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Napoli, la Processione di Pasqua si farà: petizione con oltre 250 firme

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Vomero: la processione di Pasqua si farà. Petizione con oltre 250 firmeOccorre recuperarne l’aspetto esclusivamente religioso, eliminando i botti pericolosi

” Arriva in queste ore la notizia tanto attesa – annuncia soddisfatto Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, promotore della petizione online https://www.change.org/p/papa-francesco-napoli-a-pasqua-vogliamo-che-si-svolga-al-vomero-la-processione-mistero-di-antignano – La processione di Pasqua denominata “Mistero di Antignano, che si tiene tradizionalmente per le strade del Vomero, anche quest’anno si svolgerà “.

” Dopo che si era diffusa l’annuncio che la storico rito della domenica pasquale era stata sospeso – ricorda Capodanno -, ho deciso di lanciare la petizione in questione . A seguito di essa e agli oltre 250 sottoscrittori, ottenuti in appena due giorni, nonché ai mass media che hanno rilanciato l’iniziativa, è arrivata finalmente la notizia tanto attesa che la sospensione della bella e sentita manifestazione è stata revocata “.

” L’auspicio – aggiunge Capodanno – è che la festa perda quelle aggiunte che non comparivano nelle edizioni storiche ma che sono state aggiunge in epoche più recenti, recuperando lo spirito esclusivamente religioso dell’iniziativa. Per esemplificare è auspicabile che vengano eliminati i botti pericolosi e assordanti che, negli anni scorsi, venivano sparati lungo il percorso, da piazzetta Belvedere al borgo Antignano “.

“ La processione rappresenta un rito antichissimo che addirittura si fa risalire al regno di Carlo I d’Angiò. Di essa parla anche Bidera nel suo libro “Passeggiata per Napoli e contorni“ scritto a metà dell’ottocento – puntualizza Capodanno -. Riferimenti a questa festa sono presenti anche nel libro di Carlo Augusto Mayer “Vita popolare a Napoli nell’età romantica“ nonché nell’archivio di Stato di Napoli dove si trova la copia di un rapporto inviato al Questore di Napoli dal delegato di pubblica sicurezza del Villaggio Vomero redatto in data 27 marzo 1873 dove il funzionario in questione esprime il suo “contrario avviso di annuire alla domanda“ di celebrare la festa adducendo a motivi “un probabile turbamento dell’ordine pubblico”. E ciò non pertanto la festa si tenne lo stesso e con cadenza annuale arrivò sino ai nostri giorni, interrompendosi però a metà degli anni ’60 del secolo scorso, quando fu sospesa dall’allora Cardinale Ursi. Si pensava presumibilmente che l’alto numero di partecipanti potesse paralizzare oltremodo le strade del Vomero. Nel 1993, a seguito dell’impegno dei Confratelli, la manifestazione riprese a svolgersi, con cadenza annuale, per le strade del quartiere collinare con grande entusiasmo e partecipazione dei vomeresi “.

” La festa che appassiona migliaia di persone, si svolge per le strade del Vomero, partendo da piazzetta Belvedere, sede dell’Arciconfraternita, attraversando tutte le principali strade e piazze del quartiere. Il momento culminate della processione conosciuto come “Mistero di Antignano” si svolge appunto a largo Antignano. Qui, salutato da un volo di uccelli, avviene l’incontro tra la Madonna e Gesù Risorto. L’incontro è preceduto da un antico rito che si svolge con la statua di Gesù che, a prima mattina, viene fatta uscire dalla Chiesa. Dopo aver attraversato le strade del quartiere collinare, la statua viene portata nella Chiesa di Santa Maria del Soccorso all’Arenella. Intorno alle 11 poi, sempre da piazzetta Belvedere, escono, con un secondo corteo, le statue della Madonna, di Maria Maddalena e di San Giovanni che vengono portate nel borgo Antignano. A questo punto la Madonna chiede a Maria Maddalena e a San Giovanni di cercare Gesù, che, nel frattempo, uscito dalla chiesa, è arrivato in via Arenella. Dopo averlo trovato Maria Maddalena e San Giovanni tornano ad Antignano per dare alla Madonna la notizia della resurrezione di Gesù. Per tradizione la comunicazione della notizia avviene inclinando in avanti le statue di San Giovanni e di Maria Maddalena quando si trovano dinanzi alla statua della Madonna ”

“A testimonianza dell’importanza e della storicità della manifestazione in questione – sottolinea Capodanno – va anche ricordato che il grande Eduardo nel finale del suo film capolavoro del 1950 ” Napoli milionaria ” fece inserire alcune scene, riprese dal vivo proprio in occasione della processione svoltasi nella Pasqua di quell’anno, con il passaggio delle quattro statue lignee nel borgo di Antignano, al cospetto di una gran folla di partecipanti “.

 

 

Di Maio, Salvini e l’uso del: numquam nega, raro adfirma, distingue frequenter*

“ Numquam nega, raro adfirma, distingue frequenter ”: non negare mai, afferma raramente, distingui frequentemente;

Numquam nega, raro adfirma, distingue frequenter: questo è il tratto distintivo di Di Maio e Salvini ed è anche il vero collante che li accomuna.

Ed ecco perché ora, con disinvoltura, il reddito di cittadinanza è scomparso dalle parole di Luigi Di Maio, mentre Matteo Salvini non parla più di flat tax.

Entrambi continuano nella loro politica del NI:
  1. non negano quanto hanno promesso per le elezioni,
  2. non affermano categoricamente che lo faranno,
  3. cominciano invece con i distinguo;
“ Numquam nega, raro adfirma, distingue frequenter ”, appunto!

C’è chi in quest’aria che circola vede delle prove di intesa tra Lega e M5S.
Una intesa in funzione della quale, per i tanto spesi interventi fiscali, si profilerebbe che:

  • i leghisti accettano il principio di un incentivo per chi cerca lavoro,
  • i pentastellati accettano una forma generica di un taglio delle tasse.
E questo è.

Ma del resto già si sapeva che, tra il dire ed il fare, c’è di mezzo il mare.

Mare che, nel caso specifico e quantificandolo in totale, è risultato essere un oceano; ed anche privo di porti dove approdare per evitare una tempesta.

In tanti lo sapevano già e finanche Totò, in tempi non sospetti, ammoniva che: è la somma che da il totale. Appunto!

Purtroppo, anche se la maggioranza degli italiani lo sapeva già, in troppi ci hanno creduto (o voluto credere) con la differenza che, mentre i primi se ne sono andati tutti a pascolare liberamente, ciascuno nel proprio orticello, gli altri hanno scelto di andare tutti insieme sullo stesso praticello.

Ed ora eccoci qui.

Le elezioni sono andate come sappiamo: sia Di Maio che Salvini possono sì dire di aver vinto ALLE Elezioni, ma NON di aver vinto LE Elezioni. Ed ora?

Ora avanti ancora con il “Numquam nega, raro adfirma, distingue frequenter” e, nel frattempo, cominciare a sistemare sulle poltrone (con stipendi annessi) i propri cani da guardia.

Cani da guardia che, al momento, non è che abbiano null’altro da riguardare se non se stessi, la propria poltrona ed i propri (e collaterali) interessi per cui è stata cosa fattibile; e fattibile alla svelta dato che, sempre per restare ai nostri saggi antenati:

Mala tempora currunt, sed peiora parantur
(Stiamo vivendo tempi non buoni, ma si preparano tempi peggiori)

per cui, cominciamo a spartirci qualche poltrona, facciamo accomodare tutti gli altri nelle poltroncine e poi vediamo come far partire il cronometro dei 4 anni, sei mesi e un giorno necessari per maturare il vitalizio.

Per il resto, per le promesse fatte e le varie reciproche invettive? Bah, che vuoi che siano! Sono cose da nulla. Sono cose chiaramente non serie, sono solo politica, lo si sa.

Oltretutto, e questo si che è cosa seria, ora c’è il problema di fare un Governo e poi di governare: ed hai detto niente!

Chi si metterà veramente al timone per navigare seguendo la rotta tracciata in campagna elettorale?

Una cosa era il mettere in moto la bocca e parlare alla pancia degli italioti promettendo il bengodi. Altra è salire sulla nave, issare le ancore e salpare verso il mare aperto: rotta bengodi!

La realtà, purtroppo, è ben diversa ed in questo ci potrebbe sovvenire il dare un’occhiata traslante, ad esempio, alla dottrina buddista.

Questa infatti, per il quanto si riferisce al Budda ed alla sua vita, ben si presta al poter descrivere la situazione nella parte dove narra che:

….nel corso della sua giovinezza, il Budda Shakyamuni aveva a disposizione tutto ciò che si potesse desiderare.
Suddhodana, suo padre, si preoccupò di costruire intorno a lui le condizioni affinché nessun desiderio potesse rimanere inascoltato, affinché ogni curiosità potesse trovare una risposta, affinché ogni aspetto dell’esistenza, nel palazzo reale, fosse soddisfacente e ricco di ricompense.

Analizzando e parafrasando questa parte, possiamo ben notare il nesso esistente tra:

– la vita del giovane Budda e del mondo fittizio attorno a lui creato dal padre,
– ed i sogni alimentati dai papà Lega, M5S e Centrodestra che, parimenti, hanno costruito, a chiacchiere, un mondo irreale nell’immaginario degli italioti calibrato

“affinché nessun desiderio potesse rimanere inascoltato, affinché ogni curiosità potesse trovare una risposta, affinché ogni aspetto dell’esistenza, nel palazzo reale (ndr: nelle loro fanfaluche), fosse soddisfacente e ricco di ricompense”.

Continuando con il parallelo apprendiamo che:

Il tipo di esistenza che il giovane Siddharta si ritrovò allora a vivere senza alcuno sforzo coincide perfettamente con un’idea assai diffusa di felicità, intesa come soddisfazione di ogni desiderio e come assenza di problemi e sofferenze.

E questo è proprio il quanto volevano far credere di poterci dare i nostri “papà” di cui sopra:

reddito di cittadinanza, flat tax e chi più ne ha più ne metta.

Ma ora, ad elezioni avvenute, le porte del palazzo immaginario costruito dai nostri si sono aperte e proprio come narra la leggenda di Budda secondo la quale a lui:

“….. bastò uscire una volta dal palazzo, dalla città della gioia che artificialmente era stata creata per lui, per accorgersi che chiunque nasca, persino se nella sua fortunata condizione, non sarebbe potuto sfuggire alle sofferenze della vecchiaia, della malattia e della morte.”

ora anche ai nostri italioti (forse) comincia a mostrarsi la realtà della vita fuori dal palazzo dei sogni e al di là delle favole narrate dai nostri affabulatori.

E come Budda si dovette rendere conto che, nella realtà, nessuno può sfuggire alle regole del vivere, con le sue gioie e dolori, così i “nostri” non potranno prescindere dal (e qui torno al faceto) principio di Totò: è la somma che da il totale.

Ecco! Il totale.

Totale che sarebbe (è) da mondo dei sogni per qualsiasi nazione, figuriamoci per l’incerottata, ed indebitata Italia.

Più sopra ci siamo chiesti:

Chi si metterà veramente al timone per navigare seguendo la rotta tracciata in campagna elettorale?

E già abbiamo annotato che:

“Una cosa era il mettere in moto la bocca e parlare alla pancia degli italioti promettendo il bengodi.
Altra è salire sulla nave, issare le ancore e salpare verso il mare aperto: rotta bengodi!”

Come abbiamo appena potuto annotare parafrasando la vita del giovane Budda, la realtà è quella che è per cui riteniamo che, alla fine, si arriverà al a rilanciarsi la patata bollente come nella barzelletta del:

prego, va avanti tu che a me mi vien da ridere;

intendendo, con questo, che probabilmente il mettersi al comando della nave non sarà cosa realmente gradita a nessuno dei due.

Entrambi, infatti, ben sanno che la nave, presto o tardi, dopo “gli inchini” finirà in secca come ricorderà il comandante De Falco riandando con il pensiero alla Costa Concordia e al Capitano Schettino.

E già, a volte il destino e la vita sanno anche essere beffardi.

Questa volta, guarda caso, ritroviamo ancora il nostro comandante De Falco. Ma ora è a bordo e quindi non più seduto alla scrivania in Capitaneria.

Ora è lui stesso membro dell’equipaggio, e si ritrova seduto in poltrona nel transatlantico parlamentare.

Che farà? Saprà ordinare ai neo Comandanti di salire a bordo e salvare il transatlantico Italia come promesso, o correrà a qualche scialuppa?

Ad ora non è dato saperlo. Men che meno è dato sapere a chi resterà il cerino acceso in mano.

A noi non resta che sperare che almeno lo spenga prima di lasciarlo cadere e, al solito, dire: io speriamo che me la cavo!

Stanislao Barretta

vivicentro.it/EDITORIALI POLITICA

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Numquam nega – Numquam nega – Numquam nega – Numquam nega – Numquam nega

Napoli, choc a piazza dei Martiri: muore 16enne. Si indaga

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Napoli, choc a piazza dei Martiri: muore 16enne. Si indaga

Napoli, choc in piazza dei Martiri, a causa della morte improvvisa di un 16enne. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il ragazzo si sarebbe accasciato, all’improvviso, sul volante della sua minicar, mentre stava guidando.

Il ragazzo, originario del quartiere Fuorigrotta, era uscito con i suoi amici, per passare la serata a Chiaia, dove poi alla fine ha perso conoscenza. L’episodio è accaduto poco prima delle 23.00, all’altezza di una nota caffetteria che si trova in piazza, luogo di ritrovo di molti giovanissimi. La notizia riportata dal giornale “il Mattino”.

Gli amici sono stati i primi a soccorrerlo, cercando di risvegliarlo, ma il tutto non è servito. Sul posto sono giunti i soccorsi del 118, che hanno individuato subito il caso come un codice di massima criticità, eseguendo le prime manovre rianimatorie e trasportando d’urgenza il ragazzo al pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini. Lì i medici lo hanno intubato e praticato le manovre rianimatorie, ma le sue gravi condizioni lo hanno stroncato.

A quanto pare il ragazzo sarebbe morto per un arresto cardiaco, ma come prassi in questi casi, sono stati eseguiti le analisi tossicologiche per verificare le sue condizioni e se avesse assunto alcool o droghe. In ospedale sono giunti anche i carabinieri e il magistrato di turno per predisporre l’eventuale sequestro della salma su cui potrebbe essere effettuato l’esame autoptico.

A quanto pare il ragazzo aveva avuto un malore simile a scuola, pochi giorni fa: una specie di svenimento dal quale si era ripreso velocemente.

Napoli, la Gdf scopre fatture false per oltre 3 milioni di euro

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Guardia di finanza napoli: scoperte fatture false per oltre 3 milioni di euro, sequestrati beni ad un imprenditore di somma vesuviana per oltre 1,5 milioni di euro.

Nel quadro della costante attività esercitata dal corpo a contrasto dell’evasione fiscale che minaccia l’economia legale ed altera le regole del mercato danneggiando i cittadini e gli imprenditori onesti, i finanzieri del comando provinciale di Napoli, a conclusione di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, hanno sottoposto a sequestro beni mobili, quote societarie e disponibilità finanziarie per oltre 1,5 milioni di euro. In particolare, i finanzieri della compagnia di Casalnuovo di Napoli, nei giorni scorsi, al termine di mirati accertamenti patrimoniali, hanno eseguito nei confronti di una società di Somma Vesuviana (na) operante nel settore del commercio all’ingrosso di materiale elettrico, nonché dell’amministratore della stessa, un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente di beni, sino al raggiungimento della somma di euro 1.607.737,00.

Gli accertamenti delle fiamme gialle sono successivi ad una verifica fiscale dell’agenzia delle entrate che aveva fatto emergere l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 3,5 milioni di euro, permettendo a numerose imprese della provincia, utilizzatrici dei falsi documenti fiscali, l’evasione dell’i.v.a. e delle imposte dirette. Al termine dell’attività, l’impreditore è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Napoli per omessa dichiarazione ed emissione di fatture false. L’operazione costituisce un brillante risultato della guardia di finanza di napoli, impegnata quotidianamente nelle attività a contrasto dell’evasione fiscale e delle violazioni in materia delle leggi tributarie e, in generale, alle forme più insidiose di criminalità economico-finanziaria.

Caserta, la Gdf esegue 34 misure cautelari e sequestri per 35 milioni di euro

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Caserta, la Gdf esegue 34 misure cautelari e sequestri per 35 milioni di euro

Questa mattina, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa  CE) hanno eseguito 34 ordinanze di misure cautelari, di cui 10 di custodia in carcere, 7 degli arresti domiciliari e 17 dell’obbligo di dimora, nonché sequestri preventivi di beni nella disponibilità degli indagati, per un valore di circa 35 milioni di euro, tra beni immobili, autoveicoli di lusso (una Ferrari, una Porsche Cayenne e due Range Rover), rapporti finanziari e quote societarie.

Le persone destinatarie delle ordinanze sono accusati di aver costituito e/o di appartenere a due distinte associazioni criminali, con basi logistiche nell’Agro Aversano, specializzate: – nella sistematica emissione di fatture per operazioni inesistenti relative alla fornitura di materiale edile;
– nel riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego in attività economiche dei connessi e cospicui proventi illeciti derivanti dall’attività criminale, utilizzando a tale scopo un gruppo di società “cartiere” intestate a compiacenti prestanome e altre società create al solo scopo di far circolare e riciclare i relativi flussi finanziari.

L’attività di indagine, espletata in coordinamento investigativo con le Direzioni Distrettuali Antimafia di Napoli e di Firenze, ha consentito di individuare 6 società “cartiere” con sede in Roma e nelle province di Lucca e Caserta, che – secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP – nel periodo 2009/2016, hanno emesso fatture per operazioni inesistenti, per oltre 100 milioni di euro, a favore di 643 imprese beneficiarie della frode ed effettivamente operanti nel settore edile nell’intero territorio nazionale, prevalentemente nella Regione Campania, ma anche nelle Marche, in Toscana, Emilia Romagna, Lazio ed Umbria.

L’emissione delle citate misure cautelari costituisce il risultato di un’articolata indagine che ha consentito, anche con il supporto di attività tecniche di intercettazione, di delineare compiutamente le strutture associative e di individuare il modus operandi delle stesse e i diversi ruoli e responsabilità in capo a ciascun sodale. E’ così emerso dall’attività investigativa che le società edili, dislocate in diverse province italiane, per simulare l’effettività delle operazioni commerciali, pagavano il corrispettivo, tramite bonifici bancari, alle società “cartiere” riconducibili ai promotori delle due associazioni criminali, che di contro emettevano le false fatture di vendita.

Successivamente le “cartiere” rimettevano le intere somme ricevute su conti correnti intestati ad altre ditte/società di comodo, le quali le trasferivano ulteriormente, mediante operazioni di giroconto e ricariche di carte postepay evolution, ai numerosi sodali addetti alle operazioni di prelievo. Tutto il contante prelevato, secondo la ricostruzione accusatoria, veniva poi consegnato ai promotori delle organizzazioni tramite alcuni referenti, veri e propri “capi squadra” del riciclaggio. I promotori, trattenuta una percentuale di guadagno per il “servizio” criminale reso (dal 12% al 22% dell’imponibile delle fatture  emesse), restituivano sempre in contanti la restante parte agli imprenditori che avevano disposto i bonifici iniziali.

Tale complesso metodo di ripulitura del denaro è stato agevolato anche dalla connivenza di un funzionario infedele dell’istituto bancario dove erano stati accesi i conti correnti di tutte le cartiere, il quale, pur essendo a conoscenza dell’origine illecita delle risorse finanziarie, prestava la propria autorizzazione all’effettuazione di operazioni non in linea con le corrette procedure bancarie, aderendo agli ordini direttamente impartiti, anche telefonicamente, dai sodali ed astenendosi, di conseguenza, anche dalla dovuta segnalazione delle operazioni ai fini della normativa antiriciclaggio. Attraverso tale sistema fraudolento le società beneficiarie ed utilizzatrici delle fatture false hanno usufruito degli indebiti risparmi d’imposta derivanti dalla contabilizzazione di costi fittizi nonché della relativa Iva a credito, potendo inoltre disporre di fondi neri costituiti dal
denaro liquido, per la parte a loro restituita in maniera non tracciata.

La svolta investigativa è stata poi possibile anche grazie all’individuazione di un ufficio amministrativo occulto in cui venivano pianificate le operazioni e gestito l’intero flusso documentale e finanziario. In questo locale avveniva quotidanamente lo scambio del denaro tra i “capi squadra”, i vertici dell’organizzazione e gli imprenditori utilizzatori delle fatture false che avevano disposto a monte i bonifici. La perquisizione della sede occulta ha quindi consentito di sottoporre a sequestro copiosa documentazione contabile ed extracontabile, copia delle fatture false emesse, nonché circa 110 mila euro di denaro contante, cristallizzando, di fatto, l’intero impianto accusatorio. L’analisi della suddetta documentazione e le indagini finanziarie poi effettuate dal Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa hanno consentito, infine, di accertare come i due gruppi
criminali individuati fossero in grado di riciclare, attraverso vorticosi giri di prelievi, ricariche
poste pay e postagiro, di oltre 200 mila euro al giorno. Infine, dall’esito degli approfondimenti fiscali effettuati, sono stati contestati alle organizzazioni criminali proventi illeciti per oltre 13.500.000 euro e un’ Iva evasa per oltre 25.000.000 euro.

EDITORIALE – Juve Stabia, la danza della pioggia

Tanto tuonò che alla fine piovve. La trasferta brindisina della Juve Stabia si chiude con un nulla di fatto. La pioggia incessante, ma soprattutto la pessima tenuta del terreno di gioco, costringe il direttore di gara a stoppare le ostilità tra Juve Stabia e Francavilla al minuto 53. Troppo alto il rischio per l’incolumità dei calciatori, così come troppo evidenti le lacune del campo tali da non consentire alla palla di rimbalzare.

Difficile analizzare i 53 minuti di gioco, con le due squadre più impegnate a non slittare nel pantano che a crearsi problemi a vicenda. Le considerazioni colpiscono, più che altro, la scelta del direttore di gara di rinviare a data da destinarsi gli ultimi 37 minuti di gioco. Al di là di un comprensibile fastidio, alla luce di una trasferta da rifare per poco più di mezz’ora di gioco, la scelta del Sig. Raciti può tramutarsi in prezioso aiuto per le Vespe.

Le pessime condizioni del terreno di gioco avrebbero, come nella realtà stava avvenendo, notevolmente livellato le differenze tecniche tra una squadra (sulla carta) più forte, come la Juve Stabia, ed una compagine (sempre in teoria) meno attrezzata, come invece la Virtus Francavilla, penalizzando anche il gioco maggiormente tecnico delle Vespe. Meglio dunque giocarsi quasi tutta la ripresa con condizioni meteorologiche neutre, così da puntare al massimo sul jolly gialloblù: Strefezza e Canotto potranno essere certamente più incisivi senza il rischio di incappare in pericolose sabbie mobili, così come tutti gli uomini di qualità di Caserta potranno trovare giovamento in un rettangolo verde quanto meno decente.

Detto questo, è interessante notare come la pioggia stia diventando un fattore presente e determinante nel campionato della Juve Stabia, quasi come se qualcuno in prossimità delle gare gialloblù improvvisasse una danza della pioggia. Tante infatti sono state le gare degli stabiesi bagnate da pessime condizioni meteo, soprattutto in casa, andando spesso ad incidere sullo già sconfortate dato di pubblico, e scoraggiando i pochi fedelissimi dall’accomodarsi sui gradoni del Romeo Menti. Anche il match di andata con la squadra di D’Agostino, vide nella pioggia una grande protagonista; proprio le traiettorie imprevedibili del pallone , favorirono all’andata l’autorete di Bachini che regalò un insperato pari al Francavilla. A maggior ragione, visto il precedente poco fortunato, meglio completare la trasferta pugliese con un rassicurante sole primaverile.

Si passa ora a preparare la gara contro il Cosenza, inevitabilmente in preda a tanti ricordi. Sarà infatti la prima al Menti, da ex, per Piero Braglia. Dopo aver assistito a più di una gara, negli anni scorsi, da spettatore sugli spalti del suo ex stadio, il tecnico grossetano torna dove ha scritto le pagine più belle della sua storia e di quella della Juve Stabia. Sarà uno scontro diretto per i playoff solo per 90 minuti; prima e dopo invece, occasione per rievocare con nostalgia tempi che si spera possano presto tornare. Augurandosi, almeno sabato, che la pioggia si sia fermata a Brindisi.

Raffaele Izzo

Caserta, la Gdf sequestra beni per oltre 40 milioni di euro ad un gruppo criminale

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Guardia di finanza caserta: in corso di esecuzione 34 misure cautelari e sequestri di beni per oltre 40 milioni di euro nei confronti di un pericoloso gruppo criminale con base nell’agro aversano che emetteva fatture false a favore di centinaia imprese edili operanti in tutto il territorio nazionale – accertato il riciclaggio di oltre 100 milioni di euro

Questa mattina 140 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta stanno dando esecuzione a 34 misure cautelari personali (10 custodie in carcere, 7 arresti domiciliari e 17 obblighi di dimora) disposte dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di un’agguerrita consorteria criminale con base nell’agro aversano che in pochi anni ha emesso migliaia di fatture false a beneficio di 643 aziende edili con sede prevalentemente in Campania, ma anche nelle Marche, Toscana, Emilia Romagna, Lazio ed Umbria.

Impressionante il giro d’affari illecito: riciclati oltre 100 milioni di euro di cui 13,5 milioni rimasti nelle tasche degli organizzatori della frode ed il resto restituito per contanti alle aziende beneficiarie che potevano così disporre di “fondi neri” per inquinare il mercato di riferimento. Al termine dell’operazione verrà diramato un comunicato stampa da parte della Procura della Repubblica di Napoli Nord che coordina le attività in corso.

Gragnano, tentarono di derubare la Posta di Arezzo: arrestati

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Gragnano, tentarono di derubare la Posta di Arezzo: arrestati

Gragnano, ritorna in carcere il trio che aveva tentato la rapina all’interno della Posta di Arezzo. Si tratta di F.F., A.A. e M.P. Il provvedimento è partito dal tribunale di Firenze, dopo che i tre avevano fatto rientro a casa dopo alcuni giorni dall’arresto e dalla detenzione nel carcere Toscano.

La vicenda era accaduta il 12 febbraio del 2016, quando la gang partita da Gragnano, aveva tentato di derubare l’ufficio postale di Arezzo. I tre erano ladri esperti e già noti allem forze dell’ordine. Acquistarono una pistola giocattolo, proprio in zona e rubarono anche un’auto, una Hyundai 1-20, che sarebbe servita dopo il colpo, per allontanarsi senza lasciare traccia.

Erano le 9 di mattina quando i tre uomini entrarono all’interno dell’ufficio postale della Chiassa Superiore ad Arezzo, minacciando gli impiegati per farsi consegnare il bottino. Con il volto travisato da passamontagna e armati di pistola, portarono via dall’ufficio poetale 390 euro, poi scapparono a bordo della vettura rubata 24 ore prima.

Riuscirono a fare pochi chilometri, dal momento che furono subito bloccati dai carabinieri della caserma locale, che erano stati allertati dall’ufficio postale della Chiassa Superiore.

Castellammare, quasi tutto pronto per il riavvio della Funivia

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Castellammare, quasi tutto pronto per il riavvio della Funivia

Castellammare di Stabia, con ogni probabilità la funivia del Faito sarà funzionante per Pasqua. O meglio, per il 1 aprile è prevista la fine dei lavori, ma questi potrebbero proseguire anche dopo la riattivazione del servizio. Da quello che possiamo vedere, il restyling della funivia è completo, sono solo ancora presenti alcune impalcature all’esterno delle due stazioni. Sta di fatto che l’adeguamento sismico,  è stato completato, mentre per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ci si sta ancora lavorando.

Ogni 60 anni devono essere effettuati dei lavori di manutenzione alla struttura, in modo tale che avvenga un adeguamento strutturale. Varie vicissitudini hanno sempre impedito l’apertura della struttura in primavera, facendo slittare l’apertura nella stagione estiva. Ma proprio come accadde un paio di anni fa, l’apertura è durata solo per i tre mesi estivi.

Gli incendi della scorsa estate, accompagnano dall’assenza della panarella, hanno inflitto durti colpi al turismo del Monte Faito, che sperano che qualcosa possa cambiare quest’anno, riuscendo a tamponare le perdite incolmabili che l’attività ha avuto.

Castellammare, furti negli appartamenti: caccia ai responsabili

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Castellammare, furti negli appartamenti: caccia ai responsabili

Castellammare di stabia, a quanto pare si è ripresentata la paura di subire furti in casa. Ieri pomeriggio sono state svaligiate due casa in via Napoli, dove i ladri hanno preso di mira una palazzina familiare a due passi dal cimitero cittadino. Il bottino dei colpi ammonterebbe a diverse migliaia di euro. Portati via alcuni gioielli di famiglia come orecchini, braccialetti, collane e anche due orologi e soldi trovati in casa in entrambe gli appartamenti.

Secondo i rimi rilievi, sembrerebbe trattarsi di ladri esperti, una vera e propria banda formata da almeno tre persone e anche ben attrezzate. Infatti i ladri per entrare in una delle due abitazioni hanno dovuto scardinare una parete, e questo fa pensare che in totale i ladri abbiano impiegato 20 minuti per entrare in casa e derubarla. Sono andati dritto al punto, interessati per lo più a gioielli e secondo gli agenti, sembrerebbe quasi che i ladri sapessero che la famiglia non sarebbe stata a casa ne pomeriggio, probabilmente sono abili anche nello studiare le vittime e i loro spostamenti, e questo fa pensare alla categoria di ladri esperti.

Intanto gli agenti indagano, servendosi anche dei video delle telecamere di sorveglianza poste sul territorio, per cercare di individuare i furfanti.

Napoli, presi i responsabili per la morte di Ciro, vittima di camorra

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Napoli, presi i responsabili per la morte di Ciro, vittima innocente di camorra

Napoli, continua ad uccidere la camorra, continua a fare vittime innocenti e tra questi c’è Ciro. Però forse Ciro ha avuto giustizia. Infatti, i  carabinieri del nucleo investigativo di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale partenopeo su richiesta della locale Dda nei confronti di 8 elementi di spicco dei clan camorristici Rinaldi e “Pazzignani”. Questi personaggi sono ritenuti ritenuti responsabili di omicidio aggravato da finalità mafiose e detenzione di armi da guerra.

Attraverso le indagini dei carabinieri, è stato possibile individuare, sia i mandanti, sia gli esecutori del duplice omicidio. Ricordiamo che la vicenda si era consumata  il 7 giugno 2016 in un circolo privato a Ponticelli. L’obiettivo non era Ciro, ma  Raffaele Cepparulo, appartenente al clan rivale degli “Esposito-Genidoni”. Ciro Colonna si è trovato a rappresentare l’ennesima vittima innocente della camorra. Aveva 19 anni, e anche se era presente in quel circolo, il ragazzo era estraneo a contesti criminali e camorristici.

Lutto nel mondo della televisione italiana: muore Fabrizio Frizzi

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Lutto nel mondo della televisione italiana: muore Fabrizio Frizzi

Lutto nel mondo dello spettacolo. E’ venuto a mancare Fabrizio Frizzi. Il conduttore televisivo è scomparso a Roma nella notte, all’ospedale Sant’Andrea, in seguito a una emorragia cerebrale. Fabrizio aveva 60 anni, compiuti lo scorso 5 febbraio.

L’annuncio è stato dato dalla sua famiglia, dalla moglie Carlotta e il fratello Fabio, che lo hanno voluto ricordare così: «Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato».

Fabrizio, non verteva in condizioni di salute eccellenti, infatti già lo scorso 23 ottobre, venne colto da un malore, una ischemia, durante la registrazione di una puntata del programma L’Eredità. Venne ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma dove fu dimesso alcuni giorni dopo.

Ripresosi dall’ischemia, il conduttore tornò all’Eredità,  a dicembre. L’uomo aveva dichiarato:«L’Eredità è una gioia, fa bene anche al fisico. L’adrenalina sento che mi aiuta a stare meglio». E parlando della malattia disse: «Non è ancora finita». «Se guarirò – sottolineò – racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando».

Fabrizio era l’eterno ragazzo della tv. La Rai ha deciso di ricordarlo così:  «Con Fabrizio se ne va un uomo straordinario, un grande artista e un caro amico. Con Fabrizio se ne va un pezzo di noi, della nostra storia, del nostro quotidiano. Non scompare solo un grande artista e uomo di spettacolo, con Fabrizio se ne va un caro amico, una persona che ci ha insegnato l’amore per il lavoro e per l’essere squadra, sempre attento e rispettoso verso il pubblico. Se ne va l’uomo dei sorrisi e degli abbracci per tutti. L’interprete straordinario del coraggio e della voglia di vivere. È impossibile in questo momento esprimere tutto quello che la scomparsa di Fabrizio suscita in ognuno di noi. Così la Rai tutta, con la presidente Monica Maggioni e il direttore generale Mario Orfeo, può solo stringersi attorno a Carlotta e alla sua famiglia in questo momento di immenso dolore». 

Montecorvino Rovella, uomo trovato morto a ridosso del suo appezzamento di terreno

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Montecorvino Rovella, uomo trovato morto a ridosso del suo appezzamento di terreno

Nontecorvino Rovella, è stato trovato il cadavere di un uomo a ridosso del suo appezzamento di terreno. Si tratta di Enzo Viscido, 47 anni; il cadavere è stato trovato ieri mattina. L’uomo era originario di Battipaglia e residente a Montecorvino Rovella, sarebbe stato stroncato da un infarto poco lontano dal suo terreno.

Alcuni passanti hanno allertato le forze dell’ordine che sono giunte sul posto. I carabinieri della compagnia di Battipaglia, diretti dal maggiore Erich Fasolino, hanno prima informato la Procura della Repubblica di Salerno e poi fatto in modo che il cadavere fosse trasferito  all’obitorio dell’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia dove nelle prossime ore sarà effettuato l’esame autoptico per stabilire quale sia stata la reale causa della morte, anche se come abbiamo detto prima, con ogni probabilità, potrebbe essere infarto.

Ischia, addio Nunzia: poco tempo fa la telefonata di Papa Francesco

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Ischia, addio Nunzia: poco tempo fa la telefonata di Papa Francesco

Ischia, la città piange per la scomparsa di Nunzia Mattera, l’angelo di Casamicciola alla quale Papa Francesco aveva fatto, poco meno di dieci giorni fa, una lunga telefonata di preghiera e di speranza.

Nunzia era una donna forte, impegnatissima sul territorio di Ischia:  presidentessa della Catena Alimentare di Casamicciola che ha ben operato nei giorni drammatici del terremoto. Donna altruista, non si è mai preoccupata del  suo dolore e della sua malattia, il suo pensiero ultimo è sempre stato la serenità di chi le stava intorno e per quelli che soffrono, e testimonianza di ciò è la telefonata con il Papa, dove antepone le difficoltà degli altri alle sue.

Nonostante il suo stato di salute precario, Nunzia ha sempre continuato ad aiutare gli altri e resta vivo il suo impegno per le case popolari. Il sindaco Giovan Battista Castagna e l’amministrazione comunale di Casamicciola, insieme a tutta la cittadinanza,  si uniscono al dolore della famiglia della donna.

Napoli, senza luce nelle palazzina del Bronx: costretti ad usare torce e cellulari

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Napoli, senza luce nelle palazzina del Bronx: costretti ad usare torce e cellulari

Napoli, al buio le palazzine del Bronx  a San Pietro a Patierno. Il disagio si protrae da più di un mese al blocco 3 alla scala A dove, quand’è buio, i condomini si vedono costretti a utilizzare torce e smartphone per potersi muovere tra le scale e l’ascensore.

L’intero rione di via Bussola, verte in condizioni fatiscenti e a nulla sono servite le numerose segnalazioni nè degli inquilini, nè del consigliere della VII Municipalità Giuseppe Grazioso. Il guasto elettrico, a quanto par, si unisce solo a tutta una serie di disagi, che sono presenti in questa zona.

Come riportato sul giornale “Il Mattino”: «Per finire ora iniziano i guasti elettrici all’interno degli edifici – denuncia Grazioso – come al blocco 3 della scala A, dove gli inquilini sono senza luce da più di un mese. E quando fa buio devono utilizzare torce o telefoni cellulari per illuminare gradini e vano ascensore». Solo grazie a questi rimedi “fai da te”, infatti, i condomini non sono rimasti vittime di rovinose cadute. Ma – come rimarca il consigliere – «purtroppo senza un piano serio di manutenzione sarà sempre peggio per questi agglomerati di edilizia popolare». E questo sarà solo l’ennesimo fallimento della paventata riqualificazione delle periferie», conclude Grazioso.

Rugby Campano, i risultati del weekend 23-25 marzo

I risultati del rugby campano Serie C1, Serie C2, Under 18, Under 16, Campionato Interregionale Under 16 Femminile

Un lungo fine settimana ovale è terminato da pochi minuti in Campania. Tra venerdì e domenica sono scese in campo quasi tutte le categorie per un totale di circa venti sfide dalla Serie A alla Under 16.

Serie C1 – Poule Passaggio
Al primo turno del giro di boa del raggruppamento, con una netta affermazione le prime due della classe si confermano tali: vincono infatti Vesuvio ed Amatori Torre del Greco.

Serie C2 – Girone Campania
A tre giornate dal termine la capolista Napoli Afragola colleziona il dodicesimo sigillo stagionale lasciando a debita distanza l’inseguitrice IV Circolo che comunque vince agevolmente davanti al proprio pubblico. Successo esterno invece per la Polisportiva Sarnese.

Under 18
Nell’anticipo del venerdì i Borbonici hanno sconfitto i pari età del IV Circolo portando a due le vittorie in questa seconda fase. Prima vittoria invece per i Normanni che espugnano il terreno del CLAN in data odierna.

Under 16
Campionato indimenticabile per il Napoli Afragola: nell’anticipo di sabato 24 i partenopei vincono la quattordicesima gara della stagione, chiudendo così imbattuti il campionato. Netta affermazione esterna per il Vesuvio che termina in seconda posizione. Vittoria anche per il Pozzuoli che sconfiggendo il CLAN di S. Maria Capua Vetere li raggiunge in classifica chiudendo il torneo con cinque vittorie.

Campionato Interregionale Under 16 Femminile
Le ragazze degli Hammers Campobasso si aggiudicano la decima tappa del torneo, organizzata dall’Amatori Torre del Greco.

Altri campionati
Gare disputate in regione ma non organizzate dal Comitato Campano.
In Serie A maschile il Benevento cede di pochi punti a L’Aquila. In Serie A Femminile al Villaggio del Rugby di Bagnoli si è disputato il derby di ritorno tra l’Old napoli e l’Amatori Torre del Greco, con le padrone di casa che hanno conquistato la vittoria. In Serie B il Napoli Afragola supera senza difficoltà la Rugby Roma Olimpic. Nei playoff di Serie C1 il CLAN Santa maria Capua Vetere cede tra le mura amiche al Reggio Calabria. In Under 18 Elite il Napoli Afragola batte il CUS Catania, mentre in Under 16 Elite i Borbonici vengono superati dai pari età del Ragusa.

Questi i risultati delle partite giocate:

SERIE C 1 – Poule Passaggio
VESUVIO – DRAGONI SANNITI = 33 – 14 (5-2) Arbitro SALIERNO
AMATORI TORRE DEL GRECO – DUE PRINCIPATI = 38 – 0 (6-0) Arb. CERINO

SERIE C 2 – Girone Campania
IV CIRCOLO BENEVENTO – BALIANO TILES AMATORI ANGRI = 25 – 5 (4-1) Arb. LICCARDI
ZONA ORIENTALE SALERNO – POLISPORTIVA SARNESE = 6 – 22 (0-3) Arb. LOMBARDI
HAMMERS CAMPOBASSO – NATO LIONS = non disputata – Arb. CASCIELLO
NAPOLI AFRAGOLA – SPARTACUS SOCIAL CLUB = 32 – 0 (6-0) Arb. D’ORSI

UNDER 18
BORBONICI – IV CIRCOLO BENEVENTO = 45 – 0 (7-0) Arb. AMBROSIO
CLAN SANTA MARIA CAPUA VETERE – NORMANNI = 15 – 22 (3-4) Arb. SILVESTRO

UNDER 16
NAPOLI AFRAGOLA – IV CIRCOLO BENEVENTO = 37 – 5 (7-1) Arb. SILVESTRO
CFC POZZUOLI – CLAN SANTA MARIA CAPUA VETERE = 19 – 15 (3-3) Arb. MENNELLA
NORMANNI – VESUVIO = 0 – 61 (0-11) Arb. PUGLIA

CAMPIONATO INTERREGIONALE UNDER 16 FEMMINILE
1′ CAMPOBASSO – 2′ AMATORI NAPOLI – 3′ AMATORI TORRE DEL GRECO – 4′ AFRAGOLA – Arbitri GIUGLIANO – CALABRITTO

Gare non organizzate dal C.R. Campano che si disputano in Regione

SERIE A POULE PROMOZIONE
US BENEVENTO – L’AQUILA = 21 – 25 Arb. TOMO’

SERIE A FEMMINILE – GIRONE 2
OLD NAPOLI – AMATORI TORRE DEL GRECO = 22 – 17 Arb. GIANGREGORIO

SERIE B – GIRONE 4
NAPOLI AFRAGOLA – RUGBY ROMA OLIMPIC = 38 – 7 Arb. LASAGNI

SERIE C 1 – POULE PROMOZIONE
CLAN SANTA MARIA CAPUA VETERE – REGGIO CALABRIA = 0 – 26 Arb. POMPA

UNDER 18 – CAMPIONATO ELITE
NAPOLI AFRAGOLA – CUS CATANIA = 30 – 12 Arb. DE MARTINO

UNDER 16 – CAMPIONATO ELITE
BORBONICI – RAGUSA = 7 – 22 Arb. DI BLASIO

Ufficio Stampa Gianclaudio Romeo 

La Givova Scafati supera Legnano: vittoria dedicata a Mimì

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La Givova Scafati vince contro Legnano e dedica la vittori a Mimì

Un’atmosfera surreale ha accompagnato la Givova Scafati alla 26esima giornata del campionato di serie A2 girone ovest. La prematura scomparsa di una figura storica del club come Domenico Izzo (detto Mimì) ha lasciato tutti con un vuoto incolmabile. La sua assenza squarciava l’atmosfera del PalaMangano, dove i tifosi della gradinata “Lamanna” hanno voluto ricordarlo con uno striscione (“Stavolta hai spento le luci dei nostri cuori… ciao Mimì”), così come ha fatto l’intero palasport con il minuto di raccoglimento pregara e con gli applausi scroscianti. Un momento toccante ed emozionante che ha fatto da preludio ad una sfida, quella contro FLC Contract Legnano, che ha appassionato molto per i ritmi, l’intensità e lo spettacolo offerto. Una sfida che i padroni di casa (ancora orfani dell’infortunato Sherrod) sono riusciti ad aggiudicarsi solo nelle ultime battute di gioco, in virtù della grinta e della cattiveria agonistica sfoderata dal quintetto di coach Mattia Ferrari, che ha messo in seria apprensione la Givova per circa 37’. E’ stata anche l’occasione per festeggiare la centesima partita di coach Giovanni Perdichizzi sulla panchina scafatese: al tecnico, la società ha simbolicamente consegnato una targa commemorativa e simpaticamente regalato un cappello da sceriffo, come da sempre è soprannominato il tecnico di Barcellona Pozzo Di Gotto (Me).

Legnano inizia la contesa col piede giusto: Zanelli e Raivio sono i mattatori di questa prima fase di gioco, che vale il 7-10 al 5’. Gli ospiti hanno un buon passo (10-12 al 7’), ma negli ultimi minuti della prima frazione frenano bruscamente, a causa della lucida regia di Lawrence, della aggressività difensiva gialloblù e della mano calda dalla lunga distanza di Santiangeli e Stephens (16-12 al 8’). Recuperando alcuni possessi e giocando in contropiede, i padroni di casa riescono a chiudere avanti 20-13 la prima frazione.

La concentrazione in difesa e l’attacco in transizione sono le armi vincenti dei locali anche in avvio di seconda frazione, nella quale riescono ad ampliare il divario fino a raggiungere la doppia cifra di vantaggio (25-15 al 13’). La FLC Contract non ci sta, si affida a Tomasini e Toscano per ridurre le distanze (25-22 al 14’) e per tenere comunque a debita distanza l’avversario all’intervallo lungo (37-32).

Lawrence e compagni provano sin dall’avvio della ripresa a scrollarsi di dosso l’avversario, che invece tiene botta (45-44 al 25’) e riesce a mantenere la sfida in equilibrio (47-46 al 26’). Nessuno dei due quintetti prevale sull’altro, così ne viene fuori una sfida divertente, entusiasmante e scoppiettante. La terza sirena suona sul 56-55.

La tensione cresce col trascorrere dei minuti e l’appropinquarsi della fine. A rompere gli indugi e a spezzare in due la sfida sono le tre triple consecutive di Spizzichini S., Romeo e Lawrence (67-59 al 34’). Il time-out chiamato da coach Ferrari non sortisce alcun effetto: l’indisponibilità di Maiocco e l’assenza di Martini (entrambi infortunati) inizia a farsi sentire. Scafati tiene duro, gioca con grande determinazione e conserva un buon margine di vantaggio (72-64 al 38’), ampliato nel finale dalle giocate di Lawrence, che chiude la sfida 77-64.

Dichiarazione di patron Nello Longobardi: «La dedica di questa partita è tutta per Mimì, una persona che ha fatto la storia di questa società, che resta e resterà sempre uno di noi. Era un padre, un collaboratore, una persona speciale che chiunque avrebbe voluto nella propria società. Nonostante l’assenza di Sherrod, faccio i complimenti per la maniera in cui è arrivato il successo allo staff tecnico guidato da coach Perdichizzi, che oggi ha festeggiato le sue cento presenze sulla nostra panchina, un numero che non avrei immaginato si potesse raggiungere. Siamo due passionali, due persone vere e, come ogni coppia, abbiamo avuto i nostri che, però, siamo sempre riusciti a superare brillantemente. Giocheremo ora con grande grinta fino alla fine per cercare di chiudere nella migliore posizione possibile la stagione regolare».

Dichiarazione di coach Giovanni Perdichizzi: «Tenevamo moltissimo a vincere, per dedicare i due punti a Mimì, a cui ero molto legato e di cui porterò per sempre il ricordo. E’ stata una partita dura, intensa, che volevamo vincere per dimostrare di non essere appagati dopo le tre vittorie consecutive e le due in trasferta. Abbiamo avuto problemi nel primo quarto con i falli di Spizzichini G. e Romeo, trovandoci costretti a giocare con quintetti atipici, riscontrando qualche problema di spaziature e nei giochi. Nel secondo tempo siamo cresciuti e nel finale abbiamo potuto schierare il quintetto che ha dato la spinta decisiva per vincere la partita. La profondità della panchina ha fatto la differenza. Siamo stati bravi a camuffare l’assenza di Sherrod. E’ stato anche bravo Ammannato a limitare Mosley. Abbiamo poi difeso bene su Raivio nella ripresa. Non era facile affrontare una squadra che, non potendo disporre di Maiocco, ha giocato con quintetti atipici, che hanno aperto il campo, contro i quali abbiamo incontrato grosse difficoltà a ruotare e raddoppiare, perché abbiamo aperto troppo l’area. Per fortuna, nel finale la grande intensità ci ha permesso di tenere loro nel quarto periodo a soli nove punti, costruendo così il nostro successo».

GIVOVA SCAFATI 77  FLC CONTRACT LEGNANO 64 (20-13; 17-19; 19-23; 21-9)

GIVOVA SCAFATI: Lawrence 25, Crow 4, Trapani, Spizzichini G. 1, Romeo 5, Ammannato 9, Pipitone, Spizzichini S. 17, Stephens 3, Esposito n. e., Santiangeli 13. ALLENATORE: Perdichizzi Giovanni. ASS. ALLENATORE: Marzullo Alessandro.

FLC CONTRACT LEGNANO: Tomasini 14, Zanelli 9, Roveda 3, Maiocco n. e., Gazineo n. e., Biraghi n. e., Toscano 8, Raivio 19, Mosley 7, Pullazi 4. ALLENATORE: Ferrari Mattia. ASS. ALLENATORI: Giglietti Davide e Mazzetti Alberto.

ARBITRI: Tirozzi Alessandro di Bologna, Scrima Alberto Maria di Catanzaro e Capozziello Damiano di Brindisi.

NOTE: Tiri dal campo: Scafati 26/56 (46%); Legnano 24/58 (41%) Tiri da due: Scafati 14/27 (52%); Legnano 17/33 (52%). Tiri da tre: Scafati 12/29 (41%); Legnano 7/25 (28%). Tiri liberi: Scafati 13/24 (54%); Legnano 7/25 (28%). Falli: Scafati 16; Legnano 22. Usciti per cinque falli: Toscano. Espulsi: nessuno. Rimbalzi: Scafati 36 (27 dif.; 9 off.); Legnano 34 (26 dif.; 8 off.). Palle recuperate: Scafati 8; Legnano 5. Palle perse: Scafati 10; Legnano 14. Assist: Scafati 20; Legnano 15. Stoppate: Scafati 3; Legnano 2. Spettatori: 1.600 circa.

Europa-Australia: arriva il primo volo “no stop”, partito da Perth è arrivato a Londra

Il volo è durato 17 ore e 3 minuti

Il primo volo passeggeri diretto no-stop dall’Australia alla Gran Bretagna ha lasciato Perth sabato per Londra, abbreviando la famosa “Kangaroo Route” a 17 ore e 20 minuti, ha annunciato Qantas, la compagnia aerea di bandiera dell’Australia. Questo volo “storico” è stato realizzato da un Boeing 787 Dreamliner che trasporta più di 200 passeggeri, oltre a 16 membri dell’equipaggio.

Alle 5:03 di ieri mattina (le 6:03 in Italia) l’aereo della compagnia di bandiera australiana ha infatti completato il primo volo commerciale regolare diretto della storia fra il nuovissimo continente e l’Europa. I passeggeri a bordo, sono stati accolti all’aeroporto di Heathrow da un corteo di veicoli di servizio con i lampeggianti accesi. “Vorrei darvi il benvenuto nel manuale di storia dell’aviazione”, ha annunciato ai passeggeri dopo l’atterraggio la capitana Lisa Norman, una dei quattro piloti che si sono alternati durante il volo. “Il mondo ci stava guardando, oggi. Grazie per essere stati parte di qualcosa di così magico e speciale”, ha aggiunto. Molte delle persone a bordo, avevano riservato questo volo proprio per fare questa esperienza storica. “Questa rotta è rivoluzionaria”, ha commentato il ceo di Qantas, Alan Joyce, come riporta la Bbc. Il volo di 14.498 km è stato possibile grazie alla migliore efficienza energetica del Dreamliner, che permette un risparmio di carburante del 20% rispetto ad altri velivoli, ha precisato la compagnia. Qantas prevede di aggiungere nuove rotte a lunghissima percorrenza verso l’Europa a breve. Benché si tratti della prima rotta commerciale no-stop regolare fra l’Australia e il Regno Unito, il volo QF9 non è il volo commerciale più lungo in assoluto. Tra gli attuali voli commerciali a lungo raggio, infatti, il record è detenuto dalla rotta Doha-Auckland di Qatar Airways (14.535 km in 17h e 40 minuti), seguita dalle rotte Emirates-Dubai-Auckland (14.200 km in 17h e 20 minuti), Los Angeles-Singapore da United Airlines (14.100 km in 17 ore e 20 minuti) e Sydney-Dallas da Qantas (13.800 km). La tariffa economy standard di andata e ritorno del nuovo volo diretto in queste prime settimane di operatività si aggira intorno alle 850 sterline, circa 1.150 euro circa. Una notizia importante per tutti i viaggiatori che dimostra come le distanze si accorcino sempre di più. Resta quindi per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” la speranza che l’Italia non resti tagliata fuori da questa possibilità per poter ridurre i costi di questi viaggi che sinora rimangono proibitivi per i più.

Capri, avvistato misterioso oggetto volante nel cielo

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Avvistato un misterioso oggetto volante volteggiare nel cielo di Capri

Una scia luminosa nel cielo di Capri , non né un elicottero né un aereo. Ignota al momento la natura e anche l’origine dell’oggetto volante misterioso avvistato intorno alle 3 notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo nel cielo dell’isola di Capri. A riprendere l’oggetto misterioso, con uno smartphone, è stato lo staff del Cinema Internazionale e del SetCafè.

Intorno alle 3 spunta una scia luminosa in cielo, l’avvistamento dura pochi secondi, prima che l’oggetto luccicante, un grosso punto luminoso con tanto di scia, scompaia dietro i palazzi. Secondo le ipotesi avanzate sul web, potrebbe trattarsi, di un meteorite oppure di un pezzo della stazione spaziale cinese Tiangong 1 che dovrebbe rientrare sulla terra in questi giorni o, più probabilmente, del terzo stadio del vettore Soyuz in rientro nell’atmosfera terreste.

Ancora non è stata definita l’origine e nei social c’è chi parla anche di ufo.

L’Angolo di Samuelmania – Il racconto della mia passione e il sogno realizzato…

Il racconto della sua passione…

Mi presento, mi chiamo Samuele Esposito, in arte ‘Samuelmania’. Da bambino sono sempre stato tifosissimo del Napoli, la mia squadra del cuore. Il ricordo più lontano? Una partita, la finale di coppa Italia persa contro il Vicenza. Crescendo, questa passione, è diventata sempre più forte dentro di me. All’età di 13 anni, nel 2000, iniziai a seguire il Napoli in maniera molto più approfondita. All’epoca guardavo le maglie del Napoli come un sogno. Ricordo che mia mamma, che mi è sempre stata vicina, mi comprò una maglia di Edmundo, la più significativa della mia vita, in quanto, non avendo possibilità economiche, mi rese ugualmente felice: non c’è attimo che io non pensi a quella scena e comincio a piangere. Poi con il passare del tempo, iniziai a lavorare in un supermercato perché non c’era la possibilità di andare a scuola. Lavorando, conservai i primi soldi e la prima cosa che feci fu quella di andare in un negozio sportivo e comprarmi il mio primo completino originale del calcio Napoli. Ero felicissimo. Collezionavo riviste sportive, mi incuriosiva una trasmissione sul Napoli nella quale c’erano sempre i calciatori del Napoli. Chiamai e mi invitarono come ospite, tra il pubblico. Il giovedì successivo tornai ed ebbi la possibilità di incontrare il mio primo calciatore: Dario Marcolin. Da lì cominciò il tutto: il primo poster e il primo accredito in tribuna per esporre uno striscione. Ma il mio sogno nel cassetto era quello di incontrare Diego Armando Maradona. Io ed un mio caro amico, il presidente del club Napoli Santamaria a Vico, Antonio Manna, siamo andati sempre alla ricerca di Diego, aspettandolo per ore all’aeroporto, fuori ad un noto ristorante, ma niente da fare, era inavvicinabile. Nell’estate del 2004, lascia Napoli per un po’ per lavoro e mi andai a Pescara, precisamente San Vito Chieti. Mentre ero lì, ricevetti una telefonata: alcuni miei amici stavano andando a Cesenatico per incontrare Diego e io non potevo crederci, non riuscivo neanche a lavorare. Da lì a qualche giorno il Napoli, che era in serie C, giocò un triangolare, il trofeo Birra Moretti: lasciai il lavoro senza avvisare neanche, presi il primo treno utile e andai a suguire il mio Napoli. I titolari mi videro su Canale 5, mentre esultavo per la mia squadra e mi licenziarono subito. A Napoli trovai un altro lavoro, come salumiere, era ciò che imparai da piccolo, ma continuai a vedere il Napoli e, grazie ad un accordo con il mio titolare, il sabato ero libero di andare a Fuorigrotta. Nel 2007 cominciai a collezionare maglie. Ho avuto modo di conoscere moltissime persone in questo cammino nel collezionismo e molti di loro sono rimasti miei amici. Per me, ogni maglia, ha il suo significato. Ne ho 300 e ci vorrebbero mesi per raccontare tutto di tutte ma alcuni aneddoti ve li racconto. La mia prima maglia fu di Marek Hamsik, anno 2007, Napoli-Siena acquistata da un ragazzo di Napoli. Poi uno dei ricordi più belli è stato sicuramente quando ho avuto modo di ricevere quella di Maradona, Buitoni bianca anno 85/86, presa dall’ex calzolaio del Napoli, il Sig. Armando Liberti. Per proseguire in questa passione, ho rinunciato a tante cose, ho speso tanti soldi, ma un giorno, un amico mi fece vedere un quadro con la foto di una bambina ed io chiesi: ‘ma che dici se ti passo qualche foto di un calciatore? Glielo possiamo fare un quadro?’ e da lì cominciai con Goran Pandev, Rolando, Mertens, Inler fino ad arrivare ad omaggiare più di 80 calciatori. Ciò mi ha permesso di conoscere molte persone e con molti calciatori sono rimasto in buoni rapporti: come con Mirko valdifiori al quale auguro il meglio per la sua carriera. Il mio nome? E’ Samulemania perchè ho avuto sempre queste manie di creare delle cose con i colori azzurri.

Ma c’era sempre il mio sogno nel cassetto da realizzare, incontrare Diego: ho scritto anche a ‘C’è posta x te’, ma il 12/10/2016 ci sono riuscito grazie a persone fantastiche che mi hanno aiutato e l’ho fatto in quel di Roma, dopo la ‘Partita della Pace’ organizzata dal Papa. Sono rimasto impietrito quando lo vidi, non riuscivo neanche a parlargli: feci la foto, mi feci autografare la maglia e neanche il pennarello riuscivo a prendere per l’amozione. Un momento da ricordare, indelebile anche sulla mia pelle grazie ad Enzo, il Cubano tattoo. Il mio ultimo sogno? Lavorare come magazziniere e ce la farò…

a cura di Samuele Esposito

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