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Sacchi: “Sarri ha compiuto un capolavoro, ma in Italia conta vincere”

“In Italia mancano i valori”

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan, è intervenuto durante la trasmissione “Bar Toletti” in onda su TV Luna per parlare del campionato fatto dal Napoli anche grazie al tecnico Maurizio Sarri, ritenuto autore di un capolavoro.

Ecco le sue parole:
“La cultura sportiva in Italia non è cresciuta, non ci sono valori: basta vincere, l’importante è spendere, essere furbi, sono poche le squadre che cercano di vincere con la bellezza ed il merito al di là del Napoli. Sarri è un grandissimo: ha già vinto, lo si può fare anche senza vincere realmente. Se resterà o continuerà ha lasciato un ricordo indelebile. Quanto accaduto al Napoli è un capolavoro, non portato a termine per esperienza, abitudine nel momento cruciale. Il calcio italiano deve essere grato a Sarri, capostipite di un gruppo positivo. Personaggi così ci permettono di uscire dalla dittatura ed avvicinarci di più a chi vuole vincere con merito”.

Napoli, Giuntoli ha pronto un quinquennale per Verdi, ma occhio alla Roma

De Laurentiis pronto all’assalto

Simone Verdi, attaccante del Bologna, è tornato ad essere un obiettivo del Napoli dopo il corteggiamento (seguito dal rifiuto del calciatore) di gennaio. Nel frattempo, per il calciatore si è fatta avanti anche la Roma che potrebbe creare qualche difficoltà agli azzurri.

Ecco quanto scrive l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Potrebbe essere determinante nella sua scelta il rapporto di amicizia che lo lega a Cristiano Giuntoli. De Laurentiis ribadirà alla dirigenza del Bologna l’offerta fatta già a gennaio, al club rossoblù sarebbero andati 20 milioni di euro più un altro paio di bonus se lo stesso Verdi non si fosse tirato indietro il giorno prima della chiusura del mercato invernale. A Simone Verdi sono stati offerti 1,5 milioni a stagione per i prossimi cinque anni, con un contratto che andrà a salire fino a superare i 2 milioni”.

Dall’antimafia ad associazione a delinquere e corruzione con rappresentanti dello Stato

Associazione a delinquere e corruzione. Ai domiciliari l’ex presidente di Sicindustria e delegato legalità di Confindustria. Ai domiciliari anche alti rappresentanti dello Stato: colonnello dei Carabinieri; ex capocentro della DIA tornato all’Arma dopo un periodo nei servizi segreti; ex sostituto commissario della Squadra Mobile; sostituto commissario Questura e poi Prefettura; Comandante Polizia Tributaria Guardia di Finanza, Direttore e Caporeparto Servizio Segreto Civile. Indagati: dirigente della Prima Divisione del Servizio Centrale Operativo della Polizia; comandante provinciale della Guardia di Finanza, capocentro della DIA, ufficiale della Polizia Tributaria, comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri poi capo della DIA e altro personaggio che avrebbe cercato di contattare persone che dovevano essere ascoltate dalla Procura.

Quando alcuni-e (non ho ancora compreso se parrocchetti, oppure kapò, gregari, prezzolati, lucciole o anche solo lacchè oppure imbecilli) del sistema, scrivono che è tutta un’invenzione la corruzione e soprattutto la questione Stato-mafia, o ancora lo sono pure gli intrecci tra politica, imprenditoria, sindacati, cosiddetta società civile e rappresentanti delle Istituzioni, insomma che non è vero che l’ipocrisia, il mercimonio, la corruzione e l’arroganza regnino sovrani nello Stato e nella società, proprio con il sottoscritto trovano pane per i loro denti e in calce aggiungerò in merito, come in precedenza, un altro tassello di diretta esperienza in trincea. Qui intanto seguitiamo a riportare questa vicenda molto italiana, siciliana e decennale, con stralci di giornali online nazionali e messinesi.

Ai domiciliari l’ex presidente di Sicindustria e delegato legalità di Confindustria. E’ accusato di associazione a delinquere e corruzione. Blitz della squadra mobile di Caltanissetta, ai domiciliari altre cinque persone: un ex capocentro della Dia e il titolare della catena della grande distribuzione Mizzica – Carrefour Sicilia. Indagati l’ex presidente del Senato Schifani e l’ex capo dell’Aisi Esposito, anche loro avrebbe rivelato notizie riservate.

L’ex presidente di Sicindustria ai domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di esponenti delle forze dell’ordine. Per gli inquirenti ha messo in piedi una “rete illegale” per spiare l’indagine che lo riguardava. La procura di Caltanissetta, infatti, aveva chiesto per lui la custodia cautelare in carcere negata dal gip, secondo il quale l’imprenditore ha comunque “intrattenuto qualificati rapporti con esponenti di spicco di Cosa nostra”. In casa aveva un archivio segreto con dossier di politici e giornalisti.

Sicilia, arrestato Antonello Montante: l’ex leader industriali «spiava le indagini di magistratura e polizia». Ai domiciliari l’ex presidente di Sicindustria. L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Fermati 5 ufficiali e dirigenti di carabinieri, polizia e finanza. Indagato anche l’ex presidente del Senato Schifani che dice: «Non ne so nulla».

Caso Montante: fra i 22 indagati i due messinesi. Sono complessivamente 22 gli indagati nell’inchiesta della Procura di Caltanissetta che ha scoperchiato il verminaio di corruzione e spionaggio messo su dall’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante, arrestato questa mattina con altre cinque persone, tutte ai domiciliari: : il COLONNELLO DEI CARABINIERI Giuseppe D’Agata, ex capocentro della DIA di Palermo tornato all’Arma dopo un periodo nei servizi segreti; Diego Di Simone, ex sostituto COMMISSARIO DELLA SQUADRA MOBILE di Palermo; Marco De Angelis, sostituto COMMISSARIO PRIMA ALLA QUESTURA DI PALERMO POI ALLA PREFETTURA DI MILANO; Ettore Orfanello, EX COMANDANTE DEL NUCLEO DI POLIZIA TRIBUTARIA DELLA GUARDIA DI FINANZA a Palermo, e l’imprenditore Massimo Romano, re dei supermercati in Sicilia. Un altro provvedimento cautelare riguarda Giuseppe Graceffa, vice SOVRINTENDENTE DELLA POLIZIA in servizio a Palermo, sospeso dal servizio per un anno. Sono accusati, a vario titolo, di essersi associati allo scopo di commettere più delitti contro la pubblica amministrazione e di accesso abusivo a sistema informatico, nonché più delitti di corruzione. Nell’inchiesta vi sarebbero anche altri 15 indagati, non raggiunti da alcun provvedimento, accusati di aver avuto in qualche modo un ruolo nella catena delle fughe di notizie. Tra di loro l’ex presidente del Senato Renato Schifani; l’ex generale Arturo Esposito, ex DIRETTORE DEL SERVIZIO SEGRETO CIVILE (Aisi); Andrea Cavacece, CAPO REPARTO DELL’AISI; Andrea Grassi, EX DIRIGENTE DELLA PRIMA DIVISIONE DEL SERVIZIO CENTRALE OPERATIVO DELLA POLIZIA; Gianfranco Ardizzone, EX COMANDANTE PROVINCIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA di Caltanissetta e POI CAPOCENTRO DELLA DIA nissena; Mario Sanfilippo, EX UFFICIALE DELLA POLIZIA TRIBUTARIA di Caltanissetta. Indagati anche il professore Angelo Cuva, Maurizio Bernava, Andrea e Salvatore Calì, Alessandro Ferrara, Carlo La Rotonda, Salvatore Mauro, Vincenzo Mistretta e Letterio Romeo. Il professore Angelo Cuva è docente di diritto tributario all’università di Palermo; Maurizio Bernava, messinese ex segretario confederale della Cisl e attuale dirigente di Fondimpresa, è stato in passato segretario regionale dello stesso sindacato in Sicilia; gli imprenditori Andrea e Salvatore Calì sono titolari di un’azienda che avrebbe effettuato bonifiche negli uffici di Montante: Alessandro Ferrara è responsabile del reparto analisi dell’Aisi; Carlo La Rotonda è direttore di Reti d’imprese di Confindustria; Letterio Romeo, messinese è l’EX COMANDANTE DEL REPARTO OPERATIVO DEI CARABINIERI DI CALTANISSETTA E POI CAPO DIA A Messina, indagato per vicende della sezione Fallimentare ( a Reggio Calabria) ; Salvatore Mauro è un tecnico; Vincenzo Mistretta viene indicata come persona vicina a Montante che avrebbe cercato di contattare persone che dovevano essere ascoltate dalla Procura. (Gianfranco Pensavalli).

 

Non mi stupisce più apprendere di responsabili tra quegli Organi dello Stato che dovrebbero essere a tutela del cittadino. Nella nostra Italia e Sicilia, nonché Messina e Provincia, a noi comuni cittadini viene spesso da chiederci perché gli Organi dello Stato preposti sembra non vedano, non capiscano e non indaghino. Di contro poi, specialmente in certi media risaputamente allineati alla trasversale politica di sempre, si stupiscono e addirittura s’indignano che i cittadini hanno sempre meno fiducia nello Stato e nelle sue Istituzioni finendo anche per aggregarsi all’annosa politica corrotta e smaniando in cerca di voto di scambio. E quindi non mi stupisco neanche che l’arrogante e ipocrita politica dei nostri Comuni e Regioni faccia da anni quello che vuole in spregio all’etica e alle regole, tra l’altro favoriti tutti da leggi assurde, come più recentemente il D.L. 28/2015 del precedente governo di centrosinistra “disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto” (ovverosia niente più pena per i reati minori, ovvero quelli con un massimo stabilito di 5 anni) che definirlo la norma per l’incremento della corruzione, violenza e delinquenza, è quasi un eufemismo (sarà oggetto di un prossimo articolo).

E come sopra detto vorrei aggiungere un’esperienza più diretta. Avevo già scritto in un mio articolo (A Roma da qualche anno, guarda caso, prendono fuoco gli autobus di linea) che nel 1991-92 avevo subito quattro attentati definiti dalle allora Autorità di “matrice mafiosa” per poi, circa dieci anni dopo, dalle “indagini esperite” vedermi decretare essere avvenuti nel 1995, sicché tutto il lavoro d’indagine (del sottoscritto) e i tanti soldi spesi in avvocati, periti ecc. divenne tutto vano. Non potevo ricominciare sia per motivi di salute e in quanto non avevo ormai più soldi (e ne occorrono tanti in questi casi tra neo perizie,  revocazione, ricorsi, giudizi ecc.).

Sempre come ho scritto avevo persino effettuato personalmente, con tutti i rischi conseguenti, un’intercettazione cosiddetta ambientale di cui riporto alcuni significativi passaggi assonanti con il sistema sopra riportato.

Giugno 1995:

Ufficiali e sottoufficiali ? A voglia! A voglia! Ce n’erano qualche dieci, dodici. Della zona, di tutti quanti i dintorni. No, no, gente di fuori che non erano proprio della zona, qualcuno che si vedeva che veniva da fuori. Io ho visto gente che non ho mai visto sulla strada, veramente, perché di solito si conoscono tutti quanti i marescialli e cose che ci sono no ? Ce n’erano due, tre che erano in borghese, e non so chi siano, chi non erano … A me una cosa mi dissero … Ad un vigliacco si risponde con la vigliaccheria. Gli ho detto io: ad un vigliacco non rispondo con la vigliaccheria se non sono sicuro che quella persona sia un vigliacco. Per tutto quanto l’insieme che lei aveva fatto, denunce, controdenunce

A volte penso a i tanti Uomini che hanno combattuto contro la criminalità organizzata, pensando di farlo solo contro la mafia e forse per questo rimettendoci anche la vita. Con questo non voglio tuttavia generalizzare, altrimenti non ci sarebbero tutt’ora le indagini portate avanti da altri seri e incorrotti servitori dello Stato. Mi auguro solo che il neo Governo, se ci sarà, indichi nelle figure del Ministro degli Interni e soprattutto del Ministro della Giustizia, persone, certo preparate, ma anche intellettualmente oneste e indipendenti da apparati, logge, confraternite, associazioni e vari compromessi politici e istituzionali. L’Italia (e la Sicilia) infatti, non sono solo indebitati, sono soprattutto scivolate nella più diffusa corruzione etica. Si cominci pertanto a fare pulizia etica, dagli scranni più alti e poi a scendere fino a l’ultimo sgabello, ma si abroghino anche tutte quelle leggi che favoriscono la corruzione e la criminalità e si inizi subito con un programma nella scuola dell’obbligo sui “diritti e doveri” quale materia fondamentale e insegnata almeno da un laureato in legge, per finire ad una campagna martellante e continua quanto meno nelle televisioni pubbliche, su internet e sui social, per rieducare alla civiltà, etica e legalità, sia noi cittadini adulti che per formare in modo sano i nostri ragazzi. Il resto mi appare come inconcludente decennale retorica politica e dei rispettivi mantenuti codazzi.

Adduso Sebastiano

Napoli, il primo obiettivo per la porta è Rui Patricio

Scelta di mercato condivisa anche da Sarri

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello SportRui Patricio, portiere dello Sporting Lisbona sarebbe pronto a raccogliere l’eredità di Pepe Reina pronto a vestire la casacca rossonera del Milan. Il portoghese lo sa bene e ne è convinto, anche se gli è stato chiesto di aver pazienza. Però la scelta è stata fatta, e condivisa da Sarri, un mesetto fa: Cristiano Giuntoli ha preparato la lista.

De Laurentiis ha, così avanzato l’offerta giusto per l’estremo difensore dello Sporting che ha superato la concorrenza del tedesco Leno. Ora c’è da convincere la squadra portoghese, anche se l’obiettivo primario del Napoli resta la scelta dell’allenatore.
Ieri, intanto, Rui Patricio con alcuni compagni e il tecnico dello Sporting Lisbona, è stato aggredito da una cinquantina di tifosi incappucciati nel centro sportivo lusitano per la mancata qualificazione alla Champions dopo la sconfitta contro il Maritimo.

Napoli, oggi l’incontro tra De Laurentiis e Sarri per parlare del futuro

Con le condizioni giuste, il tecnico sarebbe felice di continuare ad allenare a Napoli

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello SportAurelio De LaurentiisMaurizio Sarri, rispettivamente presidente e allenatore del Napoli si incontreranno oggi a pranzo per parlare di futuro e capire se ci siano o meno le condizioni per andare avanti insieme.

Sono passate centoquarantesette partite dall’arrivo del tecnico ex Empoli a Napoli con ottimi risultati dal punto di vista del gioco e della classifica con lo scudetto appena sfiorato della stagione in corso che si concluderà domenica prossima. Un livello altissimo raggiunto da Sarri che ne fa ancora la prima scelta del presidente De Laurentiis.

Gazzetta: “De Laurentiis attenziona Balotelli, costa poco ed ha un bel rapporto con la città”

“La trattativa, però, è ancora allo stato embrionale”

Mario Balotelli, attaccante del Nizza ed ex Inter e Manchester City, avrebbe suscitato l’interesse di ben quattro squadre in tre nazioni: RomaNapoli in Italia, Marsiglia in Francia e Borussia Dortmund in Germania.
SuperMario avrebbe attirato l’attenzione di Aurelio De Laurentiis, patron partenopeo, tra cui il prezzo e il suo rapporto speciale con i napoletani.

Ecco quanto scrive l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“È inutile dire che Balo ha un rapporto speciale con i napoletani. Una simpatia ricambiata ed espressa sotto traccia in questi mesi. In vista di un rinnovamento tecnico la sua candidatura è all’attenzione di Aurelio De Laurentiis e dei suoi collaboratori. E anche se siamo in una fase ancora embrionale, i contatti registrati sinora meritano attenzione. Sul fronte delle trattative bisognerà passare dal Nizza, che ha assunto un impegno morale con Balotelli: liberarlo per circa 10 milioni di euro”.

Napoli, si riaccende la protesta per il parcheggio in piazza degli Artisti

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Napoli: si riaccende la protesta per il parcheggio in piazza degli Artisti

Napoli. Si sono riaccesi stamani  i dissensi e le polemiche, in atto da diverso tempo a questa parte nei quartieri collinari del Vomero e dell’Arenella, sulla realizzazione di nuovi parcheggi interrati privati su suolo pubblico, tra i quali quello in piazza degli Artisti, per il quale il TAR Campania ha dato il via libera ma la cui realizzazione sta suscitando veementi proteste da parte di residenti e commercianti.  Proteste che però, per le modalità con le quali si stanno svolgendo in queste ore, stanno generando notevoli disagi, a ragione della paralisi del traffico che si è creata in tutta l’area circostante, in piena mattinata, per la chiusura temporanea di via Tino di Camaino, dove i cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi sono stati ribaltati e posti al centro della carreggiata in uno ad alcune campane per la raccolta differenziata. A intervenire ancora una volta sulla vicenda, che tiene banco sulla collina negli ultimi tempi, è Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione, fondatore, già anni addietro, sul social network  Facebook  del gruppo : “ La collina dice basta a cantieri e scavi ” al link: https://www.facebook.com/groups/109104739125745/ , gruppo che conta circa 500 iscritti.

 “ Ribadiamo ancora una volta il nostro no deciso alla realizzazione di parcheggi privati interrati su suolo pubblico – afferma Capodanno -. Anche in considerazione del fatto che molti dei box di tale tipo realizzati al Vomero, immessi sul mercato a prezzi di alcune decine di migliaia di euro, risulterebbero allo stato facilmente invenduti . Dunque ci domandiamo che senso abbia continuare a realizzare altri box interrati privati a poche centinaia di metri da quelli ancora vuoti, dal momento che la domanda allo stato appare inferiore all’offerta “.

“ Con l’occasione – puntualizza Capodanno – rimarchiamo ancora una volta la politica fallimentare che sta caratterizzando, da diversi anni a questa parte, le amministrazioni pubbliche a Napoli. In particolare,  per la mancata realizzazione di parcheggi pubblici d’interscambio a tariffe agevolate, con conseguenti ripercussioni negative sia sul traffico sia sul conseguente inquinamento ambientale, con particolare riguardo ad alcune zone, come il Vomero, che presentano un’elevata densità abitativa e un notevole sviluppo del terziario commerciale. Così, mentre si è ancora in attesa che inizino i lavori per un parcheggio pubblico a raso nel quartiere collinare,  previsto sotto i viadotti della Tangenziale in via Cilea, del quale si cominciò a parlare agli inizi degli anni ’80, quasi quarant’anni fa, bisogna prendere atto che, nello stesso periodo temporale, sono stati realizzati  diversi parcheggi interrati privati su suolo pubblico “.

“ Le conseguenze, sia sulla viabilità che sulla qualità dell’aria sono sotto gli occhi di tutti – continua Capodanno -. Peraltro è notorio che condizione indispensabile, affinché la realizzazione di zone a traffico limitato o di aree pedonalizzate non comporti un incremento di traffico nelle aree limitrofe, è l’individuazione di aree a confine da destinare a parcheggi pubblici per non  residenti. Tale condizione, al Vomero, è stata del tutto ignorata in occasione della realizzazione delle aree pedonali sia di via Scarlatti sia, più di recente, di via Luca Giordano, dove peraltro è stato eliminato un tratto di strada destinato a zona a traffico limitato, con notevoli conseguenze anche sui percorsi dei mezzi su gomma, adibiti al trasporto pubblico, congestionando ulteriormente le strade adiacenti, tra le quali proprio quella di piazza degli Artisti. Tutto ciò proprio come conseguenza del fatto che non sono stati contestualmente realizzati parcheggi pubblici a raso,  in prossimità dei tratti stradali interdetti al traffico veicolale facendo incrementare, nel contempo, i già consistenti introiti dei pochi garage privati esistenti in zona, dal momento che mediamente il costo, per ogni ora di sosta nelle zone indicate, oscilla tra i tre e i quattro euro ad autovettura “.

Gazzetta: “De Laurentiis vuole trattenere Sarri, ecco come si può”

“L’allenatore non ha ricevuto offerte allettanti”

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport parla dell’incontro tra Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, e Maurizio Sarri, allenatore azzurro, che si incontreranno giovedì per discutere del rinnovo contrattuale e definire il futuro delle parti: separarsi o continuare il cammino insieme.

Ecco quanto riportato:
“De Laurentiis vuole fortissimamente Sarri, è disposto a far lievitare ulteriormente l’offerta al suo tecnico arrivando addirittura a quattro milioni di euro all’anno e allungando di un paio d’anni il contratto che scadrà nel 2020. Da valutare, invece, la volontà di Sarri. L’allenatore potrebbe accontentarsi di uno stipendio più basso a fronte dell’eliminazione della clausola e magari di un prolungamento solo fino al 2021. Si giocherà essenzialmente sulle motivazioni di Sarri, sullo staff, sul progetto futuro e sulla comunicazione dello stesso, nel senso che gli obiettivi andranno enunciati in modo sereno ed univoco. Da capire, infine, se Sarri svelerà di avere delle pretendenti disposte a pagare la clausola. Al momento non sembrano essercene di intriganti per il tecnico e questo potrebbe favorire l’intesa”.

Penisola Sorrentina – Sorrento, emergenza traffico: l’appello del WWF

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Penisola Sorrentina, emergenza traffico: l’appello del WWF

La penisola Sorrentina, è prigioniera del traffico. Ormai nei tratti da Massa Lubrense a Vico Equense si può già riscontrare l’allarme smog, nocivo per la salute. Tutto questo ha portato le varie amministrazioni a cercare di trovare delle misure adatte per far fronte al problema. Il Sindaco di Meta Giuseppe Tito lancia proposte social tipo chiedendo ai cittadini un loro parere sull’eventuale senso unico, in direzione Napoli, da istituire lungo tutto il corso Italia. Oppure l’iniziativa di  Federalberghi penisola sorrentina, che è quella di  introdurre una sorta di dazio all’ingresso della galleria Santa Maria di Pozzano senza disdegnare l’ipotesi di realizzare una mini-metropolitana della costiera.

Ad esprimersi al riguardo è anche il consigliere regionale di Forza Italia Flora Beneduce, che ha accusato di immobilismo la giunta regionale del governatore Vincenzo De Luca. Non è mancato il parere del WWf, che attraverso il Presidente Claudio d’Esposito, ha dichiarato che a breve verrà chiesto un tavolo con le istituzioni competenti, in cui si richiede di bloccare ogni ulteriore devastante progetto di gallerie, parcheggi o autorimesse. Secondo d’Esposito, è necessario parlare per trovare la soluzione più consona al problema, e non ridurre il tutto alla costruzione di un’ulteriore galleria, che non farebbe altro che far aumentare lo smog, e togliere ancora di più ulteriori aree verdi dal territorio.

Contratto Lega-M5S: bufera sulla bozza di intesa

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Bufera sul contratto di governo Lega-Cinque Stelle.

Nella bozza di intesa compaiono regole “no euro”, l’intenzione di togliere le sanzioni a Mosca, una richiesta alla Bce di tagliare una parte importante del debito e soprattutto un “comitato di conciliazione” parallelo al Consiglio dei ministri. Un organo consultivo e decisionale (che infatti decide con maggioranza a due terzi) non previsto oggi dall’architettura costituzionale del governo e la cui formazione per quanto “informale” rischia di innescare un conflitto istituzionale fortissimo, o, chissà, come scrive l’Huffingtonpost di ieri, magari il sorgere di un nuovo avvenire.

La bozza euroscettica M5S-Lega: via sanzioni a Mosca, Bce nel mirino

In uno dei testi del tavolo tecnico anche un gruppo di conciliazione parallelo al Consiglio dei ministri. Reddito di cittadinanza calcolato anche sulla base del patrimonio. Tornano i voucher, manette per gli evasori

ROMA – «Se riusciamo a chiudere il contratto, a mettere tutti i temi che servono, sarà una bomba», annuncia a metà pomeriggio Luigi Di Maio, poco prima di incontrare di nuovo Matteo Salvini. Nonostante i segnali di una possibile rottura, il tavolo del programma prosegue, Lega e M5S vanno avanti armati di pennarelli rossi e gialli con cui evidenziare le parti che ancora non coincidono: Europa, immigrazione, grandi opere. Ecco cosa c’è scritto nell’ultima bozza di 39 pagine.

Debito ed euro

Il passaggio più clamoroso è a poche righe dalla fine. L’obiettivo è «il congelamento e la cancellazione dei Buoni ordinari del Tesoro posseduti dalla Banca centrale europea». Scrivono gli estensori: «Alla fine del quantitative easing la Bce avrà nei suoi bilanci circa 250 miliardi di titoli. La loro cancellazione vale circa dieci punti di riduzione del debito pubblico». Di fatto il documento chiede a Mario Draghi di cancellare tutto il debito italiano che Francoforte ha acquistato negli ultimi tre anni nell’ambito del piano di allentamento monetario. Si dirà: un’ottima idea. Peccato non sia praticabile: si tratterebbe di un’aperta violazione dei Trattati europei che vietano il finanziamento monetario degli Stati. Insomma, se mai si realizzasse, la premessa all’uscita dell’Italia dall’euro. E poiché l’uscita dalla moneta unica non è prevista, il documento promette di introdurla nei Trattati stessi. Occorrono «specifiche procedure tecniche di natura economica e giuridica che consentano agli Stati membri di recedere dall’Unione monetaria, e di recuperare la propria sovranità monetaria ». In tarda serata il M5S si è premurato di sottolineare che il punto è stato tagliato dall’ultima versione del documento. Una smentita obbligata per evitare, stamattina, un’impennata del differenziale di rendimento fra Btp italiani e Bund tedeschi.

Lavoro 

Più ragionevole della parte sull’euro è quella dedicata al lavoro. Lega e Movimento Cinque Stelle propongono la reintroduzione dei voucher, i buoni previdenziali usati per pagare le prestazioni di colf e lavoratori stagionali, e cancellati in maniera un po’ frettolosa da Renzi per evitare il referendum proposto dalla Cgil: da allora la percentuale di lavoro nero è cresciuta in maniera esponenziale. «La cancellazione totale ha reso più complesso il ricorso al lavoro accessorio. Occorre una riforma complessiva della normativa per introdurre uno strumento agile, ma chiaro e semplice che non si presti ad abusi, attivabile per via telematica».

Comitato di conciliazione  

Posto che entrambi i «contraenti» del contratto si impegnano a «non mettere in minoranza un’altra parte in questioni che per essa sono di fondamentale importanza», nel caso sorgessero conflitti lungo la legislatura, per risolverli si prevede la creazione di un Comitato di conciliazione, composto dal premier, da Salvini, Di Maio, i capigruppo e il ministro competente, più il responsabile per l’attuazione del programma come uditore. Un unicum non previsto dalla Costituzione, incaricato anche di discutere di eventuali emergenze (dalle crisi internazionali alle calamità naturali) con poteri consultivi e decisionali a maggioranza di due terzi.

Giustizia 

Vago il capitolo dedicato al conflitto di interessi: senza indicare linee guida di una norma, ci si limita a estendere l’ipotesi di conflitto «oltre il mero interesse economico», e a voler applicare la disciplina anche «a incarichi non governativi». Ampio lo spazio dedicato alla giustizia: estensione della legittima difesa domiciliare; inasprimento delle pene per la violenza sessuale; revisione del rito abbreviato ; riforma della prescrizione; abrogazione delle norme varate dalla maggioranza di centrosinistra in questi anni volti a «conseguire effetti deflattivi in termini processuali e carcerari». Carcere «vero» per i grandi evasori.

Esteri  

Confermata l’appartenenza all’Alleanza atlantica, con gli Usa come alleato privilegiato, si individua però la Russia come partner economico e commerciale, a cui ritirare le sanzioni.

Reddito di cittadinanza  

Per il cavallo di battaglia del M5S sono previsti 17 miliardi, 780 euro a persona. Da notare però che l’ammontare dell’assegno sarà stabilito in base alla soglia di povertà relativa calcolata «sia per il reddito che per il patrimonio». Ancora aperta la discussione tra partiti se introdurre un termine di due anni.

Immigrazione  

Le proposte della Lega sono in giallo, a dimostrazione che sull’argomento ci sono ancora divergenze con i grillini: dalla modifica del regolamento di Dublino a un Cie per ogni regione a nuove fattispecie di reato che consentano, se commesse da un richiedente asilo, di allontanarlo dall’Italia. Previsto dal Carroccio un registro dei ministri di culto, prediche in lingua italiana, tracciabilità dei fondi per costruire moschee. Possibilità di chiudere moschee irregolari e referendum comunale su moschee e luoghi di culto.

ALESSANDRO BARBERA, FRANCESCA SCHIANCHI/lastampa

Castellammare, la differenziata supera il 50% : ma la soglia minima del 65% è ancora lontana

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Castellammare, la differenziata supera il 50% : ma la soglia minima del 65% è ancora lontana

Castellammare di Stabia, un barlume di speranza per il successo della raccolta differenziata in città. Attualmente, secondo i dati statistici dell’dall’Am Technology, la ditta che si occupa del servizio nella città stabiese, relativi al mese di marzo, la raccolta supera il 50%, anche se la soglia minima del 65% è ancora lontana.

Si riscontra un +5% rispetto alla precedente rilevazione, il che spinge i vertici dell’azienda a chiedere di continuare su questa falsa riga ai cittadini stabiesi. Nelle prossime settimane si riuscirà a capire anche quanto abbia influito il cambio del calendario della differenziata, che ha previsto l’unificazione delle zone, senza di zone diverse.

Nonostante ciò, l’allarme rifiuti è ancora abbastanza alto in città, in particolar modo nelle zone periferiche, dove si riscontra una situazione insostenibile soprattutto  nei pressi della stazione Pioppaino e nel rione Savorito, e nei pressi del quartiere “Acqua della Madonna”. In queste zone è possibile vedere comuli di rifiuti di ogni genere, che hanno trasformato le strade in vere e proprie discariche a cielo aperto. Inoltre, nella zona di  via Pozzillo, sono state rinvenute, addirittura,  lastre di eternit abbandonate. Queste, grazie alla segnalazione dei residenti al comando dei vigili, sono state sequestrate e la zona delimitata con nastro bianco. Ovviamente per lo smaltimento dei rifiuti speciali, se ne occuperà una ditta incaricata dal Comune.

L’urna ha scelto la prossima avversaria della Juve Stabia. I dettagli

La Juve Stabia e il suo destino beffardo. Il prossimo avversario delle vespe ai Play Off ha già eliminato i gialloblè nei precedenti spareggi

La Juve Stabia supera il secondo turno dei play off e accede alle fasi nazionali, dove per soli 0,65 punti in meno rispetto alla Reggiana al termine del campionato regolare, non è stata considerata testa di serie.

Il sorteggio di questa mattina avvenuto alle ore 11:00 ha decretato uno strano ricorso storico: proprio la Reggiana che ha superato le vespe per meno di un punto e che l’anno scorso è stata avversaria dei gialloblè nei play off, sarà il prossimo avversario di questi eterni play off.

Rispetto allo scorso anno l’alternanza delle gare sarà invertita, si giocherà prima al Menti e poi al Mapei Stadium. I tifosi della Juve Stabia sperano che anche il risultato sia invertito. L’anno scorso proprio contro gli emiliani ci fu l’eliminazione delle Vespe, soprattutto per l’episodio clamoroso dell’annullamento del gol a Ripa; quella rete avrebbe permesso, in virtù del 2 a 1 dell’andata (in favore della Reggiana n.d.r.) di superare il turno.

Ci sarà anche un pò di voglia di rivalsa, oltre alla voglia di superare il turno? Il campo deciderà quale futuro attende le Vespe.

Questi sono tutti gli accoppiamenti di questa prima fase nazionale e le gare che saranno disputate il 20 di maggio:

Viterbese [vs] Pisa
Feralpisalò [vs] Alessandria
Cosenza [vs] Trapani
Juve Stabia [vs] Reggiana
Piacenza [vs] Sambenedettese

Il ritorno è previsto mercoledì 23 maggio ovviamente a campi invertiti. Superata questa fase entreranno in gioco le seconde classificate, con la Juve Stabia che eventualmente dovesse superare il turno, sarebbe sempre considerata non testa di serie, a meno che Pisa, Alessandria, Trapani, Reggiana e Sambenedettese  vengano eliminate!

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Castellammare, flop del bando per le Terme: nessuna offerta

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Castellammare, flop del bando per le Terme: nessuna offerta

Castellammare, sembrerebbe essere stato un vero e proprio flop il bando per le Terme di Stabia, in quanto nonostante due sopralluoghi di società interessate nessuno ha formalizzato l’offerta. Di conseguenza il Commissario prefettizio potrebbe decidere per la liquidazione della Sint. Il  bando di privatizzazione degli immobili messo in atto dalla Sint prevedeva l’immissione  sul mercato  della  gestione  per 30  anni  dell’intero  pacchetto e  gli investitori  avevano  due mesi  di  tempo per  rispondere alla  prima  fase,  presentando le  loro domande di partecipazione entro il 15 maggio. Il percorso si sarebbe susseguito in più tappe, fino a concludersi il 10 settembre.

Ma a quanto pare, nessun imprenditore si è realmente interessato, forse per l’imposizione di un immediato investimento di circa 20 milioni di euro soltanto per  la  riqualificazione delle strutture, che sul Solaro erano  ormai  ridotte a ruderi?! Non si sa, sta di fatto che la questione terme diventa sempre più complicata, ed una sua possibile riapertura sempre più improbabile.

A tutto questo si aggiunge il ricorso al Tar di Napoli che i termali  hanno presentato contro il Comune e la Sint per contestare l’assenza della clausola sociale. Un ricorso, che se accettato, predispone la sospensione della procedura.

Europa e Wall Street bacchettano. M5S e Lega: “Gli eurocrati ci temono”

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M5S e Lega le sparano grosse, si ricompattano e affermano: “Gli eurocrati ci temono”. Ma intanto l’Europa ci bacchetta e ad essere preoccupata dalla vulnerabilità di chi si appresta a governare è anche Wall Street. “Il credito è finito, ora l’Europa chiede ai populisti di meritarsi la fiducia” scrive Stefano Stefanini nell’editoriale che vi riportiamo a seguire.

Il credito è finito, l’Europa chiede ai populisti di meritarsi la fiducia
Dal 4 marzo uno spettro si aggira per l’Europa. Non di chi governerà l’Italia; di come sarà governata. In democrazia governa chi vince alle urne. Cinque Stelle e Lega hanno conquistato il titolo; nessuno glielo nega. Il come governeranno è questione di capacità, di responsabilità, di fiducia all’interno e all’estero. Tutte queste vanno dimostrate e conquistate. Stanno rapidamente arrivando segnali che il nuovo governo ne abbia bisogno. Ieri dall’Ue; domani, forse dagli investitori stranieri. Per buon senso; evitiamo le manie di persecuzione.

La fiducia si conquista nelle capitali e sui mercati, non fra gli iscritti, nei gazebo o online. Il nuovo governo non se la caverà trovando una figura rispettabile e competente di Presidente del Consiglio, se programma e politica non saranno altrettanto rispettabili e competenti.

Volente o nolente, l’Italia sta per diventare il primo banco di prova di un governo populista. Cinque Stelle e Lega respingono l’etichetta. Resta il fatto che entrambi confluiscono, per vicinanza psicologica ancor più che politica, in un’internazionale populista di movimenti e pulsioni. Vi rientrano Brexit e Donald Trump; non a caso entrambi riscuotono simpatie nell’inedita coalizione italiana, specie nella Lega.

Nell’Ue ci sono già governi che cavalcano istanze populiste di destra (in Polonia e in Ungheria) e di sinistra (Grecia). Ora tocca all’Italia. La nostra vicenda è seguita all’estero con ben più palpabile e comprensibile nervosismo: per peso economico, politico e strategico, l’Italia è un Paese chiave in Europa, nella Nato, nel Mediterraneo. L’economia ha ricominciato a tirare più di quanto non dicano le statistiche sul Pil. Ripiegati in un’infinita autocommiserazione ce ne accorgiamo poco, ma se ne accorgono gli investitori ed operatori stranieri, americani, israeliani, asiatici.

L’Unione Europea si prepara un vertice cruciale: il Consiglio Europeo del 28-29 giugno. Sul tavolo ci sono il nuovo bilancio multi-annuale (Mff), passaggi chiave per Brexit, il rinnovo delle sanzioni alla Russia, forse la necessità di rispondere ai dazi americani, ma soprattutto il tentativo di rilancio del progetto europeo su impulso franco-tedesco. Emmanuel Macron e Angela Merkel sono lungi dalla perfetta sincronia; procedono a tastoni, ma non c’è dubbio sulla loro volontà di far ripartire la locomotiva. Non sanno se l’Italia sarà a bordo, se vorrà essere co-pilota o gregario; o se invece devono prepararsi a un’opposizione del terzo Paese dell’Ue. La differenza è enorme, non solo per Roma, dentro o fuori. Dopo aver perso l’Uk, con l’Italia a mezzo servizio, l’Ue diventerebbe un’Europa a metà.

All’indomani del voto l’Europa e i mercati ci hanno dato il beneficio del dubbio. La tenuta del sistema e delle Istituzioni nell’apparente instabilità è una costante della politica italiana. Pochi, fuori dai confini, si sono accorti del passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica; perché emozionarsi per la nascita della Terza? A una condizione però: a Roma i governi cambiano, ma il rispetto delle regole sottoscritte, dell’aritmetica dei bilanci, dei valori comuni resta.

Di qui il fondo di fiducia di cui abbiamo beneficiato per due mesi abbondanti sui mercati finanziari e nella stampa internazionale; ne hanno beneficiato anche Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Nessuno ha messo ostacoli nella loro marcia di avvicinamento a Palazzo Chigi. Alla fine l’Italia ce la farà: «Pourtant elle tourne» (“Eppur si muove”) come titolava una copertina dell’Express negli anni di piombo.

Se tutto questo viene meno, la convinzione s’incrina. E’ quanto successo ieri. Fin qui trattenute, nascoste, ignorate, le ansie sono venute allo scoperto. Nelle dichiarazioni Ue dei Commissari Avramopoulos e del Vice Presidente Katainen (un greco e un finlandese: non prendiamocela con una congiura franco-tedesca), negli editoriali internazionali.

Se Matteo Salvini vuole governare bene vi deve leggere un richiamo alle responsabilità che lo attendono. E’ libero di denunciarle come interferenze se invece vuol far (già) campagna elettorale: non esattamente quello che gli chiedono gli italiani.

STEFANO STEFANINI/lastampa

Castellammare, in Villa Comunale un corteo contro l’installazione del ripetitore telefonico

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Castellammare, in Villa Comunale un corteo contro l’installazione del ripetitore telefonico

Castellammare di Stabia, questa mattina presso la Villa Comunale della città delle acque, si sta svolgendo un corteo, organizzato dai residenti del Rione Spiaggia. Questo corteo si è reso necessario, a causa della possibilità, molto meno che remota, dell’istallazione di un ripetitore telefonico, proprio in Villa Comunale.

Interessato alla questione è stato soprattutto il Consigliere regionale, Alfonso Longobardi, che più volte ha incontrato i residenti, il quale si è impegnato a contattare l’avvocato Stefano Sorvino , Commissario dell’Arpac, l’ Agenzia regionale Protezione Ambientale, ed il sub-commissario ingegner Giovanni Improta. L’Arpac infatti è chiamata ad esprimere un parere tecnico obbligatorio sul ripetitore da installare nel Rione.

Questa mattina i residenti hanno deciso di marciare, una marcia silenziosa, scandita solo dal suono di un fischietto. Eppure tanto è stato detto, anzi quasi urlato, perchè a parlare sono state le parole che ognuno di loro aveva scritto su un foglio di carta A4, sul quale si poteva leggere “NO AL RIPETITORE. LE ONDE ELETTROMAGNETICHE DANNEGGIANO LA SALUTE”, oppure “LINEA VELOCE?…MORTE LENTA”. Perchè senza prenderci in giro, è questo che ci aspetta se si decidesse per l’installazione di un ripetitore così vicino al centro abitato, una morte lenta..

Ad accompagnare il corteo, anche il candidato Sindaco del Pd, Massimo De Angelis.

Napoli, sequestrati oltre 62mila “gratta e vinci” contraffatti provenienti dalla Turchia

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Napoli, sequestrati oltre 62mila “gratta e vinci” contraffatti provenienti dalla Turchia

Napoli. Nell’ambito della sistematica attività di controllo economico del territorio, il nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli ha individuato una spedizione, proveniente dalla Turchia, contenente oltre 62 mila “Gratta e Vinci” contraffatti. I tagliandi falsi, suddivisi in 12 colli, viaggiavano sotto le mentite spoglie di “depliant e brochure” e riproducevano – per colore, grafica e dimensioni – i biglietti autentici delle lotterie istantanee.

Nonostante le spedizioni fossero indirizzate a soggetti indicati con false generalità, l’attività investigativa e informativa tempestivamente condotta sul momento ha consentito di individuare non solo i reali destinatari dei biglietti contraffatti – identificati in un napoletano e una donna di origine rumena – ma anche le rispettive residenze, presso le quali sono state immediatamente eseguite le necessarie operazioni di perquisizione locale. Le ricerche effettuate hanno disvelato, tra l’altro, la predisposizione di documentazione – anch’essa falsa – riproducente l’asserita legalità della provenienza dei “Gratta e Vinci”, mediante una fittizia attestazione della società Lottomatica, concessionaria ministeriale delle iniziative di gioco della specie.

Disponibili in tagli da 2 a 20 euro, i “Gratta e Vinci” falsi erano pronti per essere proposti al pubblico – attraverso il ricorso a canali tuttora in fase di identificazione – causando una distorsione del sistema del gioco e gravi mancati introiti per le casse dello Stato, per un ammontare complessivo di oltre 550 mila euro, che – senza il fruttuoso intervento del Corpo – oltre a non consentire alcuna possibilità di vincita agli acquirenti, avrebbero avuto il mero effetto di irrobustire le tasche degli ideatori della frode.

1000 Miglia 2018: i premi e le dichiarazioni degli organizzatori

Marc Newson e Joel Berg sono gli autori della Coppa e delle Medaglie 1000 Miglia, i premi prestigiosi che saranno assegnati ai vincitori della trentaseiesima rievocazione storica della Freccia Rossa. Newson e Berg sono due icone di fama mondiale del mondo del design e della comunicazione. Diversi lavori di Newson sono considerati veri e propri simboli culturali e sono esposti nei musei più importanti del mondo, come il MoMa di New York e il Vitra Design Museum di Basilea. Nel 2005, Newson è stato anche inserito dal Time nella lista delle 100 persone più influenti al mondo. Tra i suoi progetti più prestigiosi, annoveriamo il design dell’Apple Watch, l’orologio di culto che ha segnato lo spostamento della tecnologia verso il lusso più ricercato. Invece Berg ha collaborato con brand del calibro di Donna Karan, Calvin Klein, H&M, Benetton e Marc O’Polo, curando l’immagine dei prodotti nei mercati internazionali.

DICHIARAZIONI DEGLI ORGANIZZATORI

PIERGIORGIO VITTORINI Presidente dell’Automobile Club di Brescia «La 1000 Miglia porta con sé lo spirito della nostra città, di questa Brescia vivace e mai doma. Di questo sogno che si avvera ogni anno mi piace essere testimone e sono orgoglioso di essere compartecipe, a nome dei tantissimi soci del nostro Automobile Club che da 91 anni opera con spirito di servizio e senso di appartenenza a questa collettività».

ALDO BONOMI Presidente 1000 Miglia Srl «1000 Miglia, con la sua spinta verso il progresso tecnologico ha promosso una cultura del miglioramento. Competizione, lealtà e determinazione sono i valori ancora attuali dell’identità di 1000 Miglia: la coesione sociale è elemento identitario. Piloti e pubblico sono oggi, come ieri, accomunati dalla stessa emozione di scambio, gli uni inutili senza gli altri! La coesione è competizione, è significato, comportamento ed attitudine».

FRANCO GUSSALLI BERETTA Vicepresidente 1000 Miglia srl «La 1000 Miglia è un’eccellenza da valorizzare e far conoscere nella sua identità. 1000 Miglia è un modo di vivere che avvicina e conquista le persone attraverso la passione per i motori, certo, ma anche attraverso i valori che la caratterizzano: unicità, dinamicità, tecnologia, fairplay, audacia».

ALBERTO PIANTONI Amministratore Delegato di 1000 Miglia Srl «Le auto che oggi onorano la Freccia Rossa, e che ancora competono, sono pezzi d’arte in movimento, sono l’affermazione di un sapere artigiano che travalica il tempo e si proiettano verso il design ed il bello, il gusto ed il fashion. Porre la cultura al centro della nostra iniziativa, significa essere lungimiranti e non guardare in modo opportunistico al contingente, ma raccogliere la sfida che è lo spirito di 1000 Miglia».

MARIA BUSSOLATI BONERA 1000 Miglia Charity «Sono felicissima di essere qui, oggi, a rappresentare il cuore grande di Brescia, che si è unito a quello pulsante di 1000 miglia in un ambizioso progetto in favore dei bambini della nostra città. A questa iniziativa, sostenuta fortemente da AC Brescia e 1000 Miglia Srl, hanno aderito moltissime imprese e Associazioni di categoria bresciane, testimoniando una forte capacità del territorio di fare sistema. Già dal 2016, con Alisolidali abbiamo legato alla 1000 Miglia iniziative di solidarietà mirate, culminate oggi in 1000 Miglia Charity. Desidero ringraziare di cuore tutte le persone e tutte le realtà che si sono impegnate in questa meravigliosa rete di solidarietà, per Brescia e per i bresciani e, ovviamente, un ringraziamento speciale a 1000 Miglia. Auspico che anche quest’anno, la gara di auto storiche più bella del mondo riesca catalizzare l’attenzione internazionale sulla nostra città, sui nostri prodotti e sul talento dei bresciani».

Torre Annunziata, trans in auto con droga e un 75enne non si ferma al posto di blocco: i dettagli

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Torre Annunziata, trans in auto con droga e un 75enne non si ferma al posto di blocco: i dettagli

Torre Annunziata, sono emersi dei dettagli riguardo l’uomo di 51 anni, Michele R, che nella serata di lunedì, nella rotonda di via Plinio a Torre Annunziata, al confine con Boscoreale e Pompei, non si è fermato al posto di blocco della polizia, mettendo su un vero e proprio inseguimento. Come riportato dal giornale “Il Mattino”, si tratterebbe di un trans, residente a Pompei, che nella propria auto, una Lancia Musa, era in compagnia di un cliente di 75 anni, e in più il 51enne, nascondeva anche 3,8 grammi di cocaina, e in più è stata trovata anche della sostanza da taglio, stupefacente per altri 37 grammi. Nella folle corsa in direzione Pompei, il 51enne che lavora come parrucchiere proprio nella città mariana ha lanciato dal finestrino un pacchetto contente la droga.

La macchina di R. è stata raggiunta dopo circa un chilometro, ma l’uomo alla guida, per evitare di essere bloccato, ha effettuato una manovra brusca andando a finire contro l’auto della Polizia, che si è danneggiata per l’impatto. La vettura guidata dal 51enne, intestasta alla sorella, è stata sequestrata come si come la droga. L’uomo sarà giudicato con rito direttissimo.

Ercolano, morto per un incidente in moto: dopo 5 anni a caccia della verità

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Ercolano, morto per un incidente in moto: dopo 5 anni a caccia della verità

Ercolano. Sono passati 5 anni dall’incidente in moto che costò la vita ad Andrea Coppola, 46 anni. La moglie Maria non si rassegna alla sua scomparsa così improvvisa, e dopo tutto questo tempo è ancora alla ricerca della verità. Come riportato dal giornale “il Mattino”, Maria si è appellata al buon cuore delle persone, “Chi ha visto qualcosa mi aiuti a trovare la verità”, queste le sue parole.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Andrea sarebbe morto, in sella alla sua Honda  CBX 750 usata, un nuovo acquisto che l’uomo voleva provare, “giunto in prossimità di un’ampia curva, perdeva il controllo della moto, impattando contro il cordolo del marciapiede alla sua destra. A seguito dell’impatto, il centauro veniva catapultato contro un palo di illuminazione pubblica, mentre il motoveicolo arrestava la propria corsa dopo circa 10m metri di scarroccio”.

Secondo questa ricostruzione, la tragedia è avvenuta per una disattenzione di Andrea, ma la moglie non ne è convinta: la sua idea è che, essendo via Vesuvio, una zona trafficata, l’incidente del marito sia stato causato dalla disattenzione di altri, di qualcuno che poi è scappato via senza prestare soccorso ad Andrea. Perchè Andrea, al momento dell’impatto risulta essere ancora vivo, la è la cosa in ospedale ad essergli vana. La tesi di maria è avallata, anche da una perizia di parte, secondo la quale, per come è avvenuto l’incidente, per la velocità del mezzo, per il fatto che la moto fosse in salita e per altri parametri, è possibile ipotizzare che Coppola si sia visto tagliare la strada da un veicolo che, in senso opposto, ha invaso la sua corsia.

 

Castellammare, il candidato Sindaco Di Martino si esprime sulla gestione dell’acqua: ecco le sue parole

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Castellammare, il candidato Sindaco Di Martino si esprime sulla gestione dell’acqua: ecco le sue parole

Castellammare di Stabia, il candidato a Sindaco per le Liste Civiche, Andrea Di Martino, anch’egli non nuovo all’esperienza politica, in quanto vicesindaco della precedente amministrazione Pannullo, si è espresso riguardo la questione “acqua pubblica”, molto cara alla cittadinanza tutta. Sulla sua pagina ufficiale, si legge un suo personale commento. Riportiamo:

“Chi dice oggi agli stabiesi che l’acqua tornerà ad essere gestita dal comune prende un impegno che sa di non potere mantenere. Una promessa da campagna elettorale. Non lo consentono le norme e non ci sono le risorse economiche e di personale per ritornare ad una gestione diretta dell’acqua. Io con gli attivisti che si battono per l’acqua come bene di tutti voglio prendere un altro impegno. Istituirò da subito un tavolo per ragionare sui costi del servizio e, libero da condizionamenti e nel solo interesse degli stabiesi, chiederò tariffe sociali per le famiglie in difficoltà. Vigilando che non ci siamo mai sprechi di danaro pubblico e trattative sulle poltrone. Un patto senza interferenze da parte di politici e rappresentanti istituzionali che non siano coinvolti nel governo di Castellammare.”

Ecco, con queste parole Di Martino, chiarisce da subito che l’acqua non potrà ritornare ad essere gestita dal Comune, ma certamente si potrà lavorare per una riduzione dei costi del servizio. Staremo a vedere.