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Banche contro “Big Tech”, sfida all’ultimo clic

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Piccoli prestiti, pagamenti via app, trasferimento veloce di denaro e ora anche investimenti in conti deposito. I colossi della rete, da Amazon ad Alibaba fino a Google e Facebook, si fanno largo nel mondo delle banche e della finanza. Il vice direttore generale della Banca d’Italia, Fabio Panetta, avvisa:istituti a rischio se non sapranno innovare.

Alibaba guida la corsa del Fintech, sfida alle banche con 160 miliardi

Le nuove regole Mifid II e Psd apriranno le porte del credito ai colossi del web. Secondo gli analisti, la Cina sarà il bacino più grande al mondo per i prestiti online

MILANO – Piccoli prestiti, pagamenti via app, trasferimento veloce di denaro e adesso anche gli investimenti in conti deposito. I colossi della rete, da Amazon ad Alibaba fino a PayPal, Google e Facebook, si stanno facendo largo nel mondo delle banche e della finanza. E’ il FinTech che avanza, la rivoluzione tecnologica applicata al settore dei nostri soldi e degli investimenti. Negli ultimi anni ha visto un’importante accelerazione ma la vera spinta potrebbe arrivare nel 2018 con le nuove normative (MiFID II, Psd) che «apriranno» le porte delle banche ai nuovi conquistatori.

Il timore che possano erodere fette di business ai «vecchi» operatori è grande. Secondo le stime di Bankitalia, tra 10 anni il 60% dei profitti che le banche ottengono dalle attività al dettaglio potrebbe essere sparito. Tutti i segmenti sono sotto attacco. Qualche settimana fa PayPal, la piattaforma di pagamenti online (200 milioni di utenti nel mondo), ha acquisito una quota in Raisin, start-up berlinese che gestisce un sito di conti deposito di tutta Europa (Weltsparen.de). È il primo passo dei grandi big della Silicon Valley nel mondo degli investimenti per piccoli risparmiatori. Basta uno smartphone e la scannerizzazione di un documento e il conto è subito aperto e pronto a pagare gli interessi sui risparmi appena depositati.

Anche i prestiti sono nel mirino. Nel 2011 Amazon, il colosso di vendite online (300 milioni di utenti) ha aperto un canale di crediti ai suoi rivenditori più fedeli con il suo Amazon Lending. Per ora il servizio è disponibile solo in Usa, Regno Unito e Giappone. I numeri sono impressionanti: a giugno i finanziamenti erogati erano arrivati a 3 miliardi di dollari, concessi a 20mila piccoli imprenditori. Sui piani futuri di questo nuovo modo di concedere credito Amazon non si esprime. L’ipotesi è che presto possa estendere la proposta anche ad altri Paesi, anche in Europa.

Anche Facebook si è mossa e oggi consente ai suoi utenti Usa di effettuare pagamenti verso i soggetti inclusi nei propri contatti. In più sta perfezionando l’attività di piccoli prestiti e ha chiesto e ottenuto la licenza bancaria in Irlanda che potrà utilizzare anche negli altri Paesi europei.

Intanto un piede in Italia lo ha messo Alibaba. Il gigante cinese delle vendite online ha lanciato il suo AliPay, un servizio di pagamento veloce via app che è destinato principalmente ai commercianti e turisti cinesi in visita in Italia. Per offrire questo servizio, Alibaba ha stretto, in aprile, un accordo con Unicredit. Alipay conta su 450 milioni di utenti in Cina. Alibaba offre, inoltre, servizi di pagamento attraverso la sua controllata Ant Financial cui fa capo un fondo monetario con attivo superiore a 160 miliardi di dollari.

La Cina è il bacino che promette di crescere più in fretta. Secondo gli analisti di Moneyfarm, l’Asia si definirà come il grande hub del FinTech mondiale. «Spesso quando si parla di FinTech si è portati a pensare ai mercati maturi come Usa ed Europa, ma oggi la frontiera è in Asia». Nel 2017 ha raccolto investimenti per 14,8 miliardi di dollari secondo PwC contro gli 8,3 del Nord America e i 2,4 del Regno Unito. «Il FinTech è una sfida nuova per tutto il mondo delle banche e della finanza che dovrà avere il coraggio di innovare di più e di guidare il nuovo corso – afferma Paolo Gianturco, Senior Partner di Deloitte, responsabile FinTech -. I big di Internet hanno un grande vantaggio tecnologico e un’enorme bacino di utenti pronti ad abbracciare ogni novità proposta. Non bisogna però dimenticare che anche le banche possono contare su specificità che sono una risorsa da enfatizzare e difficilmente attaccabile». Per esempio, la capacità di relazione con la clientela o di gestione della complessa regolamentazione. «Non c’è solo la minaccia. Dal FinTech potranno nascere nuovi filoni di business per le banche».

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lastampa/Alibaba guida la corsa del Fintech, sfida alle banche con 160 miliardi SANDRA RICCIO

Napoli, inizia la stagione dei saldi: il via il 5 Gennaio e il termine al 2 Aprile

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Napoli, partono i saldi da Venerdi 5 Gennaio e continueranno fino al 2 Aprile

Finalmente la stagione dei saldi sta per cominciare a Napoli, il via il 5 Gennaio, ma non saràuna cosa fulminea in quanto la stagione finirà il 2 Aprile. Ma da notare che non sono pochi i negozi o le più importanti griffe e  i grandi franchising che hanno già, con mese di anticipo, proposto i pre saldi, ottima iniziativa di mercato e vendita per invogliare i clienti a comprare soprattutto durante le feste di Natale. Data la crisi, le aziende hanno promesso sconti di partenza anche più alti, rispetto agli altri anni, con una previsione di partenza del 30%, ma una parte praticheranno sconti a partire dal 40% e, addirittura, già il 50%.

Per poter praticare i saldi, i negozi dovranno però rispettare alcune procedure, come quella di mostrare in maniera chiara il prezzo iniziale del prodotto, in modo tale che sia chiaro a chi compra quanto stiano risparmiando, in più i negozianti dovranno scrivere in maniera chiara sui cartellini a quanto ammonta la percentuale di sconto. Inoltre,la merce in saldo dovrà essere separata da quella non in saldo, in modo tale da non cadere in errore. La Guardia di Finanza,ha inoltre consigliato di fare attenzione alla merce, ovvero di controllare che la merce in saldo faccia parte della collezione di stagione e non della collezione vecchia. Purtroppo negli ultimi anni si è riscontrato un aumento di truffe a danno dei consumatori a causa di tutti quei commercianti che tentano di fare i furbetti, quindi tutto questo ha portato ad un aumento dei controlli da parte della Gdf, che vedremo spesso nei negozi quest’anno mentre noi saremo intenti a fare shopping.

Amichevoli, il programma del settore giovanile della Juve Stabia

Amichevoli, il programma del settore giovanile della Juve Stabia

Le Vespette non si fermano mai, neanche durante i giorni di festa e, dopo le diverse amichevoli disputate nei giorni scorsi, con i campionati fermi e che ripartiranno dopo la metà del mese di gennaio, ecco il programma delle gare che si disputeranno da qui alla Befana.

Categoria 2000
Giorno 05/01/2018
Napoli Primavera-Juve Stabia Berretti
S. Antimo ore 11.00

Categoria Under 16
Giorno 06/01/2018
Napoli-Juve Stabia
S. Antimo ore 10.00

Categoria Under 17
Giorno 03/01/2018
Savoia – Juve Stabia
Stadio Giraud ore 14.30

Categoria Under 14
Giorno 04/01/2018
Dieci più – Juve Stabia
Nocera Inferiore ore 11

Categoria Under 17

Giorno 05/01/2018

Comunale Baronissi ore 15:00

Juve Stabia-Salernitana

Categoria 2003
Torneo Stadio Partenio di Avellino, giorno 4/01/2018
Ore 10.00
Juve Stabia/Avellino
Ore 12.00
Juve Stabia/Salernitana

Giorno 2 ultima gara torneo San Giovanni categoria 2002

Giovedì 04/01 ore 10.00
triangolare con la S.C. Intercasertana ed S.C. Valle (comunale di Valle)

Domenica 07/01 ore 11:15 Under 13
gara di campionato
Juve Stabia-Nocera Soccer

Domenica 07/01 ore 13 Under 16
gara di campionato
Juve Stabia-Pro calcio Napoli

Under 14

gara di campionato

Juve Stabia-Campanile (in attesa di comunicazione)

Il calendario può essere soggetto a variazioni con l’aggiunta di altre amichevoli.

a cura di Ciro Novellino

Campania, come ogni anno è avvenuto il bagno augurale nella Baia di Ieranto

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Campania, come da trazione, anche per il primo giorno dell’anno è avvenuto il bagno augurale nella Baia di Ieranto

Anche quest’anno come ogni anno, ha avuto luogo il tradizionale bagno augurale nella Baia di Ieranto, tutelata dal Fai, ovvero il Fondo Ambiente Italia. Il gruppo “Prontisiparte” associazione che opera sul territorio lubrense anche nel capo del trekking,non hanno voluto mancare all’evento, nonostante non sia facile arrivare a Ieranto. Per arrivare a Ieranto, bisogna per prima cosa arrivare a Massa Lubrense ma non al centro della città, ma risalire fino a Termini e tuffarsi nel Borgo di Nerano, dove si può fermare la macchina o il motorino e continuare a piedi lungo il sentire che porta alla casa dello scrittore scozzese, Norman Douglas, dove l’autore scrisse “La terra delle sirene”. In quella caletta probabilmente si saranno fatti il bagno o approvvigionato d’acqua  anche i primi coloni calcidesi che stavano andando a Cuma e successivamente Napoli. La Baia è aperta tutto l’anno, dove è possibile fare anche visite guidate. Questa è solo una delle tante bellezze della Campania.

Napoli, Clinica Mediterranea: è Samuele il primo nascituro del nuovo anno

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Napoli, Clinica Mediterranea, è Samuele il primo nato del nuovo anno

Napoli, Clinica Mediterannea, ore 2.05, nasce Samuele, il primo nascituro del nuovo anno. Il piccolo pesa circa tre chili e ha già portato con la sua nascita immensa gioia ai suoi genitori e ai suoi familiari tutti.  Samuele è un nome biblico,di origine ebraica il cui significato è “colui che è stato ascoltato da Dio”.  Si spera che questa sia solo la prima di una lunghissima serie di nascite in quanto oggi oggi in Italia il problema della crescita zero è preoccupante. Nel 2018 Samuele potrà anche beneficiare del bonus bebè, testimonianza che lo stato sta cercando nonostante la crisi, di occuparsi dei suoi cittadini e soprattutto delle mamme.

 

Giuntoli vuole Pezzella, ma l’Udinese spara alto: ecco la richiesta

Giuntoli vuole Pezzella, ma l’Udinese spara alto: ecco la richiesta

Il Napoli si muove con insistenza sul mercato con il ds Cristiano Giuntoli molto attento. Nelle prossime ore potrebbero essere ripresi i contatti con l’Udinese per Pezzella. La concorrenza sul terzino napoletano e’ comunque di un certo livello. Lo scoglio piu’ duro e’ rappresentato da Pozzo che continua a chiedere 15 milioni. Lo riporta Il Mattino.

Cdm – Sarri esce allo scoperto, chiesto a De Laurentiis il colpo Scudetto: nome e ruolo

Cdm – Sarri esce allo scoperto, chiesto a De Laurentiis il colpo Scudetto: nome e ruolo

Monica Scozzafava per il Corriere del Mezzogiorno: “I record del Napoli sono tanti. Ma essendo stati raggiunti a cavallo tra un campionato e l’altro, cioè nell’anno solare e non in quello calcistico, non sono valsi alcun titolo. Sarri, gettando la maschera, dopo l’ultima gara dell’anno contro il Crotone, aveva detto anche questo: «Abbiamo mischiato i due campionati, peccato». I record stabiliti sono sempre un vanto, ma il peccato a cui Sarri fa riferimento è stato quello di non aver avuto la giusta continuità nella stagione scorsa, quando il girone di andata fu in chiaroscuro e quello di ritorno straordinario. Punto e a capo. Stavolta i primi quattro mesi hanno consegnato al calcio italiano un Napoli eccezionale, vale la pena non ripetere gli errori e ritrovarsi a giugno a fare la conta dei rimpianti. Sarri, in un moto di assoluta chiarezza, aveva concluso il 2017 ammettendo (finalmente): voglio calciatori forti. Lasciando poi intendere: vedrete se giocano oppure no. Riferendosi evidentemente ai sacrifici che il club è chiamato a fare in questa sessione di mercato, chiedendo alternative di valore pari o quasi pari ai suoi undici/dodici fidati «titolarissimi». Sarri si è svelato: punta sì allo scudetto ma con una o due pedine di valore per competere fino alla fine con la lunga rosa della Juventus. Non c’è alcuna correlazione tra l’acquisto top e la vittoria finale del titolo, ma fare il possibile per arrivarci significa mettersi in condizione di essere sul pezzo fino a maggio. Il ruolo scoperto cui l’allenatore ha fatto riferimento (senza però fornire alcun identikit) non è il terzino sinistro (il sostituto di Ghoulam, per intenderci. Il Darmian della situazione, che pure se arrivasse…) ma un ruolo d’attacco polivalente, sostituto di Callejon (che deve respirare ogni tanto) ma anche di Mertens e finanche di Insigne. Simone Verdi? Sembra lui, quello che piace tanto a Sarri. E che costa tanto”.

Buffon: “Juve in difficoltà? Ma se il Napoli le vinceva tutte non è colpa nostra…”

Le parole del portiere della Juventus

Gianluigi Buffon ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport:

La Juve può ancora vincere dopo sei scudetti di fila?

“Vincere ancora è estremamente complicato: io rischio di arrivare a 2500 giorni di fila in cui mi sveglio pensando “devo vincere”. A livello mentale è usurante. Quest’anno, a un certo punto, sentivo dire in maniera inopinata che fossimo in difficoltà. Ma se il Napoli le vinceva tutte non era colpa nostra… Sentivo dire anche che la difesa si era indebolita, ma gli uomini più o meno sono i soliti. Il club ha costruito una squadra fortissima, fatta di uomini con orgoglio, dedizione, voglia di competere e primeggiare che danno speranza di rivincere. Poi anche la gestione di Allegri, di cui nessuno parla mai, perché si pubblicizza poco, è eccezionale. Sento fare complimenti a tutti, ma pochi a lui”.

Si riferisce a un eccesso di elogi per Sarri?

“Non facevo riferimenti a nessuno, la mia è stata una difesa spassionata, senza input, del mister. Di Allegri si sente parlare poco, ma quando vinci così tanto significa che l’allenatore è determinante”.

 

Napoli, nuova ondata di mal tempo: stop ai collegamenti per Capri, Ischia e Procida

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Napoli, nuova ondata di mal tempo, porta allo stop dei collegamenti per Capri, Ischia e Procida

Napoli, il mal tempo nel Golfo ha portato ad un’interruzione ai collegamenti con Capri, Ischia e Procida. Ci sono state delle sospensioni di molte delle corse di linea dei collegamenti marittimi con le isole. Il mare risulta molto agitato con onde alte fino a tre metri e il vento forte di ponente ha portato allo stop di tutte le corse da Napoli e Sorrento, per Capri. Invecei traghetti che partono da Napoli, direzione Ischia e Procida, viaggiano a singhiozzo. Si spera in un ritorno all’equilibrio degli orari e delle tratte, soprattutto per i lavoratori che ogni giorno sono costretti a recarsi sulle isole, talvolta anche con il mal tempo.

Tim Cup, Napoli-Atalanta, le formazioni di Gazzetta: 5 novità per Sarri

Le probabili formazioni di Napoli-Atalanta

La Gazzetta dello Sport pubblica le probabili formazioni di Napoli-Atalanta. Per Maurizio Sarri è previsto turnover abbastanza corposo. In porta ci sarà Luigi Sepe. In difesa il volto nuovo dovrebbe essere Mario Rui (squalificato contro il Crotone) al posto dell’albanese Elseid Hysaj. A centrocampo spazio a Amadou Diawara e Marko Rog, confermatissimo invece Marek Hamsik. In attacco non ci sarà Lorenzo Insigne che si accomoderà in panca. Al suo posto Piotr Zielinski con Dries Mertens e Josè Callejon. Gasperini opta per il 3-4-1-2 con Cristante alle spalle del duo Ilicic e Gomez. Entrambi due finte prime punte.

Il Napoli ha scelto Perin per il post Reina, le cifre

Il Napoli ha scelto Perin per il post Reina

Il contratto in scadenza di Pepe Reina, a giugno, fa pensare anche a quello che potrebbe essere il nuovo portiere del Napoli dalla prossima stagione. Infatti, secondo quanto riporta l’edizione odierna de Il Mattino, il Napoli ha pronto il blitz con il Genoa per Perin. Gli azzurri vogliono chiudere adesso l’intesa per portare in città il giocatore la prossima estate. C’e’ gia’ una bozza di accordo intorno alla cifra di 10 milioni di euro per l’intero cartellino del portiere del Genoa.

Inglese: “Nel Napoli non so se sarò all’altezza, non mi vergogno a dirlo!”

Le parole del nuovo attaccante del Napoli

Il Napoli ha già annunciato il suo arrivo, ma per ora Roberto Inglese è del Chievo e ha rilasciato un’intervista a La Repubblica:

Inglese, allora cambia maglia? «Sono di proprietà del Napoli, prima o poi andrò lì. Se succederà subito o a giugno, però, non lo so. Quando ho affrontato gli azzurri in campionato, non mi ha fatto alcun effetto particolare. Non ho ancora respirato l’aria di Napoli, non ho vissuto lo spogliatoio. E ho conosciuto solo Insigne, in Nazionale».

Ventura la chiamò al posto di Belotti in ottobre, poi l’ha lasciata a casa contro la Svezia. «Ma l’eliminazione la sento mia. Mi chiamò per gli stage e pensai a uno scherzo, ho capito davvero di far parte della Nazionale quando mi hanno aggiunto alla chat di WhatsApp. Il giorno dopo la Svezia non sapevo cosa scrivere…».

Nello spogliatoio si leggono ancora i quotidiani? «Raramente. In ritiro, qualche volta. Però non siamo disinteressati al mondo intorno a noi. Privilegiati sì, il nostro gioco è anche il nostro lavoro. Ma a me piacerebbe parlare d’altro con la gente, al di là del selfie, della maglia da regalare o dei punti al fantacalcio. Alle cene con i tifosi certe volte mi apro».

E cosa racconta? «Che ho 26 anni, e sono andato via di casa a 13. Che mi pesa vedere i miei genitori ogni tre o quattro mesi, e allora passo con loro ogni buco libero per non rimpiangere un domani di non averlo fatto. Che ho fatto rinunce e ho avuto fortuna, ma ci sono mille come me che fanno gli stessi sacrifici e non arrivano».

Se si guarda indietro? «Sognavo di giocare in A una volta prima dei 30 anni. Ne ho 26, sono arrivato in doppia cifra con i gol e poi in azzurro. Nel Napoli non so se sarò all’altezza, non mi vergogno a dirlo. Provo a fare un passo in più. A vedere dove sono i miei limiti».

Verdi e Grimaldo, De Laurentiis vuole il doppio colpo: spera di chiudere ora le trattative

Il Napoli si muove sul mercato con insistenza

Secondo Il Corriere dello Sport, il Napoli starebbe tentando il doppio colpo di mercato andando a prendere sia Simone Verdi che Grimaldo dal Benfica. Entrambe le trattative non sembrano però così agevoli perchè i club d’appartenenza non vorrebbero privarsi di giocatori così importanti nella finestra di mercato invernale. Un’operazione da oltre 60 mln di euro, tra costo dei cartellini e ingaggi. De Laurentiis vorrebbe lavorare d’anticipo con Bologna e Benfica per chiudere di fatto già due acquisti per giugno.

Eboli, bomba carta esplode al Comune: è caccia ad una Bmw

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Salerno, Eboli, esplode una bomba carta al comune, distrutte porte e finestre degli uffici: è caccia ad una bmw

Eboli, Salerno, è stata lanciata una bomba carta contro il Comune. Gli investigatori sono sulle tracce di due uomini che sono stati visti aggirarsi intorno Largo Pastrana. Le due figure sono state notate grazie alle immagini di videosorveglianza. La bravata non ha provocato feriti ma il tutto si concluderà con una denuncia penale e un processo in tribunale. La bomba ha distrutto due porte e una finestra degli uffici a piano terra: l’esplosione è avvenuta a ridosso della scale che separano il comune dall’ufficio postale. Solo per un caso fortuito la bomba non ha provato feriti, essendo la via del Comune molto trafficata soprattutto a causa delle festività. Nonostante la musica ed altro, il boato è stato sentito ovunque in zona. Sul luogo dell’esplosione è arrivato Carriello con i suoi collaboratori, e alle spalle della scuola Matteo Ripa sono arrivate due pattuglie dei carabinieri.

Dopo le elezioni Mattarella si spenderà per un governo senza preclusioni

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Marcello Sorgi, nel suo odierno Editoriale su La Stampa, scrive: “dopo il voto che chiude la stagione dei «premier scelti dagli elettori», il Presidente Mattarella si spenderà per formare il governo, senza preclusioni per nessuno”. Intanto, nel messaggio di Capodanno, Sergio Mattarella (VIDEO) sprona gli italiani a votare, guardando soprattutto ai nuovi elettori, ai ragazzi del ’99. Ma tra i giovani vince la sfiducia: per i sondaggi il 4 marzo sette su dieci non andranno alle urne.

Il passo del Colle per un governo senza preclusioni

Del discorso di Mattarella, colpivano subito gli ascoltatori la brevità e l’accenno alla «pagina bianca» sulla quale si augura che saranno gli elettori, magari più numerosi delle ultime volte, a scrivere un futuro migliore per l’Italia.

Cominciamo da questo secondo aspetto, dato che il primo ne è in qualche modo conseguenza. Il Presidente, rinnovando la tradizione del messaggio televisivo, ha parlato soprattutto ai cittadini, ma si è rivolto chiaramente anche ai politici. Per dire agli uni e agli altri la stessa cosa: dopo cinque anni andati come si sa, e dopo l’ennesimo tentativo fallito di trovare uno sbocco per la crisi italiana, tutti possono e devono contribuire a scegliere una nuova rotta per il Paese. Saperlo fin dall’inizio è importante, dato che tra due mesi andremo a votare per eleggere il Parlamento.

Per i telespettatori che in parte distrattamente, vista l’occasione del cenone di fine anno, avranno seguito il messaggio mentre stavano per sedersi a tavola, questo dovrebbe funzionare da richiamo alla partecipazione, al rifiuto della rassegnazione e dell’astensionismo, purtroppo incoraggiati negli ultimi anni da una politica inconcludente e parolaia, capace di distruggere e bruciare nel falò delle vanità individuali anche quel poco che era riuscita a realizzare.

Ma per i politici che si accingono a gettarsi nella campagna elettorale, il tema della piena legittimazione di tutte le forze politiche a determinare il destino dell’Italia ha confermato ciò che da qualche tempo il Presidente aveva lasciato intuire con le sue ultime mosse, inclusa la conclusione formale e «ordinata» della legislatura, mentre in Parlamento proseguivano le risse su banche e Ius soli. Mattarella, insomma, non accetterà lo schema preordinato di una campagna fatta di insulti e accuse reciproche, seguita da un accordo di larghe intese tra un pezzo di centrosinistra e uno di centrodestra, il cosiddetto «Renzusconi» che molti danno già per scontato. Non lo farà, intanto perché non è detto che i numeri assai incerti che potrebbero uscire dalle urne consentano una soluzione del genere. E poi perché non ne può più dello scontro interminabile in cui reciprocamente ognuno accusa gli altri di populismo o antipolitica, magari adoperando uguali metodi e argomenti, sebbene capovolti. Al contrario, servono soluzioni serie per i problemi, programmi ben fondati, numeri non ballerini, senso di responsabilità, consapevolezza, è il caso di ripeterlo ancora una volta, che governare significherà sempre più far ciò che si deve, e non quel che si vuole.

Sarà questa, per Mattarella, la linea di confine tra una politica che aspiri a tornare a essere credibile, e un’altra rassegnata al suo cupio dissolvi; e con lo stesso metro, dopo il voto – un voto proporzionale che chiude la stagione dei «premier scelti dagli elettori» e restituisce al Presidente il compito di interpretare le indicazioni venute dalle urne – il Capo dello Stato si spenderà per formare il governo, senza preclusioni per nessuno. Se il centrodestra, unito come adesso non sembra, dovesse ottenere la maggioranza, il Quirinale non avrebbe difficoltà a riportarlo alla guida del Paese. E allo stesso modo se il centrosinistra dovesse superare le sue insanabili, ma non del tutto irrecuperabili, divisioni; e ovviamente se i 5 stelle, che al momento, con le loro ultime scelte, sembrano andare in direzione opposta, essendo impegnati in un percorso di autoriforma, riuscissero ad approdare al cambiamento di cui hanno bisogno.

Così il concetto è chiaro, il confronto è aperto e la posta è in gioco per tutti. Dopo Scalfaro, Ciampi e Napolitano, Mattarella è il quarto Presidente chiamato a fare i conti con l’infinita transizione italiana e la gravissima crisi politica che ne è scaturita, ormai da un quarto di secolo. Cinque anni fa era stato proprio il suo predecessore, ad avvertire i parlamentari che lo avevano appena rieletto al Quirinale, che non sarebbero sopravvissuti alla perdita di credibilità verso gli elettori se non si fossero dimostrati capaci di fare le riforme necessarie. A Mattarella è toccato ricordarglielo: nel suo stile, con poche, essenziali e pacate parole. Ecco perché ha parlato solo dieci minuti.

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vivicentro/Dopo le elezioni Mattarella si spenderà per un governo senza preclusioni
lastampa/Il passo del Colle per un governo senza preclusioni MARCELLO SORGI

Scafati, caso Pistol, soccorsi molti lenti: indagate 30 persone

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Scafati, caso Pistol, i soccorsi sono stati molto lenti: 30 sono le persone indagate

La procura di Nocera Inferiore ha deciso di partire dall’indagine su due momenti principali nel caso di Anna Pistol, la 33enne di Scafati e madre di 5 figli morta il 23 dicembre scorso. Il primo momento si ricollega ad un presunto ritardo riguardante l’intervento da parte del personale del 118, mentre  il secondo fa riferimento al momento in cui la donna è stata trasferita alla rianimazione di Pagani, avvenuto da Nocera Inferiore, e comunicato al marito con una telefonata senza fornire dettagli. Al momento il marito ha deciso di non rilasciare dichiarazioni ma di volere “chiarezza assoluta” sull’accaduto.

Il 20 settembre scorso Anna era stata colta da un malessere improvviso, una difficoltà respiratoria. Sembrerebbe che nella vicenda, di grande rilevanza sia stato il fatto che l’intervento del 118 non sia stato immediato, in quanto sarebbero trascorsi diversi minuti prima a telefono con il marito della donna che chiedeva l’invio di un’autoambulanza e poi successivamente per l’intervento sul posto da parte dei sanitari.

I primi soccorsi alla donna erano stati fatti da amici e parenti; successivamente quando la 33enne era stata trasferita in autoambulanza a Nocera, era stata colpita anche da un arresto cardiaco per diversi minuti, un tempo molto lungo, come viene riportato nella denuncia, che non viene escluso come primo errore nella fase dei soccorsi e assistenza. Dal 20 Settembre al 2 Ottobre, Anna è stata ricoverata all’ Umberto I di Nocera, dove le sue condizioni sarebbero state critiche fino al suo trasferimento a Pagani, poi qualche accenno di miglioramento. Una delle diagnosi fatte dai medici era un problema neurologico, che sarà oggetto di indagine; nella fattispecie le rassicurazioni dei medici sono servite a poco, la donna è morta il 23 dicembre. La denuncia è stata fatta ai Carabinieri di Pagani, e grazie al sostituto procuratore Gaetana Amoruso, èstato aperto il fascicolo di inchiesta, che ha visto indagate trenta persone.

Allarme sul voto, tra i giovani vince la sfiducia: il 70% non andrà alle urne

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Nel messaggio di Capodanno Sergio Mattarella (VIDEO) sprona gli italiani a votare, guardando soprattutto ai nuovi elettori, ai ragazzi del ’99. Ma tra i giovani vince la sfiducia: per i sondaggi il 4 marzo sette su dieci non andranno alle urne. Come scrive Marcello Sorgi “dopo il voto che chiude la stagione dei «premier scelti dagli elettori», il Presidente si spenderà per formare il governo, senza preclusioni per nessuno”.

Elezioni politiche, tra i giovani vince la sfiducia: sette su dieci non andranno alle urne

Allarme astensionismo, i sondaggisti: riguarda anche i trentenni

ROMA – Chi si occupa di sondaggi per professione non è molto ottimista sulla partecipazione dei giovani alle prossime elezioni politiche. Se poi guardano con la lente di ingrandimento ai giovanissimi, ai quei diciottenni che avranno il diritto a recarsi alle urne per la prima volta, le possibilità di una loro partecipazione si assottiglia ulteriormente. Intanto subito il dato per far capire di che stiamo parlando: il 70% potrebbe non entrare in una cabina elettorale e infischiarsene di esprimere la propria scelta. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non aveva bisogno di conoscere questa percentuale per esprimere, nel suo discorso di fine anno, una sollecitazione ai ragazzi nati nel 1999, a quelli che voteranno per la loro prima volta. Un passaggio delicato, forse quello più sentito perché legato al problema più generale dell’astensionismo crescente in tutte le fasce d’età. Nelle ultime prove elettorali amministrative e regionali il dato della partecipazione è precipitato sotto la soglia del 50%: una soglia psicologica che segna il distacco tra elettori e la politica.

«C’è però sempre un rimbalzo alle elezioni politiche», sottolinea Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing. «Al referendum costituzionale del 4 dicembre c’è stato addirittura un colpo di coda con una percentuale di votanti del 70% », aggiunge Fabrizio Masia che guida l’istituto di ricerca EMG Acqua. Ma è il dato sui giovani che abbassa sempre di più la media: tra di loro non ci sono rimbalzi, solo numeri che decrescono. Dice Noto: «Tra i diciotto e i vent’anni solo il 30-35% in genere si reca alle urne». Un tonfo assoluto se si pensa che tra gli elettori di circa 25 anni le cose non migliorano di molto: siamo al 40%. Percentuale che non si sposta quasi niente anche attorno a trent’anni. «Una fascia d’età – nota Masia – molto più consistente dei nuovi elettori nati nel 1999 ai quali si riferisce il capo dello Stato. Il presidente fa molto bene a puntare l’attenzione suoi giovanissimi, dimostrando una doverosa sensibilità: tuttavia si tratta di alcune migliaia di persone, una percentuale molto bassa dal punto di vista statistico. Il trend astensionistico è invece elevato tra i giovani già in cerca di lavoro. Comunque, ogni tornata elettorale ha una storia a sè. Tra l’altro non si vota da cinque anni e molte cose sono cambiare. Ci sono protagonisti in campo diversi, leader giovani come Di Maio, Salvini e Meloni. Renzi? È la vera incognita tra i giovani. Non c’è dubbio – conclude Masia – che il movimento che attira di più l’attenzione dei giovani è quello dei 5 Stelle»

Poche certezze, scelte emotive: i politici faranno fatica a raggiungere i ragazzi del ’99 e anche i più grandi. Noto sostiene che non è solo una questione di tematiche, alcune delle quali come la sicurezza non interessano ancora certe fasce d’età. «È tutta una questione di mezzi di comunicazione. Non sarà certo la televisione né tantomeno saranno i quotidiani a raggiungerli. Con loro tutto si gioca con i network e non a caso chi li sa usare meglio come i 5 Stelle raggiungono le percentuali maggiori tra i giovani». Percentuali che Masia quantifica sopra il 40%.

Nell’ultimo rapporto del Censis tra i fattori ritenuti centrali nell’immaginario collettivo per fasce d’età, i social netwok sono al primo posto tra coloro che hanno tra 14 e i 29 anni. Seguito dal posto fisso e lo smartphone.

vivicentro.it/POLITICA
vivicentro/Allarme sul voto, tra i giovani vince la sfiducia: il 70% non andrà alle urne
lastampa/Elezioni politiche, tra i giovani vince la sfiducia: sette su dieci non andranno alle urne AMEDEO LA MATTINA

Seu, l’infezione intestinale che può essere letale per i bambini: cos’è

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Dopo 4 mesi di sofferenze, sabato scorso è morta la piccola Carlotta Trevisan, era affetta da SEU. Ne ha dato notizia il papà con un messaggio su Facebook

Non ce l’ha fatta Carlotta Trevisan, la bambina di 9 anni ricoverata dall’estate scorsa all’ospedale di Padova, dove fu portata dai genitori e dove le fu diagnosticata la sindrome emolitico-uremica (conosciuta come Seu), una forma gravissima di infezione intestinale che colpisce i bambini piccoli. Carlotta è morta sabato scorso. Ne ha dato notizia il padre, con un post su Facebook. “In questo momento siamo distrutti dal dolore. Il momento di fare altre considerazioni su quello che è accaduto non è questo”, ha dichiarato Trevisan al Mattino di Padova.

Carlotta aveva contratto la Seu durante una vacanza in montagna trascorsa con altri compagni della parrocchia. I primi segni, scrive Il Corriere della Sera, della malattia erano comparsi il 31 luglio durante una vacanza nel Bellunese, le sue condizioni si erano aggravate in fretta fino a paralizzarla completamente. Il virus, infatti, in pochi giorni le aveva creato dei danni irreversibili a intestino, reni, pancreas e causato anche lesioni cerebrali. Ma cos’è esattamente la sindrome emolitica-uremica e come ci si ammala?

La Seu è considerata una malattia acuta rara, che rappresenta tuttavia la causa più importante di insufficienza renale acuta nell’età pediatrica, in particolare nei primi anni di vita. È caratterizzata dalla comparsa di tre sintomi tipici: anemia emolitica, trombocitopenia e insufficienza renale a causa dei quali molto spesso è necessario ricorrere alla dialisi. Nei bambini la SEU può avere un decorso grave che in alcuni casi può avere esito fatale.

Sintomi 

Spiegano  Gaia Scavia e Stefano Morabito, dell’Istituto superiore di sanità sul portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica:  “Nella sua forma tipica (circa l’85% dei casi), la SEU si manifesta come una complicanza di un’infezione intestinale batterica, sostenuta da ceppi di Escherichia coli (STEC) produttori di una potente tossina detta vero-citotossina (VT) o Shiga-tossina (Stx), trasmessa principalmente per via alimentare ma che può anche essere veicolata per contatto con animali infetti o ambiente contaminato o per trasmissione interumana attraverso il circuito oro-fecale. Focolai epidemici possono manifestarsi sia in ambito familiare che in comunità (asili nido, scuole, ecc). Le forme atipiche di SEU hanno in genere un’eziologia riconducibile a fattori genetici e pertanto possono colpire, anche a distanza di tempo, persone della stessa famiglia (SEU familiare). Esistono infine rari casi in cui la SEU si sviluppa come una sequela di un’infezione sistemica da Streptococcus pneumoniae”.

Quando si verificano casi di SEU in comunità scolastiche, specialmente scuole materne e asili nido frequentati da bambini sotto i 5 anni è necessario prestare particolare attenzione e osservare rigide misure di igiene (igiene personale, lavaggio frequente delle mani, cambio di indumenti che siano venuti a contatto con le feci, sanificazione delle superfici) per evitare la diffusione dell’infezione per via persona-persona.

Diagnosi

I sintomi e i segni clinici sono riconducibili al danno renale, all’anemia acuta e alla trombocitopenia e, nei casi più gravi, possono comparire manifestazioni di carattere neurologico come sonnolenza, confusione, ottundimento del sensorio, strabismo e convulsioni, coma.

Nei casi di SEU associati a infezione da STEC (SEU tipica), l’infezione può esordire con diarrea (spesso muco-emorragica), vomito, intenso dolore addominale e sonnolenza. Sono tuttavia documentati casi di SEU tipica non preceduti da diarrea prodromica. La febbre non è quasi mai presente o comunque di norma non supera i 38°C.

In fase acuta, la diagnosi di laboratorio è basata sull’isolamento del ceppo STEC dalle feci o sull’identificazione della presenza dei geni codificanti la tossina o della tossina libera nelle feci. La negatività ai test microbiologici o molecolari di laboratorio per STEC in fase acuta non permette di escludere definitivamente l’eziologia da STEC, specialmente di fronte a casi caratterizzati da sintomatologia prodromica caratteristica a carico dell’apparato gastro-enterico. Infatti, è possibile ricorrere alla diagnosi sierologica basata sul rilevamento di anticorpi circolanti sierogruppo-specifici.

Prevenzione

La trasmissione all’uomo, spiegano gli esperti dell’Iss, avviene:

  • per via alimentare (carni contaminate poco cotte, latticini non sottoposti a pastorizzazione o ad altri trattamenti termici, acque contaminate, ortaggi, frutti contaminati con deiezioni animali)
  • per contatto diretto con le specie animali serbatoio (ruminanti)
  • per contatto con ambiente contaminato (es. acque di balneazione)
  • per via oro-fecale da persona a persona.

Per questo motivo è necessario:

  • sottoporre ad adeguata cottura gli alimenti destinati ai bambini piccoli, evitare il consumo di carne poco cotta, specialmente se macinata, e di latte non pastorizzato o suoi derivati (come formaggi freschi da latte non pastorizzato)
  • evitare la contaminazione secondaria di alimenti pronti per il consumo, come le insalate, con carne cruda (per esempio usando lo stesso coltello o lo stesso tagliere)
  • evitare il contatto con le feci dei ruminanti e con acque e suolo contaminati
  • non utilizzare per scopi alimentari acque di pozzo o di serbatoio
  • come per altre infezioni intestinali, è opportuno allontanare le persone con diarrea, soprattutto bambini, dalle comunità fino alla risoluzione dell’episodio. Qualora si abbia un caso di infezione intestinale da STEC, soprattutto se si tratta di un bambino, sia il paziente che i suoi familiari devono osservare attente norme igieniche.

Leggi qui tutto il rapporto dell’Iss.

vivicentro.it/SALUTE E SCIENZE

Unimpresa: “Ilva importante per tutta l’ Italia non solo per il Sud”

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Unimpresa parla dell’ importanza dell’ Ilva

Attraverso una nota stampa Unimpresa ha voluto parlare di quanto sia importante l’ Ilva di Taranto non solo per il Sud Italia ma anche per tutta la penisola:

“Quella dell’Ilva di Taranto è una partita strategica non solo per il Mezzogiorno, ma per l’intero sistema-Paese. E’ per questo che continuiamo a seguire con attenzione e pure con enorme apprensione la vicenda del polo siderurgico. E’ importante il rispetto delle leggi, anche in campo ambientale, ma in questa fase serve concretezza e determinazione. Temiamo, in questo senso, che sia la farraginosa burocrazia italiana sia atteggiamenti talora ostruzionistici dettati da ragioni squisitamente politiche possano rallentare se non fermare il complesso percorso di rilancio”. Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, commentando gli ultimi sviluppi della vicenda relativa all’Ilva di Taranto.

 

 

Castellammare di Stabia, scoppia incendio al mercato dei fiori: nessun ferito

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Castellammare di Stabia, scoppia incendio al mercato dei fiori: per fortuna nessun ferito

Castellammare di Stabia, intorno alle 23:00 del 31 Dicembre è stato dato alle fiamme il mercato dei fiori, situato in Via Vecchia per Castellammare, ai confini tra Castellammare e Pompei. Grazie al repentino intervento dei Vigili del fuoco stabiesi, il fuoco è stato domato e non ci sono stati feriti. Le fiamme sono scoppiate all’interno di un capannone; per fortuna grazie alle festività, non vi erano operatori all’interno. Le cause dell’incendio e i danni provocati da quest’ultimo sono ancora da accertare, di conseguenza le autorità hanno deciso di non rilasciare dichiarazioni al riguardo, ma sono in atto le indagini ma verranno vagliate ogni tipo di ipotesi, anche quella di stampo camorristico. Seguiranno aggiornamenti sull’accaduto.