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Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano, il programma dell’evento

Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano, il programma dell’evento.

Il Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano rientra tra i maggiori e più radicati eventi internazionali che valorizzano la cultura del territorio tramite un sistematico recupero della “memoria storico-musicale” del ‘700 Napoletano.

Un evento che attraverso l’esecuzione di musiche edite ed inedite del repertorio napoletano del Settecento, con la contestualizzazione e la valorizzazione dei beni architettonici e artistici della città di Napoli, esaltano l’identità storico-culturale del territorio.

Il programma della diciottesima edizione inizierà il prossimo10 gennaio presso il Centro di Cultura Domus Ars ubicato in Via Santa Chiara n.10.

Nel dettaglio il programma del Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano che inizierà il giorno 10 gennaio prevede:

Mercoledì 10 gennaio alle ore ore 19.30: Omaggio a “Mimmo” Scarlatti con le musiche di Domenico Scarlatti, Gaspar Sanz.  Alla chitarra Cristina Galietto.

Giovedì 11 gennaio alle ore19.30: Il Canto della Sirena eseguito dalla voce di Fiorenza Calogero accompagnata dalla chitarra di Marcello Vitale.

Venerdì 12 gennaio alle ore 19.00: Mozart alla corte di Pulcinella Opera di e con Carlo Faielllo con, Franco Javarone, Elisabetta D’Acunzo, Pietro Quirino Sara Grieco, Diane Patierno con la partecipazione di Francesco Bakiu al pianoforte nel ruolo del piccolo Mozart.

Sabato 13 gennaio alle ore 19.30: Mater Mediterranea Viaggio nel pathos di Parthenope di Enzo Amato con Gabriella Colecchia mezzosoprano e alla chitarra Enzo Amato.

Domenica 14 gennaio ore 20.00: Magnificat Musiche di Francesco Durante, con il Coro della Pietrasanta e direttore Rosario Peluso.

Hunziker, parla il fratello di Michelle: “Sono qui, ti perdono e voglio riabbracciarti”

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Parla Andrea Hunziker, il fratello di Michelle che non vede la sorella da 10 anni: “Da te avrei voluto una parola o un abbraccio”.

A meno di un mese dall’evento che la vedrà coinvolta come co-conduttrice a Sanremo , Michelle Hunziker si trova a confrontarsi con una persona che non vede da 10 anni, cioè suo fratello Andrea.

La lettera. E’ lui a scrivere a “DiPiù” Andrea Hunziker, fratello di Michelle. Andrea è figlio di Rodolfo Hunziker, che ha poi sposato in seconde nozze Ineke, la mamma della showgirl. Lui si lamenta di essere stato dimenticato, anche nell’autobiografia “Una vita apparentemente perfetta”: “Hai dato alle stampe la tua biografia dove hai parlato di tutta la nostra famiglia e non di me”. Il 53enne nato dal papà Rodolfo (padre anche di Michelle) che ha sposato in seconde nozze Ineke aveva già in passato cercato la svizzera per essere riammesso nella sua vita . 

Da oltre dieci anni non mi chiami, non mi cerchi, non ti fai sentire – scrive il fratello di Michelle Hunziker Mi spieghi cosa ti ho fatto?. Hai dato alle stampe la tua biografia, dove hai parlato di tutta la nostra famiglia e non di me. Sono sordo e quasi muto, però esisto e ti voglio bene. Sono anche molto malato, cinque anni fa mi hanno diagnosticato anche un tumore al cervello che, per fortuna, i chirurgi svizzeri sono riusciti a rimuovere”. 

L’uomo che si sente ferito da Michelle Hunziker, nonostante si scagli contro la showgirl, spera in un suo cenno, in un riavvicinamento. “Sono qui, ti perdono e voglio riabbracciarti”, sottolinea. Già due anni fa, intervistato, si era rivolto direttamente alla bionda e aveva detto: “Ti ho cercato al telefono e pure di persona, purtroppo senza mai riuscire a trovarti o incontrarti; da te avrei voluto una parola o un abbraccio. Vorrei conoscere le mie nipotine… e la bambina che verrà adesso, quella che porti in grembo. In fondo sono zio Andrea. Chiamami, Michelle. Insomma io sono qui”.

Premio “Martolini”, assegnato alla memoria a Gianluca Mattioli

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Premio “Martolini”, assegnato alla memoria a Gianluca Mattioli. La consegna sabato 13 gennaio al termine del raduno degli arbitri di serie A

Il premio “Martolini”, uno dei più prestigiosi riconoscimenti per gli arbitri di basket italiani, è stato assegnato per il 2017 a Gianluca Mattioli alla memoria.

Mattioli è prematuramente scomparso lo scorso 16 novembre a Murcia in Spagna, prima di una gara di Basketball Champions League.

Il Premio sarà consegnato alla sig.ra Roberta Mattioli il prossimo sabato 13 gennaio dal presidente della FIP Giovanni Petrucci, alla presenza del commissario straordinario CIA Stefano Tedeschi, alle 11.30 presso il Grand Hotel Bologna e dei Congressi di Pieve di Cento (via Ponte Nuovo 42).

La consegna del premio “Martolini” chiuderà il Raduno degli Arbitri di serie A che avrà inizio giovedì 11 gennaio presso la stessa sede e prevede momenti di aggiornamento in palestra e in aula.

 

Oggi Avvenne: 9 gennaio 2011, una tripletta di Cavani stendeva la Juve

Il Napoli di Mazzarri batteva la Juventus grazie ad una tripletta di Cavani

Il 9 gennaio 2011, il Napoli di Mazzarri stendeva la Juventus grazie ad una tripletta del Matador Cavani. Gli azzurri, attraverso il loro sito ufficiale hanno celebrato questo evento, con il consueto appuntamento dell’ Oggi Avvenne. Ecco quanto scrive la società partenopea:

Il giorno 9 gennaio il Napoli ha giocato dieci partite, sette in serie A, due in serie B ed una in serie C1, ottenendo due vittorie e sei pareggi, con due sconfitte.

Nel 1966, in Napoli-Samp 2-2, il primo gol di Dino Panzanato in maglia azzurra.

Ricordiamo il 3-0 alla Juventus nella diciannovesima giornata della serie A-2010/11

Questa è la formazione schierata da Walter Mazzarri:

De Sanctis, Grava, Cannavaro, Campagnaro, Maggio, Pazienza, Gargano, Dossena (68′ Aronica), Hamsik (78′ Yebda), Lavezzi, Cavani (85′ Sosa)

I gol: 20′, 26′ e 53′ Cavani

Dopo diciotto giornate il Napoli era terzo alle spalle del Milan e della Lazio e, con i tre punti della vittoria sulla Juventus, gli azzurri hanno chiuso il girone d’andata al secondo posto a quattro punti dal Milan di Allegri. A fine torneo il terzo posto alle spalle delle due milanesi.

Alla Juventus una delle sette triplette di Cavani in campionato. Il Matador è il miglior triplettista della storia del Napoli. Con sette tris è nettamente in testa a questa particolare classifica davanti alle quattro di Mertens ed alle tre di Higuain. In totale sono 46. In più ci sono quattro poker ed una cinquina.

In Consiglio comunale prosegue il dibattito sulle delibere propedeutiche alla riedizione del piano di riequilibrio

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Napoli. Continua il dibattito in Consiglio sulle due delibere proposte dalla Giunta che renderanno possibile la rimodulazione del piano di riequilibrio, le opinioni politiche dalla Carfagna a Coppeto.

Si sono alternati esponenti di maggioranza e di opposizione nel dibattito che in Consiglio prosegue sulle due delibere proposte dalla Giunta (n. 2 e n. 3 del 4 gennaio) che, con la dichiarazione della volontà di avvalersi delle facoltà previste dalla Legge di Bilancio 2018, renderanno possibile la riformulazione e rimodulazione del piano pluriennale di riequilibrio.

Per Mara Carfagna (Forza Italia) si tratta di atti decisivi per l’amministrazione e necessari per evitare il dissesto finanziario che avrebbe conseguenze drammatiche per una comunità già fortemente provata dal predissesto e da una gestione finanziaria che si è rivelata superficiale e approssimativa; come forza politica, ha continuato, abbiamo fatto sempre scelte di responsabilità e trasparenza, fin dal 2016 ci siamo fatti promotori di iniziative volte a sollecitare il Governo sulle difficoltà degli enti locali, soprattutto meridionali; come forza politica nazionale, abbiamo fatto anche ora la nostra parte, e non siamo pentiti, ha continuato e sta ora all’amministrazione non sprecare questa straordinaria opportunità che il Parlamento ha dato, agire con la diligenza del buon padre di famiglia, che in questi anni è mancata, e rimodulare il piano di riequilibrio, che valuteremo, sapendo che un ulteriore, mancato, rispetto degli obiettivi porterebbe direttamente al dissesto.

Elena Coccia (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra) ha esordito evocando lo spettro del leader e della maggioranza che da alcuni anni si aggira per l’Europa e che atterra ogni forma di democrazia sotto lo spettro della governabilità; un ente locale, invece, non è un’azienda, ma deve portare avanti la qualità della vita dei cittadini secondo i dettami della Costituzione; non vanno quindi ringraziati Governo e Parlamento perché era un loro dovere quello di concentrarsi sulle città che, non per propria colpa, si sono trovate in difficoltà; muovendo i i primi passi nel contesto difficile della crisi mondiale iniziata nel 2008, l’amministrazione e il Consiglio comunale di Napoli, eliminando gli sprechi, salvando il lavoro, ispirandosi alla Costituzione, si sono salvati da soli.

Per Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) è improprio parlare di leggi “salva Comuni” perché lo Stato, con questa legge di Bilancio, salva piuttosto se stesso mettendo in drammatiche condizioni i Comuni sui quali riversa i propri debiti; sulla riedizione del piano di riequilibrio, ha espresso preoccupazioni ricordando che la Corte dei Conti, unico organo preposto al controllo, ad ottobre aveva sostanzialmente detto che già nel 2016 il Comune di Napoli era in dissesto ed elencato tutti gli elementi dello squilibrio, dai debiti non riconosciuti al riaccertamento straordinario delle entrate, non fatto correttamente. La preoccupazione nasce dal fatto di non comprendere come si possa ripianare il debito in più anni, non essendo riusciti, nei primi due anni di attuazione, a realizzare il piano di riequilibrio, considerando anche che la rimodulazione dovrà avvenire contemporaneamente ad atti importanti e corposi, come il bilancio di previsione e il rendiconto; in conclusione, ha preannunciato che il proprio gruppo, coerentemente con il percorso nazionale fatto sul tema, si asterrà sulle delibere propedeutiche proposte.

Per Mario Coppeto (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra) si tratta di importanti responsabilità da assumere ma anche di occasioni per riflettere su alcuni temi, un dibattito nel quale la sinistra sente il bisogno di contribuire fornendo sostegno all’azione amministrativa; se la norma è un atto dovuto, con la quale il governo cerca di dare una mano ai Comuni in difficoltà, siamo di fronte anche ad un dato politico-sociale sul quale è opportuno riflettere anche rispetto alle prossime sfide elettorali, che suggerisce che le normative sul pareggio di bilancio e sull’armonizzazione contabile hanno ricadute nei Comuni, soprattutto su quelli che ereditano debolezze storiche; in questo percorso, va valorizzato il ruolo svolto dall’Associazione dei Comuni e dai gruppi parlamentari che hanno raffinato le proposte emendative e rivendicato con orgoglio il lavoro fatto dall’amministrazione comunale; si tratta ora, dopo l’approvazione delle delibere tecniche in discussione, di metter mano al piano di risanamento che dovrà avere alla base maggiori riscossioni, maggiori alienazioni e redditività (valorizzazione) dei beni di proprietà comunali del Comune.                                                              

Guardia di Finanza, lotta al contrabbando di sigarette: arrestate quattro persone

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Guardia di Finanza, lotta al contrabbando di sigarette: arrestate quattro persone

I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Nola, nell’ambito delle attività investigative coordinate dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli Nord, hanno eseguito l’arresto di quattro soggetti detentori di un notevole quantitativo di tabacchi lavorati esteri di contrabbando.

Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle hanno permesso di risalire ai detentori dei tabacchi lavorati esteri e di individuare i siti ubicati a Grumo Nevano e Casoria, dove veniva depositata la merce di contrabbando.

Durante l’esecuzione delle perquisizioni, sono stati scoperti e sequestrati 1755kg di tabacchi lavorati esteri di contrabbando.

 

Vice Presidente Villarreal: “Il Napoli monitora da due anni Castillejo”

Si parla della possibilità di vedere in maglia azzurra il talentino iberico

Il Vice Presidente del Villarreal ha parlato ai microfoni della trasmissione radiofonica di Radio Kiss Kiss Napoli, sulla possibilita di vedere in maglia azzurra, il talento degli iberici, Samu Castillejo, da sempre monitorato dagli azzurri. Di seguito ecco un estratto delle parole del dirigente del club spagnolo:

“C’è sempre stato un interesse concreto e diretto per Castillejo, il Napoli lo monitora da due anni. Non ci sono stati contatti recenti, ma nel mercato tutto può cambiare”.

Modigliani, al Palazzo Ducale di Genova esposte le sue ‘false’ opere

Genova. Esposte a Palazzo Ducale tele false di Amedeo Modigliani, ora le 21 opere sono ancora sotto la custodia dei Carabinieri.

quadri di Modigliani esposti nel marzo scorso a Palazzo Ducale a Genova e sequestrati dopo l’esposto dell’esperto toscano Carlo Pepi, secondo la perizia depositata in tribunale dal perito Isabella Quattrocchi, sono tutti falsi. Originale invece sarebbe uno dei disegni sequestrati. Palazzo Ducale rende noto di essere «parte fortemente lesa» nella vicenda. La procura sequestrò nel luglio scorso 21 opere esposte. Tre gli indagati tra cui il curatore della mostra Rudy Chiappini.Le tele sequestrate a Palazzo Ducale sono ancora sotto custodia nel caveau del Nucleo Tutela patrimonio artistico dei Carabinieri.

Le opere. Le opere sequestrate sono 21: la Testa scultorea, 1910-11, disegno a matita grassa su carta, la Cariatide Rossa/Gli sposi, del 1913, olio su tela, il Ritratto di Moricand, del 1915, olio su tela, il Ritratto di Jean Cocteau del 1916, disegno a matita su carta, il Ritratto di Cham Soutine del 1917, olio su tela, la Cariatide à genoux, del 1913 circa, matita e gouache su carta, il Nudo seduto del 1913-1914, matita e acquarello blu su carta, la Cariatide del 1914, tempera su carta, il Nudo disteso (Ritratto di Céline Howard) del 1918 circa, olio su tela, il Ritratto di Mose Kisling del 1916, disegno a matita su carta, la Testa di donna del 1917, olio su tela, la Testa di donna dai capelli rossi del 1915, olio su tela, la Donna seduta del 1916, disegno a matita su carta, il Ritratto femminile (La femme aux macarons) del 1917, olio su tela e il Ritratto di Maria, 1918 circa, olio su cartone. Tra i dipinti sequestrati anche quelli attribuiti a Moise Kisling, dopo che l’esperto Marc Ottavi, catalogatore ufficiale dell’opera del pittore polacco, ne aveva dichiarato la falsità. Le opere sono Madame Hanka Zborowska nell’atelier, 1912 circa, olio su tela; due L’atelier, 1918 circa, olio su tela; Natura morta con ritratto, 1918 circa, olio su tela; Giovane donna seduta, Kiki, 1924 – 26 circa, olio su tela; Grande nudo disteso (Portrait d’Ingrid), 1929-1932 circa olio su tela.

 La Fondazione di palazzo Ducale ha affermato che “le perizie relative all’esame sui pigmenti confermassero il giudizio negativo della perizia depositata il consiglio direttivo della Fondazione Palazzo Ducale deciderà quali iniziative intraprendere”.

Verdi, parla l’ ex ds: “Dovrebbe venire di corsa a Napoli. E su Zielinski…”

Si parla di Verdi e Zielinski

Marcello Carli, ex direttore sportivo dell’ Empoli e di Simone Verdi ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, del talento del Bologna ed anche di Piotr Zielinski. Ecco le sue parole:

“Non penso ci debba essere nemmeno un minimo di dubbi per Verdi, arrivi nella squadra che è prima in classifica con un grande allenatore ed una grande squadra. Bisogna prendere il treno e mettersi subito a disposizione. Verdi prima punta? Se un giocatore è bravo ed ha qualità in qualche modo lo incastri, anche se sugli esterni è più forte. Quelli che il Napoli ha come alternative in questo momento hanno dimostrato forse di non poter fare ancora la differenza. Zielinski? Sono innamorato di lui, lo abbiamo avuto due anni e si è comportato sempre in maniera eccellente. Da lui pretendo di più, deve capire che deve avere più continuità. Si prende ancora quelle pause che un grande calciatore non si può permettere”. 

Tragedia nel beneventano, scoppia incendio in casa: anziana muore per lo spavento

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Tragedia nel beneventano, scoppia incendio in casa: anziana muore per lo spavento

Questa mattina in un’abitazione di via Palazzo, a Foglianise A.B. una donna di 64 anni, è stata stroncata da un malore dovuto allo spavento per la fuga di gas.

Secondo le prime ricostruzioni l’anziana donna si sarebbe spaventata dopo aver accesso un fornello da cui sono divampate delle fiamme che hanno causato un incendio nella cucina. In quel momento sarebbe scappata e mentre era sull’uscio della porta di ingresso avrebbe accusato il malore.

Sul posto sono giunti i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Benevento che hanno provveduto a spegnere l’incendio e i sanitari del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso dell’anziana.

L’incendio ha causato danni alla cucina ed annerito anche altre pareti. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’impianto del gas ed hanno transennato l’area.

METEO – Allerta meteo in Campania da mezzanotte, l’Italia resta ancora ‘sotto’ la pioggia

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Allerta meteo in Campania con codice giallo dalle ore 00.00 fino alle ore 20.00 di mercoledì, anche sul resto d’Italia tempo instabile.

Il cielo nuvoloso e silente degli ultimi giorni ha le ore contate. Tra qualche ora, come riportato dal bollettino meteo della Protezione civile  : ” Cielo velato tendente a molto nuvoloso dal pomeriggio associato a locali precipitazioni, anche a carattere di rovescio che tenderanno ad aumentare dalla sera, ad iniziare dalle zone centro-settentrionali della regione. I venti spireranno moderati meridionali tendenti ad attenuarsi. Il mare si presenterà prevalentemente mosso o localmente molto mosso ma con moto ondoso in attenuazione. Le temperature non subiranno variazioni significative. La visibilità sarà localmente ridotta sulle zone montuose. Pertanto, si raccomanda di verificare il regolare funzionamento del reticolo idrografico e dei sistemi di raccolta e allontanamento delle acque meteoriche. In riferimento alle indicazioni delle condizioni del mare, enti con competenza in ambito marittimo e sindaci dei comuni costieri e delle isole, per le rispettive competenze, vorranno prestare attenzione ai mezzi in navigazione e lungo le coste e le marine esposte al moto ondoso“.

Uno dei momenti più critici indicati dalla Protezione Civile per alcune zone è dalle ore 00.00 e fino alle ore 20.00 di mercoledì 10 gennaio 2018:

  • Codice Colore Giallo sulle zone di allerta 1-2-3.
  • Codice Colore Verde sulle zone di allerta 4-5-6-7-8.

Nord, Centro e Sardegna : Per quanto riguarda il resto d’Italia, il tempo resta instabile al Nord, nevicate lungo i rilievi alpini sopra 900 metri; piogge più intense sulla Liguria con possibili temporali, rare altrove. Nel corso del giorno peggiora sul Lazio e sul medio versante adriatico, più soleggiato sulla Sardegna. 

Machach, parla l’ intemediario: “Nel fine settimana le visite mediche”

Si parla del futuro di Machach

L’ intermediario di Zinedine Machach, Graziano Battistini, prossimo acquisto del Napoli, ha parlato ai microfoni della trasmissione radiofonica “Si Gonfia la Rete”, dei prossimi scenari che riguarderanno il suo assistito. Ecco un estratto delle parole dell’ intermediario Battistini rilasciate in radio:

“Vedremo se nelle prossime ore ci saranno sviluppi definitivi per fare in modo che poi il ragazzo ragazzo possa sottoporsi alle visite mediche. Orientativamente potrebbe arrivare nel fine settimana, ma sarà la società a comunicarlo. Tutte le situazioni sono al vaglio, prima definiremo la chiusura, poi il Napoli valuterà il da farsi con il giocatore”

Il Consiglio comunale ha iniziato la seduta dedicata alle delibere propedeutiche alla riedizione del piano di riequilibrio

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Nella prima parte dei lavori, iniziati alla presenza di 35 consiglieri, la relazione illustrativa dell’assessore al Bilancio e il dibattito generale

Presieduta da Alessandro Fucito, la seduta odierna del Consiglio comunale è iniziata alla presenza di 35 consiglieri. In apertura, la consigliera Caniglia ha comunicato all’Aula la formazione, insieme ai consiglieri Solombrino e Zimbaldi del nuovo gruppo “Ce simme sfasteriati” con la finalità di costituire un’area moderata all’interno della maggioranza, con capogruppo il consigliere Solombrino.

L’assessore al Bilancio Panini ha quindi illustrato la delibera di G.C. n.2 del 4/1/2018 di proposta al Consiglio (Dichiarazione della volontà di avvalersi della facoltà di cui all’articolo 1, commi 888 e 889 della L. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018). Fissazione della nuova durata del piano di riequilibrio) che giunge, ha detto, a conclusione di un lungo percorso. Con l’atto proposto vi è la richiesta formale al Consiglio di autorizzare l’avvio della procedura di presentazione di un nuovo piano rimodulato per un periodo di venti anni e questa dichiarazione deve essere inoltrata entro quindici giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio, quindi entro il 15 gennaio. Entro i quarantacinque giorni successivi, poi, dovrà essere presentato il piano rimodulato. La legge finanziaria prevede anche la possibilità di riprogrammare nel piano l’insieme del debito maturato dal comune nel corso dei 20 anni, qualunque sia la quantità del debito. Dopo il voto del Consiglio avremo tra gennaio e febbraio i seguenti atti da approvare: il bilancio  preventivo 2018 entro fine febbraio, il riaccertamento e la rimodulazione completa del piano di riequilibrio. Va dato atto dell’impegno del governo, di tutti i gruppi parlamentari e delle commissioni per ottenere questo risultato, frutto di un impegno straordinario di attenzione alla situazione dei comuni in predissesto. Insieme a questo ringraziamento, ha detto Panini, va affermato però con determinazione che queste norme hanno un luogo di origine in Napoli e nell’intenzione del Sindaco che tra luglio e agosto ha avviato una discussione che ha posto all’attenzione politica la situazione dei comuni in predissesto. Insieme all’Anci siamo riusciti a costruire su questo una convergenza sui contenuti da inserire in legge finanziaria. Dentro questo percorso, però, fino all’ultimo non sono mancate le sorprese, all’interno del lavoro emendativo, con norme pensate per Napoli che hanno corso il rischio di non essere approvate in commissione. Questa discussione  non si conclude comunque con l’approvazione della legge finanziaria, ma continuerà in un’alleanza di città del sud, come proposto al sindaco de Magistris dal sindaco di Catania.

Il dibattito successivo è stato aperto dalla consigliera Valente (Partito Democratico), che ha detto di aver immaginato un intervento più di merito sui contenuti della delibera, sulla quale ha annunciato astensione del gruppo del Partito Democratico. La scelta di oggi è impegnativa, e per questo sarebbe stato utile approfondirne i contenuti. Apprezzamento invece va ai ringraziamenti al Governo, magari esplicitando il ruolo determinante del Partito Democratico, un’assunzione di responsabilità del governo nei confronti della città rispetto al disastro causato da scelte sbagliate,  puntualmente ribadite nella pronuncia della sezione regionale della corte dei conti. Non è una semplice adesione ad un’offerta, questa, e andrebbe spiegato lo spirito con cui si va a riformulare il piano, che può esserlo solo per gli anni in cui ci impegniamo a spalmarlo, ma restano ferme le prescrizioni per i comuni della Corte dei Conti. Le scelte fatte dal governo sono state fatte nell’interesse di Napoli, nonostante il clima ostile dell’amministrazione, con il comune che rischiava concretamente il dissesto finanziario che avrebbe avuto un peso rilevante sulla vita dei cittadini in senso di qualità dei servizi offerti. Nella norma vengono distinti i comuni che hanno avute le prescrizioni da quelli che non l’hanno avute e va detto che non tutti i comuni in predissesto versavano nelle condizioni di Napoli. Questo nuovo piano è nuovo per la quantità, ma in continuità col piano precedente per quanto riguarda le prescrizioni, delle quali la più importante è che resta in piedi la reiterazione del comportamento e il primo mancato non rispetto degli impegni assunti comporterà il dissesto. Elemento centrale, questo, da chiarire per evitare che tra tre mesi ci si possa ritrovare punto e a capo.

Presieduto dal vice presidente Guangi, il Consiglio è proseguito con l’intervento del consigliere Rinaldi (Napoli in Comune a Sinistra) che ha rivolto una critica all’invito rivolto al Sindaco al comportamento da tenere, all’affermazione che il Governo avrebbe salvato Napoli e al tentativo di voler riportare come interpretazione autentica quanto deciso dal Parlamento e non dal Governo. Il primo impegno del programma elettorale di questa amministrazione è stato quello di evitare il dissesto finanziario della città, che ha ereditato un’amministrazione morta dopo vent’anni di governo democratico. Il Sindaco ha detto chiaramente dopo l’approvazione della norma di bilancio che il lavoro non è terminato, e va ricordato che la norma è stata approvata grazie ad un consenso ampio di tante forze politiche. Va intercettato un punto di vista comune che eviti lo scontro frontale e faccia ammettere che in questi sei anni si è lavorato per salvare la città. La norma in questione è frutto di una straordinaria collaborazione istituzionale tra chi ha la cultura di governo e ha deciso di sostenere tante città , tutte meridionali, in difficoltà.

Il Capo Ufficio Stampa

Mimmo Annunziata

Castellammare, arresto-bis per il clan D’Alessandro

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Castellammare, arresto-bis per il clan D’Alessandro

Un 33enne già noto alle forze dell’ordine e imparentato con soggetti legati al sodalizio criminale dei D’Alessandro, insieme ad un complice di 18 anni, lo scorso 19 dicembre si era presentato in un noto bar stabiese portando un messaggio. L’uomo rivolgendosi al titolare dell’attività, aveva mostrato uno smartphone su cui era scritto un chiaro messaggio: “vengo a nome di Scanzano, dammi 1.500 euro per i carcerati”.

Il 33enne davanti al rifiuto del proprietario di cedere alla minaccia, si appropriava di circa 200 euro presenti in cassa, dicendo che sarebbe tornato il giorno seguente per prendere il resto.

Nel frattempo i carabinieri della stazione di Castellammare di Stabia, erano intervenuti prontamente in seguito alla segnalazione di aiuto da parte del 112. Giunti sul posto hanno bloccato e sottoposto tutti a controlli. L’uomo è stato trovato in possesso della somma rubata poco prima, mentre il complice è stato trovato con un revolver a salve infilato nella cintura dei pantaloni. I due sono stati arrestati.

Questa mattina i militari dell’Arma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea a carico dei 2 indagati. La Dda li reputa responsabili di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso e ha richiesto l’ordinanza, che i carabinieri hanno immediatamente eseguito nel carcere dove i due estorsori sono rinchiusi dal 19 dicembre.

Berlusconi lancia il “reddito di dignità“, ma garantirlo costerebbe 29miliardi

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È partita una campagna elettorale in cui i partiti promettono maggiori spese o minori tasse prive di copertura. Tra i vari impegni c’è il reddito di dignità lanciato da Silvio Berlusconi. Costerebbe almeno 29 miliardi, come un’analoga misura proposta dal M5s, con un costo di 711 euro per ogni contribuente. Oggi, con il reddito d’inclusione, alle famiglie povere vanno 2 miliardi.

Garantire la dignità costa

Un reddito di dignità come quello suggerito da Silvio Berlusconi costerebbe circa 29 miliardi l’anno, 711 euro per ogni contribuente. Finirebbero all’8 per cento delle famiglie, per un trasferimento medio mensile di 1.200 euro. Quali sono le differenze con la proposta M5S.

Un reddito di dignità contro la povertà

Poco prima di Natale, dai microfoni di R101, Silvio Berlusconi ha spiegato che: “c’è una emergenza che più di ogni altra dovrà essere risolta quando il centrodestra tornerà al governo e riguarda quei 4 milioni 750 mila italiani che vivono in condizioni di povertà assoluta, un dato impressionante e inaccettabile”. Da politico pratico che odia le chiacchiere, Berlusconi ha già indicato la soluzione al problema. Si chiama “reddito di dignità” ed è una “misura drastica sul modello dell’imposta negativa sul reddito del premio Nobel Milton Friedman”.

In poche parole (non se ne potrebbero usare molte di più perché non c’è ancora una proposta dettagliata), l’idea del leader di Forza Italia è che gli italiani in condizioni di povertà assoluta non solo non dovranno pagare le tasse, ma avranno diritto a ricevere dallo stato “la somma necessaria per arrivare ai livelli di dignità garantita sulla base dei criteri Istat”.

L’Istat stima la povertà assoluta in Italia in funzione del paniere di beni e servizi che una famiglia dovrebbe consumare “per evitare gravi forme di esclusione sociale”. Il valore del paniere è differenziato per tipo di famiglia e area geografica (maggiore al Nord e nelle grandi città, minore nel Sud e nei piccoli centri; qui un calcolatore delle varie soglie). Il paniere viene confrontato da Istat con la spesa delle famiglie, e in questo modo si ottengono i numeri citati anche da Berlusconi: nel 2016, ultimo anno per il quale ci sono stime, 1,62 milioni di famiglie in povertà assoluta (il 6,3 per cento del totale), dove vivono 4,74 milioni di persone (il 7,8 per cento del totale). La soglia di dignità a cui si riferisce Berlusconi è invece definita in termini di reddito, una media di mille euro mensili per persona o per capo famiglia (la proposta non ha precisato questo punto), variabili a seconda della zona del paese e in base al numero di figli a carico.

Il costo di garantire dignità

Se l’idea di dignità va applicata agli individui, garantire un reddito di mille euro a tutti quelli che oggi ne guadagnano meno è un obiettivo molto ambizioso per i conti pubblici. Nel 2015, infatti, c’erano 15,2 milioni di contribuenti con reddito complessivo dichiarato inferiore a 12 mila euro. Sulla base delle dichiarazioni Irpef per l’anno 2015, si può calcolare che integrare totalmente o parzialmente i loro redditi a 12 mila euro annui potrebbe costare 98,5 miliardi. Un costo che si ridurrebbe a 77 miliardi o meno, tenuto conto che il reddito di dignità porterebbe a eliminare almeno le detrazioni per reddito da lavoro dipendente, pensioni e redditi assimilati per i lavoratori con reddito complessivo inferiore a 12 mila euro (17 miliardi) e il bonus di 80 euro mensili oggi erogato ai lavoratori tra gli 8 e i 12 mila euro annui (4,5 miliardi).

In questo modo, tuttavia, il reddito di dignità potrebbe andare nelle tasche di chi non è veramente povero, dato che ci sono persone abbienti con basso reddito. Inoltre sarebbero esclusi i 9,3 milioni di maggiorenni che non hanno presentato una dichiarazione dei redditi. Alcuni di questi – ma non tutti – godevano di misure di sostegno al reddito. Meglio dunque disegnare il reddito di dignità prendendo come base le famiglie e il loro tenore di vita al netto delle imposte pagate e dei programmi di assistenza da esse attualmente ricevuti.

Per stimare quanto costerebbe un possibile reddito di dignità, vanno individuati i poveri assoluti in base al loro reddito, non al loro consumo. Questo perché, non solo in Italia, per ottenere un aiuto contro la povertà non bisogna dimostrare di spendere poco, ma di guadagnare poco (o mostrare un basso Isee, una variante del reddito che tiene conto anche del patrimonio). Per valutarne il costo per le casse dello stato si possono usare i dati Eu Silc (Statistics on Income and Living Conditions) relativi al reddito disponibile (cioè al netto di tasse e trasferimenti statali) per un campione di circa 20 mila famiglie nell’anno 2015. Proiettando i dati del campione Silc all’aggregato nazionale, si ottengono circa 2 milioni di nuclei con redditi inferiori alle soglie di povertà assoluta Istat (cioè con un reddito disponibile insufficiente per poter raggiungere queste soglie), che corrispondono all’8 per cento del totale delle famiglie italiane, nelle quali vivono 4,8 milioni di persone (l’8,6 per cento dei residenti). Sono percentuali superiori a quelle ottenute da Istat sulla base della distribuzione della spesa, ma non troppo lontane. Usiamo queste come platea potenziale di misure contro la povertà assoluta.

A ogni nucleo familiare in povertà assoluta, seguendo l’idea del reddito di dignità, potrebbe essere trasferito un ammontare pari alla differenza tra la soglia di povertà e il reddito disponibile della famiglia. La soglia di povertà della famiglia potrebbe essere calcolata come il prodotto tra 1000 euro e una “scala di equivalenza” che varia in funzione del numero dei familiari e del loro ruolo familiare. In base alle raccomandazioni dell’Ocse, la scala di equivalenza dovrebbe sommare vari coefficienti: 1 per il primo adulto, 0,5 per il secondo adulto, 0,3 per ogni persona al di sotto dei 14 anni. Per una famiglia con papà, mamma e due figli di 10 e 12 anni, la scala di equivalenza varrebbe dunque 2,1. In questo caso la soglia di povertà assoluta sarebbe pari a 2.100 euro. Se la famiglia disponesse di un reddito pari a 1.100 euro, il trasferimento necessario per garantirle un reddito di dignità sarebbe di 1000 euro. I dati Eu Silc dicono che, in tal caso, il costo del reddito di dignità per le casse dello stato sarebbe di 29 miliardi. Sarebbero destinati a circa l’8 per cento delle famiglie, per un trasferimento medio mensile di 1.200 euro a famiglia. Il costo pro capite per ognuno dei 40,8 milioni di contribuenti sarebbe di 711 euro annui.

Reddito di dignità, di cittadinanza e di inclusione

In questa versione, il reddito di dignità assomiglia molto al reddito di cittadinanza proposto dal M5S (non a caso Luigi Di Maio ha subito accusato Berlusconi di plagio). La differenza sta nel fatto che il leader di Forza Italia sceglie come obiettivo la povertà assoluta, mentre la proposta dei Cinquestelle guarda alla povertà relativa, cioè considerando chi ha spesa (metodo tradizionale Istat) o reddito disponibile (metodo comune Eurostat) inferiori a una certa percentuale del valore medio o mediano nazionale della stessa variabile. Per questo, la proposta del M5S coinvolgerebbe un numero più elevato di famiglie. Il reddito di cittadinanza del M5S costerebbe anch’esso circa 29 miliardi di euro all’anno (la cifra che serve per colmare il divario tra la soglia di povertà relativa e il reddito dei poveri relativi, secondo il metodo di calcolo della povertà relativa usato da Eurostat). Otterrebbero il reddito di cittadinanza molte più famiglie di quelle a cui si riferisce Berlusconi, circa il 19 per cento (la quota di famiglie in povertà relativa è di solito maggiore di quella dei nuclei in povertà assoluta), per un trasferimento mensile medio di circa 500 euro. Ma circa la metà dei beneficiari riceverebbe una cifra più alta.

Per completezza, va anche ricordato che, con provvedimenti inclusi nelle ultime due leggi di bilancio, l’assistenza universale alla povertà parte già da una base, il reddito di inclusione. Entrato in vigore lo scorso dicembre, raggiungerà entro un anno circa 700 mila famiglie, le più povere, corrispondenti al 2,7 per cento del totale. La spesa relativa per il 2018 sarà di circa 2 miliardi (per una media mensile di circa 240 euro a nucleo).

Tabella 1 – Reddito di dignità, reddito di cittadinanza e reddito di inclusione: numeri a confronto

Fonte: Elaborazioni lavoce.info su dati Eu Silc e Istat

Cosa manca dalle stime

È possibile che le stime di spesa riportate sovrastimino la spesa effettiva, perché alcuni dei potenziali beneficiari potrebbero non richiedere il trasferimento (Ugo Trivellato citava un tasso di utilizzo medio del reddito minimo pari al 70-80 per cento nei paesi europei).

È però anche possibile che le stime citate sottostimino i numeri veri, perché non considerano che alcuni membri delle famiglie beneficiarie, contando sul trasferimento, potrebbero decidere che non valga più la pena di lavorare. Un rischio che riguarda soprattutto il lavoro femminile o i lavori più faticosi o a basso salario. Se prevalesse questo secondo effetto, il numero di beneficiari potrebbe diventare ben più grande e così anche il costo del trasferimento.

vivicentro.it/CronacaPolitica
vivicentro/Berlusconi lancia il “reddito di dignità“ al posto del “reddito d’inclusione“
lavoce.info/Garantire la dignità costa (Massimo Baldini e Francesco Daveri)

Napoli, studenti e istituzioni in piazza contro i furti scolastici

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Questa mattina a Napoli la manifestazione contro i furti delinquenziali ai danni delle scuole, anche le istituzioni presenti per far sentire la propria solidarietà.

Erano circa 600 tra studenti, dirigenti scolastici ed insegnanti che hanno sfilato in una manifestazione tenutasi stamattina contro i furti. Tra le prime file, le scuole colpite dalle operazioni criminali che le hanno viste coinvolte, saccheggiando aule e laboratori. Tra gli istituti presenti, il Genovesi, il Caracciolo-D’Este, la Russo-Montale e diversi istituti comprensivi di Ponticelli e San Giovanni a Teduccio, oltre a rappresentanti istituzionali come Ivo Poggiani e Giuliana De Lorenzo, rispettivamente presidente e consigliere della III Municipalità e diversi consiglieri della Città metropolitana – Roberta Tagliaferri, preside del liceo scientifico Caccioppoli.

La parola alle scuole. Proprio la preside dell’istituto Caccioppoli, si sofferma sofferma sulla questione:  «L’attenzione e il sostegno che ci stanno dando sin dal primo momento sono state fondamentali – afferma la Tagliaferri -. Ringraziamo tutti coloro che hanno risposto in maniera celere alla nostra forma di disagio. Il problema però è di più ampio respiro e il livello di attenzione deve essere sempre molto alto perché la scuola è un presidio di cultura e legalità e va salvaguardato nell’interesse dei nostri alunni».

  Le istituzioni al fianco dei ragazzi. Con i ragazzi in piazza anche l’assessore all’istruzione del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri:«Questo è il segnale che la città è attiva. Una città dove la comunità scolastica aggrega intorno a sé 500mila dei cittadini che la abitano. Ai 200mila studenti tra scuola di base e scuola superiore aggiungiamo il doppio dei genitori, i nonni, gli zii e tutti coloro che sentono la scuola parte di sé e vediamo che siamo una forza notevole. Quello che dispiace è che a volte questa centralità non venga ripagata in termini di attenzione quando le scuole vengono vandalizzate e private dei loro beni. Beni che si sono costruiti faticosamente con finanziamenti europei. Bisogna sorvegliare. Avere cura delle scuole come della propria casa. E’ bello che tutta la città si muova. Ma – aggiunge l’assessore – il problema non si può risolvere solo con la video sorveglianza. C’è bisogno di una rete intorno alla scuola per salvaguardarla. Perché le cose rubate nelle scuole poi vengono piazzate in attività illegali». 

L’intera manifestazione è stata seguita dagli ispettori della Digos e quelli del commissariato San Carlo all’Arena guidati dal primo dirigente Claudio Cappellieri. Il corteo si è fermato dinanzi alla sede della prefettura ed in tale luogo la delegazione studentesca ha avuto un incontro con i responsabili del Governo, per affrontare la tematica della sicurezza.

 

 

Kiss Kiss : “Milik potrebbe andare in panchina nella sfida di Bergamo”

Ecco le ultime su Milik

Tra pochi giorni i calciatori del Napoli, Arek Milik e Faouzi Ghoulam andranno a Villa Stuart dal professor Mariani per una visita di controllo. Il professore dovrebbe dare il via libera ai due, per tornarsi ad allenare in gruppo, ma secondo quanto riporta Radio Kiss Kiss Napoli, il polacco potrebbe addirittura andare in panchina nel match dell’ Atleti Azzurri d’ Italia contro l’ Atalanta. Ricordiamo che l’ attaccante azzurro si è infortunato nel corso della sfida con la Spal. Si attendono notizie positive in casa Napoli, perchè sicuramente un recupero immediato del bomber ex Ajax, farebbe tirare un sospiro di sollievo a Maurizio Sarri.

Politiche 2018, ecco gli ultimi sondaggi. Centrodestra in vantaggio

Ecco gli ultimi sondaggi per le politiche 2018

Il 4 marzo in Italia si vota per le elezioni politiche. La campagna elettorale è ufficialmente iniziata, e iniziano già a vedersi i primi sondaggi. Uno dei più importanti è l’ Emg, che conferma un progressivo calo del PD, che in questo momento si attesta intorno al 24%. Il partito più votato in questo momento risulta il Movimento 5 Stelle, che dovrebbe avvicinarsi al 29 % delle preferenze, ma in questo momento sarebbe il centrodestra a prendere il sopravvento, con la coalizione formata da Salvini, Berlusconi e Meloni che arriverebbe al 36 %, nella fattispecie la Lega Nord di Matteo Salvini sarebbe intorno al 14 %, Forza Italia oscilla tra il 15 e il 16 %, mentre Fratelli d’ Italia resta stabile sul 5,5 %.

Sanremo 2018, i co-conduttori Hunziker e Pierfrancesco Favino

Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino saranno i co-conduttori che affiancheranno Baglioni al Festival di Sanremo 2018.

Adesso si può davvero dire che è ufficiale: Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino faranno parte con Claudio Baglioni della squadra del Festival di Sanremo 2018, dal 6 al 10 febbraio su Rai1. Il ‘capitano’ Baglioni, la showgirl e l’attore hanno già partecipato al tradizionale photocall del festival, davanti all’ingresso del Casinò di Sanremo prima della conferenza stampa tenutasi questa mattina.

La conferenza stampa. Alle 12,30 in punto è iniziata la conferenza stampa e in apertura è stata subito ufficializzata la squadra: con Hunziker e Favino conduttori a fianco di Claudio Baglioni, direttore artistico. Dopo venti minuti si è seduta al tavolo ufficiale anche Michelle Hunziker, raggiante. «Sarà un’esperienza fantastica» – ha detto a Baglioni, guardandolo negli occhi. «Che emozione. Posso dire che sono davvero davvero davvero gasatissima». Sono le prime parole di Michelle Hunziker. «Ho scoperto di fare il festival prima attraverso i giornali e poi è arrivata la chiamata di Claudio. Sarà un’esperienza meravigliosa. Siamo tutti fan di Baglioni che ha portato tanto alla musica italiana. Lo conoscevo da bambina in Svizzera, conoscevo lui e Pippo Baudo. Mi sento veramente tranquilla, a livello musicale è numero 1. Non vedo l’ora».

«Porteremo l’immaginazione al Festival. Ne abbiamo bisogno, siamo portatori di immaginazione e per questo ho pensato a un Festival colorato» ha detto Claudio Baglioni, direttore artistico del 68esimo Festival di Sanremo. «Lo coloreremo con i colori primari», ha aggiunto.

«È una cosa completamente nuova per me, un nuovo battesimo: sono fan del festival da quando sono bambino, è un cerchio che si chiude. Già a cinque anni sognavo di appartenere a quel mondo, l’ho fatto in un altro modo, adesso mi è stata offerta questa opportunità». È l’emozione di Pierfrancesco Favino alla conferenza stampa. Favino scherza sul suo primo contatto con Baglioni («ci hanno portato dentro un garage, con le macchine scure, perché non si doveva sapere») e sulla definizione di Banderas italiano con cui il direttore di Rai1 Angelo Teodoli ha parlato nelle scorse settimane dell’attore che avrebbe fatto parte della squadra del festival: «Non parlo con le galline, ho la patente C, faccio una cosa a latere».

Per un festival «completamente nuovo» rispetto al passato, «meno televisivo e più artistico, siamo prudenti: speriamo in un 40% di share, ma cerchiamo di superarlo anche». È la previsione di Angelo Teodoli, direttore di Rai1, che ha risposto a una domanda sulle previsioni di ascolti nel corso della conferenza stampa del Festival di Sanremo.

Le canzoni di Sanremo 2018. Le canzoni del 68esimo Festival di Sanremo potranno durare fino a quattro minuti, quasi un minuto in più rispetto al passato. È una delle novità del Festival  in diretta dal 6 al 10 febbraio su Rai1 e Radio2 dal Teatro Ariston di Sanremo. Claudio Baglioni ha spiegato che «sarà un Festival che allungherà la durata delle canzoni, fino a 4 minuti. È come un pittore che può avere una parete più grande da affrescare, come una partita di calcio che può durare due ore. È un elemento importante per la libertà della musica e per l’autorevolezza del Festival».

Gli ospiti. E sugli ospiti internazionali ha aggiunto: «Stiamo diramando gli inviti agli ospiti internazionali, ma con una regola d’ingaggio chiara: devono venire a cantare qualcosa che abbia una matrice italiana». «Vogliamo riportare Sanremo a quello che era negli anni in cui ho cominciato a sentirlo da giovane. Sarà un grande racconto, un grande affresco musicale», ha aggiunto il direttore artistico.

Giulio Cesare, conflitto e potere: al Teatro Sociale di Brescia

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Giulio Cesare, conflitto e potere per la regia di Àlex Rigola, con Michele Riondino e un cast di grande esperienza

Giulio Cesare, conflitto e potere
di WILLIAM SHAKESPEARE
traduzione di SERGIO PEROSA
adattamento e regia di ÀLEX RIGOLA
spazio scenico MAX GLAENZEL
spazio sonoro NAO ALBET
illuminazione CARLOS MARQUERIE
costumi SILVIA DELAGNEAU
con MICHELE RIONDINO

e con MARIA GRAZIA MANDRUZZATO, STEFANO SCANDALETTI, MICHELE MACCAGNO, SILVIA COSTA,  MARGHERITA MANNINO, ELEONORA PANIZZO, PIETRO QUADRINO, RICCARDO GAMBA, RAQUEL GUALTERO, BEATRICE FEDI, ANDREA FAGARAZZI

produzione TEATRO STABILE DEL VENETO-TEATRO NAZIONALE
Durata dello spettacolo 2 ore 15 minuti (compreso intervallo)

Un dramma senza eroi, così Àlex Rigola reinterpreta il Giulio Cesare di Shakespeare, in scena dal 10 al 14 gennaio (alle ore 20,30 – domenica 15,30) al Teatro Sociale di Brescia (via F. Cavallotti, 20) per la Stagione di prosa del CTB Centro Teatrale Bresciano. Una produzione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale.

Lo spettacolo è inserito nella Stagione di Prosa 2017/2018 che è realizzata grazie al sostegno dalla Fondazione ASM e del Gruppo A2A di Brescia.

William Shakespeare scrisse Giulio Cesare nel 1599, ispirandosi in parte a fatti storici e in parte alla traduzione di Sir  Thomas North delle Vite dei nobili greci e romani di Plutarco. È la prima delle grandi tragedie del bardo. L’opera comprime – in meno di sei giorni – i tre anni che vanno dalla vittoria di Munda (45 a.C.) al suicidio di Bruto (42 d.C.): è così che l’intera narrazione diventa un unico, ininterrotto conflitto, personale e politico. Un conflitto che attraversa anche la nuova versione dello spagnolo Àlex Rigola e che trova in Michele Riondino, apprezzato attore di cinema, teatro e TV, l’interprete ideale per il ruolo del nobile Marco Antonio. Rigola realizza la sua prima regia italiana tornando all’opera che lo fece scoprire a livello internazionale: un testo epico, intenso e appassionante che ruota intorno all’esercizio del potere, in questa versione impersonato da una donna, Maria Grazia Mandruzzato, nel ruolo di Cesare. In lei si raccolgono le tante espressioni di “donne al comando” che al giorno d’oggi gestiscono le leve del potere con la stessa inflessibile determinazione dei loro omologhi uomini. È la dimostrazione che, al di là delle questioni di genere, tutta l’umanità è per sua natura soggiogata dalla fascinazione che esercita il predominio dell’uno sull’altro. Chi incarna il potere ha gioco facile nel condizionare un’umanità alienata, immobile, quasi rassegnata e riluttante a mettersi in gioco per cambiare lo stato delle cose. Vivere appesi a un filo, in uno stato di precarietà, di contraddizione continua, di violenza pervasiva e latente: da questa condizione umana prende avvio la strada che Rigola ha scelto di percorrere per guidare il lavoro dei 12 attori in scena. Come si può gestire la violenza che divide gli uomini? Come si fa a chiedere a qualcuno, anche se solo per finzione, di uccidere un proprio simile?
Quali sono i presupposti da cui partire per organizzare una rivoluzione? Su queste e altre questioni eternamente  attuali si è confrontato il cast selezionato dal regista spagnolo, dove i ruoli centrali di Bruto e Cassio, affidati a due interpreti di grande esperienza come Stefano Scandaletti e Michele Maccagno, arrivano a credere contemporaneamente che l’assassinio del leader sia l’unica via percorribile. Ma dopo il delitto? Che cosa costruiranno una volta messo a segno il loro piano di distruzione? Bruto, Cassio e gli altri congiurati non sanno quali saranno le conseguenze delle loro azioni. In fondo sono semplicemente degli esseri umani e in quanto tali pieni di contraddizioni. In questo dramma romano non ci sono eroi ma soltanto uomini. E non ci sono eroi perché nel Giulio Cesare, non ci sono certezze, né valori assoluti. Tutto passa e tutto cambia; i miti sorgono e decadono per essere sostituiti da altri che a loro volta crolleranno; la realtà è inafferrabile e sfuggente, osservabile da mille punti di vista, suscettibile di mille interpretazioni.

Alcune domande da porsi prima o durante la nostra versione di “Giulio Cesare”

Note di Àlex Rigola

Possiamo chiedere ad una persona di giudicare il proprio figlio in maniera equa?
Viene prima la ragione o il sentimento?
Fino a che punto il fine giustifica i mezzi?
La violenza è lecita?
Esiste la democrazia?
Viviamo in una vera democrazia?
Se siamo consapevoli di non vivere in una vera democrazia, perché non facciamo nulla?
Se sono le lobby economiche a tenere le fila di una falsa democrazia, come possiamo difenderci?
Cos'è più violento: l’uomo che per disperazione scaglia una pietra contro una banca, o la polizia che in
nome dello Stato sfratta un pensionato perché non può pagare l’affitto e lo lascia vivere in mezzo alla
strada?
Lo Stato non dovrebbe tutelare il cittadino a rischio di esclusione sociale piuttosto che salvaguardare a
tutti i costi il sistema economico?
Non è questa la vera violenza?
E il cittadino come reagisce?
Siamo disposti a venderci per soli 80 euro?
È possibile che la gran parte dei cittadini non cada vittima del populismo?
Se tra le poche persone che leggono, la maggior parte preferisce un cattivo romanzo infarcito di emozioni edulcorate ad un rigoroso trattato di filosofia, come possiamo pretendere che rispetto alla politica la società non reagisca nello stesso modo?
Esiste una soluzione?
Ci sono persone che sparano in nome di una falsa democrazia?
Non si dovrebbe lottare per avere una democrazia reale con tutti i mezzi a disposizione, compresa la violenza?
Avremmo ucciso Hitler prima delle elezioni federali tedesche del 1930, quando non era ancora un capo di Stato fanatico e un efferato assassino?
Lo faremmo oggi sapendo come sarebbe andata a finire?
Siamo sicuri che non ci siano delle reincarnazioni di Hitler anche tra chi di fatto detiene le fila del potere  contemporaneo?
Dovremmo intervenire con TUTTI i mezzi possibili per evitare l’affermarsi di una figura simile?
E poi cosa succederebbe?
Come potrebbe nascere una nuova democrazia se questa fosse figlia del sangue?
E gli effetti collaterali?
Esiste una soluzione?
Cosa ne è stato dei veri uomini di Stato?
Esiste una soluzione?
Dobbiamo travestirci da lupo?
Bisogna tornare a celebrare i Lupercali come ai tempi dell’antica Roma?
E tutti quei lupi che oggi si travestono da agnelli?
Chi danneggia maggiormente la società: i lupi o quegli agnelli disposti a seguire la strada più semplice?
Possiamo fare qualcosa?
Ma cosa?
Come controlliamo il lupo che è dentro di noi?
Esiste una soluzione?

Benvenuti ancora una volta nella contraddizione umana…. e mentre riflettiamo su questi temi, lasciamo che muoia ancora qualche bambino sulle spiagge di Lesbo

Biglietti

INTERO
Platea 27 €
Galleria Centrale 19 €
Galleria Laterale 13 €

RIDOTTO GRUPPI*
platea 24 €
Galleria Centrale 17 €
Galleria Laterale 12 €

RIDOTTO SPECIALE**
Platea 19 €
Galleria Centrale 14 €
Galleria Laterale 11 €

RIDUZIONI
* La riduzione Gruppi è riservata ad Enti convenzionati con il CTB.
** La riduzione Speciale è riservata a giovani fino a 25 anni, ultrassessantacinquenni e possessori di carta d’argento.

Acquisto presso:

TEATRO SOCIALE
Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia
Tel. +39 030 2808600
biglietteria@centroteatralebresciano.it
Orari botteghino
Nei giorni di spettacolo:
Giorni Feriali (tranne lunedì, giorno di chiusura) dalle 16.00 alle 19.00
Domenica dalle 15.00 alle 18.00

PUNTO VENDITA CTB
Piazza della Loggia, 6 – Brescia
Tel. +39 030 2928609
biglietteria@centroteatralebresciano.it

Orari di apertura
dal martedì al venerdì (esclusi i festivi) dalle 10.00 alle 13.00

ON-LINE
sul sito www.vivaticket.it e in tutti i punti vendita del circuito modalità di pagamento: carta di credito o bancomat