Home Blog Pagina 5338

Napoli punta all’ecologia con mezzi pubblici con combustibili a idrogeno

0

Raffaele del Giudice, vice sindaco di Napoli, a seguito della conferenza internazionale sugli Stati Generali dell’Idrogeno e delle celle a combustibile, che si sta svolgendo al Teatro di Corte del Palazzo Reale di Napoli, ha dichiarato: “Abbiamo sempre puntato sulla mobilità sostenibile per la città Napoli, ecco perché grazie al consorzio Atena, composto da realtà culturali universitarie e imprenditoriali di aziende private, abbiamo deciso di utilizzare per primi come amministrazione comunale alcuni mezzi ad idrogeno per lanciare la sfida ecosostenibile del trasporto di merci e poi magari anche di persone”.

La settima edizione della European Fuel Cell Conference, la quattro giorni dedicata al settore sulla strategia energetica e la mobilità sostenibile, ha così visto subito in campo le istituzioni:

“La biga ad idrogeno ideata dal consorzio Atena – conferma il vicesindaco Del Giudice – sarà utilizzata a breve per la raccolta dei rifiuti urbani all’interno delle aree pedonali del centro storico evitando così, grazie all’emissione zero dei veicoli, inquinamento e disagio per i turisti. Inoltre con l’assessore ai trasporti Calabrese stiamo immaginando la conversione di un vecchio filobus elettrico in veicolo ad idrogeno per poter utilizzare una linea di trasporto pubblico nella parte bassa della città”.

Alla conferenza sugli Stati Generali dell’Idrogeno e delle celle a combustibile è stata analizzata la posizione dell’Italia sulla direttiva europea relativa alle decarbonizzazione totale e soprattutto dei sistemi di trasporto alternativi per merci e passeggeri. La crisi delle realtà operative e quindi delle stazioni di riferimento – unica presente in Italia, si trova a Bolzano – ha posto l’accento sulle necessità operative e strutturali da realizzare al più presto, lì dove Francia, Inghilterra e Germania sono nettamente in vantaggio e quindi pronte a utilizzare i 175 miliardi di fondi europei a disposizione per la crescita sostenibile.

“A Napoli possiamo creare la prima stazione di rifornimento ad idrogeno del Mezzogiorno – afferma Elio Jannelli, professore dell’Università Parthenope di Napoli e amministratore delegato di Atena -. Grazie al lavoro messo in campo dalle università e sostenuto dalle aziende di prestigio presenti all’interno del consorzio, abbiamo creato anche prototipi di biciclette, scooter e bighe ad idrogeno. Veicoli pronti per la produzione industriale che potrebbero cambiare radicalmente il mercato del settore grazie alle emissioni zero di Co2 con i seguenti risultati di diminuzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050, rispetto al livello del 1990”.

Durante le quattro giornate di lavori in esposizione ed in prova sarà possibile vedere e testare alcuni veicoli a idrogeno, tra cui le due auto del tour europeo, uno scooter e una bici a pedalata assistita. I test drive proseguiranno anche nei giorni successivi sul lungomare partenopeo all’altezza dell’Hotel Continental.

Il confronto sulla rivoluzione green proseguirà il 13 dicembre con cerimonia inaugurale dell’European Fuel Cell Technology & Applications Piero Lunghi Conference, che nella sua prima giornata a Palazzo Reale avrà come filo conduttore “Strategie e piani a lungo termine per la distribuzione di tecnologie idrogeno e celle combustibili”. Al dibattito parteciperanno relatori provenienti da Corea, Giappone, Stati Uniti, Germania e Cina. Gli incontri della European Fuel Cell Conference continueranno il 14 e il 15 dicembre presso l’Hotel Royal Continental di Napoli tra sessioni scientifiche e conferenze, dalle 9 alle 13.30.

Entourage Pavoletti: “Napoli, è stato uno sbaglio cederlo”

“Guardate Santon e Ranocchia…”

Carlo Pallavicino, agente e membro dell’entourage di Pavoletti, è intervenuto alla trasmissione radiofonica Si Gonfia la Rete in onda in onda sulle frequenze di Radio KissKiss Napoli.

L’agente dell’ex Napoli si interroga, si pone una domanda importante, quasi gongolando, e parla in vista della finestra di mercato di gennaio. Quella finestra che lo scorso anno lo vide approdare a Napoli.

Ecco quanto ha dichiarato:
” “Non porta grossi cambiamenti. Bene fanno gli allenatori che puntano su quelli già a disposizione. Penso a Santon e Ranocchia nell’Inter. Ma per il Napoli non può essere stato uno sbaglio cedere Pavoletti?”.

E chi lo sa. Probabilmente tenere in rosa un attaccante che, senza l’infortunio di Milik, avrebbe avuto il ruolo di terzo attaccante. Sta di fatto che, ora, avrebbe fatto comodo, molto comodo, senza la necessità di rincorrere attaccanti con tutta questa fretta.

Napoli, la Polizia sequesta 71 chili di sigarette di contrabbando

0
Gli agenti di Polizia hanno trovato le sigarette all’interno di una botola

A Napoli, gli agenti del commissariato di Polizia Vicaria – Mercato hanno sequestrato circa 71 chilogrammi di sigarette di contrabbando. La merce illegale pronta ad essere messa sul “ mercato” era nascosta in una botola nel borgo di Sant’ Antonio Abate all’ interno di un terraneo in vicoletto Lepri a Pontenuovo. Le forze dell’ ordine hanno notato subito queste scatole piene di stecche di sigarette senza avere il sigillo dei Monopoli di Stato, dopodiché gli agenti hanno notato una botola al cui interno erano nascosti altri scatoloni di sigarette bionde. Adesso i poliziotti sono alla ricerca dei proprietari delle scatole.

Il direttore del Contemporary Art Museum di Casoria si incatena al termosifone per protesta

0

Antonio Manfredi, il direttore del Contemporary Art Museum di Casoria (Napoli), si è incatenato ad una valvola del termosifone nella stanza del sindaco Pasquale Fuccio per protestare contro la possibile chiusura del museo fondato da lui tredici anni fa.

“Siamo un bene da tutelare”, dice Manfredi raggiunto al telefono. In queste ore chiama all’appello tutti i politici che sono stati al Cam, lancia un SOS che scongiuri la chiusura. In un passaggio della nota inviata alle redazioni dice: “Non permetterò ancora di giocare con un museo che da tredici anni lotta per la sopravvivenza e realizza mostre contro ogni forma di sopruso sociale e culturale in una terra di camorra e di problematiche sociali spaventose”.

La guerra tra Berlusconi e Bolloré: chi vince e chi perde

0
Volge alla fine la breve guerra tra Berlusconi e Bolloré, il patron di Vivendi che ha tentato di scalare Mediaset e controlla Tim con il 24 per cento delle azioni. Proprio quest’ultima pagherebbe il prezzo della pace tra i due litiganti. Ma è ora che di tutto ciò il mercato venga informato chiaramente.

Nel duello Vivendi-Mediaset a perdere è Tim

Dopo il mancato “matrimonio”, Vivendi e Mediaset sono comunque costrette a trovare un’intesa che chiuda il contenzioso. Sembra che la soluzione sia a portata di mano grazie a Tim, nell’ennesimo sopruso perpetrato dai suoi azionisti di riferimento.

Riassunto della telenovela

Tim, che è il nuovo nome di Telecom Italia, viene da una lunga storia di soprusi perpetrati dai suoi azionisti di riferimento. Il “triangolo” nel quale è ora messa in mezzo – fra la francese Vivendi e Mediaset, entrambe produttrici di contenuti e in lite sul loro matrimonio saltato – non la disturberà poi troppo; ne ha già viste tante.

Augusto Preta ha illustrato su lavoce.info diversi aspetti della telenovela, che qui si riassume solo per lo stretto necessario e sulla sola base delle notizie disponibili al pubblico sui mezzi di comunicazione. Il raider bretone Vincent Bolloré, tramite Vivendi, con poco meno del 24 per cento del capitale, ha il controllo di fatto di Tim, ove nomina la grande maggioranza degli amministratori, il presidente e l’amministratore delegato; forse perché considera l’Italia una colonia, ha avuto l’improntitudine di sostenere di non avere il controllo di Tim. In ciò seguendo le orme di suoi predecessori, tutti spaventati dell’idea di dover consolidare il debito di Tim nei propri conti. Vivendi ha da poco sostituito l’amministratore delegato Flavio Cattaneo (uscito dopo solo un anno con la iperbolica liquidazione prevista da un accordo a dir poco avventato) con un uomo di sua fiducia, Amos Genish.

Bolloré aveva anche concordato con il gruppo Berlusconi una partecipazione incrociata; in base all’accordo, Vivendi avrebbe aiutato il gruppo a finanziare l’operazione acquistando Mediaset Premium, iniziativa mai decollata economicamente. Poco prima della data di esecuzione dei contratti, però, i francesi eccepivano di essere stati tenuti all’oscuro del reale andamento di Premium, rifiutandone l’acquisto.

Il gruppo francese ha intanto costruito una quota di poco inferiore al 29 per cento in Mediaset, senza l’accordo e anzi in contrasto con il gruppo Fininvest, che ne ha il controllo con il 40 per cento circa. Una successiva sentenza dell’Agcom ha accertato che le due partecipazioni di Vivendi (in Tim e in Mediaset) vìolano alcune norme sulla concorrenza; l’Agcom ha quindi congelato il diritto di voto sulla quota in Mediaset eccedente il 10 per cento, dando a Vivendi un anno per smontare una delle due posizioni.

Una pedina di scambio

Nel frattempo, Mediaset ha convocato un’assemblea per aumentare i poteri di nomina dei propri amministratori in capo alla maggioranza (Fininvest), in funzione di contrasto a Vivendi. A sua volta la società francese cerca di fermare le iniziative legali assunte da Fininvest/Mediaset contro di lei, nonché le modifiche statutarie; e pare interessata nel lungo termine più a Tim, che controlla, rispetto a Mediaset, ove incontra un efficace fuoco di sbarramento. I francesi han dunque due partite aperte con il gruppo Berlusconi: una sul mancato acquisto di Mediaset Premium, l’altra su come vendere, o almeno ridurre parecchio, la partecipazione in Mediaset. Sono dunque costretti dalle circostanze a un accordo, per il quale Tim fa un gran comodo. È la parte debole – oggetto del contendere e pedina di scambio – nel confronto fra Vivendi e il gruppo Berlusconi.

Ora sulla stampa si legge che Tim ha approvato, senza l’assenso di diversi consiglieri indipendenti, quindi solo a maggioranza, un accordo per acquistare da Mediaset alcuni contenuti. In una precedente stesura, l’acquisto avrebbe dovuto farlo una joint venture fra Tim e Canal+ (gruppo Vivendi). Il timore che una simile intesa, in quanto fra parti correlate, dovesse passare sotto le forche caudine di un esame più approfondito, pare abbia indotto ad accollarlo direttamente a Tim. L’accorgimento non muta la sostanza di un accordo fra Vivendi e Fininvest, del quale la povera Tim, che figura come soggetto, è invece l’oggetto.

Tanto più che apprendiamo, sempre dalla stampa, che la chiusura del contenzioso sul mancato acquisto di Mediaset Premium sarebbe bell’e pronta; manca solo la decisione di Tim di ingurgitare la medicina (i contenuti Mediaset) che i due contendenti le hanno prescritto. Appena firmato l’accordo, sarebbero chiuse entrambe le partite: sia il contenzioso su Mediaset Premium, sia quello sull’uscita di Vivendi da Mediaset.

Queste sono solo supposizioni, pur se i fatti sopra allineati che emergono dai resoconti di stampa le fanno ritenere fondate. Se invece non lo sono, una comunicazione chiara dovrebbe smontarle. È augurabile che ciò accada, ma non basterà far riferimento a una sfilza di adempimenti formali debitamente osservati. È la sostanza che conta.

SALVATORE BRAGANTINI – Attualmente è vice presidente di Banca Popolare di Vicenza, amministratore indipendente di Sea, Società esercizi Aeroportuali SpA, che gestisce gli aeroporti di Linate, nonché della Università degli Studi di Milano (“La Statale”). Già direttore generale di Arca Merchant, poi commissario Consob; in questa veste ha partecipato alla “Commissione Draghi” che ha preparato il Testo Unico della Finanza, divenuto legge nel 1998. È poi stato amministratore delegato di Centrobanca. Fino al 30 giugno 2016 ha fatto parte del Securities Market Stakeholder Group che assiste l’Esma – European Securities Markets Authority – nelle misure di attuazione delle direttive dell’Unione Europea. E’ editorialista del Corriere della Sera dal 1994. 

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/La guerra tra Berlusconi e Bolloré: chi vince e chi perde
lavoce.info/Nel duello Vivendi-Mediaset a perdere è Tim (Salvatore Bragantini)

Joao Santos (agente Jorginho): “Nazionale? C’è prima il Napoli”

“Un calo fisico ci può stare”

L’agente di JorginhoJoao Santos, ha parlato del suo assistito. A chi gli chiede se il numero 8 tornerà in Nazionale risponde che non è il momento ora di pensare a questo.
Le priorità sono altre. C’è un campionato, una Coppa Italia ed una Europa League da inseguire e conquistare. L’attenzione non può che essere puntata a quello.

Intervenuto nel corso di Radio Goal, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio KissKiss Napoli, l’agente del regista del Napoli ha dichiarato: “Ritorno in Nazionale? Jorginho ha l’obiettivo di far bene al Napoli, conquistando tutti gli obiettivi e i titoli possibili, e poi tornare a vestire l’anno prossimo la maglia dell’Italia.Un periodo di calo ci può stare, ma voglio sottolineare una cosa: questa sarà la prima settimana dopo molto tempo, in cui potrà lavorare interamente con Sarri. Speriamo che possa essere utile per ritrovare brillantezza e portare a casa i tre punti col Torino”.

Napoli, venerdì alle 11 verrà inaugurato il parcheggio di Piazza Garibaldi

0
Sarà presente anche il sindaco di Napoli ed esponenti di Grandi Stazioni

Venerdì 15 dicembre, si terrà l’inaugurazione del nuovo parcheggio sotterraneo a Piazza Garibaldi. Alla cerimonia che si terrà alle ore 11, in via Bologna, ci sarà anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, l’ad della società Grandi Stazioni, proprietaria della stazione di Napoli Centrale, Silvio Gizzi e la presidente Vera Fiorani. Dopo 10 anni, Napoli avrà il suo parcheggio, per permettere ai tanti fruitori della stazione centrale, di poter parcheggiare con comodità le proprie auto, senza imbattere nei soliti parcheggiatori abusivi. Ad annunciare l’evento è stato l’ufficio stampa delle Ferrovie dello Stato, che insieme a Grandi Stazioni, hanno collaborato alla costruzione di questo parcheggio.

Anas avvisa: limitazioni al transito veicolare sulla strada statale 700 della Reggia di Caserta

0

L’Anas rende noto che, per lavori di manutenzione dell’impianto di ventilazione in corrispondenza della galleria “Parco della Reggia”, saranno in vigore alcune limitazioni al transito veicolare sulla strada statale 700 “della Reggia di Caserta” tra i territori comunali di Casagiove e Caserta.

Nel dettaglio, a partire da domani 13 dicembre e fino a venerdì 15 dicembre 2017, nella fascia oraria notturna compresa tra le ore 21.00 e le ore 06.30, sarà disposta la chiusura della statale tra il km 8,500 e il km 11,000, precisamente tra lo svincolo di Caserta Ovest e zona Ospedale.

Il traffico verrà deviato nel centro abitato di Caserta.

Anas raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Inoltre si ricorda che il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito, 800.841.148.

Fabio Caressa a SKY: “Il Napoli è ancora il favorito per lo scudetto”

Il giornalista è sicuro delle possibilità azzurre di vittoria

Il Napoli non attraversa il suo momento più brillante della stagione ed è vittima delle critiche più forti di stampa e addetti ai lavori. Non è dello stesso avviso Fabio Caressa, noto giornalista SKY, che si dice convinto che la squadra di Sarri otterrà risultati importanti in questa stagione.

Lo stesso Caressa sostiene che, nonostante il periodo no, gli azzurri si ritrovano in una posizione e in una condizione tali da poter far ben sperare in un esito positivo del lavoro svolto durante tutto l’arco della stagione.

Ecco quanto riferito dal giornalista durante la trasmissione SkySport 24:
“Se il Napoli avesse vinto contro la Fiorentina, che ha giocato bene, avrebbe chiuso il suo momento più difficile in testa alla classifica. Questo lo valutano in pochi. La squadra di Sarri è lì ad un punto dalla vetta ed è ancora nettamente favorita per lo scudetto. Sono convinto che farà qualcosa sul mercato di gennaio”.

Clamoroso Lotito: vuole ritirare la Lazio dalla Serie A

Il presidente biancoceleste imbufalito dopo gli episodi di ieri

E’ un Claudio Lotito furioso, furibondo quello che appare nel day after di Lazio-Torino. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta a fine primo tempo: Immobile, in area di rigore, crossa al centro ma Iago Falque, colpisce la palla con un braccio. Sono veementi le proteste laziali, ma l’arbitro Giacomelli lascia proseguire facendo segno con gesti inequivocabili; l’azione prosegue con Luis Alberto che inventa per Immobile ma, l’attaccante di Torre Annunziata colpisce il palo. Subito dopo gli va incontro Burdisso a muso duro (probabilmente per l’episodio del rigore o semplicemente per provocare), il ‘Ciro nazionale’ non si tira indietro e anzi poggia la spalla sul volto del difensore che cade.

Immediatamente Di Bello, arbitro designato per il VAR, avvisa Giacomelli che corre al monitor: rivista tutta l’azione per intero, il direttore di gara decide, non solo di non assegnare il calcio di rigore, ma di espellere Immobile per quella spallata. La Lazio, nessuno escluso, protesta e grida allo scandalo e alla vergogna, a caldo in campo e a freddo negli spogliatoi.

Ma la clamorosa indiscrezione arriva è arrivata poco fa. In seguito agli sfavorevoli episodi che ultimamente hanno visto vittima la Lazio, Lotito e la dirigenza del club biancoceleste starebbero pensando al ritiro dal campionato.
Il presidente della Lazio non è nuovo a questo tipo di ‘minacce’ e ora staremo a vedere se le sue intenzioni sono reali o provocatorie.

Deposito di armi nascosto nel contatore dell’energia elettrica in piazza Sanità

0
Rinvenuto deposito di armi in piazza Sanità

In un palazzo situato in piazza Sanità, nel cuore di Napoli, le forze dell’ordine hanno rinvenuto un piccolo arsenale.

Nella zona, ormai da tempo interessata da violenti scontri tra bande della criminalità organizzata rivali, gli agenti della sezione Volanti dell’Upg hanno ritrovato e sequestrato due pistole in metallo, una del tipo semiautomatico di marca Bruni, modello FS 92, ed una a tamburo, calibro 380 e modello Olympic 38.

In entrambi i casi si tratta di perfette imitazioni di quelle autentiche, ma entrambe sprovviste del tappo rosso. La pistola semiautomatica era corredata di caricatore, sebbene priva di cartucce. La scoperta è stata fatta durante un controllo del territorio da parte dei poliziotti, che sono entrati in uno stabile condominiale che si trova in piazza Sanità: le armi sono state ritrovate all’interno di un vano per il contatore dell’energia elettrica posizionato nell’androne del palazzo.

 

Botta e risporta tra De Luca e i medici iscritti alla CGIL: ecco la ricostruzione

0
Tanti fischi per De Luca, il quale risponde alle critiche

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca è stato fortemente criticato al convegno dei medici della CGIL, al quale l’ ex sindaco di Salerno vi ha partecipato. “O facciamo le persone serie o facciamo solo chiacchiere”. Così De Luca ha risposto ai fischi iniziali al momento del suo intervento. Dopodiché dopo le polemiche iniziali i toni si sono fatti molto più aspri con il governatore, il quale ha riferito:
“Senti frate’, io vengo da questo mondo e le polemiche non mi fanno né caldo, né freddo. Siccome io sputo il sangue dalla mattina alla notte, fammi il piacere di avere rispetto quando parli con me”. Dalla platea si chiede lo stesso rispetto per i lavoratori ma De Luca ha replicato : “Se c’è qualcuno che ha sbagliato, siete voi, perché per la prima volta abbiamo adottato procedure trasparenti e pubbliche anche per prendere lavoratori precari. Io clienti non ne ho”.

Anche la Corte costituzionale ricorre a giochetti contabili

0
La Corte costituzionale dice di aver ridotto il proprio costo a carico dei contribuenti di 9 milioni. Al netto di riclassificazione di voci, i milioni tagliati sono però solo due. Gocce nel mare della spesa pubblica. Ma i giochetti contabili da parte di uno dei massimi organi della Repubblica sconcertano.

La spending review della Corte costituzionale: fu vera gloria?

La storia di una revisione della spesa minimalista, ma presentata come un esempio virtuoso grazie a una informazione selettiva Una storia come tante altre, se non fosse che riguarda la Corte costituzionale.

Quella che segue è la storia di piccolissima revisione della spesa, presentata come un esempio virtuoso grazie a una informazione fatta di numeri selezionati ad arte e di affermazioni formalmente corrette ma sostanzialmente fuorvianti. Una storia come tante altre, e quantitativamente irrilevante, se non fosse che riguarda un organo che dovrebbe dare un esempio a tutta la pubblica amministrazione e di cui dovremmo fidarci ciecamente: la Corte costituzionale.

Una spending review apparentemente straordinaria

La parte di sinistra della tabella mostra la spesa della Corte dal 2013 al 2016, come risulta dal bilancio consuntivo, divisa nei suoi principali capitoli. Il totale della spesa (riga 11) scende da 61,6 milioni nel 2013 a 52,5 milioni nel 2016, una riduzione del 15 percento in tre anni. Ma fu vera gloria?

In giallo le voci che cambiano tra la parte sinistra e la parte di destra della tabella

Note:
1. Le righe (3) e (6) si riferiscono solo al personale di ruolo. La riga (4) comprende quindi anche la remunerazione del personale comandato, da altre amministrazioni, incaricato e a contratto. Per questa voce non è stato possibile distinguere la remunerazione lorda da quella netta. La differenza è tra un milione e due milioni di euro; se si fosse inclusa questa voce, la riduzione di spesa netta tra il 2016 e il 2013 sarebbe inferiore ai due milioni riportati nella riga (9), perché la spesa lorda per il personale non di ruolo è diminuita fra il 2013 e 2016, e quindi è diminuita anche la cifra che si dovrebbe sottrarre per passare dal lordo al netto.
2. La riga (10) non include per il 2013 e 2014 un saldo netto negativo delle partite di giro per 768 e 947 mila euro rispettivamente; tale voce nel 2015 e 2016 è stata registrata tra le entrate, con segno opposto. Per il 2015 la riga (10) non include un versamento a favore del bilancio dello stato di 1.524 mila euro. Queste voci spiegano la differenza tra la riga (10) e la riga (11), che è il totale riportato nei consuntivi della Corte costituzionale.

Fonte: bilanci della Corte costituzionale, 2016 e precedenti, e comunicazioni della Corte all’autore.

Si noti che l’intera riduzione della spesa avviene tra il 2013 e il 2014 per effetto di una drastica riduzione (8 milioni su 19) delle pensioni ai giudici e soprattutto ai dipendenti. Eppure non abbiamo avuto notizia di tagli alle pensioni della Corte, tantomeno di un dimezzamento: c’è qualcosa di sospetto. Infatti questa riduzione è esclusivamente il risultato di un cambiamento contabile: in realtà, come vedremo, le pensioni nette pagate dalla Corte sono aumentate!

Una sparizione contabile

La spesa totale per stipendi e per pensioni della Corte costituzionale, come per tutte le entità pubbliche, è di due tipi. La prima componente sono gli stipendi e le pensioni pagate: su questi il percettore paga delle tasse e degli oneri previdenziali, ritenuti direttamente dalla Corte. Queste tasse e questi oneri sono quindi uscite del bilancio della Corte, ma anche delle entrate; in altre parole, sono una partita di giro. La seconda componente sono le tasse e gli oneri previdenziali a carico della Corte. Anche questi sono sia una spesa che una entrata dello stato, cioè una partita di giro.

Chiaramente, le partite di giro non pesano sulle tasche del contribuente (nel senso di taxpayer)Il costo di una entità pubblica per il contribuente sono quindi gli stipendi e le pensioni netti che entrano nelle tasche dei dipendenti e dei pensionati di quella entità. Le tasse e gli oneri a carico del percettore e della Corte non sono un costo per il contribuente.

Nel 2014 la Corte decise di mettere la spesa pensionistica e una parte delle entrate contributive in una contabilità speciale, e di fare apparire nelle spese del bilancio solo l’eccedenza delle prime sulle seconde. Di conseguenza, dal 2014 la voce “pensioni” in bilancio non rappresenta più il totale delle pensioni pagate, ma solo una parte.

Quanto costa veramente la Corte al contribuente italiano?

Come abbiamo visto, questa non è una idea sbagliata, perché le partite di giro sono irrilevanti per il contribuente. Però bisogna farlo in modo completo, per tutti gli anni del confronto,altrimenti si viene a creare una riduzione di spesa solo apparente. Inoltre, idealmente bisognerebbe eliminare tutte le partite di giro. Infine, bisogna mettere il lettore in grado di comprendere il bilancio, cosa impossibile dal 2014, dato che le contabilità speciali apparivano solo come partita di giro.

La metà destra della tabella presenta il costo della Corte costituzionale per il contribuente: dalle spese per stipendi e pensioni vengono quindi eliminate tutte le partite di giro (eccetto per una piccola parte: vd. nota 1 alla tabella), e a partire dal 2013 incluso. La spesa per stipendi e per pensioni è dunque il netto percepito da giudici, dipendenti e pensionati (con una piccola eccezione: stipendi e pensioni sono al netto delle ritenute per Irpef etc: non include eventuali conguagli positivi o negativi in sede di dichiarazione dei redditi).

Come si vede, dal 2013 al 2016 c’è stata una piccola riduzione delle retribuzioni nette dei giudici (riga 1), grazie alla riduzione dello stipendio da 465.000 euro a 360.000 euro entrata in vigore nel maggio 2014. C’è stata anche una leggera riduzione delle retribuzioni nette del personale di ruolo e di altro personale (righe 3 e 4). Ma c’è stato un aumento, non una riduzione, delle pensioni nette pagate, sia agli ex giudici e famigliari sia agli ex dipendenti (righe 5 e 6).

In totale, la riduzione effettiva del costo della Corte a carico del contribuente è stata quindi di circa 2 milioni (riga 10) contro gli oltre 9 milioni affermati dalla Corte (riga 11). L’apparente riduzione che si evince guardando ai bilanci è il frutto di un puro artificio contabile, che ha fatto “scomparire” una parte delle pensioni (lorde e nette) nelle contabilità speciali.

Si noti un punto importante: il passaggio da 9 a 2 milioni di riduzione della spesa non è dovuto alla presentazione del bilancio al netto delle partite di giro. Avrei ottenuto la stessa riduzione di 2 milioni invece che 9 se avessi continuato a presentare le spese per pensioni e per stipendi al lordo di ritenute e oneri, ma senza cambiare il modo di presentazione nel 2014, che ha fatto artificialmente “scomparire” circa 8 milioni di pensioni totali. Presentare le spese al netto di tutte le tasse e oneri semplicemente elimina ogni arbitrarietà su quali presentare e quali mettere in contabilità speciale.

Una interessante vicenda di comunicazione

Appurati i fatti, da questo punto in poi la storia diventa una vicenda di comunicazione. Ed è una storia istruttiva, anche se riguarda pochi milioni di euro, perché coinvolge la Corte costituzionale, non proprio l’ultima delle istituzioni. Nel 2016 nel mio libro “Status Quo” misi in evidenza la sparizione di un po’ di milioni di pensioni dalle spese a bilancio della Corte. Ma non avevo tutti i numeri necessari per provare cosa era successo, anche perché la Corte non rispose mai alle mie richieste di chiarimento. A partire dal settembre 2017, ho fatto da consulente per una puntata della trasmissione Report che si occupava di spesa pubblica, andata in onda la sera dell’11 dicembre 2017.  Ottenere i dati necessari è stato un processo molto lungo e faticoso, che ha richiesto parecchi mesi (certo non ha aiutato che la Corte non abbia mia pubblicato, quasi unica nel panorama italiano, i propri bilanci consuntivi, e si sia deciso a farlo solo alcune settimane fa, sotto la pressione dell’inchiesta).

Ecco cosa scriveva la Corte all’inizio di novembre in risposta a una richiesta di chiarimenti (le parti in grassetto sono mie):

Inoltre, fin dal 2014 è stata avviata un’opera di razionalizzazione e di riduzione della spesa, nell’ambito della quale ha influito in modo rilevante anche l’attuazione della legge Fornero (riforma delle pensioni).

Tra il 2013 ed il 2014, il bilancio corrente della Corte si è ridotto da 62.816.448 euro a 57.417.331 euro, con una diminuzione di 5.399.116 euro. Il miglioramento è di natura strutturale, come dimostra il trend dei bilanci successivi:

Quindi la Corte affermava di aver attuato un “miglioramento strutturale” di oltre 9 milioni (la somma delle riduzioni nei tre anni). Ma nel seguito del documento riusciva ad indicare i dettagli di sole poche centinaia di migliaia di euro. L’origine del resto era un mistero.

Per dissipare con certezza il mistero erano necessarie due cose. Primo, i conti delle gestioni speciali, su cui erano finite una parte della spesa pensionistica. Secondo, i dettagli delle spese per stipendi e pensioni, al lordo e al netto di ritenute, oneri e trattenute. Questi dettagli erano disponibili a bilancio dal 2014, ma non nel 2013: e il 2014 è proprio l’anno, come abbiamo visto, in cui c’è stata la grande riduzione di spesa. Sulla base dei dati forniti dalla corte, il risultato è la tabella di destra che, come abbiamo visto, mostra una riduzione di spesa totale di circa 2 milioni, contro gli oltre 9 milioni “suggeriti”  dalla Corte.

Alla fine sono pochi milioni; ma è una storia emblematica, che credo valesse la pena raccontare.

ROBERTO PEROTTI – Laureato all’Università Bocconi, ha conseguito il PhD in Economics al MIT di Cambridge, Massachusetts nel 1991. Dopo 10 anni di insegnamento alla Columbia University di New York (dove ha conseguito la cattedra a vita) e due anni all’European University Institute di Firenze, nel 2005 diventa professore ordinario all’Università Bocconi, dove è anche membro del centro di ricerche IGIER, di cui è stato direttore dal 2006 al 2008. I suoi interessi scientifici sono prevalentemente in macroeconomia, e in particolare nello studio degli effetti delle politiche di bilancio. È Research Fellow presso il Center for Economic Policy Research (CEPR) di Londra e Research Associate presso il National Bureau of Economic Research (NBER), Usa. È stato consulente del Fondo Monetario Internazionale della Banca Mondiale, della Inter-American Development Bank, della Banca Centrale Europea, e della Banca d’Italia, e Academic Consultant del Federal Reserve Board di Washington. È stato co-direttore del Journal of the European Economic Association. È stato consigliere economico del Presidente del Consiglio dal settembre 2014 al dicembre 2015. È editorialista del Sole 24 Ore. Ha pubblicato “Meno Pensioni, Più Welfare” (Il Mulino, 2002, con Tito Boeri, ) e “L’Università Truccata” (Feltrinelli, 2008) e “Status quo” (Feltrinelli, 2016). 

vivicentro.it/economia
vivicentro/Anche la Corte costituzionale ricorre a giochetti contabili
lavoce.info/La spending review della Corte costituzionale: fu vera gloria? (Roberto Perotti)

Napoli, operaio morto precipitando da un balcone

0
Operaio muore precipitando da un balcone di una casa al terzo piano

La giornata di Napoli è stata macchiata da una tragedia ancora inspiegabile. Questa mattina mentre stava effettuando dei lavori in un appartamento situato al terzo piano sulla salita Tarsia, un operaio è morto  precipitando al suo dal terrazzo della casa.

Non sono ancora chiare le cause che hanno portato alla tragica morte dell’operaio, la polizia che è subito giunta sul luogo sta indagando sull’accaduto, non si è ancora giunti ad alcuna conclusione.

Napoli, buone nuove per Insigne: c’è la possibilità di vederlo in campo

Il calciatore non vuole saltare tre partite di fila

Lorenzo Insigne è ancora fermo ai box. Senza lui il Napoli sembra essere diventato incapace di trovare la via del gol. Il talento di Frattamaggiore soffre, nel non giocare e nel vedere i propri compagni faticare. L’ultimo gol in campionato risale ad Udine, quando Jorginho ribadì in rete un rigore sbagliato da lui sbagliato, poi le due gare casalinghe (contro Juventus e Fiorentina) senza far gol e con un solo punto racimolato nella doppietta casalinga.

L’assenza si sente, eccome. Ma proprio in questo senso arrivano buone notizie. ‘Lorenzinho’ sembrerebbe in miglioramento, le sue condizioni potrebbero permettergli di prendere parte alla trasferta torinese.
Infatti secondo quanto riferisce Massimo Ugolini, giornalista SKY, alla trasmissione Radio Goal in onda sulle frequenze di Radio KissKiss Napoli: “Insigne ci proverà fino alla fine, cioè fino a venerdì. Non vuole restare fuori per tre partite di fila. Ci sono buone possibilità di vederlo in campo contro il Torino. L’allenamento di oggi potrà dare indicazioni interessanti. Il fastidio non sparirà, ma con il riposo avrà avuto la possibilità di prepararsi al meglio”.

De Laurentiis: “I conti li faremo poi: è importante essere primi alla fine”

Le sue parole

Aurelio De Laurentiis ha rilasciato alcune dichiarazioni alla presentazione del film ’Super Vacanze di Natale’, ecco le sue parole riportate dai colleghi di Kiss Kiss Napoli durante Radio Goal: “Essere primi è importante ma i primi si vedono alla fine della stagione. Non all’inizio. C’è più calcio sotto l’albero di Natale quest’anno, il calcio sottrae sempre spettatori al cinema e a me fa piacere così. Campionato? I conti li faremo alla fine”. 

I Carabinieri scoprono un traffico di rifiuti tra Italia e Africa: coinvolta una società napoletana

0
Un blitz dei Carabinieri ha permesso la scoperta di questo traffico con la Nigeria

I Carabinieri di Vicenza, in collaborazione con la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Venezia, ha scoperto un traffico di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche tra l’Italia e l’Africa, che ha portato al deferimento più di trenta persone. Tra queste è indagata una nota società di Napoli, che ha partecipato al traffico di rifiuti elettrici, tra cui fotocopiatrici, stampanti, condizionatori e tv inutilizzabili che partivano dal porto di Genova in dei container ed erano diretti in Nigeria. Sono stati individuati dai militari vicentini, circa sette nigeriani che partecipavano al traffico e che collaboravano ad eludere i controlli delle autorità doganali.

Torino-Napoli: è ancora divieto di trasferta! Ecco i dettagli…

Vietata la vendita dei biglietti ai residenti in Campania

Un settore ospiti vuoto, quello dello stadio Olimpico di Torino, che sabato pomeriggio vedrà impegnati i padroni di casa contro il Napoli per la diciassettesima giornata del campionato di Serie A.

Ancora una volta, ai tifosi partenopei viene negata la possibilità di seguire la propria squadra del cuore in trasferta. Un divieto, questo, come tanti altri, che davvero fa discutere e toglie fascino a questo calcio.

Ecco il comunicato:
“Divieto di vendita ai residenti della regione Campania in qualsiasi settore dello stadio anche se in possesso di fidelity card. Sono esclusi solo i fidelizzati Torino FC. Settore ospiti: vendita libera senza tessera del tifoso (Esclusi residenti in Campania). Incedibilità del titolo di accesso cartaceo”.

Onestamente, questa decisione lascia un pò perplessi per due ragioni:
1- “Divieto di vendita ai residenti della regione Campania […] anche se in possesso di fidelity card”. Ma allora a cosa serve questa benedetta tessera se comunque le trasferte vengono vietate?!

2- “Settore ospiti: vendita LIBERA senza tessera del tifoso, esclusi residenti in Campania”. La domanda immediata che ci viene in mente è ‘perchè?’. Che senso ha vietare la trasferta ai napoletani della Campania se poi qualsiasi tifoso napoletano d’Italia può raggiungere lo stadio, perchè questa limitazione esclusiva alla Campania?

Sono punti che lasciano riflettere, norme che vanno un pò in contraddizione tra loro. E’ lontano il tempo del bel calcio, quando questo sport era ancora della gente!

Parte l’iniziativa “Bianco Natale” per promuovere il turismo dei paesi dei monti Lattari

0
Parte l’iniziativa “Bianco Natale” per promuovere il turismo dei paesi dei monti Lattari

Pimonte, Casola, Corbara, Lettere e Santa Maria la Carità, lavorano insieme per promuovre il turismo delle loro zone.

Da oggi infatti prende il via la rassegna “Bianco Natale – il presepe vivente dai monti Lattari alla costiera amalfitana” che coinvolgerà fino al 7 gennaio i cinque paesi.

A inaugurare la rassegna nella tensostruttura “teatro provvisorio” di Pimonte sarà oggi lo spettacolo “Scusate se insisto” con Lino Barbieri (in replica il 23 dicembre in piazza Crocifisso a Casola e il 6 gennaio nel castello di Lettere). Seguirà la sfilata per le strade del paese dei personaggi del presepe accompagnati dal Gruppo della Tammorra Pimontese.

Il 18 dicembre, Rosalia Porcaro presenterà lo spettacolo “Donne”. Tra i giovani nomi su cui punta la rassegna c’è il cantante Oceano che si esibirà il 21 dicembre a Pimonte e il 29 a Corbara. Dal 17 dicembre al 7 gennaio andrà in scena nella Valle Lavatoio di Pimonte il presepe teatralizzato, “Lo cunto de lu presebbio” curato da Emilio Massa e Gaetano Basile. Nella Valle Lavatoio, da 25 anni si rappresenta la Natività. La novità dell’edizione 2017 è che il Presepe per la prima volta viene teatralizzato. Il 22 dicembre la tensostruttura ospiterà il concerto di Maria Nazionale “Canto d’autore”.

Il 2 gennaio 2018 ore 18,30 Emilio Massa presenterà “Tombolata Show”. L’irriverente cabala numerica tradizionale si terrà anche il 5 gennaio in piazza Roma a Lettere. Altra novità di “Bianco Natale” è un gioco di carte pensato e ideato dal game designer Dario Massa.

Altro che “Una poltrona per due” a Napoli arriva “Una poltrona per te”

0
Altro che “Una poltrona per due” a Napoli arriva “Una poltrona per te”

Dopo il “caffè sospeso” la generosità dei napoletani non si è fermata, tanto meno la loro inventiva. La nuova idea infatti riguarda la “poltrona sospesa” un modo per permettere a chi non ha i mezzi ma ama il teatro di assicurargli un posto in sala.

Si tratta di un’iniziativa ideata dal teatro ‘Il Pozzo e il Pendolo’ in occasione del suo diciottesimo anno di attività, con il sostegno degli assessorati alla Cultura e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, che prenderà il via sabato prossimo e si protrarrà per tutto il periodo festivo, fino a lunedì 7 gennaio prossimo. Titolo dell’iniziativa è ‘Una poltrona per te‘.

Sono tre gli spettacoli coinvolti a partire da sabato prossimo (in scena fino a lunedì 18) con Antonello Cossia in ‘Ultime notizie dalla famiglia‘ di Daniel Pennac. Con la saga dei Malaussène s’impara ad amare i personaggi, a seguire le loro vicende, a ridere e piangere con la caleidoscopica e surreale famiglia di Belville. È la scrittura visionaria, ironica, struggente di Pennac a compiere il miracolo, trasformando le parole in immagini così nitide che basta poco per trasformarle in teatro.

Dal 21 al 30 dicembre, per il dodicesimo anno consecutivo, sarà in scena ‘Canto di Natale‘ di Charles Dickens, con Paolo Cresta e Carlo Lomanto. Un racconto a due voci, una fatta di parole, l’altra di suoni. E intorno, ci sono le luci, le immagini, gli odori, i sapori, di un Natale che nella memoria o nell’immaginazione ciascuno conserva.

Intorno a questo “viaggio” alla ricerca del Natale, realizzerà un allestimento da salotto ottocentesco, dove non mancherà proprio nulla, dalla poltrona da sprofondo, al plaid per rendere più familiare la serata, alle piccole leccornie che rendono dolci le serate natalizie.

Da venerdì 5 gennaio (fino a domenica 7) Andrea De Rosa e Fabio Rossi sono i protagonisti di ‘Racconto d’inverno’ di Anne Radcliffe, la più classica delle ghost story, capace di far correre brividi lungo la schiena. Un’antica maledizione, un teatro vuoto dove la forza evocativa della recitazione trascina nei sentieri oscuri abitati dalle anime che non trovano pace. Uno spettacolo nel quale l’eterno gioco del teatro nel teatro scaraventa lo spettatore in una situazione tanto credibile quanto raggelante.

Il direttore artistico del tatro Annamaria Russo ha così commentato l’iniziativa: “Con il sostegno dei due assessorati siamo sicuri che riusciremo a fare in modo che questo Natale la solidarietà possa passare anche attraverso la cultura. E riusciremo a farci, e a farci fare dal nostro pubblico, l’unico regalo di compleanno che davvero desideriamo: poter finalmente declinare il verbo condividere in tutte le sue forme”.