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Operai morti a Milano: la prima ipotesi fa pensare a una fuoriuscita di azoto

Operai morti intossicati dentro un’azienda metalmeccanica di Milano . La prima ipotesi fa pensare a una fuoriuscita di azoto.

“I corpi degli operai morti erano riversi a terra senza mascherine, è inspiegabile” raccontano i testimoni.

“Erano riversi a terra senza mascherine. È inspiegabile, non siamo sprovveduti”

Le testimonianze dei colleghi delle vittime: “L’ambulanza è arrivata tardi”

MILANO – «Quando ho sentito i miei colleghi urlare che c’erano operai riversi a terra ho smesso di lavorare e sono corso subito», racconta concitato Pasquale Arcanone, operaio specializzato e delegato della Fiom, da 28 anni alla Lamina come addetto alla macchina che taglia le lamiere. Tra il suo reparto e il capannone con le campane del forno larghe 2 metri e alte non più di 4 dove è avvenuto l’incidente ci sono meno di 30 metri. «Ho visto due operai a terra. Non sono sicuro che avessero le mascherine ma adesso non so cosa possa essere successo», racconta quando in azienda ci sono ancora i tecnici che fanno i rilievi e il magistrato Tiziana Siciliano.

PROTEZIONE CHIMICA e DA GAS«Da quello che abbiamo capito due operai sono entrati nel forno per pulirlo. Quando non hanno visto uscire i colleghi altri 2 si sono affacciati. Ma davvero non riesco a immaginare perché non avessero le mascherine. Io a quel punto sono corso fuori ad aspettare l’ambulanza che ci ha messo una vita ad arrivare. Mi è sembrato che fosse passata più di mezz’ora anche se magari me lo sono immaginato perché quando succedono queste cose non capisci più nulla».

Gli operai morti e quelli intossicati non erano degli sprovveduti racconta l’operaio che prima ha sentito e poi ha visto tutto. «In 30 anni qua dentro non è mai successo niente. Per noi era l’azienda più sicura del mondo. Facevamo corsi su corsi. Antinfortunistica, primo soccorso. In reparto non potevi entrare se non avevi le scarpe con i rinforzi, i guanti, il casco e la mascherina. Se qualcuno non indossa le protezioni prende un euro di multa che i titolari danno poi in beneficenza», giura lui che davvero non si capacita di quello che può essere successo. Se un’imprudenza o la sottovalutazione del pericolo, due ipotesi altrettanto impensabili ai quali potranno dare una risposta i tecnici della procura.

In azienda si lavora con argo e metano, due gas tossici e altamente infiammabili che alimentano i forni dove viene trafilato il metallo. I primi soccorritori assicurano che dentro le campane non c’era più ossigeno. Cosa che deve aver fatto perdere la conoscenza ai primi operai che si erano infilati nelle campane e agli altri che sono entrati in loro soccorso. Toccherà ai tecnici stabilire se gli impianti erano a norma, se i sensori in caso di malfunzionamento o di esalazioni pericolose erano in regola e se sono entrati regolarmente in funzione. Il delegato della Fiom esclude che possa essersi trattato di un caso di incuria come avviene troppe volte in aziende grandi o piccole: «Un mese fa hanno fatto i controlli ai sensori ma oggi non è suonato alcun allarme. Lo avrei sentito anche se stavo in un capannone vicino. Invece ho sentito solo le grida dei miei compagni che urlavano che c’erano degli operai a terra nel capannone dei forni. Il nostro titolare è molto attento alla sicurezza. I miei colleghi sono preparati e non sono degli sprovveduti. Ma quando mi sono avvicinato e li ho visti a terra non avevano le mascherine e non so proprio perché».

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lastampa/“Erano riversi a terra senza mascherine. È inspiegabile, non siamo sprovveduti” FABIO POLETTI

Castellammare, euro falsi sotto i vestiti: arrestate 3 persone

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Castellammare di Stabia, sono state arrestate quattro persone, di cui tre stabiesi, per aver nascosto euro falsi sotto ai vestiti, mentre erano in viaggio verso Sulmona

Castellammare di Stabia, quattro persone, tra cui tre solo stabiesi e una di Chieti, sono state denunciate dalla polizia stradale in quanto trovati in possesso di mazzette di banconote false da 20 euro per un totale di 2.960 euro. I quattro sono incappati in un controllo nei pressi del casello autostradale A/25 di Sulmona (L’Aquila). La contraffazione è stata confermata dalla sede di Pescara della Banca d’Italia.

A insospettire i poliziotti è stato l’evidente stato di agitazione che aveva colpito i quattro delinquenti a seguito del fermo della loro auto, una Ford Fiesta. Gli uomini erano anche in netta contraddizione tra loro in merito al luogo da cui provenissero. La perquisizione personale estesa al veicolo, ha portato alla scoperta delle mazzette nascoste negli indumenti e avvolte con pellicola per alimenti che ad una prima verifica sono risultate false.

Le persone arrestate sono:  M.C. di 45 anni, M.M. (25) e M.C. (62) tutti e tre nati a Castellammare di Stabia (Napoli), e D.M.S. (25) nato a Chieti. Gli uomini sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per detenzione di monete contraffatte. Secondo l’accusa, i quattro, dopo aver ottenuto le banconote false da abili falsari che notoriamente sono attivi nell’area campana, avevano intenzione di spendere la somma negli esercizi commerciali dell’Abruzzo.

Non è la prima volta che capita una cosa del genere, pochi giorni fa, infatti, erano stati beccati due uomini con soldi contraffatti per mano di una “tipografia” napoletana, che era stata successivamente chiusa nell’ambito di un’operazione. Non è da escludere che i soldi possano essere della stessa fabbricazione.

Salerno, uomo investito dal treno: stop alla linea Salerno-Battipaglia

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Salerno,un uomo è stato investito sui binari del treno della linea Salerno- Battipaglia

Ancora una volta una  persona è stata investita da un treno, la terza in poche settimane, in provincia di Salerno. Un 65enne, per cause ancora sconosciute, è stato investito da un treno fra le stazioni di Pontecagnano e Montecorvino Rovella, sulla linea  Salerno – Battipaglia. L’uomo attualmente è ricoverato presso l’ospedale di Salerno; non è chiaro però se si tratti di un tentativo di suicidio o di un incidente. Trenitalia sta provvedendo alla riprogrammazione del servizio ferroviario mentre le autorità giudiziarie stanno cercando di ricostruire l’accaduto.

Si tratta del terzo incidente ferroviario nel giro di pochi giorni. Lo scorso 2 gennaio, proprio fra le stazioni di Battipaglia e Montecorvino Rovella un uomo fu travolto e ucciso da un treno. Soltanto una settimana più tardi, il 9 gennaio, un altro treno travolse una seconda persona nei pressi di Albanella. Con quello di questa mattina, siamo a quota tre incidenti dall’inizio dell’anno. Probabilmente si trattano di stazioni poco segnalate, queste le prime ipotesi, però sarebbe opportuno che i guidatori prestino maggiore attenzione in prossimità dei binari ferroviari, e che le istituzioni provvedano alla sistemazioni di nuovi impianti di segnaletica.

Settore giovanile Juve Stabia, il programma del fine settimana: segui i match su ViViRadioWeb

Settore giovanile, il programma del fine settimana: segui i match su ViViRadioWeb

Si torna in campo nel fine settimana, il settore giovanile della Juve Stabia sarà impegnato in 5 gare e a riposare sarà soltanto la Berretti. Potrete seguire le dirette radiofoniche dei match Under 15 e Under 17 su ViViRadioWeb.

Berretti, RIPOSO

Under 17, JUVE STABIA – FIDELIS ANDRIA Sabato 20/01 h 14.45 Stadio R. Menti;

Under 15, JUVE STABIA – FIDELIS ANDRIA Sabato 20/01 h 13.00 Stadio R. Menti;

Under 16, JUVE STABIA – SANT’AGNELLO Sabato 20/01 h 17.45 campo Pietro Abbate – ex Aura Sport – T del Greco;

Under 14, FELDI EBOLI – JUVE STABIA Domenica 21/01 h 10.00 campo Massaioli – Eboli (Sa);

Under 13, ARCI SCAMPIA – JUVE STABIA Domenica 21/01 h 9.00 stadio Landieri – Scampia (Na);

 

Per ascoltare ViViRadioWEB è possibile farlo in diversi modi:

collegandosi al sito https://vivicentro.it/viviradioweb/
scaricando l’app gratuita Tune In Radio

Android (https://play.google.com/store/apps/details?id=tunein.player&hl=it)

IPhone (https://itunes.apple.com/it/app/tunein-radio/id418987775?mt=8)

cercando poi ViViRadioWEB tra le radio disponibili

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a cura di Ciro Novellino

Angri, condannato per violenza fisica e sessuale ai danni della moglie

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Angri, un uomo di 61 anni è stato condannato per violenza fisica e sessuale perpetrata ai danni della moglie
Ad Angri, un uomo è stato condannato per violenza fisica e psichica ai danni della moglie. Una violenza che spesso veniva anche consumata davanti ai figli piccoli. Una violenza quotidiana che portato la donna ad accusare il marito 61enne per maltrattamenti, violenza privata e anche violenza sessuale. Il giudice ha condannato a 5 anni e 4 mesi di carcere in primo grado un 61enne di Angri.
L’accaduto risale al 2012, quando dopo un tradimento da parte di lui, il rapporo tra i due coniugi veniva portato avanti dall’imputato attraverso la violenza e l’intimidazione.  Secondo le accuse la donna decise di rompere la sua storia dopo aver visto il marito consumare rapporti con una straniera dipendente della sua azienda. Da lì decise di non svolgere più mansioni di casa; poi scattò la denuncia dopo l’ennesimo pestaggio tra le mura domestiche. L’uomo a sua volta la minacciò affermando che se non avesse ritirato la denuncia, l’avrebbe uccisa insieme ai figli. E la donna, presa dalla paura, fu costretta a firmare la remissione di denuncia. I giudici hanno condannato l’uomo anche per violenza sessuale, che la donna ha dovuto subire, altrimenti sarebbe stata pestata dal marito.

Tre operai morti a Milano mentre pulivano un forno

Tre operai sono morti intossicati mentre pulivano un forno dentro un’azienda metalmeccanica di Milano. Un altro collega è ricoverato in gravissime condizioni. Una strage sul lavoro che riapre il dibattito sulla sicurezza. La prima ipotesi fa pensare a una fuoriuscita di azoto. “I corpi erano riversi a terra senza mascherine, è inspiegabile” raccontano i testimoni.

Intossicati mentre pulivano il forno: tre operai morti e uno in fin di vita

Milano, incidente in un’azienda specializzata in acciai. L’ipotesi: fuoriuscita di gas metano

MILANO – Sono da poco passate le 16 e 50 di ieri pomeriggio. Via Rho è una strada stretta costruita nel dopoguerra a Milano. Dietro a una palazzina color mattoni, la Lamina, azienda della famiglia Sammarchi, specializzata in acciai. Il capo produzione, Arrigo Barbieri, 57 anni, e un elettricista di una ditta esterna, Marco Santamaria, 43, stanno facendo manutenzione in una fossa che contiene un forno interrato per un paio di metri. Per arrivarci, è necessario scendere una decina di scalini. L’operazione si complica, forse per una fuoriuscita di azoto. L’allarme nella campana, secondo le prime ricostruzioni, non sarebbe scattato.

Altri operai raccontano che c’era «zero ossigeno». Due colleghi, all’esterno, si accorgono che hanno dei problemi. Prima chiamano i soccorsi, poi provano ad aiutarli. Il fratello di Barbieri, Giancarlo, 61 anni, considerato l’uomo di fiducia dell’azienda, a pochi mesi dalla pensione, vede che il fratello è in difficoltà, e scende nella fossa, poi prova subito a risalire ma sviene in pochi secondi e riprecipita nella campana. Cerca di dargli una mano Giuseppe Setzu, 48 anni, ma le esalazioni lo lasciano privo di sensi. Secondo i colleghi, passano molti minuti prima dell’arrivo dell’ ambulanza. I quattro vengono portati in diversi ospedali in arresto cardiaco. Poco dopo il ricovero, per tre viene dichiarato il decesso (Arrigo Barbieri, Marco Santamaria e Giuseppe Setzu). ll quarto, Giancarlo Barbieri, resta in gravissime condizioni, mentre altri due non sarebbero in pericolo di vita.

«Non so se avevano le mascherine», racconta un collega che lavorava poco distante. Di certo, l’aria nel forno era satura, quello che è successo poi, lo stabiliranno le indagini coordinate dal procuratore aggiunto, Tiziana Siciliano e dal pm, Gaetano Ruta.

Qui, nella periferia nord di Milano, i dipendenti della Lamina giurano che in fabbrica, la sicurezza è sempre stata una priorità, con corsi sistematici, attrezzature idonee, nessun grave incidente nei sessantanove anni di storia. Laminati, acciai e nastri sottili di titanio, una produzione che impegna poco più di 30 dipendenti. Oltre il 50 per cento dei prodotti, viene esportato. La ditta adesso è stata posta sotto sequestro.

«Dobbiamo capire cosa è successo», spiega sul posto Roberta Turri, segretaria milanese della Fiom. «I colleghi ci hanno spiegato che quando sono intervenuti la campana del forno era priva di ossigeno». Turri annuncia iniziative, a partire da questa mattina. «Sono anni che un incidente del genere non succede a Milano. Prima dovremo capire cosa è successo, ma sicuramente ci costituiremo parte civile nel futuro processo».

Il premier, Paolo Gentiloni, definisce l’incidente della Lamina, «terribile. Un pensiero commosso alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie».

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lastampa/Intossicati mentre pulivano il forno: tre operai morti e uno in fin di vita MONICA SERRA

Salerno, uomo provoca incendio che uccide la madre: condannato

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Salerno, uomo che ha appiccato l’incendio e ucciso la madre, è stato condannato

Salerno, l’uomo che la mattina del 16 luglio dello scorso anno, provocò un incendio nell’abitazione dove viveva con la madre e la moglie, e che portò successivamente alla morte di quest’ultima, ha patteggiato la pena, che ora prevede un anno e due mesi di reclusione.  La sentenza, per incendio ed omicidio colposo a carico di P. P. , è stata emessa dal gup del Tribunale di Salerno, Vincenzo Pellegrino, al termine del rito alternativo che si è celebrato questa mattina.

La vicenda: l’incendio fu appiccato nella cucina dell’appartamento alle case popolari della località  Polvica di Tramonti, mentre l’imputato stava effettuando un travaso di benzina (da una tanica ad una bottiglia) destinato alla motofalciatrice. Una vera e propria disattenzione dell’uomo ha causato lo scoppio dell’incendio: la sigaretta che aveva accesa avrebbe generato l’incendio che coinvolse la madre del 53enne che era con lui in cucina. La donna riportò gravi ustioni su diverse parti del corpo: trasportata presso il centro Grandi ustionati del Cardarelli a Napoli, alcuni giorni dopo, la donna morì. Anche la moglie dell’uomo riportò alcune ferite: per fortuna più lievi. L’incendio, infatti, aveva interessato solo l’angolo cucina della casa. Dopo l’attesa, l’uomo è stato condannato alla reclusione in carcere.

Cile, Papa Francesco colpito da un oggetto lanciato dalla folla: la vicenda

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Papa Francesco è stato colpito alla testa da un oggetto lanciato dalla folla a Santiago dei Cile

Paura per Papa Francesco durante il suo arrivo a Santiago, prima tappa della visita pastorale che oltre al Cile toccherà anche il Perù. Il Pontefice, mentre era a bordo della ‘Papa-mobile’, in strada al suo passaggio è stato colpito alla guancia sinistra da un oggetto lanciato da qualcuno in mezzo alla folla.

Non è chiaro di che tipo di oggetto si tratti, c’è chi sostiene sia un cappello e chi crede che si tratti di un quotidiano. Quel che è certo è che l’oggetto cade subito dopo ma non ferisce il Papa, che senza scomporsi continua a sorridere, salutando la folla.

Poco dopo c’è stato l’incontro tra il Pontefice e una delegazione di vittime di abusi da parte di preti pedofili, a cui Francesco ha chiesto ufficialmente scusa a nome della chiesa, infatti questo uno dei motivi principali del viaggio.

COLLEGATA:

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CRONACA

Papa: in volo per il Cile dona ai giornalisti la foto del ‘bambino di Nagasaki’

Sull’aereo per il Cile, partito da Roma alle 8.55 ed atteso a Santiago per le 20.10 locali, Papa Francesco ha donato ai giornalisti  una foto scattata…

Pompei, furti di portafogli: 7 persone indagate di cui 5 donne

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Pompei, sono state arrestate sette persone,di cui cinque donne, per furto di portafogli e prelievi con le carte rubate

I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata – emessi dal Gip del Tribunale oplontino su richiesta della locale Procura -hanno eseguito dei provvedimenti nei confronti di cinque donne e due uomini ritenuti responsabili di furto aggravato e di utilizzo indebito di carte di credito o di pagamento. Sono state arrestate E. e M. B., rispettivamente di 27 e 38 anni; domiciliari per A. B. , 58 anni, G. P., 37 anni, C. P., 36 anni, G. G., 34 anni. Misura alternativa dell’obbligo di dimora per una 27enne, P. C.

I Carabinieri della Stazione di Pompeicomandata dal maresciallo Tommaso Caninohanno portato all’individuazione del gruppo criminale che agiva in tutta la Campania ed era solito rubare portafogli e utilizzare le carte bancomat o di credito delle vittime. Il modus operandi era il seguente: le donne si avvicinavano alle vittime, per lo più signore intente ad acquisti o alla scelta di merci presso banchi vendita o in centri commerciali. La maggior parte dei reati sono stati commessi all’interno e nelle zone limitrofe del centro commerciale di Pompei. Le ladre frugavano nelle borse delle vittime e sottraevano portafogli (da loro chiamati in codice “Pisciò”) senza che nessuna delle malcapitate si accorgesse di quanto stava accadendo, se non in momenti successivi. Una volta rubati i portafogli, controllavano la refurtiva e andavano alla ricerca di bigliettini sui quali potevano essere annotati i codici pin dei bancomat o delle carte di credito. Gli uomini del gruppo avevano invece il compito di accompagnare con i veicoli precedentemente noleggiati le ladre nei vari posti dove perpetrare i furti e prelevare i soldi. Il linguaggio usato dalla banda di malviventi era di tipo “zingaresco”; in tutto 70 i furti fatti.

 

Elezioni: analisi sull’eventualità di vittoria di partiti anti-sistema

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Marta Dassù ragiona in vista delle elezioni e scrive: “Esistono uno scenario tedesco, uno spagnolo e infine una sindrome greca nel caso in cui dovessero vincere i partiti anti-sistema”.

L’Europa teme i costi della nostra fragilità

Esistono tre scenari possibili sulle elezioni di marzo e il loro impatto europeo – mi dice un interlocutore di Berlino abituato a ragionare sull’Italia. Il primo è uno scenario «tedesco»: una grande coalizione che farebbe da specchio al governo che sta costruendo la Germania, ammesso che riesca. È il risultato preferito da noi tedeschi: avrai notato che Berlusconi non è stato riabilitato solo da Scalfari ma anche da Angela Merkel, con la benedizione di Antonio Tajani dal Parlamento europeo.

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Il secondo scenario – continua senza pause il mio amico tedesco – è di tipo «spagnolo»: nessuna maggioranza possibile e quindi un governo del presidente o di minoranza. Durerà quel che durerà, l’Italia sarà in condizioni di fragilità ma è un’ipotesi che non dispiacerebbe né alla Commissione di Bruxelles né a Parigi; in particolare, come Macron ha lasciato capire nella visita a Roma, se a gestirla fosse Gentiloni.

E infine – anche se mi dispiace dirlo, conclude il mio interlocutore – esiste uno scenario «Grecia plus». L’Italia non è certamente la Grecia, è la terza economia dell’euro. Ma se vincessero i partiti anti-sistema, il sistema di cui l’Italia fa parte, sto parlando dei mercati internazionali prima che dell’Europa, reagirebbe, come è appunto accaduto nel caso di Tsipras.

Viste le dimensioni dell’Italia, sarebbe uno scenario problematico per l’eurozona nel suo insieme ma anzitutto per il vostro Paese, con costi alti anche se difficili da stimare. È lo scenario meno probabile, direi quasi impensabile dato il sistema elettorale; ma è bene che gli italiani lo abbiano in mente.

Attacco il telefono e ci penso un momento: le elezioni di casa nostra, viste dall’Europa, suscitano un’attesa interessata ma non grandi emozioni. Poco a che fare con la suspence che aveva preceduto il referendum su Brexit. E nulla a che vedere con il pathos suscitato dalle elezioni francesi; vissute, nella primavera scorsa, come un test decisivo per la tenuta dell’Ue stessa, alle prese con un’epica disfida fra europeisti e sovranisti. Oggi – dopo che Brexit ha dimostrato i suoi costi e dopo che Macron ha vinto in nome dell’Europa e non contro – il clima è più rilassato. Anche perché il fronte sovranista, nella versione nazional-populista, è forte in Europa Centro-orientale ma appare in stallo nel cuore dell’Europa Continentale. Marine Le Pen non è più considerata una sponda utile da nessuno, neanche da Putin probabilmente. Nel caso italiano sia il Movimento 5 Stelle che la Lega appaiono in ascesa; ma hanno rimesso nel cassetto i sogni di un referendum sull’euro. Si direbbe che il famoso «vincolo esterno» (i paletti imposti dal contesto internazionale), così deprecato a parole, eserciti ancora un effetto preventivo.

In teoria, il grande scontro sui destini europei dell’Italia dovrebbe largamente definire l’agenda delle elezioni di marzo. Nei fatti, così non è. Sia lo schieramento europeista (con l’eccezione della Lista Bonino) sia i suoi avversari usano infatti toni minori, con un’opinione pubblica passata in pochi anni dall’euro-entusiasmo allo scetticismo nell’Ue. E si parla d’altro. La sfida elettorale italiana appare così come una versione appassita e confusa della grande battaglia che si è consumata fra Londra e Parigi. E l’Italia sembra piuttosto ricaduta in riti ben conosciuti, incluse promesse economiche in libertà – che tanto, lo si sa già, nessuno rispetterà.

Attenzione però. Dal 5 marzo la questione essenziale, in chiave italiana, sarà quale governo (con quale maggioranza composita) potrà meglio interagire con l’Europa in una fase delicata. Delicata e accelerata: in cui la Francia di Macron e la Germania, se sorretta da una Grosse Koalition che ha precisamente l’Europa al primo punto del programma, metteranno sul tavolo riforme importanti dell’euro-zona. L’Italia non ha alcun interesse a rimanere ai margini di una discussione essenziale per il suo futuro.

Il nostro Paese deve evitare due errori di valutazione speculari. Da una parte, non deve illudersi che il caso dell’Italia sia vissuto dal resto d’Europa come un rischio esistenziale per l’Ue e che quindi sia possibile trasformare la propria debolezza in forza contrattuale: al di là delle parole di Pierre Moscovici (Commissario agli Affari economici dell’Ue) sul rischio politico insito nelle elezioni italiane, nessuno dimostrerà alla prova dei fatti una particolare indulgenza. I costi della fragilità italiana ricadrebbero anzitutto su di noi. D’altra parte, e all’opposto, l’Italia non deve sottovalutare la sua rilevanza su alcuni dossier che possono spostare gli equilibri nell’Ue: assetto dell’area euro, gestione dei flussi migratori, difesa e sicurezza. Fra illusioni sulla propria debolezza e sottovalutazione della propria forza, rischia di perdersi il punto centrale: l’Italia deve essere in condizioni di giocare la sua partita non nell’Europa di ieri, che sta tramontando, ma in quella in cui vivremo domani, che si sta configurando.

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Juve Stabia-Catanzaro arbitra Marco D’ascanio di Ancona

Prima volta con la Juve Stabia per l’arbitro marchigiano

Marco D’ascanio della sezione di Ancona è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Juve Stabia e Catanzaro valevole per la terza giornata di ritorno del campionato di serie C girone C che si disputerà a Castellammare domenica 21 gennaio alle ore 16 e 30 allo stadio “Romeo Menti”.

D’ascanio, nato ad Ancona il 29 settembre 1985, è al suo secondo campionato in Serie C, non vanta alcun precedente ne con la Juve Stabia nè con il Catanzaro.

L’assistente numero uno sarà Daisuke Emanuele YOSHIKAWA della sezione di Roma 1;

l’assistente numero due Giorgio RINALDI della sezione di Roma 1.

Giovanni MATRONE

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Designazione Arbitrale: Siracusa-Rende

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Serie C Girone C – 22ª giornata

Sabato 20 Gennaio ore 20:30

Stadio Nicola De Simone 2017/2018
Designazione Arbitrale: Siracusa-Rende

 

L’arbitraggio del match tra Siracusa Vs Rende della 22ª giornata di campionato di serie C, 20 Gennaio 2018 alle ore 20:30, spetta a Alessandro Meleleo (Casarano)

  • Assistente 1: Antonio Spensieri (Genova) 
  • Assistente 2: Pierluigi Mazzei (Brindisi)

Carriera di Alessandro Meleleo :

Serie C Girone A Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 7 36 1 2
2016/2017 7 16 0 1
2017/2018 3 5 0 1
TOT. 17 57 1 4
       
Serie C Girone B Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 2 7 1 0
2016/2017 5 24 0 0
2017/2018 1 4 0 0
TOT. 8 35 1 0
       
Serie C Girone C Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 4 13 1 0
2017/2018 2 6 0 1
ToT. 6 19 1 1
       
Serie D Girone A Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 1 5 1 2
ToT. 1 5 1 2
Serie D Girone D Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 1 4 0 0
ToT. 1 4 0 0
Coppa Italia Serie C Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 2 0 0
2016/2017 1 5 0 0
2017/2018 2 1 0 1
ToT. 4 8 0 1
Campionato Nazionale U17 A Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 5 13 0 2
ToT. 5 13 0 2
Campionato Primavera G. A Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 7 24 1 0
2016/2017 3 4 0 0
 ToT.  10  28  1
Campionato Primavera G. B Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 6 10 0 1
ToT. 6 10 0 1
Campionato Primavera G. C Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 1 3 0 0
ToT. 1 3 0 0
Torneo di Viareggio Partite giallo doppio giallo rosso
2013/2014 1 0 0 0
2014/2015 1 4 0 1
2016/2017 1 0 0 0
ToT. 3 4 0 1
Coppa Italia Primavera Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 2 0 0
2017/2018 1 0 0 0
ToT. 2 2 0 0
Primavera 1 Partite giallo doppio giallo rosso
2017/2018 2 6 0 2
ToT. 2 6 0 2
Primavera 2a Partite giallo doppio giallo
2017/2018 3 5 0 1
ToT. 3 5 0 1
Nazionale Partite giallo doppio giallo rosso
2017/2018 1 0 0 0
ToT. 1 0 0 0

Pomigliano, arrestata la baby gang: 17 colpi in due mesi sulla Circum

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Pomigliano d’Arco, sono stati arrestati i ragazzi che facevano parte della baby gang che ha eseguito 17 colpi in due mesi alla Circumvesuviana

Pomigliano d’Arco, prima dell’alba i Carabinieri di Castello di Cisterna hanno arrestato 7 rapinatori minorenni sotto il profilo anagrafico ma già molto esperti sotto quello criminale. l’arresto è stato fatto durante un’operazione per contrastare la piaga delle baby gang. Hanno tutti precedenti, anche per rapina. Quattro sono appena maggiorenni mentre gli altri sono minorenni. La procura di Nola li accusa di aver messo a segno 17 rapine tra ottobre e novembre ai danni di 32 persone – molti i minori che figurano tra le vittime – in particolare nei pressi delle stazioni della Circumvesuviana tra Volla, Casalnuovo, Pomigliano, Castello di Cisterna e Brusciano.

Sono stati tutti arrestati nelle loro abitazioni, in seguito all’identificazione avvenuta grazie ai video a circuito chiuso che si trovavano nei pressi della circumvesuviana. Le loro abitazioni sono ubicate nei ghetti popolari al confine tra il quartiere napoletano di San Pietro e Patierno e la frazione di Arpino di Casoria. Quattro sono maggiorenni. Si tratta di V. R., 21 anni, di Napoli, G. B. e  V. P., entrambi diciottenni e di Casoria, e A.C., di Napoli, anche lui diciottenne ma giudicabile dal tribunale dei minori perché quando ha commesso i reati contestati aveva 17 anni. I quattro si trovano adesso nel carcere di Poggioreale. Altri tre componenti della gang, uno è il fratello di A.C., sono invece ancora minorenni e si trovano nel centro di contenzione minorile dei Colli Aminei.

Prendevano di mira soprattutto i loro coetanei, proprio come è accaduto a Marwan e Abdu, i due quindicenni italo marocchini che sabato sera davanti alla villa comunale di Pomigliano sono stati selvaggiamente picchiati e rapinati del cellulare da un’orda formata da una quindicina di coetanei. Questo episodio non c’entra nulla con l’arresto dei sette rapinatori, ma in questo clima napoletano, ha scosso molto l’opinione pubblica. I carabinieri di Castello di Cisterna sono  a caccia dei responsabili di questo ennesimo episodio di bullismo. Le indagini hanno portato sull’ennesima baby gang formata da ragazzini di due comuni limitrofi, quello di Acerra e Somma Vesuviana.

Napoli, lavori metrò Poggioreale: si interviene sulle fondamenta dei palazzi

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Napoli, i lavori della nuova metropolitana di Poggioreale, ha portato il comune a redigere un documento che ha attestato la necessità di operare sulla riqualificazione delle fondamenta di alcuni palazzi

Il Comune di Napoli ha dichiarato in un documento ufficiale che c’è bisogno di interventi di consolidamento e salvaguardia delle fondazioni per tre edifici di via Nuova Poggioreale. Non ci sono allarmismi, ovvero le palazzine non sono a rischio di crollo. All’interno di questo documento, con precisione, si attesta che c’è bisogno di un ulteriore versamento da 1 milione e 400mila euro  da investire nel cantiere dei lavori della metropolitana per la tratta Centro Direzionale-Capodichino e le motivazioni per la richiesta dei fondi sono la «presa d’atto della necessità degli interventi di consolidamento a salvaguardia delle fondazioni dei fabbricati ai civici 160c, 162 e 164 di via Nuova Poggioreale». Non c’è motivo di allarmarsi hanno dichiarato i tecnici, in quanto si lavorerà anche su questi palazzi, proprio per evitare situazioni spiacevoli in futuro, ma i residenti non hanno preso bene la notizia e chiedono ulteriore chiarimenti sulla questione.

Nuovo attacco sui vaccini di Salvini e Cinque Stelle. Lorenzin: “irresponsabili”

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Nuovo attacco sui vaccini. Per Salvini “troppi fanno male ai bambini”. Anche i Cinque Stelle promettono di cambiare la legge in caso di vittoria: “Ne lasceremo quattro”. Per la ministra Lorenzin sono degli “irresponsabili”.

Salvini: “Troppi vaccini fanno male ai bambini”. Torna l’asse con il M5S

Di Maio: «Ne lasceremo obbligatori solo quattro». Il ministro Lorenzin: dichiarazioni irresponsabili

ROMA – La caccia ai voti, si sa, non si arresta di fronte a nulla; e anche ieri Lega e Movimento Cinque Stelle hanno rilanciato la polemica sulle vaccinazioni, annunciando che se andranno al governo modificheranno la norma che stabilisce 10 vaccini come obbligatori.

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«Che i vaccini siano utili è fuor di dubbio. Quattro erano utili. Ma è altrettanto fuor di dubbio che 10 vaccini obbligatori sono un potenziale rischio per alcuni bambini», ha detto il leader della Lega Matteo Salvini in mattinata. È identica la tesi del pentastellato Alessandro Di Battista: «Non siamo contrari, io andrò a vaccinare mio figlio. Ma pensiamo che la situazione precedente con 4 vaccini obbligatori fosse sufficiente, e che un percorso di accompagnamento ben informato funzioni molto meglio dell’obbligo».

Chiarisce meglio la posizione del partito il candidato premier di M5S, Luigi Di Maio: «I vaccini – ha affermato – saranno obbligatori come nel resto d’Europa. Non ho mai detto di essere contro l’obbligatorietà dei vaccini, noi siamo per rendere l’obbligatorietà omogenea al resto dell’Europa». Ovvero? «Ne rendiamo obbligatori 4, e poi aumentiamo se ci sono epidemie o problematiche».

Sul fronte opposto c’è la replica del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «Di Maio e Salvini, tenete fuori la questione dei vaccini dalla campagna elettorale. Le vostre irresponsabili affermazioni dal punto di vista sanitario e farneticanti dal punto di vista scientifico mettono seriamente a rischio la salute dei cittadini e i risultati ottenuti per l’innalzamento dell’immunizzazione di massa». Va all’attacco di Lega e M5S anche il segretario del Pd Matteo Renzi, che in un tweet (in cui però definisce tout court «No Vax» la posizione dei due partiti rivali) afferma che «il 4 marzo non si sceglie su simpatia dei candidati ma su proposte concrete». Durissima la posizione dell’immunologo del San Raffaele Roberto Burioni, che sferza il leader della Lega: «Salvini parli della riapertura dei postriboli, che fa meno danni». Dieci vaccini obbligatori sono dannosi? Per Burioni, «i “dieci vaccini” vengono usati con le stesse dosi e con le stesse tempistiche in tutto il mondo, in quanto sono ritenuti indispensabili per la salute pubblica, e in tutto il mondo vengono ritenuti sicurissimi ed efficaci». La differenza è che solo in Italia «un politico si azzarda a diffondere delle bugie che possono risultare pericolose per la salute pubblica a fini elettorali».

Intanto, però, è un fatto che i centri di vaccinazione siano in questi giorni sotto grandissima pressione in vista della scadenza del 10 marzo per la presentazione alle scuole della certificazione di avvenuta immunizzazione. Lo dice Carlo Signorelli, ex presidente della Società Italiana di Igiene, secondo cui i centri vaccinali «sono in crisi, sovraffollati e sotto organico». Ad oggi sta aumentando il numero dei bimbi vaccinati, ma resta l’incognita per 40mila piccoli, che potrebbero risultare alla fine non vaccinati, per scelta dei genitori o anche per motivi legati alla salute, afferma Signorelli. Per l’anno scolastico 2018-19 (anno per il quale sono partite ieri le iscrizioni online) ci sarà però più tempo per completare l’iter. La circolare del ministero della Salute dice infatti che per l’iscrizione ad asili e scuola elementare si potrà presentare un’autocertificazione sulle avvenute vaccinazioni o copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’Asl; ma ci sarà tempo fino al 10 luglio 2018 per presentare la certificazione definitiva che provi l’avvenuta vaccinazione.

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Napoli, processati per “reato di branco”: i pm contro le baby gang

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La Procura dei minori di Napoli ha usato un nuovo espediente per processare sedici minorenni accusati di un pestaggio avvenuto alcune settimane fa al Vomero. Non sono stati accusati solo di rissa e lesioni gravi, ma anche l’aggravante del motivo futile di predominio del branco giovanile. Di conseguenza picchiare o organizzare una spedizione punitiva diventa un reato più grave se si considera anche il motivo futile che spinge ad usare la violenza, vale a dire l’esigenza di stabilire il «primato del branco giovanile». Questa interpretazione è propria del pm Ettore La Ragione, magistrato in forza alla Procura di Maria De Luzemberger, che ha chiuso l’inchiesta a carico di ben sedici minori, ritenuti responsabili del pestaggio avvenuto al Vomero, in piazza Vanvitelli lo sorso 17 dicembre.

I ragazzi accusati sono tutti di Bagnoli, fissano con lo sguardo un paio di ragazzi intenti a bere una birra, poi fanno inversione di marcia, scendono e aggrediscono i due malcapitati. Non c’è un motivo reale, se non quello futile di  affermare la propria leadership di branco. Uno degli aggressori ha dichiarato che tutto questo era capitato perché aveva accettato lo sguardo di sfida e aveva agito anche per la frustrazione di trovarsi in un quartiere di ricchi, provenendo dalla periferia occidentale di Napoli.

Un episodio simile è avvenuto anche  venerdì scorso a Chiaiano, dove è stato ferito a colpi di calci e pugni lo studente Gaetano, 15enne di Melito. Anche qui nessun motivo valido, ma solo l’esigenza di affermare con la violenza la propria forza e il proprio potere sul territorio.

Allarme Ue sui populismi in Italia: “L’instabilità è un rischio”

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Il commissario europeo Moscovici lancia l’ allarme sulle elezioni italiane e riferendosi ai populismi parla di “rischio instabilità”.

L’allarme di Bruxelles per le elezioni, Moscovici: “L’instabilità è un rischio”

Il commissario europeo boccia le proposte M5S sul deficit: «Un controsenso assoluto». Di Maio chiede un confronto. Salvini: «Inaccettabile intrusione nella campagna»

Che la continuità di governo sia la soluzione preferita dall’Europa non è più un segreto da tempo («C’è una convergenza di vedute molto chiara con Gentiloni e Padoan», ammette il commissario Pierre Moscovici). Le sparate da campagna elettorale dei partiti, le promesse impossibili, inoltre, non aiutano a migliorare la reputazione di chi si propone come alternativa. E ovviamente le posizioni radicali e anti-europeiste non sono il modo più adatto per raccogliere consensi nella capitale Ue. Per esempio la sparata sulla «razza bianca» del leghista Attilio Fontana, candidato in Lombardia, è considerata «scandalosa».

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Ma a Bruxelles cercano di fare molta attenzione a misurare le parole («Spero che le urne portino un governo stabile e pro-Ue», liquida la pratica il vicepresidente Jyrky Katainen, del Ppe) e probabilmente d’ora in poi lo saranno ancora di più. Già, perché ieri sono bastate alcune dichiarazioni di Moscovici sui «rischi» legati al voto italiano a infiammare il dibattito politico. Frasi estratte da un ragionamento più ampio, fatto ieri a Parigi, in cui le elezioni del 4 marzo e la possibile assenza di una maggioranza vengono associati ad altre situazioni che agitano l’Europa, come il vuoto di governo a Berlino e i possibili contraccolpi in Spagna per la crisi catalana. Viste le reazioni, l’ex ministro francese, nel pomeriggio, ha subito cercato di precisare il senso del suo discorso, ma ormai la frittata era fatta.

«Un’inaccettabile intrusione nelle elezioni italiane», dice Matteo Salvini (Lega), «parole fuori luogo» per Raffaele Fitto (Noi con l’Italia), mentre la compagna di coalizione Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) invita l’Europa a farsi «i fatti suoi». La polemica mette però a nudo alcuni nervi scoperti del centrodestra: Renato Brunetta (Forza Italia) sposa infatti le tesi del commissario francese.

Rispondendo a una domanda specifica, Moscovici aveva bocciato senza mezzi termini l’idea lanciata da Luigi Di Maio (M5S) di sforare il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil: «Un controsenso assoluto». «Siamo perfettamente d’accordo con lui – dice Brunetta -. La limitazione del deficit eccessivo è una condizione necessaria per abbassare l’elevato debito pubblico italiano». Per l’ex ministro italiano, le parole di Moscovici dovrebbero far fischiare le orecchie anche a Matteo Renzi, che «voleva sfidare le istituzioni europee proponendo una soluzione del tutto analoga a quella di Di Maio». In realtà il segretario del Pd, nel suo libro «Avanti», aveva proposto di far salire il deficit al 3%, ma non di superarlo. Una ricetta considerata comunque pericolosa da Bruxelles, che l’aveva sin da subito bocciata. E infatti Renzi ha da tempo smesso di sventolarla come proposta elettorale.

Chi non arretra, invece, è Di Maio. Anzi, chiede un improbabile «confronto pubblico» con Moscovici. E lancia una frecciatina alla Commissione europea per la sua «ingerenza», ricordando quando Jean-Claude Juncker (in un’intervista a «La Stampa») disse: «Non vorrei vincesse il No al referendum costituzionale». «Quella volta – ricorda Di Maio – non ha portato bene».

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lastampa/L’allarme di Bruxelles per le elezioni, Moscovici: “L’instabilità è un rischio” MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES

Castellammare, minori sorpresi con droga e tirapugni

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Castellammare di Stabia, dei ragazzi di 16 anni sono stati sorpresi con tirapugni e droga

Castellammare di Stabia, mentre i Carabinieri locali erano in servizio di controllo della sicurezza nelle stazioni ferroviarie, hanno sorpreso dei minori con droga e tirapugni. I carabinieri della stazione di Castellammare, erano appunto nel corso di un servizio per la prevenzione e la repressione dei reati comuni  all’interno delle stazioni Eav , hanno scoperto e denunciato un 16enne del luogo che si aggirava in Piazza Unità d’Italia con in tasca un tirapugni. Il minorenne dovrà rispondere di possesso di oggetti pericolosi, atti ad offendere. Durante la perquisizione personale, il ragazzo è stato trovato in possesso anche di 2 grammi e mezzo di marijuana, di conseguenza è stato segnalato anche al Prefetto. Stessa sorte toccata al suo compare, un coetaneo originario di Gragnano, trovato invece con mezzo grammo di marijuana. I residenti del quartiere avevano visto le pattuglie dei Carabinieri, ma non erano chiari i fatti. Di sicuro, dopo i recenti avvenimenti avvenuti nei pressi delle stazioni stabiesi, è rassicurante che le forze dell’ordine stiano lavorando per la salvaguardia dei cittadini e per annientare il morbo delle baby gang.

Salerno, truffa alle pratiche Aci: dipendente assolta

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Salerno, una dipendente dell’Aci, che era stata condannata in primo grado, è stata assolta

Salerno, è stata assolta T. S., funzionaria della sede Aci Salerno. La donna era stata condannata in primo grado, a due anni e quattro mesi. E’ stata assolta dai giudici della corte di appello dall’accusa di truffa aggravata perché il fatto non sussiste e per non aver commesso il fatto per due ipotesi di falso che le erano state contestate. La donna, difesa dall’avvocatessa Agata Bisogno non ha più la spada di Damocle che le pende sulla testa. I giudici di secondo grado, nella sentenza di ieri, hanno anche assolto, dall’ipotesi di truffa, l’altro dipendente Aci, R. B. (difeso dall’avvocato Vincenzo Bonelli), rideterminando la pena a due anni (con la sospensione della stessa) mentre U. I. (terzo imputato difeso dall’avvocato Paride Annunziata) è stato condannato ad un anno e nove mesi per false dichiarazioni in relazione alla targa della sua automobile. L’inchiesta partì dal 2009 dalla denuncia di una responsabile della sede salernitana;ovviamente il tutto portò anche alla sospensione dal servizio della funzionaria.

Castellammare, la Juve Stabia incontra gli studenti del “Panzini”: ecco quando

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La Juve Stabia parteciperà all’incontro “Cultura, regole e inclusione

Legalità, cultura e fair play nello sport. Queste sono le tematiche che la Juve Stabia cercherà di approfondire e sviluppare costantemente nel corso delle attività sociali  previste per quest’anno, scendendo in campo al fianco dei più giovani.

In collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Panzini” di Castellammare di Stabia, il Presidente Manniello, la dirigenza, la squadra, i tecnici, giovedì 18 gennaio alle ore 10.00, parteciperanno ad un incontro-dibattito nell’ambito del progetto “Cultura, regole e inclusione“, presso la palestra del plesso scolastico sito in Via Quisisana a Castellammare di Stabia.

Aderendo all’invito, nell’ambito delle attività promosse dalla dirigente Donatella Ambrosio e dalla referente alla legalità Giovanna Piedipalumbo, l’intero staff gialloblù interagirà con gli alunni dell’Istituto “Panzini” affrontando tutti i temi all’ordine del giorno con particolare riferimento al fair play nel mondo dello sport, componente del quale tutte le società sportive dovrebbero essere costanti promotrici.

S.S Juve Stabia