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Fedez e il pestaggio a Iovino, la procura di Milano chiede l’archiviazione

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(Adnkronos) – La procura di Milano ha chiesto l'archiviazione per Federico Lucia, in arte Fedez, tra i cantanti in gara a Sanremo, indagato per rissa e lesioni in concorso, nel fascicolo sul pestaggio subito da Cristiano Iovino avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 aprile 2024.Il personal trainer romano era stato aggredito da diverse persone arrivate sotto casa sua, a bordo di un van nero, in zona CityLife a Milano.

Tra loro, secondo quanto emerso dalle testimonianze raccolte dalla polizia, degli ultras del Milan – alcuni finiti nell'inchiesta 'Doppia curva' che ha azzerato i vertici del tifo organizzato – e lo stesso rapper.  L'agguato sotto casa avviene a poche ore da una discussione scoppiata all'interno della discoteca 'The Club'.Due i motivi della scelta della procura: Fedez non ha preso parte attiva alla rissa e Iovino non ha mai presentato querela per quanto accaduto.

Davanti allo stabile, come mostrano le telecamere e ribadiscono le testimonianze, alcune persone scendono dal mezzo e il 38enne personale trainer prova a scappare, ma viene raggiunto e picchiato da più persone. "Io ho provato a reagire, sono poi scivolato, e sono stato aggredito con calci e pugni.Non ricordo chi erano questi soggetti che mi hanno aggredito poiché erano a volto coperto" dice nel suo verbale in questura.  Iovino afferma, davanti agli agenti della Squadra mobile, di non aver ricevuto né minacce, né pressioni per non denunciare e di non averlo fatto per "evitare l'esposizione mediatica".

Se investigatori e inquirenti hanno lavorato per dare un volto e un ruolo a tutti i presenti, dal punto di vista 'privato' la questione è chiusa da tempo con un accordo raggiunto tra Fedez e Iovino. "C'è stato un accordo economico, ho ricevuto un assegno di 10.000 euro che ho depositato sul mio conto corrente.I dettagli sono stati curati dal mio legale che ha trattato con il legale di Fedez".

Sulla richiesta della procura dovrà decidere un giudice delle indagini preliminari.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, mamma di Fedez riceve Tapiro d’oro: “Io preoccupata per mio figlio? No, sono stronza”

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(Adnkronos) –
"Fedez è un ragazzo giovane, fallo divertire".Annamaria Berrinzaghi, la madre di Fedez meglio nota come Tatiana, accoglie così il Tapiro d'oro da Striscia la Notizia mentre il figlio partecipa a Sanremo 2025. Intercettata a Sanremo, l’inviato del tg satirico le ha domandato se è preoccupata per quello che sta travolgendo Fedez: il divorzio, le 'cattive' compagnie frequentate (il rapporto con Luca Lucci, capo ultrà del Milan, arrestato nell’ambito dell’inchiesta 'Doppia Curva') e poi ancora le rivelazioni sulla presunta amante, Angelica Montini.   La mamma del rapper, in tutta onestà, risponde: "Tutti santi siamo diventati…

Non sono preoccupata, sono una mamma strana.Io sono una mamma stronza".

E sulla possibilità di un secondo matrimonio del figlio, dichiara: "Prima o poi lo spero per lui, d’altronde è un ragazzo giovane, fallo divertire". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Fedez e il testo di Bella Stronza: dedicato a Angelica?

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(Adnkronos) – Fedez alle prove dei duetti si esibisce in ‘Bella Stronza’ insieme a Marco Masini nella quarta serata di Sanremo 2025, ma il testo rap aggiunto per l'occasione solleva interrogativi e scatena il gossip.Le barre, dense di riferimenti a un amore finito e a un dolore profondo, non sembrano parlare della sua ex moglie, Chiara Ferragni ma di Angelica Montini, al centro del gossip di queste ultime settimane. L'attenzione si concentra su versi come "Baciarsi e dirsi ti amo, sì, ma farlo di nascosto", che suggeriscono una relazione segreta e travagliata. "Ho visto tutti i miei castelli dissolversi in granelli" e "Mi hai detto che sono la ragione perché non riesci più ad amare/ mi chiedo come tutto può finire ancora prima di iniziare" dipingono un quadro di un amore fragile e forse mai veramente sbocciato. Il riferimento all'intervento chirurgico subito dal rapper: “Ho una cicatrice sulla pancia che mi ha fatto meno male", alimentano le speculazioni su una possibile dedica alla Montini.

La frase conclusiva – “Chi cerca quello che non deve trova quello che non vuole/Ti ho dato tutte le ragioni per essere una bella stronza" – lascia aperta ogni interpretazione e contribuisce ad alimentare il dibattito sull'identità della 'bella stronza' in questione. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il poker online è il futuro del gioco in Italia?

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Una delle forme di intrattenimento che più si è affermata in Italia negli ultimi anni, il poker online, sta sbalordendo le scene del mercato italiano.  Un successo non solo economico ma anche sociale che coinvolge sempre più appassionati.Ci si deve aspettare che rappresenti il futuro dello svago?

Il successo del poker online

Parlare del successo del poker online è come raccontare la parabola del self made man, di quell’uomo che, dal nulla, riesce a conquistare sempre più obiettivi, diventando un uomo che si è fatto da solo.  Il poker online in Italia rappresenta quell’uomo lì che, piano piano, scalando gradino dopo gradino, è arrivato in vetta alle classifiche, diventando la forma preferita di intrattenimento per migliaia di italiani.

I punti di forza di questa scalata sono stati diversi ed il primo è senza dubbio la natura del gioco che conquista da sempre, i cuori di tantissimi giocatori.  Un altro piccolo tassello al successo lo ha aggiunto l’accessibilità: oggi, grazie alle piattaforme online, è sempre più facile giocare a poker!

Facile non per le caratteristiche del gioco che resta invece una vera e propria disciplina mentale, ma perché, grazie alle piattaforme online, i giocatori possono prendere parte a tornei anche dal respiro internazionale ed interagire con giocatori di ogni parte del mondo.Il tutto nella maniera più comoda e semplice possibile, con solo una buona connessione ad internet ed un device ad essa collegata.  Una caratteristica che, oggi, in un mondo sempre più frenetico e pieno di cose da fare, risulta essere particolarmente apprezzata specialmente da chi ha impegni familiari o lavorativi che risucchiano parecchio tempo.

Giocare online è infatti il miglior modo di godere di una esperienza di gioco completa, con tornei personalizzabili in base al proprio livello di conoscenza del gioco e con tecnologie avanzate che rendono gli ambienti sempre più user friendly, trasparenti ed affidabili.

Il fascino dei tornei: la competizione a casa propria

Un vero e proprio richiamo è rappresentato dai tornei che su piattaforma hanno lo stesso gusto competitivo di quelli live.  Infatti oltre all’aspetto del passatempo, il poker online è una vera e propria vetrina di competizione e sulle migliori piattaforme digitali sono sempre più frequenti tornei internazionali in cui i giocatori si sfidano senza uscire di casa.Ma non è solo la comodità a renderli unici, anche i ricchi premi che promettono e che assicurano ai vincitori.  Oltre all’aspetto più competitivo, le piattaforme online di poker rappresentano una arena di divertimento ed allenamento.

Il solo modo di migliorare le proprie tecniche di poker è infatti giocarlo e online, lo si può fare in qualsiasi momento della giornata.  Una nota del successo del poker online, va intonata anche a favore della cultura del gioco responsabile che si sta diffondendo, come una sinfonia, in tutta Italia.Sono sempre più infatti i siti dove vengono promosse solo quelle piattaforme che sono amministrate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’ente statale preposto al controllo del gioco d’azzardo che, di fatto, rende l’Italia leader nel settore del gambling regolamentato.  Tutti ingredienti di una ricetta vincente che prospetta un futuro ancora più entusiasmante, non solo per il poker ma per l’intrattenimento in generale e che camminerà al passo degli sviluppi tecnologici garantendo il massimo del divertimento e della competizione.

Un mondo di giochi sempre più divertente che si bilancia con la sicurezza degli utenti un aspetto oggi centrale per i frequentatori della rete.  Le piattaforme più sicure contribuiscono a rendere il gioco più rilassato e creano negli utenti un senso di confidenza e sicurezza che permette di godere a pieno dei benefici del gioco come intrattenimento ma senza rinunciare alla propria privacy ed alla tutela dei propri dati anche di tipo bancario ed economico.Non stupisce che l’Italia diventi dunque il Paese di riferimento in cui queste due prospettive coesistono in maniera armoniosa ed intelligente e che tutte le piattaforme che non rispettano i requisiti di sicurezza, siano in qualche modo, scartate dai giocatori.

Conclusioni

Il futuro del gioco in Italia sembra propendere sempre più verso il poker online che, negli ultimi anni, si è guadagnato un posto di tutto rispetto nel panorama dell’intrattenimento.  Non solo, gli sviluppi della tecnologia ne hanno fatto accrescere, di pari passo, la popolarità e ci si aspetta che questa crescita continui nei prossimi anni.

Del resto, i vantaggi del gioco online sono molteplici.  La sua accessibilità non solo inclusiva ma anche sempre più semplice, lo rendono una scelta ormai per milioni di utenti.In Italia la differenza però la fa anche la regolamentazione.  Il nostro Paese può infatti far vanto di essere uno tra quelli in cui la legislazione che disciplina il gioco d’azzardo è tra le più efficaci ed efficienti, un giusto mezzo tra la pratica di un gioco sicuro e responsabile ed il divertimento.

La ricetta perfetta per un gioco destinato a fare la storia.

Energia nucleare e rinnovabili insieme? Si può fare anche in Italia: a che punto siamo

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(Adnkronos) –
Energia nucleare e rinnovabili insieme?Si può fare, anche in Italia.

Per provare a ipotizzare a quali condizioni e con quali costi è utile una ricognizione sullo stato dell'arte, considerando i diversi piani che sono coinvolti, il contesto che è profondamente cambiato rispetto al passato e le esigenze delle imprese, con la produzione industriale in calo costante e costi dell'energia da tempo sopra il livello di guardia.  Guardando all'opzione nucleare, va registrato un avanzamento importante. È ormai in dirittura d’arrivo la firma dell’intesa per la costituzione della Newco sul nucleare, annunciata più volte nei mesi scorsi da diverse fonti attendibili.La nuova società, guidata da Enel con il 51%, e composta da Ansaldo Energia (39%) e Leonardo (10%), ha l’obiettivo, in almeno due anni, di realizzare uno studio di fattibilità sulle nuove tecnologie nucleari, in particolare gli SMR e gli AMR, con un’attenzione futura alla fusione. Guardando al contesto, sia sul versante politico sia su quello sociale, sono profondi i cambiamenti rispetto ai 'No' arrivati con i referendum del 1987 e del 2011.

A partire dal quadro geopolitico, che ha reso sempre più urgente per il nostro Paese puntare su un mix energetico equilibrato, che consenta di rispondere efficacemente alla crescente richiesta di energia elettrica.Parallelamente, è evidente la necessità di aumentare la competitività del nostro sistema industriale, che spesso soffre proprio a causa dell’alto costo energetico. Non si tratta di un tema solo italiano, ma europeo.

Basti pensare alla Spagna, in cui proprio pochi giorni fa la Camera dei Deputati ha approvato una mozione del Partito Popolare sull’estensione della vita utile delle centrali nucleari, nonostante il no dei partiti di governo (PSOE e Sumar), che avevano spinto per ottenere il cambio della politica energetica iberica con la chiusura delle centrali.Anche in Germania, dopo il no all’atomo, si registra un ripensamento critico da parte delle stesse forze politiche che avevano maggiormente sostenuto l’uscita dal nucleare.

L’energia da fissione si candida a essere una soluzione per tutti.  Tornando all'Italia, in attesa della legge delega prevista a breve, la Newco tutta italiana a guida Enel si concentrerà sulla ricerca e lo studio con un approccio che promette di essere sistemico e orientato a una visione di neutralità tecnologica, per stimolare lo sviluppo di una nuova filiera industriale del nucleare.Questo, considerando un paradosso che torna utile: pur in assenza centrali funzionanti, l'Italia conserva oggi la seconda industria del settore in Europa dopo la Francia.

Un impulso a questa filiera avrebbe quindi un impatto positivo sull’intero sistema economico del Paese, portando concreti benefici all’intero comparto. Quali sono, a questo punto, le prospettive?Il Piano Nazionale Energia e Clima (Pniec) stima che il raggiungimento dell’obiettivo Zero Carbon al 2050, come più volte sottolineato dal Ministro Pichetto Fratin, potrebbe far risparmiare circa 17 miliardi di euro rispetto a uno scenario senza nucleare.

Il piano prevede un incremento graduale della capacità nucleare, con l’obiettivo di raggiungere 8 GW nel 2050.I costi per la costruzione dei mini-reattori modulari (SMR) sono stimati tra 3 e 5 milioni di euro per Megawatt, risultando quindi piuttosto contenuti e quindi competitivi. E cosa manca, invece?

I detrattori del nucleare continuano a sostenere che i costi siano esorbitanti, soprattutto se confrontati con quelli delle rinnovabili.La dicotomia tra le due tecnologie può però rivelarsi infondata: un mix energetico solido ed equilibrato prevede la sinergia tra le diverse fonti, favorendo l’aumento della produzione rinnovabile, non certo la sua riduzione.

L’atomo andrebbe quindi a sostituire il ruolo attuale del gas, peraltro responsabile dell’alto costo dell’energia, non quello di acqua, vento e sole. Serve anche chiarezza sui costi reali del nucleare.Le tecnologie emergenti come gli SMR e gli AMR si differenziano profondamente dalle grandi centrali tradizionali.

La modularità e le dimensioni compatte di questi impianti portano a una riduzione significativa dei costi e dei tempi di realizzazione.Inoltre, l’introduzione di economie di scala, legata alla produzione in serie di questi reattori, promette di abbattere ulteriormente i costi, rendendo l’opzione nucleare sempre più competitiva, anche rispetto alle rinnovabili.

Un altro elemento cruciale da considerare è la natura stessa dell’energia nucleare, che offre un vantaggio rispetto alle rinnovabili, le quali per loro natura sono intermittenti e non possono garantire una produzione oraria annuale paragonabile a quella nucleare.Gli SMR e gli AMR, infatti, possono operare per circa 8.000 ore all’anno e hanno una vita utile fino a 60 anni, con costi di sistema molto inferiori rispetto a quelli delle rinnovabili. E così, se si confrontano i costi utilizzando un parametro omogeneo, il cosiddetto value-adjusted levelized cost of electricity (valcoe), la differenza tra rinnovabili e nucleare si riduce sensibilmente, passando da 100 a 55 dollari/MWh, per arrivare a circa 40 dollari/MWh entro il 2050. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Firenze, anziani morti intossicati in casa di riposo: si indaga per omicidio colposo

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(Adnkronos) – La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo di indagine per i tre anziani morti nelle case di riposo a causa di un focolaio di gastroenterite, che ha coinvolto quattro Rsa con 114 intossicati su 173 ospiti complessivi, suddivisi tra due strutture a Firenze e due nel Mugello, che fanno parte del Gruppo Sereni Orizzonti.I reati ipotizzati sono al momento adulterazione o commercio colposo di sostanze alimentari e omicidio colposo.

Al momento non risultano indagati nel fascicolo.La Procura ha disposto accertamenti di polizia giudiziaria che coinvolgono anche gli ispettori dell'ufficio d'igiene dell'Asl Toscana Centro.  Al tempo stesso sono state disposte dal pubblico ministero titolare del fascicolo le autopsie sulle tre vittime per accertare la sospetta "tossinfezione", come ricostruito dall'azienda sanitaria locale.  Le Rsa coinvolte sono 'Villa Desiderio' a Settignano (Firenze), dove erano ospiti due delle vittime, un uomo di 88 anni e una donna di 89 anni, poi la residenza 'L'arcolaio' a Firenze, 'Villa San Biagio' a Dicomano e 'Monsavano' a Pelago, dove era ospite la terza vittima, quasi novantenne.

Proprio in quest'ultima sede dove si trova il centro cottura, ora sequestrato, è stato preparato il pasto contaminato: il menù della cena di domenica scorsa prevedeva passato di carote, mix di verdure, coniglio e patate e pizza.I tecnici della Asl hanno prelevato nei frigoriferi e nella cucina i quattro alimenti che potrebbero aver generato la gastroenterite al 65% degli ospiti delle quattro case di riposo. I primi casi dell'intossicazione alimentare di massa si sono manifestati domenica sera, poi alcuni anziani si sono aggravati e in sette sono finiti all'ospedale.

Due anziani sono morti all'ospedale Santa Maria Nuova lunedì scorso e il terzo giovedì a Torregalli, mentre gli altri quattro sono stati dimessi e rimandati nelle case di riposo.  Proseguono le indagini con acquisizione di evidenze documentali e materiali.Gli ispettori della Asl avrebbero già riscontrato alcune criticità nell'attività di produzione pasti del centro di cottura della Rsa Monsavano di Pelago.  Sono stati effettuati diversi sopralluoghi nelle strutture da parte del personale medico dell'Igiene Pubblica e Nutrizione e del personale dell'Attività di Assistenza Sanitaria di Firenze, in collaborazione con il personale del Girot aziendale, per completare le indagini epidemiologiche al fine di avere un quadro complessivo dell'entità del focolaio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il fratello di Tortu indagato: accuse di spionaggio su Jacobs

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(Adnkronos) – Terremoto nell'atletica azzurra.Giacomo Tortu, fratello di Filippo, velocista e oro a Tokyo 2020 con la 4×100, è indagato dalla procura di Milano per concorso in presunte intercettazioni abusive in un filone dell'inchiesta milanese sul presunto dossieraggio che vede al centro la società Equalize.

La vicenda, già nota, riguarda il presunto spionaggio ai danni di Marcel Jacobs, il velocista che vinse due ori alle Olimpiadi in Giappone.  La questione torna di attualità dopo che Il Fatto Quotidiano ha riportato il contenuto di un interrogatorio dell'ex poliziotto Carmine Gallo, che lavorava nella società di via Pattari, in cui mette a verbale che Giacomo Tortu gli avrebbe chiesto di avere informazioni sugli esiti di analisi del sangue e contenuti telefonici fra Jacobs e il suo staff.  Marcell Jacobs valuta azioni legali.A comunicarlo è stato l'entourage del velocista bresiano, oro nei 100 metri a Tokyo2020, nella serata di ieri: "In relazione all'articolo pubblicato oggi sul Fatto Quotidiano relativamente a una attività di spionaggio che sarebbe stata commissionata nei confronti suoi e di suoi collaboratori, Marcell Jacobs non commenta, ma in attesa di ulteriori dettagli e verifiche ha dato mandato al suo avvocato di valutare i profili legali, come possibile parte lesa". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Tony Effe: “La collana? Legge deve essere uguale per tutti”

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(Adnkronos) – Dopo la polemica scoppiata ieri a Sanremo 2025, Tony Effe torna sul 'collana gate', rispondendo alle domande dei giornalisti in conferenza stampa sulla reazione stizzita per non aver potuto indossare il gioiello sul palco dell'Ariston. "Altri artisti prima di me – ha spiegato il cantante – sono saliti con gioielli riconoscibili, è stato quello che mi ha fato arrabbiare.Un'ora prima in camerino mi avevano detto ok, io già sono teso di mio…Perché a me la tolgono e a un altro artista salito prima di me no?". "Me la sono presa un po' per questo", ha detto quindi l'artista chiarendo il suo sfogo post serata. "La legge deve essere uguale per tutti.

Anche perché per noi rapper l'outfit è importante, c'è tanta gente che ci lavora", sottolinea.  La collana al centro della polemica – dopo che l'organizzazione gli ha vietato di indossarla come da regolamento anti-pubblicità occulta – è in oro giallo 18k e costa 71mila euro. È una creazione di Tiffany & Co.e fa parte della collezione 'HardWear', ispirata a un bracciale del 1962 conservato negli archivi della Maison.

Sul sito del brand si legge: "La collezione esprime la capacità di sentirsi liberi"…salvo divieti. Il caso è nato nella terza serata del Festival.Tony Effe, dopo la sua esibizione, si è presentato nel box di RadioDue senza nascondere il proprio malumore: "Non si toglie la collana a Tony Effe, è come togliere l'abbronzatura a Carlo Conti…". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Germania, nove giorni al voto: dopo attentato di Monaco tema immigrazione torna a centro

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(Adnkronos) – L'attentato di Monaco ha fatto irruzione con forza nel confronto politico in vista del rinnovo del Bundestag il prossimo 23 febbraio: l'attacco che ha causato 36 feriti in una città in fibrillazione per l'inizio della Conferenza per la sicurezza ha riportato il tema dei migranti al centro del dibattito.I quattro principali candidati cancellieri – Olaf Scholz (Spd), Friedrich Merz (Cdu/Csu), Robert Habeck (Verdi) e Alice Weidel (Afd) – hanno risposto ieri alle domande del pubblico per la Zdf, interpellati su vari temi trattati nei mesi scorsi.  Al cancelliere uscente Olaf Scholz è stata rivolta una domanda sull'attacco avvenuto proprio ieri a Monaco, dove un 24enne afgano ha lanciato la sua auto in corsa contro la folla riunita per una manifestazione sindacale e ha fatto 36 feriti, alcuni dei quali gravi. "Nella mia città natale, Solingen, l'anno scorso alcune persone sono state brutalmente assassinate e gravemente ferite mentre celebravamo una festa in piazza", ha dichiarato una donna. "Non si tratta di un incidente isolato, oggi sentiamo di nuovo parlare di Monaco; non si possono nemmeno elencare tutte le città che si susseguono.

Abbiamo paura che questo continui.Sono molto preoccupata, per i miei nipoti, i miei figli, la mia famiglia e i miei amici.

E il vostro governo, compreso Lei, ha la responsabilità di guidarci in condizioni di sicurezza, quindi la mia domanda è: se non fate cambiamenti importanti, non siete moralmente complici di ogni singolo omicidio avvenuto finora"? 
Scholz ha risposto facendo riferimento alle nuove norme varate dal suo governo in materia e sottolineando la sua personale preoccupazione di fronte a questi fatti. Il tema dell'immigrazione e delle norme atte a regolarla è stata la scintilla che ha scatenato la recente crisi politica al Bundestag, con la Cdu che si è avvalsa dell'appoggio parlamentare dell'Afd di Alice Weidel per fare approvare le sue proposte, mettendo a rischio agli occhi delle altre forze politiche il 'cordone sanitario' eretto attorno al Partito di estrema destra.Una scelta contestata anche da Angela Merkel, che in una rara presa di posizione nella campagna elettorale è uscita allo scoperto per criticare duramente Merz.  Da allora il cancelliere uscente ha ribadito più volte che la Cdu ha perso attendibilità e che non è possibile prevedere con certezza con quali partiti si alleerà dopo il voto in caso di vittoria.

Friedrich Merz dal canto suo insiste nel ribadire che non intende allearsi con Alternativa per la Germania se il voto confermerà il vantaggio che gli garantiscono i sondaggi.Così ha fatto ieri sera, chiarendo che una coalizione con l'Afd è esclusa. "Abbiamo preso una sola decisione ferma: non con voi!", ha dichiarato, rivolto direttamente a Weidel.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, impazzano i video: sui social oltre 200 milioni di visualizzazioni in tre giorni

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(Adnkronos) – I video del Festival di Sanremo 2025 impazzano sui social con 200 milioni di visualizzazioni in tre giorni.Tony Effe e la sua collana e Fedez intercettato i più commentati.

Olly sempre più acchiappa-follower e favorito per la vittoria.Tra i video più virali su TikTok ci sono: il selfie di Tony Effe con una cantante di strada e i suoi tatuaggi coperti su viso e collo durante la prima esibizione all'Ariston, ma anche lo spettatore che urla a Rose Villain "Si na preta".

La terza serata segna un leggero calo di interesse rispetto alle precedenti.Tuttavia, cresce l’attesa per la quarta serata dedicata ai duetti.

Anche il sentiment positivo diminuisce leggermente, mentre emergono nuove polemiche.E' la fotografia scattata dalla ricerca di Socialcom realizzata con la piattaforma Socialdata in esclusiva per l'Adnkronos.  "TikTok ridisegna il linguaggio del festival, avvicinando sempre più le star al pubblico e mescolando i formati televisivi con quelli digitali", commenta Luca Ferlaino, fondatore di Socialcom. "Selfie fatti con il telefonino o brevi storie generate con l’Ia arrivano a raggiungere milioni di visualizzazioni". Nella terza serata del Festival di Sanremo, la ricerca di Socialcom registra un totale di 2,2 milioni di post e oltre 350 milioni di interazioni sui social (tra commenti, like e visualizzazioni video).

Cala leggermente l'interesse rispetto alle precedenti serate.Tuttavia, cresce l’attesa per la quarta serata dedicata ai duetti, prevista come momento chiave per rilanciare la partecipazione.

Anche il sentiment positivo diminuisce leggermente, mentre emergono nuove polemiche.Ma l'interesse verso la kermesse resta globale: solo negli Stati Uniti sono già stati pubblicati oltre 100.000 post su Sanremo. Tony Effe e Fedez sono al centro delle interazioni sui social: Tony Effe, per il divieto di indossare la sua collana di Tiffany & Co.

a causa delle regole sulle sponsorizzazioni, e Fedez, coinvolto nelle polemiche dopo la notizia di intercettazioni legate a conversazioni con Luca Lucci, capo ultrà del Milan arrestato per narcotraffico.  Inoltre, si intensificano i confronti tra Carlo Conti e Amadeus, con un aumento delle critiche al nuovo conduttore e direttore artistico.I momenti di maggiore attività social sono tre: l’ingresso di Katia Follesa (alle 21:30), tra i personaggi più citati e apprezzati della serata, la standing ovation per Olly (alle 22:15), e l’esibizione dei Duran Duran insieme a Victoria dei Måneskin (alle 22:45).  I toni delle conversazioni sono prevalentemente neutri (59.6%) e positivi (26.3%), spesso con una forte componente ironica.

I toni negativi registrano il 14.1%. Sui social i favoriti per la vittoria sono Olly, Fedez, Giorgia, Achille Lauro e Lucio Corsi. Olly è l’artista più commentato, con il sentiment più positivo e la maggiore crescita di follower.Il cantante, dopo la terza serata, guadagna 103.693 follower in più.

A seguire: Lucio Corsi 58.999, Rose Villain 25.917, Serena Brancale 23.997, Clara 23.226, Giorgia 21.042, Achille Lauro 19.628, Brunori Sas 18.994, Simone Cristicchi 15.765 e Bresh 14.513. TikTok rivoluziona il festival, con format social capaci di generare milioni di visualizzazioni: I look dei cantanti che somigliano a personaggi celebri, reali o immaginari (3,6 milioni di visualizzazioni) Il selfie di Tony Effe con una cantante di strada (2,7 milioni) Dal pubblico urlano a Rose Villain: "Si na preta" (1,8 milioni) Tony Effe con i tatuaggi coperti su volto e collo (1,8 milioni) La challenge della cantante italo-brasiliana Gaia: 'Italia o Brasile?' (1,6 milioni) Gabriele Corsi si commuove sentendo la canzone di Simone Cristicchi (1,5 milioni) Un video fake creato con l'IA simula una conversazione tra Fedez e Fabrizio Corona (1,4 milioni) Rose Villain commenta l’urlo del pubblico (2 milioni) I fan cantano una serenata a Tony Effe 'Tutto il resto è noia' di Franco Califano (1,2 milioni) Lucio Corsi mostra i pacchetti di patatine con cui riempie le spalline della sua giacca (2,1 milioni) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fine vita, Bucci: “Serve legge nazionale, non è compito delle Regioni” – Video

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(Adnkronos) – "Non serve agire a livello regionale, sul fine vita serve una legge nazionale.Non penso sia compito delle regioni fare leggi di questo tipo, altrimenti avremmo leggi diverse in ogni territorio d'Italia".

Queste le parole rilasciate all'Adnkronos da Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, a margine della conferenza stampa di presentazione della quarta serata del Festival di Sanremo, tenutasi al Teatro Ariston.  "La Corte costituzionale – ha proseguito Bucci – ha invitato il Parlamento a fare una legge su questo tema, quindi che si muovano, così risolviamo il problema.I sindaci e i governatori non possono fare ciò che vogliono, devono attenersi alle leggi.

Quando ero sindaco di Genova mi chiedevano spesso di registrare i figli delle coppie omosessuali, cosa che in Italia è proibita.Personalmente l'avrei anche fatto, ma non si fanno cose illegali.

Ripeto, sul fine vita ci vuole una legge nazionale, così noi potremo uniformarci". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Von der Leyen: “Russia una canaglia ai confini, aumentare spese per la difesa”

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(Adnkronos) – Ucraina, Russia, Stati Uniti e non solo.Ursula von der Leyen ha incontrato la stampa oggi a Monaco insieme al presidente della Baviera Markus Soeder (Csu), a margine della Conferenza sulla Sicurezza: "Oggi a Monaco di Baviera parleremo anche dell'Ucraina e dell'importante questione delle condizioni per porre fine a questa terribile guerra.

La questione è di grande interesse per l’Europa.Il popolo ucraino, come noi, ha il massimo interesse a vedere una pace giusta e duratura", ha detto la presidente della Commissione Europea, "è particolarmente vero che i Paesi europei dovranno garantire la sicurezza e assumersi la responsabilità della ricostruzione.

Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina.Insieme ai nostri numerosi partner internazionali vogliamo garantire che possa decidere da una posizione di forza le condizioni a cui tutte le parti deporranno le armi.

Il futuro dell'Ucraina è anche il futuro dell'Europa". Parole dure verso Putin e la Russia, definita una "canaglia" ai confini, e a causa della quale anche l'Europa "deve cambiare", per adattarsi alla nuova realtà. "Il nostro compito qui a Monaco non è solo descrivere il panorama geopolitico di quest’anno", ha spiegato Von der Leyen, "ma modellarlo, in modo da garantire che i nostri valori transatlantici durino e che i nostri interessi siano difesi".  "Poiché c’è un chiaro tentativo da parte di alcuni di costruire sfere di influenza.Visioni contrastanti dell’ordine mondiale stanno portando a un approccio più transazionale negli affari globali", ha aggiunto, "e l’Europa deve cambiare per prosperare in questa nuova realtà.

Dobbiamo essere intelligenti.Dobbiamo essere lucidi su ciò che ci aspetta, da una Russia canaglia ai nostri confini alle sfide alla nostra sovranità e alla nostra sicurezza.

E non dovremmo sottovalutare il potenziale dirompente di una concorrenza tesa o addirittura di un conflitto bipolare tra Cina e Stati Uniti.Può essere scomodo da ascoltare, ma è il momento di parlare in modo chiaro". Fondamentale investire nella difesa: "L'Unione Europea può sostenere gli Stati membri per quanto riguarda gli investimenti nella difesa e nella sicurezza.

Vorrei quindi che gli Stati membri aumentassero in modo significativo la spesa per la difesa", ha detto la presidente della Commissione, "presenteremo un ampio pacchetto di misure adeguate alla specifica situazione di bilancio di ciascuno Stato membro.In secondo luogo, un approccio europeo necessita di un ampio pacchetto per la difesa.

Mi riferisco alle priorità europee condivise.Sono urgentemente necessari investimenti nel settore della difesa di comune interesse europeo.

Dobbiamo inoltre accelerare il processo di adesione dell'Ucraina". "Un’Ucraina fallita indebolirebbe l’Europa, ma indebolirebbe anche gli Stati Uniti", ha sottolineato ancora Von der Leyen.Se Kiev finisse sottomessa ai russi, un simile esito della guerra "intensificherebbe le sfide nell’Indopacifico e minaccerebbe i nostri interessi condivisi.

Perché ciò che abbiamo visto è che gli autoritari di questo mondo stanno osservando attentamente, per vedere se si resta impuniti
quando si invade il proprio vicino e si violano i confini internazionali, o se esiste un vero deterrente". "Stanno osservando con molta attenzione quali azioni scegliamo di intraprendere", ha continuato, "ed è per questo che è così importante ottenere un risultato: l'Ucraina ha bisogno della pace attraverso la forza.L’Europa vuole la pace attraverso la forza.

E il presidente Trump ha chiarito che gli Stati Uniti sono fermamente impegnati a promuovere la pace attraverso la forza.Quindi credo che, lavorando insieme, possiamo garantire quella pace giusta e duratura". Come ha detto Volodymyr Zelensky "fin dall'inizio l'Ucraina vuole la pace più di chiunque altro, una pace giusta e duratura, affinché gli orrori degli ultimi tre anni non si ripetano mai più.

D'altro canto, il presidente Vladimir Putin si dice disposto a un incontro, maa quali condizioni?Spetta a lui dimostrare che il suo interesse non è prolungare questa guerra.

Spetta a lui dimostrare di aver rinunciato alla sua ambizione di distruggere l’Ucraina", ha concluso Von der Leyen. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Paolini-Errani, favola a Doha: battono in rimonta Andreeva-Shnaider e volano in finale

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(Adnkronos) – Jasmine Paolini eSara Errani da sogno.Le due tenniste azzurre, impegnate nel doppio a Doha, sono volate in finale dopo aver battuto in rimonta le russe Mirra Andreeva e Daiana Shnaider.

Paolini-Errani, oro nel doppio alle scorse Olimpiadi di Parigi, si sono imposte con il punteggio di 4-6, 7-6(2), 11-9 in poco più di un'ora e quaranta minuti. Dopo un primo set faticoso, dove hanno subito l'aggressività in risposta delle russe, le due azzurre hanno alzato il ritmo, ritrovato equilibrio in campo fino al tie break con cui hanno conquistato il secondo set, dominato con soltanto due punti lasciati alle avversarie, per poi ripetersi nel super tie break.Si tratta della nona finale per Paolini ed Errani, che ora si giocheranno il titolo contro la coppia formata dalla cinese Xinyu Juang e dalla taiwanese Fang-Hsien Wu. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Kekko dei Modà dopo la caduta: “Male alle costole, il dolore persiste”

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(Adnkronos) –
Kekko dei Modà ha aggiornato i follower sulle sue condizioni di salute dopo la rovinosa caduta da una scala del teatro Ariston, avvenuta lunedì scorso durante le prove.Con una storia Instagram, il frontman della band in gara al Festival di Sanremo ha rotto il silenzio e ha comunicato di aver deciso di rinunciare agli impegni promozionali.  "Come molti sanno, lunedì alle prove sono scivolato e mi sono fatto male alle costole.

Il dolore persiste, e per tutelare le esibizioni sul palco abbiamo deciso di rinunciare a tutti gli impegni promozionali della settimana sanremese", così Kekko Silvestre, frontman dei Modà, rompe il silenzio sulle sue condizioni di salute.  "L'affetto che come sempre ci avete fatto percepire fortissimo, ha lenito la tristezza – prosegue in un messaggio social ai fan il cantante, che sta stoicamente tenendo duro e si è finora sempre esibito regolarmente – La certezza di potervi riabbracciare ai concerti ci fa guardare al futuro con un sorriso".Poi una sottolineatura: "Per chi si chiede perché sono stato in silenzio fino ad ora e sono rimasto qua nonostante questo problema la risposta è semplice: di lavoro faccio il cantante e non il personaggio", scandisce Kekko. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Mazza (Fimi): “Tony Effe? Festival ‘no logo’ c’è già, non affidiamoci a criteri discrezionali”

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(Adnkronos) – "Il festival 'No Logo' è già previsto.Per non ingenerare confusione e disparità di trattamento, sulla questione dei marchi il festival farebbe bene ad evitare ulteriori criteri discrezionali".

Così il Ceo della Fimi, Enzo Mazza, interviene – intervistato dall'Adnkronos – nella polemica sul divieto imposto a Tony Effe, nella terza serata di Sanremo 2025, di indossare una collana di un noto marchio di gioielli "mentre situazioni analoghe si erano tranquillamente presentate sul palco nei giorni precedenti", sottolinea.  "E' già vietato esibire il logo di un marchio.Ma invece introdurre il concetto di marchio riconoscibile ci porta su un terreno troppo arbitrario.

Ci sono persone che riconoscono le case di moda di ogni tipo di abito e altre che invece non le riconoscono e non se ne interessano", aggiunge. "Fra l'altro la riconoscibilità di alcuni marchi italiani dallo stile, dai dettagli, è una cosa che appartiene alla cultura italiana e che non andrebbe demonizzata.Ma non si può vietare tutto, sennò dovremmo mandare i cantanti sul palco con il grembiule della scuola, per tutti uguale", osserva ancora.  "Gli artisti in tutto il mondo – prosegue Mazza – accompagnano le loro performance ad outfit legati spesso a marchi del lusso.

E gli artisti di Sanremo passano mesi a preparare anche questo aspetto delle loro esibizioni.E infatti sono tutti senza loghi visibili.

Non andiamo oltre, danneggiando gli artisti e anche la grande tradizione italiana legata alla moda", conclude Mazza. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Germania, nove giorni al voto: cresce Die Linke, spunta l’ipotesi di nuova coalizione

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(Adnkronos) – A nove giorni dal voto anticipato in Germania, spunta l'ipotesi di una nuova coalizione a tre 'rosso-rosso-verde' sulla base dell'esito dell'ultimo sondaggio Forschungsgruppe Wahlen per la Zdf.L'inchiesta registra solo un leggero spostamento degli equilibri politici rispetto alla settimana precedente, ma fotografa la crescita di un punto percentuale del partito Die Linke (La Sinistra) che tocca un massimo storico del 7%.

I socialdemocratici del cancelliere Olaf Schol (Spd) guadagnano un punto percentuale (16%), i Verdi perdono un punto e si attestano al 14%, la Cdu/Csu rimane stabile al 30%, secondo il 'Politbarometer' della ZDF.L'Afd (Alternativa per la Germania) raccoglie il 20% di consensi, i Liberali della Fdp restano al 4% come l'Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw).  La rimonta del Partito della Sinistra nei sondaggi – ormai più distante dalla fascia a rischio attorno al 5% minimo, la soglia di sbarramento al di sotto della quale il partito non entra in Parlamento – rende matematicamente ipotizzabile, per la prima volta dopo molto tempo, una coalizione tra SPD, Verdi e La Sinistra.

Solo ipotizzabile al momento perché ad oggi, una simile coalizione non avrebbe la maggioranza di 316 seggi necessaria.Tuttavia, il sostegno della popolazione per un governo 'rosso-rosso-verde' è al momento basso: solo il 30% degli intervistati valuta positivamente un'alleanza di questo tipo, mentre il 60% la rifiuta.  Una maggioranza di cittadini punta sulla "grande coalizione" di Cdu/Csu con la Spd a guida Unione, con il 39% – un aumento significativo di sei punti percentuali nelle ultime tre settimane – a favore.

E il 76% si aspetta proprio questa soluzione anche se recentemente le polemiche tra i due schieramenti, in particolare sull'immigrazione e sull'appoggio dell'Afd alla Cdu hanno creato forti divisioni tra i due partiti.  
Altre opzioni di coalizione incontrano un rifiuto significativamente maggiore.Un'alleanza nero-verde /Cdu/Csu-Verdi) è vista negativamente dal 62% degli intervistati, mentre una coalizione tra Cdu/Csu e AfD è rifiutata dal 76% del campione, spiega ruhr.24.de'.  L'interesse per le elezioni del Bundestag raggiunge un livello record nel sondaggio della ZDF: l'87% degli intervistati dichiara di essere molto o estremamente interessato alle elezioni – un numero significativamente superiore a quello registrato prima delle ultime elezioni del Bundestag nel 2021 (76%).

Allo stesso tempo, l'elettorato è più determinato rispetto al 2021: solo il 28% non sa ancora per chi vuole votare.Nel 2021, la percentuale era del 38% a così poca distanza dalle elezioni.

Secondo il sondaggio, i temi decisivi sono la pace e la sicurezza (45%) e l'economia (44%), seguiti dalla giustizia sociale (39%).La protezione del clima è solo al sesto posto tra le questioni più importanti, con il 22%. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Santanchè ‘vota’ per Cristicchi e Fedez

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(Adnkronos) – Le canzoni in gara al 75esimo Festival di Sanremo preferite da Daniela Santanchè? "Io sono molto legata alla canzone di Cristicchi, 'Quando sarai piccola'.Mi ha toccato molto perché ho una mamma che vive quella situazione e le sue parole mi fanno vivere quello che io vivo nel rapporto con mia madre.

Mi ha molto toccato, un bellissimo testo", dice il ministro del Turismo in collegamento con CasaSanremo.  "L'altra canzone che mi è piaciuta molto, al di là delle critiche, anche perché è un tema del nostro tempo e che riguarda soprattutto i giovani, la depressione, è quella di Fedez, 'Battito', lo dico anche da mamma, ho un figlio giovane e parlo con tanti giovani e questa problematica, che ai miei tempi era quasi sconosciuta, la sentono molto.Poi sono tutte belle le canzoni…", conclude Santanchè. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vsf: Veneto può essere eccellenza Space Economy italiana, potenziale da 4,5 mld

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(Adnkronos) – Il Veneto può ambire a essere tra le punte di diamante della Space Economy italiana, con un potenziale economico stimato in 4,5 miliardi di euro entro il 2040 (e la creazione di 2.400 nuovi posti di lavoro compreso il mercato indotto).Grazie alla combinazione di eccellenze accademiche, industriali e manifatturiere, la regione potrebbe trasformarsi in un hub internazionale per l’industria spaziale, seguendo l’esempio di aree come la Space Coast della Florida.

E' quanto sostiene una analisi di Venice Sustainability Foundation (VSF) e Boston Consulting Group (BCG) che osserva lo sviluppo del mercato spaziale globale, passato dal 2020 al 2023 da un valore di 416 miliardi di dollari a 508 miliardi, con previsioni di crescita fino a 1.000 miliardi entro il 2040.  È proprio in Veneto, che lo studio "Dalla Luna alla Laguna – Esplorando il Futuro della Space Industry in Veneto" intravvede margini per lo sviluppo di uno Space Hub in una delle regioni più innovative del Paese, nonché la terza per PIL e con un potenziale di crescita per la Space Economy ancora in gran parte inespresso: nel 2022 il comparto aerospazio e difesa ha infatti generato in Veneto 1,1 miliardi, equivalente allo 0,6% del PIL. L'Italia è già leader in Europa nella ricerca e produzione spaziale, con aziende come Leonardo, Thales Alenia Space Italia e Avio che guidano il settore.Lazio, Piemonte e Lombardia dominano attualmente la scena, ma il Veneto è in rapida ascesa grazie alla sua tradizione nell'ingegneria di precisione e al contributo di aziende come Zoppas Industries, Forgital e Officina Stellare.

Le università di Padova, Venezia e Verona giocano poi un ruolo fondamentale nello sviluppo delle competenze aerospaziali, offrendo programmi di ricerca avanzati e collaborando con aziende locali.Questo connubio tra formazione accademica e industria è cruciale per attrarre talenti e sostenere l'innovazione tecnologica. Attraverso alcune strategie chiave, come il rafforzamento della collaborazione tra pubblico e privato, l'attrazione di investimenti governativi e industriali e la creazione di sinergie tra università e industria, il Veneto potrebbe portare su scala la catena del valore, passando dall’attuale fornitura di componenti specializzati alla produzione di interi sistemi spaziali, come satelliti e strumenti di comunicazione avanzati. Dallo studio emergono alcune considerazioni di carattere strategico.

Fra queste le tre principali direttrici di sviluppo per il futuro della Space Economy in Veneto: l'espansione delle attività esistenti, che potrebbe rappresentare un approccio organico e immediato, mirato a migliorare e ampliare le attuali capacità produttive; il passaggio a segmenti di mercato più complessi e redditizi, che permetterebbe alle aziende locali di salire nella catena del valore, concentrandosi sulla progettazione e realizzazione di sistemi completi, come satelliti e infrastrutture spaziali avanzate; infine, una trasformazione più radicale potrebbe partire dalla ristrutturazione della filiera regionale, includendo nuovi settori come i servizi di lancio e la produzione di interi satelliti, aprendo le porte a collaborazioni strategiche con attori globali e attrarre investimenti esterni. Queste azioni permetterebbero al Veneto di consolidare il suo ruolo nella Space Economy, rafforzando il tessuto industriale e promuovendo l’innovazione tecnologica.Inoltre, sfruttando la posizione strategica nei settori agroalimentare e manifatturiero, il Veneto potrebbe anche posizionarsi come fornitore chiave di tecnologie spaziali avanzate per il settore agricolo e per la sostenibilità ambientale. Per competere con i grandi centri globali , si sottolinea, il Veneto può ispirarsi a modelli di successo come la Space Coast della Florida e il Cluster Spaziale a Tolosa.

Gli elementi comuni di questi ecosistemi includono la presenza di OEM (Original Equipment Manufacturer) che producono sistemi completi, il supporto governativo per la ricerca e l’innovazione e la capacità di integrare università, istituzioni pubbliche e imprese private in progetti congiunti.Venezia e il Veneto potrebbero così trasformarsi in un simbolo non solo di storia e cultura, ma anche di innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile. "Questo rapporto evidenzia il grande potenziale del territorio: un ecosistema industriale e di ricerca d’eccellenza con competenze tecnologiche avanzate e una capacità imprenditoriale unica.

Con questo studio vogliamo contribuire a generare un momento per trasformare questo potenziale in realtà, creando un cluster spaziale coeso, rafforzando la collaborazione tra università e imprese per attrarre investimenti strategici.La space economy non è solo una frontiera tecnologica, bensì un'opportunità concreta di crescita economica e occupazionale», ha affermato il presidente VSF, Renato Brunetta. "L’industria spaziale è in una fase di profondo rinnovamento ed espansione, a livello mondiale ed europeo.

Chi saprà muoversi proattivamente e con ambizione, avrà l’occasione di guidare la nuova corsa allo spazio" afferma Andrea De Blasi, Managing Director e Partner di BCG, coautore dello studio. "Il Veneto, con il suo patrimonio manifatturiero, le sue eccellenze accademiche e la spinta verso l’innovazione, è ben posizionato per diventare uno dei protagonisti della Space Economy. È cruciale, però, puntare su politiche mirate, investimenti in infrastrutture e ricerca, nonché una forte internazionalizzazione del settore, così da consolidare il ruolo della regione in questo settore strategico". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“I dazi farebbero male agli americani”. L’allarme di Norquist – Video

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(Adnkronos) – Nello studio vodcast dell’Adnkronos abbiamo ospitato Grover Norquist, presidente di Americans for Tax Reform, think tank americano che da 40 anni promuove una politica economica “reaganiana”: meno tasse, meno burocrazia, meno intervento pubblico.Un movimento da sempre vicino ai repubblicani – tanto che lo stesso Trump ha firmato il ‘pledge’ prima delle elezioni – ma che ora si trova davanti un presidente che minaccia ogni giorno l’adozione di dazi, anche contro gli alleati europei.  
Come si può conciliare questa spinta protezionistica con l’approccio di libero mercato che da sempre contraddistingue la sua parte politica?
 Donald Trump, nella maggior parte dei casi, è un classico repubblicano reaganiano.

Ha fatto campagna per ridurre le tasse e ha promesso di non aumentarle mai.Nello scorso mandato ha abbassato la tassazione sulle imprese dal 35% – il livello più alto al mondo – al 21%, e puntava a ridurle ancora.

Vuole anche ridurre la spesa pubblica, ma ha a che fare con un Congresso con una risicata maggioranza repubblicana.Reagan non ha mai avuto una maggioranza alla Camera e al Senato, quindi ha dovuto lottare per ridurre la spesa e non sempre ha vinto, perché i democratici non facevano nulla senza ottenere in cambio fondi per le misure che servivano loro per mantenere il consenso politico. Trump vede un valore nei dazi, ma non tanto per ragioni economiche, quanto come strumento di pressione.

Li usa per negoziare con Panama, Colombia, Messico e Canada, per ottenere concessioni che altrimenti non otterrebbe.Non ha nulla a che fare con la bilancia commerciale, ma piuttosto con la geopolitica: vuole ad esempio che la Cina lasci il Canale di Panama, che la Colombia accetti il rimpatrio di criminali espulsi dagli Stati Uniti e che il Messico schieri truppe al confine, come fa già con il suo confine meridionale.

Il Messico ha un muro per impedire l’ingresso nel proprio Paese, ma non rispetta il confine con gli Stati Uniti né aiuta a mantenerlo sicuro.Trump ha minacciato dazi e le cose sono cambiate. Se mai dovesse realmente applicare i dazi, il danno ci sarebbe eccome: per l’economia e i consumatori americani, perché i dazi sono tasse.

Non sono tasse sulla Cina o sugli stranieri, ma sugli americani.In una guerra commerciale, i feriti si fanno col fuoco amico.

I dazi europei sulle merci americane colpiscono gli europei; i dazi americani sulle merci cinesi colpiscono gli americani.Non capisco perché il presidente consideri i dazi una buona idea in astratto, perché gli effetti secondari e terziari sono peggiori di qualsiasi vantaggio immediato. 
Elon Musk e il suo Doge, Dipartimento per l’efficienza governativa, hanno inviato un'email a due milioni di dipendenti pubblici offrendo qualche mese di stipendio in cambio delle loro dimissioni.

I collaboratori di Musk hanno avuto libero accesso al sistema federale dei pagamenti, cosa che è stata molto criticata.Voi chiedete una riduzione della spesa pubblica, ma che pensate del modus operandi di Musk?
 Questa operazione arriva con 20-30 anni di ritardo.

Certo, oggi è più facile trovare gli sprechi affidando decine di migliaia di documenti all’intelligenza artificiale, ma in passato sarebbe bastato stampare i dati su carta e controllarli.Abbiamo scoperto, ad esempio, che alcuni assegni della previdenza sociale venivano inviati a persone senza numero di previdenza sociale.

Dovrebbe essere ovvio che qualcosa non va.Molti stati già rendono pubbliche tutte le transazioni pubbliche. È possibile vedere ogni contratto e dove vanno a finire i soldi.

Tuttavia, il governo federale ha tenuto questi dati nascosti al Congresso, ai cittadini e persino ad altri funzionari governativi.I media tradizionali come il Washington Post e il New York Times non si sono mai interessati a investigare questi sprechi.

Questo dimostra che la stampa non è davvero un cane da guardia del potere. 
Parliamo dell’Europa.Si è appena concluso il Paris AI Action Summit, dove per la prima volta in Europa ha parlato il vicepresidente J.D.

Vance.Ha stroncato la regolamentazione europea della tecnologia e invitato il continente a unirsi alla corsa americana per non finire schiacciato dalla burocrazia.

La Commissione europea ha appena annunciato il ritiro della direttiva sulla AI Liability, segno che sta cercando di adattarsi al ritmo dell’innovazione americana.Cosa può fare l’Europa per essere più competitiva in questo settore?
 L’Europa ha scelto di non giocare un ruolo centrale nella tecnologia, perché ha tasse troppo alte e regolamenti troppo stringenti.

Gli investimenti fluiscono verso gli Stati Uniti perché le imposte sono più basse e c’è maggiore certezza normativa. Gli Stati Uniti hanno lasciato che Internet si sviluppasse senza interferenze, vietando la tassazione locale sul digitale.Quando Biden ha cercato di censurare le grandi aziende tecnologiche tramite pressioni governative, il tutto è venuto alla luce, come raccontato anche da Mark Zuckerberg, con funzionari federali che minacciavano i leader di queste grandi aziende affinché cancellassero contenuti considerati scomodi.

Questo non accadrà di nuovo. L’Europa dovrebbe ridurre tasse e regolamentazioni.Se i cittadini vogliono privacy, possono scegliere servizi che la garantiscono o crearne di nuovi. 
Non crede sia giusto disciplinare eventuali abusi sui diritti umani, la privacy o il copyright?
 Questi abusi sono già puniti dai nostri ordinamenti, non serve creare altre dozzine di norme.

La regolamentazione ex ante, provare a prevenire qualsiasi condotta immaginabile attraverso norme rigide, soffoca l’innovazione.Meglio lasciar libera l’iniziativa e poi, davanti a un illecito, andare da un giudice e trovare ristoro. 
Parliamo dell’Italia: Giorgia Meloni ha buoni rapporti sia con Trump che con Musk.

Tuttavia, c’è il problema della spesa per la difesa: l’Italia spende solo l’1,5% del PIL, mentre la Nato chiede il 2% e Trump ora punta addirittura al 5%.Come si può aumentare la spesa militare, che è una tipica prerogativa degli stati, rispettando il mantra della sua organizzazione e dunque riducendo tasse e dimensione della pubblica amministrazione?
 Abbassare le tasse stimola la crescita economica e, di conseguenza, aumenta le entrate fiscali. È accaduto sotto Reagan, Kennedy e negli anni ‘20.

Inoltre, bisogna eliminare gli sprechi.Negli USA stiamo riducendo il numero di dipendenti civili del Pentagono da 700.000 a 500.000 senza alcuna perdita di efficienza.

Così si liberano risorse per la difesa vera e propria. Riguardo Giorgia Meloni, credo che mai come ora l’Italia sia il principale interlocutore per l’amministrazione americana.La premier ha un ottimo rapporto con il presidente anche perché non prova a impartire lezioni né ha interessi nascosti.

Cosa ben diversa, rispettivamente, per Francia e Germania.Lei può spiegare al presidente la posizione dell’Unione europea e in questo avrebbe la sua attenzione.

Non ci sono molti altri in questa posizione.L’Ungheria di Orban, per quanta comunanza di idee possa esserci, non ha il peso italiano, né la capacità di Roma di mediare anche sulle questioni più controverse.

Meloni in Europa, Milei in America Latina: questi sono i leader che avranno successo durante il mandato Trump. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Russia contro Mattarella: “Parallelismo oltraggioso con Germania nazista”

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(Adnkronos) – Russia all'attacco del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Il presidente italiano Sergio Mattarella ha fatto dichiarazioni offensive, tracciando parallelismi oltraggiosi tra la Russia e la Germania nazista".Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, secondo quanto si legge sull'account 'X' del dicastero. Mattarella, ha proseguito Zakharova, "dovrebbe ricordarsi dell'inequivocabile sostegno dato dall'Italia al regime criminale neonazista in Ucraina". Il riferimento di Zakharova è alle parole pronunciate il 5 febbraio scorso dal Capo dello Stato in occasione del conferimento del titolo di dottore honoris causa dell'Università di Aix-Marseille.

Durante il discorso Mattarella aveva ricordato come "la crisi economica mondiale del 1929 scosse le basi dell'economia globale e alimentò una spirale di protezionismo, di misure unilaterali, con il progressivo erodersi delle alleanze". "Fenomeni di carattere autoritario – aveva ricordato il Presidente – presero il sopravvento in alcuni Paesi, attratti dalla favola che regimi dispotici e illiberali fossero più efficaci nella tutela degli interessi nazionali.Il risultato fu l’accentuarsi di un clima di conflitto, anziché di cooperazione, pur nella consapevolezza di dover affrontare e risolvere i problemi a una scala più ampia.

Ma, anziché cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione.E furono guerre di conquista.

Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa.L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura". In difesa del Capo dello Stato interviene a stretto giro Filippo Sensi del Pd. "L'attacco della Zakharova al Presidente della Repubblica ci ricorda, soprattutto in queste ore convulse e confuse, da che parte dobbiamo stare, quella della libertà e della democrazia, contro l'odio russo, la violenza e l'intolleranza del regime di Putin e dei suoi corifei".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)