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Hamilton-Ferrari, l’iconica copertina del Time per il ‘matrimonio’ del secolo

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(Adnkronos) –
It's time, è l'ora.Lewis Hamilton si scalda in vista dell'inizio della nuova stagione di Formula 1 e tutto il mondo dei motori parla del matrimonio del secolo in attesa del debutto in gara.

L'unione tra il fuoriclasse inglese, sette volte campione del mondo, è stata celebrata anche dal Time con l'iconica copertina "Horse Power". "Ora è il @time" ha scritto Lewis sui suoi canali social, giocando sull'associazione con la celebre rivista americana per condividere lo spettacolare servizio. "Grazie infinite a tutti coloro che hanno lavorato su questo. È un onore raccontare questa storia".  Il Time ha celebrato così il matrimonio del secolo tra Lewis Hamilton e il team di Maranello, che da mesi attira le attenzioni di tutti gli appassionati di motori e non solo.In questi giorni, l'inglese è impegnato nei test in Bahrain con la Rossa e in conferenza stampa, dopo la seconda sessione di prove, non ha nascosto la soddisfazione per l'inizio della nuova avventura: "Sono state due giornate molto positive.

Col meteo avverso non siamo riusciti a fare ciò che volevamo, ma abbiamo fatto parecchia strada insieme e la macchina è andata bene.Vado avanti alla giornata.

Sto imparando pian piano tutto, in ogni giro faccio piccoli aggiustamenti".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zeman ricoverato in terapia intensiva al Gemelli

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(Adnkronos) –
Zdenek Zeman ricoverato in terapia intensiva al policlinico Gemelli di Roma per sospetta ischemia cerebrale.L'ex allenatore di Lazio e Roma, 77 anni, avrebbe accusato un deficit di forza e un disturbo di produzione del linguaggio.  Le condizioni cliniche sono al momento stabili pur rimanendo in prognosi riservata.

Già lo scorso ottobre, Zeman era stato colpito da un ictus che gli aveva causato un'emiparesi al braccio destro.  Per il mister boemo, ricoverato da questa mattina nella Stroke Unit del policlinico universitario capitolino, 'vigile e collaborativo con i medici, sono in corso ulteriori accertamenti' secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti qualificate. Il quadro presentato è compatibile con ischemia cerebrale in pazienti con pregressa comorbidita cardiologica e pregresso ictus.E’ stata confermata terapia antiaggregante e anticoagulante.

I suoi parametri sono monitorati costantemente: dovrà essere sottoposto a controlli cardiologici e neuroradiologici. Il tecnico boemo, nato a Praga il 12 maggio 1947, aveva chiuso nel 2024 la sua ultima avventura in panchina con il Pescara per problemi al cuore.  Tra i primi messaggi di vicinanza al tecnico, quello del Pescara: "Lo sai mister, siamo sempre con te" si legge sul profilo X del club abruzzese.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, cos’è la fisioterapia respiratoria: la riabilitazione, i tempi

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(Adnkronos) – La salute del Papa e la fisioterapia respiratoria.E' stato il bollettino della Sala stampa del Vaticano a specificare che il Santo Padre, ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale, sta seguendo questa componente della fisioterapia che si occupa della prevenzione, del trattamento e della gestione delle patologie che compromettono la funzione respiratoria.   Ma cos'è la fisioterapia respiratoria o meglio rieducazione polmonare? "Una delle componenti principali della riabilitazione per le persone con esiti disabilitanti di patologie polmonari è la rieducazione respiratoria.

Semplificando, possiamo dire che le persone che hanno trascorso lunghi periodi allettati, che hanno o che hanno avuto patologie polmonari importanti, spesso avvertono molta fatica nel compiere anche i più piccoli sforzi e questo impedisce loro di svolgere le normali attività della vita quotidiana, come camminare, alzarsi dalla sedia o fare pochi gradini – spiega all'Adnkronos Salute il medico fisiatra Andrea Bernetti, segretario generale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer) -.Attraverso un programma di esercizi mirati, la rieducazione respiratoria può permettere e facilitare il recupero delle forze e della capacità respiratoria necessaria per poter condurre una vita normale.

A mero titolo esemplificativo, si possono citare alcune modalità utilizzate come: manovre di mobilizzazione ed elasticizzazione della gabbia toracica e del diaframma; assistenza alla tosse per potenziare l'espettorazione; programmi di rieducazione allo sforzo dei muscoli degli arti inferiori e superiori e dei muscoli respiratori".  Tra gli esercizi di respirazione più utilizzati in ambito riabilitativo "vi sono la respirazione diaframmatica, la respirazione a labbra serrate e l'Airway Clearance Techniques o esercizi di rimozione delle secrezioni bronchiali.Il tutto sempre sotto monitoraggio dei parametri vitali e della sintomatologia del paziente.

E' bene, comunque, ricordare come ogni caso sia differente dall'altro" all'interno di una "presa in carico globale, e l'approccio riabilitativo debba essere condotto attraverso un team multidisciplinare che segua un Progetto riabilitativo individuale", conclude Bernetti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurovision, Malgioglio: “Tommy Cash è un provocatore furbo e tutta l’Italia c’è cascata”

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(Adnkronos) – "Tommy Cash è un provocatore e tutta l'italia ha abboccato e 'Tutta l'Italia' temo ci rimetterà le penne".Parola di Cristiano Malgioglio che all'Adnkronos racconta perché a suo avviso il cantante di 'Espresso Macchiato', che rappresenterà l'Estonia all'Eurovision Song Contest con un brano "pieno di stereotipi triti e ritriti sull'Italia, ha messo a segno un colpo 'furbetto' che rischia di mettere in seria difficoltà sia il candidato ufficiale dell'Italia, Lucio Corsi con il brano 'Volevo essere un duro', che il favorito per la vittoria al San Marino Song Contest, Gabry Ponte con il suo 'Tutta l'Italia'". "Chi conosce bene Tommy Cash, come me che mi interesso spesso dei fenomeni musicali anche dell'Europa dell'est, sa che ha fatto spesso operazioni per far parlare di sé.

L'anno scorso per le Olimpiadi fece un brano intitolato 'Untz Untz' con un video in cui pseudo atleti facevano ogni tipo di posizioni e giochi sessuali, qualche anno fa fece un brano intitolato 'Pussy money weed', che non sto qui a tradurre.Nasce così, come un provocatore.

Questa volta – sottolinea Malgioglio – offende l'Italia e noi ci siamo cascati.Con tutta questa pubblicità rischiamo anche di fargli vincere l'Eurovision", dice senza mezzi termini Malgioglio che di Eurovision se ne intende, avendo condotto due edizioni per l'Italia insieme a Gabriele Corsi, non senza polemiche per i suoi commenti schietti, ormai tradotti in tutte le lingue. "Nel 2022 ho scatenato un caso diplomatico definendo la rappresentante spagnola 'il discount di Jennifer Lopez' ma poi ci ho fatto pace", sorride.  "Della canzone di Tommy Cash cosa direi?

Che nel ritornello è molto orecchiabile e tra l'altro in tanti mi hanno chiamato perché assomiglia ad alcune mie canzoni, più di tutte 'Amada mia, amore mio'.Per il resto è una canzoncina molto ruffiana, niente di che", ride. "Quasi quasi ci rifaccio un testo migliore e ne propongo un remake nei miei spettacoli ma delle sue parole salvo solo 'espresso macchiato' perché funziona.

Gli stereotipi degli spaghetti e del mafioso li lascio a lui, d'altronde il termine mafia ormai è usato anche per indicare le organizzazioni criminali di altri Paesi.Comunque l'intento suo è provocatorio se non offensivo. È un'operazione furbetta, che gli sta riuscendo per merito nostro.

Negli altri paesi nessuno se l'è filato.Noi gli abbiamo regalato milioni di visualizzazioni", sottolinea l'artista.  "Per fortuna – prosegue – l'immagine dell'Italia all'estero è legata a cose ben più belle: all'alta moda, all'arte, al grande cinema, alla grande musica.

E anche negli Usa molte delle più grandi star sono di origini italiane, da Robert De Niro ad Al Pacino, da Liza Minnelli a Dean Martin, da Frank Sinatra a Lady Gaga, solo per citarne alcuni.Per questo trovo Tommy Cash piuttosto offensivo, perché riduce il nostro Paese all'espresso, agli spaghetti e ai mafiosi", aggiunge.

Poi l'affondo: "E comunque mentre lui cantando in italiano è stato accettato come rappresentante dell'Estonia all'Eurovision, se uno di noi presentasse un brano con qualche parole in estone ci tirerebbero i pomodori.Quindi da un lato dobbiamo offenderci e dall'altro dobbiamo essere orgogliosi che l'Italia ha un tale appeal internazionale da permettere anche questo mezzo scempio.

In fondo cosa ha esportato l'Estonia?Tommy Cash", ironizza.  Quanto all'Eurovision di quest'anno, Malgioglio non sa se sarà della partita: "Non so niente, nessuno mi ha detto niente.

Non credo siano stati decisi i conduttori italiani.Per ora, però, mi hanno invitato a consegnare il premio a chi vincerà il San Marino Song Contest.

Leggo che è molto favorito Gabry Ponte, grazie al lancio del Sanremo di Carlo Conti.Ma a Basilea bisognerà vedere se un brano così potrà fare breccia, perché all'estero si aspettano dall'Italia la grande melodia o una performance di grandissimo impatto come quella che regalò la vittoria ai Maneskin.

E pure per Lucio Corsi non sarà facile.Lui è bravo ma non so quanto adatto all'Eurovision.

Io avrei mandato Giorgia che con le sue doti vocali avrebbe potuto fare la differenza", conclude. (di Antonella Nesi)  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, salgono su treno e lasciano in stazione figlia di 3 anni

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(Adnkronos) – Una famiglia tunisina, composta da madre, padre e tre figli, in viaggio da Catania a Milano in un frenetico cambio di treno ha lasciato in stazione una bimba di tre anni.E' accaduto questa mattina intorno alle 9.30 nella stazione Termini di Roma.

La piccola è stata però rintracciata dai carabinieri del Nucleo scalo Termini al binario 1 Est del principale scalo ferroviario della Capitale, dove era stata segnalata la presenza di una bambina straniera di 3 anni rimasta da sola, smarrita, suo malgrado, vittima di un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. I familiari, rintracciati, avevano già dato l’allarme al capo treno e scesi alla stazione Tiburtina sono poi ritornati a Termini.La piccola, in attesa di ricongiungersi con i propri cari, è stata intrattenuta con giochi e merendine presso gli uffici dei Carabinieri.

Il ricongiungimento della bambina con la sua famiglia ha portato un sorriso di sollievo a tutti coloro che erano stati coinvolti nella vicenda.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaiolo delle scimmie, Oms: “Mpox resta emergenza sanitaria globale”

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(Adnkronos) – L'Mpox, già vaiolo delle scimmie, resta un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (Pheic). "L'impennata di Mpox continua a soddisfare i criteri" che definiscono una Pheic, "stabiliti nel Regolamento sanitario internazionale (Ihr)", annuncia oggi il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, dopo la terza riunione del Comitato di emergenza Ihr sul tema, che si è tenuta il 25 febbraio.  Gli esperti del comitato hanno consigliato al Dg Oms di estendere l'emergenza globale, alla luce del "continuo aumento dei numeri" di Mpox "e della diffusione geografica, della violenza" dell'epidemia "nella Repubblica democratica del Congo orientale, nonché della mancanza di finanziamenti per attuare il piano di risposta".Tedros ha accolto il suggerimento.  A far scattare la dichiarazione di Pheic, il 14 agosto 2024, era stata l'impennata di casi di Mpox registrata la scorsa estate in particolare nella Repubblica democratica del Congo, spinta dal diffondersi – poi anche in altri Paesi africani vicini – di un nuovo ceppo virale, il clade Ib, che si temeva essere più aggressivo.

Mpox è stato dichiarato emergenza sanitaria globale per 2 volte in 2 anni.La prima nel luglio 2022, quando epicentro dell'epidemia erano stati diversi Paesi europei dove aveva cominciato a circolare un altro ceppo del virus, il clade II.

Quell'emergenza è stata poi chiusa a maggio 2023. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Riparte il Giro d’Italia della Csr 2025

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(Adnkronos) – Il Giro d’Italia della CSR, l’evento itinerante de Il Salone della CSR e dell'innovazione sociale, riparte con l’edizione targata 2025, sempre con l’obiettivo di valorizzare le esperienze concrete di imprese e territori, promuovere la cultura della sostenibilità e stimolare un’emulazione virtuosa.Quest’anno sono al momento cinque le tappe in programma, scelte per offrire a esperti e organizzazioni la possibilità di confrontarsi e di approfondire alcune delle principali tematiche della sostenibilità.  La prima tappa, andata in scena al DumBO di Bologna e organizzata in collaborazione con Impronta Etica e SCS Consulting, è stata gestita con un format laboratoriale: i partecipanti, appartenenti sia al mondo delle imprese che al terzo settore e alla pubblica amministrazione, sono stati suddivisi in sei gruppi di lavoro con l’obiettivo di confrontarsi e proporre soluzioni concrete su tre diversi aspetti dello sviluppo sostenibile, ma accomunati da un obiettivo: tessere reti per realizzare il cambiamento.

L’argomento rientra nel solco più ampio del tema pensato per la tredicesima edizione del Salone nazionale, in programma a Milano in Università Bocconi l’8, 9, 10 ottobre 2025, dal titolo “Creare futuri di valore”. Come si legge in una nota, "la costruzione del programma delle tappe del Giro d’Italia della CSR e dell’edizione nazionale è frutto del dialogo con esperti, accademici, operatori di diversi settori e ha l’obiettivo di coinvolgere gli stakeholder, registrare i cambiamenti in corso, comprendere le esigenze vecchie e nuove delle persone e delle organizzazioni". "Nessuna organizzazione può essere un sistema chiuso – commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone – ma deve saper gestire la relazione con altri attori sociali: solo grazie alla capacità di dialogare e confrontarsi si creano reti capaci di condividere le azioni da mettere in campo per generare un impatto positivo per le comunità e i territori”.  Ad aprire i lavori sono stati Giuseppina Gualtieri, Presidente di Impronta Etica, Anna Lisa Balestra, Head of Area People & Change Management e Director Reti e Sistemi di Impresa SCS Consulting e Irene Priolo, Assessora all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna.Prima delle attività dei gruppi si è svolto un dibattito sul tema del futuro sostenibile.

Al centro della conversazione, il tema dell’etica e del valore pubblico, frutto della contaminazione di approcci tra imprese e PA, all’insegna della reciprocità e della cross fertilisation.  Al centro del primo tavolo di lavoro della tappa di Bologna ci sono state le crisi climatiche e ambientali, che segnano in modo sempre più stringente il contesto in cui viviamo.Proprio l’Emilia-Romagna, secondo quanto segnalato dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente, nel 2024 è stata la regione italiana maggiormente colpita dai danni legati al cambiamento climatico.

Per far fronte a queste emergenze, la Regione ha presentato un progetto infrastrutturale per la realizzazione di 111 opere strategiche.Ma un vero cambiamento di rotta è possibile solo strutturando soluzioni sistemiche e collettive, capaci di creare un effetto di contaminazione rivolto ad altre iniziative e percorsi.  Nella identificazione di iniziative sinergiche nel territorio sono stati citati diversi interventi, come la co-progettazione e la realizzazione di impianti di biometano e la collocazione di arnie per la misurazione degli impatti ambientali attraverso indicatori di biodiversità. È emersa inoltre la necessità di ampliare i progetti di rinaturalizzazione delle città per limitare i danni derivati dagli eventi climatici estremi.

Anche dal punto di vista della gestione idrica, fare rete risulta fondamentale: l’esempio virtuoso è quello del Patto per l’acqua, l’impegno assunto da Impronta Etica e da 15 imprese socie per intraprendere azioni destinate a una migliore gestione dell’acqua, dall’ottimizzazione di consumi e prelievi idrici fino alla gestione dei rischi. “Pur in un contesto difficile, è importante l’impegno delle aziende verso obiettivi e percorsi di sostenibilità anche come fattore di competitività; in questo ambito è fondamentale la collaborazione tra imprese, istituzioni e società civili – ha dichiarato Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica –.Rafforzando le sinergie e costruendo sistemi collaborativi tra diversi soggetti possiamo sviluppare soluzioni sostenibili, innovative e condivise, capaci di generare un impatto concreto sulla comunità.

In tale contesto, la tappa bolognese del Salone della CSR rappresenta un’importante occasione per Impronta Etica per riprendere esperienze e evidenze sul ruolo chiave della collaborazione per costruire insieme un futuro più sostenibile e inclusivo.” I partecipanti al tavolo dedicato al lavoro hanno riflettuto sulla complessità e le diverse sfaccettature che questo tema comporta.Quando si parla del lavoro del domani, non si può non affrontare aspetti quali l'inclusione nell'ambiente lavorativo, la gestione del tempo, i nuovi valori e la diversa concezione di lavoro delle generazioni più giovani, la necessità di un nuovo senso di appartenenza all'interno delle organizzazioni. Dai lavori della tappa è emersa la necessità di una governance aziendale sostenibile ed empatica: finché l'impresa non costituirà una governance lungimirante, solida, inclusiva, sostenibile e aperta al dialogo, sarà estremamente difficile riuscire a far fronte a tutte le sfide del futuro e a tramutarle in opportunità. Un processo emerso dalle esperienze dei partecipanti come fortemente strategico in questo campo è quello del “reverse mentoring”.

Questa procedura va a sradicare la classica concezione che vede le persone più mature e con più esperienza formare i giovani, ponendo anche le nuove generazioni in una condizione di insegnamento e condivisione della propria visione.Ognuno all'interno dell'organizzazione merita di poter trasmettere ed insegnare qualcosa agli altri, superando logiche gerarchiche di genere, età e diversità di qualsiasi altro tipo. “In SCS siamo convinti che solo attraverso una visione comun e generando una sinergia concreta tra gli attori del settore pubblico e privato si possano costruire soluzioni efficaci e durature per il nostro ecosistema economico e sociale – aggiunge Stefano Dall’Ara, presidente di SCS Consulting –.Per questo, all’interno della nostra società, abbiamo creato anche una specifica direzione reti e sistemi di impresa con l’obiettivo di strutturare e facilitare la costruzione di network capaci di produrre valore condiviso”. Di fronte alla trasformazione digitale che ormai permea ogni ambito delle nostre vite, è indispensabile capire come costruire reti che consentano di affrontare le innovazioni del domani in modo sostenibile.

Partendo dalla consapevolezza della necessità di adottare una visione sistemica, capace di includere i diversi aspetti che la spinta all’innovazione porta con sé, dal tavolo di lavoro dedicato sono emersi nodi critici e possibili leve abilitanti.Se da una parte persiste la diffidenza nell’integrazione della tecnologia nei processi e meccanismi di un’organizzazione, una certa quota di rifiuto del cambiamento e un divario digitale all’interno della popolazione aziendale, dall’altra sono state suggerite soluzioni di lungo periodo nell’ascolto attivo e nella diffusione di competenze attraverso la formazione e una comunicazione chiara e trasparente delle possibilità offerte dalla tecnologia.

L’obiettivo è quello di garantire una transizione digitale inclusiva, che non lasci indietro nessuno.Il prossimo appuntamento con il Giro d’Italia della CSR è a Gorizia, Capitale europea della Cultura insieme a Nova Gorica, il 24 marzo 2025: si parlerà di futuro e frontiere, sempre nell’ottica della sostenibilità. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano Cortina 2026, Picchi: “Lombardia protagonista, Paralimpiadi centro del progetto”

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(Adnkronos) – "Promuovere il significato e il valore di un evento così importante, non solo per il nostro Paese, ma anche al di fuori dei confini nazionali".Federica Picchi, sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia con delega allo Sport e ai giovani, ha parlato così nel corso delle prime due tappe dell'International Roadshow, svoltosi ieri al consolato di Monaco di Baviera e oggi all'ambasciata italiana di Parigi.

Un evento istituzionale che prevede più appuntamenti internazionali per raccontare il progetto Milano Cortina 2026, con l'obiettivo di valorizzare i territori coinvolti. L'iniziativa vede protagonisti, oltre alla Regione Lombardia, la Fondazione Milano Cortina 2026, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il ministero dello Sport e dei Giovani, la Regione Veneto e le Province Autonome di Trento e Bolzano. "Anche attraverso questo percorso – ha spiegato Picchi – desideriamo affermare come Regione Lombardia sia stata assoluta protagonista nel credere in un progetto che sembrava impossibile e che, per la prima volta, proporrà Olimpiadi diffuse e realmente sostenibili.Ovvero i due elementi che ci hanno consentito di raggiungere questo importantissimo traguardo.

D'accordo con il presidente Fontana, teniamo sempre a ribadire e soprattutto a valorizzare anche l'aspetto delle Paralimpiadi, ricordando in ogni sede come lo sport sia sempre più un sinonimo di inclusione e accessibilità”. —milano-cortina-2026/eventiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Anmar e Apmarr: “Adottare ddl 946 ottima decisione Commissione Senato”

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(Adnkronos) – "Ottima la decisione della Commissione Affari sociali del Senato di adottare come testo base il ddl n. 946 per le malattie reumatologiche.Auspichiamo ora una rapida approvazione da parte di entrambi i rami del Parlamento".

E' il commento di Anmar Odv (Associazione nazionale malati reumatici) e Apmarr (Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare) dopo che, su proposta del relatore, il senatore Raoul Russo, la X Commissione permanente di Palazzo Madama ha deciso di adottare, come testo base per il proseguo dell'esame, il disegno di legge n. 946 presentato nel marzo 2024 dalla vicepresidente della Commissione, la senatrice Maria Cristina Cantù.Il testo del provvedimento intende riorganizzare e potenziare l'assistenza reumatologica Italia.  "Ringraziamo tutti i parlamentari, e in particolare il presidente della Commissione Francesco Zaffini e il relatore Raoul Russo, per quanto hanno fatto ieri in sede di Commissione – dichiarano Silvia Tonolo, presidente Anmar, e Antonella Celano, presidente Apmarr – Come abbiamo spesso sottolineato, quelle reumatologiche sono patologie ancora ampiamente sottovalutate nonostante siano molto diffuse e abbiano un forte impatto sul nostro sistema sanitario.

Da mesi chiediamo alle istituzioni di accelerare sull'approvazione del ddl 946 e ieri è stato fatto un primo e importante passo in avanti.Il disegno di legge si pone, infatti, alcuni obiettivi concreti per migliorare l'assistenza socio-sanitaria nel nostro Paese.

Se approvato, e reso effettivamente operativo – chiariscono – il nuovo provvedimento legislativo potrà intervenire su aspetti di fondamentale importanza per noi pazienti.Tra questi ricordiamo la diagnosi precoce, la prevenzione delle malattie più gravi ed invalidanti, l'effettiva integrazione tra i servizi sanitari ospedalieri e quelli territoriali, il potenziamento della telemedicina e il sostegno alla ricerca clinica.

Prioritario deve essere, a nostro avviso, la riorganizzazione della presa in carico del malato, che spesso presenta lacune e difformità, nei vari sistemi sanitari regionali".  "Come associazioni di pazienti siamo pronti e disponibili a collaborare con tutte le istituzioni affinché il disegno di legge sia quanto prima approvato.Ringraziamo infine – concludono -Tonolo e Celano – Fb & Associati e Rime Policy & Advocacy per il prezioso e costante sostegno che ha permesso di raggiungere questo importante risultato". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Vai a cag…”, scintille in aula Candiani-Amato – Video

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(Adnkronos) – Nonostante l'intesa bipartisan, con l'approvazione all'unanimità della legge per incentivare i 'viaggi nella memoria' nelle scuole, l'atmosfera alla Camera dei deputati si è accesa per uno scambio senza metafore tra i deputati Gaetano Amato (M5S) e Stefano Candiani (Lega).  Tutto è iniziato quando nel suo intervento per annunciare il sì al provvedimento, Amato ha chiosato (tra gli applausi del gruppo M5S): "Il vicepremier Salvini, qualche giorno fa, si disse contento di avere abbracciato Netanyahu e di essersi fatto una foto con lui.Questo, fatto da Salvini, non ci meraviglia, si è fatto la foto anche con Lucci, capo della tifoseria milanese, indagato…".    Immediata è arrivata la replica di Candiani: "Ma vai a cagare!

Non si mescolano queste cose", mentre l'aula rumoreggiava.A questo punto, Amato ha ribattuto con decisione: "Stai zitto!

O dimmelo fuori!".E' stato l'intervento del presidente di turno Giorgio Mulè a riportare il confronto in binari più istituzionali: "C'è stata una reazione da parte del collega Candiani, che adesso poi riascolteremo, segnaleremo eventualmente all'Ufficio di Presidenza.

Se è andata sopra le righe, certamente interverremo, come sempre abbiamo fatto in quest'aula", ha assicurato Mulè. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ia, Soldini (Inca Cgil): “Dobbiamo affrontarne aspetti positivi e criticità”

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(Adnkronos) – “Riteniamo che l’intelligenza artificiale sia un tema che, come patronato, dobbiamo impegnarci ad affrontare sia negli aspetti positivi sia nelle criticità.Ci siamo resi conto che c’è molta attenzione e conoscenza generica dei nostri intervistati.

Ci siamo resi conto che c’è molta attenzione e conoscenza generica tra i nostri intervistati, ma in realtà conoscono poco le applicazioni e una grossa parte non la utilizza per quanto riguarda la pubblica amministrazione”.Queste le parole di Mauro Soldini, membro del collegio di presidenza di Inca Cgil, che ha spiegato all’Adnkronos cosa è emerso dall’indagine demoscopica su intelligenza artificiale e diritti di cittadinanza in Italia promossa da Inca e realizzata dall'Osservatorio Futura con Fondazione Di Vittorio partendo dalla domanda 'Se gli italiani hanno poca dimestichezza con le pratiche digitali della pubblica amministrazione, si fideranno dell’intelligenza artificiale per tutelare i propri diritti e vedersi garantite prestazioni come indennità, pensioni o sussidi?'. (
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) La nuova indagine ha coinvolto un campione di 6.000 persone maggiorenni, sufficientemente rappresentativo della popolazione residente in Italia, estratto in maniera casuale da un panel costituito da oltre 150.000 individui. “L’Italia – spiega Soldini è molto lontana dalla cosiddetta uguaglianza digitale.

Ci sono molti problemi per quanto riguarda sia l’ambito dell’utilizzo degli strumenti, sia del possesso dei device e della rete internet per poter usufruire di questi servizi.La cartina al tornasole l’abbiamo avuta durante il lockdown quando si è ulteriormente allargata la forbice tra chi aveva conoscenza e mezzi e chi non li aveva”.  Ma come i patronati cambiano di fronte ad intelligenza artificiale e nuove tecnologie?

Soldini risponde così: “Il ruolo del patronato non cambia, è sempre quello si supporto e sostegno alle persone.A cambiare sono le necessità e i problemi.

Noi abbiamo come punto di riferimento l’articolo tre della Costituzione che dice che lo Stato deve superare gli ostacoli che si frappongono tra i cittadini e i loro diritti.Il nostro patronato si è dotato delle capacità, delle competenze e anche della conoscenza digitale che lo rende in grado di essere al fianco delle persone”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondi Ue, Carfì (Agea): “Rinnovare, semplificare e digitalizzare contro lentezza burocratica”

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(Adnkronos) – "Abbiamo queste linee di indirizzo: rinnovare, semplificare e digitalizzare.Queste le parole chiave per risolvere la lentezza burocratica e gli errori delle informazioni che arrivavano in maniera differita dai territori".

Così Salvatore Carfì, direttore Organismo di Coordinamento Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, partecipando, questa mattina a Roma, alla presentazione della ricerca Eurispes “La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volàno della nostra società”. "Per quanto riguarda la semplificazione e la digitalizzazione – riprende Carfì – siamo partiti dall’emergenza di crisi, un aiuto comunitario co-finanziato che viene elargito agli agricoltori colpiti da un evento atmosferico.Abbiamo iniziato delimitando l’area colpita da calamità: con l'uso dei satelliti messi a disposizione dall’Unione Europea, ogni mese riusciamo a sviluppare, con un algoritmo, una immagine sentinella.

All'interno di quell'area sappiamo chi sono gli agricoltori perché Agea detiene il fascicolo degli agricoltori di tutta Italia".  In questo modo è possibile per Agea interloquire direttamente con l’agricoltore, comunicare la misura dell’area interessata dalla calamità e il ristoro dovuto a sostegno. “A quel punto – continua Carfì – l’agricoltore dovrà solamente confermare la situazione in automatico, con un click, e precompilare la proposta di aiuto – illustra – Una procedura di monitoraggio che ci permette di conoscere il territorio, di programmare la correttezza dei pagamenti e di mantenere la fiducia dell’Unione europea”, dice.Carfì sottolinea infine come, dall’apertura del Dm che stabilisce l’erogazione dell’aiuto, Agea sia riuscita “a fare controlli e pagamenti senza incorrere in nessuna disputa". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondi Ue, Oliveti (Enpam): “In 2020 Italia aveva speso meno del 40% risorse periodo 2014-20”

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(Adnkronos) – "C’è una certa attenzione verso temi che hanno una forte connotazione sociale, come quello dell’utilizzo dei fondi strutturali europei.L'approccio basato sui numeri e sui fatti, che da sempre caratterizza Enpam ed Eurispes, è una strada che perseguiamo per capire la realtà e intraprendere, se ci sono, nuove iniziative.

Venendo al tema della ricerca presentata oggi, secondo la Corte dei Conti nel 2020 l'Italia aveva speso meno del 40% delle risorse assegnate per il ciclo programmazione 2014-2020".Così Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam, nel corso della presentazione della ricerca Eurispes “La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volàno della nostra società” coordinata da Giovanni Candigliota, ricercatore Eurispes, svoltasi a Roma. “Dati come questi certificano un problema italiano di programmazione e di messa a terra di progetti di sviluppo, con alla base la complessità burocratica e la carenza di monitoraggio e di controllo.

In un contesto simile, il problema della scarsa programmazione ha determinato negli ultimi anni una sempre maggior sofferenza al Servizio sanitario nazionale.Al riguardo abbiamo fatto una ricerca, con Eurispes e il Ssn, con dati importanti sia a livello ospedaliero sia a livello territoriale, che ha riscontrato criticità legate alla liste d'attesa, al mancato soddisfacimento dei bisogni dei sanitari, dei medici e dei professionisti.

Pertanto, credo che una ricerca come questa sia indispensabile per creare una maggiore consapevolezza dell'importanza di incrementare l'efficacia della capacità gestionale e del monitoraggio”, conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondi Ue, Candigliota (Eurispes): “Italia potrebbe attuare diverse azioni di miglioramento”

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(Adnkronos) – “Oggi trattiamo dei fondi europei e della loro gestione per l'Italia, guardando in particolare a due tipologie di fondi: i fondi strutturali e quelli legati alla politica agricola comune (Pac).Nel corso della presentazione della ricerca è stato illustrato l’approccio metodologico con il quale abbiamo analizzato oltre un milione di dati.

Attraverso poi altre ricerche già realizzate da Banca d’Italia, Istat ecc, abbiamo cercato di creare un valore aggiunto, offrendo non solo un semplice monitoraggio dei dati ma cercando anche di dare degli input.L'Italia ha, purtroppo, parecchie azioni di miglioramento che potrebbe attuare, sia in termini di fondi strutturali che di Pac”.

Lo afferma Giovanni Candigliota, ricercatore Eurispes, in occasione della presentazione della ricerca Eurispes “La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volàno della nostra società” da lui stesso coordinata, svoltasi a Roma. “Dal punto di vista dei fondi strutturali, ad esempio – spiega il ricercatore – confrontando il settennale precedente, 2014-2020, con quello del 2021- 2027, quello che si può vedere è che abbiamo più soldi.Questa potrebbe sembrare una cosa positiva, perché l'Europa ha dato più di 2 miliardi di euro in più all'Italia a prezzi costanti.

In realtà non è una cosa positiva, perché l'Europa destina più soldi alle nazioni che crescono meno e l'Italia cresce meno per una serie di fattori, da quelli di natura amministrativa a quelli di natura imprenditoriale”. “Per quanto riguarda invece la Pac – aggiunge Candigliota – esiste un’elevata parcellizzazione delle responsabilità.La struttura è molto lunga, c'è infatti una struttura organizzativa a livello europeo, una a livello nazionale e una a livello regionale, che genera un’elevata parcellizzazione di responsabilità e attività.

Di conseguenza si genera difficoltà a governare e monitorare questo processo.Questo implica, da un punto di vista pratico, rettifiche finanziarie”.  Il processo della Pac prevede infatti che l’Italia versi dei soldi agli agricoltori, che poi le devono essere rimborsati dall’Unione europea, ma, precisa il ricercatore “ci sono delle differenze in questi valori e sono le rettifiche finanziarie, ovvero soldi destinati agli agricoltori che paga l’Italia, che valgono circa 100 milioni di euro ma possono arrivare anche a 200 milioni.

Questo accade per l’assenza di controlli, perché, ad esempio, sono stati dati soldi ad agricoltori che non dovevano averne o a finti agricoltori.Questa è naturalmente una di quelle tematiche che bisogna attenzionare”.  “La ricerca poi offre degli spunti legati alla possibilità di utilizzare un approccio adattivo a quello che è il contesto di riferimento – conclude – economico, territoriale, e anche del livello di burocratizzazione della pubblica amministrazione”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, problemi strutturali Italia ostacolano pieno sfruttamento Fondi Ue

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(Adnkronos) – Nonostante l’afflusso significativo di risorse comunitarie, l’Italia si trova spesso in difficoltà nell’efficace utilizzo dei fondi europei, a causa di problematiche strutturali che ostacolano il pieno sfruttamento delle opportunità offerte.Secondo un rapporto della Corte dei Conti italiana, al 2020 l’Italia aveva speso solo il 38% delle risorse assegnate per il ciclo di programmazione 2014-2020 (Corte di Conti 'I rapporti finanziari con l’Unione Europea e l’utilizzazione dei Fondi europei' Relazione annuale 2020-2021), una percentuale tra le più basse in Europa.

E' quanto emerge dalla ricerca 'La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volano della nostra società', realizzata dall’Eurispes che è stato presentato oggi. Altre nazioni, come la Polonia e la Spagna, rileva l'Eurispes, nello stesso periodo avevano raggiunto una capacità di spesa rispettivamente del 72% e del 65%.Questa lentezza non solo impedisce di sfruttare appieno le opportunità offerte dai fondi europei, ma espone il Paese al rischio di dover restituire le risorse non utilizzate.

Nel ciclo 2014-2020, circa 5 miliardi di euro sono stati oggetto di ridefinizione o restituzione a causa di ritardi e inefficienze.Permangono importanti criticità: la complessità burocratica, la frammentazione delle competenze e una capacità amministrativa non sempre adeguata; la scarsa capacità di progettazione delle Amministrazioni locali, soprattutto nel Mezzogiorno, dove si affrontano gravi difficoltà nell’elaborazione di progetti conformi ai rigidi requisiti stabiliti dall’Unione Europea (il 30% dei progetti presentati non è conforme ai criteri dei bandi europei); i monitoraggi e i controlli: in Italia, l’assenza di sistemi efficienti in questo ambito ha spesso portato a irregolarità, ritardi, e sprechi di risorse, compromettendo l’impatto positivo dei finanziamenti comunitari e ciò avviene non solo nel Mezzogiorno ma anche nelle Regioni settentrionali.  L'efficace gestione dei fondi europei dipende da strategie ben definite e da approcci innovativi, come dimostrano alcuni modelli di successo adottati da diversi paesi membri dell’Unione Europea. Tra questi, sottolinea l'Eurispes, emergono quattro esempi significativi che evidenziano come politiche mirate e pianificazione strategica possano massimizzare l’impatto dei finanziamenti europei.

I modelli di gestione dei fondi europei adottati da Polonia (gestione centralizzata), Germania (utilizzo dei partenariati pubblico-privati), Paesi Bassi (trasparenza nella gestione dei fondi) e Spagna (sviluppo delle aree rurali), nonostante siano molto diversi tra loro, sono tutti di successo.Non esiste un modello unico di gestione dei fondi europei, ma un sistema flessibile che rispetti le diversità territoriali e settoriali.  "Solo un approccio adattivo, che tenga conto delle caratteristiche locali e delle capacità amministrative – sottolinea Eurispes-, può garantire un utilizzo efficace e sostenibile delle risorse comunitarie.

Un approccio rigido e uniforme rischia di non rispondere efficacemente alle esigenze specifiche dei territori.Ogni area, territorio, regione ha caratteristiche e bisogni specifici che richiedono strategie adattate e mirate.

L’approccio adattivo a 'geometria variabile' potrebbe rappresentare una strategia flessibile che permette di calibrare gli interventi in base alle caratteristiche e alle esigenze specifiche dei territori ed in particolare a quattro variabili: contesto territoriale; tessuto imprenditoriale; – competenze possedute dalle Amministrazioni; burocrazia amministrativa.Un approccio 'a geometria variabile', in definitiva, consente di affrontare le sfide di ciascun territorio in modo mirato, garantendo che i fondi europei vengano utilizzati in modo efficace e sostenibile.

La chiave del successo risiede nella capacità di adattare le strategie alle specificità locali, combinando interventi infrastrutturali, innovativi, sociali e ambientali.Solo attraverso una pianificazione attenta e flessibile ed un sistema di monitoraggio e controllo continuo sarà possibile massimizzare l’impatto dei fondi, promuovendo uno sviluppo equilibrato e inclusivo su tutto il territorio italiano". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa-Russia, Putin: “Speranze da nostri primi contatti”

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(Adnkronos) – Speranze dai primi contatti tra Usa e Russia.Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin nel giorno in cui a Istanbul si tengono nuovi colloqui tra le delegazioni americane e russe e nove giorni dopo la prima riunione a Riad con i ministri degli Esteri di Washington e Mosca. "Tutti noi vediamo quanto rapidamente il mondo stia cambiando, la situazione nel mondo.

A questo proposito, vorrei sottolineare che i primi contatti con la nuova amministrazione americana ispirano una certa speranza", ha affermato il leader del Cremlino. "C'è un desiderio comune di lavorare per ripristinare i rapporti", ha sottolineato Putin in un incontro nella sede dell'Fsb, l'intelligence esterna, e tornando a denunciare che "alcune elite occidentali cercheranno di indebolire il nostro dialogo". Poco prima era stato il portavoce del Cremlino, Dimitry Peskov, citato da Ria Novosti, ha sottolineare come il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è disposto ad ascoltare gli altri, a differenza del suo predecessore, Joe Biden. "Quella di Trump è una caratteristica "molto importante che distingue fondamentalmente l'attuale amministrazione di Washington da quella precedente", e Mosca se ne rende conto, ha aggiunto. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha annunciato ieri che Washington e Mosca avrebbero tenuto un secondo round di colloqui in Turchia, poco più di una settimana dopo l'incontro dei delegati dei due Paesi in Arabia Saudita, avvenuto il 18 febbraio, per i loro primi colloqui diretti dopo l'invasione su vasta scala dell'Ucraina. L'incontro ad Istanbul non includerà discussioni sull'Ucraina, ha detto ai media un portavoce del Dipartimento di Stato americano.Secondo Lavrov, si concentrerà invece sul lavoro delle ambasciate.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, per Italia piano strategico nazionale Pac 2023-27 ha dotazione di 36,9 mld

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(Adnkronos) – La Pac ha cicli di programmazione settennali, attualmente è in corso quello 2021-2027 il cui valore complessivo europeo è di 378,5 miliard di euro e rappresenta il 31% del bilancio totale dell’Unione (tale valore non comprende 8,07 mld di euro che sono risorse aggiuntive del programma Next Generation Eu in ambito Agricoltura).Per l’Italia il Piano strategico nazionale della Pac (Psp) 2023-2027 ha una dotazione di 36,9 mld di euro ed è finanziato attraverso fondi europei (Feaga, Fears) e nazionali.

E' quanto emerge dalla ricerca 'La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volano della nostra società', realizzata dall’Eurispes che è stato presentato oggi. Il Psp è suddiviso in due pilastri e tre tipologie di interventi: aiuti diretti (Pilastro I), aiuti settoriali (Pilastro I) e sviluppo rurale (Pilastro II).Il Psp a livello europeo è finanziato attraverso il Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (Feaga) che stanzia risorse a favore del Pilastro I della PAC e il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (Feasr) per il Pilastro II della Pac.  Complessivamente, i due fondi europei hanno un valore per l’Italia di 28,02 mld di euro; a tale valore va aggiunta una componente nazionale di circa 8,85 mld di euro per un valore complessivo destinato all’agricoltura di 36,87 mld di euro.

Uno degli elementi innovativi della Pac 2023-2027 è il New Delivery Model che rappresenta un tentativo ambizioso di rendere la politica agricola più moderna, flessibile e orientata ai risultati.Tuttavia, le criticità legate alla complessità amministrativa, alla disomogeneità nell’applicazione, alla mancanza di garanzie per gli impatti ambientali e sociali e alle difficoltà per i piccoli agricoltori, rischiano di comprometterne il successo.

Per superare queste sfide, sottolinea Eurispes, "è essenziale che l’Unione Europea fornisca un maggiore supporto tecnico e finanziario agli Stati membri, promuova una maggiore armonizzazione delle politiche e introduca sistemi di monitoraggio più efficaci per garantire che gli obiettivi comuni siano effettivamente raggiunti". Nel 2023, primo anno di attuazione del Psp, sono state avviate numerose attività necessarie per garantire un’implementazione efficace ed efficiente degli interventi previsti nel Piano.Il termine per la presentazione delle domande di aiuto, inizialmente fissato al 15 maggio, è stato posticipato al 30 giugno 2023 per permettere l’adeguamento ai nuovi sistemi informativi e alle innovazioni normative introdotte.

Questo rinvio non ha ostacolato l’avvio dei pagamenti degli anticipi a partire dal 16 ottobre 2023.A tal riguardo, dal punto di vista finanziario, le erogazioni complessive a valere sull’esercizio finanziario 2023 ammontano complessivamente a 114 mln di euro in quota Feaga.

Per quanto riguarda, invece, il sostegno al reddito, 721mila aziende (pari a circa 10,5 milioni di ettari di Sau) hanno richiesto tale tipologia di aiuto che ha complessivamente assorbito risorse pari a circa 2 mld di euro (a fronte di una dotazione annuale pari a circa 3,5 mld di euro); un importo simile a quello destinato al pagamento di base nel periodo 2015-2022.  Tuttavia, nel 2023 sono intervenuti due fattori chiave che hanno modificato la distribuzione del sostegno: la riattivazione del meccanismo di convergenza interna, che ha interessato il Biss e l’introduzione di un sostegno redistributivo (Criss).Questi interventi hanno generato rilevanti variazioni regionali: redistribuzione verso il Sud Italia: la maggior parte delle risorse si è spostata dalle regioni settentrionali a quelle meridionali, con l’eccezione della Calabria, che già beneficiava di titoli all’aiuto con un valore medio superiore alla media nazionale; trasferimento dalla Pianura Padana: risorse sono state ridotte nelle regioni del Nord, come Veneto, Lombardia e Piemonte, a favore di regioni come Abruzzo, Trentino, Valle d’Aosta, Liguria, Lazio, Sicilia e Sardegna. Per quanto infine riguarda gli interventi settoriali: settore apistico: sono stati attivati i quattro interventi (Assistenza tecnica e formazione, Investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali, Collaborazione con enti di ricerca, Promozione, comunicazione e monitoraggio del mercato).

Le erogazioni relative al 2023 ammontano complessivamente a 14,9 mln di euro di cui 4,2 mln sono fondi Ue e 10,7 mln sono contributi nazionali.Le arnie interessate sono 875mila su 1.600mila presenti (oltre il 50% delle arnie). Settore vitivinicolo: nessun intervento del Psp è stato avviato nel 2023.

Le misure implementate sono state finanziate dal Programma Nazionale di Sostegno 2019-2023.L’Autorità di Gestione (AdG) sta valutando modifiche al Psp per il futuro. Comparto oleicolo: è stato adottato il primo decreto attuativo nazionale, con un budget annuale complessivo di 47 mln di euro, comprendente risorse Ue, nazionali e private.

Nel 2023 sono stati approvati 48 programmi operativi e 43 programmi esecutivi, con un aiuto Ue di 34,56 mln di euro.Gli anticipi erogati ammontano a 26,4 mln.  Settore ortofrutticolo: sono stati approvati 229 programmi operativi ai sensi del Regolamento Ue n. 1308/2013, per un valore totale di 0,37 mld.

La differenza rispetto ai 290 previsti deriva da disposizioni transitorie.Gli anticipi erogati sono stati pari a 83,3 mln di euro.

Settore pataticolo: stanziati 6 mln per 16 programmi operativi, con risorse disponibili a partire dal 2024.  "La Pac, da sola, non può risolvere le sfide del settore agricolo; è necessario un insieme di politiche integrative per affrontare le problematiche globali e locali".  Una delle problematiche più frequenti segnalate dagli agricoltori italiani, rileva infatti l'Eurispes, riguarda la complessità burocratica associata all’accesso ai fondi Pac, in termini di difficoltà nell’accesso alle risorse: la presentazione delle domande è percepita come complicata dal 23% degli agricoltori, con picchi più alti tra le piccole aziende che non dispongono di risorse per consulenze professionali; tempi lunghi di erogazione: i ritardi nei pagamenti compromettono la capacità delle aziende di pianificare investimenti a medio-lungo termine; carico amministrativo sproporzionato: la gestione degli adempimenti Pac richiede competenze e strumenti che non tutte le aziende, soprattutto le più piccole, possono permettersi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, tra 2014 e 2023 Italia ha ricevuto 105 mld, il 45% per gestione fondi strutturali da Ue

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(Adnkronos) – Nel corso di un decennio (2014-2023), l’Italia ha ricevuto accrediti da parte dell’Unione Europea per un valore complessivo di circa 105 mld di euro (il dato non tiene conto di 35 mld di euro ricevuti dall’Ue nel 2023 come tranche dell’anno del Pnrr): il 45% per la gestione dei fondi strutturali (o anche fondi indiretti); il 55% per la gestione di altre tipologie di fondi (Fead, Yei, Fsi, Ipa, Feaga..).E' quando emerge dall'analisi dei fondi europei nella ricerca 'La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volano della nostra società', realizzata dall’Eurispes con il coordinamento di Giovanni Candigliota, che ha richiesto l’elaborazione di oltre 1 milione di dati provenienti da diverse fonti ufficiali, tra cui programmi operativi, indicatori finanziari, dati di spesa, rendicontazioni periodiche e statistiche socio-economiche ed è stata effettuata rispetto a vari livelli amministrativi (Ue, nazionali, regionali).

Tale analisi di integrazione, interpretazione, confronto e valutazione di dati eterogenei rispecchia la complessità nel valutare l’efficacia e l’impatto delle politiche di coesione e sviluppo rurale a livello nazionale ed europeo.L’output dell’elaborazione di questa mole di dati è visualizzabile online, previa registrazione al nostro sito (www.eurispes.eu). Attualmente, rileva Eurispes, siamo in una situazione di convivenza tra il ciclo di programmazione dei fondi strutturali per il periodo 2014-2020 e quello relativo al 2021-2027.

Per quanto riguarda il ciclo 2014-2020, i pagamenti totali per i fondi Sie del ciclo 2014-2020 hanno raggiunto, alla fine del 2023, 450,6 mld di euro su un’assegnazione totale di 492,6 mld, con un tasso di assorbimento pari al 91,5%.Dei 42 mld di euro rimanenti, che dovranno essere spesi entro il 31 luglio 2025, il 18% (pari a 7,5 mld) è destinato all’Italia.

Analizzando nel dettaglio i progetti del periodo di programmazione 2014-2020, al 30 luglio 2023, l’Italia si distingueva come il primo Paese europeo per numero di progetti finanziati, con oltre 740mila iniziative approvate, pari a circa il 40% del totale dei progetti cofinanziati dall’UE in quel periodo.  Al confronto, altri grandi beneficiari della politica di coesione, come Polonia e Spagna, hanno concentrato i fondi ricevuti su un numero molto più contenuto di progetti, meno di un quinto rispetto a quelli attivati da Amministrazioni centrali, regionali e locali italiane.Analizzando il valore medio dei progetti cofinanziati nei diversi Stati membri, l’Italia si collocava tra i paesi con il valore più basso, pari a circa 79mila euro per progetto.

Al contrario, in Romania, ciascun progetto ha beneficiato in media di un finanziamento significativamente più elevato, pari a 3,2 milioni.  L’Italia si distingue in Europa per l’elevato rapporto tra progetti e beneficiari: in media, ciascun beneficiario ha gestito 8,2 progetti, contro una media di 2-3 progetti nella maggior parte degli altri paesi.Per quanto riguarda il ciclo di programmazione 2021-2027, al 31 agosto 2024, quindi a metà ciclo, lo stato dell’arte degli impegni e dei pagamenti dei fondi strutturali presenta la seguente situazione: a fronte di uno stanziamento complessivo tra risorse europee e nazionali sui fondi Fesr, Fse+, Feampa e Jtf di 75,054.62 mln di euro ne sono stati allocati (c.d.

valori impegnati) su progetti specifici 2.582,3 mln (pari al 16,7%) e richieste domande di pagamento (cosidetti valori spesi) di 1.693,6 mln (pari al 2,3% del valore complessivo).  Facendo un confronto con gli altri paesi europei, si evidenzia come ad oggi il valore complessivo dell’impegnato dell’Italia, e quindi della capacità di programmazione dei progetti, è 2 inferiore rispetto a quello della maggior parte degli altri paesi: attualmente, risulta superiore soltanto a Cipro, Slovenia, Croazia e Portogallo.Considerando il valore complessivo dello stanziamento previsto per l’Italia, secondo soltanto a quello della Polonia, si trae facilmente la conclusione che il prossimo biennio rappresenta per l’Italia un periodo fondamentale per riuscire a programmare efficacemente i circa 63 mld rimanenti.

In questo senso, va vista la legge Coesione volta ad introdurre misure urgenti per rafforzare le politiche di coesione territoriale. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Una persona su 2 discriminata ai colloqui di lavoro, quando accade più spesso

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(Adnkronos) – Non tutti i colloqui sono uguali: una persona su 2 dichiara di aver subito discriminazione sul posto di lavoro o durante la selezione.E' quanto emerge da un sondaggio recentemente pubblicato dal magazine britannico People management e condotto su 4.000 adulti, che ha inoltre rilevato come le donne abbiano quasi il doppio delle probabilità di denunciare discriminazioni rispetto agli uomini: una intervistata su 10 ritiene infatti di aver perso un ruolo a causa del proprio genere, rispetto al 5,2% dei colleghi.   Tra le varie forme di discriminazione individuate dal sondaggio la più comune è però risultata essere l’ageismo, ossia la discriminazione di persone in base all’età: il 15% ritiene infatti che la data di nascita impedisca loro di assicurarsi un lavoro.

Una su 5 (19%) ha inoltre affermato di aver dovuto affrontare l’ageismo a un certo punto della propria carriera.Rilevante anche la discriminazione nei confronti di genitori o caregiver: tra coloro che hanno figli o figlie a carico o che si prendono cura di parenti anziani o di persone disabili, quasi un terzo (30%) ritiene di aver subito discriminazioni.  Scendendo maggiormente nel dettaglio, il sondaggio ha rilevato che quasi tre persone intervistate su 5 (il 57%) di età compresa tra 18 e 34 anni hanno dichiarato di aver subito discriminazioni sul lavoro, mentre ancora di più (il 59%) sono coloro che hanno subito discriminazioni nelle assunzioni.

La percentuale scende nella fascia di età sopra i 35 anni: con il 31% degli intervistati e delle intervistate che dichiara di aver subito discriminazioni “La discriminazione nei colloqui di selezione – commenta Cristina Danelatos, board member di Zeta service, azienda italiana specializzata nei servizi hr e payroll – è un problema radicato e che, dal nostro punto di vista, limita il potenziale delle aziende Non si tratta “solo” di una questione etica, che pure è rilevante, ma di pratiche che impediscono, in virtù di pregiudizi sovente di natura culturale, anche l'inclusione di talenti preziosi che possono contribuire alla diversità e all'innovazione.Ogni persona reca con sé esperienze uniche e risorse preziose, che possono facilitare la crescita aziendale, favorendo la creatività, migliorando la percezione interna ed esterna dell'impresa e promuovendo una cultura d’inclusione, rispetto e opportunità per tutti e tutte”. I numeri in arrivo da oltremanica, se accostati ad altre recenti indagini sul medesimo argomento, danno un quadro piuttosto sconfortante.

Anche in tema di disabilità: un sondaggio americano pubblicato da Hrbrew.com e condotto intervistando oltre 2.000 lavoratori e lavoratrici, infatti, ha rivelato come il 25% delle persone intervistate con disabilità abbia rivelato come questa rappresenti una sfida nell’ambito dei processi di selezione.Il 37%, inoltre, ha affermato di avere difficoltà a capire dalle job description se i ruoli per i quali si candidano potranno essere adatti alla loro condizione.  Circa il 33% ha inoltre affermato di non sentirsi a proprio agio nel rivelare la propria disabilità nel processo di ricerca di un impiego.

Riattraversando l’Atlantico le cose non sembrano andare molto meglio.L’Università di Cardiff, l’Università di Liverpool e la Thames Water hanno infatti condotto di recente uno studio sociologico su larga scala in 5 città britanniche, presentando domande fasulle per oltre 4.000 posti di lavoro vacanti, identificandosi una parte come aspiranti lavoratori su sedia a rotelle e una parte come candidati privi di disabilità.  Le candidature riguardavano principalmente e volutamente due categorie professionali, quella della contabilità e dell’assistenza finanziaria, che non ponevano ostacoli di natura fisica.

Il risultato?E' stata riscontrata una discriminazione significativa nei confronti dei candidati disabili, con un tasso di recall inferiore del 15% rispetto ai candidati senza disabilità.

La discriminazione è stata più forte per il ruolo, meno qualificato, di assistente finanziario, dove il divario era addirittura del 21%.Curiosamente, anche per i posti di lavoro da remoto non sono stati registrati divari minori, sollevando interrogativi sulla capacità dello smart working di contrastare la discriminazione nei confronti delle persone disabili.  Per evitare di incorrere in queste situazioni una soluzione può essere quella di affidarsi a partner esterni specializzati nella selezione e la ricerca delle risorse umane, che abbiano tra i propri valori chiave la creazione di un ambiente lavorativo più inclusivo e diversificato.  “Se si vuole realmente puntare alla diversità in azienda – afferma Cristina Danelatos, board member di Zeta service – occorre utilizzare canali e strumenti nuovi di ricerca, altrimenti non si otterrà un risultato diverso da quello ottenuto fino ad oggi.

Professionisti e professioniste con esperienza sono in grado di affiancare la funzione hr nella ricerca ed identificazione dei talenti, utilizzando canali ed approcci specifici.Per esempio un elemento critico di successo è la capacità di far sentire le persone valorizzate a prescindere da fattori che nulla hanno a che vedere con il loro talento e che in alcun modo potrebbero inficiarlo.

L’esperienza con la nostra area specializzata in talent acquisition, per esempio, è quella di un metodo che mira a generare l’intreccio perfetto tra quelli che sono le competenze ed i desideri della persona e quelli dell’azienda.Ogni ricerca di nuove persone presuppone la volontà di crescere e migliorare, in ogni ambito.

Questo vale sia per le persone che si candidano a un ruolo sia per le realtà aziendali che le ricercano". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tusk a Trump: “Ue non è stata creata per fregare nessuno”. Negoziati in corso sui dazi

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(Adnkronos) – Il primo ministro polacco e presidente di turno Ue Donald Tusk risponde al presidente Usa Donald Trump secondo il quale l'Unione Europea "è stata creata per fregare gli Stati Uniti". "L'Ue non è stata creata per fregare nessuno.Al contrario. È stata creata per mantenere la pace, per costruire rispetto tra le nostre nazioni, per creare un commercio libero ed equo e per rafforzare la nostra amicizia transatlantica.

Semplicemente così", ha scritto Tusk su X. "Io amo i Paesi della Ue, ma siamo onesti l'Unione Europea è nata per fregare gli Stati Uniti e sta facendo un buon lavoro, ma ora sono io presidente", ha detto ieri Trump che ha confermato l'intenzione di imporre dazi del 25% sulle importazioni dalla Ue, tornando ad accusarla di "approfittarsi degli Usa, non accettando le nostre auto, niente da noi".  Durante il briefing con la stampa a Bruxelles, rispondendo a riguardo, il portavoce della Commissione Europea per il Commercio Olof Gill ha sottolineato che l'Unione Europea "sin dalla sua fondazione è stata una manna per gli Stati Uniti d'America". "Creando un mercato unico, ampio e integrato – ha aggiunto – l’Ue ha facilitato il commercio, ha ridotto i costi per gli esportatori dell’Ue e ha armonizzato standard e regolamenti in tutti i nostri Stati membri".  "Di conseguenza – ha proseguito – gli investimenti statunitensi in Europa sono altamente redditizi.Le aziende americane sono state in grado di investire e di generare entrate sostanziali, proprio perché l’Ue è un grande mercato unificato che è vantaggioso per gli affari.

Questo è anche uno dei motivi principali per cui il commercio transatlantico ammonta a oltre 1,5 bilioni di euro all’anno, cosa che rende" quella tra Ue e Usa "la più grande relazione commerciale e di investimento bilaterale al mondo".  L'Unione Europea, ha continuato, "ritiene che dovremmo lavorare insieme per preservare queste opportunità per i nostri cittadini e le nostre imprese, su entrambe le sponde dell'Atlantico, invece di lavorare gli uni contro gli altri.Siamo per il dialogo, l'apertura e la reciprocità.

Siamo pronti a collaborare con gli Usa, a condizione che rispettino le regole, ma proteggeremo anche i nostri consumatori e le nostre imprese, in ogni momento.Non si aspettano di meno da noi e non meritano di meno da noi". Quanto ai dazi, "ci sono negoziati in corso tra Ue e Usa.

Queste questioni spettano al commissario Maros Sefcovic, che era negli Usa una settimana fa", ha affermato Olof Gill, sottolineando che l'esecutivo Ue non commenterà di fronte ai giornalisti i dettagli di un negoziato in corso ma che "ci sono stati incontri produttivi con gli americani". "Mancano ancora dettagli su questi potenziali dazi" del 25% su "auto e altre cose", minacciati da Trump ieri, ha aggiunto il portavoce. "Dunque non sappiamo ancora come e se dovremo rispondere".A ogni modo, l'Ue si è preparata per "oltre un anno" a questo scenario ed è pronta a reagire, pur mirando a non imporre dazi se possibile, ha ribadito. Se gli Stati Uniti mettessero dazi del 25 per cento, come annunciato dal presidente americano, l'Unione Europea "farebbe lo stesso", ha dichiarato il ministro delle Finanze francese Eric Lombard. "È chiaro che se gli americani aumenteranno i dazi, come annunciato dal presidente Trump, l'Ue farà lo stesso", ha affermato Lombard a margine della riunione dei ministri delle finanze del G20 a Città del Capo. "Anche se non è nell'interesse generale, anche noi dobbiamo proteggere i nostri interessi e quelli dei Paesi dell'Unione", ha aggiunto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)