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Milano, donna uccisa ritrovata in un parco cittadino

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Accade a pochi giorni dalla Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne

Stamattina, un’anziana signora è stata ritrovata in una zona verde, al nord di Milano. Le cause del decesso non si sono ancora identificate anche se il cadavere mostra evidenti traumi. La donna, non ancora identificata, potrebbe avere una settantina d’anni. Sul posto erano presenti 118 e Polizia di Stato, ora è al lavoro la Polizia Scientifica per far luce sulla questione. Secondo alcuni testimoni, la donna avrebbe descritto il proprio aggressore prima di morire.

Napoli-Juventus sarà arbitrata dal sig. Di Bello

Ranghetti e Passeri gli assistenti con Damato al VAR

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali, dei V.A.R. e degli A.V.A.R. che dirigeranno le gare valide per la quattordicesima giornata di andata del Campionato di Serie A 2017/18 in programma domenica 26 novembre alle ore 15.00.

ATALANTA – BENEVENTO Lunedì 27/11 h.20.45
PASQUA
SANTORO – BACCINI
IV: PICCININI
VAR: DOVERI
AVAR: ALASSIO

BOLOGNA – SAMPDORIA Sabato 25/11 h.15.00
MARESCA
PAGANESSI – FIORE
IV: CHIFFI
VAR: ORSATO
AVAR: BALICE

CAGLIARI – INTER Sabato 25/11 h. 20.45
PAIRETTO
VUOTO – DEL GIOVANE
IV: PISCOPO
VAR: MARIANI
AVAR: MARTINELLI

CHIEVO – SPAL Sabato 25/11 h.18.00
PEZZUTO
MARRAZZO – LA ROCCA
IV: DI MARTINO
VAR: ABISSO
AVAR: ABBATTISTA

GENOA – ROMA 
GIACOMELLI
LO CICERO – FIORITO
IV: GUIDA
VAR: MAZZOLENI
AVAR: TONOLINI

JUVENTUS – CROTONE h.20.45
GAVILLUCCI
LIBERTI – MONDIN
IV: ROS
VAR: BANTI
AVAR: CRISPO

LAZIO – FIORENTINA h.18.00
MASSA
SCHENONE – TASSO
IV: GHERSINI
VAR: FABBRI
AVAR: LONGO

MILAN – TORINO 
IRRATI
PERETTI – TOLFO
IV: SACCHI
VAR: TAGLIAVENTO
AVAR: VIVENZI

SASSUOLO – VERONA Sabato 25/11 h.18.00
VALERI
DOBOSZ – OPROMOLLA
IV: MARINI
VAR: CALVARESE
AVAR: GIALLATINI

UDINESE – NAPOLI 
DI BELLO
RANGHETTI – PASSERI
IV: MINELLI
VAR: DAMATO
AVAR: ILLUZZI

Scoperte innovative da parte dei ricercatori della Federico II

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Nuovo utilizzo per l’olio di frittura

Uno dei consigli che i medici danno più spesso ai pazienti, è quello di diminuire l’assunzione di cibi fritti, o di starne proprio alla larga.

Quindi sembra quasi ironico che dalle ultime ricerche, portate avanti  daun giovani gruppo di ricercatori chimici e biotecnologici dell’Università Federico II di Napoli, proprio l’olio di frittura può essere utilizzato per creare valvole cardiache e protesi.

 Come riporta Il Corriere del Mezzogiorno, infatti, i risultati promettenti ottenuti in laboratorio fanno ben sperare, tanto che si punta alla creazione di una startup. La ricerca è stata presentata a Milano in occasione del Circular Bieconomy Arena Meeting, un workshop che ha l’obiettivo di promuovere l’incontro tra ricercatori e sviluppatori.

Il biochimico Marco Vastano ha spiegato in cosa consiste precisamente lo studio: “In pratica l’olio di frittura esausto scartato dai ristoranti si può trasformare in una plastica biodegradabile e biocompatibile ideale per la produzione di imballaggi alimentari e perfino di protesi, valvole cardiache e adesivi per suture – le sue parole riportate dal quotidiano -. L’obiettivo è dare valore a quell’olio alimentare esausto che non viene riutilizzato per la produzione di biodiesel a causa dell’elevato contenuto di acidi grassi, difficili e costosi da eliminare”.

Per farlo, i ricercatori hanno provato ad utilizzare la fermentazione operata da alcuni batteri del suolo, “che permette di eliminare gli acidi grassi dando olio pulito (utile per la produzione di biodiesel) e una bioplastica biodegradabile e biocompatibile utilizzabile per il packaging e anche per produrre dispositivi biomedicali”.

Eseguita la prima operazione di cambio sesso in Campania

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Prima operazione di cambio sesso in Campania

A Salerno è stata eseguita la prima operazione chirurgina di cambio sesso, una donna di circa 30 anni è operata per diventare un uomo.

La paziente si è sottoposta da un intervento chirurgico di istero-annesectomia che consiste nell’asportazione dell’utero, delle tube di Falloppio e delle ovaie.

L’opeazione è stata svolta dai medici ginecologi Biagio Criscuolo e Teresa Bonavolontà. Dopo l’intervento il novello paziente dovrà rimanere in osservazione per circa una settimana.

Fonte: Il Mattino

39°anniversario dell’istituzione del Comune di Santa Maria la Carità

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Si festeggia oggi a Santa Maria la Carità il 39° anniversario dell’Istituzione dell’organismo comunale.

Alle ore 10:00 partirà la manifestazione nella Sala consiliare con i saluti del Sindaco Giosuè Calo Maria Antonio D’Amora. A seguire, ci sarà la presentazione dei candidati del consiglio comunale dei ragazzi dell’ IC “E. Borrelli ” per terminare alle 11:30 nella chiesa della città dove si svolgerà una funzione religiosa. L’intera cittadinanza può liberamente partecipare all’evento.

 

Mdp e Si rompono con il PD su lavoro, sanità universale e sul “meno tasse per tutti”

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A sinistra Mdp e Si sanciscono la rottura con il Pd sull’alleanza elettorale. A dividere i partiti è in particolare il lavoro, la sanità universale e il no a una campagna elettorale su meno tasse per tutti. Il nome di Pietro Grasso è quello che i due gruppi vorrebbero come capolista, ma il suo portavoce sostiene che «le riserve sul futuro non sono ancora sciolte».

Nessun accordo col Pd, Mdp rompe sull’art.18 e schiera Grasso leader

Ma Civati non esclude accordi nei collegi per aiutare i Dem. “Ad esempio: non candidare D’Alema dove corre la Boschi”

ROMA – «Questa legge elettorale è stato un autodafé del Pd», sorride beffardo Nicola Fratoianni mentre esce dalla Camera accendendosi l’ennesima sigaretta. «Volevano costringerci ad allearci facendo quella legge lì e invece…». Invece la sinistra radicale ha resistito testarda, convinta che andando col Pd avrebbe perso solo voti. «Se andiamo con loro che possiamo portare alla causa?», chiede polemico Pippo Civati che si accompagna al segretario di Si. Dunque l’unica cosa che a questo punto si può fare, «se non continuano a darci addosso…», è la premessa dell’inventore di Possibile, «è un qualche accordo per non fargli troppo male nei collegi…». Ovvero? «Beh, che per esempio si può evitare di candidare Massimo D’Alema proprio dove si candida la Boschi… e via dicendo», butta lì Civati. Nel giorno della lacerazione plastica dei due fronti in aula alla Camera sull’articolo 18, dunque non si captano solo gli strali come quello di Speranza sulle «finte aperture del Pd che getta la maschera».

«Desistenze» mascherate 

All’ora di pranzo la rottura viene certificata con il niet sillabato a favore di telecamere dagli emissari di Bersani e compagni dopo l’incontro con Fassino. E forse per gli strascichi che avrà questa rottura, per il senso di colpa che aleggia da ambo le parti verso il popolo della sinistra, non sono solo i tamburi di guerra a rimbombare, ma anche le sirene di una tregua da rincorrere con qualche stratagemma. Ecco perché la tentazione che attrae alcuni dei compagni somiglia ad una sorta di «desistenza» mascherata: un accordo per non confliggere troppo, piazzando dove serve al Pd avversari incolori. Se il Pd potrà far correre i suoi big senza un nemico a sinistra di peso, la gara sarà meno dura: e questo può valere per un Delrio o un Richetti che si dovessero trovare di fronte Vasco Errani nel loro collegio, e così via. Non che la sinistra ambisca a conquistare svariate poltrone nell’uninominale, dove difficilmente potrà spuntarla da sola.

La rivincita dei rottamati  

Si vedrà, anche perché non è detto che tutti la pensino come Civati, tanto che i più pugnaci già si vedono ad insidiare i generali renziani sul loro terreno. La sfida dei vecchi contro i giovani leoni è quella evocata da un ex big dei Ds come Fabio Mussi domenica scorsa all’assemblea di Si: candidarsi nei collegi per drenare più consensi dove si può.

Ecco, così oscilla il pendolo nel giorno della doppia rottura: in aula sull’art.18 e in un’oretta di profferte di Fassino ai compagni di Si e Mdp. Con la storiella raccontata alla fine con perfidia, secondo cui ogni volta che stavano per alzarsi, Fassino tirava fuori dalla borsa un’altro testo di legge, un’altra carta delle buone intenzioni. Il mediatore mette sul piatto misure sul Jobs Act per rendere più conveniente il contratto a tempo indeterminato, più tutele in caso di licenziamento, raddoppio dei fondi per il reddito di inclusione. L’avvio del superamento del superticket. Niente da fare, copione già scritto: Mdp è lanciata verso l’assemblea del 3 dicembre, dove Piero Grasso sarà incoronato leader della lista unitaria con Sinistra italiana e Possibile.

Grasso leader del listone  

Una lista che stando ai sondaggi che circolano anche nel Pd può ambire ad un 10% grazie alla guida della seconda carica dello Stato. Il quale pare non avere alcuna intenzione di scivolare verso Pisapia e verso il Pd. «È un uomo che le scelte le matura e raramente le cambia», tagliano corto i suoi.

Fassino oggi vedrà Tabacci, Luigi Manconi e Ciccio Ferrara di Campo progressista, ma non Pisapia. Il clima non è sereno dopo che Renzi da Vespa ha ironizzato sui piccoli, «a sinistra ci sono 29 sigle…». L’intesa deve ancora maturare, serve prima il riconoscimento di «pari dignità», che allo stato non c’è, ad opera di Renzi. Il Pd conta di andare in coalizione con Pisapia, la Bonino – che oggi lancia Più Europa – e con i centristi. «Invece di sbeffeggiarci, Renzi dovrebbe pregare Pisapia di candidarsi…» avvertono i futuri alleati.

vivicentro.it/politica
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lastampa/Nessun accordo col Pd, Mdp rompe sull’art.18 e schiera Grasso leader CARLO BERTINI

Sacchi: “Il Napoli è una squadra che risolleva il morale”

Sacchi: “Il Napoli è una squadra che risolleva il morale”

L’ex ct della nazionale italiana, Arrigo Sacchi, ha rilasciato alcune dichiarazioni per la Gazzetta in rosa a favore del Napoli: “In uno dei momenti più tristi del calcio italiano ci pensa il Napoli a risollevare il morale con un secondo tempo da favola. Gli azzurri veri vincono 3 a 0 contro lo Shakhtar Donetsk, in un interessante match tra due collettivi magnifici interpreti del calcio totale. La partita ha avuto due facce, con un primo tempo in cui gli azzurri erano lenti, con scarso movimento di palle e pressing poco convinto. Con l’organizzazione e collaborazione di tutti il Napoli ne è uscito indenne. Il Napoli è tornato ad essere la squadra che diverte e incanta tutti gli amanti del bel gioco. Il secondo tempo è stato uno spettacolo di emozioni e di armonia, un vero divertimentificio con azioni veloci e ficcanti che annullano le sensazioni di un gruppo stanco e poco brillante. Gli azzurri sono migliorati tutti, come di solito accade quando si gioca bene”.

Rinascita Ischia I.V. : l’armatore D’Abundo pronto ad entrare in società?

A cura di Simone Vicidomini

In casa Rinascita Ischia sta per arrivare un colpo di un calibro davvero eccezionale. In società dovrebbe entrare a far parte l’armatore Emanuele D’Abundo,che potrebbe rilevare la parte maggiore della società isolana. Al momento non siamo a conoscenza di quando avverrà questo passaggio. L’amatore comunque già da tempo è al fianco della squadra gialloblu,perchè ha garantito attraverso la sua compagnia marittima Medmar,il transito gratis sui suoi traghetti, ogni volta che la squadra debba giocare in terra ferma per le gare di campionato. Lo stesso imprenditore durante l’estate era stato vicino già alla società quando si cercò di acquistare il titolo dei Nero Stellati Frattese in serie D. Un’ipotesi tramontata fin da subito,anche perchè il club di Fratta aveva qualche decorrenza economica e non solo. Di certo l’ingresso in società di una persona come Emanuele D’Abundo,potrebbe garantire davvero tanto a questa società nuova sia sotto l’aspetto economico ma anche per il futuro,perchè potrebbe esserci il ritorno dell’Ischia Calcio in altre categorie importanti,partendo magari proprio con l’Eccellenza,come si fece in passato fino ad arrivare a una Serie D,meritata e conquistata sul campo. Sognare non costa nulla…e l’Ischia Calcio ha bisogno di rinascere !

Rinascita Ischia I.V. : l’armatore D’Abundo pronto ad entrare in società?

Moriva di parto a 29 anni, 14 medici a processo per omicidio colposo

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Moriva di parto a 29 anni, 14 medici a processo per omicidio colposo

Nel 2014 la 29enne F.O. di Gricignano D’Aversa moriva di parto mentre portava avanti una difficile gravidanza trigemellare. A causa di una setticemia, la giovane donna che era al settimo mese di gravidanza, era stata condotta nell’ospedale di San Giuliano di Giugliano, poi trasferita Clinica Pinetagrande di Castel Volturno.

Il guo di Santa Maria di Capua Vetere ha emesso il decreto che dispone il giudizio di omicidio colposo aggravato nei confronti dei  14 medici che si alternarono nei vari ricoveri della giovane donna. La prima udienza si terrò il prossimo 2 febbraio.

A riportare la notizia è Il Mattino

Scafati per Stati Generali dello sfruttamento

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Gli studenti di Scafati si uniscono per combattere a favore dei propri diritti nella manifestazione degli Stati Generali dello sfruttamento.

Venerdì 24 novembre presso il Liceo Scientifico di Scafati partirà la manifestazione dell’Unione degli studenti e della Rete della Conoscenza Scafati in occasione degli Stati Generali dello Sfruttamento. Alle 08:30 è previsto il raduno dei manifestanti diretti a Napoli. E’ indetta un’assemblea pubblica a cui la cittadinanza può arbitrariamente partecipare.

Se vi arriva questo messaggio su Buffon non apritelo, è una truffa: vi spieghiamo cosa accade

Se vi arriva questo messaggio non apritelo, è una truffa: vi spieghiamo cosa accade

“L’Italia è in lutto: è morto Gigi Buffon”, non aprite questo messaggio social perchè è una truffa. Come svelato da bufale.net, quando si clicca sulla notizia si aprono dei banner pubblicitari e delle offerte forse autoinstallanti. Ma il rischio è il furto di dati e di credito, per cui è importante, se si clicca sul link, tenere sotto controllo il credito ed eventualmente contattare subito il proprio operatore per disinstallare il servizio.

ESCLUSIVA – Longobardi sul dissesto idrogeologico: “Domani presenteremo a Roma la richiesta per ottenere lo stato di emergenza”

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ESCLUSIVA – Longobardi sul dissesto idrogeologico: “Domani presenteremo a Roma la richiesta per ottenere lo stato di emergenza”

Il Vicepresidente della Commissione Bilancio, Alfonso Longobardi, ha rilasciato in esclusiva alcune battute sulle problematiche ambientali legate al dissesto idrogeologico: “La Regione è vicina ai cittadini del Faito e proprio oggi, Mercoledì 22 novembre, si è tenuta una riunione per avere un quadro completo delle azioni da attuare. Primi sopralluoghi erano stati, però, già effettuati da me stesso in persona per capire il reale valore economico da mettere a disposizione e prime opere di smottamento sono state realizzate, nelle settimane scorse, con l’ausilio del Genio Civile. Per l’esattezza sono stati stanziati, oltre ai primi 70mila euro, anche altri 40mila euro in favore del comune di Vico Equense. La Regione Campania continua a fare la propria parte ma è assolutamente indispensabile un coordinamento con tutti gli organismi istituzionali preposti così da garantire l’ulteriore e decisivo impiego di uomini, mezzi e risorse utili a difendere il territorio e metterlo in sicurezza. A tal proposito domani (oggi n.d.r.) saranno consegnate presso Roma le migliaia di firme dei cittadini, raccolte tra Castellammare, Gragnano, Vico Equense e paesi limitrofi, per richiedere lo stato di emergenza. Inoltre aggiungo che altri lavori sono stati avviati, in questi giorni, anche presso il Monte Pendolo. Il nostro obiettivo è quello di prevenire future situazioni del genere ed evitare nuove catastrofi”.  Infine il consigliere regionale ha commentato anche l’opera di installazione della pedana per disabili presso la Chiesa del Rosario di Gragnano: “E’ stato davvero un onore aiutare i nostri amici speciali e mi rende orgoglioso la soddisfazione dei cittadini. Anzi colgo l’occasione per sottolineare che siamo pronti a raccogliere le richieste anche di altre parrocchie e altri cittadini, non solo di Gragnano ma anche di Castellammare e dintorni”

A cura di Aniello Sicignano

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Circumvesuviana, chiusura fermata Ponte Persica: decisione che parte 10 anni fa ma quanti disagi, le ultime

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Circumvesuviana, chiusura fermata Ponte Persica: decisione che parte 10 anni fa ma quanti disagi, le ultime

La chiusura della stazione della Circumvesuviana di Ponte Persica sta creando molti disagi ai residenti. E’ così che il sindaco di Pompei Pietro Amitrano ha incontrato il presidente Eav Umberto De Gregorio per scongiurare la soppressione dell’unico mezzo di trasporto a disposizione degli abitanti della periferia.

All’incontro di ieri erano presente anche il primo cittadino di Castellammare di Stabia Antonio Pannullo e alcuni suoi consiglieri. La soppressione della stazione era stata prevista già dieci anni fa ma fu poi «congelata». Da ieri sono stati avviati i lavori e non possono essere fermati. Oggi è previsto un incontro con la Regione per decidere la data di un tavolo tecnico il quale cercherà una soluzione.

Cose che accadono (things that happen): Dibba lascia il palazzo

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Sarò ingenuo, ma la decisione del parlatore seriale Alessandro Di Battista di lasciare il Palazzo mi sembra sincera. La stanza dei bottoni è uno dei luoghi più uggiosi del mondo, specie da quando sono scomparsi i bottoni, saldamente nelle mani della finanza internazionale.

«Che» Dibba

Di Battista detto Dibba è un oratore efficace, l’unico grillino (a parte Grillo) non imparentato con una marca di sonniferi. Ma basta guardarlo in faccia per capire che in quella stanza si annoia. Se vuoi il potere, devi amarlo. Provare un piacere fisico per la trattativa estenuante, il ricatto insinuante, il compromesso debilitante. Gli innamorati del potere gli hanno attribuito dei doppi fini che in realtà appartengono al loro modo di pensare. Con le dovute proporzioni, ci mancherebbe, Dibba sta a Di Maio come «Che» Guevara a Fidel. L’uno è un artista, l’altro un burocrate. E gli artisti, persino gli artisti del nulla, stanno più simpatici dei burocrati perché danno l’impressione di amare la vita più del potere. Prendete una popstar italiana di fama internazionale come Berlusconi. Gli è bastato uscire dal teatrino della politica per perdere chili e riguadagnare consensi. Compreso quello di Scalfari, l’arcinemico, che dopo averlo dipinto per vent’anni come l’anello di congiunzione tra un padrino e un playboy ha dichiarato di preferirlo a Di Maio. A sinistra qualcuno comincia a preferirlo anche a Renzi, che forse sarebbe già tornato in auge, se un anno fa avesse trovato la forza di sparire. Ma, proprio perché non l’ha avuta, rischia di sparire adesso.

lastampa/«Che» Dibba (Massimo Gramellini)

Eccellenza-Barano,arriva in prova il centrocampista Emanuele Aprea

A cura di Simone Vicidomini

Eccellenza-Barano,arriva in prova il centrocampista Emanuele Aprea

Il Barano come già annunciato da tempo,è alla ricerca di calciatori che possano andare a rinforzare una rosa che al momento sembra essere molto ristretta, in virtù anche degli infortuni prima dell’attaccante Angelo Arcamone e poi il suo omonimo centrocampista Kikko. L’attaccante dopo la rottura del legamento crociato rientrerà soltanto per la prossima stagione. Per il centrocampista invece, dovrà stare fermo ai box per almeno un mese per un problema alla spalla con interessamento alla clavicola. Nella giornata di ieri al campo sportivo “Don Luigi Di Iorio” è arrivato ad allenarsi il centrocampista Emanuele Aprea classe ’95 . Dopo l’arrivo in prova dell’attaccante Alberto Cirelli ormai ex Mariglianese (tenuto fuori rosa forse per scelta tecnica),la squadra bianconera sonda il terreno per un possibile rinforzo a centrocampo. Il giovane centrocampista al momento è ancora vincolato con la maglia della Battipagliaese,squadra che milita nel campionati di Eccellenza girone B. Nei prossimi giorni si dovrà decidere se tesserarli o meno,perchè il 1 dicembre si aprirà la finestra del calciomercato di “riparazione”. Il Barano,inoltre ha fatto un timido tentativo con Ciro Saurino,centrocampista attualmente in forza al Procida Calcio. Il giocatore isolano doc,al momento non sembra essere intenzionato a lasciare la squadra dell’isola della Graziella,in virtù degli ultimi risultati ottenuti dalla squadra.

Napoli – Maxi blitz delle forze dell’ordine nel Rione Sanità

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Nella giornata di ieri gli agenti del Commissariato San Carlo Arena, con il supporto della Squadra Mobile, dell’Unità del Reparto Prevenzione e Crimine Campania  e dell’Ufficio di Prevenzione Generale e del personale della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, hanno eseguito l’attività di controllo nel quartiere Sanità.

Nel mirino delle forze dell’ordine è finito “Borgo Fontanelle”, nota roccaforte del clan camorristico riconducibile alla famiglia Vastarella.

Nel dettaglio, gli agenti hanno eseguito 21 perquisizioni domiciliari nelle abitazioni di diversi soggetti appartenenti alla famiglia Vastarella che erano sottoposti a misure di sicurezza e agli arresti domiciliari. Effettuati anche diversi posti di blocco da cui sono scattate diverse contravvenzioni al codice della strada .

Eseguti anche i controlli nelle sale scommesse. Denunciato il titolare di una delle sale per aver violato le disposizioni di legge.

In una  abitazione di  G.S., 60enne napoletana, sono stati trovati e sequestrati Kg 3.5 di T.L.E.  e la donna deferita.

Durante la perquisizione effettuata con il supporto delle unità cinofile, nell’abitazione della 38enne napoletana Rita Cantalupo, vedova di Giuseppe Vastarella, rimasto ucciso in un agguato di stampo camorristico nel mese di aprile del 2016, sono state ritrovate confezioni di hashish per un peso totale di 219 grammi, e la somma di 1.100 euro in banconote di piccolo taglio.

La donna  è stata arrestata con l’accusa di detenzione al fine di spaccio di sostanza stupefacente e tradotta presso la casa Circondariale femminile di Pozzuoli. Mentre la droga ed i soldi  sono stati sottoposti a sequestro e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

L’attacco torna a girare, si rivede il super Napoli di inizio stagione!

L’attacco torna a girare, si rivede il super Napoli di inizio stagione!

Tre gol, tutti nella stessa partita, non si vedevano da un po’, dalla sfida interna contro il Sassuolo di fine ottobre. Ma il Napoli di Maurizio Sarri è tornato a girare, a vincere con ampio margine, a divertire e divertirsi. Nell’ultima gara interna di Champions League contro lo Shakhtar, gli azzurri hanno saputo trasformare la scialba prima frazione di gioco in una ripresa da urlo: i gol di Insigne, Zielinski e Mertens hanno spalancato le porte del successo ai padroni di casa che ora tornano a sperare con maggiore intensità nel passaggio del turno, da giocarsi tutto fino all’ultimo respiro contro il Feyenoord con un occhio in Ucraina, il prossimo 6 dicembre. L’attacco di Sarri torna a girare. Gli stop a reti bianche contro Inter e Chievo sembrano ormai un lontano ricordo. Il Napoli è infatti al momento tra le squadre più produttive dell’intero continente europeo. Solo il super Paris Saint Germain di Neymar e Cavani (69 gol nelle prime 18 partite in stagione per una media di 3,8 gol per match) e il Manchester City (55 gol) hanno saputo fare meglio. Lo riporta Il Mattino.

La sentenza dell’Aja contro Mladic ridà speranza e fiducia ai Balcani e all’Europa

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#Ergastolo a #Mladic, per le cose che sono accadute (things that happened) durante la guerra in Bosnia tra il 1992 e il 1995. Tre anni in cui vennero massacrate più di ottomila persone e che gli fecero meritare l’appellativo di #boia di #Srebrenica. «La condanna di Mladic risuona ben al di là dei Balcani – scrive Stefano Stefanini nel suo editoriale – . In un momento di fragilità politica e di ansie illiberali, l’Europa scopre la tenuta dei valori e delle idee su cui è fondata».

I valori dell’Europa nella forza del Diritto

Il percorso della giustizia è stato lungo. E’ arrivato a destinazione dopo un quarto di secolo. La condanna all’ergastolo di Ratko Mladic da parte del Tribunale dell’Onu per l’ex Jugoslavia è la prova che esiste ancora una comunità internazionale di valori e diritti umani.

Non è ridotta a un’anarchica competizione d’interessi e sovranità nazionali.

Fare giustizia era indispensabile per i Balcani; la riaffermazione dei valori era importante per un’Europa che dubita di se stessa.

Sono passati più di 22 anni dall’eccidio, a sangue freddo, di Srebrenica. Furono massacrate più di ottomila persone. Quel luglio del 1995 l’exJugoslavia toccò il fondo del precipizio di guerre civili, pulizie etniche e barbarie umanitarie. Per Europa e Occidente divenne impossibile continuare a guardare dall’altra parte.

Prima l’intervento militare e le missioni di stabilizzazione, poi gli allargamenti hanno trasformato i Balcani occidentali. Oggi quattro Paesi sono nella Nato (Slovenia, Croazia, Albania, Montenegro), due nell’Ue (Slovenia e Croazia); tutti gli altri sono candidati all’una, all’altra o ad entrambe. I semi di democrazia, rispetto dei diritti umani, legalità hanno attecchito, quand’anche faticosamente. Condizioni di vita e di benessere hanno fatto un balzo in avanti. I Balcani hanno ancora terreno da recuperare ma sono irriconoscibili rispetto agli Anni 90. In molto meglio.

Restano cicatrici non rimarginate. In Bosnia, dove il leader serbo-bosniaco Milorad Dodik, non ha ritegno nel chiamare Mladic «eroe»; in Macedonia dalla difficile coabitazione fra slavi e albanesi; fra Serbia e l’indipendente, ma non riconosciuto, Kosovo; in una miriade di micro-conflittualità dormienti. Giocano col fuoco i vagheggiamenti politici di «Grandi» Stati monoetnici – mai esistiti (gli Imperi ottomano e austroungarico erano, per definizione, multinazionali e plurietnici), dimenticando la lezione di Srebrenica e di altri orrori. La condanna di Ratko Mladic e quella, prima di lui, di Radovan Karadzic, costituiscono un potente ammonimento.

Il Tribunale per l’ex Jugoslavia è stato in attività per ventiquattro estenuanti anni (circa 500 testimoni, per il solo processo Mladic). Missione compiuta. La stessa del Processo di Norimberga per la Germania nazista. Di quella catarsi liberatoria hanno bisogno oggi i popoli balcanici. Ma non c’è liberazione senza «completa rievocazione degli eventi responsabili, che vengono rivissuti, a livello cosciente, sia sul piano razionale che su quello emotivo» (Treccani). E’ avvenuto senz’ombra di dubbio in Germania – e questo ne fa il grande Paese europeo che è oggi. Nei Balcani c’è chi se ne mostra capace; penso al Presidente serbo, Aleksandar Vucic, che l’anno scorso sfidò la sassaiola proprio a Srebrenica. C’è chi si avvita nel nazionalismo etnico, come Dodik e altri leader, non solo in Bosnia. Riflettano un attimo sulla sentenza di ieri.

La condanna di Mladic risuona ben al di là dei Balcani. In un momento di fragilità politica e di ansie illiberali, l’Europa scopre la tenuta dei valori e delle idee su cui è fondata. Non solo. Scopre che hanno una presa universale. Quella dell’Aja non è giustizia «occidentale»; è giustizia dell’Onu da parte di un tribunale la cui composizione riflette cinque continenti. Con buona pace del relativismo. Questo vale anche per i crimini contro l’umanità che sono stati e continuano, purtroppo, a venir commessi in Africa, in Asia, in qualsiasi parte del mondo.

L’Europa non vive un momento politicamente felice. E’ attraversata da faglie divisive, interne ed esterne. La crisi d’identità ha colpito il pilastro transatlantico con Brexit e col nazionalismo economico della presidenza Trump. Europa e Occidente continuano però a ritrovarsi nei valori fondanti e nelle radici culturali; la catarsi è un discendente diretto di Sofocle ed Euripide. Tenuta di valori e tutela di legalità e diritti umani sono spesso affidate a istituzioni internazionali, come Onu, Ue, Nato, Osce, che vengono messe in discussione dalla miopia egoistica e irrazionale dei movimenti populisti. Ragione di più per difenderle.

La sentenza dell’Aja contro Mladic non può riportare in vita le migliaia di vittime di Srebrenica e di altre barbarie. Ma ridà speranza e fiducia ai Balcani e all’Europa.

Napoli, cento milioni di motivi per innamorarsi di Insigne!

Napoli, cento milioni di motivi per innamorarsi di Insigne!

Insigne è sicuramente un patrimonio del Napoli e il prolungamento del contratto fino al 2022 a cifre importante ne è la dimostrazione. Contratto a quanto pare inattaccabile vista l’assenza di qualsiasi clausola, eventualmente da insidiare solo con un’offerta da capogiro, da stimare intorno ai 100 milioni di euro. Insigne è intoccabile, sino a prova (indecente) contraria, il manifesto di un progetto che guarda da lontano ma da un bel po’, la sintesi di una Filosofia che De Laurentiis ha impresso e poi ha cavalcato, rinforzandosi con la conferma di un nucleo storico che ha portato il monte ingaggi su livelli stratosferici e che ha nello scugnizzo il fuoriclasse più retribuito. Come si legge sul Corriere dello Sport, ci sono almeno cento milioni di motivi per innamorarsi (ma follemente) di Insigne.

L’arma dei Carabinieri a tutela dell’ambiente

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Ancora un altro successo per Il Comando dei Carabinieri che tutela l’ambiente.

Continua l’attività dei Carabinieri, in particolare il Comando di Serre, che il 21 novembre insieme al personale tecnico del Nucleo Provinciale Guardie Ambientali Accademia Kronos Salerno, dopo una lunga indagine, ha scoperto che una nota azienda  creava un sistema di pozzetti , tubazioni, saracinesche ed interrate che consentivano di smaltire illegalmente i residui nei territori non coltivati della valle, incentivando in tal modo l’inquinamento, tutto per per smaltire  illegalmente i reflui zootecnici  le acque di lavaggio della sala mungitura e le parti liquide . Il personale AK insieme al lavoro dei militari dopo le prime verifiche effettuate con la fluoresceina,  ha accertato che il titolare dell’azienda al fine di raggiungere una nuova area di stabulazione, aveva depositato materiali di origine edilizia che venivano spianati con macchine meccaniche, distruggendo l’intera vegetazione.
Al termine del controllo tecnico, i militari hanno confiscato il centro aziendale ed una pala meccanica impiegata per la movimentazione dei rifiuti. Il titolare è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per i reati di bellezze naturali ed abusivismo edilizio ed illecito smaltimento di rifiuti speciali , sia di tipo pericoloso che di tipo non pericoloso .