“Sbagliare approccio contro il Lipsia è stato letale”
Francesco Modugno, giornalista per Sky Sport ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare la prestazione della squadra di Sarri nella gara di Europa League contro il Lipsia persa per 3-1.
Ecco quanto ha dichiarato:
“Il Lipsia ha valori importanti e l’Europa League è una competizione seria, se non la fai in un certo modo rischi di fare brutte figure. Se non c’è il giusto approccio e non metti la formazione migliore, rischi di incappare in una serata come quella di ieri. Si poteva fare meglio di ieri sera? Secondo me si, con una preparazione diversa ed un approccio diverso. Nella gerarchia delle scelte e delle priorità, legittimamente, il campionato deve venire prima”.
L’ortopedico Renato Rotondo, che cura la riabilitazione di Ghoulam e di Milik, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Punto Zero per chiarire le condizioni dei due calciatori del Napoli.
Ecco le quanto ha dichiarato:
“La diagnosi sulla frattura della rotula di Ghoulam è carente di informazioni specifiche per avere delle certezze. Di sicuro, quando non esistono condizioni di perfetto benessere, come dopo un intervento chirurgico, è possibile si verifichi una rottura spontanea o patologica. Una frattura di rotula traumatica guarisce in poco meno di due mesi, poi il recupero non è troppo complicato grazie a tecniche innovative che consentono il recupero della mobilità articolare. Il problema, come sempre, è che gli esseri umani non sono fatti di legno ma di strutture che ricavano la loro capacità di resistenza in rapporto alla biologia. In sintesi, non dovrà guarire solo la frattura ma anche i problemi biologici che hanno determinato, in parte, la frattura. Milik, forte della passata esperienza e di un atteggiamento più prudente, possiamo rivederlo in campo trascorsi i sei mesi biologici di recupero. Poi bisognerà verificare la sua prontezza nel gesto atletico e non la capacità di resistenza allo sforzo”.
La Juve Stabia non batte il Bisceglie da oltre quarant’anni
Juve Stabia e Bisceglie, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio Menti di Castellammare tre volte; una vittoria per le vespe e due pari. Questi i dettagli:
– 1976 / 1977 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ H ‘
6° giornata d’andata: JUVE STABIA – BISCAEGLIE 2 – 0 le reti gialloblù portarono la firma degli attaccanti CESARI e Giovanni FUMAROLA.
– 1991 / 1992 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘
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“Nella vita si fanno scelte ma anche brutte figure”
Il giornalista Ivan Zazzaroni è intervenuto durante la trasmissione Marte Sport Live in onda sulle frequenze di Radio Marte per parlare dell’impegno europeo del Napoli e sugli obiettivi degli azzurri.
Ecco quanto ha detto:
“Nella vita si fanno scelte ma anche brutte figure. Chi finge di non capire e sapere è doppiamente colpevole. L’allenatore ha dei limiti e qualità, la squadra ha limiti. L’obiettivo è solo quello, lo scudetto. Se avesse giocato Mertens e si fosse fatto male, via alle critiche. Questo Napoli ha 13 giocatori e basta, Sarri ha reso corta la rosa: quelli di qualità superiore e basta. Sceglie lui e ha ragione. Per un anno e mezzo il Napoli diverte, batte i record e stupisce, bisogna anche capire che ci sono limiti di risorse. In Europa non avrebbe mai giocato con i titolarissimi pur avendoli a disposizione. Giaccherini, Maksimovic, Gabbiadini, Regini e Grassi: calciatori non fumati da Sarri perchè non utili al progetto secondo lui. Non vincere lo scudetto non sarebbe un fallimento: in 91 anni ha vinto due scudetti con Maradona. Mentalità internazionale? Nella rosa sono pochi ad averla, non tutti entrano in campo in Europa come Tonelli e fanno bene”.
Promesse impossibili: pensioni a mille euro e Irap cancellata, così il centrodestra porterà la spesa minima a 171 miliardi che potrebbero quasi raddoppiare. Le entrate invece si fermano a soli dieci miliardi. La flat tax di Brunetta costa 64 miliardi
Forza Italia e Lega, promesse impossibili fino a 310 miliardi
Sotto la lente, le elezioni e l’economia /3. Questo è il terzo di una serie di articoli a cura del professor Roberto Perotti che quantificano i costi dei programmi delle maggiori forze politiche (il primo è stato dedicato al Pd, il secondo al M5s). Maggiori dettagli su ogni voce appaiono nella versione più ampia di questo articolo.
La somma dei costi del programma condiviso dalle forze di centrodestra oscilla tra un minimo di 171 miliardi (circa il 10% del Pil, quasi equamente suddivisi tra maggiori spese e minori entrate) e un massimo di almeno 310 miliardi (quasi il 17% del Pil). La mia stima delle coperture identificate nel programma è di 10 miliardi, quindi l’aumento di disavanzo oscilla tra 161 e 300 miliardi. Di seguito commento le maggiori proposte.
Il reddito di dignità è un reddito minimo garantito: lo Stato integra il reddito sotto una certa soglia. Non è chiaro quale sia la soglia, né la base, se il reddito individuale o famigliare. Il costo più basso si ha con soglia di povertà assoluta e reddito famigliare: 26 miliardi. Il costo più alto si ha con la soglia di mille euro (una cifra spesso citata da Silvio Berlusconi) e reddito individuale: 45 miliardi.
L’aumento delle pensioni minime a mille euro costa almeno 24 miliardi: 4 miliardi per le pensioni sociali e 18 per quelle integrate al minimo. A questo vanno aggiunte quelle attualmente non integrate ma che lo diverrebbero con il nuovo minimo, diciamo almeno 2 miliardi. Se invece la proposta è da intendersi come “il reddito da pensione di ogni pensionato non può essere inferiore a mille euro” (molti pensionati ricevono più di una pensione) il costo è di 39 miliardi. Parte di questi costi, però, presumibilmente verrebbe assorbita dal reddito di dignità. Un calcolo preciso è impossibile, ma diciamo conservativamente la metà.
Riguardo alla legge Fornero, la proposta della Lega (quota 41 e quota 100, e annullamento dell’adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita) appare sostanzialmente identica a quella del M5S, per la quale ho stimato un costo (molto conservativo) tra gli 11 e i 15 miliardi. Il centrodestra vuole anche adeguare gli stanziamenti per la difesa ai parametri medi occidentali: questo costerebbe 13 miliardi. La maggiore riduzione di entrate è la flat tax: per la Lega, un’aliquota fissa del 15% sul reddito che rimane dopo una deduzione di 3.000 euro per famigliare; per Fi, una deduzione di 12.000 euro e un’aliquota fissa del 23%. Il professor Brunetta afferma che la flat tax di Fi costa 50 miliardi. Nella versione estesa di questo articolo spiego perché è una cifra implausibile. La mia stima è 64 miliardi, quella di Baldini e Rizzo su lavoce.info è di 72 miliardi. La flat tax della Lega costerebbe 66 miliardi. La Lega stima invece un costo (in realtà per una versione leggermente diversa) di 30 miliardi. Il motivo principale è che la proposta della Lega esclude dalla flat tax i pensionati e i dipendenti pubblici.
Maggiori spese e minori entrate, e coperture
MLD €
MLD €
MIN
MAX
1. COSTI
(1) Totale costi
171
310
di cui maggiori spese:
80
111
Reddito di dignità
26
45
Aumento pensioni minime
12
20
Azzeramento legge Fornero
11
15
Stanziamenti difesa
13
13
18 proposte non cifrate
18
36
di cui: minori entrate:
91
199
Flat tax
50
72
Eliminazione Irap
22
22
Minibot
14
100
Abolizione imposte successioni e donazioni
1,6
1,6
Abolizione imposte sulla prima casa
1,4
1,4
Abolizione bollo su prima auto
0,3
0,3
2 proposte non cifrate
2
4
2. COPERTURE
(2) Totale coperture
10
10
di cui maggiori entrate:
10
10
Eliminazione tax expenditures
10
10
3. DISAVANZO
(3) Disavanzo (= (1) – (2))
161
300
L’eliminazione dell’Irap, promessa da Berlusconi il 19 gennaio, costerebbe 22 miliardi. Il centrodestra propone anche il «pagamento immediato di tutti i debiti della Pubblica amministrazione anche con lo strumento innovativo dei Titoli di Stato di piccolo taglio». Questi sono i famosi mini-bot, un esempio di «moneta fiscale» («moneta parallela» nella dizione di Silvio Berlusconi). Un mini-bot è esattamente equivalente ad un taglio di tasse di pari ammontare. Claudio Borghi, responsabile economico della Lega, ha proposto una emissione di 70-100 miliardi, ma non è chiaro se permanenti o spalmati su una legislatura. Il primo caso equivarrebbe a un taglio di tasse di 70-100 miliardi l’anno; il secondo, di 14–20 miliardi. Vi sono poi 20 proposte che non vengono cifrate, quasi tutte dai costi potenzialmente enormi. Assumendo prudenzialmente un costo medio di 1 miliardo ciascuna, esse aggiungono 20 miliardi; assumendo un costo medio (ancora prudenziale) di 2 miliardi l’una, esse aggiungerebbero 40 miliardi.
Per le coperture, come per gli altri partiti non prendo in considerazione affermazioni generiche sui risparmi dalla lotta all’evasione e sui mirabolanti effetti sul Pil derivanti dall’attuazione del programma. Ci sono solo due fonti di copertura: il «taglio delle spese fiscali» e un «taglio visibile agli sprechi». La prima è la stessa proposta del M5S, ma l’introduzione della flat tax rende il calcolo più complicato. Il professor Brunetta parla di 36 miliardi risparmiati dall’abolizione di detrazioni e deduzioni sull’Irpef. Tuttavia, il calcolo del costo della flat tax già incorpora l’assunzione di eliminazione delle deduzioni e detrazioni Irpef.
Dei 45 miliardi stimati dalla Commissione per le spese fiscali presieduta da Mauro Maré, almeno un terzo sono deduzioni e detrazioni Irpef. Molte altre sono misure che il centrodestra non può abolire perché contrasterebbe con le altre proposte, come la riduzione dell’imposta di registro per l’acquisto della prima casa (1,4 miliardi). Restano pochi miliardi; tutte misure che il centrodestra non ha mai nemmeno accennato a modificare quando era al governo. Realisticamente, da questa voce si possono ottenere quindi, con una stima generosissima, al massimo 10 miliardi.
roberto.perotti@unibocconi.it
larepubblica/Forza Italia e Lega, promesse impossibili fino a 310 miliardi di ROBERTO PEROTTI
Andrea Agostinelli, ex allenatore del Napoli, si è concesso ad un’intervista per Radio Kiss Kiss Napoli soffermandosi sulla triste debacle casalinga degli azzurri nel match di Europa League contro il Lipsia.
Ecco le sue parole:
“Nell’aria si avvertiva, tutti i discorsi fatti capire con mezze frasi da società ed allenatore hanno influito. Si è capito che la priorità è il campionato. Quando cominci ad incontrare squadra competitive si fa più dura. Le scelte iniziali mettiamo che ci possano anche stare con il turnover, ma quello che fa pensare è che un allenatore al quarto d’ora del secondo tempo chiude con le sostituzioni, vuol dire che per me erano abbastanza predestinate. Quando per te la priorità è il risultato, nel momento in cui sullo 0-0 hai già pronti due cambi, forse cambi qualche idea”.
L’ultimo grave infortunio di Ghoulam ha costretto il Napoli a cercare tra gli svincolati un sostituto che posso permettere agli azzurri di avere un sostituto naturale di Mario Rui diventato il titolare a tutti gli effetti. Il nome caldo è quello dell’ex Fiorentina Hrvoje Milic.
Ecco quanto sostenuto dall’esperto di mercato Alfredo Pedullà:
“Uno svincolato per tutelare gli allenamenti, per garantire un ricambio in più a Sarri. Il Napoli non ha ancora deciso, ma l’unico ancora in lizza è Milic, ex Fiorentina. Una scelta che non convince dal punto di vista tecnico, ma che alla fine può servire per le partitelle e per garantire le rotazioni. Una scelta non ancora presa, ma che il Napoli potrebbe decidere di fare dopo la gara con la Spal. Al club azzurro erano stati accostati tanti nomi, compreso quello di Siqueira mai trattato concretamente per le sue condizioni fisiche. Ora non resta che Milic, in attesa della decisione definitiva”.
Sicilia: Giuseppe Antoci, 50 anni appena compiuti, è un siciliano dei Nebrodi, di Santo Stefano di Camastra per l’esattezza. È stato nominato Presidente Parco dei Nebrodi nel 2013. A differenza di tanti altri burocrati regionali che pensano solo ad ingrassare ed a favorire gli amici degli amici, egli si mette al lavoro per ridare significanza ad un Ente Parco dove per dieci lunghi anni si era solo sperperato denaro pubblico, vivacchiando tra un commissariamento all’altro.
Intanto per ristabilire la sovranità dello Stato in queste vallate boschive, quasi dimenticate dalle istituzioni, il neo-presidente, d’intesa con il questore pro-tempore di Messina Giuseppe Cucchiara, combatte la macellazione clandestina e l’abigeato; anzi all’uopo viene istituita una idonea task force.
Nello stesso tempo Antoci percepisce che migliaia di ettari di terreni demaniali, di proprietà della regione siciliana, vengono affittati a personaggi poco limpidi. Ed allora scatta la seconda mossa: d’intesa con il prefetto pro-tempore di Messina, Stefano Trotta, stipula un accordo che prevede la presentazione di un certificato antimafia da parte degli affittuari, e non una semplice autocertificazione (facilmente falsificabile). Siamo nel 2014, ad appena un anno dal suo insediamento alla presidenza del parco. Il provvedimento svela intrighi ed intrecci che conducono a famiglie mafiose acclarate. Il lucro consisteva nel richiedere, per i terreni affittati, finanziamenti europei per opere di sviluppo agro-pastorali mai realizzate e somme regolarmente incassate, a suon di migliaia di euro a progetto. Si stima che siano stati spillati impropriamente circa due milioni e mezzo di euro di fondi europei all’anno. Le famiglie disturbate nei loro “limpidi” affari reagiscono. Dapprima con minacce: una lettera garbata informa: “Finirai scannato”; un’altra consiglia: “ve ne dovete andare” e reca come piccolo cadeau una molotov; poi ancora altri donativi altamente simbolici: due buste con dieci proiettili di calibro nove.
Il nostro non si scompone ed anzi tira dritto per la sua strada e l’accordo firmato con la prefettura di Messina viene perfezionato, diventando il Protocollo di Legalità, che nel settembre 2016 verrà firmato a Palermo da tutte le nove Prefetture siciliane. Facendo verifiche per tutta l’Isola, salta evidente che almeno 4 mila ettari demaniali erano in mani mafiose che ci hanno lucrato affari stimati della grandezza di 5 miliardi di euro. In Sicilia solamente. Se si proietta il dato per tutte le regioni italiane, si stima in 40 miliardi di euro il giro di profitti illeciti. Una bella intuizione, il nostro Giuseppe Antoci, che speranzoso dichiara: “I finanziamenti europei devono andare agli agricoltori seri, ai nostri figli e alle persone che vogliono creare futuro con queste risorse. Dobbiamo dare dignità a una misura europea che di certo non nasce per foraggiare le associazioni mafiose”.
Perciò le onorate famiglie non gliela perdonano e stavolta organizzano un agguato mortale. Ma Antoci resta miracolosamente illeso. E continua per la sua strada, ricevendo consensi politici e riconoscimenti ai massimi livelli. Presidente della Repubblica compreso, che nel 2017 gli conferisce l’onorificenza di ”Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana” con questa motivazione: ”Per la sua coraggiosa determinazione nella difesa della legalità e nel contrasto ai fenomeni mafiosi”.
All’indomani del tentato assassinio un esponente siciliano della Commissione Antimafia, definisce il delitto come “un atto di guerra, una sfida allo Stato. Antoci non è solo. Pertanto, se è guerra e che guerra sia. Siamo pronti a combatterla tutti insieme. I mafiosi sappiano che non avranno tregua”.
Bene. Sembrava che qualcuno del mondo politico si fosse accorto e si fosse svegliato. Illusione!
Infatti: sono arrivate le imminenti elezioni politiche ed il PD (suo partito) non lo mette neanche in lista. Mentre per la Boschi, in Sicilia, il posto c’è. Misteri dell’alchimia partitica, le cui logiche ci sfuggono.
A Palermo, intanto si insedia il nuovo governo regionale formato dalle destre. Viene applicata la norma meglio conosciuta come spoils system. In pratica fuori funzionari e dirigenti nominati dal vecchio governo e dentro quelli nuovi, vicini alla destra.
Il presidente Antoci, seppure il suo mandato sarebbe arrivato a scadenza naturale ad ottobre, in questi giorni di febbraio riceve il benservito come tutti gli altri manager regionali. Poco importa che sia stato esemplare nel servizio ed eroico nella perseveranza. Il “tutti a casa” è suonato e vale anche per il presidente Antoci che, però, così incalza: “Cosa nostra vuole uccidermi, ma per adesso non ce l’ha fatta. La politica, invece, mi ha fatto fuori. Questo è un messaggio. Mi chiedo indirizzato a chi”. La vecchia logica infallibile del “cui prodest”, a chi giova? Quali settori dell’elettorato si vogliono rassicurare?
E, soprattutto, che fretta c’era, per non poter aspettare la fine naturale del mandato? Questo anticipo, ha tutto il sapore di una delegittimazione, se perfino 22 sindaci dei comuni del parco hanno scritto una lettera aperta al presidente Musumeci; lettera che dichiara : “apprendiamo con grande dispiacere la revoca improvvisa ed inaspettata del dott. Antoci da Presidente del Parco. Siamo preoccupati, perché dopo anni di commissariamenti abbiamo finalmente visto ripartire l’ente che è diventato volano di sviluppo e attrattiva turistica”. Ventidue sindaci, di diverso colore politico, che firmano unanimemente, non è cosa da poco. Anzi significherà pure qualcosa, ci chiediamo.
L’on. Musumeci, oltre ad essere un fine politico, è stato anche Presidente della Commissione Antimafia Regionale. Di mafiosi o di cittadini accusati di mafia se ne intende. Conosce la loro mentalità e il brodo di coltura dove alligna la loro perversa visione della società. Egli sa bene cosa significa per quell’ambiente un gesto simbolico, un episodio di pubblico dominio. Un uomo delle istituzioni che non viene spalleggiato ed affiancato pubblicamente, per l’ambiente mafioso significa: delegittimazione, abbandono al suo destino. Disco verde che porta al rosso sangue. Il generale Dalla Chiesa, prefetto di Palermo negli anni ’80, percependo questa solitudine istituzionale, preludio di abbandono, chiese invano a uomini delle Istituzioni di fare insieme a lui una passeggiata a piedi per le vie del centro. Affinché tutti capissero che egli non era solo. A significare che lo Stato, le Istituzioni erano con lui, al suo fianco. Ma nessuno accolse la sua accorata e, adesso possiamo dire, disperata richiesta di aiuto. Dalla Chiesa fu lasciato impietosamente solo. E qualcuno “pietosamente” pensò di troncare energicamente il suo disagio e la sua sofferenza. Dopo la sua morte, tutti lo hanno osannato e onorato: intitolato strade, fatto commemorazioni, pubblicazioni e studi vari. Ma la verità fu che il generale fu fermato e depotenziato. Così Falcone e Borsellino: abbandonati, depotenziati e osannati dopo morti. Il prossimo abbandonato, depotenziato per poi essere osannato, chi sarà?
Felici i popoli che non hanno bisogno di eroi…
“Chi gioca meno non ha la condizione dei titolari”
Francesco Colonnese, ex difensore di Napoli e Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per parlare della sconfitta subita dagli azzurri in Europa League contro il Lipsia e delle possibili ripercussioni in campionato.
Ecco le sue parole:
“Ci può stare di mollare contro il Lipsia quando il calciatore non è abituato a gestire le due competizioni. Il Napoli è grande per un obiettivo. Mentalmente c’è un po’ più di superficialità nella preparazione, nell’atteggiamento nella partita anche in mentalità agonistica. Il rendimento non è massimale e lo sforzo dei grandi si abbassa. Chi gioca meno non ha la condizione di chi gioca di più, cosi si hanno queste brutte figure che non devono accadere. Sconfitta col Lipsia inciderà sul campionato? Ma non diciamo ca***te!”.
Oggi a Castellammare di Stabia, l’associazione “Achille Basile Le Ali della Lettura” , si è recata alla scuola I.T.C. “Luigi Sturzo” nell’ambito dell’ultima giornata del primo step del Libro in fiera nelle scuole stabiesi
Castellammare di Stabia, stamane autori e autrici di grande spessore culturale si sono recati all’ITC Sturzo di Castellammare per presentare una serie di libri alla presenza di grandi autori. Il progetto è portato avanti da Carmen Matarazzo, ex Vicepreside del Liceo Scientifico “F.Severi” e Nellina Basile, che fanno parte entrambe dell’associazione “Achille Basile Le Ali della Lettura”, che ogni anno fa il giro delle scuole di Castellammare di Stabia per presentare libri di grandi autori. Oggi sono stati presentati i libri di tre grandi autori: Salvo Iavarone, Brigida Musella Pappalardo
Salvo Iavarone con l’interessante raccolta di saggi di sociopolitica, la cui casa editrice è Aracne. Il libro si compone di due parti. La prima contiene un’intervista dell’autore, dove si approfondisce il panorama sociopolitico nazionale, cercando di capire dove siano i limiti dell’incomprensione ed i confini di possibili vie d’uscita. Nella seconda parte, divisi per temi, una serie di articoli pubblicati da Iavarone su varie testate relativi a emigrazione italiana nel mondo, crisi della destra, crisi delle istituzioni, questione meridionale e politica economica.Lo scrittore ha intrattenuto ,catturandone l’attenzione,la platea scolastica presente con una vera e propria interessante lezione.
In seguito a parlare è stata Brigida Musella Pappalardo con il romanzo memorialistico “ Il principe-pittore di casa Savoia” , con la casa editrice Guida, che è stato presentato e analizzato dal grande Giornalista Ermanno Corsi. Il volume racconta la vita del principe con una tecnica narrativa diversa rispetto alla consuetudine. L’autrice si rifà al dialogo tra gli attori, lasciando scorrere la storia, così come in un copione teatrale. Alla fine della presentazione , l’autrice Brigida ha fatto omaggio della sua opera ai docenti presenti .
La mattinata si è conclusa con la splendida autrice di “people” Filomena Carrella ( edizioni Melagrana) che con la sua verve e capacità di coinvolgimento ha catturato l’attenzione dell’uditorio che l’ha ascoltata con interesse e partecipazione. Il libro è una raccolta di lettere mai spedite, scritte a personaggi famosi ed illustri, che hanno dato secondo la propria inclinazione un contributo all’umanità, ma pagina dopo pagina assume un valore assai più profondo. Scritte ognuna con uno stile diverso, le 30 lettere sono indirizzate a vari nomi indimenticabili, alcuni non più in vita, che spaziano da Papa Francesco alla regina Elisabetta II per arrivare anche a Luciano Pavarotti, Ennio Morricone e Valentino, vari esponenti dunque non solo della religione cattolica ma di tutto il mondo”.
Napoli, De Luca difende il figlio indagato: “Vedo sceneggiature impensabili”
Napoli, questa mattina, la maggior parte di noi, ha appreso della notizia sul figlio del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Si tratta di Roberto De Luca, indagato per corruzione. Al riguardo il padre ha fatto delle dichiarazioni. «Abbiamo assistito a sceneggiature impensabili, con camorristi assoldati per fare grandi operazioni di intelligence. Mi ricorda il clima di due anni e mezzo fa quando, alla vigilia della campagna elettorale per le Regionali, venne fuori la lista degli impresentabili, nella quale io avevo un ruolo d’onore tra malfattori e delinquenti». Così il presidente della Campania Vincenzo De Luca in merito all’inchiesta sui rifiuti in cui è indagato il figlio Roberto. «Massima fiducia nella magistratura», ha aggiunto De Luca.
Ha poi continuato: «Ci sarebbe da chiedersi di quella lista cosa ne è stato, dove sono finiti quegli impresentabili, se ci sono state vicende giudiziarie, come è finita. Ma questo affaticherebbe troppo il mondo dell’informazione, l’importante è sparare la palla, quello che succede dopo non interessa nessuno». De Luca ha espresso fiducia nella magistratura invitando gli inquirenti ad indagare ad ampio raggio: «Non solo non bisogna occultare gli episodi ma accendere i riflettori a 360 gradi e per il resto stare tranquilli. A qualche suo collega – ha concluso rivolgendosi all’intervistatore – dico stai sereno e misuriamo le parole oggi, per non fare brutte figure domani».
L’Angolo di Samuelmania – Così non va bene, ma pensiamo al campionato!
Napoli- Lipsia, azzurri in campo con una mentalità non convincente e ospiti subito padroni del match. Il Napoli si porta anche in vantaggio con Ounas ma subiscono subito il pari e si sciolgono come neve al sole. Crollano con altri due goal degli avversari e la partita finisce 1-3. Un risultato deludente perché uscire così da una coppa molto prestigiosa senza dargli peso e troppa importanza non va bene. E’ stata affrontata una partita europea quasi come un’amichevole. A mio avviso il Napoli dovrebbe dare più importanza a queste competizioni. Adesso guardiamo alla Spal, domenica bisogna vincere assolutamente per rimanere in vetta alla classifica.
GORI comunica che per lavori programmati è programmata la sospensione dell’erogazione idrica dalle 15:40 alle 17:40 di venerdì 16 febbraio 2018, nelle seguenti zone del comune di Castellammare di Stabia:
Via Pantanelle, Via Rivo Pozzano, Via Pozzano, Via Maddalena, Via Privati, Via Mezza Pietra, Via Monaciello, Via Santo Spirito, Via Vico San Pietro, e tutte le traverse collegate
Lecce-Juve Stabia, cambia l’orario del match: i dettagli
Cambia ancora un altro orario del girone C di Serie C. Lecce-Juve Stabia viene anticipata al pomeriggio, inizialmente era stata fissata per la sera:
“La Lega, vista la richiesta avanzata dalla società Juve Stabia, in relazione ad esigenze organizzative, a ratifica degli accordi intercorsi tra le società interessate, ha disposto che la gara indicata in oggetto DOMENICA 25 FEBBRAIO 2018, Stadio ”Ettore Giardiniero” – Via del Mare, Lecce, abbia inizio alle ore 16.30, anziché alle ore 20.30″.
Castellammare di Stabia, furti di rame al cimitero e non solo: sos dei comitati
Castellammare di Stabia, furti di rame e non solo all’interno del cimitero. Nei giorni scorsi anche un albero caduto sulle tombe, incuria e degrado e, ancora una volta, la storia dei furti che si ripete. E’ quanto accade al cimitero di via Napoli, finito di nuovo nell’occhio del ciclone. Ieri mattina la scoperta fatta dai visitatori è stata a dir poco clamorosa. Un albero si era abbattuto su due tombe, senza ferire nessuno, per fortuna. Con ogni probabilità, infatti, l’arbusto di grosse dimensioni è caduto durante la notte, o comunque quando il cimitero era chiuso.
Le tombe sono state quasi distrutte e adesso toccherà ai familiari (in forma privata) sostenere le spese per il rifacimento dei marmi. Sui social così si è scatenata la protesta e la foto è diventata subito virale. I cittadini lamentano anche l’incuria e la grave situazione di degrado registrata all’interno del cimitero. Erba alta, rifiuti e sporcizia fanno compagnia alle tombe, senza che nessuno prenda provvedimenti.
Ma non solo il degrado, ritornano anche i furti, con esattezza quelli che riguardano il rame, scritte in ottone e altri oggetti. Nei prossimi giorni alcuni comitati civici si recheranno a Palazzo Farnese, per chiedere al commissario prefettizio Cupello un intervento, al fine di garantire maggiore sicurezza al cimitero. L’obiettivo dei comitati è quello di far installare un nuovo sistema di videosorveglianza, all’interno e all’esterno del nuovo cimitero, per fare in modo di bloccare questi eventi, che vanno avanti da anni, ormai.
La nostra redazione ha intervistato in esclusiva Luigi Viola, perno del centrocampo della Juve Stabia. Il mediano napoletano ha analizzato il momento delle Vespe e fatto un suo bilancio sulla stagione in corso
Queste le parole di Viola:
L’ultima gara di Fondi ha dato un segnale importante dopo un inizio di 2018 non del tutto positivo. Cosa hai pensato dopo l’autorete? Purtroppo in questa stagione ce ne stanno capitando parecchi di episodi negativi; personalmente è la mia seconda autorete ma noto che ogni volta che faccio autogol vinciamo..quindi in un certo senso ben vengano questi episodi per me! Fortunatamente siamo stati bravi e caparbi a ribaltare il risultato credendoci fino all’ultimo. Sono andato anche vicino al gol, nella porta giusta, ma non ho calciato bene; punto a riscattarmi già domenica.
Domenica arriva il Bisceglie, contro cui all’andata non fu una grande gara, C’è voglia di riscatto? Assolutamente sì, anche perché all’andata ero ancora condizionato dalla lunga squalifica, immeritata, rimediata dopo la gara di Andria. A Bisceglie non abbiamo giocato bene e quella sconfitta è stata meritata, anzi, forse è stata l’unica senza appelli di tutto il campionato. Abbiamo voglia di dare continuità alla vittoria di Fondi.
Il mercato ti ha portato via Francesco Lisi, l’amico di sempre. Sì, spiace un po’ visto il nostro legame, ma fa piacere per lui. Ci sentiamo ancora spesso, proprio ieri mattina l’ultima volta, e sono contento che a Pisa si stia trovando bene, come del resto stava bene anche alla Juve Stabia. Con Francesco c’è un rapporto che va oltre l’aspetto professionale e gli auguro il meglio.
Fin da ragazzo sei stato portato a giocare, entrando subito, e restando dieci anni, nelle giovanili del Piacenza. Chi ti ha spinto al calcio? E’ una passione nata con me ed alimentata da mio padre; poi da buon napoletano ho passato tanti pomeriggi di infanzia in strada a giocare con i miei amici del tempo. Nei primi anni di carriera giocavo più avanti, come trequartista, poi col passare del tempo ho fatto “retromarcia” abbassando il raggio d’azione, ma ho giocato anche da esterno.
Mister Caserta conosce come pochi il ruolo di centrocampista, come ti trovi con lui? Nessuno meglio di lui può dare consigli a noi centrocampisti; ci spiega tanto anche dei dettagli: la postura del corpo, il modo di calciare ecc. Ci fa stare tutti sulla corda, facendoci sentire importanti. L’idolo di sempre invece per me è Daniele De Rossi.
Da napoletano, come ha detto Simeri, è una motivazione in più giocare per la Juve Stabia? Assolutamente; per chi è campano e della zona, la Juve Stabia rappresenta una squadra importante che si conosce fin da bambini, quindi è una responsabilità in più indossare la casacca gialloblù. Tornando a Simeri, sono molto felice per lui; si è messo alle spalle un periodo non proprio positivo portandoci alla bella vittoria di domenica.
Le partite da ricordare e da cancellare con la maglia della Juve Stabia? Da eliminare senza dubbio l’esordio in campionato di Andria, con un’espulsione esagerata e la squalifica di tre giornate decisamente severa. La gara più bella invece è, per ora, quella al Menti con la Reggina; partita vinta in rimonta grazie anche ad un mio gol.
Obiettivo stagionale? Non ci scomponiamo. L’ambizione è quella di arrivare sempre più in alto insieme alla squadra, giocandoci poi le nostre carte fino alla fine. Personalmente vorrei continuare così, magari segnando qualche gol in più.
L’arrivo di Vicente? E’ un calciatore che conosco bene, avendolo incontrato da avversario tante volte. Bruno è un ottimo ragazzo ed un gran calciatore. Ci darà una grande mano, come dimostrato già contro il Fondi.
Un messaggio ai tifosi? Posso dire che quando venivo a Castellammare da avversario, era davvero difficile giocare al Menti perché la tifoseria lo rendeva una bolgia. Spero che possano venire allo stadio sempre più tifosi a sostenerci, conquistati con le nostre prestazioni. A Castellammare sto molto bene e spero di rimanere qui a lungo.
Al Presidente Manniello va invece il mio in bocca al lupo per la campagna elettorale. Ha dato tanto alla città di Castellammare ed alla Juve Stabia e meriterebbe di coronare le sue ambizioni.
Si ringraziano Luigi Viola e l’Ufficio Stampa della Juve Stabia
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Asd San Paolo, una serata di sport nel segno dell’amicizia
Stasera il gruppo dell’ASD San Paolo, scuola calcio della Madonna delle Grazie, Gragnano, si riunisce con i proprio esponenti di spicco: Salvatore D’Antuono, Giovanni Malafronte, Enrico Varone oltre a Salvatore Solimeno e l’imprenditore Vincenzo Izzo per una gara amichevole all’insegna del divertimento e dell’amicizia. Un momento per stare insieme e condividere emozioni e passione. Noi come redazione di ViVicentro.it siamo contenti e ben felici di affiancare l’Asd San Paolo nelle proprie iniziative.
Castellammare, la decisione del Commissario sulle Terme e il sottopasso Circum: a breve il bando
Castellammare di Stabia, il Commissario Prefettizio, Gaetano Cupello, ha dato il via al bando per la privatizzazione di Terme e la firma della convenzione con la Soprintendenza per il Museo nella Reggia di Quisisana . La decisione sulla realizzazione del sottopasso della Circum in via Cosenza sarà rinviata all’insediamento della nuova amministrazione.
La soluzione scelta dal commissario prefettizio è quella che prevede la concessione dei due beni con un contratto di fitto di oltre 9 anni e contiene l’autorizzazione al trasferimento della concessione d’uso delle fonti ex Vanacore, oltre a prevedere la sospensione del pagamento dell’affitto fino alla data di sottoscrizione del contratto con l’eventuale gestore privato. L’affitto dovrebbe aggirarsi tra i 20mila euro nel 2020 e i 50mila euro a regime, ma la concessione sarà interrotta il 31 dicembre 2019 se la Sint non avrà trovato nel frattempo un acquirente per le Terme. Qualora, il bando della Sint non andasse a buon fine, i due beni tornerebbero a disposizione del Comune.
Castellammare di Stabia, la Coordinatrice cittadina Gioventù Nazionale, Mariagrazia Esposito si è espressa in merito all’elezione del Forum dei giovani
Castellammare di Stabia, ecco le parole della Coordinatrice di Gioventù Nazionale, Mariagrazia Esposito, riguardo l’elezione del forum dei giovani: “Sin dalla fissazione della data delle elezioni del forum siamo stati contrari a giorni troppo vicini a periodi elettorali ,quali le elezioni politiche e quelle comunali. Con le elezioni stabilite il 18 marzo si rischiava ,come poi e’ in pratica accaduto, che il forum venisse strumentalizzato politicamente e svuotato del suo valore rappresentativo. Ieri al palazzetto del mare durante la chiusura della lista del forum è successo l’inverosimile.
Il forum dei giovani ha perso oramai sempre più consensi, diventando uno strumento in mano di pochi. Ciò che poteva essere creato e condiviso dai giovani è stato inquinato e strumentalizzato. Inoltre, ciò che personalmente considero ancor più indecoroso è la finta democrazia che alcuni personaggi del forum vantano di difendere , ed invece creano tutto ad hoc affinche’ sia sempre tutto già scritto e disegnato,senza dare una reale possibilita’ ai giovani cittadini di avvicinarsi al forum dei giovani. Ragazzi che meritano e che sono pronti per costruire progetti validi vengono spenti, costretti a retrocedere e a mettersi da parte, a causa dell’interesse di rendere sempre più il forum un organo chiuso, autoreferenziale e politicamente strumentalizzato.
Questi singoli atti demoralizzano ragazzi perbene e volenterosi e di contro costruiscono i futuri “mostri” politici, quei giovani vecchi che caratterizzeranno la vita pubblica della nostra citta’. Noi non abbiamo mai visto di buon occhio il forum dei giovani di Castellammare perche’ da sempre marcio dalle fondamenta e, per come gestito, non utile alle dinamiche giovanili cittadine, e per questo ce ne siamo distaccati preferendo la reale politica sociale.
Speravamo in un cambio di marcia per dare nuova linfa a questo organo, che se ben organizzato, potrebbe essere importante. Sono tanti i ragazzi di diversa estrazione politica e sociale che vorrebbero ed avrebbero voluto avvicinarsi al forum, ma certe logiche marce tengono lontano buona parte dei giovani stabiesi.
Per quanto riguarda GN , noi facciamo politica giovanile seria ed impegnata socialmente ogni giorno, il nostro e’ un appello piu che altro a nome dei vari giovani stabiesi nauseati da questo forum.”
Acerra, ruspe nella discarica della morte nella Terra dei Fuochi: primi rifiuti e primi gas sprigionati
Acerra, sono arrivate le ruspe nella discarica della morte, situata nel pieno della Terra dei Fuochi. Lo scavo si attendeva da 25 anni e non appena la ruspa ha fatto i primi buchi nel terreno sono stati trovati i rifiuti occultati sotto la superficie. Uno scempio, uno sopruso fatto alla natura.
I lavori nell’appezzamento di contrada Curcio, in mezzo alle case di una zona periferica di Acerra, sono iniziati stamane, alle ore nove. Ma sono stati subito interrotti non appena l’escavatrice ha affondato nel primo strato di rifiuti. In base alle analisi sotto quei 20mila metri quadrati ci sono veleni di ogni sorta. Ci sarebbero anche fusti tossici. Di conseguenza lo scavo è stato subito interrotto, dopo il primo ritrovamento di scorie. Dal terreno sono stati sprigionati gas, derivanti dagli scarti trovati a quattro metri di profondità.
Lo scavo riprenderà al più presto, ma dovrà proseguire alla presenza delle autorità sanitarie competenti e con mezzi più appropriati, circondando la zona e muovendosi con la massima cautela, facendo in modo che questi gas non inquinino il territorio circostante.