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Scafati, Comune sul gioco d’azzardo: presto un regolamento per contrastare la ludopatia

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Lotta alla dipendenza da gioco d’azzardo: a Scafati verrà presto emanato un regolamento per contrastare il fenomeno della ludopatia

Durante la serie di incontri che la Commissione straordinaria del Comune di Scafati ha avuto con i gruppi locali del Partito democratico e di Fratelli d’Italia è stato dato il via libera “al regolamento per contrastare il fenomeno della ludopatia”, molto sentito a Scafati come nel resto del sud da quanto si evince negli studi al riguardo.

Il prefetto Giorgio Manari, capo della triade che amministra la città dell’Agro dopo lo scioglimento per camorra, si è confrontato con le forze politiche scafatesi, annunciando diversi provvedimenti.
“L’incontro è stato solo il primo passo verso una interlocuzione speriamo sempre più costante tra Ente e cittadinanza – ha affermato Michele Grimaldi del Pd – la Commissione ha ereditato una difficile situazione, per colpa di chi per otto anni ha pensato solo ai propri interessi”.

La ludopatia è un disturbo del comportamento inserito anche nel DSM che ne ha descritto i sintomi:

  1. È assorbito dal gioco, per esempio è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare modi per procurarsi denaro per giocare;
  2. Ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato;
  3. Tenta di ridurre, controllare o interrompere il gioco d’azzardo, ma senza successo;
  4. È irrequieto e irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo;
  5. Gioca d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico, per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione;
  6. Dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora, rincorrendo le proprie perdite;
  7. Mente alla propria famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l’entità del coinvolgimento nel gioco d’azzardo
  8. Ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo
  9. Ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo;
  10. Fa affidamento sugli altri per reperire denaro per alleviare la situazione economica difficile causata dal gioco, “operazione di salvataggio”.

Piano di Sorrento, bus EAV in fiamme: a bordo studenti, tragedia sfiorata

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Autobus EAV in fiamme mentre trasportava studenti da Piano di Sorrento. Il Sindacato:”Tragedia sfiorata, bisogna cambiare il modello di manutenzione”
Giunge la notizia di un nuovo incidente che avrebbe coinvolto un pullman dell’EAV: a causa di una serie di guasti meccanici, questa mattina, per la seconda volta, un autobus dell’azienda ha preso fuoco.
Dal pullman, che viaggiava da Piano di Sorrento verso Sant’Agata sui due Golfi, riferisce TvCity, è improvvisamente iniziato a fuoriuscire del fumo.
A quel punto l’autista ha fatto immediatamente evacuare il mezzo e ha allertato i vigili del fuoco, non riuscendo a domare le fiamme con gli estintori presenti sull’autobus.
Solo la tempestività dell’autista ha evitato la tragedia: il bus, avvolto completamente dalle fiamme, stava trasportando numerosi studenti.

Il sindacato OR.S.A., che tutela i lavoratori EAV, si domanda: “Quanto tempo deve ancora passare per capire che il modello di manutenzione intrapreso non è adeguato e che l’età media del parco veicoli è troppo elevata?”.
“Si è cambiato metodo sulle manutenzioni, forse per abbassare i costi – prosegue la nota del sindacato – però il vecchio sistema funzionava! È evidente a tutti che non abbiamo mai avuto una tale concentrazione d’incidenti. Vogliamo aspettare un incidente più grave?
Un altro incendio, un’altra rottura sterzo o freni? Da qualche parte, da parte di qualcuno c’è stato un errore: si cambi direzione il più presto possibile, si identifichino le procedure amministrative di selezione, di comando, di controllo, di manutenzione per evitare il ripetersi di tali eventi, prima che accada qualcosa di irreversibile per i lavoratori e per i viaggiatori”.

Torre Annunziata, Tragedia di Rampa Nunziante: torna a casa il pescatore sopravvissuto al crollo

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Ritorna sul luogo la tragedia di Rampa Nunziante il pescatore sopravvissuto per caso al crollo della palazzina di Torre Annunziata:”Porto via quel che è rimasto”

«Sto portando via il salvabile: due piatti, qualche bicchiere, quello che è rimasto nella mia vecchia casa dopo il crollo. Ora vivo da mia figlia». Queste le parole, raccolte da ilMattino, del pescatore sopravvissuto alla tragedia del 7 luglio dello scorso anno. Sul luogo vi è tornato forse per l’ ultima volta, Salvatore Iorio, che quel giorno si salvò perchè uscito all’alba in barca per pescare. Il crollo lo vide dal “suo” mare, poco distante.
La tragedia di Rampa Nunziante, come viene ricordata, causò la morte di otto persone. Una vicenda che i cittadini oplontini non dimenticheranno mai.
Oggi il pescatore, accompagnato da carabinieri, vigili del fuoco e polizia municipale, è rientrato in quel palazzo. Ha fatto le scale, è salito al quarto piano. Ha svuotato soprattutto i cassetti della vecchia cucina. Nessuna emozione particolare, solo un tremolio nella voce quando ha riposto alcune suppellettili, una volta recuperate, all’interno di un vecchio zaino nero: «Ho portato via le ultime cose rimaste – ha detto sospirando – . Qualcosa utile anche per pescare in estate. Porterò tutto da mia figlia. Ora vivo con lei, sempre qui, a Torre Annunziata. Ma – conclude – niente per me è come prima. Lei abita in un’altra strada. È lontana dal mare».

Napoli, Borrelli sul ministro Costa:”Al Ministero dell’Ambiente un vero ambientalista”

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Il consigliere regionale della Campania, Francesco Emilio Borrelli, commenta così la nomina di Sergio Costa al Ministero dell’Ambiente:”All’ ambiente un vero ambientalista”

“Con Sergio Costa alla guida del Ministero dell’ambiente potremmo contare su un autentico ambientalista che ha sempre difeso la propria terra con il massimo impegno, personale e professionale”. Lo ha detto il consigliere regionale della Campania dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Terra dei fuochi, ricordando che “nel corso degli anni ho più volte avuto modo di lavorare con Costa, anche negli anni in cui eravamo entrambi in Provincia di Napoli, io come assessore ai parchi e alle aree protette e lui come comandante della Polizia provinciale”.
“Ora siamo pronti a collaborare per continuare il lavoro avviato in Regione per la rimozione delle ecoballe, le bonifiche e la lotta alla Terra dei fuochi”, ha aggiunto Borrelli, per il quale “lo spirito ambientalista che ha sempre contraddistinto il lavoro di Costa sarà il collante per una proficua collaborazione istituzionale”.

La notizia della sua nomina è stata celebrata anche dalle diverse associazioni campane che da anni si battono per la salvaguardia del territorio che sperano, grazie alla rappresentanza del neo ministro Costa, che la loro battaglia sia ora portata avanti anche dal Governo.

Il “fuggiasco di Pompei” portò con sè la cosa più preziosa che possedeva

Pompei stupisce ancora

UN SACCHETTO CON 20 MONETE DI ARGENTO e BRONZO, STRETTO AL PETTO. COSÌ SCAPPAVA IL FUGGIASCO DI POMPEI

Lo scheletro recentemente rinvenuto nella Regio V durante gli scavi presso il sito di Pompei, oltre a sbalordire il modo del decesso,  un masso in testa che tranciandogli il capo e separandolo dalla torace pose fine alla sua vita; crea interesse sul bene che portava con se durante la fuga.

Insieme al corpo sono state rinvenute 20 monete d’argento e 2 in bronzo contenute in una piccola sacca che l’uomo teneva stretto al petto.

Forse doveva essere l’unico bene prezioso a portata di mano che poteva portare facilmente con sé, qualcosa che lo avrebbe aiutato nel sostentamento dei giorni futuri.

Durante l’attento scavo dello scheletro, dapprima sono emerse tre monete tra le costole, mano a mano che le ossa sono state spostate per poi essere studiate presso il Laboratorio di ricerche applicate del Parco archeologico di Pompei, sono  emerse dal terreno le altre monete. 

Poco è rimasto della piccola borsetta, anche essa sarà posta alle analisi per stabilire con certezza il materiale di cui era composta. Il tessuto o la pelle del sacchetto potrebbe dare piccole informazioni per ipotizzare il  rango a cui apparteneva l’individuo.

Facendo un piccolo calcolo, in base alle monete potrebbero trattarsi di 80 sesterzi e mezzo, queste monete potevano garantire il sostentamento di una famiglia di tre persone per 14/16 giorni. Inoltre si è potuto dichiarare che le monete appartengono ad un arco cronologico molto vario.

Ad un primo esame, 15 monete apparterrebbero all’epoca Repubblicana, quindi dalla metà del II a.C., una delle più tarde, è un denario legionario di Marco Antonio, molto diffusa a Pompei, con la scritta collegabile alla XXI Legio.

Poche monete di epoca imperiale invece sono state individuate ed apparterrebbero secondo le prime analisi  ai denari forgiati da Ottaviano Augusto oltre che a due denari di Vespasiano.

 

 

Castellammare, fermati i tre presunti stupratori della 12enne: tutti minorenni

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Tre minorenni fermati dalla Polizia per la violenza sessuale subita da una 12enne a Castellammare di Stabia

L’Ansa riferisce che nella giornata di oggi i tre minorenni accusati della violenza sessuale avvenuta ad aprile a Castellammare di Stabia ai danni di una dodicenne sono stati fermati dalla Polizia. I fermi, ordinati dalla procura presso il tribunale dei minori di Napoli, giungono dopo le indagini degli agenti della Squadra mobile partenopea e del commissariato di Castellammare.
Dai pochissimi elementi filtrati fin’ora si sa che la 12enne avrebbe deciso di denunciare gli abusi dopo un mese di silenzio perchè convinta da insegnanti e genitori: docenti e familiari, preoccupati per le sue condizioni emotive visibilmente alterate, erano riusciti dopo molte insistenze a farsi raccontare l’accaduto. In un primo momento era stato riportata da alcuni giornali la notizia di una sua gravidanza che l’avrebbe convinta ad intraprendere la denuncia, notizia errata come ha voluto sottolineare l’avvocato di famiglia.
La 12enne avrebbe spiegato di aver accettato un invito a uscire in motorino da parte di un ragazzo più grande, invito trasformatosi in una trappola quando l’accompagnatore ha condotto la vittima in un luogo appartato, in campagna, dove sarebbero avvenuti gli abusi anche da parte di altri due adolescenti giunti nel frattempo.

Faito, ad agosto prolungati gli orari della funivia: i dettagli

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Ad agosto corse della funivia del Faito fino alle ore 21:00

Nel mese di agosto gli orari della funivia che collega la città di Castellammare di Stabia a Monte Faito saranno prolungati fino alle ore 21:00. Un’iniziativa che consentirà agli amanti della montagna la possibilità di trascorrere una giornata intera  usufruendo del servizio della storica “panarella” sia all’andata sia al ritorno

Di seguito l’annuncio sulla pagina del Parco Regionale dei Monti Lattari:

La funivia del Faito di notte, l’incanto del Golfo di Napoli che brilla con mille luci che si riflettono nel mare. Grazie all’Eav e al suo presidente Umberto de Gregorio, nel periodo più intenso di agosto la funivia sarà attiva fino alle ore 21. E per gli amanti della montagna ci sarà la possibilità di trascorrere una giornata intera sul Faito prendendo la “panarella” sia all’andata sia al ritorno. 27 anni dopo, il fascino della Funivia al calar della sera tornerà ad ammaliare i viaggiatori”.

Dopo 88 giorni di travagliata gestazione è fiocco gialloverde: auguri all’Italia

E’ nato, è fiocco gialloverde. Ieri sera, quando si era quasi al taglio cesareo per portare a termine un lungo (88 giorni) e “travagliato travaglio” che negli ultimi 7 giorni era diventato altamente pericoloso, il parto (quasi) spontaneo è alla fine arrivato.
Grazie al taglio del cordone Savona che si stava avvolgendo alla gola del nascituro, rischiando di strangolarlo prima ancora di nascere, il piccolo Gialloverdino ha visto la luce ed il fiocco gialloverde è stato affisso ai portoni dei Palazzi governativi romani.

Non essendoci ancora in Italia la “genitorialità surrogata” la paternità è stata registrata a nome di Conte, e la maternità a Democrazia, mentre i due veri papà, Salvini e Di Maio, per restare a stretto contatto del nascituro e sempre in casa senza destare “commenti”, si sono assegnati il ruolo di padrini.
Sempre i “padrini”, per non affaticare il Papà putativo, hanno scelto anche il personale di servizio necessario ad accudire e far crescere il neonato secondo il loro credo quantificandolo in 14 uomini e 5 donne.
Identificato il numero utile (o necessario che dir si voglia) hanno selezionato con cura 19 persone disposte a seguire i loro comandi e, ad ognuno, hanno assegnato un ruolo ben preciso con un’unica chiara indicazione: attenersi agli ordini dati, o che dovessero essere dati in corso d’opera, senza discutere ne deviare. Insomma, il vecchio e sempre caro (alla destra): Credere, Obbedire, Combattere (se vogliamo, essendo in quel di Roma: Credo, Pugna, Parere di “romana/latina” memoria)

E questo è, ad ora. Oggi, alle 16, il battesimo e poi: lunga vita a Gialloverdino e …. io speriamo che me la cavo

Stanislao Barretta

Meta di Sorrento, l’Hotel Alimuri sarà parte civile nel processo sullo stupro della turista inglese

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Meta di Sorrento, l’Hotel Alimuri sarà parte  civile nel processo sullo stupro della turista inglese

Meta di Sorrento, l’hotel Alimuri, che è stato il set dello stupro  che la turista inglese di 50 anni ha subito, nell’estate del 2016, parte di 5 dipendenti dell’attività, ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro gli stupratori. A farlo sapere è la direzione dello stesso hotel che ribadisce «la assoluta estraneità della Alimuri srl» ai fatti oggetto delle indagini.

La violenza, risulterebbe ancora presunta, ma sta di fatto, che in base alle prime prove rinvente, comunque  Antonino Miniero, Gennaro Davide Gargiulo, Raffaele Regio e Francesco Ciro D ’Antonio, rimangono in carcere, in attesa del processo. Tutti, ovviamente, restano innocenti fino a eventuale sentenza di condanna definitiva.

Gli indagati hanno respinto le accuse, spiegando che tutti i rapporti sessuali consumati con la donna sarebbero stati consenzienti. La direzione dell’Hotel Alimuri, ha fatto sapere di essere «in attesa che la magistratura faccia piena luce» sulla vicenda, ma chiarisce che «all’interno dell’Hotel Alimuri non vi sono alloggi destinati al personale dipendente, atteso che da diversi anni le camere e/o mini appartamenti messi a disposizione ed utilizzati dai propri dipendenti sono tutte esterne alla struttura e distanti qualche centinaio di metri dall’albergo; quanto alle cinque persone tratte in arresto, queste già da tempo non lavorano più per l’Alimuri; l’unico dipendente ancora in servizio – le cui mansioni comunque non prevedevano rapporti con il pubblico – è stato immediatamente licenziato».

L’albergo come detto su, si costituirà parte civile, per «tutelare la propria immagine e quella del personale attualmente in servizio, che presta la propria opera con dedizione e correttezza assoluta».

Torre Annunziata, al “Giraud” il triangolare “Calcio Insieme”

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Allo stadio “Giraud” di Torre Annunziata si giocherà La kermesse sportiva “Calcio Insieme”

Si terrà allo stadio “Giraud” di Torre Annunziata la manifestazione conclusiva del XXIV 2017/2018 – Torneo del progetto “Calcio Insieme”.

La kermesse sportiva, organizzata dall’Asl Na3 Sud nell’ambito della “Giornata della Pace”, e patrocinata dal Comune oplontino, vedrà impegnate in un triangolare, la squadra del Dipartimento di Salute Mentale UOSM di Torre Annunziata-Pompei con quelle di altri Centri di Salute Mentale della Regione Campania.

L’obiettivo del progetto è quello di creare importanti momenti di aggregazione, finalizzati all’elaborazione di una pianificazione terapeutica rivolta ai bisogni dei pazienti.

Il calcio d’inizio è fissato alle ore 16,00 del giorno venerdì 8 giugno, con l’accesso al pubblico limitato al settore “Tribuna”.

 

Torre Annunziata, accoglienza turistica: presentato decalogo dell’Arev-OD

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Torre Annunziata, accoglienza turistica: presentato decalogo dell’Arev-OD

Torre Annunziata, l’Arev-OD , il cui presidente è Aldo Avvisati, l’associazione che raggruppa gli operatori delle ricettività del comprensorio, ha presentato nei giorni il suo “decalogo” per rendere indimenticabile il soggiorno dei visitatori a Torre Annunziata e nei Comuni limitrofi. Il “manifesto dell’ospitalità diffusa” parte da 10 punti che rappresentano delle regole che gli imprenditori alberghieri devono rispettare, sul modo di accogliere il turista, o comunque l’ospite.

Nei primi “comandamenti”, ci si sofferma sui servizi da offrire riguardanti  l’assistenza, basato sulla chiarezza, trasparenza e completezza di informazioni inerenti la propria prestazione. fondamentale è l’ascolto e il soddisfacimento delle richieste-esigenze del turista.

Il quinto “comandamento” è rappresentato dalla capacità dell’operatore turistico di “narrare” il territorio circostante, cosa che implica innanzitutto conoscerlo nei suoi aspetti storici e culturali. Bisognerà, ovviamente, aver cura della pulizia e del decoro dei locali che ospitano i turisti e delle aree circostanti la propria struttura ricettiva. Bisogna dimostrarsi sempre disponibili, e collaborare, costruendo una fitta rete, con gli altri operatori, per promuovere la buona accoglienza ed il territorio.

Napoli, Vomero: impianti igienici abbandonati lungo i marciapiedi

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Vomero: impianti igienici abbandonati lungo i marciapiedi.Guerra agli incivili che degradano il quartiere

Napoli. “ I tentativi di risolvere, una volta e per sempre, i problemi legati alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, a partire dai cosiddetti ingombranti, verranno sempre vanificati, se tutti i napoletani non acquisiranno un senso civico ma anche se gli uffici a tanto preposti non faranno fino in fondo il loro dovere, dichiarando guerra totale ai trasgressori e applicando le severe sanzioni del caso  – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Non vedo come si possa parlare di raccolta differenziata nel capoluogo partenopeo quando, a tutt’oggi, non si riescono neppure a far applicare le apposite procedure previste per il prelievo, in particolare, dei rifiuti ingombranti o per lo smaltimento dei materiali di risulta “.

 “ Così le strade di uno dei più bei quartieri di Napoli, centro commerciale di primaria importanza, terzo per presenze in Europa, sono sovente ridotte a vere e proprie minidiscariche. Il riferimento è al Vomero – puntualizza Capodanno -, dove, anche in questi giorni, lungo i marciapiedi non è difficile imbatterti in vere e proprie minidiscariche a cielo aperto, dove, tra i tanti oggetti abbandonati risaltano anche un lavello e un vaso sanitario a pavimento, in ceramica “.

 Capodanno, con l’occasione, chiede una maggiore vigilanza da parte degli organi competenti, affinché episodi come quello segnalato non abbiano più a ripetersi, individuando, in tempi rapidi, anche con l’ausilio delle telecamere della videosorveglianza, i trasgressori e comminando le sanzioni del caso.  Nel contempo sollecita una ricognizione capillare da parte dell’azienda a tanto preposta, per il prelievo di tutti gli ingombranti abbandonati sul territorio collinare della Città.

Hamsik: “Futuro? Ho un contratto con il Napoli e si vedrà”

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Le parole del capitano del Napoli Marek Hamsik sul suo futuro e su Carlo Ancelotti

Il capitano del Napoli Marek Hamsik ha rilasciato delle dichiarazoini ai microfoni di premium al termine dell’amichevole tra Slovacchia e Olanda. Queste le sue parole:

“Contro l’Olanda è stata una partita molto tirata e bella, piena di azioni. Il risultato finale è stato un pareggio giusto. Sono un appassionato di calcio e sicuramente guarderò i Mondiali. Favorite? vedo favorite Spagna, Brasile e Germania. Futuro? Ho un contratto con il Napoli e si vedrà. Sto pensando solo alla prossima gara che dovrò fare con la nazionale poi mi godrò le vacanze. Ancelotti può essere determinante, è un allenatore che può dare forza al Napoli”

Castellammare, amministrative: i sindacati dei pensionati richiedono proposte per gli anziani

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Castellammare, amministrative: i sindacati dei pensionati richiedono proposte per gli anziani

Castellammare di Stabia, i sindacati per i pensionati, ovvero Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil, richiedono un impegno, da parte dei candidati a Sindaco, alle prossime elezioni amministrative del 10 giugno, di approcciarsi alle tematiche, non solo del lavoro, del turismo e delle opere pubbliche, ma anche quelle che riguardano, le tematiche che stanno più a cuore ai pensionati , chiedono ai candidati a sindaco un impegno su questi punti all’ordine del giorno. In una lettera di due pagine, come riportato da punstostabianews,  Antonio De Luca, Salvatore Esposito e Ferdinando Oliviero chiedono ai candidati “di tener conto di queste riflessioni, di essere ascoltati”. I rappresentanti sindacali “chiedono che vengano messe da parte le situazioni personalistiche mirate alla sola conquista di poltrone, sedie e sgabelli e che servano i cittadini, nonché si servano del cittadini”. Rivendicano un ruolo propositivo i sindacati che dichiarano come i “pensionati hanno più volte, espresso e dimostrato con i fatti, che possono essere di aiuto, di supporto e non di ostacolo alla macchina amministrativa”. Lo scopo è realizzare un protocollo d’intesa.

Intanto i candidati, attualmente, hanno delineato anche un piano per la cultura: vedremo nei prossimi giorni quali saranno le proposte per la questione anziani della città.

Castellammare, a processo l’operaio orco: la vicenda

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A processo l’operaio di Castellammare di Stabia che avrebbe molestato due bimbi di sei anni

Avrebbe molestato due bimbi di sei anni in un bar del centro di Castellammare di Stabia, l’operaio stabiese ha scelto il rito abbreviato.

Era venerdì 23 febbraio quando gli agenti di Polizia del Commissariato di Castellammare di Stabia, su delega della Procura di Torre Annunziata, si presentarono nella sede di Fincantieri di via Dulio dove l’operaio era in servizio. Alcuni minuti prima i poliziotti si erano recati presso l’abiazione per notificargli l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di due bimbi di sei anni.

L’inchiesta era partita in seguito alla denuncia fatta dal padre dei due ragazzini, che si basava soprattutto sulla testimonianza di una cassiera dell’attività commerciale, la prima ad aver notato delle presunte attenzioni morbose che l’operaio mostrava nei confronti dei due bambini. Durante l’attività investigativa sono state acquisite anche le immagini della videosorveglianza interna al bar. Immagini brevi che secondo la difesa, sono anche piuttosto confuse. Secondo quanto riportato da puntostabianews sul caso inizierà il processo.

L’operaio ha optato per il rito abbreviato dopo che la Procura aveva chiesto il giudizio immediato. La difesa dell’uomo ha deciso di procedere con la richiesta di rito abbreviato formalizzando anche una proposta di risarcimento alle vittime. Potrebbe chiudersi così una vicenda controversa che scoppiò nel mese di febbraio.

Piano di Sorrento, 26enne di Sant’Agnello arrestato per spaccio di droga: i dettagli

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Piano di Sorrento, 26enne di Sant’Agnello arrestato per spaccio di droga: i dettagli

Piano di Sorrento, in località Marina di  Cassano, è stato arrestato un ragazzo di 26 anni per spaccio di marijuana. Si tratta di Giuseppe Celentano, pescatore, già noto alle forze dell’ordine, che è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Piano di Sorrento per spaccio. L’arresto è avvenuto in seguito ad una vicenda avvenuta questa notte, dove, il 26enne è stato notato mentre cedeva dosi di marijuana a 3 ragazzi. Questo ha portato al blocco dello spacciatore. Dopo il fermo, si è resa necessaria anche una perquisizione, in base alla quale, Celentano, è stato trovato in possesso di un involucro contenente altri 35 grammi della stessa sostanza. La droga è stata sottoposta a sequestro, il ragazzo è stato tradotto ai domiciliari in attesa del rito direttissimo.

 

Salerno confermato sequestro patrimoniale nei confronti di Monsignor Scarano

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Salerno, confermato il decreto di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale nei confronti del Monsignor Nunzio Scarano

La Corte di Appello di Salerno – Sezione delle Misura di Prevenzione ha confermato integralmente il decreto di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale emesso a gennaio 2017 dal tribunale di Salerno nei confronti del Monsignor Nunzio Scarano, rigettando il ricorso presentato dallo stesso. La Corte di Appello ha ritenuto, infatti, comprovata la pericolosità sociale del prelato avuto riguardo ai vari procedimenti penali a suo carico e dal tenore di vita sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, confermando la confisca ed il vincolo cautelare nei confronti del patrimonio di 5,5 milioni di euro in precedenza sequestrato.

Tale ultimo decreto costituisce quindi un’ulteriore conferma delle determinazioni a cui la Procura della Repubblica di Salerno era pervenuta a conclusione dei complessi accertamenti delegati alla Guardia di Finanza di Salerno e che avevano già portato a chiedere ed ottenere misure cautelari personali e reali nei confronti di Nunzio Scarano. Le indagini, svolte dai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria su delega di questa Procura della Repubblica hanno consentito di accertare non solo l’evidente sproporzione tra le fonti economiche e i corrispondenti impieghi posti in essere dal Monsignor Scarano ma anche di analizzare e qualificare attraverso la dettagliata disamina delle numerose operazioni sia finanziari e immobiliari l’origine la natura delle provviste utilizzate dal prelato.

A tal fine, decisiva è risultata l’attività di collaborazione internazionale avviata e perfezionata da questa procura con la corrispondente autorità giudiziaria elvetica attraverso il ricorso all’istituto della rogatoria che ha consentito di acquisire documentazione bancaria il cui esame è risultato determinante non solo per la certa riconducibilità delle società offshore dalle quali deriva la quasi totalità delle sproporzionate disponibilità finanziarie di cui lo Scarano ha potuto disporre, ma anche per la qualificazione delle cospicue risorse finanziarie accertate come “redditi non dichiarati” e pertanto illecite.

Castellammare, ecco il programma per la cultura del candidato Sindaco Scala e di LeU

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La cultura per rigenerare la città. “Tutti gli strumenti di salvezza che un popolo mette in essere per progettarsi nel futuro è cultura.” è tutto cultura!

Castellammare di Stabia vive una crisi di identità. I cittadini appaiono disorientati. I tradizionali luoghi di aggregazione sociale stentano a organizzare la domanda di cambiamento che pure esiste tra la popolazione, specie tra i giovani. In linea con quanto accade nel resto del Paese, i luoghi dello stare insieme si caratterizzano sempre più come somma di individualismi piuttosto che come espressione di un’anima comune e del senso di appartenenza a una comunità. I beni e le attività culturali sono lo strumento principale per ricreare “comunità” in una città dalle grandi potenzialità come Castellammare di Stabia, mettere al centro dell’azione amministrativa i beni culturali diventa strategico per rilanciare la città e tentare di offrire risposte anche in termini di sviluppo economico e turistico ai bisogni delle giovani generazioni.
Occorre riprendere subito i rapporti con la Soprintendenza di Pompei, firmare la convenzione per la Reggia e lavorare a un protocollo che delinei le tappe e le iniziative comuni, anche con l’apporto della Regione, per valorizzare le nostre risorse.
A dare slancio e occasione di crescita è la riforma museale che ha attribuito autonomia ai grandi musei italiani e ha inserito il sito archeologico di Pompei in una rete di rilevanza internazionale.
Gli scavi di Stabiae hanno un’occasione storica: sono parte del Parco archeologico di Pompei che, dopo la riforma museale, non comprende più il sito di Ercolano, a sua volta divenuto museo autonomo. Pertanto Stabiae può beneficiare, nell’attuale fase conclusiva del Grande progetto Pompei da 105 milioni di euro, di una straordinaria attenzione da parte della soprintendenza pompeiana. Questo per due ragioni:

1) Il Parco archeologico di Pompei è pronto sulla base di un Accordo di valorizzazione (ai sensi del Codice dei beni culturali) ad aprire nel Palazzo reale di Quisisana, il Museo archeologico di Stabiae e la Scuola dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

2) La collina di Varano con il suo prezioso e poco conosciuto patrimonio archeologico è al centro di un progetto di studio e di valorizzazione finalmente a guida pubblica che vede coinvolto il Parco archeologico di Pompei e sei università italiane ed estere.
Questi due fattori rendono possibile la costruzione di una rete civica che guardi all’archeologia come occasione di formazione e sviluppo. Anche la nascita di una Scuola nazionale porta per la prima volta in città un’esperienza formativa che richiamerà docenti e studenti di livello universitario da altri parti del Paese.
Allo stesso tempo, all’interno dei piani della “buffer zone” del sito Unesco di Pompei, Ercolano e siti vesuviani, va inserito il tema del collegamento ferroviario tra Pompei, Castellammare, Oplontis, Ercolano, Portici e Museo di Pietrarsa, attraverso un progetto di turismo ferroviario su linee storiche che valorizzi la stazione Fs di Castellammare (aperta nel 1842, oltre 175 anni fa, la più antica stazione “di testa” d’Italia) e la linea ferroviaria voluta dai Borbone, prima in Italia, anche per le possibilità di ripristinare i collegamenti turistici verso Gragnano, capitale della pasta.
L’amministrazione comunale deve pertanto non solo perseguire la collaborazione col Parco archeologico di Pompei, ma programmare a Castellammare una serie di attività di formazione e valorizzazione collegate.
Va avviato il “Grande progetto Stabiae”: scuole, associazioni, giovani, imprese, istituzioni devono essere protagoniste. Si possono utilizzare il Palazzo di Quisisana e altri edifici in città (il Palazzetto degli sport del Mare, le Antiche Terme da subito, la nuova sede della Biblioteca comunale nell’ex Palazzo Gil e la sede della Biblioteca in corso Vittorio Emanuele che sarà dismessa, la sede dell’Azienda di cura soggiorno turismo di Castellammare di Stabia in piazza Matteotti) per ospitare mostre, laboratori d’arte, di lettura, di teatro e musica. La città deve essere vissuta e vivibile dai propri abitanti e solo così potrà essere meta di interesse turistico.
Va costruito il Calendario di Stabiae, una rassegna annuale che mese per mese offra a tutti
– in forme gratuite e a pagamento – spettacoli, rassegne, mostre d’arte, laboratori, seminari, visite guidate, trekking.
Anche il patrimonio edilizio ed ecclesiastico del centro antico può essere oggetto di un apposito percorso di valorizzazione, d’intesa con la Diocesi e con gli enti religiosi, coinvolgendo giovani organizzati in associazione o microimprese, anche attraverso l’utilizzo delle forme di sostegno all’imprenditorialità giovanile disponibili.
Un’attenzione particolare va data alla promozione della lettura: attraverso le scuole va realizzato un programma di presentazione di libri e incontri con gli autori che possa avvicinare sempre più le persone al libro.

Allo stesso tempo attenzione va data allo spettacolo dal vivo e quello riprodotto, offrendo sostegno e collaborazione a soggetti privati attivi nel settore. Il cinema, la musica, la danza e il teatro vanno diffusi non solo in quanto occasione di svago ma anche perché rappresentano, come modalità di fruizione, un esempio di consumo culturale collettivo non singolo.
Va ripresa l’idea e sottoposta a fattibilità l’istituzione di un Museo civico e del mare, dove raccontare la straordinaria storia delle costruzioni navali a Castellammare e, più in generale, la storia dell’abitato dall’età romana ai nostri giorni.

La Biblioteca comunale e l’Archivio storico vanno sempre più aperti alle nuove tecnologie per una loro condivisone e consultazione anche da remoto.

Afragola, rubavano energia elettrica: arrestati due imprenditori

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Rubavano energia elettrica: arrestati due imprenditori ad Afreagola

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli nel quadro della quotidiana attività di polizia economico-finanziaria hanno arrestato in flagranza di reato due imprenditori di Afragola titolari, rispettivamente, di un panificio e di un’autocarrozzeria, per il reato di furto aggravato di energia elettrica in danno di ENEL Spa.

A seguito di un’intensa attività info-investigativa e del successivo intervento presso i locali delle due attività commerciali, i Baschi Verdi del Gruppo di Frattamaggiore hanno verificato la presenza di un grosso magnete posto sulla parte superiore dei misuratori di corrente elettrica che alimentano le imprese.

L’intervento tecnico richiesto a personale specializzato dell’ENEL permetteva di constatare – mediante sistema di analisi del P.O.D. (point of delivery) – che il panificio, pur avendo regolarmente utilizzato macchinari e strumentazioni utili all’operatività dell’azienda, aveva realizzato un risparmio di spesa del 72% ammontante a circa 31.000 euro negli ultimi 5 anni, mentre, l’autocarrozzeria aveva realizzato un risparmio di spesa del 76% ammontante a circa 40.000 euro negli ultimi 2 anni.

Le Fiamme Gialle, al termine delle operazioni, dopo aver informato il Pm di turno, ponendo agli arresti domiciliari i due rappresentanti legali per il reato di furto aggravato.

Entrambi i responsabili delle attività commerciali, giudicati per direttissima dal Tribunale di Napoli Nord, sono stati condannati: 6 mesi di reclusione sono stati inflitti al titolare del panificio, mentre 8 mesi di reclusione al responsabile dell’autocarrozzeria.

L’attività di servizio svolta, testimonia il costante presidio, esercitato dalla Guardia di Finanza di Napoli sul territorio, a contrasto di tutti quei comportamenti in grado di minare la sana e leale concorrenza tra gli operatori, in danno dei consumatori e degli imprenditori che rispettano le regole del mercato.

Conclusi i lavori sulla Provinciale Capri- Anacapri

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Conclusi i lavori sulla Provinciale Capri- Anacapri

Sono finiti in anticipo i lavori sulla strada Provinciale tra Capri ed Anacapri, lavori che sarebbero dovuti terminare nel gennaio 2019. I lavori hanno interessato il rifacimento delle barriere protettive e di ripristino del piano viabile della strada provinciale. La strada presenta alcuni elementi di pericolosità, non solo per la sua estensione, ma anche a causa del fatto che raggiunge circa 400 metri sul livello del mare con strapiombi. Ed è proprio per questo che vi è stata la sostituzione totale del sistema di barriere con una nuova protezione in grado di garantire l’assorbimento di eventuali urti dei veicoli e contemporaneamente di soddisfare i requisiti estetici di controllo e tutela ambientale richiesti dal particolare pregio paesaggistico che caratterizza la zona.

E’ stato realizzato un parapetto in cemento armato rivestito in pietra da ambo i lati e coronato da un cordolo di mattoncini rossi dell’altezza di 80 cm, con sovrastante ringhiera in acciaio dell’altezza di 50 cm. Il tutto si va a legare ad una struttura di protezione di 130 cm complessivi. Il costo dell’intervento è stato di circa 750mila euro. Terminata la barriera, bisognerà passare al rifacimento del manto stradale, ma il tutto è stato spostato alla conclusione dell’estate, in modo da non creare problemi alla viabilità durante la stagione estiva.