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Nuovi alberi in Galleria Umberto I, la città non si arrende alle baby gang

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Installato un nuovo albero nella Galleria Umberto I contro gli atti vandalici, Borrelli esclama: “Non ci arrendiamo alla violenza”.

Napoli non si è arresa agli ultimi episodi vandalici delle baby gang ed ha deciso di riprovarci: è stato allestito nuovamente un albero di Natale, donato dai padroni del caffè Gabrinus. Intervenuto a tal proposito anche il consigliere regionale campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, con il contributo dell’imprenditore Roberto Fogliame, che ha portato al centro della Galleria due agrifogli. «L’albero dei desideri di Natale è ormai distrutto, ma non ci arrendiamo alla violenza e alla prepotenza delle baby gang», ha spiegato Borrelli secondo cui «prima l’abete e ora l’agrifoglio sono il simbolo della città che non molla e non arretra di fronte all’arroganza dei delinquenti». Il consigliere regionale campano dei Verdi spiega inoltre che «riportare un albero in Galleria è anche un modo per ribadire la richiesta alle forze dell’ordine a tutelare un monumento quale è la Galleria, che di sera e soprattutto di notte è ormai diventato terreno esclusivo delle baby gang». E’ una promessa del consigliere regionale d’intervenire per l’installazione di un nuovo albero nel caso in cui venisse di nuovo rubato :«Ne abbiamo già altri 10»..

E’ morto il senatore Ferdinando Imposimato, l’ uomo che ha combattuto le mafie

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Imposimato aveva 83 anni

Questa mattina presso il policlinico Gemelli di Roma, si è spento il senatore Ferdinando Imposimato, aveva 82 anni ed era originario della città di Maddaloni, in provincia di Caserta. Durante la sua vita l’ ex senatore si è occupato della lotta a Cosa Nostra, ed ad altre forme di terrorismo in Italia, come la Camorra, il rapimento di Aldo Moro a cura delle Brigate Rosse nel 1978 e l’ attentato a Papa Giovanni Paolo II nel 1981. Da ricordare anche che il fratello Franco, nel 1983 fu ucciso dalla camorra. Imposimato era da giorni ricoverato al Gemelli a causa di una malattia, fino a questa mattina quando è spirato. I suoi funerali si terranno domani a Roma.

In prov. di Messina, uno svincolo autostradale per una Vallata

Mentre in ogni campagna elettorale o insediamento di Governi nazionali e regionali, oppure nei discorsi augurali o congressi politici e dibattiti della cosiddetta Società civile, si declama sempre di sviluppo e lavoro, c’è una Vallata, quella dell’Agrò, nella provincia jonica messinese, in cui si attende da anni uno svincolo autostradale che agevoli i collegamenti, i trasporti, il turismo, le attività imprenditoriali e favorisca lo sviluppo e quindi l’occupazione. I fatti:

Nell’estate del 2013, l’allora sindaco di Santa Teresa di Riva, Cateno De Luca, oggi deputato regionale nel gruppo misto, presentò un progetto al Cas (Consorzio per le Autostrade Siciliane) per la realizzazione di uno svincolo sulla A/18 nell’area sud del predetto comune jonico, in corrispondenza del quartiere Barracca. Il primo passo fu firmare un protocollo d’intesa tra i sindaci degli otto comuni della Val d’Agrò: Santa Teresa, Antillo, Limina, Roccafiorita, Forza d’Agrò, Sant’Alessio, Casalvecchio Siculo e Savoca. Protocollo a dimostrazione della sinergia tra gli enti della vallata interessati all’opera, anche se il progetto ricade sul solo territorio di Santa Teresa, comune “capofila”.

Nel settembre del 2013, l’allora assessore regionale alle infrastrutture Nino Bartolotta, oggi sindaco di Savoca, comune della Vallata dell’Agrò interessato al predetto svincolo autostradale, ottenne un incontro operativo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per discuterne la realizzazione.

Nel marzo 2015, finalmente, il comune di Santa Teresa di Riva fu autorizzato a redigere il progetto preliminare ed a bandire la relativa gara di appalto per realizzare lo svincolo “Santa Teresa – Valle d’Agrò” sull’A18, dopo un incontro a Roma al Ministero delle infrastrutture.

Nel dicembre 2015, tuttavia, i sindaci dei comuni della Valle dell’Agrò decisero di rivedere tutto il discorso sullo svincolo Val d’Agrò poiché, spiegava il sindaco di Savoca Nino Bartolotta, l’opera era stata inserita tra le 12 opere nel Masterplan del “Patto per lo sviluppo della Città Metropolitana di Messina” con un costo di circa 12 milioni di euro per essere quindi posto all’attenzione del Governo nazionale tra gli “Interventi di messa in sicurezza e funzionalità rete autostradale e svincoli”.

In ultimo a dicembre 2017, l’attuale sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, ha evidenziato come ancora manchi la convenzione con il Ministero per poter proseguire con l’iter burocratico che dovrebbe portare alla realizzazione dello svincolo. “Le condizioni per procedere ci sono tutte – ha dichiarato il sindaco Lo Giudice -, adesso chiederemo all’On. Cateno De Luca e all’assessore regionale Marco Falcone, che ringrazio entrambi per la disponibilità mostrata in questi giorni, di supportarci per fissare un incontro a Roma che possa consentirci di andare avanti al fine di avviare le procedure di spendibilità delle somme previste”.

Fino a qui una tipica vicenda italiana di lungaggini burocratiche mentre, come per quasi tutto, i cittadini languono. Ora alcune mere osservazioni:

Risulterebbe assente, nell’annosa storia di cui sopra, la presenza della “Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani” che ove non ci fosse, dovrebbe al contrario essere in prima fila e con tutti gli altri sindaci solidali, pure di altri paesi non coinvolti da questo svincolo.

Inoltre parte di noi siciliani abbiamo creduto in passato alle assicurazioni di certa traversale politica nazionale e regionale, cosiddetta “No Ponte” (“Il Paese ha altre, vere, priorità. Autostrade e ferrovie sono in uno stato pietoso” … “I motivi per dire no al progetto del Ponte sullo Stretto e per mettere in campo una nuova politica dei trasporti per il mezzogiorno. No al ponte” … ecc.), poiché ci veniva appunto detto che in cambio del ponte, i finanziamenti sarebbero stati dirottati in Sicilia per strade, autostrade, ferrovie, quindi svincoli, porticcioli, impianti fognari e di depurazione, ambiente, ecc. pertanto sviluppo e lavoro. Invece e in generale nell’Isola, sarà almeno un decennio che non si vedono infrastrutture di tal genere.

Sarebbe pertanto ora che ai proclami seguano tempestivamente i fatti da parte della Politica, delle Istituzioni e della Burocrazia. Anzi al riguardo si riporta uno stralcio di quanto appena dichiarato per gli auguri di fine anno, rispettivamente dal nostro Presidente della Repubblica on.le Mattarella e dal neo Governatore della Sicilia, on.le Musumeci, sperando che in Italia e in Sicilia se lo ricordino quotidianamente tutti, nessuno esente, nello Stato e nella Regione come pure negli Enti e nei Comuni.

Il dovere di proposte adeguate – proposte realistiche e concrete – è fortemente richiesto dalla dimensione dei problemi del nostro Paese. Non è mio compito formulare indicazioni. Mi limito a sottolineare, ancora una volta, che il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro. E’ necessario che ve ne sia in ogni famiglia”.

Buon anno alla straordinaria comunità dei siciliani, ovunque si trovino, in patria o all’estero. Auguri di buona salute e di serenità, specie a chi soffre tra la disperazione e la rassegnazione. Sarà per la nostra Isola l’inizio del cambiamento, lento ma inevitabile … ai siciliani perbene, al di là della loro appartenenza politica, chiedo di non lasciarmi da solo. Insieme ce la faremo“.

Noi siciliani ci siamo. Ma la Politica, le Istituzioni e la Burocrazia, ci saranno ?

Adduso Sebastiano

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Turista muore a Praiano travolta da un’onda

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Un’onda anomala trascina tre turisti in mare, una donna veneta di 55 morta nelle acque amalfitane.

Una turista di 55 anni del Veneto è morta questa mattina in Costiera amalfitana a causa di un’onda anomala che l’ha completamente travolta e risucchiata in mare.  La donna era in compagnia di altre 3 persone. Sia lei che altri due componenti del gruppo sono finiti in acqua e l’unico rimasto sulla scogliera si è gettato in mare in un secondo momento nel tentativo disperato di salvarli. Adesso la salma della turista si trova all’Ospedale di Castiglione di Ravello per i successivi accertamenti, in attesa del medico legale per un esame esterno del cadavere, per poi decidere se procedere con un eventuale esame autoptico. Sul posto della tragedia sono arrivati gli uomini della Guardia Costiera di Amalfi e i carabinieri della Compagnia di Amalfi. Al momento del salvataggio le tre persone che erano con la donna sono state ascoltate per una prima ricostruzione dell’accaduto.

Rai- Younes la prossima settimana firma il precontratto con il Napoli

Younes firmerà il precontratto con il Napoli

Il giornalista della Rai, Ciro Venerato, ha parlato, sulle ultime su Younes, ai microfoni della trasmissione radiofonica Si Gonfia la Rete, in onda sulle frequenze di Radio Crc. Ecco le sue parole:

“Younes-Napoli, prossima settimana la firma del precontratto. Poi si definiranno i dettagli. Con la differenza che appena ci sarà la firma, il procuratore tedesco proverà ad anticipare l’addio all’Ajax. Potrebbe essere subito utile a Sarri: un’idea sarebbe garantire una futura rivendita del 20% più conguaglio”.

 

Le pagelle della tv 2017: Maria De Filippi indiscussa regina

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La pagella dei programmi televisivi del 2017, De Filippi in testa, segue Conti e bocciati Ventura ed Abatantuono

I dati parlano chiaro: Maria De Filippi è la regina degli ascolti della televisione 2017. Molti i momenti di forte audience televisivo, come riportato dal Mattino, ma la De Filippi batte tutti, anche la D’Urso: “Vasco Rossi in un concerto tv storico. Il solito Montalbano. Renzo Arbore che ci fa tornare giovani. Le Iene che divorano prede. Mediaset che si aggiudica i Mondiali di calcio senza l’Italia, eliminata nel flop dell’anno. Fiction e serie tv che conquistano appassionati. Fabio Fazio che fa discutere. Massimo Giletti che riparte da La7. X Factor, Master Chef e Gf Vip che non invecchiano. I malori di Fabrizio Frizzi e Nadia Toffa.” C’è però da sottolineare che la lode spetta solo alla signora di Mediaset che con i suoi diversi programmi, da Amici a C’è posta per te, passando per Uomini & Donne, continuano a  tenere gli spettatori italiani incollati al televisore.  In riferimento al palinsesto viene riproposta di seguito la  pagella del Mattino, stilata in base ai programmi più seguiti:

10
MARIA DE FILIPPI
Se Dustin Hoffman non sbagliava un film la Signora della tv non sbaglia un programma. Un 2017 davvero trionfale. Oltre ai suoi successi consueti (Amici, C’è posta per te, Uomini e donne, Tù sì que vales, Temptation Island) c’è anche la ciliegina del Festival di Sanremo.

8,5
CARLO CONTI

Il conduttore per eccellenza ha confermato tutti i successi, con l’aggiunta dello Zecchino d’Oro. Il ciclo sanremese si è chiuso alla grande. L’unico appunto: la direzione artistica di RadioRai che non ha portato una crescita di ascolti.

8+
RENZO ARBORE, LE IENE, STRISCIA LA NOTIZIA, VASCO ROSSI

Rivedendo Indietro Tutta abbiamo visto come stavano avanti Arbore e Frassica. Grande stagione per Iene e Striscia, il vero giornalismo d’inchiesta. Concerto memorabile del Blasco.

8
ALBERTO ANGELA, ELEONORA DANIELE, BARBARA PALOMBELLI, PIER SILVIO BERLUSCONI

Angela e Palombelli campioni di ascolti. Daniele wonder woman con tutti i programmi che fa. A Cologno il plauso per aver preso i Mondiali di calcio.

8-
ALESSIO BONI, VANESSA INCONTRADA, LUCA ZINGARETTI, GIANNI MORANDI, SUBURRA, SKY ARTE

Grande stagione per le fiction Rai, Morandi rilancia Mediaset, le serie tv di Sky e Netflix sono super. E Sky Arte piace sempre di più.

7,5
ENRICO PAPI, FILIPPO BISCIGLIA, ALESSANDRO CATTELAN, ILARY BLASI, MASSIMO GILETTI

Bene Guess my age, X Factor, Gf Vip. Giletti è ripartito alla grande. Bisciglia si è scoperto grande imitatore a Tale e Quale.

7+
FABRIZIO FRIZZI, NADIA TOFFA

Rivederli è stato un sospiro di sollievo.

7
VITTORIO SGARBI, ROBERTO D’AGOSTINO, SELVAGGIA LUCARELLI, ALBA PARIETTI

Con loro la tv è meno noiosa. Sgarbi ha perfino sostituito il suo memorabile “Capra! Capra! Capra!” con “Posso Parlare! Posso Parlare! Posso Parlare!”.
  
7-
BARBARA D’URSO, GERRY SCOTTI

Indistruttibili.

6,5
MAURIZIO COSTANZO, BRUNO VESPA, LILLI GRUBER, GIOVANNI FLORIS, MYRTA MERLINO, CORRADO FORMIGLI, SERENA ROSSI, INGRID MUCCITELLI, ELISA ISOARDI, FRANCESCA FIALDINI, GIGI & ROSS

Conduttori che vincono la sfida degli ascolti. Rossi? Una star. Fialdini cresce, a suo agio con lo Zecchino. Gigi & Ross dieci in simpatia.

6+
PAOLA FERRARI, FEDERICA SCIARELLI, SILVIA TOFFANIN, AMADEUS, MILLY CARLUCCI, MAX GIUSTI

Usato sicuro.

6
FIORELLO, BONOLIS, CHIAMBRETTI, ALESSIA MARCUZZI, GIORGIO PANARIELLO

Anche i fenomeni possono avere una stagione senza acuti particolari.

6-
BELEN, FABIO FAZIO, MAURIZIO CROZZA, FLAVIO INSINNA

Stagione così e così.

5,5
DIEGO BIANCHI, MIKA, MICHELE SANTORO, BIANCA BERLINGUER, LUCA E PAOLO, MIA CERAN 

Zoro fatica in prima serata. Mika show di grande qualità (e costi) ma ascolti bassi. Berlinguer meglio al pomeriggio che di sera. Santoro non decolla. Ceran più adatta a Uno mattina che a Quelli che il calcio con Luca e Paolo (Camera cafè che flop!).
  
5
CRISTINA E BENEDETTA PARODI, FEDERICO RUSSO, GIORGIA CARDINALETTI, MARTÌN CASTROGIOVANNI

Conduzioni che lasciano a desiderare. Domenica In e Domenica sportivahanno perso appeal. 

4
NANNI MORETTI, DIEGO ABATANTUONO

Due ascolti disastrosi. I film presentati dall’attore regista e il talent dei comici sono esperimenti che La7 ha fallito.

2
GIAN PIERO VENTURA E LA NAZIONALE DI CALCIO

Senza parole. Solo vergogna.

Crc- Ciciretti a gennaio in azzurro? Vigorito chiede due prestiti di lusso

Per Ciciretti libero a gennaio, Vigorito chiede Rog e Sepe

Il giornalista Raffaele Auriemma ha parlato, dell’ arrivo di Amato Ciciretti in azzurro ai microfoni di Si Gonfia la Rete in onda su Radio Crc. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni: “Ciciretti è un nuovo giocatore del Napoli. Su di lui c’è la volontà di portarlo a gennaio, si è discusso col Benevento, ma Vigorito ha alzato un muro. Si è impuntato e ha chiesto al Napoli non soldi, ma due giocatori in prestito che mai potrebbero andare: Luigi Sepe e Marko Rog”.

Crc- Sarri vuole portare a Napoli il centrocampista Luis Alberto: tutti i dettagli

Per Luis Alberto il Napoli potrebbe investire anche molti soldi

Il giornalista Raffaele Auriemma ha parlato, dell’ interessamento del Napoli nei confronti del centrocampista della Lazio, Luis Alberto, ai microfoni di Si Gonfia la Rete in onda su Radio Crc: “Sarri finalmente ha fatto una richiesta chiara sul mercato. Vuole un calciatore che gli faccia cambiare modulo, gli faccia utilizzare il 4-3-1-2. Sarri ha espresso il gradimento per Luis Alberto: il Napoli ha cominciato a sondare il terreno, con Lotito bisogna sempre andarci piano. Sarri stravede per lui, può fare il trequartista, ma anche la mezzala. Al momento nessun contatto ufficiale con la Lazio. Azzurri disposti a spendere anche parecchi soldi”.

Crc – Grimaldo sarà del Napoli da giugno, operazione da 30mln: per Ghoulam futuro al Man Utd per 60mln!

Grimaldo arriverà per 30 milioni

Il giornalista Raffaele Auriemma ha parlato dell’ arrivo di Grimaldo al Napoli, ai microfoni di Si Gonfia la Rete in onda su Radio Crc: “Grimaldo farebbe fare un salto di qualità importante a sinistra ed è anche giusto fare uno sforzo per portarlo al Napoli. Grimaldo è del Napoli, è costato 30mln. Sarà un crack, è alto quanto Mario Rui, ma ha il dinamismo di Ghoulam: è il calciatore che ti faccia fare il salto di qualità. Ci sarà il sacrificio di Ghoulam a questo punto: applausi a Giuntoli che lo ha fatto rinnovare dopo l’infortunio. Ghoulam andrà al Manchester United per 60mln”.

Napoli, un 12enne vittima di una ‘stesa’

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Si tratta di un ragazzino di soli 12 anni vittima di un raid intimidatorio, la Polizia ha sequestrato 25 bossoli ed arrestato un 30enne per detenzione di munizioni.

E’ successo a Napoli, dove un bambino nella notte del 31 dicembre è rimasto ferito alle gambe mentre se ne stava tranquillamente affacciato al balcone. Si tratta dell’ennesimo raid a scopo intimidatorio nel quale vengono esplosi all’impazzata colpi di pistola. Il ragazzo è stato colpito nella sua abitazione sita nella zona di Napoli orientale, denominata San Giovanni a Teduccio. La Polizia di Stato nella zona ha trovato ben 25 bossoli, molti dei quali avevano raggiunto una vettura parcheggiata nei pressi dell’abitazione del bambino.  Il piccolo è stato ferito in modo non grave a entrambe le gambe. Il padre ha riferito agli investigatori di aver notato, poco prima del ferimento del bimbo, due scooter con a bordo due persone che stavano esplodendo numerosi colpi di arma da fuoco. La polizia ha fermato nelle ore successive all’accaduto Luigi Gitano, 30 anni, accusato di detenzione di munizioni: perquisendo la sua abitazione gli agenti hanno scoperto e sequestrato 182 cartucce di vario calibro.

Oggi Avvenne, il Napoli nel 1966 batteva il Cagliari 2-0 con due rigori

Due rigori permettevano al Napoli di battere il Cagliari

Il Napoli il 2 gennaio del 1966, batteva il Cagliari per 2-0. Alla guida degli azzurri c’era Pesaola e le reti furono segnate da Bean e Altafini. Ecco il comunicato dei partenopei:

Il giorno 2 gennaio il Napoli ha giocato nove partite, otto in serie A ed una in serie B, ottenendo tre vittorie e tre pareggi, con tre sconfitte.

Ricordiamo il 2-0 al Cagliari nella quindicesima giornata della serie A-1965/66

Questa è la formazione schierata da Bruno Pesaola:

Bandoni; Adorni, Girardo; Stenti, Panzanato, Ronzon; Bolzoni, Juliano, Altafini, Sivori, Bean

I gol: 2′ Bean (rig), 71′ Altafini (rig)

Il Napoli chiuse quel torneo cadetto al terzo posto con 45 punti alle spalle dell’Inter, campione con 50, e del Bologna, secondo a 46.

Il 2-0 al Cagliari con due rigori. Il rigorista della storia del Napoli è Diego Armando Maradona che, in campionato, ha trasformato 30 calci di rigore. Al secondo posto troviamo Savoldi con 21 penalty realizzati. Poi Vojak a 17 e Cavani a 14..

Napoli -Atalanta, ecco i convocati di Mister Maurizio Sarri

Ecco i convocati del Napoli per la sfida di stasera

Il Napoli ha comunicato la lista dei convocati che questa sera sarà a disposizione del tecnico azzurro, Maurizio Sarri, per la sfida di Coppa Italia contro l’ Atalanta, in programma alle ore 20:45 allo stadio San Paolo. Ecco il comunicato a cura della SSC Napoli:

Napoli-Atalanta, stasera alle ore 20.45 al San Paolo per il quarto di finale di Coppa Italia, Tim Cup 2018.

Dirige il match l’arbitro Giacomelli di Trieste.

I convocati: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Chiriches, Mario Rui, Scarf, Hysaj, Koulibaly, Maksimovic, Maggio, Tonelli, Rog, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Ounas, Zielinski, Callejon, Leandrinho, Mertens, Insigne.

Unimpresa: ” L’ impoverimento ha favorito l’ acquisto delle aziende agli stranieri”

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Unimpresa ha parlato sul calo di Piazza Affari

Attraverso una nota stampa Unimpresa ha parlato del calo di imprenditori italiani nella borsa di Piazza Affari. Ecco il comunicato:

Piazza Affari perde il tricolore. Non si ferma l’avanzata degli investitori esteri in Italia, con più della metà delle aziende quotate stabilmente in mano agli stranieri. Anche se, complessivamente, il sistema imprenditoriale del nostro Paese è a trazione familiare, in borsa non comandano gli italiani. Oltre il 41% delle quote delle società per azioni made in Italy è posseduto da famiglie, mentre sui listini della borsa finanziaria dominano gli azionisti internazionali titolari di oltre il 51% delle spa quotate. In mano alle banche, l’8% delle società per azioni, quota che si avvicina al 10% se si limita l’analisi alle sole aziende quotate. Allo Stato, il 5,13% delle imprese e il 3,65% delle quotate. Questi i dati principali di un rapporto del Centro studi di Unimpresa, secondo il quale nella prima parte del 2017 le società per azioni hanno aumentato di 32 miliardi di euro il loro valore, mentre le “quotate” hanno visto crescere ddi 45 miliardi la loro capitalizzazione.

 

“E’ uno degli effetti della crisi: l’impoverimento dei nostri capitali ha favorito l’acquisto delle aziende da parte di colossi esteri. L’ingresso degli stranieri nel mercato finanziario italiano, che nonostante tutto ha valori importanti e in crescita, non è necessariamente un fattore negativo. Dipende, però, dalle intenzioni: se si tratta di investimenti di lungo periodo va bene, mentre se le operazioni sono dettate dalla speculazione, allora c’è da preoccuparsi” commenta il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara.

 

Lo studio dell’associazione è basato su dati della Banca d’Italia aggiornati al primo semestre 2017 e incrocia i dati relativi al valore di bilancio delle azioni – quotate e non – detenute da tutti i soggetti economici che operano nel nostro Paese: imprese, banche, assicurazioni e fondi pensione, Stato centrale, enti locali, enti di previdenza, famiglie, investitori stranieri. Secondo l’analisi, per quanto riguarda l’intero universo delle società per azioni del nostro Paese, la fetta maggiore è in mano alle famiglie: 41,68% rispetto al 43,13% del 2016. Nella speciale classifica, seguono gli stranieri col 24,38% (era il 23,73%), le imprese col 16,55% (era il 14,20%), le banche con l’8,34% (era l’11,14%) e lo Stato col 5,13% (era al 5,23%), le assicurazioni e i fondi pensione col 2,83% (era il 2,03%); quote minoritarie sono riconducibili alle amministrazioni locali (stabili allo 0,66%) e agli enti di previdenza (dallo 0,26% allo 0,44%).

 

Complessivamente, il valore delle società per azioni è cresciuto, dal primo semestre del 2016 al primo semestre del 2017, dell’1,65%, con una impennata di 32,8 miliardi, salendo dai 1.985,4 miliardi dello scorso anno ai 2.018,2 miliardi di quest’anno. Bilancio negativo per le famiglie, che hanno perso valore per 15.07 miliardi (-1,76%) da 856,2 miliardi a 841,1 miliardi, per le banche, che hanno perso valore per 52,7 miliardi (-23,87%) da 221,08 miliardi a 168,3 miliardi, per lo Stato centrale, che ha perso valore per 217 milioni (-0,21%) da 103,7 miliardi a 103,5 miliardi. Sorridono, invece, gli investitori stranieri, le cui quote sono salite di  28,08 miliardi (+6,05%) da 463,9 miliardi a 492,03 miliardi, le imprese, che hanno 51,9 miliardi in più (+18,43%) da 281 miliardi a 333,9 miliardi, le assicurazioni e i fondi pensione che registrano “plusvalenze” per 16,9 miliardi (+42,06%) da 40,7 miliardi a 57,1 miliardi. Variazione positiva anche per le quote delle amministrazioni locali, salite di 296 milioni (+2,27%) da 13,01 miliardi a 13,3 miliardi, e per quelle degli enti di previdenza, cresciute di 3,6 miliardi (+70,29%) da 5,1 miliardi a 8,7 miliardi.

 

Per quanto riguarda le società per azioni presenti a Piazza Affari, il valore complessivo è cresciuto di 45,6 miliardi (+9,70%), dai 470,02 miliardi del 2016 ai 515,6 miliardi del 2017. Il primato nell’azionariato spetta agli investitori esteri detentori del 51,27% delle quote, in aumento rispetto al 50,60% del 2016. Nella speciale classifica, seguono le imprese col 22,77% (era il 18,98%), le famiglie col 10,77% (era il 12,27%), le banche col 9,76% (era il 10,21%), lo Stato col 3,65% (era il 4,05%), le assicurazioni e i fondi pensione con l’1,03% (era il 3,21%); quote minoritarie sono riconducibili alle amministrazioni locali (dallo 0,59% allo 9,64%) e agli enti di previdenza (dallo 0,09% allo 0,11%). Gli azionisti esteri hanno “guadagnato” 26,5 miliardi (+11,15%) da 237,8 miliardi a 264,3 miliardi, le imprese hanno 28,2 miliardi in più (+31,62%) da 89,2 miliardi a 117,4 miliardi, mentre le famiglie hanno perso 2,1 miliardi (-3,67%) da 57,6 miliardi a 55,5 miliardi. Bilancio positivo, poi, per le banche con un aumento delle quote di spa quotate pari a 2,3 miliardi (+4,79%) da 48,01 miliardi a 50,3 miliardi; giù le quote di assicurazioni e fondi pensione di 9,7 miliardi (-64,89%) da 15,07 miliardi a 5,2 miliardi.  Le quote in mano allo Stato centrale sono calate di 216 milioni (-1,14%); variazione positiva per quelle delle amministrazioni locali, salite di 508 milioni (+18,30%) da 2,7 miliardi a 3,2 miliardi, e per quelle degli enti di previdenza, salite di 180 milioni (+44,33%) da 406 milioni a 586 milioni.

 

Panetta, avvisa: istituti a rischio se non sapranno innovare

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Il vice direttore generale della Banca d’Italia, Fabio Panetta, avvisa: istituti a rischio se non sapranno innovare.

“I nostri istituti fuori gioco, se non innovano. Amazon può diventare un big del credito”

Il vicedirettore di Bankitalia Panetta: “I Bitcoin? Una scommessa, non una moneta. La Commissione d’inchiesta talvolta ha deviato, ma adesso può rivelarsi utile”

ROMA –  «È tutto molto aperto», avverte Fabio Panetta. In effetti il mondo sta cambiando vorticosamente e un nuovo universo prende il posto del vecchio. «Entro dieci anni le banche italiane saranno diverse», stima il vice direttore generale della Banca d’Italia, ragionando sulla sfida del Fintech, la finanza che corre sul web. Non sarà uno sconvolgimento da poco. «Andrà a finire che gli istituti di credito più innovativi e avanzati compreranno le società del Fintech», prevede. Oppure «che le Fintech compreranno loro».

I Grandi di Internet si tuffano nel mondo dei pagamenti e rischiano di disintermediare le banche così come le conosciamo. «Perché non dovremmo dare la licenza ad Amazon se la chiedesse?», domanda il banchiere, convinto che il Fintech non abbia bisogno di grandi interventi legislativi, mentre il Bitcoin non ne necessita affatto. «E’ una scommessa, non una moneta – assicura -. Chi va a fare a spesa col Bitcoin rischia di morire di fame». Ciò non toglie che in Italia il legislatore debba agire. La Commissione bancaria «in certi momenti ha deviato dalla direttiva principale», ma ora si può dare «un contributo per minimizzare gli effetti delle future crisi». Meglio, naturalmente, se «seguendo gli spunti offerti dal governatore Visco».

Direttore, le banche italiane non innovano tanto. O no? 

«Sono consapevoli e interessate all’evoluzione tecnologica, sanno che è necessaria, ma gli investimenti sono ancora contenuti. Il principale problema del sistema è la bassa redditività, dovuta alla crescita fiacca, ai tassi azzerati e alla bassa domanda di credito da parte delle imprese, a sua volta dovuta alla debolezza degli investimenti e all’alto autofinanziamento. Detto ciò, se anche la congiuntura migliorasse non basterebbe ad alzare la redditività del sistema».

Servono strategie diverse? 

«Non c’è una soluzione che possa risolvere magicamente i problemi di redditività. Le banche possono guadagnare in tre modi: assumendo alti rischi, il che è oggi arduo per la normativa sempre più stringente. Sfruttando il potere di mercato, ma anche questa strada è sbarrata dalla concorrenza. Possono poi migliorare l’efficienza, abbassando i costi e aumentando il ricorso alla tecnologia, cosa che stanno facendo. Le banche non possono non investire nell’innovazione. Ma attenzione: non è detto da solo basti. Nel mondo che ci aspetta la concorrenza sarà una sfida continua agli intermediari tradizionali da parte di operatori più agili e con costi minori».

E allora? 

«Le banche devono migliorare il ricorso all’innovazione rispetto al passato, quando la tecnologia raddoppiava l’attività tradizionale e i bancomat duplicavano gli sportelli. La scommessa è sostituire, non affiancare, i canali tradizionali con servizi a distanza, sapendo che lo sportello non sparirà, perché non vedo molti clienti acquistare un mutuo online».

Immagina una Amazon che diventa colosso creditizio? 

«Teoricamente è possibile e in parte sta accadendo. Le maggiori “Big tech” – come Apple, Google, Amazon, Alibaba – già ora offrono servizi finanziari. Alcune di esse hanno un valore di Borsa di circa mille miliardi. Con un aumento di capitale (per loro) limitato potrebbero acquisire l’intero sistema bancario italiano».

È la forza del «Big Data». 

«I dati sono l’elemento chiave di concorrenza. Le piattaforme delle bigtech offrono ai gestori informazioni uniche: di ciascuna azienda si conoscono i prodotti, le vendite, il gradimento presso i clienti. Si possono inferire i gusti e il tenore di vita dei consumatori. Si sa chi paga e chi no. La massa di dati è enorme: si imporrà chi sarà più bravo a leggere ed elaborare informazioni».

Quindi il possesso di dati può giustificare acquisizioni in questo settore? 

«Si. Perché Alibaba o Amazon, che hanno un “roe” elevatissimo, dovrebbero comprare una banca, che se va bene rende il 5%? Distruggerebbero valore. L’impulso può derivare unicamente dall’obiettivo di acquisirne i dati».

Se Mr. Amazon bussasse alla vostra porta e chiedesse la licenza bancaria, gliela dareste? 

«Le licenze sono europee, la prassi è eguale per tutti. Se si ponesse il caso, imbastiremmo la pratica e la porteremmo alla Bce per discuterla».

Con quale possibile esito? 

«Amazon ha una reputazione, è una potenza finanziaria, offre garanzie di tenuta, ha competenze tecniche e l’ipotesi che faccia riciclaggio mi pare per lo meno remota. Con tutti i requisiti sarebbe un atto dovuto. E, comunque, perché no?».

Qualora i pagamenti via Facebook o Alibaba spazzassero via le nostre banche e queste venissero a protestare, che farebbe? 

«Avrei una sola possibilità: spiegare che c’è il mercato, che ci son delle regole, e che è lì che si svolge la partita. Proteggerle sarebbe una violazione del nostro mandato».

La Commissione Ue vuole una licenza paneuropea per il Fintech. Un’esigenza che condivide? 

«È una esigenza del tutto condivisibile per le attività non ancora normate a livello Ue, come il crowdfunding. Per le altre, in particolare per servizi bancari e di pagamento, esiste già un quadro legislativo europeo, che vieta di introdurre vincoli specifici a livello locale. E’ sufficiente. Potranno essere necessari aggiustamenti, dato che gli schemi regolamentari esistenti sono stati tarati per le attività tradizionali. Ma non credo serva un quadro ad hoc per il Fintech».

Si diffondono gli algoritmi nella finanza. Gli automatismi possono essere pericolosi come si è visto nello scivolone dell’euro prima di Natale. Possiamo fidarci?

«Non dobbiamo diffidare delle tecnologie, perché sono indispensabili per trattare la massa immensa delle informazioni. Ma dobbiamo usarle bene. Ci vorrebbero nei cda delle banche più ingegneri, statistici, crittografi e magari meno avvocati ed economisti. Ma siamo lontani dal momento in cui ci affideremo a una intelligenza artificiale. Nella finanza, come capita in ogni campo, le scelte tendono a contenere elementi di irrazionalità. Inoltre, i computer svolgono un ruolo centrale, ma molte decisioni richiedono una valutazione dei rischi fatta da persone. Anche nella gestione dei rischi, da quelli operativi a quelli cibernetici, il fattore umano è ancora centrale».

Ha comprato dei Bitcoin? 

«No».

Che pensa di chi lo ha fatto? 

«Alcuni credono che sia una moneta e non lo è. Non è unità di conto, non è riserva di valore, non è mezzo di scambio. Non ci si può comprare il pane, nessuno ci fa il bilancio. E non ha valore di uso come gli immobili. Soprattutto, Bitcoin non ha uno Stato dietro».

Se non è una moneta, cos’è? 

«Un contratto che ci si scambia nella convinzione che possa valere di più in futuro. È un contratto altamente speculativo. La sua volatilità lo rende simile a una scommessa»

Per alcuni il Bitcoin incarna il rifiuto del cosiddetto establishment?

«Non è una novità. Ci sono alcuni che chiedono di “ridare la moneta al popolo”, togliendola alla Banca d’Italia. Con ciò dimenticando che già oggi la Banca d’Italia trasferisce i profitti derivanti dal signoraggio – molti miliardi ogni anno – allo Stato italiano, e quindi al popolo».

Il Bitcoin andrebbe regolamentato? 

«Occorre innanzi tutto lavorare sull’informazione, illustrarne le caratteristiche e i rischi. Forse “se lo conosci, lo eviti”. Gli scambi sono globali, avvengono al di fuori dei mercati, un’azione legislativa nazionale finirebbe per essere inefficace. E comunque la diffusione è ancora relativamente bassa».

Tutto ciò si scontra con la bassa cultura finanziaria degli italiani che favorito la crisi delle piccole banche perché la gente comprava di tutto. Vero?

«Se un risparmiatore ha difficoltà a capire cos’è un subordinato andando allo sportello della sua banca, figuriamoci come può trovarsi davanti a un prodotto strutturato venduto su Internet. E’ chiaro che bisogna aumentare la cultura finanziaria del paese. Quello che conforta in parte è che le indagini condotte tra i risparmiatori italiani ci dicono che si sta almeno diffondendo la consapevolezza di non sapere. E’ un passo avanti, sebbene la consolazione sia magra. Ma mi faccia aggiungere una cosa.

Dica pure…

«Non dobbiamo dimenticare il valore dell’etica. I consumatori devono sapersi difendere dalle insidie, ma innanzi di tutto occorre evitare che ci siano operatori pronti a insidiarli. E questo è possibile sono con una solida etica del lavoro. È necessario un cambiamento dei comportamenti da parte di molti operatori professionali, e tutti dobbiamo esserne consapevoli».

La normativa Psd2 consentirà la circolazione dei dati dei clienti che lo autorizzino. Opportunità o pericolo? 

«Favorisce la concorrenza, anche se non mi aspetto che le banche abbiano gran disponibilità a condividere i dati coi concorrenti. Così pure i nuovi intermediari. Il possesso di dati è la ricchezza del futuro».

A cosa serve, dunque? 

«Ad esempio, le banche potranno creare delle joint venture e offrire prodotti con aziende innovative. Si faciliterà la creazione di piattaforme, che sono un canale unico che consente di interagire simultaneamente con tante controparti e offrire a basso costo prodotti per molti clienti».

La commissione bancaria è stata una battaglia. E adesso? 

«Sono fiducioso che il rapporto della Commissione conterrà proposte utili. L’audizione del Governatore ha offerto spunti necessari perché, quando il rumore di fondo sarà stato archiviato, la riflessione possa condurre a ricette concrete. L’esperienza di parlamentari, banchieri, giuristi, esperti può fornire un contributo importante alla comprensione dei fatti, al miglioramento dell’attuale assetto, per minimizzare gli effetti di eventuali future crisi. Mi auguro di cuore che succeda».

Una curiosità, per concludere. A seguire il botta e risposta talvolta è apparso sorprendente che tutti ricordassero ogni dettaglio. Come si fa?

«È il nostro mestiere. Appunto sulla mia agenda tutti gli incontri ufficiali. Di regola in Banca d’Italia si redige un verbale di ogni riunione formale. Il nostro lavoro ci impone di essere sempre attenti anche i particolari».

vivicentroit/Panetta, avvisa: istituti a rischio se non sapranno innovare
vivicentro/Panetta, avvisa: istituti a rischio se non sapranno innovare
lastampa/“I nostri istituti fuori gioco, se non innovano. Amazon può diventare un big del credito” – MARCO ZATTERIN

Il 2018 spettacolare di Baglioni, i 50 anni del mestiere che gli ha dato la vita

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Lavori in corso per Baglioni, non solo Sanremo: un 2018 pieno di eventi e ricorrenze importanti, come i suoi 50 anni di carriera.

Con un lungo post su Facebook Claudio Baglioni ha annunciato tutti i suoi impegni previsti per il nuovo anno, lo ha fatto con un testo in versi :”Guardo l’anno che inizia come si guarda un orizzonte lontano dalla cima di un colle pensando che il futuro è sempre nel richiamo di una distanza laggiù da colmare. Nel fascino di qualcosa a cui dare forma. Perché il tempo senza di noi è un orologio senza lancette. Un calendario senza foglietti. Non è che una scatola vuota. Sta a ciascuno di noi riempirla di cose“; non è mancato il riferimento ad uno degli impegni più importanti di questo anno appena iniziato, cioè la conduzione, nonché direzione artistica, del Festival di Sanremo 2018: “Tra un po’ più di un mese finirò il mio lavoro iniziato di corsa ad ottobre di architettare un Festival con le parole e la musica che siano il centro intorno al quale orbitare”. Ci sono in cantiere, inoltre, “un album riempito di nuove canzoni con i suoni e i silenzi dell’emozione che s’incontrano al centro del cuore“. E poi “in autunno un giro di grandi concerti con la scena e il palco nel centro delle arene coperte e in mezzo a quanti vorranno venire per percorrere insieme cinquant’anni di storie“. E’ un anno fondamentale, Baglioni inaugura i 50 anni professionali, fatti di musica e del suo mestiere “che mi ha dato la vita e che al centro della mia vita è rimasto finora“.

Napoli, nelle scuole ci saranno i pannelli fotovoltaici: stop alle emissioni di CO2

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Napoli, finalmente ci saranno meno emissioni di CO2: il via alla costruzioni di pannelli fotovoltaici

Napoli, finalmente si è catapultati nel mondo green, in 11 scuole saranno montati pannelli fotovoltaici che permetteranno la riduzione di emissioni di CO2. Il Comune ha infatti lanciato il completamento degli impianti grazie ai fondi del Patto per Napoli. I pannelli erano stati già montati su i tetti dei 13 edifici scolastici, ma mancava l’allacciamento alla rete elettrica; ora con una delibera della giunta, finalmente si potrà completare il lavoro. Questo progetto è giunto a Napoli grazie a EnergyMed 2018, manifestazione leader nel centro-sud Italia su efficienza energetica, sostenibilità, mobilità sostenibile, gestione dei rifiuti e automazione domestica e industriale. Le scuole che avranno questi pannelli sono situati in diversi quartieri e comuni di Napoli, tra cui quartiere Sanità, Secondigliano, Bagnoli, Posillipo ed ecc.. Napoli è una realtà sempre in continua trasformazione, ed è già da tempo che si è avvicinata al tema della sostenibilità, abbracciando diversi progetti anche in scuole di frontiera e nelle sue diverse università. Si sta apportando nelle scuole l’educazione per la terra, una terra che si spera possa essere usata da tutti, ma non stressata, e nel modo più sostenibile possibile.

Castellammare di Stabia, è stato trovato un cadavere in strada

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Castellammare di Stabia, è stato ritrovato un cadavere in strada: giallo di fine anno

Un clochard di nazionalità romena, S.R di anni 30, è stato ritrovato morto sul ciglio della strada nella zona di Pozzano, situato tra Castellammare e Vico Equense. Sul posto si sono recati i Carabinieri dei nucleo operativo, sotto il comando del Maggiore Donato Pontassuglia e del Luogotenente Andrea Riccio. Sono stati fatti tutti i controlli, ed ad un primo esame sembrerebbe che il 30enne sia morto per un malore. Il cadavere sarà portato all’obitorio dell’Ospedale San Leonardo per l’autopsia, e solo allora sarà accertata la causa della morte. Per ora non vengono tralasciate alcun tipo di ipotesi dall’autorità, nè quella di omicidio. L’episodio ha lasciato tutti senza parole, soprattutto gli automobilisti che si sono trovati davanti il cadavere mentre percorrevano la statale sorrentina. Purtroppo anche Castellammare da diverso sta affrontando il “problema” dei senza tetto, che si spera possa essere risolto grazie all’aiuto del comune e delle autorità competenti.

Castellammare di Stabia, riaffidamento del trasporto scolastico per i disabili

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Castellammare di Stabia, il trasporto scolastico per i disabili viene ri-affidato per scongiurare l’interruzione

Castellammare di Stabia, il trasporto scolastico dei diversamente abili è stato ri-affidato ad altri, per evitare l’interruzione. Precedentemente il trasporto, che comprendeva anche quello verso i centri di riabilitazione, era stato affidato ad un’associazione, il cui nome è “Insieme”, Associazione Famiglie portatori di Handicap che ha sede a Torre del Greco, con la quale era stata accordata una convenzione che doveva coprire tutto il mese di Dicembre. Per evitare una sosta, che comporterebbe molti disagi per questa fascia di cittadini del comune, molto fragile è delicata, si è pensato ad un ri-affidamento, per scongiurare l’interruzione per un tempo indefinito. L’associazione “Insieme”, ha dichiarato che, in seguito alla nuova procedura di gara avviata, che sarà disponibile ad applicare gli stessi termini e le stesse condizioni, della convenzione precedente, nel caso gli fosse ri-affidato il trasporto. Il termine massimo per l’affidamento è fino al 28 febbraio 2018, e la spesa ammonterebbe a circa 5mila euro.

Napoli, ragazzo Rom di 14 anni colpito da un petardo: le condizioni sono gravissime

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Napoli, un ragazzo di 14 anni colpito da un petardo, è ora in condizioni gravissime

E’ gravemente ferito un ragazzo Rom di 14 anni di Scampia, a causa dello scoppio di un petardo. Il labbro e la mano destra sono maciullati, il viso sfigurato e un occhio danneggiato, queste sono le condizioni del 14enne che nel pomeriggio di ieri è stato portato al Cardarelli di Napoli, grazie all’intervento del 118. Il ragazzo è stato sedato con la morfina ed è stata effettuata la Tac ed altri esami che hanno escluso danni agli organi interni, ma la prognosi è riservata. A chiedere aiuto al 118 sono stati alcuni familiari del ragazzo; ma ancora da chiarire sono le dinamiche dell’incidente. Pare che il ragazzino, insieme ad altri compagni, si aggirasse nei campi a ridosso dei palazzoni della 167 di Secondigliano, per recuperare petardi inesplosi da far scoppiare successivamente. Numerosi sono stati gli appelli lanciati nell’ultima settimana dalle autorità, ma a quanto pare sono serviti a poco. Le condizioni del ragazzo sono gravissime, ma grazie all’intervento repentino del 118 e alle cure dei medici del Cardarelli, ci sono buone possibilità di guarigione per il ragazzo. Bisognerà solo aspettare alcune settimane per capire con più chiarezza le conseguenze che ci saranno su i tratti somatici del ragazzo e saranno necessari altri interventi chirurgici.

Torre Annunziata, degrado in centro città: marchiato il monumento ai caduti di Piazza Cesàro

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Torre Annunziata, solito scempio avvenuto in centro città: marchiato il monumento ai caduti di Piazza Cesàro

Quante volte abbiamo affermato convinti, anno nuovo vita nuova? Beh a Torre Annunziata le vecchie e cattive abitudine continuano. Il monumento ai caduti di Piazza Cesàro è stato marchiato con una scritta fatte con bomboletta nera spray, posizionata sulla facciata anteriore; la scritta è “2018”. Un progetto precedentemente esposto dalla giunta, diceva che il monumento, preso spesso di mira dai teppisti, sarebbe dovuto essere transennato, ma questo non è mai avvenuto. Piazza Cesarò è in posizione centralissima in città e non l’unica zona ad essere ormai da anni caduta nel degrado : fioriere distrutte e aiuole usate come pattumiere sono solo una piccola parte di quello che sopporta la piazza. Purtroppo continuiamo a trovarci difronte a queste situazioni in quanto Torre è ormai una città dormiente; si spera che con il muovo anno tenti di svegliarsi e di chiedere ai suoi politici più controlli e un piano di ristrutturazione, prima interna e poi esterna per la città, una città che a bellezza, non ha niente da invidiare alle cugine città confinanti.