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Sospetta distorsione al ginocchio destro per Hysaj

L’albanese si è infortunato in Nazionale

Come riferisce il sito della Gazzetta dello Sport, suona il campanello d’allarme per il Napoli: Elseid Hysaj, nel corso dell’amichevole tra la sua Albania e la Norvegia di ieri sera, si è accasciato al suolo dopo 65′ per un problema fisico. Dovrebbe trattarsi di una distorsione al ginocchio destro, anche stando a quanto riportato dai media locali, ma al momento non ci sono diagnosi definitive. Si attende il ritorno del terzino in Italia per sottoporlo agli esami strumentali di rito. Pronto Maggio a sostituirlo.

Sarno, minacciata dal marito: salvata dal figlio di sei anni

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Sarno, minacciata dal marito: salvata dal figlio di sei anni

Sarno. Tanta paura per una donna di San Valentino Torio, dove la scorsa settimana, i carabinieri della locale stazione, chiamati ad intervenire in via Orto, hanno soccorso una donna, S.F, ritrovata seduta a terra, la quale ha raccontato di una terribile telefonata, che aveva ricevuto dal marito.

A riportare la notizia il giornale “il Mattino”. Secondo quando ricostruito dagli agenti, poco prima di intervenire, la donna avrebbe avuto una telefonata con il marito, il quale l’avrebbe minacciata di morte. Probabilmente l’uomo era in preda ad un impulso di ira, in casa da solo con il figlioletto di appena sei anni.

I militari, di conseguenza , si sono recati presso l’abitazione del marito, dove hanno trovato il figlioletto in stato di choc e terrorizzato, e l’uomo, L.A, in stato di agitazione, e sul pavimento varie suppellettili lanciate e distrutte. Il marito è stato ascoltato in caserma dai carabinieri.

Anche la moglie ha dato la sua versione dei fatti, secondo la quale, i due erano sposati dal 2006 e che il loro matrimonio aveva avuto diversi alti e bassi, compresi tra queste liti violente. Una di queste si era consumata proprio pochi giorni fa, mentre la donna era intenta a cucinare. Il litigio sarebbe scoppiato per motivi economici, alla lite era seguita la minaccia di spingere il volto della donna nella pentola con l’acqua bollente. La violenza è stata fermata dall’intervento del figlio.

 

Castellammare, questione case popolari. FdI: “No ai ghetti”

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Castellammare, questione casa popolari. FdI: “No ai ghetti”

Castellammare di Stabia, forte fermento nella città delle acque in vista delle elezioni amministrative. Nuovi personaggi tentano di mettersi in gioco e altri invece, sempre presenti sul territorio, continuano la loro battaglia per restituire la città ai cittadini.

Tra questi emerge Ernesto Sica, coordinatore cittadino di Fratelli di Italia, il quale si esprime riguardo la questione delle case popolari: “Gli stabiesi indigenti hanno bisogno di case popolari. Noi siamo in parte d’accordo con il progetto degli ex mulini Daunia, che il prossimo consiglio comunale si troverà a discutere ma a determinate condizioni, evidenziando in particolare l’esigenza di nuovi alloggi popolari da assegnare agli indigenti aggiudicatari”.

E continua: “La realizzazione di appartamenti a ridosso del Corso de Gasperi aiuterà a ripopolare una ex zona industriale altrimenti destinata ad essere come il centro direzionale di Napoli, vivace di giorno e spento di notte. Per quanto concerne housing sociale sarebbe opportuno non creare dei ghetti, nel senso di non concentrare le abitazioni ad housing in alcuni edifici, ma fare in modo che ci sia un mix tra appartamenti ordinari e quelli in Housing”.

Insomma le possibilità di miglioramento ci sono, bisogna solo provare a metterle in pratica. Staremo a vedere.

Napoli, Piazza Vanvitelli nel degrado: Capodanno denuncia

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Vomero, piazza Vanvitelli: degrado e abbandono. Lampioni coperti da escrementi ed erbacce, e sacchi pieni di rifiuti

“ Con l’arrivo della primavera risulta ancora di maggiore evidenza lo stato di abbandono nel quale versa una delle più belle piazze di Napoli, piazza Vanvitelli – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Una piazza che, per la sua bellezza architettonica, ha rappresentato, sin dalla nascita, il cuore pulsante del quartiere collinare e che, benché al centro della piazza della palma secolare, morta alcuni anni addietro per l’attacco del punteruolo rosso, sostituita poi con un’altra essenza arborea, mantiene in gran parte il fascino dello stile neorinascimentale della fine del 1800, quando la Banca Tiberina realizzò le principale strade e piazze del nuovo quartiere, tutte dedicate a importanti artisti che avevano lavorato anche a Napoli “.

“ Tra le altre cose si può constatare a vista lo stato di degrado nel quale versano i pali della pubblica illuminazione per l’evidente mancanza di idonea manutenzione –  prosegue Capodanno -. Pali a tre luci che sostituirono quelli precedenti in occasione dei lunghi lavori per la realizzazione della stazione del metrò collinare, che durarono per circa tredici anni, dal 1980 al 1993, sconvolgendo la storica piazza “.

“ In particolare i globi luminosi sono coperti da escrementi, principalmente di piccioni, che popolano in gran numero la piazza – puntualizza Capodanno -. Si osserva anche che uno dei pali, posto all’incrocio con via Bernini,  da lungo tempo è privo di uno dei tre bracci, senza che sia stato mai ripristinato. L’evidente carenza di manutenzione ha poi prodotto la crescita di erbacce  alla base di alcuni globi “.

” Come se non bastasse – aggiunge Capodanno -, all’altro incrocio con via Bernini, nei pressi di una delle uscite del metrò collinare, anche stamattina troneggiava una montagnola di sacchi neri, pieni di rifiuti solidi urbani, in uno a diversi bidoncini per la raccolta differenziata, un evento che si ripete da settimane sistematicamente, senza che vengano assunti i provvedimenti del caso, tesi a cancellare definitivamente questo sconcio “.

“ Un degrado ed un abbandono che avrebbero dovuto essere rimossi già da tempo – conclude Capodanno – e per eliminare i quali è auspicabile che, in tempi rapidi,  gli uffici competenti dell’amministrazione comunale partenopea si attivino con tutti gli interventi necessari e opportuni per restituire dignità e decoro a una delle più antiche e storiche piazze del capoluogo partenopeo “.

 

 

 

 

Napoli, picchia la moglie e si porta via i figli: arrestato

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Napoli, picchia la moglie e si porta via i figli: arrestato

Napoli. Un uomo di San Giovanni a Teduccio, è stato arrestato per aver consumato atti di violenza contro la moglie e per averle sottratto i figli minorenni. I carabinieri della stazione di Portici hanno tratto in arresto un 33enne  già noto alle forze dell’ordine.

La vicenda: insieme al fratello 27enne, la cui posizione è ancora al vaglio degli inquirenti, domenica sera l’uomo aveva aggredito la moglie 26enne, con la quale era in atto la separazione legale, procurandole contusioni e sottraendole effetti personali. Ma non solo, alla fine del litigio, l’uomo aveva portato con se il figlio piccolo di un anno. Nel pomeriggio di ieri l’uomo sarebbe ritornato in casa portandosi via anche gli altri tre figli, rispettivamente di 5 e 9 anni.

Ala fine della vicenda, i bambini sono stati trovati a casa dei genitori e su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono stati affidati alla madre.

In casa dell’uomo sono state effettuate anche delle perquisizioni che hanno portato al ritrovamento di un coltello di genere proibito, che gli è stato subito, sequestrato.

Capri, striscioni di protesta a Marina Grande: “”Ridate il Capilupi ai capresi!”

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Capri, striscioni di protesta a Marina Grande: “”Ridate il Capilupi ai capresi!”

Capri. I cittadini capresi sono in protesta, a quanto pare silenziosa, non quanto le parole scritte sugli striscioni che vi vedono affissi sui balconi dei palazzi di fronte al porto di Marina Grande. Una protesta nata a causa delle condizioni in cui verte l’ospedale di Capri e in generale, tutta la sanità sull’isola.

Sugli striscioni si legge: “Senza ospedale siamo città senza identità”, “Capri: sole cielo e mare ma ci manca l’ospedale”, “Nascere a Capri? Non si può più”, “Ridate il Capilupi ai capresi!!!”. Questa protesta segue quella che è avvenuta poche settimane fa all’esterno dell’ospedale  Capilupi.

I cittadini hanno messo su una protesta importante che mira a sensibilizzare le istituzioni sulle problematiche che ci sono sull’isola inerenti alla condizione del nosocomio, molto ridotto nel corso degli anni, con le sale operatorie e il punto nascite, inattive da molto, e riguardo il livello della struttura sanitaria e delle condizioni generali, sanitarie, dell’isola.

Real Forio,Trofa:”A Volla partita da non sottovalutare,i play out? In casa….

Davide Trofa,centrocampista del Real Forio è intervenuto sul momento che sta attraversando la squadra biancoverde,affrontando anche il prossimo impegno contro il Virtus Volla

A cura di Simone Vicidomini

Settimana di riposo per i campionato di Eccellenza e Promozione,in virtù delle festività Pasquali. I rispettivi campionati riprenderanno il 7-8 aprile. Il Real Forio ha ottenuto sette punti nelle ultime tre gare disputate,e sicuramente è la miglior striscia di risultati utili in campionato,dalla compagine biancoverde. La squadra guidata da mister Franco Impagliazzo,si è sbarazzata del giovane Pimonte di Durazzo,con un netto 4-0. Tre punti in casa forio,che hanno sicuramente portato ad accrescere l’autostima giusta all’interno della squadra. I foriani,potrebbero addirittura ora conquistare una salvezza diretta,dopo aver agguantato il quart’ultimo posto in classifica,superando proprio il Barano. In casa Real Forio,ha parlato Davide Trofa,uno dei leader della squadra,partendo proprio dalla vittoria contro il Pimonte. Il centrocampista ha dichiarato: “Loro erano venuti a Forio con una squadra piena di giovanissimi, con meno assilli, spensierati, mentre per noi era fondamentale ottenere un risultato positivo; sarebbe stato un peccato non sfruttare quest’occasione. Il peso della partita si è fatto sentire all’inizio, nei primi 20′, poi dopo aver sbloccato il risultato è andato tutto in discesa e la gara è stata abbastanza tranquilla”

Alla vigilia della gara,col Pimonte aveva ragione qualcuno a dire che forse queste sono le gare più ostiche da affrontare,e può giocare brutti scherzi. Per il Real Forio fortunatamente non è andata così…

“La differenza di tasso tecnico tra le due squadre era parsa evidente sin dalla lettura delle formazioni, ma il calcio è uno sport incredibile anche perché capita spesso che accadano situazioni imprevedibili, con i pronostici della vigilia che vanno allegramente a farsi benedire. Merito del Real Forio è stato anche quello di fallire una partita da non fallire contro una squadra già praticamente in Promozione, evitando di cadere in trappole che hanno invece visto crollare altre squadre. “Loro – dice ancora Davide Trofa – sono venuti a Forio spensierati, senza grandi obiettivi, mentre noi avevamo l’assillo di fare punti. Magari passa un po’ di tempo e le cose non ti girano bene e l’episodio ti si può ritorcere contro. Magari non sei nemmeno concentrato al massimo, perché inconsciamente ti aspetti, avendo davanti una squadra di ragazzini, che ti possa permettere di essere rilassato. Fortunatamente questo non è successo e siamo riusciti ad ottenere questi tre punti fondamentali, che servono ad aiutarci a disputare questo finale di campionato in maniera un po’ meno stressata. Ovviamente non possiamo permetterci di rilassarci, perché dobbiamo giocare queste altre tre partite cercando di racimolare più punti possibili per far sì che possiamo affrontare questi playout con una classifica migliore, magari anche con due risultati a favore”.

Prossimo impegno dei biancoverdi, la trasferta sul campo della Virtus Volla, dove i biancazzurri hanno raccolto sette punti nelle ultime cinque gare. La salvezza è ormai un obiettivo archiviato, per la prossima avversaria del Real Forio, ma nonostante questo dato è impossibile pensare di non onorare fino in fondo l’incontro. Con l’obiettivo dichiato da parte della squadra di Franco Impagliazzo del playout da disputarsi in casa, ai foriani corre l’obbligo di andare a giocare per ottenere il risultato pieno: “Sicuramente sarà una gara difficile perché il Volla si è dimostrato una squadra ostica, che ha raggiunto una salvezza tranquilla, anche dopo essere partita male. Avranno dalla loro la tranquillità di non dover chiedere nulla a quella partita, giocando anche con molta più libertà mentale. Cercando solo di far bella figura, magari gli verranno anche le cose in maniera migliore. Noi speriamo che questo non accada perché abbiamo davvero molto bisogno di questi tre punti e dovremo cercare di fare una battaglia. Hanno dimostrato di essere una buona squadra e in più noi giochiamo in trasferta. Purtroppo la classifica ci chiede di fare risultato e quindi sarà una partita difficile, da prendere con le molle”.

Tra le altre buone notizie in casa Real Forio c’è il ritorno tra i disponibili di Antonio Di Dato. Il difensore,ha ricevuto il via libera da parte dello staff medico dopo gli ultimi esami strumentali, che hanno evidenziato come lo strappo accusato nelle settimane scorse si sia del tutto rimarginato. Di Dato da martedì dovrebbe tornare a correre con la squadra, magari per essere a disposizione di tecnico e compagni già a partire dal prossimo impegno di campionato. Un messaggio per il suo compagno di squadra?  “La classifica è quella che è, per cui ci sarà bisogno dell’aiuto di tutti. Ben venga l’aiuto di Antonio, che con il giusto atteggiamento e il giusto spirito potrà certamente tornarci utile per portare a casa la salvezza”.

 

 

 

Nocera Inferiore, ristoranti e parrucchieri camuffati da enti no-profit

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Nocera Inferiore, ristoranti e parrucchieri camuffati da enti no-profit. Tre false associazioni scoperte ad Angri

La Guardia di Finanza di Nocera Inferiore ha eseguito alcuni controlli nei confronti di attività commerciali ed enti non commerciali con scopi socio-culturali no-profit aventi sede nel comune di Angri. Gli interventi di polizia economico-finanziaria posti in essere hanno riguardato alcuni enti cd. “no profit” che utilizzavano forme giuridiche associative per mascherare attività che, invece, sono risultate vere e proprie attività commerciali, abilmente dissimulate al fine di beneficiare in maniera indebita di un regime tributario di favore previsto dall’ordinamento fiscale rispetto a quello ordinario previsto per le similari realtà commerciali.

Tra i 3 circoli individuati, 2 svolgevano l’attività di ristorazione mentre l’altro era un salone di acconciatura per il pubblico maschile. Nei loro confronti sono in corso attività mirate ad accertare il possesso delle previste autorizzazioni, tra le quali, non ultime, quelle sanitarie per le attività di ristorazione, che potrebbero comportare conseguenti segnalazioni agli uffici competenti per disporne la chiusura. Durante le attività ispettive, all’interno dei due ristoranti, è stata inoltre accertata la presenza di n. 7 lavoratori completamente “in nero”.

Per tutti i falsi enti “no profit” sono scattati anche i controlli fiscali per sottoporre alla prevista tassazione i redditi ed i volumi d’affari derivanti dalle attività commerciali in effetti esercitate verso il pubblico degli utenti e non solo verso i rispettivi associati; in tal modo sono state ristabilite le corrette regole di competitività commerciale con i similari esercizi commerciali della zona, finora penalizzati dalla concorrenza sleale posta in essere dai falsi circoli che avrebbero dovuto operare “a numero chiuso”. Sono in corso ulteriori controlli di polizia economico-finanziaria sul territorio allo scopo di smascherare altri “furbetti” e sanzionarne nelle varie sedi la condotta illecita perpetrata.

 

Salerno, la GdF mette a segno 5 arresti per truffa ad imprenditori

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5 arresti nei confronti di una banda specializzata in truffe agli imprenditori

La Guardia di Finanza di Salerno, dalle prime ore della giornata, sta eseguendo 5 ordinanze di misure cautelari personali nei confronti di altrettanti soggetti emersi dalle indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Salerno, condotte nei confronti di un’organizzazione criminale con proiezioni sul territorio nazionale, specializzata nel commettere truffe seriali ai danni di imprenditori.

Torre Annunziata, continuano i furti di pneumatici: ennesimo colpo in via dei Mille

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Torre Annunziata, continuano i furti di pneumatici: ennesimo colpo in via dei Mille

Torre Annunziata, continuano in furti di pneumatici in città. Ennesimo colpo, a questa volta a via dei Mille, dove non c’è pace per gli automobilisti in sosta.

Ad essere stata colpita una  Fiat 500L, parcheggiata sull’area di sosta libera; il proprietario  ha ritrovato il suo veicolo “sollevato” da terra e senza le ruote. Questa volta i ladri, per “sostenere” la vettura, hanno perfino utilizzato delle batterie esauste sulle quali hanno poi poggiato delle pietre, ed uno pneumatico con relativo cerchione. Oltre il danno, anche la beffa, dal momento che i malviventi hanno agito a pochi passi dal comando dei carabinieri cittadino.

L’automobilista ha sporto denuncia e le telecamere di sorveglianza cittadina, poste nell’area, potrebbero essere di aiuto alle indagini, anche se i ladri, anche questa volta, hanno agito durante la notte, quindi il tutto sarà da valutare. Secondo i carabinieri, i ladri sarebbero dei veri e propri esperti che agiscono velocemente e soprattutto scelgono macchine sempre nuove.

Gli agenti, come accennato prima, si serviranno delle telecamere di sorveglianza cittadina, anche se alcune a quanto pare, non sono funzionanti, ma restano sempre da visionare quelle dei negozi presenti nelle zone interessate dai furti.

Castellammare, parte un nuovo percorso per il Forum dei Giovani

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Castellammare, parte un nuovo percorso per il Forum dei Giovani

Castellammare di Stabia, in un momento delicato, come quello che sta vivendo la città in questo momento, è giusto che anche i giovani abbiano voce in capitolo e diano il loro contributo. E su questa scia che il Forum dei Giovani di Castellammare, ha deciso di iniziare un nuovo percorso. Da come si legge dal loro comunicato:

“A partir dal 14 Marzo è stato istituzionalizzato un nuovo inizio di percorso per tutti noi, un inizio di certo non facile ma espressione di una forte disponibilità e volontà. Il Forum dei Giovani di Castellammare di Stabia ora ha un nuovo Consiglio, composto tutto da ragazze e ragazzi che, nonostante la giovane età, hanno creduto nel ruolo di rappresentanza e di ricezione delle istanze dei più giovani cittadini della nostra città. La nostra città purtroppo, così come in tante altre realtà, non è stata negli ultimi tempi un buon interlocutore con i giovani cittadini ed è in tal contesto di sfiducia e disinteresse creato che, grazie alla lungimiranza e all’intuizione di ragazzi che hanno a cuore il proprio territorio, si è inserito, e ancor di più dovrà inserirsi, il Forum dei Giovani.

Il precedente Consiglio del Forum dei Giovani ha dovuto ricoprire un ruolo non facile, volto alla riorganizzazione di un ente, i cui compiti in precedenza non erano chiaramente inquadrabili. Si è cercato, con buoni risultati, di riavvicinare tanti ragazzi e ragazze alla politica cittadina, rendendoli attivi progettisti delle attività di politica giovanile. Però, non si può negare che, seppur con un ottimo lavoro svolto, ancora oggi il Forum dei Giovani ha delle difficoltà ad interloquire con tutti: ci è posta davanti una sfida sempre più difficile che però abbiamo la volontà, oltre che il dovere, di portare avanti.

Il Forum dei Giovani dovrà essere, sempre di più nel tempo, uno strumento capace di coinvolgere, nel dialogo costruttivo di proposte, tutti i giovani della nostra città. Da qualche anno a questa parte, fortunatamente, si è iniziata a sentire l’esigenza di consentire ai giovani stabiesi di contribuire allo sviluppo cittadino ed è in tal senso che le Amministrazioni Comunali, in risposta alle rivendicazioni di gruppi di giovani attivi, hanno dato al Forum dei Giovani i primi strumenti per poter assumere un ruolo di programmazione delle politiche giovanili. Il senso di responsabilità che scaturisce dal ruolo di rappresentanza che ricopriamo ci impone però di riconoscere di non aver ancor del tutto raggiunto l’obiettivo di aver avvicinato tutti i giovani alle istituzioni e alla cittadinanza attiva.

Reputiamo che a tal fine sia necessario il supporto ed il lavoro di tutti, in primis di coloro che in una veste o in un’altra hanno consentito l’avviamento di questo progetto: riteniamo indispensabile avviare una lunga e duratura fase di condivisione delle progettualità con le ragazze e i ragazzi che si stanno avvicinando al Forum dei Giovani, con la consistente realtà associativa stabiese, con cui abbiamo iniziato una fase di condivisione e con cui ci auguriamo di continuare a lavorare, con le organizzazioni di rappresentanza giovanile, ben vengano anche quelle politicamente o partiticamente esposte, iniziando un dibattito trasversale che attiri l’attenzione di tutta la popolazione giovanile, prescindendo dalla appartenenza all’una o all’altra posizione.

A tali propositi, a seguito di una serie di confronti organizzativi, è emersa la volontà del Consiglio tutto del Forum dei Giovani di far precedere la prima seduta ufficiale da un tavolo pubblico di progettazione in cui saremo lieti di condividere con tutti gli attori in campo la linea programmatica che ci metterà al lavoro nei prossimi due anni: ce l’hanno chiesto in tanti e non possiamo non sentirne in prima persona anche noi l’esigenza. Vogliamo rivolgere il nostro invito a tutti coloro che abbiano la volontà di proporre iniziative e a tutti gli enti di rappresentanza giovanile attivi sul territorio. Ai giovani tutti, agli studenti, alle associazioni, ai padri fondatori del Forum dei Giovani chiediamo di sostenerci nelle tante attività da portare avanti.

Il primo appuntamento sarà Giovedì 12 Aprile, alle ore 18:30, presso la casa dai giovani, il Palazzetto degli Sport del Mare: esporremo le nostre idee a coloro che decideranno di dare un contributo ma, soprattutto, daremo ascolto alle proposte e alle istanze che ci perverranno e, ove necessario e richiesto, daremo opportuni chiarimenti in merito alla fase che ci ha portati ad essere unici candidati per il rinnovo delle cariche del Forum dei Giovani”.

 Parte un nuovo inizio per i giovani stabiesi, il vero motore di cambiamento della città.

Napoli, cacciavano uccelli acquatici: denunciati due bracconieri

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Napoli, cacciavano uccelli acquatici: denunciati due bracconieri

Napoli. Scoperti ad Acerra due bracconieri, i quali in un primo momento hanno cercato di persuadere gli agenti, che non fossero cacciatori, ma l’esito è stato negativo. Si tratta di due uomini di 53 anni di Cimitile e Camposano, i quali sono finiti nei controlli dei carabinieri forestali della stazione di Marigliano che, insieme alle guardie giurate venatorie e zoofile dell’Enpa stavano conducendo un servizio anti-bracconaggio nelle campagne di Acerra.

Questo tipo di operazione viene svolta assiduamente sul territorio per contrastare il fenomeno della caccia. Mentre erano intenti nell’operazione, gli agenti hanno sentito un richiamo per uccelli, utilizzato dai cacciatori per trarre in trappola le prede. Come riportato dal giornale “il Mattino”, gli uccellini si stavano avvicinando verso una vasca artificiale di circa 1000 metri quadrati, nei pressi della quale, in un terreno, li aspettavano i due cacciatori.

Gli agenti sono intervenuti prima che questo potesse accadere. hanno bloccato i due uomini e sequestrato il richiamo. La coppia di bracconieri è stata denunciata per violazioni alla normativa a tutela della fauna selvatica.

Napoli, sassi contro il bus in viale Traiano: tragedia sfiorata

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Napoli, sassi contro il bus in viale Traiano: tragedia sfiorata

Napoli, ancora episodio di sassaiole contro gli autobus. La vicenda è avvenuta intorno alle 18.15di ieri, sulla linea urbana 618 che collega Largo Giustiniano, a Fuorigrotta, con via Giordano Bruno, a Mergellina. Anche questa volta la tragedia è stata sfiorata, poichè i sassi per poco, non hanno colpito nessun passeggero e nemmeno l’autista del bus Anm.

Nel momento dell’assalto, il bus transitava in viale Traiano. Le pietre scagliate contro il mezzo sono state numerose e hanno rotto vetri e procurato altri danni, per fortuna non a persone. A mettere a segno la sassaiola, sempre giovanissimi, che sono fuggiti subito dopo. Sul posto è intervenuta anche la polizia che ha constatato e verbalizzato l’accaduto ma anche scortato l’autobus fino al deposito.

il numero di quest vicende ormai è cresciuto in maniere esponenziale, e nonostante le varie richieste avanzate dal Coordinamento Usb, queste sono rimaste inascoltate per ciò che riguarda la garanzia di sicurezza per lavoratori e passeggeri a bordo dei bus Anm. Lo stesso Sindacalista Usb, Adolfo Villani ha espresso la sua opinione al riguardo, affermando che questi episodi purtroppo, sono molto sottovalutati. Con ogni probabilità, prima o poi ci scapperà un ferito, se non proprio un morto.

Pompei, caso meningite: l’assessore rassicura i cittadini

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Pompei, caso meningite: l’assessore rassicura i cittadini

Pompei, dopo il caso di meningite dei giorni scorsi, che aveva colpito una 63enne pompeiana, che collaborava col figlio nella gestione di una palestra sportiva a via Fossa di Valle, la quale è stata ricoverata presso l’Ospedale di Nocera Inferiore per un’infezione batterica da meningococco, i cittadini di Pompei hanno iniziato a preoccuparsi. L’ospedale di Nocera Inferiore, dopo aver diagnosticato l’infezione, ha subito messo in atto la procedura di profilassi prevista dal protocollo per tutte le persone che erano entrate in contatto con lei.

La vicenda,che ha destato non poche preoccupazioni, sembrerebbe aver avuto uno sviluppo, grazie al Comune e al nuovo assessore alla sanità, Annalisa Ramunno, i quali  hanno tranquillizzato le famiglie delle persone che frequentavano la palestra perché sono state prese tutte le precauzioni previste in casi del genere.

All’interno della nota inviata da Comune di Pompei, si legge che “l’Ufficio igiene e profilassi ha assicurato di aver adottato tutte le cautele previste nel caso. Vale a dire una corretta e puntuale profilassi.”

La palestra dove lavorava la donna è stata disinfestata e sono stati contattati tutti i soggetti che la frequentavano e quanti altri sono venuti in contatto con la donna, in modo tale da fornire a tutti la profilassi antibiotica de seguire in questi casi.

Napoli, scippatore riconosciuto da una vittima: scatta l’arresto

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Napoli, scippatore riconosciuto da una vittima: scatta l’arresto

Napoli, zona Chiaia. Lo scippatore in questione aveva preso di mira la zona dei baretti a San Pasquale, dove era riuscito a scippare, secondo quanto riferito dai commercianti, 5 persone al giorno. La notizia riportata dal giornale “il Mattino”, conferma che ieri lo scippatore è stato riconosciuto da una delle vittime, che lo ha segnalato alle autorità competenti e lo ha fatto arrestare.

La vicenda: erano poco dopo le 4 del pomeriggio, quando la vittima ha riconosciuto l’uomo che precedentemente le aveva rubato il cellulare. Il ragazzo è stato riconosciuto in quanto, nel corso delle indagini, le autorità si sono servite di video della sorveglianza, che hanno visionato insieme alle vittime.  A quel punto la vittima l’ha seguito e ha visto che il ladro stava tornando in azione, questa volta ai danni di una signora. Il ladro è stato immobilizzato dalla vittima e da suo fratello.

Subito dopo sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno sentito la testimonianza della vittima e del ladro. Secondo quanto appreso, il ladro in questione è un ragazzo, poco più che trentenne e padre di famiglia. Il ragazzo ha confessato di aver venduto il cellulare della vittima, alla Maddalena, per poco più di 100 euro.

Napoli, Pignasecca: cittadini ed istituzioni manifestano contro la camorra

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Napoli, Pignasecca: cittadini ed istituzioni manifestano contro la camorra

Napoli, dopo i recenti avvenimenti avvenuti alla Pignasecca, i cittadini e le istituzioni, hanno deciso di scendere in strada e manifestare contro la camorra. La seconda municipalità, presieduta da Francesco Chirico, questo pomeriggio ha deciso di scendere in piazza, e manifestare apertamente contro la violenza e la camorra, davanti ai palazzi che sono stati visibilmente segnati dalle sparatorie.

Francesco Chirico, presidente della II municipalità, ha spiegato che la Pignasecca è da sempre un quartiere vivo e che le stese purtroppo hanno lasciato una ferita profonda. Sono scesi tutti in piazza ieri, per dare un messaggio chiaro alla camorra, ovvero che il quartiere non arretrerà di un passo rispetto alla decisione prese in passato nei confronti della camorra,e che non si piegheranno ad essa. La Pignasecca, infatti è una zona  derackettizzata nel 2011, ciò significa che i commercianti non pagano il pizzo, di conseguenza l’unica cosa che si chiede è che questi possano lavorare in tranquillità, e che ci sia sicurezza per tutti, lavoratori e residenti del posto.

Inoltre accanto alle  istituzioni del posto, anche il presidente della III Municipalità, Ivo Poggiani, rappresentanti di Federconsumatori, del ConsorzioToledo-Spaccanapoli, commercianti di piazza Garibaldi, dell’Arciconfraternita dei Pellegrini e familiari di vittime innocenti di camorra tra cui Susy Cimminiello a cui la camorra ha ucciso nel 2010 il fratello Gianluca. In rappresentanza del Sindaco de Magistris, l’assessore alle politiche giovanili Alessandra Clemente.

Napoli, appartamento in fiamme: 3 ustionati e decine di intossicati

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Napoli, appartamento in fiamme: 3 ustionati e decine di intossicati

Napoli, è scoppiato un incendio in un appartamento di via Eduardo Nicolardi, nel quartiere Colli Aminei. L’incendio è divampato questa notte, intorno alle 2:30, e ha provocato 3 ustionati e decine di intossicati, che sono stati trasportati all’ospedale Cardarelli per le cure mediche. Il rogo ha divampato all’interno di un appartamento al quarto piano di una delle palazzine in un parco privato.

La vittima maggiormente colpita è un’anziana, che ha riportato ustioni sul 40% del corpo, compreso il viso. Purtroppo a nulla sono serviti i tentativi del nipote di spegnere le fiamme che l’avvolgevano. Anche il ragazzo a sua volta, per aiutare la nonna, ha riportato ustione sulle braccia e soprattutto sulle mani. Infine, anche un’altra donna ha riportato ustioni ma lievi e si tratta della badante dell’anziana signora che non è imparentata con le prime due vittime ma si trovava nella loro abitazione.

Vigili del Fuoco, Carabinieri e il 118 sono giunti sul posto. I sanitari hanno dovuto effettuare alcune ossigenoterapie ai condomini intossicati dal fumo. Su come sia scoppiato l’incendio,non si hanno notizie certe, per ora si ipotizza come causa, l’esplosione di una stufetta, ma non si è ancora sicuri. I carabinieri stanno indagando sulla vicenda.

Tiangong-1 rientra sulla Terra: dovrebbe disintergrarsi ma ….

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Il rientro della stazione spaziale cinese Tiangong-1, che si “dovrebbe” disintegrare all’ingresso nell’atmosfera, potrebbe farci un regalo pasquale per niente gradito.

Come confermato dal CNR, pezzi della stazione spaziale cinese Tiangong-1, in rientro verso la Terra, potrebbero cadere sull’Italia a Pasqua, e non è un pesce d’aprile, come si potrebbe pensare data la concomitanza della Pasqua con il primo Aprile.

La zona a rischio va dall’Emilia Romagna al sud del Paese e la fascia oraria è quella delle 10,25 (ora di Greenwich).

Le probabilità che ciò avvenga sono in realtà molto scarse, appena lo 0,2%, ma al dipartimento nazionale della Protezione civile è stato già attivato un tavolo tecnico con Asi, ministero della Difesa e tutte le strutture deputate alla gestione ed è già in condizione di immediata riunione operativa.

Inoltre, come ha spiegato il capo dipartimento, Angelo Borrelli, si sta attivando un sistema di allertamento il più rapido possibile attraverso segnalazioni mirate agli organi di informazione. Per l’Italia questa sarebbe una procedura decisamente nuova.

Intanto, l’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione ‘A. Faedo’ del Cnr (Isti-Cnr), interpellato in relazione all’impatto della stazione spaziale Tiangong-1, fornisce le seguenti risposte alle domande più frequenti sul tema, tra cui:

  1. dove può avvenire il rientro,
  2. quanto è grande il rischio,
  3. come si distribuiscono i frammenti,
  4. com’è fatta e quanto è grande la stazione spaziale cinese.
Come è fatta e quanto è grande?

Tiangong-1 consiste approssimativamente di due moduli cilindrici montati uno sull’altro: quello di servizio, con un diametro di 2,5 m, e quello abitabile, con un diametro di 3,4 m. La lunghezza complessiva è di 10,5 m. Su lati opposti del modulo di servizio sono anche attaccati, perpendicolarmente all’asse di simmetria dei cilindri, due pannelli solari rettangolari, larghi 3 m e lunghi 7 m.

Che massa ha?

Quando è stata lanciata, Tiangong-1 aveva una massa di 8506 kg, di cui circa una tonnellata di propellente per le manovre. Nel corso della missione la massa è però diminuita, principalmente per due motivi:

1) una parte significativa del propellente è stata consumata per le manovre orbitali e per contrastare la progressiva sottrazione di energia meccanica da parte dell’atmosfera residua;

2) i due equipaggi, durante le loro permanenze sulla stazione, hanno consumato buona parte delle scorte di cibo, acqua e ossigeno stivate a bordo.

Cercando di calcolare questi consumi, abbiamo stimato che la massa attuale di Tiangong-1 dovrebbe aggirarsi sui 7500-7550 kg. Non sarebbe quindi molto diversa da quella della nave cargo russa Progress-M 27M, di cui abbiamo seguito il rientro incontrollato nel 2015.

Si tratta di un evento eccezionale?

Assolutamente no. Di rientri senza controllo di stadi o satelliti con una massa superiore alle 5 tonnellate ne avvengono, in media, 1 o 2 all’anno, quindi sono relativamente frequenti. Per esempio, il 27 gennaio scorso, uno stadio russo-ucraino di circa 8500 kg, quindi con una massa superiore a quella di Tiangong-1, è rientrato sul Perù e dei componenti sono precipitati nell’estremità meridionale del paese, nella regione del lago Titicaca. Il 10 marzo, uno stadio del lanciatore cinese Lunga Marcia 3B è invece rientrato sul Paraguay e un serbatoio è stato recuperato nei pressi della città di Canindeyú, vicino al confine con il Brasile.

Quanto è grande il rischio rappresentato da un rientro incontrollato?

La soglia di attenzione comunemente adottata a livello internazionale corrisponde a un rischio estremamente ridotto per un singolo individuo che risiede in un’area sorvolata dal satellite: la probabilità corrispondente di essere colpiti da un frammento è infatti un numero piccolissimo, dell’ordine di uno su centomila miliardi (cioè 1:100.000.000.000.000). Confrontata con i rischi cui andiamo incontro nella vita di tutti i giorni, si tratta di una soglia bassissima. Tanto per fare un paio di esempi, la probabilità di essere colpiti da un fulmine è 130.000 volte maggiore, mentre quella di rimanere vittima di un incidente domestico, nei paesi sviluppati, è addirittura più grande di 3 milioni di volte. E’ per questo che, in oltre 60 anni di attività spaziali, e nonostante siano rientrati in media 1-2 stadi o satelliti alla settimana, nessuno è mai rimasto ferito, finora, per il rientro incontrollato di un oggetto artificiale dall’orbita terrestre.

È possibile quantificare il rischio rappresentato dal rientro di Tiangong-1?

Al momento non siamo al corrente di stime quantitative ufficiali di fonte cinese. Per analogia con casi precedenti, possiamo però affermare con ragionevole sicurezza che la soglia di attenzione comunemente adottata a livello internazionale sarà superata, anche se il rischio individuale resterà comunque bassissimo. Ci vorrebbero, infatti, da 500 a 1000 rientri come questo perché ci sia un’elevata probabilità che un frammento colpisca qualcuno in giro per il mondo. E la probabilità di una collisione con un aereo in volo è almeno 200 volte più piccola di quella che sia colpita una persona all’aperto.

Cosa si intende per rientro nell’atmosfera?

Non esiste un confine netto e preciso tra l’atmosfera e lo spazio: la prima svanisce progressivamente, con continuità, nel secondo. Ecco perché i satelliti in orbita bassa ne subiscono gli effetti e anche la Stazione Spaziale Internazionale, che vola a 400 km di altezza, deve periodicamente accendere i motori per contrastare la perdita di quota provocata dall’atmosfera residua. Esiste comunque un’interfaccia convenzionale, fissata alla quota di 120 km, al di sopra della quale un’orbita circolare è ancora marginalmente possibile, anche se di brevissima durata, mentre al di sotto no. In generale si parla quindi di rientro nell’atmosfera quando un veicolo spaziale scende alla quota di 120 km. Ma siccome in gran parte dei casi la struttura principale di un satellite rimane integra fino alla quota di 80 km, spesso, quando si parla di previsioni di rientro, ci si riferisce appunto al raggiungimento della quota di 80 km.

Che cosa succede durante il rientro?

In un caso come quello di Tiangong-1, si parla di rientro nell’atmosfera quando l’oggetto scende a 120 km di quota. Da quel punto in avanti l’attrito dell’aria diventa sempre più significativo, e le strutture esposte di grande area e massa contenuta, come i pannelli solari e le antenne sporgenti, possono staccarsi tra i 110 e i 90 km di altezza. Il corpo del satellite, dove è concentrata gran parte della massa, rimane però generalmente intatto fino a 80 km di quota. Solo in seguito, a causa dell’azione combinata delle forze aerodinamiche e del riscaldamento prodotti dall’attrito dell’aria, la struttura principale si disintegra e i singoli componenti si trovano a loro volta esposti alle condizioni proibitive dell’ambiente circostante. Il destino dei vari pezzi dipende dalla composizione, dalla forma, dalla struttura, dal rapporto area su massa, e dal momento in cui vengono rilasciati durante la discesa. Gran parte della massa si vaporizza ad alta quota, ma se il satellite è sufficientemente massiccio e contiene componenti particolari, come serbatoi di acciaio o titanio e masse metalliche in leghe speciali, la caduta al suolo di frammenti solidi a elevata velocità, fino a qualche centinaio di km/h, è possibile.

Come si distribuiscono i frammenti?

I frammenti in grado di sopravvivere alle proibitive condizioni del rientro precipitano su un’area di forma approssimativamente rettangolare, lunga dagli 800 ai 2000 km, nella direzione del moto, e larga circa 70 km, perpendicolarmente alla direzione del moto. Su Tiangong-1 sono tuttavia ancora presenti circa 3 quintali e mezzo di propellente usato per le manovre. Nel caso (improbabile) che si verifichino delle esplosioni ad alta quota durante il rientro, alcuni frammenti potrebbero quindi essere proiettati lateralmente anche a un centinaio di km di distanza dalla traiettoria originaria. E’ inoltre importante sottolineare alcuni punti: 1) poiché i frammenti macroscopici sarebbero al massimo poche decine, e con proprietà assai diverse, colpirebbero il suolo molto sparpagliati, a distanze di decine o centinaia di km gli uni dagli altri; 2) quelli più “pesanti” tenderebbero, in genere, ad allontanarsi di più dal punto di rientro a 80 km di quota, ma colpirebbero il suolo prima degli altri, nel giro di 6-7 minuti, e a una velocità confrontabile con quella di un’auto di Formula 1 in rettilineo; 3) i frammenti più “leggeri” cadrebbero invece più vicini, ma ci metterebbero una ventina di minuti e colpirebbero il suolo a una cinquantina di km/h.

Qual è la natura del rischio?

Per Tiangong-1 i rischi potenziali sono di due tipi: meccanico e chimico. Il rischio meccanico è quello derivante dall’urto di frammenti massicci a elevata velocità con veicoli in movimento, strutture vulnerabili e persone all’aperto. Quello chimico dipende dal fatto che, sulla base delle nostre stime, dovrebbero trovarsi ancora a bordo, non sappiamo se allo stato liquido o solido, circa 230 kg di tetrossido di azoto e 120 kg di monometilidrazina, sostanze molto tossiche (soprattutto la seconda). E’ difficile che ne arrivi a terra anche una piccola frazione, ma una contaminazione residua di alcuni frammenti non può essere completamente esclusa a priori, per cui, nel caso qualcuno si imbattesse in uno di essi, sarebbe prudente non avvicinarsi, evitare qualsiasi contatto, tenere lontani i curiosi e limitarsi ad avvertire le autorità.

Dove può avvenire il rientro?

In linea di principio, il rientro potrebbe avvenire in qualunque località del pianeta compresa tra i 43 gradi di latitudine sud e i 43 gradi di latitudine nord. Tuttavia, tenendo conto che i frammenti, a causa di un’eventuale esplosione ad alta quota, potrebbero allontanarsi anche di un centinaio di km rispetto alla traiettoria originaria, le zone potenzialmente a rischio per la caduta di detriti devono essere estese di un grado di latitudine, quindi l’area da tenere sotto osservazione è in realtà quella compresa tra i 44 gradi di latitudine sud e i 44 gradi di latitudine nord. L’Italia è quindi divisa in due, con le località a nord del 44° parallelo escluse a priori da qualunque conseguenza, e quelle a sud potenzialmente a rischio. Tenendo conto della distribuzione degli oceani e delle terre emerse, e dell’inclinazione dell’orbita rispetto all’equatore, se i detriti di distribuissero su un arco di 800 km, la probabilità a priori che cadano tutti in mare è del 62%. Ma se i detriti si disperdessero su un arco di 2000 km, la probabilità che nessuno di essi precipiti sulla terraferma scenderebbe al di sotto del 50%. Quanto infine alla probabilità a priori che il rientro avvenga nella fascia di latitudine compresa tra i 35 e i 43 gradi nord, essa si aggira intorno al 18%.

Perché non è possibile prevedere il rientro con largo anticipo?

Gran parte dei satelliti che rientrano nell’atmosfera lo fanno da orbite basse quasi circolari, si muovono cioè quasi tangenzialmente rispetto agli strati atmosferici di densità crescente. Piccole variazioni di questo angolo, già vicino allo zero, possono produrre delle traiettorie ben diverse, un po’ come succede quando tiriamo un sasso nell’acqua di uno stagno. Se l’angolo di incidenza è poco più che radente, il sasso si inabissa nel punto di contatto con l’acqua, ma se il sasso colpisce la superficie di striscio, può rimbalzare una o più volte e non è facile prevedere a priori dove potrà alla fine immergersi. A parte questo effetto, che dipende dalla particolare geometria della traiettoria, esistono diverse altre sorgenti di incertezza, quali:

1) l’orbita di partenza, determinata da radar e telescopi basati a terra, è affetta da un certo errore;

2) l’orientazione nello spazio dell’oggetto non è costante, ma può evolvere in maniera complicata e spesso imprevedibile;

3) anche i migliori modelli di atmosfera sono affetti da errori, che variano in funzione del tempo e delle condizioni ambientali;

4) le previsioni dell’attività solare e geomagnetica, che influiscono sulla densità atmosferica, sono affette da incertezze, un po’ come succede per le previsioni meteorologiche.

Tenendo conto di tutte queste variabili, non è possibile e non ha senso calcolare “dove” e “quando” il satellite precipiterà sulla terra, anche perché tutto è ulteriormente complicato dalla grande velocità con cui questi oggetti si spostano. Facciamo un esempio. Se un giorno diventasse possibile prevedere, anche sei ore prima, un terremoto con l’incertezza di un’ora e mezza, la cosa verrebbe considerata, e giustamente, un risultato straordinario. Ma se, cosa già possibile, facessimo lo stesso per il rientro incontrollato di un satellite, un’ora e mezza di incertezza corrisponderebbe a più di 40.000 km lungo la traiettoria, cioè a più di un giro del mondo!

Che cosa è possibile prevedere?

Il calcolo di affidabili finestre temporali di incertezza, che si restringono progressivamente, mano a mano che ci si avvicina al rientro, permette di affrontare il problema in maniera completamente diversa. Non bisogna infatti trovare dove e quando l’oggetto rientrerà, cosa fisicamente impossibile in questi casi, bensì dove non cadrà. Nelle ultime 36 ore si può infatti cominciare a escludere progressivamente delle aree del pianeta sempre più vaste, via via che ci si avvicina al rientro, sperando di eliminare alla fine più del 97% delle aree inizialmente considerate a rischio. In questo modo, per esempio, l’Italia può essere esclusa quasi sempre almeno diverse ore prima che il rientro abbia luogo. Per le aree residuali che restano invece all’interno della finestra temporale di incertezza fino alla fine, non resta che assumere le misure precauzionali decise preventivamente, aspettare, e vedere, tenendo comunque conto che il rischio effettivo rimane piccolissimo.

Che cosa si intende per sorveglianza spaziale?

Si tratta del processo attraverso il quale si individuano e si identificano gli oggetti artificiali che si trovano nello spazio intorno alla terra, determinandone lo stato dinamico (cioè l’orbita, e magari anche l’orientazione nello spazio e lo stato rotazionale).

Che strumentazione è richiesta?

Condizione necessaria è la disponibilità di potenti radar (soprattutto per le orbite basse, cioè quelle che interessano nel caso dei rientri nell’atmosfera), di telescopi sensibili nell’ottico e nell’infrarosso (soprattutto per le orbite più alte) e, eventualmente, di satelliti in grado di svolgere le osservazioni richieste. Per poter essere efficace, la rete dei sensori basati a terra, cioè i radar e i telescopi, deve avere la massima distribuzione geografica possibile, in longitudine e latitudine, il che comporta un numero di installazioni non piccolo su scala globale (circa una ventina nel caso degli Stati Uniti). A ciò bisogna aggiungere almeno un centro di controllo per l’elaborazione dei dati raccolti e per pianificare al meglio l’osservazione degli oggetti.

Chi è in grado di effettuarla?

Questo tipo di attività è stata finora gestita prevalentemente da organizzazioni militari. I sistemi di sorveglianza più sviluppati sono figli della Guerra Fredda e sono appannaggio degli Stati Uniti e della Russia. Oggi, comunque, anche l’Europa (Italia compresa) dispone di sensori e di capacità, seppur più limitate, in questo ambito.

Chi sta monitorando il rientro?

Il rientro di Tiangong-1 è monitorato da numerosi soggetti, pubblici e privati in tutto il mondo, Italia compresa, in primis il tavolo tecnico coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile. Il Laboratorio di Dinamica del Volo Spaziale dell’Istituto Isti del Consiglio nazionale delle ricerche (Isti-Cnr), a Pisa, attivo in questo settore dal 1979, da molti mesi ormai analizza l’evoluzione orbitale dell’oggetto ed elabora autonomamente previsioni di rientro distribuite a enti nazionali e internazionali.

NOTE sulla Tiangong-1.

Tiangong-1 è stata la prima stazione spaziale cinese, lanciata il 29 settembre 2011 su un’orbita approssimativamente circolare, a circa 350 km di altezza e inclinata di poco meno di 43 gradi rispetto all’equatore terrestre. Nel novembre dello stesso anno è stata raggiunta e agganciata dalla navicella Shenzhou-8 senza equipaggio, mentre i primi tre astronauti vi sono saliti a bordo, trasportati da Shenzhou-9, nel giugno 2012, trascorrendovi 9 giorni e mezzo. Il secondo e ultimo equipaggio di tre astronauti si è agganciato alla stazione, con Shenzhou-10, nel giugno 2013, trascorrendovi 11 giorni e mezzo.

Da allora Tiangong-1 ha continuato a essere utilizzata, disabitata, per condurre una serie di test tecnologici, con l’obiettivo di de-orbitarla, a fine missione, con un rientro guidato nella cosiddetta South Pacific Ocean Unpopulated Area (SPOUA), una specie di cimitero dei satelliti in una zona pressoché deserta dell’Oceano Pacifico meridionale. Purtroppo, però, il 16 marzo  2016, il centro di controllo a terra ha perso la capacità, pare in maniera irreversibile, di comunicare e impartire comandi al veicolo spaziale.

Nei due anni trascorsi da allora, Tiangong-1 ha perciò perduto progressivamente quota, perché il continuo impatto con le molecole di atmosfera residua presenti anche a quelle altezze le ha sottratto incessantemente energia. Ed è questo processo completamente naturale che farà alla fine precipitare la stazione spaziale sulla terra senza controllo, non potendo essere più programmata un’accensione dei motori per un rientro guidato.

vivicentro.it/ATTUALITA’

Siracusa-Reggina: 0-0 un punto ciascuno non fa male a nessuno

Serie C Girone C – 32ª giornata

Lunedì 26 Marzo ore 20:45

Stadio Nicola De Simone  2017/2018

Siracusa-Reggina (precedenti Storici)

Trentaduesima giornata di campionato al Nicola De Simone, i fari si accendono su Siracusa Vs Reggina. Tutto sembra essere pronto, il fischio di inizio sta per essere suonato.

Il Siracusa scende in campo con la maglia azzurra con la dea Aretusa, mentre la Reggina in amaranto.

20:46Primo Tempo

Nei primi minuti la palla corre alta,  i passaggi vengono fatti preferendo una quota alta.

Al 15′ Turati cadendo a terra ferma l’azione pericolosa della Reggina.

Al 21‘ calcio di punizione per la Reggina,  batte La Camera,  il tiro finisce tra le braccia di Super Tomei.

Nulla di incisivo in campo, nessuna azione riesce riesce a variare il risultano equilibrato.

Al 27‘ ci prova Mezzavilla, ma mala malapena finisce poco lontano dalla porta.

Al 29′ Cross di Palermo, ma l’azione di Catania viene anticipata.

Nei primi 30 minuti del primo tempo il Siracusa gioca spesso in difesa, difesa ma Tomei non viene mai chiamato in causa.  La Reggina appare molto aggressiva perché sul collo sente il fiato dei play out e quindi tenta di portare con ogni mezzo la vittoria a casa.

Al 43′ calcio di punizione per la Reggina per un un fallo di Turati, batte La Camera,  ma la palla trova l’abbraccio di Tomei.

Un minuto di recupero prima della fine del primo tempo.

Siracusa-Reggina: 0-0

21:48 Inizio secondo tempo:

Al 9‘ punizione laterale per la Reggina, batte Tulissi,  ma Tomei si allunga e afferra la sfera.

Al 15′ cartellino giallo per Spinelli per aver trattenuto l’avversario.

Al 17′ primo cambio per il Siracusa: esce Scardina ed entra Calil.

Al 24′ entra un ex Siracusa,  la Reggina mette in campo Provenzano al posto di Giuffrida.

Al 29′ doppio cambio per la Reggina: Tulissi lascia il posto a Sciamanna e Mezavilla a Marino.

Al 30‘ grande occasione per Parisi,  colpo di testa, ma la palla scivola fuori.

Al 31′ altro cambio per il Siracusa: Catania lascia il posto a Bernardo.

Al 38′ doppio cambio per il Siracusa: Palermo lascia il posto a Toscano e Parisi a De Silvestro.

Al 43′ calcio di punizione per il Siracusa, batte Mancino ma la palla finisce tra le braccia di Cucchietti.

Al 44′ cambio per la Reggina: Bianchimano viene sostituito da Sparacello.

3 minuti di recupero.

Finisce 0-0

 

FORMAZIONE:

SIRACUSA: Tomei, Palermo, Turati, Catania,  Scardina,  Daffara, Spinelli,  Parisi,  Liotti, Mancino,  Altobelli.

A Disposizione:D’Alessandro, Bernardo, Bruno, Mangiacasale, Giordano,  De Silvestro, Vicaroni, Marotta, Marotta, Mazzocchi,  Grillo, Toscano, Call.

Allenatore: Paolo Bianco

 

REGGINA: Cucchietti, Pasqualoni, Ferrani,  Laezza, Bianchimano,  Armeno, Giuffrida,  Tulissi,  La Camera, Mezzavilla, Hadziosmanovic.

A Disposizione: Licastro, Turrin, Gatti, Fortunato, Provenzano, Auriletto, Marino, Sparacello,  Bezziccheri, Sciamanna, Franchi, Condemi.

Allenatore: Agente Maurizi

Arbitra: G. Ayroldi

 

ESCLUSIVA – Juve Stabia. Filippi a “Il Pungiglione Stabiese”: Stagione esaltante che meriterebbe una diversa cornice di pubblico

E’ intervenuto a “Il Pungiglione Stabiese” Clemente Filippi, D.G. della Juve Stabia, che ha fatto un bilancio della stagione, senza dubbio, positiva delle Vespe

Durante il Pungiglione Stabiese, il programma sportivo sulla Juve Stabia, è intervenuto in diretta telefonica il D.G. delle Vespe Clemente Filippi, queste sono state le sue considerazioni:

Penso che la stagione della Juve Stabia sia complessiva buona in toto, sin dall’inizio del campionato. Se consideriamo il contesto colmo di difficoltà che ha accompagnato l’inizio di stagione, il cammino è positivo fin dall’inizio. L’unica prestazione effettivamente negativa è stata quella di Bisceglie, mentre negli altri match, a prescindere dal risultato, la Juve Stabia non è mai stata messa sotto. Certo, la vittoria di Lecce ha dato il là a quest’ultimo periodo positivo che sta suggellando una stagione già ottima. Il merito non può che essere del Patron Manniello che, nonostante i cento paganti a partita, sta consentendo alla squadra di Castellammare di esistere, portando avanti anzi un progetto ambizioso.

I progressi della squadra, sia in chiave di gioco che di atteggiamento, sono da ricondurre al lavoro di Mister Caserta e dello staff, bravi ad adattare la squadra di volta in volta all’avversario di turno. Il suo exploit da allenatore è una piacevole ma anche relativa sorpresa, dato che non avevamo dubbi sulle sue qualità da tecnico. Sul futuro di tanti elementi sotto contratto anche per il prossimo anno evitiamo di soffermarci ora: abbiamo un finale importante di stagione e ci sarà modo di parlarne.

Abbiamo il quarto o il quinto attacco del campionato, nonostante la partita di Brindisi da recuperare e questo la dice lunga sul nostro organico. C’è Simeri che ha già raggiunto i 10 gol stagionali alla prima stagione in Serie C, Canotto, andato in rete 7 volte ma anche Mastalli, centrocampista col vizio del gol, già cinque. Forse non abbiamo l’attaccante da numeri straordinari, ma siamo una squadra che compensa con l’apporto, in zona gol e non solo, di tutti gli elementi a questa mancanza. In tal senso giusto riconoscere i meriti a Caserta, che ha creato un’organizzazione ormai fluida e che, non dimentico, alcuni hanno messo in discussione quando c’è stata una piccola flessione. Mi auguro che il periodo positivo possa proseguire con il Cosenza, sperando in numeri quanto meno non traumatici in termini di spettatori come quelli degli ultimi turni. Ci sarà il nuovo invito alle scuole calcio ed anche l’orario della gara (14.30) aiuterà gli esercenti commerciali: mi auguro che questi aspetti possano aiutare a riempire il Menti.

Spero che a Braglia sia riservata l’accoglienza che merita. Al di là della retrocessione del 2013/14, in cui è retrocessa tutta la squadra, non solo Braglia, il Mister ha fatto cose incredibili qui a Castellammare, facendo vivere pagine meravigliose alla Juve Stabia. Ovviamente, nei 90 minuti di gioco, puntiamo a dargli un dispiacere perchè contro il suo Cosenza sarà uno scontro diretto importante.

Vittoria di Lecce come quella a Nocera del 2011? Non lo so. A Nocera la gara arrivò a campionato quasi terminato, con i rossoneri pronti a festeggiare, con tanto di torta pronta allo stadio. Fu piacevole rovinare la festa sportiva alla capolista ma a quel match seguì una rumorosa sconfitta in casa. Tra l’altro c’è da dire che anche i playoff sono nettamente diversi tra il 2011 ed oggi, con un regolamento decisamente più ostico. Sono epoche diverse, anche nell’inizio di stagione, con i vari Morero, Paponi, Matute, Allievi che hanno accettato la nostra proposta tecnica ed economica, permettendo ad un organico giovane di avere punti di riferimento in termini di esperienza. Non vedo, in campo, similitudini con il 2011 quanto invece nello spirito umile e battagliero della squadra di allora come di oggi. Anche lo spezzone di gara di Brindisi, con la sciabola preferita al fioretto conferma la voglia di vincere della squadra.

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