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Juve Stabia – Ferrara: “Catanzaro squadra costruita per vincere. Andremo li a giocarcela”

Per la consueta conferenza stampa della vigilia del match di domani al Ceravolo tra Catanzaro e Juve Stabia, si è presentato in sala stampa al Varone di Sant’Antonio Abate, il tecnico della Juve Stabia Ciro Ferrara. Ecco le sue parole raccolte dalla nostra redazione:

“In settimana i ragazzi hanno lavorato molto bene, sappiamo di affrontare una squadra costruita per vincere. Li abbiamo studiati e ci auguriamo di poterli mettere in difficoltà.
Anche se il Catanzaro avrà sei indisponibili tra infortuni e squalifiche, non credo avranno problemi di formazione perché hanno una rosa ampia e forte. D’altro canto, noi, siamo pronti e vogliamo fare bene.
Sui lavori al Menti noi ci auguriamo di giocare in casa il prima possibile, perché abbiamo bisogno dei nostri tifosi. Noi possiamo e dobbiamo fare il massimo per conquistarci il loro sostegno.
Sugli effetti del calcio mercato posso dire che la squadra è stata costruita seguendo quanto era stato prefissato. È una squadra giovane ma di qualità. Per fortuna è terminato il mercato che toglie un po’ di concentrazione, ora si fa sul serio. Portiere? Abbiamo valutato Zanotti e Bacci, ora valuteremo Branduani e poi volta per volta si deciderà chi mandare in campo ad ogni giornata. Caratteristiche della Juve Stabia? Saremo una squadra che lotterà su ogni pallone e che cercherà di fare il massimo in ogni partita. Viola? Dispiace la sua assenza ma chi lo sostituirà non lo farà rimpiangere. Modulo? Non sappiamo ancora, stiamo valutando, abbiamo ancora 24 ore per poter decidere. Non avremo i tifosi al seguito in Calabria ma la nostra volontà è quella di fare una buona gara per regalargli una gioia. Assenze? Viola sicuramente per squalifica, Paponi dobbiamo ancora valutarlo.”
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Sarri incanta l’Europa, due club esteri lo tengono d’occhio

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Maurizio Sarri sta stupendo l’Europa intera con il suo modo di giocare con uno stile moderno e spettacolare, secondo il quotidiano sportivo Tuttosport, anche la Premier League ha messo gli occhi su di lui. Non è un caso, dunque come riporta il giornale, che il tecnico azzurro sia riconosciuto come uno degli allenatori più preparati del nostro campionato e anche dall’estero se ne sono accorti.

Milano, Università Statale rinuncia al numero chiuso: iscrizioni aperte

L’università Statale di Milano ha deciso di non appellarsi al Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar del Lazio che aveva accolto il ricorso dell’Associazione Udu, Unione degli Universitari, sull’introduzione del numero chiuso per le facoltà umanistiche.

L’ORDINANZA DEL TAR E IL DIETROFRONT DELLA STATALE

La bocciatura del numero chiuso da parte del Tar del Lazio ha imposto all’Ateneo un cambio di rotta. In una nota pubblicata sul sito ufficiale dell’Università, si comunica che si rimanderà “al giudizio di merito la difesa delle proprie posizioni”. La scelta è motivata dal fatto di considerare “in questo momento assolutamente prioritario rispetto ad ogni altra circostanza il proprio dovere istituzionale nel garantire il corretto avvio delle lezioni, e volendo porre fine al clima di incertezza creatosi all’indomani della sentenza del Tar”.

IMMATRICOLAZIONI APERTE

Da oggi fino al 16 ottobre 2017 saranno quindi aperte in Statale le iscrizioni ai corsi di laurea in Filosofia, Lettere, Scienze dei Beni culturali, Lingue e Letterature straniere, Storia, Scienze umane dell’ambiente, del territorio e dei paesaggi. Le lezioni di questi corsi inizieranno regolarmente secondo i calendari già pubblicati e la procedura per immatricolarsi “sostituisce e annulla la precedente fase di raccolta delle iscrizioni effettuate per le ammissioni ai test, come è noto sospesi”. Naturalmente, il contributo versato per la domanda di ammissione al test verrà rimborsato.

Bologna-Napoli: previsto il tutto esaurito

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Le previsioni concordano su fatto che il Dall’Ara per il match Bologna-Napoli sarà invaso dai tifosi azzurri

Il numero definitivo sarà possibile averlo soltanto domenica sera, all’ingresso in campo delle squadre, però anche questa volta a Bologna il Napoli sarà in compagnia: la società rossoblu ha annunciato sul proprio sito ufficiale che è andata esaurita anche la curva San Luca.
Come riporta l’edizione di oggi del Corriere dello Sport, impossibile prevedere il numero dei sostenitori del Napoli “considerati i tanti napoletani che vivono in Emilia Romagna e che sono soliti andare anche in altri settori: ma non dovrebbero essere meno di settemila“.

Tuttosport: “Questo manca al Napoli di De Laurentiis per diventare un club di primissima fascia”

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Secondo l’opnione del quotidiano sportivo Tuttosport al Napoli di De Laurentiis manca solo un tassello per dinventare una squadra di primissiama fascia

L’edizione di oggi del quotidiano sportivo Tuttosport dedica al Napoli un’ampia analisi sulla società realizzata da Aurelio De Laurentiis nel 2004. Vi riportiamo una parte: “Il San Paolo ormai dimostra i propri anni e il grande gol che ora deve riuscire a realizzare il Napoli di De Laurentiis è un accordo che permetta alla società di dotarsi di un impianto all’altezza dei propri sogni. Anche il pubblico è penalizzato da uno stadio non confortevole. Per il salto definitivo e diventare un club di primissima fascia l’ultima tappa da percorrere è indicata in maniera chiara e inequivocabile. Basta imboccare la strada con decisione e determinazione. A quel punto il Napoli avrà tutto per sfondare e consolidarsi”.

Bologna-Napoli: le probabili formazioni

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Queste sono le possibili formazioni che Sarri e Donadoni schiereranno domenica in campo per la terza giornata di campionato

L’edizione di oggi del quotidiano sportivo la Gazzetta dello Sport propone la probabile formazione di Bologna-Napoli, che si giocherà domenica sera alle ore 20.45: nel 4-3-3 di Sarri ci saranno i soliti titolari, però questa con Amadou Diawara al centro del centrocampo al posto di Jorginho non ancora in forma.

Per la Rosea ci sono quattro ballottaggi: Dries Mertens favorito su Arkadiusz Milik, Allan favorito su Piotr Zielinski, Amadou Diawara favorito su Jorginho e Faouzi Ghoulam favorito su Mario Rui.
Per il Bologna tridente Verdi-Destro-Di Francesco, Donadoni dovrebbe scegliere Mbaye su Krafth come terzino destro nonchè Pulgar su Donsah in mezzo al campo.

probabile formazione Bologna-Napoli 2017

Bergomi: “Vedo un Napoli più forte, il suo gioco è una garanzia assoluta”

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Bergomi analizza e commenta il gioco del Napoli e la situazione di Insigne

Giuseppe Bergomi, ex difensore dell’Inter e della Nazionale, oggi opinionista Sky, ha rilasciato a Il Mattino questa intervista: “Juventus e Napoli sullo stesso livello, una fila indietro l’Inter, a chiudere Milan e Roma. Vedo un Napoli più forte e una Juve più debole: tra acquisti e cessioni non credo che i bianconeri siano migliorati. Gli azzurri non hanno commesso, invece, gli errori delle passate stagioni. Aver trattenuto i piu’ forti è sintomo di solidità e di convinzione a differenza del passato, quando sono andati via Lavezzi, Cavani e Higuain. L’esperienza mi porta a dire che, quando ci giri intorno, prima o poi arrivi all’obiettivo. Il gruppo azzurro è nel pieno della maturità: non sono tra chi sostiene adesso o mai più, però quest’anno la chance è ghiotta, per me il Napoli ce la puo’ fare

Il Napoli e’ la più europea delle nostre formazioni?

Gioca un football gradevolissimo, che si avvicina al modello europeo. E’ la mia preferita anche se non è giusto trascurare la Juventus, che ha fatto due finali di Champions in tre anni. Mettiamola così: a livello di gioco meglio gli azzurri, per esperienza e mentalità i bianconeri sono avanti“.

Il doppio impegno campionato-Champions penalizzera’ la squadra di Sarri?

“No. E’ stato fatto un mercato intelligente, con un sapiente turnover si potrà fare strada in Italia e in Europa. Il girone di Champions non mi pare impossibile, gli ottavi sono raggiungibili. Poi li’ entra in gioco la buona sorte, se becchi il Real Madrid c’è poco da fare“.

Pregi e difetti del Napoli.

Il suo gioco è una garanzia assoluta: nobilita i calciatori, è divertente per chi lo gioca, spettacolare per chi lo vede. C’è un aspetto che bisogna migliorare: saper gestire per 90 minuti la partita. Non si vince giocando alla grande per ottanta minuti, segnando un solo gol e rischiando negli ultimi dieci minuti. C’è sempre un momento della gara in cui all’improvviso subentra il black out e il Napoli non fa più il Napoli: invece per imporre il proprio calcio gli azzurri non devono calare d’intensità e di brillantezza, l’ideale sarebbe restare costanti per tutta la gara“.

Leader e trascinatore con Sarri, oggetto misterioso con Ventura: quale idea si e’ fatto su Insigne?

E’ bravo, forse il talento italiano più interessante, mette la qualità al servizio della squadra, Napoli o Nazionale che sia. Partiamo dal presupposto che è piu’ facile esprimersi nel club che in Nazionale. Il 4-3-3 gli dà più sicurezza, il 4-2-4 di Ventura alla fine altro nonè che un 4-4-2. Nell’Italia è più sacrificato anche se apprezzo tantissimo il suo modo di comportarsi: non si lamenta, testa bassa e pedalare“.

Reina, la festa a sorpresa e l’antica arte presepiale da cornice

Reina, la festa a sorpresa e l’antica arte presepiale da cornice

Si dice che dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna. Pepe Reina può indirettamente ritrovarsi in questa celebre frase attribuita alla scrittrice britannica Virginia Woolf e dedicata alle donne che hanno contribuito al successo di uomini che hanno fatto la storia. Dietro di lui c’è la moglie Yolanda, e tanto basta. Il portiere azzurro ha avuto un’estate delicata: la scelta se restare o meno a Napoli dopo l’offerta prestigiosa del Psg è stata spesso argomento di confronto nella sua «grande» famiglia (la moglie e cinque figli) e alla fine ha prevalso l’affetto per la città dove per la prima volta erano venuti in vacanza nel 2002 e aveva giurato di tornarci da calciatore.

Come scrive Il Corriere del Mezzogiorno: “Ha compiuto 35 anni il 31 agosto e, casualità, era l’ultimo giorno di mercato. Ed eccola la grande donna, Yolanda Ruiz, artefice del destino azzurro che continua. Ha organizzato per lui ieri sera una festa a sorpresa. Il tema? Napoli e la sua antica arte presepiale. Al Castello de Vita, con qualche giorno di ritardo, Reina ha brindato con gli amici più cari e i compagni di squadra in una cornice di tamburelli, sciò sciò, pulcinella e corni. Yolanda si è affidata al maestro pastoraio Marco Ferrigno ed è riuscita ancora una volta a far emozionare Reina, sempre più napoletano e leader del Napoli che ambisce alla vittoria”.

Reina carica i compagni: “Adesso andiamo a vincere!”

Reina carica i compagni: “Adesso andiamo a vincere!”

Sorridere e andare avanti. Se l’è imposto il portiere del Napoli Pepe Reina, dopo le tensioni di fine agosto come riporta la Gazzetta dello Sport: “Ha capito che Napoli avrebbe rappresentato ancora per un anno il suo futuro, questo progetto vincente che pare essere arrivato all’ultimo stadio. «Adesso andiamo a vincere», ha detto Reina ai compagni. Ora o mai più: è la frase ricorrente in questo periodo. C’è la convinzione nell’ambiente che quest’anno sarà scudetto. E se proprio dovrà essere addio, allora il portiere spagnolo vorrà andare via da vincitore, portandosi dietro il terzo scudetto”.

Lippi: “Allegri stai attento, Sarri è da Scudetto”

Le sue parole

Marcello Lippi ha parlato ai microfoni di QS:

Lo scudetto?

«Leonardo è un ottimo giocatore, ma la Juve è una squadra che è sempre rimasta competitiva, anche dopo aver venduto fuoriclasse come Zidane e Pogba. C’è uno zoccolo duro in grado di portare la squadra in fondo a tutte le competizioni. E non dimentichi che Dybala sta ormai diventando una stella di livello planetario».

Qual è l’avversaria numero uno della Juve nella strada verso il settimo tricolore consecutivo?

«Dico il Napoli. Perché non aveva bisogno di grandi rinforzi rispetto allo scorso anno. Di Sarri mi piace tutto: faccio questo mestiere da qualche anno e so quanto è difficile far giocare così bene una squadra in appena due stagioni».

Le altre, a partire dalle milanesi, hanno cambiato molto. Chi c’è dietro l’accoppiata Juve-Napoli?

«Il Milan è quello che si è mosso meglio, anche se dovrà essere bravo a dare un gioco a una squadra rivoluzionata. Per quello che riguarda l’Inter, Suning è un colosso mondiale e Spalletti un grande allenatore, anche in nerazzurri daranno filo da torcere a tutto».

Reina-Napoli, De Laurentiis può pensare al rinnovo fino al 2019

Reina-Napoli, De Laurentiis può pensare al rinnovo fino al 2019

Qualcosa potrebbe cambiare da qui a gennaio, quando il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis rimetterà mano alle questioni contrattuali. Il presidente azzurro, riporta la Gazzetta dello Sport, ha già lasciato intendere che se non ci saranno pressioni o obblighi “potrebbe anche prendere in considerazione l’ipotesi di allungare il contratto di un altro anno” al portiere spagnolo Pepe Reina. Al momento è solo un’idea, nulla di più, che non dovrà diventare tuttavia un’ossessione, però, altrimenti si arriverà al giorno della scadenza, il 30 giugno 2018, e tanti saluti.

Inter, Spalletti: “Napoli perfetto, è più attrezzato di noi per lo scudetto”

Le sue parole

Luciano Spalletti, allenatore dell’Inter, ha parlato alla Gazzetta dello Sport:

Dove può arrivare la sua Inter?

«Partiamo da -29 rispetto alla Juve, -25 dalla Roma e -24 dal Napoli. Ci servono 7-8 vittorie in più in questo campionato. Bisogna migliorare tutti, ma ho in mano una squadra perfetta, e ve lo faremo vedere. Abbiamo preso gente che faceva al caso nostro».

A centrocampo manca un Nainggolan…

«Ci aiuta l’intercambiabilità. Tutti sanno fare tutto. A me piace il folto che ruota molto là dietro a Icardi. In campo bisogna correre, voglio il calcio non di posizione: io vengo da te, tu vieni da me. Si lavora così, in blocco, da squadra, come fa il Napoli. A turno i nostri centrocampisti faranno il Nainggolan o il Vidal. Ho cinque ottimi giocatori per tre posti».

A chi andrà lo scudetto?

«Noi vogliamo vincere il più possibile, ma in tante la pensano così… Juve e Napoli sono le più attrezzate. Il Napoli è perfetto, anche perché è capace di giocare molto corto ma allo stesso tempo sa cercare improvvisamente la profondità. Ti prende la palla e non te la ridà più. La Roma ha scocca e motore molto forti e il miglior centrocampo. Non trovando spazio con “mostri” come Nainggolan (le cui vampate impediscono all’avversario di avviare l’azione), De Rossi e Strootman, anche uno di talento come Gerson ha finito col perdere un po’ di fiducia».

A proposito di Insigne, come si spiega la sua differenza di rendimento tra club e Nazionale?

«Il Napoli è matematico, quindi è più facile andare a memoria. All’inizio infatti lui stesso faceva fatica, mentre ora con la quadratura funziona bene».

Rinnovo Ghoulam, in arrivo l’annuncio: cena Giuntoli-Mendes!

Rinnovo Ghoulam, in arrivo l’annuncio: cena Giuntoli-Mendes!

Il Napoli sta lavorando sugli ultimi dettagli del nuovo contratto del terzino sinistro algerino Faouzi Ghoulam, e presto ci sarà l’annuncio come riporta Il Corriere dello Sport: “Il Napoli sta perciò lavorando su piccoli dettagli per rifinire e ratificare l’accordo con l’entourage dell’algerino: s’è mosso lo stesso De Laurentiis (parlando con l’esterno nei giorni scorsi), continuano frequenti i contatti col fratello-agente Samir, sotto la supervisione di Jorge Mendes (cena con Giuntoli due settimane fa a Montecarlo), e tutte le parti paiono ormai convergere in un’unica direzione”. 

Ex Juve Stabia, nuova avventura per Samuele Romeo

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 Ex Juve Stabia, nuova avventura per Samuele Romeo

Scuola Palermo, classe ’89, con la Juve Stabia è stato definito a più riprese “ministro della difesa” per la padronanza mostrata nella sua area di competenza. Stiamo parlando di Samuele Romeo, il difensore centrale e terzino destro che ha rivestito la maglia gialloble dal gennaio 2014 fino alla fine del campionato 2015-2016, totalizzando 52 presenze e 2 reti segnate.

Lo scorso anno è stato prima al Mantova e poi al Melfi, e ora andrà a rinforzare il reparto difensivo di una nuova squadra, quello del Latina Calcio 1932. Ieri ha firmato il contratto in presenza del presidente nerazzurro Leonardi e oggi é già a disposizione di Mister Chiappini.

Una nuova avventura è cominciata, felice della scelta e di questi colori – scrive sul suo profilo Facebook – Da oggi professionalità, anima e cuore per la società Latina Calcio!!! Forza nerazzurri torneremo dove ci spetta“.

A cura di Luisa Di Capua

 

La lobby delle zanzare

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Per fortuna ci sono ancora persone come Ferdinando Imposimato, investigatore del caso Moro e giudice di Forum in pensione. Dopo un silenzio insopportabile durato quasi mezz’ora, quest’uomo che ormai vive di Raggi e miraggi, si è finalmente occupato della piccola Sofia. Ma non per compatirne il destino ed esprimere cordoglio alla famiglia, come avrebbe fatto un qualsiasi agente della Cia. Il santo inquisitore si è chiesto se non fosse il caso di accertare l’esistenza di un nesso tra la morte della bambina e i vaccini imposti dal governo in combutta con le lobby del farmaco e la società segreta dei virologi assassini. Che la malaria sia una copertura per nascondere le vere ragioni del decesso? L’implacabile segugio si è domandato come mai, tra i tanti vaccini che circolano incostituzionalmente nelle vene degli italiani, alla bimba non sia stato somministrato quello contro la malaria. La risposta – non esiste un vaccino contro la malaria – è molto sospetta, costruita ad arte dai farmacisti del gruppo Bilderberg.

La situazione è chiara, per chi ha gli occhi per vederla. Dopo avere fatto saltare le Torri Gemelle, la Cia punta a inebetire la popolazione europea con i vaccini per consentire a migranti e zanzare di invadere il continente grazie all’appoggio di massoni, servizi deviati e mafiosi drittissimi. Al complotto non sarebbe estranea la Nasa, che ancora ci propina la storiella della Luna, mentre continua a tacere sul legame tra vaccini e scie chimiche. L’unica speranza è che dopo le zanzare arrivino le sirene. Ci accontenteremmo di quelle dell’ambulanza.

Gragnano: parte la kermesse della pasta con dodici rinomati chef

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La pasta: si rinnova la tradizione della festa giunta alla sua undicesima edizione 

Si svolgerà da questa sera, venerdì 8 settembre fino a domenica 10, l’undicesima edizione della festa della pasta, denominata “Pasta, amore e…pomodoro” organizzata dal consorzio pasta di Gragnano IGP e patrocinata dal comune di Gragnano.

Ben dodici saranno gli chef che parteciperanno alla kermesse che si svolgerà dalla centralissima via Roma fino ai pressi della ferrovia dove è stato posizionato il palco per gli spettacoli.

Verranno preparati i piatti tipici della nostra cultura della cucina napoletana come la “pasta al pomodoro” a cui sarà dedicata la prima giornata, a partire da stasera con inizio alle ore 19 sino alle ore 24; “la pasta del giorno dopo” sabato 9 sempre dalle ore 19 alle ore 24 ed infine, nella giornata di domenica, sarà preparato il “ragù e la genovese” con inizio alle ore 11, fino alle ore 16 del pomeriggio.

Il ticket per la degustazione, ha un costo di euro cinque e prevede a scelta un primo piatto ed una bottiglina d’acqua.

Venerdì 8 Settembre – tema “Pasta al Pomodoro”

Chef Alfonso Caputo ( La Taverna del Capitano di Marina del Cantone) preparerà aglio e olio, pomodoro San Marzano e basilico, tipo di pasta: spaghetti;

Chef Luigi Salomone (Piazzetta Milù di Castellammare di Stabia) preparerà candela laccata di zuppa forte, yogurt di bufala e finochietto, tipo di pasta: candele spezzate;

Chef Giulio Coppola  (La Galleria di Gragnano) preparerà pasta al pomodoro d’oro, tipo di pasta: pasta mista;

Chef Andrea Napolitano (Il Bikini di Vico Equense) preparerà mischiato leggero con pomodori lampadina, raviulillo e friselle, tipo di pasta: mischiato leggero;

Chef Giacomo De Simone (Le Axidie di Vico Equense) preparerà il sole nel piatto, tipo di pasta: orzo o tubetti piccoli;

Chef Mario Cinque (Yacht Club di Castellammare di Stabia) preparerà pasta con fagioli arrecanati e nduja, tipo di pasta: pasta mista.

Sabato 9 Settembre – tema “la Pasta del giorno dopo”

Chef Peppe Guida (Osteria Nonna Rosa di Vico Equense) preparerà rigatoni alla norma affumicati, tipo di pasta rigatoni;

Chef Giovanni Sorrentino (Gerani di Santa Maria La Carità) preparerà “a frittat e maccarun”, tipo di pasta: pasta mischiata;

Chef Vincenzo Vaccaro (Cucina 82 di Gragnano) preparerà “pasta e patate…molto meglio il giorno dopo!”, tipo di pasta: archetti o pasta mista lunga;

Chef Pasquale Torrente (Il Convento di Cetara) preparerà Scammarro…a sinistra, tipo di pasta: spaghetti;

Chef Michele Deleo (Palazzo Avino di Ravello) preparerà pomodorini gialli, spadino fresco, capperi disidratati e sfusato amalfitano, tipo di pasta: mezzi rigatoni;

Chef Vincenzo Maresca (Il Cellaio di Vico Equense) preparerà O’ raù scarfato, tipo di pasta: candele spezzate o ziti spezzati.

Domenica 10 Settembre – tema “Ragù e Genovese”

Chef Alfonso Caputo (La Taverna del Capitano di Marina del Cantone) preparerà genovese;

Chef Peppe Guida ( Osteria Nonna Rosa di Vico Equense) preparerà ragù.

Infine, questo il programma degli eventi delle due serate:

Venerdì 8 settembre, dalle ore 22, esibizione del comico fondamentalista napoletano Simone Schettino e dalle ore 23, spettacolo del giovane ballerino tedesco Sven Otten (foto) famoso per aver fatto impazzire il web con il suo balletto inserito in uno spot di telefonia mobile.

Sabato 9 settembre, dalle ore 22, esibizione del cantautore e sassofonista napoletano, Enzo Avitabile.

Durante le tre giornate saranno presenti artisti di strada.

Giovanni Matrone

 

Annoallestero.it – Semestre di scuola superiore all’estero da Gennaio 2018

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Ultime settimane per partecipare alle selezioni con annoallestero.it

I benefici di un periodo di studio all’estero sono notevoli a tutte le età, e probabilmente ancora di più nel corso dell’adolescenza, quando gli studenti possono già pensare al proprio futuro formativo, all’università e al tipo di lavoro di interesse, ma spesso non hanno gli strumenti per farlo.

Andare quindi in un Paese straniero per un anno all’estero o per un semestre permette loro di confrontarsi con sistemi scolastici diversi da quello Italiano, con studenti provenienti da altri Paesi e con culture e modi di vivere differenti, trovando spunti di riflessione personale e culturale molto importanti.

Come indicato, appunto, questo vale indipendentemente dalla durata del periodo all’estero. Anche un solo semestre di scuola può cambiare la vita di un adolescente, e aiutarlo ad acquisire sicurezza e consapevolezza in se stesso e nelle proprie scelte.

Per gli studenti e le famiglie interessate a questa esperienza di Exchange all’estero, e’ ancora possibile iscriversi ad un semestre di high school estera con inizio Gennaio o Febbraio 2018 in diversi Paesi.

L’organizzazione New Lands srl per esempio permette le iscrizioni fino a metà ottobre 2017 circa. Gli studenti interessati devono avere i seguenti requisiti:

  • Età inferiore a 18 anni in arrivo, età superiori solo su richiesta
  • Buona media scolastica negli anni precedenti, almeno pari a 6 e mezzo
  • Un livello di conoscenza della lingua straniera del Paese ospite pari a B1-B2, in ogni caso da verificare con il colloquio di selezione
  • Motivazione e spirito di conoscenza di Paesi e culture diverse dal proprio, ed entusiasmo.

Per partecipare occorre prenotare il colloquio di selezione linguistico e attitudinale, effettuabile su skype o presso la sede dell’organizzazione a Roma. Ampio spazio viene dedicato alla formazione e alle informazioni sul programma all’estero per studenti e genitori interessati.

Si può scegliere il Paese in cui andare?

Si, lo studente che desidera partecipare ad un semestre o anno all’estero può sempre scegliere il Paese estero in cui studiare. I Paesi in cui è ancora possibile andare per il semestre da Gennaio sono Canada, Australia, Stati Uniti, Irlanda, Regno Unito, Germania, Francia e Spagna.

Si può anche scegliere in molti casi sia la città o la regione in cui andare, all’interno del Paese di preferenza, che la scuola estera da frequentare. Inoltre, per Paesi come Stati Uniti, Inghilterra, Canada, Francia, è possibile spesso valutare insieme in fase di iscrizione le materie da seguire, gli sport e le attività scolastiche e scegliere la scuola in base a queste richieste.

Alloggio in college o in famiglia?

L’alloggio è solitamente presso una famiglia locale ospitante selezionata. In alcuni casi (Stati Uniti, Regno Unito, Francia) è anche possibile scegliere di soggiornare in college. I costi tuttavia sono spesso più alti del programma in famiglia in quanto i college sono scuole private, e quindi la retta è maggiore. Le scuole sono pertanto o pubbliche o private.

Assistenza locale, riconoscimento al rientro e alternanza Scuola- Lavoro

Gli studenti all’estero possono contare su assistenza locale 24h su 24, e su un tutor locale che li aiuti nelle piccole difficoltà di inserimento iniziali, supporto pratico e consigli.

L’esperienza all’estero, indipendentemente dalla durata, è sempre idonea per le circolari ministeriali sulla mobilità internazionale e permette il rientro in Italia senza perdere l’anno.

Infine, rispetto all’alternanza scuola-lavoro, durante l’anno all’estero ci sono numerose occasioni per gli studenti partecipanti di partecipare ad attività di volontariato nella scuola estera o esternamente ad essa che possono essere considerati validi per le ore di alternanza richiesta dalla normativa italiana, che già dalla primavera 2017 dà in ogni caso la possibilità di riconoscere come valida la stessa esperienza di studio all’estero come alternativa alle ore di alternanza vera e propria, per il suo alto valore formativo.

Per informazioni sulla scuola superiore all’estero, per le partenze di Gennaio di un semestre e per prenotare il colloquio di selezione, fino ad esaurimento posti e prima della scadenza, basta consultare il sito dedicato a questa opportunità (CLICCA QUI)

Non solo semestre all’estero, tuttavia: è infatti già possibile partecipare alle selezioni per il nuovo anno scolastico all’estero con partenze nel 2018/19.

Eccellenza-Barano: tesserato il giovane Filosa classe 2000

L’As Barano Calcio comunica di aver tesserato il classe 2000 Giovanni Filosa, l’anno scorso in forza alla Nuova Ischia. Il giovane neo calciatore del Barano, che già da un po’ si allena con la squadra, arriva per rinfoltire il reparto degli esterni d’attacco a disposizione del tecnico Monti.

Politica in Sicilia: farsi male (ancora) a sinistra

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In politica contano le intenzioni, «quello che vuoi fare», ma non è ininfluente la capacità di costruire qualcosa che metta in condizioni di farle, quelle cose

Farsi male (ancora) a sinistra

Un risultato, comunque, in Sicilia la sinistra radicale l’ha ottenuto: Cinque stelle, centrodestra, Pd hanno scelto il loro candidato; gli ultrasinistri sono lì che si dedicano alle consuete dispute cifrate attorno alla presentazione — peraltro ancora non del tutto certa — di Claudio Fava. Il quale Fava, essendo accreditato di percentuali assai modeste, in ogni caso non correrebbe certo per la presidenza della Regione. E — a quanto è dato di sapere — non godrebbe nemmeno del consenso di tutte le forze collocate a sinistra del Pd. Il suo unico apporto alla competizione (forse neanche necessario) sarebbe quello di garantire la sconfitta del candidato del Pd e di Leoluca Orlando, il rettore palermitano Fabrizio Micari.

Ha un senso tutto ciò? Sì. Purtroppo, sì. Ed è probabile che qualcosa del genere si riproporrà anche al momento delle prossime elezioni politiche. Da circa un anno, dal momento cioè in cui i sondaggi unanimi hanno annunciato unanimi quale sarebbe stato l’esito del referendum del 4 dicembre, nel Paese è ripreso a soffiare il vento del proporzionale che impone alla politica tre regole assai diverse da quelle che hanno dettato legge nell’ultimo venticinquennio. Prima regola: le elezioni sono pressoché ininfluenti rispetto alla determinazione di maggioranze di governo. Seconda regola: esse stabiliscono esclusivamente la consistenza di partiti e movimenti. Terza regola (conseguenza della precedente): in una competizione elettorale la cosa che più conta è recar nocumento ai partiti collocati ai propri confini.

A meno dell’eventualità che con tali partiti confinanti ci si possa successivamente alleare per dar vita al futuro esecutivo (come era nella Prima repubblica tra la Dc e i partiti laici minori). I Cinque Stelle non hanno di questi problemi perché di queste alleanze non vogliono neanche sentir parlare. Silvio Berlusconi ha fin qui giocato la sua partita in modo davvero eccellente dal momento che pur soffrendo di evidente (e ricambiata) avversione nei confronti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ha saputo accantonare gran parte dei motivi di contrasto. Nel centrosinistra invece le cose sono tuttora assai complicate, soprattutto a sinistra del Pd. Qui, per il futuro, convivono (si fa per dire) due opzioni: la prima è quella che fa capo a Giuliano Pisapia e che consiste nel dar vita ad un raggruppamento molto, molto, molto diverso dal Pd, che ottenga il maggior numero di voti per poi avere un adeguato peso in una coalizione di governo, la quale non può che avere come principale interlocutore lo stesso Pd; la seconda, che ha come riferimento Bersani e D’Alema, è quella che mira ad arrecare al Pd il maggior danno possibile nella speranza di scalzarne il leader per poi eventualmente riprendere il dialogo con i suoi successori.

Chi fa sua questa seconda opzione non contempla una realistica prospettiva di governo (se non, forse, come supporto ad una maggioranza grillina): gli aderenti a Mdp e consimili si accingono a prender parte alle elezioni per riportare in Parlamento alcune personalità che non avrebbero (o già non hanno) trovato collocazione nelle liste renziane, personalità che, una volta entrate in una delle due Camere, darebbero quotidiana, vivace testimonianza della propria identità. Lo ha ben spiegato con la consueta franchezza (in un’intervista a Il fatto quotidiano) Tomaso Montanari — leader della formazione più intransigente di tutte — rinfacciando a Pisapia di non aver occultato la sua volontà di costruire una coalizione «vincente»: come se il suo fine, insinuava lo storico dell’arte, fosse «il potere, il governo» da raggiungere «con qualsiasi mezzo» (cosa che ad ogni evidenza Pisapia non ha mai neanche adombrato). «Io non dico che bisogna voler perdere», aggiungeva Montanari, «ma la vittoria non può essere un fine in sé, conta quello che vuoi fare».

Ma è vero questo? In politica contano, sì, le intenzioni, «quello che vuoi fare», ma non è ininfluente la capacità di costruire qualcosa che ti metta in condizioni di farle, quelle cose. Anche soltanto in parte. E dovrebbe essere considerato disdicevole che, per eccesso di «purezza», tu contribuisca alla vittoria di forze che quelle cose non le faranno mai. Nessuna. Anzi, ne faranno di contrarie. Con il rischio di arrivare ad un punto che, dopo le ultime elezioni presidenziali statunitensi, un celebre giurista di Yale, Stephen L. Carter, commentando la defezione di alcuni seguaci oltranzisti di Bernie Sanders dal voto per Hillary Clinton, ha descritto in questi termini. Abbiamo di fronte anni nel deserto, ha detto, «l’esilio dei democratici rischia di essere lungo». Troppi anche tra i miei amici sono diventati «esperti di condanna, derisione e scherno». Erano molto bravi a spiegare il motivo per cui «nessuno potrebbe mai avversare le loro posizioni politiche se non per i più vili dei motivi». La sinistra, ha sostenuto il giurista, enunciava le proprie posizioni con zelante solennità quasi suggerendo «che i propri punti di vista siano la Sacra Scrittura» e chi dissente debba essere «confinato nelle tenebre». La sinistra americana a lui è parsa «piena di arroganza» e «la hybris nella letteratura classica preannuncia sempre una caduta». I liberal di oggi, concludeva Carter, dovrebbero riscoprire le virtù del liberalismo vincente dagli anni Cinquanta agli anni Settanta che includevano tolleranza per il dissenso, uno sforzo per evitare di «ridurre problemi seri a ricerche dell’applauso facile» e fondamentalmente un atteggiamento di umiltà nel governare. Voleva forse dire che i liberal di un tempo non credevano nel profondo di avere ragione? No, voleva ricordare come quei liberal accettassero «che la loro nazione fosse un luogo diverso, che gli avversari avessero il diritto di dire la loro, che il governo non dovesse cercare di fare tutto in una volta e che la politica dovesse essere frutto di un lavoro condiviso». Il che, almeno in parte, è vero.

Inutile star qui a precisare quante e quali siano le differenze tra la sinistra italiana e quella americana costretta un anno fa ad assistere esterrefatta alla vittoria di Donald Trump (del che ancora non si è riavuta). Qualcosa però ci dice che il pur importante tema della collaborazione con Angelino Alfano — accettabile a Palermo ma non nel resto della Sicilia e, per carità, mai un domani in tutta Italia — non valga lo spettacolo di incertezza e litigiosità offerto dai nemici dell’ex primo cittadino di Milano. Il quale, ormai è chiaro, non è un attore adatto alla commedia politica così come va in scena di questi tempi. Ha un passato di garantista che lo rende antipatico a molti suoi futuri compagni d’avventura, è tormentato dai dubbi delle persone intelligenti, dalle incertezze e dai ripensamenti di chi non è mai stato un politico di professione. Qualsiasi amico sincero lo avrebbe sconsigliato in partenza di avventurarsi nel campo minato dove si è andato a ficcare. Ma adesso, in vista delle elezioni politiche, quel che resta fuori dal Pd deve scegliere: o si unisce attorno all’ex sindaco accettando che possa metter becco in materia di alleanze e candidature (ed è quest’ultima la vera materia del contendere) o non troverà più qualcuno capace di prenderne, credibilmente, il posto. Con il che dovrebbe poi procedere in ordine sparso. E, diciamocelo, non sarebbe una pagina degna di passare ai libri di storia quella che racconta come degli ex big della Dc e del Pci, ex ministri, ex presidenti del Consiglio (o aspiranti tali), non essendo riusciti ad eliminare Matteo Renzi, si accontentarono un giorno d’autunno del 2017 di aver fatto fuori Pisapia.

 

Roma, domani il presidente Pallotta sbarca nella capitale. Karsdorp convocato per la sfida contro la Samp

PALLOTTA PER STADIO E CHAMPIONS – Domani mattina o al più tardi sabato, per la prima volta dal giorno dell’addio al calcio giocato di Francesco Totti (28 maggio 2017), il presidente Jim Pallotta sbarcherà nella capitale. Sull’agenda del tycoon numerosi impegni istituzionali e non tra la vicenda nuovo stadio (a breve un nuovo capitolo relativo alla conferenza dei servizi in Regione Lazio) ed esordio casalingo in Champions League contro l’Atletico Madrid del Cholo Simeone. Ancora incerta la presenza del patron a Genova.

TERZINO DESTRO RECUPERATO Rick Karsdorp vede finalmente la luce in fondo al tunnel dopo l’intervento di pulizia del menisco esterno del ginocchio destro. Il terzino olandese sarà convocato per la prima volta da mister Di Francesco in occasione della sfida di sabato al Marassi contro la Sampdoria del presidente Ferrero. A rivelarlo è Sky Sport.

Claudia Demenica