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Ucraina, Trump: “Putin manterrà la parola. Zelensky dittatore? Non credo di averlo detto”

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(Adnkronos) – Il presidente russo Vladimir Putin "manterrà la sua parola" e onorerà l'accordo che emergerà dai negoziati per la pace in Ucraina.Ad assicurarlo è il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti dallo Studio Ovale prima dell'incontro con il premier britannico Keir Starmer.

Il leader del Cremlino, ne è convinto, "non invaderebbe di nuovo l'Ucraina" oggi. "Se non fossi stato eletto io, nessuno avrebbe parlato con Putin", ha aggiunto. Il presidente Trump ha quindi rivendicato di avere ''un buon rapporto con il presidente russo Putin e credo di avere lo stesso con Zelensky'', di andare ''d'accordo con entrambi'', ma ''il rapporto tra Putin e Zelensky non è dei migliori''. L'Ucraina entrerà a far parte della Nato? ''Non accadrà'', ha poi affermato, spiegando che l'obiettivo "numero uno" è quello di porre fine ai combattimenti perché "migliaia di soldati" sono andati perduti. "E' necessario avere un accordo per il cessate il fuoco in Ucraina prima di parlare di 'forze che mantengano la pace'", ha poi rimarcato il tycoon. Sul fronte dazi, al presidente Usa "non piace" come "ci tratta'' l'Unione europea e dal 2 aprile ''ci saranno dazi reciproci'', ha poi sottolineato prima del bilaterale. ''La Ue è dura con gli Stati Uniti in ambito commerciale, non ci piace come tratta le aziende americane'', ha aggiunto. Trump ha quindi scherzato su quanto da lui affermato in precedenza a proposito del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definito "dittatore" in un post su Truth.  "L'ho detto?Non credo di averlo detto.

Prossima domanda", ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano conto di quanto affermato sul leader ucraino, che vedrà domani a Washington e con cui ha detto di avere "ottimi rapporti".  Trump ha poi affermato che l'accordo che "firmeremo insieme" domani con Zelensky sulle terre rare sarà una "rete di sicurezza" per l'Ucraina.  "Il presidente Zelensky verrà da me venerdì mattina e firmeremo un accordo molto importante per entrambe le parti, perché ci farà entrare nel Paese e lavorare lì", ha spiegato, definendo l'accordo una "rete di sicurezza, potremmo chiamarla così".  Trump ha parlato di "rete di sicurezza" ('backstop' in inglese), che è la parola che alcuni europei hanno usato per descrivere la garanzia di sicurezza che vogliono dagli Stati Uniti per sostenere un contingente di truppe a guida europea, con base in Ucraina, che potrebbe proteggere il Paese in caso di un accordo di pace. "È un grande onore avere il Primo Ministro Starmer nello Studio Ovale. È un luogo molto speciale e lui è un uomo speciale.Il Regno Unito è un Paese meraviglioso che conosco molto bene.

Sono spesso lì e ci andrò, e ci aspettiamo di vederci nel prossimo futuro.Lo annunceremo", ha poi detto prima dell'incontro con il premier britannico.  "Oggi discuteremo di molte cose.

Discuteremo della Russia, dell'Ucraina, del commercio e di molti altri argomenti, e credo che possiamo dire che andremo d'accordo su ognuno di essi.Abbiamo un rapporto straordinario e, francamente, io e il premier ci siamo già incontrati due volte.

Andiamo molto d'accordo", ha sottolineato. ''Gli inglesi non hanno bisogno di molto aiuto.Sanno badare a se stessi molto bene", ha quindi detto durante l'incontro rispondendo a una domanda sull'aiuto americano alle truppe britanniche nel caso in cui fossero state attaccate dalla Russia durante una missione di mantenimento della pace in Ucraina.  "Gli inglesi sono stati soldati incredibili, militari incredibili e sanno badare a se stessi.

Ma se hanno bisogno di aiuto, sarò sempre con gli inglesi, sarò sempre con loro", ha aggiunto il presidente americano. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Palermo, assessore e troupe di ‘Striscia la notizia’ aggrediti al mercato di Ballarò

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(Adnkronos) – La troupe di 'Striscia la Notizia' è stata aggredita a Palermo. Come raccontato dal tg satirico di Mediaset l'inviata Stefania Petyx
, la sua troupe e l'assessore alle Attività produttive, Giuliano Forzinetti, che stavano intervistando, sono stati aggrediti da alcune persone al mercato di Ballarò. "Un operatore si è preso un pugno nel costato, un altro ha graffi e segni sul collo, l’inviata – nel tentativo di frapporsi tra gli aggressori e i suoi collaboratori – è stata ripetutamente spintonata.Le telecamere e il resto dell’attrezzatura sono state danneggiate", si legge sul sito di 'Striscia la notizia'. Il sindaco Roberto Lagalla ha espresso "ferma condanna per la vile, ingiustificata e violenta aggressione", dice Lagalla. "Un episodio – continua – che conferma come certi soggetti tentano una inutile resistenza al lavoro di ripristino della legalità in quest’area della città voluta dall'Amministrazione".  Poi il primo cittadino ci ha tenuto a sottolineare l'intervento dei commercianti di Ballarò, in difesa di assessore e troupe, prima che intervenissero le forze dell'ordine. "Al contrario, per me è doveroso sottolineare – spiega – che in questo quartiere ci sia anche la presenza di una più ampia fetta di residenti e commercianti come coloro che intervenendo in difesa e in soccorso delle persone aggredite hanno dimostrato di possedere la cultura della civiltà e della sensibilità. È da loro che bisogna ripartire ed è per loro che bisogna insistere nell’attività di repressione di ogni forma di illegalità.

L'auspicio è che le forze dell’ordine riescano a individuare al più presto tutti i responsabili di questa vicenda". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Vaticano: “Migliora, ma la prognosi resta riservata”

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(Adnkronos) – Le condizioni di Papa Francesco, ricoverato dal 14 febbraio al Gemelli, sono oggi, 27 febbraio, in miglioramento.Secondo quanto riportano le fonti vaticane "si è usciti dalla fase più critica". "In considerazione della complessità del quadro clinico – precisano però dalla Santa Sede -, sono necessari ulteriori giorni di stabilità clinica per sciogliere la prognosi".

Il Pontefice oggi, come ha spiegato il bollettino medico, "ha alternato ossigenoterapia ad alti flussi con ventimask": in pratica oggi l'ossigenazione ha avuto una soluzione più leggera perché l'ossigeno ad alti fluissi con i naselli è stato alternato con l'utilizzo di una mascherina. "Il Santo Padre – spiega il Vaticano – ha dedicato la mattina alla fisioterapia respiratoria alternandola al riposo, mentre il pomeriggio dopo una ulteriore seduta di fisioterapia si è raccolto in preghiera nella Cappellina dell'appartamento privato al decimo piano, ricevendo l'Eucarestia" e si "è dedicato alle attività lavorative". Anche oggi il Pontefice ha continuato la fisioterapia respiratoria che, come spiegano le medesime fonti, consiste in esercizi di respirazione che coinvolgono il diaframma per spingere più aria nel corpo.Anche oggi, dunque, il bollettino medico restituisce un quadro clinico in miglioramento, pure se lieve: il segnale che induce all'utilizzo della cautela è dato dalla prognosi che resta "riservata". Non si esclude la possibilità di una conferenza stampa con l'equipe medica che ha in cura il Pontefice, ma non c'è una tempistica, segno che i medici stanno attendendo che la situazione si stabilizzi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Galiotto uccisa da ex marito, madre: “Tasse su risarcimento mai avuto”. Agenzia Entrate: “Operato corretto”

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(Adnkronos) – L'Agenzia delle Entrate "ci chiede seimila euro di tasse per un risarcimento mai avuto dall'assassino di mia figlia, il suo ex marito".A raccontare l'incredibile vicenda all'Adnkronos è Giovanna Ferrari, madre di Giulia Galiotto, la ragazza uccisa dall'ex l'11 febbraio 2009 sulle colline vicino Sassuolo in provincia di Modena.  "Lo Stato ci sta chiedendo di versare seimila euro di tasse per un risarcimento di 1,2 milioni di euro che Marco Manzini, l'assassino di mia figlia, avrebbe dovuto darci, ma che non abbiamo mai ottenuto" denuncia la donna. "Questa è davvero una beffa per noi familiari.

Chissà come se la ride l'ex marito di nostra figlia".   Da parte sua l'Agenzia delle Entrate, pur manifestando la sua "vicinanza e comprensione alla famiglia Galiotto", conferma in una nota "la correttezza del proprio operato nel rispetto della normativa vigente in materia di imposta di registro''.  L’Agenzia assicura di essersi ''immediatamente attivata per promuovere un confronto istituzionale con il ministero della Giustizia al fine di verificare l’applicabilità, al caso concreto, dell’istituto della registrazione a debito, in base al quale la parte danneggiata viene esonerata dal pagamento''. ''Questo istituto, in base al dettato normativo, si applica infatti alla sentenza di condanna nell'ambito del processo penale ma non anche, come nel caso in questione, alla successiva pronuncia esecutiva nell’ambito del processo civile'', sottolinea l’Agenzia.Che ''resta a disposizione della famiglia per fornire tutti gli eventuali chiarimenti che si dovessero rendere utili''.  "L'Agenzia delle entrate – spiega la signora Ferrari – ha mandato la comunicazione sia a me che a mio marito, ma anche a nostra figlia Elena, sorella di Giulia.

Ci hanno provato con tutti e tre.Noi ovviamente abbiamo fatto ricorso, secondo quanto previsto dalla legge.

Per fortuna, la somma che ci viene richiesta non è stata moltiplicata per tre, però le spese legali saranno inevitabilmente più alte, visto che dobbiamo risolvere tre situazioni distinte".   "Da una parte sono contenta perché il clamore mediatico che si è sollevato ha indotto l’Agenzia delle entrate a velocizzare i tempi, visto che stavamo aspettando un loro riscontro da parecchio tempo; al contempo però siamo allibiti perché lo stesso ente, pur dichiarando la propria vicinanza alla nostra famiglia, ha confermato la presunta correttezza del loro operato, chiedendoci di pagare le tasse su un risarcimento che non avremo mai".  La madre di Giulia Galiotto prosegue dicendo di aver preso questa situazione "quasi sorridendo, per quanto sia paradossale" e si dice consapevole del fatto che "stiamo buttando via dei soldi, questo lo sappiamo bene, però vogliamo ottenere giustizia, visto che il risarcimento che non abbiamo mai ottenuto è espressamente indicato nella sentenza di condanna a carico di Marco Manzini.Mi chiedo – conclude Giovanna Ferrari – se davvero nel nostro Paese un uomo sia libero di non rispettare una decisione, presa da un giudice". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Di Segni: “Pericolosa presentazione libro Sinwar a La Sapienza, è sostegno al terrorismo”

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(Adnkronos) – "Un'iniziativa pericolosa", paragonabile "all'apologia del fascismo e incitamento a commettere reato, non solo all'odio ma proprio alla matrice di terrorismo organizzato".Così all'Adnkronos Noemi Di Segni, presidente dell'Ucei, Unione delle comunità ebraiche italiane, commenta la presentazione all'università 'La Sapienza' di Roma, in programma il 5 marzo, del libro 'Le Spine e il Garofano' di Yahya Sinwar, leader di Hamas, considerato l'ideatore degli attacchi del 7 ottobre, ucciso lo scorso anno nella Striscia di Gaza.

L'evento è organizzato dal Movimento degli Studenti Palestinesi in Italia. "Non è 'solo' 'From the river to the sea', ma una chiara matrice di sostegno al terrorismo.Speriamo – conclude Di Segni – che la Sapienza come spazio pubblico trovi il modo di bloccare l'iniziativa.

Penso che nessun genitore auspicherebbe che il figlio studente entrasse a 'studiare' in una simile aula, su simili libri.Non è per questo scopo che investiamo nelle università e studi accademici".  Interviene in una nota anche il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli. "Sconcertante – scrive Donzelli – attivisti palestinesi organizzano all'Università La Sapienza di Roma la presentazione del libro di Yahya Sinwar, il leader di Hamas ideatore degli attentati del 7 ottobre.

Quanto annunciato dal Movimento degli studenti palestinesi e reso noto da un articolo de 'Il Giornale' è semplicemente indegno". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Precedenti: Juve Stabia-Cittadella sono 4 in campionato a Castellammare

Su quattro incontri disputati al Menti, solo nel 2011 le vespe riuscirono a battere i veneti

Juve Stabia e Cittadella, si sono affrontate quattro volte in campionato al Menti di Castellammare e sempre in cadetteria.

A prevalere sono i pareggi, poi una vittoria per parte.

Questi i dettagli dei quattro precedenti:

– 2011 / 2012 – Campionato Nazionale di Serie BWin

17 dicembre 2011 – 20° giornata d’andata: JUVE STABIA – CITTADELLA 3 – 1 (arbitro Claudio Gavillucci di Latina) Matteo SCOZZARELLA (JS), Horacio HERPEN (JS), Maah (C) e Marco SAU (JS).

– 2012 / 2013 – Campionato Nazionale di Serie BWin

1° dicembre 2012 – 17° giornata d’andata: JUVE STABIA – CITTADELLA 1 – 1 (arbitro Luigi Nasca di Bari) autorete di Seculin (C) e Fabio CASERTA (JS).

– 2013 / 2014 – Campionato Nazionale di Serie B Eurobet

8 febbraio 2014 – 5° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CITTADELLA 1 – 1 (arbitro Leonardo Baracani di Firenze) Ali SOWE (JS) e Scaglia (C).

– 2019 / 2020 – Campionato Nazionale di Serie BKt

28 settembre 2019 – 6° giornata d’andata: JUVE STABIA – CITTADELLA 0 – 1 (arbitro Federico Dionisi di L’Aquila) Diaw.

I precedenti a Cittadella

‘Mosche volanti e problemi alla retina, cosa c’è da sapere’, è online il vodcast

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(Adnkronos) – Piccole ombre o filamenti che sembrano fluttuare nel campo visivo, specie quando si guardano sfondi luminosi o chiari, come un cielo azzurro o un foglio bianco.Si presentano così le miodesopsie, un disturbo visivo molto comune e fastidioso a cui è dedicato 'Mosche volanti e problemi alla retina: cosa c'è da sapere'.

Si tratta del primo episodio del vodcast ‘Guardiamoci negli occhi’, una serie dell’Oculista Italiano realizzata da Adnkronos – pubblicato oggi e disponibile nella sezione podcast di Adnkronos.com e su l’oculistaitaliano.it – che approfondisce in modo semplice, autorevole e diretto, le principali problematiche della vista e suggerisce accorgimenti che possono aiutare a mantenere gli occhi in buona salute, grazie al contributo di esperti, medici oculisti, ricercatori e professionisti del settore farmaceutico. Insieme a Vittorio Picardo, specialista in oftalmologia e a Carmelo Chines, direttore della testata L’Oculista Italiano, presenti in studio, sono intervenuti Scipione Rossi, professore e responsabile dell'Unità operativa di Oculistica dell'ospedale San Carlo di Nancy, Roma e Tommaso Candian, specialista dell’Unità operativa complessa di Oculistica dell'Ospedale S.Antonio di Padova. Spesso innocue, le miodesopsie – questo il termine tecnico del sintomo – possono essere il segnale di patologie più gravi della retina.

All’origine delle mosche volanti “può esserci l’invecchiamento dell’umor vitreo, o corpo vitreo, la sostanza gelatinosa che si trova tra il cristallino e la retina – spiega Picardo – ma anche la miopia o alcuni traumi oculari, come la classica pallonata.Nella maggior parte dei casi tali condizioni non sono preoccupanti, ma non vanno mai sottovalutate perché il vitreo può anche sporcarsi a causa di un problema retinico, come la maculopatia, come la maculopatia diabetica. "Il diabete danneggia i piccoli vasi sanguigni della retina, che diventano come rubinetti che perdono – chiarisce Rossi – Questo porta a emorragie o accumulo di liquidi negli strati retinici, con conseguenze potenzialmente gravi sulla vista.

Le terapie moderne prevedono iniezioni intravitreali, che aiutano a riassorbire questi liquidi, migliorando la visione e controllare l’evoluzione della malattia".Oltre a monitorare i sintomi, Chines consiglia alcune buone abitudini per la salute degli occhi: "Una dieta ricca di antiossidanti, come i flavonoidi del mirtillo, può aiutare a stabilizzare il vitreo – ricorda – È importante anche una buona idratazione e l’uso di occhiali da sole con filtri adeguati, per proteggere gli occhi dalla luce intensa". (VIDEO) Se le mosche volanti compaiono improvvisamente o si associano a lampi luminosi, definiti fosfeni, diventa più urgente rivolgersi all’oculista perché "possono essere il segnale di un campanello d'allarme della retina che inizia a strapparsi – avverte Picardo – Se la retina si strappa dal vitreo, può anche staccarsi e il distacco di retina è una condizione che purtroppo trasferisce il paziente da un ambulatorio oculistico, a una sala operatoria".

A tale proposito Candian evidenzia che, "quando il distacco è in fase iniziale, il laser può essere risolutivo.Nei casi più avanzati, invece, si ricorre alla chirurgia mini-invasiva, con strumenti di precisione, come microsonde, che permettono di riattaccare la retina in modo efficace e con un recupero sempre più rapido". È sicuramente importante la prevenzione e il riconoscimento tempestivo dei sintomi, ma è "fondamentale la relazione che c'è tra un paziente il proprio oculista – conclude Chines – imparare un dialogo diverso con l’oculista, prendere coscienza della situazione e ascoltare i suoi consigli".

Maggiori dettagli consigli e approfondimenti su 'Mosche volanti e problemi alla retina: cosa c'è da sapere', il primo episodio del vodcast di 'Guardiamoci negli occhi', online sulla sezione podcast di Adnkronos.com, sul canale YouTube di adnkronos.com e su l’ oculistaitaliano.it. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il gioco del vestire secondo Emporio Armani

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(Adnkronos) – La moda è un gioco.Serio ma pur sempre divertente.

Giorgio Armani sembra partire da questo concetto per la sua collezione donna Emporio Armani dedicata al prossimo autunno-inverno. “Le figure femminili che preferisco hanno un certo rigore, ma in Emporio mi piace rompere gli schemi con qualcosa di inaspettato, suggerire un atteggiamento più libero, divertito e noncurante – ammette lo stilista -.Perché?

Perché no?Nel gioco del vestire, tutto è possibile”.  E allora, divertimento sia.

A partire dalle carte da gioco che spuntano dalle maxi cinture strette in vita delle modelle o intarsiate a stampa su silhouette nette, che disegnano il corpo con morbida precisione scultorea.Tutto si gioca sui tessuti: dalle lame lavate o animalier spazzolate, fino ai jacquard di lana-seta e ai velluti stampati, che danno risalto a una palette fatta di sabbia, blu polvere, punti di rosso e nero illuminato da ricami per la notte.  Lo stilista gioca anche con i generi maschile e femminile, dalle cravatte di velluto ai pantaloni con le tasche generose, mentre i gilet sono integrati alle giacche.

Piu femminili gli abitini a trapezio che terminano in balze create con grandi fiocchi.Giocosi sono anche i colletti e i polsini indossati al pasto di collane e bracciali o le scarpe piatte percorse da borchie con ghette-calza.

In prima fila applaude soddisfatto il vincitore di Sanremo Olly, che sul palco dell’Ariston ha indossato, non a caso, capi firmati Emporio Armani. (di Federica Mochi) —modawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ocalan, ‘lo zio’ nemico numero 1 di Ankara e volto della causa curda

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(Adnkronos) – Nemico numero uno della Turchia, volto simbolo della causa curda, 26 anni dopo essere stato arrestato in Kenya dai servizi della sicurezza di Ankara e dal 1999 detenuto in isolamento nel carcere di Imrali a sud di Istanbul, Abdullah Ocalan
ha detto ufficialmente basta alla guerra armata.Un cammino iniziato lo scorso autunno con l'apertura del dialogo con Ankara, quando Ocalan aveva detto di voler portare la questione curda ''dal terreno della violenza a quello della politica'' dicendosi pronto ad adottare ''le misure necessarie''.

L'uomo che i suoi seguaci chiamano 'Apo', lo zio in curdo, o 'Serok', il capo, a quasi 76 anni continua a rappresentare il volto della causa curda in Turchia.Simbolo anche per i rifugiati curdi in Europa, che sventolano bandiere con il suo volto durante le manifestazioni. Nato il 4 aprile 1949 nel villaggio di Omerli, al confine con la Siria, Ocalan era militante dell'estrema sinistra durante i suoi studi di Scienze politiche ad Ankara.

Tanto da finire in carcere una prima volta, nel 1972.Nel 1978 fondò il Pkk di ispirazione marxista-leninista.

Due anni dopo andò in esilio, il più delle volte a Damasco o nella pianura libanese della Bekaa, allora sotto il controllo siriano, dove stabilì il suo quartier generale.Nell'agosto del 1984 Ocalan scelse la lotta armata per ottenere la creazione di uno Stato curdo. 
Costretto a lasciare la Siria nel 1998 sotto la pressione della Turchia, Ocalan vagò per l'Europa cercando asilo politico.

Trascorse anche 65 giorni in Italia, dove arrivò il 12 novembre 1998 dalla Russia.In Italia Ocalan si consegnò alla polizia sperando di ricevere asilo politico, ma il governo non glielo concesse.

Il 16 dicembre 1998 la Corte d'Appello di Roma stabilì che Ocalan era un cittadino libero, revocando l'obbligo di dimora e il divieto di espatrio.La Corte stabilì anche il non luogo a procedere nei confronti dell'estradizione, in riferimento al mandato di cattura emesso dalla Germania.

Il 16 gennaio 1999 partì per Nairobi, in Kenya.Pochi giorni dopo, il 15 febbraio 1999, fu catturato dagli agenti dei servizi segreti turchi durante un trasferimento dalla sede dell'ambasciata greca in Kenya all'aeroporto di Nairobi. 
Riportato in Turchia, venne accusato di tradimento e attentato all'unità e alla sovranità dello stato turco.

Fu condannato a morte perché riconosciuto colpevole di essere il responsabile di tutti gli atti terroristici del Pkk e della morte di migliaia di persone.La pena fu commutata in ergastolo in seguito all'abolizione della pena di morte nel 2002. Con l'arresto del suo leader, la Turchia pensò di aver decapitato il Pkk.

Ma, anche se detenuto in isolamento, Ocalan ha continuato a guidare il suo movimento impartendo istruzioni a chi gli faceva visita.Fu lui a ordinare due volte, all'inizio degli anni 2000 e una volta nel 2013, un cessate il fuoco unilaterale.

Nel 2015, dopo due anni di trattative e di pacificazione con Ankara sui diritti culturali e sulla rappresentanza politica dei curdi, il conflitto è ripreso nella Turchia sudorientale a maggioranza curda, devastando in particolare la città vecchia di Diyarbakir. L'anno successivo Ocalan lamentò che "sono morte così tante persone", soprattutto giovani con poca esperienza, in "una guerra in cui nessuna delle due parti può vincere", secondo quanto riferì il fratello Mehmet.Da allora, "la società curda si è diversificata e il movimento politico e giuridico curdo si è affermato come attore", ha sottolineato Hamit Bozarslan, direttore degli studi presso l'Ehess di Parigi, ma "Ocalan resta l'attore chiave".

Bozarslan ha spiegato che "per gran parte dei curdi, è lo zio che incarna non solo la causa, ma la nazione curda nella sua interezza". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, Laureus Academy ritira la nomination come sportivo dell’anno

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner è fuori dalle nomination per i Laureus World Sports Awards 2025 dopo la squalifica di tre mesi.Ad annunciarlo è Sean Fitzpatrick, il presidente del Laureus World Sports Academy: "A seguito delle discussioni della Laureus Academy, è stato deciso che la nomination di Jannik Sinner per il Laureus World Sportsman of the Year Award di quest'anno sarà ritirata.

Abbiamo seguito questo caso, le decisioni degli organismi globali competenti e – pur prendendo atto delle circostanze attenuanti in gioco – riteniamo che la squalifica di tre mesi renda la nomina ineleggibile.Jannik e il suo team sono stati informati".  I candidati per i Laureus World Sports Awards 2025, selezionati da una giuria composta da oltre 1300 importanti media sportivi di tutto il mondo nel dicembre 2024, saranno annunciati a Madrid lunedì 3 marzo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Renée Zellweger torna a essere Bridget Jones: “Simbolo di donne insicure” – Video

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(Adnkronos) – Bridget Jones è tornata.Il nuovo capitolo, 'Bridget Jones – Un amore di ragazzo' (con la regia di Michael Morris) è nelle sale da oggi.

Lei è sempre la stessa: impacciata e disordinata, ma con nuove consapevolezze.Rimasta vedova quattro anni prima, quando Mark Darcy (Colin Firth) è stato ucciso in una missione umanitaria in Sudan.

Ora è una madre single, impegnata a crescere da sola i suoi figli.In uno stato di limbo emotivo, cresce i suoi figli con l'aiuto dei suoi fedeli amici tra cui la sua vecchia fiamma, Daniel Cleaver (Hugh Grant).  Spronata dai suoi amici e dalla sua ginecologa, la Dottoressa Rawlings (il premio Oscar Emma Thompson) – a intraprendere un nuovo percorso nella vita e in amore, Bridget torna a lavorare e prova persino a usare le App di incontri, dove presto viene corteggiata da un uomo più giovane e affascinante (Leo Woodall).  Nel tentativo di bilanciare lavoro, famiglia e amore, Bridget affronta il giudizio delle mamme perfette a scuola, si preoccupa per Billy che soffre per l'assenza del padre e si imbatte in una serie di incontri imbarazzanti con il razionale insegnante di scienze di suo figlio (il candidato all’Oscar Chiwetel Ejiofor).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giallo Gene Hackman, ipotesi monossido killer per l’attore e la moglie

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(Adnkronos) – E' un giallo, per ora, la morte della star di Hollywood Gene Hackman, 95 anni, di sua moglie Betsy Arakawa, pianista classica di 63 anni, e del loro cane.La polizia indaga in tutte le direzioni, nessuna pista è esclusa, anche se per la famiglia del grande attore l'ipotesi più probabile sembra quella di un'intossicazione da monossido di carbonio, causata dal malfunzionamento di un impianto del gas.  I cadaveri di Hackman e Arakawa sono stati trovati all'interno della loro villa a Santa Fe, in New Mexico, dove il due volte Premio Oscar si era trasferito definitivamente da più di 20 anni, scegliendo dal 2004 di stare lontano dai riflettori e da quel mondo di Hollywood che gli aveva regalato fama e fortuna.  Un portavoce dell'ufficio dello sceriffo della contea di Santa Fe ha dichiarato in un comunicato: "Possiamo confermare che sia Gene Hackman che sua moglie sono stati trovati deceduti nel pomeriggio di mercoledì 26 febbraio nella loro residenza di Sunset Trail.

L'indagine è ancora in corso, ma al momento non crediamo che si tratti di un atto doloso".  Lo sceriffo Adan Mendoza ha confermato che anche uno dei cani di Hackman è stato ritrovato morto, ma ha poi dichiarato al sito TMZ che altri due cani sono sopravvissuti.La coppia è stata trovata senza vita dalla polizia durante un controllo intorno alle 13:45 ora locale di mercoledì, dopo che il vicino aveva chiamato preoccupato per le loro condizioni di salute, avendo visto che la coppia ancora non era uscita di casa come al solito, ha raccontato il portavoce dello sceriffo, Denise Avila, alla Abc News.  In un'intervista rilasciata a TMZ nella mattinata di giovedì, lo sceriffo Mendoza ha dichiarato di aver ottenuto un mandato di perquisizione e di non escludere nulla mentre continuano le indagini.

Mendoza ha dichiarato che i suoi agenti hanno stabilito che Hackman e Arakawa erano morti da almeno un giorno.Lo sceriffo ha dichiarato, inoltre, che non sono stati riscontrati traumi visibili, ma che potrebbero essere stati vittime di un doppio omicidio, di un suicidio, di una morte accidentale o di cause naturali.  La figlia dell'attore, Elizabeth Jean Hackman, ha dichiarato a TMZ che la famiglia sospetta che la colpa del duplice decesso possa essere dell'avvelenamento da monossido di carbonio. Hackman e Arakawa vivevano a Santa Fe dagli anni '80 (anche se stabilmente solo dal 2004, quando l'attore di fatto chiuse con il cinema) e la loro casa si trova in una zona recintata a nord-est della città.

L'ultima volta sono stati fotografati insieme il 28 marzo 2024, al Pappadeaux Seafood Kitchen di Santa Fe.I Golden Globes del 2003, dove Hackman ha ricevuto il Cecil B.

DeMille Award, è stato l'ultimo evento hollywoodiano a cui i due hanno partecipato insieme.Da quando aveva smesso di recitare, Hackman ha vissuto una vita tranquilla e riservata e ha rilasciato raramente interviste. Hackman ha divorziato dalla prima moglie Faye Maltese nel 1986.

Incontrò Arakawa, una pianista di formazione classica, mentre lei lavorava part-time in un centro fitness in California.Hackman e Arakawa si sposarono nel 1991.

Lei divenne matrigna dei tre figli di lui, Christopher, Elizabeth Jean e Leslie Anne.Arakawa era una persona riservata, non aveva social media e non rilasciava interviste.

Nelle sue interviste Hackman si è mostrato molto riservato sulla loro storia.L'attore aveva solo accennato che la moglie l'aiutava a scrivere libri di narrativa, tre dei quali scritti con l'archeologo sottomarino Daniel Lenihan. (di Paolo Martini) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, governatore Fontana: “Classifica ministero inaccettabile”. La replica: “Reazione mal indirizzata”

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(Adnkronos) – "Sono cose assolutamente inaccettabili.I parametri indicati non hanno niente a che vedere con il funzionamento della sanità, sono cose cervellotiche che hanno l'obiettivo di penalizzarci.

Sono dati che si fondano su questioni che non c'entrano niente, codici interpretabili in differenti modi, tra diverse aziende sanitarie e regioni.Non può essere questo il metodo di giudizio del funzionamento della sanità.

Sono tutte, se posso usare un termine giuridico, putt..ate".Lo ha detto questa mattina il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine di un evento a Palazzo Pirelli, rispondendo alle domande dei cronisti in merito al Monitoraggio Lea del ministero della Salute, che vede la Lombardia settima per qualità delle cure. "Va bene così – ha poi aggiunto il governatore – l'importante è che il Niguarda sia il migliore ospedale d'Italia e che nei primi 10 ce ne siano 5 lombardi.

E vedo anche il mio grande ospedale di Varese che è comunque 16esimo nella graduatoria", ha sottolineato. "Vuole dire – ha proseguito – che la qualità di tutti gli ospedali è eccellente, che la qualità di tutta la nostra sanità è eccellente.Quindi non ragioniamo di loro, ma guarda e passa.

Quello che succede a Roma ci riguarda fino a un certo punto.Anzi, non vogliamo neanche pensare che ci riguardi". "La Lombardia, proprio perché è la migliore sta sulle balle a tutti – ha detto ancora Fontana – Continuiamo a ricevere da Roma ingiustificati attacchi per crearci difficoltà.

Qui prima le cose le facciamo, in altre parti del Paese se ne dicono tante".Per il governatore "hanno creato una classifica fondata su parametri inappropriati, e che avevamo già detto erano sbagliati, per dire che la nostra sanità era peggiorata.

Poi la rivista Newsweek dice che il migliore ospedale è Niguarda e 5 dei primi 10 sono lombardi.Uno dei due dice una putt..ata". Il ministero della Salute replica con una nota. "In relazione alle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, in merito a libere riformulazioni giornalistiche riguardanti i risultati del monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), si ritiene opportuno precisare che il Nuovo sistema di garanzia (Nsg) costituisce uno strumento di valutazione che verifica – secondo le dimensioni dell'equità, dell'efficacia e dell'appropriatezza – che tutti i cittadini italiani ricevano le cure e le prestazioni rientranti nei Livelli essenziali di assistenza – si legge nella nota – Trattasi di un meccanismo alla cui elaborazione le Regioni partecipano attivamente mediante i propri rappresentanti tecnici.

Il ministero della Salute non formula classifiche, limitandosi a pubblicare periodicamente, in ottemperanza alla normativa vigente, i dati relativi alla corretta erogazione dei Livelli essenziali di assistenza".  "Come evidenziato nella sintesi dei dati 2023 pubblicata sul portale istituzionale – precisa il dicastero – la Lombardia, unitamente alle Regioni Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna, registra un punteggio superiore a 60 (soglia di sufficienza) in tutte le macro-aree, confermando quindi la corretta garanzia di erogazione dei Livelli essenziali di assistenza".  "L'obiettivo del monitoraggio – puntualizza il ministero – non è penalizzare le Regioni, ma assicurare ai cittadini l'erogazione delle prestazioni a cui hanno diritto.La reazione del governatore Fontana appare pertanto mal indirizzata e il linguaggio utilizzato comunque inopportuno". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, rabbia e riscatto: Il Cittadella bussa al Romeo Menti

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La Juve Stabia si lecca le ferite con tanto, tantissimo veleno nel cuore per la sconfitta di Pisa.Purtroppo la direzione di Aureliano ha fatto passare praticamente in secondo piano il risultato della partita ( Negativo) e la prestazione della squadra ( Positiva).

In sostanza sarebbe stato interessante vedere la sfida in Toscana in parità numerica ma adesso non è più tempo di chiacchiere o polemiche perché alla porta del Romeo Menti è pronta a bussare il Cittadella, squadra che ha bisogno di punti per la lotta salvezza.Nella gara di andata fu una bellissima partita ricca di emozioni incredibili, gol e spettacolo ed alla fine il pareggio fu risultato giusto.

Questa partita inoltre apre il sipario sul mese di marzo un mese visto il calendario della Juve Stabia che ha il classico sapore del verdetto non finale ma qualcosa di molto simile.A Castellammare di Stabia inoltre ritornerà da avversario l’attaccante Pandolfi, ex della sfida che ha già fatto male alle vespe nella sfida del Tombolato.

In casa Juve Stabia ritornerà in panchina Mister Guido Pagliuca ma le vespe perderanno Candellone per squalifica ed a questo punto si aspettano notizie importanti dall’infermiera da parte di Varnier ed Andreoni con il reparto difensivo spesso martoriato da tantissimi infortuni in questa stagione.Si annuncia una gara interessante.

Le vespe vogliono fare punti ma attenzione a questo Cittadella che spesso riesce ad esaltarsi.Servirà la spinta del pubblico amico che dovrà caricare e sostenere la squadra in questo difficile ed importante appuntamento di campionato che potrebbe regalare a Buglio e compagni un biglietto di ritorno verso Itaca con largo anticipo

Turchia, 10 anni fa la fine della tregua con il Pkk: da allora oltre 7.150 morti

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(Adnkronos) – L'appello di Abdullah Ocalan al disarmo e allo scioglimento del Pkk arriva a quasi dieci anni da quando, nel luglio 2015, si ruppe l'accordo di cessate il fuoco durato due anni e mezzo con la Turchia.Da allora, secondo l'International Crisis Group, furono 7.152 le persone uccise sia in Turchia, sia nel nord dell'Iraq.

Segnando quello che il think tank definisce ''uno dei capitoli più sanguinosi degli ultimi quattro decenni della lotta del Pkk contro la Turchia''. 
Tra le vittime, 646 erano civili e 1.494 membri delle forze della sicurezza statale turca, tra cui soldati, ufficiali di polizia e guardie di villaggio, gruppi paramilitari composti da curdi, armati e pagati dallo Stato turco.Ci sono poi 262 vittime definiti di ''affiliazione sconosciuta'', ovvero individui tra i 16 e i 35 anni che non possono essere identificati con certezza né come civili, né come combattenti.

A questi si aggiungono 4.786 membri del Pkk uccisi, anche se l'International Crisis Group ritiene che i numero reale sia superiore.A metà del 2023 Ankara aveva ad esempio affermato che quasi 40mila militanti del Pkk erano stati "neutralizzati" (uccisi, catturati o si erano arresi) dalla ripresa delle ostilità nel luglio 2015, anche nella Siria settentrionale. 
Dal luglio 2015 il conflitto tra Turchia e Pkk ha attraversato diverse fasi.

Tra il 2015 e il 2017 circa, la violenza ha colpito in particolar modo le comunità di alcuni centri urbani del sud-est della Turchia, a maggioranza curda, e a volte anche i più grandi centri metropolitani del Paese.Dal 2017 in poi i combattimenti si sono spostati nelle aree rurali del sud-est della Turchia, mentre nel 2019 nel nord dell'Iraq e nel nord della Siria. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Orlandi-Gregori, Pignatone: “Non ho elementi per ipotizzare una pista”

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(Adnkronos) – "Non ho elementi specifici per poter ipotizzare la validità di una pista piuttosto che un'altra".Lo ha detto Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica di Roma dal 2012 al 2019, ascoltato in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.  Nel corso dell'audizione Pignatone ha più volte sottolineato: "Non sono mai stato titolare del procedimento sulla scomparsa di Orlandi e Gregori e non lo ho mai avocato.

E tutte le indagini sono state espletate da Capaldo, Maisto e in seguito da Calò".  "Sottolineo che non è vero, come spesso è stato detto, che io abbia avocato il procedimento né è vero che sia stato il solo a volere l'archiviazione dato che questa era l'indicazione della maggioranza dei titolari, indicazione che io condivisi convintamente", ha affermato Pignatone riferendosi alla richiesta di archiviazione nel 2015.  Quanto al dissenso espresso da Capaldo sulla richiesta di archiviazione, Pignatone ha spiegato che è "del tutto fisiologico che, in un procedimento con più titolari, si manifestino opinioni contrastanti; di solito si giunge a una posizione condivisa ma se questo non avviene la normativa rimette la decisione al procuratore". "Si dice che con la richiesta di archiviazione del 2015 è stata messa la pietra tombale sulla vicenda, è falso a norma di codice – ha aggiunto poi – Lo scopo dell'archiviazione era definire, a scadenza di legge, la posizione della persona sottoposta a indagine in quello specifico procedimento: nulla vietava – allora come oggi se si fossero delineate altre ipotesi investigative – di iniziare anche un altro procedimento". Quanto poi alla questione della riapertura della tomba di De Pedis a Sant'Apollinare, Pignatone ha osservato: "Solo dopo più di un mese, a fronte di una continua insistenza degli organi di informazione, chiesi informazioni in proposito: se ci fosse un motivo per non fare questa verifica.Capaldo mi disse che secondo lui era inutile, ma non vi erano ostacoli alla riapertura". "Data questa risposta invitai i miei colleghi a rivalutare la situazione", ha continuato spiegando che a suo giudizio era "positivo fare chiarezza".

Come riferito da Pignatone i due sostituti procuratori "Capaldo e Maisto mi dissero che condividevano la mia opinione" e poi la tomba fu aperta. Poi, riferendosi agli incontri tra inquirenti ed esponenti della Gendarmeria vaticana emersi da alcune audizioni, Pignatone ha affermato: "Su questo incontro/incontri tra Capaldo, Maisto (già procuratori aggiunti presso la procura della Repubblica di Roma ndr) con Giani e Alessandrini (rispettivamente ex capo della Gendarmeria vaticana ed ex vice capo della Gendarmeria vaticana ndr) non so nulla, avvennero prima che arrivassi a Roma nel marzo 2012.Ho letto verbali che lo collocano tra inizio gennaio e febbraio io non c'ero, né di questi incontri sono stato informato da alcuno; non posso dire quale delle contrastanti versioni offerte alla Commissione dai protagonisti corrisponda a verità".  Pignatone ha chiesto di essere ascoltato proprio per replicare ad alcune dichiarazioni fatte mesi fa, davanti alla stessa Commissione, dall'ex procuratore Capaldo all'epoca tra titolari inchiesta. Pignatone ha spiegato che quando a marzo 2012 arrivò alla procura di Roma non sapeva del caso Orlandi, e che tutto è nato qualche settimana dopo il suo arrivo quando ha letto "notizie di stampa, il 2 aprile pomeriggio" e suscitò la sua "irritazione" il fatto che venivano attribuite ad "anonimi inquirenti della procura di Roma" affermazioni secondo cui in Vaticano c'era chi sapeva e taceva sulla vicenda. "Quando ho letto queste notizie avevo assunto l'incarico solo da due settimane.

Il mio primo problema era affermare il principio del rispetto delle regole: la legge allora vigente prevedeva che rapporti con la stampa fossero tenuti solo dal procuratore della Repubblica o da uno suo delegato".A fronte di queste notizie quindi Pignatone ha riferito di aver chiesto informazioni a Capaldo che poi l'indomani gli rispose con "una nota".  Capaldo non disse "nulla dell'incontro/incontri con esponenti vaticani – ha precisato – Volle tenermi all'oscuro di questi contatti, qualunque fosse il contenuto". "Io ho chiesto a Capaldo riguardo alle notizie di giornali e mi ha scritto una pagina e mezzo di risposta dove non ha detto dell'incontro con Giani e Alessandrini", ha precisato Pignatone rispondendo poi a una domanda del presidente e aggiungendo che ciò "viola un dovere elementare del magistrato rispetto al procuratore".

Riguardo a questi incontri non sono "mai stato informato, li ho appresi dalle notizie giornalistiche", ha proseguito. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zeman, sospetta ischemia cerebrale: cos’è e quali sono le conseguenze

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(Adnkronos) – L'allenatore Zdenek Zeman è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo una sospetta ischemia cerebrale.A febbraio 2024 era stato costretto a lasciare la panchina del Pescara a seguito di alcuni problemi al cuore e lo scorso ottobre era stato colpito da un ictus che gli aveva causato un'emiparesi al braccio destro. Ma che cos'è l'ischemia cerebrale? "E' una malattia causata dalla riduzione di apporto di sangue (e conseguentemente di ossigeno) al cervello.

Esistono due forme di ischemia cerebrale.La cosiddetta ischemia focale è confinata in un'area limitata del tessuto cerebrale e può essere causata da un trombo o da un embolo che bloccano il flusso del sangue in un arteria.

L'ischemia globale coinvolge invece più zone del cervello ed è caratterizzata dalla riduzione o addirittura dall'interruzione del flusso del sangue verso quest'organo.Il risultato è sempre una carenza di ossigeno, che deve essere affrontata il prima possibile per evitare gravi conseguenze".

Lo sottolinea l'Irccs Humanitas di Rozzano (Milano) sul proprio sito.  Quali sono le cause dell'ischemia cerebrale? "L'ischemia cerebrale può avere cause diverse – precisano gli esperti dell'Humanitas – Le cause più comuni sono rappresentate dall'aterosclerosi dei vasi che portano sangue al cervello; dalle malattie cardiache (in particolare la fibrillazione atriale) che possono determinare la formazione di emboli che attraverso il torrente circolatorio raggiungono i vasi cerebrali e li ostruiscono; dalla cosiddetta malattia dei piccoli vasi che determina occlusione di piccole arteriole e che riconosce come fattori predisponenti l'ipertensione arteriosa e il diabete.Vi sono poi cause più rare, come i difetti della coagulazione, alcune malattie genetiche, la dissecazione dei vasi cerebrali, l'utilizzo di alcuni medicinali e droghe".  Quali sono i sintomi dell'ischemia cerebrale? "L'ischemia cerebrale può presentarsi con sintomi di gravità variabile.

Fra i principali sono inclusi: problemi alla vista (come cecità da un occhio e visione doppia); difficoltà a parlare; difficoltà a muoversi e a coordinare i movimenti; perdita di conoscenza; senso di debolezza a un braccio, a una gamba a una metà del corpo o esteso a tutto l'organismo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turchia, Ocalan chiede scioglimento del Pkk: “Gruppi depongano armi”

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(Adnkronos) – Il fondatore del Pkk Abdullah Ocalan ha chiesto al gruppo militante curdo di deporre le armi e di sciogliersi, in una dichiarazione storica letta a Istanbul. "Tutti i gruppi armati devono deporre le armi e il Pkk deve sciogliersi", ha affermato in una dichiarazione letta da una delegazione di parlamentari del partito filo-curdo Dem che gli hanno fatto visita in prigione in mattinata. ''Un appello per la pace e la società democratica''.Questo il titolo del documento con cui Ocalan ha annunciato la decisione dal carcere sull'isola di Imrali, a sud di Istanbul, dove è detenuto dal 1999 e dove sta scontando una condanna all'ergastolo.  "Mi assumo la responsabilità storica di questo appello" al disarmo, ha affermato Ocalan, 75 anni, tra i fondatori del Pkk nel 1978.

Un gruppo considerato un'organizzazione terroristica in Turchia, così come in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, che Ocalan spiega essere ''nato nel XX secolo, nell'epoca più violenta della storia dell'umanità, in mezzo alle due guerre mondiali, all'ombra dell'esperienza del socialismo reale e della guerra fredda in tutto il mondo''.Inoltre ''un ruolo significativo nella sua nascita e nel suo sviluppo'' hanno avuto ''la negazione totale della realtà curda, le restrizioni ai diritti e alle libertà fondamentali, in particolare la libertà di espressione''. Allo stesso tempo, però, il leader curdo nota che ''nel corso di oltre mille anni di storia le relazioni tra turchi e curdi sono state definite in termini di mutua cooperazione e alleanza, e turchi e curdi hanno ritenuto essenziale rimanere in questa alleanza volontaria per mantenere la loro esistenza e sopravvivere contro le potenze egemoniche''.

Ora, scrive Ocalan, ''la necessità di una società democratica è inevitabile.Il Pkk ha trovato base sociale e sostegno ed è stato principalmente ispirato dal fatto che i canali della politica democratica erano chiusi''.

Parlando della questione curda, Ocalan sottolinea che ''il rispetto per le identità, la libertà di espressione, l'auto-organizzazione democratica di ogni segmento della società basata sulle proprie strutture socio-economiche e politiche sono possibili solo attraverso l'esistenza di una società democratica e di uno spazio politico''. Il leader curdo aggiunge quindi che ''una continuità permanente e fraterna può essere raggiunta e garantita solo se è coronata dalla democrazia.Non esiste alternativa alla democrazia nella ricerca e nella realizzazione di un sistema politico.

Il consenso democratico è la via fondamentale''.E quindi, ''il linguaggio della pace e della società democratica deve essere sviluppato in conformità con questa realtà''. Già negli anni Novanta, sottolinea Ocalan, ''con il crollo del socialismo reale dovuto a dinamiche interne, la dissoluzione della negazione dell'identità curda e i miglioramenti nella libertà di espressione hanno portato all'indebolimento del significato fondamentale del Pkk e hanno portato a un'eccessiva ripetizione''.  Per cui, conclude l'appello con un messaggio fondamentale: ''Tutti i gruppi devono deporre le armi e il Pkk deve sciogliersi".

Infine ''i saluti a tutti coloro che credono nella coesistenza e che attendono con ansia il mio appello''.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, Francesco Manfredi nominato presidente di Indire

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(Adnkronos) – Francesco Manfredi, ordinario di economia aziendale e Prorettore dell’Università Lum 'Giuseppe Degennaro' è stato nominato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, presidente di Indire, l’istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, per il prossimo quadriennio. La formazione accademica del professor Manfredi include una laurea in Economia e Commercio conseguita presso l'università degli studi di Parma nel 1995 e un Ph.D.in Economia Aziendale e Management ottenuto nel 2000 all'Università Bocconi di Milano.

Dal 2004 è direttore della Lum School of Management. Indire rappresenta il punto di riferimento in Italia per la ricerca educativa: sviluppa nuovi modelli didattici, sperimenta l’utilizzo delle nuove tecnologie nei percorsi formativi, promuove la ridefinizione del rapporto fra spazi e tempi dell’apprendimento e dell’insegnamento.L'istituto vanta una consolidata esperienza nella formazione in servizio del personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario e dei dirigenti scolastici ed è stato protagonista di alcune delle più importanti esperienze di e-learning a livello europeo. —universita/politiche-universitariewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, Trump: “Altro 10% contro Cina, traffico Fentanyl continua”

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(Adnkronos) – Il presidente Usa Donald Trump annuncia dazi aggiuntivi del 10%, oltre a quelli già previsti, contro la Cina a partire dal 4 marzo, perché "continuano a entrare droghe nel nostro Paese da Canada e Messico, per la maggior parte sotto forma di Fentanyl, prodotto e fornito dalla Cina. "Una gran percentuale di queste droghe, di cui molte sotto forma di fentanyl, sono prodotte e fornite dalla Cina – ha scritto Trump in un post su Truth – Oltre 100.000 persone sono morte lo scorso anno a causa di questi veleni pericolosi ed estremamente a rischio di creare dipendenza.In milioni sono morti negli ultimi vent'anni.

Le famiglie delle vittime sono disperate e, in molti casi, virtualmente distrutte". "Non possiamo permettere che questa piaga continui a colpire gli Stati Uniti e pertanto, finché non sarà stata fermata o seriamente limitata, i dazi previsti entreranno in vigore il 4 marzo, come da programma – ha proseguito, riferendosi a Messico e Canada – E anche alla Cina verrà applicata una tariffa aggiuntiva del 10% in quella data.La data della seconda tariffa reciproca di aprile rimarrà in vigore a tutti gli effetti.

Vi ringrazio per l'attenzione prestata a questo problema".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)