Il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, secondo quanto riporta l’edizione odierna del quotidiano Il Corriedere del Mezzogiorno, sarebbe pronto a schierare un turn over per la sfida di Champions, contro il Manchester City. L’unica certezza è il tridente delle meraviglie formato da Callejon, Insigne e Mertens. A centrocampo e in difesa potrebbe cambiare qualcosa, Albiol potrebbe restare in panchina per preservarlo per la sfida di campionato contro l’Inter ed è per questo che sarebbe pronto Chiriches a giocare dal primo minuto. In mediana l’unico certo del posto da titolare è il capitano Marek Hamsik, al suo fianco potrebbero esserci Allan e Rog.
Bonus e sgravi nella manovra per il 2018: via libera
Il Consiglio dei ministri dà il via libera alla manovra per il 2018. Tra le novità anche detrazioni per giardini e terrazzi. Resta invece il superticket sulla sanità.
La manovra vale 20 miliardi. Congelato l’aumento dell’Iva
Niente abolizione del superticket e 1,7 miliardi per il rinnovo degli statali. Pensioni, respinte le richieste dei sindacati. Padoan: “Si alimenta la crescita”
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Già si sapeva che il governo non avrebbe avuto molti margini di manovra per fare una legge di Bilancio «creativa», in vista delle elezioni. E così è stato: nel pacchetto di finanza pubblica approvato ieri «sulla carta» (per conoscere tutti i dettagli ci vorranno ancora molti giorni) non solo non ci sono misure dal costo e dall’effetto importante. Non ci sono neanche provvedimenti «sociali» più limitati di cui pure si era parlato, come l’inizio dell’abolizione del superticket da dieci euro sulla specialistica. Le misure di maggior peso nella manovra – che vale 20,4 miliardi, considerando anche il decreto fiscale collegato, con 9,5 miliardi di tagli e maggiore entrate – sono gli 1,7 miliardi per lo sblocco dei contratti pubblici e il finanziamento con 338 milioni del taglio del cuneo fiscale per favorire le assunzioni di giovani con meno di 35 anni di età. Il grosso delle risorse (15,7 miliardi di euro) verrà impegnato per evitare l’aumento delle aliquote Iva con le cosiddette «clausole di salvaguardia». Secondo il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, «i dati sulla crescita ci danno dei margini migliori – ha affermato in conferenza stampa – mesi fa si parlava di lacrime e sangue, abbiamo una manovra snella, che sarà utile per la nostra economia».
Per Gentiloni, «il nostro primo obiettivo era quello di evitare aumenti dell’Iva e l’introduzione di nuove tasse, gabelle, accise, impegno che è stato mantenuto». «Le riforme avviate dal governo Renzi e che noi abbiamo proseguito e soprattutto l’impegno di lavoratori, imprese, famiglie, hanno contribuito, con il contesto internazionale favorevole, a una situazione molto più positiva», ha concluso il premier. Per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, è una manovra che consente «una crescita robusta ma inclusiva, incentrata sulle fasce più bisognose e sulle aree meno avanzate del Paese. Una manovra che porta più crescita e un consolidamento della finanza pubblica, il deficit scende così come il debito», e che «mira ad aggredire la disoccupazione giovanile».
Il governo ha respinto le richieste dei sindacati in tema di pensioni. Per quanto riguarda l’aumento previsto dell’età pensionabile a 67 anni nel 2019, «c’è una legge in vigore e la rispetteremo», ha detto Gentiloni. Tra le reazioni sindacali, la più negativa è quella della Cgil. «C’è preoccupazione per l’indeterminatezza delle risposte in particolare sulla previdenza e sulla fase due, su impegni che il governo aveva assunto», ha detto il leader cigiellino Susanna Camusso. La Uil sospende il giudizio in attesa di conoscere i dettagli, mentre Anna Maria Furlan (Cisl) pur criticando il «no» sulle pensioni è soddisfatta per lo sblocco delle risorse per i contratti pubblici.
Sul fronte politico, la maggioranza fa quadrato, mentre l’opposizione spara a zero: «Potrebbe essere una manovra scritta da JpMorgan», dicono i M5S. «Non è previsto nessun piano per risolvere la grave crisi sociale», attacca la Lega Nord. «Gentiloni e Padoan raccontano favolette», spiega Renato Brunetta (Fi). E Mdp, cui Gentiloni fa un appello alla responsabilità? «E’ curioso che lo dica dopo aver votato una pessima legge elettorale a colpi di fiducia», dice Francesco Laforgia, capogruppo di Articolo 1.
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lastampa/La manovra vale 20 miliardi. Congelato l’aumento dell’Iva ROBERTO GIOVANNINI
Writers in residence: si rinnova anche quest’anno il Progetto unico in Italia varato ad Anacapri
Writers in residence: Centro Multimediale Mario Cacace 16-17 Ottobre
Si rinnova anche quest’anno il Progetto unico in Italia varato ad Anacapri e che vede in cattedra in questa edizione due nomi di spicco nel panorama del giornalismo italiano come: Aldo Cazzullo e Chiara Gamberale.
“Leggendo un libro assieme a… ”: un incontro tra gli studenti dell’Axel Munthe e le “penne” più prestigiose del mondo della cultura. Il progetto nasce da un’idea di Tonino Cacace, il lungimirante imprenditore anacaprese, che porta avanti da tempo sue iniziative mirate a stimolare e far crescere nelle nuove generazioni l’interesse per l’arte e la letteratura. In collaborazione con il Comune di Anacapri, l’Istituto Axel Munthe ed il Capri Palace, Cacace sta dando vita ad un vero e proprio laboratorio di lettura a cui partecipano i giovani studenti di Capri ed Anacapri. Nella prima edizione protagonisti sono stati i giornalisti e scrittori Paolo Mieli e Camilla Baresani, che continua ad affiancare Cacace come coordinatrice dell’iniziativa. Domani e mercoledì nel Centro Multimediale Mario Cacace si ritroveranno i cinquanta studenti che dalla scorsa edizione seguono il progetto Writers inResidence. Gli studenti anche quest’anno si confronteranno con gli autori dei due libri di recente uscita, “Metti via quel cellulare” di Aldo Cazzullo e “Qualcosa” di Chiara Gamberale. I lavori di Writers in Residence” saranno aperti dai saluti Istituzionali agli ospiti da parte del sindaco di Anacapri Franco Cerrotta, della dirigente dell’Istituto Letizia Testa ed i ringraziamenti a Tonino Cacace, l’imprenditore isolano che con la sua sensibilità e le sue iniziative contribuisce alla crescita culturale dei suoi giovani concittadini.
Info e Contatti
Istituto Superiore Axel Munthe
nais00700x@istruzione.it
Paura a bordo l’aereo del Napoli, a causa dell’ uragano Ophelia
Non è stato un viaggio semplice, quello che ha portato il Napoli a Manchester. Infatti nelle vicinanze c’era l’uragano Ophelia, che ha portato raffiche di vento fortissimo, rendendo complicato l’atterraggio del volo charter degli uomini di Sarri. Secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano La Repubblica, a bordo del volo c’era anche la signora Reina, che a seguito degli sbalzi dell’aereo è rimasta fortemente traumatizzata. Ovviamente dopo l’atterraggio tutto è rientrato e sono tutti concentrati a poter far bene contro una grande squadra come il Manchester City, ma gli Azzurri con il loro gioco sanno di poter mettere in difficoltà chiunque.
Napoli, ma che statistiche! Numeri da capogiro che portano il Napoli in top 10
Il Napoli sorprende anche in Champions League. Infatti l’edizione odierna del quotidiano Il Correire dello Sport ha analizzato le statistiche degli uomini di Sarri. A colpire è la quantità di passaggi messi a segno 1098 su 1225, una media altissima che fa entrare gli uomini di Sarri nella top 10 d’ Europa. Uno dei gioielli maggiori del Napoli è Lorenzo Insigne. L’esterno di Frattamaggiore con i suoi 5 tiri in 2 gare, è alla pari con mostri sacri come Cavani, Ronaldo, Messi e Kane. E poi c’è Koulibaly che con circa l’ 85 % di passaggi corti indovinati è tra i primi in Europa.
UFFICIALE – Ssc Napoli: “Saurini non è più l’allenatore della Primavera, squadra temporaneamente a Perrella”
La Società Sportiva Calcio Napoli comunica di aver sollevato Giampaolo Saurini dall’incarico di allenatore della squadra Primavera.
La squadra, in occasione del match di Youth League in programma a Manchester contro il City, sarà guidata da Gaetano Perrella.
A mister Saurini un sentito ringraziamento per quanto fatto nel corso della sua esperienza in azzurro e un sincero in bocca al lupo per il suo futuro professionale.
Da sscnapoli.it
Manchester City, Gundogan: “Dobbiamo fare attenzione al Napoli, è una squadra molto forte che può battere chiunque”
Ilkay Gundogan, centrocampista del Manchester City, ha parlato alla vigilia della sfida di Champions League contro il Napoli:
“Non ho visto molto il Napoli in questo inizio di stagione, ma so che negli anni scorsi hanno giocato molto bene e quest’anno hanno avuto un grande avvio di campionato. Loro giocano in un modo simile al nostro, sono tecnici e giocano con passaggi corti.
Hanno attaccanti che segnano regolarmente tanti gol ed hanno grande qualità. Per me il Napoli, nel calcio europeo, è la squadra più sottovalutata perché possono battere chiunque. Siamo la squadra più forte del girone ma il pericolo è sempre dietro l’angolo. Shakhtar, Napoli e Feyenoord possono essere una minaccia. Lo Shakhtar ci ha mostrato la sua forza in casa nostra, il Napoli è più forte e dovremo fare attenzione”.
Sarri a Premium: “Con il City partita difficilissima. Calendario? Qualcuno in Lega è inadatto”
Maurizio Sarri ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport alla vigilia della sfida in Champions League contro il Manchester City:
“Siamo qui per giocarcela come sempre, ma la gara col City è quella che conta meno per la qualificazione: gli inglesi dovrebbero vincerle tutte perché sono palesemente la squadra più forte del girone, chi riuscirà a prendere qualche punto avrà un grande vantaggio, ma non so chi ci riuscirà. Pareggio? Io non firmo per niente. Se devo dirti la verità, quando abbiamo preparato la partita col Real Madrid l’anno scorso, non ho avuto la sensazione che mi dà in questo momento il Manchester City. È una partita difficilissima, forse impossibile, ma proprio per questo veniamo qui e giochiamo.
Turnover?. Non so quello che ha detto De Laurentiis e se riguarda questioni tecniche non mi interessa neppure più di tanto, visto che mi paga per prendere le decisioni. Vediamo chi ha recuperato senza pensare alla partita successiva. Forse nella testa dei ragazzi c’è il pensiero inconscio di essere più competitivi in Serie A piuttosto che in Champions. Ci può stare che questo pensiero ci sfiori, ma dobbiamo essere lucidi e affrontare ogni match senza fare calcoli: sarà il futuro a dirci quali saranno state le partite importanti di questa stagione.
Siamo poco considerati da chi fa i criteri per la formulazione del calendario: fare Roma-Napoli a 3 giorni da Manchester City-Napoli e a a 4 giorni da Chelsea-Roma, mi sembra un errore clamoroso. E prima dell’ultima partita dei gironi che per noi e forse anche per la Juve potrebbe essere decisiva, ci tocca affrontare la Juve: anche questo è fuori luogo. Qualcuno in Lega è inadatto.
I cinque punti di distacco della Juventus in campionato non mi fanno ne caldo ne freddo: siamo soddisfatti per il buon inizio di stagione, ma sarei un folle se considerassi cospicuo il vantaggio sui bianconeri”.
Sarri: “Il City è devastante: vorrei undici facce di c***o in campo”
Le sue parole
Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa:
“Punti deboli del City? Se bastasse applicarsi, il problema sarebbe risolto. Ma nelle ultime tre in casa in Premier League il City ha fatto 17 gol, il 7-2 contro lo Stoke può far pensare ad una vulnerabilità difensiva ma è una cazzata. E’ da agosto che non prendevano gol, è fortissimo in fase difensiva. E’ una partita difficilissima, hanno la tendenza di aggredire la palla persa e creano grande concentrazione di giocatori e superiorità. Sembra una squadra che si sbilancia ma in realtà non lo è. Ho visto roba importante, ma non le ho viste tutte per non rovinarmi tutte le serate (ride, ndr). Ho visto roba che si vede raramente, forse ogni decennio. Lo ritengo la più forte d’Europa”
“Cambi di formazione? Magari non ce ne saranno…Diawara e Zielinski? Nelle ultime sei l’ultimo entrato con continuità è Rog, Piotr solo in quattro. Rog è tenuto in considerazione”
“In tutti questi anni la sensazione di forza del Manchester City non me l’aveva mai data nessuno, manco il Real Madrid. Per deformazione mentale mia, ogni volta che vedo un avversario penso che i miei potrebbero metterli in difficoltà. Il Manchester è devastante, i numeri lo confermano ampiamente. Ma se vogliamo diventare grandi dobbiamo pretendere di poter fare risultato”
“Cambiare qualcosa? Mi piacerebbe morire da vivo, non da agonia che dura da 7-8 anni. Se la squadra è fortemente voluta dal punto di vista tattico come il City, straordinaria tecnicamente e con accelerazioni devastanti in un buon periodo mentale. L’aspetto tattico è una masturbazione mentale, c’è da fare solo il nostro calcio sapendo che probabilmente possono avere qualcosa in più di noi. A livello tecnico e d’accelerazione possono avere qualcosa in più, se bastasse cambiare atteggiamento tattico per controbattere, le squadre forti nel calcio non sarebbero esistite. Ai miei chiedo di non aver paura, ma solo il giusto timore degli avversari perchè dà capacità di sofferenza perchè ti aspetti di soffrire. La paura ti banalizza invece. Vogliamo applicazione difensiva, vorrei undici facce di cazzo che pensano di poter palleggiare col City. Dobbiamo avere una sana follia, altrimenti resteranno i più forti”
“Possibili cambi di formazione e le parole di Guardiola? Pep devo solo ringraziarlo, ci ha fatto dei complimenti che vengono da quello che è indubbiamente l’allenatore più forte al mondo. 25-30 anni fa il calcio fu segnato da Sacchi, tra qualche anno ci renderemo conto di quanto è stato fondamentale la svolta di Guardiola. Segnerà la storia del calcio, se ci fa i complimenti non ci fa che piacere. Non dobbiamo avere tanti secondi pensieri, se facciamo due cambi e non siamo competitivi allora la rosa non è competitiva: credo che si possa giocare con una certa continuità, non pagheremmo adesso il giocare spesso. Sarebbe ottimale il contrario, ma non farei calcoli: vedremo domattina chi ha recuperato, senza pensare alla partita successiva”
“In chiave qualificazione credo che la gara di domani sia la meno importante, il City è di un altro livello e potrebbero diventare determinanti le partite con Shakhtar e Feyenoord. Se poi si rubano punti al City ci si mette in una posizione di vantaggio. Domani rappresenteremo l’Italia tre giorni dopo aver giocato con la Roma, e tre giorni prima dell’Inter…qualcuno in Lega ha sbagliato i criteri dei calendari. L’ultima giornata sarà decisiva per noi, magari la Juventus sarà qualificata, e ci sarà Napoli-Juventus…dimostra ancora di più quanto siano inadatti in Lega. Approccio mentale dei miei? Se vogliamo diventare forti, dobbiamo giocare le grandi partite e non accontentarci: a livello inconscio però la testa funziona diversamente, se uno si sente più adatto per altro allora l’applicazione cala”
Hamsik: “City mostruoso, ma possiamo fare bene. Maradona? Non è una ossessione”
Le sue parole
Marek Hamsik, capitano del Napoli, ha parlato in conferenza stampa:
19.38 – “Teniamo più al campionato che alla Champions? In Ucraina abbiamo sbagliato la partita, è giusto non aver fatto punti. Col Feyenoord siamo migliorati, abbiamo vinto 3-0 ed è stato importante per la differenza reti….ah, 3-1 (ride dopo la precisazione di Sarri, ndr). La Champions è di un altro livello, è complicato affrontare le partite europee più di quelle in campionato. Domani affronteremo una delle più forti”
19.37 – “Sarebbe un onore raggiungere il record di gol di Maradona in Champions League? Sarebbe bello farlo domani, ci tengo tanto ma più di tutto tengo alla squadra e al suo rendimento. Conta più quello del mio gol, ma sarei felice se lo segnassi…e se portassi via punti”
19.36 – “E’ bellissimo tornare qui ed affrontare una delle squadre più forti d’Europa, nel 2011 il City non era ancora così cresciuto come noi. Forse noi siamo cresciuti ancora di più, abbiamo fatto un grande lavoro e siamo contenti di essere qui: vogliamo sempre migliorarci, questo Napoli è bello ma non sarà facile…è il Napoli più forte con cui abbia mai giocato”
19.35 – “Differenza reti? In Champions paghi anche le cose minime, bisogna stare attenti su tutto ma se fai punti allora passi. In questa sfida dobbiamo raccogliere il massimo, il Manchester City è la squadra da battere e sarà importante fare punti”
19.34 – “I sogni sono sempre quelli di vincere trofei importanti, ma domani sarà una partita importante per andare avanti e conquistare gli ottavi di finale. E’ importante per noi e per i tifosi, sarà un match bellissimo che ognuno vorrebbe giocare”
19.33 – “Il record di gol di Maradona non è una ossessione, l’obiettivo è conquistare punti. In Ucraina abbiamo giocato male, è stata una sconfitta giusta ma altre partite sono andate molto bene”
19.32 – “Che obiettivi personali ho in questa Champions? Gli obiettivi sono sempre quelli massimi, ovvero giocare bene e vincere: il Manchester City è mostruoso, ma possiamo fare bene. L’obiettivo è quello di dare il massimo, di passare il girone e giocarcela agli ottavi. Però ora pensiamo a domani, è difficile”
19.31 – “Finisce 0-0? Non me lo auguro per i tifosi, però le squadre fanno un calcio bello e spettacolare: per i tifosi sarà il massimo vedere due squadre che mostrano un bel gioco”
19.30 – “Confronto tra le due squadre più spettacolari d’Europa? Sono tutte importanti le partite, quelle di Champions sono più belle perchè sentire la musichetta è straordinario. Affrontiamo una squadra che fa un calcio straordinario”
Aronica: “Primavera del Napoli? Mi piacerebbe tornare. Per il campionato punto tutto sugli azzurri”
Salvatore Aronica, ex difensore del Napoli, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Calciomercato24.com. Di seguito riproponiamo le sue dichiarazioni:
“Ho appreso la notizia dell’esonero di Saurini, mi farebbe piacere tornare a Napoli. Si deve parlare con la società, per ora nessun contatto perché la priorità resta la partita di Champions League contro il Manchester City. Mi farebbe piacere iniziare ad allenare in una piazza dove ho giocato”.
Sul campionato di Serie A…
“In questo momento punto tutto sul Napoli, sta dimostrando di mantenere un ritmo costante, è una squadra organizzata molto bene. Differenze col mio Napoli? Ha molta più qualità, molti più top player anche perché è cresciuto il budget. E’ una squadra che può ambire davvero a tanto”.
L’allenatore a cui s’ispira…
“Ho lavorato con molti allenatori nell’arco della mia carriera. Ad oggi chi fa giocare meglio la squadra è Maurizio Sarri, mi vedo il Napoli anche per apprendere. Mette la squadra in campo in maniera molto attenta”.
Manchester City-Napoli, le probabili formazioni: Sarri con i titolarissimi, Guardiola ritrova Aguero
Torna la Champions League e il Napoli fa visita al Manchester City per la terza giornata del Gruppo F. Match in programma domani, ore 20:45, all’Etihad Stadium.
Sfida tra la capolista della Premier League e la capolista della Serie A ma soprattutto sfida tra due filosofie di gioco speculari. A Manchester si profila un vero e proprio spettacolo: a confronto due delle squadre più in forma in questo momento, due allenatori con lo stesso modo di intendere il cacio.
Con la vittoria all’Olimpico sulla Roma il Napoli ha trovato l’ottava vittoria consecutiva in altrettante giornate. Gli azzurri, a punteggio pieno in campionato, cercano l’impresa in Inghilterra per fornire ulteriori certezze sulle potenzialità della squadra. Tennistico 7-2 del City nell’ultima uscita contro lo Stoke City, Pep Guardiola pare aver trovato il giusto equilibrio dopo i risultati altalenanti della passata stagione: i Citizens viaggiano a ritmi spaventosi e sono ancora imbattuti.
I presupposti per assistere a un match meravigliosio ci sono tutti e i numeri lo confermano. Il Napoli, tra campionato e Champions, ha messo a segno ben 30 reti in 10 gare, il City ben 35.
LE ULTIME SUL MANCHESTER CITY – Guardiola è stato chiaro in conferenza stampa, contro il Napoli ci saranno alcune novità. Il tecnico catalano deve fare i conti con l’assenza di Mendy in difesa ma ritrova Delph che potrebbe affiancare Walker, Stones e Otamendi nel quartetto difensivo. Davanti alla difesa spazio a Fernandinho; Sterling, De Bruyne, Silva e Sané agiranno alle spalle dell’unica punta Gabriel Jesus. Possibile il recupero di Aguero ma l’argentino dovrebbe partire comunque dalla panchina.
LE ULTIME SUL NAPOLI – Trittico di fuoco per Sarri: prima la Roma, ora il City e sabato l’Inter. Il tecnico può contare su tutti gli effettivi ad eccezione di Arek Milik. Non ci dovrebbero essere stravolgimenti di formazione rispetto all’ultima uscita: davanti a Reina spazio dunque a Ghoulam, Koulibaly, R. Albiol e Hysaj. A centrocampo Jorginho, Allan e Hamsik sono favoriti su Diawara, Zielinski e Rog. In avanti il solito tridente: Insigne, Mertens, Callejon.
MANCHESTER CITY (4-1-4-1): Ederson, Walker, Stones, Otamendi, Delph; Fernandinho; Sterling, De Bruyne, Silva, Sané; Gabriel Jesus. All. Guardiola
NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. All. Sarri
A cura di Antonino Gargiulo
Serie A e Serie A1 femminile di basket: i provvedimenti disciplinari della terza giornata
Ecco il comunicato della Federazione Italiana Pallacanestro sui provvedimenti disciplinari della terza giornata di Serie A e Serie A1 femminile:
“SERIE A
3a Giornata di andata, gare del 14-15 ottobre
DOLOMITI ENERGIA TRENTO. Ammonizione per guasto delle attrezzature obbligatorie (instant replay).
HAPPYCASA BRINDISI. Ammenda di Euro 450,00 per offese collettive sporadiche del pubblico agli arbitri.
VICTORIA LIBERTAS PALL. PESARO. Ammenda di Euro 450,00 per offese collettive sporadiche del pubblico agli arbitri.
SEGAFREDO BOLOGNA. Ammenda di Euro 450,00 per offese collettive sporadiche del pubblico agli arbitri.
Serie A1 Femminile
3a Giornata di andata, gare del 14-15 ottobre
GIANLUCA ABIGNENTE . (Allenatore SAN MARTINO DI LUPARI). Ammonizione per proteste contro gli arbitri a fine gara
DIKE BASKET NAPOLI. Deplorazione per utilizzo di più marchi di sponsorizzazione non autorizzati”.
Cannavaro: “Volevo Mertens al Tianjin, devo dire che ci avevo visto giusto”
Fabio Cannavaro, ex difensore ed attuale allenatore del Tianjin Quanjian, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere del Mezzogiorno. Di seguito vi proponiamo alcuni stralci.
Non ha mai nascosto l’idea di portare Mertens in Cina.
“È un grande calciatore, chi non lo vorrebbe? Ho parlato con lui. Sì, ho cercato di portarlo con me. Ma quando stavo parlando con lui ha iniziato a segnare con grande frequenza al Napoli. Per cui non si è andati oltre la chiacchierata. Ci avevo visto giusto. Ora segna a raffica ed è un punto fermo del Napoli”.
Crisi economica: meno soldi alle chiese, più all’accoglienza
Da quando è iniziata la crisi economica, la Chiesa italiana ha aumentato del 60% gli stanziamenti annuali alle emergenze sociali: migranti, disoccupati, senzatetto ed ex detenuti. L’attenzione passa dalle chiese ai bisognosi. Una scelta di solidarietà che non incontra sempre i favori dei Comuni che si ribellano: noi cacciamo i migranti, loro li prendono. La nostra inchiesta racconta questa stampella per il Welfare pubblico che non piace sempre a tutti.
La Cei ha cambiato rotta: meno soldi per le chiese, si investe sull’accoglienza
Dalle mense ai dormitori, aumentati gli stanziamenti del 60%. Molti Comuni si ribellano: noi cacciamo i migranti e loro li prendono
Da quando è iniziata la crisi economica, la Chiesa italiana ha aumentato del 60% gli stanziamenti annuali alle opere sociali: dai 90 milioni di euro del 2009 ai 150 del 2017, ai quali si sommano i 40 milioni per le «esigenze di rilievo nazionale» e gli 85 per «la cooperazione nel Terzo Mondo».
Un cambio di strategia, un ingente spostamento di risorse per nuove povertà e emergenze sociali (migranti, disoccupati, senzatetto, ex detenuti).
Per il Giubileo del 2000 furono costruite decine di nuove chiese nelle periferie urbane. La priorità ora sono le infrastrutture assistenziali. Una scelta strategica non priva di effetti e reazioni sul territorio.
C’è chi protesta
Quella della Chiesa è una stampella per il Welfare pubblico che non piace sempre a tutti. «Noi come comune di Genova non diamo locali per i migranti. E poi, invece, ci si mette la Curia che dà le strutture, come a Multedo», afferma l’assessore alla sicurezza del comune di Genova, Stefano Garassino, annunciando un’ordinanza, già adottata in altri comuni, che obbliga chi ha intenzione di mettere a disposizione delle prefetture edifici per l’accoglienza di comunicare preventivamente al comune il luogo prescelto e il numero di persone da ospitare. Le strutture legate alla Chiesa negli ultimi anni hanno accolto decine di migliaia di migranti. Un numero che è andato aumentando. Il lavoro sociale delle 23mila parrocchie, attraverso la rete dei centri di ascolto, ha generato migliaia di servizi di prima necessità (mense, prestiti, ambulatori, dormitori). A ridosso delle mura medievali di Jesi, 40mila abitanti sulle colline di Ancona, la Caritas ha costruito una palazzina nel cortile del seminario vescovile. «Per adesso offre servizi di assistenza e segretariato sociale, presto saranno in funzione due dormitori», spiega don Giuliano Fiorentini, parroco di San Giuseppe e fondatore della comunità Oikos. Silvana Dolciotti abita a due portoni di distanza dal nuovo centro Caritas. «Nel condominio di fronte al mio c’è già un’abitazione che ospita richiedenti asilo, di questo passo le strutture di accoglienza soffocheranno il quartiere», avverte. Petizioni di residenti, proteste e manifestazioni contro il centro non ne hanno fermato l’attività. «Ci coordiniamo con la diocesi per tenere la situazione entro numeri sostenibili e abbiamo aperto vicino alla stazione un dormitorio comunale per dare un tetto ogni notte a 18 persone senza fissa dimora», ribatte il sindaco di Jesi, Massimo Bacci.
La presenza delle realtà di aiuto legate alla Chiesa è capillare. Gli ultimi esempi sono a Torino il progetto formativo e occupazionale “Chicco Cotto” che affianca le famiglie dei disabili nel dramma del “dopo di noi”, a Roma il sostegno familiare della Caritas agli anziani e alle persone sole nei quartieri periferici, a Milano il rifugio notturno che accoglie oltre cento clochard ogni notte e a Verona la casa “Braccia aperte” che offre rifugio alle ragazze madri. «C’è stata una radicale revisione delle priorità e la Cei ha preso la crisi economica come una sfida per farsi massicciamente carico di tensioni e sofferenze sociali- spiega Marinella Perroni, teologa del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma-. Una scelta netta».
Redistribuzione di fondi
I contributi approvati nell’ultimo anno dalla Cei sono andati in prevalenza alle famiglie (53 progetti per 5 milioni di euro), alle persone senza dimora (3,2), ai disoccupati (2,2), agli immigrati (1,9), agli ex detenuti (700mila). Alle iniziative anticrisi sono stati destinati 7,5 milioni e ai progetti di sostegno dei bisognosi segnalati dalle diocesi 16,5. Ad analizzare i dati al ministero del Lavoro è Raffaele Tangorra, direttore generale per l’inclusione e le politiche sociali. «Il Welfare ecclesiastico incide maggiormente sulla distribuzione alimentare, il sostegno ai senza fissa dimora e l’emergenza freddo – precisa -. Con l’Istat abbiamo censito 55 mila clochard nelle città con più di 80mila abitanti e, in assenza di una legge che li assista, l’apporto della Chiesa nei loro confronti è rilevante: i senza fissa dimora vengono intercettati più facilmente dagli enti caritativi che dai servizi sociali pubblici». Sui grandi numeri dell’assistenza (indennità e sussidi), lo Stato ha la netta prevalenza, mentre la Chiesa rafforza e specializza la sua presenza nella «presa in carico dei soggetti più deboli attraverso dormitori e mense».
La rete “social” della Chiesa integra l’azione degli enti locali alle prese ovunque con crescenti tagli ai bilanci, cercando di dare risposte concrete alle situazioni di necessità che lo Stato non riesce a risolvere. La metà dei fondi attribuiti dai vescovi per finalità caritative viene suddivisa in parti uguali per tutte le 226 diocesi, e la metà che rimane viene ripartita tra le diocesi secondo il loro numero di abitanti. Una «presa di coscienza» che alimenta il tessuto solidaristico. A La Spezia la “Cittadella della pace” offre un servizio d’accoglienza per famiglie in difficoltà, minori alla messa in prova, ex detenuti, senza fissa dimora e migranti. A Ragusa il vescovo Carmelo Cuttitta finanzia un piano anti-disoccupazione con corsi per bio-agricoltori, lavoratori edili e familiari che intendono creare piccole imprese. A Foligno la Taverna del Buon Samaritano, attraverso 150 volontari delle parrocchie, assicura 120 pasti al giorno 365 giorni all’anno, a Roma Caritas e Università Cattolica formano operatori che si occupano di minori stranieri non accompagnati, mentre a Perugia 400 famiglie indigenti fanno la spesa all’emporio della solidarietà “Sorella Provvidenza”. «Nell’ultimo ventennio il gettito del Welfare non si è adeguato all’esplosione delle disuguaglianze e della povertà, anzi in percentuale è diminuito – osserva Marco Rossi-Doria, esperto di politiche sociali, già sottosegretario all’Istruzione nei governi Monti e Letta -. La Chiesa svolge un crescente compito di supplenza contribuendo così a garantire la tenuta sociale».
Risposte alle emergenze
I numeri fotografano questa presenza: 4488 centri ecclesiali erogano beni primari, facendosi carico dei bisogni essenziali di persone e famiglie, italiane e straniere. 3547 sono i centri di ascolto per le vecchie e nuove povertà, al servizio di chi è nel bisogno. 245mila interventi di orientamento, consulenza e segretariato sociale per disoccupati e nuclei economicamente svantaggiati. E ancora, 473 microimprese finanziate nell’ultimo anno, 150 progetti di servizio civile in 88 Caritas diocesane per mille e duecento posti. 28 bandi finanziati per un anno di volontariato sociale riservato ai giovani.Dietro i numeri ci sono esperienze in prima linea, come l’iniziativa “Gaudium” realizzata dalla diocesi di Mondovì, in provincia di Cuneo, per il disagio psichico: la Caritas accompagna e integra adolescenti con problemi di fragilità mentale, attraverso una “convivenza guidata” in famiglie della zona. Alla diocesi di Lamezia Terme è nato un coordinamento regionale sulla salute mentale che fa interagire enti pubblici e privati: comunità parrocchiali, associazioni di volontariato e operatori di servizi.
A Tempio Pausania, invece, per colmare le lacune dalla sanità, uno sportello gratuito garantisce agli indigenti cure salvavita, orientamento legale e distribuzione dei farmaci. Risposte ad esigenze, su più fronti e con diversi approcci, ma tutte sostenute dai vescovi. A Lucca la bottega solidale “5 pani” offre prodotti alimentari, freschi e secchi, recuperati con numerosi accordi commerciali nelle aziende locali della filiera del cibo. I produttori, in cambio di pezzi speciali, ottengono un bollino di eticità. E le verdure biologiche provengono dagli orti sociali ricavati da vasti terreni parrocchiali. Centinaia di beneficiari hanno una tessera a punti, caricata sulla base delle esigenze del nucleo familiare.
In prima linea nel cratere
La diocesi di Spoleto-Norcia, per tradurre in pratica i contenuti dell’enciclica Laudato si’, ha riqualificato un’area inutilizzata da anni a Borgo Trevi: famiglie in difficoltà vi producono frutta e verdura a fini di auto-sostentamento. 8mila metri quadrati suddivisi in quaranta lotti per le coltivazioni, e altri 8mila sono diventati un frutteto. La fondazione “Migrantes”, inoltre, si occupa, attraverso 1500 operatori, 750 comunità etniche e 17 coordinamenti nazionali, dell’integrazione dei 5 milioni di immigrati e delle 180mila persone della comunità Rom. Per il terremoto che un anno fa nell’Italia centrale ha provocato 229 vittime e ha sconvolto intere aree dell’Appennino, la Caritas ha messo a disposizione 25 milioni di euro in una situazione di grave difficoltà tra centri storici fantasma, ricostruzione che non decolla, detriti e paure ancora da rimuovere. Le parrocchie aiutano le popolazioni locali a ripartire dalla loro terra, in prima linea anche nel denunciare ritardi ed eccessi di burocrazia.
«La fuga dalla propria quota di impegno lascia le macerie dove sono: rinviare non paga, serve una ricostruzione vera, capace di guardare avanti», avverte il vescovo di Rieti, Domenico Pompili. Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Cei, aggiunge che «un patrimonio di bellezza rischia di andare perduto per sempre» e chiede allo Stato «vie sagge, percorribili e concrete per recuperarlo». Il vescovo di Ascoli, Giovanni D’Ercole segnala che «le difficoltà, gli ostacoli e gli intralci della burocrazia spietata tentano di spingere al fatalismo della disperazione». La ricostruzione include luoghi polifunzionali per rendere possibili alle comunità «attività religiose, culturali e aggregative». In tutte le diocesi terremotate sono stati realizzati in un anno container assemblati, prefabbricati metallici, strutture in muratura, acciaio o legno. In provincia di Rieti sono stati consegnati dalla Caritas moduli abitativi a 45 famiglie e 12 allevatori. A ciò si aggiungono prestiti, sussidi e microcrediti per chi non vuole andarsene. Ad Esanatoglia la diocesi di Camerino ha costruito una struttura di accoglienza per gli studenti universitari fuori sede, ad Amatrice è stato ampliato il cimitero con donazioni e collette. «In questo paese c’è un tessuto di solidarietà, in larga parte di matrice cattolica – sottolinea Andrea Riccardi, storico del cristianesimo -. La Cei ne ha preso coscienza, sostenendo in modo più largo questa realtà. I bisogni della gente sono molti e le risposte non possono venire solo da un Welfare che è ridotto e affaticato».
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lastampa/La Cei ha cambiato rotta: meno soldi per le chiese, si investe GIACOMO GALEAZZI – ANDREA TORNIELLI
Juve Stabia, un tuo vecchio ex torna a giocare in Spagna
Ricomincerà dalla Spagna la carriera di Maurizio Lanzaro. Il difensore centrale ex, tra le altre, di Juve Stabia, Salernitana e Foggia, giocherà con l’Sd Ejeda, club della Tercera Division, l’equivalente della nostra serie D. Per il difensore, alle vespe nella nerissima stagione 2013-2014 conclusa con l’umiliante retrocessione in Serie C, è un ritorno in Spagna. Infatti, lo stopper nato ad Avellino nel 1982, ha giocato dal 2010 al 2013 con la maglia del Real Saragozza.
Marino: “Scudetto? Sarà sfida a due tra Napoli e Juve. Le otto vittorie di fila non mi sorprendono”
Pierpaolo Marino, ex direttore sportivo azzurro, è intervenuto a Marte Sport Live in onda sulle frequenze di Radio Marte:
“La vittoria a Roma dell’ottobre 1986 portò il Napoli in vetta alla classifica, una posizione che quella squadra non mollò più. Duello scudetto di oggi? Sarà una lotta a due tra Napoli e Juventus. Non vedo l’Inter come possibile candidata al tricolore, ma come favorita per il terzo posto. Se il Napoli fa il Napoli, sabato sera vince la partita. Lazio? Non ha la rosa per competere per il primo posto, ha vinto a Torino ma in casa col Napoli ha perso 4-1. Juventus? Quando non riesci a trovare subito certi equilibri, diventa difficile tornare in corsa. Due anni fa ci è riuscita, ma anche perché il Napoli non volle vincerlo quello scudetto: a gennaio, altrimenti, non avrebbe comprato Grassi e Tonelli.
Scambio Milik-Inglese a gennaio? Un’idea ottima. Arriverebbe un giocatore sano per uno mezzo rotto, che avrebbe la possibilità di rilanciarsi. Sarebbe un’operazione straordinaria, anche perché temo ci sia una debolezza strutturale nei legamenti del giocatore polacco. 8 vittorie di fila per gli azzurri? Non sono sorpreso, visto il girone di ritorno dell’anno scorso. Questa squadra non aveva bisogno di rinforzi, aveva già raggiunto una sua maturità e una sua consapevolezza”.
Il Punto sulla Serie C- Vola il Catania, impatta il Lecce
Nono turno di campionato in archivio per il Girone C della Serie C. Non sono mancate le sorprese in questo turno. In vetta alla classifica resta il Lecce di Liverani che, però, impatta 0-0 in casa contro l’Akragas. Segue a ruota il Catania che espugna 0-1 il De Simone di Siracusa grazie a Mazzarani. Continua il magic moment del Monopoli che sbanca 0-3 il Pinto di Caserta grazie a Genchi, Sounas e Sarao. Vince ancora anche il Matera che, con un blitz a Catanzaro per 0-2 firmato Casoli- Battista, torna nelel zone nobili della classifica. Brutta sconfitta per il Trapani in quel di Fondi. Nolè regala la prima vittoria stagionale ai laziali. Pari e spettacolo al Torre di Pagani. Paganese- Virtus Francavilla finisce 2-2 dopo le reti di Talamo e Regolanti per i padroni di casa e la doppietta di Sicurella per gli ospiti. Bianchimano e Di Filippo regalano tre punti importanti alla Reggina nel match interno con la Fidelis Andria. 0-0 tra Bisceglie-Rende e tra Sicula Leonzio- Juve Stabia. Ha riposato il Cosenza.
Il welfare dei vescovi: «Restituiamo l’8 per mille moltiplicato undici volte»
La Chiesa non ritiene mai di aver fatto abbastanza per i poveri». Nunzio Galantino, segretario della Cei, spiega la strategia di impegno della Chiesa italiana nella solidarietà alle fasce più bisognose della popolazione.
State facendo abbastanza per il sociale o potete fare di più?
«Finché ci sarà anche solo un bisognoso che ha fame o è senza un tetto, non avremo mai fatto abbastanza. Aumentiamo le risorse destinate a tante forme di povertà perché crescono i bisogni. La Chiesa non ritiene mai di aver fatto abbastanza».
Con le sue iniziative la Chiesa supplisce al welfare colpito dai tagli di bilancio?
«Non direi che supplisce, ma che aiuta il welfare. Il miliardo di euro che viene assegnato alla Chiesa con l’otto per mille viene restituito per 11 volte tanto in servizi sociali al Paese. E non è una stima fatta da noi. È importante che ci facciamo carico, insieme con lo Stato e con le altre realtà, dei più poveri e dei più fragili».
È vero che la Chiesa aiuta gli immigrati più che gli italiani?
«I dati documentabili degli interventi dimostrano che la percentuale maggiore di risorse è destinata agli italiani. Al primo posto ci sono le famiglie povere. Ma non ha senso fare classifiche e la povertà non si misura dal colore della pelle. Queste polemiche pretestuose mirano a trascinare tutti – compresa la Chiesa – in una lotta tra poveri che incattivisce chi già soffre».
Quali criteri seguite per assegnare gli aiuti?
«I criteri sono legati ai reali bisogni e alle povertà accertate. Non pensiamo soltanto alle bollette pagate e al piatto di minestra. Quando qualcuno bussa a un centro Caritas, viene accolto, ascoltato, accompagnato. Il sostegno non è mai solo materiale, le persone hanno bisogno di sentirsi amate. I criteri sono decisi volta per volta, caso per caso, bisogno per bisogno».
In pochi anni la Chiesa ha raddoppiato i fondi per la solidarietà. Una svolta sociale?
«Questi fondi tratti dall’otto per mille sono cresciuti dai 27 milioni di euro del 1990 a 275 milioni del 2017. Non parlerei di svolta ma di un incremento costante negli ultimi 28 anni. Le risorse per la solidarietà, poi, non sono solo quelle che arrivano ai bisognosi. Se si creano centri di culto e di aggregazione nelle periferie o nei piccoli paesi, anche questa è vicinanza ai bisogni della gente. Per noi il culto non sono solo incenso o candele: costruiamo luoghi che sono di preghiera ma anche di incontro».
Le iniziative di micro-credito, sono efficaci? Stiamo uscendo dalla crisi?
«Aiutiamo tante iniziative che sostengono start-up di giovani desiderosi di lavorare. Ogni epoca ha attraversato le sue crisi e la Chiesa non ha l’obiettivo di risolverle, ma di sostenere chi ne è vittima. Mi sembra ci sia ancora tanto cammino da fare per uscire dalla crisi. Non possiamo sostituirci alle istituzioni, ma cerchiamo di collaborare con tutti per contrastarne gli effetti. E ringrazio gli oltre 15 milioni di italiani che destinano l’8 per mille alla Chiesa cattolica, continuando a darle fiducia».
Quali sono oggi le priorità nella società italiana?
«Alle mense Caritas si affacciano sempre di più italiani, nelle parrocchie non mancano famiglie un tempo economicamente autonome, che chiedono soldi per le bollette. I nuovi poveri sono padri separati, persone vittime di ludopatie e anche dell’usura: la Cei sostiene la fondazione anti-usura. Fra tante povertà non dimenticherei la povertà di relazioni e di motivazioni per continuare a vivere e sperare in una società che è stata molto più capace a globalizzare l’indifferenza che le risorse e i beni».
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lastampa/Galantino: aiutiamo tutti specialmente gli italiani
Bruscolotti: “Troppo presto per gli eccessi di euforia, il Napoli deve ragionare partita dopo partita”
Giuseppe Bruscolotti, storico capitano azzurro, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte nel corso di Marte Sport Live:
“La vittoria di Roma ha dato un’ulteriore prova di maturità di questo Napoli, è una squadra che ha imparato anche a soffrire ed è molto importante. Il successo del 1986? Fu la vittoria di Torino a darci la piena convinzione di poter vincere quello scudetto, non tanto quella di Roma. Due anni fa il Napoli aveva 10 punti di vantaggio sulla Juventus e lo ha chiuso 10 punti sotto. Per ora è presto per entusiasmarsi, il segreto per arrivare fino alla fine è continuare a guardare partita per partita, frenando gli eccessi di euforia”.



