Auguri di buon anno dalla redazione di ViViCentro.it
Un altro anno è passato, il 2017 ha portato grandi sorprese. Siamo felici dei risultati raggiunti grazie a tutti voi, i nostri lettori che sempre ci sostengono e ci spronano a dare sempre di più. E’ a tutti quanti voi che la redazione di ViViCentro.it, in tutte le sue componenti, augura un 2018 migliore e ricco di successi, nel lavoro come nella vita.
Il Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella trasmesso a reti unificate:
Care concittadine e cari concittadini, un saluto cordiale e un grande augurio. A tutti coloro che sono in Italia e agli italiani che si trovano all’estero.
Tra poco, inizierà il 2018.
Settant’anni fa, nello stesso momento, entrava in vigore la Costituzione della Repubblica, con il suo patrimonio, di valori, di principi, di regole, che costituiscono la nostra casa comune, secondo la definizione di uno dei padri costituenti.
Su questi valori, principi e regole si fonda, e si svolge, la nostra vita democratica. Al suo vertice, si colloca la sovranità popolare che si esprime, anzitutto, nelle libere elezioni.
Come sapete ho firmato il decreto che conclude questa legislatura del Parlamento e, il 4 marzo prossimo, voteremo per eleggere le nuove Camere.
E’ stato importante rispettare il ritmo, fisiologico, di cinque anni, previsto dalla Costituzione.
Insieme ad altri esiti positivi, andremo a votare con una nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, omogenea per le due Camere.
Le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca: a scriverla saranno gli elettori e, successivamente, i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese.
Mi auguro un’ampia partecipazione al voto e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese.
Ho fiducia nella partecipazione dei giovani nati nel 1999 che voteranno per la prima volta.
Questo mi induce a condividere con voi una riflessione.
Nell’anno che si apre ricorderemo il centenario della vittoria nella Grande guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto.
In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora – i ragazzi del ’99 – vennero mandati in guerra, nelle trincee.
Molti vi morirono.
Oggi i nostri diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica.
Propongo questa riflessione perché, talvolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell’Europa.
Non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo.
Assistiamo, persino, al riaffacciarsi della corsa all’arma nucleare.
Abbiamo di fronte, oggi, difficoltà che vanno sempre tenute ben presenti. Ma non dobbiamo smarrire la consapevolezza di quel che abbiamo conquistato: la pace, la libertà, la democrazia, i diritti.
Non sono condizioni scontate, né acquisite una volta per tutte. Vanno difese, con grande attenzione, non dimenticando mai i sacrifici che sono stati necessari per conseguirle.
Non possiamo vivere nella trappola di un eterno presente, quasi in una sospensione del tempo, che ignora il passato e oscura l’avvenire, così deformando il rapporto con la realtà.
La democrazia vive di impegno nel presente, ma si alimenta di memoria e di visione del futuro.
Occorre preparare il domani. Interpretare, e comprendere, le cose nuove. La velocità delle innovazioni è incalzante; e ci conduce in una nuova era, che già cominciamo a vivere.
Un’era che pone anche interrogativi sul rapporto tra l’uomo, lo sviluppo e la natura. Basti pensare alle conseguenze dei mutamenti climatici, come la siccità, la limitata disponibilità di acqua, gli incendi devastanti.
Si manifesta, a questo riguardo, una sensibilità crescente, che ha ricevuto impulso anche dal magistero di Papa Francesco, al quale rivolgo gli auguri più fervidi.
Cambiano gli stili di vita, i consumi, i linguaggi. Mutano i mestieri, e la organizzazione della produzione. Scompaiono alcune professioni; altre ne appaiono.
In questo tempo, la parola “futuro” può anche evocare incertezza e preoccupazione. Non è stato sempre così. Le scoperte scientifiche, la evoluzione della tecnica, nella storia, hanno accompagnato un’idea positiva di progresso.
I cambiamenti, tuttavia, vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità.
L’autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre.
La cassetta degli attrezzi, per riuscire in questo lavoro, è la nostra Costituzione: ci indica la responsabilità nei confronti della Repubblica e ci sollecita a riconoscerci comunità di vita.
L’orizzonte del futuro costituisce, quindi, il vero oggetto dell’imminente confronto elettorale.
Il dovere di proposte adeguate – proposte realistiche e concrete – è fortemente richiesto dalla dimensione dei problemi del nostro Paese.
Non è mio compito formulare indicazioni.
Mi limito a sottolineare, ancora una volta, che il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro. E’ necessario che ve ne sia in ogni famiglia. Al tempo stesso va garantita la tutela dei diritti e la sicurezza, per tutti coloro che lavorano.
Tanti nostri concittadini vivono queste festività in condizioni di disagio, per le conseguenze dei terremoti, che hanno colpito larga parte dell’Italia centrale. A loro desidero far sentire la vicinanza di tutti.
Gli interventi per la ripresa e la ricostruzione proseguono e, talvolta, presentano difficoltà e lacune. L’impegno deve continuare in modo sempre più efficiente fino al raggiungimento degli obiettivi.
Esprimo solidarietà ai familiari delle vittime di Rigopiano e della alluvione di Livorno; ai cittadini di Ischia, che hanno patito gli effetti di un altro sisma. E a tutti coloro che, nel corso dell’anno, hanno attraversato momenti di dolore.
Un pensiero particolare va ai nostri concittadini vittime dell’attentato di Barcellona. Il loro ricordo, unito a quello delle vittime degli attentati all’estero degli anni precedenti, ci rammenta il dovere di mantenere la massima vigilanza nella lotta al terrorismo.
Riguardo a questo impegno, vorrei ribadire la riconoscenza nei confronti delle nostre Forze dell’Ordine, dei nostri Servizi di informazione, delle Forze Armate, ripetendo le stesse parole di un anno fa: “Anche nell’anno trascorso hanno operato, con serietà e competenza, perché in Italia si possa vivere con sicurezza rispetto a quel pericolo, che esiste ma che si cerca di prevenire”.
Si è parlato, di recente, di un’Italia quasi preda del risentimento.
Conosco un Paese diverso, in larga misura generoso e solidale. Ho incontrato tante persone, orgogliose di compiere il proprio dovere e di aiutare chi ha bisogno. Donne e uomini che, giorno dopo giorno, affrontano, con tenacia e con coraggio, le difficoltà della vita e cercano di superarle.
I problemi che abbiamo davanti sono superabili. Possiamo affrontarli con successo, facendo, ciascuno, interamente, la parte propria. Tutti, specialmente chi riveste un ruolo istituzionale e deve avvertire, in modo particolare, la responsabilità nei confronti della Repubblica.
Vorrei rivolgere, in chiusura, un saluto a quanti, questa sera, non stanno festeggiando perché impegnati ad assolvere compiti e servizi essenziali per tutti noi: sulle strade, negli ospedali, nelle città, per garantire sicurezza, soccorso, informazione, sollievo dalla sofferenza.
A loro, ringraziandoli, esprimo un augurio particolare.
Auguri a tutti; e buon anno.
vivicentro.it/ CRONACA – POLITICA /Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (VIDEO)
E’ stata una prima parte di stagione ampiamente positiva quella della Juve Stabia. La squadra di Caserta e Ferrara si è stabilizzata nelle zone alte della classifica, offrendo un bel gioco e contando su una identità ormai consolidata.
Questo il nostro pagellone del girone di andata:
PORTIERI
Branduani: Il suo arrivo in extremis conferisce alla Juve Stabia l’elemento cardine che tutte le grandi squadre devono avere: un portiere di assoluta affidabilità. Le partite in cui l’estremo difensore stabiese non compie miracoli si contano sulle dita di una mano; i suoi guantoni sono ormai una certezza. Voto 8.
Bacci: Conferma la sua capacità di farsi trovare pronto quando Caserta e Ferrara gli danno una chance. L’uscita dalla Coppa Italia di categoria contro la Paganese pesa soprattutto per lui, che nella competizione avrebbe trovato minutaggio e continuità. Voto 6,5.
Zanotti: E’ lui il titolare all’esordio in campionato contro l’Andria, gara in cui commette un errore grossolano, regalando la rete del vantaggio iniziale ai padroni di casa. Da quel momento esce dai radar dello staff tecnico. Voto 5.
DIFENSORI
Allievi: La sua stagione, in scia con il finale della precedente, parte bene e le sue prestazione sono ampiamente positive. E’ lui a griffare con la sua rete il derby di Pagani ed a ripetersi la settimana successiva contro il Racing Fondi. Qualche problema fisico gli fa perdere i gradi di titolare ma appare in ripresa. Voto 6,5.
Bachini: Prima parte di stagione di apprendistato che precede la sua esplosione. Una volta entrato nell’undici titolare non ne è più uscito, guadagnandosi la stima di tutto l’ambiente a suon di grandi prestazioni. Essenziale ma sempre efficace. Voto 7.
Crialese: Calciatore che, quando è in giornata, fisicamente e psicologicamente, è in grado di fare la differenza grazie al suo sinistro raffinato. Troppe volte si è vista in campo, però, la sua versione pigra. Non è un caso che Caserta lavori tanto su di lui: con la giusta cattiveria può diventare elemento di spicco. Voto 6.
Dentice: Causa problemi fisici, ed una fastidiosa ricaduta, si è visto più in infermeria che in campo. Girone di andata quasi non giudicabile per lui, che resta al centro di alcune voci di mercato. Voto 5,5.
Gaye: La sua favola è a lieto fine a prescindere dalle sue prestazioni, ma le poche volte che è sceso in campo ha mostrato fame e voglia di fare bene. Peccato per il rigore decisivo, causato da una sua ingenuità nell’ultima gara di Coppa Italia Serie C di Pagani. Voto 5,5.
Morero: Come Paponi e Matute meriterebbe un voto alto solo per aver sposato il progetto tecnico ed economico della Juve Stabia. E’ il leader carismatico della squadra e quando manca si sente la sua assenza, nonostante qualche errore di troppo a volte evitabile. Voto 6,5.
Nava: Partito in sordina è cresciuto in modo esponenziale sulla distanza. Il suo percorso di crescita ricorda quello del primissimo Cancellotti che vestiva la maglia della Juve Stabia. Riesce sempre bene a trovare il giusto mix tra fase di spinta e di copertura. Voto 6,5.
CENTROCAMPISTI
Awua: L’eliminazione dalla Coppa Italia di categoria dà rammarico perché giunta a seguito di una prestazione molle delle Vespe, e perché penalizza elementi come Awua, inevitabilmente poco utilizzati in campionato. Tanta corsa e muscoli quando è sceso in campo; resta la curiosità di rivederlo all’opera. Voto 6.
Calò: Inizio di stagione un po’ troppo timido per il talentuoso centrocampista scuola Samp, che si è smaliziato match dopo match. I suoi ultimi spezzoni di gara denotano una crescita palpabile, sbattuta però sulla traversa del De Simone di Siracusa: è sulla buona strada. Voto 6,5.
Capece: Arrivato con la non leggera eredità di Capodaglio, dall’ex Cosenza ci si attendeva e ci si attende di più. La visione di gioco, con annesso piede educato, non manca; a latitare è stato spesso il dinamismo che in una squadra battagliera come quella stabiese deve essere elemento imprescindibile. Voto 5,5.
Mastalli: “C ripigliam tutt chell che è o nuost” recita una famosa citazione di Gomorra. E’ quello che ha fatto Mastalli che, dopo un inizio di stagione altalenante (nonostante la precisione sotto porta), da vero leader si è ripreso i ruolo da intoccabile della scorsa stagione. La sua maturazione è palpabile non solo nelle geometrie e nella visione di gioco ma anche negli inserimenti, nella fase di filtro e nell’atteggiamento che mostra verso compagni ed ambiente. Voto 7.
Matute: Cuore enorme per il centrocampista camerunense, che con entusiasmo si è rimesso in gioco come elemento di esperienza che deve aiutare i più giovani. Fisicamente non assistito dalla condizione fisica eccellente che richiede il suo stile di gioco, ha sempre dato il suo contributo. Voto 6.
Viola: La sensazione è che le tre giornate di squalifica iniziali lo abbiano aiutato a limare qualche eccesso caratteriale. Il calciatore che, dopo l’assenza forzata, è rientrato in campo è scintillante. Centrocampista completo: dinamismo da interditore e piedi da regista, in grado di colpire sia con la sciabola che col fioretto. Il numero 15 è la proiezione in campo del suo allenatore, da cui sta traendo i segreti per essere un centrocampista completo. Voto 7,5.
ATTACCANTI
Berardi: Ha fatto intravedere doti rilevanti sin dall’esordio stagionale, in Coppa Italia contro il Bassano, L’impatto con il campionato è stato invece più duro ed ha mostrato come il fantasista sanmarinese debba, comprensibilmente, crescere; nel suo repertorio restano colpi importanti e su cui poter contare. Voto 6.
Canotto: Quando dimentica la vocazione a voler risolvere le gare da solo è un esterno che garantisce giocate ad effetto e gol come pochi. Le aspettative alte dovute al suo arrivo sono state soddisfatte a tempo debito, dopo un periodo di adattamento al gioco di Caserta ed all’ambiente. Ad oggi, decisivo per le sorti della squadra. Voto 7.
Costantini: Stesse considerazione fatte per Berardi. Precampionato da incorniciare che si scontra con la complessità e la durezza del girone più competitivo del campionato di Serie C. Voto 6 di incoraggiamento.
D’Auria: Prima che Caserta e Ferrara trovassero la formula magica del 4-2-3-1, anche il giovane esterno napoletano ha avuto le sue occasioni, probabilmente non sfruttate però appieno. Difficile, ora, sovvertire le gerarchie che si sono create. Voto 5,5.
Lisi: Una testarossa con il motore diesel. Dopo un inizio di stagione pigro, causa motivazioni a intermittenza, l’esterno romano è tornato ad essere il gladiatore della Juve Stabia. Meno presente in zona gol rispetto alle scorse stagioni ma più incisivo in fase di assist e nelle altre zone di campo, dove lo si vede spesso scalare nel ruolo ormai non nuovo di centrocampista. Voto 7.
Paponi: Da emblema del mercato sbagliato dello scorso gennaio a trascinatore, capocannoniere e numero 10. L’ex Latina ha deciso in estate di non abbandonare la sfida accettata mesi prima, venendo incontro alle esigenze della società; in campo combatte e sprona i compagni, dall’alto anche di una presenza in zona gol ritrovata. Non è un caso che i quasi due mesi di assenza siano coincisi col periodo di flessione della squadra. Voto 7,5.
Simeri: Il “Marotta” di questa stagione. Al suo primo, vero, campionato (dopo qualche timido assaggio) tra i professionisti non ha pagato lo scotto del salto di categoria, distinguendosi subito per voglia di combattere, grinta e fame di arrivare lontano. Quando è in campo dà tutto, mentre quando è fuori scalpita, in modo giusto, per tornare a fare gol: un carro armato. Voto 7.
Strefezza: Oggetto quasi misterioso fino al cambio di modulo che ha rigenerato lui più di tutti. Baricentro basso, tanta qualità e forza fisica gli consentono di non soffrire i contrasti con gli avversari, senza dimenticare di innescare i compagni. L’abito da fantasista puro sembra fatto a misura per lui. Voto 6,5.
ALLENATORI
Caserta/Ferrara: Hanno plasmato una squadra con una solida identità di gioco e motivazioni da vendere. Nonostante le tante difficoltà di inizio stagione (la mancanza del Menti e la poca considerazione da parte dell’ambiente locale) sono riusciti in tempi brevi a trovare l’undici su cui puntare. Da non dimenticare il coraggio di stravolgere il modulo provato per mesi in luogo di quello che poteva rappresentare una incognita e che invece si è rivelato lo schema in grado di far rendere al meglio gli uomini di maggiore qualità. Grazie soprattutto all’animo stabiese di Caserta, inoltre, comprendono immediatamente lo stato d’animo della tifoseria, con cui sono in totale sintonia. Voto 8.
PRESIDENTE
Manniello: Nell’indifferenza generale ha prima regolarizzato la posizione della società, mettendola al sicuro da eventuali brutte sorprese, e poi allestito una squadra con qualità e motivazioni, scovando elementi sconosciuti fino a pochi mesi fa. L’amarezza per l’epilogo della scorsa stagione non ha intaccato la sua sana follia che lo porta a rincorrere quel sogno realizzato solo sei anni fa. Voto 10.
Settore giovanile Juve Stabia: “Buon 2018 a tutti!”
L’anno che arriva, una foresta vergine da esplorare. Troveremo tesori, raccoglieremo frutti, inciamperemo, troveremo ostacoli, ma ogni volta arriverà l’alba, e il sole illuminerà le nostre esperienze. L’importante è farlo compatti verso un unico obiettivo. Il presidente del settore giovanile della Juve Stabia, Andrea De Lucia, il responsabile Saby Mainolfi, tutti i dirigenti, gli staff e le squadre, nonchè l’ufficio stampa, augurano a tutti voi un buon 2018!
FOTO ViViCentro – Reggiana-Triestina 2-0 e i Granata volano al quarto posto
A Reggio Emilia la Triestina viene travolta da una Reggiana molto cinica e ben organizzata. Nella prima frazione di gioco i Triestini ci provano in tutte le maniere ma il muro Granata resiste grazie ad un Facchin in forma smagliante. La prima occasione capita sui piedi di Petrella che tira a giro ma Facchin vola e devia in Angolo. La Triestina mantiene il pallino del gioco e crea ancora molto ma la Reggiana risponde in contropiede e al minuto 10’ Cesarini imbecca Altinier che con un rasoterra sfiora il Palo. Gli uomini di Sannino sono più determinati e alla mezz’ora Mensah s’invola sulla fascia sinistra e mette al centro ma Arma non arriva alla deviazione vincente per un soffio. La Reggiana subisce ma a pochi minuti dalla fine una punizione battuta velocemente porta Cesarini di fronte a Boccanera e lo trafigge con un diagonale perfetto e passa in Vantaggio. La ripresa è la fotocopia del primo con la Triestina a farne da padrona ma i Granata controllano bene e quando possono pungono. Ed è proprio al minuto 68 che Bovo chiude i conti e Trafigge Boccanera dopo avergli respinto il primo tiro. La formazione a tinte Alabardate crea molto e ci prova fino alla fine ma Facchin chiude ogni varco. La Reggiana vince e porta a casa tre punti d’oro che la fanno volare in classifica e ben sperare per il proseguo della stagione.
Reggiana-Triestina 2-0
Marcatori: Cesarini al 43′ pt, Bovo al 24′ st
Reggiana (4-3-3): Facchin; Ghiringhelli, Spanò (Lombardo dal 14′ st), Crocchianti, Panizzi; Bovo, Genevier, Carlini (Bobb dal 43′ st); Riverola (Rosso dal 32′ st), Altinier (Cianci dal 43′ st), Cesarini. A disposizione: Narduzzo, Viola, Manfrin, Zaccariello, Rocco. Allenatore: Sergio Eberini
Triestina (4-3-2-1):Boccanera; Libutti, Meduri, Codromaz, Pizzul; Porcari (Celestri dal 21′ st), Acquadro (Bariti dal 1′ st), Bracaletti (Pastore dal 40′ st); Petrella (Pozzebon dal 21′ st), Mensah; Arma. A disposizione: Perisan, Brandmayr, Erman. Allenatore: Giuseppe Sannino
Arbitro: Daniele De Santis di Lecce (assistenti Davide Moro di Schio e Stefano Zeviani di Legnago)
Note: angoli 0-5. Ammoniti: Petrella al 36′ pt, Codromaz al 8′ st, Facchin al 39′ st, Bracaletti al 40′ st, Bariti al 42′ st, Mensah al 45′ st. Recupero: 1′ pt, 5′ st.
A Castellammare di Stabia, la Direzione didattica del IV Circolo Annunziatella, in collaborazione con la Parrocchia Ss dell’Annunziata, dal 28 al 30 Dicembre, ha organizzato la rappresentazione di un presepe vivente, potremmo dire “sui generis”
Come da consueto, nella maggior parte delle case italiane, a partire dall’ 8 dicembre, si da il via alla decorazione delle proprie abitazioni. Tra i vari addobbi, oltre all’immancabile abete natalizio, spicca, soprattutto nelle case napoletane, il presepe. Ma da dove arriva l’antica tradizione del presepe? I primi a descrivere la Natività furono gli evangelisti Luca e Matteo, i quali nei loro racconti descrivevano l’immagine di quello che poi nel Medioevo è diventato il “Praesepium” ovvero la “mangiatoia”. Successivamente, fu di San Francesco d’Assisi l’idea di far rivivere in uno scenario naturale, la nascita di Gesù Bambino. Quest’anno a Castellammare di Stabia, grazie al IV Circolo Annunziatella, il cui Dirigente Scolastico è la Dottoressa Cinzia Toricco, in collaborazione con la Parrocchia Ss dell’Annunziata, l’antica arte del presepe ha avuto un volto nuovo. La Redazione di VIVICentro.it era presente all’evento e ha avuto la possibilità di parlare con la curatrice del progetto, l’insegnante Filomena Scarfato.
Per prima cosa Filomena ci spiega come è nato questo progetto, e afferma: “Questo è un progetto che parte un po da lontano, anche per quello che rappresenta, nel senso che c’è un gruppo laico nel nostro quartiere, il cui nome è “Insieme per l’altro” che sta collaborando con la Parrocchia. L’attenzione che viene posta verso l’altro è un’attenzione che si basa sulla massima globalità. Da un connubio di sinergie e grazie ad un’idea di Don Antonio, nuovo parroco della Parrocchia Ss dell’Annunziata, si è pensato di proseguire su un cammino che era già iniziato da tempo ma che adesso sta prendendo maggior vigore poiché in tutta la diocesi c’è un cambiamento, quindi un’espressione molto più aperta. Questo progetto nasce dall’espressione di un tronco, di quelli che si trovano in riva al mare, completamente secco, e su questo tronco ho immaginato fosse attaccato, come legato alla vita, un germoglio, e quindi dal Virguto di Iesse nasce questo percorso.” Filomena Scarfato continua dicendo: ” E’ un percorso biblico itinerante, dal Primo Testamento al Vecchio Testamento, di conseguenza si pensa di tenere con Don Antonio e le due Suore, Suor Francesca e Annalisa, che sono due suore della comunità del Gesù Buon Pastore, un progetto che possa coinvolgere tutti, tutti i gruppi attivi della Parrocchia, il Comitato di quartiere che è molto attivo sul territorio da sempre”.
Il progetto tocca 17 scene, 11 vengono rappresentate nell’edificio scolastico e 7 scene vengono rappresentati nei locali della chiesa. Le scene sono le seguenti: 1) L’umanità al centro dell’armonia e della bellezza, 2)Giuseppe: cibo e regalità come servizio per gli altri, 3) Mosè: servo di un Dio che libera, 4) Le dieci parole del dialogo tra Dio e il suo popolo, 5)Davide: Dio non guarda l’apparenza ma il cuore, 6) Ester: la regina che intercede per il popolo, 7) Dio pastore: guida e nutrimento, 8) Giobbe: il grido innocente dell’umanità, 9) Nel Germoglio di Iesse: armonia e pace nel creato, 10) Nel popolo la speranza di rinascere ancora, 11) Il Signore convoca tutte le nazioni intorno a sè, 12) Emmanu-El: Dio è con noi, 13) La Chiesa annuncia la gioia e la luce, 14) Beatitudini: la Parola per i piccoli del regno dei cieli, 16) Mangiaotia e croce: luoghi di vita per gli altri, 17) Canto dell’Agnello immolato e vincitore.
“Questo presepe vuole simboleggiare il cambiamento” afferma Filomena Scarfato, e continua ” il cambiamento avviene nel Virguto di Iesse, vi è una rinascita dell’armonia; successivamente c’è il popolo in cammino, ci siamo noi, che su indicazione del Signore facciamo questo viaggio, e lungo questo percorso, stiamo dando un pezzetto di stoffa che rappresenta un pezzo del mantello di un Giudeo. Lungo questo percorso siamo guidati dai Cullatori della Madonna, che insieme al comitato di quartiere curano gli spazi esterni. La scuola dell’Infanzia ha collaborato alla creazione scenica del Creato, la Scuola Primaria, le prime due scene e il gruppo Insieme per l’altro, hanno collaborato all’allestimento di un po di tutto, e per le scene della Chiesa hanno collaborato tutti i gruppi attivi, come le Catechiste e i Giovanissimi.”
L’insegnante Scarfato ci spiega anche nel dettaglio il significato dato al pezzo del mantello del giudeo: ” Il pezzo di stoffa sarà successivamente raccolto dalla Caritas perché per noi questo percorso itinerante non finisce qui, perché nasce dalla volontà di mettere insieme tutte le sinergie, utilizzate già in altri progetti, ma sempre a spezzoni, non c’è stato mai in tanti anni una sinergia così forte, da unire tutti, c’è la volontà di voler lavorare insieme, in un quartiere che in realtà è una città nella città, a causa della sua grandezza. Non è gente che si incontra per un progetto casuale, ma è gente che collabora attivamente sempre”. Ciò che va messo in risalto secondo Filomena è la volontà di un Parroco, Don Antonio Staiano, di mettere in atto un cambiamento strutturale, e un miglioramento tangibile. Dietro questo lavoro c’è stata una vera e propria connessione tecnica, che ha visto per primo Don Antonio essere la colonna portante di tutto il progetto con il suo supporto allo studio del Primo Testamento. ” Questo è un percorso da fare in preghiera e testimonia la volontà di un gruppo, quello dei Rione Annunziatella, di fare davvero questo percorso” afferma Filomena Scarfato.
Ed è davvero così, e lo si può capire iniziando il percorso del Presepe Vivente dove entrando nelle scene, si viene automaticamente catapultati nel mondo sacro, ed è stato nella fattispecie, come entrare in chiesa, cioè sentire una sensibilità interiore. L’idea di fondo che abbraccia il progetto, rimane un’idea laica, in quanto non necessariamente bisogna essere gente di chiesa per guardare l’altro con attenzione, e attraverso questo progetto il IV Circolo didattico e la Parrocchia Ss dell’Annunziata, stanno davvero riuscendo nella loro missione. In ogni scena del Presepe è presente la voce narrante di Enrico Discolo, documentarista e tecnico, che ha aiutato i visitatori ad immergersi completamente nella storia.
Filomena Scarfato conclude: ” Io sono un’insegnante della scuola dell’infanzia, e la mia idea è quella che l’infanzia sia un età in cui puoi educare una coscienza, lo credo ed è stato anche scientificamente provato, per tanto impartire degli accorgimenti, fa si che nella generazione, nella crescita, si possa acquisire una sensibilità particolare. A tre anni una coscienza è educabile e un bambino a quell’età è un veicolo di informazione. La nostra è una scuola dove si insegna ad amare. Ma non dobbiamo dimenticare che tutto questo è stato reso possibile grazie alla mia direttrice, la Dottoressa Cinzia Toricco, che ci supporta in ogni nostro progetto e ci è sempre vicina e ci segue con proverbiale disponibilità.”
Insigne fenomeno, Hamsik meglio di Maradona, Sarri incredibile stratega
Si è concluso ieri il girone di andata del campionato di Serie A che ha visto il Napoli laurearsi campione d’inverno, con una sola sconfitta subita contro la Juventus allo stadio ‘San Paolo’. Un girone d’andata in cui gli azzurri hanno ottenuto numeri strepitosi.
Ecco le valutazioni di ViViCentro:
Insigne 8: Il talento di Frattamaggiore ha trovato continuità, che con la classe e il talento già in suo possesso gli permettono di fare la differenza e vivere un momento strepitoso. FENOMENO
Hamsik 8: Ha avuto alcune difficoltà iniziali, ma la sua condizione è andata in crescendo col passare del tempo. L’apice è stato raggiunto alla sedicesima giornata quando ha eguagliato il record di gol di Maradona con la maglia azzurra. Poi l’ha distanziato ed è diventato il migliore. MARADHAMSIK
Mertens 7,5: Partenza al massimo come al solito, poi qualcosa si è inceppato ed ora è in astinenza di gol da troppo tempo per uno come lui: segnerà e lo farà a breve. SEMPLICEMENTE DRIES
Koulibaly 7,5: Un muro, insuperabile. Chiunque si trovi dalle sue parti ha vita dura, ha fermato i migliori attaccanti di questa Serie A come Immobile, Icardi e Dzeko. BLINDATO
Allan 7: Incontenibile. Corre, recupera, imposta ed ora segna pure. MASTINO
Callejon 7: Lavora come un forsennato su quella fascia: difende, recupera, scambia coi compagni e arriva sul fondo o a concludere in area. Gli manca il gol, ma è solo questione di tempo. FRECCIA AZZURRA
Jorginho 7: L’organizzatore del gioco del Napoli spazia per tutto il centrocampo. Ritrova anche il gol in Serie A con la rete decisiva di Udine. METRONOMO
Zielinski7: Partito come centrocampista di riserva, si è dimostrato utile alla causa Napoli in qualsiasi ruolo, posizione e momento della gara. Ottimo il suo apporto durante l’infortunio di Insigne. DUTTILE
Ghoulam 7: Un inizio di campionato da paura con corsa, assist e gol. Poi il rinnovo di contratto, ma il grave infortunio al ginocchio ha frenato questo suo essere decisivo. FURIA
Albiol 7: Insieme a Koulibaly svolge un ruolo fondamentale per la protezione della porta dei Reina. L’esperienza è dalla sua parte. MURO
Reina 6,5: Non sta rendendo secondo i suoi standard. L’uscita a vuoto nella gara di Champions a Donetsk può essere costata la qualificazione ai suoi, ma il suo campionato non si limita a questo. Tanti sono stati i suoi interventi salva-risultato. UOMO-RAGNO
Milik 6,5: Veniva da un grave infortunio, aveva recuperato e si stava ritagliando il suo posto poco a poco riuscendo a dare il giusto contributo alla squadra. SFORTUNATO
Diawara 6,5: Viene chiamato spesso in causa per far rifiatare Jorginho, sia in campionato che in coppa senza farlo rimpiangere. PREZIOSO
Hysaj 6,5: Il suo è un campionato più spento rispetto a quello dello scorso anno, ma ciò non toglie che il suo apporto risulti puntuale ed efficace. Anche sull’out sinistro. PRESENTE
Maggio 6,5: Si ritrova a 35 anni passati a dover correre e sgroppare a causa dell’infortunio di Ghoulam. L’impegno e il sudore non mancano mai. Si fa trovare pronto anche in fase d’attacco. SEMPREVERDE
Rog 6,5: Il croato si ritrova a ricoprire anche più di un ruolo: a volte sostituto di capitan Hamsik, altre di Allan, altre ancora come esterno d’attacco. POLIEDRICO
Ounas 6: Poco utilizzato, ma quando è stato chiamato in causa non ha affatto sfigurato. Tecnica e talento ci sono, manca solo un pò di esperienza tattica. TESORO
Chiriches 6: Difensore roccioso che ringhia agli avversari. Con le buone o con le cattive non permette a nessuno di superare la sua linea, salvo qualche piccola eccezione. Sfortunato nell’infortunarsi alla spalla. ROCCIOSO
Mario Rui 6: A causa dell’infortunio di Ghoulam, si ritrova buttato nella mischia nonostante una preparazione atletica non eccellente, ma l’impegno e l’abnegazione non mancano. DETERMINATO
Sepe 6: Chiamato in causa per l’infortunio di Reina, non ha fatto sentire la sua mancanza. Potrebbe essere lui il sostituto naturale del partente Reina? AFFIDABILE
Giaccherini 5,5: Non rientra nei meccanismi del gioco di Sarri e lo si capisce anche quando, con Insigne infortunato, gli preferisce Zielinski. SPRECATO
Rafael s.v.: Da terzo portiere non è riuscito a ritagliarsi un pò di spazio tra i pali, ma in ogni caso c’è sempre. ALLERTA
Maksimovic s.v.: Costato quasi quanto l’intera linea difensiva titolare, ha calpestato l’erba in pochissime occasioni, senza commettere particolari errori. DIMENTICATO
Tonelli s.v.: Tone…chi? Doveva essere uno dei difensori seguaci di Maurizio Sarri, suo tecnico ai tempi dell’Empoli. In un paio di apparizioni, riesce anche a timbrare il cartellino. OGGETTO MISTERIOSO
Sarri 8,5: Regista di una pellicola chiamata “Napoli”, regala spettacolo ad un popolo affamato di sogni che ora, grazie a lui, ne sta cullando uno ma importante. Spesso è radicato nelle sue idee tecniche più che tattiche, ma i risultati gli stanno dando ragione. REGISTA
Il duce: da mesi è al centro della scena. È molto più vivo Lui dei nostri politicanti scriveva ieri Veneziani su Il Tempo.
Mussolini Benito potrà anche essere dichiarato, o ritenuto, da alcuni, l’uomo dell’anno 2017, ma la cosa resta pur sempre un segno di disagio della nostra società odierna. Il fatto che oggi l’Italia abbia una classe politica mediocre, incapace di pensare all’in grande e di progettare il futuro a lungo periodo non autorizza – per una auspicabile società migliore – a scegliere come modello un dittatore, che ha soffocato la libertà e la democrazia con la violenza e la sopraffazione.
È vero, oggi viviamo in una società con molti problemi e molte ingiustizie che ripugnano alla nostra coscienza etica e civica. La classe politica nostrana non brilla certo per correttezza, specchiatezza e diligenza. Tutt’altro. Ma sognare l’“uomo forte”, che comanda da solo e mette “ordine” nella società, significa cascare dalla padella alla brace. In una società le opinioni e gli interessi sono sempre molteplici e complessi. Il riuscire a unificarli non è facile, anzi è quasi impossibile; almeno che non li si comprima con la forza brutale – la violenza fisica ! – oppure con la forza subdola dell’inganno delle coscienze fornendo informazioni false: la censura delle opinioni!
Lo storico Alexis de Tocqueville nei primi dell’800 scriveva: “Il totalitarismo è un potere che non annulla l’esist enza ma la regola; non tiranneggia, ma comprime, snerva, logora e stordisce un popolo, finché non sia tutto quanto ridotto a un gregge di animali timidi e industriosi di cui il governo è pastore” indiscusso.
Esattamente quello che avvenne durante il ventennio fascista in Italia, del quale Benito era il duce-pastore: ridurre ad un gregge di pecore ubbidienti un intero popolo. O per amore o per forza. Il motto per il popolo era, infatti: SERVIRE, OBBEDIRE e TACERE. Il duce cercava di sedurre le masse alimentando il culto della sua persona con immagini suggestive di uomo forte e virile: mentre taglia il grano a torso nudo o chiacchiera con i coloni agricoli. Il duce sposato con 4 figli, ma virile al punto da avere anche una “amante” ufficiale, la sventurata Claretta. Segno di
grande coerenza morale tutta italica, codesta morale a due binari. Al Capo è consentito di infrangere anche le regole morali. La maggior parte delle persone semplici restavano affascinati e soggiogati da cotanto apparato propagandistico che garantiva scientificamente il consenso.
Ma c’era pur sempre chi – più accorto e smaliziato – non restava soggiogato da tanta propaganda e dissentiva. Il regime, per questi casi, disponeva di una rete di delatori – gli spioni ! – col compito di scovare i dissidenti e denunciarli alla polizia. E poi il lavoro veniva completato dalle squadracce fasciste che somministravano olio di ricino per umiliare i malcapitati e poi li picchiavano a sangue fino a farli morire. Una vittima illustre, nel 1925, fu l’onorevole Matteotti, che in Parlamento si permise di criticare l’operato del governo. Per tutta risposta fu letteralmente ucciso a colpi di manganello. Ebbene Mussolini, sempre in Parlamento, a proposito di questo efferato omicidio, ebbe a dichiarare: “Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di quest’associazione”.
Vorremmo vedere tanti contestatari che oggi inneggiano al duce come si comporterebbero se domani si vedessero costretti a vivere in un simile regime sociale.
Per non parlare, poi, dei disastri combinati in politica estera: nel ’29, i Patti Lateranensi che arricchirono smisuratamente la Chiesa per ingraziarsi il suo consenso; e poi, ancora, le leggi razziali, le sciagurate guerre contro la Grecia e l’Etiopia, la guerra di Spagna in soccorso del dittatore Franco, lo scellerato Patto con Hitler che portò al disastro della 2° guerra mondiale ed alla nostrana guerra civile combattuta come Resistenza…
Dopo 74 anni dalla caduta del fascismo non si può eleggere come modello positivo l’uomo che lo incarnò. Il fascismo ha portato troppe sofferenze al popolo italiano e tutti dovremmo esserne vaccinati, definitivamente. Non alimentiamo odii. Ma evitiamo di proporre modelli “impresentabili”. È strano quello che succede oggi in Italia: tutti demonizzano il comunismo, che da noi non ha mai governato. Il Partito comunista, infatti, ha sempre e solo fatto opposizione a
40 anni di governi fatti dalla Democrazia Cristiana e dai suoi alleati. Ma oggi nell’immaginario collettivo, alimentati da TV e mass media, tutti dicono e pensano di essersi liberati dal comunismo dei decenni passati. Mentre il fascismo che è stato effettivamente vissuto da noi Italiani e ci ha fatto i suoi guai proprio a noi, tutti o lo assolvono, o lo sdoganano o lo rimuovono.
Ci vorrebbe una mente come quella del dottor Sigmund Freud per psicanalizzare un intero popolo, bizzarro come il nostro. E pensare che fu un nostro antenato romano ad affermare:
“Historia magistra vitae”. Questa Maestra non ci ha insegnato niente e noi siamo stai cattivi scolari. Meritiamo di essere bocciati perché abbiamo ancora bisogno di molte ripetizioni, per acquisire gli anticorpi necessari ad archiviare definitivamente il nostro doloroso passato e guardare con serenità ed equilibrio al nostro futuro.
Questo è il miglior Augurio che possiamo farci per il nuovo Anno 2018.
E’ morta la piccola Sofia, per salvarla tentato anche il metodo Stamina. La bambina era affetta da leucodistrofia metacromatica, una malattia grave e senza cura.
“Ieri sera la nostra piccola straordinaria bambolina Sofia è volata in cielo direttamente dalle braccia di mamma e babbo. Ora per lei non esiste più dolore, c’è solo l’amore. Per chi volesse salutare insieme a noi la nostra bambina comunicheremo i dettagli della cerimonia non appena potremo. Grazie a tutti quelli che l’hanno amata e a tutti quelli che la ricorderanno nelle loro preghiere. Cate e Guido”.
Così Caterina Ceccuti ha annunciato su Facebook la morte della figlia Sofia, malata di leucodistrofia metacromatica. Per salvarla i genitori avevano fatto ricorso anche al metodo Stamina. Dall’impegno di Caterina Ceccuti e del marito Guido De Barros è nata un’associazione fondamentale per la battaglia alle malattie rare, Voa Voa! Onlus, amici di Sofia. Tantissimi i messaggi di cordoglio sui social.
L’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, con una nota, “esprime vicinanza a Guido De Barros e Caterina Ceccuti nel loro dolore per la perdita della piccola Sofia e si impegna a proseguire con forza nella ricerca di nuove prospettive terapeutiche e diagnostiche per le malattie congenite rare”.
Pozzuoli, Napoli, come ogni anno da sempre, si concluderà oggi alle 17 le 48 ore non stop del mercato ittico puteolano e non solo
A Pozzuoli come ogni anno da sempre, tra la giornata del 30 Dicembre e le 17 del 31 si è tenuto il mercato ittico locale posizionato a via Fasano. E’ una tradizione che tocca le più belle città di mare nella provincia di Napoli, come Torre del Greco e anche Castellammare di Stabia. L’abitudine è rivolta soprattutto agli uomini di famiglia che si recano al marcato del pesce per comperare le pietanze da servire sulle proprie tavole, la sera del 31 Dicembre. Il mercato di Pozzuoli rimane uno dei principali centri campani per le spese ittiche.
Nel mercato sono tantissimi gli stand allestiti dai pescatori, con un connubio di colori e sapori del mare: “spaselle” di orate, spigole, cernie, dentici, calamari e polpi. I prezzi non sono esagerati, c’è possibilità di spesa per tutte le tasche con una qualità dei prodotti ottima. Insomma è una gran bella tradizione, che unisce l’utile al dilettevole: si compra da mangiare, si chiacchiera con il pescatore, si assiste allo spettacolo, infatti i pescatori sono soliti dare la “voce” per attirare i clienti, si sta in compagnia e si continua a tenere viva una gran bella tradizione campana, che a quanto pare è arrivata anche in altre regioni d’Italia come il Molise.
Gli auguri di buon anno della Givova Scafati Basket a tutti i suoi tifosi
Nell’ultimo giorno del 2017, la Givova Scafati Basket coglie occasione per augurare un felice 2018 a tutti i suoi tifosi. Ecco l’augurio della società:
“La Givova Scafati Basket, nelle persone del presidente Alessandro Rossano, del patron Nello Longobardi, del titolare del main sponsor Giovanni Acanfora, dello staff dirigenziale, tecnico e medico, nonché degli atleti e dei tesserati tutti, augura a tutti i suoi tifosi un buon anno nuovo; che sia un 2018 foriero di risultati positivi e di soddisfazioni personali, dentro e fuori ad un rettangolo di gioco”.
Avellino, sequestrati oltre un quintale e mezzo di botti illegali in un negozio di casalinghi
Continuano le operazioni delle Fiamme Gialle per contrastare la vendita illegale di fuochi d’artificio. Questa volta sono stati sequestrati oltre un quintale e mezzo di botti pirotecnici nell’avellinese:
“Ammonta a 150 kg l’ultimo quantitativo di fuochi d’artificio che le fiamme gialle del comando provinciale di Avellino hanno sottratto al commercio illegale. Questa volta a finire nel mirino dei militari del nucleo mobile della compagnia della Guardia di Finanza di Avellino e’ stato un esercizio commerciale sito nel corso avellinese e gestito da una cittadina italiana residente proprio nel capoluogo irpino.
Il materiale pirico rinvenuto, composto anche da batterie destinate all’uso professionale, era detenuto all’interno di un negozio di casalinghi, sprovvisto della necessaria licenza per la vendita della categoria di fuochi maggiormente pericolosi. Inoltre, gli artifici pirotecnici erano conservati, senza le giuste cautele, in prossimità di altra merce altamente infiammabile. I finanzieri, sviluppando le informazioni di intelligence ottenute grazie ad un serrato controllo del territorio, hanno effettuato l’accesso nell’esercizio commerciale e rinvenuto i 9464 artifici pirotecnici.
Constatata l’assenza delle previste autorizzazioni per la vendita, i militari hanno provveduto pertanto al sequestro del materiale esplodente, al fine di salvaguardare l’incolumità dei clienti e del vicinato ed alla denuncia a piede libero della responsabile alla Procura della Repubblica di Avellino per la violazione sia dell’articolo 678 del codice penale, che punisce, tra l’altro, chiunque detiene legalmente materiale esplodente senza le giuste cautele, che per l’art. 47 del testo unico sulle leggi di pubblica sicurezza, che punisce chiunque detiene per la vendita fuochi d’artificio di determinate categorie senza essere in possesso della licenza rilasciata dal prefetto.
Il dispositivo di tutela all’incolumità pubblica eseguito dalla Guardia di Finanza di Avellino ed intensificato nel mese di dicembre, ha consentito, con quest’ultimo sequestro, di togliere dal mercato complessivamente più di 7 quintali e mezzo di fuochi d’artificio potenzialmente pericolosi”.
Ad Agnano, c’è già la prima vittima dei botti di Capodanno:un 14enne viene ferito da un petardo
Mancano poche ore alla notte di San Silvestro e già ad Agnano, Napoli, c’è la prima vittima di questo Capodanno. Si tratta di un 14enne ferito da un petardo. Il ragazzo, del quartiere di Bagnoli, ha riportato ferite alla mano, alla coscia e ad un occhio. E’ stato accompagnato dalla madre in ospedale e lì ha riferito alle forze dell’ordine di essere stato ferito da un petardo vagante, lanciato da ignoti, mentre usciva dalla stazione di Agnano della cumana. Secondo i medici il ragazzo non ha riportato ferite gravi e guarirà in 15 giorni. Purtroppo la realtà napoletana non è nuova a questi incidenti, molti sono i ragazzi che giocano coni botti e petardi, soprattutto lungo il lungomare partenopeo, incurante del pericolo che possono essere, in primis per loro stessi e in secondo luogo per gli altri. Ma a quanto pare, sembra poco interessare questi teppisti, che invece trovano divertimento in questa attività. Quello che la comunità richiede è che ci sia più vigilanza, non solo nei luoghi centrali di Napoli e quindi più affollati, ma anche nelle zone e città più periferiche, dove in realtà ce ne sarebbe anche più bisogno.
Torre Annunziata, “Capodanno sicuro senza botti e alcool”: già infranta l’ordinanza
A Torre Annunziata subito è stato infranta l’ordinanza voluta dal sindaco Vincenzo Ascione. “Capodanno sicuro in città”, il diktat che ha vietato l’utilizzo di bengala e petardi su tutto il territorio.
A festeggiare l’ultimo giorno dell’anno nell’attesa del nuovo, dei ragazzi, per lo più minorenni, hanno iniziato già in mattinata a sparare i primi botti nella Villa Comunale della città.
Anche la vendita di alcool e bevande in vetro per strada è stata vietata. Questa decisione è stata presa in seguito agli episodi della Vigilia di Natale, quando via Gino Alfani, la strada più popolata dalla movida di Torre Annunziata, si è riempita di bottiglie, bicchieri, carte, rendendola quasi del tutto impraticabile.
Immigrati giunti in Italia passati da 181.436 nel 2016 a 119.310
Sono stati 119.310 gli immigrati sbarcati sulle coste italiane nel 2017, erano stati 181.436 nel 2016: sono i dati ufficiali diffusi oggi dal Viminale*, che sottolinea come il calo registrato sia del 34,24%.
Inverso il rapporto tra primo e secondo semestre: da gennaio a giugno gli sbarchi (con una differenza di 13.532) sono stati minori nel 2016 (70.222) che nel 2017 (83.754), mentre il calo (-75.658) si è registrato da luglio a dicembre: 11.214 nel 2016, 35.556 nel 2017.
Nel solo mese di dicembre il calo è stato del 73%, del 77% se si prendono in considerazione i migranti provenienti dalla Libia.
* Il Palazzo del Viminale è un palazzo storico di Roma, sede dal 1925 della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell’Interno; nel 1961 la Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana si spostò a Palazzo Chigi e l’edificio rimase sede del solo dicastero degli Interni. Il palazzo sorge sul colle del Viminale nel rione Monti e fu voluto da Giolitti come centro nevralgico del potere esecutivo italiano (all’epoca le cariche di Presidente del Consiglio e Ministro dell’Interno erano ricoperte da una sola persona).
Fu perciò commissionato nel 1911 all’architetto Manfredo Manfredi che lo progettò appositamente per ospitare funzioni governative. Fu inaugurato ufficialmente il 9 luglio 1925. (wikipedia)
Napoli, esercito di baby lavoratori in nero e sfruttati
Un’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Giugliano, ha portato alla luce diversi casi di dispersione scolastica, per questo sono state segnalati i giovani presso il Tribunale dei minori e ai servizi sociali. L’operazione nasce però in un contesto molto più ampio che ha avuto il via grazie ai numerosi interventi della Legione dei Carabinieri Campania, atti a contrastare il fenomeno molto diffuso soprattutto tra Napoli e provincia. Sono stati svolti più di mille controlli che hanno portato all’ispezione di 966 istituti scolastici, segnalando 86 minori ai servizi sociali. Sono 60 invece le persone deferite alle autorità.
L’assenza di cultura e formazione porta questi ragazzi a diventare dei veri e propri baby boss a danno di se stessi e della collettività. Sono stati monitorati dai carabinieri gli istituti, soprattutto quelli professionali, e nella maggior parte dei casi i ragazzi sono tornati a scuola, hanno ripreso a studiare con discreta costanza e ottenendo anche buoni risultati.Ciò che si chiede è che ci sia maggiore sinergia tra le scuole, le forze dell’ordine e le famiglie. Purtroppo nella maggior parte dei casi questi ragazzi sono stati costretti a lavorare dai genitori, e infatti vi ci sono ritornati dopo poco tempo dalla segnalazione. I carabinieri per contrastare questo fenomeno, continueranno con la loro operazione, spingendosi fin nei campi Rom della zona, dove il fenomeno il fenomeno colpisce la totalità delle persone, e ciò che è peggio è che molti bambini, non hanno mai varcato la soglia della prima elementare, nonostante si sappia, che per obbligo di legge, tutti i bambini hanno diritto all’istruzione e l’obbligo di frequentare una scuola elementare.
Sant’Agnello, tentano di rubare champagne in un negozio: arrestata la coppia
Sant’Agnello – Hanno cercato di rubare champagne dal valore di 250 euro, 4 bottiglie nascoste nella borsa di lei e sotto i vestiti di lui. Anna Fiorentino, 43 anni, e il compagno Mario Salvato, di 35 anni, sono stati fermati dai carabinieri dopo che la vigilanza dell’esercizio commerciale, sito in Corso Italia, ha scoperto le intenzioni dei due. E’ stato inutile il loro tentativo di passare inosservati e poi dileguarsi.
Giunti sul posto i militari dell’arma della compagnia di Sorrento hanno arrestato la coppia per furto aggravato. Erano entrambi già noti alla forza dell’ordine. Ora sono ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.
Con 474.450 pattuglie di vigilanza stradale, la Polizia Stradale ha accertato nel corso dell’anno che si chiude 1.999.469 infrazioni al codice della strada. Ritirate 44.305 patenti di guida e 45.875 carte di circolazione; 2.946.906 i punti complessivamente decurtati.
L’andamento del fenomeno infortunistico, rilevato da Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri (al 20 dicembre 2017), se da un lato ha fatto registrare una lieve diminuzione nel numero complessivo degli incidenti (72.015, il 2,5% in meno rispetto al 2016) ed in quello delle persone ferite (39.178, -0,6%), dall’altro ha espresso un lieve aumento relativamente all’incidentalità con conseguenze mortali, con un incremento dei sinistri (1.519) + 0,8% (12 in più) e delle vittime (1.656 ) + 2,2% (36 deceduti in più), tendenza purtroppo confermata da Istat.
L’Istat, che quest’anno ha pubblicato una stima preliminare dei primi sei mesi dell’anno 2017, ha rilevato, rispetto al primo semestre del 2016, un decremento degli incidenti stradali con lesioni alle persone del 3,9% ed una connessa diminuzione del numero delle persone ferite del 4,8% ma una preoccupante inversione di tendenza per le vittime che tornano crescere del 7,5%.
La sicurezza della mobilità rappresenta una priorità per la Polizia di Stato che, con la Specialità Polizia Stradale, è da sempre alla ricerca di soluzioni avanzate in termini di tecnologia, procedure e modelli operativi, per garantire servizi più efficaci di prevenzione e di controllo.
Castellammare, ritrovato un uomo senza vita sulla Statale Sorrentina
Castellammare di Stabia – E’ stato ritrovato un cadavere sulla Statale Sorrentina. L’uomo aveva 30 anni e probabilmente è stato un malore a strapparlo alla vita. Di origine rumena, senza dimora fissa, il suo corpo sarà sottoposto all’autopsia per accettare le cause del decesso, come stabilito dal magistrato di turno della Procura di Torre Annunziata.
E’ stato il quotidiano Metropolis a diffondere la notizia. Si presume che il 30enne avesse problemi legati all’alcolismo. Era solito frequentare Piazza Unità d’Italia insieme ai suoi compagni.
Sul caso stanno indagando i carabinieri di Castellammare di Stabia.
Marano, Napoli, rapina in una salumeria: arrestati i tre colpevoli
Marano, in provincia di Napoli, avviene una rapina a mano armata in via Vallesana. I banditi erano tre, tutti armati di pistola, che hanno fatto irruzione nell’esercizio commerciale. Secondi alcuni testimoni, i ladri si sarebbero allontanati, successivamente alla rapina, a bordo di diversi scooter. Non è ancora chiara la dinamica dell’accaduto né quanto i tre siano riusciti a portare via. La salumeria presa di mira dai ladri, si trova a pochi passi dal cimitero comunale e dal centro cittadino, ma non è stata l’unica attività commerciale ad essere soggetta a rapina, negli ultimi mesi anche altri negozi del quartiere sono stati vittime di questo sistema.La rapina di stamane si contraddistingue dalle altre perché i malviventi hanno agito in pieno giorno e sotto gli occhi dei passanti.