: “Concesso quasi nulla alla Juve. Mercoledì proveremo ad alzare ancora i ritmi”

Il centrocampista azzurro Jorginho ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport nel post partita. Ecco quanto evidenziato:

“Siamo un po’ dispiaciuti per il pareggio. Meritavamo la vittoria ma il calcio è così. Prendiamo le cose buone che abbiamo fatto. Non abbiamo concesso quasi nulla alla Juve, in queste partite paghi anche il minimo. Mercoledì cercheremo di alzare ancora i ritmi anche se è difficile, loro difendono molto bene. A ritmi elevati possiamo mettere in difficoltà chiunque”.

Commento Ssc Napoli: “La Juventus non ha mai più tirato neppure un’occhiata nella porta di Rafael, ma è il calcio”

Napoli-Juventus termina con il risultato di 1-1, questo il commento della società partenopea tramite il proprio sito ufficiale:

“La settima meraviglia di Hamsik contro la Signora è la copertina di questo Napoli-Juve che finisce 1-1. Con gli azzurri che prima recuperano e poi per pochissimo non completano rimonta e sorpasso, meritando alla luce del gioco e delle occasioni, il successo. E’ andata proprio così. La Juventus riesce a segnare dopo pochi minuti, poi è solo Napoli. Il pareggio di Marek dopo un’ora è splendido e rinnova il tagliando del capitano azzurro che con questa rete infila il suo settimo gol alla Juve. Poi c’è il clamoroso palo di Mertens ed un assalto fino all’ultimo secondo, con la Juventus che non ha mai più tirato neppure un’occhiata nella porta di Rafael. Ma è il calcio. Finisce in pareggio e adesso c’è il secondo atto in Coppa Italia. Al San Paolo batteranno ancora 50mila cuori, per un mercoledì da leoni”.

Da sscnapoli.it

Sarri: “Abbiamo fatto una grande gara. Resta un po’ di rammarico per le occasioni create”

Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni di Sky Sport nel post di Napoli-Juventus. Ecco quanto evidenziato:

 

Bisogna lavorare sui giocatori che abbiamo. Molte volte abbiamo preso gol quando abbiamo staccato la spina. La passività difensiva nel momento della gestione è un nostro problema.In fase offensiva riusciamo a creare tanto con una percentuale realizzativa discreta ma non straordinaria. Avere la supremazia territoriale contro la Juve è cosa difficile in Italia. Abbiamo fatto una grande gara, c’è un pizzico di rammarico perché le occasioni le abbiamo avute. Dispiaciuto per il pubblico, speriamo di ripagarlo mercoledì. Abbiamo messo sotto la Juventus, il risultato ci lascia un po’ di rabbia che ci deve caricare per mercoledì.

 

Siparietto con Higuain al termine? Gli ho detto che hanno avuto un bel culo, è chiaro che si stava scherzando. Ho sempre un bel rapporto con Gonzalo. Per 90 minuti è stato un avversario, dopo lo saluto volentieri. Stasera è stata una partita complicata per lui, si è dovuto abbassare molto. Mi sembra sempre il solito giocatore, come dicevo l’ anno scorso è il centravanti più forte del mondo.
Questa partita è finita, anche per me diventa più importante la prossima. Non penso che la squadra abbia approcciato male la gara, loro hanno fatto un’ azione importante che ci può stare. Con Mertens abbiamo delle determinate caratteristiche, magari qualcosa ci manca. Milik lo avrei messo anche stasera, si stava scaldando poi hanno avuti problemi Hamsik e Strinic che hanno chiesto il cambio”

Allegri a Sky: “Punto importante. Atteggiamento difensivo? In certe partite bisogna adattarsi”

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ha parlato ai microfoni di Sky Sport nel post di Napoli-Juventus. Ecco quanto evidenziato:

 

“Il punto di stasera è molto importante. La squadra è partita bene, una volta in vantaggio abbiamo subito la loro manovra. A livello difensivo è stata una partita importante, dopo il vantaggio potevamo essere più lucidi in fase offensiva. Ci sono dei momenti in cui devi adattarti alla gara, non puoi rischiare in questi casi. Higuain? Ha fatto una buona partita, qui ha giocato tre anni ed è un ragazzo molto sensibile.

 
Nel secondo tempo abbiamo fatto bene nei primissimi minuti, dopo non riuscivamo ad accelerare e ci siamo difesi. Giocare in velocità contro il Napoli può essere molto rischioso, è una squadra che riparte con grande intensità. Per noi è il risultato che fa la differenza. Sul loro gol Mertens ha fatto una grande giocata, finta di tirare e palla dentro. Tra le due sfide questa era la meno importante, tra tre giorni ci giochiamo la finale. I ragazzi avranno due giorni per allenarsi e ritrovare la giusta condizione. Lemina? Era in buona condizione, Cuadrado è arrivato giovedì sera. Non dimentichiamo che mercoledì si ritorna in campo. Mandzukic? In queste partite bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare per la squadra. Una grande squadra deve anche saper soffrire”.

De Laurentiis: “Una grande partita! Complimenti a tutti”

Un buon Napoli non riesce ad andare oltre il pari contro la Juventus. Il presidente Aurelio De Laurentiis si è voluto congratulare con la squadra tramite il proprio profilo Twitter:

 

“Complimenti a tutti. Una grande partita ! Forza Napoli Sempre”.

Hamsik a Sky: “Meritavamo di più, ora testa alla Coppa Italia”

Marek Hamsik è intervenuto ai microfoni di Sky Sport al termine della gara contro la Juve:

“Meritavamo qualcosa in più, abbiamo creato varie occasioni. Peccato perché loro hanno creato solo un’occasione e fatto gol. Forse è mancata un po’ di forza nel finale.
Secondo tempo? Mancano ancora 8 partite, c’è ancora tempo. Ora testa alla gara di Coppa Italia. Possiamo provare a ribaltare il risultato, sono fiducioso. Sarà importante non prendere gol”.

FOTO CLASSIFICA – Il Napoli non va oltre il pari, la Roma allunga a più 4

Napoli-Juventus termina con il risultato di 1-1. Gli azzurri si tengono il terzo posto in classifica, la Roma porta a quattro i punti di vantaggio. Alle spalle la Lazio insegue a meno quattro.

 

Napoli-Juventus 1-1, i voti di ViViCentro: Hamsik alza la cresta!

Questi i voti di ViViCentro

E’ terminato il primo dei due match tra Napoli e Juventus allo stadio San Paolo. Questi i voti di ViViCentro.it:

Rafael 5.5, Hysaj 6.5, Albiol 6.5, Koulibaly 6.5, Strinic 6.5; Allan 6, Jorginho 5, Hamsik 7; Callejon 6, Mertens 6.5, Insigne 7. A disp. Reina, Sepe, Maggio, Chiriches, Maksimovic, Ghoulam 6, Zielinski 6, Rog 6, Giaccherini, Pavoletti, Milik. All. Sarri 6

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

AKRAGAS vs SIRACUSA 1-0 I Leoni sbattono su Pane (Pizzo Dionisia)

Dallo Stadio “Esseneto” di Agrigento, Akragas e Siracusa si giocano un pezzo importante di Stagione. Gli uomini di Sottil sono in lotta per i play off , mentre gli uomini di Raffaele Di Napoli cercano punti ultili per la lotta alla salvezza.

Nei Leoni manca lo squalificato Marco Turati mentre i padroni di casa si aggrappano ai tanti giovani lanciati sul ring in questa stagione. Sottil mette in campo giocatori non molto di spicco e il campo bagnato mette i bastoni fra le ruote agli Aretusei. Malgrado gli innumerevoli tentativi dei Siracusani non riescono a segnare e a portare a casa la vittoria. Cazè da Silva lancia Cocuzza, che stoppa e con un pallonetto batte Santurro per il vantaggio dell’Akragas. Siamo al minuto 59 ed i padroni di casa provano a chiudere la partita colpendo anche due traverse. Il Siracusa si sveglia tardi e nel finale di gara sfiora due volte il pareggio ma il portiere Pane nega la gioia del goal al popolo dei Leoni

TABELLINO

AKRAGAS – SIRACUSA

MARCTORI: 59’ Cocuzza

AKRAGAS: Pane, Russo, Riggio, Cazè da Silva, Coppola, Palmiero, Sepe, Pezzella (88’ Rotulo), Cocuzza (82’ Mileto), Longo, Klaric.

A disp: Addario, Leveque, Caternicchia, Privitera, Sicurella, Tardo, Mazza, Amella, Sarcuto.

Allenatore: Raffaele Di Napoli

SIRACUSA: Santurro, Diakite, Catania, Scardina, Spinelli, Russo (De Silvestro), Valente (76’ Azzi) , Brumat, Palermo (80’ Persano), Pirrello, Cossentino.

A disp: Gagliardini, Dentice, Malerba, Longoni, Giordano, Toscano.

Allenatore: Gianluca Cristaldi

NOTE:

Ammoniti: Pirrello e Scardina (S)

Dionisia Pizzo

Mister Andrea Tedesco, l’arbitro è umano pareggio giusto

Al Romeo Menti di Castellammare è da poco finito il  derby tra la Juve Stabia e la Casertana terminato con il risultato di 2 – 2, in sala stampa si è presentato l’allenatore dei rossoblù Andrea Tedesco.

Queste sono state le sue parole:

Mister un parere su questa gara e sul pessimo arbitraggio?

Mi dispiace che tutto si concentri sul arbitraggio e comunque anche lui un essere umano e d’altronde si deve anche capire che le decisioni che vengono prese sono frutto di un pensiero sviluppatosi in una frazione di secondi, ma al di là di questo sono convinto che la Casertana abbia fatto un’ottima prestazione.

L’obbiettivo dalla salvezza è passato ai playoff?

Dobbiamo guardarci indietro perché la salvezza non è ancora aritmetica, la cosa fondamentale è non perdere concentrazione per portare a casa quanti più punti possibile, poi se riusciremo ad ottenere qualcosa di più ben venga.

Una Casertana molto equilibrata e oggi l’avete dimostrato con questo risultato, ma come reputa questo 2 a 2 meritato o meno?

A differenza della partita dell’andata c’è stata una Juve Stabia che ci ha creduto, però è stata una partita sudata fino all’ultimo. Posso dire un pareggio che ci ripaga dei tanti sforzi ma non totalmente, basti pensare che a fine partita tanti miei calciatori erano tristi in volto.

Cosa si aspetta dal match di mercoledì contro il Siracusa?

Andiamo a giocare a casa loro con la convinzione che nonostante le tante difficoltà che incontreremo, i miei ragazzi faranno sicuramente del loro meglio, così che i loro sacrifici possano essere ripagati non solo nello sport ma anche nella vita.

Orlando: Credo che oggi abbiamo dimostrato di valere i play off

Al termine del derby tra la Juve Stabia e la Casertana terminato con il pareggio con il risultato di 2 – 2, si è presentato in sala stampa l’attaccante rossoblù, Luca Orlando autore di un gol e dell’occasione del rigore a favore dei falchetti trasformato poi da Ciotola.

Queste sono state le parole:

Un match vigoroso tra due squadre che volevano vincere?

È stata una gran bella partita iniziata con un episodio dubbio a favore della Juve Stabia. Siamo stati poi bravi noi a riprenderci e a realizzare il primo gol su rigore conquistato da me, per poi successivamente passare in vantaggio sempre grazie ad un mio gol. Alla fine vanno riconosciuti i meriti a questa Juve Stabia che ha saputo farsi valere grazie ad una gran bella prestazione.

Ci racconti i dettagli del rigore da te conquistato?

C’è stato un cross dalla sinistra di Ramos e andando io in anticipo con il piede sinistro ho avuto un contatto, seppur minimo, con il vostro difensore Morero il quale mi ha fatto perdere l’equilibrio.

Cosa ne pensi del fatto che contatti uguali su Lisi e Marotta non sono stati ritenuti tali da concedere rigore?

A dire la verità, su Lisi non c’era assolutamente fallo nè tantomeno poteva essere concesso rigore, mentre il fallo su Marotta non sono proprio riuscito a vederlo.

47 punti conquistati sul campo, cosa è successo in questo girone di ritorno? A cosa è dovuta questa ripresa?

Quando si deve lottare per la salvezza ogni partita deve essere giocata al massimo e di certo la spensieratezza e la voglia di fare sempre e comunque bene sono componenti fondamentali.

Mercoledì prossimo c’è la sfida con il Siracusa partita importante in chiave qualificazione playoff, come l’affronterete?

Queste sono le partite che fanno capire realmente chi siamo e dove possiamo andare. Credo che un qualcosa l’abbiamo dimostrato già oggi qui a Castellammare.

Allievi regionali, Juve Stabia-Juve Domizia 2-0: il tabellino del match

Allievi regionali, Juve Stabia-Juve Domizia 2-0: il tabellino del match

C’erano tante defezioni, tra infortuni e calciatori ‘prestati’ alle altre categorie del settore, ma l’Under 16 di Macone batte la Juve Domizia con il risultato di 2-0 e, anche se fuori classifica, raggiunge il secondo posto in solitaria. I gol sono stati messi a segno da Marrone e Daniele.

Così in campo:

JUVE STABIA – D’Agostino, Izzo, Vilardi, Marrone, Gargiulo, Daniele, Olando, Capasso, Di Maio, Scalera, Guadagno. A disp. Ruocco, Spavone, De Cicco, Cantore, Arno, Del Prete. All. Macone

JUVE DOMIZIA – Abbate, Impesi, Toticone, Maddaluno, D’Isanto, Romano, Soprano, Polverino, Romano, Cacciapuoti, Di Landa. A disp. Scotto, Nisita, Duca, Parisi, Patano, Di Marino.

AMMONIZIONI – Romano (D)

ESPULSIONI

GOL – 16′ st Marrone, 38′ st Daniele

dal nostro inviato a Casola, Ciro Novellino

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Martone D.S. della Casertana, gara condizionata dall’arbitro ma risultato giusto

Al termine della gara Juve Stabia – Casertana si è presentato in mixed zone Aniello Martone D.S. dei falchetti. Dopo una settimana di polemiche, causate dal comunicato della curva della Casertana riguardo allo scioglimento dell’amicizia con la Juve Stabia, si è giocato al Romeo Menti di Castellammare di Stabia questo derby terminato con un pareggio che, giusto o ingiusto che sia, è stato sicuramente condizionato da un arbitraggio a dir poco, pessimo, sia per la Juve Stabia sia per la squadra ospite.

Proprio su queste e altre considerazioni si è espresso in questo modo il Dirigente dei falchetti:

Un risultato giusto al netto degli episodi, l’aspetto che dà più dispiacere è la fine di quest’amicizia. Sottolineiamo il pessimo arbitraggio, cosa ci può dire al riguardo ?

Si, sono pienamente d’accordo per quanto riguarda il risultato, un pareggio meritato i ragazzi se la sono giocata sul campo unica nota stonata l’episodio iniziale del gol della Juve Stabia non regolare. Per quanto riguarda la situazione tifoserie noi società ci estraniamo da tale inimicizia e ci tengo a chiarire che i rapporti tra la nostra società e la Juve Stabia sono e saranno sempre ottimali, oggi abbiamo ricevuto un’ottima accoglienza.

Un inizio di campionato il vostro non dei migliori, a causa delle grane societarie, ora possiamo dire che le cose si sono sistemate e di questo ne sta giovando anche la squadra?

Si con l’avvento di D’Agostino la società ha trovato serenità economica e mentale, permettendo così di creare una forza nel gruppo tale da permetterci di raggiungere questi ottimi risultati.

Un arbitraggio scandaloso visto i vari episodi avvenuti in campo, sia per il primo gol della Juve Stabia dove magari si poteva chiamare un fallo per poi non concedere due rigori netti alla formazione gialloblù, qual’è il suo pensiero a proposito della direzione di gara ?

Sul primo gol della Juve Stabia posso dire che è stato commesso un errore grossolano in quanto a mio avviso c’era una punizione in area per noi, c’è comunque da dire che alla fine il pessimo arbitraggio ha condizionato e distrutto quella che poteva essere davvero una gran bella sfida.

RILEGGI LIVE – Napoli-Juventus 1-1 (7′ Khedira; 60′ Hamsik)

LIVE – Napoli-Juventus 1-1

93′ Fine partita!

90′ Insigne pesca Callejon sul secondo palo ma il suo copo di testa attraversa l’area piccolo senza trovare un compagno. Vengono concessi 3 minuti di recupero

86′ Cambio nella Juve: dentro Rincon e fuori Pjanic

80′ Terzo cambio per il Napoli: fuori Strinic e dentro Ghoulam. Dentro Dybala e fuori Marchisio per la Juve

78′ Ci prova Rog da lontanissimo, palla a lato

76′ Fuori Hamsik e dentro Rog per il Napoli

68′ Cambio per il Napoli: dentro Zielinski e fuori Allan

64′ Clamoroso, su un retropassaggio Mertens anticipa Buffon ma dopo la consluione defilata la palla finisce sul palo

61′ Cambio per la Juventus: fuori Lemina e dentro Cuadrado

60′ GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL del Napoli. Bellissimo filtrante per Hamsik che non perdona e fa 1-1!

56′ Mertens calcia, para Buffon, poi Callejon fa 1-1, ma il tutto viene annullato per fuorigioco

50′ Insigne calcia a giro, palla a lat di pochissimo

47′ Higuain serve Lemina, tiro alto sopra la traversa

45′ Partiti, palla al Napoli!

SECONDO TEMPO

 

46′ Fine primo tempo

45′ Viene concesso 1 minuto di recupero

40′ Insigne vicinissimo al gol: la sua conclusione si spegne sul fondo

37′ Giallo ad Insigne per proteste

34′ Azione personale di Mertens che va al tiro, parato da Buffon

32′ Ci prova ancora Hamsik, ma la palla è colpita male e si spegne sul fondo

22′ Mertens prova la furbata con la mano, azione fermata dall’interno dell’area piccola della Juventus

20′ Mertens appoggia di petto per Hamsik che calcia male, e la palla esce a lato

18′ Hamsik prova a mettere al centro, ma nessuno riesce ad impattare col pallone

8′ Insigne prova da lontanissimo, blocca Buffon

7′ Uno-due di Khedira con Pjanic, per il centrocampista conclusione vincente e risultato che si sblocca: 0-1

5′ Insigne per Callejon in diagonale, esce Buffon e blocca

2′ Bella palla per Insigne, leggermente lunga e bloccata da Buffon

1′ Partiti, palla alla Juventus

PRIMO TEMPO

 

20:31 – Squadre negli spogliatoi

20:08 – Ingresso in campo del Napoli per il riscaldamento

20:07 – Ingresso Juve in campo tra una bordata di fischi

20:02 – Rafael in campo tra gli applausi di tutto il San Paolo

19:47 – Le formazioni ufficiali:

NAPOLI – Rafael, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Strinic; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. A disp. Reina, Sepe, Maggio, Chiriches, Maksimovic, Ghoulam, Zielinski, Rog, Giaccherini, Pavoletti, Milik. All. Sarri

JUVENTUS – Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Asamoah; Marchisio, Khedira, Lemina; Pjanic; Mandzukic, Higuain. A disp. Neto, Audero, Rugani, Barzagli, Dani Alves, Benatia, Alex Sandro, Rincon, Mandragora, Sturaro, Cuadrado, Dybala. All. Allegri

Buonasera e benvenuti alla diretta testuale della gara di campionato tra Napoli e Juventus. Vivicentro.it vi aggiornerà in tempo reale.

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

Under 17, Juve Stabia-Monopoli 0-0: il tabellino del match

Under 17, Juve Stabia-Monopoli 0-0: il tabellino del match

Un pareggio fondamentale che porta ad un passo dalla qualificazione ai playoff. Finisce 0-0 per l’Under 17 della Juve Stabia contro il Monopoli. Sono 4 sulla quarta dopo la vittoria della Paganese in trasferta contro la Sambenedettese. Ora testa ad Andria per la matematica qualificazione.

Così in campo:

JUVE STABIA – Menzione, Maiorino, Matarazzo, Stallone, Casella, Diomaiuta, Bozzaotre, Fibiano (Imperato), Del Prete (Masi), Cucca, Capasso (Pistola). A disp. Pezzella, Follo, Mercatelli, Ranieri A., Massaro, Ranieri P.. All. Di Somma

MONOPOLI – Convertini, Curia, Monteduro, Rizzo, Abbinante, Marangi, Mariano, Buoncore, Lucariello (Bianco), Todisco, Campioto (Vecchio). A disp. Quarta, Kocol, Tropiano, Nicastro, Attolico, Passatore, Tisci. All. Fortunato

AMMONIZIONI – Mariano (M), Cucca (J), Maiorino (J), Fibiano (J)

ESPULSIONI

dal nostro inviato a Gragnano, Ciro Novellino

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Under 15, Juve Stabia-Monopoli 2-0: il tabellino del match

Under 15, Juve Stabia-Monopoli 2-0: il tabellino del match

Una vittoria che porta ad un passo dal primo posto matematico. Vince 2-0 l’Under 15 della Juve Stabia e lo fa contro il Monopoli. Sono 6 i punti di vantaggio dalla Paganese che ha vinto in trasferta sul campo della Sambenedettese. I gol delle Vespe sono stati messi a segno da Gaudino nel primo tempo e Pulcino nella ripresa.

Così in campo:

JUVE STABIA – Esposito, Boccia, De Blasio, Annibale, Zaccariello, Costanzo, Pulcino, Cautero, Masotta, Gaudino, Guarracino. A disp. Spina, Liccardo, Guerra, Grimaldi, Selvaggio, Guastella, Arzaniello, Vitiello, Pascale. All. Belmonte

MONOPOLI – Bozzi, Ambrosio, Vulpis, Masi, D’Addabbo, Sarcina, Napoli, Cassano, Stallone, Romanazzi, Desantis. A disp. Molinari, Di Mola, Conte, Di Bari, Stranieri, Schembri, Saracino. All. Valentini

AMMONIZIONI – Di Mola (M), Zaccariello (J), Pulcino (J)

ESPULSIONI

GOL – 32′ Gaudino (J), 29′ st Pulcino

dal nostro inviato a Casola, Ciro Novellino

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